Definizioni della Via Sufica (Tasawwuf)

Qui di seguito le citazioni, fatte dagli stessi Sufi, tratte principalmente dal Tadhkiratu-l-Awliyà di Farid ‘Attar e dalla Risàlah di Qusciayrì, che nei riferimenti sono rispettivamente indicate con le abbreviazioni  T.A. e R.

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MA’RUF AL-KARKHI (+ 2oo E.)
– Il tasawwuf è afferrare le verità e rinunciare a ciò che è nelle mani degli uomini.
  (R., 149, I; T.A., 1, 272).

ABU  SULAYMAN AD-DARANI (+ 215 E.)
– Il tasawwuf è questo: che le azioni (del sùfi) non tengano conto del sùfì: esse sono note soltanto ad Alláh; che egli sia sempre con Alláh in un modo conosciuto soltanto da Alláh. (T.A., I, 233).

BISHR AL-HAFI (+ 227 E.)
– Sùfi è colui che conserva un cuore puro nei confronti di Alláh. (T.A., 1, 112).

DHUL-L-NUN (+ 245 E.)
– Gli fu chiesto del tasawwuf, ed egli rispose: « Sono gente che hanno preferito Alláh a qualsiasi altra cosa, perciò Alláh li ha preferiti a qualsiasi altra cosa». (R., 149, 20; T.A., 1, 133).

– Il sùfi è tale che, quando parla, il suo linguaggio è l’essenza del suo stato, ciò significa che quando parla non dice nulla senza essere egli stesso quel qualcosa; e quando tace il suo comportamento esprime il suo stato e traduce all’esterno il distacco di esso. (T.A. 126).

ABU TURAB AL-NAKSHABI (+ 245 E.)
– Il sùfi non è insozzato da nulla e tutto è da lui purificato. (R., 149).

SARI AS-SAQATI (+ 257 E.)
– Il tasawwuf è un nome che include tre concetti.
Il sùfi è colui in cui la luce della conoscenza divina non spegne la luce della pietà;
è colui che non manifesta all’esterno dottrine esoteriche in contraddizione con il significato letterale del Corano e con la Sunna;
e il potere di compiere miracoli non gli fa violate gli obblighi sacri imposti da Alláh. (R., 12; T.A., ->82).

ABU HAFS AL-HADDAD (+ circa 265 E.)
– Il tasawwuf è tutto intero disciplina. (T.A., 1, 33I)

SAHL B. ADuLLAH AT-TUSTARI
– Il sùfi è colui che si è purgato da ogni lordura ed è diventato un ricettacolo di meditazione, e in Prossimità di Allàh è escluso dal genere umano; ai suoi occhi l’oro e la terra sono di egual valore. (T. A., I, 264).

-Il tasawwuf è: nutrirsi parcarnente, riposarsi in Alláh e fuggire dagli uomini. (T.A., 264).

ABU  SA ‘ID AL-KHARRAZ (+ 286 E.)
– Gli dornandarono cosa fosse il tasawwuf. Rispose: « Il súfi è reso puro dal suo Signore ed è riempito di splendori, ed è immerso nella quintessenza delle delizie grazie alla pratica dell’ ” incantazione” (dhikr) ».

SUMMUN AL MUHlBB (+ 297 E.)
– Interrogato a proposito del tasawwuf, rispose: «Consiste in ciò: che non possederai nulla e nulla ti possiederà ». (R., 148).

‘AMR BEN ‘UTHMAN AL-MAKKI (+ 291 E.)
– Gli fu domandato cosa fosse il tasawwuf. Rispose: « (Si applica) a qualcuno che è sempre occupato di ciò che è piú adatto a lui in quel rnomento ». (R., -148).

ABU-L HUSSAYN AN-NURI (+ 295 E.)
– E’ un attributo del súfi esser sereno quando non ha nulla, e non esser egoista quando gli vien dato qualcosa. (R., -149).

– I sùfi sono coloro che si sono liberati dalle sozzure dello stato umano e si sono purificati dalla macchia dell’ego e liberati dalle brame; perciò sono in pace con Allàh e sono situati nei primi ranghi della prossimità e nel grado piú elevato;
sfuggiti da tutto ciò che non sia Lui, non sono né padroni né schiavi. (T.A.).

– Il sùfi è colui a cui nulla è attaccato, e non si attacca a nulla. (T.A.).

– Il tasawwuf non è un sistema costituito da regole o da scienze, ma comportamento: (ciò equivale a dire che) se fosse una regola, potrebbe esser fatto proprio con lo sforzo accanito, e se fosse una scienza, potrebbe essere acquisito con l’istruzione; è invece un comportamento (analogico). Formatevi sull’azione di Alláh! Ma è impossibile adeguarsi all’azione di Allàh per mezzo di regole o di scienze. (T.A.).

–  li tasawwuf è libertà, generosità, assenza di autorepressione, e liberalità. (T.A.).

–  Il tasawwuf è rinunciare a ogni acquisizione egoistica per conquistare la Verità. (T.A.).

–  Il tasawwuf è odio per il mondo e desiderio del Signore. (T.A.).

 

GIUNAID AL-BAGHDADI   (+ 297 E.)
– E’ questo (il tasawwuf): che la Verità (al-Haqq) – cioè Alláh – ti farà morire a te stesso e ti farà vivere in Lui. (R., 148).

– Il tasawwuf è questo: essere con Alláh senza attaccamenti per nulla che non sia Lui. (R., 149).

– Essi (i sùfi) sono una (sola) famiglia: fra di loro non penetrano estranei.

– Il tasawwuf è dhikr (incantazione) non concentrazione, e « percezione spirituale » (wagd) connessa all’audizione (del Corano, degli ahadith, di testi tradizionali), e pratica (dei riti) accompagnata dalla conformità (al Corano e alla Sunna). (R. 149).

– Il súfi è come la terra, sulla quale si gettano ogni sorta di immondezze e che produce soltanto cose buone. (R. 149).

– In verità egli (il súfi) è come la terra, calpestata dai pii e dai malvagi, e come le nubi, la cui ombra si estende su ogni cosa, e come la pioggia che bagna ogni cosa (senza distinzione). (R., 149).

– Il tasawwuf è essere eletti per purezza. Chiunque sia scelto in tal modo (e reso puro) da tutto eccetto Allàh, è un sùfi. (T.A.).

– Il súfi è colui di cui il cuore, come quello di Abramo, ha trovato scampo dal mondo e adempie al comandamento di Allàh; la sua rassegnazione è la rassegnazione di Ismaele; la sua pena è quella di Davide; la sua povertà quella di Gesú; il suo desiderio è il desiderio di Mosè nell’ora della sua intima relazione spirituale con Allàh; e la sua sincerità è quella di Muhammad – Allàh benedica lui e la sua famiglia e conceda loro la Pace!  (T.A.).

– Il tasawwuf è un attributo in cui l’uomo risiede. Gli domandarono: «E’ un attributo di Alláh o delle creature? ». Rispose: « La sua essenza è un attributo di Allàh e la sua manifestazione un attributo degli umani ». (T.A.).

– Gli domandarono dell’essenza del tasawwuf. Rispose: « Accontentatevi di afferrare l’apparenza (l’aspetto esteriore) del tasawwuf e non chiedete della sua essenza sarebbe fargli indebita violenza ». (T.A.).

– I sùfi sono coloro la cui esistenza è opera di Alláh in un modo che nessuno conosce, tranne Lui. (T.A.).

– Il tasawwuf è: purificare il proprio cuore dall’insorgere periodico delle debolezze innate, abbandonare le proprie caratteristiche naturali, estinguere gli attributi della natura umana, mantenersi lontani dalle tentazioni dei sensi, dimorare con gli attributi spirituali, innalzarsi per mezzo delle scienze divine, praticare ciò che è eternamente migliore, gratificare del proprio consiglio sincero tutta la gente, osservare fedelmente la Verità e seguire l’esempio del Profeta nell’osservanza della Legge. (T.A.).

 

MIMSCIAD AD-DINAWARI (+ 299 E.)
– Il tasawwuf è purificazione del cuore, è fare ciò che piace ad Alláh l’Altissimo e non avere volizioni proprie quand’anche si abbia commercio con gli uomini. (T.A.).

– Il tasawwuf è mostrare le proprie ricchezze (esteriori), sí da celare il proprio stato spirituale alla gente, e astenersi da tutto ciò che è inutile. (T.A.).

ABU BAKR AL-KATTANI (+ 322 E.)
–  Il tasawwuf è buona disposizione: colui che ti supera in quanto a buona disposizione, ti ha superato in quanto a purezza di cuore. (R.,149).

– Il tasawwuf è purezza e intuizione intellettuale. (T.A.).

– Il sùfi è colui che considera le proprie opere di devozione come una colpa di cui deve richiedere il perdono di Alláh.(T.A.).

 

ABU  ‘ALI AL-RUDHBARI (+ 322 E.)
 – Il tasawwuf è giungere alla porta dell’Amato (Allàh) e mantenervisi, anche se si è spinti ad abbandonarla. (R., 149).

 –  Disse pure: « E’ la purezza della prossimità dopo la contaminazione dell’allontanamento ». (R., I49).

 –  Il sùfi è colui che si veste di lana con purezza di cuore, e fa gustate al proprio «io » il cibo dei maltrattamenti, e si getta il mondo dietro le spalle e procede sul sentiero di Mustafà, il Profeta Muhammad. (T.A.).

 

‘ABDULLAH BEN MUHAMMAD AL-MURTA’ISC (+ 328 E.)
– Gli domandarono: « Cos’è il tasawwuf ? » Rispose: «E’ sottigliezza e difficoltà di cammino e occultamento ». (Nafaba’tu-I-Uns, 2 3 o).

– Il sùfi è colui che diviene privo di tribolazioni e di doti individuali. (T.A.)

 

ABUL-HASAN AL-MUZAYYIN (+328 E.)                                                                                                      – Il tasawwuf è lasciare che il proprio “sè” sia ricondotto alla Verità. (R.149).

ABU ‘ABDALLAH BEN KHAFIF (+ 331 .)                                                                                                     – Il tasawwuf è pazienza sotto i colpi del destino, accettazione di ciò che proviene dalla mano dell’Altissimo e proseguire nel proprio cammino per deserti e alture. (T.A.)

ABU BAKR AL–WASITI (+ dopo 320 E.)
– Il súfi è colui che parla soltanto dopo aver riflettuto, e il cuore del quale è stato illuminato dalla meditazione (T.A.).

ABU  BAKR ASC-SCIBLI (+ 334 E.)
– Il tasawwuf è stare con Allàh senza preoccupazione. (R., I49).

– Il súfi è separato dall’umanità e unito ad Allàh, in quanto Alláh ha detto. « E ti ho scelto per
me » , per poi aggiungere: « Ma tu non mi vedrai “‘. (R., 149).

– Il tasawwuf è un lampo accecante. (R., 149).

– I sùfi sono i figli prediletti di Allàh. (R., 149).

– E’  (il tasawwuf) essere protetti contro la visione del mondo fenomenico. (R., 149).

– Il tasawwuf consiste nel ristabilirsi nello stato di equilibrio di prima che si entrasse nell’esistenza. (T.A.).

– Il tasawwuf è controllo delle proprie facoltà e vigilanza sul proprio respiro. (T.A.).

– Il sùfi è veramente tale quando considera l’intero genere umano come la propria famiglia. (T.A.).

 

ABU SA’ID IBNU-L-‘ARABI (+ 340 E.)
– Tutto il tasawwuf è nell’abbandono di quel che è superfluo. (Nafahàtu-l-Uns, 248).

 ABU-L-HASAN AL-BUSCIANGI (+ 347 E.)
– A coloro che domandavano cos’era il tasawwuf, rispondeva: «Mancanza di speranza e incessante dedizione allo sforzo ». (T.A.).

GIAFAR AL KHULDI (+ 348 E.)
– Il tasawwuf è assoggettare la propria individualità e liberarsi dal proprio stato di umanità, e guardare verso Alláh con interezza. (T.A.).

ABU ‘AMR BEN AN-NAGID (+ 366 E.)
– Il tasawwuf è essere pazienti sotto il comando e la proibizione. (T.A.).

ABU ‘ABDALLAHA AR-RUDHBARI (+ 369 E.)
– Il tasawwuf è rinuncia delle cerimonie, pratica dell’eleganza apparente e abbandono della vanagloria. (Nafahàtu-I-Uns, 300).

ABU MUHAMMAD AR-RASIBI (+ 367 E.)
 – Il sùfi non è tale fino a che nessuna terra non lo sostenga piú e nessun cielo lo ricopra; non è tale finché l’umanità non gli si opponga; e finché in ogni circostanza egli non faccia ricorso se non ad Alláh. (Nafahàtu-I-Uns, 304).

ABU-L-HASAN AL-HUSRI (+ 37i E.)
–  Il Califfo gli domandò: «Che cos’è il tasawwuf? ». Egli rispose: «E’ questo: il  sùfi non dovrà avere riposo o conforto in nulla al mondo che non sia Allàh, e dovrà rimettere tutto ciò che lo riguarda a Colui che è Signore e che gli assicura ciò che ha Egli stesso predestinato. Che cosa resta dopo Alláh se non l’errore? E quando avrà trovato il Signore, non terrà piú conto di nient’altro ». (T.A.).

–  Il sùfi è colui che, essendo morto una volta per tutte alle contaminazioni dei mondo, non ritorna indietro, e avendo una volta per tutte rivolto la faccia ad Allàh, non la distoglie piú; e le cose che passano non lo toccano in nessun modo. (T.A.).

–  Sùfi è colui la cui percezione spirituale (wagd) è l’esistenza reale, e i cui attributi sono il suo velo; in altre parole, se un uomo conosce se stesso, conosce il proprio Signore. (T.A.).

– Sùfi è colui del quale gli uomini non sanno vedere l’esistenza paragonandola alla loro propria. (T.A.).

– Il tasawwuf è avere il cuore purificato dalle contaminazioni delle opposizioni. (T.A.).

 

ABU ‘UTHMAN AL-MAGHRIBI (+ 373 E.)
– Il tasawwuf è taglio dei legami e rigetto delle cose create, e unione con le realtà divine (haqàiq). (T.A.).

ABU-L-HASAN AL-KHURQANI (+ 425 E.)
– Il súfi non è tale per il mantello rappezzato e per il tappeto di preghiera; egli non è tale in virtú di regole e di usanze; il vero sùfi è colui che non è piú nulla. (Nafahàtu-I-Uns, 337).

– Il sùfi è un giorno che non ha bisogno di sole, e una notte che non ha bisogno di luna o di stelle, e un non-essere che non ha bisogno di essere. (lbidem).

ABU  SA’ID BEN ABI-L-KHAIR (+ 44o E.)
– Domandarono a questo Sciaikh: « Che cos’è il tasawwuf? ». Rispose. « Abbandonare quel che hai nella testa, donare quel che hai nella mano e non ritrarti da quel che ti sopravviene ».
(Nafahàtu-I-Uns, 345). 


Shaykh ‘Abd al-Qàdir al-Jìlànì (+ 1166 ) uno dei più grandi Sufi. Tratto dal capitolo 6 ( L’esoterismo islamico ed i Sùfi) del suo bellissimo  libro che va al cuore,  che consiglio di leggere, : “Il segreto dei segreti”- Sirr al-asràr-  di ‘Abd al-Qàdir al-Jìlàn  – Edizioni L’Ottava :
 
Il termine “Sufi” è derivato dalla parola araba sàfa , che significa “puro”. La ragione per cui i Sùfi sono chiamati in questo modo è che il loro intimo è stato purificato ed illuminato con la luce della Gnosi e dell’Unità divina (tawhid). Un’altra ragione di questo appellativo è il loro legame spirituale con quei Compagni del Profeta  chiamati “ahl as-suffa ” che significa “gente della veranda”, coloro che vivevano in assoluta povertà in un’area della moschea di Medina dediti esclusivamente alla pratica ascetica.  Lo Shaykh al-Qàdir al -Jìlànì, descrive poi in modo “magistrale” cos’è il tasawwuf partendo dalle lettere delle stessa parola: In arabo la parola “tasawwuf” (l’esoterismo islamico), è composta da quattro consonanti : T,  S,  W,  F, che significano: La prima lettera T stà per Tawba, ovvero “pentimento”, che è il primo passo sulla Via. E’ come se si trattasse di un doppio passo, uno esteriore ed uno interiore: l’esteriore consiste nel pentimento relativo alle parole , agli atti ed ai sentimenti, mantenendo la propria vita scevra di peccati e di atti illeciti, perseguendo l’obbedienza, rifuggendo rivolta ed opposizione  per cercare accordo ed armonia. Il passo interiore del pentimento è un atto del cuore consistente nel purificarlo dai desideri per le cose di questo mondo  e nella sua completa dedizione al Divino.Il secondo grado è lo stato di gioia e purezza , safà ed è simboleggiato dalla lettera S. nche in questo grado vi sono due passi da fare: il primo verso la purezza del cuore, il secondo verso il suo centro nascosto. La purezza del cuore (safà al-qalb) proviene da un cuore che si è liberato dall’ansia provocata dal peso delle preoccupazioni mondane per il cibo, per il bere, per il dormire, per i vani discorsi. Il modo per liberare il cuore e purificarlo è quello del ricordo (dhikr) di Allàh. La terza lettera W, stà per la parola walàya, che è lo stato di santità degli amanti di Allàh e dipende dalla purezza interiore. Allàh menziona i Suoi amici (awliyà) nel Sacro Corano: “Invero sugli amici di Allàh non vi è timore nè essi sono rattristati.” , “Per costoro vi sono delle buone novelle in questo mondo e nell’altro.” (Cor. 10 – 62,64). L’effetto visibile di tale stato è l’essere abbellito con i più bei tratti del carattere , con le virtù ed i buoni costumi; si tratta dell’elargizione di un dono divino. Il Profeta (s.a.s.) ha detto: “Caratterizzatevi con i tratti divini“.La quarta lettera  F, stà per fanà , l’estinzione dell’io, lo stato di annientamento in Allàh , ovvero a tutto ciò che non è Allàh. Quando gli attributi della natura umana si estinguono ed il falso io svanisce assieme alla molteplicità degli attributi e delle forme di questo mondo, allora non sussistono più che gli Attributi dell’Unità (sifàt al-ahadiyya). Questa è la stazione dei Profeti e dei Santi, gli amici di Allàh, situata nel dominio della Natura divina (làhùt).Quando l’esistenza contingente è unita all’esistenza eterna, non può essere più concepita come un’esistenza separata; quando tutti i legami terreni sono abbandonati e si è in unione con Allàh, con la Realtà divina, si riceve una eterna purezza , non si può più essere biasimati e si diventa uno dei “compagni del giardino, dove dimorano per sempre” (Cor.VII, 42), “coloro che credono ed operano rettamente” (ibid.) . Tuttavia “Noi (Allàh) non poniamo alcun peso sull’anima che essa non possa sopportare “ (ibid).
L’uomo deve soltanto possedere una instancabile pazienza . “Ed Allàh è con coloro che con pazienza perseverano” (Cor. VIII,66).

Definizioni della Via Sufica (Tasawwuf)ultima modifica: 2009-02-03T17:02:00+01:00da mikeplato
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