La sfinge

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La Sfinge è l’Anima che insegna, la parte divina dell’anima, la Sposa di Cristo. Sfinge viene da un termine greco che sta per “STRANGOLARE, STROZZARE”, azione che indica un tentativo di sottomettere, costringere ad una disciplina,ad accettare un’autorità superiore e più forte. La Sfinge impone il suo dominio sull’ego, e quando lo fa, nonostante la resistenza dell’ego, alla fine ne trionfa. Il primo ENTE da convincere a istruirci è proprio la Sfinge, l’Anima, mediatore tra noi e lo Spirito. Non possiamo farci istruire dallo Spirito, occorre essere purissimi. La Sfinge ci istruisce sui misteri della natura e del mondo, ma solo lo Spirito ci può istruire sui misteri del suo regno:la Luce. Il gioco della Sfinge è dolce, come diceva il Cristo, ma ,come accade tanto nel mito di Edipo che nella storia che vede coinvolti la Regina di Saba e Salomone il sapiente, occorre saper spiegare i suoi enigmi, scioglierli, altrimenti non si passa, ti blocca. Gli enigmi sono numerosi, essa li propone attraverso i sogni, visioni, teofanie uditive, letture, e occorre avere quella particolare dote che fa di un’anima un vero figlio della luce. Non è un caso che il termine greco AINIGMA, se raddoppiamo la M come spesso accade, ossia AINIMMA, ha a che fare con l’anima. La Sfinge fu chiamata dagli Arabi ABU’L HUL, Padre del Terrore, non perchè essa incuta paura ma perchè gli uomini immersi nelle tenebre hanno timore nell’approcciarla. Gli antichi egizi la chiamavano SHESEP ANKHW-IMMAGINE DEL VIVENTE. Infatti l’Anima fu fatta ad immagine dello Spirito, il Dio Vivente. Nella storia biblica di Giuseppe ricorre un termine molto misterioso. Giuseppe fu dichiarato seconda auorità in tutto l’Egitto e a lui fu concesso il titolo onorifico SAFNAT PANEAH, tradotto come DIO PARLA EGLI VIVE. Perchè? E’ semplice. SE HAI DIO IN TE ED EGLI INIZIA A VIVERE DENTRO DI TE, EGLI PARLA. Se parla, Dio vive. Mi adiro quando leggo qui e lì che DIO non parla, che le presunte teofanie uditive sono allucinazioni, sintomo di schizofrenia. Come può un morto come l’uomo parlare? L’uomo non ha il Verbo, ma il Verbo-Logos parla, e se parla egli vive in noi, attualizzando per chi vive questa esperienza il titolo di Safnat Paneah. Secondo alcuni questa parola egiziana significherebbe COLUI CHE CONOSCE TUTTE LE COSE, o meglio ONNISCIENTE. E’ noto che Giuseppe aveva un’intuizione formidabile e riusciva a decodificare gli  enigmatici simboli onirici della sfinge. Come suggerito dal film cui fa capo l’immagine di cui sopra, la Sfinge distrugge ogni nostra illusione di poter controllare la nostra vita. Ci mette di fronte alla verità del mondo, ci dice che il nostro destino è totalmente controllato da altre Intelligenze, e ci chiede di darLe la vita. Ci comunica che in caso contrario, è morte certa, morte dell’anima. Il termine Sphinge ha molto a che fare con Sophia e con Phoenix (S-phinx). Quindi Sfinge, Fenice e Sophia sono il femminino divino capace di autoconferirsi la vita, di risorgere da sè, dalle proprie ceneri:

Vedete quanto sia grande costui…senza nè padre, nè madre, senza geneaologia, nè inizio di giorni nè fine di vita (Lettera agli Ebrei, di Paolo, su Melkizedek)

Melkizedek, l’auto-generato e l’auto-generante. Melkizedek, sacrificatore e sacrificato.

La Bibbia è molto chiara sulla strategia della Sfinge per costringere i suoi figli ad obbedire e sottomettersi (islam anagramma di Salmi). Il passo che segue, Siracide 4:11, è il manifesto della Sfinge. Leggete e mi darete ragione:

La Sapienza esalta i suoi figli…Dapprima li condurrà per luoghi tortuosi, INCUTERA’ LORO TIMORE E PAURA (ecco la tipica attività della Sfinge, ABUL HUL il Re del Terrore), li tormenterà con la sua disciplina perchè possa fidarsi di loro, e li abbia provati con i suoi decreti. Ma poi li ricondurrà sulla retta via e manifesterà loro i suoi mirabili segreti. Se essi battono una falsa strada, li lascerà andare e li abbandonerà in balià del loro destino (ossia Heimarmene, gli Arconti, i Padroni dell’astrale umano)…

Qui qualcuno sarà tanto perspicace da vedere la contrapposizione tra Provvidenza e Destino, tra Cristo e gli Arconti. Noi abbiamo due destini ed è qui il vero libero arbitrio: scegliere di sottometterci al Cristo-Sophia-Sfinge, oppure di farci abbandonare dalla Provvidenza ed essere dominati dal Destino. Quindi o servi di Dio o schiavi degli Arconti. L’uomo non ha altra scelta. Voi vedete come gli ebrei abbandonarono Dio, e quindi rinunciarono al loro destino superiore, per cadere in balìa degli Arconti e del loro destino inferiore, con tutte le conseguenze che voi conoscete. 

Egli mi disse: HO ABBANDONATO GLI EBREI DA TEMPO. Inoltre vi dico che quel che dice il Siracide l’ho sperimentato sulla mia pelle, tranne l’ultima parte (l’abbandono).

Altri passi biblici documentano l’iniziazione possente della Sfinge, non certo fatta di carezze…

Giuditta 8:27: ma è a fine di correzione che il Signore castiga coloro che gli stanno vicino». Giobbe 5:17: Felice l’uomo, che è corretto da Dio: perciò tu non sdegnare la correzione dell’Onnipotente. Ebrei 12,7: È per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non è corretto dal padre? Se siete senza correzione, mentre tutti ne hanno avuto la loro parte, siete bastardi, non figli! Ebrei 12,11 Certo, ogni correzione, sul momento, non sembra causa di gioia, ma di tristezza; dopo però arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo sono stati addestrati Ebrei 5:7 Proprio per questo nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per la sua pietà;  pur essendo Figlio, imparò tuttavia l’obbedienza dalle cose che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono, essendo stato proclamato da Dio sommo sacerdotealla maniera di Melchìsedek.

 

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La sfingeultima modifica: 2009-02-20T13:11:00+01:00da mikeplato
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5 Responses

  1. Katia
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    Mike,

    anche in un altro passo di Siracide ( 6,18-31 ) si capisce in modo, piuttosto chiaro, che l’unico sistema, per accostarsi alla Sapienza,o meglio, a Melkisedeq-Sophia è la disciplina, l’obbedienza.
    Credo che, nei versetti finali, si possa leggere a cosa porterà un percorso di perfezionamento tramite la sottomissione.
    ” Veste di Gloria ” e ” Corona Magnifica ” fanno pensare al ritorno in Kheter…
    E’ cosi? Grazie per eventuali correzioni e chiarimenti.

    18 Figlio, sin dalla giovinezza medita la disciplina,
    conseguirai la sapienza fino alla canizie.
    19 Accòstati ad essa come chi ara e chi semina
    e attendi i suoi ottimi frutti;
    poiché faticherai un po’ per coltivarla,
    ma presto mangerai dei suoi prodotti.
    20 Essa è davvero aspra per gli stolti,
    l’uomo senza coraggio non ci resiste;
    21 per lui peserà come una pietra di prova,
    non tarderà a gettarla via.
    22 La sapienza infatti è come dice il suo nome,
    ma non a molti essa è chiara.
    23 Ascolta, figlio, e accetta il mio parere;
    non rigettare il mio consiglio.
    24 Introduci i tuoi piedi nei suoi ceppi,
    il collo nella sua catena.
    25 Piega la tua spalla e portala,
    non disdegnare i suoi legami.
    26 Avvicìnati ad essa con tutta l’anima
    e con tutta la tua forza resta nelle sue vie.
    27 Seguine le orme e cercala, ti si manifesterà;
    e una volta raggiunta, non lasciarla.
    28 Alla fine troverai in lei il riposo,
    ed essa ti si cambierà in gioia.
    29 I suoi ceppi saranno per te una protezione potente,
    le sue catene una veste di gloria.
    30 Un ornamento d’oro ha su di sé,
    i suoi legami sono fili di porpora violetta.
    31 Te ne rivestirai come di una veste di gloria,
    te ne cingerai come di una corona magnifica.

  2. rovigatti
    at |

    Mike, perchè parli di ritorno in Kether? Al di sopra di Kether esiste En Sof, il Padre Assoluto quindi secondo me è in Lui che dovremmo riassorbirci alla fine dato che Kether dovrebbe rientrare già nel primo livello di manifestazione pur raffinata e sottile che sia. Mi sbaglio?
    Grazie.
    Chiara

  3. mike plato
    at |

    No, Chiara. Kether è il massimo possibile a qualunque essere. En Sof è inaccessibile. Il Figlio o i Figli possono osservare En Sof ma non possono unirsi a lui. Ricorda che Atzilut è inaccessibile e gli Angeli che tentarono di penetrare in questo Sancta Sanctorum furono malamente respinti

  4. mike plato
    at |

    No, Chiara. Kether è il massimo possibile a qualunque essere. En Sof è inaccessibile. Il Figlio o i Figli possono osservare En Sof ma non possono unirsi a lui. Ricorda che Atzilut è inaccessibile e gli Angeli che tentarono di penetrare in questo Sancta Sanctorum furono malamente respinti

  5. rovigatti
    at |

    Grazie Mike. Ma Atzilut rimane inaccessibile a coloro che non hanno le caratteristiche per potervi abitare e poi gli angeli hanno tentato con “un colpo di mano” di penetrare in Atzilut cosa che non sarebbe così ad un Figlio di Dio perfettamente integrato in tale stato. I padri e i figli abitano nella stessa casa e se ciò che è in alto è anche in basso dovrebbe valere anche il contrario. Scusa ma sono ancora dubbiosa in merito.
    Ciao, Chiara

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