L’Asino e il Cristo

Esamineremo ora il simbolismo della cavalcatura dell’asino da parte di Cristo che entra in Gerusalemme, acclamato come Re. Ogni simbolo racchiude un archetipo, un idea eterna. Ogni simbolo presenta un settuplice livello di significato, poiché l’i-dea eterna deve attraversare sette toni prima di scendere e dimorare nella nostra mente materiale. Ogni livello anagogico è reale, ogni livello è più profondo di un altro.

 

L’asino è da più parti considerato come il simbolo dell’ignoranza e degli istinti animali. Ma, più articolatamente, l’asino è il fallo, ergo la funzione sessuale. Vista di profilo, la testa e il muso di un equino, in particolare quella dell’asino, ha una forma palesemente fallica. donkey fallo.jpgL’asino è il “cavallo dei pantaloni’,  il potere sessuale. E’ la bestia da soma. Questo Soma può essere due cose: nella gnosi, il soma è il corpo fisico, la carne; nell’alchimia induista, il Soma o Haoma (nettare d’immortalità) è lo sperma. Le due cose sono legate poiché l’alchemico “corpo di Cristo” che occorre “mangiare” è lo sperma, detto anche “pane filosofale”, attraverso cui ci si comunica con la Psiche. Il Soma, secondo i manichei, era il guscio della scintilla divina, dello spirito. Ora, dire “bestia da soma” può voler dire due cose, entrambi esatte, ma una più profonda di un’altra:

1)      il corpo fisico, la carne, l’ego carnale

2)      il fallo, la bestia da “soma”, la bestia che produce “soma”

 

Il potere sessuale, se domato,  porta su, eleva spiritualmente. Questo è ciò che vuole YHWH da Caino: “il peccato è acciambellato alla tua porta, il suo istinto è verso di te, ma tu dominalo”. Il peccato acciambellato alla porta, ossia al chakra basale, è il serpente kundalini con le sue spire. Attenti qui. Da un punto di vista cellulare, il serpente acciambellato con le sue spire è il GENOMA che dimora arrotolato e ingarbugliato nel nucleo cellulare. Questo Genoma è la sintesi di quel che gli gnostici chiamavano ORRIDA MESCOLANZA TRA SPIRITO e MATERIA, TRA ANIMA DIVINA E SPIRITO DI CONTRAFFAZIONE. In Genesi è detto ADN_animation.gifche Nahash, il serpente, si insinua in Eden. Orbene, l’ebraico letterale di Eden è ADN, ossia l’acido desossiribonucleico. Il valore profondo di questo, alla luce della scienza moderna, è che il serpente è un elemento estraneo che si “insinua” nella genetica primordiale divina e da quel momento si comporta come un parassita in un organismo ospite. Poiché gli impulsi psico-mentali, gli istinti, i desideri, i pensieri, partono dal DNA, se ne evince che maggiore è la componente “estranea”, “arcontica” nel DNA, maggiore sarà il dominio della “bestia”, anziché dell’ ”Angelo”. Ergo occorre resistere agli impulsi possenti della natura animale che si è mescolata con l’anima divina, per indebolirla e mutare lo stesso gene, il serpente acciambellato. Come è noto v’è una connessione stretta tra il caduceo ermetico e il Dna. Non sarebbe sbagliato affermare, sulla base del principio delle analogie grande-piccolo, che l’uomo è una cellula gigante, e che la kundalini equivale al gene. D’altronde il senso più profondo da dare ai termini “geni buoni” e “geni maligni” è certamente quello di legarli alla realtà cromosomico-genetica, ove vi sono geni legati alla Luce e geni legati alle tenebre.In ogni modo, è noto che l’asino in salita sia infaticabile se non recalcitra. Quindi il potere sessuale, e più in generale l’ego umano, possono divenire la cavalcatura del Sé. in senso lato noi siamo l’asino, il nostro ego è l’asino recalcitrante, ma se sottomesso diviene il veicolo perfetto della divinita’ che cavalca. Che l’Asino sia il potere e la funzione sessuale lo prova il fatto che il raglio asinino, insistente, è pressocchè analogo al tipico verso di un uomo in fase di orgasmo. E non solo: con quel suo I-O sembra lanciare un monito a tutti gli uomini asinini che osano dire IO, che è il nome di Dio.  Ora una domanda legittima è: perché, in quanto re, il Cristo cavalca un umile asino e non un cavallo che è la tipica cavalcatura regale? A prescindere dalla elementare interpretazione secondo cui Gesù era un umile Jesus donkey.jpgsu una cavalcatura umile, Il Cristo voleva legare questo evento a due profezie, onde legare se stesso al Messia annunciato. Nel testo di Matteo 21 è detto: “1Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli 2dicendo loro: “Andate nel villaggio che vi sta di fronte: subito troverete un’asina legata e con essa un puledro. Scioglieteli e conduceteli a me. 3Se qualcuno poi vi dirà qualche cosa, risponderete: Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà subito”. 4Ora questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato annunziato dal profeta: 5Dite alla figlia di Sion:Ecco, il tuo re viene a te mite, seduto su un’asina, con un puledro figlio di bestia da soma.6 I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: 7condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. 8La folla numerosissima stese i suoi mantelli sulla strada mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla via”. La prima, più palese perché citata dal testo, è la profezia di Isaia. Qui il simbolismo asinino si lega indissolubilmente all’ingresso del Cristo in Gerusalemme, osannato come Re. Ma da chi? Certo dalla gente, ma qui il simbolismo si lega all’intimo. Cristo è il Sé che sottomette l’ego e la sua inclinazione sessuale-generativa, e diviene vero Re, re dell’intimo, sovrano di sé, dominatore sulla sua natura animale ormai trascesa, cavalcata. Non è casuale che il termine SOMARO sia cabalisticamente affine all’ebraico SHOMER-DRAGO. E non è neanche casuale che ONAGRO, il termine più sovente utilizzato dal testo biblico, in luogo di somaro, sia l’anagramma occulta di ORGANO, l’organo sessuale appunto. Quindi laddove lo Spirito in occidente cavalca l’asino, in oriente cavalca il Drago, ma la valenza simbolica è la medesima. Cristo entra in Jeru-Salem, nella Santa Pace, nella pace dei sensi, e la sua anima, direbbero i sufi, diviene NAFS MOTHMAYANNA, anima riappacificata col suo Signore, non più ribelle, ma imperturbabile, insensibile al vortice delle vicende terrene e degli istinti. Per questo il testo evangelico e la profezia utilizzano l’asino anziché il cavallo, poiché il primo estremizza molto più del cavallo la ritrosia, la cocciutaggine, la ribellione, la stupidità dell’ego a non voler fare la volontà del D-Io vero. Re di Salem, ovvero Re di Pace è Melkizedek (Genesi 14), e ciò è un ulteriore elemento che porta ad associare Cristo che entra in Jeru-Salem come Re e Melkizedek Re di Salem. Salem non può avere due re. La seconda profezia, che va intuita, è quella presente in Balaam. Il Cristo  Gustav_Jaeger_Bileam_Engel.jpgsuggerisce la sua connessione con il messia descritto nella profezia di Balaam, in Numeri 24:17: “io lo vedo ma non ora…una stella spunta da Giacobbe…uno di Giacobbe dominera’ i suoi nemici”. Il profeta non ebraico Baalam cavalcava l’asino, ergo Gesu sceglie l’asino per suggerire: io sono quello che Balaam vide nella sua visione, lq stella, il Dominatore degli Arconti (dominatori). Se nella sua prima apparizione il Cristo cavalca un asino, in Apocalisse cavalca un superbo cavallo bianco…animale da guerra.  Quindi egli si manifesterà non piu umile e dimesso, ma vero re del mondo e figlio di Dio, Guerriero supremo, e simbolo del favoloso corpo di luce che tanto fa tremare i signori di questo universo.Si ricordi inoltre che l’asino era anche la cavalcatura di Dioniso. Dioniso su Asino.jpgIn generale rimangono intatte le altre più semplici interpretazioni: asino come ignoranza, cecità alle cose spirituali,animalità. Archetipi fatti propri da Apuleio (Le Metamorfosi) e da Collodi (Pinocchio). Ma di converso, se l’asino-ego si fa docile alla volontà divina, diviene ciò che disse di lui Giordano Bruno: SANTA ASINITA’, ovvero santa ignoranza, quel farsi vuoti delle verità e sovrastrutture umane per divenire pieni della Sapienza divina. Se l’asino è l’ego umano, sempre sospeso nel dubbio tra il SI e il NO, che mai riesce a conciliare, si comprende allora perché gli gnostici lo raffigurassero crocifisso, in quanto simbolo del sacrificio d’amore dell’Ego per il Sé. donkey. crocifisso.jpgIn Egitto questo Asino-Ego da sottomettere aveva il nome di SETH, che in egiziano antico significava “questo è me”, nel senso di “questo è l’uomo decaduto, allontanatosi dal centro divino”. Se Seth diviene Horus, è la meraviglia delle meraviglie. Ma per divenirlo, deve cessare di considerarsi sapiente e capace, e stimarsi un nulla innanzi al Dio interiore. Ciò richiede la classica “infaticabilità”, ossia un grande lavoro su se stessi che consiste non in una costruzione, ma una demolizione. Non c’è nulla da costruire. C’è già un Sé onnisciente che dimora nell’anima. Occorre solo scrostarlo come si fa con un metallo prezioso coperto di escrementi. Occorre demolire se stessi per far riemergere se stessi. Ma paradossalmente, è un’operazione difficile. E’ questo il fondamento della santa asinità, come scrisse Bruno ne La Cabala del Cavallo Pegaseo: O sant’asinità, sant’ignoranza,  santa stolticia e pia divozione,  qual sola puoi far l’anime sì buone, ch’uman ingegno e studio non l’avanza:non gionge faticosa vigilanza d’arte qualumque sia, o ‘nvenzione, né de sofossi contemplazione, al ciel dove t’edifichi la stanza. Che vi vai, curiosi, il studiare, voler saper quel che fa la natura, se gli astri son pur terra, fuoco e mare?La santa asinità di ciò non cura; ma con man gionte e ‘n ginocchion vuol stare aspettando da Dio la sua ventura. Nessuna cosa dura,  eccetto il frutto de l’eterna requie, la qual ne done Dio dopo l’essequie . L’asino, l’ego, deve mettere le ali. Nei paesi del sud-Italia, per indicare ai bambini una chimera si usa dire: “guarda, il ciuccio che vola”. Non è una chimera, il ciuccio può davvero mettere le ali

L’Asino e il Cristoultima modifica: 2009-02-06T16:03:26+01:00da mikeplato
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