CONSAPEVOLEZZA E RISVEGLIO

di Edgar Cayce

LA CONSAPEVOLEZZA DI SE’ E L’UNITA’ CON DIO

Le registrazioni che ogni entità fa sono scritte o impresse sul tempo e sullo spazio; e attraverso la pazienza si può raggiungere la consapevolezza o la coscienza di queste nella propria esperienza. Così i rapporti dell’entità e della Coscienza Universale, o Dio, possono diventare sempre di più una realtà cosciente. Non che sia nemmeno possibile descriverlo in parole. Perché le parole sono soltanto un mezzo per comunicare delle idee da un individuo ad un altro, mentre la Coscienza Universale con le Forze Creatrici è piuttosto la consapevolezza che è segno della Vita stessa… Perché, come lo spirito del Cristo è uno, e l’entità individuale nelle sue manifestazioni di pensiero, scopo e desiderio rende la sua consapevolezza tutt’una con quella coscienza, così può arrivare quella consapevolezza dell’anima. 2246-1

Perché come si usa ciò che si sa, la consapevolezza della propria fonte, della propria capacità, del proprio fine, è sempre di più parte dell’entità, dell’anima…Quindi il passo successivo che dovrebbe essere fatto per il sé viene dato incontrandosi spesso con il proprio sé divino nell’intimo. Perché la crescita, come Lui ha dato, la conoscenza di Dio e la sua rettitudine è una crescita dall’interno…Così la consapevolezza del regno, di essere tutt’uno, di avere la Coscienza Cristica come tua compagna, come unità con te, è fare, essere—non con la fede o per mezzo di opere soltanto, ma per mezzo dell’essere, del fare—ciò che è come le spinte del desiderio del cuore, ciò che si è incontrato e si incontra nelle camere segrete della mente, del tuo cuore. 264-45

Ciò che è necessario ti sarà dato—del tuo passato, del tuo presente, del tuo futuro. Non sono tutt’uno in Lui ? Egli è dall’inizio del mondo. Egli E’ ! E come Egli ha dato: “Vieni e conoscimi, e ti darò quella conoscenza che hai avuto con me dall’inizio del mondo” (Isaia 40:21). 922-1

Quando gli intenti di un’entità o anima sono sempre di più in armonia con ciò per cui l’entità è entrata, allora l’entità-anima può impadronirsi di ciò che può portare alla sua memoria quello che è stata, dove, quando e come. Credi che il chicco di grano abbia dimenticato che tipo di espressione esso ha dato ?…Soltanto l’uomo dimentica. Ed è soltanto nella Sua mercé che tale è stata causata. Perché quale fu la prima causa ? La conoscenza—conoscenza ! Che cosa allora è stato impedito agli inizi dei Figli di Dio che si sono trovati intrappolati con le figlie degli uomini, e le Figlie di Dio che si sono trovate intrappolate con i figli degli uomini ? Come in Adamo essi dimenticarono che tipo di uomini erano. Soltanto quando vive, quando manifesta quella vita che è l’espressione del divino, l’uomo può cominciare a sapere chi, dove, che cosa e quando egli era. 294-189

Come usi ciò che è conosciuto, ti viene dato sempre più luce per sapere da dove sei venuto e dove stai andando. 364-4

Perché egli, l’uomo, è stato fatto appena un po’ inferiore agli angeli; con tutte le capacità per diventare tutt’uno con Lui ! non il tutto, e nemmeno perso nell’individualità del tutto, ma diventando sempre di più personale in tutta la sua coscienza dell’applicazione dell’individualità delle Forze Creatrici, perciò sempre maggiore unità con Lui,–ma cosciente di essere se stesso. 2172-1

Seguendo la regola di Gesù, “Io e il Padre siamo uno”, (Giovanni 10:30); non individualmente, ma nelle applicazioni personali dei principi, comandamenti, essendo tutt’uno nello scopo, tutt’uno nell’applicazione. 2067-11

Ricordate, è stato dato che l’intento del cuore è sapere che tu sei tu eppure tutt’uno con Dio, proprio come Gesù, proprio come viene rappresentato in Dio il Padre, Cristo il Figlio, e lo Spirito Santo; ognuno sapendo di essere se stesso ma Uno ! 281-37

Qual è allora la Prima Causa dell’espressione dell’uomo ? Che egli possa sapere di essere se stesso eppure uno con il Padre; separato, ma come Padre, Figlio e Spirito Santo sono uno, così il corpo, la mente, l’anima di un’entità possono anche essere tutt’uno con la prima Causa. 815-7

Nessun impulso eccede la volontà dell’entità individuale, quel dono da e delle Forze Creatrici che separa l’uomo, anche il figlio dell’uomo, dal resto della creazione. Così essa è fatta per essere per sempre come un tutt’uno con il Padre, sapendo di essere se stessa eppure una con il Padre, non perdendo mai la sua identità. Perché perdere la sua identità significa davvero la morte,–davvero la morte—la separazione dalla Forza Creatrice. L’anima non può mai perdersi, perché ritorna all’Una Forza, ma non sa più di essere se stessa. 3357-1

Tutto si muove e ha la sua esistenza in Lui (Atti 17:28). Così è nel sé. La vita stessa è la coscienza, la consapevolezza di quell’unità di quella Coscienza Universale sulla terra. 2828-2

Cerca, per sapere, per sperimentare la propria relazione (dell’anima) verso il proprio Creatore, il proprio compagno, la propria parte di se stesso. Perché le Forze Creatrici sono di più anche della compagnia; perché l’eredità di ogni anima è sapere di essere se stessa eppure una con la Forza Creatrice. 1210-1

La prima legge del conoscere il sé, del comprendere il sé è diventare sempre più sinceri con ciò che fate nel rapporto uno con l’altro. Perché la prova di questo è il suo frutto. E quando avete trovato la via, mostrate la via al vostro fratello. 262-15

Non c’è scorciatoia per una coscienza della Forza Divina. Fa parte della vostra propria coscienza, ma non può essere realizzata con il semplice desiderio di farlo. Troppo spesso c’è la tendenza di volerlo e di aspettarlo, senza applicare la verità spirituale attraverso il mezzo dei processi mentali. Questa è l’unica via per raggiungere la porta. Non ci sono scorciatoie in metafisica, non importa che cosa dicano coloro che hanno visioni, interpretano i numeri o leggono le stelle. Questi possono trovare degli impulsi, ma non dominano la volontà. La vita si impara nel sé. Non la si dichiara; la si impara. 5392-1

La venuta sulla terra è stata ed è per l’evoluzione o per l’evolversi dell’anima verso la sua consapevolezza. 5749-5

Conosci te stesso e la tua relazione con le Forze Creatrici. Perché il rapporto dell’uomo e della donna con Dio non dovrebbe essere diverso dal rapporto con il prossimo. 1224-1

Maggiore è la consapevolezza (della relazione con le Forze Creatrici), più facilmente la volontà è resa tutt’una con gli scopi delle Forze Creatrici. 2109-2

(Unità) è rendere la volontà del sé tutt’una con le Forze Creatrici. 262-45

Senza il dono all’anima del libero arbitrio, come potrebbe essa diventare consapevole della presenza della Forza Creatrice Onnipresente ? 945-1

Sappi che il Signore tuo Dio è Uno Signore. Cioè dell’anima, della mente e del corpo. Quindi, quando l’anima, l’immagine del Creatore, è in sintonia con il divino, sei sulla via per incontrare il tuo proprio sé. 3174-1

La vera esistenza è il significato, l’intento e lo scopo spirituali. 1992-3

La comprensione dei rapporti con quella Forza Creatrice che è come la nostalgia per l’anima. 1458-1

Nei frutti di quello—come viene spesso dato, come i frutti dello spirito—l’uomo diventa consapevole dell’infinito che penetra o compenetra le attività di tutte le forze della materia, o ciò che è una manifestazione del regno dell’infinito nel finito—e il finito diventa cosciente di questo. 262-52

“A costo di tutto ciò che possiedi acquista la comprensione” (Proverbi 4:7). Quella del Sé. Quando si comprende il sé e il rapporto del sé con il suo Creatore, il dovere verso il proprio vicino, il proprio dovere verso il sé, non si può essere, non si sarà falso nei confronti dell’uomo o del proprio Creatore. 3744-4

Nella pazienza diventiamo consapevoli della nostra anima, della nostra identità, del nostro essere ognuno un corpuscolo, per così dire, nel grande corpo, nel cuore del nostro Dio. Ed Egli non ha voluto altrimenti. 262-114

IL RISVEGLIO E LA REALIZZAZIONE DEL SE’

Sappi che il sé nello stato fisico attivo è una parte del piano di salvezza, della rettitudine, della verità, delle Forze Creatrici o Dio sulla terra. Ogni entità è quindi come un corpuscolo nel corpo di quella forza chiamata Dio. Quelle attività in cui vi è stata la presentazione, la manifestazione del Suo amore, della Sua attività sulla terra, sono come il flusso sanguigno; mentre lo spirito della coscienza è come i nervi del corpo stesso. Perciò il sé, come individuo, è una manifestazione delle Forze Creatrici in azione sulla terra. Ma ogni entità si ritrova con un corpo che cerca espressione di se stesso, e con una mente che può impadronirsi di quelle consapevolezze di ciò che il corpo rappresenta, o presenta, fra gli uomini sulla terra; o può avere conoscenza delle influenze di cui essa, come entità, fa parte. 2174-2

Ritrovi te stessa – quando ti analizzi – un corpo, mente, anima; con una coscienza tridimensionale. Perciò hai una coscienza tridimensionale in riferimento alla terra e al tuo paradiso, o alla tua Divinità. Studia la relazione dell’uno verso l’altro, poiché sono tutt’uno; proprio come il Dio-Padre è uno, ma nella manifestazione – nel potere e nella forza – ha tre fasi di espressione; spirito o anima, mente e corpo; Padre, Figlio e Spirito Santo. 2800-2

Nell’analizzare gli intenti, gli ideali, gli impulsi latenti e manifesti in questa entità: Come è stato indicato da qualcuno, tu sei parte integrante di una coscienza universale o Dio – e così tutto ciò che è all’interno della coscienza universale, o la consapevolezza universale; come le stelle, i pianeti, il sole, la luna. Li governi tu o ti governano loro ? Essi furono fatti per il tuo stesso uso, come individuo – sì, quella è la parte, il pensiero che il tuo Artefice, il tuo Dio-Padre pensa di te. Poiché sei come un corpuscolo nel corpo di Dio; perciò un co-creatore con Lui, in quello che pensi, in quello che fai. E cambi ogni anima con cui vieni in contatto, letteralmente o mentalmente – in quanto tu, come un’entità individuale, sei un testimone pro o contro il tuo Signore, il tuo Dio. Questa è l’applicazione letterale, sì, il modo spirituale dell’uomo, di questa entità sulla terra; dotata, sì, di attributi materiali che ad altri possono sembrare una non-entità. Eppure nessun’anima può venire in contatto con l’entità senza essere cambiata, o nel corpo, nella mente o nello scopo. E lo scopo è, naturalmente, dell’anima. 2794-3

Sappi che questi devono essere fondati su un ideale spirituale. Mentre i desideri possono spesso essere per il successo materiale, le realizzazioni materiali, ricorda che se vuoi realizzare gli scopi per i quali ci fu l’ingresso nel piano terreno, questi non collaborano sempre uno con l’altro.
Ma piuttosto vivi nell’esperienza con una buona coscienza (davanti all’umanità), nonché senza condannare (il sé), e lascia quindi – con tali attività – il guadagno materiale, le realizzazioni fisiche alle Forze Creatrici. Poiché Egli ha decretato che tutti sono degni di ciò che viene fatto nel corpo, e dà ad alcuni quaranta, ad alcuni sessanta, ad alcuni un successo centuplo materialmente; ma tutti possono vivere in accordo con le Forze Creatrici e così adempiere agli scopi per cui ognuno entra in un’esperienza – che deve essere una manifestazione materiale, nel vivere e nelle associazioni con gli altri, di ciò che ritieni il tuo concetto dei tuoi rapporti con il Creatore. Sappi che come lo fai al più umile delle tue conoscenze, le persone che frequenti, sì – ai tuoi nemici, lo fai a te stesso nei tuoi rapporti con il tuo Creatore. Quindi vivi in tal modo da poter sempre guardare in faccia ad ogni uomo e vedere il riflesso del tuo Dio. Poiché l’anima di ogni uomo è l’immagine del tuo Creatore. Vedi quindi il bene in ogni esperienza. Non condannare se non vuoi essere condannato. Mostra pietà, pazienza e giustizia a tutti, se vuoi che il tuo Creatore, il tuo Dio, mostri pietà e pazienza con te.  …Poiché se i tuoi rapporti con le tue Energie Creatrici e forze e ideali non ti rendono un figlio migliore, un vicino migliore, un fratello migliore, un cittadino migliore, c’è qualcosa di sbagliato con il tuo concetto dell’Ideale ! E se tale attività non porta gioia, contentezza, felicità e la disponibilità di essere il servo di tutti – ma volendo essere il signore di tutti, ma umile, c’è sempre qualcosa di sbagliato. Poiché colui che è il servo più grande è il signore dei molti, e colui che cerca nel servizio della vita e nell’attività della vita di dare non solo la fatica di un giorno ma di più, non solo riuscendo -a raggiungere la meta, ma volonteroso e attivo per fare di più ! Colui che vorrebbe indurti a fare un miglio, fanne due. Questa è la legge; questa è la grazia; questa è la compassione. Questo è come Egli visse, e chiede solo che ognuno segua la Sua via; e non solo seguite, ma Egli ti condurrà e ti dirigerà all’attività, e conforterà e sosterrà – se vuoi confidare totalmente in Lui. Se la tua attività nel vivere il tuo ideale ti rende distaccato, allora qualcosa non va. Se ti rende migliore come compagno sociale, questo è giusto. Questi non sono dei semplici modi di dire, sono delle verità viventi che puoi rendere tue; ma non possono essere tue, finchè non potrai sorridere – persino nelle associazioni con coloro che definisci duri, sii favorevole nei loro confronti ! Raramente, se mai lo ha fatto, il lavoro ha distrutto qualcuno, molto meno il mentale e la mente e l’anima di qualcuno. Quindi, queste sono le vie della verità. 361-9

…La vita è reale, la vita è sincera ! eppure la vita non è tutta nel vivere, né la morte nel morire – poiché con i pensieri e le azioni fatti nella mente e nel corpo, questi sono ciò che l’entità, o il corpo, ha costruito, e deve essere affrontato, e un resoconto deve essere dato di quelle cose espresse nel corpo e nella mente. Poiché l’anima vive ed è una parte dell’Energia Creatrice, e ritorna al Tutto, pur conservando in se stessa l’unicità nella capacità di sapersi individuale, eppure una parte del Tutto. Che specie di uomo sarebbe qualcuno che farebbe di quel Tutto il suo proprio concetto, diverso dall’uno con il Tutto ? 136-70

…Poiché che cosa è la struttura anatomica del corpo ? Neanche due sono uguali. Trovi mai due fili d’erba uguali ? Trovi mai due foglie uguali su un albero ? No. Ma tutti sono l’opera di Dio. Così è con le anime individuali, con le complessità delle loro attività. E ogni anima deve sapere di se stessa di essere se stessa eppure tutt’uno con Dio. 241-114

…Un ideale quindi non può, non dovrebbe essere, non sarà ciò che è fatto dall’uomo, bensì deve essere di natura spirituale – che ha la sua base nella Verità, in Dio, nella Divinità, affinchè ci possa essere il continuo tentativo [di adempiere al suo ideale] da parte dell’individuo, applicato alla vita fisica, la vita mentale o la vita spirituale; conoscendo quel primo principio che il dono di Dio all’uomo un’anima individuale che può essere tutt’uno con Lui e che può sapere di se stessa di essere una con Lui eppure individuale in sé, con gli attributi del tutto, eppure non il tutto. Tale deve essere il concetto, deve essere l’ideale, sia del corpo immaginativo, mentale, fisico o spirituale dell’uomo. Tutti possono raggiungere un tale ideale, ma non diventare mai l’ideale -bensì tutt’uno con l’ideale , e un tale [ideale] è stabilito in Lui. 262-11

LO SCOPO DELL’ESISTENZA DI UN’ENTITA’

Gli scopi per cui un’entità entra in un’esperienza materiale:
Come indicato, l’entità viene dal di fuori—o da una quantità sconosciuta—dapprima in quella del desiderio, dell’associazione e dell’attività concettiva con la crescita mentale e fisica, sviluppandosi tanto da diventare un canale attraverso il quale il significato spirituale si manifesta. Quindi il suo scopo è che tale entità, come questa, possa rendere manifesta l’influenza spirituale in un mondo materiale. Ogni anima doveva nella sua prima divisione dalla Divinità essere un compagno di quella forza, quell’influenza, quello scopo. Perciò lo scopo è crescere in grazia, sapienza, comprensione, per dimorare in quella presenza. Perciò tutto ciò che si manifesta nel mondo materiale è un’ombra di ciò che è di importanza mentale o spirituale. E se ogni divisione nella mente, nella materia, diventa sufficiente per essere inerente o un’unità con la Forza Creatrice o meno, dipende dall’applicazione degli scopi e dei desideri di tale forza nella…materialità. 1861-4

C’è il corpo fisico, c’è il corpo mentale, c’è il corpo spirituale. Sono tutt’uno. Ognuno di essi ha i suoi attributi. Ognuno di essi ha le sue debolezze. Ognuno di essi ha le sue associazioni. Ma essi devono essere tutti coordinati. Lo spirito è la vita. Quindi ogni fase dell’esperienza dell’entità deve essere di importanza spirituale nella sua natura stessa se dovrà vivere, se dovrà realizzare il suo scopo—per portare pace e armonia, scopo per cui è in esistenza. Deve essere costruttiva nella natura stessa e nei desideri stessi, senza pensare che sia il sé che viene glorificato in o per mezzo della stessa. La gloria è piuttosto all’influenza di forza che la spinge. 1579-1

L’insieme dell’esperienza di un’entità individuale in un piano materiale è il coordinamento e la cooperazione delle Forze Creatrici dall’esterno al divino nell’intimo, per quanto concerne il gestire un’attività che possa portare alla manifestazione la salute e la felicità. 1158-8

Quali allora, puoi chiedere, sono gli scopi per un’anima che si manifesta nella carne in ogni entità individuale ?
In principio a tutte le anime che erano delle parti del pensiero di Dio fu dato l’opportunità di espressione, per essere compagne per la Forza creatrice—o Dio. 2420-1

Gli scopi per l’esperienza di ogni anima nella materialità sono che il Libro della Rimembranza possa essere aperto affinché l’anima possa conoscere il suo rapporto con il suo Creatore. 1215-4

Ogni anima (e tu specialmente) ha un lavoro preciso da fare. Ma solo tu puoi trovare e fare quel lavoro. 2823-1

. . .dapprima (considera) gli scopi per i quali un’entità entra in un’esperienza materiale – e perché: Dando questo bisogna dare quindi qualche premessa che sia accettabile o adatta come cosa o condizione pratica nell’esperienza dell’entità; affinché possa essere una parte dell’entità nella realizzazione di quello scopo nell’esperienza attuale. L’entità o l’uomo è quindi fisico, mentale e spirituale; o il corpo fisico, il corpo mentale, il corpo spirituale. Lo spirituale è quella parte dello stesso, o quel corpo, che è perenne; cioè una parte di tutto ciò che ha applicato nelle sue esperienze mentali attraverso i soggiorni negli ambienti di cui l’entità o anima o corpo-spirito fa parte.  Da dove allora viene questo corpo-spirito che troviamo nella coscienza al presente; consapevole degli attributi fisici, consapevole di almeno una parte delle sue abilità mentali, delle sue capacità mentali; intravedendo soltanto qualcosa qua e là nell’applicazione delle leggi spirituali o verità spirituali del corpo spirituale ? Lo spirito è della coscienza universale, o Dio; ciò che è la Prima Causa; ciò che si manifesta in tutte le varie forme e maniere che si sperimentano nelle attività dell’individuo in questa particolare sfera d’attività o fase di coscienza nel presente. Perché l’entità – perché lo spirito di questa entità ? Un dono, un compagno – sì, una vera e propria parte di quella Prima Causa. Per cui gli scopi affinché essa, l’entità, il corpo-spirito, possa rendere manifesta nella materialità o nella coscienza fisica sempre di più la consapevolezza dei rapporti del corpo mentale, del corpo fisico con l’eternità, con l’infinito o la Coscienza di Dio. Perché ? Quello è lo scopo, quello è il dono, quella è l’attività per conservare la propria coscienza attraverso la materia, la mente o lo spirito. Perché come la coscienza dell’entità è nella materialità, quando vi è una tale diffusione di coscienza da cambiare, alterare o creare una direzione per un’attività di qualsiasi influenza che ha assunto la coscienza della materia da farla allontanare dal suo scopo per essere in una coscienza, essa perde la sua identità individuale. Quale, allora, è lo scopo dell’attività dell’entità nella coscienza della mente, della materia, dello spirito nel presente ? Che essa, l’entità, possa sapere di essere se stessa e parte del Tutto; non il Tutto; non il Tutto ma tutt’uno con il Tutto; e così conservando la sua individualità, sapendo di essere se stessa, ma tutt’una con gli scopi della Prima Causa che hanno chiamato lei, l’entità, in essere nella consapevolezza, nella coscienza di se stessa. Quello è lo scopo, quella è la causa dell’essere. Quindi la domanda naturale per l’entità diventa : “Che cosa posso farne ? In quale maniera, in quale modo posso applicarmi come entità, come individuo, per adempiere a quello scopo sul quale la Prima Causa ha la sua influenza, il suo modo, il suo proposito con me ?” In una tale attività allora il corpo-fisico, la corpo-mente, deve essere preso in considerazione; con i suoi difetti, le sue fantasie, la sua fede, il suo scopo, le sue capacità di ogni tipo e in ogni influenza che è stata ed è una parte di quella coscienza mentale o spirituale o materiale.  All’entità è stato dato che può raggiungere molto; dato che ogni entità porta un’influenza nel e al Tutto e viene influenzata dallo stesso a seconda della volontà e dello scopo dell’entità nell’espressione individuale o del momento. Perché le scelte vengono fatte continuamente dal corpo, dalla mente, su quelle cose che vengono in se stesse assorbite nella coscienza, la consapevolezza dell’entità. Non che non ci siano anche altre influenze di cui è consapevole soltanto la parte più alta del sé mentale e spirituale. Perché nel corpo pochi sono consapevoli persino del battito cardiaco, del fatto dell’assimilazione, del fatto della distribuzione, del fatto della costruzione o della degenerazione. Nello scopo quindi o nella premessa è quello: La mente è il Costruttore, essendo sia spirituale che materiale; e la coscienza della stessa raggiunge l’uomo soltanto nella sua consapevolezza delle sue coscienze attraverso i sensi del suo essere fisico. Allora veramente i sensi assumono un’attività in cui possono essere indirizzati in quella consapevolezza, quella coscienza del sé spirituale nonché negli eccessi o appetiti o attività fisici che diventano parte della natura egoista dell’individuo o dell’entità. E’ doveroso che l’entità nella sua premessa dapprima sappia, concepisca, immagini, diventi consapevole di ciò che è il suo ideale. . .Su questi quindi si deve meditare, questi si devono conservare come sai. Non è quindi ciò che sai come coscienza fisica, ma ciò che applichi del bene, di ciò che è di Dio, che ti fa conoscere quella coscienza del Suo camminare con te. Perché il tuo sé fisico può soltanto vedere il riflesso del bene, mentre il tuo sé spirituale può essere quel bene nelle attività del tuo prossimo in tali misure che tu porti – che cosa ? Sempre, sempre i frutti dello Spirito nella loro consapevolezza; sopportazione, amore fraterno, pazienza, gentilezza, dolcezza, speranza e fede !  Se tu, nelle tue attività di qualsiasi tipo con il tuo prossimo distruggi questi nella mente, nel cuore del tuo prossimo, non solo stai scivolando ma ti sei impadronito del sentiero della distruzione. Quindi vivi, agisci e pensa in modo che altri che vedono le tue opere buone, le tue speranze che porti, la tua fede che manifesti, la tua pazienza che dimostri possano anche glorificare Lui. Per quella causa, per quello scopo sei entrato nella materialità nel presente. Che cosa, tu chiedi, puoi raggiungere – e come puoi raggiungerlo ? Quello ha il suo limite soltanto in te stesso. Perché Lui, il Dio-Padre, ama tutti allo stesso modo; ma ciò che trovi nella tua mente, nel tuo corpo, che ti offende, eliminalo ! Perché la tua volontà come tutt’una con la Sua può fare tutte queste cose nel Suo nome !  Quindi, a quali alti livelli puoi arrivare ? A quel livello elevato nel quale la tua coscienza è sempre limpida davanti al trono della tua consapevolezza con Lui; che è conoscere la gloria del Padre attraverso i tuoi rapporti con il tuo simile; che è c o n o s c e r e – nessun peccato, nessun dispiacere, nessuna delusione in Lui. Spesso Egli è deluso di te, ma se porti questo nelle menti, nei cuori, nelle vite degli altri, qual è il tuo riflesso se non queste stesse esperienze ?  Ma amare il bene, fuggire dal male, portare la consapevolezza della Coscienza di Dio nelle menti e nei cuori degli altri è il tuo scopo in questa esperienza. 826-11

Gli scopi per i quali ogni anima entra nella materialità sono che essa possa diventare consapevole della sua relazione con le Forze Creatrici o Dio; per mezzo della manifestazione materiale delle cose pensate, dette, fatte, nei confronti del suo prossimo ! 1567-2

Poco per volta si arriva alla comprensione dello scopo per cui si è venuto sulla terra. Lo scopo è lo sviluppo dell’individuo, più ciò che è stato dato in principio, e come l’anima cerca il Padre, in quella compagnia che si può avere attraverso la comunione con Lui—e comunione con Lui significa fare; e non escludere il sé da tuo fratello, dal tuo vicino, neanche dal tuo sé—piuttosto applicare il sé ai doveri materiali, mentali e spirituali, come è noto. 99-8

Opportunità è una manifestazione materiale di un ideale spirituale. Attraverso un corpo fisico l’anima ha un’opportunità di esprimere i raggiungimenti sviluppati in altre sfere della coscienza. La vita sulla terra diventa un’opportunità per confrontare, correlare, cooperare, portare in esistenza gli effetti che si creano quando si usa tutta l’esperienza presentata per lo sviluppo dell’anima. Pertanto opportunità è in primo luogo la manifestazione materiale delle azioni spirituali nelle forze coscienti del piano materiale. 262-50

Ogni soggiorno o permanenza può essere paragonato a quello che avete nella vostra esperienza mentale come lezione, come istruzione per gli scopi per i quali ogni entità-anima entra nell’esperienza terrena; e perché un’entità in tali ambienti è venuta in quell’esperienza. Ogni studio di ogni lezione aggiunge quindi qualche fase di sviluppo per l’anima. 1158-5

Per prima cosa l’ingresso di ogni anima avviene affinché essa, l’anima, possa diventare sempre più consapevole o cosciente del Divino nel suo intimo, affinché il corpo dell’anima possa essere purificato, così da poter essere un compagno adatto per la gloria delle Forze Creatrici. L’attività per questa entità è quindi la stessa; che possa avere l’opportunità. Poiché è stato dato che il Signore non ha voluto che un’anima qualsiasi perisse. Ma con ogni tentazione Egli ha preparato una via; così che, se egli o ella che sbaglia si rivolgerà a Lui per quell’aiuto, possa trovarlo.  Poi di nuovo, nelle apparenze non cercare il fenomeno dell’esperienza senza lo scopo, l’intenzione. Usa questo come criterio, quanto a cosa fare e cosa non fare. 518-2

Gli scopi, l’importanza del soggiorno terreno…è di affrontare il sé, di superare quelle debolezze nel sé, e di adattarsi sempre di più alle verità spirituali che sono una parte di ogni singola entità. 1362-1

Ricordate, siete come dei corpuscoli nel corpo di Dio. Ognuno con un dovere, una funzione da eseguire se il mondo fosse migliore perché tu ci hai vissuto, e questo è il tuo scopo nella terra. 3481-2

Ogni anima che entra in un’esperienza terrena lo fa attraverso la compassione, la pietà del Padre vivente, affinché l’anima possa diventare tale da poter essere in quell’associazione, quella relazione con le Forze Creatrici o il Padre che era, è, la volontà del Padre nel portare tale cosa alla coscienza dapprima o all’inizio. Quindi, quando entra, ogni anima entra con le influenze sia latenti che manifeste che hanno fatto parte dell’esperienza dell’entità. Questo include quindi senza dubbio i rapporti con gli altri.  Allora qual è lo scopo di ogni anima che entra in una manifestazione materiale ? Che essa possa essere una testimonianza per e alla gloria del Padre che è stata manifestata attraverso il Figlio, proprio Gesù; eseguendo quindi quelle attività attraverso le quali e nelle quali tale possa essere lo scopo, il desiderio dell’entità individuale. Non è quindi che ci possa essere la soddisfazione del corpo mentale o materiale, o della mente. Non è soltanto per l’indulgenza né per la gloria del sé, ma perché – attraverso le attività stesse del corpo e della mente – i frutti dello spirito della verità possano essere manifestate nell’esperienza materiale. Queste verità, queste esperienze trovano espressione soltanto nei rapporti con gli altri. Proprio come Egli ha dato : “In quanto l’avete fatto al più umile di questi, vostri fratelli, l’avete fatto a me – in quanto non avete fatto queste cose ai vostri fratelli , non le avete fatte a me.” Perciò nei rapporti, negli incontri con gli altri in qualunque forma o maniera, tali non sono casuali ma sono piuttosto come esperienze fatte di proposito. Poi ci deve essere l’adempimento dello scopo, se ci sarà la glorificazione del Suo amore, delle Sue verità, della Sua presenza, per mezzo di ciò che è stato fatto a e attraverso le attività con il prossimo – chiunque, in qualsiasi luogo possa essere; in tale modo e maniera che la Sua gloria sia resa manifesta nei tuoi rapporti con il tuo prossimo. Guarda quindi nel tuo proprio cuore, nella tua stessa mente. Vediti, per così dire, passare vicino. Qual è il tuo desiderio ? Qual è il tuo scopo ? Quale – e chi – è il tuo ideale ? L’analisi di questo può essere fatta soltanto da te stessa. E usa come asta di misurazione di te stessa quelle verità, quegli scopi. Che cosa Egli ha dato come tutta la legge ? Di amare il tuo Dio con tutta la mente, con il corpo, con il tuo scopo; e il tuo vicino come te stessa ! Questa è tutta la legge. E il modo di esecuzione della stessa è in quello che Egli diede: “Come vuoi che gli uomini facciano a te, fa’ a loro allo stesso modo.”  Questi sono i principi, queste sono le verità fondamentali sulle quali gioia, pace e comprensione possano essere tue; e la tua vita, le tue attività, le tue associazioni con gli altri saranno sempre belle, pacifiche, armoniose. E come fai queste cose troverai sempre di più che la gloria della Sua presenza dimora con te giorno per giorno ! Questo non preclude che tu abbia la gioia, ma affinché tu abbia gioia e vita e che tu l’abbia più abbondantemente – e non in un modo da diventare o da poter diventare soggetta a quelle cose che ti legherebbero o ti ostacolerebbero nel tuo pensiero, nel tuo intento, nella tua attività. Quindi lascia che la tua preghiera, la tua meditazione sia – visto che scegli in questo giorno chi vuoi servire, o le comodità del tuo proprio sé carnale o i doveri, le gioie, le armonie di Colui che ha dato: “Venite a me, voi che siete turbati o oppressi – prendete il mio scopo, il mio giogo – imparate da me e troverete ristoro per il vostro sé mentale, materiale, spirituale.” “Fa’ che la mia vita sia così colma del desiderio di essere un canale di benedizioni agli altri che possa rivelare il Signore dei Signori, il Re dei Re.” 1722-1

Sappi che lo scopo per cui ogni anima entra in un’esperienza materiale è che possa essere una luce per gli altri; non come uno che si vanta di sé o delle capacità del sé in qualsiasi fase dell’esperienza, sia essa mentale o materiale, bensì vivendo, essendo nello spirito ciò che è ideale e non solo idealistico, né irraggiungibile. Poiché, come Egli ha dato – se volete conoscere lo Spirito, o Dio, cercateLo; poiché Lo troverete di sicuro. Così – in quella consapevolezza del vivere quotidiano e dell’essere ciò che è in armonia con l’ideale – la vita e i suoi problemi non diventano un peso, ma delle opportunità – per le espressioni e le espansioni più grandi del sé nel sapere che come seminate giornalmente il frutto dello spirito non avete bisogno di preoccuparvi né di crucciarvi per la sua crescita. Dio dà l’aumento. Perciò non stancatevi a fare bene. 641-6

Non sei venuto nella materialità per un atto di capriccio, ma per tua scelta, attraverso i canali aperti a te. Perciò ogni giorno, ogni ora, ogni associazione è un’opportunità per te per conoscere meglio il tuo Creatore, il tuo Signore, il tuo Dio.
Usa tali opportunità, non abusarne. Tieni il corpo, la mente, l’insieme di intento e scopo circospetto; non per ciò che riguarda quello che dicono gli altri, bensì per ciò che la tua coscienza – nella preghiera, nella meditazione – può mostrarti. Poiché come Egli ha dato, “Il mio Spirito testimonia del tuo spirito.” Questa è quindi la risposta ad ogni anima. 1089-7

… le esperienze sulla terra non sono casuali, ma perché ogni entità, ogni anima possa usare quell’ambiente in cui può trovarsi per la gloria di Dio e per l’onore del sé. Così ogni anima presente nel corpo sulla terra nel presente dovrebbe considerare questo come un tempo opportuno per ogni anima di manifestarsi in tal modo che possa davvero rendere manifesto l’amore delle Forze Creatrici o Dio nelle sue attività con il suo prossimo. 5155-1

Sappi che mentre ci possono essere degli scoraggiamenti, dei periodi di ansia, il fatto stesso che sei consapevole di essere nella vita terrena è un’indicazione che sei nel pensiero e nella mente delle Forze Creatrici. Così hai ricevuto l’opportunità di affrontare te stesso. Perciò attraverso le tue stesse attività, nei rapporti che hai con il tuo prossimo, con le cose e le condizioni devi soddisfare lo scopo per cui ogni anima entra sulla terra – che è manifestarsi per la gloria di Dio e per l’onore del sé. 3333-1

D- C’è qualcosa in particolare che io possa fare ora per compiere la ragione per l’attuale incarnazione ?
R- Se non ci fosse stato non ti sarebbe stato permesso di essere sulla terra al presente ! Questi diventano dei fatti ovvii in se stessi, o dovrebbero esserlo, per coloro che si applicano: credi in Dio, credi nel sé, credi nella divinità del rapporto dell’uomo con Dio, compiuto per, da e attraverso uno, Gesù il Cristo. Il credo, la fede, le cose che le tue mani trovano da fare che è in accordo con, conforme ai Suoi desideri dà ragione, dà uno scopo, compie ciò. Poiché quali furono le Sue parole ? “Padre, vengo a Te, ho finito l’opera che Tu mi diedi da fare.” Hai tu finito l’opera che Egli ti diede da fare; hai cercato di sapere quale opera ? Hai tu camminato e parlato con Lui spesso ? E’ il tuo privilegio. Lo farai? 3057-7

Nel presente troviamo un interesse particolare per quelli che hanno avuto poca opportunità, quelle cose che riguardano ciò che chiami missioni. Poiché ogni anima entra con una missione. E proprio come Gesù, il grande missionario, noi tutti abbiamo una missione da compiere. Stiamo operando con Lui, o solo di tanto in tanto ? 3003-1

Non che un’anima debba essere troppo buona, bensì buona per qualcosa; non semplicemente per provvedere ai bisogni materiali. Poiché l’uomo non vive di solo pane, né di apparecchi, né di case, né di ciò che fa parte delle cose che sono terra-terra, bensì piuttosto dello spirito della verità. E tu rendi migliore il mondo perché ci vivi ? Gli individui, i gruppi che incontri giorno per giorno migliorano in qualunque senso per aver incontrato te ?
A queste domande puoi rispondere solo tu. Poiché esse rifiutano di essere messe da parte. Poiché fanno parte della tua esistenza. 2583-1

Poiché la Vita, un’esperienza è ciò che ogni anima, ogni entità ne fa. Perciò soddisfare quello scopo che Egli può avere in te è un servizio più grande, una gioia più grande di quella che può essere sentita da colui che ha costruito una città o conquistato una nazione; poiché tali hanno obblighi maggiori e l’influenza più grande per i loro fardelli. 1129-2

Quindi, quale dovrebbe essere l’ideale ? Quale dovrebbe essere l’attività dell’entità, l’atteggiamento dell’entità, lo scopo dell’entità, in rapporto a quell’influenza che si manifesta attraverso un individuo, che viene chiamato (dall’uomo) l’influenza spirituale nella sua vita ? Fare dell’ideale, dello scopo, della meta meno che un ideale che presenti il concetto di quella Forza Creatrice su un piano materiale vuol dire, s’intende, mancare lo scopo. Usare tale influenza, desiderio, meta e ideale, produrre ciò che soddisfa gli scopi individuali, quanto al suo essere una manifestazione dello stesso tipo di amore che portò in essere l’entità, o che crea per la compagnia e per il rapporto che fa parte delle influenze spirituali, come si manifesta nelle Forze Creatrici in un mondo materiale, vuol dire diventare egoisti, egocentrici, senza scopo, in un senso spirituale, e indulgente verso se stesso nel sé mentale e deve – come abbiamo indicato al corpo, nelle sue esperienze – portare ciò che produce irrequietezza, contesa, lotta, e l’influenza costruita diventa allora senza scopo; poiché deve essere deludente, poiché non è fondata nella Vita – che è costruttiva per il tutto, non per un individuo. Ma quando si rende lo scopo, la meta, l’ideale tutt’uno con i frutti dello spirito, allora questi diventano le attività dell’entità, della mente, del corpo di tale entità. E a tale entità vengono date quelle opportunità, quei talenti perché possano essere presentati sempre di più al mondo materiale nelle manifestazioni di ciò che produce quei frutti di armonia, contentezza, pace, comprensione, amore fraterno; e questi rendono la vita degna di essere vissuta. 274-3

Poiché soddisfare quello scopo per cui un’entità, un essere si è manifestato nella materia è il servizio più grande che sia possibile rendere.E’ la quercia il padrone sulla vite ? Lo stramonio è infastidito davanti al pomodoro ? Le radici dell’erba si vergognano del loro fiore vicino alla rosa ?  Tutte quelle forze nella natura stanno piuttosto soddisfacendo quegli scopi per i quali il loro Artefice, il loro Creatore li ha chiamati in essere. L’uomo – come l’entità ha insegnato, come l’entità ha dato – è in quella posizione in cui può ottenere la lezione più grande dalla natura e dalle creature nel mondo naturale; ognuna di loro soddisfa il proprio scopo, canta la propria canzone, riempie l’aria del loro profumo, perché anch’esse possano onorare e lodare il loro Creatore; sebbene nel loro modo umile in confronto ad alcuni tutte, nel proprio modo umile, stiano soddisfacendo ciò per cui sono state chiamate in essere, riflettendo – come ogni anima, come ogni uomo e ogni donna dovrebbe fare nella loro sfera particolare – il loro concetto del loro Creatore ! Questo è lo scopo – come l’entità ha insegnato; questo è lo scopo che l’entità può trovare nel dare il suo conforto, nel dare la parola allegra, nel dare le lezioni a coloro che sono su tutti i percorsi della vita. Soddisfa il tuo scopo nel tuo rapporto con il tuo Creatore, non con ogni individuo, non con ogni gruppo, non con ogni organizzazione, non con ogni attività al di fuori del sé se non con il tuo Creatore ! Poiché è il riflesso di Lui.

CONSAPEVOLEZZA E RISVEGLIOultima modifica: 2012-11-21T20:58:00+00:00da mikeplato
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