LA GNOSI

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di Paolo Galiano

(dal sito www.simmetria.org)

l termine “gnosi” è parola greca che originariamente significa semplicemente “conoscenza”, dalla radice proto-indoeuropea *g’enǝ-, che dà *g’nō-, da cui l’hittite kanes-, intendere, il greco gignṓskō, e il latino nōsco (gnōsco) ma anche (g)nōbilis, con significati di amico, raffinato, pregiato, nobile, e  *g’nē-/*g’nā– con significato di dare nascita, da cui l’hittitagenzu-, ginzu-, grembo materno, l’indiano antico jánati, il greco gígnomai̯,il latino gignere e il celticogenathar, tutti verbi significanti generare, dare la nascita, creare,ma anche il latino gens e genius e il celtico ingen, ragazza, e ai-cned, natura[1].

La parola “gnosi” può avere due accezioni differenti, per cui occorre distinguere tra la gnosi come via di conoscenza e la gnosi come religione, termine improprio che comprende sia lo Zoroastrismo e il Mandeismo, i quali  costituiscono una religione nel senso compiuto del termine (ma si tratta di argomenti di competenza degli orientalisti che qui tralasciamo, in quanto ciò che ci interessa è solo la relazione della gnosi con il Cristianesimo) che organizzazioni e sètte gnostiche non aventi data la loro elitarietà il carattere vero e proprio di religione.

La gnosi come via di conoscenza è una denominazione da dare a tutte le possibili metodiche di realizzazione spirituale che richiedono una “conoscenza” specifica, dalle forme di esoterismo presenti in alcune religioni (si pensi ad esempio al Sufismo per quanto concerne l’Islam) alla Qabbalah, allo Yoga, al Tantra, allo Zen.

La gnosi comereligione ha invece suoi principii particolari, che non sono necessariamente presenti nella gnosi via di conoscenza come elementi qualificanti: lo gnostico è l’appartenente ad una élite, della quale si fa parte in quanto già “gnostici dentro” e quindi per una sorta di predestinazione, che concepisce, ma non sempre (va distinta una gnosi iranica, o più in generale orientale, dualista, da una gnosi siro-alessandrina, monista), un dualismo di base tra il mondo di luce dello Spirito e il mondo delle Tenebre (ma a volte ambedue compresenti ab origine), riconosce la presenza di un “soggetto esterno” come causa della decadenza (Prùnicos, Ennòia, ecc.) o come mezzo di ritorno al cielo della Divinità (il Salvatore, la Sophia), richiede una iniziazione per il neofita e utilizza tecniche (meditazione, preghiera, ecc.) e riti specifici.

Se parliamo della gnosi come religione la formulazione più sintetica del suo significato è quella data da Grant[2], tutt’ora valida: “La Gnosi è una religione che salva mediante la conoscenza e la conoscenza è essenzialmente conoscenza di sé, conoscenza dell’elemento divino che costituisce il vero Sé”.

Questa definizione può così essere esplicitata:

La gnosi è una conoscenza riservata agli eletti ottenuta per rivelazione tramite un Mediatore e ottenuta con tecniche preparatorie e con il sigillo di un rito: essa è conoscenza di sé come frammento separato dal Dio.

Lo gnostico per congiungersi alla Divinità deve attraversare e quindi conoscere le manifestazioni mediante le quali il Principio per autogenerazione di entità sempre più lontane dallo Spirito e vicine alla materia (Eoni o Arconti) ha generato il cosmo: quindi la gnosi è anche conoscenza del cosmo nella sua totalità.

Poiché il mondo della materia impedisce al principio spirituale di ri-conoscersi come frammento della Divinità, esso è da considerare malvagio o comunque avverso allo gnostico e quindi va rifiutato integralmente o almeno superato.

Dal punto di vista dottrinario per quanto riguarda in particolare quasi tutti i sistemi gnostici giudeocristiani, essi sono caratterizzati dall’opposizione al giudaismo del Vecchio Testamento e spesso all’autorità di san Paolo

La Gnosi è una conoscenza generata da una rivelazione e lo gnostico non “crede”, perché si pone al di là della Fede, ma “conosce”. Come scrive Clemente d’Alessandria, lo scrittore cristiano del III secolo che più esplicitamente ha parlato della Gnosi come di una forma di conoscenza esoterica esistente nel Cristianesimo non distinta dal percorso exoterico del credente, “La gnosi è il grado superiore della fede, la fede pienamente consapevole[3].

Distinguiamo nel Cristianesimo delle origini una forma eretica, lo gnosticismo delle numerose sètte che si sono sviluppate in modo lussureggiante tra il I e il III secolo, ed una Gnosi ortodossa (che distinguiamo con la G maiuscola), ma questo argomento richiederebbe una trattazione troppo lunga che qui daremo per scontata.

Notiamo che l’uso del termine “gnosi” nel Cristianesimo con il significato di “via di conoscenza” è posteriore all’inizio di esso come religione consolidata: prima dell’inizio del II sec. non risulta che alcun gruppo abbia dato a sé stesso il nome di “gnostici”[4], né esistono prove documentarie databili ad un periodo anteriore alla prima stesura del Nuovo Testamento[5].

Paolo è il primo a farne uso nelle sue Lettere, ma il significato è quello di “conoscenza”: interessante però che gnosis compaia nella sua opera 23 volte e ben 16 nelle due Lettere ai Corinzi[6], la comunità cristiana che prima tra tutte dimostrò una particolare tendenza gnosticheggiante contro cui Paolo dovette combattere, il che potrebbe significare che “evidentemente il termine era molto usato dai Corinzi stessi e Paolo nella risposta si uniforma alle loro abitudini. Anche Clemente Romano elogerà la ‘gnosi perfetta dei Corinzi [I Cor I, 1]“.

Possiamo così sintetizzare cosa si possa intendere per Gnosi ortodossa:

La Gnosi cristiana “ortodossa” costituisce  l’approfondimento della dottrina della Chiesa ma non è differente da essa, è trasmessa dal Cristo stesso ai discepoli capaci di penetrare nella realtà del Mistero del Regno.

Ad essa si accede attraverso tecniche di digiuno e di preghiera e per mezzo del Triplice Sacramento di Battesimo-Cresima-Eucarestia. Una tecnica particolare per la coppia è la “unione mistica”.

Il suo scopo è pervenire in questa vita alla conoscenza di Dio “a faccia a faccia” e del Mistero del Regno, che è comprensione del piano divino della creazione del cosmo.

Lo gnostico, attraverso una sperimentazione che non è semplice intellettualismo librario ma attiva opera di trasformazione di sé medesimo a livello fisico, psichico e spirituale, può pervenire alla conoscenza completa e senza veli della Realtà totale (secondo le parole di Paolo I Cor XIII, 12: “Ora vediamo come in uno specchio in maniera confusa; ma allora vedremo faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto”), conoscenza del cosmo nella sua interezza e nella sua origine, dell’Ordine e dell’Armonia che ne costituiscono la trama su cui si intreccia l’ordito dell’esistente. In altre parole, lo gnostico giunge all’Identificazione suprema per cui “Io sono Lui” (o “Io sono Sé”) attraverso la chiara conoscenza del Principio e la partecipazione a Lui.

La testimonianza che questa Gnosi esistesse nei primi secoli e che quelli esposti ne costituiscano i cardini principali la troviamo in Clemente d’Alessandria StromVI, 7, 61, 1-3:

Se noi chiamiamo sapienza il Cristo e la sua operazione per mezzo dei profeti con la quale è possibile istruirsi nella tradizione gnostica, la Gnosi sarebbe dunque una sapienza, scienza e  comprensione di ciò che è, che sarà e che è stato, solida e sicura in quanto trasmessa dal Figlio di Dio.

È questa la Gnosi che, trasmessa a qualcuno per successione a partire dagli Apostoli mediante una trasmissione non scritta, alcuni sostengono sia pervenuta fino ai nostri giorni.



[1]
Etimologie dal sito del Titus Project, gestito dalle Università di Francoforte sul Meno, Praga, Copenhagen e Oviedo.

[2]GRANT Gnosticismo e cristianesimo primitivo, Il Mulino Bologna 1976, I edizione New York 1966.

[3]CLEMENTE D’ALESSANDRIA Stromata VI 7, 61 (trad. G. Pini), Paoline Torino 1985.

[4]WOLFSON La filosofia dei Padri della Chiesa, Paideia Brescia 1978 p. 438.

[5]  DODD: L’ interpretazione del Quarto Vangelo, Paideia Brescia 1974 p. 153.

[6]BREZZI La gnosi cristiana di Alessandria e le antiche scuole cristiane, Edizioni Italiane Roma 1950 pp. 20-21 e nota 2.

LA GNOSIultima modifica: 2017-09-03T12:40:30+00:00da mikeplato
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