Emily Dickinson

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VEDETE? NON SI FINISCE MAI DI APPRENDERE. STAMATTINA IL LOGOS MI HA DETTO DI MEDITARE EMILY DICKINSON. PUR AVENDONE SENTITO PARLARE, NON SAPEVO FOSSE UNA POETESSA. E ALLORA MI SONO INDUSTRIATO PER LEGGERE QUALCOSA. QUESTA DONNA HA VISSUTO COME UN ESSENO, DA SOLA, IMMERSA NELLA SUA COSCIENZA, CHIUSA SPESSO IN UNA STANZA. MA DI COSE NE DEVE AVER VISTE E SENTITE. LEGGETE QUESTE E VI RENDERETE CONTO COSA PUO’ SCRIVERE UN VERO SPIRITUALE. QUESTA DONNA NON FU CAPITA DAI SUOI CONTEMPORANEI, IN REALTA’ NON PUO’ ESSERE CAPITA NEANCHE DA QUELLI DI ORA. IL SUO LINGUAGGIO E’ COMPRENSIBILE SOLO A COLORO CHE HANNO VISSUTO DOVE HA DIMORATO LEI: NELLA SOLITUDINE….HO RACCOLTO PER VOI I VERSI A MAGGIORE CONTENUTO INIZIATICO-MISTICO. A LEGGERLI C’E’ UN SOLO ESSERE CUI POTREI ASSOCIARE LA DICKINSON: ERACLITO. CHI VUOL CAPIRE CAPISCA. E INOLTRE, CABALISTICAMENTE, IL SUO NOME E COGNOME CONTIENE MELKISEDEK

Dì tutta la verità ma dilla obliquaIl successo sta in un Circuito Troppo brillante per la nostra malferma Delizia La superba sorpresa della Verità Come un Fulmine ai Bambini chiarito Con tenere spiegazioni La Verità deve abbagliare gradualmente O tutti sarebbero ciechi –

Veleno è forse l’immortalità, se gli uomini ne senton così il peso? (da Dietro la porta n. 1728)

A tutti è dovuto il mattino, ad alcuni la notte. A solo pochi eletti la luce dell’aurora. (da Tutte le poesie, n. 1577)

Fragile patrimonio sono i sogni, ci fanno ricchi per un’ora, poi, poveri, ci scaraventano fuori dalla purpurea porta, sul duro recinto, dimora di prima.

Lasciarsi è tutto quello che sappiamo del paradiso | E tutto quello che ci serve dell’inferno.

Nessun sogno si può paragonare alla realtà, perché la Realtà stessa è un sogno dal quale solo una porzione di Umanità si è risvegliata e parte di noi è una Penisola non familiare

Era proprio un bel passaggio – “l’Impero sul quale non tramonta mai il Sole” – ma è stato applicato male – il suo significato è l’Immortalità

Potrebbe il pathos competere con quella semplice affermazione, “Non che noi abbiamo amato per primi Lui, ma che Lui ha amato per primo noi”?

Getsemani e Cana sono una strada trafficata

L’ha tanto amata da morire per lei, spiegò Gesù.

L’inizio del sempre è più tremendo della fine – perché è sostenuto da una vacillante identità.

Essere pronti al Regno dei Cieli che invade il nostro richiede anni di pena

Morire prima di aver paura di morire può essere un dono.

Visto che ci sono stanze nelle nostre Menti in cui – (nelle quali) non entriamo mai senza Scusarci – dovremmo rispettare i sigilli degli altri.

Non sono solo Sogni tutti i Fatti non appena ce li lasciamo alle spalle?

Emergere da un Abisso e rientrarci – questo è la Vita, non è vero?

Dio non può dismettere [annullare] se stesso.  Questa terrificante verità è a volte tutto ciò che resta.

L’amore inizio e fine di tutte le cose create Del quale questo (nostro) mondo vivente non è che l’ombra

Lo spirito non può essere mosso dalla Carne – dev’essere mosso dallo spirito – È strano che il più intangibili sia il più pesante – ma la Gioia e la Gravitazione hanno vie proprie. Le mie vie non sono le vostre vie

Non pensiamo abbastanza ai Morti come fonte di ebbrezza – Essi non dissuadono ma Adescano – Custodi di quella grande Avventura ancora preclusa a noi – mentre agogniamo (invidiamo) la loro saggezza lamentiamo il loro silenzio. La Grazia è ancora un segreto. Che siano esistiti nessuno può smentirlo. Che ancora esistano è una speranza così temeraria che ti ringraziamo di aver nascosto queste cose a noi e di averle rivelate a loro. Il potere e la gloria sono doni post-mortem.

Si dice she il Signore Gesù abbia detto – ricevi il mio Spirito – Siamo stati messi in luoghi separati a espiare la nostra temerarietà e a pensare a come dev’essere malevolo Gesù per gettarci nell’affanno quando non abbiamo fatto altro che Crocifiggerlo e ciò prima che fossimo nati

Quando diventa necessario per noi giocarci tutto sulla fede in un qualcos’altro come ad esempio l’Eternità, ci accorgiamo che è (scopriamo che è) impossibile fare il passaggio – La fede è inconsapevolmente per la maggior parte di noi Noi stessi – un’Esperienza Non Sperimentata

Il Compimento è la fretta degli sciocchi (l’eccitazione degli sciocchi), ma l’Attesa l’Elisir degli Dei

Dato che la Morte è la prima forma di Vita che abbiamo modo di Contemplare, dato che il nostro ingresso qui [prima della nostra stessa comprensione] (preliminarmente alla nostra) è un’Esclusione dalla comprensione, è (strano) sorprendente che il fascino della nostra precarietà non ci seduca di più. Con tali sentenze direttamente sul nostro Capo siamo esonerati dalla Gioia come le Pietre

L’oscuro è la prospettiva Celeste che ravviva chi è stanco

I fiori sono così allettanti che temo siano peccati – come il gioco d’azzardo o l’apostasia

Afferrato da Dio

Sia andata la Natura Umana -Ignorandola come dimora del terrore

Non tengo alla parte Tarma della Casa – tengo alla parte Farfalla

Il Paradiso non è un Viaggio perché (lui) è dentro di noi – ma proprio per questo tuttavia – è il più Arduo dei Viaggi – perché come la Domestica Coscienziosamente dice alla Porta Noi siamo (sempre – invariabilmente -) fuori

Salomone dice che non importa quante volte pranziamo noi siamo come affamati perché il cibo è stato sempre ucciso – servito – ma Salomone è un Buongustaio e non c’è da credergli

sapere se siamo in Cielo o sulla Terra è una delle decisioni più impossibili per la mente, [e] ma credo che la bilancia penda sempre in favore del negativo – se il Cielo è negativo

Educa un Cuore alla strada che dovrebbe fare e appena potrà devierà da essa

I Superiori istanti dell’Anima Si presentano a Lei – da sola -Quando amici – e occasioni TerreneSi sono infinitamente allontanati -O Lei – da Sé – è ascesa A troppo remota Altezza Per più bassa Cognizione Che la Sua Onnipotenza – Questa Abolizione della mortalità È rara – ma tanto bella Quanto un’Apparizione – soggetta All’Autocratica Aria – La rivelazione dell’Eternità All’Occhio – che riverisce La Colossale sostanza Dell’Immortalità (La chiave dei versi è la “rivelazione dell’eternità” dell’ultima strofa, vincitrice sulla mortalità perché semplicemente la abolisce (v. 9). Ma è una vittoria rara (v. 10) e riservata solo a chi è capace di accettare senza riserve il mistero (v. 14 – a pochi eletti, nella versione a Susan) perché questa rivelazione (da intendersi come la grazia delle fede) deve farsi strada nella “colossale sostanza dell’immortalità” (vv. 15-16), in un “superiore istante dell’anima” (v. 1) che è dato soltanto dalla rinuncia alle occasione mondane (vv. 3-4 – forse il dubbio, la razionalità?) o dalla sua consapevolezza della propria onnipotente grandezza (v. 8) in quanto espressione dello spirito divino.)

Emily Dickinsonultima modifica: 2009-05-28T12:27:00+00:00da mikeplato
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2 Responses

  1. rosa
    at |

    sono convinta che Emily Dickinson sia stata una PIONIERA della LUCE: solo chi conosce la tenebra e la solitudine, anela alla luce più pura, perchè ne riconosce la differenza.

    ha macerato dentro di sè emozioni forti, cercandone la verità e analizzandole senza veli e pregiudizi … facendo un grande favore all’umanità non solo femminile…

  2. marjuve
    at |

    ma dai, anch’io l’altro giorno ho avuto la “spinta” di pubblicare poesie di Emily Dikinson!!!
    grazie per queste riflessioni.
    Complimenti per il sito e i suoi contenuti.
    un amichevole abbraccio.
    Mariù

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