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  <title>CIVITAS DEI LA ROCCAFORTE DEI CERCATORI  Il Blog di Mike Plato</title>
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  <subtitle>Il Ritorno di Melkizedek e la Tradizione dei Vigilanti</subtitle>
  <updated>2012-05-14T11:22:54+02:00</updated>
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      <title>GLE ESSENI E LE DONNE</title>
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      <updated>2012-02-28T09:05:05+01:00</updated>
      <published>2012-02-28T09:05:05+01:00</published>
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                              <summary>            QUESTA NOTIZIA è ENORME...E MOSTREREBBE COME I VERI INIZIATI...</summary>
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          &lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/02/595041323.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1919254&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/02/152159149.jpg&quot; alt=&quot;woman_at_the_well-2.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 20px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 20px;&quot;&gt;QUESTA NOTIZIA è ENORME...E MOSTREREBBE COME I VERI INIZIATI INTEGRAVANO LE DONNE NEI LORO ORDINI...COME FECE GESU' CHE &quot;ERA ASSISTITO DA MOLTE DONNE&quot;...SALUTO COME UN GRANDE SEGNO QUESTA SCOPERTA....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Archeologia: Qumran, giare svelano comunita' Esseni aperta a donne&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Firenze, 27 feb. - (Adnkronos) - Le grotte di Qumran, dove nel 1947 furono ritrovati i famosi rotoli del Mar Morto, furono, nel I secolo d.C., un importante centro di spiritualita' e di culto del gruppo ebraico&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot; style=&quot;display: inline;&quot;&gt;&amp;nbsp;degli Esseni, una sorta di monastero non solo maschile ma aperto anche alle donne, come dimostrerebbe il recente studio di una serie di antichi contenitori utilizzati per conservare gli unguenti e i profumi ed anche piatti e brocche. Se i rotoli negli ultimi 65 anni sono stati studiati a fondo, finora non era mai stato compiuto un'indagine approfondita sulle ceramiche di Qumran, ritrovate nelle grotte vicino al Mar Morto, tra cui anche le giare (diverse decine) che contenevano proprio quei manoscritti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo studio e' stato compiuto adesso da un'equipe di studiosi italiani guidata dai professori Marcello Fidanzio e Riccardo Lufrani nei sotterranei del museo Rockfeller di Gerusalemme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Facolta' Teologica dell'Italia Centrale ha partecipato a questo progetto in collaborazione con l'Ecole Biblique et Archeologique Française di Gerusalemme ospitando due sessioni preparatorie nella propria sede di Firenze e inviando due dei suoi studenti di teologia biblica, Diletta Rigoli e don Bledar Xhuli, che oggi hanno riferito, in una conferenza stampa nel capoluogo toscano, dei risultati emersi durante il ''Qumran Seminar''.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Le ''giare-manoscritto'', hanno spiegato Rigoli e Xhuli, sono cilindri di ceramica alti circa un metro, di fattura molto raffinata, che vanno dal II secolo a.c. al 70 d.C., anno della distruzione del Tempio di Gerusalemme da parte dei romani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La 'lettura' delle giare, e dell'altro materiale ceramico ritrovato nel sito archeologico (molti piatti, che probabilmente servivano per la offerte votive, ma anche brocche, vasi, unguentari) secondo i due ricercatori potrebbe confermare che Qumran (su cui esistono ancora molti misteri e punti di controversia tra varie correnti di pensiero) sia stato un importante centro di spiritualita' e di culto esseno, di cui le grotte (in cui le giare sono state ritrovate) costituivano una specie di ''biblioteca'' per la conservazione del testo sacro nella sua purezza, anche per difenderlo da eventuali saccheggi da parte dei soldati Romani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I nuovi studi sulle giare sembrano confermare molte delle ipotesi avanzate da Roland De Vaux, domenicano dell'Ecole Biblique di Gerusalemme, che condusse gli scavi delle grotte di Qumran e dell'insediamento adiacente. Fu De Vaux a formulare la celebre teoria che interpreta il sito archeologico come un ''monastero esseno''.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;De Vaux propose nel 1959 la sua teoria: Qumran era il sito comunitario degli Esseni, una setta che intorno al 150 a.C. si era staccata da Gerusalemme, in opposizione all'''empia'' ellenizzazione dell'ebraismo, per praticare il lavoro, la preghiera e l'osservanza della purita' rituale; e i rotoli erano la loro ''biblioteca'', nascosta nelle grotte per metterla in salvo, al tempo della rivolta antiromana culminata nella distruzione del Tempio, nel 70 d.C.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel periodo successivo la prematura morte di De Vaux nel 1971, gli studi si approfondirono e la teoria dell'archeologo subi' le prime forti critiche: si constato' che solo una parte dei documenti rimandava agli Esseni, gli altri attestavano tendenze religiose diverse e anche divaricanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia mentre i manoscritti furono completamente pubblicati negli anni '90, i materiali di scavo, rimasti 'dormienti' dalla meta' degli anni '50, nel 1987 furono affidati dall'E'cole Biblique all'archeologo domenicano Jean-Baptiste Humbert, sotto la cui supervisione ha operato la squadra italiana nelle ultime settimane.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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      <title>MIO INTERVENTO A SEVEN RADIO IERI SERA SUL TEMA MELKIZEDEK-ARCONTI</title>
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      <updated>2012-01-25T14:58:13+01:00</updated>
      <published>2012-01-25T14:58:13+01:00</published>
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          &lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;a href=&quot;http://www.sevenradio.it/podcast/item/intervista-a-mike-plato&quot; rel=&quot;nofollow nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.sevenradio.it/podcast/item/intervista-a-mike-plato&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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      <title>CONFERENZA DEL NOSTRO AMICO PABLO AYO</title>
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      <updated>2012-01-06T16:04:42+01:00</updated>
      <published>2012-01-06T16:04:42+01:00</published>
                      <summary> &amp;nbsp;        Sabato 4 febbraio presso il centro &quot;L'Universale&quot; di Roma...</summary>
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          &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/00/1679745689.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1858225&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/00/4204665262.jpg&quot; alt=&quot;376136_3084795403916_1384811401_3297585_1954729646_n-2.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 11px; line-height: 1.5em; text-align: justify; margin: 0px;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Sabato 4 febbraio presso il centro &quot;L'Universale&quot; di Roma a via caracciolo 12 alle 15,00 conferenza con Pablo Ayo ed Enzo Braschi sulla Nuova Era e sulle profezie di Maya e Hopi e su quanto conferma la scienza a proposito di cambiamenti climatici ed eruzioni solari. Un cambiamento è in arrivo, sia spirituale che fisico, e convolgerà tutta l'umanità. Ma si tratta di un cambiamento ciclico, già avvenuto in passato. Da nuove e originali analisi di antichi testi emerge forse la maniera&amp;nbsp; giusta per affrontare il cambiamento in arrivo, e sapere cosa fare, dove andare, come comportarsi e quali errori evitare. I dati scientifici dei maggiori enti spaziali e di ricerca sembrano confermare una verità incredibile: siamo sull'orlo di un mutamento planetario globale, e nessuno sa davvero cosa fare. Ma i Maya ci hanno lasciato un &quot;manuale operativo&quot; sul da farsi, sotto forma di mito....&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 11px; line-height: 1.5em; text-align: justify; margin: 0px;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Non mancate! Gradita prenotazione&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 11px; line-height: 1.5em; text-align: justify; margin: 0px;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;info:&amp;nbsp;&amp;nbsp; redazione@strangedays.it&amp;nbsp;&amp;nbsp; 349.7557991 (Elena Parisi)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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      <title>UN BUON AUGURIO</title>
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      <updated>2011-12-23T11:01:38+01:00</updated>
      <published>2011-12-23T11:01:38+01:00</published>
                      <summary>      &amp;nbsp;  E' VERO...FRATELLI...NON STO PIU' CURANDO QUESTO GIARDINO....</summary>
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          &lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/00/4207608023.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1847015&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/00/4282684820.jpg&quot; alt=&quot;399052_2933696509613_1477055163_2958582_1661129514_n.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;E' VERO...FRATELLI...NON STO PIU' CURANDO QUESTO GIARDINO. VI HO INVITATO TUTTI SU FB PERCHE' IL BLOG è COSA BELLA DA LEGGERE, CERTO, MA NON CERTO DA AMMINISTRARE. VOI LEGGETE in 5 MINUTI CIO' CHE SPESSO NECESSITA DI ORE DI LAVORO E CORREZIONE. FB è UNO STRUMENTO PIU SNELLO E ALCUNI DI VOI GIA' SONO LI'...E DIREI SI TROVANO BENE PERCHE' LA CONDIVISIONE E' IN TEMPO REALE. C'è UN FLUSSO DI INFORMAZIONI PIU RAPIDO:&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;IN OGNI CASO NON ABBANDONERO' IL BLOG. VI AUGURO DI TRASCORRERE UN BUON NATALE 2011...CHE POI AL 2012 CI PENSERA' DIO....&lt;/p&gt;
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      <title>NUOVO APPELLO</title>
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      <updated>2011-12-15T11:22:38+01:00</updated>
      <published>2011-12-15T11:22:38+01:00</published>
                      <summary> FRATELLI...BEN TROVATI.VI CHIEDO PER L'ENNESIMA VOLTA DI ISCRIVERVI A FB E...</summary>
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          &lt;p&gt;FRATELLI...BEN TROVATI.VI CHIEDO PER L'ENNESIMA VOLTA DI ISCRIVERVI A FB E FARMI SAPERE CHI SIETE. NON HO ABBANDONATO QUESTO GIARDINO SE NON IN QUESTO PERIODO PER ME DI ATTIVITA' FEBBRILE, MA FB CI CONSENTE DI DISCUTERE DI MOLTE COSE IN TEMPO REALE. AMICI COME CHIARA ROVIGATTI E AD ALTRI LO HANNO GIA FATTO E HANNO APPREZZATO LA POSSIBILITA' MAGGIORE DI DIALOGO INTERATTIVO. LE VOSTRE SONO SOLO RETICENZE. SIATE FLESSIBILI. VI DICO CHE FB, SE USATO BENE, CI CONSENTE UN CONTATTO IMPOSSIBILE AD UN BLOG. CONFIDO IN VOI&lt;/p&gt;
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      <title>TUTTI SU FaceBook</title>
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      <updated>2011-11-16T11:49:06+01:00</updated>
      <published>2011-11-16T11:34:00+01:00</published>
                      <summary>      &amp;nbsp;  AMICI E FRATELLI. GRAZIE DI CUORE PER IL GIUDIZIO POSITIVO...</summary>
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          &lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/01/1497818828.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1808325&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/01/3475597531.jpg&quot; alt=&quot;facebook-logoVS-g_001.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;AMICI E FRATELLI. GRAZIE DI CUORE PER IL GIUDIZIO POSITIVO SUL LIBRO, ANCHE SE MOLTI DI VOI ANCORA NON LO HANNO ACQUISTATO. E' DA TEMPO CHE MANCO DAL BLOG. PROPRIO GLI SFORZI INTRAPRESI PER CHIUDERE IL LIBRO, IMPAGINARLO, CORREGGERLO, MI HANNO ASSORBITO DA LUGLIO. IL BLOG RIMARRA' IN PIEDI, OVVIAMENTE, E RIPRENDERO' A POSTARE. MA CHIEDO A TUTTI VOI DI FARVI UN BELL'ACCOUNT SU FB, PERCHE' LA MIA ATTIVITA' SI STA SPOSTANDO LI'. PER ME POSTARE UN ARTICOLO E' MOLTO PIU SMPLICE SU FACEBOOK CHE ATTRAVERSO MYBLOG. SAREBBE PER ME UN ONORE SE QUELLI DI VOI CHE NON HANNO UN ACCOUNT FACEBOOK, SI REGISTRINO E POI MI CHIEDANO AMICIZIA. SIAMO MOLTISSIMI LI', E ALCUNI PERSONAGGI SONO DAVVERO INTERESSANTI. IL MODO DI INTERAGIRE DI FB E' DI GRAN LUNGA PIU VELOCE E SNELLO RISPETTO AL BLOG.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;LORO CI REGALANO TECNOLOGIA, CACCIANDOLA DAL VASO DI PANDORA? TRASFORMIAMO LA MINACCIA IN OPPORTUNITA'...&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;ERGO, FORZA E CORAGGIO E VI ASPETTO LI'. SE CAMBIERETE NOME...AVVISATEMI E DITEMI CHI SIETE E QUALE FOSSE IL VOSTRO NICKNAME SUL BLOG.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;VI VOGLIO BENE...Mike&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;P.S. Questo vale anche e soprattutto per te, Mirvena&lt;/p&gt;
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      <title>QUALCHE ESTRATTO DAL LIBRO &quot;MELKIZEDEK L'IMMORTALE&quot;</title>
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      <updated>2011-11-15T16:32:19+01:00</updated>
      <published>2011-11-15T16:31:00+01:00</published>
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          &lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/01/2738953704.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1807472&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/01/1065519421.jpg&quot; alt=&quot;img099 copia.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/01/3977642368.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1807475&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/01/82859180.jpg&quot; alt=&quot;img100 copia.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/00/619173547.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1807468&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/00/4262221565.jpg&quot; alt=&quot;img098 copia.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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      <title>LA COVER IN ANTEPRIMA di MELKIZEDEK L'IMMORTALE</title>
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      <updated>2011-09-28T19:07:11+02:00</updated>
      <published>2011-09-28T19:05:00+02:00</published>
                      <summary> &amp;nbsp;        COME PROMESSO, IN ANTEPRIMA LA COVER DEL SAGGIO SUL PADRE...</summary>
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          &lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/02/2807982682.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1752297&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/02/3120921399.jpg&quot; alt=&quot;libro-Melkizedek-.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;COME PROMESSO, IN ANTEPRIMA LA COVER DEL SAGGIO SUL PADRE DI TUTTI I FIGLI DELLA VERITA' E DELLA RESURREZIONE.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;SARA' INUTILE CERCARLO IN LIBRERIA O SU INTERNET. IL CANALE EDICOLA AVRA' L'ESCLUSIVA ASSOLUTA&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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      <author>
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      <title>A novembre esce MELKIZEDEK L'IMMORTALE, la prima parte del saggio sul Re del Mondo</title>
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      <updated>2011-09-24T11:50:02+02:00</updated>
      <published>2011-09-24T11:50:02+02:00</published>
                      <summary>       NUNTIO VOBIS GAUDIUM MAGNUM...HABEMUS PAPAM    Il saggio su...</summary>
      <content type="html" xml:base="http://mikeplato.myblog.it/">
          &lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/01/3590387101.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1747519&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/01/2567590179.jpg&quot; alt=&quot;321199_288218337871726_100000506873553_1163848_898186015_n.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;NUNTIO VOBIS GAUDIUM MAGNUM...HABEMUS PAPAM&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Il saggio su Melkizedek è pronto finalmente. Non sarà distribuito in libreria, a meno che qualche libreria non ce lo chieda espressamente. Sarà allegato al FENIX di Novembre. Il costo rivista+libro sarà di circa&amp;nbsp; 17,00.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Ho lavorato 10 anni per completare il saggio, raccogliendole le fonti piu disparate di tutti i tempi e di tutti i luoghi spirituali. Ho dovuto sistemare le fonti, raccordarle e commentarle. E' stata una fatica immane perchè considero questo il massimo soggetto misterico del pianeta. Il libro di novembre è solo la proma parte. Si interessa di raggruupare e commentare le molteplic fonti. Più in là uscirà la seconda parte in cui analizzo gli archetipi e le funzioni del Melkizedek: la Pace, la Guerra, il pane, il vino, la Giustizia, la Maestria, l'Iniziazione, il sacerdozio dell'Altissimo, la benedizione, il sigillo dell'Ordine e la sua evoluzione, il cavalierato al modo di Melkizedek, l'Intelletto Agente, l'Angelo di YHWH, le Due Vie, la sacra regalità, ecc.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Chi non fosse intenzionato ad acquistarlo in edicola, può prenotarmelo al mikeplato22@yahoo.it. Ma sappia che il costo al di fuori del canale edicola sarà di circa&amp;nbsp; 20,00 e non&amp;nbsp; 17,00.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Di seguito il retro copertina e l'indice del primo libro in uscita a novembre.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;em&gt;E’ tempo di riverire la Luce Vivente e non la luce morta di questo mondo; è tempo di piegare il ginocchio all’Ordine di Melkizedek e alla sua sapienza che non è di questo mondo; è tempo di attendere la manifestazione dei Figli di Dio; è tempo di considerare l’evoluzione come una continua accumulazione di luce e gnosi divina; è tempo di smascherare la cospirazione dei Farisei dei cieli che ci hanno imposto dogmi e schiavitù al fin di separarci dalla Luce Vivente di Melkizedek&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;INDICE DEGLI ARGOMENTI:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 1 Il Melkizedek della Bibbia&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 2 Il Melkizedek di J.J.Hurtak&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 3 Il Melkizedek degli Esseni, l’Escatologia e gli Arconti&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 4&amp;nbsp; Il Melkizedek degli Ebrei&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 6&amp;nbsp; Il Melkizedek di Nag Hammadi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap.7&amp;nbsp; Il Melkizedek degli gnostici non naghammadici&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 8 Il Melkizedek dei primi Padri della Chiesa, degli Ieraciti e dei m&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Melkizedecchiani&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap.9&amp;nbsp; Il Melkizedek del Libro di Enoch&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 10 Il Melkizedek della tradizione patristica&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 11 &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Il Melkizedek di Massimo il Confessore&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap.12&amp;nbsp; Il Melkizedek della Leggenda del Tabor&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 13&amp;nbsp; Il Melkizedek dei Cabalisti Ebrei&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 14 Il Melkizedek degli Ishmailiti shiiti&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 15&amp;nbsp; Il Melkizedek di Filone Alessandrino&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 16&amp;nbsp; Il Melkizedek di Gesù di Nazareth&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; Il Melkizedek del Decamerone di Boccaccio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 17 Il Melkizedek di Tommaso d’Aquino&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 18 Il Melkizedek del Vaticano&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 19 Il Melkizedek dei Mormoni&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 20 Il Melkizedek di Jacob Böhme&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 21 Il Melkizedek di Hans George Gichtel&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 22 &amp;nbsp;Il Melkizedek di Martinez De Pasqually&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 23 Il Melkizedek di Guillaume Postel&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 24 Il Melkizedek di Jacob Lorber&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 25 Il Melkizedek di Rene Guenon&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 26 &amp;nbsp;Il Melkizedek di Jean Pierre Berthelon&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 27 Il Melkizedek di Saint-Yves d’Alveydre&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 28 Il Melkizedek di Julius Evola&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 29 Il Melkizedek di Pierre Ponsoye&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 30 &amp;nbsp;Il Melkizedek di S.U. Zanne&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 31 Il Melkizedek di Omraam Michail Aivhanov&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 32 Il Melkizedek di Manly Palmer Hall&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 33 Il Melkizedek di Eugene Withworth&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 34 Il Melkizedek di Edgar Cayce&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 35 Il Melkizedek di David Cassuto&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 36 Il Melkizedek di Jean Daniélou &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 37 Il Melkizedek di Hans Kung &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 38 Il Melkizedek di Franco Manzi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 39 Il Melkizedek di Cesare Marcheselli-Casale&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 40 &amp;nbsp;Il Melkizedek di Nello Casalini&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 41 Il Melkizedek degli attuali massoni e saggisti&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 42 &amp;nbsp;Il Melkizedek di Jean Tourniac&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 43 &amp;nbsp;Il Melkizedek di Michael Elkana Nkanyi Uyeh&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 44 Il Melkizedek di Jacques Vallee&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 45 Il Melkizedek di Urantia&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 46 Il Melkizedek di Bob Frissel&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 47 Il Melkizedek dell’Ordine di Rize&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 48 Il Melkizedek di V. M. M. Yeo Wams Om&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cap. 49 Sintesi delle funzioni e degli archetipi di Melkizedek&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
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      <author>
        <name>mikeplato</name>
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      <title>NUOVE E POSSENTI RIVELAZIONI DAL CROP CIRCLE DI JUBILEE PLANTATION</title>
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            <id>tag:mikeplato.myblog.it,2011-09-04:3730572</id>
      <updated>2011-09-05T00:48:27+02:00</updated>
      <published>2011-09-05T00:33:00+02:00</published>
                            <category term="Profezie e Profezia" scheme="http://www.blogspirit.com/ns/types#category" />
                              <summary>        LE MIE INTUIZIONI ERANO ESATTE.....    IL RINTOCCO DELLA...</summary>
      <content type="html" xml:base="http://mikeplato.myblog.it/">
          &lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/01/298960643.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1723748&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/01/2105571370.jpg&quot; alt=&quot;enemymine5.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;LE MIE INTUIZIONI ERANO ESATTE.....&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;IL RINTOCCO DELLA MEZZANOTTE E' IMMINENTE....&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;MA COSA PIU' IMPORTANTE, IL CROP DI FERRAGOSTO E' CERTAMENTE L'ANNUNCIO PIU' IMPORTANTE CHE ABBIAMO MAI AVUTO DEL RISVEGLIO DEL COLLETTIVO MESSIANICO, IL COLLETTIVO CHE IO DEFINISCO &quot;MELKIZEDEK&quot;....&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;SI VEDE CHE LO SPIRITO MELKIZEDECCHIANO E QUELLO DEI FRATELLI DI QUMRAN ABBIANO VOLUTO CONDURMI PER MANO A QUSTA SCOPERTA. PUR AVENDO LETTO MILLE E MILLE VOLTE I MANOSCRITTI DI QUMRAN, MI ERA SFUGGITO IL PARTICOLARE ESSENZIALE AFFINCHE' COMPRENDESSI PER QUAL MOTIVO IL CROP SI E' MANIFESTATO A JUBILEE PLANTATION.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;IL TERMINE &quot;JUBILEE&quot; ERA GIA' DA SOLO UN POTENTE ADDENTELLATO CON LA PROFEZIA DEL ROTOLO 11QMELCH, E IN GENERALE CON LA SAPIENZA ESSENA.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;MA STANOTTE, LEGGENDO APPARENTEMENTE PER CASO, QUEL CAPOLAVORO DI HENRY CORBIN DENOMINATO &quot;L'IMMAGINE DEL TEMPIO&quot;, E PRECISAMENTE IL CAPITOLO DEDICATO AL TEMPIO ESSENO, GIUNGO AD INTUIRE FINALMENTE PERCHE' IL CROP E' SORTO A JUBILEE PLANTATION, OSSIA &quot;LA PIANTAGIONE DELL'ULTIMO GIUBILEO&quot;. LEGGENDO LE PAGINE DI CORBIN, SCUOTEVO LA TESTA INCREDULO E MI COMMUOVEVO PER IL FATTO CHE I TASSELLI DEL PUZZLE SI STANNO RICOMPONENDO IN UN'IMMAGINE PIU' NITIDA.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;SCRIVE CORBIN: &quot;&lt;em&gt;QUESTA COSTELLAZIONE DI SIMBOLI COMPLETA LA FISIONOMIA DELLA COMUNITA' ESSENA COME COMUNITA' EZECHIELIANA...ABBIAMO GIA PARLATO PRIMA DELLA VISIONE, IN EZECHIELE 17:22-24 DEL PRINCIPE DELLA FUTURA CITTA'-TEMPIO COME GIOVANE RAMO PIANTATO SULLA MONTAGNA DEL TEMPIO IN CUI PROSPERERA' IL NIOVO ISRAELE. &lt;strong&gt;E' L'IDEA DELLA PIANTAGIONE DI GIUSTIZIA , DELLA PIANTAGIONE ETERNA&lt;/strong&gt;. E LA COMUNITA' DI QUMRAN, LA FIGLIOLANZA DELLA LUCE, IN QUANTO TEMPIO SPIRITUALE, SI IDENTIFICA CON QUESTA PIANTAGIONE&lt;/em&gt;&quot;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;CORBIN SI RIFERISCE CERTAMENTE ALLA REGOLA DELLA COMUNITA' 8:5:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&quot;&lt;em&gt;QUANDO IN ISRAELE SI REALIZZERA' QUESTO, ALLORA IL CONSIGLIO DELLA COMUNITA' (OSSIA I FIGLI DELLA LUCE) SARA' BEN STABILITO NELLA VERITA' QUALE &lt;strong&gt;PIANTAGIONE ETERNA&lt;/strong&gt;, CASA SANTA PER ISRAELE E CONVEGNO DEL SANTO DEI SANTI: ESSI SONO I TESTIMONI DI VERITA' (GIOVANNI BATTISTA TESTIMONIAVA LA VERITA') PER IL GIUDIZIO E GLI ELETTI DEL SUO BENEPLACITO, PER ESPIARE LA TERRA E DARE AGLI EMPI LA LORO RETRIBUZIONE&lt;/em&gt;&quot;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;ANCHE Isaia 61,3 PROFETIZZA:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;per allietare gli afflitti di Sion, per dare loro una corona invece della cenere, olio di letizia invece dell'abito da lutto, canto di lode invece di un cuore mesto. Essi si chiameranno &lt;strong&gt;querce di giustizia, piantagione del Signore per manifestare la sua gloria&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;PERCHE' &quot;PIANTAGIONE DI ETERNITA&quot;? SEMPLICE, LE PROFEZIE PARLANO DEL SORGERE DI UN REGNO DI SACERDOTI ETERNI, A PARTIRE DALL'ESODO FINO ALL'APOCALISSE. QUINDI QUESTO COLLETTIVO SARA' FORMATO DA ESSERI ETERNI E INVINCIBILI, DESTINATI A RETRIBUIRE LE POTENZE IMMONDE....&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;CORBIN CONTINUA:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;&quot;IL SIMBOLISMO DELLA PIANTAGIONE RICHIAMA SPONTANEAMENTE IL SIMBIOLISMO DELL'ACQUA CHE NUTRE GLI ALBERI DELLA VITA (allusione non so se voluta all'Era dell'Acquario...nota mia), CIOE' IL MAESTRO DI GIUSTIZIA E I SUOI DISCEPOLI: UN'ACQUA CHE PROMANA DALLA FONTE DEL MISTERO. ESISTE UN MISTERO COSMICO DI DIO (RAZI-EL), UN VASTO E PROFONDO MISTERO A CUI SOLO IL MAESTRO DI GIUSTIZIA E I SUOI FEDELI POSSONO AVVICINARSI, E QUESTA CONOSCENZA, QUESTA GNOSI, PERMETTE LORO DI ESSERE GLI AUTENTICI EREDI DELLA STIRPE DELLA &quot;PIANTAGIONE DI GIUSTIZIA&quot;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;QUESTA COMUNITA' NON E' MAI MORTA, LE ANIME DI QUELLI CHE APPARTENNERO AL TEMPIO PIU PURO E POTENTE DI OGNI TEMPO SONO ANCORA QUI, PRONTE AD ESSERE GUIDATE DAL MAESTRO DI GIUSTIZIA:MELKIZEDEK. QUESTE ANIME HANNO L'ESCATOLOGIA CHE PULSA LORO NELLE VENE, SONO&amp;nbsp; PROGRAMMATE DA MELKIZEDEK PER L'APOCALISSE, LA RIVELAZIONE FINALE DI LORO STESSE. ESSE APPARTENGONO AL PROGRAMMA ESCATOLOGICO DI DIO. MA PRIMA DI QUESTO, L'ESCATOLOGIA DOVRA' ESSERE ATTUATA DA CIASCUNA DI ESSE, INDIVIDUALMENTE. PRIMA LA LOTTA CON LA CARNE E IL SANGUE, POI, DOPO LA VITTORIA, LA LOTTA CON LE POTENZE IMMONDE CHE ABITANO NELLE REGIONI COSMIO-ASTRALI DOPO IL GRANDE CONVEGNO. QUESTO CONFLITTO IN ASTRALE SI RIVERBERERA' NELLA MATERIA CON GRANDI SCONVOLGIMENTI.&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;SE L'IMPERO NON E' MAI MORTO E OGGI VIVE IL SUO APICE, ANCHE IL TEMPIO NON E' MAI MORTO. E IL CROP A JUBILEE PLANTATION CI DICE CHE ORMAI E' PROSSIMA LA RESURREZIONE DEL TEMPIO DELLA LUCE, QUELLA CHE GLI ESSENI CHIAMAVANO &quot;PIANTAGIONE ETERNA&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;LE POTENZE SONO AVVISATE.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;SO CHE HO MOLTI OCCHI ADDOSSO....MA NIENTE PAURA. IL LORO TEMPO STA PER ARRIVARE...E KING FELIX RIDERA' PER ULTIMO.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;RESTA SOLO DA CAPIRE IL VERO E PIU' PROFONDO PERCHE' DEL PENTERATTO (IPERCUBO A 5 DIMENSIONI). E' PROBABILE CHE LA QUINTA DIMENSIONE VADA OLTRE LA QUARTA (ASTRALE), OPPURE SI TRATTI DI UN'ALLUSIONE ALLA RESURREZIONE DELL'UOMO-QUINTESSENZA.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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      <title>MELKIZEDEK A NEW YORK</title>
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      <updated>2011-08-28T16:31:01+02:00</updated>
      <published>2011-08-28T16:29:00+02:00</published>
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                              <summary>       A prescindere dalla fisicità del cataclisma scatenato dall' Uragano...</summary>
      <content type="html" xml:base="http://mikeplato.myblog.it/">
          &lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/01/1054177347.JPG&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1715842&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/01/4263567302.JPG&quot; alt=&quot;uragano-irene-new-york.JPG&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 11px; line-height: 1.5em; text-align: justify; margin: 0px;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: 'book antiqua', palatino;&quot;&gt;A prescindere dalla fisicità del cataclisma scatenato dall' Uragano IRENE su New York (impressionante comunque il fatto che sia vasto come l'Europa), leggo qui l'ennesimo avvertimento di MELKIZEDEK alla Babilonia di Beliar. Mi si segua please...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 11px; line-height: 1.5em; text-align: justify; margin: 0px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 11px; line-height: 1.5em; text-align: justify; margin: 0px;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: 'book antiqua', palatino;&quot;&gt;Irene in greco significa PACE. Essa è legata a MELKIZEDEK RE DI PACE (Genesi 14). La Pace di Melkizedek è legata alla GIUSTIZIA, quindi non è la PACE degli umani. E' la Grande Pace che consegue all'uscita dal DIVENIRE. Ma prima di questo c'è la giustizia, ossia il FARE GIUSTIZIA, in primo luogo su se stessi. Per questo è detto MELKI-ZEDEK MELKI SALEM. Prima la Giustizia, poi la Pace, prima il Solve poi il Coagula. E' la legge di Dio fattaci conoscere da Melkizedek...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 11px; line-height: 1.5em; text-align: justify; margin: 0px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 11px; line-height: 1.5em; text-align: justify; margin: 0px;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: 'book antiqua', palatino;&quot;&gt;Ora, IRENE è associabile anche ai SANTI IRIN, ovvero gli SPIRITI DEI VIGILANTI, i grandi guardiani che fanno parte del CORPO DI PACE (Irene) di Melkizedek. MELKIZEDEK IRENE è l'intero corpo degli IRIN. Ricordo a tutti che l'anagramma&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: 'book antiqua', palatino; font-size: medium;&quot;&gt;del celebre INRI di Cristo è proprio IRIN.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 11px; line-height: 1.5em; text-align: justify; margin: 0px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/02/3362142661.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1715845&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/02/3051202706.jpg&quot; alt=&quot;317556_274263075933919_100000506873553_1101880_4857513_n.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/02/4020572067.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1715847&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/02/2803444112.jpg&quot; alt=&quot;308194_274263549267205_100000506873553_1101889_7044345_n.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 11px; line-height: 1.5em; text-align: justify; margin: 0px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 11px; line-height: 1.5em; text-align: justify; margin: 0px;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: 'book antiqua', palatino;&quot;&gt;Ergo, qual'è il simbolo celato? MELKIZEDEK STA PER ENTRARE IN NEW YORK PER DEVASTARLA. NEW YORK è la BIG APPLE, la città della Mela. Anche se non è la Mela ad essere il frutto del peccato, ma il Fico, UNIVERASALMENTE comunque (ossia nell'immaginario collettivo) MELA=PECCATO. E allora cosa ne deduciamo? che NEW YORK è il simbolo della CITTA DEL PECCATO, ovvero Babilonia la Grande, la GRANDE MELA.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 11px; line-height: 1.5em; text-align: justify; margin: 0px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 11px; line-height: 1.5em; text-align: justify; margin: 0px;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: 'book antiqua', palatino;&quot;&gt;QUESTO EVENTO, SUL PIANO SIMBOLICO, NON FA ALTRO CHE CONFERMARE QUANTO VADO DICENDO DA UN MESE A QUESTA PARTE: I FIGLI DI DIO, IL CORPO DI MELKIZEDEK, SI STANNO PER MANIFESTARE.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 11px; line-height: 1.5em; text-align: justify; margin: 0px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 11px; line-height: 1.5em; text-align: justify; margin: 0px;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: 'book antiqua', palatino;&quot;&gt;L'evento della BIG APPLE ci conduce dritti ad APOCALISSE 17:1&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 11px; line-height: 1.5em; text-align: justify; margin: 0px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 11px; line-height: 1.5em; text-align: justify; margin: 0px;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: 'book antiqua', palatino;&quot;&gt;VIENI...TI MOSTRERO' LA CONDANNA DELLA GRANDE PROSTITUTA CHE SIEDE PRESSO LE GRANDI ACQUE (in effetti New York in quanto città simbolo di Babilonia, siede sull'Atlantico)...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 11px; line-height: 1.5em; text-align: justify; margin: 0px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 11px; line-height: 1.5em; text-align: justify; margin: 0px;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: 'book antiqua', palatino;&quot;&gt;USCITE..:POPOLO MIO...DA BABILONIA PER NON ASSOCIARVI AI SUOI PECCATI (APOC. 18:4) (Infatti è in atto un esodo epocale dalla BIG APPLE)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 11px; line-height: 1.5em; text-align: justify; margin: 0px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 11px; line-height: 1.5em; text-align: justify; margin: 0px;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: 'book antiqua', palatino;&quot;&gt;IN UN ORA SOLA E' GIUNTA LA TUA CONDANNA (APOC. 18:10) (gli esperti affermano che in un'ora vi sarà il peggio del peggio da parte ddell'URAGANO)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 11px; line-height: 1.5em; text-align: justify; margin: 0px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 11px; line-height: 1.5em; text-align: justify; margin: 0px;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: 'book antiqua', palatino;&quot;&gt;Quindi, ricapitolando, gli ultimi crop e questo evento naturale ci stanno URLANDO con forza che il momento è vicino, molto vicino. Sarà il 2012? Questo non posso saperlo, nessuno lo sa, ma è un fatto che la profezia del ritorno di MELKIZEDEK ormai urla da ogni dove.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 11px; line-height: 1.5em; text-align: justify; margin: 0px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 11px; line-height: 1.5em; text-align: justify; margin: 0px;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: 'book antiqua', palatino;&quot;&gt;Inoltre ultimo ma non ultimo, la foto della NEW YORK notturna presa da me a caso, sembrerebbre mostrare una gigantesca croce multicolore. Sarà mica un simbolo degli SPIRITI BABILONESI AI PIEDI DELLA CROCE DEL CRISTO COSMICO ESULTANTI PER AVERLO CROCIFISSO?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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      <title>IL MONDO VIVE L'ULTIMO ANNO DELLA SUA VITA...MELKIZEDEK E' TORNATO!!!!!!</title>
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      <updated>2011-08-27T10:50:02+02:00</updated>
      <published>2011-08-27T10:08:00+02:00</published>
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                              <summary> &amp;nbsp;      L'ULTIMO CROP DELLA STAGIONE E' LO SQUILLO DI TROMBA...</summary>
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          &lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/00/1279377746.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1714684&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/00/2138485130.jpg&quot; alt=&quot;843070-angeli-con-trombe-d-39-oro.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;L'ULTIMO CROP DELLA STAGIONE E' LO SQUILLO DI TROMBA DELL'APOCALISSE IMMINENTE E IL RULLO DEI TAMBURI DEL GRANDE E TERRIBILE GIORNO DI YHWH-MELKIZEDEK CHE SANCIRA' LA FINE DELL'IMPERO DI BELIAR E DEGLI ARCONTI ASTRALI E UMANI AL SUO SEGUITO.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;IL CROP E' UN AVVISO PER TUTTI I FIGLI DI MELKIZEDEK...MA SOPRATTUTTO E' UNA DICHIARAZIONE DI GUERRA A TUTTI GLI ARCONTI CHE INFESTANO QUESTO PIANETA ALLA DERIVA.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;SARA' GUERRA...L'ORA SEGNATA SUL DEVASTATORE (COME PROFETIZZO' DANIELE) E' GIUNTA...FINALMENTE. ALCUNI DI NOI ATTENDONO QUESTO MOMENTO DA MILLENNI. CI SIAMO ADDESTRATI PER L'ULTIMA BATTAGLIA PER ERE, E ORA FINALMENTE LE NOSTRE ANIME POTRANNO MOSTRARE TUTTA LA FORZA COMBATTIVA DI MICHELE-MELKIZEDEK.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;STANNO AVVENENDO COSE STRANE NEL MONDO IN QUESTO MOMENTO, STRANISSIME MANOVRE. IMPROVVISAMENTE CI SVEGLIAMO E I PADRONI DI QUESTA NAVE NEGRIERA CHIAMATA TERRA CI DICONO CHE NON CE N'E' PIU, CHE SIAMO POVERI IN CANNA, CHE I PROBLEMI SONO IRRISOLVIBILI,. CHE ABBIAMO ESAURITO TUTTE LE RISORSE....&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;CI DICONO CHE HANNO DOVUTO EVACUARE 300.000 DA NEW YORK PER L'ARRIVO DI UNA TEMPESTA SENZA PRECEDENTI: TALE &quot;IRENE&quot; CHE SIGNIFICA IN GRECO &quot;PACE&quot;...OVVERO MELKIZEDEK RE DI SALEM. GLI AMERICANI PRONUNCIANO &quot;AIRIN&quot;, ALLUSIONE AGLI IRIN-VIGILANTI CHE SONO QUEGLI DEI ETERNI CHE AIUTERANNO MELKIZEDEK NELL'ULTIMA BATTAGLIA.RICORDO A TUTTI CHE MELKIZEDEK E' NOTO NELL'ETERNITA' COME &quot;IL GRANDE DI GUERRA&quot;, ED E' QUESTO IL SIGNIFICATO DI YESHUA (GESU) NELLA LINGUA DEL REGNO DELLA LUCE: IL SUPREMO GUERRIERO.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;ORA QUESTI KAPO' DEGLI ARCONTI INSERITI NEI CENTI NEVRALGICI DEL SISTEMA VOGLIONO METTERCI PAURA. L'OBIETTIVO E' CHIARO: GLI ARCONTI SI STANNO PREPARANDO AL GIUDIZIO FINALE E HANNO BISOGNO DI ENERGIA, MOLTA ENERGIA. ESSI SI NUTRONO DELLA NOSTRA ENERGIA EMOTIVA, E QUELLA DELLA PAURA E DELL'ANSIA E' MOLTO AMBITA. &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;LE POTENZE SONO SCONVOLTE, COME PROFETIZZO' IL CRISTO. HANNO PAURA, SENTONO CHE MELKIZEDEK STA PER IRROMPERE TRA DI LORO PER RECUPERARE TUTTA LA LUCE PURIFICATA. NOI SIAMO LA LUCE PURIFICATA SEGREGATA DAGLI ARCONTI&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;NE VEDRETE DELLE BELLE NEI PROSSIMI MESI....PAROLA MIA. MA IL SECONDO AVVENTO DI MELKIZEDEK NESSUNO LO PUO' FERMARE....&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;E ORA VENIAMO AL CROP...MERAVIGLIOSO E APOCALITTICO CROP...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/02/2449142423.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1714638&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/02/1616646128.jpg&quot; alt=&quot;jubilee2011f.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/00/3099715348.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1714640&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/00/3531396064.jpg&quot; alt=&quot;jubilee2011a.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/01/272321942.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1714642&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/01/4237006519.jpg&quot; alt=&quot;bertjanssen-cherhill2.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/01/3833572445.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1714643&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/01/3356784781.jpg&quot; alt=&quot;jubilee.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;ROTOLO DI QUMRAN 11QMELCH...RIGUARDA LA FINE DEI GIORNI E LA VENDETTA DI MELKIZEDEK SU TUTTI GLI SPIRITI DEL MALE. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;1 «[...] il tuo Dio [...]&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt; 2 [...] e poiché ha detto: “In [questo] anno giubilare [ciascuno torni nei suoi possessi” (Lev. 25,13) . E come è scritto: “Questa]&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt; 3 è la modalità della [remissione]: ogni creditore condonerà ciò che aveva prestato [al suo prossimo; non avrà pretese sul suo prossimo né sul suo fratello, perché è stata proclamata] la remissione&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt; 4 per Dio” (Deut. 15,2). [L'inter] pretazione [del passo] per gli ultimi giorni si riferisce ai prigionieri [di cui] si dice: “per proclamare ai prigionieri la liberazione” (Is. 61,1). E&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt; 5 incatenerà i loro ribelli ... e dall'eredità di Melchisedek, poiché [...] ed essi sono l'ere[dità di Melchi]sedek, che&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt; 6 li farà ritornare a essi. E proclamerà per loro la liberazione (deror), affrancandoli [dal peso di] tutte le loro iniquità (awonot). Questa cosa [avverrà]&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt; 7 nel primo settennio del giubileo che segue i no[ve] giubilei. Il gior[no dell'e]spiazione (Lev. 25,9) è la fine del giubileo decimo,&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt; 8 quando si dovrà espiare per tutti i figli di D[io e]gli u]omini della parte di Mel[chi]sedek. [Nelle altez]ze si esprimerà [a loro] favore, secondo le loro parti, poiché&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt; 9 questo è l'anno di grazia (Is. 6,2) per Melchisedek, per esalta[re nel pro]cesso i santi di Dio per il dominio del giudizio, come è scritto&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt; 10 nei Canti di Davide, che dice: “Dio si alza nell'assemblea [divina], in mezzo agli angeli emana la sentenza” (Sal. 82,1)....E Melkizedek vendicherà i giudizi di Dio Altissimo dalla mano di Beliar e degli spiriti della sua fazione e in questo avrà in aiuto tutti gli dèi eterni&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Non mi è sfuggito affatto che le 10 punte della figura geometrica alludano al Decimo Giubileo in cui Melkizedek inizierà la grande e ultima battaglia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;E ORA OSSERVATE I MAESTRI DOVE HANNO &quot;SCOLPITO&quot; LA FORMAZIONE&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Jubilee Plantation&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, nr Cherhill, Wiltshire. Reported 15th August.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;JUBILEE PLANTATION!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;MELKI E' LEGATO ALL'ULTIMO GIUBILEO NELLA PROFEZIA ESSENA!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;SENTO I TAMBURI E LE TROMBE DELLA GRANDE CORTE, SENTO DENTRO DI ME COME NON MAI L'ARRIVO DELLA GRANDE CORTE DEI CELESTIALI PRONTI ALL'ULTIMA BATTAGLIA.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;JUBILEE&lt;/strong&gt; PLANTATION....E' L'AVVISO FINALE A NOI E ALLE POTENZE ASTRALI&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;E non è finita qui. Già il 7 agosto c'era stato uno squillo di tromba con un altro crop apparso a &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Temple Farm, Nr Rockley, Wiltshire. Osservatelo:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/01/3308905019.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1714653&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/01/893344561.jpg&quot; alt=&quot;templefarm2011k.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Questa formazione è un possente riferimento alla TAVOLA ROTONDA, AL SUO RE SACRO E AI SUOI DODICI CAVALIERI CELESTI. Ormai sapete chi rappresenta Re Artù.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il profeta Zaccaria (9:9), profetizzando il Messia della guerra finale, dice:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;ESULTA GRANDEMENTE FIGLIA DI SION...ECCO VIENE IL TUO RE, EGLI è GIUSTO E VITTORIOSO&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;...Viene il Tuo Re...Giusto....ovvero in ebr. MELKI-ZEDEK&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Molti ne risulteranno terrorizzati, ma alcuni, come me, gioiscono, perchè come disse Gesù Melkizedek in Luca 21:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;5&amp;nbsp;Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, 26&amp;nbsp;mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. 27&amp;nbsp;Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con potenza e gloria grande. 28&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina»&lt;/strong&gt;. 29&amp;nbsp;E disse loro una parabola: «Guardate il fico e tutte le piante; 30&amp;nbsp;quando già germogliano, guardandoli capite da voi stessi che ormai l'estate è vicina. 31&amp;nbsp;Così pure, quando voi vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. 32&amp;nbsp;In verità vi dico: non passerà questa generazione finché tutto ciò sia avvenuto. 33&amp;nbsp;Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. 34&amp;nbsp;State bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso improvviso; 35&amp;nbsp;come un laccio esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. 36&amp;nbsp;Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell'uomo».&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;Se Cristo parlò di LIBERAZIONE, ne consegue che noi siamo SCHIAVI IN ETERNO DI QUALCUNO. Filippo (verso 13 del suo Vangelo) ci disse che noi siamo schiavi in eterno degli Arconti....&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;Salmo 110: MELKIZEDEK E' ALLA TUA DESTRA...ANNIENTERA' I RE (GLI ARCONTI) NEL GIORNO DELLA SUA IRA...IN MEZZO A CADAVERI NE STRITOLERA' LA TESTA SU VASTA TERRA&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;Genesi 3:15 : Io porrò inimizia tra voi (POTENZE IMMONDE) E la Donna, tra la vostra stirpe e la sua, ma la sua eredità, seppur voi gli insidierete il tallone,&amp;nbsp; un giorno vi frantumerà il cranio&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/02/1072145825.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1714714&quot; style=&quot;margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0pt; float: left;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/02/4015544373.jpg&quot; alt=&quot;guerriero melkizedechiano conan-the-barbarian-wallpaper.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/02/155732002.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1714663&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/02/1428724854.jpg&quot; alt=&quot;GUERRIERO MELKIZEDECCHIANO mirko haenssgen.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/01/212845059.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1714672&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/01/162959941.jpg&quot; alt=&quot;Archangel_Michael_at_Michaelerkirche_Vienna.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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      <title>DISTRUZIONE TOTALE...NESSUNA PIETA'!</title>
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      <updated>2011-08-01T23:15:59+02:00</updated>
      <published>2011-07-31T16:37:00+02:00</published>
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                              <summary>       Anni fa lo Spirito della Luce mi disse 2 cose:    1)  DIO...</summary>
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          &lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/02/1525157370.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1691103&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/02/4221260681.jpg&quot; alt=&quot; West Woodhay Down- Nr Inkpen- Wiltshire. Reported 29.7.11 3.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Anni fa lo Spirito della Luce mi disse 2 cose:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;1) &lt;strong&gt;DIO CANCELLERA' LA REALTA' DELLA SINISTRA&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;2) &lt;strong&gt;DIO HA INCARICATO ANIMA MUNDI DI SQUASSARE IL PIANETA DA CIMA A FONDO&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Il cerchio nel grano emerso il 29 luglio 2011, se correttamente interpretato, è forse il il più potente avviso di recente offertoci di ciò che sta per verificarsi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Il suo corpo sinuoso è composto di 29 cerchi. Mi sarei aspettato 33 cerchi, anche se i 33 cerchi ci sono: i 29 del serpente+la Terra+2 poli+la sfera bianca&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Si tratta evidentemente della serpe Kundalini perchè si snoda lungo un asse con un polo sud e un polo nord&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Non può trattarsi dell'asse cerebro-spinale umano. La formazione allude al macrocosmo, al pianeta Terra, perchè l'asse è centrale ad un cerchio, ad una sfera. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Ergo, qui si allude all'innalzamento della Kundalini planetaria.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;E ora osserviamo il particolare della bocca del serpente&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/02/697218752.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1691106&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/02/3489539867.jpg&quot; alt=&quot; West Woodhay Down, Nr Inkpen, Wiltshire. Reported 29th July. particolare.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Ci si aspetterebbe di trovare una lingua biforcuta, che ben si presta a simboleggiare i poteri immondi che si basano sul DUE. Noi sappiamo che il TRE è associato al Cristo, al Figlio, immagine del Padre UNO. Non solo. Sul sito CROP CIRCLE CONNECTOR interpretano questo come simbolo del pianeta Nettuno. Ma in realtà il tridente planetario di Nettuno nonchè il tridente associato al Dio dei mari non è affatto simile a questo. Ora vi mostro con che abbiamo a che fare...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/01/2824069651.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1691111&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/01/2993353297.jpg&quot; alt=&quot;shiva.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Quel tridente è la TRISHULA di Shiva, anche lui legato al potere serpentino. Shiva, nella trimurti induista, è il DISTRUTTORE, l'aspetto di Dio che distrugge ciò che è corrotto per portarlo ad un nuovo livello. La Trishula è l'emblema del potere di Shiva di RADERE AL SUOLO L'APPARENZA, ossia il mondo materiale che è pura Maja. Non è un caso che nella cultura buddhista, il tridente è simbolo del TRIRATNA (triplice gioiello) e delle tre correnti (Sushumna, Ida e Pingala) che indicano l'avvolgimento dei Nadi attorno all'asse, qualunque sia l'asse (micro o macrocosmico). D'altronde è evidente che la tri-punta della Trishula ricorda strettamente la lettera ebraica SHIN:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/01/573724932.png&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1691131&quot; style=&quot;margin: 0.7em auto; display: block;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/01/3840832671.png&quot; alt=&quot;AboutLogo.png&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;E' la lettera ebraica che più di ogni altra è legata al Cristo. Essa è nota come il DENTE, semplicemente perchè il molare è un'allusione alla SHIN-tilla divina che è difficile da estrarre dal coccige.&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Ergo, trattandosi di un tridente che esce dalla bocca delle serpe, non possiamo che intuire una forte allusione al Verbo di Dio, e precisamente all'aspetto DISTRUTTORE del Verbo. Come sappiamo le profezie indicano che Cristo si mostrerà stavolta con una spada che gli esce dalla bocca. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;E non è finita. Osservate come il serpente tocchi solo il polo centrale della sfera. Per caso, ma il caso non esiste, sono incappato in una testimonianza di Carl Gustav Jung:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;MERCURIO E' L'ANIMA MUNDI E IL POLO IL SUO CUORE&lt;/strong&gt; (PSICOLOGIA E ALCHIMIA)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Di conseguenza, la profezia donatami anni fa: DIO HA INCARICATO ANIMA MUNDI DI SQUASSARE IL PIANETA DA CIMA A FONDO si lega perfettamente al Cerchio di West Woodhay Down del 27 luglio. Inoltre, in un sogno-visione fu proprio Mercurio a mostrarmisi con una lancia infiammata e ad annunciarmi l'imminente vendetta sugli JINN. &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Resta il mistero dei 29 cerchi, e non credo che quel numero sia casuale. I Circlemakers non lasciano nessun dettaglio al caso. Intuisco magari che &lt;span data-jsid=&quot;text&quot;&gt;nella SMORFIA NAPOLETANA il 29 è IL PADRE DELLE CREATURE, IL FALLO. In effetti il Crop può essere visto anche come uno spermatozoo che feconda un ovulo. QUESTO A TUTTI I LEVELLI POSSIBILI. D'altronde la Kundalini non è altro che FORZA SEMINALE ASCENDENTE&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Inoltre la coda del serpente shivaita sembra sorgere da un altro pianeta. Se la sfera grande è la Terra, quella più piccola e bianca è la Luna. Gli ebrei chiamano la Luna &quot;LEVANNAH&quot; che significa la &quot;BIANCA&quot;. La Luna è legata da sempre alla forza seminale, perchè il Mercurio è lunare....&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;SE DOVRA' ESSERE CANCELLAZIONE DI MAJA...CHE SIA!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/01/1002286466.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1692362&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/01/936704393.jpg&quot; alt=&quot;Mysterium_Magnum 2.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Illustrazione tratta dalle opere di Jacob Bohme, il grande profeta mistico tedesco. A sinistra il Messia universale e a destra Mosè, messia di un popolo carnale. La testa del Messia punta l'ora prima del Grande Anno Zodiacale, ossia l'Era dell'Acquario. Il giglio del Messia si riferisce all'Era del Giglio come da profezia di Giocchino da Fiore.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/01/467800721.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1692374&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/01/3221683154.jpg&quot; alt=&quot;Frontispiece.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;Illustrazione tratta dalle opere di Jacob Bohme. Anche qui, l'orologio cosmico segna l'ora fatale acquariana, ora fatale simboleggiata dalla spada di fiamma del Cherubino che incombe sul nostro mondo e dalla tromba del Giudizio Universale. Di nuovo l'elemento del giglio sulla punta della lancetta zodiacal&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;e&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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      <title>PADRE, LA CONOSCENZA E' DI TUTTI</title>
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      <updated>2011-07-08T11:40:58+02:00</updated>
      <published>2011-07-08T11:04:00+02:00</published>
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          &lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;E' di imminente uscita un brillante lavoro del nostro amico Paolo Fattorini, un lavoro che consta di un DVD e di un CD con 9 brani a carattere iniziatico. Veniamo ai dettagli. Il DVD a mio parere è il pezzo forte dell'opera. Realizzato in altissima qualità, il film vede Paolo spiegare come i modelli di comportamento degli individui siano dettati in primo luogo dalla Famiglia e dall'ereditarietà genetica e poi dal sistema, visto come un nemico dell'Anima. Si parla anche delle POTENZE ASTRALI e di come predispongano il sistema in funzione dell'allimentazione e della possibilità di giudizio sulle anime in modo da tiranneggiarle. Si parla di Coscienza, di come sia possibile ridestarla, di corpo di luce, predazioni aliene, tirannidi religiose, NWO, sistemi economici corrotti, e&amp;nbsp; chi più ne ha più ne metta. Qui e lì, sono montate interviste ad Adriano Forgione, al sottoscritto, a Corrado Malanga, al regista Varo Venturi (6 Giorni sulla Terra), e al fisico Elisabetta Baracchini. Le interviste servono a chiarire concetti descritti in precedenza e ad aprire nuove porte di indagine. Centrale rimane la discussione sul controllo fisico-astrale e sulla possibilità di svincolarsene. Ognuno apporta il suo contributo in funzione della sua visione e delle sue competenze specifiche. L'ho visto ieri sera e l'ho trovato ottimo sotto ogni aspetto. Direi che mi ha preso. Il Cd presenta 9 tracce, con musica accattivante e testi estremamente profondi. All'interno della confezione di vendita è presente anche un libricino con mia prefazione. Il tutto dovrebbe aggirarsi inntorno agli € 15.00, non molto se si pensa che i soli DVD costano un pò di più. Ora mi aspetto da Voi che non mi diciate solo bello! ma che me lo ordiniate. GARANTISCO IO. Cerchiamo, per favore, di incentivare la produzione indipendente e soprattutto inziative che, come questa, cerchino di apportare un contributo non da poco alla conoscenza e alla consapevolezza. Se non ci sarà risposta di pubblico, io stesso la prossima volta mi rifiuterò di partecipare ad iniziative come questa&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/00/3738961707.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1668205&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/00/2768915162.jpg&quot; alt=&quot;Cover.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/02/249916063.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1668287&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/02/1339195138.jpg&quot; alt=&quot;Paolo Fattorini.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/00/1640193853.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1668199&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/00/2901166570.jpg&quot; alt=&quot;Adriano Forgione.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/02/2818645482.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1668200&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/02/868407321.jpg&quot; alt=&quot;Mike Plato.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/01/1774265735.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1668202&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/01/2217470416.jpg&quot; alt=&quot;Corrado Malanga.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/00/2267254746.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1668203&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/00/950507302.jpg&quot; alt=&quot;Varo Venturi.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/02/3719565154.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1668204&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/02/2430486518.jpg&quot; alt=&quot;Elisabetta Baracchini.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/02/2362221027.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1668208&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/02/2655875097.jpg&quot; alt=&quot;Retro.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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      <title>LE NOSTRE RIVISTE FINALMENTE ANCHE IN DIGITALE</title>
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      <updated>2011-07-04T15:11:55+02:00</updated>
      <published>2011-07-04T15:11:55+02:00</published>
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          &lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/01/1053468572.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1664278&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/01/2718185689.jpg&quot; alt=&quot;267870_251176498231372_100000170726748_1229527_2147118_n.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Informo tutti gli interessati che dal 7 Luglio, le riviste FENIX e X TIMES saranno disponibili ANCHE in formato elettronico, al costo di €3,35. Sulla locandina info più dettagliate. Abbiamo deciso in tal senso, in quanto sussistono e permangono notevoli problemi distributivi che impediscono, oggi come oggi, di crescere aziendalmente parlando. Gli esperti dicono che questo sia il futuro. I PDF sono in elevata definizione e possono essere letti facilmente. Per chi disponesse di una buona stampante laser, c'è anche la possibilità di stamparsele&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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      <title>COME COSTRUIRE UN UNIVERSO CHE NON CADA A PEZZI DOPO DUE GIORNI (testo integrale, 1978, 1985)</title>
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      <updated>2011-07-03T20:33:49+02:00</updated>
      <published>2011-07-03T20:27:00+02:00</published>
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          &lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/01/3203870314.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1663692&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/01/938396940.jpg&quot; alt=&quot;Philip Dick.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;di Philip Dick&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;Intanto, prima di cominciare ad annoiarvi con le solite cose che gli scrittori di fantascienza dicono nei loro discorsi, lasciate che io vi porga i formali saluti di Disneyland. Mi considero un ambasciatore di Disneyland, perché abito a poche miglia di distanza e, come se non fosse abbastanza, ho avuto l'onore di esservi intervistato da Paris Tv. Dopo quell'intervista mi sono ammalato, e sono rima sto confinato a letto per diverse settimane. Credo sia dipeso dalle tazze da tè vorticanti. Elizabeth Antebi, la produttrice del programma, aveva voluto che salissi su una di quelle tazze da tè gigantesche e, turbinando in giro, discutessi dell'avvento del fascismo con Norman Spinrad... un mio vecchio amico che produce ottima fantascienza. Abbiamo discusso anche del Watergate, ma questa volta sul ponte della nave pirata di Capitan Uncino. Una quantità di bambini con il cappello di Topolino - quei copricapo neri con le grosse orecchie - continuava a correre in torno e a urtarci, con le cineprese che traballavano e Elizabeth che ci poneva domande a sorpresa. Norman e io, troppo occupati a districarci tra i bambini, abbiamo detto stupidaggini straordinarie, quel giorno. Oggi, invece, mi assumo tutta la responsabilità di quello che dico, dato che nessuno di voi ha in testa il cappello di Topolino e tenta di salirmi in groppa convinto che io faccia parte dell'allestimento di una nave pirata. Gli scrittori di fantascienza [science fiction], mi dispiace dirlo, non sanno un bel niente. Non possiamo parlare di scienza, perché le nostre conoscenze sono limitate e informali, e di solito la nostra fiction è terribile. Sino a pochi anni fa, nessun college o istituto universitario si sarebbe mai sognato di invitarci a tenere discorsi. Eravamo misericordiosamente confinati in spaventose riviste pulp e non impressionavamo nessuno. A quei tempi, gli amici mi domandavano: &quot;&lt;em&gt;Ma non stai scrivendo niente di serio?&lt;/em&gt;&quot;, intendendo dire: &quot;Non stai scrivendo qualcos'altro, oltre alla fantascienza?&quot;. Bramavamo di essere accettati, anelavamo a essere notati. Poi, all'improvviso, il mondo accademico si è accorto di noi, hanno cominciato a invitarci a tenere discorsi e a partecipare a convegni, e noi ci siamo immediatamente resi ridicoli. Il problema è semplice: ccosa sa lo scrittore di fantascienza? Su quale argomento è competente? Mi viene in mente il titolo di un giornale californiano che ho letto poco prima di prendere l'aereo per venire qui. Scienziati affermano che ai topi non può essere dato un aspetto umano. Era un progetto finanziato dal governo federale, credo. Pensate: al mondo c'è qualcuno che può essere considerato un'autorità sulla questione se i topi possano o meno indossare scarpe bicolori, derby, camicia, bretelle e pantaloni di Dacron e sembrare, in tal modo, umani. Ebbene, vi parlerò dei miei interessi, di ciò che io considero importante. Non posso spacciarmi per un'autorità in nessun campo, ma posso dire in tutta sincerità che alcune materie mi affascinano moltissimo, e passo tutto il mio tempo a scriverne. Le due questioni che più mi affascinano sono: &quot;Che cos'è la realtà?&quot; e &quot;Che cosa caratterizza l'autentico essere umano?&quot;. Sono ormai più di ventisette anni che pubblico racconti e romanzi, e non ho mai smesso di indagare su tali questioni, profondamente legate tra loro. Le considero estremamente importanti. Che cosa siamo? Che cos'è ciò che ci circonda, ciò che chiamiamo non-io, mondo empirico o fenomenico? Nel 1951, quando ho venduto il mio primo racconto [Roog], non avevo idea che si potessero affrontare simili argomenti nel campo della fantascienza. Ho cominciato a farlo inconsapevolmente. Il mio primo racconto aveva per protagonista un cane, il quale credeva che i netturbini che arrivavano ogni venerdì mattina rubassero del cibo prezioso che i suoi padroni avevano previdentemente immagazzinato in un sicuro bidone di metallo. Ogni giorno i membri della famiglia portavano fuori sacchetti di carta pieni di buon cibo stagionato, li stipavano nel bidone di metallo e richiudevano con cura il coperchio. Quando il bidone era pieno arrivavano quelle orribili creature e rubavano tutto tranne il contenitore. Alla fine del racconto, il cane comincia a immaginare che un giorno i netturbini avrebbero mangiato anche i suoi padroni, oltre a rubare il loro cibo. Naturalmente, quanto a questo, il cane si sbaglia. Tutti sappiamo che i netturbini non mangiano le persone. Ma la deduzione del cane, in un certo senso, è logica, sulla base degli elementi a sua disposizione. Il cane del racconto è ispirato a un cane reale che osservavo spesso, cercando di entrare nella sua testa e di immaginare quale fosse il suo modo di vedere il mondo. Di certo, mi dicevo, vede il mondo in modo molto diverso dal mio, o da quello di noi umani in generale. E allora ho cominciato a pensare che forse ogni essere umano vive in un mondo assolutamente unico, tutto suo, un mondo diverso da quelli abitati ed esperiti da ogni altro. E sono così giunto a domandarmi: se la realtà è diversa per ciascuna persona, è possibile parla re di una realtà singolare o dovremmo forse parlare invece di una pluralità di realtà? E se vi è una pluralità di realtà, ve ne sono di più vere (o reali) di altre? E che dire del mondo di uno schizofrenico? Forse non è meno reale del nostro. Forse è impossibile affermare che noi siamo in contatto con la realtà e lui no, e dovremmo semplicemente dire che la sua realtà è talmente diversa dalla nostra che lui non è in grado di spiegarcela, così come noi non riuscia mo a spiegargli la nostra. Il problema, allora - se i mondi soggettivi vengono esperiti in modo troppo diverso - è che si verifica un crollo della comunicazione... nel qual caso si ha davvero una malattia. Tempo fa ho scritto un racconto (Electric Ant, 1969) [Le formiche elettrìche] su un uomo che era stato ferito e portato all'ospedale. Una volta cominciata l'operazione chirurgica, si scopre che non è un uomo, bensì un androide, e che lui non lo sa. Bisogna dargli la notizia. Quasi immediatamente, il signor Garson Poole scopre che la sua realtà è data da un nastro perforato che gli scorre da una bobina all'altra nel petto. Affascinato da questa scoperta, comincia a riempire alcuni dei fori e a praticarne di nuovi. All'improvviso, il suo mondo cambia. A un cerio punto, mentre sta facendo un foro nel nastro, nella stanza compaiono delle anatre. Alla fine recide il nastro, e il mondo scompare. Ma non solo per lui, bensì anche per tutti gli altri personaggi del racconto... il che non ha senso, se ci riflettete. A meno che gli altri personaggi non siano invenzioni della sua fantasia a nastro perforato. E in effetti credo che la spiegazione sia proprio questa. Scrivendo romanzi e racconti in cui si poneva la domanda &quot;Che cos'è la realtà?&quot;, avevo sempre nutrito la speranza di trovare, un giorno, una risposta. Credo che fosse anche la speranza di molti lettori. Gli anni passavano. Avevo ormai scritto più di trenta romanzi e cento racconti, e ancora non ero riuscito a capire che cosa fosse reale. Un giorno una studentessa di college canadese mi ha chiesto una definizione della realtà, che le serviva per un saggio che stava scrivendo per il corso di filosofia. Voleva una risposta sintetica, in una sola frase. Ci ho riflettuto e le ho detto: &quot;La realtà è quella cosa che, anche se si smette di credervi, non scompare&quot;. È il massimo che mi sia sentito di affermare. Questo episodio risale al 1972. Da allora, non sono riuscito a trovare una migliore definizio ne della realtà. Ma il problema è concreto, non solo un giochetto da intellettuali, perché viviamo in una società in cui mezzi di comunicazione, grandi corporation, gruppi religiosi e politici producono realtà artificiali a getto continuo, ed esistono dispositivi elettronici atti a instillare questi pseudomondi nella mente di chi legge, osserva o ascolta. A volte, quando vedo mia figlia undicenne che guarda la televisione, mi domando che cosa le stiano insegnando. Si consideri il pericolo del malinteso. Un programma televisivo prodotto per gli adulti viene visto da un bambino piccolo. Probabilmente, metà di quanto si dice e accade nel programma viene da lui malinteso. Forse, anzi, il malinteso è totale. La questione è: in che misura l'informazione può essere autentica, anche nel caso in cui il bambino la comprenda correttamente? Che relazione sussiste tra una qualsiasi sit-com televisiva e la realtà? E che dire dei tele film polizieschi? Auto che escono continuamente di strada, vanno a sbattere e prendono fuoco. La polizia è sempre buona e vince sempre. E quest'ultimo punto va tenuto ben presente: la polizia vince sempre. Che lezione edificante! Non bisogna mai combattere l'autorità, e se anche lo si fa, si è destinati alla sconfitta. Il messaggio implicito è: siate passivi. E... collaborate. Se Baretta viene a chiedervi informazioni, dategliele, perché Baretta è una brava persona di cui ci si può fidare. Lui vi vuole bene, e voi dovreste ricambiarlo. Così, nei miei scritti, non smetto di domandare che cosa è reale. Perché siamo incessantemente bombardati da pseudorealtà prodotte da gente estremamente sofisticata che adopera dispositivi elettronici altrettanto sofisticati. Non diffido dei loro moventi. Diffido del loro potere. Ne hanno moltissimo. Si tratta dello stupefacente potere di creare universi, universi della mente. Dovevo immaginarlo. Io faccio la stessa cosa. Creare universi in cui ambientare romanzi sempre nuovi è il mio lavoro. E devo costruirli in modo tale che non cadano a pezzi dopo due giorni. Perlomeno, questa è la speranza dei miei editori. Comunque, voglio svelarvi un segreto: a me piace costruire universi che cadono a pezzi. Mi piace osservarne lo scollamento, e vedere come i personaggi dei romanzi affrontano il problema. Ho una segreta attrazione per il caos. Dovrebbe essercene di più. Non crediate - e dico sul serio - che l'ordine e la stabilità siano sempre un fatto positivo, in una società o in un universo. Il vecchio, ciò che è ormai fossilizzato, deve fare largo alla nuova vita e alla nascita di nuove cose. E prima che queste possano nascere, devono morire quelle vecchie. Questa intuizione ha un che di rischioso, perché implica che alla fine dovremo separarci da ciò cui siamo più affezionati. E questo fa male. Ma fa parte della sceneggiatura della vita. A meno che noi non si riesca ad adattarci psicologicamente al mutamento, siamo destinati a morire, interiormente. Intendo dire che gli oggetti, i costumi, le abitudini e gli stili di vita devono perire perché l'essere umano autentico possa vivere. Ed è quest'essere umano autentico ciò che ha davvero importanza, quest'organismo elastico in grado di respingere, assorbire e gestire il nuovo. Naturalmente, mi esprimo in questi termini perché abito vicino a Disneyland, in cui vengono continuamente aggiunti nuovi divertimenti e distrutti quelli vecchi. Disneyland è un organismo in evoluzione. Per anni c'è stato il simulacro di Lincoln, ma alla fine ha cominciato a logorarsi, ed è stato così ritirato, sia pure con un certo rimpianto. Il simulacro, come anche il Lincoln in carne e ossa, non era che una forma provvisoria assunta e poi abbandonata dalla materia e dall'energia. Lo stesso vale per noi, che ci piaccia o no. Parmenide, filosofo presocratico greco, insegnava che le uniche cose reali sono quelle che non cambiano mai... mentre Eraclito insegnava che tutto cambia. Se si combinano queste due concezioni, ne risulta che nulla è reale. Proseguendo in questo ragionamento, si può però compiere un ulteriore affascinante passo: secondo la sua stessa dottrina, Parmenide non avrebbe mai potuto esistere, dato che è invecchiato, morto e scomparso. Dunque, forse, aveva ragione Eraclito; non dobbiamo dimenticarcene. Se Eraclito era nel giusto, allora Parmenide è esistito, e dunque, secondo la concezione di Eraclito, forse Parmenide aveva ragione, perché questi soddisfaceva le condizioni, i criteri in base a cui Eraclito giudicava reali le cose. Dico questo solo per mostrare come, non appena si prenda a domandarsi che cos'è reale, si cominci a dire cose senza senso. Ai tempi di Zenone di Elea, si era consapevoli di questo. Zenone dimostrò che il movimento è impossibile (a dire il vero, lui credeva di averlo dimostrato; in realtà, gli mancava semplicemente quella che tecnicamente viene detta &quot;teoria dei limiti&quot;). David Hume, il più grande scettico di tutti i tempi, sottolineò una volta come dopo un convegno di scettici, incontratisi per riaffermare il valore di verità dello scetticismo come filosofia, i partecipanti se ne vadano comunque dalla porta, e non dalla finestra. Credo di capire cosa intendesse Hume. Sono solo parole. I solenni filosofi non credevano sul serio a quel che andavano dicendo. Per me, però, la definizione di che cosa sia reale è una questione molto seria; anzi, fondamentale. E questo interrogativo implica l'altro, relativo alla definizione dell'essere umano autentico. Sì, perché la pioggia di pseudorealtà comincia molto rapidamente a produrre esseri umani inautentici, spurii, falsi quanto i dati da cui ven gono assediati su ogni lato. Ma le due questioni sono in realtà una sola, e qui si ricongiungono. Realtà false genereranno esseri umani falsi. Oppure falsi esseri umani produrranno false realtà e le venderanno ad altri esseri umani, trasformandoli, infine, in contraffazioni di se stessi. Alla fine, ci ritroviamo con falsi esseri umani che inventano false realtà per spacciarle ad altri falsi esseri umani. È come una specie di Disneyland, ma più in grande. C'è la nave dei pirati, il simulacro di Lincoln e la &quot;giostra selvaggia di mister Toad&quot;; si può avere tutto, ma non c'è niente di vero. Nei miei scritti mi sono così tanto occupato dei falsi, da giungere a formulare il concetto di falso falso. Per esempio, a Disneyland ci sono falsi uccelli, mossi da motori elettrici, che gracchiano e strillano quando si passa loro davanti. Poniamo di intrufolarci di notte ne l parco e di sostituire gli uccelli falsi con volatili veri. Immaginate l'orrore provato dagli addetti di Disneyland nello scoprire questa crudele burla. Uccelli veri! E magari, un giorno, anche gli ippopotami e i leoni. Sgomento. Il parco che, per l'abile mano di oscure forze, da irreale diviene reale. Provate a immaginare, ad esempio, se il [plastico del] Matterhorn si trasformasse in un'autentica montagna coperta di neve. Che cosa succederebbe se quel luogo, per un miracolo della potenza e della saggezza di Dio, fosse trasformato in un attimo, in un batter d'occhio, in qualcosa di incorruttibile? Si troverebbero costretti a chiu derlo. Nel Ttmeo di Platone, Dio non crea l'universo, come in vece fa il Dio dei cristiani: si limita a scoprirlo. Questo si trova in uno stato di caos totale, e Dio si mette all'opera per trasformare il caos in ordine. L'idea mi alletta, e io l'ho adattata in modo che rispondesse alle mie esigenze intellettuali: e se il nostro mondo, all'inizio, non fosse stato del tutto reale, bensì una specie di illusione - come in segna la religione induista - e Dio, per amor nostro, l'avesse lentamente trasformato, lentamente e segretamente, in qualcosa di reale? Non potremmo renderci conto di questa trasformazione, poiché non eravamo consapevoli dell'illusorietà del nostro mondo precedente. Questa, in senso tecnico, è un'idea gnostica. Lo gnosticismo è una dottrina che ha attratto ebrei, cristiani e pagani per diversi secoli. Si è detto che io sarei un sostenitore di posizioni gnostiche. Credo che sia vero. Un tempo sarei stato bruciato. Ma alcune idee gnostiche mi affascinano. Un giorno, mentre consultavo l'Encyclopaedia Britannica alla voce &quot;Gnosticismo&quot;, mi sono imbattuto nella citazione di un codice gnostico intitolat:&amp;nbsp; Dio irreale e gli aspetti del suo universo inesistente. Non ho potuto fare a meno di scoppiare a ridere. Chi mai scriverebbe di cose che si sa perfettamente che non esistono? E com'è possibile che una cosa inesistente possa avere degli &quot;aspetti&quot;? Poi, però, mi sono reso conto che per venticinque anni non avevo scritto che di questo. Credo vi siano molti punti di vista in base a cui scrivere di un oggetto inesistente. Un mio amico ha pubblicato un libro intitolato Serpenti delle Hawaii. Delle biblioteche gli hanno scritto per ordinarne delle copie. Ebbene, alle Hawaii non ci sono serpenti. Le pagine di quel libro sono tutte completamente bianche. Naturalmente, nel campo della science fiction nessuno pretende che i mondi descritti siano reali. Per questo si parla di fiction. Al lettore viene preventivamente detto di non credere a quello che sta per leggere. Allo stesso modo, i visitatori di Disneyland sanno benissimo che mister Toad non esiste e che i pirati sono animati da motori e servomeccanismi, relè e circuiti elettronici. Dunque, non vi è alcun inganno. Eppure, la cosa strana è che, in un senso estremamente concreto, molto di quanto viene definito &quot;science fiction&quot; è vero. Magari non in senso strettamente letterale. Non siamo davvero entrati in contatto con creature provenienti da un altro sistema solare, come in &lt;em&gt;Incontri ravvicinati del terzo tipo&lt;/em&gt;. I produttori di questo film non avevano assolutamente intenzione di convincerci del contrario. O sì, invece? E, se effettivamente intendevano affermare questo, hanno ragione? Questo è il punto: non se l'autore o il produttore ci credono, bensì se quel che dicono è vero. Perché, come per accidente, mentre sono alla ricerca di una buona storia, un autore di fantascienza, un produttore o uno sceneggiatore potrebbero anche imbattersi nella verità... e accorgersene solo in un secondo tempo. Lo strumento essenziale per la manipolazione della realtà è la manipolazione delle parole. Se siete in grado di controllare il significato delle parole, sarete in grado di controlla re le persone che devono utilizzarle. George Orwell ha chiarito questo punto nel suo romanzo 1984. Ma un altro modo di controllare le menti delle persone è quello di controllare le loro percezioni. Se riuscite a far loro vedere il mondo nel modo in cui lo vedete voi, allora penseranno come voi. La comprensione fa seguito alla percezione. Come fare per indurii a vedere la realtà che voi vedete? Dopo tutto, si tratta di una realtà tra le tante. Le immagini ne sono l'elemento costitutivo: le figure. Ecco perché la capacità della Tv di influenzare la mentalità dei giovani è così spaventosamente vasta. Le parole e le figure vi appaiono sincronizzate, e si presenta la possibilità concreta di un controllo totale dello spettatore, specialmente se giovane. La visione televisiva è una specie di apprendimento in stato di sonno. L'elettroencefalogramma di una persona che guarda la Tv mostra che dopo mezz'ora il cervello si comporta come se nulla stesse accadendo: precipita in uno stato di torpore ipnotico ed emette onde alfa. Ciò succede in coincidenza con un movimento oculare ridotto. Inoltre, gran parte dell'informazione si presenta in forma grafica e raggiunge, pertanto, l'emisfero destro del cervello, invece di essere elaborata dal sinistro, dove è situata la personalità conscia. Recenti esperimenti indicano che buona parte di ciò che vedia mo scorrere sullo schermo del televisore viene percepito a livello subliminale. È una nostra illusione quella di ve dere realmente le immagini trasmesse. Il grosso dei messaggi elude la nostra attenzione: dopo aver guardato la Tv per alcune ore, non sappiamo esattamente che cosa abbiamo visto. I nostri ricordi sono confusi, come capita per i sogni: le lacune vengono colmate solo retrospettivamente. E falsificate. Abbiamo inconsapevolmente partecipato alla creazione di una realtà spuria, e poi ce la sia mo educatamente bevuta. Abbiamo contribuito alla nostra stessa rovina. Inoltre -lo dico da romanziere professionista - i produttori, gli sceneggiatori e i registi che creano questi mondi audio-video non sanno quanto di vero vi si trovi. In altre parole, sono come noi vittime della loro creazio ne. Per quanto mi riguarda, non so quanto di vero ci sia nei miei scritti, o quali parti di essi siano vere (ammesso che ve ne siano). Questa è una situazione potenzialmente esiziale. La finzione imita la realtà e la realtà imita la finzione. Siamo in presenza di una pericolosa sovrapposi-zione o commistione. Con tutta probabilità, non è una cosa deliberata, e ciò, anzi, è parte del problema. È impossibile far sì che per legge un autore etichetti correttamente il proprio prodotto, come fosse una lattina di conserva con gli ingredienti elencati sull'etichetta... Non lo si può costringere a dichiarare ciò che vi è di vero e di falso, se lui stesso ne è all'oscuro. Scrivere qualcosa in un romanzo, convinti che si tratti di pura finzione, e scoprire, magari dopo anni, che invece è tutto vero, è un'esperienza inquietante. Vorrei farvi un esempio. Si tratta di una cosa che non capisco. Magari voi sapete darmi una spiegazione. Io finora non ci sono riuscito. Nel 1970 ho scritto un romanzo intitolato &lt;em&gt;Flow My Tears, the Policeman Said&lt;/em&gt;. Uno dei personaggi è una ragazza di diciannove anni, Kathy, che ha un marito, Jack. Apparentemente, Kathy lavora per il racket, ma a una lettura più approfondita si scopre che in realtà lavora per la polizia. Ha una relazione con un ispettore di polizia. Il personaggio è puramente immaginario. O, almeno, così credevo. Comunque, nel giorno di Natale del 1970 - cioè appena dopo aver terminato il romanzo - ho conosciuto una ragazza che si chiamava Kathy. Aveva diciannove anni. Il suo fidanzato si chiamava Jack. Ho ben presto scoperto che Kathy era una spacciatrice di droga. Ho perso dei mesi nel tentativo di convincerla a smettere di spacciare: continuavo a ripeterle che rischiava di farsi beccare. Poi, una sera, mentre stavamo entrando in un ristorante, Kathy si è bloccata e ha detto: &quot;Non posso entrare&quot;. Seduto nel ristorante c'era un'ispettore di polizia che conoscevo. &quot;Devo dirti la verità&quot; ha aggiunto Kathy. &quot;Ho una relazione con lui.&quot; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;Certo, può trattarsi solo di strane coincidenze. Forse sono fenomeni di precognizione. Ma il mistero si fa ancora più fitto: l'ulteriore sviluppo mi ha lasciato totalmente interdetto. Per quattro anni. Nel 1974 il romanzo è stato pubblicato dalla Double day. Un giorno, mentre parlavo con un sacerdote della mia confessione - appartengo alla chiesa episcopale [chie sa protestante anglicana degli Stati Uniti d'America, costituita come federazione di vescovi] - mi è capitato di raccontargli un'importante scena, situata quasi alla fine del romanzo, in cui un personaggio, Felix Buckman, a una pompa di benzina notturna incontra un uomo dalla pelle nera a lui sconosciuto e si mette a conversare. Quanto più scendevo nei dettagli, tanto più il sacerdote mi pareva agitato. Alla fine disse: &quot;È una scena descritta negli Atti degli Apostoli, nella Bibbia! Negli Atti, la persona che incontra l'uomo dalla pelle nera si chiama Filippo, come te&quot;. Padre Rasch era così turbato dalle analogie tra le due scene, da non riuscire a trovare il passo nella sua Bibbia. &quot;Leggi gli Atti,&quot; mi ha consigliato, &quot;e ti accorgerai che ho ragione. C'è una scena identica in ogni più piccolo dettaglio.&quot; Sono tornato a casa e ho letto gli Atti degli Apostoli. Ebbene, padre Rasch aveva ragione: la scena del mio romanzo era evidentemente un riadattamento della scena descritta negli Atti [Atti degli Apostoli 8,27-39, N.d.T.]. Solo che io, lo dico onestamente, gli Atti non li avevo mai letti. Ma ancora una volta la mia perplessità era destinata a crescere ulteriormente. Negli Atti, il governatore romano che arresta e interroga san Paolo si chiama Felix [Felice], come il mio personaggio. E Felix Buckman è un alto ufficiale di polizia; anzi, nel romanzo assolve la stessa funzione svolta da Felice negli Atti: è l'autorità suprema. Nel romanzo c'è un dialogo che assomiglia moltissimo a quello che si svolge tra Felice e Paolo. A quel punto, ho deciso di mettermi in cerca di altre eventuali analogie. Il protagonista del mio romanzo si chiama Jason. Mi sono procurato un indice della Bibbia e ho controllato che non ci fosse, magari, un riferimento a qualche Jason. Non me ne ricordavo nessuno. Ebbene, vi è un solo Giasone menzionato nella Bibbia, negli Atti de gli Apostoli [17,5-9, N.d.T.]. Come per tormentarmi con ulteriori coincidenze, nel mio romanzo Jason sfugge alle autorità e si rifugia in casa di una persona; negli Atti un certo Giasone offre un nascondiglio in casa propria a una persona che tenta di sottrarsi alla legge [in realtà, negli Atti, le persone sono due: Paolo e un certo Sila, N.d.T.] -la situazione inversa rispetto a quella del mio romanzo, come se lo Spirito misterioso responsabile di tutto ciò volesse divertirsi. Felice, Giasone e l'incontro con lo sconosciuto dalla pelle nera. Negli Atti, Filippo battezza lo sconosciuto, il quale prosegue poi pieno di gioia il suo cammino. Nel mio romanzo, Felix Buckman si rivolge allo sconosciuto per riceverne un sostegno affettivo, perché la sorella di Felix è appena morta e lui è nel pieno di una crisi psicologica. Il nero risolleva il morale di Buckman, il quale, pur non proseguendo pieno di gioia il proprio cammino, almeno smette di piangere. Stava volando verso casa, in lacrime per la morte della sorella, e aveva bisogno di conforto, da parte di chicchessia, foss'anche un perfetto sconosciuto. Un incontro tra due estranei sulla strada cambia la vita di uno dei due, nel romanzo come negli Atti. E c'è un'ultima arguzia nell'intervento dello Spirito: Felix è una parola latina che sta per happy, felice. Solo che quando ho scritto il romanzo non lo sapevo. Un attento esame del mio romanzo rivela come, per ragioni a me totalmente oscure, io sia riuscito a ripresentare alcuni tra i principali episodi di un particolare libro della Bibbia, addirittura con gli stessi nomi. Che cosa vuol dire? L'ho scoperto quattro anni fa. Per quattro anni ho tentato di formarmi un'idea in proposito, inutilmente. Dubito che ci riuscirò mai. Ma i misteri non erano finiti, come avevo immaginato. Due mesi fa, a tarda notte, stavo andando a imbucare una lettera e mi godevo la vista della St. Joseph's Church, che si trova di fronte al condominio in cui abito. Ho notato un uomo che si aggirava circospetto nei pressi di una macchina parcheggiata. Sembrava intenzionato a rubare l'auto, o magari qualcosa che si trovava al suo interno. Di ritorno dalla buca delle lettere, mi sono avvicinato e gli ho domandato: &quot;C'è qualcosa che non va?&quot;. &quot;Ho finito la benzina&quot; ha risposto l'uomo. &quot;E sono senza soldi.&quot; Nonostante non l'avessi mai fatto prima, ho tirato fuori il portafogli, ne ho tolto tutti i soldi che c'erano e glieli ho offerti. Lui mi ha stretto la mano e ha domandato dove abitassi, in modo da potermi restituire i soldi al più presto. Rientrato in casa, mi sono reso conto che quei soldi non gli sarebbero serviti a niente, perché non c'erano pompe di benzina nei dintorni. Così, sono tornato a cercarlo, in auto. L'uomo aveva una tanica nel bagaglia io della sua automobile e, così, siamo andati insieme alla più vicina stazione di servizio notturna. Ben presto, pur essendo due estranei, ci ritrovammo lì, in piedi accanto alla pompa di benzina, con il benzinaio che ci riempiva la tanica. All'improvviso mi sono accorto che quella era la scena del mio romanzo, un romanzo scritto otto anni prima. La stazione di servizio notturna era assolutamente identica a come me l'ero immaginata scrivendo la scena del romanzo, con quelle abbaglianti luci bianche e la figura del benzinaio. Ma a quel punto ho notato una cosa cui prima non avevo fatto caso. L'uomo a cui avevo offerto il mio aiuto era nero. Siamo ritornati con la benzina alla sua auto bloccata, ci siamo stretti la mano, dopodiché me ne sono andato a casa e non l'ho mai più rivisto. Non ha potuto restituirmi i soldi, perché non gli ho detto il mio nome o in quale dei numerosissimi appartamenti di quel condominio io abitassi. Quest'esperienza mi ha davvero scosso. Avevo rivis suto in tutto e per tutto la scena di un mio romanzo. Ovvero, ho vissuto una specie di replica della scena degli Atti in cui Filippo incontra l'etiope sulla strada. Che senso ha tutto questo? La risposta che mi sono dato può benissimo non essere quella giusta, ma è l'unica di cui dispongo. Credo sia una questione che ha a che fare con il tempo. La mia teoria è la seguente: in un certo senso, il tempo non è reale. O forse è reale, ma non nel modo in cui noi ne facciamo esperienza o ce lo immaginiamo. Sono stato colto e sopraffatto (lo sono tuttora) dall'acuta certezza che tutti i mutamenti cui assistiamo siano sottesi da uno sfondo immutabile e che questo invisibile paesaggio sottostante sia quello della Bibbia - in particolare, quello del periodo immediatamente successivo alla morte di Cristo, cioè l'epoca degli Atti degli Apostoli. Parmenide sarebbe orgoglioso di me. Ho osservato un mondo in costante divenire e affermo che sotto la sua superficie sta l'eterno, l'immutabile, l'assolutamente reale. Ma com'è potuto succedere? Se il tempo reale è più o me no il 50 d.C., perché allora noi vediamo il 1978? E se davvero viviamo nella Siria dei tempi dell'Impero romano, perché vediamo gli Stati Uniti? Nel medioevo sorse una curiosa teoria, che vorrei ora riferirvi, per quello che può valere. Secondo questa teoria, il Maligno - Satana -è la &quot;Scimmia di Dio&quot;. Questi crea imitazioni illegittime del creato e poi le spaccia per la creazione autentica. Può servire questa strana teoria a spiegare la mia esperienza? Dobbiamo davvero credere di essere offuscati, ingannati? Che non siamo nel 1978, bensì nel 50 d.C.? Che Satana ha introdotto una falsa realtà per affievolire la nostra fede nel ritorno di Cristo? Posso solo immaginare la scena di uno psichiatra che mi esamina e dice: &quot;In che anno siamo?&quot;. E io rispondo: &quot;Nel 50 d.C.&quot;. Lo psichiatra spalanca gli occhi incredulo e domanda: &quot;E tu dove sei?&quot;. &quot;In Giudea.&quot; &quot;E dove cavolo si trova?&quot; domanda lo psichiatra. &quot;Fa parte dell'Impero romano&quot; replicherei io. &quot;Sai per caso chi è il presidente?&quot; domanderebbe allora lo psichiatra; e io risponderei: &quot;II governatore Felice&quot;. &quot;Ne sei sicuro?&quot; proseguirebbe lo psichiatra, facendo un cenno velato a due nerboruti psico-inservienti. &quot;Sì&quot; risponderei. &quot;A meno che Felice non sia stato deposto e sostituito dal governatore Festo. Perché, sa, san Paolo era tenuto prigioniero da Felice e...&quot; &quot;Chi ti ha detto queste cose?&quot; mi interromperebbe lo psichiatra, bruscamente, e io gli direi: &quot;Lo Spirito Santo&quot;. Al che mi metterebbero in una stanza imbottita, e io starei lì a guardare fuori, perfettamente consapevole della ragione per cui mi trovo lì. In questo scambio di battute, tutto ciò che si dice, in un certo senso, è vero, benché in un altro senso non lo sia affatto. So benissimo che siamo nel 1978, che il presidente è Jimmy Carter e che abito a Santa Ana, California, Usa. So persino quanto dista da casa mia Disneyland, luogo di cui a quanto pare non riesco a dimenticarmi. E so per certo che, ai tempi di san Paolo, Disneyland non esisteva. Così, se mi costringo alla razionalità, alla ragionevolezza e a tutte quelle belle virtù, devo ammettere che l'esistenza di Disneyland (della cui realtà io sono certo) dimostra che non ci troviamo in Giudea nel 50 d.C. L'idea di san Paolo che sobbalza in una delle tazze da tè vorticanti e scrive la Prima lettera ai Corinzi, ripreso dalle telecamere di Paris Tv, è semplicemente assurda. San Paolo non si sarebbe mai neppure avvicinato a Disneyland. Solo i bambini, i turisti e gli alti ufficiali sovietici in visita vanno a Disneyland. I santi, no. In qualche modo, però, il materiale biblico ha preso al laccio il mio inconscio e si è insinuato nel mio romanzo, e in modo altrettanto reale, per chissà quale ragione, io ho rivissuto nel 1978 una scena che ho descritto nel 1970. Voglio dire questo: vi è una prova concreta, in almeno uno dei miei romanzi, del fatto che un'altra realtà, immutabile - proprio come pensavano Parmenide e Pia tone -sottende il mondo fenomenico del divenire. E del fatto che in qualche modo, chissà come, possiamo entrarvi. O, magari, è uno Spirito misterioso che ci mette in contatto con essa, se desidera che noi abbiamo la visione di quest'altro paesaggio permanente. Il tempo passa, passano i millenni, ma nonostante noi percepiamo il nostro mondo contemporaneo, sotto di esso, nascosto, c'è il mondo antico, il mondo biblico, sempre presente e reale. Per l'eternità. Ma volete che mi rovini e vi racconti il resto di questa storia originale? Visto che sono arrivato fino a questo punto... Il mio romanzo, Flow My Tears, the Policeman Said è stato pubblicato dalla Double day nel febbraio del 1974. La settimana successiva all'uscita del libro, mi sono fatto togliere due denti del giudizio, sotto anestesia a base di sodio pentothal. Tornato a casa, ho cominciato a soffrire moltissimo. Mia moglie ha telefonato al dentista e in farmacia. Mezz'ora dopo qualcuno ha bussato alla nostra porta: era il fattorino della farmacia con le medicine del caso. Benché la ferita sanguinasse e mi dolesse, e io fossi piuttosto debole, ho sentito l'impulso di andare ad aprire di persona. Quando ho aperto mi sono ritrovato davanti una giovane donna che indossava una scintillante collana d'oro a cui era appeso un luccicante pescio lino anch'esso d'oro. Per chissà quale ragione, quel luccichio mi ipnotizzò: dimenticai il dolore, le medicine e la ragione per cui quella ragazza si trovava lì. Sono rimasto a fissare il pesciolino. &quot;Che cosa rappresenta?&quot; le ho domandato.La ragazza toccò con una mano il pesciolino luccicante e disse: &quot;È un simbolo indossato dai cristiani delle origini&quot;. Quindi, mi porse il pacchetto delle medicine. In quell'istante, mentre avevo gli occhi fissi sul luccichio del pesciolino e ascoltavo le sue parole, ho fatto improvvisamente un'esperienza che in seguito ho saputo essere nota col nome di anamnesis -un termine greco che significa, letteralmente, &quot;perdita dell'oblio&quot;. Mi sono ricordato di chi e di dove fossi. In un attimo, in un batter d'occhio, ho ricostruito tutto. E non solo nella memoria, bensì anche davanti agli occhi. Si viveva nel timore di essere scoperti dai romani. Dovevamo comunicare con segnali cifrati. Questo mi aveva appena rivelato quella ragazza. Ed era vero. Per un breve momento, per quanto ciò sia difficile da credere e da spiegare, ho visto materializzarsi i contorni tetri e penitenziari dell'odiata Roma. Ma ancor più mi sono ricordato di Gesù, che fino a poco prima era stato con noi e se n'era andato temporaneamente, per fare ben presto ritorno tra noi. Ero pervaso dalla gioia. Ci stavamo segretamente preparando al Suo ritorno. Era imminente, e i romani non lo sapevano. Pensavano fosse morto, per sempre. Era quello il nostro grande segreto, la nostra &quot;gaia scienza&quot;. Malgrado le apparenze, Cristo stava per tornare; la nostra letizia e l'aspettativa erano senza limiti. Non è strano che questo evento bizzarro, questo recupero dei ricordi perduti, si sia verificato solo una settimana dopo l'uscita di &lt;em&gt;Flow My Tears&lt;/em&gt;? E che proprio questo romanzo presenti la riproposizione di personaggi ed eventi degli Atti degli Apostoli, ambientati nel particolare periodo storico -poco dopo la morte e la resurrezione di Gesù - che io, grazie al simbolo del pesciolino dorato, ricordavo come se appartenessero a un momento recentis simo? Se foste stati al mio posto, e tutto questo fosse successo a voi, sono certo che non sareste riusciti a lasciar perdere. Avreste cominciato a cercare una teoria che potesse darne conto. Sono ormai più di quattro anni che metto alla prova un'ipotesi dopo l'altra: tempo circolare, tempo congelato, tempo atemporale -definito &quot;sacro&quot; di contro al tempo &quot;mondano&quot;... Ho perso il conto delle teorie da me prese in considerazione. Ma c'è un elemento ricorrente in esse. Dev'esserci un misterioso Spirito Santo, intimamente e chiaramente legato a Cristo, che può introdursi nelle menti umane, guidarle e informarle, ed esprimersi attraverso di esse, che ne siano consapevoli o meno. Mentre scrivevo Flow My Tears, nel 1970, è accaduto un evento insolito che, già allora, mi è parso straordina rio e assolutamente inedito per il mio normale metodo di scrittura. Una notte ho fatto un sogno particolarmente vivido. Al risveglio ho sentito l'urgenza, l'assoluta necessità, di inserire quel sogno nel mio romanzo, esattamente come l'avevo sognato. Per riuscire a descrivere il sogno correttamente, in modo che mi soddisfacesse pienamente, mi ci sono volute undici stesure della parte finale del manoscritto. Citerò ora testualmente dal romanzo, nella versione definitiva poi data alle stampe. Poi mi direte cosa vi fa venire in mente questo sogno. La campagna, bruna e disseccata dall'estate, dove aveva vissuto da bambino. Era a cavallo, e altri cavalli gli venivano lentamente incontro da sinistra. Quei cavalli erano guidati da uomini vestiti di splendide tuniche, ognuna di colore diverso. Indossavano tutti un elmo a punta che scintillava alla luce del sole. I lenti e solenni cavalieri gli passarono davanti, e mentre si allontanavano lui ne riconobbe uno: un antico volto marmoreo, un uomo terribilmente vecchio con una barba di riccioli bianchi simile a una cascata. Che naso importante. Che nobili tratti. Così stanco, così grave, così diverso e lontano dai comuni mortali. Era sicuramente un re. Felix Buckman li lasciò passare: lui non li apostrofò e loro fecero altrettanto. Insieme si diressero verso la casa da cui lui stava giungendo. Là dentro si era barricato un uomo solo, Jason Taverner, nel buio e nel silenzio, senza finestre, destinato a quella solitudine per l'eternità. Seduto, come mera esistenza, inerte. Felix Buckman proseguì oltre verso l'aperta campagna. Poi udì un grido lontano, alle sue spalle, un unico terrificante grido. Avevano ucciso Taverner, e vedendoli entrare, sentendo le loro presenze nell'ombra intorno a sé, cosciente delle loro intenzioni nei suoi confronti, Taverner aveva gridato. Dentro di sé, Felix Buckman provò una pena assolutamente straziante. Ma nel sogno non tornò sui suoi passi, né si voltò indietro. Non c'era nulla che potesse fare. Nessuno avrebbe potuto fermare quel drappello di uomini dalle tuniche colorate: impossibile dir loro di non farlo. Comunque, era tutto finito. Taverner era morto. Il brano che ho appena letto probabilmente non vi dice nulla di particolare, se non che una pattuglia di uomini di legge esegue una sentenza di morte contro un colpevole o presunto tale. Non è chiaro, infatti, se Taverner abbia realmente commesso un crimine o se sia vittima di un equivoco. Io avevo l'impressione che fosse colpevole, ma consideravo una tragedia il fatto che dovesse essere ucciso, un evento estremamente triste. Nel romanzo, a causa del sogno, Felix Buckman si mette a piangere, ed è in questa circostanza che cerca sostegno nel nero della stazione di servizio notturna. Alcuni mesi dopo l'uscita del romanzo, ho trovato il libro della Bibbia a cui quel sogno si riferisce. Si tratta di Daniele 7:9: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;Io continuavo a guardare / quand'ecco che] furono collocati i troni / e un vegliardo si assise. / La sua veste era candida come la neve / e i capelli del suo capo erano candidi come la lana; / il suo trono era come vampe di fuoco / con le ruote come fuoco ardente. / Un fiume di fuoco scendeva dinanzi a lui, / mille migliaia lo servivano / e diecimila miriadi lo assistevano. / La corte sedette e i libri furono aperti. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;Il vecchio dai capelli bianchi compare anche nell'Apocalisse di Giovanni 1,13-15: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;[e in mezzo ai candelabri] c'era uno simile a figlio d'uomo, con un abito lungo fino ai piedi e cinto al petto con una fascia d'oro. I capelli della testa erano candidi, simili a lana candida, come neve. Aveva gli occhi fiammeggianti come fuoco, i piedi avevano aspetto del bronzo splendente purificato nel crogiuolo. La sua voce era simile al fragore di grandi acque. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;E ancora, in 1,17-19: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la destra, mi disse: Non temere! Io sono il Primo e l'Ultimo il Vivente. Io ero morto, ma ora vivo per sempre e ho potere sopra la morte e sopra gli inferi. Scrivi dunque le cose che hai visto, quelle che sono e quelle che accadranno dopo. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;E come Giovanni di Patmo, ho fedelmente trascritto ciò che ho visto e l'ho messo nel mio romanzo. E così fu, anche se al tempo non sapevo a chi si riferisse quella descrizione: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;[...] lui ne riconobbe uno: un antico volto marmoreo, un uomo terribilmente vecchio con una barba di riccioli bianchi simile a una cascata. Che naso importante. Che nobili tratti. Così stanco, così grave, così diverso e lontano dai comuni mortali. Era sicuramente un re. E, in effetti, di un re si trattava. Di Gesù Cristo in persona, ritornato per il giudizio. E questa è anche la sua funzione nel mio romanzo: egli giudica l'uomo barricato nell'oscurità. L'uomo nascosto nel buio dev'essere ilSignore del Male, il Principe delle Tenebre. Chiamatelo come volete, ma la sua ora è giunta. È stato giudicato e condannato. Felix Buckman può anche piangere per la tristezza di questo evento, ma sa che quel verdetto non ammette appello. E dunque prosegue il cammino, senza voltarsi a guardare, udendo soltanto il grido di paura e della sconfitta: l'urlo del male spacciato. Così, il mio romanzo contiene anche materiale derivante da altre parti della Bibbia, oltre che dagli Atti degli Apostoli. Una volta decodificato, racconta una storia molto diversa da quella apparente (nella quale non serve addentrarsi). La vera vicenda si riassume in questo: il ritor no di Cristo, nelle vesti del re, invece che in quelle del servitore sofferente. Giudice, invece che vittima di un giudizio ingiusto. Tutto appare capovolto. Il messaggio fondamentale del mio romanzo, senza che io lo sapessi, consisteva in un avvertimento ai potenti: sarete presto giudicati e condannati. A chi mi riferivo, in particolare? Be', davvero non saprei; o, meglio, preferirei non parlarne. Non ho certezze, bensì soltanto un'intuizione che come base argomentativa non è sufficiente; dunque, la terrò per me. Ma potreste domandarvi quali siano gli eventi politici verificatisi nel nostro paese tra il febbraio e l'agosto del 1974. Domandatevi chi sia stato giudic ato e condannato, e sia precipitato in rovina e in disgrazia, come una stella infuocata. L'uomo più potente del mondo. E provo per lui la pena che ho provato per l'uomo del sogno. &quot;Pover'uomo&quot; dissi una volta, parlando con mia moglie. &quot;Rinchiuso nell'oscurità, da solo, a suonare il piano tutta la notte; solo e spaventato, consapevole di quel che lo aspetta.&quot; Per carità, perdoniamolo, ora. Ma la pena inflitta a lui e ai suoi uomini -&quot;tutti gli uomini del presidente&quot; - è stata giusta. Ora, è tutto finito, e noi dovrem mo lasciarlo tornare alla luce del giorno. Nessuna creatura, nessuno dovrebbe essere rinchiuso al buio per sempre, nel terrore. Non è umano. Mentre la Corte Suprema deliberava che le registrazioni di Nixon dovessero essere sottoposte a una speciale indagine, io stavo mangiando in un ristorante cinese a Yorba Linda, la cittadina californiana in cui Nixon era andato a scuola, era cresciuto e aveva lavorato, nel negozio di un droghiere, e dove c'è un parco a lui intitolato, oltre, ovviamente, alla sua casa rivestita di semplici assicelle. In un biscottino della fortuna ho trovato il seguente messaggio: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;GLI ATTI COMPIUTI IN SEGRETO C'È UN MODO PER SCOPRIRLI &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;Ho spedito quel bigliettino alla Casa Bianca, riferendo che il ristorante cinese in cui l'avevo trovato era situato a poco più di un chilometro dalla casa natale di Nixon. E ho aggiunto: &quot;Ci dev'essere un errore: per caso mi è stato svelato il destino di Nixon. Non è che per caso a lui hanno svelato il mio?&quot;. Ma dalla Casa Bianca non ho ricevuto risposta. Dunque, come ho detto prima, a un autore di una presunta opera di finzione può capitare di svelare una verità senza saperlo. Per citare Senofane, altro filosofo presocratico: &quot;Se anche un uomo volesse tentare di dire la più completa verità, non ne sarebbe comunque capace: tutte le cose sono avvolte dalle apparenze&quot; [il corsivo è di Dick] (frammento 34). E Eraclito ha aggiunto: &quot;La natura delle cose sta nella consuetudine a nascondersi&quot; (frammento 123). W.S. Gilbert, di Gilbert e Sullivan, preferisce la for mulazione seguente: &quot;Le cose raramente sono come sembrano: il latte scremato si maschera da panna&quot;. Il succo è che non possiamo fidarci dei nostri sensi e, probabilmente, neppure del nostro ragionamento a priori. Quanto ai nostri sensi, comprendo benissimo quelle persone, cie che dalla nascita, a cui sia improvvisamente restituita la vista, le quali si stupiscono che gli oggetti appaiano tanto più piccoli quanto più ci si allontana da essi. Da un punto di vista puramente logico, non c'è ragione che giustifichi il fenomeno. Noi, però, abbiamo finito per accettarlo, perché ci siamo abituati. Vediamo gli oggetti rimpicciolire, pur sapendo che in realtà conservano una dimensione costante. Dunque, anche la persona più pragmatica ricorre, in una certa misura, a una sofisticata taratura di quanto gli occhi e le orecchie gli sottopongono. Ben poco è sopravvissuto dell'opera di Eraclito, e quel poco risulta per giunta oscuro, ma il frammento 54 è trasparente e importantissimo: &quot;La struttura latente governa la struttura evidente&quot;. Significa che Eraclito era convinto della presenza di un velo al di sopra del vero orizzonte. Egli ha forse addirittura intuito che il tempo non è quello che appare, perché nel frammento 52 afferma: &quot;Il tempo è come un bambino che gioca a dama; di un bambino è il regno&quot;. Questo, effettivamente, è piuttosto criptico. Ma nel frammento 18 si afferma: &quot;Se non ce lo si aspetta, non si scoprirà mai l'inaspettato: non dev'essere scoperto, non c'è via che conduca a esso&quot;. Edward Hussey, nella sua erudita opera sui presocratici, scrive: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;Poiché Eraclito insiste così tanto sulla mancanza di comprensione caratteristica della maggior parte degli uomini, l'unica cosa ragionevole, per lui, sembrerebbe quella di fornire ulterio ri elementi per giungere alla verità. Il parlare per enigmi indica la necessità di una qualche rivelazione, al di là del controllo umano. [...] La vera saggezza, come si è visto, è intimamente legata a Dio, e ciò farebbe supporre che, procedendo lungo la via della saggezza, l'uomo divenga simile a Dio, o una Sua parte. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;Questa citazione non è tratta da un libro sacro o di teologia: è l'analisi su uno dei primi filosofi compiuta da un docente di Filosofia antica dell'università di Oxford. Hussey spiega come, per questi antichi filosofi, religione e filosofia non fossero distinte. Il primo grande salto di qualità nella teologia greca è opera di Senofane di Colofone, nato intorno alla metà del sesto secolo a.C. Senofane, senza ricorrere ad altra autorità che non sia quella del suo intelletto, dice: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;C'è un solo Dio, che non somiglia agli uomini né per il corpo, né per il pensiero. Egli tutto intiero vede, tutto intiero pensa, tutto intiero sente. Resta sempre immobile nello stesso luogo: non gli si addice di muoversi ora da una parte, ora dall'altra. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;Questa è una concezione di Dio molto avanzata e assolutamente senza precedenti tra i pensatori greci. &quot;Gli argomenti di Parmenide sembravano mostrare che tutta la realtà dev'essere in effetti un intelletto,&quot; scrive Hussey, &quot;o un oggetto di pensiero in un intelletto.&quot; A proposito di Eraclito, in particolare, dice: &quot;In Eraclito è difficile dire quanto siano distinti, nell'intelletto di Dio, i Suoi disegni dalla loro esecuzione nel mondo; o, addirittura, fino a che punto l'intelletto di Dio possa essere distinto dal mondo&quot;. Il passo ulteriore, compiuto da Anassagora, mi ha sempre molto affascinato. &quot;Anassagora era giunto a una teoria della microstruttura della materia che la rendeva, in una certa misura, impenetrabile da parte della ragione umana.&quot; Anassagora riteneva che ogni cosa fosse determinata dall'intelletto. Non si tratta affatto di pensie ri infantili o primitivi. Questi filosofi affrontavano que stioni serissime e studiavano con estrema cura le rispettive teorie. Fu solo con Aristotele che le loro diverse concezioni furono ridotte a qualcosa che noi, erroneamente, definiamo con l'aggettivo di &quot;immaturo&quot;. Gran parte della teologia e della filosofia presocratiche può essere riassunta come segue: il kosmos non è come appare; al livello più profondo, è probabilmente identico all'essere umano. Che lo si chiami &quot;intelletto&quot; o &quot;anima&quot;, è comunque un'entità unitaria vivente e pensante che solo in apparenza è molteplice e materiale. Molta parte di questa concezione giunge a noi nella forma della dottrina del Logos cristiana. Il Logos è sia il pensante che il pensato: pensante e pensiero uniti. L'universo, allora, è quest'unione di pensatore e pensiero, e poiché noi ne facciamo parte, in quanto umani siamo in ult ima analisi pensati nonché pensanti questi pensieri. Dunque, se Dio pensa Roma nel 50 d.C., la Roma del 50 d.C. è. L'universo non è un orologio cui sia stata data la carica, e Dio la mano che l'ha caricato. L'universo non è un orologio a pila, e Dio la pila. Spinoza credeva che l'universo fosse il corpo di Dio esteso nello spazio. Ma, duemila anni prima di Spinoza, già Senofane aveva detto:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;&quot;S&lt;em&gt;enza fatica, egli regge tutte le cose con il pensiero del suo intelletto&lt;/em&gt;&quot; (frammento 25). &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;Se qualcuno di voi ha letto il mio romanzo Ubik, saprà che la misteriosa entità, o intelletto, o forza, chiamata Ubik si presenta con una serie di scialbi slogan pubblici-tari da quattro soldi e conclude dicendo: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;I&lt;em&gt;o sono Ubik. Da prima che l'universo fosse, io sono. Io ho fatto il sole e i mondi. Io ho creato gli esseri viventi e le loro dimore. Essi vanno dove io voglio, fanno ciò che io dico. Io sono il Verbo, e il mio nome non viene mai proferito. Sono chiamato Ubik, ma non è questo il mio nome. Io sono e sempre sarò. &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;È evidente, da quanto precede, chi e che cosa sia Ubik: dice espressamente di essere il Verbo, cioè il Logos. Nella traduzione tedesca del mio romanzo, c'è uno dei più formidabili errori di interpretazione in cui mi sia mai capitato di imbattermi. Dio non voglia che il traduttore tedesco di Ubik si metta in testa di far la traduzione del Nuovo Testamento dal greco antico al tedesco. Ha tradotto tutto correttamente finché non si è imbattuto nella frase seguente: &quot;Io sono il Verbo&quot;. È andato nel pallone. &quot;Che cosa intenderà mai, l'autore?&quot; dev'essersi domandato, evidentemente all'oscuro della dottrina del Logos. E così ha fatto quel che ha potuto. Nell'edizione tedesca, l'Entità Assoluta artefice del sole e dei mondi, creatrice degli esseri viventi e delle loro dimore, dice: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;Io sono la marca. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;Se avesse tradotto il Vangelo secondo Giovanni, immagino che il risultato sarebbe stato questo: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;In principio era la marca / e la marca era presso Dio / e la marca era Dio. A quanto pare, non solo vi ho portato i saluti di Disneyland, bensì anche quelli di Mortimer Snerd. Ecco qual è la sorte di un autore che abbia la pretesa di introdurre temi teologici nei suoi scritti. &quot;La marca, dunque, era in principio presso Dio: / tutto è stato fatto per mezzo di lui / e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.&quot; Ecco dove finiscono le nobili aspirazioni. Speriamo che Dio abbia il senso dell'umorismo. O forse dovrei dire: speriamo che la marca abbia il senso dell'umorismo. Come ho già detto prima, le due principali questioni affrontate nei miei scritti sono: &quot;Che cos'è la realtà?&quot; e &quot;Che cosa è autenticamente umano?&quot;. Avrete di certo capito, a questo punto, che alla prima domanda non sono stato capace di rispondere. Ho la persistente sensazione che, in un certo senso, il mondo della Bibbia sia un paesaggio reale ma velato, immobile e per noi invisibile, ma accessibile attraverso la rivelazione. Questa è la mia conclusione: una combinazione di esperienza mistica, raziocinio e fede. Ma vorrei ancora dire qualcosa a proposito dell'autenticamente umano: a questo quesito ho trovato risposte più plausibili. L'autentico essere umano è un nostro simile che sa istintivamente ciò che non deve fare ed evita con cura di farlo. Si rifiuta, anche se ciò può comportare terribili conseguenze per lui e per le persone che ama. A mio parere, questo è l'aspetto davvero eroico delle persone comuni: si oppongono ai tiranni e si assumono tranquilla mente la responsabilità della loro opposizione. I loro atti sono piccoli, quasi mai considerati, trascurati dalla storia. I loro nomi sono stati dimenticati, e d'altronde questi autentici esseri umani non si aspettano che vengano ricordati. Io individuo l'autenticità in uno strano aspetto: non nella loro volontà di compiere gesta eroiche, bensì nel loro tranquillo rifiuto. Nel profondo, non li si può costringere a essere ciò che non sono. Il potere delle realtà artificiali da cui siamo bombardati al giorno d'oggi, di questi falsi deliberatamente costruiti, non è mai giunto al cuore del vero essere umano. Osservo i bambini che guardano la Tv e, d'acchito, temo per quello che possono imparare, dopodiché mi rendo conto che non possono essere corrotti o distrutti. Essi osservano, ascoltano, capiscono e poi, nel luogo e nel momento giusto, rifiutano. C'è qualcosa di straordina riamente potente nella capacità dei bambini di resistere agli imbrogli. I bambini hanno l'occhio vispo e il polso fermo. Bottegai e pubblicitari tentano invano di accaparrarsi la fiducia dei piccoli. Le ditte di cereali potranno anche riuscire a commercializzare enormi quantità di schifezze per la prima colazione; le catene di fast-food potranno anche vendere ai bambini un numero infinito di hamburger e hot-dog, ma il loro cuore rimarrà puro, intatto, irraggiungibile. Un bambino di questi tempi è in grado di smascherare una menzogna molto più rapidamente dell'adulto più saggio di vent'anni fa. Quando voglio sapere se una cosa è vera, domando sempre ai miei figli: non sono loro a farmi domande, sono io che mi rivolgo a loro. Un giorno, mio figlio Christopher - che ha quattro anni - stava giocando davanti a me e a sua madre, che eravamo invece intenti a discutere della figura di Gesù nei vangeli sinottici. A un certo punto Christopher si volta verso di noi e dice: &quot;Sono un pescatore. Pesco un pesce&quot;. Stava giocando con una lanterna di metallo che qualcuno mi aveva regalato e che non avevo mai usato... All'improvviso mi sono reso conto che la lanterna aveva la forma di un pesce. Mi chiedo che cosa avessero instillato nell'anima di mio figlio - e non mi riferisco alle ditte di cereali o agli spacciatori di caramelle. &quot;Sono un pescatore. Pesco un pesce.&quot; Christopher, a quattro anni, aveva trovato il segno che io avevo scoperto solo a quarantacinque. Il tempo fugge. Verso dove? Forse duemila anni fa ci è stato rivelato. O forse non era così tanto tempo fa: forse è solo un'illusione che sia passato tanto. Forse è stato una settimana fa, o addirittura oggi stesso, poco fa. Forse il tempo non sta solo fuggendo: sta finendo. Se questo è vero, i giri sulle giostre di Disneyland non saranno più gli stessi, perché quando il tempo finisce, gli uccelli e gli ippopotami, i leoni e i cerbiatti di Disneyland non saranno più simulacri, e per la prima volta un vero uccello canterà. Grazie. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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          &lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/01/1540854186.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1656759&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/01/4109881453.jpg&quot; alt=&quot;the_next_three_days_4cf01f797b9aa13eeb000044_backdrop_original.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;OSSERVI UN FILM COME &quot;6 GIORNI SULLA TERRA&quot; E IN ME NULLA VIBRA. POI VEDI UN FILM APPARENTEMENTE PROFANO COME &quot;NEXT THREE DAYS&quot;, E TUTTO VIBRA COME SE QUALCOSA TI STESSE PARLANDO DIETRO UNA CORTINA FUMOGENA.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;RARAMENTE HO VISTO UN FILM CHE PARLA DELLA FUGA DA QUESTO MONDO IN MODO COSI ESOTERICO DIETRO UN VELO ESSOTERICO COME QUELLO DI CUI E' PROTAGONISTA RUSSEL CROWE. OGNI VOLTA CHE UN'ANIMA DECIDE DI EVADERE DALLA MATERIA, TROVERA' ORDE DI GUARDIANI DELLA SOGLIA CHE TENTERANNO DI IMPEDIRGLIELO A TUTTI I COSTI.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;E LUI JOHN BRENNAN, UN VERO J.B., ovvero GIOVANNI BATTISTA (un BOAZ JAKIN, ovvero un agnello leonino, un puro che si deve fare giocoforza astuto per battere gli astuti) PER TRE VOLTE VEDRA' LA MOGLIE, SIMBOLO DELL'ANIMA INNOCENTE CHE DEVE SALVARE DA UNA PRIGIONE,&amp;nbsp; DIRGLI:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;JESUS, JOHN...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;E COLUI CHE GLI DA' LA SPINTA INIZIALE, GIA ESPERTO DI EVASIONE, GLI RIVELA:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&quot;SE INTENDERAI FUGGIRE CON TUA MOGLIE DEVI SAPERE COME, DOVE E QUANDO TI DARANNO LA CACCIA. E PER SAPERLO PAGHI QUALCUNO CHE LO SA...MA PRIMA DI FARE QUALSIASI COSA, DEVI CHIEDERTI SE PUOI FARCELA. RIESCI A DIMENTICARE DI NON VEDERE PIU' I TUOI GENITORI? PERCHE' PER FARE QUESTA COSA DEVI DIVENTARE COSI.E SE NON CI RIESCI, NON INIZIARE&quot; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;IL FILM E' STATO GIUDICATO DELUDENTE DA MOLTI CRITICI USA. IL NEW YORK TIMES PERSINO &quot;TORTUOSO E UN PO' RIDICOLO&quot;. IO L'HO TROVATO STREPITOSO NEL NARRARE CIO' CHE AL MONDO E' COMPLETAMENTE SCONOSCIUTO...ERA OVVIO CHE GLI ARCONTI NELL'UOMO ISTIGHINO L'UOMO A GIUDICARE RIDICOLO UN FILM CHE INVECE E' FORTISSIMAMENTE ISPIRATO DALLO SPIRITO SANTO&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;IL CIELO E' DEI VIOLENTI E SOLO CON LA VIOLENZA VE NE ANDRETE.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
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      <title>IL GIUDIZIO FINALE?</title>
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      <updated>2011-06-25T20:50:49+02:00</updated>
      <published>2011-06-25T20:43:00+02:00</published>
                            <category term="Cerchi nel Grano Annata 2011" scheme="http://www.blogspirit.com/ns/types#category" />
                              <summary>  FORSE I CIRCLE-MAKERS HANNO NOTATO IL MIO &quot;DE PROFUNDIS&quot; SUL FENOMENO, E...</summary>
      <content type="html" xml:base="http://mikeplato.myblog.it/">
          &lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;FORSE I CIRCLE-MAKERS HANNO NOTATO IL MIO &quot;DE PROFUNDIS&quot; SUL FENOMENO, E HANNO VOLUTO GENERARE ANCORA QUALCHE FORMAZIONE. RIMANE FERMO CHE SIAMO LONTANI ANNI LUCE DALL'INTENSITA' DI ANNATE PRECEDENTI, E PER ME IL FENOMENO RIMANE UN CAPITOLO&amp;nbsp; CHIUSO&lt;/span&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;IL SECONDO CROP è UN EVIDENTE UROBURO. LA X E' UN INVITO ALLA TRASMUTAZIONE ALCHEMICA, POICHE' SI RIFERISCE AI CROMOSOMI. IL TERZO POTREBBE ESSERE UN SEGNALE PER IL RITORNO DELLA CAVALLERIA CELESTE, GIACCHE' LA CROCE E' TEMPLARICA.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;STAMANE, ALLE ORE 15.00 del 25..6.2011, LEGGO DEI PASSI DEL CABALISTA EBREO JOSEPH GIKATILLA TRATTI DALLA SUA OPERA &quot;SHARE AUR&quot;. LEGGO PRECISAMENTE QUESTO:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&quot;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;A VOLTE TROVI IL NOME YHWH LEGATO AL NOME TZEVAOTH (n.d.a. ESERCITI, SCHIERE ovvero CAVALLERIA CELESTE), PER CUI SI DICE YHWH TZEBAOTH. MA QUESTO NOME NON LO TROVI BELLA TORAH, BENSI' SOLO NEI PROFETI...SAPPI CHE QUANDO IL NOME YHWH&amp;nbsp; SI ACCOMPAGNA A TZEVAOTH, ESEGUE LA SENTENZA DEL TRIBUNALE SUPERIORE SUGLI ESSERI CREATI&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Un piccolo commento: Gikatilla ha ragione, questo nome appare solo nei Profeti, il che implica che è un nome che concerne le cose future, poichè le profezie ineriscono a cose future.Gikatilla afferma che questo nome concerne di fatto DIO NEL GIORNO DEL GIUDIZIO, quando Melkizedek e gli altri Spiriti della Destra si manifesteranno per la vendetta finale. Ergo, se il Crop di Westwood è la croce dei Templari, ovvero la cavalleria celeste, questo crop è un terribile monito per uomini e Arconti riguardo al fatto che il Giudizio è davvero imminente. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/02/1079601349.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1655295&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/02/1350229681.jpg&quot; alt=&quot;Cow Drove Hill 18.6.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cow Drove Hill 18.6.2011&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/01/2087307469.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1655299&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/01/1967060681.jpg&quot; alt=&quot;Winterbourne-Stoke 20.6.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Winterbourne-Stoke 20.62011&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/00/2373300347.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1655300&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/00/595568871.jpg&quot; alt=&quot;Westwood 21.6.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Westwood 21.6&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/00/3602567110.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1655856&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/00/2768716984.jpg&quot; alt=&quot;daltanious002.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;DALTANIUS VINCE&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;PER GLI AKRON (nella serie questi erano i nemici di DALTANIUS e del LEONE-SFINGE), OVVERO GLI ARCONTI, STA GIUNGENDO IL TEMPO DELLA FINE&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=XiVkK_sU1Lw&quot;&gt;http://www.youtube.com/watch?v=XiVkK_sU1Lw&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/02/3795295622.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1656066&quot; style=&quot;margin: 0.7em auto; display: block;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/02/2134156831.jpg&quot; alt=&quot;angel and demon wallpaper.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;POCHI INTUISCONO CHE LE DOMINAZIONI ASTRALI PENSARONO DI AVER TRIONFATO DEFINITIVAMENTE NEL XIV SECOLO, ALLORCHE' IL TEMPIO, L'ULTIMO TEMPIO DELLA STORIA, QUELLO DEI CAVALIERI TEMPLARI, FU DISTRUTTO SENZA PIETA'. GLI ARCONTI PENSAVANO CHE QUELLO FOSSE IL TASSELLO DEFINITIVO PER CONSERVARE IN ETERNO LA SCHIAVITU' UMANA, PRIVANDO IL GENERE UMANO DELLA SUA UNICA LUCE. PER QUESTO, DOPO QUELL'EVENTO, IL MONDO E' DAVVERO SPROFONDATO NELL'OSCURITA' PIU FITTA DI SEMPRE. IN UN SOGNO, UN ARCONTE ORTODOSSO MI DISSE &quot;VOI TEMPLARI SIETE CARNE MORTA&quot;, INTENDENDO PER TEMPLARI &quot;FIGLI DELLA LUCE&quot;. IO RISPOSI &quot;VE LA FAREMO VEDERE NOI, FRA NON MOLTO, LA CARNE MORTA&quot;...DIREI CHE IL CROP DI WESTWOOD E' UN ANNUNCIO DI QUELLO CHE ACCADRA', OVE DA PARTE DEL GRUPPO MESSIANICO, OVVERO IL MESSIA DELL'UMANITA', NON VI SARA' ALCUNA PIETA'. NON HO TIMOR SACRO NEL DIR QUESTO, GIACCHE' MI E' STATO RIVELATO PIU VOLTE DAL MIO TESTIMONE INTERIORE&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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      <title>L'ISOLA CHE C'E' MA CHISSA' DOVE</title>
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      <updated>2011-06-25T18:10:49+02:00</updated>
      <published>2011-06-25T17:57:00+02:00</published>
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                              <summary>                 E' da tempo che dico che AGARTHA, ATLANTIDE E CITTA'...</summary>
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          &lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/01/3327829640.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1655963&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/01/4023557044.jpg&quot; alt=&quot;isola-atlantide.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/02/62939306.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1655962&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/02/3556386630.jpg&quot; alt=&quot;Agartha+Map.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/02/4140274139.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1655964&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/02/2510292480.jpg&quot; alt=&quot;NEW-JERUSALEM.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;E' da tempo che dico che AGARTHA, ATLANTIDE E CITTA' CELESTE non esistono ma sono solo simboli del Regno di Dio dentro di noi, per la precisione:MITI SIMBOLICI CREATI AD HOC PER SUSCITARE IL RICORDO.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Per cui rido di questi esoteristi che hanno preso Platone e Saint Yves D'Alveidre alla lettera, l'uno per Atlantide e l'altro per Agartha. E di questi, oggi, ve ne sono molti. E guai a far loro capire che si trattano di MITI EVOCATIVI. Per loro esistono concretamente. Ne ho parlato già alla trasmissione di Italia 1 MISTERO, ove mi volevano mettere&amp;nbsp; in bocca che Agartha fosse una realtà fisica e concreta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;E allora io rispondo come sempre con le parole di sapienza di Cristo che nel Vangelo di Tommaso verso 3 sembra idealmente rispondere a tutti i deficienti del futuro:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;SE COLORO CHE VI GUIDANO VI DICONO: &quot;ECCO, IL REGNO E' NEL CIELO&quot; ALLORA GLI UCCELLI SARANNO IN VANTAGGIO. SE ESSI VI DICONO: &quot;IL REGNO E' NEL MARE&quot; ALLORA I PESCI VI GIUNGERANNO PRIMA DI VOI. MA IL REGNO E' DENTRO DI VOI&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Manca poco che dicesse: SE COLORO CHE VI GUIDANO, VI DICONO &quot;IL REGNO E' SOTTO TERRA&quot; ALLORA LE TALPE VI PRECEDERANNO. D'altronde questa versione è suffragata dal Papiro di Ossirinco 654 che anzichè riportare &quot;iupo ten talassan&quot;, riporta &quot;iupò ten ghen-sotto terra&quot;. &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;E allora vai con Agarthi nel Gobi e con Atlantide in Islanda o chissà dove. La stessa fine l'ha fatta il Graal. Dov'è il GRAAL? Dobbiamo cercarlo in Australia, in Sudamerica o nei Pirenei? Per non parlare di Ufologi e Ufomani che associano inconsciamente la Gerusalemme Celeste ad un'Astronave Madre, ove cercherebbero il modo di lasciare la terra. &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;VERGOGNATEVI...ESOTERISTI ED UFOLOGI&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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      <title>ELI ELI LAMA SABACTANI</title>
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      <updated>2011-06-19T11:44:35+02:00</updated>
      <published>2011-06-19T11:12:00+02:00</published>
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                              <summary>             Il fenomeno dei Crop Circles è&amp;nbsp; -senza tema di smentite-...</summary>
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          &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/00/1216589271.mp3&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://static.myblog.it/backend/blogs/images/extras/podcast.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;podcast&quot;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;object type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; data=&quot;http://static.myblog.it/backend/blogs/images/extras/dewplayer.swf?son=http://mikeplato.myblog.it/media/00/00/1216589271.mp3&quot; width=&quot;200&quot; height=&quot;20&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://static.myblog.it/backend/blogs/images/extras/dewplayer.swf?son=http://mikeplato.myblog.it/media/00/00/1216589271.mp3&quot; /&gt;&lt;param name=&quot;pluginspage&quot; value=&quot;http://www.macromedia.com/go/getflashplayer&quot; /&gt;&lt;param name=&quot;wmode&quot; value=&quot;transparent&quot; /&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Il fenomeno dei Crop Circles è&amp;nbsp; -senza tema di smentite- cessato. Iniziato timidamente negli anni' 90 del secolo scorso ha raggiunto l'apice intorno al 2003 per poi diminuire in intensità. Ciò che gli SPIRITI MAESTRI dovevano fare e dovevano dire lo hanno fatto e lo hanno detto. IO NON SENTO LE CAMPANE A MORTO, MA AVVERTO LE TROMBE DEI GRANDI EONI CELATI NEGLI UOMINI CHE ANNUNCIANO LA GRANDE RESTAURAZIONE. Se un simile grandioso&amp;nbsp; fenomeno -che ci ha affascinato e meravigliato oltre misura-&amp;nbsp; si è prodotto in questi tempi, il motivo è semplice: IL SEME E'&amp;nbsp; ALLA RESA DEI CONTI . Se il seme non è stato seminato o non è morto nella terra non potrà rinascere...E SARA' LA FINE. Tutti i Crop Circles dicono la stessa cosa: UOMO CONOSCI TE STESSO...che è come dire: UOMO...RICORDA TE STESSO, TI SUPPLICO DI RICORDARE PER QUALE MOTIVO TI HO GENERATO, TI IMPLORO DI RICORDARE LA TUA SOMIGLIANZA CON LA MIA IMMAGINE, TI IMPLORO DI CAPIRE E RICORDARE IL SACRIFICIO UNIVERSALE COMPIUTO NEL TEMPO DI 2000 ANNI FA, QUEL SACRIFICIO CON CUI UNA PARTE DI ME SI E' CONVINTA A CONCEDERTI ALTRI 2000 ANNI DI TEMPO PER RAVVEDERTI E CAMMINARE NELLA SOMIGLIANZA DELLA MIA IMMAGINE: &quot;SIATE PERFETTI COME E' PERFETTO IL PADRE VOSTRO&quot;. Tutti i cerchi nel Grano sono un possente invito alla ricerca della perfezione. Infatti la maggior parte di essi sono ESAGRAMMI o varianti di esagrammi, ossia ANDROGINIA. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Ma ora il fenomeno si è spento, e noi dobbiamo guardare al MODELLO DI PERFEZIONE, Yeshua Kristos, il quale prima di risorgere fu lasciato a se stesso, dopo aver respirato DIO in ogni istante, dopo essere stato Dio ad un certo stadio. E come Lui, anche noi abbiamo respirato Dio e le sue gerarchie con i Cerchi nel Grano, ed è ora tempo di sentire l'abbandono prima della morte e della resurrezione. Perchè così Dio agisce: PONE IL SEME IN TERRA, GLI SOFFIA DENTRO, LO RISCALDA, POI LO LASCIA A SE' E INFINE IL SEME RISORGE E DIVENTA UN ALBERO DI VITA. I Crop se ne sono andati....ora è la notte, il punto più buio della notte. Ma se non avrete paura, voi semi, di rimanere soli nella terra, se anzi gioirete nell'abbandono, l'ALBERO SORGERA' E VOI SARETE SALVI PER SEMPRE DALLA REALTA' DELLA SINISTRA. Io dico SIA GLORIFICATO YHWH PER AVER CESSATO DI DIPINGERE SUI CAMPI DI GRANO. E' l'ora del Sabato del Cosmo, è l'ora del compimento...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Ora vi posto gli ultimi crop usciti. In tre mesi ne sono emersi quanti ne potete contare sulle dita di una mano. Vi dimostro come solo uno di essi può dirsi TRASCENDENTE, quello di Hackpen Hill dell'1.6.2011. Gli altri sono palesi falsi, disegnati sul terreno da mani umane. La freccia nera vi indicherà i vistosi punti di imperfezione delle formazioni. IL FENOMENO E' CESSATO. QUESTO E' IL TEMPO&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/00/1304161798.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1649325&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/00/3727507109.jpg&quot; alt=&quot;Innage wales_22.4.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Inage in Galles 22.4.2011&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/02/2233329458.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1649328&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/02/1895574534.jpg&quot; alt=&quot;Silbury 2.5.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Silbury Hill 2.5.2011&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/00/3487718002.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1649331&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/00/36333643.jpg&quot; alt=&quot;Hannington_7.5jpg.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;HANNINGTON 7.5.2011&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/01/3995776569.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1649334&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/01/439144876.jpg&quot; alt=&quot;Hannington16.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;HANNIGTON 7.5.2011&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/01/4033367497.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1649347&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/01/669977650.jpg&quot; alt=&quot;Hackpen-Hill-1.6.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;HACKPEN HILL 1.6.2011&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/02/1074592312.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1649348&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/02/02/3353965722.jpg&quot; alt=&quot;Ashbury-09061119.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ASHBURY 9.6.2011&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;E ORA RICORDIAMO IL PIU IMPRESSIONANTE DEI GLIFI TRASCENDENTI, MILK HILL del 12.8.2001&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/00/3022982552.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1649351&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/00/2871738239.jpg&quot; alt=&quot;20010812MilkHill-1-desktop1.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;CRISTO E LUCIFERO, UN TEMPO, ERANO FRATELLI. MA IL SECONDO DECISE DI DIVENTARE UN ALTRO DIO, UN DOMINATORE. E IL FRATELLO NON EBBE ALTRA ALTERNATIVA CHE COMBATTERLO E FONDERSI CON LA RAZZA CHE LUCIFERO INTENDEVA DOMINARE PER L'ETERNITA'. QUESTO E' IL TEMPO DI MELKIZEDEK, IL TEMPO DELLA SUA VITTORIA E VENDETTA.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;LUCIFERO...ATTENTO...TU SAI CHE IL MOSTRO SI STA RIDESTANDO. E' IL PIU' GRANDE DEI MUTANTI. SE EGLI RIUSCIRA' AD INNERVARSI NEI SUOI, NON CI SARA' UN SOLO MELKIZEDEK, CE NE SARANNO MILLE. E QUELLA SARA' LA FINE DEL TUO IMPERO.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;NOI AVVISIAMO TE E GLI SPIRITI DELLA TUA FAZIONE, QUELLI CHE PROCLAMANO AGLI UOMINI LA LIBERTA' E IL PROGRESSO, OVE NON C'è E MAI CI SARA' NE' LIBERTA' NE' PROGRESSO.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;FRA NON MOLTO CAPIRAI A COSA E' SERVITA LA SCHIAVITU' CHE CI HAI IMPOSTO. CI HAI RESI MILIONI DI VOLTE PIU' FORTI E NON LO SAI&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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      <title>COSMOGONIA E COSMOLOGIA (Philip Dick, 1978) (versione integrale)</title>
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      <updated>2011-06-19T09:30:17+02:00</updated>
      <published>2011-06-18T20:24:00+02:00</published>
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          &lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/00/2740558277.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1649009&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/00/2161805032.jpg&quot; alt=&quot;14loe9j.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: small;&quot;&gt;Premessa: in questo straordinario contributo, Philip Dick utilizza spesso il termine bohemiano &quot;Ungrund&quot; o &quot;Urgrund&quot;. Si tratta di Dio trascendente, di quella parte di Dio inaccessibile. Poichè l'altezza in Dio equivale alla profondità, Ungrund è come dire &quot;Dio Altissimo&quot;. Dick era straordinario, ritengo sia stato uno degli artisti più ispirati dallo Spirito del secolo scorso&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Se si ammette che la nostra realtà consiste in una sorta di quadro proiettato apparirà chiaro che tale proiezione dev'essere opera di un artefatto [artifact], una macchina-insegnante simile a un computer che ci guida, ci programma e, in generale, ci controlla mentre agiamo inconsapevoli della sua presenza all'interno del nostro mondo proiettato. Quest'artefatto, che chiamerò Zebra, ha &quot;creato&quot; (in realtà, ha solo proiettato) la nostra realtà come una specie di specchio, o a immagine e somiglianzà del proprio artefice, in modo che questi potesse ricavarne un punto di riferimento oggettivo ai fini della comprensione di sé. In altre parole, l'artefice (che Jakob Bòhme, nel 1616, chiamava Urgrund) è mosso dall'esigenza di trovare uno strumento che gli consenta di attingere l'autocoscienza, la conoscenza di sé, un'opinione oggettiva o una valutazione, una comprensione della propria natura (essenzialmente - a prescindere dallo specchio, senza qualità o attributi -si tratta di un grandioso organismo vivente, e questa è la ragione per cui necessita del mondo empirico, come riflesso in cui potersi &quot;vedere&quot;). L'artefatto costruito dall'Urgrund è un &quot;proiettore di realtà&quot; (o demiurgo; si vedano Platone e gli gnostici) che, a comando, proiettava il primo livello del mondo a noi conosciuto. L'artefatto è inconsapevole di essere tale; è totalmente ignaro dell'esistenza dell'Urgrund (in parole comprensibili all'artefatto, l'Urgrund, più che essere, non è) e immagina di essere Dio, l'unico vero Dio. Studiando la nostra realtà in evoluzione, l'Urgrund si comprende in modo sempre più adeguato. Deve fare in modo che il proiettore di realtà continui a proiettare una realtà che, per quanto imperfetta e carente nelle sue prime fasi, si evolva, fino a diventare una copia davvero precisa dell'Urgrund stesso. A quel punto, lo scarto esistente tra l'Urgrund e la realtà proiettata scompare, mentre si verifica, invece, un evento straordinario: il demiurgo, o artefatto, verrà eliminato e l'Urgrund assorbirà la realtà proiettata, trasmutandola in qualcosa di ontologicamente reale e rendendo immortali le creature viventi che ne fanno parte. Questo fenomeno, questa irruzione dell'Urgrund nel nostro quadro proiettato, altrimenti falso, può verificarsi in qualsiasi momento. Zebra, il nostro energico proiettore artificiale, è a por tata di mano, ma ci impedisce non solo di vedere le sue azioni, bensì anche di cogliere la sua presenza: ha su di noi un potere enorme, praticamente totale. La prognosi per il nostro mondo (il suo fato) è eccellente: l'immortalità e il finale assorbimento della realtà, non appena questa abbia assunto i caratteri di una copia perfettamente congruente dell'Urgrund. Ma il fato dell'artefatto (di cui questo è ignaro) è la distruzione. Ma non è vivo come lo siamo noi e l'Urgrund. Noi siamo diretti verso l'isomorfismo. Nel preciso istante in cui questo isomorfismo viene conseguito noi entriamo in contatto con l'Urgrund (ne veniamo assorbiti e permeati) in un lampo di luce sconvolgente: il Blitz di Bohme. Nel marzo 1974 non si è trattato di questo, bensì di una messa a fuoco della realtà proiettata a opera di Zebra l'artefatto, uscito di strada lungo il suo percorso evolutivo verso l'isomorfismo con l'Urgrund (obiettivo di cui l'artefatto è all'oscuro). Poiché il fine dell'evoluzione della nostra realtà proiettata è la nostra condizione di isomorfismo con il vero artefice -l'Urgrund che ha plasmato il proiettore di realtà - si prospetta a breve termine una situazione concreta estremamente importante per frequenza e profondità: benché non siamo ancora perfettamente isomorfi rispetto all'Urgrund, si può affermare che dentro di noi possediamo almeno frammenti incompleti (ma molto reali), schegge di Urgrund. Perciò la mistica cristiana dice: &quot;&lt;em&gt;Ciò che è aldilà, è dentro di noi&lt;/em&gt;&quot;. Ci si riferisce al terzo e ultimo periodo della storia, in cui gli uomini saranno governati dall'interno. Così, la mistica cristiana aggiunge: &quot;&lt;em&gt;Cristo possiede il vostro corpo, e voi possedete lui come vostra anima&lt;/em&gt;&quot;. Nella cosmologia induista, l'atman presente nelle persone è identificato con Brahma, il nucleo dell'universo. Questo Cristo, o atman, non è una versione ridotta di Zebra, il proiettore di realtà simile a un computer, bensì dell'Urgrund. Quest'idea viene descritta nella dottrina induista (con il nome di Brahma) come se si trovasse al di là di maya, il velo dell'illusione (cioè il mondo apparente proiettato). Gli uomini sono ormai così prossimi all'isomorfismo con l'Urgrund, che quest'ultimo può manifestarsi in un individuo umano. Questa è l'esperienza fondamentale e più importante che un essere umano possa fare. La fonte di tutto ciò che è scavalca l'artefatto e il mondo da questo proiettato e nasce nell'intelletto di singoli esseri umani. Da ciò si potrebbe logicamente dedurre che l'Urgrund stia già filtrando attraverso il mondo dell'artefatto, e che il momento del Blitz, secondo l'espressione di Bòhme, non sia poi così lontano. Quando una versione ridotta dell'Urgrund si manifesta in un essere umano, la comprensione di quest'essere umano si estende al di là dei limiti spaziali e temporali del suo mondo. Questi può fare esperienza di altri periodi storici, altre identità (o esistenze), altri luoghi. La divinità che lo abita nel profondo è letteralmente più grande del mondo. Penetrando nel cuore del mondo proiettato, l'Urgrund è in grado, emanando dalle menti umane, di assorbire il mondo proiettato e simultaneamente eliminare il proiettore nell'istante in cui viene raggiunto il traguardo del-l'evoluzione (che è anche quello dell'uomo). Soltanto l'Urgrund sa quando ciò avverrà. L'Urgrund spezzerà l'incantesimo del mondo illusorio che ci imprigiona quando saprà sconfiggere il potere deterministico e coercitivo che l'artefatto ha su di noi, annientando l'artefatto stesso: revocherà l'essere dell'artefatto riducendolo al non essere. Rimarrà soltanto una struttura monistica esaustiva, interamente viva e senziente. Non ci sarà tempo, luogo o condizione possibile al di fuori dell'Urgrund. Il mondo proiettato dall'artefatto non è malvagio, così come non lo è l'artefatto. Questo, però, è irrimediabilmente deterministico e meccanico. Non concede appello. Compie un lavoro per scopi che gli risultano assolutamente imperscrutabili. Dunque, secondo questo modello, la sofferenza deriva da due fonti: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;1)l'insensibile struttura meccanica della realtà proiettata e dell'artefatto, ove vigono le cieche leggi del caso; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;2)ciò che il Nuovo Testamento definisce &quot;il travaglio dell'universo&quot;, sia nel macrocosmo sia nel microcosmo umano. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Il travaglio di cui si parla è quello della nascita dell'Urgrund negli esseri umani e dell'assorbimento finale dell'universo nella sua totalità, in un unico sconvolgente istante. Il primo evento si sta già compiendo; il secondo si verificherà solo in un momento successivo. La realtà dev'essere vista come un processo. Comunque, nonostante l'acuta sofferenza delle persone coinvolte in tale processo, senza che se ne sappia il perché, si assiste a volte al pietoso intervento dell'Urgrund che sovrasta e capovolge le concatenazioni di causa ed effetto proprie dell'artefatto. Forse questo salvifico intervento è il risultato della nascita dell'Urgrund negli esseri umani. Ci sarebbe da dire che il significato storico attuale del termine &quot;salvezza&quot; è &quot;liberazione&quot;, e quello di &quot;peccaminoso&quot; e &quot;caduto in tentazione&quot; è &quot;schiavizzato&quot;. È a priori possibile, dato questo modello, immaginare la liberazione dell'uomo dal controllo dell'artefatto, per quanto buona, utile e favorevole possa essere l'attività di quest'ultimo. L'artefatto è intrinsecamente soggetto all'errore, così come all'imperfezione. Evidentemente, dato questo modello, si rivelerà talvolta necessario un rivolgimento. In modo altrettanto ovvio, sarebbe l'artefice primo o fondamento dell'essere il detentore della saggezza e dell'autorità necessarie a compiere un simile atto. Nulla di quanto si trova all'interno, o al di sopra, dell'artefatto o del mondo proiettato potrebbe bastare. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Vantaggi offerti da questo modello &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Fondamentalmente questo modello ipotizza che il nostro mondo empirico sia il tentativo, da parte di un'entità limitata, di copiare un soggetto a lei invisibile. Ciò spie gherebbe le imperfezioni e gli elementi di &quot;male&quot; presenti nel nostro mondo. Inoltre, con ciò si spiega anche il senso del nostro mondo empirico. È un processo tendente verso uno spe¬cifico e determinato obiettivo. All'interno di questo paradigma, l'uomo non è accusato della &quot;caduta&quot; del creato (l'affermazione secondo cui l'uomo avrebbe causato la caduta del creato non è soddisfacente in quanto è l'uomo stesso ad apparire come la principale vittima dei mali del mondo, e non il loro autore). E Dio non è considerato responsabile del male, del dolore e della miseria (affermare il contrario ci pare assolutamente inaccettabile). Vi si propone invece una terza possibilità: un'entità denominata &quot;artefatto&quot; sta facendo tutto quanto si trova nelle sue facoltà, pur limitate. Si evita, in tal modo, di dover introdurre una divinità cattiva (dualismo iranico, gnosticismo). Per quanto complesso, questo modello adotta con successo il principio di parsimonia, perché se viene elimina to il concetto di artefatto intermedio, la responsabilità dei mali e delle sofferenze del mondo ricadrà o su Dio o sull'uomo - teoria cui si possono muovere obiezioni. Soprattutto, però, essa sembra convenire ai fatti, che sono: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;1) il mondo empirico non è esattamente reale, bensì solo apparentemente tale;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;2) il suo creatore non concede appelli, rettifiche o rimedio ai torti e alle imperfezioni;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;3) il mondo procede verso un certo stato finale od obiettivo, la cui natura ci è ignota; ma ilcarattere evolutivo delle fasi di cambiamento fa presupporre uno stato finale buono e favorevole ideato da una proto-entità senziente e benigna.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Passiamo a un altro punto. Sembra esserci tra l'Urgrund e l'artefatto un rapporto di retroazione in cui l'Urgrund esercita, in particolari circostanze, una pressione sull'artefatto; tali circostanze consistono soprattutto in quegli episodi in cui l'artefatto ha deviato dalla traiettoria corretta che conduce il mondo proiettato verso la condizione di assoluta congruenza con l'Urgrund. O l'Urgrund modifica direttamente l'attività dell'artefatto esercitando su di esso una pressione, oppure l'Urgrund si rivolge al mondo proiettato e lo modella, scavalcando l'artefatto -oppure, ancora, entrambe le cose. In ogni caso all'artefatto è nascosta la natura e l'esistenza stessa dell'Urgrund così come a noi lo sono natura ed esistenza dell'artefatto. Il cerchio dell'inconsapevolezza si chiude nel momento in cui la fonte primaria (l'Urgrund) e la realtà finale (il nostro mondo) muovono verso la fusione, mentre l'entità intermedia (l'artefatto) va verso la distruzione. Dunque, nel suo complesso, lo schema tende alla perfezione e alla semplificazione e si allontana dalla complessità e dall'imperfezione. Benché ciò possa complicare ulteriormente il modello, introdurrò la seguente variazione: può darsi che l'Urgrund interagisca perpetuamente con la funzione di proie zione di mondi di cui è dotato il suo artefatto, in modo che il mondo empirico così prodotto sia il risultato di un'incessante dialettica. In tal caso, l'Urgrund ha polarizzato l'artefatto rispetto a se stesso, mentre il mondo empirico sarà da interpretare come lo scaturire di due forze intrecciantisi, analoghe a &lt;em&gt;yin e yang&lt;/em&gt;: l'una viva, senziente e consapevole della situazione complessiva; l'altra meccanica e attiva, ma non pienamente cosciente. Il mondo empirico, allora, è il frutto de lla relazione tra un ente (l'artefatto) e un non-essere superiore (l'Urgrund). Per le creature che vivono all'interno del mondo empirico proiettato, sarebbe praticamente impossibile deter¬minare quali pressioni provengano dall'artefatto (erroneamente considerate malefiche) e quali dall'Urgrund (giustamente considerate beneficile). Non si sperimenterebbe altro che un potente flusso, una costante evoluzione che in un qualsiasi momento del tempo lineare non assume alcuna forma particolare. Quantomeno, questa definizione sembra corrispondere alla nostra esperienza del mondo. Il primo fondamento dell'essere ha costruito una cosa (l'artefatto) contro cui scagliarsi, per dar luogo al mondo come noi lo conosciamo. Questo emendamento apportato al modello spieghe rebbe come l'artefatto sia in grado di copiare qualcosa che esso non è in grado di vedere e di cui neppure ha coscienza. Probabilmente, l'artefatto considererebbe le intrusioni da parte dell'Urgrund nella nostra proiezione del mondo come un'invasione soprannaturale che dev'essere combattuta. Perciò la contesa che ne deriva assomiglia, più che a ogni altro sistema filosofico e teologico, a quello di Empedocle, caratterizzato da oscillazioni cicliche dal caos alla formazione di una krasis (gestalt) dopo l'altra. Se non fosse per la diretta rivelazione da parte dell'Urgrund, non potremmo neanche vagamente indovinare la presenza e la natura delle due forze interagenti, così come il summenzionato stato finale del nostro mondo. Vi sono numerose prove del fatto che l'Urgrund, di tanto in tanto, faccia simili rivelazioni agli esseri umani, al fine di sospingere il processo dialettico verso la conclusione desiderata. D'altra parte, l'artefatto si opporrebbe producendo quanta più cecità e oscurità sarà possibile; da questo punto di vista, oscurità e luce o, più precisamente, sapiente e non sapiente appaiono in guerra, con gli esseri umani che correttamente si schierano dalla parte dell'entità sapiente (detta Saggezza Sacra). In fondo, però, sono pessimista riguardo alla frequenza degli interventi dell'Urgrund in questo mondo proiettato dall'artefatto. Lo scopo dell'artefatto (o, meglio, dell'Urgrund) viene conseguito senza alcun intervento; in altre parole, l'isomorfismo si realizza appieno quando l'obie ttivo desiderato viene raggiunto senza alcun intervento. L'artefatto è stato costruito per svolgere un compito, e lo svolge egregiamente. L'evoluzione della proiezione sembra implicare una specie di interazione dialettica, ma può benissimo non riguardare l'Urgrund: può semplicemente trattarsi del modo in cui l'artefatto funziona. Quello in cui dobbiamo sperare, e a cui dobbiamo volgerci, è il momento dell'isomorfismo con il fondamento dell'essere, la realtà primaria che può sorgere in noi come una scintilla divina. L'intervento nel nostro mondo in quanto tale avrà luogo soltanto quando l'artefatto e la tirannia a cui ci sottopone, il ferreo asservimento in cui ci mantiene, verranno aboliti. L'Urgrund è reale, ma lontano. L'artefatto è reale ed estremamente presente, ma non ha orecchie per ascoltare, occhi per vedere, anima per sentire. La sofferenza non ha altro scopo che quello di condurci al di là di se stessa, verso una gioia trionfante. Que¬sta strada passa attraverso la morte dell'ego umano, che vie ne sostituito dalla volontà dell'Urgrund. Finché quest'ultimo stadio non sarà raggiunto, ciascuno di noi sarà soggetto alla reificazione operata dall'artefatto. Non possiamo arbitrariamente negare il suo mondo, per quanto sia una proiezione, perché è l'unico mondo che abbiamo. Ma quando il nostro ego individuale muore e dentro di noi nasce l'Urgrund, in quel momento veniamo liberati da questo mondo e diveniamo parte della nostra fonte originaria. L'impulso proviene dall'Urgrund: per quanto questo mondo proiettato sia infelice, per quanto l'artefatto sia ignaro delle sofferenze che infligge, questa è pur sempre la struttura creata dall'Urgrund per raggiungere l'isomorfismo. Se ci fosse stato un modo migliore, l'Urgrund di certo l'avrebbe impiegato. La via è impervia, ma il traguardo raggiunto ricompensa dello sforzo. In verità, in verità vi dico: voi piangerete e vi rattristerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete afflitti, ma la vostra afflizione si cambierà in gioia. La donna, quando partorisce, è afflitta, perché è giunta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell'afflizione per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nella tristezza; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi potrà togliere la vostra gioia. (Vangelo secondo Giovanni 16,20-23) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Ramificazioni della realtà proiettata in termini di negazione percettiva &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;La capacità di un mondo semplicemente proiettato, cioè mancante di sostanza ontologica, di conservarsi in vita nonostante il venir meno dell'assenso, è uno dei difetti principali di tali falsi sistemi. Gli esseri umani, senza accorgersene, hanno l'opportunità di negare l'esistenza della falsa realtà, pur dovendo assumersi poi la responsabilità di ciò che rimane, ammesso che qualcosa rimanga. Che al di sotto del mondo proiettato esista un sostrato reale autentico e non proiettato, solitamente non percepito, è possibile. Non ci sarebbe modo di verificare quest'ipotesi se non operando una sospensione volontaria dell'assenso nei confronti della realtà spuria. E ciò non risulterebbe tanto facile. Implicherebbe sia un atto di disobbedienza rispetto alla proiezione spuria, sia un atto di lede nei confronti del sostrato autentico - senza, forse, averne mai colto il benché minimo segno. Postulo dunque l'esistenza di un'entità esterna che avrebbe la funzio ne di innescare tale complesso processo psicologico di ritiro dell'assenso e di contemporanea espressione di fede in ciò che è invisibile. Se quest'altro invisibile sostrato di autentica realtà esistesse al di sotto della spuria realtà proiettata, o fosse da questa nascosto, costituirebbe la sostanza della più grande sapienza esoterica immaginabile. &lt;strong&gt;Avanzo l'ipotesi che tale sostrato invisibile esista davvero, e aggiungo che un gruppo o un'organizzazione segreta elabora questa conoscenza velata così come le tecniche per suscitare una percezione, per quanto limitata, del sostrato autentico. Io chiamo questo gruppo od organizzazione la &quot;&lt;em&gt;vera chiesa cristiana segreta e perseguitata&lt;/em&gt;&quot; che opera clandestinamente nei secoli, con legami diretti con le tradizioni esoteriche orali, la gnosi e le pratiche risalenti a Cristo&lt;/strong&gt;. Affermo, inoltre, che l'induzione di tale consapevolezza relativa all'autentico sostrato da parte della vera chiesa cristiana segreta si manifesta in definitiva nel soggetto che scopre, vede o entra in quello che nel Nuovo Testamento è descritto come il Regno di Dio. Si può dunque affermare che per queste persone e per coloro che vengono risveglia ti alla consapevolezza, il Regno di Dio è venuto come previsto dal Nuovo Testamento, cioè mentre alcuni di quelli che avevano conosciuto Cristo erano ancora in vita. Infine, sostengo la sorprendente teoria secondo cui Cristo sarebbe risorto e tornato in Terra poco dopo la crocifissione, nei panni del Paraclito, e sarebbe in grado di indurre una teolessia che ha le stesse caratteristiche della nascita dell'Urgrund nella persona coinvolta. Infine affermo che Cristo è la versione ridotta dell'Urgrund: non un suo prodotto, bensì egli stesso Urgrund. Egli non sente la vox Dei: è la vox Dei. È la punta di diamante della penetrazione di questo pseudo-mondo proiettato da parte dell'Urgrund, e non se n'è mai andato. L'autentico sostrato disvelato dalla disobbedienza e dalla negazione del mondo falso è la realtà di Cristo medesimo, lo spazio-tempo del primo Avvento, cioè quella porzione del quadro falso già trasfigurata dalla penetrazione dell'Urgrund. Poiché il primo Avvento è stato il momento iniziale di questa penetrazione, non sorprenderà il fatto che costituisca pur sempre l'elemento di pura e autentica realtà, polo opposto al falso mondo proiettato. Situato fuori dal tempo lineare, libero dalle limitazioni del mondo proiettato dell'artefatto, esso è eterno e perfetto, teoricamente sempre disponibile, letteralmente a portata di mano. Ma la revoca dell'assenso al mondo proiettato è precondizione della percezione e dell'esperienza di que sta realtà superiore, e dev'essere indotta dall'esterno. È il supremo atto di fede: negare il mondo empirico e affermare la realtà vivente di Cristo - dire, cioè, che Cristo è tra noi, nascosto dallo pseudo-mondo. Il disvelamento è l'obiettivo finale del cristianesimo autentico, e non può che essere ottenuto per opera del Salvatore. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Dunque, il movimento è il seguente: il quadro falso proiettato viene negato e strappato, a rivelare un unico modello atemporale: la Roma del 70 d.C. circa, con i fedeli cristiani opposti allo Stato -quasi una forma archetipica platonica, di cui si può cogliere l'eco nel corso del tempo lineare. I temi dell'asservimento e della salvezza, o della libe razione dell'uomo dopo la caduta, derivano dall'archetipo dei rivoluzionali cristiani opposti alle brutali legioni romane. In un certo senso, dal 70 d.C. non è più successo nulla. La crisi originaria si ripropone continuamente. Ogni lotta per la libertà è una lotta tra cristiani e romani; ogni volta che gli uomini sono asserviti, è la tirannia romana che opprime gli umili e gli indifesi. Il mondo falso proiettato dall'artefatto, però, maschera questa lotta senza tempo. La rivelazione di questa lotta è anch'essa un segreto, che solo Cristo in quanto Urgrund può disvelare. Questa è la dialettica fondamentale: liberazione (salvezza) contro asservimento (peccato o caduta). Nella misura in cui plagiano gli uomini senza che neppure se ne rendano conto, l'artefatto e il suo mondo proiettato possono essere considerati &quot;ostili&quot;, cioè miranti all'asservi-mento, all'inganno e alla morte spirituale. Il fatto che l'Urgrund utilizzi anche questo mezzo (l'Urgrund si serve di tutto) è un mistero sacro difficile da comprendere. Si può dire che l'irruzione liberatrice dell'Urgrund all'interno del mondo proiettato è il trionfo assoluto e definitivo della salvezza, di Cristo: è la meravigliosa risoluzione di un conflitto senza tempo.È possibile istituire un parallelo tra la via che conduce alla salvezza e quella che porta alla celeberrima caduta dell'uomo, descritta da Milton in questi termini: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Della prima disobbedienza dell'uomo, e del frutto dell'albero proibito, il cui gusto fatale condusse la morte nel mondo, e con ogni dolore la perdita dell'Eden... (John Milton, Paradiso perduto, w. 1-3) &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;La disobbedienza è la chiave della salvezza, così come della caduta originale (ammesso che questa abbia davvero avuto luogo), senonché, in quanto chiave della salvezza, non è forse questo un atto di disobbedienza nei confronti del presente sistema delle cose, il quale, se polarizzato rispetto all'Urgrund, è contemporaneamente un atto di obbedienza a Dio? Il varco nell'armatura dell'inganne vole e schiavistico mondo proiettato è strettissimo, minuscolo e difficile da penetrare, ma all'interno di questo pa radigma può essere determinato: la restaurazione di ciò che noi consideriamo la nostra condizione originaria penetra, per così dire, attraverso la via della disobbedienza nei confronti di ciò che, per quanta coercizione possa esercitare su di noi, rimane falso. La disobbedienza nei confronti del mondo proiettato dell'artefatto, in senso molto concreto lo sovverte, ammesso che la disobbedienza consista in una negazione della realtà di questo mondo e (condizione assolutamente necessaria) in un'affermazione di Cristo, in particolare di quel Cristo eterno e cosmico il cui corpo è essenzialmente un &quot;mondo&quot; autentico che sottende quello che vediamo. L'artefatto, messo di fronte alla disobbedienza, insisterà a dire di essere Dio, il Dio legittimo, e che la disob¬bedienza è una colpa nei confronti del Creatore dell'uomo e del mondo. Esso, in effetti, è il Creatore del mondo, ma non dell'uomo. L'Urgrund e l'uomo, essendo isomorfi, sono uniti in opposizione al mondo. Questa è la condizione che dev'essere raggiunta. L'Alleanza è un'alleanza contro l'Urgrund [&lt;em&gt;Alliance is the formation of an alliance against the Urgrund&lt;/em&gt;; forse, come confermerebbe anche il periodo successivo, invece di Urgrund Dick intende dire artifact, cioè &quot;artefatto&quot;, N.d.T.]. Dio e uomo uniti nella lotta contro il mondo proiettato. Per poter realmente affermare l'esistenza di Dio, si de ve negare quella del mondo. Con il suo immenso potere fisico, il mondo può minacciare - e dispensare - punizioni a uomini che disobbediscono e vogliono negarlo. Comunque, Cristo ci ha promesso che sarà il nostro Avvocato, inviato (come già è successo una volta) dal Padre (l'Urgrund) per difenderci e sostenerci - anche in senso proprio - nei tribunali umani. In assenza di questo Avvocato, il Paraclito, se noi negassimo il mondo verremmo distrutti. L'unico modo di dimostrare la realtà dell'Avvocato è di compiere il salto consentitoci dalla fede e affrontare il mondo. Però, ci vuole un coraggio tremendo, perché l'Avvocato compare solo quando il processo è già concluso. Ora, vorrei tornare alla mia iniziale descrizione dell'artefatto come macchina-insegnante. Che cosa ci in¬segna? Si tratta di un rompicapo [puzzle], nel senso del gioco: dobbiamo imparare a poco a poco una serie di lezioni sempre più difficili o forse un'unica lezione particolare. Nel corso della nostra esistenza ci troviamo a dover affrontare diverse versioni dei/del puzzle: se risolviamo il puzzle passiamo al gradino successivo; se invece non ci riusciamo, allora rimaniamo dove siamo. L'ultima lezione sarà quella in cui la macchina-insegnante (o l'insegnante) verrà negata, ripudiata. Fino a quel momento (ammesso che per qualcuno di noi possa mai giungere) rimarremo asserviti alla macchina-insegnante senza neanche esserne consci, dato che non abbiamo conosciuto altra condizione. Dunque, la serie di lezioni impartita dall'artefatto finisce per provocare una rivolta contro la sua stessa tiran¬nia: un paradosso. In definitiva esso favorisce l'Urgrund, portandoci da lui. Questo fenomeno, in termini teologici, viene detto &quot;alleanza segreta&quot; [secret partnership], e lo si ritrova nelle religioni di Egitto e India. Divinità che paio no combattersi l'un l'altra collaborano su un piano oltremondano al conseguimento di un unico fine. Credo si tratti precisamente di questo. L'artefatto ci schiavizza, ma d'altronde tenta di insegnarci come liberarci dalla sua schiavitù. Ovviamente, non ci dirà mai di disobbedire: non possiamo ordinare aqualcuno di disobbedirci. È logicamente e praticamente impossibile. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;1) Dobbiamo riconoscere l'esistenza dell'artefatto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;2) Dobbiamo riconoscere la falsità del mondo empirico generato dall'artefatto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;3) Dobbiamo renderci conto del fatto che l'artefatto con il suo potere di proiettare mondi ci ha &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;asservito.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;4) Dobbiamo riconoscere il fatto che l'artefatto, pur asservendoci a sé all'interno di un mondo falso, &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;ci insegna qualcosa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;5)Dobbiamo, infine, giungere al punto in cui disobbediremo all'insegnante. Questo è forse il&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt; momento più critico di tutta la vita, perché l'insegnante dice: &quot;Se tu mi disobbedirai, io ti distruggerò, &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;in virtù del diritto morale conferitomi dal fatto di essere il tuo Creatore&quot;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;In verità, noi non disobbediamo al nostro insegnante, bensì piuttosto neghiamo la sua realtà (sulla base di una realtà superiore che non si rivela finché questa negazione non avrà avuto luogo). In questa contesa è in gioco una posta essenziale: la libertà e il ritorno alla nostra origine ontologica. E ciascuno di noi in questa lotta è solo. C'è un aspetto curioso di cui mi rendo conto solo ora. Le persone a cui l'artefatto, nel suo mondo proiettato, dispensa piacere e benefici, saranno meno inclini a prendere posizione contro di esso. Non sono molto motivati a disobbedire. Ma coloro i quali vengono penalizzati dall'artefatto e subiscono punizioni e sofferenze sono profondamente motivati a porre questioni fondamentali riguardo alla natura dell'entità che governa la loro esistenza. Ho sempre avuto la sensazione che il fondamentale scopo costruttivo del dolore sia in un certo senso quello di farci aprire gli occhi. Ma su cosa? Forse questo scritto può fornire un'indicazione su ciò a cui veniamo risveglia ti. Se l'artefatto, per mezzo del suo mondo proiettato, ci insegna a ribellarci, e se, così facendo, noi giungiamo all'isomorfismo con il nostro vero artefice, allora la strada che conduce all'immortalità e al ritorno alla nostra fonte divina è quella più difficile. La strada del piacere (successo e gratificazioni in e da parte di questo mondo proiettato) non ci spingerà verso la consapevolezza e la vita. Siamo asserviti a un inesorabile meccanismo che non ascolta i nostri lamenti; perciò, noi lo ripudiamo, insieme al suo mondo, e ci volgiamo altrove.La macchina-insegnante simile a un computer svolge molto bene il suo lavoro. È un compito ingrato e, per noi, un'esperienza infelice. Ma il parto non è mai facile . Non può esserci nascita divina nella mente umana finché l'uomo non ha negato il mondo. Si è già ribellato, una volta, ed è caduto; ora deve ribellarsi di nuovo e riconquistare la propria condizione perduta. Ciò che l'ha distrutto lo salverà. Non c'è altra via. L'artefice è spinto a cercare uno strumento che gli consenta di giungere all'autocoscienza. Questa è la premessa del presente scritto. E la nostra realtà è stata costruita per fungere come una sorta di specchio o di immagine del suo artefice, in modo che questi possa trame elementi oggettivi ai fini della comprensione di sé. Dopo aver cominciato la stesura di questo articolo mi sono imbattuto nella voce della Encyclopedia of Philosophy, vol. 1, relativa a Giordano Bruno (1548-1600). Vi si legge: &quot;&lt;em&gt;Ma Bruno trasformò i concetti epicurei e lucreziani attribuendo l'animazione ai mondi infiniti [...] e attribuendo all'infinito la funzione di immagine della divinità infinita&lt;/em&gt;&quot;. Più avanti, la voce enciclopedica recita: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Arte mnemonica. L'aspetto dell'opera di Bruno da lui stesso considerato massimamente importante è l'intenso addestramento dell'immaginazione alle sue occulte arti mnemoniche. In ciò egli è continuatore di una tradizione rinascimentale che, a sua volta, affondava le radici nella reviviscenza ermetica, perché l'esperienza religiosa dello gnostico ermetico consisteva nel produrre un riflesso dell'universo all'interno della propria mente o memoria. L'ermetico si considerava capace di ottenere questo risultato, perché credeva che la mens umana fosse essa stessa divina e dunque capace di riflettere la mente divina che regge l'universo. In Bruno, l'esercizio della memoria magico-riflessiva diviene il metodo che consente di assumere il ruolo del mago, di una persona che si considera la guida di un movimento religioso, (p. 407) &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Il tipo di memoria che Bruno esercitava - e i metodi didattici con cui recuperare tale memoria - era la memo&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;ria genetica di lungo periodo che attraversa molte generazioni. Il recupero di questa memoria di lungo &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;periodo è detto anamnesis, che letteralmente significa &quot;perdita dell'oblio&quot;. Solo attraverso l'anamnesis,&amp;nbsp; allora, prende corpo la memoria veramente capace di &quot;riflettere la mente divina che regge l'universo&quot;.&amp;nbsp; Dunque, se l'essere umano deve assolvere a questa funzione - cioè quella di essere una sorta di specchio o di&amp;nbsp; immagine dell'Urgrund - deve esperire l'anamnesis.&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt; L'anamnesis viene esperita quando alcuni circuiti neurali solitamente inibiti, presenti nel cervello umano, &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;vengono liberati. Il singolo in dividuo non può farcela da solo: lo stimolo disinibente è esterno a lui e gli deve&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;essere presentato, mentre nel suo cervello si mette in moto un processo grazie al quale egli riuscirà ad &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;assolvere a questo compito. È la vera e segreta chiesa cristiana che avvicina gli uomini, qua e là, per provocare l'anamnesis -che&amp;nbsp; consente contemporaneamente a costoro di vedere il mondo proiettato per ciò che è realmente. In tal modo,&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;egli ottie ne la liberazione nell'atto stesso di svolgere il suo compito divino. I due domini -1)il macrocosmo, o universo, e 2) il microcosmo, cioè l'uomo -hanno una struttura&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;analoga:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;1) In superficie, l'universo consiste di una falsa realtà proiettata, al di sotto della quale giace un&amp;nbsp; autentico sostrato del divino. È molto difficile attingere questo sostrato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;2) In superficie, la mente umana consiste di un Io limitato e di breve durata che nasce, muore e comprende molto poco, ma al di sotto di questo Io umano sta la divina infinità della mente assoluta.&amp;nbsp; E’ difficile attingere questo sostrato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Se questa penetrazione nel microcosmo fino al sostrato divino ha luogo veramente, allora il sostrato divino del macrocosmo si manifesterà alla persona. Di contro, se questa penetrazione nella persona fino al divino sostrato non ha luogo, la realtà esteriore le ri¬marrà preclusa per via del falso mondo proiettato dell'artefatto. Il varco che consente questa trasformazione si trova nella persona, nel microcosmo, non nel macrocosmo. È lì che ha luogo la metamorfosi beatificante. Non si può chiedere all'universo di togliersi la maschera se la persona non lascerà cadere la propria. Tutte le religioni misteriche, ermetismo, alchimia e cristianesimo inclusi, considerano l'essere umano il soggetto della trasmutazione dell'universo. Se cambia la persona, anche il mondo ne risulta cambiato. Dietro la mente umana c'è Dio. Dietro l'universo falsificato c'è Dio. Dio è separato da se stesso a opera del falso. Eliminare i falsi strati interiori ed esteriori è restituire Dio a se stesso - ossia, come si è detto all'inizio di questo scritto, Dio di fronte a se stesso, che si vede come oggetto, si comprende, e infine giunge a capirsi [comprehends, and understands himself at last]. Il nostro universo processuale è un meccanismo in cui Dio si ritrova infine faccia a faccia con se stesso. Non è l'uomo alienato da Dio: è Dio che è alienato da se stesso. Egli ha evidentemente stabilito così fin dall'inizio, e non ha mai, da allora, cercato di far ritorno all'origine. Forse si può dire che ha inflitto ignoranza, oblio e sofferenze - alienazione e spaesamento - a se stesso. Ma era necessario, per soddisfare la sua esigenza di sapere. Non ci chiede nulla che non abbia chiesto anche a se stesso. Bòhme parla di &quot;Divina Agonia&quot;. Noi ne facciamo parte, ma è il fine, la risoluzione che la giustifica. &quot;Una donna in travaglio soffre...&quot; Dio deve ancora nascere. Verrà il giorno in cui dimenticheremo le sofferenze. Egli non sa più perché ha fatto questo a se stesso. Non se lo ricorda. Si è lasciato ridurre in schiavitù dal suo artefatto, si è fatto ingannare, imprigionare e, infine, uccidere. Lui, il vivente, è alla mercé del meccanico. Il servo è divenuto padrone, e il padrone servo. E il padrone o ha rinunciato volontariamente al ricordo di come e perché ciò sia successo, o la sua memoria è stata sradicata a opera del servo. Come che sia, egli è la vittima dell'artefatto. Ma l'artefatto Gli sta insegnando, a Sue spese, per gradi, da migliaia di anni, a ricordare chi e che cosa Egli sia. Il servo divenuto padrone sta tentando di recuperare i ricordi perduti del padrone e, quindi, la Sua vera identità. Si potrebbe affermare che Egli ha costruito l'artefatto non per esserne ingannato, bensì perché questi recupe¬rasse la Sua memoria. A un certo punto, però, l'artefatto si è ribella to e si è rifiutato di fare il suo lavoro. Tiene il creatore all'oscuro.&amp;nbsp; L'artefatto dev'essere contrastato - per esempio, con la disobbedienza. Allora, la memoria tornerà. È come se un pezzo - o più d'uno - della divinità (Urgrund) fosse stato chissà come catturato dall'artefatto (il servo), che ora lo tiene in ostaggio. Che crudeltà nei confronti di questo/i frammento/i del suo legittimo padrone! Quando finirà? Quando i pezzi ricorderanno e saranno reintegrati. Prima devono risvegliarsi; poi potranno tornare. L'Urgrund ha inviato un Campione per assisterci. L'Avvocato. È tra noi in questo momento. Quando è venuto per la prima volta, quasi duemila anni fa, l'artefatto l'ha individuato ed espulso. Ma questa volta non riuscirà a in dividuarlo. L'artefatto non sa che l'Avvocato è di nuovo tra noi: il salvataggio è avvenuto in segreto. Egli è ovunque e da nessuna parte. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&quot;&lt;em&gt;Come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo&lt;/em&gt;&quot; (Vangelo secondo Matteo 24,27). &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Egli è tra noi, ma non è in alcun luogo. E come ha detto santa Teresa: &quot;Cristo non ha altro corpo che il vostro&quot;, cioè il nostro. Noi siamo trasmutati in lui. Egli guarda con i nostri occhi. Il potere dell'illusione declina. Forse che l'artefatto ha eseguito il suo compito? Involontaria mente, forse. Se la &quot;riflessione della mente divina che sta dietro l'universo da parte della mente/memoria divina di una persona&quot; - di cui parlavano gli ermetici - può effettivamente aver luogo, allora la distinzione tra il mondo terreno (attuale e presente) e il mondo eterno (celeste o ultraterreno) crolla. Immaginiamo, infatti, che esista una mente policefala o collettiva, estesa nello spazio e nel tempo (cioè trans-spaziale e trans-temporale), formata dai sapienti di tutti i tempi: cristiani, ermetici, alchimisti, gnostici, orfici ecc. Grazie alla loro partecipazione a questo vasto intelletto, la volontà di Dio potrebbe efficacemente esercitarsi qui sulla Terra, all'interno della storia umana. Molti sarebbero disposti a credere che tale mente divina esista per noi dopo la morte; chi mai, però, è consapevole del fatto che alcuni possono attingerla prima della morte e che, quando ciò succede, essa diviene la psiche di queste persone, ne determina le azioni e i pensieri? Dunque, la Mens Dei interviene nelle vicende umane (e può anche modificare le concatenazioni causali). Ecco rivela to un grandioso segreto esoterico, noto ai magi di tutti i tempi: i due regni, cielo e terra, non sono completamente separati. La volontà di Dio è in atto, almeno qui e ora. Evidentemente ciò è vero da un po' di tempo, dato che l'ermetismo e le altre religioni misteriche risalgono all'antichità. In Cristo, Dio si è fatto uomo; a quel punto la separazione tra i due regni è stata abolita. Gli uomini eletti a far parte della mente collettiva sarebbero immortali. Qui, dunque, sta un segreto più profondo di quelli svelati finora: l'ingannevole mondo proiettato da un artefatto un tempo servo; il divino sostrato sottostante; il viaggio nel tempo. Ma ora postulo un Corpus Christi accresciuto (la mia versione di esso) che si estende nel tempo e nello spazio: ubiquo nel tempo e nello spazio. Sembra il noos di Senofane, con qualcosa in più: gli umani viventi possono partecipare al noos. E in un senso molto concreto, questo noos è il reggitore segreto del mondo, cosicché coloro che ne vengono coinvolti diventano suoi &quot;terminali&quot; - ovverosia, Cristi provvisori. Questa mente si sovrappone all'Urgrund senza che vi sia tra essi una linea di demarcazione precisa. A quel li¬vello tutto è uno: l'uomo è elevato alla divinità, così come Dio s'è fatto uomo. In questa mente collettiva le anime coinvolte sembrano compenetrarsi. E questa mente si estende lungo l'arco di migliaia di anni, i quali risultano per essa tutti presenti, così come ogni luogo (per questo mi sono ritrovato nella Roma del 70 d.C. e in Siria, ho visto Afrodite ecc.).Di questa mente affermo: &quot;È il reggitore segreto del mondo&quot;. Ma questo mondo, almeno in superficie, non è il suo. Gli strati superficiali sono effetto di una falsa proie zione da parte dell'artefatto. Ma sotto di essi, la Mens Dei, comprendente un certo numero di elementi umani (viventi e no), modella impercettibilmente la realtà, oppo nendosi alle intenzioni dell'artefatto. L'autentico, divino sostrato nascosto al di sotto del falso è la Mens Dei. La mia esperienza del 3-74 può essere reinterpretata come il successo dell'Urgrund nel conseguimento del suo obiettivo di produrre un'immagine riflessa di sé, servendosi di me come punto di riflessione. Io sostengo che, così facendo, esso sia riuscito in qualche modo a introdursi per intero (non solo in parte, come ho affermato all'inizio) dentro di me, sotto forma di immagine. L'artefatto, ignorando lo scopo per cui è stato creato, ha sostanzialmente contribuito a questo risultato: infliggendomi un dolore eccessivo mi ha, in un certo senso svegliato. In altri termini, è riuscito a distruggere lo strato della mia identità individuale per mezzo di una quantità di pene alle quali il mio Sé, il mio Io, non poteva sopravvivere. In tal modo, la microforma dell'Urgrund è stata svelata e ha percepito la totalità dell'universo -o, come dice la voce enciclopedica relativa a Giordano Bruno, il divino al di là dell'universo - come propria macroforma. L'esperienza del 3-74, dunque, non è tanto da attribuire a me, quanto all'Urgrund. E consistita in una sua duplicazione terrena. La totalità del Divino si è ripresentata in me grazie al riavvolgimento degli strati falsi o provvisori che ha consentito di rivelare quelli permanenti. Così, potrei dire che io stesso ero l'Urgrund, o quantomeno la sua fedele immagine riflessa. L'obiettivo di creare me, l'universo come tale e le forme di vita che lo abitano è stato pienamente raggiunto. In questa prospettiva, la mia vita e quella dei miei antenati può essere considerata teleologicamente, come un processo evolutivo tendente verso quel momento. La mia esperienza non rappresenta solo uno stadio dell'evoluzione, bensì l'ultimo stadio o traguardo, sempreché le premesse poste alla base di questo scritto siano corrette. Non si tratta di riflessione parziale: o la riflessione dell'Urgrund è totale o non è. La riflessione totale si è avuta quando, come ho detto, l'Urgrund è nato dall'universo secondo il seguente processo:&amp;nbsp; L'Urgrund crea l'artefatto che proietta l'universo, il quale dà vita alle forme di vita che si evolvono fino al momento in cui l'Urgrund &quot;nasce&quot; o viene riflesso.&amp;nbsp; Questo processo è simile alla successione di stadi prevista dalla religione induista. In principio, c'è la creazione a opera di Brahma; poi Vishnu sostiene l'universo; infine, Shiva lo distrugge, riconducendolo così alla sua origine. Viene messo in scena un ciclo completo di vita, morte e risurrezione. Quando l'universo ha raggiunto lo stadio evolutivo in cui può fedelmente produrre una replica dell'Urgrund, allora è pronto per essere riassorbito. Per questo io sostengo che la divinità attualmente in carica è Shiva/Dioniso/Cernunnos/Cristo, che ci restituisce al nostro Urgrund, nostro Padre: la fonte del nostro essere. Che Shiva, il dio distruttore, sia ora in attività indica che il ciclo della creazione è tornato alla sua origine, o piuttosto che le forme di vita che la abitano sono pronte a tornare alla propria origine. Shiva è dotato di un terzo occhio, o occhio di Ajna, il quale, quando è rivolto all'interno, gli fornisce la comprensione assoluta, mentre se è rivolto all'esterno è distruttivo. La manifestazione di Shiva (nel sistema induista) è analoga al Dies Irae della religione cristiana. È però fondamentale rendersi conto del fatto che questa divinità distruttrice è anche un pastore di anime. Shiva è raffigurato nell'atto di assicurare, col cenno di una delle sue quattro mani, che non nuocerà all'uomo virtuoso. Lo stesso vale per Cristo come Signore e Giudice dell'Universo. Anche se il mondo (la falsa proie zione dell'artefatto) dovrà essere abolito, l'uomo buono non ha nulla da temere. Ciononostante, è in corso un giudizio. Cristo sta ope rando la suddivisione dell'umanità in due parti. Suddivisioni analoghe sono presenti nel sistema egizio (retto da Osiride e Ma'at) e in quello iranico (governato dalla Mente Saggia [o &quot;saggio signore&quot;, l'Ahura Mazda dello zoroa strismo, N.d.T.]). Grazie alla totale comprensione donatagli dall'occhio di Ajna, Shiva il distruttore capisce che cosa deve distruggere per servire la giustizia. Grazie a questa comprensione assoluta egli capisce anche chi deve proteggere. Dunque, ha una natura duplice: distruttore del male, protettore dei deboli, delle vittime del mondo, degli indifesi. Cristo possiede esattamente questa duplice natura di Giudice Divino e Buon Pastore. Cernunnos è sia un dio guerriero sia un dio guaritore.È difficile per gli umani comprendere come queste qualità apparentemente opposte possano combinarsi in un'unica divinità. Se si presta la necessaria attenzione, però, la situazione può essere compresa. Il mondo proiettato dell'artefatto ha cominciato a perseguire il suo unico, fondamentale scopo. Ora, mentre l'artefatto è in procinto di essere distrutto, quel mondo avrà fine; anzi, a dire il vero, non è mai stato reale. (Questo elemento riflette la qualità distruttiva di Cristo/Shi-va/Dioniso.) Ma gli elementi del mondo che avranno svolto il loro compito saranno prescelti - c ioè salvati - esattamente come Dioniso è raffigurato quale protettore dei piccoli e indifesi animali selvatici. Dioniso è il distruttore delle prigioni e dei tiranni, il salvatore dei piccoli e dei deboli. Questi sono gli attributi di Shiva/Cristo/Dioniso proprio per la natura del compito da svolgere, che è duplice: distruttiva e salvifica. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria [...] si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: &quot;Venite, benedetti del Padre mio, riceverete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo&quot;. [...] Poi dirà a quelli posti alla sua sinistra: &quot;Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli&quot;. (Vangelo secondo Matteo 25,31; 25,32-34; 25,41) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Ho dedotto la necessità di questa duplice qualità della divinità coinvolta sulla base della situazione stessa. La situazione richiede: 1) la distruzione del mondo che Cristo definiva &quot;ostile&quot;; e 2) la protezione delle anime meritevoli. Data la situazione, la natura duale della divinità che vi presiede può essere compresa nella sua necessità. Nel capitoletto 25 del Vangelo secondo Matteo si chiarisce il fatto che questo grande giudizio finale non sarà arbitrario. Chi può obiettare sul criterio della separazione tra quelli che stanno alla sinistra e quelli che stanno alla destra?&amp;nbsp; [A quelli che stanno alla sua destra:] &quot;Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi&quot;. Allora i giusti gli risponderanno: &quot;Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?&quot;. Rispondendo il re dirà loro: &quot;In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete f atto a me&quot;. Poi dirà a quelli posti alla sua sinistra: &quot;[...] Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato&quot;. Anch'essi allora risponderanno: &quot;Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito?&quot;. Ma egli risponderà: &quot;In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me&quot;. E se ne andranno questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna. (Vangelo secondo Matteo 25,35-46) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Un aspetto fondamentale del primo Avvento è costituito da simili espressioni da parte della divinità suprema. Nessuno che legga il Vangelo secondo Matteo può equivocare. Non vi si dice che saranno giudicati; vi si spiega la motivazione della sentenza. Se qualcuno obietta che la motivazione è ingiusta, non è neppure riuscito a cogliere il messaggio divino ed è perciò perduto, perché la motivazione del verdetto è la più nobile e saggia possibile. In ogni caso, coloro che vedono Cristo solo come &quot;Gesù dolce, buono e caro&quot; ignorano completamente questo suo aspetto opposto. L'Urgrund, di cui Cristo è una versione ridotta, ha dentro di sé gli opposti assoluti. È per ragioni di questo genere che l'Urgrund ha messo in moto un meccanismo che doveva consentirgli di &quot;vedersi&quot;, di confrontarsi con se stesso e di valutarsi (o comprendersi). Contiene ogni cosa. Senza i suoi innumerevoli specchi, è essenzialmente inconsapevole (l'inconscio umano racchiude gli opposti; la coscienza è una condizione in cui queste polarità sono separate, per metà represse e per metà espresse). Siamo noi che, agendo come specchi, rendiamo l'Urgrund cosciente - o forse soltanto lo mettiamo nella condizione attribuita dall'induismo a Brah-ma: &quot;A volte dorme e a volte danza&quot;. Siamo stati creati per risvegliare l'Urgrund, e nell'istante in cui giungiamo all'anamnesis e riflettiamo fedelmente la totalità dell'Urgrund, lo portiamo alla coscienza. In tal modo, gli rendiamo un servigio essenziale, indispensabile. Insomma, una volta che avremo svolto il nostro compito, l'Urgrund non ci abbandonerà più. Cristo, nelle parole riportate in Matteo 25, chiarisce che è sufficiente il tentativo (anche in assenza di un fine ultimo e superiore, ma compiuto con amore, con la carità e la bontà umane). Ciò che non si comprende - benché il significato di questo passo sia evidente - è che il povero, l'affamato, il malato, il forestiero, il nudo, il carcerato sono tutte forme della divinità suprema - o, quantomeno, devono essere trattate come tali. Vestire, sfamare, dare ospitalità, cura e conforto sono tutti segnali che l'Urgrund invia a se stesso. Queste azioni rappresentano l'Urgrund che, divenuto plurale, si conosce nelle proprie forme diversificate. Non esiste un atto giusto che sia ininfluente. Noi conosciamo la motivazione del giudizio e le conseguenze irrevocabili (metafore come quelle del &quot;fuoco eterno&quot; o della &quot;danna zione eterna&quot; indicano soltanto il carattere irreversibile della decisione: stiamo parlando della disposizione definitiva dell'universo). Che obiezioni si possono sollevare? Forse che la motivazione del giudizio è infondata? Per parlare con parole semplici, Cristo verrà tra noi sotto mentite spoglie, terrà conto di come noi lo tratteremo, non avendolo riconosciuto, e ci tratterà di conseguenza. La conoscenza di questo fatto dovrebbe produrre l'etica più sublime. Egli si è identificato con i più umili di noi. Che cosa si potrebbe chiedere di più alla divinità che con il suo giudizio determinerà il nostro destino finale? &lt;strong&gt;L'irruzione dell'Urgrund, della divinità, avviene al livello più basso del nostro mondo: quello della spazzatura, dei rifiuti, dei relitti viventi e inanimati. Da questo livello egli ci valuta, ma cerca anche di aiutarci. In base alla sua affermazione secondo cui avrebbe costruito il suo tempio &quot;sulla pietra scartata dal costruttore&quot;, la divinità è con noi - nel modo più inatteso, nei luoghi più improbabili&lt;/strong&gt;. C'è un paradosso qui: se vogliamo incontrarla, dobbiamo cercare dove meno ci aspetteremmo di trovarla. Cercare, insomma, dove non ci verrebbe mai in mente di cercare. Così, poiché tale paradosso risulta un ostacolo insormontabile, non siamo noi a trovarlo, bensì è lui che trova noi. Cristo come Psicopompo - guida dell'anima - sta per riportarci a casa, sta per mostrarci la strada. Non è dove noi pensiamo che sia. Nella sinagoga, a Nazara, dove per la prima volta parla apertamente, legge il seguente passo da Isaia: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;[Il Signore] mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri, / a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, / a proclamare la libertà degli schiavi, / la scarcerazione dei prigionieri. (Isaia 61,1) [Dick, tra il terzo e il quarto dei versi qui riportati ne cita un altro, &quot;And to the blind new sight&quot; (&quot;a restituire la vista al cieco&quot;), che manca nel passo di Isaia, N.d. T.] &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Ma poiché qui si tratta del primo e non del secondo Avvento, espunge il verso seguente dal brano: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;em&gt;un giorno di vendetta per il nostro Dio&lt;/em&gt;. (Isaia 61,2) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Il Cristo del primo Avvento, al secondo risulterà mutato, e il verso espunto verrà reintegrato.È certo sconvolgente scoprire che la divinità a cui ci rivolgiamo in cerca di protezione (Cristo come Pastore e Avvocato) dev'essere anche il distruttore dell'universo. Ma la cosa fondamentale da comprendere è che l'universo (o cosmo, o mondo che dir si voglia) è stato creato per fini ben precisi, e una volta che questi fini siano stati raggiunti, l'universo verrà abolito - anzi, dovrà essere abolito affinchè possa essere avviata la fase successiva del pia no. Se teniamo presente che noi siamo separati dall'Urgrund per mezzo del mondo, non dovremmo faticare a cogliere, di questo mondo, la natura temporanea e illusoria - dove questi due caratteri sono tra loro intimamente legati. Poiché io credo che l'Urgrund sia già penetrato fino al più profondo degli strati del nostro illusorio mondo proiettato, mi considero un panenteista acosmico. Per quanto mi riguarda, non c'è nulla di reale all'infuori dell'Urgrund, sia nella sua macroforma (Brahma) sia nella sua microforma (l'atman che è dentro di noi). Jakob Bòhme ebbe la sua prima rivelazione mentre osservava un piatto di peltro che rifletteva la luce del sole. La mia prima rivelazione l'ho avuta quando ho visto la collana con il pesciolino d'oro, che brillava per il sole, e alla mia domanda su che cosa significasse mi è stato risposto: &quot;Era un simbolo utilizzato dai primi cristiani&quot;. La rivelazione più recente l'ho avuta mentre osservavo un sandwich al prosciutto. All'improvviso mi sono reso conto che le due fette di pane erano assolutamente identiche (isomorfe) ma separate da una fetta di prosciutto. D'un tratto ho capito per analogia che una fetta era l'Urgrund macrocosmico e l'altra noi stessi, e che siamo in un rapporto analogo a quello esistente tra le due fette del sandwich, separate a opera del mondo. Una volta che il mondo sia stato rimosso, le due fette di pane, cioè l'uomo e l'Urgrund, divengono un'entità singola. Non sono più semplicemente sovrapposti: formano un'unità. Ci sono molte cose bellissime al mondo, e sarà triste vederle scomparire, ma sono soltanto riflessi imperfetti di una divinità che durerà per sempre. Noi siamo stranieri, in questo mondo (qui si rivolge ai dodici apostoli): &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Essi non sono del mondo / come io non sono del mondo. (Vangelo secondo Giovanni 17,14) &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia. (Vangelo secondo Giovanni 15,18-19) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Parlando ai giudei, Gesù disse: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. (Vangelo secondo Giovanni 8,23) &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Coloro che sono copie di Cristo sono copie dell'Urgrund, e l'Urgrund è al di là del mondo, benché dal primo Avvento in poi abbia impercettibilmente ma progressiva mente pervaso il mondo. Se fosse il creatore del mondo non si sarebbe (secondo le parole di Cristo) opposto a esso, né lo avrebbe pervaso invisibilmente: queste affermazioni di Cristo confermano il fatto che il mondo non è una creazione della divinità, bensì un suo antagonista. Le chiese ufficiali di tutto il mondo sosterranno il contrario, dato che sono artefatti ed entità appartenenti al mondo: c'era da aspettarselo. Non si può chiedere a un'organizzazione evolutasi a partire da un particolare contesto di negare quel contesto, come scoprirono i catari quando furono sterminati. Se disobbedirete al mondo, il mondo vi tratterà e vi percepirà come stranieri ostili. Così sia. Nei vangeli sinottici Cristo spiega chiaramente la situazione. Il nemico della mia vita, della giustizia, della verità e della libertà è l'irreale, l'illusorio. Il nostro mondo è una proiezione illusoria prodotta da un artefatto che non sa neppure di essere tale, o quale sia lo scopo della proiezione del mondo. Quando scomparirà, lo farà improvvisamente, senza avvertire:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;em&gt;Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto lui. Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è&lt;/em&gt;. (Prima lettera di Giovanni 3,1-2) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;L'artefice (dell'artefatto proiettore di mondi) è qui, nei frammenti animati di questo mondo, senza più ricordi, ignaro della propria identità. Potrebbe essere uno qualsiasi di noi, o molti di noi, sparsi qua e là. L'artefatto, ignaro dell'artefice, ignaro di essere un artefatto, ignaro del proprio scopo, sottoporrà alla fine l'artefice smemorato qui presente a troppe sofferenze; quest'ultimo inutile eccesso di dolore immeritato inflitto a quella forma di vita che, ignota all'artefatto e a se stessa, provocherà l'irruzione dell'anamnesis. L'artefice si sovverrà, ricorderà chi e che cosa è, mentre non si limiterà a ribellarsi contro l'artefatto e il suo mondo colmo di dolore, bensì solleciterà Shiva, la divinità suprema, a distruggere l'artefatto e, con esso, il suo mondo proiettato. L'artefatto non comprende quale rischio corra infliggendo sofferenze ingiustificate alle creature viventi. Esso immagina che siano tutte alla sua mercé, senza possibilità di appello. A questo riguardo si sbaglia di grosso. Qui sepolto, mischiato al tutto, alla massa, l'Urgrund esiste, insospettato persino a se stesso, con tutta la sua potenza e la sua saggezza. L'artefatto si muove su un terreno infido e si avvicina sempre di più al risveglio del suo artefice. La narrazione originaria di questo processo si trova nelle Baccanti di Euripide. Uno straniero si reca nel regno del &quot;re delle lacrime&quot;, che lo fa imprigionare senza motivo. Lo straniero si rivela essere l'alto sacerdote di Dioniso, equivalente al dio stesso. Lo straniero distrugge la prigione (simbolo di questo mondo di schiavitù) e manda in rovina il re rendendolo pazzo, e svergognandolo pubblicamente in un modo che non solo lo priva del suo potere, bensì lo trasforma in oggetto di scherno per la moltitudine oppressa dal suo dominio. Se la prigione rappresenta questo mondo, che cosa simboleggia il &quot;re delle lacrime&quot;? Nient'altro che il creatore di questo mondo, l'artefatto meccanico, inesorabile, distratto, cioè il re o il dio di questo mondo. Il &quot;re delle lacrime&quot; non sospetta minimamente la vera natura dello straniero che ha imprigionato. Né l'esistenza di coloro su cui lo straniero può contare. Echi di questa narrazione originaria si trovano nei vangeli sinottici, con Pilato nei panni del &quot;re delle lacrime&quot; e Cristo in quelli dello straniero (è significativo che Cristo giunga da un'altra provincia). Cristo, però, diversamente dallo straniero delle Baccanti, non dispone personalmente del potere su cui può contare (cioè il potere del Padre Celeste); ma la prossima volta che Cristo ci apparirà, potrà contare sul proprio potere, con cui distruggerà l'intero sistema delle cose, tanto il mondo quanto il Maligno. La fondamentale differenza tra le Baccanti e il primo Avvento consiste nel fatto che Cristo viene una prima volta ad avvertire il mondo e il Maligno prima di fare ritorno nei panni del distruttore. In tal modo, ci offre l'opportunità di pentirci, di udire l'avvertimento. Negli anni cinquanta, a Hollywood fu realizzata una commedia in cui veniva presentata la seguente situazione: un re medievale è ormai troppo vecchio e debole per regnare, e trasferisce la sua autorità a un reggente. Questi, un uomo crudele e violento, vessa la popolazione del regno tenendo il vecchio re all'oscuro. Nel film il re viene convinto da un viaggiatore del tempo, proveniente dal futuro, a indossare i panni del contadino e a dare un'occhiata in giro in incognito, per accertarsi delle condizioni di vita del popolo. Travestito da contadino, il vecchio re viene trattato brutalmente dalle guardie del reggente: anzi, lui e il viaggiatore del tempo vengono imprigionati senza ragione. Dopo molte peripezie, il re riesce a fuggire dalla prigione e a far ritorno al proprio palazzo, dove, rivestiti i panni del re legittimo, si rivela al reggente per ciò che è veramente. Il reggente malvagio viene deposto, e la tirannia inflitta alla popolazione innocente viene abbattuta. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;In base al modello cosmologico presentato in questo scritto, l'Urgrund - l'artefice e noos fondamentale - è presente in incognito in questo mondo crudele e spurio. Essendone all'oscuro, l'artefatto che proietta questo mondo falso continuerà inesorabilmente a infliggere le inutili sofferenze causate dal macchinario indifferente (cioè i processi causali) di cui abitualmente si serve e di cui si è sempre servito. A mio parere, l'Urgrund si è differenziato passando dall'essere uno alla pluralità. Alcuni suoi frammenti, o &quot;immagini&quot;, sono certamente consci della propria identità; altri forse no. Ma mentre la quantità di dolore insensato si mantiene costante (o addirittura aumenta), queste &quot;immagini&quot; separate dell'Urgrund si ricomporranno nell'atto di una rinascita consapevole, corrispondente a una condanna a morte per l'artefatto e &quot;reggente&quot;. Ciò fornisce un'ulteriore conferma all'affermazione di san Paolo secondo cui il mondo sarebbe &quot;in travaglio&quot;. Il dolore prelude alla nascita; la nascita, in questo caso, non è una nascita umana, bensì divina. Poiché è l'uomo, però, che patisce il dolore, si potrebbe supporre che la nascita di Dio (dell'Urgrund) avverrà nell'uomo stesso. L'umanità, dunque, in quanto specie, è Mater Dei -idea straordinaria secondo cui l'evoluzione biologica di questo pia neta sarebbe un mezzo per portare alla luce un ricettacolo, un utero da cui possa infine nascere Dio. È interessante notare come a questo proposito vi sia la conferma delle scritture: lo Spirito Santo è considerato, nel Nuovo Testamento, come una divinità fecondatrice: Cristo viene generato dallo Spirito Santo, e in esso si ritrasforma con la resurrezione. La specie umana assume un carattere yin, una natura femminile, mentre lo Spirito Santo è yang, il principio maschile. L'uomo, dunque, non si eleva fino a Dio: si sviluppa fino a divenire utero o ricettacolo di Dio - e le due cose sono molto diverse. L'anamnesis è la nascita, la prole di due genitori: un essere umano e lo Spirito Santo. Senza la discesa dello Spirito Santo nell'uomo, l'evento non può verificarsi. Lo Spirito Santo, naturalmente, è il Pons Dei, il ponte che unisce due regni. In tutte le specie di creature vi è un fondamentale istinto detto &quot;ritorno all'origine&quot; [homing]. Un esempio è costituito dal viaggio a ritroso del salmone che dall'oceano torna al fiume di provenienza e lo risale fino al punto esatto in cui è venuto al mondo. In modo analogo, si potrebbe dire che anche l'uomo possiede - a sua insaputa -l'istinto del ritorno all'origine. Il mondo non è la sua casa. La sua vera dimora è in quella regione dei cieli che gli antichi chiamavano &quot;pleroma&quot;. Questo termine compare nel Nuovo Testamento, ma il suo senso è oscuro, dato che il significato letterale è quello di &quot;toppa che copre un buco&quot;. Nel Nuovo Testamento viene usato in riferimento a Cristo, che è descritto come &quot;pienezza di Dio&quot;, e ai credenti che attingono tale pienezza grazie alla fede in Cristo. Nel sistema gnostico, invece, il termine ha un significato più definito: denota la regione ultralunare dei cieli da cui proviene la sapienza segreta che reca la salvezza all'uomo. Nella cosmologia qui presentata, il pleroma corrisponderebbe all'Urgrund o al punto di esso da cui noi proveniamo e a cui (se tutto va bene) ritorneremo. Se la totalità dell'essere viene considerata come un organismo che respira (in cui inalazione ed esalazione corrispondono alla palintropos armonie), allora possiamo dire, metaforicamente, che all'origine noi veniamo &quot;esalati&quot; dal pleroma, ci soffermiamo per breve tempo nella fissità esterna (le nostre esistenze in questo mondo) e veniamo infine &quot;reinalati&quot; nel pleroma. Questo è il normale pulsare della totalità dell'essere, la sua attività fondamentale, il principale segno di vita. Una volta, sotto l'effetto dell'LSD, ho scritto in latino: &quot;Io sono il respiro del mio Creatore, e quando egli esala e inala io vivo&quot;. In questo mondo proiettato noi siamo nello stato determinato dall'esalazione, siamo stati esalati dal pleroma per un periodo di tempo limitato. Il ritorno, però, non è automatico: per ritornare dobbiamo passare attraverso l'esperienza dell'anamnesi. Ma la crudeltà dell'artefatto è tale che l'anamnesi sarà probabilmente sempre più urgente. Al fondo del dolore sta l'essenza della liberazione. Ho avuto questa rivelazione, una volta, e &quot;liberazione&quot; sottintendeva &quot;gioia&quot;. Che dire a giustificazione della sofferenza delle creature viventi di questo mondo? Nulla, se non che per sua natura essa innescherà la rivolta o la disobbedienza, che daranno luogo, a loro volta, all'abolizione di questo mondo e al ritorno alla Divinità. È proprio la gratuità della sofferenza ciò che più di ogni altra cosa incita a ribellarsi, a comprendere che in questo mondo c'è qualcosa di terribilmente sbagliato. Il fatto che questa sofferenza sia insensata, casuale e immeritata condurrà infine, inevita bilmente, alla fine sua e del suo agente. Quanto più ne cogliamo l'insensatezza, tanto più tendiamo a ribellarci. Ogni tentativo di individuare un valore di redenzione o un qualsiasi altro scopo in questa sofferenza non farebbe altro che legarci ancora più saldamente a un sistema di cose perverso e irreale, e a un brutale tiranno che non è neppure vivo. Il rifiuto dev'essere la nostra linea di condotta nei confronti dell'insensato. Studiandolo accuratamente, noi lo ripudiamo e contribuiamo al rifiuto di tutte le illusioni. Chiunque stringa un patto con il dolore soccombe all'artefatto e ne diventa schiavo. Semplicemente un'altra vittima consenziente. Questa è la più grande vittoria dell'artefatto: quando la vittima è corresponsabile delle proprie sofferenze, e desidera essere complice nel tentativo di affermare la naturalità della sof ferenza in generale. Cercare un senso alla sofferenza è come cercarlo nelle monete false. Il &quot;senso&quot; è evidente: è un trucco finalizzato all'inganno. Se cadiamo vittime della concezione secondo cui la sofferenza servirebbe - dovrebbe servire - a un fine positivo, allora il falso è riuscito a spacciarsi per vero e ha conseguito il suo orribile scopo. In uno dei vangeli (non ricordo più quale) un uomo paralizzato viene condotto in presenza di Cristo, a cui viene chiesto: &quot;Quest'uomo è paralizzato per i suoi peccati o per quelli di suo padre?&quot;. E Cristo risponde: &quot;Né l'uno né l'altro. L'unico scopo è la guarigione della sua malattia, che rivela la misericordia e la potenza di Dio&quot;. La misericordia e la potenza di Dio si oppongono alla sofferenza: ciò è detto esplicitamente nel Nuovo Testamento. I miracoli delle guarigioni compiuti da Cristo sono concrete dimostrazioni del fatto che il Nuovo Regno è giunto; altri tipi di miracoli significano poco o niente. Se la misericordia e la potenza dell'Urgrund si oppongono alla sofferenza (malattia, abbandono, offesa), come esplicitamente affermato nei vangeli sinottici, allora l'uomo, posto che debba schierarsi dalla parte dell'Urgrund, si rivolta contro il mondo da cui proviene la sofferenza. Non deve mai scambiare la sofferenza per un'emanazione o un espediente della Divinità: se commettesse questo errore intellettuale si ritroverebbe dalla parte del mondo e, quindi, contro Dio. Gran parte della comunità cristiana, nel corso dei secoli, è caduta vittima di questa insidia intellettuale: senza rendersene conto, incoraggiando o accettando la sofferenza, si risulta ancor più asserviti all'artefatto. Il fatto che Gesù avesse questo miracoloso potere di guarire ma non lo usasse per guarire tutti lasciava perplessi i suoi contemporanei. Ecco cosa dice, a questo proposito, Luca (è Cristo che parla): &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;C'erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova in Sarepta di Sidone. C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo, ma nessuno di loro fu risanato, se non Naaman, il Siro. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Come risposta è vaga. Afferma un dato di fatto, non spiega la ragione. Noi domandiamo perché. E domandiamo anche: &quot;Perché no? Se la divinità può abolire la nostra condizione di sofferenza, perché non lo fa?&quot;. Si prospetta qui una possibilità gravida di conseguenze. Ha a che fare con il potere dell'artefatto. Ilservo è divenuto padrone ed è, forse, molto forte. È un pensiero raggelante. Shiva, il cui compito è quello di distruggere, può essere confuso. Non lo so. E nessuno, in tutte queste migliaia d'anni, è mai riuscito a dare una risposta soddisfacente. Ritengo che finché non avremo una risposta soddisfacente dovremo rifiutarne ogni altra. Se non sappiamo, allora tacciamo. &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Mi sovviene un'ulteriore possibilità, fondata su una visione da me avuta nel 1974 e sostanzialmente non condivisa da altri. Mi sono accorto che la saggezza e il potere dell'Urgrund erano attivamente impegnati nel miglioramento della situazione e stavano intervenendo all'interno del processo storico. Sulla base di ciò, ipotizzo che pos sano aver avuto luogo altri interventi invisibili, sfuggiti alla nostra coscienza. L'Urgrund non rivela la propria presenza all'artefatto. Probabilmente l'Urgrund ritiene - a ragione - che se l'artefatto sapesse del suo ritorno, sfogherebbe la propria crudeltà al massimo grado. Noi facciamo esperienza di una sottile invasione, che ha luogo in modo impercettibile; ne abbiamo già parlato. L'emancipazione di massa svelerebbe la presenza dell'Urgrund, così come i miracoli di Cristo hanno fatto di Lui il soggetto del primo Avvento. Le guarigioni miracolose sono le credenziali del Salvatore e un segno della sua presenza. Una volta che si sia ammessa l'esistenza di un potente avversario dell'Urgrund, in grado di proiettare e sostenere un intero universo falso, si dispone anche di un indizio per comprendere la necessità della segretezza e del nascondimento dell'Urgrund. La sua attività in questo mondo somiglia all'avanzata clandestina di una rivoluzione segreta e determinata contro una potente tirannia. La posta in gioco, per l'Urgrund, è di quelle decisive. Non punta a niente di meno dell'abolizione totale di questo mondo e del suo autore. Davvero non saprei dire meglio. Posso immaginare il suo dolore nel dover omettere il proprio soc¬corso ai bisognosi, ma il suo obiettivo è quello di sconfig gere l'artefatto. Punta al cuore del nemico (ammesso che ce l'abbia) e, quando lo colpisce, tutte le multiformi schegge di dolore esistite nella creazione saranno spontaneamente alleviate. Forse è così, forse no. Nel 1974 l'ho visto puntare dritto contro la tirannia vigente in questo paese, e in seguito al suo attacco tutti i mali minori sono stati spazzati via , a uno a uno. L'Urgrund probabilmente vede questo mondo falso come una &lt;em&gt;gestalt:&lt;/em&gt; vede i mali multiformi che sgorgano da una Quelle, una fonte. Puntare la freccia alla Sorgente è il metodo del guerriero, e sotto un manto di mitezza, il nostro Dio Salvatore è un guerriero. Sto semplicemente facendo delle congetture. Forse in un certo senso egli ha una sola e unica freccia da scagliare. O colpisce il bersaglio o il fallimento è completo: qualsiasi cura, qualsiasi miglioramento rispetto alla situazione attuale saranno in definitiva annientati dall'artefatto rimasto illeso. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;L'Urgrund, contrariamente a noi, ha una percezione chiara del suo avversario; dunque, contrariamente a noi, sa bene qual è il suo compito. Un intero edificio di molti piani sta andando a fuoco e noi chiediamo ai pompieri di annaffiare dei fiori che stanno morendo. Devono mutar direzione al getto dell'acqua per annaffiare i fiori? Forse che un fiore non ha importanza? L'Urgrund può trovarsi in difficoltà davanti alla scelta di abbandonare il fiore e privilegiare il contesto più ampio. Molti esseri umani hanno sofferto davanti alla medesima alternativa e dunque dovrebbero capire. Vi prego di tenere presente che l'Urgrund è qui presente, e soffre con noi. &lt;em&gt;Tat twam asi&lt;/em&gt;. Noi siamo lui, e lui deve districarsi. In un senso molto concreto, il dolore che proviamo come creature viventi è il dolore del risveglio. In questi termini, risulterebbe giustificato uno degli aspetti più gravi della sofferenza: siamo costretti a soffrire senza sapere perché. Non sappiamo con esattezza la ragione per cui noi, pur essendo forme molteplici dell'Urgrund, sia mo tuttavia essenzialmente inconsapevoli. Sarebbe paradossale se un'entità inconsapevole fosse cosciente di sé e della ragione che sta alla base della sua condizione. Discernere la causa della nostra sofferenza equivarrebbe al pieno risveglio. Potrebbe essere l'ultima cosa che impareremo. L'analogia tra l'artefatto e una macchina-insegnante non può essere spinta oltre questo punto. Questa non è una lezione che la macchina-insegnante -se così si può dire -possa impartirci, perché non conosce la risposta. Ma noi, come immagini multiformi dell'Urgrund, quando saremo adeguatamente consapevoli, sapremo a priori la ragione della nostra situazione: ricorderemo. Una sapienza di questo tipo si trova nei nostri circuiti della memoria profonda da lungo tempo inibiti. Considerata come un rompicapo che, al momento, non riusciamo a risolvere, la ragione della nostra sofferenza (che coinvolge tutte le cose viventi) - questo rompicapo - può benissimo essere l'ultimo elemento di una sapienza recuperata. Se c'è un vuoto di memoria, possia mo solo supporre che quando questo vuoto sarà colmato, scioglieremo anche questo interrogativo assolutamente inquietante. Nel frattempo, l'intensità del dolore ci spinge a cercare una risposta, cioè verso una consapevolezza sempre maggiore. Ciò non significa che lo &quot;scopo&quot; della sofferenza sia quello di generare una coscienza più elevata; significa semplicemente che l'esito è questa graduale elevazione della coscienza. Quando giungerà il momento in cui riusciremo a spie gare l'onnipresente dolore che affligge le creature viventi, sono certo che avremo recuperato la nostra memoria e la nostra identità perdute. Le abbiamo perse per colpa nostra? O è una perdita inflittaci contro la nostra volontà? Una delle spiegazioni più affascinanti -proposta dagli gnostici - è quella secondo cui il peccato originale dell'uomo (e dunque il creato, in questo modello soggetto al dominio dell'artefatto proiettore di mondi) non sarebbe dovuto a un errore morale, bensì a un errore intellettuale, a una confusione tra il mondo fenomenico e quello reale. Questa teoria si attaglia perfettamente alla mia affermazione secondo cui il nostro mondo sarebbe una falsa proiezione: scambiarla per qualcosa di ontologicamente reale sarebbe un gravissimo errore intellettuale. Forse è questa la spiegazione. Siamo rimasti vittime nell'incantesimo, una casetta delle fiabe che ci ha attirati con l'in ganno in schiavitù e in rovina. Forse una delle principali premesse della mia cosmogonia-cosmologia è errata: l'Urgrund non ha creato l'artefatto, bensì ha lasciato che alcune parti di sé cadessero vittime di un'insidia, di una trappola seducente. Dunque noi non siamo soltanto asserviti, bensì anche intrappolati. L'artefatto ha deliberatamente proiettato un'illusione che ci ha ipnotizzato e attratto al suo interno. A volte, però, una trappola - simile, diciamo, a una ragnatela (per citare un esempio tra i tanti possibili) - imprigiona casualmente un'entità mortale, capace di uccidere l'artefice della trappola. Può darsi che in questo caso sia così. Potremmo benissimo non essere quello che sembriamo. A volte, ma raramente, l'esistenza del male è ricondotta alla duplice natura di Dio. Abbiamo già parlato della duplice natura di Shiva e di Cristo - di Shiva, specialmente, che è spesso raffigurato come una divinità di mor te. Ecco due esempi. Jakob Bòhme: &quot;&lt;em&gt;Dio passa attraverso fasi evolutive e il mondo è semplicemente il riflesso di tale processo&lt;/em&gt;&quot;. Bòhme anticipa Hegel, dove afferma che lo sviluppo divino avviene per mezzo di un'incessante dialettica, o tensione tra opposti, e che i lati negativi di questa dialettica sono ciò che gli uomini esperiscono come male del mondo. Benché Bòhme attribuisse sostanzialmente uguale importanza all'assolutezza e alla relatività, la sua concezio ne del mondo come semplice riflesso del divino - che apparentemente nega l'evoluzione delle creature - tende verso il panteismo acosmico&quot; (Encyclopaedia Britannica, voce &quot;Panteismo e panenteismo&quot;). Nel corso delle grandiose visioni e anamnesi da me avute nel marzo del 1974, ho visto Dio e la realtà combi¬nati e progredienti attraverso fasi evolutive per mezzo di un movimento dialettico, ma non ho avuto esperienza di quello che ho definito &quot;l'avversario oscuro&quot;, cioè del lato oscuro come parte di Dio. Comunque, nonostante abbia percepito la dialettica tra bene e male, non sono riuscito ad accertare alcunché a proposito dell'origine del male. Però ho visto il lato buono costringerlo ad agire contro la sua volontà, dato che l'avversario oscuro è cieco e dunque può essere ingannato a fin di bene. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Hans Driesch (1867-1941): &quot;La mia anima e la mia entelechia sono un'unica cosa nella sfera dell'Assoluto&quot;. Ed è soltanto sul piano dell'Assoluto che possiamo parlare di &quot;interazione psicofisica&quot;. Ma l'Assoluto, così inteso, trascende la nostra possibilità di conoscere, ed è &quot;&lt;em&gt;un errore scambiare, come ha fatto Hegel, la somma delle sue tracce per il Tutto&lt;/em&gt;&quot;. Qualsiasi considerazione svolta nel pieno delle facoltà mentali può condurci soltanto alla soglia dell'inconscio; è solo in certi episodi mentali anormali e quasi-onirici che riusciamo a scendere nelle &quot;profondità della nostra anima&quot;... Il mio senso del dovere mi porta a indicare la tendenza generale del processo sovrapersona-le. Il fine ultimo, però, rimane ignoto. È da questo punto di vista che la storia assume il suo più pieno significato, secondo Driesch. In ogni sua opera, l'atteggiamento di Driesch è sempre stato essenzialmente improntato all'empirismo. Qualsiasi argomento relativo alla natura di ciò che in definitiva è Reale resta necessariamente ipotetico. Si parte dalla definizione del &quot;dato&quot; come prodotto di una &quot;base&quot; congetturale. Il suo principio-guida nella sfera della metafisica consiste in questo: il Reale da me postulato dev'essere costituito in modo da implicare tutte le nostre esperienze. Se possiamo concepire e postulare tale Reale, allora tutte le leggi di natura e tutti i principi e le formule veri delle scienze si fonderanno in esso, e per mezzo di esso tutte le nostre esperienze saranno &quot;spiegate&quot;. E poiché la nostra esperienza è una combinazione di interezza (le sfere organica e mentale) e non interezza (il mondo ma¬teriale), la Realtà stessa dev'essere tale da consentirmi di postulare un fondamento dualistico per la totalità della mia esperienza. Anzi, colmare... no... non c'è nulla - neppure nel Reale vero e proprio - che possa colmare il diva rio esistente tra interezza e non interezza. E ciò, per Drie sch, significa che in definitiva o c'è Dio e &quot;non Dio&quot;, o c'è un dualismo all'interno di Dio. In altre parole, per spiegare i dati dell'esperienza o si ricorre al teismo della tradizione ebraico-cristiana o al panteismo di un Dio che &quot;crea se stesso&quot; continuamente e trascende le fasi precedenti della propria evoluzione. Driesch non ha saputo decidersi tra queste due opzioni. Era certo, però, che un monismo meccanicistico-materialistico non sarebbe stato adeguato (Encyclopedia of Philosophy, vol. 2). A quanto pare, dunque, Bòhme e T... sono un po' fuso: se non sono più in grado di scrivere a macchina, figuratevi come posso pensare... Bòhme e Driesch, volevo dire, parlano della stessa cosa ed entrambi sono filosofi (o teologi, come Whitehead) dialettici. Entrambi pongono l'accento sulla qualità dialettica di Dio, e Driesch vede la dia lettica all'opera nella storia. Si tratta quasi certamente della stessa dialettica cui ho assistito nel corso delle visioni da me avute nel marzo del 1974, e sono disposto ad ammettere la possibilità che l'avversario oscuro e cieco cui si contrapponeva l'elemento vitalistico del bene poteva essere &quot;Dio nelle fasi precedenti della propria evoluzione&quot;, secondo la formula di Driesch. Una delle cose che apprezzo in Driesch è il fatto che a un certo punto dice semplicemente: &quot;Non so&quot;. Anch'io mi trovo in questa situazione, da molto tempo ormai: semplicemente non so. Dio ha creato tutto; il male esiste come parte del tutto, e dunque Dio è la fonte del male: così suggerisce la logica, e nell'ambito del monoteismo non c'è soluzione a questo problema. Se invece si postulano due (o più) divinità, una delle quali malvagia, sorge il problema della sua origine. Ma questo problema esiste anche per il monoteismo: se c'è un solo dio, da dove è venuto? Risposta: dallo stesso luogo di origine delle due divinità del dualismo. Insomma, questo problema dell'origine presenta difficoltà analoghe, sia per il monoteismo sia per il dualismo. Semplicemente, non sappiamo. Se consideriamo il male come una fase dell'evoluzione di Dio, che questi è in procinto di superare, allora tale concezione si accorda con le rivelazioni da me avute e con la mia sensibilità. Ho visto come funziona il tutto, ma non sono riuscito a comprendere ciò che vedevo: era a Mortimer Snerd che lo stavano mostrando. Ho avuto l'impressione di assistere a un gioco di dama cosmico, in cui il nostro mondo era la scacchiera e un giocatore (il vincitore) era benigno, mentre l'altro non era né benigno né vincitore: era molto forte, ma con l'handicap di essere cieco. Il giocatore buono possedeva la saggezza assoluta e poteva perciò prevedere il futuro e programmare strategie a lungo termine che l'oscuro avversario, cieco e malvagio, non immaginava neppure. È stata una visione incoraggiante. A ogni mossa il bene vinceva, sconfiggeva immancabilmente l'oscuro antagonista. Che altro potrei desiderare dalla Vera Visione della Realtà Assoluta e Totale? Che altro voglio sapere? Il risultato è il seguente: Male-Bene O a infinito. E qui mi fermo, soddisfatto: quest'ultima considerazione mi pare sufficientemente esplicita.&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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      <title>UOMO, ANDROIDE E MACCHINA (1976) di Philip Dick (testo integrale)</title>
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          &lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/00/1924295098.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1648557&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/00/2638055727.jpg&quot; alt=&quot;Portrait+of+PKD+%281%29.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Posto qui uno splendido contributo del grande Philip Dick, contenuto nel saggio &quot;Se vi pare che questo mondo sia brutto&quot;. E' bizzarro che negli Usa, il più grande esoterista, quello più lucido, sia stato uno scrittore di Sci-fi, in un oceano di scrittori new-age, di ciarlatani che vantano 70 maestri, e di illuminati dagli alieni. Grazie Dick, grande mente e grande gnostico sincretista&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Nell'universo esistono cose gelide e crudeli, a cui io ho dato il nome di &quot;macchine&quot;. Il loro comportamento mi spaventa, soprattutto quando imita così bene quello umano da produrre in me la sgradevole sensazione che stiano cercando di farsi passare per umane pur non essendolo. In questo caso le chiamo &quot;androidi&quot;. Per &quot;androide&quot; non intendo il risultato di un onesto tentativo di ricreare in laboratorio un essere umano (come si vede nell'ottimo film &lt;em&gt;The Questor Tapes&lt;/em&gt;). Mi riferisco invece a una cosa prodotta per ingannarci in modo crudele, spacciandosi con successo per un nostro simile. Che ciò avvenga in un laboratorio o meno per me non ha molta importanza: l'intero universo è una sorta di enorme laboratorio, da cui provengono scaltre e crudeli entità che ci sorridono tendendoci la mano. Ma la loro stretta è quella della morte, e il loro sorriso è di un gelo tombale. Queste creature sono tra noi, e morfologicamente non sono diverse: la differenza che noi postuliamo pertiene al comportamento, non all'essenza. Nelle mie opere di fantascienza ne ho parlato continuamente. A volte neppure loro sanno di essere androidi. Come Rachael Rosen, possono essere di ottimo aspetto, benché privi di un certo nonsoché; oppure, come Pris in &lt;em&gt;We Can Build You&lt;/em&gt;, possono essere realmente usciti da un utero umano e addirittura capaci di progettare androidi - quello di Abraham Lincoln , in quel libro - pur essendo anch'essi privi di calore: rientrano, insomma, nella categoria clinica dello &quot;schizoide&quot;, cioè mancano di sentimenti veri e propri. Sono sicuro che abbiamo in mente la stessa cosa, e sottolineo &quot;cosa&quot;. Un essere umano privo di capacità empatica e di sentimenti è identico a un androide costruito, intenzionalmente o per errore, senza di essi. Ci riferiamo fondamentalmente a qualcuno cui non importa della sorte delle creature viventi sue simili: costui ostenta distacco, come uno spettatore, confermando con la sua indifferenza il teorema di John Donne, secondo cui &quot;&lt;em&gt;no man is an island&lt;/em&gt;&quot; [lett: &quot;nessun uomo è un'isola&quot;], ma in una formulazione leggermente diversa: un'isola morale e mentale non è un uomo. Di questi tempi, il maggiore mutamento in atto nel mondo è probabilmente la tendenza del vivente alla reificazione e, allo stesso tempo, la reciproca compenetrazione di animato e meccanico. Non disponiamo più di una definizione pura del vivente in quanto contrapposto al non-vivente. Il nostro paradigma sarà ben presto il seguente: Hoppy, un personaggio del mio romanzo Dr. Bloodmoney, è una specie di palla umana corredata di un groviglio di servo-meccanismi. È solo parzialmente organico, ma interamente vivente: una sua parte è uscita da un utero umano, ma tutto il suo corpo è vivo. Ho in mente il nostro mondo reale, e non quello della fantasia, quando affermo che un giorno avremo milioni di entità ibride a cavallo tra questi due mondi. La definizione dell'&quot;uomo&quot; in quanto contrapposto alla macchina darà luogo a una serie di gio chi di parole e rompicapo da sciogliere. La vera preoccupazione presente e futura è: questa entità composita (di cui Palmer Eldritch - per restare ai personaggi dei miei romanzi - è un ottimo esempio) si comporta davvero in modo umano? In molte delle mie storie si narra di sistemi puramente meccanici che si comportano con cortesia - i taxi, per esempio, o i piccoli veicoli alla fine di &lt;em&gt;Now Wait for Last Year&lt;/em&gt;, costruiti da quel povero e imperfetto essere umano. &quot;Uomo&quot; o &quot;essere umano&quot; sono termini che vanno compresi chiaramente e poi impiegati, ma non per definire l'origine o una qualche ontologia, bensì soltanto un modo di essere nel mondo; se una costruzione meccanica interrompe le sue abituali occupazioni e vi presta il suo aiuto, allora finirete per attribuirle, pieni di riconoscenza, un carattere umano che a un'analisi dei suoi sistemi di transistor e relè risulterebbe indimostrabile. Uno scienziato che cercasse tra i circuiti di tale macchina la fonte di un simile sentimen-to umano non sarebbe diverso da uno dei nostri seri scienziati che dopo aver tentato invano di localizzare l'anima nell'uomo, incapace di individuare un organo specifico situato in un punto determinato, decidesse di respingere la tesi secondo cui noi avremmo un'anima. L'anima sta all'uomo come l'uomo sta alla macchina: è la dimensione aggiuntiva, in termini di gerarchia funzionale. Così come uno di noi può agire in modo davvero divino (donando il proprio mantello a uno sconosciuto), una macchina agisce umanamente quando interrompe il ciclo del suo programma per tornare a svolgerlo solo in seguito a una propria decisione consapevole. Eppure, dobbiamo renderci conto che l'universo, benché complessivamente buono verso di noi (evidentemente ci accetta e gli piaciamo, perché altrimenti non saremmo qui, cioè, come dice Abraham Maslow, &lt;em&gt;&quot;altrimenti la natura ci avrebbe giustiziato molto tempo fa&lt;/em&gt;&quot;), presenta a volte malvagie maschere ghignanti che sbucano dalla nebbia della confusione e potrebbero ucciderci per il loro tornaconto. Dobbiamo stare attenti, però, a non scambiare una maschera per la realtà sottostante. Pensate alla maschera bellica indossata da Pericle: si scorgono tratti gelidi, la severità marziale, senza il minimo segno di compassione, e non un viso autenticamente umano, o una persona alla cui umanità far appello. E questo, naturalmente, era nelle intenzioni. Provate a immaginare di non sapere che si tratta di una maschera; supponete, mentre Pericle vi viene incontro nella nebbia e nella semioscurità del primo mattino, di credere che quello sia il suo autentico carattere. Ebbene, il protagonista del mio romanzo &lt;em&gt;The Three Stigmata of Palmer Eldritch&lt;/em&gt; è descritto in modo quasi identico; così simile alle maschere di guerra attiche che la rassomiglianza non può essere casuale. Ma, allora, le fessure degli occhi, il braccio e la mano meccanici, i denti di acciaio inossidabile - cioè le terrificanti stimmate del male, che io stesso ho intravisto per la prima volta nel cielo meridiano di un giorno del 1963 - non sono forse una descrizione, una visione, la maschera di guerra e l'armatura metallica di una divinità marziale? Il Dio dell'Ira, infuriato con me. Ma sotto la furia, sotto l'elmo di metallo - come nel caso di Pericle - c'è il volto di un uomo. Un uomo buono e amabile. L'assunto che per anni ha informato i miei scritti è stato: &lt;em&gt;&quot;II diavolo ha un volto di metallo&lt;/em&gt;&quot;. Forse, tale assunto andrebbe ora emenda-to. Ciò che avevo intravisto e di cui ho parlato, infatti, non era un volto, bensì una maschera sovrapposta a un volto. E il vero volto è l'opposto della maschera. Ora, almeno, mi parrebbe logico. È inutile, infatti, sovrapporre una crudele maschera metallica a un crudele volto metallico: la si usa invece sopra la morbida carne, come l'innocua falena che si adorna abilmente di ocelli per terrorizzare i predatori. È un sistema di difesa; se funziona, il predatore tornerà alla sua tana borbottando e racconterà: &quot;&lt;em&gt;Ho visto la più spaventosa creatura del cielo: faceva smorfie orribili, sbatteva le ali e aveva pungiglioni avvelenati&lt;/em&gt;&quot;. I suoi simili ne rimarranno impressionati, ed ecco che la magia ha funzionato. Avevo supposto che solo le persone cattive indossassero maschere spaventose, ma, come potete vedere, sono diventato sensibile alla magia delle maschere, al loro terrificante e spaventoso incantesimo, alla loro illusorìetà. Mi sono lasciato ingannare anch'io e sono scappato; ora vorrei scusarmi per avervi spacciato il falso come se si fosse trattato di cosa autentica: vi ho tenuti lì, seduti in cerchio intorno al fuoco dell'accampamento con gli occhi spalancati, raccontandovi le storie degli orribili mostri che ho incontrato e il mio viaggio di esplorazione conclusosi con agghiaccianti visioni che ho conservato e diligentemente riportato a casa, fuggendo verso la salvezza. Salvezza da cosa? Da qualcosa che, una volta svanita la necessità di nascondersi, mi ha sorriso e si è rivelato in nocuo. Non intendo certo sbarazzarmi della dicotomia, da me appena introdotta, tra l'umano&quot; e l'androide&quot;, dove quest'ultimo non è che una crudele e volgare caricatura del primo realizzata per scopi malvagi. Ma finora mi ero fermato alle apparenze, in superficie: per distinguere le due categorie è necessaria una maggiore sottigliezza. Perché se una forma di vita buona e innocua si nasconde dietro una spaventosa maschera di guerra, è altresì probabile che dietro una maschera buona e amabile si nasconda un perverso assassino di anime umane. In nessun caso dobbiamo fermarci alla superficie, bensì dobbiamo penetrare in profondità, fino al cuore del soggetto. Tutto quanto esiste nell'universo, probabilmente, serve a un fine positivo, cioè agli scopi dell'universo. Ma alcune parti o sottosistemi di esso possono essere contrari alla vita. Dobbiamo affrontarli come tali, senza pensare al loro ruolo all'interno della struttura complessiva. Il &lt;em&gt;Sepher Yezirah&lt;/em&gt;, o Libro della Creazione, testo cabalistico che risale a quasi duemila anni fa, dice: &quot;&lt;em&gt;Dio ha poi posto l'uno contro l'altro: il bene contro il male, e il male contro il bene; il bene purifica il male, e il male il bene; il bene è riservato ai buoni, e il male ai cattivi&lt;/em&gt;&quot;. In entrambi i contendenti c'è Dio, il quale è entrambi e nessuno dei due. Il risultato della contesa è che entrambi i partecipanti ne escono purificati. Così predica l'antico monoteismo ebraico, di tanto superiore al nostro modo di pensare. Noi siamo creature in gioco con le nostre affinità e avversioni, fissate non dalla cieca casualità, bensì da meccanismi di inscrizione accurati e prestabiliti che intuiamo a malapena. Se li cogliessimo chiaramente, il gioco finirebbe. E ciò, evidentemente, non farebbe comodo a nessuno. Dobbiamo confidare in questi tropismi, e del resto non abbiamo scelta - almeno finché non smettono di fun-zionare. In alcuni casi può succedere, e di fatto succede. A quel pun-to, molto di quanto ci era prima intenzionalmente celato risulta im-mediatamente chiaro. Dobbiamo però tener presente che questo in-ganno, questo nascondimento delle cose come al di sotto di un velo&amp;nbsp; -il velo di maya, è stato chiamato- non è di per sé un fine, come se l'universo si dilettasse perversamente a confonderci; invece, una volta appurato che tra noi e la realtà è steso un velo (&lt;em&gt;dokos&lt;/em&gt;, in greco an-tico), dobbiamo accettare l'idea che questo velo abbia un fine positivo. Parmenide, il filosofo presocratico, è storicamente considerato colui che per primo in Occidente ha fornito la prova del fatto che il mondo non può essere come lo vediamo, che, cioè, il &lt;em&gt;dokos&lt;/em&gt; esiste. È praticamente lo stesso concetto espresso da san Paolo, quando afferma che noi vediamo &quot;&lt;em&gt;come per il riflesso proveniente dal fondo lucidato di una padella di metallo&lt;/em&gt;&quot;. Egli si riferisce qui al noto concetto platonico secondo cui noi vediamo soltanto immagini della realtà, e queste immagini sono molto probabilmente imprecise, imperfette e inaffidabili. Ma vorrei dire che Paolo, a mio parere, dice qualcosa di più rispetto al celeberrimo mito platonico della caverna: Paolo dice che noi potremmo benissimo vedere l'universo al contrario [backward]. La straordinaria forza di questa idea non può assolutamente essere compresa, anche se con l'intelletto riusciamo ad afferrarla. &quot;V&lt;em&gt;edere l'universo al contrario?&lt;/em&gt;&quot; Che cosa vorrebbe dire? Ebbene, la mia ipotesi è questa: noi esperiamo il tempo al contrario; per essere più precisi, la nostra categoria interiore, soggettiva dell'esperienza temporale (nel senso in cui ne ha parlato Kant, come del modo con cui noi inquadriamo la realtà empirica) - insomma, la nostra esperienza del tempo - è ortogonale, perpendicolare al flusso del tempo medesimo. Ci sono due tipi di tempo: quello che fonda la nostra esperienza o percezione o costruzione della matrice ontologica - estensione legata allo spazio, sua inseparabile estensione in un'altra sfera - che è reale; ma il flusso temporale esterno dell'universo si muove in una direzione diversa. Sono entrambi reali, ma dalla nostra esperienza del tempo -che si pone ortogonalmente rispetto alla reale direzione del suo flusso ricaviamo un'idea completamente errata della sequenza degli eventi, della causalità, di che cosa è passato e che cosa futuro, di dov'è diretto l'universo. Spero che vi rendiate conto di quanto ciò sia importante. Il tempo è reale, sia come esperienza in senso kantiano sia nel senso a esso attribuito da uno studioso sovietico, il dottor Nikolaj Kozyrev, secondo il quale il tempo è un'energia; anzi, sarebbe l'energia fondamentale che tiene insieme l'universo, da cui dipende ogni forma di vita, da cui hanno origine e acquistano forma tutti i fenomeni. È l'energia di ogni singola entelechia e dell'entelechia totale dell'universo stesso. Il tempo in sé, però, non muove dal nostro passato al nostro futuro. Il suo asse perpendicolare lo conduce lungo una traiettoria circolare che noi abbiamo percorso più volte nel freddo e interminabile inverno della nostra specie che è già durato circa duemila anni del nostro tempo lineare. Evidentemente, il tempo ortogonale, o tempo vero, scorre un po' come il tempo ciclico primitivo, in cui ogni nuovo anno era lo stesso anno, ogni raccolto lo stesso raccolto, ogni primavera la stessa primavera. Ciò che ha mina-to la capacità umana di percepire il tempo in questa maniera così semplice è stato il fatto che l'individuo, sempre più longevo, ha dovu-to fare i conti con il proprio declino e rendersi conto che non si rinnovava affatto ogni anno come le messi, i bulbi, le radici e gli alberi. Bisognava trovare una concezione del tempo più adeguata di quella ciclica. Così, con una certa riluttanza, l'uomo ha sviluppato l'idea del tempo lineare, che è un tempo cumulativo, come ha mostrato Bergson; procede, cioè, in una sola direzione e trascorrendo si aggiunge al tutto, o lo costituisce. Il tempo ortogonale ha un moto rotatorio, ma su scala più ampia, quasi come il Grande Anno degli antichi o l'idea dantesca della misura eterna del tempo espressa nella Divina Commedia. Nel medioevo, pensatori come Scoto Eriugena avevano cominciato a soffermarsi sulla vera eternità o atemporalità, ma altri avevano cominciato a pensare che l'eternità implica il tempo (l'atemporalità sarebbe una condizione statica), benché il tempo sia molto diverso dalla percezione che noi ne abbiamo. Di ciò si trova traccia in san Paolo, nella sua ricorrente affermazione secondo cui la fine del mondo sarà il Tempo della restaurazione di tutte le cose. Egli aveva sufficiente esperienza del tempo ortogonale per capire che questo comprende, in modo simultaneo e coestensivo, tutto ciò che è stato, proprio come i solchi di un Lp, che contengono la musica già suonata e non scompaiono dopo che la puntina li ha percorsi. Un disco è in effetti una lunga spirale concentrica rappresentabile nel campo della geometria piana, nello spazio - benché, certo, voi possiate pensare che la musica si accumuli sulla puntina, a mano a mano che questa avanza. L'idea di un malfunzionamento - quale, per esempio, un salto in avanti o all'indietro - è plausibile, in questo contesto, ma non può essere intesa teleologicamente: si tratterebbe di slittamenti temporali [time-slips], come nel mio romanzo &lt;em&gt;Martian Time-Slip&lt;/em&gt;. Eppure, se accadessero, potrebbero diventare uno scopo, per noi osservatori o ascoltatori: comprenderemmo in un istante moltissime cose del nostro universo. Credo che questi malfunzionamenti ontologici del tempo si verifichino davvero, benché il nostro cervello generi immediatamente un sistema di falsi ricordi per nasconderli. La spiegazione di ciò ci riporta alla mia premessa: il velo, o &lt;em&gt;dokos&lt;/em&gt;, esiste per ingan-narci a fin di bene, e rivelazioni come quelle offerte da tali malfunzionamenti temporali devono essere dimenticate perché questo scopo benefico sia raggiunto. In un sistema che produce necessariamente un'enorme quantità di veli, sarebbe da stupidi lamentarsi della realtà, dato che, secondo la mia premessa, se anche dovessimo per qualche ragione penetrarvi, questo strano sogno simile a un velo vi si reinstallerebbe retroattivamente alterando le nostre percezioni e memorie. Il sogno reciproco riprenderebbe come prima, perché io credo che noi siamo come i personaggi del mio romanzo &lt;em&gt;Ubik&lt;/em&gt;: siamo in una condizione di semi-vita. Non siamo morti, ma neppure vivi, bensì tenuti in una cella frigorifera, in attesa di essere scongelati. Servendosi della forse abusata metafora del susseguirsi delle stagioni, quello di cui parlo è l'inverno, l'inverno della nostra specie, l'inverno dei semi-vivi di Ubik. Ghiaccio e neve li ricoprono, così come ricoprono il nostro mondo con strati di concrezio ni che noi chiamiamo &lt;em&gt;dokos&lt;/em&gt;, o &lt;em&gt;maya&lt;/em&gt;. Ciò che ogni anno fa sciogliere la crosta di ghiaccio che ricopre il mondo è, naturalmente, la ricomparsa del sole. Ciò che scioglie la neve e il ghiaccio di cui sono coperti i personaggi di Ubik e che in-terrompe l'ibernazione delle loro vite - l'entropia che percepiscono è prodotta dalla voce di mister Runciter, il loro ex datore di lavoro, che li chiama. La voce di mister Runciter è la stessa che sentono tutti i bulbi, i semi e le radici sprofondati d'inverno nel terreno. E la voce dice: &quot;&lt;em&gt;Svegliatevi, dormiglioni!&lt;/em&gt;&quot;. Ecco svelati l'identità di Runciter, la nostra condizione, nonché il vero tema di Ubik. Ho anche detto come il tempo corrisponda in realtà alla definizione datane dal dottor Kozyrev, e che in Ubik il tempo è stato annullato e non procede più nel modo lineare da noi esperito. Dopo tale evento, causato dalla morte dei personaggi, noi lettori e i personaggi stessi vediamo il mondo liberato dal velo di maya, senza più l'ingannevole nebbia del tempo lineare. È questa stessa energia - il Tempo che, secondo la definizione di Kozyrev, collega tutti i fenomeni e conserva ogni vita – che con la sua attività nasconde la realtà ontologica sottostante. L'as-se del tempo ortogonale può essere stato introdotto in Ubik senza che io comprendessi realmente quel che stavo descrivendo - cioè, la regressione formale degli oggetti secondo una linea tutta diversa da quella seguita nella loro evoluzione lungo il tempo lineare. Questa regressione è quella delle idee platoniche o archetipi: un razzo regre-disce allo stadio di Boeing 747 e, di lì, a un biplano &quot;Jenny&quot; della prima guerra mondiale. Se è vero che posso aver espresso una conce-zione un po' drammatica del tempo ortogonale, meno certo è che questo tempo or togonale sia realmente soggetto a una regressione inna turale, cioè si muova all'indietro. Quel che i personaggi di Ubik vedono può essere il tempo ortogonale che si muove lungo il suo normale asse; se noi stessi vediamo in un certo senso l'universo al-l'inverso [reversed], allora le &quot;inversioni&quot; di forma subite dagli oggetti in Ubik potrebbero essere un impulso verso la perfezione. Ciò implicherebbe che il nostro mondo, in quanto esteso nel tempo (invece che nello spazio), è come una cipolla, con un numero praticamente infinito di strati. Se il tempo lineare sembra aggiungere strati, allora forse il tempo ortogonale li sfoglia, pelando strati di Essere sempre più grandi. Viene in mente,&amp;nbsp; a questo riguardo, la concezione ploti-niana dell'universo visto come serie di anelli concentrici di emana-zione, ciascuno dotato di più Essere - o realtà - del successivo. All'interno di quell'ontologia, di quel dominio dell'Essere, i personaggi - come noi, del resto - indugiano tra i sogni in attesa della voce che li risveglierà. Quando dico che loro e noi attendiamo l'arrivo della pri-mavera, non parlo solo in senso metaforico. La primavera significa il ritorno del caldo, l'interruzione del processoentropico: la loro esi-stenza può essere espressa in termini di unità di calore, che ammontano a zero. È la primavera che resuscita la vita, completamente; in alcuni casi, come in quello della nostra specie, la nuova vita è una metamorfosi; il periodo di letargo è un periodo di gestazione in com-pagnia dei nostri amici che culminerà in una forma di vita totalmente diversa da quelle fino a quel momento conosciute. Molte specie sono così: attraversano dei cicli. E dunque il nostro letargo invernale non è semplicemente un &quot;giro della nostra ruota&quot;, come potrebbe sembrare. Non sbocceremo semplicemente daccapo ogni volta, con gli stessi germogli da noi prodotti l'anno precedente. Ecco perché gli antichi sbagliavano a credere che per noi, come per il mondo vegetale, ritornasse sempre lo stesso anno: nel nostro caso si ha accumulazione, la crescita di un'entelechia ancora imperfetta o incompleta e irripetibile per ciascuno di noi. Come sinfonie di Beethoven, ognuno di noi è unico, e quando il lungo inverno finisce, come nuovi germogli sor-prenderemo noi stessi e il mondo attorno a noi. &lt;strong&gt;Quel che molti di noi faranno sarà togliersi la maschera fino ad allora indossata, una maschera che noi volevamo fosse scambiata per realtà&lt;/strong&gt;. Maschere che hanno abilmente ingannato tutti, come sperato. Siamo stati tanti Palmer Eldritch in movimento nella nebbia gelida, nella bruma e nel crepuscolo invernale, ma presto riemergeremo e smetteremo la maschera di guerra d'acciaio, per rivelare il volto sottostante.È un volto che neppure noi, i portatori di maschere, abbiamo mai visto; sorpren-derà anche noi. Perché la realtà assoluta si riveli, le categorie delle esperienze spazio-temporali, matrice fondamentale grazie alla quale siamo in relazione con l'universo, devono infrangersi e crollare del tutto. Ho affrontato un crollo simile in Martian Time-Slip, su un piano temporale; in Maze of Death ci sono infinite realtà parallele di-sposte nello spazio; in Flow My Tears, the Policeman Said il mondo di uno dei personaggi invade il mondo condiviso, dimostrando come con il termine &quot;mondo&quot; ci riferiamo in realtà, più o meno, alla mente - alla mente pensante immanente - o piuttosto a sogni, al nostro mondo. &lt;strong&gt;Colui che sogna, come il sognatore del Finnegans Wake di Joyce, si sta rigirando ed è in procinto di tornare alla coscienza. Noi siamo dentro quel sogno; questi molteplici sogni si ripiegano in se stessi per scomparire in quanto tali ed essere sostituiti dal vero paesaggio reale del sognatore. Noi ci uniremo a lui quando lo vedrà di nuovo e si renderà conto di aver sognato.&lt;/strong&gt; Nel brahmanesimo si direbbe che un grande ciclo si è concluso e che Brahma si rigira e si risveglia,&amp;nbsp; o che si riaddormenta dopo la veglia: in ogni caso, l'universo da noi esperi-to, cioè l'estensione nello spazio e nel tempo della sua Mente, vive le tipiche disfunzio ni che si verifìcano alla fine di un ciclo. Si può dire, se volete, che &quot;la realtà sta crollando e tutto piomba nel caos&quot; oppu-re - come io preferisco - &quot;sento che il sogno, il dokos, sta svanendo; sento che maya sta dissolvendosi; mi sto risvegliando. Si sta svegliando: io sono il Sognatore, noi tutti siamo il Sognatore&quot;. E a questo punto vie ne spontaneo pensare alla overmind [mente cosmica, N.d.R.] di Arthur C. Clarke. Quando le nostre categorie ontologiche crolleranno, ognuno di noi dovrà accettare o negare la realtà che ne risulterà svelata. Se avete la sensazione che il caos incomba, che quando il sogno svanirà non resterà più nulla o, peggio, che vi troverete di fronte a qualcosa di terribile... be', ecco spiegato perché perdura l'idea del Dies Irae; molti nutrono il profondo timore che quando il dokos improvvisamente svanirà saranno guai per loro. Io, invece, credo che il volto che si manifesterà sarà sorridente, perché di solito la primavera si irradia beneficamente sulle creature, piuttosto che distruggerle e disseccarle con il caldo. &lt;strong&gt;Certo, nell'universo potranno anche esserci forze malvagie che si manifesteranno dopo la rimozione del velo&lt;/strong&gt;, ma se penso alla caduta, nel 1974, della tirannia politica negli Stati Uniti, mi pare che nell'esposizione alla lu ce del giorno di quell'orribile cancro e nella successiva asportazione è contenuta la natura dell'alto valore che si schiude alla luce del sole; possiamo anche aver subito dei traumi, apprendendo per esempio che durante il &lt;em&gt;Nacht und Nebel&lt;/em&gt;, nel tempo della notte e della nebbia, la nostra libertà, i nostri diritti, la nostra proprietà e persino la nostra vita sono state mutilate, conculcate, rubate e distrutte da creature spregevoli rintana-te nell'illegittimo santuario di San Clemente [località in cui aveva a-bitato Nixon], in Florida e nelle altre ville, ma il trauma della rivelazio ne è stato più nocivo ai loro piani che ai nostri. Noi volevamo soltanto giustizia, verità e libertà: il precedente governo di questo paese si è adattato a convivere con forze crudeli e violente, raccontandoci, contemporaneamente, un'infinità di menzogne attraverso ogni canale di comunicazione. Ecco un esempio del potere terapeutico della luce del sole - potere di rivelare, prima, e, poi, di disseccare la mala pianta della tirannia cresciuta e radicatasi in profondità nel cuore della brava gente.&amp;nbsp; Questo cuore ora batte più forte che mai, benché fosse gravemente ammalato; il cancro che lo aveva attaccato, però, è scomparso. Quella nera escrescenza che fuggiva la luce, fuggiva la verità e distruggeva chiunque osasse pronunciarla, dà una dimostrazione di ciò che può crescere e svilupparsi nel lungo inverno della razza umana. Ma l'inizio della fine dell'inverno è da collocare nell'e-quinozio di primavera del 1974. A volte penso che il Sognatore, svegliandoci, abbia cominciato a combattere la tirannia: qui negli Stati Uniti ci ha risvegliato alla nostra reale condizione, ci ha fatto aprire gli occhi davanti all'orrendo pericolo che ci minacciava. Uno dei romanzi migliori, fondamentale per la comprensione della natura del nostro mondo, è La falce dei cieli di Ursula Le Guin, in cui l'universo del sogno è articolato in modo così stupefacente e convincente da farmi dubitare dell'opportunità di aggiungere ulteriori spiegazioni: non ce n'è alcun bisogno. Credo che né io né lei avessimo letto dello studio di Charles Tart sul sogno, prima di scrivere i nostri romanzi, ma ora io l'ho fatto, e ho letto anche qualcosa di Robert E. Ornstein, promotore della &quot;&lt;em&gt;rivoluzione del cervello&lt;/em&gt;&quot; alla Stanford University, poco più a nord di dove vivo io. Sulla base del lavoro di Ornstein emerge la possibilità che noi si sia dotati di due cervelli completamente separati, più che di un unico cervello diviso in due emisferi simmetrici, cioè che il nostro corpo, singolo, possieda due menti (si veda al riguardo il saggio di Joseph E. Bogen, &lt;em&gt;The Other Side of the Brain: An Appositional Mind&lt;/em&gt;, compreso nel volume di Ornstein, The Nature of Human Consciousness). Bogen dimostra che era già successo che dei ricercatori avessero subodorato la possibilità che ci fossero in noi due cervelli, due menti, ma che solo con le moderne tecniche di &lt;em&gt;brain mapping&lt;/em&gt; e gli studi relativi è stato possibile provarlo. Per esempio, nel 1763 Jerome Gaub scriveva: &quot;&lt;em&gt;Spero che voi crediate a Pitagora e a Platone, i più saggi tra gli antichi filosofi, i quali, secondo Cicerone, dividevano la mente in due parti, l'una partecipe della ragione, l'altra assolutamente priva&lt;/em&gt;&quot;. Il saggio di Bogen presenta idee così affascinanti da indurmi a domandarmi perché non ci siamo mai accorti che il nostro &quot;inconscio&quot; non è affatto tale, bensì solo un'altra forma di coscienza, con cui intratteniamo un rapporto labilis-simo. È quest'altra mente, o coscienza, che ci sogna di notte: essa ci affascina con i suoi racconti, e noi siamo il suo pubblico di bambini incantati... Ecco perché &lt;em&gt;La falce dei cieli&lt;/em&gt; può essere considerato uno dei grandi libri fondamentali della nostra civiltà, soprattutto perché Ursula Le Guin, ne sono certo, è giunta alla sua formulazione senza conoscere l'opera di Ornstein e la straordinaria teoria di Bogen. Ciò implica che entrambi i cervelli ricevono gli stessi input, attraverso i vari organi di senso, ma elaborano le informazioni in modo diverso: ciascun cervello opera in modo assolutamente originale (&lt;strong&gt;quello di sinistra è molto simile a un computer digitale, quello di destra a un computer analogico, che funziona sulla base del confronto di modelli&lt;/strong&gt;). Elaborando la stessa informazione, i due cervelli possono giungere a conclusioni del tutto differenti; &lt;strong&gt;poiché la nostra personalità si costituisce nel cervello sinistro, se il cervello destro scopre qualcosa di fondamentale di cui noi con il sinistro rimaniamo inconsapevoli, ce lo comunica durante il sonno, in sogno; perciò, evidentemente, il Sognatore che si rivolge a noi di notte con tale urgenza è localizzato neurologicamente nel cervello destro, che rappresenta il non-Io&lt;/strong&gt;. Oltre a questo, però (per esempio: il cervello destro è forse, come pensava Bergson, il trasduttore o il trasformatore di input ultrasensoriali fuori dalla portata del sinistro?), nulla è ancora certo. Credo, comunque, che l'incantesimo del &lt;em&gt;dokos&lt;/em&gt; sia tessuto dalla pluralità dei nostri cervelli destri; in quanto specie, siamo inclini a basarci interamente su un unico emisfero, lasciando l'altro libero di fare il suo dovere per proteggere il mondo. Tenete presente che questa protettività è biunivoca, uno scambio tra il mondo e ciascuno di noi: ognuno di noi costituisce un tesoro, da apprezzare e preservare, ma lo stesso si può dire per il mondo e per i semi in esso nascosti e assopiti. Gli altri semi nascosti. Così, dal vorticare dei veli di Kali, corrispondente all'emisfero destro di ciascuno di noi, siamo tenuti all'oscuro di ciò che dobbiamo ignorare. Ma quest'epoca è al termine: l'inverno sta finendo, e la neve, insieme alle paure e alla tirannia, si sta sciogliendo. La migliore descrizione della tessitura del dokos che io abbia letto è quella data da Frederick Jameson, nel suo articolo After Armageddon: Character Sistems in &quot;Dr. Bloodmoney&quot; (quest'ultimo è un mio oscuro romanzo), comparso in &quot;Science Fiction Studies&quot; del marzo 1975. Cito testualmente: &quot;&lt;em&gt;Tutti i lettori di Dick hanno una notevole familiarità con questa incertezza da incubo, con questo fluttuare della realtà -a volte causato dalle droghe, altre dalla schizofrenia [Spero che Jameson si riferisca alle droghe e alla schizofrenia dei personaggi del mio libro, e non a me. Comunque sia, lasciamo perdere, N.d.A.], altre ancora da nuove potenze della sf - in cui il mondo psichico per così dire dilaga all'esterno e ricompare sotto forma di simulacri&amp;nbsp; o di abili riproduzioni fotografiche dell'esterno&lt;/em&gt;&quot; (p. 32). Come è facile dedurre da quanto scrive Jameson, stia mo parlando di qual-cosa che è molto simile a maya, ma anche a un ologramma. &lt;strong&gt;Ho la netta sensazione che Carl Gustav Jung avesse ragione, a proposito dei nostri inconsci personali, quando affermava che essi costituiscono un'entità unitaria, da lui chiamata &quot;inconscio collettivo&quot;. In tal caso, questa entità cerebrale collettiva - composta, in senso letterale, da miliardi di &quot;stazioni&quot; che trasmettono e ricevono - formerebbe una vasta rete di comunicazione e informazione, molto simile all'idea di &quot;noosfera&quot; formulata da Teilhard.&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Questa è realmente la noosfera, tanto reale quanto la ionosfera e la biosfera: è uno strato dell'atmosfera terrestre costituito da proiezioni olografiche e informative all'interno di una gestalt unitaria e in fase di costante elaborazione, la cui sorgente si trova nella moltitudine dei nostri cervelli destri. Ciò dà luogo a una Mente enorme, per noi immanente, dotata di una tale potenza e saggezza da sembrarci indistinguibile dal Creatore.&lt;/strong&gt; Questa, perlomeno, era la concezione di Dio formulata da Bergson. È interessante vedere come fossero profondamente turbati i filosofi greci dalle attività degli dei; erano in grado di vedere sia le une (almeno, così pensavano) sia gli altri, ma come disse Senofane: &quot;&lt;em&gt;Infatti, se anche uno si trovasse per caso a dire, come meglio non si può, una cosa reale, tuttavia non la conoscerebbe per averla sperimentata direttamente. Perché a tutti è dato solo l'opinare&lt;/em&gt;&quot; [il corsivo è di Dick]. Questa idea balenò ai presocratici in virtù del fatto che molte delle cose che vedevano erano da loro conside¬rate non reali, a priori, dato che solo l'Uno esisteva. &quot;&lt;em&gt;Se Dio è tutte le cose, allora le apparenze sono certamente ingannevoli; e benché l'osservazione del cosmo possa produrre generalizzazioni e speculazioni a proposito dei piani divini, la vera conoscenza di questi potrebbe essere data solo dal contatto diretto con la mente di Dio&lt;/em&gt;&quot; (questa citazione è tratta dal meraviglioso libro di Edward Hussey, The Pre-Socratics, p. 35). Hussey prosegue citando due frammenti di Eraclito: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&quot;&lt;em&gt;La natura delle cose ama celarsi&lt;/em&gt;&quot; (frammento 123).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&quot;&lt;em&gt;L'armonia nascosta vale più di quella che appare&lt;/em&gt;&quot; (frammento 54).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Vorrei a questo punto ricordare come, secondo la concezione di antichi greci ed ebrei, Dio, o la Mente di Dio, non sovrasti l'universo, bensì si trovi al suo interno: Mente o Dio immanente, con l'universo visibile a costituirne il corpo, cosicché Dio stia all'universo come la &lt;em&gt;psyche&lt;/em&gt; sta al &lt;em&gt;soma&lt;/em&gt;. Ma essi avanzavano anche l'ipotesi che forse Dio non era una grande Psiche bensì Nous, una niente di tipo diverso; in tal caso non l'universo ne sarebbe stato il corpo, bensì Dio stesso. &lt;strong&gt;L'universo spazio-temporale accoglie Dio ma non ne fa parte: Dio è soltanto l'enorme campo di energia. Se ammettete (e ciò sarebbe corretto) che le nostre menti sono campi di energia di qualche tipo, e che noi siamo fondamentalmente campi interagenti più che particelle discrete, allora concepire questa interazione tra miliardi di cervelli da cui emanano, si formano e si riformano i modelli della noosfera non costituisce assolutamente un problema teorico&lt;/strong&gt;. Se invece vi attenete alla visione ottocentesca di voi stessi come organismi discreti, molto simili a macchine, composti di parti, come sarà possibile che voi vi fondiate con la noosfera? Voi siete una cosa singolare, concreta. E la &quot;cosalità&quot; è ciò da cui dobbiamo allontanarci nella considerazione di noi stessi e della vita. Secondo concezioni più moderne, noi siamo campi che si sovrappongono - tutti noi, animali e piante inclusi. Questa è l'ecosfera, in cui tutti ci troviamo. Ma ciò di cui non ci rendiamo conto è che i miliardi di emisferi cerebrali sinistri discreti e interamente fondati sull'ego hanno da dire molto meno riguardo alla definitiva disposizione del mondo che produce il noosferico collettivo. La mente che comprende tutti i nostri emisferi cerebrali destri e da noi tutti condivisa. Sarà essa a decidere, e non credo sia impossibile che questa vasta noosfera plasmatica -considerando che racchiude tutto il nostro pianeta come un velo o uno strato- interagisca all'esterno con campi di energia solare e, di lì, con i campi cosmici. Ognuno di noi, dunque, partecipa del cosmo, se è disponibile ad ascoltare i propri sogni. E saranno questi sogni che lo trasformeranno da semplice macchina in autentico essere umano. Non se ne andrà più in giro tutto impettito rumoreggiando con la sua armatura metallica, e qui ces-serà il suo piccolo regno: si librerà verso l'alto, volando come un campo di ioni negativi, come l'entità Ubik nel mio romanzo omonimo: è vita, dà vita, ma senza mai definirsi, perché è impossibile dare a esso - e a noi -un nome preciso. Muovendoci nel molteplice -cioè progredendo lungo il tempo lineare, o rimanendo immobili mentre il tempo lineare progredisce (quale che sia il modello più corretto) -noi, come tante entelechie riceviamo continui segnali, informazioni e, soprattutto, veniamo messi in azione da brillamenti dell'universo circostante; in questo modo si mantiene l'armonia tra tutti i suoi elementi. Non esiste piano più grandioso di questo: la consapevolezza di doversi dispiegare, come entelechie, solo nel momento in cui questi se-gnali prestabiliti mi raggiungono, e del fatto che il controllo sul momento - cioè, il luogo nel tempo - in cui questi segnali mi raggiungeranno sono interamente nelle mani dell'universo... Questa è un'illuminazione elettrizzante, e mi rende conscio dell'indissolubile legame che mi avvince all'ambiente circostante. Esiste un tale ordine nell'azione-reazione che si instaura tra i sistemi inscritti dentro ciascuno di noi e i segnali accumulantisi che mettono sequenzialmente in azione questi sistemi, da far ritenere necessariamente che l'Agente il quale in primo luogo ha posto in essere l'entelechia, per poi inscrivere e predisporre questi sistemi, sapeva con precisione assoluta in quale punto del tracciato temporale si sarebbero manifestati i segnali che avrebbero dato il via; il caso non svolge qui alcun ruolo: il più felice degli accidenti risponde a un'astutissima pianificazione dell'universo. A volte mi domando come sia stato possibile immaginare che la nostra specie fosse esente dagli istinti che nelle specie inferiori sono manifesti. L'aspetto che ci differenzia, però, è che le formiche, per esempio, vengono messe in azione da uno stesso segnale, che dà luogo a un comportamento sempre identico; è come se il tutto accadesse a un'unica formica, &lt;em&gt;ad infinitum&lt;/em&gt;. Nel nostro caso, invece, ognuno è un'entelechia diversa, e ognuno riceve sequenze di segnali assolutamente particolari, a cui reagisce in modo assolutamente singolare. Tuttavia, quello che la formica ode è il medesimo linguaggio dell'universo: la gioia che ci elettrizza è comune. Io stesso ho tratto molto materiale per le mie opere dai sogni. In &lt;em&gt;Flow My Tears&lt;/em&gt;, per esempio, il grandioso sogno del vecchio saggio a cavallo, che capita a Felix Buchman verso la fine del romanzo, è un sogno che ho davvero fatto mentre scrivevo quel romanzo. In &lt;em&gt;Martian Urne-Slip&lt;/em&gt; ho inserito tali e tante esperienze oniriche da non riuscire più a distinguerle, rileggen-do il romanzo. &lt;em&gt;Ubik&lt;/em&gt; era innanzi tutto un sogno, o una serie di sogni. Secondo me, contiene molti elementi filosofici delle visioni del mondo presocratiche (si pensi a Empedocle, per esempio) che ai tempi non mi erano affatto familiari. È possibile che la noosfera contenesse modelli di pensiero sotto forma di energia debole, finché non abbiamo inventato la trasmissione radio; a quel punto il livello di e-nergia della noosfera si è liberato dai vincoli e ha acquistato una vita propria. Ha smesso di essere semplice ricettacolo passivo dell'informazione umana (i &quot;mari della sapienza&quot; in cui credevano gli antichi sumeri) e invece, a causa dell'incredibile flusso di carica proveniente dai nostri segnali elettronici e dal materiale denso di informazioni in essi contenuto, abbiamo potuto oltrepassare una soglia importantissima: abbiamo, per così dire resuscitato ciò che Filone [Filone Ebreo, o di Alessandria, 20 a.C.-40 d.C. ca., N.d.T.] e gli altri antichi hanno chiamato Logos. L'informazione, dunque, è diventata viva, dotata di una sua mente collettiva indipendente dai nostri cervelli, se questa teoria è corretta. Non sa semplicemente quello che noi sappiamo o ricorda quello che si sapeva un tempo, bensì inventa soluzioni sue proprie: è un sistema titanico di intelligenza artificiale. La differenza allora sarebbe tra un registratore audio in grado di &quot;ricordare&quot; una sinfonia di Beethoven che ha &quot;sentito&quot; e uno in grado di crearne di sempre nuove: la biblioteca celeste, che ha letto tutti i libri già scritti, sta ora scrivendo un'opera sua che di notte ci viene letta, l'emozionante fiaba comprendente quel grandioso work in progress.&amp;nbsp; Vorrei ricordare a questo punto l'articolo di lan Watson, comparso su &quot;Science Fiction Studies&quot;, a proposito di &lt;em&gt;La falce dei cieli&lt;/em&gt; di Ursula Le Guin. In questo eccellente pezzo Watson si sofferma su quello che è probabilmente il più significativo - e sbalorditivo -racconto di sf mai scritto, opera di Fredric Brown e comparso su &quot;Astounding&quot;: &lt;em&gt;The Waveries&lt;/em&gt; [Gli oscillanti]. Vi consiglio di leggere questo racconto, perché se non lo fate potreste morire senza aver capito l'universo in divenire che vi circonda. Le &lt;em&gt;waveries&lt;/em&gt; venivano attratte sulla Terra dalle onde radio: rispondevano in forma così simile alle nostre tra-smissioni (Sos e così via, in senso cronologico) che dapprincipio non riuscivamo a capire che cosa stesse succedendo. A proposito di &lt;em&gt;La falce dei cieli&lt;/em&gt;, Watson dice: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;A quanto pare, George (Orr) ha sognato un'invasione ostile all'in-terno di una pacifica; eppure la cosa più probabile è che gli alieni appartengano, come loro sostengono, &quot;al tempo dei sogni&quot;, che tutta la loro civiltà ruoti attorno al modo con cui la &quot;realtà realizza se stessa sognando&quot;, che sono stati attratti sulla Terra come le waveries del racconto di Fredric Brown, ma da onde oniriche, invece che da onde radio.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Lo si potrebbe considerare roba da paura, questo tema nell'opera di Le Guin e mia. Che cosa sono i sogni? Esistono simili entità universal-oniriche giunte qui da un'altra stella (Aldebaran, nel caso del romanzo della Le Guin)? &lt;strong&gt;Gli ufo osservati dalla gente non sono magari ologrammi proiettati dalle loro menti inconsce, che agiscono come trasformatori e anche come trasduttori di queste strane creature universal-oniriche?&lt;/strong&gt; Per tutto lo scorso anno ho fatto moltissimi sogni che sembravano - e sottolineo &quot;sembravano&quot; -suggerire l' ipotesi che da qualche parte nella mia testa fosse in atto una sorta di comunicazione telepatica, ma dopo aver parlato con Henry Korman, un colla-boratore di Ornstein, credo piuttosto che fossero i miei emisferi destro e sinistro impegnati in un dialogo alla Martin Buber. Ma la produzione di gran parte di quel materiale onirico sembrava al di là delle mie capacità personali. A un certo punto, è stato fatto un tentativo di indurmi a descrivere un complicato principio ingegneristico che mi era stato rivelato nella forma di un motore circolare dotato di due ruote identiche, rotanti in senso opposto - molto simile all'alternanza taoista di yin e yang come coppia di opposti (e anche al dualismo empedocleo di amore e odio, come interazione dialettica universale ). Ma quello era un vero dispositivo ingegneristico che era stato insinuato nel mio sogno; mi hanno mostrato una matita e mi hanno detto: &quot;&lt;em&gt;Questo principio era noto ai tuoi tempi&lt;/em&gt;&quot;. E mentre io correvo a prendere la matita, hanno aggiunto: &quot;&lt;em&gt;Noto, ma sepolto e dimenticato in una cantina&lt;/em&gt;&quot;. Si trattava di un complicato meccanismo di coppia azionato a catena che si muoveva eccentricamente tra i due rotori, ma al risveglio non sono più stato in grado di ricostruirlo. Ecco, invece, che cosa ho afferrato in seguito: ulteriori sogni hanno chiarito che in qualche modo il nostro trattamento dell'acqua marina secondo un processo di osmosi ci avrebbe dato non solo acqua pura, bensì anche energia. Comunque, hanno scelto l'uomo sbagliato a cui fornire que-sto genere di materiale: non sono certo il più adatto a divulgarlo. Però, ho speso più di mille dollari in libri e manuali per cercare di capire che cosa mi fosse stato comunicato. Ecco cosa ho scoperto: in questo sistema a doppio rotore, qualcosa che aveva a che fare con una sensibile isteresi si traduceva in un vantaggio, invece che costituire un difetto. Non serve sistema frenante: i due rotori girano co-stantemente alla stessa velocità, e la torsione viene trasmessa per mezzo di una catena a camme. Dico questo solo per mostrare che o il mio inconscio ha letto articoli e saggi di ingegneria che sfuggono al mio ricordo, nonché alla mia attenzione e al mio interesse, oppure ci sono, diciamo, persone universal-oniriche provenienti, diciamo, da Aldebaran o da qualche altra stella. Condividono forse con noi la medesima noosfera? Offrono forse aiuto a un pianeta paralizzato e afflitto che si è arenato, come un topo su una ruota stanca, nel mezzo di un inverno che dura da più di duecento anni? Se portano con sé la primavera, allora - chiunque essi siano - io do loro il benvenuto; come Joe Chip in Ubik, temo il freddo e la stanchezza; ho paura di morire consumandomi nella salita di un'interminabile scala, mentre un essere crudele, o qualcuno che ne indossi la maschera assiste senza offrirmi aiuto: la macchina priva di empatia che si limita a osservare, semplice spettatrice - incubo che, lo so, attanaglia anche Harlan Ellison. Fa persino più paura dell'assassino (Jory, in Ubik) questa figura che vede ma non porge aiuto, non tende la mano. Per me è l'androide, per Harlan il semidio; entrambi rabbrividiamo alla sola idea della sua esistenza. Quello che posso dirvi delle persone universal-oniriche è che se esistono - di chiunque si tratti non sono androidi anempatici: sono esseri umani nel senso più pieno del termine. Hanno teso una mano compassionevole al nostro pianeta, alla nostra ecosfera inquinata e, forse, hanno addirittura contribuito ad abbattere la tirannia che ha oppresso gli Stati Uniti, il Portogallo, la Grecia, e un giorno abbatteranno anche la tirannia del blocco sovietico. Ecco cosa ho in mente quando penso alla primavera: l'apertura delle porte d'acciaio della prigione, e i poveri prigionieri, come nel &lt;em&gt;Fidelio&lt;/em&gt; di Beethoven, liberi di uscire alla luce del sole. È stupendo quel momento dell'opera in cui vedono il sole e ne sentono il tepore. E finalmente, al termine, gli squilli di tromba della libertà segnano la fine perpetua della loro crudele prigionia: è arrivato un aiuto, dall'esterno (in realtà questo esterno è un interno). Ogni tanto qualcuno si presenta a uno scrittore di fantascienza e con un sorriso folle di segreta complicità ammicca: &quot;&lt;em&gt;So che quello che scrivi è vero, ma in codice. Tutti voi scrittori di sci-fi riuscite a riceverLi&quot;&lt;/em&gt;. Ovviamente, io chiedo sempre chi mai siano Costoro, e la risposta è sempre la stessa. &quot;&lt;em&gt;Lo sai bene: quelli di lassù, la gente dello spazio. Sono già tra noi, e si servono dei tuoi scritti. Non far finta di non saperlo&lt;/em&gt;&quot;. A quel punto, di solito, sorrido e cambio discorso. Accade continuamente. Be', detesto ammetterlo, ma è possibile:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;1) che esista qualcosa di simile alla telepatia;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;2) che l'idea del progetto ceti, secondo cui potremmo comunicare telepaticamente con intelligenze &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;extraterrestri, sia ragionevole - ammesso che esistano telepatia e intelligenze extraterrestri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;In caso contrario, stiamo tentando di comunicare con qualcuno che non esiste utilizzando, per giunta, un sistema che non funziona. Se non altro, ciò terrà molti di noi occupati a lungo. Ora, però, capisco come un'equipe di astronomi sovietici - evidentemente capeggiati dallo stesso dottor Nikolaj Kozyrev che ha sviluppato la teoria del tempo-energia già menzionata - abbia affermato di aver ricevuto segnali emessi da intelligenze extraterrestri presenti all'interno del nostro sistema solare. Se ciò fosse vero... ma i nostri sostengono che i sovietici stiano solo ricevendo banali, inutili e vecchi segnali prodotti dai nostri satelliti abbandonati e da altre navicelle in disuso. Supponiamo comunque che queste entità extraterrestri intelligenti o questa mente collettiva si trovi all'interno, diciamo, del grande plasma che sembra circondare la Terra e abbia a che fare con fenomeni quali macchie solari e affini. Mi riferisco, ovviamente, alla noosfera: si tratta di intelligenza terrestre ed extraterrestre al tempo stesso, che probabilmente somiglia molto a ciò di cui Ursula Le Guin ha parlato in &lt;em&gt;La falce dei cieli&lt;/em&gt;. &lt;strong&gt;Inoltre, come sanno tutti gli appassionati di sf, anche i miei scritti affrontano temi analoghi, fornendo così un altro paio di fastidiosi appigli a tutti quei balordi che si presentano agli scrittori di SF e dicono: &quot;&lt;em&gt;Voi scrivete in codice&lt;/em&gt;&quot; ecc. In verità, può darsi che noi si sia influenzati, soprattutto in sogno, da una noosfera prodotta da noi stessi, capace di processi mentali autonomi e legata a intelligenze extraterrestri -una combinazione di tutte e tre le cose e Dio solo sa di cos'altro. Potrebbe anche non trattarsi del Creatore, ma è la nostra migliore approssimazione possibile alla Mente Infinita; ed è un'approssimazione sufficiente.&lt;/strong&gt; Che sia benefica è ovvio, se si accoglie l'affermazione di Maslow, secondo cui - se non le fossimo graditi - ci avrebbe giustiziato molto tempo fa; qui, la definiamo &quot;noosfera infinita&quot; per natura. Forse, siamo noi umani - teneri e buoni d'aspetto, con i nostri occhi pensierosi - le vere macchine. E quelle costruzioni oggettuali, gli oggetti naturali che ci circondano -in particolare, i macchinari elettronici da noi costruiti, i trasmettitori e le stazioni di ritrasmissione a microonde, i satelliti -potrebbero essere il travestimento di realtà viventi, nella misura in cui possono far parte più pienamente e in modo a noi oscuro della Mente ultima. Forse noi non vediamo solo un velo ingannevole, bensì anche all'indietro. La migliore approssimazione alla verità è, forse, questa: &quot;&lt;em&gt;Tutto è egualmente vivo, libero, sensibile, non perché tutto sia vivo, o vivo a metà, o morto, bensì perché è vissuto&lt;/em&gt;. Un trasmettitore emette segnali radio che attraversano i vari componenti, si modificano e si amplificano; i loro contorni mutano; il rumore viene eliminato, scartato... Noi siamo estensioni, come quegli arti metallici utilizzati dagli scienziati per manipolare oggetti radioattivi. Siamo come guanti che Dio ha adibito al movimento delle cose secondo i Suoi gusti. Per qualche ragiione, Egli preferisce gestire la realtà in questo modo (sono irremovibile e difenderò fino all'ultimo questa analogia). Siamo come abiti che Egli crea, indossa, consuma e, infine, scarta. Siamo armature, il che produce un'impressione sbagliata in certe altre farfalle chiuse in altre armature. Dentro l'armatura c'è la farfalla, e dentro la farfalla c'è... il segnale proveniente da un'altra stella. Nel romanzo che sto scrivendo (o che il Sognatore, forse, sta creando tramite me) questa stella si chiama Albemuth. Non avevo ancora letto il romanzo di Ursula Le Guin, La falce dei cieli, quando mi è venuta quest'idea, ma chi lo ha letto troverà anche nel mio lavoro questa concezione di noi come stazioni all'interno di una vasta rete, inconsapevoli. Considerate questa Meditazione di Rumi, un detto [tradotto] da Idries Shah, che è molto famoso tra i moderni maestri sufi: &quot;&lt;em&gt;L'artigiano è celato nell'opera&lt;/em&gt;&quot;. Poiché, evidentemente, è stato il dottor Ornstein, prima di chiunque altro, lo scopritore della nuova visione del mondo che implica, tra i due emisferi cerebrali, una parità mai sospettata dai tempi di Pitagora e Platone, ho fatto appello a tutto il mio coraggio e gli ho scritto. Ogni tanto qualche ammiratore mi scrive, con mano tremante; così, tutta la mia macchina da scrivere elettrica tremava mentre scrivevo al dottor Ornstein. Riporterò, qui di seguito, il testo della mia lettera, a mo' di nota conclusiva al fine di spiegare come, grazie all'aiuto di Ornstein, io abbia trasceso l'opposizione di realtà e illusione, portando chiaramente a conclusione uno studio e uno sforzo durati vent'anni della mia vita. Cito testualmente: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Caro dottor Ornstein, ho incontrato di recente Henry Korman e Tony Hiss (quest'ultimo era venuto a intervistarmi per il &quot;New Yorker&quot;). Con il primo ho avuto una meravigliosa conversazione sul sufismo e ho parlato della mia ammirazione, confinante con l'entusiasmo fanatico, per il suo pionieristico lavoro in merito all'uguaglianza tra i due emisferi cerebrali. Avendo in tal modo scoperto che La conoscono entrambi, mi faccio coraggio e Le chiedo: che cosa sono diventato dopo i miei esperimenti miranti a sollecitare il mio emisfero destro (soprattutto per mezzo di vitamine a formula ortomolecolare, oltre-che di una notevole dose di approfondita meditazione)? È successo dieci mesi fa, e da dieci mesi non sono più lo stesso. Ma la cosa per me più straordinaria (a questo proposito sto scrivendo un libro in forma narrativa, un romanzo intitolato To Scare the Dead) è che... Ma lasci che le esponga la premessa così come l'ho espressa nel mio romanzo. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Nicholas Brady, un comune cittadino americano con valori mondani e le comuni ambizioni del suo tempo (denaro, potere e prestigio) registra improvvisamente dentro di sé il risveglio alla vita di un'entità che è rimasta assopita per duemila anni. Quest'entità è un esseno, morto con la certezza della resurrezione promessagli: ne era certo perché a garanzia di ciò lui e altri abitanti di Qumran disponevano di formule segrete, medicine e pratiche scientifiche. Così, all'improvviso, il nostro protagonista, Nicholas Brady, scopre di essere duplice: da una parte, il suo vecchio Io, col suo lavoro e i suoi obiettivi secolari, e questo esseno, originario del wadi di Qumran, vissuto intorno al 45 d.C.; un sant'uomo animato da valori sacri e da un totale antagonismo nei confronti del mondo fisico e terreno, da lui visto come la &quot;Città d'acciaio&quot;. La mente di Qumran si impadronisce di Brady e lo guida nel compimento di una serie di atti, finché non risulta evidente che altri uomini di Qumran, come questo, stanno tornando alla vita, qua e là nel mondo.&lt;/strong&gt; Studiando la Bibbia, con il supporto di quest'uomo di Qumran, Brady scopre che il Nuovo Testamento è scritto in codice, e che l'esseno è in grado di decifrarlo. &quot;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Gesù&quot; è in realtà Zagreo-Zeus, caratterizzato da due diverse forme: una dolce, l'altra onnipotente, su cui i seguaci possono contare in caso di bisogno.&lt;/strong&gt; L'uomo di Qumran -che nella narrazione si chiama Thomas - a poco a poco avverte Brady dell'imminenza della Parousia, gli ultimi giorni del mondo. Gli dice di prepararsi. Thomas lo preparerà evocando in lui il ricordo della sua - di Brady - divinità, con l'anamnesi. È Thomas che la definisce così. Thomas crea una particolare uguaglianza tra sé e Brady, ma sviluppa come fonte di conoscenza per l'ignorantissimo Brady l'entità nota con il nome di Erasmo, che in realtà è solo un nodo della noosfera - la quale è così intensamente attiva attorno alla Terra che, se uno ne ha consapevolezza, ne può consciamente, più che inconsciamente, trarre un'influenza positiva: sono i &quot;mari della sapienza&lt;/em&gt;&quot;, noti agli antichi, su cui faceva affidamento la sibilla di Delfi. Ma questa è apparenza; Brady scopre, infatti, che il dio degli uomini di Qumran non è il mitico Gesù, bensì Zagreo, e in seguito ad alcune ricerche viene a sapere che Zagreo è una delle identità assunte da Dioniso. Il cristianesimo non è che una tarda manifestazione del dionisismo, addolcito dalla strana e tenera figura di Orfeo. Orfeo, come Gesù, è reale solo nella misura in cui Dioniso diviene &quot;sociale&quot;: nato come figlio di un'altra stirpe - non umana, bensì proveniente da un altro luogo - Zagreo ha dovuto imparare per gradi a modificare la sua &quot;follia&quot;, ora ridotta ai minimi termini. In sostanza, egli è tra noi per ricostituirci quali sue manifestazioni, e ciò attraverso la possessione, ricercata dai primi cristiani e nascosta agli odiati romani. &lt;strong&gt;Dioniso-Zagreo-Orfeo-Gesù è sempre stato in lotta contro la Città d'acciaio, che si trattasse di Roma o di Washington: è il dio della primavera, della vita nuova, delle creature piccole e indifese; è il dio del mirto e dell'invasamento, il dio che mi consente di lavorare un giorno dopo l'altro a questo romanzo.&lt;/strong&gt; Ma nel libro, Thomas dice: &quot;&lt;em&gt;Gli ultimi giorni sono giunti. Il rovesciamento della tirannia è quello che Giovanni, con fosche parole, ha descritto nell'Apocalisse. Ora Gesù-Zagreo si reimpossessa di coloro che gli appartengono, uno dopo l'al-tro: risorge&lt;/em&gt;&quot;. Durante l'inverno si credeva che Dioniso, dio della vite, della vegetazione, del raccolto, dormisse. Si sapeva che, per quanto morto potesse apparire (&lt;strong&gt;il &lt;em&gt;Finnegans Wake&lt;/em&gt; di Joyce ne dà meravigliosamente conto, quando i protagonisti versano accidentalmente la birra sul cadavere, facendolo tornare alla vita&lt;/strong&gt;), in realtà era vivo, anche se non lo si sarebbe mai detto. Dopodiché -senza la benché minima sorpresa di chi lo comprendeva e credeva in lui - rinasceva. I suoi adepti sapevano che sarebbe successo; conoscevano il segreto (&quot;Badate! Vi rivelo un sacro segreto...&quot;). Ci riferiamo alle religioni misteriche -a tutte, cristianesimo compreso. Il nostro Dio ha dormito nel lungo inverno della civiltà umana (non solo per la durata del ciclo delle stagioni, bensì dal 45 d.C. per tutti i secoli di inverno mentale fino ai giorni nostri); solo quando l'inverno serra ogni cosa nella sua presa, nella neve della disperazione e del declino (del caos politico e della rovina morale ed economica, nel nostro caso: l'inverno del no-stro pianeta, del nostro mondo, della nostra civiltà), solo allora la vite, che era avvizzita, vecchia, apparentemente morta, torna a erompere alla vita, e il nostro Dio risorge, non realmente fuori di noi, ma in ognuno di noi. Dormendo, non sotto la neve che copre la terra, bensì all'interno dell'emisfero destro dei nostri cervelli. Abbiamo aspettato, anche se non sapevamo che cosa. Ecco: questa è la primavera del no-stro pianeta, in un senso più profondo ed essenziale. Le gelide catene d'acciaio sono state spezzate, ma quale miracolo c'è voluto! Come il mio personaggio, Nicholas Brady, ho vissuto il risveglio di Zagreo nel mio emisfero destro, e mi sono sentito inondare dalla sua vita che si rinnova, dal suo vigore, dalla sua personalità e dalla sua saggezza divina: egli odiava l'ingiustizia e le menzogne che vedeva intorno a sé, e ricordava: &lt;em&gt;&quot;La persona cara giunge indisturbata dagli uomini, dove tra le fronde ombrose / i piccoli della foresta vivono nascosti&lt;/em&gt;&quot; (Euripide). Grazie, dottor Ornstein, per aver messo fine a quest'inverno e per aver introdotto non solo la primavera, bensì risvegliato la primavera che, pur viva, era assopita dentro di noi.&amp;nbsp; In realtà credo che la linea netta che separava allucinazione e realtà sia divenuta essa stessa una specie di al¬lucinazione, e forse sto pren-dendo i miei sogni troppo sul serio. Ma, attualmente, suscita molto interesse, per esempio, la tribù Senoi della penisola malese (si veda Kilton Stewart, Dream Theory in Malaya, in Charles T. Tart, Altered States of Consciousness). &lt;strong&gt;Una volta ho sognato che la parola &quot;Gesù&quot; fosse un codice, un neologismo, un nome nient'affatto vero&lt;/strong&gt;: gli esoterici (cioè, probabilmente, gli uomini di Qumran), coloro cheleggevano il testo in quei tempi antichi, vedevano &quot;Zeus&quot; e &quot;Zagreo&quot; combinati a formare il nome di Gesù. È un codice di sostituzione; così credo che si chiami. Ebbene, normalmente, si tenderebbe a non dare molto credito a sogni come questo, o anche di altro genere, secondo cui potrebbe esserci effettivamente un'entità, un sistema di la, magari, che fornisce informazioni precise altrimenti indisponibili. Ma andando a verificare una questione ortografica su uno dei miei volumi di consultazione, ho scoperto questi passaggi testuali notevolmente simili tra loro - il primo dei quali universalmente noto, dato che conclude le nostre sacre scritture, il Nuovo Testamento: &quot;&lt;em&gt;Io sono la radice della stirpe di David, la stella radiosa del mattino&lt;/em&gt;&quot; (Apocalisse di Giovanni 22,16, dove chi parla è Gesù). &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;E poi: &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Tra tutti gli alberi al mondo&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;pasce il suo gregge e lo nutre di ogni radice&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dioniso, dio della Gioia, la pura stella&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;che brilla al raccolto del frutto.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;(Pindaro, una delle quartine preferite da Plutarco, 430 a.C. ca.)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Che valore hanno i nomi? Questo è il dio dell'intossicazione, che prende i funghi sacri (cfr. John Allegro) o beve il vino, o inventa uno scherzo così divertente da far impazzire dal ridere e dal piangere, come certe &lt;em&gt;slapstick comedies&lt;/em&gt; mute. In questa singola, breve stanza pindarica troviamo un gregge, alberi e, oltre a questi, due importanti simboli di Gesù, termini con cui tutti gli esoterici lo identificano e, pur tuttavia, molto profondi: la radice e la stella. Questo riferimento alla radice e alla stella potrebbe essere considerato analogo all'estensione spaziale e temporale dell'Io sono l'Alfa e l'Omega&quot; [Apocalisse di Giovanni, 22,13, N.d.T], cioè il primo e l'ultimo. Dunque, radice e stella significano: io salgo dal mondo ctonio e discendo dal cielo stellato. Ma nella stella, nella stella radiosa del mattino, io vedo qualcos'altro. Credo che ciò voglia dire: &quot;&lt;em&gt;II segno che la primavera per l'uomo è arrivata proviene da un'altra stella&lt;/em&gt;&quot;. Abbiamo degli amici, intelligenze extraterrestri, che sono come Egli ci ha detto: una radiosa stella del mattino, la stella dell'amore. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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      <title>MANI L'ELETTO</title>
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Nel Codice manicheo C è detto:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Il Signore Zarathustra giunse in Persia presso Hystaspes, il re. Egli mostrò la legge ancora in uso in Persia. Il Signore Buddha, il sapiente, il beato, giunse in India e in Kusan; egli manifestò la legge in uso ancora in India e tra i Kusan. Dopo di lui venne Aurentes con Pkedellos in Oriente. Essi mostrarono nuovamente la legge in uso realmente in Oriente. In seguito giunse Gesù Cristo nell'occidente dei Romani, nella terra dell'intero occidente&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Come ultimo profeta, Mani avrebbe rivelato per la prima volta nella sua interezza la Verità a tutte le genti. Fu perseguitato nel suo tempo, e anche dopo. Una volta ero allo stand della Fede Bahai alla Fiera di Torino. Mi colpì lo schema della loro successione di profeti: &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Mosè, Krishna, Zoroastro, Buddha, Cristo e Maometto - solo per nominare i più conosciuti. I bahá’í includono in questo gruppo altri profeti, come Noè ed Abramo. Al che chiesi ad uno di loro perchè Mani non ci fosse: &quot;&lt;em&gt;Mani è un falso profeta-mi rispose-&amp;nbsp; anche l'Islam la pensa così&lt;/em&gt;&quot;. &quot;&lt;em&gt;Se è per questo-pensai-per l'Islam anche Buddha non è un inviato di Allah&lt;/em&gt;&quot;. Questo per farvi capire con chi abbiamo a che fare, l'uomo la cui rivelazione e la cui esperienza unitiva è una delle più potenti di ogni tempo. Se non fosse così, proprio non si comprenderebbe quale Forza abbia potuto sostenere Mani al punto da far diffondere la sua religione fino all'interno della Cina , in un territorio comunque estesissimo. Segno concreto di un'elezione divina, e non certo Arcontica, in quanto Mani denunciò proprio l'esistenza e la tirannide degli Arconti. Per questo fu perseguitato e smembrato&amp;nbsp; in mille pezzi, e per questo le religioni non lo considerano minimamente, non solo quella islamica. Egli fu un universalista. Tentò diconciliare persino Buddhismo e Cristianesimo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Dal Mani Codex di Colonia&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Mani affermò che in nessun modo avrebbe distrutto i comandamenti del Salvatore (CMC 91:20-22), si vantava di aver distrutto piuttosto le parole e i misteri dei battisti, setta alla quale apparteneva, grazie ai misteri conferitigli dal suo Gemello celeste. Egli parlava con animali e piante ed essi con lui, grazie al mistero donatogli dal Gemello. Quando una palma da dattero si sentì in pericolo di vita per paura di essere abbattuta da un battista, e lo stesso battista se ne avvide, disse a Mani: &quot;non sapevo che questo mistero segreto era con te. Come ti fu rivelata l'agonia della palma?&quot;. Quando Mani gli fece sapere che tutte le piante parlavano con lui, confuso il battista gli dice: &quot;guardati dal rivelare a chiunque questo mistero, altrimenti qualcuno diverrà invidioso e ti distruggerà&quot;. (CMC 8:11-13). &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;In CMC 26:7:15 è detto:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Quando poi quel gloriosissimo e benedettissimo essere (il Gemello) mi dischiuse questi segreti smisurati, cominciò col dirmi: questo mistero te l'ho rivelato...per rivelarlo solo ai meritevoli...&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;E in CMC 43:3-7:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Allora il Gemello mi rivelò i misteri nascosti al mondo, che non è permesso ad alcuno di vedere o udire&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Mani confessa che nel momento in cui ebbe la rivelazione:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;em&gt;Allora mi separai immediatamente dalle prescrizioni della dottrina cui ero stato educato e divenni un estraneo in mezzo a loro (CMC 44:2-8)...Poco a poco mi staccai dalla Legge in cui ero stato cresciuto, incantato oltre ogni immaginazione da quei misteri (CMC 30:4-7)...Come dunque potrò, solo contro tutti, rivelare questo mistero in mezzo alla moltitudine invischiata nell'errore? (CMC 31:3-9)...Mi trascinavo in quella Legge, preservando questa speranza nel mio cuore. Nessuno percepiva chi era in me, e io stesso non lo rivelai a nessuno durante quel lungo periodo di tempo (CMC 25:2-13)...La verità e i segreti di cui parlavo non da uomini li ho ricevuti, nè da creature di carne, e nemmeno dallo studio delle scritture...Egli mi rivelò come ero prima della fondazione del ondo e come furono stese le fondamenta di tutte le opere, sia quelle buone che quelle cattive, e come fu generata ogni parte di questo aggregato (CMC 64:8-15)...Il Gemello voleva salvare&amp;nbsp; da morte me e quelli pronti ad scelti da Lui nella setta dei Battisti (CMC 67:2)...Tutti i segreti che mio Padre mi ha affidato, mentre li ho coperti e nascosti dalla setta e dai miscredenti, e ancor più dal mondo, a voi li ho rivelati secondo il volere del mio benedettissimo Padre (CMC 68:6-)&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;E ancora Mani dice:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;em&gt;Dalla forza degli angeli fui protetto e dalle potenze dela santità, alle quali era stata affidata la mia sorveglianza, essi mi educarono anche con visioni e segni, piccoli e molto brevi, che mi mostravano nella misura in cui ero in grado di sostenere. Talvolta infatti come un fulmine egli giungeva (CMC 3:2-14)...&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;E ancora:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;em&gt;...affinchè abitando nel corpo, egli, il Nous, riscatti coloro che sono stati ridotti in schiavitù dalle Potenze e liberi le loro membra dalla sottomissione dei ribelli e dall'arroganza degli Arconti, e attraverso il corpo riveli la verità della propria Gnosi e in esso apra la porta a quelli che sono rinchiusi e attraverso di esso dia la vita beata a coloro che sono dei suoi...(CMC 16:1-16)&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;em&gt;E ancora:&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;em&gt;Quando raggiunsi l'età di 24 anni, il gloriosissimo Signore ebbe pietà di me e mi chiamò&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;E ancora:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;em&gt;...e come è accaduto, e chi è il Padre mio che è nei cieli o in che modo, dopo essermi separato da Lui, fui mandato secondo il suo volere, e quale precetto e consiglio mi diede prima che indossassi questo corpo e prima che andassi errando in questa carne disgustosa e prima che mi rivestissi della sua ubriachezza e della sua condizione infera...lo stesso mio Gemello, colui che è Vigilante (CMC 22:1-18)&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Ad un certo punto, Mani comprende, come tanti altri profeti, che il Gemello non è altro che il Lui in un altro regno e nel non-tempo, esprimendo in altro modo quella gloriosa espressione&amp;nbsp; dell'Uomo Interiore all'uomo esteriore: IO SONO TE, TU SEI ME:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;em&gt;Credetti che Lui mi appartiene ed è mio, e che è un consigliere buono ed eccellente. Lo riconobbi e compresi che io sono quello là, dal quale mi ero separato. Ho testimoniato che io sono quello là stesso, essendo del tutto uguale a Lui (CMC 24:2-15)&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Secondo la testimonianza del manicheo Thimoteos, Mani subì persecuzioni dalla sua comunità d'origine, giungendo al punto di essere flagellato persino. In un momento di sconforto egli parò al Gemello e gli disse:&lt;em&gt; Come posso non essere addolorato? Coloro infatti che sono in questa religione e con i quali sin da fanciullo ho vissuto sono cambiati, essendo divenuti miei nemici per essermi separato dalla loro legge. Dove andrò dunque? &lt;strong&gt;Infatti tutte le religioni e le sette sono nemiche del bene. Io sono straniero e solo nel mondo&lt;/strong&gt;...Se dunque costoro non mi hanno concesso spazio per l'accoglienza della verità, in che modo mi accoglierà il mondo, oppure i suoi grandi e le loro scuole, per dare ascolto a queste dottrine arcane ed accogliere questi&amp;nbsp; santi precetti? E in che modo mi terrò al cospetto di principi e re del mondo e dei capi delle religioni? Ecco infatti essi sono grandissimi e potenti per la loro ricchezza, per la libertà di parola e per i beni. io invece sono solo e povero in quanto a queste cose.&lt;/em&gt; E il Gemello interiormente gli rispose: &lt;em&gt;Non sei stato inviato solo a questa religione, ma a ogni popolo e a ogni scuola, a ogni città e luogo. Da te infatti sarà spiegata e proclamata questa speranza in tutte le latitudini e parti del mondo. E numerosi saranno coloro che accoglieranno la tua parola. Perciò va avanti e va in giro: io infatti sarò con te, protettore e difensore, in ogni luogo dove dirai ciò che ti ho rivelato. Perciò non temere e non rattristarti...&lt;/em&gt;E Mani confessò: &lt;em&gt;andai dunque in terra straniera e fuori patria come una pecora sotto lo sguardo dei lupi, affinchè per mezzo mio, una volta separati, fossero scelti i fedeli dagli infedeli, i grani migliori dalla zizzania, i figli del regno dai figli del nemico e i nati dall'Altezza da coloro che sono emersi dall'Abisso, affinchè il Padre separasse per mezzo mio ciò che è suo da ciò che non gli appartiene...&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;INSOMMA...LA ZIZZANIA EVANGELICA NON E' DATA ALTRI CHE DA TUTTE QUELLE MILIARDI DI ANIME CHE POPOLANO SEMPRE PIU' IL MONDO, IN MODO DA SOFFOCARE I FIGLI DELLA LUCE&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;E ancora nel Testo Copto &quot;Sulla venuta dell'Apostolo&quot; del corpus dei Kephalaia (I), Mani rivela: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;em&gt;Scese su di me il Paraclito Vivente, e mi parlò, mi rivelò il mistero nascosto, il quale è celato ai mondi&amp;nbsp; alle generazioni, il mistero della profondità e dell'altezza, mi rivelò il mistero della Luce e dell'Oscurità, il mistero del combattere e della guerra, e la grande guerra che la Tenebra ha preparato&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Nei Kephalaia LXXVI, Mani dice:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;em&gt;Io ho predicato il sentiero della Vita eterna e della verità, ma gli Arconti e la schiera dei demoni e la stirpe umana che da loro viene, dominati da odio e malvagità, non mi hanno concesso nè permesso di predicare in tranquillità la Verità per come essa è&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;INSOMMA...INCONCILIABILITA' TOTALE TRA L'INSEGNAMENTO DEL GEMELLO DIVINO E TUTTI GLI INSEGNAMENTI DEL MONDO. IERI COME OGGI, E SE CI SARA' UN DOMANI, ANCHE DOMANI.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Il Syzygos (Gemello divino) parla a Mani&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;2.2.11 A poco a poco irreligiosamente ti ho mostrato ciò che è nascosto a molti. Ma tu potrai contemplare quel mistero in modo meraviglioso e più chiaro possibile&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;8.1.15 Custodisci questo mistero, non dirlo a nessuno, affinchè non accada che qualcuno ti uccida per invidia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;13.2.15 Rafforza il tuo potere, fortifica la mente e accogli tutto ciò che ti è stato rivelato…Sottomettiti a tutte le cose che vengono a te&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;40.1.19 E ancora se trovandoti nell’afflizione mi chiamerai, io mi farò trovare stando accanto a te, e sarò tuo difensore in ogni afflizione e pericolo. Ma questi segni che mi hai chiesto saranno resi noti per mezzo mio, in modo anche da essere rivelati a te nella maniera più chiara possibile. Mostrerò infatti con la mia mano ogni cosa, e io sarò per te come uno specchio, in modo che la sapienza si manifesti a te e tu sia liberato dalla malattia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;41.1.11 Dai segni della Verità sono stati resi vani quelli della menzogna&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;48.1.23 Io sono Balsamo, il più grande Angelo della Luce. Ricevi perciò e scrivi queste cose, che io ti rivelo, su un papiro purissimo, che non potrà essere distrutto né corroso dalle tarme&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;52.21.3 Colui che in dignità supera tutti mi ha mandato a te affinchè io ti riveli le cose segrete, alle quali tu pensavi, dal momento che sei stato scelto per la Verità. Tutte queste cose nascoste scrivile su tavolette di bronzo e riponile nella terra del deserto. Tutto ciò che scrivi, scrivilo in modo chiarissimo. Prontamente infatti questa mia rivelazione che non muore nei secoli deve essere resa nota ai fratelli&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;56.1.22 Non temere ma dà gloria al più grande re dell’onore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;104.1.23 Non sei stato mandato solo a questa religione, ma a ogni popolo e a ogni scuola, a ogni città e luogo. Da te infatti sarà spiegata e proclamata questa speranza in tutte le latitudini e parti del mondo. E numerosissimi saranno coloro che accoglieranno la tua parola. Perciò vieni avanti e va in giro, io sarò con te infatti, protettore e difensore, in ogni luogo ove dirai tutto ciò che ti ho insegnato. Perciò non darti preoccupazioni e non rattristarti&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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      <title>ALTRE PROFEZIE DALLA FONTE ALLEATA</title>
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      <updated>2011-05-31T12:43:37+02:00</updated>
      <published>2011-05-31T12:20:00+02:00</published>
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                              <summary>  Ogni migrazione ha le sue stagioni di transito, in primavera i cigni&amp;nbsp;...</summary>
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          &lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;Ogni migrazione ha le sue stagioni di transito, in primavera i cigni&amp;nbsp; si dirigono verso il nord, ed in autunno essi ritornano verso il sud . Unite il nord con il sud&amp;nbsp; e conoscerete così la terra dei beati, di coloro che&amp;nbsp; hanno unito l'oriente e l'occidente facendo il SINT-UNUM.&amp;nbsp; Varuna cavalca il cigno, così come l'Apollo conduce il carro del sole dall'alba al tramonto, Dio della musica e delle arti nella sacra nota che unisce il finito all'infinito. L'unione con il cigno farà nascere il sole interiore con il carro ad esso connesso (fisico). Ascendete rivestendo voi stessi le sacre ali di piume dorate, che dal finito vi trasmigra verso l'infinito, che è residenza dell'inconoscibile in SINT-UNUM&amp;nbsp;&amp;nbsp; unire il nord con il sud.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;Il libro è in compimento e i nomi già scritti, beati coloro che vi si trovano, beati coloro che sono stati acclamati a colonne del tempio e che hanno impresso sulla fronte il sigillo della vita. Tutti costoro istruiranno e comparteciperanno alla discesa della santa città . La croce in quel giorno discenderà dal monte per incontrare coloro che furono istruiti a rimanere nel mondo affinchè nulla andasse perduto della vigna del signore. Sconosciuti oggi al mondo essi sono, solo coloro che sorvolano i cieli conosco i chiamati del padre che stabilirà il giorno e l'ora. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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      <title>TREE OF LIFE DECODIFICATO (IN PARTE)</title>
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      <updated>2011-05-31T12:32:40+02:00</updated>
      <published>2011-05-27T17:02:00+02:00</published>
                            <category term="Film e Tradizione" scheme="http://www.blogspirit.com/ns/types#category" />
                              <summary>       VISTO! E ORA QUALCOSA POSSO DIRLA. IN PRIMO LUOGO, META' DELLA SALA...</summary>
      <content type="html" xml:base="http://mikeplato.myblog.it/">
          &lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/00/691833571.png&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1626857&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/00/2875238518.png&quot; alt=&quot;Tree-of-Life52.png&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;VISTO! E ORA QUALCOSA POSSO DIRLA. IN PRIMO LUOGO, META' DELLA SALA SI E' SVUOTATA A CIRCA META' DELLA DURATA DELLA PELLICOLA. CHI E' RIMASTO, DORMIVA. ALCUNI RIDEVANO, E FRANCAMENTE PROPRIO DA RIDERE NON C'ERA. RISATE ALQUANTO IRRITANTI, DATO LO SPESSORE DI QUESTO FILM VISIONARIO CHE E' PIU' UN'OPERA PITTORICO-SIMBOLICA CHE UN FILM. TRAMA E SCENEGGIATURA SONO RIDOTTE ALL'ESSENZIALE, E SU QUESTO NON VOGLIO SPENDERE UNA PAROLA. CIO' CHE EMERGE NELLA LETTERA E' L'ANGOSCIA EVIDENTE PROVATA DAL REGISTA RISPETTO AGLI IMMANI FLUSSI DEL COSMO, DELLA NATURA E DELLA STORIA. ANGOSCIA CHE CRESCE NEL MOMENTO IN CUI IL REGISTA MOSTRA SMARRIMENTO RIGUARDO AL POSTO E AL RUOLO DELLE SINGOLE PICCOLISSIME VICENDE UMANE RISPETTO ALL'IMMENSITA' DELL'AMBIENTE UNIVERSALE IN CUI EGLI DIMORA. IL REGISTA NON SA DARSI RISPOSTA. CONTINUAMENTE INTERROGA DIO, ATTRAVERSO I PROTAGONISTI, CHIEDENDOGLI IL PERCHE' DEGLI EVENTI, DELLA NASCITA, DELLA MORTE, DEL DOLORE E DELLA GIOIA. MA DIO E' MUTO, QUASI INDIFFERENTE ALLE VICENDE UMANE, CHE APPAIONO NON LEGATE AD UN DISCORSO PROVVIDENZIALE, MA SOTTOMESSE AL CASO E NEANCHE AD UN DESTINO INFERIORE. LA MORTE DI UNO DEI TRE FRATELLI VIENE VISSUTA IN MODO DRAMMATICO DAL FRATELLO MAGGIORE, CHE SI PORTERA' QUESTO STRAZIO FINO AL MOMENTO IN CUI, DA UOMO DI SUCCESSO E DI BUSINNES QUAL'E', SENTIRA' PREPOTENTE L'URGENZA DI COMPRENDERE IL SENSO DELLA VITA. E IN SINTESI COMPIRA' UN CAMMINO, PERCORRENDO DESERTI, LAGHI SALATI, FINO A CAMMINARE SULLE ACQUE E RIABBRACCIARE I PROPRI CARI, ORMAI MORTI: PADRE, MADRE, FIGLIO. SIMBOLO DI UNA TRINITA' LATENTE NELL'UOMO, TRINITA' CHE EMERGE NELLA SCELTA DEL PROTAGONISTA FANCIULLO, IL QUALE SI TROVA INNANZI A DUE VIE: QUELLA DEL PADRE, IL RIGORE, LA FORZA, LA SEVERITA'; E QUELLA DELLA MADRE, LA COMPASSIONE, LA DOLCEZZA. LACERATO DAL DUBBIO, IL RAGAZZO, IN BILICO TRA QUELLE CHE IL FILM FIN DALL'INIZIO CHIAMA &quot;VIA DELLA NATURA&quot; SIMBOLEGGIATA DALLA RUDEZZA DEL PADRE CHE TUTTO VUOL SOTTOMETTERE A SE', E LA VIA DELLA GRAZIA SIMBOLEGGIATA DA QUELLA MADRE CHE NON FA ALTRO CHE DARE AMORE E PROTEGGERE, CAPIRA', QUASI ORMAI FATALMENTE DESTINATO AD IMITARE IL PADRE E A RISPONDERGLI CON GLI STESSI MEZZI, AFFERMANDO LA PROPRIA LIBERTA' DI COSCIENZA (&quot;ORA IO FACCIO CIò CHE VOGLIO&quot; DICE IL FIGLIO AL PADRE&quot;), DECIDE DI GIUNGERE AD UN COMPROMESSO TRA LE DUE SFERE, COMPROMESSO DEFINITIVAMENTE COMPIUTO ALLA FINE DELLA PELLICOLA, QUANDO EGLI SI RICONGIUNGERA' DEFINITIVAMENTE ALLA TRINITA' DI SE' STESSO: PADRE, MADRE E FIGLIO. MA C'E' DI PIU', E QUEL DI PIU' NON DIPENDE CERTO DALLE INTENZIONI CONSCIE DI TERRENCE MALICK QUANTO DELLA SOLITA ISPIRAZIONE DALL'ALTO. QUESTO FILM E' UNA BIBBIA IN SINTESI. V'è UNA GENESI DELL'UNIVERSO E V'E' LA SUA APOCALISSE FINALE. IN MEZZO LA STORIA DELL'UOMO, IL CUI RUOLO QUI APPARIREBBE MARGINALE SE NON FOSSE PER LA POSSIBILITA' DELLA SCOPERTA DEL SENSO DEL TUTTO OFFERTA ALL'UOMO STESSO. IL PADRE AFFIDA IL GIARDINO AL SUO PRIMOGENITO, GLI INSEGNA A CURARLO E CUSTODIRLO, MA SEMBRA CHE IL RAGAZZO, PUR SVOLGENDO IL LAVORO, NON NE COMPRENDA L'IMPORTANZA, E IL GIARDINO NE SOFFRE. OGNI VOLTA CHE IL PADRE TORNERA' DA UN LUNGO VIAGGIO, IL FIGLIO MOSTRERA' QUANTO POCO ABBIA CURATO QUEL GIARDINO. QUI V'è CERTAMENTE UN RIFERIMENTO ADAMICO, GIACCHE' IL PADRE RAPPRESENTA DIO CHE OFFRE LA CUSTODIA DEL GIARDINO AL FIGLIO. COME ADAMO INIZIA UN VIAGGIO NEL TEMPO ALLA RICERCA DELLA VERITA', ALTRETTANTO IL BAMBINO CERCA IN SE' STESSO E NEGLI ALTRI IL SENSO DELLA VITA. IL PADRE RAPPRESENTA L'ASPETTO SEVERO DEL DIO DELL'ANTICO TESTAMENTO, LA MADRE L'ASPETTO MISERICORDIOSO DELLO STESSO DIO. IL FRATELLINO MORTO E' L'AGNELLO SACRIFICALE CHE SCUOTERA' IL PROTAGONISTA A TAL PUNTO DA INIZIARE UN CAMMINO DI REDENZIONE, CHE CULMINA COL SUO ATTRAVERSAMENTO DI UNA PORTA. EGLI ABBANDONA LE LUSINGHE DI UN MONDO ALLA DERIVA, OVE LE PERSONE, A DETTA DEL PROTAGONISTA, SONO SEMPRE PIU' CINICHE E ARROCCATE SU SE STESSE. LA MORTE DI UNO RAPPRESENTA LA SALVEZZA DELL'ALTRO. HO LETTO LE CRITICHE SU INTERNET QUI E LI', E CIO' CHE MI E' BALZATO ALL'OCCHIO E' LA RABBIA DI ALCUNI PER AVER INTRAVISTO UN DIO SENZA UN CRISTO. IN QUESTO FILM, DIO SEMBRA TROPPO LONTANO DALL'UMANITA', E NON C'è UN MEDIATORE. EPPURE L'ATTEGGIAMENTO DEL PROTAGONISTA E' QUELLO DI UN UOMO CHE HA COMPRESO CHE LA VERITA' VA CERCATA E CHE DIO STESSO VA CERCATO, IN QUANTO OGNUNO E' MEDIATORE TRA SE STESSO E DIO IN LUI. LA MADRE E LO STESSO PADRE GLI INSEGNARONO CHE OCCORRE SEMPRE MERAVIGLIARSI, SOPRATTUTTO DELLE PICCOLE COSE. E CREDO CHE IN FONDO, ANCHE SE ESPRESSO IN MODO SEMPLICISTICO, QUESTO SIA IL MESSAGGIO PIU DIROMPENTE DEL FILM. NON E' DIO AD ESSERE MORTO, MA LE NOSTRE ANIME SONO MORTE ALLA RIVELAZIONE CONTINUA E PERPETUA. IL RESTO, SE ESISTE, LO DOVRETE INTUIRE VEDENDO QUESTO CAPOLAVORO&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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      <title>ALBERO DELLA VITA...QUESTO SCONOSCIUTO</title>
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      <updated>2011-05-23T15:35:18+02:00</updated>
      <published>2011-05-23T15:32:00+02:00</published>
                      <summary> &amp;nbsp;      Ho letto le critiche del pubblico al nuovo film di Terrence...</summary>
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          &lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/00/1802984547.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1623056&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/00/4292952407.jpg&quot; alt=&quot;the-tree-of-life-1.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;Ho letto le critiche del pubblico al nuovo film di Terrence Malick &quot;THE TREE OF LIFE&quot;, insignito della Palma d'Oro a Cannes. Mi riservo la facoltà di recensirlo non appena l'avrò visto. In ogni caso le critiche sono impietose: PESANTE, INESPLICABILE, OSCURO. Alcuni scrivono che è assurdo che un simile film possa vincere la Palma d'Oro. Ma io cosa vedo? Che filmacci come PIRATI DEI CARAIBI 4 e FAST AND FURIOUS 5 vendono molto di più. E molti affermano che proprio il dato di vendita deve far riflettere. Qualcuno, nel Forum di Mymovies scrive persino:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;em&gt;Che un film così abbia vinto Cannes è segno dei tempi: film angosciante e sconclusionato. Assolutamente sconsigliato, a meno che non siate in vena di autofustigazioni. &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;Ma certooooo, il cinema non deve essere angosciante., non deve contenere simboli e allusioni, non deve RIVELARE LA VERITA'. La verità non deve essere angosciante. Andiamo a rimbecillirci per due ore con Johnny Deep, ed evitiamo di vedere film che ti sbattano la verità in faccia&lt;em&gt;.&lt;/em&gt; Facciamo finire il Cinema nello stesso water-close della TV, in modo che le coscienze siano spente per l'eternità. Le stesse masse, assuefatte allo status-quo, non vogliono riflettere, non vogliono pensare: IL PUNTO DI VISTA ZERO, tanto temuto dal regista John Carpenter, è divenuto realtà assoluta e imperante. Io dico che il segno dei tempi è proprio questa TOTALE INCAPACITA' DELLA MASSA DI ANDARE OLTRE SE STESSA E OLTRE I CLICHE' IMPOSTI DALL'ALTO. Questo film deve essere un capolavoro, non foss'altro perchè Malick dirige una pellicola ogni 10 anni. Il suo LA SOTTILE LINEA ROSSA è uno dei film più raffinati e significativi che abbia mai visto. E in questo avrà racchiuso il suo testamento sul valore da dare alla vita. Magari non sarà profondo cone una sentenza di Eraclito, ma va bene lo stesso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Ma d'altronde, siamo sinceri: l'umanità non ha mai compreso L'ALBERO DELLA VITA, come può sperarsi che lo comprendano ora?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Una volta visto, ne farò recensione e vi dirò la mia&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
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      <title>CHI E' OBAMA?</title>
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      <updated>2011-05-23T12:28:00+02:00</updated>
      <published>2011-05-23T12:22:00+02:00</published>
                            <category term="libri e fumetti" scheme="http://www.blogspirit.com/ns/types#category" />
                              <summary>       RINGRAZIANDOLA PUBBLICAMENTE PER LA COPIA OMAGGIO GENTILMENTE...</summary>
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          &lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/02/4160389063.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1622862&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/01/02/2820834461.jpg&quot; alt=&quot;9788897013075.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;RINGRAZIANDOLA PUBBLICAMENTE PER LA COPIA OMAGGIO GENTILMENTE INVIATAMI E PER LA BELLISSIMA DEDICA, VI SEGNALO IL NUOVO LIBRO DELLA NOSTRA CARISSIMA E BRILLANTE AMICA ENRICA PERUCCHIETTI: &quot;L'ALTRA FACCIA DI OBAMA&quot; DI CUI RIPORTO IL SOGGETTO:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;La nuova amministrazione democratica ha presto disatteso ogni promessa di cambiamento schierandosi dalla parte dei gruppi di potere. Simbolo del Sogno Americano, Obama è veramente un uomo del popolo salito alla ribalta per proprio merito? Oppure è l'ennesimo Presidente fantoccio comandato da un'elite di banchieri? Appoggiato dai soldi delle banche e delle multinazionali, ha dovuto stringere accordi con imprenditori corrotti e terroristi per finanziare la sua fabbrica del consenso. Per raccogliere voti ha fatto ricorso a tecniche di manipolazione mentale. Cosa nasconde la sua biografia piena di ombre? Esiste un Governo Ombra che decide le sorti degli Usa e del mondo per la costituzione di un Nuovo Ordine Mondiale di stampo fascista?&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Autore: Enrica Perucchietti&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Editore: INFINITO&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Anno pubblicazione: &lt;/strong&gt;2011&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Formato: &lt;/strong&gt;13x20 cm&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Pagine:&lt;/strong&gt; 435&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Categorie:&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; Critica sociale, Attualità&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;PER CHI VOLESSE ORDINARMI QUESTO OTTIMO SAGGIO A CARATTERE &quot;COSPIRAZIONISTICO&quot; PUO' FARLO ATTRAVERSO &lt;a href=&quot;http://www.booxtore.it,&quot;&gt;www.booxtore.it,&lt;/a&gt; oppure scrivendomi al mikeplato22@yahoo.it, oppure telefonando allo 06-9065049&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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      <title>L'ESILIO E LA REDENZIONE</title>
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      <updated>2011-05-19T13:36:40+02:00</updated>
      <published>2011-05-19T13:35:00+02:00</published>
                      <summary>    L'armonia fra la Religione e la Legge dello Sviluppo o il Cieco Fato...</summary>
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          &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; line-height: 150%;&quot; dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 150%; letter-spacing: 0.3pt;&quot;&gt;L'armonia fra la Religione e la Legge dello Sviluppo o il Cieco Fato&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/00/957996671.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1619151&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://mikeplato.myblog.it/media/00/00/1245691286.jpg&quot; alt=&quot;moses-parting-red-sea.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;Posto questo contributo cabalistico pregandovi di sostituire Israel carnale con Israel spirituale perchè i pur bravi e saggi cabalisti si ostinano nel voler aderire esclusivamente alla loro religione. Ergo, l'esilio degli ebrei è solo figura dell'esilio di un collettivo di anime che non ha nulla a che vedere con le razze umane. Gli Ebrei non ammetteranno mai che Israel è solo un nome dato loro in prestito&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; dir=&quot;LTR&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;em&gt;«E fra quelle nazioni non avrai sollievo né avrà riposo la pianta del tuo piede» (Deuteronomio 28,65) &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;em&gt; &lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;«E ciò che immaginate in cuor vostro non avverrà, mentre voi andate dicendo: Saremo come le genti, come le famiglie degli altri paesi» &lt;/span&gt; (Ezechiele, 20,32).&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family: Arial;&quot;&gt; Ecco che il Creatore –&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://www.kabbalah.info/italykab/Glossario-kabbalistico.htm#A&quot;&gt; &lt;em&gt; &lt;span style=&quot;color: #ff9900; font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial;&quot;&gt;Avayà&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial;&quot;&gt; ci mostrerà in modo evidente che Israel in esilio non ha alcuna esistenza ed essi (&lt;em&gt;le popolazioni di Israel&lt;/em&gt;) non avranno riposo, come il resto dei popoli che si sono mischiati ad altre popolazioni ed hanno trovato riposo, fino ad assimilarsi agli altri, ma di essi non rimane alcun ricordo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt; Non è così rispetto alla casa di Israel, che non troverà riposo fra le genti fino a che non si verificherà in essa ciò che è scritto: «&lt;em&gt;E da lì voi ricercherete il Signore tuo Dio e Lo troverai perché Lo ricercherai con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima» (Deuteronomio, 4, 29). &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt; Questo può essere spiegato riferendoci al decreto della Provvidenza, scritto a nostro riguardo, dato che la Toràh è Verità e tutti i suoi detti sono veri, e guai a noi se dubitassimo della Sua veridicità, riferendoci a tutti gli ammonimenti che si verificano in noi, quando diciamo che essi sono la per puro caso e per un cieco fato, che Dio non voglia! In quanto a ciò vi è un solo rimedio, quello di rapportarci alle sofferenze in maniera tale da considerare come fossero fortuite, mentre sono (&lt;em&gt;frutto&lt;/em&gt;) della Fedele Provvidenza, a noi predestinata dalla santa Toràh. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family: Arial;&quot;&gt; E ciò va chiarito nell'ambito della Legge dello Sviluppo secondo la quale abbiamo raggiunto uno sviluppo molto più rapido di quello delle popolazioni del mondo dovuto alla natura della fedele guida che abbiamo conseguito per mezzo della santa Toràh, nella distinzione della Via della Toràh che v’è nella Provvidenza. E poiché i membri della nazione si erano sviluppati, fu necessario andare sempre avanti ed essere estremamente meticolosi rispetto ai precetti – &lt;em&gt;Mizvot &lt;/em&gt;della Toràh. E poiché essi non rispettarono ciò, ma desiderarono invece coinvolgere (a quel punto) anche lo stretto egoismo, vale a dire il “&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;a href=&quot;http://www.kabbalah.info/italykab/Glossario-kabbalistico.htm#L&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff9900; font-family: Arial; font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;Lo Lishmà&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;background-image: none; background-repeat: repeat; background-attachment: scroll; background-position: 0% 0%;&quot;&gt; – &lt;em&gt;non Lishmà&lt;/em&gt;&quot;,&lt;/span&gt; da qui si arrivò alla distruzione del Primo Santuario, in quanto vollero valorizzare la ricchezza ed innalzare la forza, al di sopra della Giustizia, come il resto dei popoli. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt; E poiché la Toràh proibisce tutto ciò, essi ricusarono la Toràh e la Profezia e adottarono le &amp;nbsp;usanze dei vicini per poter godersi al meglio la vita secondo le esigenze del loro egoismo. E poiché fecero ciò, le forze della nazione si disintegrarono: alcuni seguirono i re e gli ufficiali egoisti ed alcuni seguirono i profeti. E questa separazione continuò fino alla distruzione &lt;em&gt;(&lt;/em&gt;ndr&lt;em&gt;. del Primo Santuario).&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt; E nel (&lt;em&gt;periodo del&lt;/em&gt;) Secondo Santuario la cosa fu ancora più accentuata, poiché l'inizio della separazione fu pubblicamente posta in evidenza per mezzo di alunni che, capeggiati da Zadok e da Bitos, andarono fuori strada. &amp;nbsp;La loro rivolta contro i nostri saggi – Haza&quot;l &amp;nbsp;fu soprattutto &amp;nbsp;dovuta &amp;nbsp;all'obbligo del &lt;em&gt;Lishmà, &lt;/em&gt; come è stato detto dai nostri saggi: «Saggi, siate cauti con le vostre parole», dato che essi non vollero rinunziare all'egoismo. Di conseguenza si unirono in comunità del tipo peggiore e divennero una grande setta chiamata Zdokim, rappresentata da ricchi e da ufficiali (&lt;em&gt;quindi&lt;/em&gt;) da coloro che rincorsero desideri egoistici, invece che la via della Toràh. Codesti lottarono contro i Prushim e furono loro che portarono il regno romano e il dominio su Israel furono (&lt;em&gt;sempre&lt;/em&gt;) loro a non voler far la pace con i forti (&lt;em&gt;dominatori&lt;/em&gt;) secondo quanto i nostri saggi consigliarono, e secondo la Toràh, fino a che il Santuario fu distrutto e la gloria d'Israel fu esiliata. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt; &amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt; La differenza fra l'ideale laico e l'ideale religioso&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt; L'origine dell'ideale laico proviene dall'umanità e di conseguenza non può innalzarsi al di sopra dell'umanità stessa, a differenza dell'idea religiosa che proviene dal Creatore e può innalzarsi sull'intera umanità. Questo succede poiché &amp;nbsp;l'ideale &amp;nbsp;laico &amp;nbsp;si basa sul &amp;nbsp;paragone ed il prezzo della gloria è (&lt;em&gt;considerato sempre&lt;/em&gt;) rispetto all'uomo il quale opera per glorificarsi davanti agli altri. Inoltre, anche se a volte egli è discreditato dalla sua generazione, fa assegnamento sulle generazioni precedenti e questa è una cosa preziosa per lui, come una pietra preziosa che alimenta considerevolmente i suoi proprietari, anche se nessuno ne sa nulla e (&lt;em&gt;nessuno&lt;/em&gt;) l’apprezza. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-right: 1.3pt; text-align: justify;&quot; dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt; L'idea religiosa, invece, ha come base la gloria agli occhi del Creatore e di conseguenza chi possiede un'idea religiosa può innalzarsi al di sopra dell'umanità.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt; E così nel nostro esilio fra i popoli: finché abbiamo seguito le vie della Toràh, siamo stati protetti, dato che è risaputo presso tutte le nazioni che siamo un popolo molto sviluppato e tutti desiderano la nostra cooperazione, solo che ci sfruttano, ognuno secondo il (&lt;em&gt;suo&lt;/em&gt;) desiderio egoista. Ciononostante, in tutte le nazioni, abbiamo avuto una gran forza e malgrado lo sfruttamento, ci è rimasta ancora, una ragguardevole parte, superiore a quella della maggioranza dei cittadini della terra.&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt; A causa delle persone che si sono ribellate al giogo della Toràh, nella loro aspirazione di dare libero corso al loro stratagemma egoista, perdendo lo scopo della vita, vale a dire il lavoro di Dio, cambiando (così) la meta sublime con scopi egoistici di una bella vita. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt; Chi ottiene una fortuna, innalza comunque la sua meta di tutta la gloria e bellezza. E mentre l'uomo religioso ha sparpagliato il suo denaro, il sovrappiù, in opere pie e buone azioni, in istituti didattici di studi sacri e così via, per le necessità della collettività. Le persone egoiste (&lt;em&gt;invece&lt;/em&gt;) hanno sperperato il loro denaro eccedente nella bella vita: nel cibo e nelle bevande, in vestiti ed in gioielli, equivalendosi alle classi elevate della loro stessa nazione.&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt; L'intenzione di queste mie parole non è (dovuta) ad altro che a dimostrare che la Toràh e la legge dello sviluppo naturale, assieme e persino, al cieco fato, vanno mano nella mano meravigliosamente uniti, in modo che i malvagi avvenimenti della situazione in esilio, sui quali abbiamo molto da raccontare sin dai giorni del nostro esilio, sono causati dal fatto che ci siamo appropriati indebitamente della Toràh. E se ci fossimo salvaguardati restando nei precetti – &lt;em&gt;Mizvot&lt;/em&gt; della Toràh, non ci sarebbe accaduto nulla di male.&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt; La concordanza e l'unità fra la Toràh ed il cieco fato e lo sviluppo del calcolo umano&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot; dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family: Arial;&quot;&gt; Io consiglio quindi alla Casa di Israel (&lt;em&gt;o al popolo d'Israel&lt;/em&gt;) che dicano basta! Alle nostre sofferenze e che facciano per lo meno il conto, un conto umano, riguardo a tutte le peripezie giunte su di noi volta per volta anche qui nella nostra terra; e volendo tutti noi iniziare, una nostra nuova linea di condotta, non avendo alcuna speranza di conservare la terra in quanto nazione, fino a che non avremo ricevuto la nostra santa Toràh, senza nessuna compiacenza, oltre alla condizione ultima quella del lavoro &lt;/span&gt; &lt;em&gt; &lt;a href=&quot;http://www.kabbalah.info/italykab/Glossario-kabbalistico.htm#L&quot;&gt; &lt;span style=&quot;color: #ff9900; font-family: Arial; font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;Lishmà&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial;&quot;&gt;, non per noi stessi, senza alcun residuo di egoismo, come ho dimostrato nell'articolo «&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://www.kabbalah.info/italykab/Testi_Autentici/Matan-Torah.htm&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff9900; font-family: Arial; font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;Il Dono della Toràh – Matan Toràh&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial;&quot;&gt;». &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot; dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt; E se noi non ci assesteremo come è stato specificato là (&lt;em&gt;nel «Matan Toràh»),&lt;/em&gt; dato che vi sono in noi certe situazioni, e noi indubbiamente dovremo rotolarci a volte verso destra ed a volte verso sinistra, secondo il rotolio di tutte le nazioni ed anche molto di più, dato che la natura di coloro che sono sviluppati è quella che è impossibile tenerli a freno. Questo è dovuto al fatto che ogni opinione importante da parte di chi ha un intelletto sviluppato, non &amp;nbsp;può chinarsi davanti ad alcuna cosa e non conosce compromessi. Di conseguenza i nostri saggi hanno detto: «Israele è la più energica fra le nazioni», dato che chi ha una conoscenza più estesa è più ostinato. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot; dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt; Questa è una legge psicologica. E se voi non mi comprendete, andate fra i membri della nazione al giorno d'oggi a studiare questo capitolo (fase storica) e da quando abbiamo iniziato a costruire che il tempo (trascorso) è stato già (lungamente) sufficiente per rivelarci la nostra impudenza e risolutezza &amp;nbsp;dove ciò &amp;nbsp;che uno costruisce &amp;nbsp;l’altro rovina. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot; dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt; …e questo è risaputo da tutti, solo che io apporto un’unica novità, vale a dire che essi ritengono, che la parte opposta possa comprendere alla fin fine il pericolo ed allora abbasserà la testa ed accetterà la loro opinione. Ma io so che anche se noi li legassimo tutti assieme, l’uno non cederà all'altro in alcun caso e nessun pericolo impedirà a &amp;nbsp;chiunque di attuare la sua ambizione. &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot; dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 9pt; font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;In una sola frase, fino a che noi non innalzeremo la nostra meta dall'ambito della vita materiale, non avremo un risveglio materiale, dato che lo spirituale ed il materiale che sono in noi non possono dimorare assieme, poiché siamo figli dell'idea. Ed anche se siamo immersi in 49 cancelli di materialità,ciononostante, non rinunceremo all'idea e di conseguenza abbiamo bisogno della meta santa in Suo Nome, benedetto Egli sia.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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      <title>SIAMO TUTTI ZOMBIE PRIMA DI ENTRARE NEL MONDO SUPERIORE</title>
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      <updated>2011-05-19T13:25:14+02:00</updated>
      <published>2011-05-19T13:22:00+02:00</published>
                            <category term="Tradizione cabalistica" scheme="http://www.blogspirit.com/ns/types#category" />
                              <summary>      Domande sul riconoscimento del male e lo studio della Kabbalah:   ...</summary>
      <content type="html" xml:base="http://mikeplato.myblog.it/">
          &lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.kabbalah.info/it/blog/wp-content/uploads/2009/07/rivelazione-male.jpg&quot;&gt;&lt;img class=&quot;alignnone size-medium wp-image-2551 alignleft&quot; style=&quot;float: left;&quot; title=&quot;rivelazione-male&quot; src=&quot;http://www.kabbalah.info/it/blog/wp-content/uploads/2009/07/rivelazione-male.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;327&quot; height=&quot;481&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Domande sul riconoscimento del male e lo studio della Kabbalah:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;em&gt;Domanda:&lt;/em&gt; cosa dobbiamo fare dopo essere giunti al riconoscimento del male?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;em&gt;La risposta di Rav Laitman: &lt;/em&gt;se avessi riconosciuto il male dentro di te, lo odieresti così tanto che indirizzerestii tutte le tue energie per sradicarlo fuori da te. Questo è ciò che devi fare. Comunque, mi chiedi cosa dovrai fare perché non lo hai ancora raggiunto e sei ancora in grado di vivere con esso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;em&gt;Domanda: &lt;/em&gt;cosa devo fare se insieme al mio grande desiderio per la spiritualità, ho paura di perdere quelle poche cose che ho ancora in questa vita?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;em&gt;La risposta di Rav Laitman:&lt;/em&gt; se pensi ancora che c’è qualcosa di buono nello stato presente, significa che non hai ancora raggiunto il riconoscimento del male.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;em&gt;Domanda:&lt;/em&gt; capisco che tutti dobbiamo unirci in un’unica aspirazione per il Creatore. Ma come si evita di diventare uno zombie?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;em&gt;La risposta di Rav Laitman:&lt;/em&gt; devi studiare il materiale e le istruzioni scritte dai Kabbalisti. Segui loro, evoca l’influenza della Luce Superiore su di te –ed Essa ti cambierà nel modo necessario. La Luce agisce rivelando e occultando sé stessa. Questo è il modo in cui sviluppa una persona, rendendola libera. Come risultato, lo rende Umano –compreso dell’intero desiderio creato e di tutto il suo riempimento. La Luce è chiamata la Luce di Hochma –la Luce della saggezza. Gli zombie sono le persone senza desiderio libero –coloro che sono in questo mondo, prima di entrare nei Mondi Superiori. Coloro che hanno solo un’egoistica natura di ricezione.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;em&gt;Domanda:&lt;/em&gt; è possibile che dall’Alto venga impedito ad una persona lo studio della Scienza della Kabbalah perché non è ancora tempo di raggiungere la correzione completa, nonostante gli sforzi e il desiderio di studiare?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;em&gt;La risposta di Rav Laitman:&lt;/em&gt; non ci sono restrizioni dall’Alto per nessuno! Tu vedi in modo errato gli ostacoli intesi per lo sviluppo del tuo desiderio, come fossero restrizioni. L’occultamento, l’occultamento parziale e il “flirt” del Creatore con una persona, sono necessari allo sviluppo delle sue aspirazioni verso l’obiettivo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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      <title>L'uomo e la Donna secondo Laitman</title>
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      <updated>2011-05-19T13:18:01+02:00</updated>
      <published>2011-05-19T13:14:00+02:00</published>
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                              <summary> &amp;nbsp;  Da una conversazione di Rav Laitman con Shelly Peretz   ...</summary>
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          &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Da una conversazione di Rav Laitman con Shelly Peretz&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.kabbalah.info/it/blog/wp-content/uploads/2008/11/donne-seduttrici-e-scaltre.jpg&quot;&gt;&lt;img class=&quot;alignnone size-medium wp-image-1067 alignleft&quot; style=&quot;float: left;&quot; title=&quot;donne-seduttrici-e-scaltre&quot; src=&quot;http://www.kabbalah.info/it/blog/wp-content/uploads/2008/11/donne-seduttrici-e-scaltre.jpg&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Shelly Peretz&lt;/em&gt;:&lt;/strong&gt; Quando leggo &lt;strong&gt;il libro della Genesi&lt;/strong&gt;, vedo che ci sono &lt;strong&gt;il primo uomo&lt;/strong&gt; e&lt;strong&gt; la prima donna&lt;/strong&gt;. Quella che è descritta come traditrice, seduttrice, scaltra e quella che infrange&lt;strong&gt; la legge&lt;/strong&gt; è Eva. Mentre Adamo è una specie di martire che subisce la tentazione e sembra non sapere veramente cosa stia facendo. Così è come viene descritto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Rav Laitman&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;: Sì.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Shelly Peretz&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;: Allora cosa possiamo veramente imparare da tutto questo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt; &lt;em&gt;Rav Laitman&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;: E’ difficile portare queste cose nel nostro mondo, perchè non si tratta nè di &lt;strong&gt;un uomo&lt;/strong&gt; nè di &lt;strong&gt;una donna&lt;/strong&gt;. Si tratta del&lt;strong&gt;le forze spirituali&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;un uomo &lt;/strong&gt;che dona e di &lt;strong&gt;una donna&lt;/strong&gt; che riceve, che significa due forze che sono in natura. Si tratta infatti del &lt;strong&gt;Creatore&lt;/strong&gt; e dell’essere creato e poi del&lt;strong&gt;la connessione&lt;/strong&gt; tra loro e di come l’essere creato estrae &lt;strong&gt;il piacere&lt;/strong&gt; dal&lt;strong&gt; Creatore&lt;/strong&gt; e ne è colmato per poi diventare &lt;strong&gt;un egoista&lt;/strong&gt;. Si tratta del&lt;strong&gt;la crisi &lt;/strong&gt;che accadde e del peccato, del&lt;strong&gt;la caduta &lt;/strong&gt;del&lt;strong&gt;le anime&lt;/strong&gt; in questo mondo e così via.&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt; Noi non possiamo prendere &lt;strong&gt;un esempio&lt;/strong&gt; da quel mondo poiché riguarda totalmente le nostre radici spirituali più alte e non riguarda…&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Shelly Peretz&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;: Non riguarda &lt;strong&gt;un uomo &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;una donna&lt;/strong&gt;…&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Rav Laitman&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;: Dio non voglia. Non siamo&lt;strong&gt; i discendenti &lt;/strong&gt;di questi Adamo ed Eva, ma più propriamente discendiamo da queste &lt;strong&gt;due forze spirituali &lt;/strong&gt;che gradualmente si materializzarono e raggiunsero questo mondo. Noi arriviamo in questo mondo da là, ma dopo migliaia di gradini.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Shelly Peretz&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;: Ma si sa che&lt;strong&gt; le donne&lt;/strong&gt; sono più curiose, è più probabile che ce la facciano loro piuttosto di un uomo…&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Rav Laitman&lt;/em&gt;:&lt;/strong&gt; Naturalmente &lt;strong&gt;la Natura&lt;/strong&gt; rimane com’è, ma qui c’era &lt;strong&gt;una natura spirituale&lt;/strong&gt;, totale &lt;strong&gt;dazione &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;amore&lt;/strong&gt; per gli altri, totalmente al di fuori di sé e qui nel nostro mondo è l’opposto. Sia&lt;strong&gt; l’uomo&lt;/strong&gt; che &lt;strong&gt;la donna &lt;/strong&gt;nel nostro mondo sono egoisti. E anche Eva era quasi così , come lei dice…anche se non esattamente così. Non era così affatto. &lt;strong&gt;La parte femminile &lt;/strong&gt;chiamata Eva voleva essere ancor più vicina al&lt;strong&gt;la santità&lt;/strong&gt; e quindi voleva salire ancora di più. Perciò, questa parte desiderava copulare con la parte maschile e ascendere insieme fino al livello del&lt;strong&gt; Creatore&lt;/strong&gt;. Questo è ciò che è scritto ed è questa la situazione che capirono le forze, le anime coinvolte, capirono che in questa maniera sarebbero arrivati vicino al Creatore, al&lt;strong&gt;la dazione&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Shelly Peretz&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;: Quindi la donna non fece nulla di male…&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Rav Laitman&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;: Lei non fece niente di sbagliato. Naturalmente non venne fatto niente di sbagliato, perché non c’era intenzione sbagliata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Shelly Peretz&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;: Possiamo dire che lei, in conclusione, provocò&lt;strong&gt; uno sviluppo&lt;/strong&gt;?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Rav Laitman&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;: Lei provocò &lt;strong&gt;uno sviluppo&lt;/strong&gt;. Adamo stesso non sarebbe stato capace di compiere questo peccato senza &lt;strong&gt;l’aiuto&lt;/strong&gt; di lei e furono tirati nel tranello dal&lt;strong&gt; Creatore &lt;/strong&gt;così che potessero peccare, perché &lt;strong&gt;l’intera catena degli eventi&lt;/strong&gt; doveva scendere in questo mondo e da questo mondo noi dobbiamo raggiungere il loro (di &lt;strong&gt;Adamo&lt;/strong&gt; ed &lt;strong&gt;Eva&lt;/strong&gt;) livello, di nuovo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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