29/12/2012

LA TRINITA' IN EVIDENZA

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Scrissi:

Il termine inglese FATHER (padre)....QUELLO LATINO "PATER" (padre)...e l'inglese FIGHTER (guerriero)....SONO CABALISTICAMENTE APPARENTATI....Sopratutto FATHER e PATER, TANT'è CHE PROPRIO IN INGLESE LA "F" è spesso resa con "PH"....(come in FILADELFIA che diviene PHILADELPHIA).

 

QUESTO VUOL DIRE UNA COSA GRANDISSIMA:

CHE IL PADRE DEL NOSTRO ESSERE è ANCHE IL FRATELLO DEL NOSTRO ESSERE....E CHE IL PADRE INVOCATO DA CRISTO E' IL CORRISPONDENTE DEL FRATELLO GEMELLO (SIUZUKOS o ROSNAG) INVOCATO DA MANI...

 

DELL'ANIMA NEL CANTICO è DETTO: OH COLOMBA MIA, PERFETTA MIA, SORELLA MIA. E QUELLA SORELLA è ANCHE MATER...

COSI' è PER LO SPIRITO:

TUO PADRE, TUO FRATELLO, TUO AMICO, TUO FALCONE...

E GUERRIERO INVINCIBILE

 

Ora, si legga con attenzione....

 

Sapienza 10,1

La Sophia (Sapienza) protesse il padre del mondo, formato per primo da Dio,quando fu creato solo;poi lo liberò dalla sua caduta

αὕτη πρωτόπλαστον πατέρα κόσμου μόνον κτισθέντα διεφύλαξεν καὶ ἐξείλατο αὐτὸν ἐκ παραπτώματος ἰδίου(AUTE PROTOPLASTON PATERA KOSMOU MONON KTISTEN DIEPHIULAXEN KAI EXEILATO AUTON EK PARAPTOMATOS IDIOU)

 

Sapienza 7,12

Godetti di tutti questi beni, perché la Sapienza li guida, ma ignoravo che di tutti essa è madre.

 

Galati 4,26

Invece la Gerusalemme di lassù è libera ed è la nostra madre.

 

E' evidente nel versetto di Sapienza una TRINITA':

 

SOPHIA (SAPIENZA) = SPIRITO SANTO

UOMO=FIGLIO

DIO CREATORE=PADRE

 

Cosa notevole che avvalora le mie ipotesi, il Libro di Sapienza definisce Adamo PADRE DEL MONDO. Quindi Yeshua uomo potrebbe tranquillamente riferirsi all'UOMO INTERIORE (Adamo) quando invoca il PADRE, cosa che fa spesso soprattutto nel Vangelo di Giovanni. In pratica ADamo è lo stesso LOGOS, figlio di Dio.LA MATER, NOTA COME SPIRITO SANTO DAI PRIMI CRISTIANI, è STATA SOPPRESSA DAI VESCOVI NEI PRIMI CONCILII. MA INTANTO è EVIDENTE DALLE SCRITTURE CHE LA MATER è SOPHIA, IL FEMMININO ETERNO, E CHE ESSA COINCIDE CON IL CORPO DI GLORIA (GERUSALEMME DISCENDENTE o COLOMBA DELLO SPIRITO)

13/11/2012

MAMMONA

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« Non potete servire a Dio e a Mammona »
(Gesù, in Mt 6,24 e nel Lc 16,13)

 

QUALCUNO MI HA CHIESTO COSA SIA DAVVERO "MAMMONA".....

 

 

Vediamo WIKIPEDIA:

Il termine mammona viene usato nel Nuovo Testamento per personificare il profitto, il guadagno e la ricchezza materiale, generalmente con connotazioni negative, e cioè accumulato in maniera rapida e disonesta ed altrettanto sprecato in lussi e piaceri. Il termine deriverebbe dalla lingua aramaica, di etimologia incerta; il Mamon solitamente, veniva tradotto come il "tesoro sotterrato".Alcuni studiosi hanno suggerito di collegarlo alla radice ebraica 'mn (da cui proviene il termine amen) che indica fiducia, affidamento; ma altri proprendono per l'ebraico "matmon", che significa, appunto, ricchezza, o tesoro.Altra ipotesi è dall'ebraico mun (provvedere il nutrimento). Il significato dei diversi campi semantici converge comunque nel generico concetto di sicurezza materiale. Infatti, il termine ebraico è divenuto sinonimo di "soldi". Il termine greco mamonas lo si ritrova poi nel Discorso della Montagna in Matteo 6,24, quindi in Luca 16,9-13.Fino alla seconda traduzione CEI viene mantenuta la parola d'origine aramaica, mentre nella traduzione 2008 la parola viene sostituita con "ricchezza". John Wycliffe utilizza "richessis".Altri studiosi fanno derivare questo termine dalla parola fenicia "mommon", cioè beneficio. Nel linguaggio contemporaneo, il vocabolo viene usato con lo stesso significato nella lingua finlandese (mammona), danese (mammon), Ebraica (mamon), norvegese (mammon), polacca (mamona) e tedesca (Mammon).Nella Bibbia, mammona viene personificata in Luca 16,13 e Matteo 6,24. In alcune traduzioni anche i versi in Luca 16,9 e Luca 16,11 utilizzano la personificazione del termine mammona; ma altri traducono con 'ricchezze disoneste' o equivalente. In alcune versioni spagnole viene tradotto con "Dinero" (la parola spagnola per denaro).Altre citazioni latine didascaliche al vangelo sono Do solo Mammona cogitant quorum Deus est sacculus" (io servo Mammona pensando che il cuore di Dio sia il portafoglio) (trad. sbagliata: quorum = dei quali, deus è al nominativo, non al genitivo).Mammona viene anche citato da Sant'Agostino, con Facite vobis amicos de Mammona iniquitatis (vi fate amici delle iniquità di Mammona), oppure Lucrum Punice Mammon dicitur (si dice che i Punici servano Mammona - dove i Punici,ovvero i Cartaginesi, erano,a quei tempi,considerati i popoli più sleali, oppurtunisti e goderecci dell'Europa).San Gregorio di Nissa afferma inoltre che Mammona era solo un altro nome per Belzebù.Santa Francesca Romana, nelle sue Visioni dell'Inferno, afferma che i demoni più importanti che obbediscono a Lucifero sono tre: Asmodeo, che suscita il vizio della carne; Mammona, che rappresenta il vizio dell’avarizia; e Belzebù che è a capo di tutte le idolatrie e attività oscure.Durante il Medioevo, Mammona veniva comunemente personificato come demone dell'avarizia, della ricchezza e dell'ingiustizia. Per questo motivo, Pietro Lombardo (II, dist. 6) dice: "I ricchi vengono chiamati con il nome di un diavolo, chiamato Mammona, perché Mammona è il nome di un diavolo, secondo la lingua Siriana". Anche Piers Plowman si riferisce a Mammona come ad una deità. Nicola di Lira (commentando un passo nel vangelo di Luca) dice: "Mammon est nomen daemonis" (Mammona è il nome di un demonio).Non vi sono particolari prove storiche dell'esistenza di alcuna deità siriana conosciuta con questo nome, ma probabilmente l'identificazione letteraria di questo nome con una deità della brama e dell'avarizia deriverebbe da The Faerie Queene di Edmund Spenser, dove Mammona custodirebbe una grotta colma delle ricchezze del mondo. Anche nel Paradise Lost di John Milton viene descritto un angelo caduto che dà più importanza ai tesori della terra più che a qualsiasi altra cosa.In altri scritti occultisti, di molto posteriori, quali il Dictionnaire Infernal di Collin de Plancy, Mammona viene come l'ambasciatore dell'inferno in Inghilterra, considerata la nazione per eccellenza opulenta, colonialista ed imperialista.Per Thomas Carlyle, in Past and Present, il 'Vangelo del Mammonismo' divenne semplicemente la personificazione metaforica dello spirito materialista del XIX Secolo.Mammona è per alcuni versi simile alla divinità greca Ade, (Plutone), ed al Dis Pater romano. È probabile che sia in parte derivato da esse, particolarmente dal momento che Plutone è raffigurato nella Divina Commedia come un demone della ricchezza avente sembianze di lupo, animale associato con l'avarizia durante il Medio Evo. Tommaso d'Aquino ha metaforicamente descritto il peccato d'avarizia come "Mammona, che un lupo fa risalire dall'inferno, e che giunge per infiammare il cuore umano d'Avarizia".

 

La Catholic Encyclopedya la definisce così:

Mamona; the spelling Mammona is contrary to the textual evidence and seems not to occur in printed Bibles till the edition of Elzevir. The derivation of the word is uncertain, perhaps from mmn as seen in mtmwn, though the Targums, which use the word frequently, never regard it as the equivalent of mtmwn, which the Greek always renders thesauroi, cf. Job 3:4; Proverbs 2:4. But cf. also Hebrew Sirach 42:9, bth l'b mtmnt sqr where the margin reads mtmwn, "to the father his daughter is as ill-gotten treasure." In the New Testament only Matthew 6:24, and Luke 16:9-13, the latter verse repeating Matthew 6:24. In Luke 16:9 and 11 Mammon is personified, hence the prevalent notion, emphasized by Milton, that Mammon was a deity. Nothing definite can be adduced from the Fathers in support of this; most of their expressions which seem to favour it may be easily explained by the personification in Luke; e.g. "Didascalia", "Do solo Mammona cogitant, quorum Deus est sacculus"; similarly St. Augustine, "Lucrum Punice Mammon dicitur" (Serm. on Mt., ii); St. Jerome in one place goes near to such an identification when (Dialogue Against the Luciferians 5 ) he quotes the words: "No man can serve two masters", and then adds, "What concord hath Christ with Belial?" But in his "Commentary on Matt," and in Epistle 22.31, he lends no countenance to it: "'Ye cannot serve God and Mammon.' Riches, that is; for in the heathen tongue of the Syrians riches are called Mammon." But Mammon was commonly regarded as a deity in the Middle Ages; thus Peter Lombard (II, dist. 6) says, "Riches are called by the name of a devil, namely Mammon, for Mammon is the name of a devil, by which name riches are called according to the Syrian tongue." Piers Plowman also regards Mammon as a deity.The expression "Mammon of iniquity" has been diversely explained, it can hardly mean riches ill-gotten, for they should of course be restored. If we accept the derivation from 'mn we may render it "riches in which men trust", and it is remarkable that the Septuagint of Psalm 37:3, renders 'mwgh by plouto, or "riches", as though hinting at such a derivation. The expression is common in the Targums, where mmwn is often followed by sqr corresponding to the adikias of Luke, thus see on Proverbs 15:27; but it is noteworthy that Sirach 5:8 "goods unjustly gotten" chremasin adikois, reads in Hebrew nks-sqr and not mtmwn. For the various explanations given by the Fathers see St. Thomas, II-II.32.7 ad 3um.

 

Questa, tuttavia, è l'idea mia personale sul concetto cristico di Mammona

MAMMONA è MAMMA, LA GRANDE MERETRICE, LA MATRIX, LA MATERIA, L'ILLUSIONE...LA MAYA. In una parola...è MADRE NATURA. MADRE NATURA è LA GRANDE MERETRICE

LA NATURA DIVINA NON HA NULLA A CHE FARE CON QUESTA


LA MAJA DI FATTO NON ESISTE....NOI SIAMO IMMERSI IN UNA PSICOSI COLLETTIVA....

NON è LA MAJA AD ESSERE MALEDETTA, MA LA PERCEZIONE CHE NOI ABBIAMO DI LEI

SIAMO NOI CHE ATTRIBUIAMO UNA PATENTE DI REALTA' A CIO CHE SEMPLICEMENTE è NON-ESSERE....

E' QUESTA PERCEZIONE CHE CI INCATENA AD ESSA....

PER MOLTI UOMINI ESSA è TUTTO...NON ESISTE DIO

MA LA VERA REALTA' è PROPRIO QUELLA CHE NON SI VEDE

NOI VEDIAMO L'1x1000 DEL TUTTO e ignoriamo il restante 999

CI SIAMO FATTI SCHIAVIZZARE DALL'ILLUSIONE E CI SIAMO ORGANIZZATI IN ESSA....DIVENENDO NOI STESSI ESSERI ILLUSORI IN UN'ILLUSIONE

ECC PERCHE IL MESSIA è UNO STERMINATORE...CI TOGLIE L'UNICA COSA CHE ABBIAMO:

L'ILLUSIONE

ECCO PERCHE QUANDO VERRA' IL COLLETTIVO DEI FIGLI DI DIO, IL MONDO LI DETESTERA'

NOI SIAMO GLI STERMINATORI DELLA MAJA...SIAMO QUI PER FAR SCOPPIARE QUESTA BOLLA DI SAPONE

STAI CON UN PARTNER? è UN'ILLUSIONE...
POSSIEDI ANIMALI? LO STAI SOLO SOGNANDO
TI SPOSI E HAI FIGLI? è UNA IMMAGINAZIONE MOLTO VIVIDA

TI SVEGLI QUANDO MUORI, SOLO CHE POI TI REINFILI IN UN NUOVO SOGNO...

è TUTTO FINTO... NIENTE DI CIO' CHE VEDI è VERO....

ORA IN QUESTO SOGNO, UN'ANIMA PARZIALMENTE RISVEGIATA STA CERCANDO DI SCUOTERNE DELLE ALTRE IN PIENO SONNO

19/08/2010

TIMOR DI DIO E AMOR DI DIO NELLO ZOHAR

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189 É scritto (Genesi I,1) “In principio creò D-o ”. Queste parole compendiano il primo comandamento che è chiamato “Il timore del Signore". Il timore del Signore, infatti, è indicato nella Scrittura con il termine “Inizio”, così com'è scritto (Salmi CXI,10): “Il timore del Signore è l’inizio della Saggezza”. È chiamato “inizio” perché esso è la porta tramite la quale si accede alla fede, e perché è il fondamento su cui appoggia il mondo. 190 Vi sono tre generi di timore per il Signore, di cui due sono deplorevoli e uno solo meritorio. Esistono uomini il cui timore per il Signore è motivato dal desiderio di mantenere la vita ai propri figli e di preservarli da morte prematura, oppure motivata dalla paura delle sofferenze fisiche o dalla perdita dell’agiatezza. Il timore per il Signore giustificato da tali ragioni, non è assolutamente meritorio. Vi sono altri uomini che paventano il Santo, benedetto il suo, perché hanno paura delle punizioni di questo mondo e delle sofferenze dello sheol. Questi due tipi di timore per il Signore, non sono meritevoli. 191 Il solo corretto, è quello dell’uomo che teme il suo Signore perché esso è grande, onnipossente, radice di tutti i mondi e perché tutto ciò che esiste è vanità ai propri occhi, com'è riferito (Daniele IV,32 e Salmo XXXVIII,6): “Tutti gli abitanti della Terra sono nullità dinanzi a lui”. Quando il timore per il Signore è di questa caratura, accelera l’ora in cui la volontà di D-o sarà concertata nelle regioni inferiori chiamate “timore”. 192 Proferendo tali parole, Rabbi Shimon esclamò con rammarico: ho dubbi nel parlare ma anche angoscia a restare in silenzio. Parlando, i malvagi sapranno in quale maniera servire il loro Signore. Tacendo, depaupererò i miei compagni della conoscenza del fatto che, così come esiste nei siti superiori un timore di D-o , similmente è in basso un timore tristo. 193 L’uomo, il cui timore per il Signore è generato dalla paura per le sofferenze, cade in potere dei demoni che diverranno suoi carnefici. Un tale timore non è veritiero timore per il Signore, ma solo paura della sofferenza. 194 Per tale motivo la Scrittura precisa il genere di timore che è l’inizio della Saggezza: il “timore” per il Signore. Nel primo versetto del Genesi si trova condensata questa prescrizione la quale costituisce il fondamento e la base di tutte le altre. Considerato che il timore è la soglia d'accesso a tutti i comandamenti, chiunque si conforma a questa prescrizione osserva automaticamente anche tutte le altre; al contrario, chiunque la trascurerà, negligerà anche tutte le altre. 195 È per tale motivo che troviamo scritto “ Be - reschith”, vale a dire “Con l’inizio (che è il vero timore del Signore) creò D-o i cieli e la terra”. Chi viola la prima prescrizione (la legge del timore), trasgredisce anche tutti i comandamenti della Legge. La sua punizione è indicata dalle parole : “ E la terra era thohou e bohou; e le tenebre coprivano la faccia dell’abisso, e lo spirito di D-o aleggiava sopra le acque”. In questo versetto sono riportati le quattro categorie di castighi capitali che s'infliggono ai colpevoli. 196 La parola “Thohou” sottintende la punizione dello strangolamento, così com'è riferito (Isaia XXXIV,11): “La corda di thohou”. La parola “Bohou” sottintende la pena della lapidazione, poiché le pietre si conficcano nel grande abisso per la punizione dei rei. Le parole “ E le tenebre” intuiscono il castigo tramite combustione, così com'è scritto (Deuteronomio V,23): “All’udire la voce in mezzo alle tenebre, mentre il monte era tutto in fiamme” e in seguito “Abbiamo ascoltato la sua voce provenire dalle fiamme”. Costatiamo, quindi, che la Scrittura considera analoghe queste due parole “fuoco” e “tenebre”. 197 La parafrasi “E lo spirito di D-o aleggiava sulle acque” indica la punizione della decapitazione tramite spada. Il vento della tempesta, infatti, è simile ad una fiammeggiante spada tagliente, così com'è detto (Genesi III,24): “E avendolo cacciato mise dinanzi il giardino dell’Eden, a protezione dell’accesso che conduce all’albero della vita, due Cherub; i quali facevano lampeggiare una spada di fuoco”. Questa spada di fuoco porta il nome di “Spirito”. Questo è il castigo per gli scellerati che hanno profanato i comandamenti della Legge. Dopo aver compendiato la prescrizione del timore per il Signore, chiamata “Principio”, comandamento che riassume tutti gli altri, la Scrittura prosegue con le altre.


198 Il secondo comandamento è intimamente connesso con quello del timore per il Signore e non ne è mai avulso; è l’amore perfetto per D-o di cui l’uomo deve essere compenetrato. E quale è l’amore perfetto? È l’amore della perfezione, chiamato il grande amore, così com'è citato (Genesi XVIII,1): “Camminate in mia presenza e siate perfetti nel vostro amore”. È questo il motivo per cui è scritto: “ E D-o disse, che la luce sia”. Con la parola “luce” la Scrittura indica, infatti, l’amore perfetto (Zohar II,254b), il quale consiste nell'amore della perfezione. Questa prescrizione è inerente, quindi, all'amore per il Signore di cui l’uomo deve essere permeato. 199 Interrompendo il dialogo di Rabbi Shimon, Rabbi Elèazar esclamò: Padre, ho elaborato una definizione dell’amore perfetto. Rabbi Shimon rispose: Figlio mio, menziona la tua definizione mentre Rabbi Pinhas è presente, giacché egli pratica l’amore perfetto. Rabbi Elèazar espose: L’amore perfetto è quello che si manifesta in due differenti condizioni, l’amore che non si manifesta in queste due circostanze [12a] non è assolutamente un amore che merita la caratterizzazione di perfetto. 200 È questo il motivo per cui è stato raccontato come l’amore del Santo, benedetto egli sia, si manifesta in due differenti circostanze. Vi sono uomini che amano D-o perché ha loro concesso ricchezza, longevità, discendenza maschile, egemonia sui nemici, successo nelle loro imprese. Questi stessi uomini, tuttavia, lo maledirebbero se la ruota del destino girasse e fossero oberati di mali. Un tale amore per D-o non è meritorio. 201 L’amore perfetto, è quello che si mostra nelle due differenti condizioni: nell’afflizione e nella gioia. Per questo la Tradizione ci raccomanda di amare D-o anche quando ci toglie la vita. Per lo stesso motivo la luce diffusa nel momento della creazione fu successivamente nascosta. Quando fu nascosta apparve il rigore; e i due contrari furono riuniti perché ci fu perfezione (amando D-o malgrado il suo rigore), è in questo che si palesa l’amore . 202 Ascoltate le parole di Rabbi Elèazar, Rabbi Shimon l’abbracciò; altrettanto fece Rabbi Pinhas e dopo averlo benedetto esclamò: in verità è stato il Santo, benedetto il suo nome, che mi ha condotto in questo luogo, dove ho appreso che un componente della mia famiglia possiede una perla preziosa, la cui luce giungerà, un giorno ad illuminare il mondo intero. Riprendendo il filo del suo discorso, Rabbi Elèazar concluse: è manifesto che il comandamento del timore per il Signore non può essere separato da nessun'altra prescrizione, e ancor meno da quella dell’amore perfetto. L’amore per il Signore deve infatti dimostrarsi, sia quando si è oppressi dai mali sia quando si è colmi d'opulenza, di una salute fiorente, di una discendenza maschile e d'ogni genere d'abbondanza. Per questo è scritto (Proverbi XXVIII,14): “Felice l’uomo che è sempre nel timore”, vale a dire, dove il timore per il Signore è compreso nell’amore. 203 Colui che è l’oggetto del rigore (infelice) deve essere compenetrato di timore e paventare il suo Sovrano ma non indurire il suo cuore. Ecco perché è scritto: chi indurisce il proprio cuore cadrà nell’infelicità, vale a dire, precipiterà nell’altra condizione chiamata infelicità. Così il timore è connesso alle due eventualità ed è incluso in loro; è questo l’amore perfetto. È per siffatto motivo che la Scrittura aggiunge: “Ma chi ha il cuore duro, cadrà nel male”.


204 Rabbi Shimon riprese la sua lezione nel modo seguente: il terzo comandamento consiste nel riconoscere che vi è un solo D-o onnipotente Signore dell’Universo. È necessario, quindi, proclamare ogni giorno la sua unità nelle sei direzioni celesti, riconducendole di nuovo all’uno, pronunciando le sei parole della Schéma (Deuteronomio VI,4). Tenete presente che nel proferirle, occorre pronunciarle con l’intenzione di compiere la volontà celeste. Declamando questi versetti occorre anche, indugiare sulla parola “uno”, prolungandone la dizione per un tempo pari a quello occorrente a pronunciare sei vocaboli . 205 È per tale motivo che la Scrittura afferma (Genesi I,9): “Che le acque di sotto il cielo si riuniscano in un unico luogo”. Vale a dire: le acque dei fiumi, le quali confluiscono tutte nell’oceano nonostante le disparate direzioni dei loro tragitti, servono da testimonianza all’unità delle sei direzioni celesti. È sulla lettera finale della parola “Ehad” che occorre porre attenzione, il segno “d” (d), il cui valore numerico è quattro, indica le quattro direzioni dei fiumi che testimoniano dell’unità dei sei orientamenti celesti. Questo è il motivo per cui la lettera “d” della parola “Ehad” è scritta, in questo passo, più grande delle altre. La Scrittura aggiunge: “E che la terra ferma appaia” vale a dire la lettera d (d) simbolo della terra emersa, testimoni l’unità delle sei direzioni celesti. 206 Il passo che segue si trova soltanto nelle edizioni di Cremona, Sulzbach e Przemysl, nelle edizioni di Amsterdam e Vilna, si trova collocato al foglio 257a del primo volume. Le antinomie, infatti, che presenta l’affermazione dell’unità delle sei direzioni, si riducono in realtà a tre: l'orientamento sud come prolungamento di quella del nord, l’ovest quale estensione di quella dell’est, e quella del basso come continuazione della direzione dell’alto. Rimangono, quindi, tre direzioni in apparenza opposte: quella del nord antistante al sud, dell’est all’ovest e dell’alto al basso. Ora, secondo i suoi requisiti, la lettera d (d) rappresenta queste tre direzioni e tuttavia essa non configura che un'unità. 206 Dopo aver affermato l’unità delle sei direzioni celesti, l’uomo deve anche proclamare l’unicità di quelle in basso, recitando un altro versetto ugualmente composto di sei parole “Benedetto sia il nome glorioso del suo regno in tutta l’eternità ”. Riconoscendo l’unità delle tre direzioni rappresentate dalla lettera d (d) l’uomo camminerà sulla “terra ferma” feconda in frutti e in alberi. 207 Ecco perché è scritto: “ D-o chiamò il continente, terra”. L’unità in basso è confermata dalla terra, tanto è vero che per ben due volte è scritto, a proposito della terra: “ D-o vide che era buona”, una prima per l’unità in alto e un'altra per quella in basso. Così costituita, la terra poté produrre frutti e fiori; come fece.

21/11/2009

GRAZIE A METATRON

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E' DETTO CHE YHWH SHADDAI DETTE LA LEGGE A MOSE'. FU METATRON A DARGLIELA, POICHE' SHADDAI E' METATRON (i due termini hanno lo stesso valore ghematrico, che definirei sacro: 314). EGLI NON DETTE UNA LEGGE AGLI EBREI, FECE CONOSCERE TRAMITE MOSE' LA LEGGE DEGLI ARCONTI, LA LEGGE DEL KARMA UMANO INESORABILE, LA LEGGE DI "HEIMARMENE". FINO A QUEL MOMENTO, ESSA ERA QUASI COMPLETAMENTE SCONOSCIUTA, E GLI UOMINI DOVEVANO ASSOLUTAMENTE COMPRENDERLA PER GESTIRLA. ANCHE SE AD ONOR DEL VERO IN GRECIA TANTO PITTACO QUANTO TALETE, L'AVEVANO CONOSCIUTA O INTUITA, MA ANCHE GLI EGIZIANI (CAP. 125 DEL LIBRO DEI MORTI). CRISTO FU ABILISSIMO NEL FARCELO INTENDERE:

NON FARE AGLI ALTRI CIO' CHE NON VUOI SIA FATTO A TE...QUESTA E' TUTTA LA LEGGE

GIACOMO SCRISSE:

Poiché chiunque osservi tutta la legge, ma la trasgredisca anche in un punto solo, diventa colpevole di tutto...

CHE E' COME DIRE: E' IMPOSSIBILE ADEMPIERE A TUTTE LE PRESCRIZIONI DELLA LEGGE ARCONTICA. QUESTI MAGISTRATI COSMICI (IN ATENE GLI ARCONTI ERANO MAGISTRATI) TROVERANNO SEMPRE UN PECCATO IN VOI, E CON TUTTI I VOSTRI SFORZI NON SFUGGIRETE MAI ALLA LORO INIQUA GIUSTIZIA CHE SI FONDA SU UNA BEN PRECISA LEGGE, LA LEGGE DEL PECCATO, PER L'ETERNITA'.

PAOLO SPIEGO' MIRABILMENTE CHE SEGUIRE LA LEGGE DEL BENE E DEL MALE NON PORTA ALLA SALVEZZA, CHE CON LA LEGGE NON SI E' MAI SALVATO NESSUNO. IL PROBLEMA NON E' IL BUON KARMA O IL CATTIVO KARMA, PERCHE TANTO L'UNO CHE L'ALTRO NON CI FARANNO USCIRE DA QUESTO COSMO. OCCORRE SEGUIRE BEN ALTRA LEGGE, LA LEGGE DELL'IO SONO, DEL RIMETTERE LA VOLONTA' EGOISTICA NELLE MANI DEL PADRE. L'UNICA COSA CHE OCCORRE VOLERE CON TUTTE LE PROPRIE FORZE E' IL NON VOLERE, CHE SI TRADUCE NELL'AMARE L'IO VERO CON TUTTE LE PROPRIE FORZE, DONANDO NOI STESSI A LUI...POICHE' LUI E' IL DIVORATORE DI TUTTA LA CARNE. A CIO' SI ADDIVIENE TRAMITE IL PENTIMENTO E LA CONVERSIONE.

TRUTH-VERITA

RUTH-PENTIMENTO

17/10/2009

ECCOMI

ECCOMI! (ebr. HINNENI)

Questa è l'espressione che i veri celestiali usano verso il Dio Alieno  che li chiama....

Abramo...Abramo...Eccomi

Giacobbe... Giacobbe...Eccomi

Mosè..Mosè.....Eccomi

Samuele...Samuele...Eccomi

Tobia...Eccomi

In Inglese HERE I AM-ECCOMI. FONDETE IN UN'UNICA PAROLA QUESTA ESPRESSIONE, E AVRETE NON SOLO IL MISTERIOSO "HIRAM" DELLA MASSONERIA, MA IL SENSO SEGRETO DI QUESTO CULTO MASSONICO CHE I MASSONI NON POSSONO COMPRENDERE, POICHE' MANCA LORO LA CABALA. LA DESTRA DI DIO UTILIZZA LA COSCIENZA IN MODO CABALISTICO, E COLORO CHE SI STANNO RISVEGLIANDO COMPRENDONO CHE E' VITALE A LORO VOLTA USARE LA MENTE IN MODO CABALISTICO: GIOCARE CON LE PAROLE

NON "CHI SEI TU? CHI MI PARLA?"....MA "ECCOMI". COME DIRE: SONO PRONTO....

PER QUESTO, QUANDO QUALCUNO CHIAMA AL TELEFONO, TU RISPONDI "PRONTO". COME DIRE: SONO PRONTO...ECCOMI.

PER QUESTO GLI INGLESI RISPONDONO "HELLO", DA EL-DIO

PER QUESTO QUANDO QUALCUNO CI SALUTA CON "CIAO", NOI RISPONDIAMO CON "CIAO", NOME CON CUI DIO CHIAMA SE STESSO ATTRAVERSO TUTTI GLI UOMINI. PERCHE' CIAO è COME DIRE "IAO", CHE E' UNO DEI NOMI SEGRETI DI DIO. DIO SALUTA TUTTE LE PARTI DI SE STESSO E NON CE NE AVVEDIAMO.

UOMINI CIECHI, CIECHI GUIDE DI ALTRI CIECHI...STANNO ARRIVANDO I PARACLITI, I PORTATORI DI UNA SCIENZA INARRIVABILE, COLORO CHE OSANO ESPLORARE LA MENTE DI DIO E NE RIMANGONO ILLESI, COLORO CHE OSANO GUARDARE DIO FACCIA A FACCIA E NON NE VENGONO DIVORATI...

"HO GUARDATO DIO FACCIA A FACCIA E SONO RIMASTO VIVO" disse GIACOBBE, ovvero ISRAEL, poichè solo gli ISRAEL, gli IS REAL, sono il POPOLO VERO DI DIO.

"NESSUNO PUO' GUARDARMI IN VOLTO E RIMANERE IN VITA"....dice il Dio Alieno

NESSUNO, E' VERO, TRANNE TUTTAVIA I CELESTIALI. LORO SFIDANO LA SFINGE E VINCONO. PENETRANO NELLA MENTE DI DIO E NE RIMANGONO AFFASCINATI. NON POSSONO E NON VOGLIONO PIU TORNARE INDIETRO. GLI UMANI ORMAI LI ANNOIANO, NON TROVANO ALTRO CHE CECITA' E OTTUSITA', CHE E' POI L'EREDITA DEI LORO PADRI ASTRALI, CIECHI E OTTUSI.

MA LORO NO, LORO SONO I CELESTIALI, UNA RAZZA SPIRITUALE CHE E' L'ASSOLUTO ORGOGLIO DEL SOVRA-DIO, E LA DANNAZIONE DEL SUB-DIO. IL DIO MINORE HA IN ODIO TUTTI I CELESTIALI, E I CELESTIALI HANNO GIURATO DI CONSACRARE LE LORO VITE IN QUESTO SISTEMA A RECUPERARE LE MEMBRA DEL LORO CORPO E A COMBATTERE LA CECITA' IMPOSTA DAL SUB-CREATORE...

SOLO LORO POSSONO ESSERE TOCCATI DAL DITO DEL DIO ALIENO. SOLO LORO SONO HIRAM, HERE I AM, ECCOMI! PER TUTTI GLI ALTRI, NIENTE. NON CI SARA' NIENTE. ESSI SCOMPARIRANNO CON IL LORO CREATORE ALLORCHE' EL ELYION CANCELLERA' LA REALTA' FITTIZIA DELLA SINISTRA MALEDETTA. E QUEL MOMENTO E' MOLTO PIU VICINO DI QUANTO SI PENSI.

QUESTO NON LO DICO IO, MA IL DIO ALIENO: IPSE DIXIT...IL SIGNORE HA GIURATO E NON SI PENTE.

IN TEMPI NON SOSPETTI QUEI DUE FARABUTTI DI BAUSCIA MI DISSERO:

"MA DAVVERO CREDI NELLA FINE DEL TEMPO?"

E IO ORA RISPONDO: "E COSA VORRESTE? MANTENERE IN PIEDI QUESTO MONDO DI MERDA? SOLO PERCHE' VI SIETE VENDUTI AGLI OTTUSISSIMI ARCONTI? MA COSA VI INSEGNA IL CONTE DI MONTECRISTO, OPERA ASSOLUTAMENTE MASSONICA E MOLTO PIU CHE TALE? MONTECRISTO NON E' PRIGIONIERO ALLO CHATEAU D'IF? E UNA VOLTA LIBERO, E POI TRIONFANTE, NON FA DISTRUGGERE QUELL'INIQUO LUOGO? E VOI, FIGLI DI ARCONTI, CREDETE PROPRIO CHE I VOSTRI AMICI DELL'ASTRALE SIANO COSI' POTENTI DA IMPEDIRE CHE IL DIO ALIENO CANCELLI QUESTO SISTEMA FETIDO. LA SCELTA E' STATA VOSTRA...VOI AVETE VOLUTO SEGUIRE LORO ANZICHE IL DIO ALIENO.

AD OGNUNO SECONDO LA PROPRIA SCELTA

NON CI SARA' ALCUNA PIETA', NESSUNA FORMA DI MISERICORDIA. 2000 ANNI FA VI USO' MISERICORDIA, MA QUESTO E' IL DIES IRAE, E NON CI SARA' PIETA...E IO SONO CON LUI

NESSUNA PIETA'...PADRE...NON AVERE MISERICORDIA ALCUNA, NESSUN TENTENNAMENTO...SPAZZA VIA QUESTA FOGNA DI MONDO

E A VOI, COMPAGNI, UN CONSIGLIO. QUANDO ANDATE A LETTO, DITE OSSESSIVAMENTE "HINNENI" AL PADRE. EGLI PRIMA O POI, SE LO MERITATE; VI ASCOLTERA' E VI PARLERA'

RICORDATE. QUESTO MONDO NON E' IL VOSTRO, VOI NON SIETE DI QUI. SIETE SOLO PRIGIONIERI.. NON METTETE RADICI QUI, NON FATE COME I FIGLI DEGLI ARCONTI. NON FATE FIGLI, NON ABBIATE FAMIGLIA. FATE QUEL CHE IL MESSIA DEL DIO ALIENO VI DISSE DI FARE:

NIENTE TERRA, NIENTE PADRE, NE' MADRE, NE' FAMIGLIA, NE' FIGLI, NE' GENEALOGIA.

SRADICATEVI! VOI NON AVETE NULLA A CHE FARE CON QUESTO LUOGO, NON AVVERTITEVI APPARTENENTI A QUALSIASI COSA DI QUESTO MONDO: NE' A GRUPPI, NE' A FAMIGLIE, NE' A CITTA', NE' A REGIONI, NE' A PARTITI, NE' A ORDINI, NE' A SCUOLE.

DOVETE SRADICARVI. NON FATE IL GIOCO DEL SOTTO-DIO. E' LUI CHE VI IMMETTE QUESTO PENSIERO INSANO NELL'INTELLETTO, QUESTO SEME IMPURO, SECONDO CUI DOVETE FARE CARRIERA, FARE SOLDI, AVERE UNA FAMIGLIA, ALLEVARE FIGLI, SISTEMARLI, AVERE UNA PENSIONE. QUESTO SEME E' INFETTO, ESPELLETELO DA VOI. NON ABBIATE PIETA' PER VOI STESSI, SIATE VIOLENTI CO VOI STESSI, NON ASSECONDATE QUESTA SERPE IN SENO, NON VI ADAGIATE. ABBIATE SEMPRE PRESENTE A VOI STESSI CHE SIETE STRANIERI IN UN MONDO STRANIERO.

E STATE ATTENTI AGLI ILICI, PERCHE' GLI ARCONTI POSSONO SEMPRE PERSUADERVI DEL CONTRARIO ATTRAVERSO LORO.

"I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre" (Daniele 12:3)