Sul termine ELOHIM

Ahnsahnghong-Who-is-Elohim-God
Elohim (in ebraico: אלהים) è il nome in ebraico biblico della divinità e il titolo del dio di Israele nell’Antico Testamento. Il termine è oggetto di controversie sulla sua interpretazione e anche sulla sua consistenza grammaticale: è da molti autori considerato un termine plurale.
Il significato base del nome è “dio”, “divinità”, e se riferito a YHWH è inteso come il Dio unico di Israele. L’uso alternativo di questo nome e del nome Yahweh nel Pentateuco ha consentito alla c.d. “teoria delle quattro fonti” di isolare due relati dei quali è dedotta la combinazione nella composizione dei cinque libri, e che appunto sono detti “fonte elohista” e “fonte yahwista”.
Con il significato di “dio, divinità”, il nome è attribuito anche ad altre divinità individuali, ad esempio Astarte, Milcom e Chemosh, dèi nazionali rispettivamente dei Sidoni, degli Ammoniti e dei Moabiti.
Alcuni studiosi considerano elohim come un plurale oppure un aumentativo di El, da cui si sarebbe formato più tardi il singolare Eloah. Sebbene Elohim abbia una forma plurale, nella Bibbia moderna ha significato di singolare e così viene costruito con un verbo al singolare  quando si riferisce al Dio degli Ebrei. (Enciclopedia della Bibbia – Ed. LDC – vol. 2,)
 Etimologia
Gli studiosi non sono concordi sull’etimologia di questo termine. Il Dictionary of Deities and Demons in the Bible (Dizionario delle divinità e demoni nella Bibbia) definisce “elohim” quale plurale di elohah, forma estesa del nome comune semitico “‘il” (el). Contiene l’aggiunta di una heh come terza radicale (triconsonantica) della radice biconsonantica. I dibattiti sull’etimologia di elohim si basano essenzialmente su questa espansione. Una possibile parola imparentata, al di fuori dell’ebraico, si trova nell’ugaritico lhm, nell’aramaico biblico Elaha e successivamente nel siriaco Alaha “Dio”, in arabo Ilah  “dio, deità” (o Allah come “Il Dio [unico]”).
“El” (la base della radice estesa lh) deriva usualmente da una radice che significa “essere forte” e/o “stare davanti”.
Il nome viene definito un plurale di astrazione ovvero di intensità, una definizione più corretta è quella del Burnett: plurale astratto concretizzato. Questo particolare plurale con senso singolare si riscontra anche per altri termini. Nella letteratura extrabiblica, abbiamo casi paralleli dell’uso al plurale dell’accadico ilanu con significato singolare. Tale uso viene confermato dalle lettere di Tell-el-Amarnah, dove il faraone è designato come ilani-ia (lett. «miei dei»). Numerosi i passi, nell’Antico Testamento, in cui è presente la forma plurale (anche come pronome):
« Dio disse: facciamo l’uomo, con la nostra immagine, a nostra somiglianza […] Ecco, l’uomo è diventato come uno di noi » (Genesi 1,26; 3,22)
Religione cananea
La parola el (singolare) è un termine standard per “dio” in altre lingue semitiche correlate, tra cui la lingua ugaritica. Nel ciclo ugaritico di Baal si legge dei “settanta figli di Asherah”. Ciascun “figlio di dio” si riteneva fosse la divinità originatrice di un popolo particolare (Keilschrift Texte aus Ugarit 2 1.4.VI.46). Un collegamento a questo mito si ritrova in Genesi, in cui si descrivono i “figli di Dio” che giacciono con le “figlie degli uomini” (Genesi 6:1-4).
Elohista
Elohim ricorre frequentemente in tutti i testi tramandati della Torah. In alcuni casi (per esempio, Esodo 3:4: “…Elohim lo chiamò di mezzo al roveto e disse…”), ha funzione di nome singolare nella grammatica ebraica e generalmente si considera che denoti il Dio unico di Israele. In altri casi, elohim funziona come plurale comune della parola elohah e si riferisce alla nozione politeistica di divinità multiple (per esempio Esodo 20:3: “Non avrai altri dèi di fronte a me”).
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La scelta della parola o parole per indicare Dio varia nella Bibbia ebraica (Tanakh). Secondo l’ipotesi documentale queste variazioni sono la prova di diversi testi di partenza: elohim è usato come nome di Dio nella fonte Elohista (E) e nella fonte Sacerdotale (P), mentre Yahweh è usato nella fonte Jahvista (J). La critica delle forme asserisce che la differenza dei nomi risulta potrebbe essere il risultato di origini geografiche; le fonti P ed E potrebbero provenire dal nord e J dal sud. Ci potrebbe inoltre essere un punto teologico, affermato dalle fonti Elohista e Sacerdotale, che Dio non ha rivelato il suo nome, Yahweh, a nessuno prima del tempo di Mosè, sebbene alcuni studiosi affermino che la fonte Jahvista fosse a conoscenza dei libri profetici sin dai secoli VII e VIII a.E.V..
Mentre la fonte Jahvista presenta un Dio antropomorfo che poteva camminare nel Giardino dell’Eden in cerca di Adamo ed Eva, la fonte Elohista rende Elohim più distante e coinvolge frequentemente gli angeli. Ad esempio, è la versione Elohista del racconto della Scala di Giacobbe che presenta una scala di angeli con Elohim in alto, mentre nel racconto Jahvista è solo un sogno in cui Yahweh è semplicemente al di sopra del luogo, senza scala o angeli. Allo stesso modo, il racconto elohista descrive Giacobbe veramente in lotta con Dio.Genesi 32:28}
L’ipotesi documentale classica sviluppata nel XIX secolo presupponeva che le porzioni elohiste della Torah fossero state composte nel IX secolo a.E.V. (cioè durante il primo periodo del Regno di Giuda). Questo è ben lungi dall’essere universalmente accettato oggi, in quanto vi è prova di una successiva “redazione elohista” (giudaismo postesilico) durante il V secolo a.E.V., il che rende difficile determinare se un dato brano è “elohista” in origine, o solo a seguito di una tarda redazione.
Bibbia ebraica
La parola elohim ricorre più di 2.500 volte nella Bibbia ebraica, con significati che vanno da “dio” in senso generale (come in Esodo 12:12, dove descrive “gli dèi d’Egitto”), ad un dio specifico (per esempio in 1 Re 11:33, dove descrive Camos “dio dei Moabiti”, o ai frequenti riferimenti a Yahweh quale “elohim” di Israele), a demoni, serafini e altri esseri soprannaturali, agli spiriti dei morti fatti evocare da Re Saul in 1 Samuele 28:13 e persino a re e profeti (per es. Esodo 4:16).La frase bene elohim, usualmente tradotta “figli degli dèi”, ha un parallelo esatto nei testi ugaritici e fenici per riferirsi al concilio degli dèi.
Elohim occupa il settimo rango su dieci, nella famosa gerarchia angelica ebraica del rinomato rabbino e filosofo medievale Maimonide. Maimonide afferma: “Devo premettere che ogni ebreo [ora] sa che il termine elohim è un omonimo e denota Dio, gli angeli, i giudici e i sovrani delle nazioni…”.
Grammatica – singolare o plurale
In ebraico il suffisso -im indica principalmente un plurale maschile. Tuttavia con elohim la costruzione è grammaticalmente al singolare, (cioè regge un verbo o aggettivo singolari) quando si riferisce al Dio ebraico, ma grammaticalmente al plurale (cioè reggendo un verbo o aggettivo plurali) quando usato per divinità pagane (Salmi 96:5; Salmi 97:7). Il fenomeno è definito “plurale astratto concretizzato”. Similmente, il Corano usa Alhia come plurale di Ilah per le divinità pagane e occasionalmente usa Allahuma (O Dio! – plurale) per il dio unico (come rif. ad Allah). L’equivalente esatto di elohim sarebbe Ilahin (إلاهين), sebbene poco usato nel parlato arabo. Da notare che anche gli esseri umani possono avere nomi che finiscono al plurale, come Efraim, figlio di Giuseppe.
“Dèi” al plurale con verbi al plurale
Il nome Elohim è usato con un verbo plurale in 1 Samuele 28:13. La Strega di Endor dice a Saul di aver visto “dèi” (elohim) salire (olim עֹלִים, verbo plurale) dalla terra.
Dio d’Israele, con verbo singolare
Nella Bibbia ebraica elohim, quando significa Dio d’Israele, è di solito grammaticalmente al singolare. In Genesi 1:26 abbiamo un connubio di entrambe le forme(singolare prima e plurale poi): “E Dio disse: ‘Facciamo (plurale) l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza’.” L’orientalista Wilhelm Gesenius (1786–1842) e altri grammatici ebraisti tradizionalmente lo descrivono come pluralis excellentiae (plurale d’eccellenza), che è simile al pluralis majestatis (plurale maiestatico, o il “Noi reale”).
Gesenius commenta che Elohim singolare deve essere distinto da elohim (dèi) al plurale e asserisce che: «la supposizione che Elohim sia da considerarsi semplicemente un residuo di precedenti vedute politeiste (cioè come originariamente solo un plurale numerico) è perlomeno altamente improbabile e, inoltre, non spiegherebbe i plurali analoghi (sotto). Alla stessa classe (e probabilmente formata sull’analogia di elohim) appartengono i plurali kadoshim, che significano “il Santissimo” (solo di Yahweh, Osea 12:1, Proverbi 9:10,30:3 – cfr. El hiym kadoshim in Giosuè 24:19 e il singolare aramaico “l’Altissimo”, Daniele 7:18,22,25) e probabilmente teraphim (solitamente preso nel senso di penati) l’immagine di un dio, usato soprattutto per ottenere oracoli. Certamente in 1 Samuele 19:13,16 si intende solo un’immagine; in molti altri passi si può intendere una singola immagine; unicamente in Zaccaria 10:2 può considerarsi naturale prenderlo per un plurale numerico» (Wilhelm Gesenius, Hebrew Grammar).
Esistono alcune eccezioni alla regola che elohim venga accordato al singolare quando ci si riferisce al Dio d’Israele, tra cui Genesi 20:13; 35:7; 2 Samuele 7:23 e Salmi 58:11 e in particolare l’epiteto del “Dio vivente” (Deuteronomio 5:26 ecc.), che è costruito con l’aggettivo al plurale, elohim hayiym in ebraico: אלהים חיים‎, ma regge comunque verbi al singolare. Nelle traduzioni della Septuaginta (LXX) e del Nuovo Testamento elohim viene dato al singolare con il greco “o Teos” anche in questi casi e le traduzioni moderne seguono l’esempio nel dare “Dio” al singolare. Il Pentateuco samaritano ha omesso alcune di queste eccezioni.
Abramo e “gli dèi mi hanno fatto errare”
In Genesi 20:13 Abramo, davanti al re filisteo politeista Abimelech, dice che “gli dèi (elohim) mi hanno fatto (verbo plurale) errare lungi dalla casa di mio padre”.[37][38][39] La Septuaginta (LXX) greca e la maggior parte delle versioni italiane lo traducono “Dio mi ha fatto/fece”, forse per evitare l’insinuazione di Abramo che si rimetta alle credenze politeiste di Abimelech.
Angeli e giudici
Nel cristianesimo, dopo che papa Gregorio II ebbe ridotto a nove gli ordini gerarchici che gli ebrei enumeravano a dieci, gli Elohim saranno conosciuti anche come il coro angelico delle Potestà. In alcuni passi della Septuaginta (LXX), del resto, l’ebraico elohim col verbo plurale, o in contesto plurale implicito, veniva reso con angeloi (“angeli”) o pros to kriterion tou Theou (“davanti al giudizio di Dio”). Questi passi vennero poi messi prima in latino nel Vulgata, poi in italiano con “angeli” e “giudici” rispettivamente. Da qui il risultato che per esempio fa mettere a James Strong (nella sua Concordanza) “angeli” e “giudici” quali possibili significati di elohim con verbo al plurale; lo stesso vale per molte altre opere di riferimento dei secoli XVII-XX. Sia il Dizionario Ebraico di Gesenius che quello di Brown-Driver-Briggs[45] elencano sia angeli che giudici come possibili significati alternativi di elohim con verbi e aggettivi plurali. Tuttavia il semitista Cyrus Gordon poté dimostrare che il significato “giudice” è inesistente in ebraico biblico.
L’affidabilità della traduzione dei Settanta in questa materia è stata contestata da Gesenius e dal teologo tedesco Ernst Wilhelm Hengstenberg (1802–1869). Nel caso di Gesenius, egli elenca il significato senza esserne d’accordo. Hengstenberg affermava che il testo del Tanakh non usa mai elohim per riferirsi ad “angeli”, ma che i traduttori della Septuaginta rifiutano i riferimenti a “dèi” nei versetti e li modificano in “angeli.”
Il Nuovo Testamento greco (NT) cita Salmi8:4-6 in Ebrei Ebrei 2:6b-8a, dove il NT greco presenta “agghelous” (angelous) in v. 7, citando Salmi 8:5 (8:6 nei LXX), che presenta “agghelous” anche in una versione del Septuaginta greco. Nella versione italiana, elohim è tradotto con “angeli” solo nel Salmo 8:5-6.
La versione (EN) di Re Giacomo (KJV) e saltuariamente le versioni italiane traducono elohim con “giudici” in Esodo 21:6 (in (IT) come alternativa a “Dio” in nota) e due volte in Esodo 22:9 (in (IT) nelle note in alcune edizioni).
Letture ambigue
A volte, quando elohim appare come referente o complemento oggetto (cioè, non come soggettivo) di una frase e senza alcun accompagnamento di verbo o aggettivo per indicare pluralità, può essere grammaticalmente non chiaro se si intenda dèi plurale o Dio al singolare. Un esempio è il Salmo 8:5 dove “Eppure l’hai fatto poco meno d[egl]i elohim” è ambiguo sul fatto se si intenda “inferiore rispetto agli dèi” o “inferiore a Dio”. La Septuaginta lo legge come “dèi” e poi “corregge” la traduzione in “angeli”, lettura che è ripresa dal Nuovo Testamento in Ebrei 2:9: “Però quel Gesù, che fu fatto di poco inferiore agli angeli, lo vediamo ora coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto, perché per la grazia di Dio egli provasse la morte a vantaggio di tutti.”
Altri plurali-singolari nell’ebraico biblico
La lingua ebraica ha diversi nomi che terminano in -im (plurale maschile) e -oth (plurale femminile) che tuttavia reggono verbi, aggettivi e pronomi al singolare. Per esempio Ba’alim “proprietario/possessore”: “Egli è signore (singolare) anche su qualunque di quelle cose che egli possiede, che sono signorili (plurale).”
La Scala di Giacobbe e gli “dèi furono rivelati” (plurale)
Nei versetti seguenti Elohim è stato tradotto con Dio al singolare (per es., anche in inglese su KJV), sebbene fosse accompagnato da verbi al plurale ed altri termini grammaticali plurali: « … Qui egli costruì un altare e chiamò quel luogo “El-Betel”, perché là Dio gli si era rivelato (verbo plurale), quando sfuggiva al fratello» (Genesi 35:7). Qui il verbo ebraico “rivelato” è plurale, quindi: “gli-dèi furono rivelati”. Una nota della Bibbia NET (EN) ammonisce che la Versione Autorizzata traduce erroneamente: “Dio gli apparve” [ Il verbo (niglu), tradotto “si rivelarono” è plurale, sebbene uno si aspetti il singolare”]. Questa è una di quelle volte in cui la Bibbia usa verbi plurali col nome elohim.
Il Concilio Divino di Elohim
Salmi 82:1 Dio si alza nell’assemblea divina, giudica in mezzo agli dèi.
Salmi 82:6 Io ho detto: “Voi siete dèi, siete tutti figli dell’Altissimo”.
Salmi 82:7 Eppure morirete come ogni uomo, cadrete come tutti i potenti.
Marti Steussy nel suo Chalice Introduction to the Old Testamen annota: “Il primo versetto di Salmi 82: ‘Dio si alza nel concilio divino’. Qui elohim ha un verbo al singolare e chiaramente si riferisce a Dio. Ma nel versetto 6 del Salmo, Dio dice agli altri membri del concilio, ‘Voi (plurale) siete elohim.’ Qui elohim deve necessariamente significare dèi”.
Lo studioso biblico statunitense Mark Smith, riferendosi allo stesso salmo, nel suo God in Translation afferma: “Questo salmo presenta una scena di dèi che si riuniscono in un concilio divino… Elohim sta nel concilio di El. Tra gli elohim Egli pronuncia il Suo giudizio:…”.
In Hulsean Lectures, H. M. Stephenson esamina l’argomentazione di Gesù in Giovanni 10:34-36 sul Salmo 82. (In risposta all’accusa di blasfemia Gesù rispose:) “Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dèi? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio (e la Scrittura non può essere annullata), a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo, voi dite: Tu bestemmi, perché ho detto: Sono Figlio di Dio?” – “Allora qual è la forza di questa citazione ‘Io ho detto: voi siete dèi’? È dal salmo di Asaf che inizia ‘Elohim si alza nell’assemblea divina. Giudica in mezzo agli elohim'”.
Figli di Dio
La parola ebraica corrispondente a figlio è ben; il plurale è benim (con la forma di status constructus “benei”). Il termine ebraico benei elohim (“figli di Dio” o “figli degli dèi”) in Genesi 6:2 si confronta con l’uso di “figli degli dèi” (ugaritico b’n il) figli di El nella mitologia ugaritica. Lo storico olandese Karel van der Toorn asserisce che gli dèi possono essere citati collettivamente come bene elim, bene Elyon, o bene elohim.
Nella tradizione ebraica, il versetto della Torah che fu il grido di battaglia dei Maccabei (in ebraico: מקבים‎?Machabi, מקבים), “Mi chamocha ba’elim YHWH” (“Chi è come te fra gli dèi, HaShem!”),è un acronimo di “Machabi” e anche un acronimo di “Matityahu Kohen ben Yochanan”. Il versetto correlato della Torah, La canzone del Mare di Mosè e dei Figli di Israele, fa riferimento a elim, ma più con una nozione mondana di forze naturali, di potenza, di guerra e poteri sovrani.
Movimenti religiosi
Secondo il movimento raeliano, gli Elohim sarebbero extraterrestri che avrebbero dato origine alla vita sulla Terra. Secondo questi credenti, gli Elohim ritorneranno sulla Terra quando verrà loro costruita un’ambasciata (entro il 2035).
Per la Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni, Elohim è Dio Padre: Elohim non è Gesù Cristo o il Signore, ma letteralmente il padre del Messia.
La visione di Moshe Maimonide (da La Guida dei Perplessi)
Ogni ebreo sa già che il termine Dio [elohim] è equivoco: esso vale sia per Dio, sia per gli angeli, sia per coloro che governano gli stati…E’ infatti esatta l’interpretazione di Onqelos del detto biblico “e sarete come Dei (Elohim) che conoscono il bene e il male”, nel senso dell’ultimo significato elencato: “e sarete come governatori”

 

Dal FORUM DI CONSULENZA EBRAICA

Uno dei chiodi fissi dell’ipotesi del ricercatore Mauro Biglino è il termine biblico Elohim, spesso utilizzato per indicare la Divinità.  La sua ipotesi è che nella Bibbia non vi sia alcun “monoteismo” e che gli “elohim” null’altro sarebbero che una popolazione di colonizzatori alieni. Vediamo cosa ne pensano gli Ebrei di madrelingua:

–  Il prof può far dire quello che gli piace al primo verso di Genesi se estrapolato dal suo contesto, ma poi… della grammatica che se ne fa? Il primo termine “בראשית” significa “nel principio di” e non semplicemente “nel principio”, questo termine si attacca sempre al successivo. Quindi abbiamo ” nel principio di creare” con “ברא” vocalizzato all’infinito. Il professore ha poi detto che il testo parli di Elohim al plurale. Una cosa che desta non poca meraviglia che un professore di ebraico non sappia distinguere un semplice plurale da un plurale di astrazione, che è un singolare a tutti gli effetti. I verbi ad esso collegati sono infatti singolari ed “Elohim” non ha l’articolo determinativo ed è quindi un nome proprio essendo i nomi propri autodeterminati. Il singolare è “Eloha” di radice “alah”=comporre norme giuridiche. Quindi significa “Legislatore” che con il plurale di astrazione (“Elohim) diviene: Legislatore Supremo. Il termine “shemim” di cui parla il prof. non esiste, il termine rimane “shammaim” anch’esso plurale di astrazione, che significa “Cielo”. Il termine “רקיע” è di radice “רקע” da cui deriva anche il termine “קרקע” che significa “suolo”. Il professore dice che le sue deduzioni provengono dalla Bibbia, ma a me pare che sono solo frutto della sua fantasia o qualcos’altro. (…) Ma questo professore ha davvero tradotto la Bibbia delle edizioni paoline come egli stesso dichiara? Se tutti i traduttori sono come lui…

Dal FORUM BIBLICO EBRAICO:

La desinenza “IM”, indica generalmente sostantivi maschili plurali. “Generalmente” e comunemente, ma non SEMPRE. Esistono inoltre delle peculiarità delle lingue semitiche non riscontrate nelle lingue occidentali. “Elohim” è quello che si chiama un plurale di indefinibilità. Esprime un concetto che viene reso al singolare. Allo stesso modo abbiamo in Ebraico “Shammaim” (cielo), “maim” (acqua) che pur sono scritti al plurale ma che si traducono al singolare, come altri nomi puramente astratti: “Zikunim” (vecchiaia), “Neurim” (giovinezza) (plurale di astrazione). Un termine molto calzante come spiegazione è “Adonim” che esiste al singolare come “Signore” o “Padrone”, ma che nell’apparente plurale significa “Padrone del servo” e viene sempre e solo usato come “Adonim” e mai come “Adon” quando ha questa accezione. Infatti, parlado del “Suo padrone”, riferito al padrone di un servo, si dice “Adonav” (che è con il possessivo al plurale), e non Adonò (suo padrone) al singolare. Occorre però precisare la cosa più importante: “Elohim” non significa affatto D-O ma “legislatore supremo” . Se preceduto dall’articolo “Ha”: “Haelohim” assume il significato plurale di “Legislatori”
Se non vi è l’articolo, Elohim diventa un nome autodeterminato ed in tal caso lo si riferisce ad HaShem.

Il Sinedrio era “Haelohim” e lo era Moshè, nel senso di legislatori supremi.

Questo è un concetto difficile da rendere nelle lingue occidentali, ma è molto comune nelle lingue semitiche. Ad esempio, pochi sanno che “Allah” in arabo è plurale e se chiedi ad un arabo perché questo sia al plurale, ti risponderà che “è al plurale affinché non possa essere reso plurale, in quanto D-O è Uno e Unico”. Anche “El” non vuol dire D-O, ma potente. Molti erroneamente assimilano “El” con “Elohim”, ma si tratta di due radici completamente differenti. “El” viene da radice “Ul” (forza) ed il suo plurale è “Elim” ( potenti)“Elohim” viene da radice “alà” che significa “Legge, Regola, Norma. Quando si vuole indicare la o le divinità straniere si dirà “Elohim acherim”. In questo caso Elohim seguito dall’aggettivo acherim perde il senso autodeterminato e non è più riferibile ad HaShem.

Dal FORUM BIBLICO EBRAICO:

I cristiani (in modo particolare i cattolici) riconoscono il plurale maschile del termine ELOHIM e lo definiscono un PLURALE DI MAESTA’.
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Il termine Elohim può essere tutte e due le cose, sia plurale, che singolare, dipende dai verbi e dal contesto in cui è inserito: se il verbo e il resto della struttura grammaticale sono al singolare allora il termine è il superlativo di Eloha e pertanto singolare; se invece la struttura è plurale allora il termine è il plurale di Eloha. Forse potrà aiutare questo esempio a capire questo concetto: in Italiano i termini astratti Verità e realtà e sim. sono singolari e plurali, ma solo se inseriti in una frase si può identificarne il numero, esempio:
“La verità è una sola”
(verbo e articolo al singolare = “verità” è un singolare)
“Le verità sono tante”
(verbo e articolo al plurale= “verità” è un plurale”
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L’uso della terza persona va contro la regola grammaticale che dice che il narratore non può usare il plurale maiestatico (vedi Genesi 1:1) , tutte le traduzioni in lingua moderna (tranne l’edizione della MARIETTI – 1954, che non traduce, ma si limita a riportare il termine ebraico), traducono al singolare. In altre parole, si ostinano nel sostenere che ט un PLURALE DI MAESTA’ ma lo omettono nella traduzione, che riporta sempre e comunque il termine al SINGOLARE.
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Il fatto che le traduzioni italiane traducono al singolare il motivo non è solo perchè identificano il termine come un plurale maiestatico, ma anche è soprattutto a motivo dei verbi usati. Esempio: Il testo di Gen 1:1 dice “Bereshit barà Elohim” e non “Bereshit barù haElohim”. Il testo riporta Barà= creò (al singolare), non barù(al plurale) e il termine Elohim senza l’articolo determinativo. Se fosse un plurale cambierebbe tutta la struttura della frase. La grammatica è grammatica.

Il superlativo indefinito è un SINGOLARE.
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Qual è il significato del termine ELOHIM?
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Elohim è: o il plurale di Eloha o il suo superlativo. Eloha viene dalla radice alah(~giuramento) e significa Giudice. Tradurre letteralmente il suo superlativo indefinito in italiano è impossibile perchè in italiano non esiste questa forma. Per rendere un pensiero simile a quello espresso in ebraico diremo in italiano: Giudice Supremo .

Quando invece è un plurale significa semplicemente: Giudici, legislatori, governatori.
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Puoi portare qualche esempio del PLURALE con desinenza “IM” usato come SUPERLATIVO? (esempi che provengano -esclusivamente- dal SEPHER BERESHIT o dalla TORAH).
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Tamim(integro, perfetto, Genesi 6:9) che è superlativo indefinito di tam(Genesi 25:27).

Poi fanno parte della stessa specie i seguenti termini:
haiim
panim
zhekunim
sanverim
zhenunim
rahhamim
shammaim
maim
iamim
damim
e sono tutti presenti nel sefer Bereshit.

Solo per precisare: Che il termine Elohim sia un singolare non ha bisogno di dimostrazioni come queste perchè, come detto prima sono i verbi e il resto della struttura grammaticale a renderlo noto senza dubbio alcuno.

Il superlativo assoluto in ebraico è composto di un termine singolare seguito da un termine plurale: es. hevel havalim(vanitosissimo), kodesh kodashim(santissimo) fai caso pure a questa forma:Elohe haElohim, questo è il superlativo assoluto del superlativo indefinito. In Deuteronomio 10:17 trovi, oltre a quella anche quest’altra: Adone haAdonim. Se poi leggi bene l’intera frase allora potrai notare l’uso degli altri termini come El(singolare) e Elohechem(forma composta dal superlativo indefinito singolare Elohim e vostro). Anzi la riporto tutta(gli asterischi sono il tetragramma):
ki **** Elohechem,
hu(=Lui, singolare)
Elohe haElohim vaAdone haAdonim,
haEl(El=Dio,singolare lett.Colui che detiene le forze, di radice ul=forza)
haGadol,haGhibbor,vehaNorah (tutti e tre aggettivi al singolare)
asher lo issà panim velo ikach shochad(in grasetto i verbi tutti al singolare).

Poi per quanto riguarda un’altra forma ebraica simile al plurale maiestatico il “ribbui shel ribbonut” vedi in Malachi 1:6 :
dove dice: ben ichabed av, veEved Adonav= il figlio onorerà il padre e il servo il suo padrone, anche qui si può pensare che è un plurale perchè “adonav” significa anche “suoi padroni”, ma invece è un singolare(suo padrone). Vedi infatti come continua poi la frase nella seconda parte: veim Adonim Ani= ..e se Io sono Signore…
Usa la forma plurale (Adonim) di Adon=Signore che in questo caso prende il nome di: ribbui shel ribbonut.
Come vedi, in Ebraico, questa forma, simile al plurale maiestatico ha il plurale, sia nella parte da narratore sia in prima persona. Se questa forma, della parte da narratore, è stata interpretata come plurale maiestatico, allora bisogna ammettere che in ebraico il plurale maiestatico non sta solo nella prima persona, ma anche nella terza.
Il termine Elohim però non centra col “ribbui shel ribbonut”, ne col plurale maiestatico è invece un “ribbui shel haflagà”, il suffisso del superlativo e dunque: un SINGOLARE. Un superlativo indefinito che esprime concetti indefinibili come Dio, sono analogamente concetti indefinibili: il cielo, ebr. Shammaim, maim(acqua), haiim(vita), tamim(perfetto) etc.

dal Brown-Driver-Briggs
אֱלֹהִים noun masculine plural (feminine 1 Kings 11:33; on number of occurrences of אֵל, אֱלוֺהַּ, אֱלֹהִים compare also Nesl. c,)
 
1 plural in number.
 
a. rulers, judges, either as divine representatives at sacred places or as reflecting divine majesty and power: האלהים Exodus 21:6 (Onk ᵑ6, but τὸ κριτήριον τοῦ Θεοῦ ᵐ5) Exodus 22:7; Exodus 22:8; אלהים Exodus 22:8; Exodus 22:27 (ᵑ7 Ra AE Ew RVm; but gods, ᵐ5 Josephus Philo AV; God, Di RV; all Covt. code of E) compare 1 Samuel 2:25 see Dr.; Judges 5:8 (Ew, but gods ᵐ5; God ᵑ6 BarHebr.;יהוה ᵑ9 Be) Psalm 82:1; Psalm 82:6 (De Ew Pe; but angels Bl Hup) Psalm 138:1(ᵑ6 ᵑ7 Rab Ki De; but angels ᵐ5 Calv; God, Ew; gods, Hup Pe Che).
 
b. divine ones, superhuman beings including God and angels Psalm 8:6 (De Che Br; but angels ᵐ5 ᵑ6 ᵑ7 Ew; God, RV and most moderns) Genesis 1:27 (if with Philoᵑ7 Jerome De Che we interpret נעשה as God’s consultation with angels; compareJob 38:7).
 
c. angels Psalm Job 97:7 (ᵐ5 ᵑ6 Calv; but gods, Hup De Pe Che); compareבני (ה)אלהים = (the) sons of God, or sons of gods = angels Job 1:6; Job 2:1;Job 38:7; Genesis 6:2,4 (J; so ᵐ5 Books of Enoch & Jubilees Philo Jude Jude 1:62Peter 2:4 JosAnt. i. 3. 1, most ancient fathers and modern critics; against usage aresons of princes, mighty men, Onk and Rab.; sons of God, the pious, Theod Chrys Jerome Augustine Luther Calv Hengst; ᵐ5L read οἱ υιὁὶ τοῦ Θεοῦ), compare בני אלים.
 
d. gods האלהים Exodus 18:11; Exodus 22:19 (E) 1 Samuel 4:8; 2Chron 2:4;Psalm 86:8; אלהי האלהים the God of gods, supreme God Deuteronomy 10:17;Psalm 136:2; אלהים Exodus 32:1,23 (JE) Judges 9:13; אלהים אחרים other gods Exodus 20:3; Exodus 23:13; Joshua 24:2,16 (E) Deuteronomy 31:18,20 (JE)Deuteronomy 5:7 + (17 t. in D, not P) Judges 2:12,17,19; Judges 10:13; 1 Samuel 8:8; 1 Samuel 26:19; 1 Kings 9:6,9 (= 2 Chronicles 7:19,22) 2 Chronicles 11:4,10; 2 Chronicles 14:9; 2 Kings 5:17; 2 Kings 17:35,37,38; 2 Kings 22:17 (= 2 Chron 34:25) 2 Chronicles 28:25; Jeremiah 1:16 + (18 t. Jeremiah) Hosea 3:1; אלהי (ה)נכרforeign gods Genesis 35:2,4; Joshua 24:20,23 (E) Deuteronomy 31:16 (JE) Judges 10:16; 1 Samuel 7:3; 2Chronicles 33:15; Jeremiah 5:19; נחור ׳א Genesis 31:53(E); מצרים ׳א Exodus 12:12 (P) Jeremiah 43:12,13; האמרי ׳א Joshua 24:15 (E)Judges 6:10; ארם ׳א etc. Judges 10:6; אלהים מעשה ידי Deuteronomy 4:28;הגוים ׳א gods of the nations 2 Kings 18:33; 2 Kings 19:12; Deuteronomy 29:17; 2Chronicles 32:17,19; Isaiah 36:18; Isaiah 37:12; העמים ׳א Deuteronomy 6:14;Deuteronomy 13:8; Judges 2:12; Psalm 96:5; 1 Chronicles 5:25; 1 Chronicles 16:26; 2Chronicles 32:13,14; כסף ׳א Exodus 20:23 (E); זהב ׳א Exodus 20:23 (E)Exodus 32:31 (JE); מַסֵּכָה ׳א Exodus 34:17 (J) Leviticus 19:4 (H).
 
2 Plural intensive.
 
a. god or goddess, always with suffix 1 Samuel 5:7 (Dagon), Judges 11:24(Chemosh), 1 Kings 18:24 (Baal), Judges 9:27; Daniel 1:2 (twice in verse); or construct לעשתרת מואב ׳צדנים לכמוש א ׳א to Ashtoreth goddess of the Zidonians, Chemosh god of Moab, etc. 1 Kings 11:33; הארץ ׳א god of the land 2 Kings 17:26 (twice in verse); 2 Kings 17:27, and so the Syrians suppose that Yahweh is a mountain-god and not a god of valleys 1 Kings 20:28.
 
b. godlike one Exodus 4:16 (J; Moses in relation to Aaron), Exodus 7:1 (P; in relation to Pharaoh), 1 Samuel 28:13 (the shade of Samuel), Psalm 45:7 (the Messianic king, O God, ᵐ5 ᵑ6 Jerome, most scholars ancient and modern, but thy throne is God’s = God’s throne AE Ki Thea Ew Hup, compare 1 Chronicles 28:5). c.works of God, or things specially belonging to him (see אֵל 5) הר אלהים Psalm 68:16; Ezekiel 28:14,16; אש אלהים Job 1:16; גן (ה)אלהים Ezekiel 28:13;Ezekiel 31:8,9. d. God (see 3 & 4).
 
3 הָאֱלֹהִים the (TRUE) God, הוא האלהים ׳י Yahweh is (the) God Deuteronomy 4:35,39; Deuteronomy 7:9; 1 Kings 8:60; 1 Kings 18:39 (twice in verse); 2Chronicles 33:13; הוא האלהים Isaiah 45:18; האלהים ׳י Joshua 22:34 (P ?) 1 Kings 18:21,24; 2Chronicles 32:16; אתה הוא האלהים 2 Samuel 7:28; 1 Kings 18:37;2 Kings 19:15; 1 Chronicles 17:26; Isaiah 37:16; Nehemiah 9:7; האלהים as subject or object is used in E 33 t., Chronicles 38 t., Eccl 31 t., Jonah 5 t., elsewhereGenesis 5:22,24; Genesis 6:9,11 (sources of P) Genesis 17:18 (P) Joshua 22:34 (P ?) Genesis 44:16 (J) Deuteronomy 4:35,39; Deuteronomy 7:9; Judges 6:36,39;Judges 7:14; Judges 10:14; Judges 16:28; Judges 21:2; 1 Samuel 10:3,7; 1 Samuel 14:36; 2 Samuel 2:27; 2 Samuel 6:7; 2 Samuel 7:28; 2 Samuel 12:16; 1 Kings 8:60;1 Kings 18:21,24 (twice in verse); 1 Kings 18:37,39 (twice in verse); 1 Kings 19:15(Ephr) Job 2:10; Jeremiah 11:12; Isaiah 37:16; Isaiah 45:18; Psalm 108:14; Daniel 1:9,17; הקדוש ׳הא ׳י 1 Samuel 6:20; הגדול ׳הא ׳י Nehemiah 8:6; אשר׳בירושלם הא Ezra 1:3; אדני האלהים Daniel 9:3; in many phrases, as איש האלהים the man of God, acting under divine authority and influence: = (a) angelJudges 13:6,8, (b) prophet (the term coming into use in the Northern kingdom in the age of Elijah 1 Samuel 9:9-10, compare אִישׁ הָרוּחַ Hosea 9:7): of MosesDeuteronomy 33:1; Joshua 14:6 (E) 1 Chronicles 23:14; 2Chronicles 30:16; Ezra 3:2; Psalm 90:1; of Samuel 1 Samuel 9:6-10; of David2Chronicles 8:14; Nehemiah 12:24,36; Shemaiah 1 Kings 12:22 (= 2 Chronicles 11:2); Elijah, Elisha, and others of their time 1 Kings 13:1-31; 1 Kings 17:18-24; 1 Kings 20:28; 2 Kings 1:9-13; 2 Kings 4:7-42; 2 Kings 5:8-20; 2 Kings 6:6-15; 2 Kings 7:2-9; 2 Kings 8:2-11; 2 Kings 13:19;2 Kings 23:16-17 (Ephr) 2 Chronicles 25:7,9; unnamed prophet 1 Samuel 2:27;Hanan Jeremiah 35:4; a later title of prophet was עֶבֶד האלהים the servant of God, used of Moses 1 Chronicles 6:34; 2Chronicles 24:9; Nehemiah 10:30; Daniel 9:11. בית האלהים the house of God, Judges 18:31, especially late, Chronicles (52 t.) Ecclesiastes 4:17; Daniel 1:2; ׳בית י ׳הא 1 Chronicles 22:1; ארון (ברית) האלהים the ark (of the covenant) of God Judges 20:27; 1 Samuel 4:1-5:12; 1 Samuel 14; 2 Samuel 6:1-7:29; 15(23 t.); 1 Chronicles 13; 1 Chronicles 15; 1 Chronicles 16; 2Chronicles 1:4 (13 t.); מטה האלהים the rod of God Exodus 4:20;Exodus 17:9 (E); הר האלהים the mount of God (Horeb) Exodus 3:1; Exodus 4:27; Exodus 18:5; Exodus 24:13 (E) 1 Kings 19:8 (Ephr); מלאך האלהים the(theophanic) angel of God Genesis 31:11; Exodus 14:19 (E) Judges 6:20; Judges 13:6,9; 2 Samuel 14:17,20; 2 Samuel 19:28; in other combinations Exodus 18:16;Numbers 23:27 (E) Judges 20:2; 1 Samuel 4:8; 1 Samuel 5:11; 1 Samuel 10:5; 2 Samuel 16:23; 1 Kings 12:22; 1 Chronicles 21:7 + (14 t.) Psalm 87:3; Ecclesiastes 9:1.
 
4 אֱלֹהִים = God אֱלֹהִים אֱמֶת ׳י = Yahweh is God in truth Jeremiah 10:10.
 
a. אלהים (as subject object direct or indirect) is used by P (50 t. in story of creation and deluge, elsewhere 28 t.), by E (91 t.), J chiefly in poetic sources Genesis 3:1,3,5 (twice in verse); Genesis 9:27; Genesis 39:9; Deuteronomy 32:17,39, by D (11 t.) Judges (21 t.) Samuel (50 t.) Kings (29 t.) Chronicles (45 t.); in Psalm 42-86 (180 t. often by editorial change for an original יהוה), elsewhere Psalm 3:3; Psalm 5:11;Psalm 7:11; Psalm 7:12; Psalm 9:18; Psalm 10:4; Psalm 10:13; Psalm 14:1; Psalm 14:2; Psalm 14:5; Psalm 25:22; Psalm 36:2; Psalm 36:8; Psalm 77:14; Psalm 100:3;Psalm 108:2; Psalm 108:6; Psalm 108:8; Psalm 108:12 (twice in verse); Psalm 149:9; Job 5:8; Job 20:29; Job 28:23; Job 32:2; Job 34:9 (& in Prologue 6 t.)Proverbs 2:5; Proverbs 3:4; Proverbs 25:2; Ecclesiastes (7 t.) Hosea (5 t.); Amos 4:11 (כמהפכת אלתים את סדם as God overthrew Sodom = Jeremiah 50:40 =Isaiah 13:19) Zechariah 8:23; Zechariah 12:8; Micah 3:7 (but אליהם ᵐ5 ᵑ6)Isaiah 35:4; Isa2 (9 t.); Jeremiah 10:10; Ezekiel (13 t.); Malachi (5 t.); Jonah (4 t.); the phrase לאלהים ׳היה ל Genesis 28:21 (ER) Genesis 17:7,8; Exodus 6:7;Exodus 29:45; Leviticus 11:45; Leviticus 22:33; Leviticus 25:38; Leviticus 26:12,45;Numbers 15:41 (P); Deuteronomy 26:17; Deuteronomy 29:13; 2 Samuel 7:24 (= 1 Chronicles 17:22); Zechariah 8:8; Jeremiah (6 t.); Ezekiel (6 t.); אלהים צדיקrighteous God Psalm 7:10; קדשים ׳א holy God Joshua 24:19 (E); חיים ׳א living God Deuteronomy 5:23; 1 Samuel 17:26,36; Jeremiah 10:10; Jeremiah 23:36; חי׳א 2 Kings 19:4,16 (= Isaiah 37:4,17). For the phrases ׳יהוה א, צבאות ׳א ׳י,צבאות ׳א, ׳י ׳אל א, ׳יה א, ׳צבאות א ׳י, אלתי ׳י, צבאות, ׳אדני א seeיהוה, יה, צבאות & אדני.
 
b. construct אֱלֹהֵי (a) with persons אֱלֹהֵי אַבְרָהָם = God of Abraham, a phrase of J, Genesis 26:24; Genesis 28:13; Genesis 31:53, elsewhere Psalm 47:10; 1 Kings 18:36; 1 Chronicles 29:18; 2Chronicles 30:6; אדני אברהם ׳א Genesis 24:12,27,42,48 (J); אלהי אב father’s God (various suffix & names), a phrase of E,Genesis 31:5,29,42; Genesis 46:3; Genesis 50:17; Exodus 3:6,13,15,16; Exodus 15:2; Exodus 18:4; Joshua 18:3, elsewhere Genesis 32:10; Genesis 43:23 (J)Exodus 4:5 (J ?) Deuteronomy (8 t.); Judges 2:12; 2 Kings 21:22; Chronicles (31 t.);Daniel 11:37; אֱלֹהֵי יִשְׂרָאֵל Israel’s God, phrase of E, Genesis 33:20; Exodus 5:1;Exodus 24:10; Exodus 32:27; Joshua 8:30; Joshua 14:14; Joshua 22:16; Joshua 24:2,23, elsewhere Exodus 34:23; Joshua 7:13,19,20 (JE) Numbers 16:9; Joshua 9:18,19; Joshua 22:24; Joshua 10:40,42; Joshua 13:14,33 (R see Di Joshua 7:13)Judges 4:6; Judges 5:3,5; Judges 6:8; Judges 11:21,23; Judges 21:3; 1 Samuel 1:17 + (20 t.) Kings (26 t.) Chronicles (45 t.); Psalm 41:14; Psalm 106:48 (doxology)Psalm 59:6; Psalm 69:7; Isaiah 17:6; Isaiah 21:10,17; Isaiah 29:23; Isa3, Isaiah 24:15; Isaiah 37:16,21; Isa2, Isaiah 41:17 + (6 t.); Jeremiah 35:17 + (48 t.); Ezekiel 8:4 + (7 t.); Zephaniah 2:9; Malachi 2:16; Ruth 2:12; מערכות ישראל ׳א God of the battle array of Israel 1 Samuel 17:45; ׳א יַעֲקֹב 2 Samuel 23:1 (poetry) Psalm 20:2; Psalm 46:8; Psalm 46:12; Psalm 75:10; Psalm 76:7; Psalm 81:2; Psalm 81:5;Psalm 84:9; Psalm 94:7; Isaiah 2:3 (= Micah 4:2); העבריים ׳א God of the HebrewsExodus 3:18; Exodus 5:3; Exodus 7:16; Exodus 9:1,13 (JE); it is used with other proper names, Nahor Genesis 31:53 (E), Shem Genesis 9:26 (J), David 2 Kings 20:5; 2Chronicles 21:12; 34:3; Isaiah 38:5, Hezekiah 2Chronicles 32:17, Elijah 2 Kings 2:14; ארני המלך ׳א the God of my lord the king 1 Kings 1:36. (β) with nouns of attributes or relationships, קֶרֶם ׳א ancient God Deuteronomy 33:27;עולם ׳א everlasting God Isaiah 40:28; אֱמֶת ׳א true God2Chronicles 15:3; אָמֵן׳א Isaiah 65:16 (see אָמֵן); משפט ׳א Isaiah 30:18; Malachi 2:17; מרום ׳א Micah 6:6; כָל בָשָׂר ׳א God of all flesh Jeremiah 32:27; compare ׳א הרוחות לכל בשר Numbers 16:22; Numbers 27:16 (P); השמים ׳א God of heaven Genesis 24:7 (JR) 2 Chronicles 36:23; Ezra 1:2; Nehemiah 1:4,5; Nehemiah 2:4,20; compareכל הארץ ׳א Isaiah 54:5; ׳השמים וא ׳א ׳י הארץ Genesis 24:3 (JR); מִקָּרֹב׳א a God at hand opposed to מֵרָחֹק ׳א Jeremiah 23:23, ישועתי ׳א, יִשְׁעִי ׳אGod of my salvation Psalm 18:47 (= 2 Samuel 22:47) Psalm 24:5; Psalm 25:5; Psalm 27:9; Psalm 65:6; Psalm 79:9; Psalm 85:5; Isaiah 17:10; Micah 7:7; Habakkuk 3:18;1 Chronicles 16:35; ישועתי ׳א Psalm 88:2; תשועתי ׳א Psalm 51:16; צִדְקִי ׳אGod of righteousness Psalm 4:2; חַסְדִּי ׳א Psalm 59:11; Psalm 59:18; צוּרִי ׳א God who is my rock 2 Samuel 22:3 (compare Psalm 18:3); מָעוּזִּי֯ ׳א God who is my stronghold Psalm 43:2; תְהִלָּתִי ׳א God who is my praise Psalm 109:1.
 
c. with suffix in P (22 t. including phrase ויראת מאלהיך) Leviticus 19:14,32;Leviticus 25:17,36,43 (H) Exodus 8:21; Joshua 24:27 (E) Deuteronomy 32:37(poetry) Joshua 9:23 (JE) Deuteronomy 10:21; Deuteronomy 31:17; Judges 10:10;Judges 16:23,24; 1 Samuel 10:19; 2 Samuel 10:12; 2 Samuel 22:32 + (4 t. poetry) 1 Kings 12:28; 1 Kings 20:23; 2 Kings 19:10; Chronicles (83 t.); Psalms (62 t.);Proverbs 2:17; Proverbs 30:9; Ruth 1:15,16 (twice in verse); Isaiah 1:10; Isaiah 7:13;Isaiah 8:19,21; Isa2 (29 t.); Jeremiah 5:4,5; Jeremiah 23:36; Jeremiah 51:5; Ezekiel 34:31; Daniel (5 t.); Hosea (12 t.); Amos 2:8; Amos 4:12; Joel 1:13 (twice in verse);Joel 1:16; Joel 2:17; Micah 6:8; Micah 7:7; Jonah 1:5,6; Zephaniah 3:2; Nahum 1:14;Zechariah 9:7; Zechariah 12:5; אלהים with suffix is also used with יהוה several hundred times (see יהוה).
Sul termine ELOHIMultima modifica: 2017-03-15T17:25:59+00:00da mikeplato
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