ALLE ORIGINI DEL MARTINISMO

martinist_seal

        Sigillo del Martinismo

A cura di Robert Amadou

LA TRADITION MARTINISTE (Studi e documenti)

L’ORDINE MARTINISTA AI TEMPI DI PAPUS

Quaderni dell’Ordine Riservati alle Logge regolari ed agli Iniziatori

AVVERTIMENTI

Il documento qui riprodotto in fac-simile del formato originale [attualmente in A5] è costituito dalla riunione in una brossura stampata dei “quaderni” d’insegnamento proprio a ciascuno dei tre gradi marinisti, seguiti dai rituali dell’iniziatore. Questi testi furono messi a punto fra il 1887 e il 1891. In seguito, ed anche contemporaneamente, la teoria fu elaborata e la pratica sviluppata, in quanto altre lezioni furono comunicate, altri rituali vennero creati, per rispondere alle necessità delle Logge e del Supremo Consiglio. L’intento della seguente edizione della Tradition martiniste è quello di pubblicare l’insieme dei documenti relativi all’Ordine martinista ai tempi di Papus. (un fascicolo speciale sarà dedicato alla cronologia, che permetterà di situare esattamente ciascun documento nella storia dell’Ordine.) Ma il presente documento, per i Martinisti d’oggi, è fondamentale, assiale. L’esemplare che riproduciamo è appartenuto a F.-Ch.Barlet (1838 -1921), presidente del gruppo martinista “Voluspa”. Questo gruppo fu risvegliato, nell’agosto del 1978, da Robert Le Tourner, erede spirituale di Barlet e detentore dei suoi archivi. Prima del richiamo di Dio, in quest’anno 1980, Robert Le Tourner aveva affidato la brossura a Philippe Encausse, presidente d’onore dell’Ordine martinista, che me l’ha affidata affinché sia nuovamente edita dal nostro amico Abi Car: catena di fraternità… Molti refusi non sono stati corretti ne segnalati. Ma, a pg.16, il primo intertitolo debba essere modificato in: RIASSUNTO. D’altra parte, alla pg.24, 4° linea in basso forse è meglio leggere  “iniziatore” in luogo di “istruttore”. Si osserverà soprattutto che, per errore i colori dei due triangoli del pantacolo, sulla pagina del titolo, sono invertiti: il bianco dovrebbe avere la punta in alto e il nero in basso; nell’iscrizione che circonda il pantacolo, la lettera ebraica vav è stata sormontata da un punto superfluo. In annesso, tre altri documenti in fac-simile, tratti dagli archivi di Papus alla Biblioteca Comunale di Lione. Da questo fondo che abbiamo inventariato e catalogato nel 1966 (cfr. “Les archives de Papus à la bibliothèque”, l’Initiation, avril, juin 1967, pg.75-91), provengono, con l’autorizzazione del Dott. Philippe Encausse, figlio di Papus, la maggior parte dei documenti che saranno pubblicati nei prossimi fascicoli di questa sezione. (Ma non abbiamo trovato alcun esemplare dei nostri “quaderni” a stampa. Ciascuno dei testi annessi ha origine del fondo generale dei manoscritti, alla B.M.L. (Riduzione rispettive: 1/74,1/68,1/68.) Nella pagina susseguente a queste avvertenze, è riprodotta in fac- simile la prima pagina del quaderno litografato d’insegnamento del primo grado, arricchito, nel margine destro, di tre disegni di Papus (a lato timbro della B.M.L. man.5490: riduzione 1/68).

NOTA DEL TRADUTTORE

Il rimpianto Fratello Robert Amadou ci ha lasciato una grande messe si studi e ricerche martiniste, in gran parte pubblicate su L’Initiation- Cahiers de documentation esoterique Traditionelle, Organe Official de l’Ordre Martiniste. L’Ordine Martinista fu risvegliato in Francia da Philippe Encausse, figlio di Gerard Encausse (Papus) nel 1954. La profondità e l’ampiezza degli studi martinisti di quest’Ordine è stata esemplare. L’Initiation, che riprodusse una gran parte di questi studi, è stata, ed è tuttora, una rivista il cui abbonamento era aperto a tutti, secondo il principio che per quanto l’Ordine Martinista non effettua alcuna forma di proselitismo, ha comunque il dovere di testimoniare della sua esistenza e della sua metafisica, in quanto, come afferma  Papus stesso su questo quaderno, nessun insegnamento del Martinismo è segreto. Inserito nella rubrica ALLE ORIGINI DEL MARTINISMO, prodotta per www.Prometeolocri.net, questo documento risulta indispensabile per ricostituire l’essenza originale dell’Ordine, superando le inevitabili incrostazioni ed in parte denaturazione che il tempo produce. Questo testo, che rappresenta una sorta di brogliaccio rituale che indica gli indispensabili simboli e insegnamenti dell’Ordine nei tre gradi, può esser diffuso solo presso i SAIA e sarà inviato, a cura della relazione di Prometeo, solo a questi, su loro specifica richiesta. (le note al testo sono a cura del traduttore).

gabriel-atencio-saint-martin

                     Louis Claude de Saint Martin

PROLEGOMENI

NANAOA

Louis Claude de Saint-Martin, detto il Filosofo Incognito visse dal 1743 al 1803.
Iniziato alla pratica dell’ermetismo da Martinez Pasqualis, alla conoscenza dell’assoluto dalla meditazione delle opere di Jacob Boëm [sic, ma Boëhme], Saint-Martin difese sempre la purezza della Tradizione contro le degenerazioni dei profanatori. Sostenne sempre con i suoi sforzi le opere che cercavano di salvare dalla perdita totale le conoscenze della Libera Muratoria e di cui quest’Ordine ignora l’importanza. Molte logge di Filosofi Incogniti furono fondate da Martinez Pasqualis e da Saint-Martin.1

All’origine, le logge martiniste comprendevano sette gradi:

1° Apprendista,

2° Compagno,

3° Maestro,

4° Maestro perfetto,

5° Eletto,

6° Scozzese,

7° Saggio.

La soppressione dei primi tre gradi trasformerà l’iniziazione, ridotta tre essenziali e a dei gradi accessori. Così è attualmente stabilito l’Ordine dei SAIA. Le opere di Saint-Martin particolarmente raccomandate ai nostri iniziati sono:

  1. Degli errori e delle verità
  2. Tavola Naturale (basata sui Tarocchi.)
  3. L’Uomo di desiderio (particolarmente raccomandata)
  4. Il Coccodrillo (esposto degli avvenimenti occulti delle società segrete durante la Rivoluzione, bellissimo studio della Luce astrale)

INTRODUZIONE Finalità dell’Ordine

Che il profano, l’Iniziato e l’Iniziatore sappiano bene che il fine dell’Ordine non è di formare dei maestri dogmatizzanti, ma al contrario degli Studenti umili e devoti al culto dell’Eterna Verità..- Gli insegnamenti sono elementari, i simboli poco numerosi ma sono più che sufficienti al modesto fine2 del nostro ordine. I suoi membri conoscono poche cose, ma le conoscono bene e possiedono gli elementi di uno sviluppo personale che può portarli molto lontano. – Sconosciuti e Silenziosi, non attendono altro dai loro lavori che la soddisfazione infinita che procura una coscienza pura e un cuore pronto a tutti i sacrifici per l’umanità.

PRIMA PARTE

Insegnamenti (Parte teorica)

PRIMO GRADO

Questo è il riassunto dell’insegnamento dato all’associato all’atto della prima parte della sua iniziazione. I dati principali sono solo indicati e questo manoscritto non deve servire che a fissare in anticipo alcuni punti nella memoria. I primi oggetti che si presentano agli occhi del profano sono disposti in un ordine particolare e chiariscono alcuni aspetti destinati a fargli comprendere l’esistenza del simbolismo. I Simboli formano la base dell’insegnamento e certi di essi sono assolutamente indispensabili; nessun iniziatore può esimersi dal presentarli, benché abbia la facoltà di aggiungere e sviluppare ciò che giudica conveniente. – I Simboli indispensabili sono:

  1. I Tre lumi e la loro triplice disposizione gerarchica:;
  2. La Maschera
  3. Il Mantello dell’Iniziato

I LUMINARI

Come una sola e unica Luce emana da tre lumi diversi, così pure una sola e unica Verità emana da sorgenti diverse o apparentemente opposte. In questo simbolo l’Iniziato sa riconoscere la religione sempre identica, sotto ai molteplici culti che la rivelano ai profani. – Non vi è che una sola religione, come non c’è che una sola Verità e nessun culto, sia che esso si chiami bramanesimo, buddismo, cristianesimo ecc, può attribuirsi il monopolio del suo possesso escludendo gli altri.3 Questa era la base delle antiche iniziazioni, (misteri di Memphis, d’Eleusis, di Mithra, ecc.) ed è per questo che noi ricordiamo un Iniziato – Alessandro Magno – recarsi a sacrificare sugli altari di tutte le divinità, compresovi il Dio degli Ebrei. Tutti i sacerdoti, a qualsiasi culto appartenessero; erano degli Iniziati e sapevano unire tutte le credenze nell’unità magnifica delle rivelazioni filosofiche dell’Esoterismo. Il fine della maggior parte delle Società segrete4 è quello di ristabilire questa unione di uomini intelligenti. Si immagini agli immensi Progressi che questa comunione di sacerdoti di tutti i culti, potrebbe far compiere al cammino dell’Umanità verso la perfezione, e si comprenderà la grandezza dell’Idea perseguita. Al pari della Fede, la Scienza deve veder sorgere l’Unità dalla Diversità, per mezzo di quella Sintesi scientifica che concilia il Materialismo e l’idealismo nella totale concezione del vero. La legge che presiede al cammino della Natura, è del pari indicata da questa misteriosa disposizione dei tre lumi che si assommano nelle emissioni di un’unica e identica luce.

SITUAZIONE DEI LUMI

Ricordati della situazione dei Lumi, posti sopra piani differenti di colore, il nero, il bianco, il rosso.5 Da ciò ti apparirà in primo luogo il Principio della Gerarchia che deve trovarsi all’origine di qualsiasi organizzazione. La gerarchia qui termina col piano della Luce e il colore è grado a grado meno luminoso man mano che si scende più in basso. Tale deve essere la base di ogni vera e stabile organizzazione, sia essa sociale, scientifica o religiosa. Nell’uomo, tu troverai questa organizzazione nelle tre parti che costituiscono il tronco umano.: ventre, petto, testa, che danno rispettivamente nascita: il ventre al corpo che esso ricostituisce, il petto alla vita che esso mantiene; la testa al pensiero che esso manifesta. Il Pensiero, immagine dei Lumi è il gradino della Luce, la Vita il gradino di Penombra, il Corpo il gradino dell’Ombra. Nella natura, del pari che in Dio, tu potrai scoprire questa misteriosa organizzazione. La Natura, l’Uomo e Dio formano i tre gradi dell’Universo e ognuno di essi possiede una Potenza che gli è propria. La natura agisce mediante la forza fatale, guidata dal caso, potemmo dire, se il caso esistesse. La Forza, fatale e cieca, è il DESTINO che corrisponde al corpo nell’uomo e alla Materia nel mondo. È il Dio della Scienza Materialista. L’Uomo agisce mediante la forza semi fatale o semi intelligente del suo cervello: per la VOLONTÀ UMANA, che  è potente quanto il Destino. – essa è il dio della Scienza Panteista che adora se stesso attraverso la Natura. Corrisponde alla Vita nell’uomo e alla Forza Universale nel Mondo. Dio agisce mediante la forza super-intellettuale e super- cosciente, chiamata PROVVIDENZA, che può allearsi con la Volontà Umana, ma soltanto con il libero e assoluto consenso di questa. Qui vi è un gran mistero.- La Provvidenza corrisponde alla Volontà nell’uomo, – – all’anima nel mondo. Essa è il Dio del più puro Teismo delle grandi iniziazioni. Dei grandi e fecondi insegnamenti possano ancora scaturire da questa misteriosa disposizione dei Luminari. legge del ternario. Ma tu solo devi sviluppare in te stesso, dopo che ti è stata aperta la strada, la possibilità di applicarla, [la legge del ternario]. Medita con tutta la forza del tuo cuore e la provvidenza ti aiuterà.

LA MASCHERA

Mediante la maschera la tua personalità mondana scompare. Tu diventi uno Sconosciuto fra altri sconosciuti: allora tu non hai da temere la meschina suscettibilità alla quale è costretta la tua vita quotidiana, fra persone che ti spiano senza posa. Prendi ispirazione dal profondo simbolismo di questa pratica apparentemente inutile. Trovandoti solo, in mezzo a gente che non conosci, tu non hai nulla da chieder loro. È da te stesso, nel tuo isolamento, che devi trarre i principi del tuo avanzamento. Non aspettarti nulla dagli altri, salvo in caso di assoluto bisogno e, in altre parole, impara a essere sempre TE STESSO. Sconosciuto, non devi ricevere ordini da nessuno. Soltanto tu sei responsabile delle tue proprie azioni davanti a te e la tua COSCIENZA sarà il maestro temuto dal quale prenderai sempre consiglio, il giudice severo e inflessibile al quale dovrai render conto delle tue azioni. Questa maschera, che ti isola dal resto dei tuoi simili durante il periodo dei lavori, ti mostri il valore che devi ascrivere alla propria LIBERTÀ, che, per mezzo della volontà, è potentissima di fronte al destino e alla provvidenza. Nessuno al mondo ha il diritto di privartene: tu solo ne sei l’assoluto padrone, tu solo risponderai di fronte alla tua propria coscienza degli errori e delle colpe che essa ti avrà indotto a commettere.6 Sappi essere uno sconosciuto per coloro che avrai tratto dalla sventura o dall’ignoranza: sappi sacrificare la tua personalità tutte le volte che lo riterrai necessario per il bene della Collettività. Questi sono i dati principali, forniti dal simbolo profondo della maschera del nostro Ordine. Altri significati ti si riveleranno se il tuo cuore saprà DESIDERARLI.

IL MANTELLO

L’uomo, dopo essersi isolato nello studio di se stesso, perviene mediante la meditazione a creare la propria personalità. Egli può allora affrontare senza tema gli altri uomini, ma deve sempre stare in guardia. Tutte le forze fatali, scatenate contro questa volontà calma e possente che nasce alla luce del giorno nuovo, si voteranno all’invidia contro il nuovo eletto. Che egli sappia allora ripiegare intorno a sé il mantello misterioso che rende insensibile agli attacchi dell’ignoranza. Che la prudenza non si stanchi mai di consigliare l’Ignoto che sa isolarsi nella calma della propria coscienza. Questo mantello che nasconde colui che ne conosce i molteplici usi agli occhi dei malvagi e dei profani, deve sempre coprire l’Iniziato con le sue pieghe protettrici. Questo è forse il simbolo più profondo che l’Ordine pone davanti agli occhi dell’Ignoto. Cosicché il suo studio è lasciato alle cure della perseveranza e del lavoro personale del nuovo Iniziato.

RIASSUNTO

Gli insegnamenti che ti sono stati impartiti finora possono anche apparirti inutili e puerili. Ricordati tuttavia delle terribili prove alle quali erano sottoposti coloro che, nell’antichità, volevano essere iniziati. Allora forse comprenderai l’utilità di qualche pagina che ti è stata letta. Pochi simboli, appena spiegati, hanno insegnato al profano delle Verità di cui non mancherà di apprezzarne più tardi la portata.

I lumi e la loro disposizione indicano:

L’esistenza del Simbolismo
La dottrina esoterica dell’UNITÀ.
Il principio della Gerarchia.
La legge del Ternario.
La maschera ha istruito il profano su:
L’autocreazione della Personalità mediante l’isolamento e la Meditazione.
Il Mantello ti ha lasciato intravedere:
La Necessità della Prudenza, servita dalla Volontà, per distruggere i funesti effetti dell’Ignoranza.

SECONDO GRADO

L’iniziazione al primo grado del nostro ordine ha fatto dell’associato un uomo nuovo, se ha saputo perfettamente comprendere la portata degli insegnamenti che ha ricevuto. Divenuto un “Filosofo Unitario” può, come già gli antichi iniziati, porsi in relazione spirituale con i sacerdoti di tutti i culti e coi seguaci di tutte le scuole filosofiche; Avrà però sempre presente alla mente il simbolo fecondo delle Luci che insegna che la Diversità conduce sempre all’unità. Come tutti i culti si basano sull’unità della religione, così tutti i sistemi filosofici si armonizzano nell’unità della SCIENZA, così pure tutti gli esseri umani non rappresentano che le cellule dell’UMANITÀ. L’Umanità è un essere reale che ha coscienza propria e leggi vitali e morali particolari, le quali reagiscono su ognuna delle cellule che la compongono, così come ognuna delle cellule umane reagisce su essa. Il corpo umano è del pari formato di infinite cellule, ognuna delle quali è dotata di individualità propria e di autonomia; eppure la personalità umana costituisce un insieme indipendente da queste particelle. Le prove di questo asserto si hanno nel taglio di un arto umano: in tal caso il numero delle cellule costituenti il corpo viene diminuito, ma la personalità dell’amputato non perde un atomo della sua coscienza. Nell’antichità, l’umanità formata dal complesso degli uomini e delle donne, veniva chiamata ADAMO-EVA. Adamo designava l’insieme degli uomini; Eva il complesso muliebre. La storia di Adamo e di Eva è la Storia dell’Umanità, storia che venne indegnamente travisata da coloro che specularono su varie teologie a scopo di dominio. Le conoscenze dell’Unità degli Esseri ci porgono la vera chiave della FRATERNITÀ, mostrandoci che il rialzamento individuale non può esistere, se non insieme al risorgimento della collettività. Filosofo dell’unità, medita profondamente sulle conseguenze che derivano da queste poche idee. La caduta adamitica ti apparirà allora come una ben triste realtà, e il risorgimento dell’uomo ti mostrerà il fine al quale deve tendere ogni vero iniziato. Le leggi morali sono le sole che conducono alla meta agognata, e la nazione più grande è quella nella quale l’Iniziatore ha ottenuto la realizzazione della massima moralità, anche se a essa possono apparire contrarie le apparenze esteriori7. Lo scopo che si prefiggono tutte le iniziazioni è il risorgere della collettività mediante l’abnegazione e, talvolta, anche mediante il sacrificio della propria INDIVIDUALITÀ INTELLETTUALE. Questo non è altro che il nocciolo dei misteriosi insegnamenti delle società segrete. L’associato è fortemente impegnato a studiare meglio che potrà l’organizzazione e la storia delle società segrete e principalmente quella, contemporanea, della Libera Muratoria8. Ogni vero S.I. deve conoscere i simboli e i riti massonici. Questa è la prima fase dello sviluppo individuale. L’iniziatore, d’altro canto, deve facilitare l’apprendimento dell’associato come potrà. Discussioni e conferenze su gli argomenti importanti per gli associati saranno esplicati durante le riunioni che i S.I. terranno periodicamente.

LE DUE COLONNE

Il simbolismo profondo delle due colonne dà la chiave delle opposizioni che esistono in tutta la natura. Queste colonne, di colore differente sebbene di identica essenza, che si trovano apparentemente opposte l’una all’altra, sono armonizzate mediante l’unità di un termine intermedio, che è la tavola iniziatica illuminata dal triplo ternario luminoso. Soltanto l’iniziazione permette di trovare, attraverso la conoscenza delle leggi dell’equilibrio, il termine comune, che collega tutti quelli fra loro opposti. Il Bene e il Male, la Vita e la Morte, l’Essenza e la Sostanza, lo Spirito e la Materia, non sono altro [simbolicamente] che le due colonne. L’iniziato deve saper conoscere e ritrovare il termine mediano che dà la ragione d’essere di tali apparenti opposizioni. Tutte le iniziazioni mostrano ai profani il simbolismo del binario e dell’opposizione. Da quando si entra nel Tempio, bisogna ricordarsi sempre della sua spiegazione. È proprio il Binario, che momentaneamente sembra distruggere l’equilibrio, quello che palesa le leggi poco note della FORZA UNIVERSALE, che è sparsa ovunque e che è, nella sua essenza, ovunque invisibile, forza terribile e potentissima nell’Iniziato.  Sono queste leggi che, una volta in possesso dell’iniziato, gli danno possibilità infinite sempreché egli sappia usarne la forza che esse governano per il bene dell’umanità. Conoscere la sua esistenza può esser sufficiente. Il Desiderio e la Meditazione ne faranno apprendere di più. L’Uomo di desiderio è protetto dalla PROVVIDENZA.

RIASSUNTO

Nel secondo grado del nostro ordine l’associato ha acquisito le seguenti conoscenze:
Unità dell’Umanità, che è la ragion d’essere della Fraternità; La Caduta e la Riabilitazione dell’Adamo-Eva9 Il termine equilibrante del Ternario e l’esistenza della Forza Universale. L’Uomo di desiderio. L’acquisizione del secondo grado dà diritto al titolo d’INIZIATO

TERZO GRADO

Il terzo grado dell’Ordine forma la sintesi di tutti gli altri10. Possedendo dei dati precisi sul simbolismo e gli insegnamenti dell’Iniziazione, l’iniziato riceve le ultime spiegazioni su tutti questi soggetti.

Il segno distintivo dell’Ordine

S.I. 

indica da solo gli sviluppi del rituale simbolico.

Schermata 10-2457682 alle 13.14.54

I punti disposti in due triangoli opposti illustrano la disposizione dei luminari e la loro situazione, simbolizzando il Ternario nei tre mondi.La Lettera I, iniziale della parola Incognito rappresenta il simbolo della maschera in tutti i suoi significati. Infine, la lettera S, iniziale della parola Silenzio e Superiore rappresenta il MANTELLO simbolico di cui è avvolto ogni Iniziato.L’opposizione delle due lettere, e quella dei due triangoli mostra chiaramente LE DUE COLONNE nella loro opposizione attiva (lettere) e passiva (punti), opposizione verticale e opposizione orizzontale, chiave del simbolismo della Croce.

Schermata 10-2457682 alle 12.43.35

Gli insegnamenti che seguono ti sono dati come semplici cognizioni, considerali come storia o come leggenda, poco importa.- Nostro dovere è di trasmetterli, noi lo facciamo. L’Uomo, l’Adam-Eva era dotato primitivamente della facoltà di accedere senza sforzo alle più alte conoscenze. La Materializzazione e la Divisione nello Spazio e nel Tempo di questo essere, una volta così elevato, gli fece perdere ogni suo privilegio. La Provvidenza, tuttavia, alleandosi con la Volontà degli uomini, perviene talvolta a fargli riconquistare qualche particella di Verità. Gli uomini si riuniscono fra loro, formando dei collegi, sacri depositari di questa verità rivelata dall’intuizione dei Saggi. La Trasmissione di questo deposito sacro è stata effettuata senza interruzione di generazione in generazione, e questo nonostante le persecuzioni e le violenze dei nemici della Verità. Questa trasmissione comporta due parti. Nella prima si preparano degli uomini capaci di ricevere e di conservare la tradizione, o Kabbala. Nella seconda si insegna progressivamente i principali dettami di questa tradizione. Nel nostro Ordine, che si collega a queste venerabili origini, come la maggior parte delle società cosiddette segrete, ha per unico fine quello di realizzare la prima parte della trasmissione. Noi prepariamo i savi che riceveranno il santo liquore, è a ciò che si dedica la nostra opera nella trasmissione dei tre gradi dei S.I. Se l’iniziato lo desidera con fervore la Provvidenza farà il resto.

TERZO GRADO

Divenuto Superiore Incognito, non dimenticare mai i nuovi doveri che ti impone questo titolo. Non dovrai ricevere ordini da nessun altro che la tua propria Coscienza, ma agirai sempre con Onore11. Non dimenticherai che ti sei votato al risollevamento morale della collettività ignorante. Sconosciuto a tutti coloro ai quali renderai un servizio diventerai, ogni giorno di più, Superiore, trainando nel tuo ascenso tutti gli esseri sui quali si è posata la tua protezione. L’Umanità spera in te, sappi rispondere al tuo appello e la Provvidenza, da te rappresentata sulla Terra, saprà farti partecipare alla sua azione nei Cieli.

RIASSUNTO GENERALE

(1a parte Interrogatorio [spoliazione]

1° Grado (2a parte Insegnamento.

(Luminari, Maschera, Mantello

(Fase transitoria. Copia del quaderno di 1° grado.12

2° grado

(1a parte Interrogatorio

(Insegnamento

(Le due colonne

(2a parte Copia del quaderno di 2° grado

3° grado

(1a parte Interrogatorio

(2a parte Insegnamento

(S.I.

(3a parte Copia del quaderno di 3° grado

SECONDA PARTE….Rituale dell’Iniziatore 

(Parte pratica)

PRIMO GRADO

Decisa l’Iniziazione, l’Iniziatore lascia qualche tempo di riflessione al candidato prevenendolo inoltre che la Società alla quale sta entrando non richiede a nessuno alcun giuramento d’obbedienza e lascia a ciascuno la sua intera libertà. Gli si dirà che non sarà richiesto alcun pagamento, né come diritto d’entrata e a nessun altro titolo per la sua iniziazione. Il giorno dell’iniziazione tutto deve essere pronto. Ecco la lista degli oggetti necessari:

  1. Tre luci, di qualsiasi forma, uguali o diverse poco importa.
  2. Una maschera per il profano.
  3. Una coperta di lana o altro oggetto di lana, di qualsiasi colore, ma possibilmente bianca.
  4. Una stoffa di colore rosso o di cui il colore dominante sia il rosso.
  5.  Una tavola e due sedie, una per l’iniziatore, l’altra per il profano.

DISPOSIZIONE DEGLI OGGETTI 

Le luci sono disposte in triangolo, la punta del triangolo dalla parte del profano. Sotto le luci si pone la stoffa rossa.13 Sotto questa si lascia il legno della tavola, o si mette una stoffa nera o assolutamente bianca. Si pone la sedia dell’Iniziatore possibilmente all’Oriente, quella del profano all’Occidente. Sulla sedia del profano si posa la coperta o la stoffa di lana, che avrà i piedi posata su di essa, in modo da essere isolato, elettricamente parlando. I Quaderni sono posti sulla tavola, a destra dell’Iniziatore.

ORDINE DELL’INIZIAZIONE

Si introduce il Profano. L’iniziatore è mascherato14 e i lumi accesi. Se l’Iniziatore è assistito da SS::::II::::, questi sono ugualmente mascherati e seduti ai suoi fianchi. Il Profano è invitato a prender posto e l’Iniziatore dispone il mantello come bisogna. Ciò fatto l’iniziatore ritorna al suo posto e comincia l’iniziazione. Pone di fronte a se i quaderni del primo grado e spiega al profano la costituzione dell’ordine e il suo fine che è di formare degli amici disinteressati e sinceri della Verità. Continua il suo discorso seguendo i quaderni che ha anteriormente copiato, esclusivamente fino alla spiegazione dei simboli. A questo momento si arresta e interroga il profano su tre punti.

INTERROGATORIO DEL PROFANO

L’Iniziatore gli domanda subito se si è fatta qualche idea personale, dopo le sue letture e le sue meditazioni su:

La Natura

L’Uomo

O Dio

Preso atto della risposta queste questioni, seguendo la predilezione del profano per uno di questi tre termini, ne deduce che questo è per lo più:

Fisico se preferisce la Natura, fisiologo e psicologo se preferisce studiare l’Uomo o, piuttosto metafisico se si interessa per lo più alla conoscenza di Dio. Nel proseguire il suo discorso, l’Iniziatore dovrà sviluppare il suo discorso trattando particolarmente il soggetto preferito dal Candidato. Dopo le risposte a queste questioni, si domandi al Candidato di raccontare, se lo vuole, le circostanze da cui nasce il suo interesse per le scienze esoteriche, se talvolta se n’è occupato. Infine, i membri presenti fanno prestare al profano il solo giuramento a cui è obbligato15, quello di non rivelare mai a nessuno il nome del suo Iniziatore e, in questo senso, di fare di tutto per dirottare le ricerche dei curiosi. Il giuramento è prestato, con la mano destra alzata. Si sviluppa [l’Iniziatore] le idee contenute nei quaderni d’insegnamento di fronte a lui, secondo l’ordine prescritto. Quando arriva al simbolo della maschera, se la leva e, facendo alzare il profano, va verso di lui e pone la maschera sul suo volto. Fatto questo, spiega il simbolismo di questo oggetto, dopo esser ritornato al suo posto e aver fatto sedere nuovamente il candidato. Infine, quando si tratta del Mantello, fa alzare il profano, lo riveste del mantello, e senza farlo risedere, continua il suo discorso. Queste sono le basi essenziali dell’iniziazione al primo grado. I mezzi materiali indispensabili sono ben pochi, e si possono reperire facilmente. Ciascun Iniziatore può aggiungervi ciò che vuole a condizione di non cambiarne la base16.

PIANO DELL’INIZIAZIONE AL 1° GRADO    

Schermata 10-2457682 alle 12.50.16

a) Mantello: b) Luminari c) Maschera d) stoffa rossa e) legno della tavola coperto da una stoffa o nera o assolutamente bianca. f) quaderni d’Iniziazione g) inchiostro e penna

INIZIATORE – Organizzazione

L’Ordine dei S.I. è organizzato in maniera di dare a ciascuno degli elementi che lo compongono la più grande indipendenza, pur conservandone nel loro insieme la più grande coesione. La libertà umana non deve mai essere disattesa e l’ordine funziona sempre in relazione al libero consentimento dei membri17, che si raggruppano per un lavoro determinato. Ciascun membro deve essere uno sconosciuto teoricamente, se non realmente, per tutti gli altri, salvo per il suo iniziatore, che costituisce il solo legame per mezzo del quale lo sconosciuto si collega all’intero ordine. Ciascun iniziatore deve sempre essere in grado di mettersi rapidamente in relazione con tutti quelli che ha iniziato, qualunque sia il loro grado. Così ciascun iniziatore forma il punto d’intersezione fra gli altri gruppi e il suo, e rappresenta realmente il più importante organo dell’Ordine. I vantaggi di questa organizzazione sono considerevoli ed è inutile di esemplificarli uno a uno. Si può comunque enumerarne i principali:

l primo di tutti è la libertà assoluta lasciata a ciascun dei membri di svilupparsi secondo le sue attitudini.

Un altro vantaggio di questa organizzazione è la difficoltà di distruzione della Società, per l’impossibilità di possederne in una sola volta tutti gli affiliati18.

Un traditore, una spia o altro, se non rispetta il suo giuramento, non può che svelare il nome di un solo membro, il suo Iniziatore, e non può contrastare lo sviluppo degli altri gruppi che ignora.

Queste sono le principali ragioni necessarie alla messa in scena un po’ drammatica della maschera e del cambiamento di nome. È la garanzia della vitalità dell’ordine tutto intero. È grazia a questa enorme divisione del lavoro che si può abolire totalmente ogni impaccio burocratico, e ciò è un considerevole vantaggio per la diffusione della Società. Di più, il modestissimo prezzo e la facile reperibilità degli oggetti indispensabili all’iniziazione permettono a tutti gli iniziatori di procurarseli senza chiedere alcunché al candidato, e ciò non trasforma l’ordine in una società di sfruttamento finanziario dei nuovi venuti e ciò è un altro grande vantaggio. In ciascun membro dell’ordine deve dimorare un’entità attiva e personale. Per questo, l’iniziatore deve cessare ogni relazione iniziatica con uno dei suoi affiliati appena questo diventa a sua volta un iniziatore. La diffusione dell’ordine è così simile alla diffusione cellulare per scissione. Una cellula ne contiene un’altra per un tempo breve. La cellula madre si divide al più presto, dando nascita a delle cellule esse stesse rapidamente madri.

SECONDO GRADO

Non si deve iniziare al secondo grado che su richiesta del candidato di primo grado. Fatta la domanda, l’iniziatore chiama il membro associato, gli ridomanda se vuol ottenere il secondo grado dell’ordine, e, su sua affermazione positiva, lo previene sui molteplici doveri ai quali sarà obbligato. Gli farà intravedere il lavoro considerevole che comporterà la copia dei quaderni e gli dimostra la necessità di questa copia. Se il candidato persevera, gli darà i quaderni d’insegnamento di primo grado, che dovrà riportare entro tre giorni sul suo onore. Tutto ciò senza il minimo rituale simbolico. Avendo il candidato riportato i quaderni del primo grado, e la copia che ne ha fatto, si può procedere all’iniziazione al secondo grado. Il rituale è lo stesso che per il primo grado, salvo l’aggiunta del rituale delle due colonne, l’una bianca e l’altra nera (A – nota del testo). L’associato porta la maschera ed è seduto sul mantello di lana. L’iniziatore domanda al candidato quali siano le sue impressioni a seguito del primo grado, come considera la Società e quale sia il suo pensiero sul suo avvenire. Annota le risposte: poi inizia il suo discorso d’iniziazione seguendo il quaderno del secondo grado per quanto sia possibile. Il simbolismo delle due colonne deve essere particolarmente sviluppato e completare l’insegnamento del Ternario del primo grado. Terminare il discorso in modo che l’associato possa intuire o supporre la potenza dell’Uomo di desiderio. Rinviare a Saint- Martin, il filosofo I. nel caso che il candidato domandasse una spiegazione, ma solo in questo caso. Dare all’Iniziato il quaderno del secondo grado che deve riportare entro tre giorni. Nello stesso tempo darà all’Iniziato il suo numero d’ordine e il suo nome mistico.

A) Due sedie o due tavole qualunque rivestite, l’una di una tovaglia bianca, l’altra di un tessuto nero qualunque, o semplicemente due dei luminari, essendo il terzo spento.

TERZO GRADO

L’Iniziatore, su domanda dell’Iniziato, prepara il rituale del terzo grado. Può, se lo desidera (ma questo non è un simbolo essenziale dell’ordine) aggiungere una spada o un’arma qualunque di acciaio a punta ai simboli esistenti. Il candidato è introdotto e chiamato durante tutta la cerimonia del nome d’Iniziato. È mascherato secondo il simbolismo dell’ordine. È subito interrogato sulla sua fiducia nella vitalità dell’ordine e gli si domanda se è disposto a contribuire personalmente alla diffusione delle sue dottrine. La risposta è segnata. L’Iniziatore inizia il suo discorso sulla spiegazione del segno di S.I. seguendo il quaderno. Questo quaderno indica chiaramente l’ordine della condotta del discorso. È molto importante per l’Iniziatore di conoscere le credenze del profano [sic] prima dell’Iniziazione. Se il profano è materialista, bisognerà prevenirlo che riceverà gli insegnamenti come si danno a tutti; che non dovrà fare alcuna obiezione durante la tornata e che una volta ricevuto l’insegnamento potrà considerarlo come vorrà19. Insistere, in un’iniziazione di questo genere, sul lato fisiologico e sul simbolismo. Se il profano è idealista, insistere sull’unità delle religioni e delle filosofie e sviluppare il lato metafisico dell’insegnamento. Queste regole generali sono sufficienti a far comprendere la condotta da tenersi verso le diverse credenze.

CONDOTTA VERSO I PROFANI

Di fronte ad un profano sarà necessario osservare alcune regole. Nessuno degli insegnamenti dell’ordine è segreto. Solo il rituale e i simboli non devono essere rivelati20. Si può perfettamente rivelare al profano l’esistenza dell’ordine, la sua organizzazione generale, l’assenza del giuramento d’obbedienza a chi che sia, la conservazione assoluta della Libertà individuale lasciata a ciascuno. Bisognerà ben prevenire al profano che gli insegnamenti che riceverà saranno elementari, che si farà di lui un essere pronto allo sviluppo iniziatico, ma niente di più. Se il profano domanda l’iniziazione bisogna, per quanto possibile, concederla.21

INIZIAZIONE A TITOLO ONORIFICO

Tutte le volte che l’Iniziatore giudica utile d’iniziare, secondo il rituale dei SAIA, una persona che si giudica degna per le sue conoscenze anteriori, e che si pensi che questa persona sia assai avanzata per evitare la lentezza dell’iniziazione progressiva, si può iniziarlo a titolo onorifico. Il rituale è uguale in ogni punto al rituale ordinario, con la differenza che il tempo separante la trasmissione di ciascun grado non è determinata, ma è lasciata alla libera volontà dell’iniziatore. Ogni grado dell’ordine può essere trasmesso; ma l’iniziato a titolo onorifico deve esser provvisto dei quaderni, se diviene iniziatore.

NUMERO D’ORDINE

L’iniziatore riceve, all’atto della sua investitura, un numero d’ordine22. Nello stesso tempo perde il suo nome nelle tornate per non conservare che questo numero d’ordine, che lo rappresenta. L’iniziatore, oltre il suo numero d’ordine, ne possiede un altro formato dal numero che segue immediatamente il suo. Questo secondo numero diverrà quello degli INIZIATORI usciti dal suo gruppo. Gli iniziati non aventi il titolo di iniziatore (cioè sino al terzo grado incluso) ricevono come numero d’ordine quello del loro Iniziatore seguito dalle lettere alfabetiche susseguenti. Così l’Iniziatore n° 92, ad esempio, darà al primo profano che inizierà il numero 92-A; al secondo il numero 92- B: al terzo il numero 92-C, etc. sino al venticinquesimo. A partire dal venticinquesimo, si conta per due lettere nella stessa maniera: AA-AB-AC-AD- etc. Il numero è dato a partire dall’iniziato, cioè dal II° grado dell’ordine. Se un iniziato diviene iniziatore, riceve come numero d’ordine il numero che segue immediatamente quello del suo istruttore[sic: probabilmente Iniziatore]. Il primo iniziatore formato riceve il numero seguente senza altra marcatura, il secondo riceve questo stesso numero PRECEDUTO dalle lettere B C D etc. secondo la sequenza. Così l’iniziatore n.° 92 impone al primo iniziatore da lui formato il numero d’ordine seguente immediatamente il suo, cioè – 93. l secondo iniziatore formato dallo stesso numero preceduto dalla lettera B. E cioè:

Secondo B-93

Terzo C-93

Quarto D-93 e così di seguito.

A partire dal 26°, si uniscono le lettere 2 a 2: AB-AC- etc.

Cosi la lettera precedente il numero, o il numero solo indica sempre un iniziatore, la lettera seguente il numero indica un iniziato. Ma al fine di differenziare gli uni dagli altri gli iniziati di una stessa serie, il numero degli iniziati preso isolatamente é sempre sormontato dal nome mistico dell’iniziatore. Questo nome mistico è formato dalle consonanti del suo nome di famiglia prese in numero dispari. Quando manca una consonante per formare un numero dispari si aggiunge una x sormontata da un punto all’inizio del nome. La prima lettera del nome, consonante o vocale che sia, deve sempre esser conservata.

Così Emilio si scriverà EML.

ESEMPI

L’iniziatore n.° 25 conferisce il grado d’iniziatore a un iniziato del suo gruppo. Questo iniziato (supposto che si chiami Giovanni) prende il numero susseguente quello dell’iniziatore, cioè il n.° 26 e lo sormonta del suo nome mistico formato dalle consonanti del nome Giovanni. A queste consonanti GVNN, essendo in numero pari, si aggiunge all’inizio del nome una X sormontata da un punto. L’iniziatore Giovanni ha dunque il nome seguente.

XGVNN 26

L’iniziatore n.° 25 dopo poco inizia un associato al suo gruppo che perviene al grado di iniziatore. Si chiamerà, se così volete, Piero. Piero, iniziato per secondo, prende la lettera B avanti il nome e porta quindi come nome:

. XPR

XGVNN 26

B-26

Il terzo iniziato n.° 25 pervenendo al grado di iniziatore prende il nome C-26, il quarto D-26, etc., tutti questi numeri sormontati dal nome mistico dell’iniziatore.

Gli iniziati del gruppo Giovanni prendono il seguente nome:

Il primo:XGVNN 26-A

Il secondo:XGVNN 26-B

Il terzo: XGVNN 26-C. etc.

Gli iniziati del gruppo Piero prendono ugualmente i nomi seguenti:

il primo:XPR 26-A

il secondo:XPR 26-B

Si vede che il nome dell’iniziatore che fa la differenza fra due iniziati dello stesso numero come:

XGVNN  / 26-A

XPR  / 26-C

Seguiamo in qualcuno di queste sequenze un’iniziazione:

Giovanni, iniziatore, il cui nome è XGVNN 26-A ha iniziato molti profani divenuti successivamente associati, iniziati e S:::I::::Il primo profano iniziato si chiama Paolo, il secondo Giulio, il terzo Emilio.

Paolo ha come nome: XGNN 26-A poiché è il primo che è stato iniziato.

Giulio ha come nome: XGNN 26-B

Emilio ha come nome: XGNN 26-C

Paolo ed Emilio restano SAIA, mentre Giulio diviene un Iniziatore attivo.

Il primo prende in questo momento il nome di Iniziatore, in questo modo: XGL 27

Giulio inizia diversi associati, iniziati e SAIA portanti il nome della sua serie.

L’associato n.° 12 della serie di Giulio, chiamato Eduardo e portando, come iniziato da XGL/ 27-L diviene il primo iniziatore e prende il nome di: DRD 28

L’associato n.° 20 diviene più tardi iniziatore, e, con la sigla :

. XGL 27-T

(chiamandosi Giacomo) diviene: GCM/B-28, e così di seguito per tutti gli Iniziati e gli Iniziatori.

SUPREMO CONSIGLIO E LOGGE DEI S.I.

Nell’anno 1894, nel mese di marzo, un certo numero d’Iniziatori, riuniti in assemblea speciale, ha deciso di stabilire delle logge regolari di S.I. collegati a un Supremo Consiglio, residente a Parigi. Questo Supremo Consiglio sarà presieduto, a vita, dall’Iniziatore Papus, rinnovatore dei quaderni dell’ordine. La composizione dell’ordine di questo Supremo Consiglio sarà ulteriormente determinata. Il Supremo Consiglio delibera le Carte delle Logge, nomina i Deputati, esercita le funzioni di arbitro supremo in caso di discussioni e invia la parola Semestrale a tutti i Direttori di Logge.

DIPLOMI

Quando l’Iniziazione a un qualunque grado è terminata, l’Iniziatore consegna al nuovo eletto un diploma regolare dell’Ordine, composto secondo il modello seguente. La creazione di questi diplomi è stata decisa con l’autorizzazione del Supremo Consiglio dell’Ordine, alfine di facilitare la fondazione delle Logge.  Ciascun S.I. può, a suo piacere, far parte di una Loggia o restare indipendente. Un’associazione fra S.I. deve essere liberamente concordata, con consenso unanime. Tutti coloro che aderiranno a questa decisione potranno indirizzarsi sia al Gruppo di studi esoterici, 20 rue de Trévise Paris, sia presso i loro iniziatori. Tutti i dettagli, concernenti le Logge, saranno l’oggetto di un quaderno speciale inviato a tutti i S.I. che ne faranno domanda al Supremo Consiglio. La tegolatura, all’inizio uguale per tutti i gradi. Da notare la firma di Sédir sul documento. Come tutte le firme con il nome iniziatico lo svolazzo sull’ultima lettera si rivolge In basso e finisce con una punta di freccia, forma tipica nell’ambito Martinezista-Martinista. Il calendario simbolico era usato per la corrispondenza fra i membri dell’ordine, mai il suo uso, non essenziale, è oggi quasi completamente abbandonato.

Schermata 10-2457682 alle 13.08.03

_________________________________________________________________________

NOTE

1 In realtà Louis Claude de Sant-Martin non ha mai fondato alcuna Loggia.

2 Papus considerava l’ordine Martinista, nella sua semplicità, come un cerchio esterno a insegnamenti più approfonditi e riservati.

3 Per quanto il N.V.O. consideri quello cristiano un culto più vicino alla verità, Papus afferma qui il principio dell’universalità dell’Ordine.

4 Ai tempi di Papus vi era ancora l’atteggiamento romantico di voler considerare l’esistenza delle Società iniziatiche come segrete che, per la verità non erano più tali da molti decenni.

5 Cfr. Il simbolismo dei colori negli Eletti Cohen e nell’Ordine Martinista di Vittorio Vanni
Sta in www.prometeolocri.net

6 Nel Rituale dell’Ordine Martinista si impone al neofito di “obbedire ai tuoi superiori” (nell’Ordine) che non si trova nei presenti quaderni. Papus insiste in modo particolare sulla libertà personale dei Martinisti e, in questo senso, forse alla dizione obbedire sarebbe ben sostituire quella rispettare.

7 Il passo è molto ambiguo, o forse molto sottile. Quale è la moralità dell’Iniziato? La sua essenza può sembrare discostarsi dalla moralità comune?

8 Lo studio della Massoneria è indispensabile ai SSII Tutti i maggiori autori di studi massonici sono stati Martinisti.

9 Ci si riferisce qui alla cosmogonia martinezista. Cfr. il Trattato della reintegrazione degli Esseri, ed.ni Firenze Libri, trad.ne di Ovidio La Pera.

10 Per l’origine del simbolo dei SSAIIAA cfr. Vittorio Vanni I Superiori Incogniti ed il sigillo degli S.I. in III grado.

11 Si ribadisce ancora l’assoluta libertà del SAIA

12 In Papus la copiatura del quaderno di 1°grado era effettuata prima del passaggio al 2°. Considerando che l’Associato non è ancora membro dell’Ordine, il procedimento sembra puramente logico. Poco dopo o forse poco prima del passaggio in 3° grado veniva effettuata la copiatura del quaderno di 2° grado e dopo tale passaggio veniva effettuata la copiatura del 3°.

13 Non è ancora indicata la necessità del tappetino rituale, nei tre colori canonici. Evidentemente tale pratica rituale è stata inserita successivamente.

14 Papus indica la pratica rituale della maschera sono nell’ambito dell’iniziazione.

15 In origine era solo questo il giuramento che il profano doveva prestare. Evidentemente, solo successivamente è stato inserito quello di non rivelare statuti, regolamenti e rituali dell’Ordine. Probabilmente Papus riteneva più importante la riservatezza della costituzione dell’Ordine che quella rituale.

16 Papus prescrive ciò che è essenziale a salvaguardare la specificità dell’Ordine, ma nel contempo afferma la libertà dell’Iniziatore di aggiungere o sviluppare.

17 Si ribadisce ancora la libera volontà dei membri dell’Ordine, temperata solo dall’adesione consenziente ai fini collettivi.

18 Papus indica qui un’organizzazione cellulare che rappresenta le preoccupazioni, reali o presunte di un’eventuale persecuzione dell’Ordine.

19 La rinascita a ottocento di svariate associazioni iniziatiche, fra cui l’Ordine Martinista, era rivolta a combattere i figli degeneri dell’illuminismo, il positivismo, il materialismo e lo scientismo. Può sembrare strano, oggi, la prudenza di Papus nell’esprimere concetti spiritualisti in un’iniziazione al 3° grado, e lo stesso accesso di un materialista nell’Ordine, ma era un pragmatismo imposto da tempi molto diversi dai nostri.

20 Salvo la riservatezza del simbolismo e della ritualità, Papus afferma qui che gli insegnamenti possono essere diffusi anche presso i profani.

21 L’Iniziatore ha l’obbligo morale di concedere l’iniziazione a chiunque gliela domandi, salvo l’esistenza di particolari indegnità nel profano.

22 Più che una pratica simbolica, questo procedimento deriva dalla preoccupazione di Papus per la riservatezza, di fronte ad eventuali persecuzioni dell’Ordine.

 

ALLE ORIGINI DEL MARTINISMOultima modifica: 2016-10-20T13:12:14+00:00da mikeplato
Reposta per primo quest’articolo

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.