14/04/2011

TESTIMONIANZE SULL'URINA DI MAOMETTO

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da: http://www.yanabi.com/forum/Topic315265-107-1.aspx (Traduzione di Mike Plato)

Vi sono molte testimonianze e racconti sul fatto che l'Urina del profeta Muhammad fosse pura e persino una cura.

Testimonianze di Imam Suyuti’s  [Al-Khasa’is al-Kubra 2:252, Matba’ah Da’irat al-Ma’arif, Hayder Abad.]:

1)  Imam Jalal al-Din Suyuti riporta da Tabarani e Bayhaqi che narrava da Hukaymah bint Umaymah  (possa Allah beneirla) da un'autentica catena di trasmissione che lei disse: IL PROFETA AVEVA UNA CIOTOLA IN LEGNO NELLA QUALE EGLI USAVA URINARE E POI PORLA SOTTO IL SUO LETTO. UNA NOTTE LA CERCO' MA NON LA TROVO', E CHIESE "DOV'E' LA CIOTOLA?". LA GENTE DELLA CASA DISSE "
BARRAH, LA RAGAZZA SCHIAVA DI UMM SALAMA NON SAPEVA, L'HA TROVATA E HA BEVUTO DA ESS. IL PROFETA REPLICO': CERTAMENTE, D'ORA IN POI LEI SARA' PROTETTA DAL FUOCO CON UN GRAN MURO"

2) Imam Jalal al-Din Suyuti riporta da Abu Ya’la, Hakim, Dar Qutni, Tabarani and Abu Nu’aym da Umm Ayman, che disse: IL PROFETA UNA NOTTE SI ALZO' E URINO NELLA SUA CIOTOLA. DURANTE QUELLA NOTTE, MI SVEGLIAI PER LA SETE E BEVVI QUELLO CHE C'ERA NELLA CIOTOLA DEL PROFETA. AL MATTINO GLI DISSI COSA AVEVO FATTO, AL CHE EGLI SORRISE E MI DISSE: "CERTAMENTE TU NON SOFFRIRAI PIU DI MAL DI STOMACO"

YEMEN: BOOM VENDITE URINA DI DROMEDARIO: E' UN TOCCASANA

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da:http://www.assadakah.it/modules.php?name=News&file=article&sid=1851

Qualcuno ormai la considera un potente cosmetico. Altri le destinano speranze per la cura dei loro mali fisici. Altri ancora arrivano a considerarla una specie di elisirdi lunga vita. I medici minimizzano e spiegano: non serve a nulla, anzi fa male. Ma la gente non li ascolta e ne fa incetta. La portentosa sostanza in questione, cui oggi il sito internet della rete al Arabiya dà rilievo, è nient'altro che urina di dromediario e sta spopolando nei "suq" dello Yemen. "L'urina di dromedario, cura miracolosa di ogni male", titola al Arabiya, che mette in evidenza l'incredibile boom di vendite della sostanza un tempo considerata semplice scarto e ora ricercata come se fosse oro. Tutto è nato dai parrucchieri, che hanno cominciato a dare la caccia al portentoso liquido su richiesta dei loro clienti. "Ammorbidisce i capelli", dicono le ragazze. "Ne ferma la caduta", sostengono i ragazzi. E, intanto, i proprietari dei preziosi quadrupedi gongolano. Gli ulema sono divisi sulla liceità da un punto di vista religioso dell'utilizzo di questo materiale, ma quanto a emettere una sentenza (fatwa) contro l'urina di cammello, per ora, non se ne parla. I medici, invece, la loro sentenza l'hanno già emessa. Ed è una scomunica. "Nello Yemen ultimamente la richiesta di urina di dromedario è raddoppiata: dopo il gran tam tam di voci popolari sui molteplici utilizzi della sostanza per la cura di mali che colpiscono ilfegato, oppure per i suoi formidabili effetti sulla caduta dei capelli, studenti universitari e soprattutto ragazze danno la caccia alla magica bottiglietta, facendo balzare il prezzo alle stelle", scrive al Arabiya. Il costo dell'urina del camelide sarebbe arrivato, secondo il sito, all'incredibile cifra di 800 riyal, cioè quattro dollari, per una confezione di 0,75 litri. Un boom che ha spinto molti proprietari di frantoi per il sesamo - dove i dromedari vengono utilizzati in gran copia - a ripensare il loro business: oggi più che dall'olio di sesamo, le entrate vengono dall'urina deglianimali che servono per produrlo. E, quindi, i gestori stanno investendo in acqua, per aumentare la dose quotidiana da dare ai dromedari, in modo da favorirne la minzione. Proprio questi frantoi sono diventati la meta principale dei pellegrinaggi dei parrucchieri di Sanaa che, vista la richiesta dei clienti, fanno incetta di bottigliette. Amal, studente universitario di Sanaa, dice di usare il prodotto dagli anni del liceo, e continua a farlo regolarmente "perché ammorbidisce e rende belli i miei capelli". Il proprietario di un frantoio dellacapitale, dal canto suo, dice che ormai è costretto a recarsi nelle province vicine per rifornirsi dai beduini del posto. "C'è molta richiesta - spiega - e quello che guadagno dalla vendita dell'urina del dromedario è di gran lunga superiore a quello che mi rende il suo latte oppure la vendita dell'olio di sesamo". I dotti della religione sono perplessi. Alcuni "entusiasti'" sostengono che l'urina del dromedario come cura sarebbe stata addirittura raccomandata dal Profeta e riportano editti attribuiti a Maometto. Altri contestano: "Qualunque cosa che non fa bene , non può essere stata raccomandata dal Sommo Profeta di Allah". I medici, dal canto loro, sono decisamente contrari."Sono tutte frottole", afferma il dottor Mansur al Omrani, docente di medicina presso l'Università di Sanaa e, soprattutto, specialista in malattie del fegato e dell'apparto digestivo.Preoccupato dal fatto che alcuni, credendo nel miracolo, lo bevano per curarsi, ammonisce: "Attenzione! l'urina del dromedario contiene un batterio che provoca la brucellosi: una malattia che porta gravi danni al sistema nervoso e urinario, oltre che al fegato e alla milza". Sui capelli, invece, il luminare non s'è pronunciato.

19/12/2010

LA PIOGGIA D'ORO E IL FIUME GIALLO

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DANAE VIENE RINCHIUSA DAL PADRE ACRISIO IN UNA TORRE BRONZEA. ZEUS, MOSSO A PIETA', LE INVIA UNA PIOGGIA D'ORO, ATTRAVERSO CUI DANAE PARTORIRA' IL SALVATORE PERSEO. DANAE E' L'ANIMA, LA MADRE; ZEUS LO SPIRITO; PERSEO, IL FIGLIO CHE LI UNISCE.

IN QUEST'OPERA, LUCA GIORDANO PONE L'ENFASI SUL PUTTO CHE CON LA MANO DESTRA INVITA AL SILENZIO, E CON LA SINISTRA INDICA PROPRIO IL "SECRETUM" ATTRAVERSO CUI FAR NASCERE IL SALVATOR MUNDI.

 

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NEL KOJIKI, UNO DEI TRATTATI PIU ANTICHI DEL GIAPPONE, SI NARRA DELLA COPPIA PRIMORDIALE IZANAGI E IZANAMI. QUANDO IZANAGI SCESE AGLI INFERI PER LIBERARE IZANAMI (L'ANIMA), DOVETTE PERCORRERE IL FIUME GIALLO....

INFINE, IL TERMINE INGLESE "SALTWATER-ACQUA SALATA" E' IL CORRISPONDENTE CABALISTICO DI "SALVATORE". CHI PUO' COMPRENDERE, COMPRENDERA'.

MERAVIGLIOSO!

11/12/2010

ANCORA E SEMPRE L'ACQUA DELLA LIBERTA'

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questo è il pozzo del drago. io sono stato qui con mio padre quando avevo la tua età
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lui mi disse che questa è l'acqua magica del kung-fu
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tu bevi e niente può sconfiggerti
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E' L'ACQUA PIU BUONA CHE ABBIA MAI BEVUTO

SERIE DI FRAME TRATTI DA "KARATE KID 2010". IL TEMA DELL'ACQUA OUROBORICA E' PALESE NELLA FONTE DEL TAO, LA FONTE DELLA VITTORIA INIZIATICA. LA SORGENTE SI TROVA AL CENTRO DEL TRIANELLO DELL'ORDINE DI MELKIZEDEK

 

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LO YIN E LO YANG DEL TAO SONO L'EQUIVALENTE DELL'OUROBURO DELLA TRADIZIONE ERMETICA OCCIDENTALE

 

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INOLTRE IL SIMBOLO DEL RICICLO E' DI FATTO UN OUROBURO

 

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non usciremo mai dal mondo dell'MCP senza il mio creativo. devo comunicare con lui
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questa è la cosa di cui avevamo tanto bisogno
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cari compagni di evasione, adesso sì che mi sento meglio
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incredibile, ci si scorda di quanto sia buona l'energia, finchè non si trova una sorgente pura
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I FRAME E LA SCENEGGIATURA APPARTENGONO AL FILM "TRON", IL PRIMO IN COMPUTER GRAFICA DELLA STORIA DEL CINEA. IN UN MONDO DI PROGRAMMI SCHIAVI DEL TIRANNICO MASTER CONTROL PROGRAM, UN GRUPPO DI DISSIDENTI CERCA DI COMUNICARE CON I LORO CREATIVI. SCOPRNO UNA FONTE D'ACQUA E RIPRENDONO ENERGIA

 

05/10/2010

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TRA LE MILIONI DI PROVE CHE VI HO MOSTRATO SULL'IMPORTANZA "DIVINA" DELL'URINA O ORO POTABILE PER QUANTO CONCERNE LA TRASMUTAZIONE UMANA, OGGI VE NE OFFRO UNA, SU SPUNTO DI UNA CARA SORELLINA, CHE DEFINIRE "GRANDIOSA" E' RIDUTTIVO E PER NULLA ADEGUATO.


Nel IV secolo Girolamo scrive nel suo prologo ai libri di Samuele e dei Re: "In certi volumi greci troviamo tuttora le quattro lettere del nome del Signore  scritte in caratteri antichi....Certi ignoranti, a motivo della somiglianza dei caratteri, quando incontravano [il Tetragramma] nei libri greci, erano soliti leggere [Pi Pi]"

Osserviamo il Tetragramma:

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A distanza di tanti secoli, ringrazio di cuore quegli "IGNORANTI" che videro ciò che non sono mai riuscito a vedere. Effettivamente la HE ebraica è analoga al famoso Pi Greco. In tal senso, il Tetragramma suona come PIPI'.

Vi chiedo: C'è ANCORA QUALCUNO CHE OSA AVERE DEI DUBBI? C'è QUALCHE IMMONDA ANIMA CHE OSA ANCORA VITUPERARE IL SACRO ORO LIQUIDO, NON CAPENDO UN ACCIDENTI DELLE DINAMICHE DIVINE DENTRO DI NOI?

PER QUANTO TEMPO ANCORA DOVREMO SOPPORTARLI?

E vi chiedo ancora:

PERCHE' IL SIGNORE DELLA LUCE IN EGITTO SI CHIAMA HORO? E' VERO, MI DIRETE, il TERMINE "HERW" EGITTO VIENE DA UN TERMINE CHE SIGNIFICA "VOLTO", IL CHE RIMANDA AL METATRON "PRINCIPE DEL VOLTO", O AL VOLTO SANTO DI CRISTO, O AL BAFOMETTO, MA NON E' CHE QUELL'HORUS E' IL FAMOSO ORO DEGLI ALCHIMISTI, OVVERO IL VENDICATORE ALCHEMICO INTERIORE?

E NESSUNO MI TOGLIE DALLA TESTA CHE IL TERMINE "FALCO" ABBIA MOLTO A CHE VEDERE CON "FALLICO".

CHI NON BEVE NON SERVE DIO...CHI BEVE ENTRA DI DIRITTO NELL'ORDINE DEL SACERDOZIO REGALE DI MELKIZEDEK...

"TOGLITI I SANDALI DAI PIEDI PERCHE LA TERRA SU CUI TU STAI E' TERRA SANTA"

04/09/2010

BENZINA SUPER QUALITA' ORO POTABILE

Sono considerato un pazzo dai miei detrattori, in particolare per la questione dell'Oro Potabile, detto volgarmente URINA. Ho sempre detto che c'è qualcosa di magico nel nostro Oro, e non sono chiacchiere. Ho sperimentato su me stesso, mi auto-divoro da 10 anni e più, e so solo io quel che accade.

Arriverà il giorno in cui un mondo intero sarà svergognato per non aver creduto nell'Oro, il giorno in cui tutti si renderanno conto che la PIETRA SCARTATA DAI COSTRUTTORI, RIFIUTATA DAGLI STOLTI, E' L'UNICA COSA CHE PUO' SALVARCI. LA PIETRA DI SCANDALO UNIVERSALE. E NON VEDO L'ORA CHE GIUNGA QUEL GIORNO.

E ora l'ultima notizia. Per me non è nulla di trascendentale, ma per molti è una totale sorpresa. Leggete della nuova scoperta. Ve la riporto da IL BLOG DI FOCUS, fedelmente

 

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Sapevi che mentre fai pipì stai producendo una fonte di energia alternativa? Dall’urina, infatti, si può ottenere idrogeno a basso costo e carburante per celle a combustibile particolari. A sostenerlo è Gerardine Botte, ingegnere chimico alla Ohio University: dalla pipì, o meglio dall'urea in essa contenuta,è possibile estrarre idrogeno combustibile a costi molto più bassi rispetto a quanto costerebbe estrarlo dall’acqua, operazione che risulta inefficiente in quanto consuma più energia di quanta ne produce. Dall’urea contenuta nella pipì di uomini e animali l’ing. Botte e il suo team di ricercatori sono infatti riusciti ad estrarre idrogeno utilizzando nel processo una corrente di soli 0,37 volt contro gli 1,23 necessari per effettuare l’elettrolisi dell’acqua. Ma che resa energetica può avere la pipì? I ricercatori hanno calcolato che l’urina prodotta da 300 impiegati può produrre l’equivalente di 2 kW di energia elettrica, giusto la corrente necessaria per tenere accesi un paio di aspirapolvere. In effetti un po’ poco. Per cercare di ottimizzare la resa dell’urina Rong Lan e John Irvine dell'Università di St. Andrews (Regno Unito) hanno pensato di utilizzare direttamente la pipì come carburante per una cella a combustibile. É stato stimato da Shanwen Tao, che ha realizzato un progetto simile alla Heriott Watt University di Edinburgo, che un uomo adulto produrrebbe ogni anno pipì sufficiente ad alimentare la cella combustibile di un'auto elettrica per 2700 km (Se l’idea di una macchina che funziona a pipì vi disgusta pensate che gli astronauti della ISS se la bevono...). É  evidente come una cella a pipì possa risultare una soluzione vincente nelle fattorie e negli allevamenti in cui gli animali producono grandi quantità di urina. Non sarà la soluzione a tutti i problemi energetici del pianeta, ma rappresenta comunque un contributo da non buttare nel… WC!

27/08/2010

LA MELATONINA PER LA NUOVA RAZZA DEGLI EUNUCHI DEL REGNO DI DIO

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Niente fico...è solo la santa mela

 

La questione "Melatonina" rimane ancora un caso aperto. E' noto a tutti che la Melatonina rientrava nel protocollo Di Bella finalizzato alla cura dei tumori. Sappiamo che Di Bella fu crocifisso dall'estabilishment medico-scientifico, e la sua cura  e il suo cocktail dichiarati un fallimento della pseudo-scienza. Forse, quello che Di Bella non era riuscito a comprendere è che la Melatonina ha soprattutto un'efficacia preventiva, più che curativa. E' un ormone fortemente anti-ossidante, quindi atto a prevenire il cancro. E ciò che Di Bella non sapeva è che la Melatonina da assumere deve essere quella prodotta dalla nostra Epifisi o ghiandola pineale. Gli alchimisti non parlarono mai di melatonina, d'altronde essa fu scoperta solo nel 1956 da Aaron Lerner, e un uomo legato alla Tradizione direbbe che non è casuale il nome Aaron, legato nella spiritualità ebraica al Sacerdozio e quindi al sacrificio alchemico. Da tempo si parla di un ruolo importante della Melatonina nell'iter alchemico. D'altronde essendo un ormone  in particolare prodotto  dalla ghiandola pineale o terzo occhio, si intuisce un ruolo non secondario di questa secrezione endocrina. Tuttavia io penso che anche e soprattutto l'Ammoniaca produca effetti notevoli a lungo termine, insieme alla Bile. E' provato che la melatonina possa penetrare nel nucleo cellulare e nel gene, e creare trasmutazioni di natura sconosciuta. A mio parere, quest'ormone sa quel che fa, è come fosse un inviato, un messaggero ricco di informazioni atte a ripristinare l'antica genetica. Sol che occorre assumerlo quotidianamente e con costanza (dacci oggi il nostro pane quotidiano? la mela al giorno che leva il medico di torno?), e ciò può esser fatto solo bevendo il proprio ORO POTABILE ogni mattina, ergo assumendo la nostra melatonina (e non certo quella proveniente da animali morti, come accade per gli acquisti in farmacia). Infatti, durante la notte e il sonno, la pineale opera ai massimi regimi, e l'uomo comune, al risveglio, butta nel cesso una ricchezza incommensurabile, in quanto l'escrezione della melatonina notturna avviene solo attraverso le urine. L'alchimista che sa, non spreca nulla e si riprende ciò che l'organismo naturalmente espelle. La pietra scarta dai costruttori può divenire pietra angolare in chi sa che lo scarto è la maggior ricchezza concessaci da Dio. E' comunque provato che la melatonina può proteggere o riparare il DNA mitocondriale.

Quello di cui posso testimoniarvi, dopo 10 anni di assunzione della mia melatonina, sono i seguenti effetti:

1) potenziamento delle difese immunitarie da virus

2) assenza totale di mal di testa

3) maggiore capacità di resistenza a sonno e fame

4) aumentata capacità di memoria

5) potenziamento vistoso della capacità intuitiva

6) sogni vividi

7) potenziamento capacità ricettiva del terzo occhio-ghiandola pineale

8) sicure traslocazioni cromosomiche, ossia spostamenti e interscambi di segmenti cromosomici per finalità trasmutatorie assolutamente ignote

9) in generale, stato di salute perfetto. la melatonina è anti-ossidante e combatte i radicali liberi che danneggiano il sistema immunitario delle cellule

10) rallentamento dell'invecchiamento

11) riduzione appetiti sessuali (libido) e appetiti animali in generale

12) senso di calma e pace interiore, sempre maggiore indifferenza rispetto alle dinamiche dell'ambiente circostante

13) perfetti udito e vista


Ciò che segue è un inedito per la rete. Si tratta dell'appendice di un libro di Mauro Todisco, medico legato a Di Bella, appendice dedicata alla notevole questione della natura, degli usi e degli effetti della melatonina. Eravamo nel 1997, ma non si son fatti grossi passi in avanti rispetto a quella data. Ovviamente Todisco non è un alchimistra tradizionale, tuttavia lo stato dell'arte degli studi sulla melatonina, qui descritti, può aprirvi la mente a certi meccanismi. Tra le molte cose, segnalo la ricerca che ha dimostrato l'indebolimento dell'istinto sessuale nei topi cui si è somministrata una dose massiccia di melatonina, e l'accresciuto appetito sessuale in quei topi in cui la pineale viene asportata. Il mondo profano direbbe che la diminuzione della potenza sessuale è un male, ma la Tradizione ci insegna che ciò è indice dell'abbattimento dell'animalità e del ripristino dell'androginia spirituale. In generale, la funzione gonadica ne viene diminuita, poichè la melatonina inibisce la secrezione dell'ormone luteinizzante (LH). Siffatto ormone stimola nel maschio l'attività endocrina delle cellule interstiziali del testicolo con produzione di testosterone, e anche la spermatogenesi, e nella femmina l'ovulazione e la conversione del follicolo ovarico in corpo luteo. Insomma, aumenta la melatonina e diminuisce la fame sessuale. Poichè la vita dell'uomo profano è trascorsa quasi per intero alla soddisfazione di questo impulso (chi non lavora non fa l'amore, è una parabola), pensate quale potenziamento della mente intervenga in chi sottragga energia al basso ventre e la diriga all'attività mentale volta in senso spirituale. Forse è proprio questo il meccanismo dell'ascesa kundalini. Seguitemi: è noto che l'istinto sessuale è più forte in primavera-estate che in autunno-inverno. E' noto che la pineale sia foto-sensibile. Ciò è causato o potrebbe essere determinato dalla maggiore quantità di luce solare della bella stagione, che conduce a ridurre la produzione di melatonina e quindi ad accrescere l'LH. L'inverso nella stagione fredda: la pineale risponde alla minore luce con un aumento della produzione di melatonina che inibisce l'ormone LH. Questo nell'uomo normale. Ma cosa succede a quell'alchimista che inizia ad ingerire dosi maggiori di melatonina attraverso le proprie urine, e quindi aumenta la circolazione nel sangue di questo ormone? Mi sembra che la risposta sia ovvia: la funzione gonadica subisce un'attenuazione progressiva. E' questa la spiegazione di ciò che diceva Cristo sugli Eunuchi? Vi ricordo cosa disse:

"vi sono eunuchi che nascono tali, eunuchi che vengono resi tali, e gli eunuchi per il regno dei cieli"....

Ergo, l'alchimista giunge progressivamente ad una riduzione della funzione sessuale, ma in cambio ottiene un pitenziamento delle capacità intellettive, e molto prima dell'età anziana. Infatti, la riduzione della melatonina con l'età spiega magnificamente la riduzione degli appetiti sessuali.

Faccio presente che gli iniziati egizi avevano in grande considerazione alcuni insetti mutaforma, poichè essi sono il simbolo vivente del processo alchemico. Insetti come l'ape o la farfalla rappresentano ancor oggi simboli di sacra trasmutazione. E in tutti i processi di trasmutazione, gli ormoni sono il perno dell'iter. In alcuni di essi, è l'ormone ecdisone (detto ormone della muta) a provocare un aumento della produzione degli altri ormoni, andando a percuotere certe ghiandole endocrine. Lo stesso avviene nell'uomo, ove l'attività ouroborica si manifesta nella capacità che la melatonina ha di andare a stimolare ulteriormente la pineale a produrre dosi maggiori di ormone, e forse di stimolare altre ghiandole normalmente inattive, per una trasmutazione complessiva che l'uomo moderno ignora. Ricordo a chi mi leggerà che vi è una corrispondenza strettissima fra le 9 sephiroth dell'albero della vita e le 9 ghiandole endocrine, alcune delle quali sono normalmente inattive. E se si attivassero? Cosa accadrebbe? Cosa potrebbe riattivarle? Dosi maggiori di Melatonina? Voi sapete che nell'antichità, l'iniziato era descritto come soggetto a Metamorfosi. Paradigmatiche sono le metamorfosi di Ovidio e quelle di Apuleio.Non si dimentichi che queste metamorfosi sono soprattutto animiche di coscienza.

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I faraoni bel basso egitto erano noti come BIT-APE. E la loro funzione era analoga a quella dell'Ape Regina, ape che diventa tale in forma di una mutazione.

 

 

Ora, si  osservi la formula della Melatonina:


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Il termine CAINO emerge cabalisticamente. Inoltre la somma dei numeri è 33. Vi sembra un caso? Io lo leggo come un messaggio fin troppo chiaro







Il consiglio che vi do è quello di assumere la vostra melatonina, perchè quella in farmacia non ha alcuna efficacia alchemica

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Correlazione diretta stretta tra invecchiamento e riduzione della secrezione della melatonina


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Picchi notturni della secrezione della Melatonina

 

Segue uno studio più recente e approfondito dell'ormone della notte

 


 

1. BIOCHIMICA DELLA MELATONINA


 

La ghiandola pineale (o epifisi) situata tra i due emisferi cerebrali, è di colore bianco, con una forma simile ad una piccola pigna (da cui deriva il nome "pineale"; pinea è il termine latino corrispondente a pigna), del peso di 100-200 mg (Fig. 1).

Fig. 1 Schema del cervello nel quale è evidenziata la posizione della ghiandola pineale (o epifisi) che produce la melatonina.

Al microscopio, l’epifisi si rivela circondata da una capsula connettivale, che invia all’interno della ghiandola setti che la suddividono in lobuli. Le cellule che la compongono sono di due tipi: cellule gliali, cioè quelle che sembrano costituire l’apparato di sostegno di tutto il Sistema Nervoso Centrale (SNC); cellule epifisarie o pinealociti, dotate delle funzioni endocrine tipiche che caratterizzano l’epifisi (vedi oltre).

Per molti anni l’epifisi è stata considerata un organo involutivo, priva di una specifica funzione, se non quella attribuitagli da Cartesio (XVII secolo) quale "trait d’union" tra spirito e materia con una azione di "feed-back" reattivo tra anima e corpo.

Alla fine degli anni ‘50 Lerner e coll.1 isolarono dalla ghiandola pineale (epifisi) una sostanza che per la sua proprietà di interagire con i melanofori della cute di anfibi e pesci fu chiamata melatonina (Melas = Nero; Tonos = Tensione). Tale molecola è chimicamente N-acetil-5-metossitriptamina (Fig. 2).

Fig. 2 Formula della melatonina.

La maggior parte dei primi dati collegava la melatonina alla regolazione di altre ghiandole endocrine ed in particolare alla fisiologia della riproduzione; questa azione della melatonina è probabilmente mediata dai recettori nella pars tuberalis (PT) della ipofisi anteriore.

Tali evidenze fecero ritenere la ghiandola pineale un classico organo endocrino che con la sua secrezione ormonale regolava le funzioni endocrine di altri organi. In seguito, quando si dimostrò che la melatonina aveva effetti sul ritmo circadiano, il ruolo di "trait d’union" invocato da Cartesio fu esteso al rapporto fra organismo ed ambiente, e la melatonina fu considerata il trasduttore del fotoperiodo.

Studi ancor più recenti2, hanno confermato l’evidenza fisiologica delle capacità endocrine della melatonina. Negli animali, iniezioni di melatonina ad intervalli costanti sincronizzavano i ritmi circadiani per azione sui recettori a livello dei nuclei soprachiasmatici dell’ipotalamo.

I recettori che mediano gli effetti neuroendocrini e circadiani della melatonina sono situati, rispettivamente, sulle membrane limitanti esterne delle cellule della ipofisi anteriore e delle cellule del SNC3. Che tutte le azioni osservate per la melatonina potessero basarsi su recettori di membrana appariva strano, perché è ben noto che la melatonina è liposolubile ed entra facilmente nelle cellule.

Su queste basi molti autori sospettarono che le numerose e potenti azioni della melatonina coinvolgessero qualcos’altro oltre ai recettori situati sulla membrana cellulare e non furono affatto sorpresi quando furono individuate azioni intracellulari dirette.

E’ ora noto che la melatonina entra nelle cellule dove esercita una grande varietà di effetti che non dipendono dalla sua capacità di legarsi ai recettori specifici sulla superficie di membrana. La melatonina si lega all’interno della cellula con la calmodulina, ed è capace di eliminare direttamente radicali ossigeno. A seguito di queste due azioni la melatonina potrebbe teoricamente influenzare ogni evento all’interno delle cellule. Per di più essa ha mostrato di avere siti di legame o recettori intranucleari, che probabilmente mediano le azioni genomiche dell’indolo. Un fattore che riduce notevolmente la produzione circadiana di melatonina è l’età.

Questa osservazione, unitamente alla scoperta che l’aggiunta di melatonina nell’acqua da bere dei topi ne prolunga in modo significativo la vita, ha fatto sorgere numerose teorie che indicano la melatonina come ormone antinvecchiamento.


 

2. ORGANI ED ORGANISMI CHE PRODUCONO MELATONINA E COMPOSTI AD ESSA STRUTTURALMENTE CORRELATI.


Nei mammiferi la melatonina è un prodotto del metabolismo del triptofano soprattutto nella ghiandola pineale, ma è prodotta anche nella retina, nel tratto gastrointestinale ed in altri tessuti.

Nella pineale la produzione della melatonina è regolata dai neuroni simpatici postgangliari che innervano la ghiandola ed avviene con un ritmo circadiano, primariamente durante la notte e nei mesi invernali.

Nei mammiferi la pineale è un organo terminale del sistema visivo, che risponde agli imput luminosi raccolti dalle cellule sensoriali della retina. Queste trasformano lo stimolo luminoso in impulso nervoso che, attraverso il nervo ottico ed il ganglio cervicale superiore, raggiunge le cellule epifisarie tramite il contatto diretto che queste stabiliscono con le fibre nervose. All’impulso nervoso i pinealociti rispondono con una diminuzione della secrezione di melatonina. Nel corso dell’evoluzione, lo sviluppo organizzativo del Sistema Nervoso Centrale nei vertebrati superiori ha fatto in modo che diminuisse la dipendenza dell’organismo da fattori ambientali esterni, determinando una evoluzione/regressione della ghiandola endocrina con un particolare meccanismo di regolazione. L’organo che l’evoluzione ci ha consegnato è di tipo foto-neuro-endocrino. La secrezione ormonale della ghiandola è cioè regolata da stimoli visivi provenienti dalla retina e mediati dal sistema nervoso simpatico per mezzo di scariche di nor-adrenalina (Fig. 3).

Fig. 3 Relazione fra il sistema visivo (retina), la ghiandola pineale e la sintesi di melatonina. Le connessioni neurali fra la retina e la pineale, qui rappresentata da un singolo pinealocita, permettono alla luce ambientale di inibire la sintesi di melatonina a livello della pineale. La melatonina è formata dal triptofano via l’intermedio serotonina. Sono richiesti due enzimi, N-acetiltransferasi (NAT) e idrossindolo-O-metiltransferasi (HIOMT). Una volta formata, la melatonina diffonde rapidamente fuori dal pinealocita nei capillari della ghiandola pineale.

Per quanto riguarda le modalità di sintesi, il triptofano, che entra nei pinealociti dal circolo ematico, è inizialmente idrossilato a 5-idrossitriptofano (5-HTP) dall’enzima triptofano-idrossilasi. Il 5HTP è poi decarbossilato dall’enzima L-aminoacido aromatico decarbossilasi e si forma la serotonina. Il contenuto di serotonina nella ghiandola pineale dei mammiferi è estremamente elevato e la concentrazione di questa monoamina è superiore di 50-100 volte quella presente in altri organi.

Nella pineale la serotonina è N-acetilata dall’enzima N-acetiltransferasi a N-acetilserotonina; quindi la produzione di melatonina dalla N-acetilserotonina è catalizzata dall’enzima idrossindolo-O-metiltransferasi (Fig. 4).

Fig. 4 Conversione del triptofano in melatonina nella ghiandola pineale dei mammiferi.

La quantità di melatonina prodotta nella pineale è controllata dall’enzima N-acetiltransferasi (NAT), la cui attività, a seconda delle specie, aumenta nella ghiandola pineale da 2 a 100 volte durante la notte. L’enzima è attivato da un secondo messaggero intracellulare, l’adenosin-3’, 5’-monofosfato ciclico (AMPc).

L’aumento della concentrazione di AMPc è conseguente all’attivazione dei recettori ß-adrenergici sulla membrana dei pinealociti. I ß-recettori sono attivati dalla norepinefrina, il neurotrasmettitore catecolaminico rilasciato dai neuroni simpatici postgangliari che innervano la ghiandola pineale.

Una volta prodotta, la melatonina è velocemente rilasciata dalle cellule pineali nei numerosi capillari presenti nella ghiandola. In conseguenza della sua alta liposolubilità e idrosolubilità, la melatonina non sembra avere uno specifico meccanismo di rilascio; essa diffonde dai pinealociti, attraverso le cellule endoteliali, nel lume dei capillari della ghiandola pineale.

L’alta produzione e secrezione di melatonina durante la notte si riflette sui suoi livelli ematici che esibiscono un ritmo circadiano in parallelo alla sintesi dell’indolo nella ghiandola pineale.

La melatonina, rilasciata velocemente dalla pineale, può facilmente diffondere dal sangue agli organi.

Nessuna delle barriere morfofisiologiche, per esempio la barriera ematoencefalica, limita il passaggio dell’indolo. Inoltre in tutti i fluidi in cui è stato possibile rintracciare della melatonina, è stata identificata una più alta concentrazione notturna dell’ormone stesso. Tra questi fluidi sono stati studiati il liquido cerebrospinale, la saliva, il liquido della camera anteriore dell’occhio ed il seminale.

Nei mammiferi, la produzione di melatonina non si ha solo nella ghiandola pineale ma anche nella retina, nelle cui cellule la melatonina sembra riduca la sintesi di dopamina e ne influenzi il rilascio. Tuttavia le quantità di melatonina prodotte a livello oculare non appaiono significative rispetto ai livelli di indolo circolante. Anche nella retina i livelli notturni di melatonina sono maggiori rispetto a quelli diurni e sembra che sia proprio la pineale a regolare questa differenza.

Anche il tratto gastrointestinale è capace di convertire la serotonina in melatonina. Infatti un rialzo del livello di melatonina nel sangue si è rilevato in ratti pinealectomizzati in seguito a trattamento con una dieta ricca di triptofano. Tuttavia non c’è nessuna prova che la produzione di melatonina nel tratto gastrointestinale possa contribuire ai livelli ematici dell’indolo.

Le precise funzioni della melatonina sintetizzata nel tratto gastrointestinale rimangono sconosciute, ma considerando l’abbondanza di radicali ossigenati prodotti nell’intestino, un potente spazzino di radicali liberi come la melatonina è di sicuro beneficio.

Le ghiandole di Harderian che si trovano nella cavità orbitale di molti vertebrati sembra abbiano la capacità di sintetizzare melatonina. In almeno alcune specie queste ghiandole esocrine possiedono gli enzimi che servono per la sintesi della melatonina, ma il loro contributo ai livelli ematici dell’indolo sembra minimo.

Altre cellule nell’organismo umano possono produrre melatonina in particolari condizioni. La presunta sintesi di melatonina nei monociti e nelle piastrine ha suscitato interesse; sembra che nelle cellule mononucleari la melatonina svolga una funzione immunitaria (vedi oltre); a questo livello, comunque, potrebbe bloccare la produzione di radicali ossigenati che si ha in alcune condizioni4.

Sebbene la pelle dei vertebrati non mammiferi, quali anfibi e pesci, sia stata riconosciuta quale target dell’azione della melatonina, per la sua azione di schiarimento della cute5, e recettori per la melatonina siano stati trovati anche nella pelle di mammiferi6, la produzione dell’indolo non è stata dimostrata nella pelle fino a tempi recentissimi7. Lo studio dimostra che la pelle di roditori può produrre N-acetilserotonina, melatonina, ed il suo metabolita 5-metossitriptamina. Così la pelle sembra essere sia un target per la bioregolazione da melatonina, che un sito di sintesi e degradazione dell’ormone.

La melatonina non è esclusivamente un prodotto dei vertebrati ma è stata trovata anche in alcuni invertebrati. È presente nella drosophila melanogaster, nella locusta, in diverse planarie. È stata anche trovata in vari estratti di piante come pomodoro, banana, cetriolo e patata8.

La presenza della melatonina negli esseri viventi, dagli organismi unicellulari fino ai mammiferi, fa pensare ad un suo ruolo filogeneticamente determinato; il suo ruolo di spazzino di radicali liberi potrebbe essere una delle sue funzioni, ed è possibile che l’evoluzione della melatonina sia parallela con l’uso dell’ossigeno da parte degli organismi primitivi. Da un punto di vista strutturale, la melatonina sembra avere i necessari requisiti. Durante l’evoluzione la melatonina ha mantenuto la sua particolare struttura di molecola ad alta risonanza grazie alla quale ha la possibilità di svolgere bene il suo ruolo di spazzino di radicali.

Oltre alla melatonina, altri derivati indolici del triptofano potrebbero avere azioni antiradicaliche.

Di particolare interesse potrebbe essere la 5-metossitriptamina anche se meno efficiente della melatonina. Di qualche efficacia sembra essere anche la 6-idrossimelatonina il metabolita epatico della melatonina.


 

3. PRODUZIONE DI MELATONINA DURANTE LA CRESCITA.


In tutti i giovani animali adulti, compreso l’uomo, le differenze nella produzione di melatonina tra giorno e notte sono evidenti: il periodo notturno è associato ad alti valori di melatonina nella ghiandola pineale e nel circolo ematico. Una volta prodotta nella ghiandola pineale, la melatonina è rapidamente rilasciata nel sangue attraverso il quale diffonde in tutte le cellule e negli altri fluidi corporei che, in parallelo alla ghiandola pineale, mostrano ritmi circadiani nella concentrazione dell’ormone. Con l’avanzare dell’età, l’ampiezza dei ritmi della melatonina diminuisce e negli animali anziani i ritmi giorno/notte della melatonina diventano più difficilmente discernibili. Sebbene studiata dettagliatamente in poche specie, l’attenuazione del ritmo della melatonina con l’avanzare dell’età è un dato ormai certo ed è noto che sia comune a tutti i mammiferi. La riduzione della melatonina è probabilmente una conseguenza della diminuzione dei recettori ß-adrenergici nella membrana dei pinealociti e, probabilmente della distruzione dei neuroni nel SNC operata dal glutammato, il neurotrasmettitore eccitatorio che comunica informazioni dalla retina ai neuroni del SNC. Nell’uomo i livelli ematici di melatonina sono molto più bassi negli individui ottuagenari rispetto agli individui di trenta anni (Fig. 5).

Fig. 5. Livelli ematici di melatonina durante il giorno e la notte in umani suddivisi per età. Con l’avanzare dell’età, l’ampiezza del ritmo della melatonina e la durata del picco notturno diminuisce. La variazione del ritmo della melatonina per varie ragioni, può essere un fattore importante dell’invecchiamento. Tutti gli animali studiati finora mostrano una riduzione simile nella sintesi e secrezione della melatonina. I simboli rappresentano differenti soggetti.

Il rallentamento del processo biosintetico della melatonina si riflette sulla diminuita escrezione nelle urine del suo principale metabolita la 6-idrossimelatonina solfato. Da alcuni studi sembra che in individui deceduti a causa del morbo di Alzheimer, possa essersi determinata una caduta della sintesi di melatonina molto più elevata che in anziani normali.


 

4. DISTRIBUZIONE SUBCELLULARE DELLA MELATONINA.


Come abbiamo già detto la melatonina è altamente lipofila e quindi attraversa bene le membrane.

Tuttavia la melatonina ha anche una solubilità in acqua di 3x10-5 M ed inoltre l’indolo sembra non richiedere un trasportatore per passare attraverso le membrane cellulari. Per tali caratteristiche, ci sono pochi dubbi circa il fatto che la melatonina entri in ogni cellula che incontra.

Studi di immunocitochimica inizialmente suggerivano che la melatonina era di localizzazione citoplasmatica9-10, ma con tecniche di laboratorio più sofisticate si è visto che la melatonina si concentra nel nucleo delle cellule dove è associata a proteine11-13. Potrebbe essere possibile che le proteine nucleari possiedano dei siti di legame specifici per la melatonina.

I dati fin qui riportati evidenziano che i livelli cerebrali di melatonina sono strettamente dipendenti dai livelli di indolo circolante e che l’assunzione di melatonina, potente spazzino di radicali liberi, potrebbe essere importante considerate le scarse capacità di difesa antiossidante del sistema nervoso centrale.


 

5. MELATONINA COME ANTIOSSIDANTE.


I dati che mostrano la melatonina come un potente antiossidante sono stati accumulati negli ultimi quattro anni.

Il maggior problema irrisolto in relazione alla melatonina è stato per lungo tempo l’apparente ubiquità delle sue azioni e l’apparente distribuzione limitata dei suoi recettori. Erano anche state dimostrate azioni della melatonina in tessuti e cellule che mancavano di recettori di membrana, che molti ritenevano essere indispensabili per la sua azione. Sembrava inoltre incongruo che una molecola che aveva una così elevata solubilità nei lipidi, tale da passare attraverso le membrane, potesse contare esclusivamente su recettori di membrana per i suoi effetti. Recentemente è stato scoperto che la melatonina è molto solubile nei lipidi, ma mostra anche un alto grado di idrofilia. Ciò assicura che la melatonina non solo è in grado di attraversare la membrana delle cellule per entrare nel citosol, ma che potrebbe anche avere facile accesso ad ogni compartimento subcellulare; infine la melatonina potrebbe compiere questi movimenti senza l’ausilio di un carrier. E’ stato anche dimostrato che la melatonina ha almeno due interazioni intracellulari che non necessitano di recettori di membrana. Benitz - King e Anton - Tay14 hanno mostrato che la melatonina si lega alla calmodulina nel citosol. Il complesso calmodulina-melatonina potrebbe mediare una varietà di eventi metabolici, che a loro volta indirizzerebbero l’azione della melatonina in ogni cellula. Inoltre si è dimostrato che la melatonina elimina radicali idrossilici e ciò potrebbe controllare eventi intracellulari che si svolgono sotto la sua influenza.


 

5a. Melatonina e composti ad essa strutturalmente correlati come antiossidanti: esperimenti in vivo.


La melatonina influenza molti eventi fisiologici nell’organismo. L’ubiquitarietà dell’azione di questo ormone sembra tuttavia contrastare con la limitata distribuzione dei recettori di membrana per la melatonina.

La scoperta di siti di legame nel nucleo rese evidente che almeno alcune delle azioni della melatonina non richiedono un’interazione classica ormone-recettore ed indirizzo gli studiosi verso altre azioni di questa molecola.

Uno dei primi studi che individuava l’interazione della melatonina con i radicali liberi in vivo è stato riportato da Chen e colleghi15, che misurarono l’attività [Ca2+-Mg2+]ATPasica nelle cellule miocardiche di ratto per un periodo di 24 ore; si osservò che l’attività della pompa del calcio era più alta di notte, un ritmo che non esisteva nei ratti previamente pinealectomizzati. Questi studi evidenziarono che la melatonina guida il ciclo di attività della pompa del calcio nel cuore. Dal momento che l’attività [Ca2+-Mg2+]ATPasica è sensibile allo stato redox delle cellule, gli autori dedussero che la melatonina può agire come un antiossidante diretto o indiretto.

Un gran numero di esperimenti confermò in seguito che la melatonina limita i danni da radicali liberi nell’organismo. Tan e collaboratori16 confermarono questo dato trattando ratti con il carcinogeno safrolo, con o senza la contemporanea somministrazione di melatonina. Carcinogeni chimici come il safrolo producono intermedi elettrofilici che danneggiano il DNA producendo addotti. 24 ore dopo la somministrazione di safrolo si aveva una grande quantità di addotti di DNA nel fegato di ratti trattati col solo safrolo. Piccole dosi di melatonina riducevano gli addotti di DNA del 40%, e dosi più elevate, che pur rimangono 750 volte più basse rispetto al dosaggio del safrolo, riducono il DNA danneggiato del 95%. Nessun altro composto conosciuto ha questa capacità. Dal momento che la formazione di addotti rappresenta una tappa chiave nell’iniziazione dei processi cancerosi, sembra chiaro che la melatonina possa giocare un ruolo chiave contro l’iniziazione del cancro. Tuttavia sebbene in questi studi avesse un ruolo significativo nei processi di difesa antiossidante, le dosi di melatonina usate erano comunque dosi farmacologiche.

Per esaminare l’efficacia di concentrazioni fisiologiche di melatonina, Tan e colleghi17 condussero una seconda serie di studi nei quali essi utilizzarono solo la melatonina prodotta nell’organismo. Essi quindi inocularono safrolo nei ratti nel periodo di luce, quando le concentrazioni di melatonina sono basse, oppure i ratti furono trattati con safrolo di notte, quando i livelli endogeni di melatonina sono elevati. Otto ore dopo la somministrazione furono stimati gli addotti di DNA nel tessuto epatico. Questi erano notevolmente più bassi negli animali trattati durante la notte rispetto a quelli trattati di giorno.

In questo studio il dosaggio del safrolo era elevato, eppure la protezione al DNA da parte della melatonina era notevole. La conclusione è che in condizioni normali di esposizione ad agenti cancerogeni la melatonina può avere un ruolo importante nel proteggere il DNA dallo stress ossidativo.

Questi studi danno solo una evidenza indiretta della capacità antiossidante dell’indolo, infatti la melatonina potrebbe anche avere impedito il metabolismo del safrolo ad intermedi altamente reattivi a livello del citocromo P-450 nel fegato.

Il DNA danneggiato può essere iniziatore di processi cancerosi. Così il lavoro di Tan è anche in accordo con precedenti studi18, nei quali la melatonina, somministrata durante la fase d’iniziazione della carcinogenesi chimica, riduce il numero dei ratti che sviluppano tumore alla ghiandola mammaria.

Oltre alla protezione al DNA, la melatonina in vivo può anche limitare la perossidazione nelle membrane cellulari. Ciò è stato rivelato somministrando allossana per indurre perossidazione lipidica, un effetto contrastato dalla melatonina. L’allossana è particolarmente tossica per le cellule beta del pancreas nelle quali provoca la distruzione delle membrane cellulari attraverso danni ossidativi indotti dalla produzione di O2· — , H2O2 e · OH. Entro 48 ore dalla somministrazione di allossana, la distruzione delle cellule pancreatiche e la conseguente soppressione della sintesi e secrezione di insulina, porta i livelli ematici di glucosio a valori tre volte più alti nei topi trattati che nei controlli che ricevevano soluzione fisiologica. Lo studio dimostra che la melatonina, in un range di dosi da 100 a 450 mg/Kg, riduce i livelli di glucosio ematico in maniera dose-dipendente. La conclusione di questi studi è che la melatonina protegge le membrane cellulari dall’azione ossidante dell’allossana.

È stato anche riportato19 che dopo 30 minuti dalla somministrazione di melatonina l’attività della glutatione perossidasi cerebrale (un enzima che metabolizza idroperossidi come H2O2, precursore di · OH) era più che raddoppiata. Questo può essere importante se si pensa che questo enzima è il principale fattore antiossidante del cervello. Così la melatonina può essere di rilievo nel ritardare l’invecchiamento neurologico.

Altre azioni d’induzione enzimatica da parte della melatonina sono state descritte recentemente20. La melatonina è in grado di prevenire il danno ossidativo da porfirine nella ghiandola di Harderian, somministrandola ad hamster, si dimostra che la melatonina esercita il suo effetto citoprotettivo inibendo l’espressione genica della d -aminolevulinato sintetasi (e quindi la sintesi di porfirina) ed aumentando i livelli di m-RNA per gli enzimi antiossidanti manganese- e rame-zinco- superossido dismutasi.

Infine, grazie alle sue proprietà antiossidanti la melatonina previene la formazione di cataratta indotta in ratti di 2 settimane21.

La tabella 1 riassume i dati che riguardano l’attività antiossidante della melatonina in vivo.

Tabella 1.
Tabella 1. EVIDENZE DIRETTE ED INDIRETTE CHE LA MELATONINA È UN ANTIOSSIDANTE ED UNO                   SCAVENGER DI RADICALI LIBERI IN VIVO.
  • Determina un ritmo circadiano nella attività della pompa del calcio nel cuore di ratto
  • Previene la formazione di addotti di DNA indotti dal carcinogeno safrolo in ratti
  • Stimola la glucosio-6-fosfato-deidrogenasi epatica in topi
  • Inverte la soppressione della pompa del calcio indotta da allossana nel cuore di ratto
  • Incrementa la sopravvivenza dei topi sottoposti a radiazioni ionizzanti
  • Previene la cataratta in ratti neonati trattati con l'inibitore della sintesi del glutatione, butionina sulfossimina
  • Stimola l'attività cerebrale della glutatione perossidasi nei ratti
  • Riduce la perossidazione lipidica indotta da paraquat nei polmoni di ratto
  • Induce la sintesi di superossido dismutasi ed inibisce l'espressione genica di ALA-sintetasi nelle ghiandole di Harderian degli hamster


5b. Melatonina e composti ad essa strutturalmente correlati, come antiossidanti: esperimenti in vitro.


Nel 1991 Ianas e colleghi22 hanno dimostrato che la melatonina ha una azione antiossidante dose-dipendente. La sua azione antiossidante è stata valutata usando un sistema a generazione di chemio-luminescenza costituito da luminolo, H2O2 e Tris-HCl, esposto alla luce. Usando questo metodo indiretto per mettere in evidenza radicali liberi, Ianas ha riportato che il triptofano, un accettore di radicali liberi, ha una azione antiossidante simile a quella della melatonina.

In altri studi membrane di sarcolemma cardiaco di ratto furono incubate con varie concentrazioni di melatonina15. L’attività [Ca2+-Mg2+] ATPasica mostrava un incremento concentrazione-dipendente.

Poiché l’attività di questo enzima viene soppressa in ambiente ricco di radicali liberi, si concluse che la melatonina probabilmente agisce da spazzino dei radicali liberi nella preparazione di sarcolemma. Di conseguenza l’attività [Ca2+-Mg2+]ATPasica aumenta passivamente.

Usando la fotolisi di H2O2 e l’intrappolamento di · OH con 5,5-dimetilpirrolina N-ossido (DMPO), Tan e colleghi23 compararono l’attività del mannitolo, del GSH e della melatonina nel ridurre la formazione di addotto DMPO-· OH. La melatonina risultava essere più efficiente degli altri due antiossidanti.

Un altro passo avanti in questi studi fu fatto quando fu comparata la capacità della melatonina ad eliminare radicali · OH con quella degli analoghi N-acetilserotonina (NAS) e 5-metossitriptamina (5-HT).

La melatonina apparve essere la più efficiente di questi tre indoli pineali. Mentre la 5HT aveva una qualche capacità, se pur piccola, la NAS era del tutto inefficiente. Sulla base di questi studi preliminari sulle relazioni struttura attività, Tan e colleghi suggerirono che il gruppo metile in posizione C5 del nucleo indolico è di fondamentale importanza nella melatonina per il suo ruolo di spazzino di radicali, ed il gruppo acetile svolge una azione sinergica.

La conclusione di queste scoperte fu che la melatonina, molecola ad alta risonanza, è il più potente spazzino di radicali · OH non enzimatico scoperto fino ad ora.

La capacità antiossidante della melatonina, della vitamina C e del glutatione (GSH), nella reazione con radicali perossilici idrofili è stata comparata a quella dell’analogo idrofilo della vitamina E (trolox), in un saggio che usava b -phycoerythrin (b -PE) come indicatore fluorescente e 2-2’-azo-bis(2amidinopropano) diidrocloruro (AAPH) come generatore di radicali perossilici24. b -PE perde la sua fluorescenza quando è ossidata dai radicali perossilici derivati da AAPH.

La capacità antiradicalica della melatonina, indicata dalla diminuita perdita di fluorescenza di b -PE, era circa due volte maggiore del trolox e della vitamina C e circa tre volte quella del GSH. La capacità di spegnimento di radicali perossilici relativamente al Trolox, vitamina C, GSH e melatonina alla concentrazione finale di 1m M è stata calcolata in 1 : 1.12 : 0.68 : 2.04.

Recentemente sono state anche studiate le interazioni di melatonina, e di indoli strutturalmente correlati, con altri antiossidanti quali ascorbato, glutatione e trolox, in sistemi chimici puri25. In tali sistemi veniva inibita la formazione del catione radicalico dell’ABTS (2,2’-azino-bis-3-etilbenzen-tiazolin-6-acido solfonico). I composti antiossidanti indolici e fenolici o tiolici agivano sinergicamente inibendo la formazione del radicale ABTS+. In condizioni biologiche composti indolici che donano elettroni come la melatonina e antiossidanti chain-breaking come l’ascorbato potrebbero agire in concerto per fornire una potente protezione antiossidante.

La melatonina può anche indirettamente agire da antiossidante promuovendo la sintesi del glutatione. Secondo uno studio di Blask e Wilson26, la capacità della melatonina di inibire la crescita delle cellule cancerose MCF-7 in vitro, è il risultato della sua azione stimolante sull’enzima che regola la produzione di GSH (g -glutamilcisteina sintetasi). Quindi la melatonina non è solo uno spazzino di · OH, ma promuove la produzione di una seconda molecola che è anch’essa nota per provvedere alla protezione intracellulare dai radicali liberi.

La tabella 2 riassume le evidenze sperimentali riguardanti la melatonina come antiossidante e scavenger di radicali liberi in vitro.

Tabella 2.
Tabella 2. EVIDENZE DIRETTE ED INDIRETTE CHE LA MELATONINA È UN ANTIOSSIDANTE ED UNO                   SCAVENGER DI RADICALI LIBERI IN VITRO.
  • Riduce la chemiluminescenza in un sistema di luminolo H2O2 e Tris-HCl esposto alla luce
  • Aumenta i livelli di glutatione in cellule epatiche
  • Promuove l'attività della pompa del calcio in sarcolemma cardiaco
  • Elimina radicale idrossilico indotto dalla fotolisi di H2O2
  • Riduce la perossidazione lipidica indotta da TBA in membrane nervose
  • Aumenta i livelli di glutatione in cellule di cancro umano MCF-7

5c. Ossidazione non enzimatica della melatonina.


La scoperta che la melatonina sia un potente spazzino di · OH ha creato nuovo interesse per la sua degradazione non enzimatica. Ciò è dovuto in parte all’attività biologica dei prodotti formati, soprattutto kinuramine sostituite [N1-acetil-N2-formil-5-metossi kinuramina (AMFK)] e

[N1-acetil-5-metossi kinuramina (AMK)]27. Inoltre l’ossidazione della melatonina può avere rilevanza biologica poiché può essere catalizzata enzimaticamente (da indolamina 2,3-diossigenasi) e non enzimaticamente da sostanze biologiche come emina e protoporfirina. Queste sostanze sono state trovate in alte concentrazione nelle ghiandole di Harderian di alcuni mammiferi, ed in tali casi le ghiandole contenevano alti livelli di melatonina.

È stato suggerito che la degradazione non enzimatica della melatonina da parte di radicali · OH si svolge in un processo a due tappe28 che si concludono con la produzione di AMFK, un catabolita che si ritrova nelle urine. Quando la melatonina reagisce con · OH questo strappa un elettrone alla melatonina dando luogo al catione radicalico indolile (Fig. 6) che poi reagisce con O2· — formando AMFK che è escreta nelle urine.

Fig. 6 La melatonina reagisce con  · OH, il quale strappa un elettrone, dando luogo al catione radicalico indolile.

Non è noto se il radicale cationico indolile sia riciclato a melatonina.

Considerando la straordinaria potenza come scavenger di · OH la melatonina potrebbe essere considerata un potenziale importante agente terapeutico.


 

7. TEORIE CHE COLLEGANO LA GHIANDOLA PINEALE E LA MELATONINA ALL’INVECCHIAMENTO


Un collegamento tra la melatonina e la longevità è stato proposto da vari studiosi. Ci sono poche situazioni sperimentali utili a prolungare la vita negli animali e, tra queste, la riduzione del consumo di cibo. Nei ratti tale situazione aumenta del 30% la durata della vita36. Si è visto che la restrizione nella dieta preserva anche il ritmo della melatonina che normalmente si attenua molto con l’età37. Queste osservazioni hanno altre conferme sperimentali nel fatto che l’aggiunta di melatonina nell’acqua allunga la vita dei topi. Per esempio Maestroni e colleghi38 affermano che l’età massima dei topi aumenta da 752(+/- 80) a 931(+/- 80) giorni quando viene loro somministrata melatonina nell’acqua durante le ore notturne.

Armstrong e Redman39 hanno proposto che la melatonina abbia effetti benefici per ciò che riguarda l’invecchiamento, a causa della sua associazione con il sistema circadiano. Secondo questi studiosi la stabilità del sistema circadiano è correlata con l’ampiezza del ciclo della melatonina così che la diminuzione della sintesi di melatonina nell’età avanzata è causa di disturbi del ritmo circadiano e di disfunzioni. La desincronizzazione interna produce una varietà di cronopatologie e conduce ad un generale deterioramento della salute e ad una morte precoce.

L’idea che l’organismo possedesse un orologio della crescita dura da anni, ed il trascorrere del tempo è stato considerato un componente necessario della programmazione genetica dell’invecchiamento. Il concetto di invecchiamento geneticamente programmato a livello cellulare fu il risultato di ciò che doveva essere poi conosciuto come fenomeno di Hayflick40. In seguito, Kloeden e colleghi41-42 sostennero l’esistenza di un orologio centrale che coordina il cambiamento genetico nelle cellule che invecchiano. Inoltre essi localizzarono questo orologio nella ghiandola pineale ed ipotizzarono che il segnale circadiano della melatonina servisse a notificare a tutte le cellule dell’organismo il trascorrere del tempo. Il diminuire dell’ampiezza e/o della durata del picco notturno della melatonina, può essere parte del segnale che informa le cellule dell’organismo circa la loro età. Anche gli studi di Maestroni36 e Pierpaoli43 suggeriscono che la ghiandola pineale attraverso la melatonina può funzionare come un orologio dell’invecchiamento. Usando differenti razze di topi, e somministrando melatonina nella loro acqua da bere si aumenta la loro aspettativa di vita e si mantengono gli animali in uno stato più giovanile (Fig. 15).

Fig. 15 Sopravvivenza di topi ai quali veniva somministrata acqua (_), o acqua contenente melatonina (_._._.) durante le ore notturne. La somministrazione di melatonina con questa modalità non soltanto prolunga la vita, ma mantiene gli animali in uno stato giovanile, anche in età avanzata.

In questi studi iniziali si affermò l’utilità della melatonina per la sua azione sul sistema immunitario (vedi oltre). Fu anche sperimentato che il trapianto di ghiandola pineale di giovani topi nel timo di topi anziani, non solo ringiovaniva morfologicamente e fisiologicamente il timo dei riceventi, ma prolungava anche la loro esistenza. Alla luce di queste scoperete gli autori affermarono che la ghiandola pineale rappresenta un orologio della crescita, ed il suo trapianto da giovani topi rivitalizza gli animali anziani tramite l’invio di ormoni dei donatori44. Che il prodotto ormonale derivante dal trapianto fosse realmente melatonina non è mai stato provato, tuttavia ciò sembra plausibile. Se così, questa sarebbe stata la prima dimostrazione che la ghiandola pineale dei mammiferi, trapiantata, ristabilisce la produzione di melatonina al punto da mantenere un ciclo di funzionamento ormonale. Altri studi hanno tuttavia dimostrato che il tessuto pineale trapiantato può crescere ma la sua incapacità di diventare funzionalmente reinnervato non gli permette di sostenere una funzione endocrina normale45. Gli studi che usano il paradigma del trapianto da giovane ad anziano per rivitalizzare vecchi individui sono interessanti, ma richiedono la dimostrazione che dopo il trapianto la pineale secerne melatonina in quantità sufficienti.

Altri studi46 sostengono che la melatonina mostra proprietà antinvecchiamento grazie alla sua generalizzata azione rigenerante. Di contro la serotonina, che gli studiosi suppongono essere secreta dalla ghiandola pineale, ha una azione invecchiante. Così la diminuzione della melatonina con l’età priva gli animali del loro potenziale antinvecchiamento, mentre l’incremento del rapporto serotonina/melatonina è di ulteriore detrimento a causa dell’azione delle serotonina. Grad e Rozencwaig46 menzionano anche problematiche specifiche alle quali la riduzione della melatonina e l’aumento del rapporto serotonina/melatonina possono essere collegate. Queste includono deficienze del sistema immunitario, cancro, problemi neurodegenerativi come il morbo di Alzheimer e alterazioni neuroendocrine.

Un articolo molto dettagliato di Trentini e colleghi47 riunisce tutti i dati pubblicati sui cambiamenti morfologici e biochimici nella ghiandola pineale durante la crescita e su ciò che essi possono significare per la fisiologia dell’individuo. Essi non presentano alcuna nuova teoria per spiegare un’associazione causale tra invecchiamento e diminuzione della funzione pineale, ma sottoscrivono chiaramente l’idea che una riduzione della melatonina negli ultimi stadi dell’esistenza comporta un serio cambiamento del ritmo circadiano, con conseguenze per la salute. Trentini inoltre dice che il declino dell’organizzazione circadiana legato alla crescita e la perdita di coordinamento tra sistemi interdipendenti durante la crescita inducono uno stato di stress chiamato isteria ormonale; questa condizione è poi seguita da degenerazione neuronale che è di solito considerata l’anticamera della vecchiaia. Altre conseguenze correlate all’abbassamento di disponibilità della melatonina collegata all’età sono la carenza di risposte immunitarie ed un alto rischio di cancro.

La più recente teoria sulla melatonina e la ghiandola pineale elaborata da Poeggeler48 e Reiter49 indica come effetto della riduzione di melatonina l’accumulo di radicali liberi dannosi e la conseguente morte delle cellule. Così negli animali e nell’uomo l’età e la perdita di melatonina causano all’organismo danni sempre maggiori a causa di processi ossidativi da radicali liberi, che aumentano a mano a mano che la riduzione della melatonina diventa maggiore. Secondo questa teoria, poiché è estremamente vulnerabile agli attacchi perossidativi, il cervello mostra notevoli danni da carenza di melatonina. D’altra parte la comparsa di varie forme di cancro è un’altra conseguenza della diminuzione dei livelli di melatonina, perché il DNA nucleare viene facilmente attaccato e danneggiato da radicali perossilici. Il DNA danneggiato subisce processi di mutazione ed il cancro è la conseguenza usuale. Oltre a ciò l’azione antiossidante della melatonina promuove l’attività glutatione perossidasica del cervello. L’attività di questo enzima è il migliore meccanismo di difesa del cervello in quanto esso metabolizza il perossido d’idrogeno facendolo diventare ossigeno molecolare ed acqua, impedendo così la sua conversione in radicali idrossilici altamente tossici (Fig. 16).

Fig. 16 Sono mostrati due enzimi antiossidanti, catalasi (CAT) e glutatione perossidasi (GPx), che metabolizzano H2O2 riducendone la conversione a idrossil-radicale ·OH. GPx ossida il glutatione ridotto (GSH) alla sua forma ossidata (GSSG). SOD = Superossido dismutasi.

Quindi la melatonina protegge dai danni da ossidazione eliminando direttamente radicali ed anche stimolando ed inducendo enzimi preposti alla difesa antiossidante (v. tabella 1).

Tuttavia la protezione fornita dalla melatonina non si ferma al DNA del nucleo ma si estende anche alle membrane cellulari dove probabilmente limita la perossidazione dei lipidi che è conseguenza del danno causato dai radicali liberi.

Considerando che la melatonina è il più potente spazzino di radicale · OH scoperto fino ad ora, la teoria che l’invecchiamento organico può essere almeno in parte diminuito diventa estremamente suggestiva. I dati confermano che il danno da radicali liberi gioca un ruolo significativo non solo nell’invecchiamento ma anche nello sviluppo di malattie legate all’età. La melatonina non è certo l’unico sistema di difesa antiossidante dell’organismo, ma è l’unico che mostra una sostanziale ed uniforme riduzione correlata all’età. Altri tipi di difesa contro l’ossidazione studiati rimangono stabili o aumentano saltuariamente. Ciò implica che la riduzione della melatonina con l’età può essere causa primaria, ma non esclusiva, dell’invecchiamento.


 

8a. ALTRE AZIONI DELLA MELATONINA A LIVELLO CELLULARE ED ORGANICO                  Attività di melatonina in cancro


Studi condotti in linee cellulari ed in modelli animali per cancro umano indicano che la melatonina potrebbe ridurre la proliferazione o modulare la sensibilità di cellule cancerose ad agenti neoplastici.

A questo proposito vengono riportati alcuni degli studi significativi fatti negli ultimi anni.

La melatonina, a concentrazioni fisiologiche, esercita in vitro un diretto effetto antiproliferativo sulle cellule di cancro della mammella umano MCF-750-54. L’effetto inibitorio dipende da vari fattori, quali la velocità della proliferazione cellulare, le condizioni della coltura, la concentrazione della melatonina.

Il meccanismo dell’effetto antiproliferativo della melatonina è ancora sconosciuto. La melatonina potrebbe interagire con siti specifici di membrana o nucleari, oppure modulare l’espressione di altri ormoni, principalmente gli estrogeni55-56.

La maggior parte dei dati suggerisce che la melatonina potrebbe controllare le cinetiche del ciclo cellulare.

In uno studio recente57 si è osservato che la melatonina potrebbe agire modulando l’attività di alcuni degli enzimi della sintesi di DNA. In tale studio si conclude che gli effetti antiproliferativi della melatonina, già riscontrati sulle cellule MCF-7, potrebbero esplicarsi a livello di DNA, probabilmente mediante una down-regulation dell’attività di questi enzimi preposti alla sua sintesi.

In altri studi, cellule MCF-7 erano pre-esposte a melatonina o a solvente 24h prima di essere lavate, e quindi riesposte, all’azione di varie concentrazioni di tamoxifene o melatonina per altri 5 giorni58. I risultati di questo studio mostrano che la melatonina ha la capacità di aumentare l’azione inibitoria del tamoxifene, ed in minore misura la propria, sulle cellule del cancro alla mammella.

E’ stato anche investigato il possibile uso clinico di melatonina in tumori umani. In uno studio condotto nel 199159 melatonina fu somministrata per due mesi a 54 pazienti affetti da cancro al polmone o carcinoma colorettale. Questa terapia fu seguita da una terapia di mantenimento per quei pazienti che mostravano risposte positive. Trenta dei 54 pazienti migliorarono entro i primi due mesi di terapia, ed in totale nel 33% dei pazienti si riscontrarono dei benefici.

Non è tuttavia accertato che la melatonina possa curare il cancro. Malgrado alcuni benefici siano stati registrati, soprattutto come miglioramento della qualità di vita, la sua efficacia come antitumorale può più probabilmente risiedere nella sua più generale capacità di prevenire l’insorgenza di malattie degenerative, quali il cancro stesso.


 

8b. ALTRE AZIONI DELLA MELATONINA A LIVELLO CELLULARE ED ORGANICO                  Melatonina e sistema immunitario


Le funzioni immunitarie diminuiscono con l'età. Per tale motivo è stato ricercato se la diminuzione della melatonina connessa al trascorrere degli anni potesse influenzare il sistema immunitario. Tale sistema è costituito da molti diversi elementi cellulari, tra i quali le cellule principali sono i leucociti. Tra questi, le cellule B, produttrici di anticorpi, e le cellule T, prodotte dal timo, una piccola ghiandola posta dietro lo sterno che tende ad atrofizzarsi col tempo, diminuendo quindi drasticamente le difese immunitarie. Un altro elemento al quale e' stata attribuita importanza e' lo zinco, la cui carenza inibisce la funzione delle cellule T.

Gli studi condotti con la melatonina dimostrano che l'ormone influenza la funzione del timo e può modulare il turnover dello zinco60. E' stato effettuato un trapianto incrociato di pineale da ratti vecchi in ratti giovani e viceversa. Gli animali vecchi che ricevevano la pineale "giovane" ricostituivano il timo e restauravano le proprie difese immunitarie, mentre negli animali giovani il timo si atrofizzava rapidamente. Inoltre, quando la pineale di ratti era sperimentalmente danneggiata da farmaci, la conseguente diminuzione di melatonina era seguita da una diminuzione di anticorpi, reversibile per somministrazione di melatonina.

Altre osservazioni, che descrivono la somministrazione cronica di melatonina a topi immunodepressi, concludono dimostrando una netta ripresa della risposta anticorpale, e prospettando quindi l'uso terapeutico della melatonina per le condizioni di immunodepressione61.

Uno studio più recente62 pone alcuni elementi per capire il coinvolgimento della melatonina nelle reazioni infiammatorie ed immunologiche. In questo lavoro viene riportato che il recettore nucleare per la melatonina reprime l'espressione genica per la 5-lipossigenasi, un enzima chiave nella biosintesi dei leucotrieni, mediatori delle reazioni infiammatorie ed allergiche.


 

8c. ALTRE AZIONI DELLA MELATONINA A LIVELLO CELLULARE ED ORGANICO                  Melatonina e jet lag


Il jet lag, un disturbo associato a lunghi viaggi in aereo nei quali si vengano ad attraversarsi più fusi orari, altera il ritmo circadiano. Un lavoro recente analizza le proprietà che deve avere un agente cronobiotico al fine di provocare la ripresa del giusto ritmo giorno-notte63. I principali candidati per tale ruolo sono la luce, la melatonina, l’attività fisica e le benzodiazepine. Sebbene moltissime persone oggi facciano uso di melatonina per superare il jet lag, nell’articolo citato si conclude che il mezzo più efficace è probabilmente una combinazione di fattori.


 

8d. ALTRE AZIONI DELLA MELATONINA A LIVELLO CELLULARE ED ORGANICO                  Melatonina e sonno


Già nel 1982 alcuni esperimenti condotti nel Massachusetts Institute of Technology’s Clinical Research Center, dimostrarono che la melatonina poteva indurre il sonno negli esseri umani. Tuttavia, ricerche più recenti64 non sono riuscite a ottenere effetti ipnotici riproducibili, con l’uso di polisonnografia. Ciò può essere attribuibili alle differenze fra l’azione fisiologica di base della melatonina e quella degli ipnotici convenzionali.

E’ stato suggerito che la melatonina possa esercitare effetti ipnotici mediante meccanismi di termoregolazione. Abbassando la temperatura corporea, la melatonina riduce il periodo di veglia e induce la propensione al sonno. La melatonina potrebbe anche essere utile nel migliorare le condizioni in cui interruzioni del sonno sono indotte da farmaci quali i beta-bloccanti e le benzodiazepine, che alterano la normale produzione di melatonina.

Ci sembra ragionevole pensare che la possibilità di sviluppare la melatonina come un buon trattamento clinico per l’insonnia, dipenda in larga misura dalla possibilità di misurare i livelli endogeni individuali, affinché la dose somministrata non ecceda la quantità normalmente prodotta.

Studi molto recenti, condotti nello stesso Massachussets Institute of Technology nel quale furono fatte le prime ricerche a riguardo, hanno concluso che la secrezione notturna di melatonina può essere coinvolta nell’induzione fisiologica del sonno65 e che dosi molto piccole di melatonina esogena somministrate oralmente possono essere utili nel trattamento dell’insonnia66.

Altro studio recente che si è occupato del meccanismo alla base degli effetti ipnotici della melatonina, ha concluso che la melatonina agisce attraverso un meccanismo GABAergico67. Infatti l’indolamina utilizza lo stesso sito recettoriale delle GABAmoduline, nonché delle benzodiazepine.


 

9. SOMMARIO e CONCLUSIONI


Negli ultimi anni la ghiandola pineale e la melatonina sono state correlate tanto al processo di invecchiamento che a malattie legate all’età avanzata. Queste teorie derivano dal fatto che è riconosciuta l’importanza della melatonina in un grande numero di funzioni biologiche e dalla conoscenza che la sua produzione da parte dell’organismo decresce gradualmente, tanto che negli individui molto vecchi di alcune specie il ritmo circadiano della melatonina è difficilmente discernibile. Nella maggior parte delle specie, dalle alghe agli umani, sulle quali si è investigato, la melatonina ha mostrato di avere un forte ritmo circadiano nella produzione e secrezione, con livelli elevati sempre associati ai periodi di buio nel ciclo buio/luce. Una teoria dice che quando il ritmo della melatonina si deteriora con l’avanzare dell’età, altri ritmi circadiani sembrano soffrirne desincronizzandosi. Questa desincronizzazione sembra contribuire significativamente all’invecchiamento e a rendere gli animali più suscettibili alle malattie ad esso collegate.

Un grande numero di malattie degenerative hanno le loro cause, almeno in parte, nei danni da radicali liberi. Molte di queste malattie coinvolgono il sistema nervoso centrale a causa della grande vulnerabilità di tale organo agli attacchi della ossidazione. La melatonina è il più potente mezzo di eliminazione di radicali idrossilici e sembra essere particolarmente utile per le cellule del sistema nervoso. Infatti, l’effetto stimolante dell’indolo sull’enzima antiossidante glutatione perossidasi si manifesta soprattutto nel cervello. Così appare che la melatonina può offrire una particolare protezione al cervello dalle azioni dannose dei radicali liberi. È anche ovvio tuttavia che l’azione protettiva della melatonina non si limita solo al SNC perché in esperimenti che hanno usato un carcinogeno come il safrolo, il DNA epatico è risultato protetto dalla melatonina. Essa dunque offre protezione antiossidante ad ogni cellula dell’organismo. Ciò è certamente in accordo con l’affermazione che l’indolo si diffonde prontamente in ogni cellula ed in ogni compartimento subcellulare.

L’invecchiamento è un processo complesso e non può essere solamente attribuito ad un singolo fattore come l’ossidazione. Vari studi hanno comunque mostrato che la melatonina fa ritardare l’invecchiamento e pospone la senescenza. Infatti essa sarebbe un ormone antinvecchiamento in tutte le specie sottoposte a controlli. Fino ad oggi è stato generalmente accettato che il ritmo circadiano della melatonina, così come le sue variazioni circannuali (dovute a fluttuazioni stagionali nel rapporto luce/buio), danno informazioni giornaliere ed annuali all’organismo. Considerando la diminuzione della melatonina con la crescita, è possibile che questo importante ormone metabolico dia informazioni su tutta la vita; così l’ampiezza del picco notturno della melatonina e/o la durata dell’aumento della secrezione di melatonina durante la notte possono essere indicativi dell’età biologica dell’organismo.

Per varie ragioni, quindi, mantenere un efficiente ritmo di melatonina per somministrazione esogena dell’indolo può avere vari effetti benefici che nel loro insieme potrebbero allungare la vita, ritardare l’invecchiamento e ridurre le malattie ad esso collegate.

14/07/2010

LA TUA CISTERNA

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SANTE PALLE...TI RISPONDO PER L'ULTIMA VOLTA. MI SEMBRA CHE TU SIA PERVASO DA UN CERTO QUAL FASTIDIOSO INFANTILISMO.  DEVI SCOLPIRTI NELLA MENTE CHE CHI HA SCRITTO LA BIBBIA ERA DUE COSE:

1) UN CABALISTA CON LINGUAGGIO DA CABALISTI, E FONDAMENTALMENTE UN ALCHIMISTA
2) UNO FORTEMENTE ISPIRATO DALLO SPIRITO (COME SUGGERI' CRISTO ALLORCHE' ACCENNO' AL SALMO 110: David, ispirato dallo Spirito, scrisse...), SPIRITO CHE USA UN LINGUAGGIO FIGURATO-SIMBOLICO, PERCHE' NON VUOLE CHE QUELLI COME TE CAPISCANO PER POI DISPREZZARE.

IN TAL SENSO TUTTO CIO' CHE VIENE DETTO HA PIU SENSI CELATI, MA OCCORRE CONOSCERE L'ERMETISMO, IL SIMBOLISMO, L'ALCHIMIA, LA CABALA...ALTRIMENTI E' INUTILE CHE LEGGI IL TESTO. LASCIA STARE, NON E' ARTE TUA. DENIGRA PURE LA BIBBIA, MA NON INFASTIDIRCI PIU'.

VENIAMO AL PASSO DI PROVERBI 5:15

BEVI L'ACQUA DELLA TUA CISTERNA E QUELLA CHE ZAMPILLA DAL TUO POZZO PERCHE LE TUE CORRENTI NON SCORRANO AL DI FUORI, I TUOI RUSCELLI NELLE PUBBLICHE PIAZZE, MA SIANO PER TE SOLO, E NON PER DEGLI ESTRANEI INSIEME A TE. SIA BENEDETTA LA TUA SORGENTE, TROVA GIOIA NELLA DONNA DELLA TUA GIOVINEZZA, CERVA AMABILE....PERCHE INVAGHIRTI DI UNA STRANIERA E STRINGERTI AL PETTO DI UN'ESTRANEA?

BENE, TI RISPONDO ORA, MA TI PROMETTO CHE NON TI CONSENTIRO' PIU DI FARMI PERDERE TUTTO QUESTO TEMPO, PERCHE NON SPIEGO CERTE COSE A QUELLI COME TE. E' L'ULTIMA VOLTA, POI TE NE TORNI NELLA TUA TERRA DEVASTATA...

Il passo di Proverbi ha qui due livelli di significato: GNOSTICO ed ALCHEMICO.  Bevi l'acqua della tua cisterna...In ebraico il termine per cisterna significa anche VESCICA, ossia luogo ove si depositano le acque. Ma in senso gnostico il passo suona come: ATTINGI ALLA TUA CONOSCENZA INNATA, ALLA CONOSCENZA DELLA TUA ANIMA. "perchè non scorrano al di fuori".

....Tre livelli di significato:

1) continenza
2) non disperdere l'urina, ma riassorbirla
3)non divulgare la gnosi e i misteri agli indegni, ossia agli STRANIERI. Straniero qui è colui che non ha nulla in comune con i FIGLI DI DIO, con gli iniziati. Israel è INIZIATO. Ciò che non è Israel non è iniziato. E non parlo certo di ISRAEL CARNALE, perchè sono certo che mi opporrai codesta versione.

Ergo, CHE SIANO PER TE SOLO....LIVELLO GNOSTICO: Se Dio ti offre la conoscenza, è perchè SEI PRONTO A RICEVERLA. Se non la offre direttamente ad altri, ha i suoi motivi. Quindi tu non dare ad altri quello che Dio ha dato a te perchè la tua anima (CERVA) lo merita.  LIVELLO ALCHEMICO:  la tua anima è tua, DIVORA TE STESSO, e non divulgare questo SECRETUM a chi non è e non sarà mai pronto. Come nei Salmi anche qui l'ANIMA è paragonata alla CERVA, la quale anela ai corsi d'acqua, come è scritto.

Salmi 41,2 Come la cerva anela ai corsi d'acqua, così l'anima mia anela a te, o Dio.


Non è un caso che tutte le donne della Bibbia siano legate all'acqua, ai pozzi e alle sorgenti, in quanto l'anima è nelle acque del corpo. Persino la Samaritana che parla con Yeshua è vicina ad un pozzo. Se Proverbi dice:

SIA BENEDETTA LA TUA SORGENTE, TROVA GIOIA NELLA DONNA DELLA TUA GIOVINEZZA...

appare scontato che DONNA, CERVA e SORGENTE si riferiscano alla medesima cosa:L'ANIMA. Perchè DONNA DELLA TUA GIOVINEZZA? Vieni e vedi: perchè occorre agire alchemicamente quando si è ancora in tempo, dai 30 o 35 anni in su. Come è detto:

Siracide 51,30 Compite la vostra opera prima del tempo ed egli a suo tempo vi ricompenserà».

Prima del tempo significa PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI PER OPERARE....

Non è neanche un caso che il SALMO 110 sigilli il sacerdozio supremo di Melkizedek con quel:

DURANTE IL CAMMINO, BEVE AL TORRENTE E ALZA LA TESTA.

E allora chi è quella STRANIERA da evitare? E' l'ANIMA CONCUPISCIBILE, quella che i sufi chiamavano ANIMA BESTIALE, NAFS BAHUMMID (da cui Bafometto), la parte umano-animale di cui l'uomo deve disfarsi come di un vestito che insozza e appesantisce l'anima superiore. Quell'anima non va accontentata, va domata e trasmutata, affinche venga RIAPPACIFICATA (da cui Melkizedek Re di SAlem, Re di Pace). I Sufi chiamano questa anima NAFS MOTHMAYANNA, Anima che ha fatto la pace col suo Signore (lo Spirito).

In noi le due anime  -ma anche lo Spirito è nell'acqua-   sono abbracciate nell'URINA, ovvero nell'UROBURO.

 

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Credo che l'uroburo piu pregnante sia quello che i due serpenti, uno con le ali (la parte volatile ossia spirituale), e l'altro senza ali (anima terrana, arcontica, infera).


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IL TEMA DELLA "STRANIERA", OVVERO DELL'ANIMA CONCUPISCIBILE, ERA MOLTO SENTITO DA QUEL SALOMONE CHE POI ALLA FINE LE CEDETTE E NE VENNE SCONFITTO. LO RITROVIAMO IN PROVERBI 7. SI RICORDI CHE TUTTI I PROFETI E PATRIARCHI PRESENTANO UN LATO DEBOLE, E TUTTI LE LORO VIRTU' SPIRITUALI SI CONDENSANO NELL'UOMO PERFETTO: IL CRISTO.

Proverbi 7 1 Figlio mio, custodisci le mie parole e fa' tesoro dei miei precetti. 2 Osserva i miei precetti e vivrai, il mio insegnamento sia come la pupilla dei tuoi occhi. 3 Lègali alle tue dita, scrivili sulla tavola del tuo cuore. 4 Di' alla sapienza: «Tu sei mia sorella», e chiama amica l'intelligenza, 5 perché ti preservi dalla donna forestiera, dalla straniera che ha parole di lusinga. 6 Mentre dalla finestra della mia casa stavo osservando dietro le grate, 7 ecco vidi fra gli inesperti, scorsi fra i giovani un dissennato. 8 Passava per la piazza, accanto all'angolo della straniera, e s'incamminava verso la casa di lei, 9 all'imbrunire, al declinare del giorno, all'apparir della notte e del buio. 10 Ecco farglisi incontro una donna, in vesti di prostituta e la dissimulazione nel cuore. 11 Essa è audace e insolente, non sa tenere i piedi in casa sua. 12 Ora è per la strada, ora per le piazze, ad ogni angolo sta in agguato. 13 Lo afferra, lo bacia e con sfacciataggine gli dice: 14 «Dovevo offrire sacrifici di comunione; oggi ho sciolto i miei voti; 15 per questo sono uscita incontro a te per cercarti e ti ho trovato. 16 Ho messo coperte soffici sul mio letto, tela fine d'Egitto; 17 ho profumato il mio giaciglio di mirra, di aloè e di cinnamòmo. 18 Vieni, inebriamoci d'amore fino al mattino, godiamoci insieme amorosi piaceri, 19 poiché mio marito non è in casa, è partito per un lungo viaggio, 20 ha portato con sé il sacchetto del denaro, tornerà a casa il giorno del plenilunio». 21 Lo lusinga con tante moine, lo seduce con labbra lascive; 22 egli incauto la segue, come un bue va al macello; come un cervo preso al laccio, 23 finché una freccia non gli lacera il fegato; come un uccello che si precipita nella rete e non sa che è in pericolo la sua vita. 24 Ora, figlio mio, ascoltami, fa' attenzione alle parole della mia bocca. 25 Il tuo cuore non si volga verso le sue vie, non aggirarti per i suoi sentieri, 26 perché molti ne ha fatti cadere trafitti ed erano vigorose tutte le sue vittime. 27 La sua casa è la strada per gli inferi, che scende nelle camere della morte.

SE NON SI BEVE L'ACQUA DELLA PROPRIA CISTERNA, NON C'è SPERANZA ALCUNA DI SPOSARE ANIMA E SPIRITO (CI SONO DUE PESCI NEL NOSTRO MARE, recitava un'antica tavola alchemica di MIchael Mayer). LA PARTE MICHAELICA DELL'ANIMA DEVE SEPARARSI CON LA SPADA DA QUELLA LILITHIANA-ARCONTICA. QUESTO E' IL SENSO PIU PROFONDO DELL'ICONA DI MICHAEL CHE USA LA SPADA CONTRO IL DIAVOLO. E NON E' CASUALE CHE CRISTO DICA: IO PORTO LA SPADA DELLA SEPARAZIONE, E NON LA PACE....

 

POICHE' CRISTO IN NOI SI MANIFESTA "ANCHE" ATTRAVERSO LA SECREZIONE DI SCARTO, da cui SECRETUM

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La Salamandra, ovvero l'Acqua di Fuoco o SALE (oro potabile, Orina) che deve cuocere in se stessa per produrre la Fenice

13/07/2010

I FIUMI DAL VENTRE

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CRISTO IMMERSO NELLA VESICA PISCIS. UNO SPLENDIDO CODICE ALCHEMICO PRESENTE SULLE DIMORE FILOSOFALI DELLE CATTEDRALI GOTICHE

 

 

QUEL CHE SEGUE E' A TESTIMONIANZA DEL FATTO CHE IL TESTO ORIGINALE DELLA BIBBIA, CHE SIA IN EBRAICO O IN GRECO, E' STATO VIOLENTATO DA TRADUZIONI IGNORANTI E SPESSO DI COMODO, ONDE CELARE VERITA' STRANE, SCOMODE O NON IN LINEA COL DOGMA DOMINANTE. SI PRENDA AD ESEMPIO CALZANTE Giovanni 7:38 :

A COLUI CHE CREDE IN ME, COME DICE LA SCRITTURA, FIUMI DI ACQUA VIVA SGORGHERANNO DAL SUO CUORE

ὁ πιστεύων εἰς ἐμέ, καθὼς εἶπεν ἡ γραφή, ποταμοὶ ἐκ τῆς κοιλίας αὐτοῦ ῥεύσουσιν ὕδατος ζῶντος.

traslitterazione:

o pisteùon eis emè, katòs eìpen e graphè, potamòi ek tes koilìas reùsousin iudatos zòntos

Purtroppo in greco "koilia" non significa cuore ma "addome" o "ventre". Ad esempio, nel gergo medico greco attuale abbiamo:

DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DEL TRONCO E DELL'ADDOME ... ΠΡΟΣΤΑΤΕΥΤΙΚΑ ΜΕΣΑ ΤΟΥ ΚΟΡΜΟΥ ΚΑΙ ΤΗΣ ΚΟΙΛΙΑΣ (traslitterato: prostateutika mesa toi kormoi kai tes koilias)

Molti di voi avranno compreso all'istante dove voglio andare a parare. Il testo deve essere tradotto così:

"FIUMI DI ACQUA VIVA SGORGHERANNO DAL SUO ADDOME", il quale combinato con quel celebre "BEVETE L'ACQUA DELLA VOSTRA CISTERNA-VESCICA" di Proverbi (šəṯēh-mayim mibwōreḵā wənōzəlîm mitwōḵə bə’ēreka....שְׁתֵה־מַ֥יִם מִבּוֹרֶ֑ךָ וְ֝נֹזְלִ֗ים מִתּ֥וֹךְ בְּאֵרֶֽךָ׃) ci offre la VERITA' sulle acque della VITA ETERNA (Giovanni 4:14).

Bevete l'acqua della vostra cisterna....

E' mai possibile che chi legge il testo biblico non si renda conto che, presa alla lettera, un'affermazione del genere non ha alcun senso? Un testo sacro che mi consiglia di bere dal pozzo di casa mia? O piuttosto una velata allusione alla pratica alchemica nota ai Padri?

E dico agli atei anti-biblisti come SANTIPPE:

il problema non è il testo originario, ma le sue traduzioni e interpretazioni di comodo. Tu metti insieme l'oggetto da interpretare e gli interpreti, cosicchè il limite degli interpreti ( o di coloro che non ci vedono nulla) diventa automaticamente il limite di ciò che viene interpretato.

SE AD UOMO DI MILLE ANNI FA METTO IN MANO UN' I-POD, NON SA NEANCHE A COSA SERVE E COME SI USA, PER CUI LO BUTTA.

DAL CIELO DELLA MENTE UMANA PIOVE UN LIBRO, CHE PROMANA DA UNA SUPER-INTELLIGENZA, E VIENE MESSO IN MANO AGLI UOMINI COME SANTE, IL QUALE NON SAPENDO A COSA SERVA E COME SI USI, LO BUTTA....

Non è colpa loro, non sanno quel che fanno

05/07/2010

INTRODUZIONE ALL'ALCHIMIA

di Anna Maria Partini (www.simmetria.org)

(dalla Rivista Simmetria n.3 anno 2000/2001)

TEORIA

L’alchimia risale all’antico mondo mediterraneo, alla tradizione ermetica. Questa dottrina segreta madre di tutte le scienze, fu rivelata agli uomini da Ermete Trismegisto spesso identificato col dio egizio Thot. E’ quindi una scienza sacra riservata ai soli iniziati. Al mitico Ermete Trismegisto si attribuisce una vasta letteratura in lingua greca che pur contenendo elementi dell’antica religione egiziana risale al II o III sec. d.C. Da questi trattati emerge la figura dell’uomo mago, che conosce le occulte corrispondenze nei tre regni della natura, le sa attrarre e usare. L’ermetismo quindi comprende quell’insieme di discipline esoteriche e filosofiche che vanno sotto il nome di Ermete.

Tutto ciò che nasce sulla terra è messo in corrispondenza con le stelle, le costellazioni e i pianeti, come afferma Filone: “Coloro che si esercitano nella saggezza, penetrano i segreti del mare, dell’aria e del cielo e accompagnano col pensiero, nelle loro orbite il corso del Sole, della Luna e degli altri pianeti. Essi sono attaccati in basso al suolo, con i loro corpi, ma danno ali alle loro anime, cossichè marciando sull’etere, contemplano le potenze che vi si ritrovano” (Filone De Somniis, 10 - cfr. Festugière, La Revelation d’Hermés). Principio basilare dell’ermetismo è l’unità della materia, rappresentata dall’Uroboros, il drago che si morde la coda. Il mondo è concepito come un insieme armonico animato da uno spirito intelligente; legami invisibili uniscono cielo e terra, l’uomo al cosmo. La Spirito universale è il fondamento di tutte le cose manifeste; è la materia prima degli alchimisti, quella che si trova dappertutto, disprezzata dagli uomini che la calcano e non la riconoscono (v. Palombara). E’ quello spirito vitale che, come dice la Tavola di Smeraldo, sale dalla terra al cielo e ridiscende in terra arricchita di energie cosmiche (“Ascendit a terra in coelum, iterumque descendit in terram, et recipit vim superiorum et inferiorum”). Questa dottrina dell’unità cosmica è racchiusa nei dieci versetti della Tavola di Smeraldo, il più antico documento attribuito ad Ermete.

Nel Rinascimento con la traduzione dei testi ermetici di Ficino, che ebbe l’incarico da Cosimo dei Medici di sospendere quella dei testi di Platone per dedicarsi agli “Hermetica”, si assiste a un rifiorire dell’ermetismo: Ermete viene considerato contemporaneo di Mosè e il suo insegnamento come “prisca-theologia”, cioè come la vera tradizione, madre di tutte le tradizioni. Ficino cercò anche di conciliare elementi ermetici con elementi cristiani; testimonianza di questo avvicinamento è il mosaico del pavimento del Duomo di Siena dove Ermete è rappresentato accanto a Mosè e ad un’altra figura non ben identificata. Sotto l’immagine di Ermete è la scritta “Hermes Trismegistus contemporaneus Moyses”. Altra testimonianza potrebbe essere la Porta di Rivodutri, piccolo paese vicino Rieti, per alcuni motivi simbolici incisi sui bassorilievi (1) Sulla scia di Ficino troviamo poi Pico della Mirandola, Tommaso Campanella, Giordano Bruno, Ludovico Lazzarelli ed altri. Questi studi sfoceranno in una corrente ermetico-cristiana i cui testi più importanti sono le “Opere” del francescano Annibale Roselli, opera voluminosa composta da 6 volumi (Cracovia 1585-1590) e il “Nova de universis philosophia” di Francesco Patrizi , professore di filosofia platonica all’Università di Ferrara, pubblicata nel 1591 insieme a una nuova edizione del Corpus Hermeticum. Nel secolo successivo Padre Atanasio Kircher, complessa figura di teologo e scienziato, sarà uno degli esponenti dell’ermetismo cristiano. Lo  studioso che si accinge a introdursi nello studio dell’alchimia si trova di fronte enormi difficoltà non solo per la grande massa di libri scritti sull’argomento, ma anche per l’oscurità e contraddizione dei testi. Un’altra difficoltà si ha in quanto l’alchimia partecipa a molteplici attività del pensiero umano come la religione, la filosofia, la scienza e quindi richiede una mente analitica e sintetica nello stesso tempo, che sappia cogliere e raccogliere i fili sottili sparsi nelle varie materie. Una precisa dottrina alchemica si può dire che non esiste. La complessa simbologia, l’esprimere attraverso allusioni e analogie concetti che vanno al di là della parola e del ragionamento impedisce che possa essere insegnata con gli usuali metodi scolastici. Simbolo e realtà, chimica e magia sono strettamente e praticamente inscindibili. L’alchimia si discosta dagli altri cammini iniziatici per il suo carattere operativo. I metalli sono considerati come esseri viventi, contengono un’energia vitale che permette loro di generarsi e moltiplicarsi così come i vegetali; sono inoltre suscettibili di evoluzione e destinati, in tempi lunghissimi, a trasformarsi in oro; l’Opera non fa che affrettare questo processo. Secondo alcuni autori l’alchimia o “pietra filosofale” avrebbe solo un significato simbolico alludendo alla conquista della più alta spiritualità. Altri invece considerano l’alchimia sotto due aspetti: l’un pratico, chimico che assicurerebbe beni materiali cioè denaro e salute; l’altro esclusivamente di ordine filosofico e spirituale. I filosofi ermetici usano un linguaggio oscuro e difficile, sia per non farsi comprendere dai profani, sia perché gli argomenti dei quali trattono non si possono esprimere a parole; essi si servono di simboli e allegorie, che hanno dato luogo nel tempo ad una ricca iconografia degna di considerazione e di studio da parte di Istituti famosi, come l’Istituto Warburg di Londra. Il Rosarium Philosophorum di A. de Villanova, le Figure Geroglifiche di N. Flamel, il Donum Dei di G. Aurach, lo Splendor Solis di S. Trismosin, sono trattati famosi per le immagini che ne illustrano il testo. Alcune di queste opere sono composte addirittura da sole figure come il Liber Mutus e lo Speculum Veritatis. Sembra che anche lo Splendor Solis del Trismosino fosse composto all’inizio di sole immagini.

Oggetto dell’arte alchemica è l’uomo inteso nel suo triplice aspetto: corpo, anima e spirito. Suo scopo è la trasmutazione del piombo in oro: il piombo rappresenta la materia caotica e pesante sia del metallo che della natura umana; l’oro come “luce solidificata” o “sole terreno”, la vittoria dello spirito sulla materia. Non si tratta di trasformazioni di metalli minerali, ma di trasformazioni dei “metalli” dell’organismo umano, cioè, per dirla in termini psicologici, delle qualità fisiche e psichiche dell’uomo in qualità più evolute e spiritualizzate (conquista della pietra filosofale). E’ quindi un’arte ma nello stesso tempo è scienza, religione e filosofia; interessarsi di tale materia richiede attitudini particolari e qualità sottili della mente (Trismosino), ma soprattutto costanza e pazienza: “Lege, lege, relege et invenies”, non si stancano mai di ripetere i testi alchemici. Ma non basta leggere, necessita anche l’aiuto d’un “maestro” che s’incontrerà al momento opportuno. A volte per incontrarlo si affrontavano viaggi lunghissimi. Trismosin ci racconta delle sue lunghe peregrinazioni prima di giungere a Venezia, dove riuscì a realizzare, lavorando in una “miniera”, la pietra filosofale. Il ritrovamento della “pietra” porta tra l’altro a una completa conoscenza del mondo e delle sue leggi naturali. Il suggerimento degli Adepti di “scrutare” e seguire la Natura non è né teorico né astratto, ma va interamente vissuto. Scrive F.M. Santinelli: “I Filosofi devono essere tali da conoscere il fondamento di tutta la natura e conoscerlo veramente…La scienza della Pietra filosofale supera ogni dottrina ogni arte per sottile che sia; differenziandosi da esse perché l’opera della natura è sempre più perfetta, più sciolta e più sicura di qualunque arte”. E il Sendivogio: “Se tu considerassi con giudizio maturo in che modo opera la Natura, non avresti bisogno dei volumi di tanti Filosofi, perché, a mio giudizio, è meglio imparare proprio dalla maestra Natura che dai discepoli” (Prefazione del Trattato dello Zolfo). La Natura a cui si riferiscono Santinelli e Sendivogio è la stessa illustrata in una bella immagine della Atalanta Fugens (Emblema XLII) di Maier con l’ammonimento: “La Natura ti sia guida e tu seguila passo passo / Con l’arte di buon grado; ti smarrirai se non ti sarà compagna di vita”. La Natura come maestra infallibile e guida nella pratica alchemica è la regale protagonista in “Le rimostranze della Natura all’alchimista errante” in cui Jean de Meung mette in evidenza gli errori degli alchimisti del suo tempo. La Natura, offesa e trascurata dallo “sciocco artista” che non usa che “l’arte mechanica”, così lo rimprovera:

Io parlo a te fanatico sciocco
che ti dici e ti dichiari in pratica
Alchimista e buon filosofo
e non possiedi né sapere né capacità
dell’arte, né conoscenza di me…
Con un fuoco che arderebbe chiunque
desideri fissare argento vivo
quello volatile e volgare
e non quello che creo io come metallo?
Per questa via non combinerai nulla”.

L’alchimista umiliato e pentito s’inginocchia davanti la Dea e promette di seguire Lei sola, unica guida dei suoi lavori. Questi versi sono raffigurati da una bella miniatura di Jean Perreal (1460-1530) in cui la natura è raffigurata alata, nuda, seduta su un albero cavo (athanor) con la testa cinta da una corona con i 7 pianeti. Spesso si è confusa, e si confonde, l’alchimia con la spagiria. Ma la vera alchimia è una conquista spirituale, è il raggiungimento di uno stato di coscienza integrata. “L’alchimia, scrive Pierre Jean Fabre, non è solamente un’arte o scienza per insegnare la trasmutazione dei metalli, ma una vera scienza che insegna a conoscere il centro di tutte le cose, che in linguaggio divino si chiama lo spirito della vita”. Tutte le tradizioni parlano di uno stato edenico, di un’età dell’Oro da cui l’uomo è decaduto. Per riconquistare l’antico stato di regalità, l’uomo deve sottoporsi a pratiche particolari, a un iter iniziatico affrontando prove e pericoli. Le fatiche di Ercole, la lotta di Teseo col Minotauro nel labirinto di Cnosso, le imprese che Giasone deve compiere per riconquistare il Toson d’oro, sono allegoria delle varie fasi che l’adepto deve attraversare per realizzare la Grande Opera. Alla base dell’arte alchemica è il “solve e coaugula”, liberare cioè le energie insite nella materia dissolvendola (solve) e reintegrandola (coaugula) in materie piùperfette. Si tratta di mutare il mercurio lunare in mercurio igneo. L’alchimista nella solitudine del suo laboratorio intento alla trasformazione della materia nel suo athanor, cercava di realizzare la “coniuctio oppositorum”, unione Sole e Luna, cioè una perfetta armonia tra spirito e materia, tra uomo e cosmo. Si sottoponeva a pratiche speciali affrontando prove e pericoli e percorrendo una scala di simboli e tecniche in cui è difficile distinguere il divino dall’umano. Il vero alchimista non si limitava agli esperimenti di laboratorio, ma faceva anche uso di preghiere, di evocazioni e di esercizi spirituali per ottenere uno stato superiore e per guadagnare la chiave della Sapienza. “La pratica della nostra Arte, scrive Limojon de Saint Dedier, è la cosa più difficile al mondo perché se da un lato è chiamato gioco di bambini, dall’altro essa richiede in coloro che cercano la verità con il lavoro e il loro studio, una conoscenza profonda dei Principi e delle Operazioni della natura nei tre regni, particolarmente minerale e metallico” (2). Quindi la prima operazione l’Adepto la deve compiere su se stesso trasformando i propri metalli vili in oro, cioè le facoltà comuni dell’uomo in facoltà trasumanate; deve cioè trasformare la pietra grezza (      ) in pietra levigata. La vera alchimia è quindi un cammino spirituale, un mezzo di conoscenza che cerca di penetrare i segreti dell’uomo e della natura e cogliendo le potenze invisibili dietro quelle visibili. Scrive il Sendivogius nel De Sulphure: “Nel suo Regno (cioè in quello dello zolfo) sta uno specchio nel quale si vede il mondo intero. Chiunque guardi in quello “specchio” può vedervi e apprendere le tre parti della sapienza di tutto il mondo”. La realizzazione alchemica si esprime anche in termini di conquista della “pietra filosofale”: chi possiede tale pietra può trasmutare i metalli vili in oro. Ridotta in polvere viene chiamata “polvere di proiezione”, ha cioè la facoltà di trasformare qualsiasi altro corpo trasmettendogli quella energia solare che ne è il fondamento. Ridotta allo stato liquido, costituisce l’ “Elisir di lunga vita”, la “fontana dell’eterna giovinezza”, motivi che ritroviamo in tante favole e racconti letterari. L'ottenimento della "pietra, oltre a dare la conoscenza perfetta, comunica a colui che la possiede, poteri meravigliosi, (come ad esempio, rendersi invisibili, spostarsi a piacimento nello spazio, acquistare qualità terapeutiche, comunicare con le potenze angeliche). La conquista della pietra filosofale si esprime anche in termini di conquista del "Toson d'Oro". E' quanto promette il Marchese Massimiliano Palombara, alchimista romano del sec. XVII, autore delle epigrafi della Porta Magica di Piazza Vittorio (Roma) a chi varca la soglia della sua villa.

VILLAE IANUAM
TRANANDO
RECLUDENS IASON
OBTINET LOCUPLES
VELLUS MEDEAE
1680


LA PRATICA

L’alchimia insegna l’unità della sostanza, sotto la molteplicità delle apparenze fenomeniche. La “sostanza unica” sarebbe l’Etere Cosmico di cui le tre polarizzazioni danno:

  • + = Aod =   = Agente (Forza) – Fuococeleste
  • – = Aob =   = Paziente (Resistenza) – Umido radicale
  • ∞ = Aor =   = Centro d’equilibrio, o substrato di tutta la materia (secondo alcuni, Luce astrale)

I tre principi generatori:

(Archè)

(Azoth)

(Hylé)

Zolfo

Mercurio

Sale

danno origine alle cose sensibili mediante i quattro elementi corrispondenti ai quattro stati di aggregazione della materia:

Solido

Liquido

Gassoso

Igneo

(Terra)

(Acqua)

(Aria)

(Fuoco)

Psicologicamente i tre principi nell’uomo corrispondono:

  • Zolfo:          lo Spirito, il Nous, il Sè superiore.
  • Mercurio:    l’Anima, intermediaria tra lo spirito e la materia quindi non perfetta. E’ lei che dovrà cercare di purificarsi dalle scorie del corpo per identificarsi con lo Spirito.
  • Sale:            il corpo, anch’esso elemento da lavorare perché diventi perfetto.

Mentre lo Zolfo naturale rappresenta l’anima incarnata e quindi appesantita dai vizi ecc., l’Oro o Zolfo celeste simbolo della purezza dell’Anima, splendente di Luce divina (v. AUR da cui deriva il latino Aurum).

L’alchimia riconosce nell’uomo un:

Ente Terrestre

Piombo, corpo, scheletro; è il fisso che conosce solo l’aspetto sensibile delle cose. E’ Saturno matrice di corpi che poi periscono (divora). Suo colore è Nero.

Ente Acqueo, Lunare

Mercurio, forma sottile attraverso cui avvengono le sensazioni e le percezioni normali e paranormali; è l’energia alla base delle passioni e dell’immaginazione. Corrisponde al sistema nervoso ghiandolare e alla vita vegetativa. Suo colore è Bianco.

Ente Aereo

E’ il mercurio igneo, l’Androgine, unione acqua e fuoco, cioè l’Acqua ardente. Suo colore è Rosso.

Ente Spirituale

E’ il Sole, l’Oro, il Fuoco. L’Anima stante e non cadente (Agrippa). Suo colore è Oro.

Nell’uomo normale queste quattro entità si trovano confuse e miste. E’ il caos da cui l’arte ermetica deve estrarre le singole nature. “Per separare il figlio della sapienza, fa che gli Elementi, distinti, siano ognuno nella propria sede” (Stolcius). E’ necessario quindi il passaggio attraverso i quattro elementi, dalla terra  all’acqua e dall’aria al fuoco e cioè attraverso stati di coscienza più sottili (3) Si tratta di liberare le energie che sono alla base del piano fisico, emotivo e mentale. Colla separazione del “sottile” dallo “spesso”, lo Zolfo che era prigioniero sotto “dura scorza”, torna libero nelle Acque Celesti, e si riconcilia con i suoi “custodi” ed elargisce i suoi doni. La prima operazione è sciogliere il corpo che lavato e purificato, invece di ardere nel fuoco delle passioni, permette al bambino divino di manifestarsi. Come scrive F.M. Santinelli in un suo bel sonetto, quando il Sale, che è visibile, si scioglie, lo Spirito universale, che è invisibile e che è la semenza occulta di tutti gli esseri e di tutte le cose, si tramuta in Oro vivo.


“Sal’è, visibil sperma che si solve,
E l’invisibil spirito universale
Che in esso è seme, in un vivo Or risolve" (4).

L’oro una volta fissato ha il potere di trasmutare ogni metallo; “Quando l’oro (dei Saggi), perfettamente calcinato ed esaltato fino alla purezza ed al biancore della neve ha acquistato, grazie al magistero, una simpatia naturale con l’Oro astrale, di cui è divenuto visibilmente il vero magnete, egli attira e concentra in sé stesso una grande quantità di Oro astrale e di particelle solari, che riceve dalla continua emanazione che proviene dal centro solare e lunare, sino a trovarsi nella disposizione prossima ad essere l’Oro vivente di Filosofi” (Limojon de Saint Didier – p.68). Il passaggio attraverso gli elementi può essere anche simboleggiato dal passaggio attraverso i sette pianeti, i sette metalli. I vari regimi (di Saturmo. Di Giove, di Venere, ecc.) rappresentano i differenti stati che la materia sotto l’azione del fuoco assume durante le operazioni del Magistero. Tutti i metalli dunque sono formati da zolfo e mercurio le cui differenti proporzioni danno luogo alla “differenziazione minerale”. Nella concezione alchemica i metalli sono considerati come esseri viventi. Essi crescono e si maturano nel seno della miniera e si moltiplicano attraverso “il seme o zolfo di natura" (5). Scrive F. M. Santinelli, un alchimista  poeta del secolo XVII, “I metalli che crescono e hanno moto  nelle loro miniere, sono vivi e hanno il seme onde possono moltiplicarsi così bene come il vegetale e l’animale”. Ed aggiunge: “Questo seme aurifero non va cercato nei metalli volgari, ma in quelli filosofici, esso nobilita i metalli imperfetti rendendoli perfetti”. Gli alchimisti riconoscono nell’uomo 7 metalli, due perfetti, l’oro e l’argento simboleggiati dal Sole e dalla Luna, e cinque imperfetti, rame, ferro, stagno, piombo e mercurio, ma fanno una netta distinzione tra oro, argento, rame ecc. dei filosofi e quelli volgari. Ogni metallo è messo in rapporto con il pianeta che li ha generati e con il mutare delle loro corrispondenza astrali, cosa che crea uno stretto legame tra Alchimia e Astrologia. Essi nascono per opera dello “spirito universale” che secondo i vasi “crassi, o spessi, o rari" (6) da origine ai vari metalli (“benché da un seme sol vengano tutti”). Basilio Valentino specifica  “L’influsso celeste discende dall’alto per volere e ordine di Dio e si mescola alle proprietà astrali. Non appena si ha questa congiunzione, i due partoriscono la sostanza terreste come un terzo, che è il principio del nostro seme e della sua prima origine”. I metalli da utilizzare sono l’oro e l’argento considerati i corpi più ricchi di zolfo e mercurio (7). Ogni sostanza, ogni metallo ha un aspetto filosofico e uno volgare: si parla quindi di oro, di argento, di mercurio dei filosofi per indicare le loro intime essenze (psicologiche e spirituali), e di mercurio, oro e argento volgari per indicarne gli aspetti che ricadono sotto i  nostri sensi. Quindi nella pratica alchemica c’è una parte rivolta all’esterno che comprende lo studio di metalli, pietre e medicamenti da cui è poi nata la nostra chimica, e una parte rivolta verso l’interno che mira alla purificazione e alla liberazione attraverso il fuoco della volontà, della nostra anima aurata oscurata dal piombo delle passioni, perciò l’alchimia è continuamente rivolta a una ricerca che è interiore e esteriore.

“Tutto il magistero, dicono i filosofi, non è altro che cuocere argento vivo e zolfo finché non diventino una cosa sola”.

Per trasmutare i metalli vivi in oro la pratica era sempre la stessa: si trattava di separare, sciogliere la materia scelta nelle due qualità di umido e secco, maschile e femminile, per poi farli di nuovo unire (“separai la terra dal fuoco, il sottile dallo spesso”), realizzando le nozze alchemiche rappresentate nell’iconografia alchemica dal Re vestito di rosso e la Regina vestita di bianco.

“Se la bianca sposa viene maritata al rosso marito, scrive Aurach, subito si abbracciano e dopo essersi abbracciati si congiungono, si sciolgono da sé, da sé si consumano, sicché dei due che erano, diventano un corpo solo” (p.41). Ma prima di congiungersi Re e Regina devono purificarsi. La purificazione dell’oro e dell’argento è simboleggiata da una fontana in cui la coppia regale va a bagnarsi. L’abluzione va ripetuta tre volte, in modo da ottenere l’oro e l’argento dei filosofi. Ottenuta quindi la materia dell’Opera, simboleggiata da un liquido chiuso ermeticamente nell’ampolla, inizia la cottura nell’atanor: “Coque, coque, coque, ne tedeat” scrive Trismosino.

“Sappiate, esorta Morieno, che tutto il magistero non è altro che l’estrazione dell’acqua dalla terra, e la discesa di quest’acqua sulla terra finché la stessa terra imputridisce e si pulisce; e quando sarà purificata con l’aiuto divino, tutto il magistero sarà compiuto. L’ampolla, sottoposta ai regime del fuoco, è chiamata “uovo filosofico” perché da esso nascerà il fanciullo regale e anche “camera nuziale” poiché è lì che avviene il matrimonio di Re e Regina; è ancora detta “sepolcro” poiché gli sposi prima di essere uniti devono morire. La materia sotto l’azione del fuoco passa attraverso i colori dei sette metalli, tra cui i più importanti sono il nero, il bianco, il rosso; se non si libera il mercurio lunare da Saturno non si può liberare il mercurio vicino allo zolfo. Gli alchimisti distinguono una Piccola e Grande Opera rappresentate da due alberi, l’albero lunare e l’albero solare (v. Rosarium). Con la “piccola Opera” o “piccolo Magistero” si ottiene la pietra bianca; con la “grande Opera” o “grande Magistero”, la pietra rossa. Il passaggio attraverso gli elementi si ottiene in tre fasi:

Fase al nero: è la putrefazione, il solve, la morte iniziatica - E’ lo stacco da Saturno, il passaggio dalla stato individuato ad uno non individuato. Finché gli elementi sono concatenati tra di loro, noi non possiamo percepire che il fisico attraverso il fisico. Liberando il Mercurio lunare da Saturno si liberano anche il mercurio vicino allo Zolfo, cioè il Mercurio igneo e si arriva alla propria Essenza solo dopo aver rinunciato al corpo, all’io individuato. Nel distacco da Saturno, l’io non avendo più corpo come sostegno, ha momenti di crisi e di paura: è la prova del vuoto, è l’incontro con il “guardiano della soglia”, è la “notte oscura dell’anima” di S. Giovanni della Croce. Gli alchimisti esortano ad accertarsi che il nero sia “più nero del nero” altrimenti si rischia il “sorgere degli avvoltoi” che simboleggiano i residui delle passioni non ancora domate.
Portato a perfezione il nero, bisogna resistere, finché comincia a diradarsi e ad apparire un bagliore che annuncia il Bianco.

Fase al bianco: è la luce che sorge dalle tenebre; è la realizzazione di un corpo sottile che sostituisce il corpo fisico, grossolano. E’ la vita che continua oltre la morte, è il figlio che nasce dalla Vergine.
Si tratta di spostare il centro del corpo nella “forza di vita”, cioè in quelle forze che producono, formano e sostengono il corpo. La materia viene concepita come moto dello spirito. Il Saturno pur restando quello che è esiste solo in rapporto dello spirito. E’ la fase dell’argento, della colomba di Enea, della Rosa bianca. Si realizza l’aspetto psichico delle cose fisiche, si tira fuori l’anima del sottile, cioè la filosofia del sottile.

Fase al rosso: è la fenice che rinasce dalle ceneri. La coscienza arrivata al bianco non deve rimanere nello stato puramente psichico, ma tornare sul piano fisico, agire sulla materia. In fondo al vaso rimangono delle ceneri che sono preziose e l’Opera non viene compiuta se non sono utilizzate. E’ la prova del Fuoco: bisogna vivere come la salamandra tra le fiamme senza bruciarsi. La coscienza deve essersi tanto sottilizzata da percepire direttamente oltre i sensi corporei. E’ in questo stato che si può raggiungere il “profondo della terra”, il VITRIOL. E’ il frutto del matrimonio di Re e Regina, la nascita del fanciullo coronato. E’ la realizzazione del Rebis, dell’Androgine spirituale. Con la fase al rosso si estraggono dal corpo le energie rinchiuse negli organi. “ La nostra Pietra , scrive Limojon de Saint Didier, è un fuoco astrale che simpatizza con il fuoco naturale e che come una vera salamandra, nasce, si nutre e cresce nel fuoco elementare che le è geometricamente proporzionato” (p.126). E’ la pietra rossa la corporizzazione dello spirito. Ma per essere utilizzata la pietra deve essere “moltiplicata”, cioè portata alla massima potenza aumentando in quantità e qualità e anche fermentata, cioè mescolata a una piccolissima parte d’oro fuso. In questo modo la sua forza trasmutatoria sarà più rapida e diretta. Con la pietra ridotta in polvere si ha la polvere di proiezione. Essa si presenta sotto forma di una polvere rossa brillante simile al rubino; gettandone una piccolissima parte nel crogiolo, sul metallo fuso si possono effettuare, come scrive Trismosino, trasformazioni meravigliose (v. Tintura del Leone Rosso). E’ la conquista di un potere spirituale che trasmuta altre nature nelle propria natura: accendendo in sé questa fiamma, si possono accendere altre fiamme.

(1) Due coppie di simboli importantissimi giustificherebbero tale ipotesi: il cuore fiammeggiante di Cristo e la figura dell’Androgine, simbolo per eccellenza della “coniuctio oppositorum” alchemica, che sovrasta l’arco del portale; e il sigillo del pentagramma sullo stipite sinistro, cui corrisponde, sullo stipite destro, il monogramma di Cristo, composto da due palme incrociate su una “ro”. Tutto l’iter alchemico è indicato da un mercurio alato nell’angolo sinistro del bassorilievo con il <mitico vascello>.

(2) Limojon de Saint Dedier, Il Trionfo ermetico, a cura di M. Barracano, Ediz. Medit. Roma, 1974, p. 108

(3) I quattro elementi nell’uomo si riscontrano in modo spicciolo in alcune frasi come: mi sento a terra, mi squaglio, m’infiammo, mi sento leggero come l’aria.

(4)  F.M. Santinelli, Sonetti alchemici, a cura di A.M. Partini, Roma, Ediz. Medit.,  p. 46

(5) Seme o Zolfo dei metalli è il potere di organizzazione e individuazione; cioè la potenza che da forma e vita e che può essere ridestata e dominata dall’Arte divenendo “magico fuoco filosofale”.

(6) F.M. Santinelli, Carlo V

Così nascon quaggiù metalli vari
Benché da un seme sol vengano tutti

Secondo i vasi crassi o spessi o rari 
E Piombo e Stagno e Rame escon produtti…………

(7) Mercurio: l’anima delle cose, la forza fluidica.

Zolfo: principio attivo di individuazione, il quale come corpo ha fissato e organizzato un certo quantum di energie cosmiche. Queste due forze sono precipitate nel corpo e per liberarle bisogna scioglierlo per poi vivificarlo e fissarlo. Allora il corpo cessa di essere materia e inconscio e si fa “pietra filosofale”, corpo incorruttibile

23/05/2010

MONDO MATRIX

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Mourinho con la coppa vinta ieri sera

 

MO'-URINO NELLA COPPA. SE NON LO FACCIO, NON POSSO DIVENTARE UN CAMPIONE. MEDITATE GENTE...MEDITATE

16/05/2010

NUOVE PROVE A SOSTEGNO DELL'ORO LIQUIDO

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SPLENDOR SOLIS (TRISMOSIN) 1598. IL CAVALIERE-INIZIATO PRESENTA I COLORI DELLE FASI DELL'ITER ALCHEMICO: NIGREDO, ALBEDO, RUBEDO, E LA FASE INTERMEDIA DETTA CITRINA
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PARTICOLARE (IL PUTTO ORINA NELLA FONTANA ALCHEMICA)

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ILLUSTRAZIONE ALCHEMICA IN CUI E' EVIDENTE QUALE FOSSE LO STRUMENTO INDISPENSABILE DELLA TRASMUTAZIONE PER LA FRATELLANZA TERAPEUTICA-ALCHEMICA
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IN QUESTA LASTRA LA FIORITURA ORIGINA DAL FLUSSO DI ORINA DEL PUTTO
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DUOMO DI MONZA
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DUOMO DI MONZA, PARTICOLARE RAVVICINATO. IL BATTESIMO NEL FIUME GIORDANO APPARE COME UN'IMMERSIONE NEL FIUME DI SE STESSI CHE SGORGA DALLE BASSE REGIONI. PER GLI ALCHIMISTI, IL GIORDANO ERA IL NOSTRO ORO, IL FORNO IN CUI CUOCERE SE STESSI PER TRASFORMARE LA MATERIA IN LUCE
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L'UOMO IN COTTURA CON LO SPIRITO DI DIO CHE ALEGGIA SULLE PROPRIE ACQUE