27/05/2011

TREE OF LIFE DECODIFICATO (IN PARTE)

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VISTO! E ORA QUALCOSA POSSO DIRLA. IN PRIMO LUOGO, META' DELLA SALA SI E' SVUOTATA A CIRCA META' DELLA DURATA DELLA PELLICOLA. CHI E' RIMASTO, DORMIVA. ALCUNI RIDEVANO, E FRANCAMENTE PROPRIO DA RIDERE NON C'ERA. RISATE ALQUANTO IRRITANTI, DATO LO SPESSORE DI QUESTO FILM VISIONARIO CHE E' PIU' UN'OPERA PITTORICO-SIMBOLICA CHE UN FILM. TRAMA E SCENEGGIATURA SONO RIDOTTE ALL'ESSENZIALE, E SU QUESTO NON VOGLIO SPENDERE UNA PAROLA. CIO' CHE EMERGE NELLA LETTERA E' L'ANGOSCIA EVIDENTE PROVATA DAL REGISTA RISPETTO AGLI IMMANI FLUSSI DEL COSMO, DELLA NATURA E DELLA STORIA. ANGOSCIA CHE CRESCE NEL MOMENTO IN CUI IL REGISTA MOSTRA SMARRIMENTO RIGUARDO AL POSTO E AL RUOLO DELLE SINGOLE PICCOLISSIME VICENDE UMANE RISPETTO ALL'IMMENSITA' DELL'AMBIENTE UNIVERSALE IN CUI EGLI DIMORA. IL REGISTA NON SA DARSI RISPOSTA. CONTINUAMENTE INTERROGA DIO, ATTRAVERSO I PROTAGONISTI, CHIEDENDOGLI IL PERCHE' DEGLI EVENTI, DELLA NASCITA, DELLA MORTE, DEL DOLORE E DELLA GIOIA. MA DIO E' MUTO, QUASI INDIFFERENTE ALLE VICENDE UMANE, CHE APPAIONO NON LEGATE AD UN DISCORSO PROVVIDENZIALE, MA SOTTOMESSE AL CASO E NEANCHE AD UN DESTINO INFERIORE. LA MORTE DI UNO DEI TRE FRATELLI VIENE VISSUTA IN MODO DRAMMATICO DAL FRATELLO MAGGIORE, CHE SI PORTERA' QUESTO STRAZIO FINO AL MOMENTO IN CUI, DA UOMO DI SUCCESSO E DI BUSINNES QUAL'E', SENTIRA' PREPOTENTE L'URGENZA DI COMPRENDERE IL SENSO DELLA VITA. E IN SINTESI COMPIRA' UN CAMMINO, PERCORRENDO DESERTI, LAGHI SALATI, FINO A CAMMINARE SULLE ACQUE E RIABBRACCIARE I PROPRI CARI, ORMAI MORTI: PADRE, MADRE, FIGLIO. SIMBOLO DI UNA TRINITA' LATENTE NELL'UOMO, TRINITA' CHE EMERGE NELLA SCELTA DEL PROTAGONISTA FANCIULLO, IL QUALE SI TROVA INNANZI A DUE VIE: QUELLA DEL PADRE, IL RIGORE, LA FORZA, LA SEVERITA'; E QUELLA DELLA MADRE, LA COMPASSIONE, LA DOLCEZZA. LACERATO DAL DUBBIO, IL RAGAZZO, IN BILICO TRA QUELLE CHE IL FILM FIN DALL'INIZIO CHIAMA "VIA DELLA NATURA" SIMBOLEGGIATA DALLA RUDEZZA DEL PADRE CHE TUTTO VUOL SOTTOMETTERE A SE', E LA VIA DELLA GRAZIA SIMBOLEGGIATA DA QUELLA MADRE CHE NON FA ALTRO CHE DARE AMORE E PROTEGGERE, CAPIRA', QUASI ORMAI FATALMENTE DESTINATO AD IMITARE IL PADRE E A RISPONDERGLI CON GLI STESSI MEZZI, AFFERMANDO LA PROPRIA LIBERTA' DI COSCIENZA ("ORA IO FACCIO CIò CHE VOGLIO" DICE IL FIGLIO AL PADRE"), DECIDE DI GIUNGERE AD UN COMPROMESSO TRA LE DUE SFERE, COMPROMESSO DEFINITIVAMENTE COMPIUTO ALLA FINE DELLA PELLICOLA, QUANDO EGLI SI RICONGIUNGERA' DEFINITIVAMENTE ALLA TRINITA' DI SE' STESSO: PADRE, MADRE E FIGLIO. MA C'E' DI PIU', E QUEL DI PIU' NON DIPENDE CERTO DALLE INTENZIONI CONSCIE DI TERRENCE MALICK QUANTO DELLA SOLITA ISPIRAZIONE DALL'ALTO. QUESTO FILM E' UNA BIBBIA IN SINTESI. V'è UNA GENESI DELL'UNIVERSO E V'E' LA SUA APOCALISSE FINALE. IN MEZZO LA STORIA DELL'UOMO, IL CUI RUOLO QUI APPARIREBBE MARGINALE SE NON FOSSE PER LA POSSIBILITA' DELLA SCOPERTA DEL SENSO DEL TUTTO OFFERTA ALL'UOMO STESSO. IL PADRE AFFIDA IL GIARDINO AL SUO PRIMOGENITO, GLI INSEGNA A CURARLO E CUSTODIRLO, MA SEMBRA CHE IL RAGAZZO, PUR SVOLGENDO IL LAVORO, NON NE COMPRENDA L'IMPORTANZA, E IL GIARDINO NE SOFFRE. OGNI VOLTA CHE IL PADRE TORNERA' DA UN LUNGO VIAGGIO, IL FIGLIO MOSTRERA' QUANTO POCO ABBIA CURATO QUEL GIARDINO. QUI V'è CERTAMENTE UN RIFERIMENTO ADAMICO, GIACCHE' IL PADRE RAPPRESENTA DIO CHE OFFRE LA CUSTODIA DEL GIARDINO AL FIGLIO. COME ADAMO INIZIA UN VIAGGIO NEL TEMPO ALLA RICERCA DELLA VERITA', ALTRETTANTO IL BAMBINO CERCA IN SE' STESSO E NEGLI ALTRI IL SENSO DELLA VITA. IL PADRE RAPPRESENTA L'ASPETTO SEVERO DEL DIO DELL'ANTICO TESTAMENTO, LA MADRE L'ASPETTO MISERICORDIOSO DELLO STESSO DIO. IL FRATELLINO MORTO E' L'AGNELLO SACRIFICALE CHE SCUOTERA' IL PROTAGONISTA A TAL PUNTO DA INIZIARE UN CAMMINO DI REDENZIONE, CHE CULMINA COL SUO ATTRAVERSAMENTO DI UNA PORTA. EGLI ABBANDONA LE LUSINGHE DI UN MONDO ALLA DERIVA, OVE LE PERSONE, A DETTA DEL PROTAGONISTA, SONO SEMPRE PIU' CINICHE E ARROCCATE SU SE STESSE. LA MORTE DI UNO RAPPRESENTA LA SALVEZZA DELL'ALTRO. HO LETTO LE CRITICHE SU INTERNET QUI E LI', E CIO' CHE MI E' BALZATO ALL'OCCHIO E' LA RABBIA DI ALCUNI PER AVER INTRAVISTO UN DIO SENZA UN CRISTO. IN QUESTO FILM, DIO SEMBRA TROPPO LONTANO DALL'UMANITA', E NON C'è UN MEDIATORE. EPPURE L'ATTEGGIAMENTO DEL PROTAGONISTA E' QUELLO DI UN UOMO CHE HA COMPRESO CHE LA VERITA' VA CERCATA E CHE DIO STESSO VA CERCATO, IN QUANTO OGNUNO E' MEDIATORE TRA SE STESSO E DIO IN LUI. LA MADRE E LO STESSO PADRE GLI INSEGNARONO CHE OCCORRE SEMPRE MERAVIGLIARSI, SOPRATTUTTO DELLE PICCOLE COSE. E CREDO CHE IN FONDO, ANCHE SE ESPRESSO IN MODO SEMPLICISTICO, QUESTO SIA IL MESSAGGIO PIU DIROMPENTE DEL FILM. NON E' DIO AD ESSERE MORTO, MA LE NOSTRE ANIME SONO MORTE ALLA RIVELAZIONE CONTINUA E PERPETUA. IL RESTO, SE ESISTE, LO DOVRETE INTUIRE VEDENDO QUESTO CAPOLAVORO

15/03/2009

La Mistica di Guerre stellari

 

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di Mike Plato
Nella saga di Guerre Stellari si cela una complessa scienza mistica in grado di comunicare i più profondi archetipi dell’umanità e il ritorno dell’eroe divino nell’eterna lotta tra la Luce e le tenebre. Chi è l’Imperatore delle Tenebre? Cosa rappresentano realmente i cavalieri Jedi? Cos’è la misteriosa Forza? Nascosta in un moderno mito cinematografico rivive la Grande Tradizione Primordiale.

“Tanto tempo fa…in una galassia lontana lontana…”. Così inizia la saga di Guerre Stellari, la più mistica delle moderne saghe fantascientifiche a sfondo mitologico. Non so se fosse intenzione del regista George Lucas o il frutto di un’ispirazione dall’alto, ma è un fatto che più di ogni altra cosa la vicenda narrata nella saga Guerre Stellari relativa ai cavalieri Jedi, perseguitati e annientati senza pietà da un potere oscuro che vuole il dominio assoluto sia materiale che spirituale, ricorda da vicino le vicende dei Templari, i veri Jedi, i veri difensori di pace e giustizia.

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Chi sono gli Jedi?
Nel primo film della seconda trilogia di Guerre Stellari (episodio IV), ci troviamo di fronte ad una situazione drammatica caratterizzata dal dominio dell’Impero delle Tenebre, instaurato dal Signore dei Sith, ovvero quello che gli Esseni chiamavano “Beliar”, che Gesù definiva il “Principe di questo mondo” e gli gnostici “Cattivo Demiurgo”. Quest’era oscura (Kali Yuga) nella saga è ben presidiata da un ex Figlio della Luce, Darth Vader, sedotto dal Signore Oscuro, una situazione non infrequente nella storia umana, laddove molti Esseri di Luce, inviati dall’Altissimo in questo piano di Tenebre, si sono fatti piegare e sedurre dal Grande Drago di Apocalisse e dalle tentazioni del mondo materiale da egli governato. Allorchè Apocalisse 12:4 accenna cripticamente alla caduta di un terzo delle stelle del cielo a causa della seduzione del Grande Dragone Rosso, il riferimento non è ad un’ipotetica ribellione angelica primordiale, ma al tradimento dei Figli della Luce inviati in questo piano per portare luce e diventati agenti privilegiati di Satana, quindi idealmente precipitati dal cielo.  In realtà non furono propriamente i Nephilim (Genesi 6) ad essere inviati da Dio sulla terra, ma i Santi Vigilanti. Secondo il Libro dei Giubilei 4:14, i Santi Vigilanti furono inviati per portare pace e giustizia: “Ai tempi prediluviani di Yared, scesero sulla terra gli Angeli del Signore, chiamati Vigilanti, ad insegnare ai figli dell’uomo a fare giustizia e rettitudine sulla terra”. I Nephilim furono quei Vigilanti che tradirono il patto e si vendettero alla Sitra Hara (Sinistra maledetta). Gli Esseni alludono ai Nephilim traditori (caduti, corrotti) nel Documento di Damasco II:16: “Molti si sono smarriti e hanno vacillato, valenti eroi dai tempi antichi fino ad oggi; avendo camminato nell’ostinazione del loro cuore, caddero i Vigilanti celesti; furono presi (n.d.a. dalla Sitra Hara) perché non osservarono gli ordini di Dio”. Ma sempre nel Documento di Damasco IV:7 si fa riferimento ai “Vigilanti Santi ai quali Dio ha perdonato”, trattandosi di coloro che prima tradirono Dio e poi si pentirono. Anche nel manoscritto 4Q390 troviamo tracce del tradimento. Ivi si allude ad Angeli che hanno rotto il Patto con l’Altissimo. Nel testo YHWH afferma che, allontanandosi dai traditori, consegnerà automaticamente i loro destini nelle mani di Belial e dei suoi angeli: “Ed essi non sapranno e non capiranno che io sono adirato con loro a causa della ribellione, poiché essi mi hanno abbandonato e hanno fatto quanto è male ai miei occhi”. I loro figli carnali furono i Ghibborim, eroi secondo questo mondo ma non secondo lo spirito, quindi totalmente sconnessi dal Logos. Un esempio di Ghibborim (Sith) può essere Napoleone mentre uno di Santo Vigilante (Jedi) è Giordano Bruno.

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Potente di Guerra
Ora, Luke Skywalker, appartenente ad una dinastia che potrebbe ben dirsi di sangue reale, è potenzialmente l’ultimo cavaliere Jedi. Tutti gli Jedi, come si evince dal terzo episodio della saga, sono stati intercettati e giustiziati, a parte i maestri Obi One Kenobi e Joda, troppo vecchi per tentare di rinverdire i fasti dell’Ordine degli Jedi e l’Alto Consiglio dei 12 (altra addentellato con la tradizione), destinato nell’èra precedente a presidiare la Repubblica e a difenderla dai possibili attacchi del Lato Oscuro. Quindi, l’ultima speranza è Luke, archetipicamente l’avatar-messia destinato a lottare, in qualità di “Potente di Guerra” (come lo fu Gesù), per riportare luce, pace e giustizia nella galassia. Un intento nobile che alla fine del nostro tempo sarà realizzato in questo piano dal Corpo di Cristo, ossia l’esercito dei Santi Angeli Vigilanti, i veri eroi dello spirito – gli dèi che hanno agito attraverso i grandi iniziati-mistici e i membri più potenti delle grandi confraternite della luce - destinati a ridestarsi ed abbattere definitivamente l’Impero delle Tenebre, che ha iniziato a dominare incontrastato subito dopo la dipartita del Cristo, come profetizzato da Gesù: “Ogni giorno ero con voi nel tempio e non avete steso le mani contro di me; ma questa è la vostra ora, è l'impero delle tenebre” (Luca 22:53). Ad onor del vero, nella storia dei Templari ci fu un processo per eresìa alla base dello scioglimento dell’Ordine, ma nei fatti si trattò pur sempre di una caccia all’uomo da parte del potere religioso-politico vigente, in cui il movente dell’acquisizione delle ricchezze del Tempio era solo un paravento teso a nascondere il tentativo di spazzare via una gnosi segreta estremamente pericolosa per l’establishment del Regno delle Tenebre. Ma ancor più che legati al templarismo, gli Jedi godono di straordinarie rassomiglianze con i Fratelli Esseni, gli Hassidim di Qumran. A coloro i quali hanno notato somiglianze tra la storia sacra dell’Occidente e la saga in questione non sarà sfuggito che:
• Obi One appare dimorare e nascondersi nel deserto, in una landa che ricorda da vicino i siti qumraniani.
• Il Consiglio degli Jedi è l’analogo della Eddah El (Consiglio di Dio) della Comunità essena, anch’essa formata da 12 elementi e presieduta dal Moreh Tzedeq (Gran Maestro), come evincesi dalla Regola della Comunità e da alcuni passi biblici (Salmi 73:24; Isaia 19:17).
• Gli esseni si autodefinissero “Figli della Forza”, come gli Jedi: “la sacra comunità è eredità di Melkisedeq il quale farà appello per la loro liberazione e farà espiazione per tutti i Figli della Luce e per gli uomini del partito di Melkisedeq (Anse Gral Melkisedeq) contro Belial e gli spiriti del suo partito, vendicando i giudizi di Dio con l’aiuto di tutti gli dèi eterni e dei Figli della Forza” (11QMelch); In 1 Maccabei 2:42 è detto che “in quel tempo si unì con loro un gruppo degli Asidei, i forti d'Israele, e quanti volevano mettersi a disposizione della legge”; Paolo, divenuto guida degli Esseni-Nazirei (Atti 24:5) dopo essere stato folgorato sulla via di Damasco-Qumran (Atti 9:3), esclami: “noi siamo i Forti” (Romani 15:1); Se da una parte Obi One è un riferimento cabalistico al termine ebraico “ebion” (povero), tipico appellativo dei seguaci del Cristo (e ciò vale sia per i “poveri” esseni che per i “poveri” cavalieri del tempio), dall’altra Kenobi è un addentellato palese al cenobitismo (cioè l’isolamento in una comunità monastica) tipico degli esseni e delle migliori fratellanze monacali. Anche se a causa degli eventi (la strage degli Jedi nell’episodio III), costretto a vivere nascosto e solitario, Obi One diviene più un anacoreta che un cenobita. Quindi, la saga attinge a piene mani non tanto dal mito quanto dalla storia segreta e dalla profezia biblica, poiché Guerre Stellari è una grande profezia delle cose a venire, e contestualmente una occulta testimonianza di tutto ciò che i Giusti hanno dovuto patire nel Regno delle Tenebre e del Male.

 

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L’Ultimo Uomo
Da quanto ne so, George Lucas ha avuto un’ispiratore per la creazione di questo universo: Joseph Campbell, uno dei più grandi studiosi di mitologia comparata e religione. Campbell è autore di un ottimo saggio “L’eroe dai mille volti” e ivi afferma che “la saga di Guerre Stellari è la tipica storia dell’eroe che si incammina a superare prove e sofferenze e che poi fa ritorno, dopo aver conquistato la vittoria, portando con sé un dono per la comunità”. Il viaggio dell’eroe di Campbell - che è poi il viaggio del vero iniziato, molto più mistico che iniziato, poiché accetta il sacrificio di sé, il celibato, la continenza e la solitudine - è il viaggio sacro di Luke, colui che riscatta il fallimento del Padre, il più potente degli Jedi. Se il padre Annakin Skywalker ha talenti formidabili ma debolezze umane che lo inclinano verso l’amore terreno, cosa sconveniente e pericolosa per un difensore della luce dal momento che gli crea un punto debole su cui le Tenebre possano infierire (l’Imperatore, la forza oscura, infatti, farà leva sul suo amore per Padme onde portarlo dalla sua parte) il figlio Luke al contrario vuole solo diventare l’ultimo degli Jedi per ritornare ad essere il primo, e rigenerare questa casta di iniziati custodi di pace e giustizia. Luke è focalizzato su un solo obiettivo: la distruzione del Signore Oscuro dei Sith e del suo impero, ma, ancor più, riportare un Figlio della Luce corrotto allo stato di purezza originario, ossia suo padre. Per farlo dovrà attingere ai suoi talenti e alla sua capacità di dominare il lato oscuro della forza che lo sospinge verso la rabbia, la paura e l’odio, sicuri ingressi nel Regno delle Tenebre e all’offuscamento della mente luminosa. Non amerà donna se non la sorella, andrà nel deserto paludoso del pianeta Dagobah per farsi istruire da Yoda (simbolo del suo IO vero e più grande), completerà la sua istruzione come Gesù la completò dopo il deserto, e giunto al perfezionamento non prima di aver subìto una parziale ma salutare sconfitta, potrà affrontare l’Imperatore e trionfare. Luke è l’archetipo del Giusto che Satana tenta in primo luogo di portare dalla sua parte, come fece con Gesù nel deserto, e poi cerca di distruggere nel momento in cui rifiuta di unirsi a lui. Luke è quindi lo Jedi trionfante, la guida e il salvatore dei Messia del futuro imminente, l’archetipo del Santo Angelo Vigilante (ebr. Kadosh Malek Ir) di cui in Daniele 4:14, Santo che ha potuto esprimersi nelle diverse incarnazioni come messia, profeta, vero sacerdote, eroe, gran maestro di un qualche Ordine legato al principale Ordine di Melkisedeq. Ed è proprio questo che Joda, il Maestro di Luke, rappresenta: il Melkisedeq, il maestro nascosto, l’Io Sono nell’uomo “spirituale”, colui che solo ha le chiavi della realizzazione spirituale e del perfezionamento. E per ottenerle, Luke come tutti i veri iniziati del passato, dovrà sporcarsi le mani, passare per il terrore e l’umiliazione, dovrà piegarsi a Joda e imparare l’obbedienza. Ciò accade quando egli vuole fortemente affrontare il padre, pur sapendo di non aver completato l’istruzione e nonostante il maestro Joda esprima parere sfavorevole. Imparerà dal fallimento e dal dolore che la missione inizia realmente quando il Dio interiore è pienamente in lui e libero di agire, e ciò avviene quando la volontà di Luke coincide con la volontà di Joda che sembra donargli il suo spirito nel momento in cui abbandona la veste terrena per renderlo più forte. Luke, a quel punto, è Joda stesso e la coscienza collettiva di tutti gli Jedi. Già nel quarto episodio della saga (il primo ad essere girato in assoluto), Obi One si era smaterializzato per dare più forza a Luke e assisterlo nella sua impresa dalla dimensione astrale, tant’è che, nel duello con Darth, Kenobi dice: “Se mi abbatti, diverrò più potente di quanto tu possa immaginare”. Ciò trova un parallelo anche nel testo biblico, laddove è detto che Elia (Joda) istruisce Eliseo (Luke) ed Eliseo chiede ad Elia: “Quando tu sia rapito lontano da me, due terzi del tuo spirito diventino miei” (2 Re 2:9). Elia (Joda-Kenobi) viene rapito dal lato luminoso della forza di volontà (il carro di fuoco o corpo di luce, che è visibile nelle immagini astrali dei due maestri) e offre due terzi della sua forza spirituale all’allievo, grazie ai quali inizia a compiere portenti. Luke, rafforzato dall’apprendistato e dalla forza trasmessagli dagli ultimi due maestri, è destinato a portare il peso del mondo sulle sue spalle, il vero Messia giunto nell’èra oscura per riportare luce e insegnare a tutti il segreto dell’onnipossente forza che altro non è che l’energia di Dio: la Forza di Volontà

Il principio della Forza
Nella Saga, accanto all’archetipo dello Jedi - termine che gode di affinità elettive col termine egizio Djed indicante un maestro-pilastro di una fratellanza di luce - ciò che affascina di più è certamente il concetto della Forza, con il suo lato luminoso e il suo lato oscuro. In Episodio IV, Obi One spiega che la Forza è “un campo mistico creato da tutte le cose viventi che ci penetra, ci circonda e lega tutte le cose viventi”, qualcosa che niente ha a che vedere con la materia né col campo quantico che non è assolutamente un’energia spirituale, quanto astrale. Il biblico Libro di Sapienza offre la soluzione al mistero della Forza. Agganciandosi idealmente alle parole del maestro di Luke, Sapienza 7:24 insegna che la sapienza divina, in qualità di Spirito Santo, “si diffonde e penetra in ogni cosa”, e Salomone dice a Dio che “il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose”(Sapienza 12:1). Si tratta di un’essenza la cui opera è evidente allorché gli Jedi semplicemente comandano alla Forza stessa di compiere determinati sforzi quali quello di sollevare oggetti più o meno grandi (levitazione) o di comandare e influenzare con la parola le menti deboli e profane che non conoscono la Forza. La vera Magia è questa: l’unione di un’indomabile forza di volontà (convergente con la forza di volontà dell’Io Sono in noi, e sospinta dal desiderio), nota come Forza del Padre, con l’Immaginazione e la visualizzazione creativa (Forza della Madre Sapienza), realizzati e fusi dal Verbo, dalla Parola (Forza Figlio), e sigillati dalla fede che ciò che si è chiesto o comandato alla Forza-Spirito avverrà. Elohim creò così: espresse imperiosa forza di volontà perché desiderava creare, creò a sua immagine (immaginazione) e suggellò tutto con il Verbo: “Fiat Lux” (Genesi 1:3). Proprio non c’è altro ingrediente nella vera Magia. Volontà-Immaginazione-Verbo, i tre ingredienti degli Jedi e dei grandi Inviati della Luce. E come insegna Joda, “non esiste provare, esiste fare o non fare”, quindi volere o non volere. Se si crede che questa sia fantascienza, rammento che a tre discepoli (i Boanerghes di Marco 3:17) Gesù insegnò e conferì il “Potere del Tuono” che già fu di Elia (2 Re 1:12): “i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: “Signore, vuoi che diciamo “scenda un fuoco dal cielo e li consumi”?”” (Luca 9:54). Gli Jedi sono i Melkisedeq, essere onnipotenti sulla materia, poiché gli spiriti degli elementi obbediscono ai loro ordini. Elia fa cadere la pioggia e il fulmine, Mosè divide le acque, Gesù vi cammina sopra e seda la tempesta comandando agli spiriti del vento e del mare (Matteo 8:27). La Forza è il campo di energia mentale dell’Io Sono universale. Per attingere a questa occorre che l’Io Sono nel microcosmo umano riesca a liberarsi dal guscio dell’ego e a divenire uno (pur mantenendo un’individualità senza annullarsi del tutto) con la mente di Dio Padre che è puro intento e forza di volontà. Ora, questa forza di volontà può essere utilizzata per il Bene (forza cristica) o per il Male (forza anti-cristica), che non coincidono affatto con il concetto egizio di “unione” e “separazione” perché anche il Cristo viene per separare e distruggere, al fine di purificare (Matteo 10:34). Reputo che non esistano un lato oscuro e un lato luminoso della Forza. Esiste pura Forza omnipervasiva che può essere utilizzata in un modo o in un altro, per servire o per asservire, per creare atti di Magia Bianca o di Magia Nera. Se però vogliamo rimanere fedeli alla terminologia tipica del sistema di Guerre Stellari, occorre dire che il lato luminoso della Forza sia quello più arduo e difficile, il meno suadente e fascinoso (prendere la propria croce, purificare sé stessi e distruggere l’ego), utilizzato per difendere, unire i simili, separare i dissimili (in senso verticale-vibrazionale), diffondere equilibrio, rispetto per tutte le forme di vita, e combattere coloro che attingono al lato oscuro della forza (rabbia, odio) per “controllare” altre forme di vita, come fanno gli Arconti-Sith che secondo lo gnostico Vangelo di Filippo 13 “vollero ingannare Adam perché essi videro che egli aveva la stessa origine (immagine e somiglianza, n.d.a.) di Elohim; essi hanno deliberato di prendere l’Adam libero e fare di lui uno schiavo per sempre…Vi sono Potenze che fanno questo all’Adam, non volendo che egli sia salvo, per poter divenire suoi dominatori”. Questo è l’Impero dei Sith che è sotto gli occhi di quei pochi che hanno compreso la verità, o meglio l’inganno di questo mondo. Ma se da una parte i Sith-Arconti possono attingere al campo subatomico, ossia la forza astrale, meglio nota come quintessenza (quanto), su cui essi hanno per ora pieno dominio, influenzando i pensieri e i sogni dell’umanità, dall’altra gli Esseri di Luce provenienti da un mondo superiore attingono alla Forza luminosa del loro mondo, un’essenza di gran lunga più alta della quintessenza astrale. Ciò non è specificato nella saga se non quando Joda, istruendo Luke sulla Forza, gli dice che non siamo fatti di materia grezza ma di luce, alludendo alla Luce Eterna che non è materia, né tantomeno energia, ma pensiero luminoso ed eterno di Dio Padre. Se la quintessenza è la materia del nostro corpo astrale, la luce eterna è l’essenza del nostro corpo di luce, destinato a spostarsi in un campo fatto della stessa luce, che è poi la Mente di Dio Altissimo (cioè Regno della Luce o Pleroma degli gnostici). I Cavalieri Jedi possono attingere al potere della luce perché la loro più intima essenza è fatta di luce. E questo vale per tutti i Figli della Luce. Vale per Mosè che mostrò un volto radiante (Esodo 34:29). Vale per Elia che fu rapito in un carro di fuoco (2 Re 2:11). Vale per Siddharta Buddha e per Gesù (Matteo 17:2) che trasfigurarono in una luce abbagliante. Questa è l’essenza del sacerdozio regale di Melkisedeq (il sacerdozio degli Jedi) e la caratteristica peculiare della nazione santa: il vero Israel, come mostra Pietro: “Voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa” (1 Pietro 2:9). E la grande rivelazione è che questo corpo di luce non va costruito, come insegnano molti falsi maestri. O lo abbiamo o non lo abbiamo e, se ne disponiamo, è una delle stelle del cielo come mostrato da Pietro: “Il Cristo ci ha rigenerati per una speranza viva, per un’eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce. Essa è conservata nei cieli per voi…per la vostra salvezza, prossima a rivelarsi negli ultimi tempi” (1 Pietro 1:3). “Conservata nei cieli per voi…non si corrompe”. L’allusione al mistico corpo incorruttibile è palese.

 

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Stelle del cielo
Avevano ragione i Catari ad affermare che le stelle non erano astri fisici ma abiti di luce appesi dai Figli della Luce nel cielo al momento dell’inizio dell’avventura sulla terra attraverso le diverse incarnazioni del perispirito astrale. E questo getta nuova luce sulle misteriose parole di YHWH ad Abramo: “Uno nato da te sarà il tuo erede. Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci…tale sarà la tua discendenza. Egli credette al Signore che lo ritenne un giusto” (Genesi 15:5). La discendenza spirituale è cosa assolutamente diversa dalla discendenza carnale. E’ una rigenerazione di sé stessi, del proprio corpo perispirituale elettro-magnetico (erroneamente noto come anima), pronto ad accettare la Gerusalemme discendente, il corpo di luce che discende dal cielo per unirsi al perispirito (Apocalisse 21:2), che si è potenziato e liberato dalla pastoia del nostro corpo acqueo (la vera anima umana). Anche Paolo fa intendere che la discendenza, per il Figlio della Luce, non è un’eredità carnale, ma qualcosa di gran lunga più sublime. La discendenza spirituale è il Melkisedeq, è il Re Giusto che rifiorisce nell’uomo carnale: “ora è appunto ad Abramo e alla sua discendenza che furon fatte le promesse. Non dice la Scrittura: “e ai tuoi discendenti”, come se si trattasse di molti, ma e alla tua discendenza, come a uno solo, cioè Cristo”. (Galati 3:16). Se il gran finale di Guerre Stellari vede i tre maestri ascesi con il loro manto di luce (come nella trasfigurazione di Gesù sul Tabor insieme a Mosè ed Elia), con uno di essi tornato dalle Tenebre alla Luce, si comprende bene quale sia il valore profetico della Saga. E non è successo “…tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…”, ma è prossimo ad accadere.

20:14 Scritto da mikeplato in Film e Tradizione | Link permanente | Commenti (6) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

27/02/2009

Il Risveglio dal mondo degli Arconti

 

I film custodiscono grandi verità. Questa è la scena finale del film Fire in the Sky. E' la storia di Trevis Walton, rapito dagli alieni nel 1975. La storia raccontata da questo film è un pò diversa dai reali accadimenti, ma Robert Liebermann ha voluto raccontarci qualcos'altro. Nel vedere tali immagini, molti di voi capiranno.Al minuto 4:53 voi vedrete qualcosa di inquietante, qualcosa che è straordinariamente simile a l Cristo della Cappella di San Severo. Stoppate al fotogramma 5:11 e confrontatelo con l'immagine qui sotto. Dovete avere la fermezza di osservare l'intera scena, dovete sopportare la crudezza di queste immagini, dovete essere eroi in questo. La mia guida mi ha fatto vedere in sogno decisamente di peggio. Questi Angeli sono capaci di orrori senza fine. Ricordate quello che hanno inflitto agli ebrei con la Shoa. Alcuni di noi devono risvegliarsi assolutamente. E' un imperativo categorico. Dobbiamo fermarli! Quando vidi per la prima volta la scena di Travis, pur essendo ancora un profano (era il 1993) ebbi una strana sensazione, per la prima volta nella mia vita. Mi chiesi: ma se noi trattiamo le bestie come esseri inferiori sacrificabili per i nostri scopi, perchè non deve esistere una razza più potente di quella umana che tratta noi come esseri inferiori sacrificabili? La mia Guida mi disse che ESSI NON HANNO ALCUN RISPETTO PER LA VITA UMANA

 

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A voi capire ora cosa significa tutto questo. Non posso dirvi di più. Nel fillm di Liebermann sono descritti gli Arconti e quello che fanno alle anime. Osservate ora la scena di Matrix in cui Neo si risveglia alla realtà. E straordinariamente simile a quella di Walton. Sembra la trasposizione cinematografica del mito di Cristo agli Inferi.

 

 

Ora, osservate il trailer del film Dark City, soprattutto la rapida scena del minuto 0:40 e fermate l'immagine. Ogni qualvolta un ESSERE SI RISVEGLIA, viene descritto uscire come da una tomba piena d'acqua, ossia il corpo. In quell'istante egli vede la realtà per come davvero è. Dove davvero siamo?

 

14:54 Scritto da mikeplato in Film e Tradizione | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Vedere gli Arconti ovunque

 

John Nada, il 30enne lungichiomato, è un uomo semplice. Ma ottiene un dono: riesce a vedere oltre le apparenze.Vede che tutto punta al controllo, che tutto punta al rimbecillimento, a farci dimenticare la nostra divina origine. Messaggi subliminali come:  obbedite, spendete, sposatevi e prolificate, non fate domande alle autorità, dormite, uccidete l'immaginazione, guardate la T.V., conformatevi, rimanete dormienti, sottomettetevi alle autorità. Comprende che questo mondo è governato da una classe dirigente non umana, e allora decide di combattere. Poichè un Figlio della Luce non può non combattere tutto questo. E' qui solo per questo motivo

14:07 Scritto da mikeplato in Film e Tradizione | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Entrare nel Tempio e sbattere fuori i mercanti

 

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Quello della cacciata dei mercanti dal tempio è certo un evento interiore. Ma alla fine del tempo il Cristo entrerà nel Falso Tempio (la Chiesa Romana e tutte le Chiese che hanno commerciato con gli Arconti) e sarà Vendetta. I banchi dei cambiavalute sono simbolo tanto delle Chiese con le loro banche (ad es. lo IOR per il Vaticano), tanto del potere bancario e finanziario in generale....

Nel film TH(ey) LI(ve), il ribelle John Nada, descritto dagli Arconti come maschio caucasico, 30 anni, capelli lunghi, fa irruzione nel tempio dei cambiavalute (una banca) e aggredisce esclusivamente gli arconti. Sostituite la frusta con il fucile, e il gioco è fatto. Nada ne ha piene le scatole di questa classe dirigente astrale

 

13:51 Scritto da mikeplato in Film e Tradizione | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Verso il Sole che non brucia

 

Un gruppo di volontari si offre per una missione impossibile, e dall'esito certo: il loro sacrificio per andare verso il Sole malato e riattivarlo. Tutti i membri dell'equipaggio moriranno, tranne uno, Capa, il quale scoprirà che il Sole è distruttivo solo con chi lui vuole, e che vi è un'Intelligenza possente che lo governa. Quando Capa penserà che sia giunta la sua ora perchè è ormai nel Sole, misteriosamente il Sole lo accoglierà: per divenire uno con esso. Il sacrificio della sua vita, l'aver offerto la sua vita al Sole, ossia al Cristo, rigenererà il Sole stesso., simbolo dell'infinitamente potente CORPO DI LUCE. Anche per Mosè il  sole non bruciava, anche per Mosè il fuoco era fuoco che non brucia. Dio, il Sole centrale di tutto, può distruggere e può accogliere nel suo seno. Cercate di capire come vi siano due tipi di fuoco nella scena dell'assorbimento: uno benigno, compassionevole, e uno distruttivo. Sono i due aspetti di Brahama. Solo Hermes può entrare nel Sole, solo un Figlio di Dio. Non a caso il pianeta Mercurio è il più vicino al Sole. E' un simbolo cosmico. Incredibile il fatto che l'attore che interpreta Capa si chiama Cillian Murphy, Ossia Hermes Cilleno (perche Hermes nacque sul monte Cillene). Murphy è simile a MRS, ossia Hermes.

Osservate bene questo spezzone del film Il Principe d'Egitto. L'avrò visto milioni di volte ma ogni volta mi tocca il cuore. Osservate bene come Mosè e Io Sono abbiano la stessa voce. E notate come la voce di YHWH sia doppia, da REBIS, maschile e femminile. Solo i Figli della Luce possono commuoversi vedendo questa scena. Yhwh dice di aver osservato la miseria del suo popolo in Egitto e udito il suo grido, e di essersi manifestato per combattere i Sorveglianti. Osservate come il gesto ad 1:45 di questo filmato sia identico a quello del minuto 1:24 del film precedente.

13:02 Scritto da mikeplato in Film e Tradizione | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook