Gli Eletti Cohen e la Reintegrazione dell’Uomo di Luce

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di Mike Plato

Nelle prime sedute teurgiche, i nuovi discepoli vedranno la Cosa compiere azioni  misteriose. Essi ne usciranno entusiasti e terrorizzati, come Saint Martin, o ebbri d’orgoglio e di ambizione, come i discepoli di Parigi. Si sono prodotte apparizioni, e strani esseri, di un’essenza diversa dalla nostra, hanno preso la parola.  (Papus)

Nella seconda metà del XVIII secolo, tre uomini di grande spessore spirituale tentarono di riformare la Massoneria e di riportarla su un binario esoterico-teurgico ormai perduto. I loro nomi erano: Jacques de Livron de la Tour de la Case Martinez de Pasqually, meglio noto come Martinez de Pasqually, Louis Claude de Saint Martin  e Jean Baptiste Willermoz. Erano tre grandi coscienze spirituali, ognuna con i suoi talenti specifici. Ma il Cohen per eccellenza fu de Pasqually

Il sogno di de Pasqually

Forse nato a Grenoble nel 1717 in una famiglia discendente da ebrei spagnoli, Martinez de Pasqually istituì nel 1760 il misterioso Ordine dei Cavalieri Massoni Eletti Cohen dell’Universo, e intese riformare per questa via la Massoneria  francese. Forte della sua dottrina cristiano-cabalistica, che poi confluirà nel Trattato della Reintegrazione, de Pasqually istituì un sacerdozio iniziatico atipico rispetto a qualsiasi altro ordine, compresa la massoneria. Di qui il termine “Eletti Cohen” che in ebraico sta per “Sacerdoti Eletti”, anche se, in verità, l’espressione esatta del plurale ebraico sarebbe dovuta essere “Eletti Cohanim”. Martinez si considerava un anello di una lunghissima catena iniziatico-sacerdotale che affondava le sue radici ai tempi di Adamo glorioso, passando per Enoch (Metatron per i cabalisti), il quale avrebbe poi consegnato,  rapito da Dio per aver con Lui camminato, il segreto della riconciliazione universale a nove eletti. Per molti versi quella di de Pasqually è una figura enigmatica e nebulosa, ma di certo abbiamo a che fare con un grande conoscitore tanto del cristianesimo esoterico e della cabala ebraica che della teurgia sacerdotale della migliore tradizione egizia, che egli diceva aver appreso da anonimi “amici della sapienza”. Secondo Gershom Scholem, autorevole studioso di Cabala ebraica, Martinez fu uno dei pochi ad aver compreso la Cabala ebraica codificata nel Libro della Formazione e nello Zohar.  Una lettura attenta del Trattato della Reintegrazione fa percepire quale fosse l’elevazione spirituale e il sapere di questo iniziato che sembrava conoscere, contrariamente ai suoi simili dell’epoca, il problema della tirannide sull’umanità da parte degli Spiriti Prevaricatori (così chiamati da Giordano Bruno), ossia gli Arconti dello gnosticismo. Tutta la sua teurgia era finalizzata a due obiettivi: difendersi da questi Angeli iniqui e tentare la restaurazione della gloria primordiale per divenire uno con Dio attraverso una complessa teurgia. Tutta la ritualità Cohen, poggiata su complesse operazioni oratorie, percettive e gestuali, e sulla conoscenza di parole di potere e di sigilli e simboli magici con i quali evocare gli Spiriti buoni, era finalizzata a cinque imponenti obiettivi:
a) Svincolarsi dal controllo degli angeli mefitici e dal decadimento adamico per restaurare l’uomo di luce che alberga in noi nella scintilla (Luz) intrappolata nell’osso sacro;
b) Potenziare l’anima dell’operatore e le sue emissioni convincendo lo Spirito a dimorare nell’anima;
c) Saper attirare gli Spiriti buoni con l’uso di glifi e mantra, inserendosi all’interno di un cerchio protettivo preventivamente purificato e delimitato;
d) Purificare l’etere terrestre dall’infestante attività degli Spiriti malvagi, diffondendo forme-pensiero veicolate dal rito al fine di bilanciare le egregore nefaste delle ideazioni separative, caotiche e trasgressive messe in moto dagli Arconti e avvolgenti l’intero pianeta come una cappa nociva e predatoria. Teillard de Chardin chiamerà questa cappa Noosfera;
e) Saper accordare la propria volontà-intenzione con quella di Dio in noi, per il trionfo della Luce.
Papus, erede dei Cohen, scrisse che essi si sottoponevano ad un triplice addestramento: alimentare per il fisico, respiratorio per l’astrale, musicale e psichico per lo spirito. Si tratta, come è evidente, di un messaggio decisamente più elevato di quello veicolato dalla Massoneria, le cui finalità sembrano più improntate al sociale che non allo spirituale e alla vera libertà. Un messaggio di rottura che non poteva essere accettato dalla Massoneria francese e non lo fu. Il problema della resurrezione dell’Uomo di Luce nascosto nell’uomo carnale, dell’Amon (come chiamato dagli Egizi) o dell’Amen (come si definisce il Cristo in Apocalisse 3:14), nonché la questione tipicamente dualistico-gnostica, posta per la prima volta in modo chiaro ed articolato, delle Intelligenze che dominano sull’umanità sonnecchiante e su un universo con molte crepe, sono il grande tributo dei Cohen alla custodia della sacra fiamma della tradizione luminosa. Martinez probabilmente frequentò la Massoneria francese intorno al 1750, e nel 1760 tentò infruttuosamente di far penetrare i suoi riti teurgici in una loggia di Tolosa, forte di una lettera-patente di Carlo Stuart, Re di Scozia, Maestro di tutte le logge del pianeta, che lo avrebbe dovuto abilitare a presiedere una qualsiasi loggia in qualità di Venerabile.
Non trovò credito, ma il nostro non si scoraggiò e fondò a Foix una loggia detta “Tempio degli Eletti Scozzesi”, che poi divenne l’ Ordine degli Eletti Cohen dell’Universo, non prima di aver seminato una parte della loggia a Bordeaux. Ma la crisi di idee e di ideali della Massoneria francese, incastrata in un compagnonaggio ormai svuotato di significati spirituali, indussero molti a fuoriuscirne e creare logge indipendenti a sfondo esoterico che si aggregarono nella cd. Massoneria Templare ed Occultista ben descritta da Renè Le Forestier nell’omonimo trattato. Pur tra resistenze prevedibili, de Pasqually riuscì a convincere alcuni massoni di spirito esoterico a partecipare ad un rito da lui presieduto, in cui pare evocò Spiriti buoni. Tutti i partecipanti a quell’evento magico divennero Cohen dell’Universo, e Martinez divenne il loro Gran Maestro. Ad essi appartennero Louis Claude de Saint Martin, il filosofo sconosciuto che poi abbandonò il mentore e la sua iniziazione teurgica per darsi ad un’iniziazione più intima e solitaria, che lui definì “cardiaca”, alla maniera di Jacob Bohme, di cui fu grande estimatore; e Jean Baptiste Willermoz che, sostenitore di un rinnovamento della Massoneria in senso mistico-esoterico, e attratto dalle conoscenze teurgiche di Martinez, rimase tutto sommato fedele alle idee del maestro, divenendo il Venerabile di una loggia Cohen di Lione.  De Pasqually morì misteriosante a Santo Domingo nel 1774, in un viaggio per il recupero di un’eredità. Di fatto l’Ordine dei Cohen cessò con lui, e le sue chiavi teurgiche ultime, di fatto, non furono trasferite ad alcuno. In mancanza di un vero erede, l’Ordine non aveva più ragione di esistere. Forse avrebbe potuto diventarlo Saint Martin, che tuttavia preferì seguire un iter diverso. De Pasqually non fu né un vero ebreo né un vero cristiano. Era un difensore della Tradizione, il che lo rendeva sia ebreo che cristiano

La Cosa
La vicenda più misteriosa della carriera esoterica di Martinez e dei Cohen è la questione della “Cosa”. Pare che i Cohen più elevati, guidati dal loro Maestro, fossero in grado di evocare una super-Intelligenza chiamata la Cosa, non prima di aver attuato un periodo di purificazione, digiuno e astinenza sessuale. Con l’uso di parole, segni, gesti, sigilli e simboli, sfruttando le fasi lunari, essi invitavano la Cosa a manifestare la sua presenza attraverso segnali luminosi e acustici detti “passes”, che non dovevano essere confusi con i passes dei demoni, allontanati per mezzo di riti idonei. Willermoz tentò in tutti i modi di evocare la Cosa da solo, ma non riuscì mai nell’intento, forse per impreparazione o mancanza di rango iniziatico, una cosa di cui si rammaricò fino alla fine dei suoi giorni, avendo anche tentato invano di ricevere tutte le chiavi teurgiche dal Maestro. Lo stesso destino toccò a molti Cohen, che tentarono di persuadere il maestro a spostarsi da Bordeaux per mostrar loro la Cosa o il modo di evocarla, ma non ebbero mai soddisfazione. Certe cronache parlano di un de Pasqually millantatore, ma sono persuaso che de Pasqually non lo fosse, e che al contrario la sua grande attenzione alla restaurazione dell’essere sia la prova della sua integrità morale e spiriutale. Nelle evocazioni sacre bisogna essere cauti. Se la Cosa era la Presenza divina, ebbene quella si è sempre manifestata a pochissimi individui. De Pasqually era uno di questi? Non posso saperlo con certezza, ma non mi sento di escluderlo. D’altronde Saint Martin non ebbe mai a parlar male dell’antico mentore, scelse solo una via diversa. Molti Cohen, comunque, persero fiducia nel maestro. Arrivarono persino ad offrirgli del denaro, pur di vedersi consegnate le chiavi teurgiche, ma Martinez rifiutò sdegnato, come ebbe a dire: “la mia scienza non è un segreto particolare ma il frutto di un lungo e faticoso lavoro del corpo e della mente, e di una rinuncia totale a ciò che è impuro”, che è poi il gran segreto della teurgia, come dagli insegnamenti dell’Abate Tritemio custoditi nella Steganografia, in quelli di Abramelin il mago rivelati nel Libro della Magia Sacra, in quelli della prima Golden Dawn di Mc Gregor Mathers, e anche in quelli dell’esoterista Robert Ambelain, ultimo Cohen. I suoi insegnamenti teurgici sono contenuti nei Rituali Segreti di Magia operativa, testo che descrive riti magici di grande potenza

Il Trattato della Reintegrazione degli Esseri
La dottrina del sacerdozio teurgico degli Eletti Cohen, e la ritualità Cohen  riposa nel “Trattato della Reintegrazione degli Esseri nelle loro primitive proprietà, virtù e potenze spirituali e divine”. Il Trattato fu pubblicato e messo in circolazione nel 1899, molto dopo la morte di de Pasqually e la messa in sonno dell’Ordine dei Cohen. Dal momento della sua stesura fino alla sua diffusione al pubblico, il manoscritto circolò per più di un secolo tra gli iniziati, attenti a custodire la conoscenza segreta del Gran Maestro de Pasqually. Non è un testo di facile lettura, poiché il livello simbolico è tale da poter essere interpretato solo da grandi esseri spirituali. Tuttavia ritengo sia un testo potentemente ispirato, e veicolante una tradizione orale sconosciuta. Si tratta di un commentario esoterico al Tanakh, i primi cinque libri dell’Antico Testamento. Ciò che mi sorprende di questo testo è la parte iniziale, in cui il nostro sembra conoscere anche troppo bene la questione della ribellione angelica pre-adamitica. Si tratta di una questione molto delicata, la cui conoscenza sembra essere tramandata da una tradizione orale segreta che la stessa Massoneria non ha mai posseduto. E’ una conoscenza-chiave per comprendere i passi iniziali di Genesi, ove è detto che Elohim creò il cielo e la terra, e la terra era caos e desolazione. Per la tradizione orale, circolata attraverso le iniziazioni egizie, iraniche, cristiano-gnostiche (esseni, gnostici alessandrini) e poi manichee – fino a giungere ai Catari e ai cavalieri templari del nucleo segreto che conoscevano la verità di questo mondo – il versetto di Genesi 1:1 si riferisce non alla creazione primordiale, ma ad una nuova creazione, messa in atto dal Creatore per contrastare il disastro causato dall’ammutinamento di quasi l’intera gerarchia degli Esseri di Luce da Lui emanati per servirlo. Essi, stimolati dal più potente di loro, il primo emanato, decisero che sarebbe stato preferibile divenire come Dei nei regni più bassi della creazione (la terra) che servitori dell’Altissimo nei regni a più alta vibrazione (cielo). Il loro grave errore fu quello di tentare di creare qualcosa di simile a loro, e di crearlo dal nulla, ma il potere emanativo non era stato loro concesso. Per appropriarsene, come narrato dal segretissimo Libro del Giglio e della Rosa, di estrazione rosacroce, essi tentarono di penetrare nel regno intimo dell’Altissimo, nel Sancta Sanctorum del cosmo, noto nella Cabala come Atziluth. Vennero malamente respinti da El Elyion con l’aiuto dell’unico angelo che decise di rimanere fedele al Dio unico: Michael-Melkizedek-Metatron, in realtà Azazel, che gli Angeli Arconti hanno fatto percepire come Satana, in realtà il loro Satana (cioè avversario e accusatore). Noi lo conosciamo come il Logos, come il Cristo, e la sua gerarchia luminosa è detta “Adonai Tsebaioth-Eserciti del nostro Signore”. Questo evento non è descritto in modo figurato solo nel noto versetto di Apocalisse in cui Michele e i suoi angeli combattono i Drakon (dal greco di Apocalisse 12:7) e li fanno precipitare dai cieli, ma anche in Daniele 10:13 e 21 ove Dio dice: “il Principe di Persia mi si è opposto per ventuno giorni, ma Michele, uno dei primi principi, mi è venuto in aiuto…nessuno mi aiuta contro quelli se non Michele, il vostro Re”. Le Intelligenze ribelli decaddero e il loro corpo di luce divenne imperfetto, a tal punto da perdere la capacità di essere eterni, poiché la vita eterna è un dono concesso solo a chi vive in sintonia con l’Altissimo e la legge cosmica di giustizia. Per garantirsi l’immortalità avrebbero dovuto predare energia ad altri esseri, ma a chi?

Dallo smembramento all’immagine divina

Quando l’Altissimo creò Adam glorioso per combattere proprio questi spiriti prevaricatori, gli conferì un potere enorme consegnandogli il segreto di tre parole di potenza, che lo rendeva l’essere più possente del cosmo, escludendo il Creatore supremo. Parte di questo potere fu manifestato da Gesù nell’atto in cui guarisce con intenzione potente e parole di potenza in aramaico. E’ il potere del verbo creatore e distruttore, poiché Adam e il Logos erano uno.  Istigato dai Drakons che gli conferirono persino un cerimoniale di magia nera, Adam prima scagliò le parole di potenza e di orgoglio verso il Padre, poi tentò di attingere ai poteri emanativi creandosi una posterità divina. Fu un affronto. Adamò tradì la causa divina e fu abbandonato “in pasto” agli Angeli ribelli, che tentarono con successo di smembrare l’Adamo del sesto giorno e di catturare le scintille del suo corpo di luce nella genetica dell’uomo carnale da loro creato. Ma Martinez è assai abile nello spiegare che il disegno di Dio fosse proprio questo: consentire lo smembramento per “squassare” il regno delle Tenebre dall’interno. Credo che il 1° e il 3° episodio del film “Matrix” sia profetico da questo punto di vista. Questa verità, per niente presente nel testo di Genesi, è stata tramandata attraverso i miti del Purusha induista, del Cristo cristiano e soprattutto dell’Osiride egizio, il cui mito mette in scena Seth (gli Arconti) che smembra il suo corpo ai mille venti e ne imprigiona le scintille in una cassa funebre, ovvero il corpo fisico. Compito dell’uomo che custodisce la scintilla di luce eterna è quello di reintegrarla e di far rinascere l’uomo di luce interiore. La riappropriazione delle primordiali parole di potere è conseguente solo alla riconciliazione con il Padre. Tutti gli uomini di luce dovranno poi unirsi per restaurare il Grande  Uomo, la cui rinascita coinciderà con la fine dell’Impero delle Tenebre, poiché egli è destinato a porre i suoi piedi sul serpente, a fare dei suoi nemici sgabello dei suoi piedi (Salmo 110).

La Vendetta sul Thli
Nonostante il Logos, 2000 anni fa, abbia inflitto una grossa perdita ai suoi avversari Arconti, l’umanità, con la sua condotta iniqua, li ha rivitalizzati e potenziati con la sua energia, ed oggi sono più forti che mai, pronti al risveglio del “Mostro di Luce”, loro eterno avversario, che essi sanno imminente. Ma Apocalisse 17:17 e 12:12 ci informa che “Dio ha messo loro in cuore di realizzare il suo disegno, e di accordarsi per affidare il loro regno alla Bestia, finchè si realizzino le parole di Dio…Satana è precipitato su di voi pieno di grande furore sapendo che gli resta poco tempo”. Con grande furore si manifestarono al mondo prima del secondo conflitto mondiale, sapendo che restava loro poco tempo e cercando il Messia tra gli ebrei. Il loro intento era quello di agire sistematicamente e far fuori tutti gli ebrei sparsi in tutto il globo poiché essi, stupidamente, erano convinti che il messia della Guerra Finale sarebbe nato tra loro. Non solo Hitler si mobilitò contro gli ebrei, ma come è noto anche Stalin e le loro megamorti sono tristemente note. Sono convinto che questi eventi fossero ispirati, anche se non compresi appieno dagli stessi protagonisti, dalla parte drakoniana per nascondere per impedire la manifestazione del super-guerriero della luce pronto alla Vendetta sulle Tenebre. Ma le Tenebre, ottuse alquanto, avrebbero anticipato le loro manovre e avrebbero sbagliato popolo. Rammento che una manovra simile fu adottata dal Faraone per scongiurare la nascita del Messia dell’era di Ariete (Mosè) e da Erode per evitare la nascita del Messia di Pesci. Gli Arconti, come rivelato dalla Pistis Sophia, non riescono a vedere l’incarnazione del Logos, il quale viene sempre come un ladro nella notte (Apoc.16:15), ovvero in modo invisibile, perché la sua vibrazione è superiore a quella dei suoi avversari. Nel frattempo, gli Arkhontes controllano l’umanità e i destini di tutti mostrandosi in apparenza di costellazioni zodiacali e di pianeti, il famigerato 12+7 (19) che troviamo codificato nella data di costituzione della Thule Gesellschaft (1919), la fratellanza oscura che pianificò il Nazismo e la guerra globale per portare al caos nell’imminenza della vera guerra finale tra la Luce e le Tenebre, e che in realtà manifestò la terribile realtà della Fratellanza del Thli (da cui Thule. “Thli” è il nome del dragone zodiacale secondo i cabalisti), il vero nome dell’Impero delle Tenebre come tramandato dalla Cabala ebraica. Martinez conosceva questa verità, conosceva i lacci del Thli, i vincoli del famigerato Dragone di cui avevano parlato i cabalisti Nathan di Gaza, Isaac Luria e Abraham Abulafia. Sapeva bene che gli esseri dai corpi di luce imperfetti avevano usato i loro poteri per insediarsi come divinità tiranniche nei regni inferiori, e dominavano l’umanità dominando sul regno astrale. Non mi dilungherò oltre su questo punto, ne ho parlato spesso nei miei articoli. Può sembrare una visione terribile e pessimista del mondo, ma chi sa penetrare i testi sacri delle migliori tradizioni, e chi ha esperienze spirituali di un certo tipo, sa bene quanto siano potenti gli Arconti e come controllino tutti i gangli vitali del nostro mondo. Direi che tutti i poteri del mondo sono da sempre a loro subordinati, e non temo di affermare che coloro che detengono i poteri mondani sono tutte anime vendute a quel potere. Dice Morpheus a Neo in Matrix: “essi sono i guardiani, detengono tutte le chiavi”. Si leggano i testi gnostici e si comprenda bene il mondo in cui viviamo. Si legga a maggior ragione il Trattato della Reintegrazione di de Pasqually e la visione sarà meno offuscata, soprattutto sul punto che alcuni uomini, una volta ridestato il loro potere divino, possono trionfare sugli Arconti e cambiare l’ordine delle cose riprendendosi il regno di Dio in loro. Il Trattato è la sintesi della migliore tradizione orale proveniente dallo gnosticismo e dalla cabala, che poi fu sistematizzata dalla vera tradizione rosacroce, come ereditata dall’Ordine del Tempio. E’ uno dei trattati esoterici più importanti e preziosi di sempre, un capolavoro che per nostra fortuna possiamo oggi leggere e contemplare senza censure, utile per accrescere la consapevolezza del nostro passato glorioso seppellito nella nostra memoria genetica.

Gli Eletti Cohen e la Reintegrazione dell’Uomo di Luceultima modifica: 2009-03-04T00:16:38+01:00da mikeplato
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10 Responses

  1. Riccardo
    at |

    Davvero bello quello che hai scritto….

    In base a quanto scritto vorrei porti un paio di domande:
    1) Attualmente c’è un ordine martinista serio che almeno in parte conserva una linea iniziatica pura?
    2) Siamo sicuri che si chiamasse la Cosa? Aveva un altro nome? (così mi sembra quella di Carpenter XD )

    Aspetto speranzoso tue notizie.

  2. mike plato
    at |

    GRAZIE RICCARDO…
    RISPONDO ALLE DUE DOMANDE CHE HAI FATTO:

    1) NO, ESISTONO UN ORDINE MARTINEZISTA E UN ORDINE MARTINISTA, NEANCHE LONTANAMENTEPARAGONABILI ALLA SCUOLA DI MARTINEZ (MARTINEZISTI) E DI LOUIS CLAUDE DE SAINT NARTIN (MARTINISTI). MARTINEZ SI RIVOLTA NELLA TOMBA QUANDO PENSA ALL’ORDINE ATTUALE. TUTTAVIA, UN ANNETTO IN UN ORDINE MARTINISTA ME LO FAREI. MEGLIO DELLA MASSONERIA
    2) SI, SI CHIAMAVA “LA COSA”, PERCHE ERA INDEFINIBILE E INNOMINABILE…
    CONTINUA A SEGUIRE IL BLOG. UN ABBRACCIO

  3. Riccardo
    at |

    OK, quindi tutti gli ordini attuali OMT OMAT OM AOM ecc ecc Sono solo false speculazioni???

    Ambelain era solo un impostore?

    Sono in contatto mail con uno degli Ordini Martinisti… ma devo dirti che parto sfiduciato; io so che è l’intento che conta non quello che fai e chi ti dice di farlo, ma all’inizio è importante credere che chi ti dice e quello che fai sia REALMENTE ATTENDIBILE…

  4. Riccardo
    at |

    Mi daresti il tuo indirizzo MAIL???

    Vorrei scambiare due parole in privato…

  5. Federico Pignatelli
    at |

    Solo per comunicare che i Choen, esistono nella loro legittima e regolare successione (Ambelain – Mosca – Fellà ). E che nulla, vedi protocollo Papus-Mosca e il procollo martinista di Ancona, non hanno commistioni né con il Martinismo né la Massoneria.

  6. jean
    at |

    Caro sig.Plato, vorrei dire che nella sua risposta al Sig.Riccardo ha commesso alcune imprecisioni.
    Non credo Che il nostro Venerato maestro si rigiri nella tomba visto che L’ordine dei cavalieri massoni eletti Cohens dell’universo sta progredendo, con grandi difficoltà,nella linea che è stata tracciata da Martinez stesso e ripristinato nella sua originale versione da Ambelain ma soprattuto da Robert Amadou che ho avuto la ventura di avere come venerato maestro.
    la ringrazio della cortesia e dell’Ospitalità.
    Jean

  7. Faber
    at |

    Salve a tutti,
    leggevo gli interessanti interventi riguardo gli eletti Cohens e il Martinismo, mi interessava sapere se qualcuno sa se esistono dei gruppi dove poter intraprendere seriamente tale cammino di crescita interiore. Da quanto leggo dal Sig. Jean sembra di si, lo ringrazierei se potesse contattarmi privatamente: elazarinfo@gmail.com
    Saluti,
    Faber.

  8. Gio
    at |

    Carissimi, vedo che questo articolo ha stimolato la discussione. Non vedo il nesso, sinceramente, tra la prima parte e seconda (quella dal tema del Trattato sulla Reintegrazione degli esseri in giù, per intenderci).

    Per ricapitolare anche quanto ha scritto Riccardo, e per esser chiari, vorrei anzitutto dire che gli Eletti Cohen in stile Martinez non esistono più per un motivo molto semplice: i rituali erano incompleti, ed anche quei pezzi che c’erano non sono arrivati sino a noi. Martinez e compagni operavano rituali complicatissimi (e oserei dire anche inutili, dopo Saint-Martin) e anche loro spesso non riuscivano nell’intento. Questo intento era la manifestazione della “chose” (che non era qualcosa di “innominabile”), ma semplicemente erano dei segni che attestavano la buona riuscita del rituale o meno.

    Saint-Martin (da cui poi deriva il nome “martinista”) era un allievo di Martinez, e a un certo punto si rende conto anche lui che tutti quei laboriosi rituali non erano necessari: per questo dà avvio ad una Via cardiaca, interiore, che porta agli stessi risultati.

    Per quanto riguarda gli ordini martinisti in Italia, ve n’erano due solamente negli anni ’60 che realmente erano Tradizionali:
    1) l’ordine Martinista della linea di Venezia, con a capo Aldebaran, di stampo papausiano e massonico (linea di Papus, dunque)
    2) l’OMAT (Ordine Martinista Antico e Tradizionale), con a capo Nebo. Prima questo ordine si chiamava Ordine Martinista di lingua italica, e prima ancora Ordine degli Eletti Cohen. La derivazione tradizionale proviene da Ambelain (che iniziò Nebo), ed era di stampo martinezista.

    Lascio da parte tutta la storia intermedia, che complicherebbe solo le cose. Dico solo che alcuni Ordini odierni sono Tradizionali perchè sono una scissione di questi due; altri NON sono Tradizionali perchè NON hanno un collegamento tradizionale iniziatico vero.
    Non faccio nomi per vari motivi, e sopratutto perchè complicherebbero la visione delle cose, però – in ogni caso – il Maestro (Vero) arriva quando l’allievo è pronto.

    Vorrei, però, puntualizzare un ultima cosa: anche se i componenti degli Ordini Martinisti spesso erano anche massoni: il martinismo NON è massoneria. Il Martinismo è in Occidente, oggigiorno, una delle poche vie che dà delle strumenti OPERATIVI per elevarsi interiormente (la vera Alchimia, infatti, è Spirituale, prima di essere materiale).
    Per fare questo lavoro interiore non servono vere e proprie logge, è un lavoro principalmente individuale (e lunghissimo) e gli incontri che si fanno fra FF e SS sono importanti per rafforzare l’eggregore, ma COMPLEMENTARI e per niente sufficienti ad intraprendere il cammino.

  9. Algerino
    at |

    Esimio Federico Pignatelli

    tutti sanno che morto Martinez si è spenta la luce su quella via e le chiavi sono andate perdute. Ambelain è un pasticcione occultista che si è inventato un mucchio di cose.

    Dovreste chiamarvi “neo-eletti cohen” senza nessuna altra pretesa di successione…

    Tra martinezismo, martinismo e massoneria è una bella gara a chi ha più patacche farlocche….Basta studiarsi seriamente la loro storia.

    Basta giocare ai “toga-party” : l’esoterismo e le Tradizioni sono una cosa seria..

  10. PAOLO CALLARI
    at |

    UN QUADRUPLICE FRATERNO ABBRACCIO A VOI TUTTI
    ::::CALLARI::::PAOLO

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