Il cacciatore di Arconti

 

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Dal Dracula di Stoker emergono indizi di una conoscenza, da parte dell’autore, di concetti tipici del cristianesimo gnostico e rosicruciano. Quale verità è incarnata da Van Helsing, il nemico di Dracula e cosa sono gli Arconti-vampiri? Il significato occulto del romanzo di Stoker.

 

Di Mike Plato

 

Bram_Stoker1.jpgNel Dracula di Bram Stoker sono due i personaggi in palese opposizione: da una parte Dracula, il Signore dei Vampiri, dall’altra Abraham Van Helsing, medico esoterista olandese che conosce tutto sui succhia-sangue. Ma chi è realmente Van Helsing? Dalle conoscenze che emergono dal romanzo di Dracula è possibile che Bram Stoker fosse addentro a un discorso iniziatico di tipo Rosacrociano e che lo abbia voluto celare nel personaggio eroico di Van Helsing, metafisico-guerriero, consapevole dell’esistenza di forze e dinamiche astrali che sfuggono completamente ai normali sensi percettivi, perché agenti su una banda di frequenza più alta di quella accessibile al normale sentire. Non è improbabile che Stoker si sia voluto identificare con lo stesso Van Helsing, dato che il nome di battesimo di Stoker era proprio Abraham, nome che assegnò all’antagonista del vampiro. Van Helsing è depositario di una conoscenza segreta, preso per matto da coloro che egli vuole aiutare ma per nulla toccato dalla derisione degli altri: “Voi credete che vampiro sia fantasia, vero? Ci sono misteri in vita”. Molti pensano erroneamente che la figura del “vampiro”, così come narrata nel romanzo, sia stata ideata da Stoker, ma essa promana da un’antica conoscenza a carattere gnostico fusa con le leggende dell’est Europa. Infatti Stoker, nella sua opera, svela alcuni segreti sugli Arconti, conosciuti nella letteratura gnostico-cristiana come Arkhontes, e in quella angelica come Dominazioni, corrispondenti ai 7 pianeti e ai 7 vizi capitali, e contrapposte agli Angeli, cioè le 7 virtù. Gli Arconti nello gnosticismo e nel primo Cristianesimo sono considerati i guardiani o carcerieri dell’anima, essendo coloro che ne assorbono la forza una volta che essa si disincarna. Su questa base Stoker creò la figura dell’Ar-Conte Dracula, a sua volta versione romanzata del terribile Vlad Tepes di Valacchia, feroce maestro oscuro e divoratore delle correnti emozionali generate da coloro che egli suppliziava allo scopo con l’impalatura.

Il Libro del Giglio e della Rosa e la ribellione primordiale

Gli gnostici affermavano che su questo piano di realtà domina quasi incontrastata una schiera di angeli ribelli al supremo creatore che nei Vangeli è chiamata “Legione”, respinti dai cieli dimensionali più alti nell’eone precedente quello della creazione narrata in Genesi 1, per aver osato tentare di penetrare nella sfera dell’emanazione di Dio (Aziluth nella Cabala) e acquisire un potere a loro negato: creare dal nulla. Ad essi era concesso di creare in senso demiurgico, manipolando la sostanza cosmica, la prima materia che in Genesi è tradotta volgarmente come “suolo o polvere”, ma che in realtà è “adamàh”: il plasma cosmico, la prima materia universale. A loro si ispirarono i RosaCroce che 7189298.jpgnarrarono questi eventi, tenuti segreti dagli ordini iniziatici, nel misconosciuto ma prezioso Libro del Giglio e della Rosa: “All’inizio il Dio Vivente si ritrasse in sè, lasciando un vuoto che fecondò con una goccia della propria gloria. Era il regno senza tempo, in cui le Stelle del Mattino cantavano in coro. Dio pose gli Angeli a capo della Prima Emanazione. Essi avevano forma di luce bianca e trasparenza di diamante. Essi recavano i decreti dell’eterno nelle quattro direzioni dell’universo. Grande era la potenza delle legioni angeliche, immensa l’opera loro al servizio dell’eterno. Non avevano il potere di creare, erano posti al di fuori del Mondo dell’Emanazione, ma potevano visitare ogni dove a volontà. Essi erano i Messaggeri dell’Altissimo. Adam non era ancora. Non sappiamo perchè il risplendente Angelo della Luce scelse di errare, poichè il Mondo dell’Emanazione è sigillato ai nostri occhi. Colui che vi entrasse sarebbe Dio, ma Dio è uno. Proclamiamo che la Prima Caduta fu causata dallÕAngelo della Luce allorchè volle penetrare intempestivamente nel Mondo dell’Emanazione. Un terzo delle schiere angeliche lo seguì (In Apoc.12.4 è scritto che la coda del Dragone Rosso portò sulla terra con sè un terzo delle stelle N.d.A.). Così avvenne la prima caduta, e la morte, che è incompiutezza, entrò  nell’universo. Il Mondo dell’Emanazione rimase intatto poichè nulla gli Angeli potevano emanare, neppure la più oscura delle sostanze potevano trarre da sè. Essi potevano operare solo sul mondo della Formazione (Yetzirà) e sul Mondo dell’Azione (Asshià) (il compito cosmico futuro di Adam) L’Altissimo emanò allora l’Adam (Cristo Libero), alla cui potenza spettava di restaurare l’armonia del cosmo”.  Una volta respinti nei cieli più bassi, gli antichi Arcangeli (Arconti) decisero di rendersi dèi in questa dimensione, creando il piano materiale con il suo corredo di stelle e pianeti, e facendovi precipitare per vendetta anche il popolo adamico.  In questo modo assunsero lo stesso ruolo che ha El Elyion (Dio Altissimo) in tutte le dimensioni del cosmo, embargando questo mondo dai reami più elevati vibrazionalmente e privandolo della eterna Luce divina, che scorre, non vista, solo in alcune anime che provengono dai regni più alti.  Nella Bibbia, la tirannide dei terribili sette Arconti Planetari è codificata nei sette Re di Edom: “Questi sono i sette Re che regnarono in Edom, prima che regnasse un re degli Israeliti (Genesi 36.31)”. E’ una verità cabalistica molto profonda e tenuta segreta dai maestri della Cabala, fino alle rivelazioni di McGregor Mathers dell’Ordine dell’Alba Dorata.  Lo dimostra anche l’antichissimo mito degli Edimmu. Assiri e Babilonesi credevano fermamente nell’esistenza di forze oscure tese a dissetarsi delle correnti di energia vitale messe a disposizione dai generosi umani. Li chiamavano non a caso Edimmu (Edom), esseri assetati di energia vitale (codificata nei miti vampirici come sangue), ibridi di umani e esseri energetici, chiamati “spiriti ladroni”, la medesima accusa che Gesù lanciava ai “mercanti del tempio” e alle forze oscure. Questi esseri tornavano ciclicamente sulla terra (si reincarnavano) per soddisfare la loro sete bevendo sangue-energia. Era detto che gli Edimmu abitassero un regno sotterraneo identificato come la “Casa delle Tenebre”. I demoni Edimmu erano detti pieni di violenza, imperversanti contro l’umanità. Erano sette, come i Re di Edom. Una ricerca operata attraverso la sacra Temurah ci ha permesso di scoprire che il vocabolo moderno più vicino a “Edom” è  l’inglese “doom” (destino-karman). Ci˜ implica che i Sette Arconti di Edom-Edimmu sarebbero i ben noti in campo esoterico “Signori del Karman”: i nostri padroni occulti. Essi sono le Dominazioni e le Potenze dell’angeologia ebraico-cristiana, note agli Esseni di Qumran come Figli delle Tenebre: le  Gerarchie angeliche del Gran Maestro oscuro “Beliar l’Ingannatore”. Nello zoroastrismo, Beliar era il corrispondente del Principe del Male “Angryiamanu”, avversario del Principe della Luce Ahura Mazda  e di tutti i Figli della Verità (Asha).

Sette chiavi e tre forme

Gli angeli caduti per ribellione non sono Angeli di Luce ma di Fiamma, poichè la loro vibrazione è inferiore a quella degli Esseri di Luce che dimorano in piani più alti. Non è una fiamma d’amore, bensì un fuoco distruttivo, un fuoco tenebroso che non genera luce, un corpo energetico che non consente loro di poter dimorare nelle ottave più alte, ove occorrono vesti eteriche adeguate. Gli Arconti-Vampiri sono la “Fiamma dell’Ira” (vamp-ir) intelligenze dominate non dall’Amore ma dalla Furia e dalla volontˆ irresistibile di dominazione. Van Helsing, osservando Dracul, afferma: “Mai più avrei immaginato una simile rabbiosa furia, nemmeno nei demoni degli inferi; i suoi occhi erano iniettati di collera” Grazie ai miei studi qabalistici basati sui controlli incrociati multi-lingue, ho rilevato che vi sono altri sette termini occulti che possono offrire valide chiavi di interpretazione del termine “vampiro”, quattro dei quali provengono dal greco antico, probabilmente la lingua qabalisticamente più potente:

1.       La prima chiave è il greco “anapeiro”, che non a caso significa “impalare”, l’attività preferita dal Voivoda valacchiano;

2.       La seconda chiave è il greco “empyreuo”che significa “ardere (d’ira), prender fuoco”. Spesso Gesù dice che i dannati cadranno nel fuoco inestinguibile della Gehnna ove sarà “stridor di denti”. Gesù vuol suggerire che gli esseri che vivono lontano da Dio finiscono sempre per ardere e consumarsi nel loro stesso fuoco;

3.       La terza chiave è il greco “empiulios” che non a caso indica il “Custode della Soglia”, che rimanda al Dragone guardiano del libro di   Apocalisse;

4.       La quarta chiave è il greco “empis” col significato di “zanzara” o “larva di tafano”, i tipici succhia-sangue;

5.       La quinta chiave è il latino “Imperius”, poichè quello dei Vampiri-Arconti è l’Impero delle Tenebre (di questo mondo), l’Impero delle Dominazioni e delle Potenze celesti (il greco “Arkon” significa “dominatore”), le orde di Gog e Magog, ovvero quei “demagoghi” e Signori delle nazioni che fanno della propaganda la loro arma di controllo sulle menti degli umani ingenui. A loro appartengono sia la falsa destra che la falsa sinistra, le due leve attraverso le quali l’Imperatore (impalatore) Beliar, l’antico serpente che ha ingannato il mondo, governa gli umani. Gesù accennò all’Impero tirannico in Luca 22.53, nonchè in Matteo 23.13, ove si scaglia apparentemente contro i Farisei, ma in realtà inveisce con ira divina e con maestosa severità contro gli Arconti, che non solo hanno rifiutato il Regno di Dio senza pentimento, ma ne impediscono l’accesso alle anime, da terribili guardiani arcontiani quali essi sono;

6.       La sesta chiave è il latino “impurus” che conferma la natura empia ed imperfetta di queste gerarchie angeliche;

7.       La settima chiave è il termine “Vipera” il cui morso è notoriamente velenoso e ricorda molto quello del vampiro; di qui, non a caso, il termine “inviperito” che è  proprio di un essere in preda ad una furiosa irritazione. Giovanni Battista utilizza quest’espressione, ma anche Gesù, per indicare una particolare schiera di esseri: “Serpenti, razza di vipere, siete figli della Genna (Matteo 23.13)”.

La Tradizione ci insegna tre forme di vampirismo:

 

blade.jpg1.       Furti da altri esseri umani con tendenze vampiriche. Un caso eclatante è narrato in Luca 8.44, laddove un’emorroissa che perde sangue (energia) cerca di compensare succhiando energia proprio all’essere che ne aveva in quantita quasi illimitate e di qualità purissima: Gesù. E’ scritto che l’emorroissa tocchi il lembo del mantello, ovvero l’aura di Gesù, drenando energia. Ma Gesù se ne accorge e esclama: “Chi mi ha toccato? Qualcuno mi ha toccato. Ho sentito che una forza è uscita da me”. Sulla rivista Light (1930), il direttore David God scrisse in proposito: “E’ di osservazione comune il fatto che certi individui assorbono la vitalità delle persone a cui rimangono vicine. Personalmente, ho potuto riscontrare alcuni casi istruttivi rilevando quasi invariabilmente che la persona “vampiro” era di tipo risoluto, invadente e aggressivo, mentre la vittima era di temperamento passivo e impressionabile”. Chi intuisce queste dinamiche, sa molto bene che le anime di indole vampirica e predatrice adorino incarnarsi e divenire personaggi famosi e potenti, poichè questo consente loro il controllo e la possibilità di circondarsi delle moltitudini: presupposto indispensabile per il nutrimento. Un leone non va nel deserto, predilige i luoghi in cui vi siano mandrie sterminate di gnu e zebre. Molte di loro divengono star osannate in diversi campi, e si nutrono dell’energia dei loro innumerevoli fans, così come i capi delle nazioni si nutrono dell’energia delle masse. Hitler, sotto questo aspetto, era un vampiro eccezionalmente abile e potente. Generalmente si tratta di personaggi ricchi e potenti, la cui indole predatoria risulta evidente dalla capacità e dall’abilità di scalare le carriere; ma questa è solo una maschera che cela un volto d’orrore. I Figli della Luce, i loro avversari, al contrario cercano la solitudine e aborrono la notorietà; non hanno ricchezza nè potere se non potere e ricchezza di natura spirituale;

2.       Vampirismo da entità astrali create da pensieri umani. E’ questo il caso di egregore o forme-pensiero distruttive create dal basso mentale umano, o campo astrale. Queste forme vampiriche drenano energia al loro creatore per mantenersi in vita. Non hanno intelligenza, perchè sono come amebe energetiche, interessate solo a nutrirsi. Per farlo si attaccano all’aura umana, stimolano il creatore a produrre la stessa originaria emozione, e succhiano. I qabalisti le chiamavano “dibbuq”.  Il loro creatore può distruggerle solo privandole di energia, non rispondendo più alle loro stimolazioni, ma per far questo occore una potente forza di volontà. Un esempio classico, seppur poco noto nelle sue dinamiche occulte, è la forma-pensiero del fumo. Quando l’ameba vuole mangiare, spinge il creatore a fumare e a scaricare energia emozionale, e il pasto è garantito. Anche la forma-pensiero del sesso può divenire invincibile, se l’uomo non ricerca la temperanza. Teillard de Chardin chiamava “Noosfera” (sfera dei pensieri) il campo di addensamento delle forme-pensiero umane. L’esoterismo la conosce come dimensione astrale o come basso etere. E’ un caso che il termine “Nosferatu” sia simile al termine che indica il sub-conscio collettivo? Noi crediamo che non lo sia;

3.       Vampirismo da entità  astrali indipendenti dagli esseri umani e non incarnate. In questa categoria rientra la famiglia degli Arconti, il cui vampirismo, in termini di saccheggio di talenti e di energie non ha eguali nelle altre forme di vita. Questa gerarchia parallela e sganciata dalla volontà dell’Uno è nota anche come Sinistra, Forze di Din (Ira, Rigore) e Sitra Hara (Lato Oscuro, Altra Parte) tra i cabalisti. Il loro odio furioso verso l’Altissimo, e verso la razza adamica che El concepì per sostituire gli Antichi dèi (così chiamati da Lovecraft), è ben oltre ciò che l’uomo comune può immaginare.

Vi è tutta un’armata di esseri che trascorrono le ère a caccia di cibo. Per farlo, hanno dovuto intrappolare con l’inganno in questo piano i Figli di Elohim costringendoli a continue reincarnazioni, allo scopo di divorare la loro energia vitale, perchè essi non sono immortali. Potrà non piacere, ma l’uomo non è al vertice della catena alimentare-energetica. Come suggerito anche da Van Helsing: “Il Vampiro disprezza le forme inferiori di vita”. I metodi che gli Arconti impiegano per nutrirsi delle correnti emozionali di paura, angoscia, nonchè dell’energia sessuale, sono adottati, per la corrispondenza grande-piccolo, dagli uomini sugli animali, considerati inferiori e sacrificabili. E’ urgente prendere coscienza di un problema quasi totalmente ignoto alle masse, alle quali viene succhiato il potere personale, paralizzate e vampirizzate in modo impercettibile ai sensi. La Chiesa del Graal ha sempre combattuto il vampirismo astrale, mentre quelle ufficiali lo hanno coltivato persino negli edifici di culto, attirandovi le masse e convogliando l’energia emozionale dei fedeli attraverso le croci poste sui tetti o le statue.

In guerra contro le legioni

Ma qual è la natura arcontiana del vampirismo? Ce lo spiega mirabilmente proprio Van Helsing, l’avversario di Dracula: “Dunque, è giusto che io dico qualcosa sul nemico che ci troviamo ad affrontare. Esistono esseri particolari noti come vampiri,  insegnamenti e cronache del passato forniscono prove sufficienti per gente con occhi ben aperti. Noi dobbiamo impegnarci perchè altre povere anime non periscano (si noti che Stoker menziona non a caso le “anime”, il cibo degli Arconti). Un Nosferatu non muore come ape dopo che ha punto. Diviene solo più forte e così più forte, ha ancora più potere per operare il male. E’ anche più intelligente dell’uomo, perchè la sua astuzia è frutto di accumulo di ère. Lasciatemi dire questo, che è frutto di sapienza ed esperienza degli antichi e di coloro che hanno studiato i poteri di non-morti. Quando essi divengono tali, il mutamento comporta la maledizione dell’immortalità; essi non possono morire, ma devono continuare, un’ora dopo l’altra, ad aggiungere nuove vittime e a moltiplicare i mali del mondo, perchè tutti coloro che muoiono per opera dei non-morti diventano essi stessi non-morti e predano per conto suo. E così la cerchia continua ad allargarsi, come le onde prodotte da una pietra gettata nell’acqua.  Il vampiro gode dell’ausilio della necromanzia, la quale è come suggerisce l’etimo, la divinazione per mezzo dei morti (vietata da Jehova nella Legge Mosaica N.d.A.) e tutti i morti a cui egli può andar vicino sono ai suoi ordini.  Egli può vivere fintantochè può nutrirsi di sangue di esseri viventi.  L’incubo è divenire come lui, creature abbiette notturne come lui, esseri senza cuore nè coscienza, che predano corpi e anime di quelli che noi amiamo di più. A quel punto le porte del paradiso ci sarebbero precluse per sempre. Saremmo in eterno aborriti: una macchia sulla faccia del Victor_Hugo.jpgSole di Dio, una freccia nel fianco di Lui che è morto per gli uomini. Noi questo combattiamo. Noi non stiamo combattendo una sola bestia, ma intere legioni di non-morti che trascorrono le ère a nutrirsi di altri esseri viventi. Non fate in modo che le vostre orecchie non odano e i vostri occhi non vedano ciò che non riuscite a spiegare”.  Il lettore è libero di ritenere queste parole fantasia da romanzo gotico, ma la verità è che Stoker ha voluto rivelarci qualcosa sull’invisibile dominazione, come poi fece prima di lui anche il fratello iniziatico Victor Hugo in una poesia di matrice esoterica, I Djinn (1828).  Hugo era ben istruito sulla Dominazione: “Nella pianura affiora un rumore. E’ il respiro della notte. E’ la voce sepolcrale dei Djinn. Si avvicinano! Teniamo ben chiusa la stanza in cui li sfidiamo. Orrido esercito di draghi e vampiri. L’orribile sciame, spinto dall’Aquilone, si abbatte, o Cielo! Proprio sulla mia dimora. I Djinn funerei, figli della morte, nel buio affrettano i loro passi”. E’ come ascoltare Davide quando salmeggia e invoca Dio per resistere alle tentazioni della Sinistra e delle Forze di  Din (Rigore). Hugo li chiama “impuri demoni della sera, presenze mefitiche”. Anche Tolkien, ne Il Signore degli Anelli, nascose un segreto alquanto sinistro: la conoscenza della plasmabilità assoluta dell’uomo sociale, una capacità di rendersi invisibili, nel regno delle forze infere, per dominare e predare, di lì, gli uomini. Quel regno è il basso astrale, sul quale l’uomo profano e dormiente non ha alcun controllo.

 

Per una grande verità

Van Helsing rispecchia l’archetipo dell’ancestrale cacciatore di demoni vampirici, del cavaliere indomito che combatte il Drago vampirico nell’interiore e nell’esteriore, del guerriero spirituale pronto ad esorcizzare il demone. Egli è il tipico Figlio della Luce che, in questa sua battaglia, si trova a dover affrontare le accuse di eresia e blasfemia scagliategli dalle gerarchie religiose servili ai cieli inferiori, e le accuse di follia da parte degli uomini profani che credono solo a ciò che vedono e toccano, ignari totalmente della vita dell’invisibile. Cè un passo in Dracula che illustra assai bene lo sforzo che un iniziato di matrice rosicruciana deve operare per illustrare le dinamiche occulte ad un profano: “Io voglio che voi credete in cose che voi non potete. Noi dobbiamo avere mente aperta, e non permettere che piccola parte di verità blocca corso di grande verità. Noi arriviamo prima a piccola verità. Noi teniamo piccola verità e noi valutiamo essa; ma in stesso tempo, noi non dobbiamo lasciare che piccola verità pensa di essere tutta verità di un universo”.  L’eroismo alla Van Helsing trova il suo epigono in Gesù il Nazireo, supremo guerriero spirituale e cacciatore di demoni, colui che consacrò la sua esistenza a combattere le Forze del Male ovunque si annidassero, e ad insegnare ad altri il modo di fronteggiarle e di non farsi “rubare” energia, attraverso un severo controllo delle emozioni. Gesù combattè perfino quelle che erano annidate in lui e che gli sferrarono un terribile attacco nel suo periodo di deserto, e sulle quali egli trionfò da potente guerriero. La sua vibrazione era talmente elevata da terrorizzare tutte le entità parassitiche che egli incontrava di volta in volta negli esseri che esorcizzava. Credo ci saranno nel prossimo futuro ulteriori rivelazioni su questo tema così delicato. Spesso il cinema e la letteratura tentano di rivelare segreti anche terribili, ma l’effetto è quello di creare solo un alone mitologico o fantascientifico su certi argomenti che invece sono più reali di quanto l’uomo comune pensi. Si tenga conto che, nei secoli precedenti, chi sapeva di ciò rischiava continuamente di essere giustiziato, crocifisso, impalato, bruciato vivo. Ma i tempi stanno cambiando,  la luce penetra, e forse qualcuno inizierà finalmente a capire.

 


Il cacciatore di Arcontiultima modifica: 2009-02-27T19:24:00+01:00da mikeplato
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2 Responses

  1. rovigatti
    at |

    Mike, penso che il dormiveglia di stamattina mi abbia portato consiglio. Credo di aver intuito perché, come è detto nel Libro del Giglio e della Rosa, “la Legione è respinta dai cieli dimensionali più alti per aver voluto acquisire il potere del Padre Asoluto di creare dal NULLA” visto che ad essa “è consentito di creare in senso demiurgico manipolando la sostanza cosmica.”. Nello Zohar (più precisamente nel Siphra Dtzenioutha o Libro del Mistero Nascosto) è espresso il concetto dell’Uno negativamente esistente (il Nulla), il primo Ain, la prima forma primaria dell’Uno inconoscibile o senza nome, l’Assoluto che sfugge ad ogni definizione. Si tratta di quello che gli gnostici esprimono come il Primo Mistero, l’Innominabile e l’Abisso (da AB = (il) Padre). Ora appare anche improprio secondo me dire CREARE dal Nulla in quanto si tratterebbe in realtà di una auto-generazione dell’Uno primario che da se stesso (il NULLA appunto) emana tutte le altre sue forme di espressione man mano che discende in basso per manifestarsi. Infatti nella preghiera del Credo è detto di Gesù che fu “GENERATO non creato della stessa sostanza del Padre” e, visto che Gesù era il Cristo Cosmico e che il Cristo Cosmico è in primis Melkisedeq, se ne deduce che anche Melkisedeq sia stato generato e non creato. Per ulteriore deduzione quindi, man mano che si discende vibrazionalmente, l’atto primordiale dell’auto-generazione perde la sua valenza diciamo così “autarchica” e, per esprimersi, non può che manifestarsi per atto imitativo ricorrendo all’ausilio di qualcosa di esterno a Sé. Nel caso della Legione manipolando appunto l’adamah, il plasma cosmico.
    Ciao, Chiara

  2. julianrosenberg
    at |

    dalla mia modesta esperienza esoterica pratica posso dire che il demiurgo è una forza cieca “il matrix”che è semplicemente così come ,nè buona nè cattiva e costituisce il “guanto” con cui tanto il creatore celeste ,quanto gli angeli caduti e anche gli iniziati fanno leva per manipolare la realtà;taluni iniziati si “sporcano”perchè spingono su questa forza per ottenere potere,altri invece agiscono su di essa per “frenare” la foga arcontica.chi ha avuto a che fare con la magia salomonica sa che si invoca una forza divina affinchè prema su di una intelligenza angelica per poi forzare uno spirito planetario;alla fine chi agisce direttamente nel piano fisico è il demiurgo ma il problema è chi lo “calza” di volta in volta!odiare il demiurgo sarebbe come odiare il proprio corpo;oramai ce l’abbiamo tanto vale farlo “fruttare” fintanto che ci serve!un saluto

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