I FRAMMENTI DI STOBEO (TESTO QUASI INTEGRALE)

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POSTO QUI GLI ESTRATTI DAI FRAMMENTI ERMETICI DI STOBEO, INSERITI NEL CORPO EMETICO. SPERO SI COMPRENDA COME TUTTE LE SCRITTURE SIANO COLLEGATE LE UNE ALLE ALTRE, E COME LE ZONE D’OMBRA DI CIASCUNA RIVELAZIONE SIANO ILLUMINATE DA ALTRE RIVELAZIONI. VORREI CHE TUTTI VOI NON SOLO LEGGESTE QUESTO TESTO DI ELEVATISSIMO SPESSORE, MA CHE NE MEMORIZZASTE LE VERITA’CHE VI RISUONANO COME PIU’ IMPORTANTI. HO SACRIFICATO PIU’ DI MEZZA GIORNATA PER TRASCRIVERE I FRAMMENTI DI STOBEO, POICHE’ NON SONO PRESENTI SU INTERNET

NELLE PARENTESI IL MIO COMMENTO

1.    Sulla Verità, o Tat, un uomo non può osare parlare in quanto è un animale imperfetto, composto da membra imperfette e costituito, nel suo involucro da corpi estranei e molteplici
2.    La Verità è solo nei corpi eterni, Fuoco che è puro fuoco in se stesso
3.    I nostri corpi sono misti, costituiti da vari elementi, una parte di fuoco, una di terra, una di aria e una di acqua
4.    La nostra costituzione in quanto uomini fatti di elementi, non ha posseduto la Verità fin da principio e non può quindi esprimere la Verità. La concepisce solo se Dio vuole (qui si ribadisce la supremazia spirituale del principio graaliano della passività e ricettività)
5.    Tutte le cose che si trovano sulla terra, all’esterno della nostra mente, non sono vere, ma imitazioni della verità, e non tutte, ma solo poche. Il resto è falsità ed errore (il concetto di Errore è prevalente nel vangelo gnostico della Verità, di origine valentiniana)
6.    Se la forza immaginativa riceve un influsso dall’alto, l’immagine diviene un’imitazione della verità, ma senza la forza che proviene dall’alto, rimane una falsità (qui è confermata la distinzione ermetica tra l’immaginazione divina e la fantàsia, querst’ultima intesa in senso deteriore)
7.    Non c’è Verità sulla terra e non può esistervi, ma è possibile che alcuni uomini intuiscano qualcosa della Verità, nel caso in cui Dio doni loro la facoltà di contemplarLo. Quaggiù non c’è nulla di vero. La Verità è l’eccellenza più perfetta, il Bene in sé senza mescolanza , che non è insozzato dalla materia né rivestito di un corpo(questo assioma ermetico è presente anche nei sistemi gnostici, in particolare quello descritto nella Pistis Sophia, ove l’orrida mescolanza di luce e tenebre, puro e impuro, è condannata e va dissolta)
8.    Tutto ciò che diviene, tutto ciò che si altera, è falsità, in quanto non permane nel suo essere e, mentre si trasforma di continuo, ci mostra rappresentazioni sempre diverse. L’uomo, in quanto uomo del divenire, non è vero e non è nella Verità. Ciò che è vero è ciò che possiede da se stesso la propria costituzione e che rimane di per sé tale quale è. L’uomo di carne è costituito da molti elementi e non permane simile a se stesso, bensì cambia e si trasforma di età in età, e questo quando è ancora neol suo involucro. Ciò che dunque si trasforma in modo da non poter essere più riconosciuto, può forse esser vero, Tat? Non è al contrario una falsità, in quanto passa attraverso variegate rappresentazioni, nei suoi mutamenti. Solo ciò che permane immutabile è eterno. Tutto ciò che è generato e soggetto a mutamento, non è reale,; nulla di quanto non permanga in sé è vero. Il marchio della falsità è la corruttibilità (Questo principio della cotrapposizione tra essere eterno e divenire mortale lo si ritrova anche nel buddhismo, in quanto l’aureo Buddha disse: siamo fatti di elementi mutevoli, impegnatevi con zelo alla vostra salvezza)
9.    Quello che viene ad essere una volta per tutte non si corrompe mai, né è soggetto a dissoluzione, né può divenire un’altra cosa (leggere la Lettera agli Ebrei di Paolo, riguardo alla natura incorruttibile del Melkizedek che è capace di generarsi da se stesso, ed è sarcedote eterno, ossia eterno servitore e amico dell’ Altissimo)
10.    Senza corruzione non potrebbe darsi generazione: ad ogni generazione tiene dietro la corruzione, perché possa aversi una nuova generazione. Le realtà che nascono, nascono necessariamente da quelle che si corrompono, ed è necessario che le realtà che nascono si corrompano, perché la generazione degli esseri non abbia ad arrestarsi. Dunque gli esseri che nascono dalla corruzione e poi soggetti alla stessa corruzione non possono essere che falsi. Tutto mente qui, cio che era, ciò che ora è, ciò che poi sarà (Eraclito parlò del Divenire di Morte, e degli uomini schiavizzati ad esso che procreavano all’infinito altri destini di  morte. Nello gnosticismo il principio chiave era quello di spezzare la procreazione, che era un espediente degli Arconti per mantenere in vita il loro regno di schiavi eterni. “Io non seminerò figlio agli Arconti” è detto nel rotolo naghammadico Il Tuono la Mente Perfetta. Molti ordini a carattere gnostico né si sposavano, né procreavano, per spezzare la catena biologica iniqua con la quale il serpente di Genesi si trasferisce di corpo in corpo, di nasita in nascita. Tra questi ricordo gli Esseni, i Catari, i Templari. Yeshua ebbe due figli, ma li procreò solo a missione compiuta, offrendo loro una genetica sovrumana capace di schiacciare il serpente)
11.    Tuttavia la falsità dipende dalla Verità ed è quindi opera della Verità
12.    Occorre esser pii, e per esserlo occorre la Gnosi (filosofia dice, ma ermeticamente la filosofia non è quella comunemente considerata, quanto piuttosto la ricerca della verità dall’interno e non dall’esterno. Gli gnostici ricercano e contemplano le cause prime, i filosofi le cause seconde. Gli gnostici intuiscono e contemplano, i filosofi congetturano)
13.    La pietà è il fine, la liberazione da tutti i mali dell’anima. Chi vi riesce, non può più scivolare verso il contrario, mai più. Questa strada è maestosa e liscia, ma è difficile da percorrere per un’anima che si trova in un corpo (ma, aggiungo io, solo un’anima che si trova in un corpo può percorrerla, e non un’anima disincarnata. Occorre camminare in vita e non al di fuori della materia. Fuoi dal corpo non è possibile evolvere, ma solo nella materia e incarndosi e il paradosso è che questa via è difficile proprio per essere nel corpo. “Compite la vostra opera prima del tempo, e il Signore vi ricompenserà”, dice il Libro di Siracide. Larga è la via della perdizione, ma stretta è quella della gloria e così pochi la percorrono! Insegna il Cristo)
14.    L’anima deve combattere contro se stessa, istituire un grave dissidio e lasciarsi vincere da una sola propria parte (consiglio di leggere la Baghavad Gita per capire la natura di questa santa guerra e la sottomissione a quella parte divina chiamata Krishna). In conflitto oppone uno contro due, in quanto l’uno fugge, mentre i due cercano di trascinarlo verso il basso (nei vangeli l’1 è sostituito dal 3, che è la stessa cosa. Tre contro due e due contro tre, dice il Cristo, io non sono venuto a portare la pace ma la guerra. Se cristo viene in te, ti porta la guerra interiore, una guerra devastante. Se non sei in guerra, sei abbandonato dalla tua parte divina, ciò è quantomeno elementare). E ne risulta una contesa e una battaglia grande di queste parti tra loro, in quanto l’una vuol fuggire (Mercurio è quella parte divina che vuole fuggire, ovvero slegarsi dalla diabolica mescolanza con la materia), mentre le altre si sforzano di mantenerla. Che la vittoria risulti dell’una o dell’altra parte, non è affatto cosa indifferente. Una parte, infatti, tende verso il Bene, l’altra abita nella zona del Male (nella cabala si parla di yetzer Ha Tov e yetzer Ha ra, inclinazione al bene e inclinazione perversa, Cristo e Anticristo, luce e Tenebre, Superconscio e inconscio). L’una brama di essere libera, l’altra invece ama la schiavitù (il versetto 13 del Vangelo di Filippo allude ad una schiavitù eterna degli uomini verso gli Arconti, che fanno ogni cosa possibile per impedire qualsiasi tentativo di illuminazione e liberazione).
15.    Se perde il 2 (la carne e l’anima carnale), rimane nella sua dimora, priva del suo egemonikon (parte direttrice, l’intelletto superiore); qualora invece perda l’1, viene trascinato quaggiù dai 2, trovando la sua posizione nella vita che conduce quaggiù
16.    Perché trionfi il Fuggitivo (Mercurio, Intelletto Divino), devi, figlio mio, abbandonare innanzitutto il corpo, poi vincere il combattimento della vita e, una volta vinto, cominciare l’ascesa (Mors tua Vita mea, non si tratta che di un gioco a somma zero, in cui l’uno può vincere solo se il 2 perde. Il Pimandro afferma che l’uomo il cui Intelletto divino non trionfa, rimane per l’eternità enarmònios doulos-schiavo nell’armatura delle sfere)
17.    L’anima, essendo incorporea, è nata da una sostanza incorporea e non dalla materia. Tutto ciò che viene all’essere è necessariamente nato da qualcos’altro
18.    Ogni anima è immortale
19.    La sua caratteristica è il movimento, ossia il pensiero, e questà attività di pensiero è movimento
20.    Le specie di anime sono: divina, umana, irrazionale (bestiale)
21.    L’anima umana partecipa della parte divina e di quella irrazionale, che si compone a sua volta di parte irascibile e parte concupiscibile (tutto questo, questa mescolanza, si chiama Ego)
22.    L’anima degli animali irrazionali (questo concetto fu ripreso da Pico della Mirandola nelle sue tesi. Infatti Pico aveva un linguaggio mutuato dalla cabala ebraica e dall’ermetismo) risulta costituita solo dalla parte irascibile e concupiscibile
23.    L’anima divina è una sostanza perfetta in se stessa che si è scelta, in principio (con la caduta) una vita conforme alla rigida Fatalità, e si è attirata l’elemento concupiscibile ed irascibile, che hanno uno statuto simile alla materia
24.    La giustizia nell’uomo emerge solo quando la parte irascibile si armonizzi con quella concupiscibile e abbiano generato un modo di essere equilibrato, ed entrambi si sottomettano all’anima razionale divina. Infatti il loro modo di essere equilibrato, in cui si fanno da contrappeso a vicenda,  elimina l’eccesso dell’irascibilità e compensa ciò che manca alla concupiscenza
25.    Vi è un demiurgo superiore e uno inferiore, un creatore supremo che crea dal nulla, e comunque da una sostanza incorporea;  e un altro, un Sub-Dio che plasma una materia preesistente. Il Demiurgo inferiore ci ha creato in quanto uomini di carne e sangue e sempre continuerà a creare corpi corruttibili e mortali. E’ impossibile che questo imiti il demiurgo superiore
26.    Il primo Demiurgo è Buono (non segue altro, cosicchè se ne deduce che il secondo Demiurgo, come nei sistemi gnostici, è un Dio imperfetto, non Buono)
27.    I corpi derivanti da sostanza incorporea sono immortali; quelli plasmati da sostanza corporea sono mortali
28.    Il circolo Zodiacale o Zooforo-Portatore degli Animali agisce insieme ai sette pianeti (Il famigerato 19 dei sistemi gnostici), e insieme governano su ogni cosa, custodi di tutti quanti gli esseri che si trovano nel mondo (nel libro di Esodo 3:7, essi sono chiamati SORVEGLIANTI. I trentasei decani dello Zodiaco presiedono sia alle rivoluzioni dei sette Arconti Planetarii sia al circolo zodiacale che racchiude l’universo (gli anelli orbitali e l’ultimo zodiacale sono gli anelli di Sauron che schiavizzano l’uomo per l’eternità. Un Anello per domarli, un Anello per trovarli, un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli, recita il prologo della Compagnia dell’Anello alludendo ai lacci dell’Heimarmene astrale)
29.    La forza operante in tutti gli eventi universali proviene dai 36 Decani dello Zodiaco (se ne accorse anche l’abate Tritemio, e non solo), ad es. cambiamenti di re, sollevazioni di città, tumulti, assassinii, riflussi del mare, pestilenze, terremoti (il noto profeta dei terremoti, Raffaele Bendandi, forse conosceva questa verità ermetica, tenendo conto che le astro-influenze sulla vita del nostro pianeta sono imponenti, a partire dall’astro lunare che regola i cicli e i movimenti delle acque, dentro e fuori di noi). Nulla di tutto questo, figlio mio, avviene senza l’influsso dei decani. I decani influenzano lo Zodiaco, questo i Pianeti, e questi il mondo intero (ecco la gerarchia Arcontica che molti ignorano).
30.    La maggior parte della gente chiama Demoni i figli dei Decani, le loro emanazioni. Essi sono Forze emanate dai 36 Dei
31.    I Decani disseminano sulla terra quelle che chiamano Tane (trappole), alcune salutari, molte altre sommamente funeste (ciò allude alle influenze positive e negative del sistema degli astri, positive e negative secondo il mondo, ciò che arreca piacere e ciò che arreca dolore)
32.    Tutti gli uomini che amano il proprio corpo, sentendosi corpo, non possono mai contemplare Dio e il Bello, e sono schiav di Heimarmene
33.    Questa è la stirpe peccatrice, in quanto mortale e costituita da una cattiva materia. Di scivolare nell’errore accade soprattutto a quanti non posseggono la facoltà di vedere Dio. Su di essi incombe la Giustizia delle Sfere ( e non la Giustizia Divina di Mellizedek, che ha competenza per i reati contro la legge divina, vedi Salmo 82 per il conflitto fra le due “magistrature”). E al Fato essi sono sottoposti per le attività connesse alla generazione, alla Giustizia per le colpe commesse durante la vita
34.    L’essenza intelligibile e divina in noi, in quanto nata presso Dio, possiede la libera padronanza di se stessa e la possibilità di salvare anche altro, salvando se stessa, poiché l’essenza in se stessa non è sottomessa all’Heimarmene (potere fatale degli astri. Vedi Astrogenetica). Ma se essa si lascia indietro Dio, sceglie per sé l’abito corporeo e finisce così per appartenere a questo mondo ed essere sottomessa all’Heimarmene (vedi Salmo 110 sulla spinta che Dio Supremo dà alla nostra parte divina per porsi al di sopra dei poteri immondi)
35.    La razionalita (non espressa per come la intendono i contemporanei, ma come l’attività dell’Intelletto Divino) è secondo la Adrasteia (Provvidenza); l’irrazionalità è secondo Ananke (Necessità astrale); la corporalità è secondo Heimarmene
36.    Abbiamo la facoltà di scegliere: dipende da noi scegliere il meglio, e similmente, il peggio. La scelta dei nali si avvicina alla natura corporea, e per questo il Fato è padrone di chi l’ha fatta. Giacchè la sotanza spirituale (noematica dice il testo) è autonoma e incorruttibile, la Fatalità astrale non ha alcun potere su di essa (Cristo dice, nel Vangelo di Giovanni, alludendo a questa sua parte immortale: viene l’ora fatale del Principe di questo mondo, ma egli non ha alcun potere su di me, alludendo all’ora della morte segnata dagli Arconti, pungiglione della morte che non ebbe effetto su colui che ea ormai un uomo d Spirito Santo. Ho sempre sostenuto che vi siano due Destini, uno superiore che è chiamato Provvidenza, e l’altro inferiore, che è chiamato Destino ed è rigidamente plasmato per noi e governato inesorabilmente dalle Forze Arcontiche. Nostra è la scelta di seguire l’uno o l’altro, ma la nostra libertà finisce nell’istante in cui si è scelto, in quanto saremo sottomessi a Dio o schiavi degli Arconti. E’ la scelta tra Albero della Vita e Albero del bene e del male. Adamo scelse di sperimentare il secondo e cadde schiavo e mortale, e noi con lui. Nei Promessi Sposi, testo ermetico quanti altri mai, Adamo ed Eva, ovvero Renzo e Lucia, vengono separati da Don Rodrigo e i Bravi, il Demiurgo e i suoi Arconti, con l’aiuto di Don Abbondio, che rappresenta il clero corrotto e venduto agli Arconti, che sempre vogliono la separazione tra maschile e femminile. L’Innominato è Melkizedek, che si mantiene normalmente neutrale ma che, se scende in campo, è capace di salvare Lucia, l’anima, dal potere delle Dominazioni. Ebbene, nel romanzo del Manzoni, la distinzione tra Provvidenza e Destino è fortissima. La Provvidenza è Sophia, i cui poteri travalicano il dominio delle sfere arcontiche, e agiscono da dimensioni di ordine superiore)
37.    La Provvidenza è l’ordinamento divino; la Necessità è la serva della Provvidenza (Il Vangelo di Filippo dice che gli Arconti si illudono di fare quel che fanno in forza della loro volontà, ma vi sono piani di ordine superiore da parte della Sophia Divina, lo Spirito Santo. Per questo la Sophia mandò Gesù nel deserto ad essere tentato dal Diavolo. Nulla potevano i Poteri Immondi e i loro piani sull’uomo Gesù, in quanto Sophia utilizzava gli Arconti per i suoi piani superiori. Gli Arconti uccisero Gesù, e pensarono che questo fosse frutto della loro volontà di Dominatori incontrastati. Tuttavia Paolo dice che se gli Arconti avessero conosciuto la Sapienza Divina e i suoi piani, non sarebbero stati così ottusi da crocifiggere Yeshua, e consentirne la resurrezione in gloria, il che ha cambiato per sempre il sistema delle cose e ci ha resi capaci di fare come Gesù: LIBERARCI DAL DOMINIO DI HEIMARMENE CON UN CORPO DI GLORIA)
38.    La Provvidenza è il progetto razionale, in è perfetto, di Dio che è al di sopra del cielo. Di questo progetto, le potenze naturali sono due: Ananke e Heimarmene. Il Fato è al servizio della Provvidenza e della Necessità. Al servizio del Fato sono gli astri. Nessuno può sfuggire al Fato, né preservarsi dall’influsso straordinariamente forte degli astri. Questi sono infatti un’arma del Fato, in quanto è secondo il Fato che essi poretano a compimento ogni cosa per la natura degli uomini (la Pistis Sophia arriva a rivelare che gli Arconti decidono anche per l’ora fatale, ossia quando e come dobbiamo morire, per cui anche quando, come e dove nascere e come dobbiamo vivere. Vedi il film DARK CITY di Alex Proyas, o IL 13° PIANO, o MATRIX. Non possiamo bestemmiare contro gli Arconti, in quanto bestemmieremmo contro Sophia. Occorre sgridarli severamente, ma mai bestemmiarli)
39.    La Natura (inferiore) cerca di equilibrare la costituzione del corpo in vista dell’armonia, e cerca di adattarla in base all’astro prevalente nella combinazione astrale
40.    Dio è buono, l’uomo è cattivo (lo Spirito mi insegnò che la natura divina e quella umana sono assolutamente inconciliabili, e solo la sottomissione della seconda può renderle amiche)
41.    Tutto ciò che è nel Cielo (Immanifesto) è inalterabile e incorruttibile; tutto ciò che è sulla terra (Manifesto) è alterabile e corruttibile. La verità esiste solo nelle cose che non vediamo. Il resto è inganno e illusione (il potentissimo inganno della materia)
42.    Nel cielo niente è schiavo; sulla terra nulla è libero
43.    L’immortale non partecipa del mortale (si tratta di un’immanenza trascendente), ma il mortale partecipa dell’immortale. Il mortale non si aggiunge ad un corpo immortale (la carne non può ereditare il regno di Dio, dice Paolo), ma l’immortale invece si aggiunge al mortale
44.    Chi conosce tutto ciò, eviti le conversazioni con la folla. Non è che io voglio, caro Tat, che tutenga gelosamente per te quel che sai, ma è perché appariresti ridicolo agli occhi di più. Il simile infatti si associa al simile, mentre il dissimile non può essere mai amico del dissimile. Questi discorsi richiedono un numero ridotto di uditori, anzi forse nemmeno quei pochi. E hanno una caratteristica peculiare: inducono ancor più al vizio i cattivi (lo Spirito mi disse che le perle ai porci ingigantiscono solo il loro odio). Così occorre guardarsi dalla moltitudine, che non comprendono l’eccellenza di questi discorsi (l’espressione romana CAVE CANEM viene dai misteri, e suggerisce di stare attenti ai cani e ai porci)
45.    Il motivo per cui non dargli i misteri è questo: se apprende che il mondo è governato da Provvidenza, Necessità e Fato, disprezzerà l’universo e la sua condizione, e attribuendo alla Fatalità le cause del male, si darà ad azioni spregevoli che giustificherà col Fato oppure perché disperato. Perciò bisogna avere riguardo nei loro confronti

I FRAMMENTI DI STOBEO (TESTO QUASI INTEGRALE)ultima modifica: 2009-10-31T15:02:00+00:00da mikeplato
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5 Responses

  1. Laura
    at |

    ALLORA E’ PROPRIO VERO….”LA VERITA’ NON PUO’ GIUNGERCI CHE SOTTO FORMA DI

    MENZOGNA”….

    ILTEMPO RALLENTA LA NOSTRA VIBRAZIONE….QUANDO RESPIREREMO FUOCO E

    MANGEREMO ACQUA SOLO ALLORA POTREMO ESESRE CERTI DI AVER MUTATO IL

    NOSTRO STATO.

  2. Lleyton
    at |

    Caro Mike,
    ecco che grazie a te per la prima volta in vita mia riesco a comprendere il messaggio de I Promessi Sposi: non ne avevo mai colto i riferimenti da te indicati, ora che lo hai scritto mi si è aperto un nuovo mondo anche su quest’opera che fino a ieri apprezzavo solo per il sommo italiano utilizzato ma come trama disprezzavo ritenendola una formica rispetto alle opere di Walter Scott.
    Un abbraccio

  3. Lleyton
    at |

    Questi frammenti sono di una profondità devastante, non bastano 10 letture per coglierne le varie sfaccettature. Li ho stampati e li porto sempre con me per meditarli, inoltre i tuoi commenti, Mike, gettano luce e tessono collegamenti cui non sarei mai giunto.
    L’astronomia quindi è un’enorme bugia da quanto capisco, il farci credere che i pianeti siano neutri, che l’astrologia sia una baggianata…è tutto un disegno arcontico per tenerci col paraocchi come tanti cavalli ciechi.

  4. mike plato
    at |

    L’ASTRONOMIA INGOIO’ L’ASTROLOGIA DOTTA ED ESOTERICA NEL 1666. QUELLA FU UNA DATA FATIDICA NELLA STORIA DELL’UMANITA’, IN QUANTO CIO’ CHE RIMANEVA DELLA CONOSCENZA DEGLI ARCONTI FU SOPPRESSA, CON LE CONSEGUENZE CHE OGGI VEDIAMO. A PARTE QUALCHE ASTROLOGO INIZIATO (vedete JULEVNO, CHE nel 1800 TEORIZZO’ L’ESISTENZA DELL’OTTAVA SFERA SUCCHIA ANIME).

    TUTTI GLI ASTRONOMI SONO VOLENTEROSI CARNEFICI DEL THLI…POICHE STANNO OCCULTANDO LA VERITA’, CONSAPEVOLMENTE O INCONSAPEVOLMENTE…

    STUDIATE BERKELEY

  5. Lleyton
    at |

    Non conoscevo Julevno, ora mi informo. Berkeley (George, penso) l’ho studiato al liceo, ma a scuola non ti fanno capire nulla, ti danno nozioni come su Topolino e poi uno le ripete a pappagallo senza chiedersi il perchè delle cose. Ma ora è tutto diverso, molti di noi sono qui sapendo cosa fare.

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