L’Alchimia e l’ormone Melatonina

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Di Mike Plato

Non cercare all’esterno ciò di cui hai bisogno, finché non hai fatto uso di tutto te stesso
(Gerard Dorn)

Il sacrificio al modo di Melkizedek, necessario per la rigenerazione dell’elemento divino nell’uomo, è incomprensibile se non si attribuisce un ruolo primario alla scienza delle scienze, la vera quintessenza della Tradizione Primordiale e del cammino ermetico: l’Alchimia. Molti di voi avranno tentato di leggere testi alchemici, incomprensibili, se non volutamente fuorvianti, per coloro che non hanno le chiavi utili. E’ mia intenzione descrivere un aspetto invisibile ma strategico dell’opera alchimica, il mezzo chimico-mentale essenziale per trasmutare il piombo (materia grezza) in oro (spirito), e svelare, per quanto mi consente la coscienza, qualche piccolo segreto, mettendovi in condizione di poter leggere il senso alchemico di molte sacre scritture. Albert Einstein enunciò un principio più che alchemico quando scoprì la relazione tra massa ed energia con la formula “E=Mc2”, una verità nota ai Grandi Vulcani di un tempo, i fabbri di Mesopotamia.  Era già noto agli antichi che la materia sia luce intrappolata e degradata a vibrazioni più basse, e che solo un processo alchimico di aumento della temperatura e accelerazione vibrazionale poteva permettere alla luce di liberarsi da quella condizione di irrigidimento, sia dentro che fuori di noi. L’alchimista Bernardo Trevisano fu il primo ad affermare, nella sua Filosofia dei Metalli, che il grande iniziatore dell’arte alchemica fu “Thot-Ermete Trismegisto”, il Supremo Signore del Tre, ovvero Signore dei Tre Mondi della materia: minerale, vegetale, animale. Anche in forza di ciò Thot-Ermete è il Re del Mondo, ovvero Melkizedek, l’invincibile signore del Mondo Interiore, il Regno di Dio in noi. E’ per questo che la Tradizione lo tramanda come il “Re del Mondo Sotterraneo” o “Signore degli Abissi” (Plutone o Poseidone che sia). Hermes-Melkizedek è chiamato Padre avendo donato all’umanità l’arte della trasmutazione, codificata nelle famose “Tavole di Smeraldo” comprensive dei dodici comandamenti alchemici. Si diceva che chiunque avesse avuto questa Scienza sarebbe diventato suo figlio. Infatti ancor’oggi gli alchimisti vengono definiti “Figli di Ermete” o “Figli di Prometeo” proprio colui che donò il fuoco alchemico agli uomini. Pauwel e Bergier, ne Il Mattino dei Maghi, affermano: «E così diciamo subito il nostro intimo pensiero: l’alchimia secondo noi potrebbe essere uno dei più importanti residui di una scienza, di una tecnica e di una filosofia appartenenti ad una civiltà sepolta. Ciò che abbiamo scoperto dell’Alchimia, alla luce del sapere contemporaneo, non ci induce a credere che una tecnica così sottile, complicata e precisa, abbia potuto essere il prodotto di una rivelazione divina calata dal cielo…E neppure crediamo che la tecnica alchimistica abbia potuto svilupparsi per tentativi alla cieca, minuscole manipolazioni di ignoranti, fantasie di maniaci del crogiolo, fino a giungere a ciò che si deve pur chiamare una disintegrazione atomica. Saremmo tentati di credere che nell’alchimia restano i frammenti di una scienza sparita, difficili da capire e da utilizzare, mancando il contesto». Il Trevisano asserì che Ermete era quello di cui nella Bibbia è scritto che dopo il Diluvio entrò nella valle dell’Hebron e lì trovò sette tavole di Pietra di marmo, sulle quali era stampata ognuna delle sette Arti Liberali in princìpi. Queste tavole furono scolpite prima del Diluvio dai saggi sacerdoti atlantidei. Essi sapevano con esattezza dell’approssimarsi della catastrofe, e per fare in modo che le arti non perissero, le scolpirono in quelle pietre marmoree. Solo Ermete trovò queste tavole, che col tempo divennero la “Legge”. La Legge fu poi consegnata dal grande Mosè agli Israeliti, ed era il presupposto dell’alleanza dell’uomo con la forza divina presente in lui. Ovviamente, gli insegnamenti più sacri e nascosti furono consegnati solo ad alcuni tra i figli di Israele, per perfezionare l’opera del Tempio. Di lì ad un numero imprecisato di persone, fino ad arrivare agli Esseni, ai Templari, ai Rosa-Croce e alla Massoneria Illuminata, per citare gli ordini occidentali. Infiniti popoli l’hanno avuta e ne hanno fatto numerosi libri sotto parole metaforiche e sotto figure in modo che solo i Figli dell’Arte potessero capirli a tal punto che affermiamo che i Discepoli da tali Libri sono più sviati che indirizzati sulla via retta; la nascondono e perdono tempo sui loro Libri più che rivelarla. E’ noto che l’alchimia fu portata in Europa in parte dai Templari, in parte dai mistici arabi e  cabalisti ebrei di Spagna. Il ruolo degli arabi è fondamentale nella custodia dei più profondi segreti alchemici. L’Alchimia fu trasmessa all’Islam dalle scuole alchemiche di Alessandria d’Egitto. Uno dei punti di contatto fu l’accademia di Jundi-Shaper, nella Persia occidentale, fiorente all’epoca di Harun aer-Rashid. In seguito la raccolsero gli intellettuali cristiani, grazie alle loro traduzioni. In occidente si suppone che il primo a scrivere ufficialmente testi di natura alchemica fosse Zosimo di Panopoli (circa 300 d.c.), campione della scuola alessandrina.

L’endocrinologia e l’alchimia
Ciò sembrerebbe confermato dalla radice ebraica del termine. In ebraico il termine “chiim” è il plurale di “vita”. L’Albero della Vita, in ebraico, è “etz chiim”. L’Albero della Vita o delle Sephiroth prevede nove sfere (più una) di energia che corrispondono a precisi stati di coscienza o attributi della divinità. Sul piano organico, non possono che trovare la loro corrispondenza nelle ghiandole endocrine che sono esattamente nove: Ipofisi, Epifisi, Tiroide, Paratiroidi, Timo, Ghiandole Surrenali, Pancreas, Ovaie, Testicoli. Si chiamano endocrine perché le loro secrezioni confluiscono direttamente nel sangue. Se le sephiroth sono vasi spirituali, le ghiandole endocrine sono parimenti vasi biologici. Nella Tradizione si insegna che la ghiandola-motore del processo alchemico sia l’Ipofisi-Pineale, il corrispondente biologico del mistico Terzo Occhio. È possibile che quando l’uomo di luce primordiale e divino, quello del sesto giorno, decadde, il suo occhio eterico si sclerotizzò e si trasformò in una ghiandola endocrina. Questo occhio parietale o terzo occhio è ancora presente nei rettili che hanno, infatti, la capacità di vedere al buio, percependo una gamma di frequenze più elevata di quanto possa l’uomo. Questa ghiandola secerne un ormone di cui la ricerca scientifica ha compreso  molto poco: la melatonina. Laddove il termine Alchimia ha a che fare con il colore nero, anche il greco “melas” significa “nero” poiché trattasi di un ormone secreto prevalentemente di notte, durante il sonno e scaricato per l’85% della sua produzione nelle urine. Sono convinto che l’ormone melatonina, il fluido della pineale, sia una delle chiavi della trasmutazione alchemica e che non solo se rimessa in circolo possa andare a stimolare ulteriormente la produzione della stessa da parte della ghiandola pineale, secondo un principio tipicamente ouroborico (circolo virtuoso), ma che possa penetrare persino nel nucleo cellulare e “scientemente”, come fosse dotato di intelligenza, andare ad operare “traslocazioni” di segmenti cromosomici, ossia inversioni di posto per un nuovo ordine genetico. L’emersione dalle acque alchemiche del Giordano da parte di Gesù è semplicemente la nascita di un nuovo uomo dal vecchio uomo, un uomo che è divenuto uno con l’anima divina. In effetti, la colomba dello Spirito Santo in tutte le culture è il simbolo del Terzo Occhio riattivato, quell’occhio di cui lo stesso Gesù dice: «se è nella luce il vostro occhio, lo sarà tutto il vostro corpo». Quello che ai primordi era l’occhio di luce, poi è divenuto un organo fotocettore, sensibile alla luce, tanto che di giorno la ghiandola in oggetto ha un’attività decisamente scarsa e di notte, se in condizioni di buio assoluto, produce dosi ormonali decisamente più ingenti. La pineale funzionerebbe come un trasduttore neuro-endocrino in grado di convertire un segnale nervoso, la luce e la sua assenza,  in una risposta ormonale. Quindi, è giusto affermare che la melatonina è l’ormone della luce o meglio della non-luce. I ciechi, dotati certamente di una sensibilità psichica superiore ai vedenti, producono quantità melatoniche più elevate proprio per la loro condizione, e ciò potrebbe suggerire una correlazione stretta tra incremento della secrezione di melatonina e incremento di poteri psichici. Se così è, si potrebbe affermare che, sotto un certo aspetto, il sole fisico è un temibile nemico dei poteri e del risveglio dell’anima dell’anima, e ciò spiegherebbe, ad un certo livello, il principio secondo cui “dal buio viene la luce”, e perché simbolicamente le iniziazioni dell’antichità venivano celebrate in grotte umide e buie. Che gli antichi alchimisti sapessero della melatonina?

La metafora alchemica
Scriveva Michael Ende riguardo al principio uroborico (serpente mangia-coda): «noi le Acque della Vita da sè stesse generate, fonte tanto più arricchita quanto più vi dissetate» (La Storia infinita). L’enfasi del testo biblico sulle Acque della Vita, su queste mitiche acque che il Cristo-Agnello offre e si offre gratuitamente (Apocalisse 22), è giustificata in funzione, in buona parte, dell’importanza che la melatonina assume nel processo alchemico. Sono personalmente convinto che il “miele” sia un simbolo esteriore della melatonina. Le api sono un simbolo atavico degli iniziati che succhiando dal loro fiore pinealico producono la melatonina. Non a caso, la loggia massonica è equiparata al Bee-Hive (alveare) e gli alchimisti della Rosacroce, identificando la pineale con la rosa, dicevano che “la rosa offre il suo miele alle api”. Marco 1:6 e Matteo 3:4 affermano che Giovanni Battista (colui che batte o lavora i metalli) si nutriva di proprio di miele selvatico. E non a caso, Gesù afferma che il suo giogo è dolce. Sono anche convinto che il processo di trasmutazione di alcuni insetti, in primis dell’ape regina e del bruco in farfalla, scatenato da un’abnorme incremento della produzione ormonale di alcune ghiandole, possa essere una figura di quello che accadeva ad un accanito e fiducioso alchimista, nel quale l’incremento melatonico e lo sviluppo della pineale stimolava, secondo un processo a cascata, altre ghiandole a secernere i propri ormoni in quantità non normali e naturali. Questo portava ad una mutazione indotta del Gene che li rendeva veri e propri mutanti. L’alchimista Apuleio parlò di “metamorfosi” iniziatica, è noto che in alcuni insetti la trasmutazione è ottenuta dalla secrezione del protocerebro, il cui ormone stimola la ghiandola prototoracica a secernere l’ormone ecdisone, scatenante il meccanismo della muta. Negli anfibi, l’ormone dell’ipofisi (tireotropo) stimola la tiroide a sintetizzare l’ormone tiroideo, il quale provoca la muta dei tessuti. Così dovrebbe avvenire anche nell’uomo perché “nel grande è come nel piccolo”. In questo modo, le Luci (sephirot-ghiandole) dell’Albero di Natale (della Vita) si accendono in serie e un grande essere emerge in questo piano. Sono convinto che la mummificazione egizia non avesse un valore fine a sé stesso, ma un profondo valore simbolico. La mummia era l’iniziato all’inizio del suo processo di trasmutazione, come un bruco che si introduce nel suo bozzolo per emergere come una farfalla dal suo stadio pupale, un essere assolutamente nuovo, simbolo naturale della trasmutazione della psiche umana. Si badi che questo processo di trasmutazione umana non è assolutamente nel controllo della coscienza inferiore; avviene secondo uno schema divino, poiché le secrezioni sono modalità di manifestazione del Dio in noi, l’Architetto del nostro universo interiore che con sapienza crea un nuovo ordine interiore, una nuova genesi, che investe tutti i livelli: spirituale, mentale, biologico. Per questo la Sapienza divina dice: “io ero con Dio come architetto ed ero la sua delizia ogni giorno (Proverbi 8:30)… la Sapienza si è costruita la casa (Proverbi 9:1)”. E si ricordi che lo spirito divino di sapienza, secondo Genesi 1:2, aleggia proprio sulle acque del corpo.

L’Alchimia e l’ormone Melatoninaultima modifica: 2009-03-15T21:05:00+01:00da mikeplato
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31 Responses

  1. Laura
    at |

    Chi va a letto tardi produce meno melatonina…quindi avrebbe meno possibilità di sviluppare le sue capacità psichiche e la via per attivare la sua Kundalini?
    Perchè gli alchimisti operano generalmente di notte sprecando il momento di produzione di melatonina
    notturna?
    Personalmente vado a letto tardi per poter studiare, allungo la mia giornata rubando ore al sonno e alla mia produzione di melatonina…il danno che riscontro per questa mia insana abitudine è la perdita di memoria che mi costringe a rileggere ciò che ho appreso per rinfrescarmi la memoria. Per quel che riguarda le mie capacità extrasensoriali che ho riscontrato non so se aumentando le ore di sonno potrei potenziare le mie qualità esistenti.
    Chi è stato operato di tiroide ha meno possibilità di sviluppare un sano percorso alchemico su se stesso?
    Mike, gradirei una risposta ai miei quesiti su questo post e sugli altri commenti postati oggi…un tuo parere
    potrebbe chiarirmi un po’ di cose.
    Un abbraccio…

  2. antonlogos
    at |

    Bravo Mike! Sei un grande!

    C’è anche questo passo dei Proverbi, che credo faccia riferimento alla pratica alchemica. Mi pare che l’allusione al principio ouroborico sia molto chiara. Dobbiamo bere le nostre acque interiori per attivare l’opera di trasmutazione…

    “Bevi l’acqua della tua cisterna,
    l’acqua viva del tuo pozzo.
    Le tue fonti devono forse spargersi al di fuori?
    I tuoi ruscelli devono forse scorrere per le strade?
    Siano per te solo,
    e non per gli stranieri con te.”
    (Proverbi 5:15-17)

    Un abbraccio a tutti

    Antonio

  3. rovigatti
    at |

    Laura, se ti può consolare, soffro di una malattia autoimmune rara chiamata Sindrome di Schmidt. In parole povere ho sia tiroide che surreni atrofizzati che mi obbligano a vivere con una terapia salvavita sostitutiva. Puoi quindi immaginare come anche io sia stata in passato oppressa dal tuo stesso timore. Bene, posso confermarti che, nonostante le medicine che non sono certo una manna per il mio Oro Potabile, la validità del mio lavoro alchemico non ha subito alterazioni; credo che la giustizia e l’amore del mio Padre Interiore siano andati oltre a qualsiasi freno e difficoltà e che il mio abbandono in Lui riesca a colmare qualsiasi carenza di questo tipo. Tutto è giusto e perfetto, credimi. Non temere più e vai avanti.
    Ciao, Chiara

  4. antonlogos
    at |

    Laura e Chiara, mi dispiace, ma vi capisco benissimo, visto che anch’io sono “costretto” ad assumere giornalmente dei farmaci per alcuni disturbi. Ed è il mio timore è proprio che l’assunzione di questi farmaci possa compromettere il corretto svolgimento della pratica alchemica, limitandomi lo sviluppo spirituale. Infatti si tratta sempre di farmaci sintomatici, che quindi non vanno ad agire sulle cause della malattia, ma solo sui sintomi, destabilizzando così l’equilibrio dell’organismo. Anch’io temo che alla lunga queste sostanze possano frenare lo sviluppo di certe facoltà extrasensoriali che invece sarebbero favorite facendo a meno di farmaci ed affidandosi solamente all’Oro Potabile.
    Su questo punto però concordo decisamente con Chiara, tutto è giusto è perfetto, e la cosa importante è iniziare a bere il nostro Oro Potabile. Noi sappiamo che questa è la Vera Medicina del Padre, quella di cui abbiamo bisogno per rinascere a nuova vita e trasmutarci nello spirito, e se abbiamo fatto questa scelta il Padre ci aiuterà, ne sono sicuro, farmaci o non.
    Non temere Laura, ok? Procediamo per la nostra strada.
    Un abbraccio a tutte e due
    Antonio

  5. Katia
    at |

    Non darei per scontato che tutti siano d’accordo sull’importanza dell’iter alchemico, ricordo vari post, nel blog di Adriano, dove l’opera alchemica veniva considerata solo una pratica di purificazione e non di trasmutazione…o, comunque, non strettamente necessaria.

    L’ alchimia è, invece, una parte fondamentale del cammino, non si impara ma si sente profondamente propria, non” inizi ” a praticarla ma è come se ” ritornassi ” a praticarla.
    Questo dovrebbe essere il sentire comune accostandosi a questa ritualità, perchè attuata dal vero popolo di Israele. Paolo di Tarso, in 1 Corinzi 10,4 afferma proprio che il popolo di Dio si abbevera ad un’ acqua che scaturisce da un roccia, definita già in Deuteronomio 32 come ” la Roccia che ti diede la vita ” o ” la Roccia della Salvezza ” :
    “… e tutti bevvero la medesima bevanda spirituale, poichè bevevano dalla roccia spirituale che li accompagnava; e la roccia era Cristo “.

  6. antonlogos
    at |

    Si, nella Bibbia sono tanti i riferimenti all’Acqua della Vita, all’Oro Potabile, alla Bevanda d’Immortalita’, e la sorgente a cui ci abbeveriamo e’ proprio Cristo. Il Logos si trova dentro di noi, nelle nostre profonde acque interiori, che dobbiamo quindi necessariamente re-immettere in circolo per rinascere nello spirito.
    E’ un esempio di moto perpetuo, direi…
    Facendo alchimia noi ci auto-divoriamo, bruciamo, alimentiamo ancora di piu’ il nostro fuoco che distrugge la componente Egotica dell’anima carnale e va a compiere un’azione trasmutatrice sulla materia per portarla a vibrazioni piu’ alte.
    Pensate, anche nella canzone di Franco Battiato “Piccolo Pub” si trova un riferimento al’alchimia:
    BIRRA E URINA SI SCAMBIANO LE PARTI
    LA LATRINA E’ IL TUO CAVEAU
    LIQUIDO VITALE SCORRE IN ENTRAMBE
    REGALO DELLA NOTTE PICCOLO PUB
    Del resto, un Sufi come Battiato conosce bene il segreto dell’Arte Reale…
    Un abbraccio a tutti
    Antonio

  7. sepo
    at |

    La melatonina è secreta dalla Pineale, la quale è in attività prevalentemente di notte. Il perché non è però affatto chiaro. Non mi sembra che questo dimostri che il sole è dannoso.
    Mi risulta che le persone costrette al buio, come i minatori del secolo scorso, avessero un aspettativa di vita ridotta, e molti la attibuivano all’assenza di esposizione alla luce solare, e in particolare alla diminuzione di attività della pineale.
    Esistono casi che sembrano mostrare esattamente il contrario, come HRM (vedi sito solarhealing).

    E’ un argomento che mi allerta; sono molti anni che, spontaneamente, passo del tempo a fissare il sole, cercando e trovando silenzio mentale e ispirazione. Confrontandomi con altri che ho sorpreso a fare lo stesso, siamo concordi col dire che l’azione del sole sembra consistere in una sorta di ri-armonizzazione di alcune parti energetiche, e di compensazione degli squilibri energetici zonali. Alcuni dicono anche di sentirsi ricaricati, ma la mia opinione è che la sensazione di aumento energetico sia dovuta alla dinamizzazione delle energie, e non ad un vero e proprio aumento…

    Visto che tengo in grande considerazione affermazioni di Mike, mi piacerebbe sapere su cosa basa la sua opinione.
    Buonissima vita a tutti!

  8. sepo
    at |

    …aggiungo che la melatonina viene secreta in corrispondenza dello stato di “sonno”. Il buio non è determinante. Lo stato “nidra” dello yoga, lo stato theta, ecc. sono equivalenti. Riuscire a “dormire” da svegli attiva la secrezione della melatonina.

    Potrei avanzare un altra possibilità…
    Durante il sonno normale il “conscio” lascia il posto al “subconscio”.
    Individui che nel passato hanno raggiunto elevati stadi spirituali, gli illuminati (nel senso buono), vengono chiamati anche Turiya, nel senso di coscienza-continua (non intervallata dal sonno). Essi mantengono coscienza nei mondi superiori anche quando il loro corpo riposa, quindi si può dire che “non si spengono mai”. Questi esseri hanno raggiunto uno stato psichico in cui il conscio è il 100% della psiche. Non hanno sub-cosciente.
    Quindi hanno attiva la pineale costantemente, e melatonina a fiumi! 🙂

  9. Laura
    at |

    @ sepo

    Attento al sole!…da bambina avevo questa tua stessa fissazione e ho dovuto mettere gli occhiali perchè
    mi si è abbassata la vista!…fortunatamente non ho danneggiato gli occhi irreversibilmente ma sono
    costretta a portare gli occhiali a vita.
    Non si scherza…col sole!

  10. sepo
    at |

    Grazie Laura. Ma con tutto il cuore ti assicuro di non preoccuparti. E’ come il bambino che non attraversa mai più la strada, nella sua vita, perché altri bambini sono stati investiti…
    La paura è un demonio, amico dell’ignoranza, fratello gemello della prudenza.
    A otto anni mi sono stati prescritti gli occhiali, come anche a mio fratello di nove anni… era la “giornata della prevenzione”, e sai com’è, una famiglia poco abbiente ne approfitta. Fortuna mia, mio padre l’ha reputata una “ca…ta”. Niente occhiali quindi, e non ho mai perso la vista, neanche un pochino. Vedo 12/10, in miglioramento. Col tempo le cause della perdita della vista mi sono state chiare, ma allora ero solo un bambino… ora non lo sono più. E non ho intenzione di rimbecillirmi (non senza lottare ;).
    Il caro Bates, da me recentemente scoperto, ha definito brillantemente la questione (…libro scritto negli anni 20, se non sbaglio, quando esistevano veri scienziati).
    Quindi suggerirei di lasciare stare gli allarmismi di stampo pieroangeliano (ho detto tutto).
    Ha, ti suggerirei anche di fare un falò al chiaro di luna, buttarci sopra gli occhiali e danzare freneticamente fino all’alba :)) se il sortilegio funziona, dopo qualche mese ti tornerà la vista.

  11. Luigi
    at |

    è molto interessante tutto quanto riguarda l’oro potabile come atto trasmutativo ma mi chiedo, in relazione anche alle tossine che vengono reintrodotte nel corpo, per esempio un fumatore non farà che reintrodurre tutto ciò che è scarto e veleno legato alla sigaretta: come si concilia tutto questo con la pratica dell’oro potabile? ve lo chiedo da fumatore che sta cercando di smettere ma non sempre è facile.

  12. teresa
    at |

    Ho un’idea per quanto concerne l’uso dell’oro potabile da parte di chi non potrebbe in quanto usa farmaci e altro:
    Possiamo prepararlo omeopaticamente ossia in dosi ridottissime es 5ch che ne dici MIKE per questo vorrei una risposta perchè non sono certa del funzionamento.
    Per quanto concerne il sole, anch’io lo guardo spesso, sono miope, ma non uso molto gli occhiali, se non pensiamo di essere malati “non lo siamo” è un principio fondamentale così possiamo convivere con malattie anche serie.

  13. antonlogos
    at |

    Beh, Teresa, l’omeopatia è un’idea, certo, ma bisognerebbe capire qual’è il giusto tasso di diluizione da utilizzare. Anch’io convivo con questo timore, che i farmaci possano interferire seriamente con la pratica alchemica e rendere completamente vano il lavoro che sto portando avanti in questi anni, ma ho fiducia nel Padre, e so che LUI mi aiuterà. Personalmente non ho mai avuto alcun rigetto psicologico per l’Oro Potabile ed intendo procedere nella Cura Naturale per eccellenza dal momento che mi ha dato soltanato benefici. I farmaci, purtroppo, continuerò a prenderli, anche perchè sospendere di colpo una terapia può essere estremamente pericoloso, poi in futuro si vedrà. E comprendo benissimo la paura di chi si trova in queste condizioni.
    Purtroppo so di non avere risposte a questo quesito. E’ una scelta difficile, mi rendo conto. Quindi anch’io, come altre persone su questo blog, procedo su due binari, Cura Naturale e Cura Chimica, col grosso timore che possano interferire. Ma LUI vede tutto, sa che ci troviamo in grossa difficoltà, ed alla fine ci aiuterà per il fatto che comunque abbiamo scelto di proseguire con la Sua Medicina.
    Andiamo avanti, allora.
    Ciao
    Antonio

  14. teresa
    at |

    Non ho detto assolutamente che bisogna sospendere la medicina allopatica e curarsi solo con quella naturale, ad oggi ciò per certe patologie non è assolutamente possibile, volevo sapere da Mike se omeopaticamente si poteva trattare l’amaroli, le diluizioni poi le farò in considerazione del fatto che dei farmaci rendono disgustosa (il minimo che si può dire), la bevanda ciao.. MIKE cerca di chiarirmi le idee…….

  15. Katia
    at |

    No, mi dispiace, ma a costo di farmi odiare, non è possibile avvicinarsi alla pratica alchemica in questo modo.
    Provando disgusto.
    Stiamo parlando di un RITO SACRO, l’unico ed il vero “Elisir di lunga Vita” di cui parlano tutte le tradizioni antiche; di una tecnica “divina”, capace di poteri tramutanti, di far passare da uno stato vibrazionale ad un altro, condizione necessaria al raggiungimento dell’ “immortalità “, praticata e tramandata da Gesù stesso.
    Affidiamoci al Padre che, mi auguro, compenserà le nostre eventuale mancanze, in termini di interferenza con cure o vizi terreni, ma PRATICHIAMO almeno con il RISPETTO dovuto.
    Una volta qualcuno mi disse: SULL’ ORO NON TRANSIGO… poi mi ha iniziato all’alchimia, probabilmente insieme alla tecnica, mi ha passato questa sua intransigenza.
    Non riesco ad equiparare la ritualità ad un sacrificio, semmai ad un grandissimo dono.
    Sacrificio è ben altro.
    Cerchiamo di non dissacrare qualcosa di inestimabile.

  16. antonlogos
    at |

    Sono d’accordo.
    Ho già espresso la mia opinione riguardo l’importanza della pratica alchemica per la trasmutazione spirituale dell’essere, e le prove che lo dimostrano sono tante, dalla Bibbia ad altre tradizioni. L’Oro Potabile è la Medicina di Melkisedeq che Lui ci ha donato per abbeverarci alla Sua Fonte, e dobbiamo utilizzarla al meglio con il dovuto rispetto senza porci tanti problemi. E’ un dono che non può essere sprecato. Se poi, purtroppo, siamo affetti da alcune patologie che al momento richiedono l’assunzione di farmaci…beh, anch’io mi trovo nella stessa condizione, allora mi permetto di darvi il seguente consiglio:
    Continuiamo ad assumere i farmaci, se proprio non possiamo farne a meno, visto che alcune malattie comunque hanno bisogno di essere controllate e possono avere ripercussioni gravi, ma cerchiamo di non interrompere il rito alchemico perchè alla fine sono convinto che il Padre ci ricompenserà e colmerà le nostre mancanze. Vedrete che alla fine qualcosa accadrà in noi.
    Saluti a tutti
    Antonio

  17. rosa
    at |

    sono convinta che chi intraprende un percorso alchemico o, meglio, di trasmutazione, non si pone il problema se sia disgustoso o se sia nelle grazie del padre…..

    la risonanza te lo fa capire se sei sul percorso giusto per la tua anima: se uno è sincero e non mente a sè stesso, lo sa se una cosa è giusta o sbagliata.

    ho cominciato con l’amaroli perchè ho capito che Mike ha ragione.
    l’ho dapprima diluito, poi, dopo qualche mese, ho cominciato ad assumerne un po’ di più, ma è il fisico che lo richiede.
    nei libri che ci sono in giro sull’amaroli, ci sono parecchie delucidazioni.

    @ Mike
    ti ho sognato
    ho sognato che in una macelleria c’era un vitello da latte morto su un tagliere e a terra una mucca morta. all’improvviso sei apparso tu e il vitellino ha ripreso a respirare e si è alzato sulle zampe.
    hai preso il vitellino e l’hai posto accanto alla mucca a terra. il vitello ha cominciato ad allattare, e nel frattempo anche la mucca si era ripresa.
    tutti sono usciti dalla macelleria dicendo che non volevano più carne!!!

    al risveglio mi frullava per la testa HIGHLANDER e HIGHLAND, la REMINISCENZA, l’IMMORTALE che taglia la testa e RICEVE la LUCE. e chi è il RICEVITORE DI LUCE se non Melkisedeq?

    tu mi chiederai che cosa c’entra il vitello e la mucca!?
    sono andata su wikipedia ed ho scoperto che le Highland sono mucche di una razza bovina scozzese molto pregiata….da lì ho capito che il subconscio può interagire con il conscio e con lo spirito, dipende da noi chiarirne i messaggi.
    Melkisedeq è dentro di noi, nelle nostre profondità più recondite e ci sta collegando con fili sottilissimi: mi ha fatto capire che non devo sottovalutare il tuo lavoro, perchè è VITALE!

  18. antonlogos
    at |

    Per affrontare la pratica alchemica nel modo giusto bisogna sentirla dentro, sentire che questa strada e questo percorso ci appartengono da sempre, solo così possiamo perseverare e procedere senza timori. Questo implica poi che i continui riferimenti all’Alchimia nella Bibbia e nelle altre tradizioni devono comunque essere rielaborati dentro di noi per vedere se entriamo in risonanza con quest’antica arte sacra. A quel punto tutti i dubbi scompariranno e capiremo di aver intrapreso la strada giusta.
    A proposito del sogno, Rosa, se mi posso permettere…concordo con la tua brillante interpretazione. La mucca è certamente il simbolo di MELKISEDEQ, che è non solo il RICEVITORE DELLA LUCE, ma anche colui che DONA la Luce. Pensa, le mucche ci danno il LATTE, MILK, M-L-K, radice consonantica di MELEK, ANGELO, quindi MELKISEDEQ. Il Latte della Mucca è proprio l’Oro Potabile che Lui ci dona e al quale gli iniziati, i vitellini, si abbeverano per connettersi a Lui.
    Ciao
    Antonio

  19. Laura
    at |

    @ sepo

    Su questa terra siamo uomini in bilico…da quanto comprendo però tu hai già raggiunto un equilibrio
    perfetto quasi da santità con la conoscenza dei misteri della materia…una conoscenza da Melkisedek.
    Per quanto riguarda me, invece ti posso dire che lotto da più di vent’anni e qualche piccolo risultato
    l’ho raggiunto ma mi sento e lo sono un misero essere difronte all’immensità della conoscenza che
    ancora non mi appartiene.
    Sconfiggere la paura era una delle pratiche di iniziazione per gli adepti in antico Egitto… e non hai idea
    delle prove atroci che dovevano sopportare per poter sconfiggere le proprie emozioni…sai cos’è che
    sconfigge la paura?…non è certo un fuocherello al chiaro di luna…è la volontà…la volontà di essere
    e i sortilegi…appartengono a vecchie e misere pratiche mefitiche…di scimmiottare Dio.

  20. teresa
    at |

    Preciso che da quando parecchio tempo fa ho iniziato l’amaroli continuo non ho bisogno di farmaci, sono vegetariana ecc…quindi è come bere acqua normale…però poichè conosco i problemi di altri mi sono permessa di chiedere se era possibile una pratica omeopatica. Credo che sia necessario ricordarsi che non tutti sono sullo stesso piano alcuni di noi hanno bisogno di input…..credo che siamo qui per far si che la maggior parte di persone si sveglino e usino l’oro e se hanno bisogno di un pò più di cammino perchè non suggerire una chiave di entrata per ciascuno? Aiutati che Dio ti aiuta…..ciao

  21. antonlogos
    at |

    La tua domanda è senz’altro legittima, Teresa, del resto non sappiamo ancora quali sono tutti gli straordinari poteri dell’Oro Potabile, e noi siamo qui per imparare. Sinceramente non so dirti se la pratica omeopatica può avere effetti positivi ed aiutare chi assume dei farmaci. E non so chi potrà dirtelo.
    Ma, se mi posso permettere, l’idea di suggerire una chiave di entrata diversa per ciascuno di noi non credo che possa aiutare un’anima a risvegliarsi, perchè la VIA ci è stata già indicata, e sta solo a noi decidere se intraprenderla o meno. Non possiamo proporre dei cammini personalizzati ad hoc per aiutare ogni singola persona a superare meglio le difficoltà, non è questo che LUI ci ha insegnato, e poi non saremmo neanche in grado di farlo.
    Che conoscenza abbiamo sulle dinamiche di questa Antica Scienza Sacra? Nessuna.
    Solo il PADRE può dirci che cosa fare, e se ci ha riservato un insegnamento così potente allora dobbiamo seguirlo così come ci è stato dato. E non possiamo svilirlo proponendo dei percorsi facilitati su misura per ogni singola persona. Sta solo a noi decidere se accettarlo o meno, senza porci tanti problemi.
    Nel mio caso, nonostante prendo dei farmaci, ho deciso comunque di continuare a bere la SUA MEDICINA, nel solo modo che LUI ci ha indicato, perchè credo in questo percorso, sento che mi appartiene da sempre e so che mi farà bene. E credo nella bontà del PADRE che alla fine colmerà anche le mie mancanze.
    Si tratta solo di una scelta singola, personale, che ciascuno di noi deve prendere indipendentemente. Non possiamo aiutare un’anima a risvegliarsi se anche lei non è sintonizzata su questo percorso. E’ necessario che anche lei possieda quella scintilla divina, senza la quale è impossibile attivarsi per la pratica alchemica. Non siamo noi a decidere il numero delle anime perfette destinate a risvegliarsi.
    Ciao
    Antonio

  22. Luigi
    at |

    Per Antonlogos,
    non capisco il tuo ragionamento: tu dici che ci è stato dato questa scienza sacra e nello stesso tempo affermi che non ne conosciamo le dinamiche della stessa, llora per quale motivo ciascuno non dovrebbe gestire la pratica secondo il suo sentire? Ricorda che onuno di noi è sul cammino e lo vive nel profondo del suo intimo. penso che le esternazioni sul dire cosa si deve o non si deve fare appartengano più ai dogmatismi, che tanto combattiamo, piuttosto che ad una ricerca dell’intimo.

  23. rovigatti
    at |

    Luigi, che ci piaccia oppure no, la Grande Legge Divina ha le sue Regole, proprio come le ha la sua pallida rappresentante umana (ricorda il Trismegisto: “Così in alto, così in basso”), e noi dobbiamo ubbidire. Già noi aspiranti Alchimisti siamo stati immeritatamente beneficati con questo grande dono da parte dell’Altissimo e, il minimo che siamo chiamati a fare, è di ubbidire anche laddove la nostra cecità ilica ci impedisce di coglierne l’intero e più intimo significato. Questo non significa essere dogmatici, bensì aspiranti (lo premetto sempre visto che nessuno sa se possiede o meno la Scintilla pneumatica) Figli della Luce. Abbassiamola questa nostra benedetta testa e impariamo ad essere riconoscenti.
    Chiara

  24. lavinia77a
    at |

    Antonlogos “ho deciso comunque di continuare a bere la SUA MEDICINA, nel solo modo che LUI ci ha indicato”
    Qual’è questo modo che ci ha indicato ? Io vorei iniziare ma ho paura di sbagliare… Mike aveva parlato dell’utilizzo dei salmi, ma come?

  25. antonlogos
    at |

    Caro Luigi,
    ognuno di noi può gestire il suo percorso come meglio crede, non è mia intenzione giudicare la gente, ma ricorda che questa Scienza Sacra ci è stata donata proprio perchè noi non ne conosciamo le dinamiche, si tratta di un DONO che abbiamo ricevuto per amore del LOGOS che vuole liberarci dal dominio dell’Ego Arcontico, e allora non possiamo pensare di fare come ci pare se veramente vogliamo seguire i SUOI insegnamenti. Mi sembra il minimo ubbidire e accettare di sottomettersi alle SUE REGOLE.
    Antonio

  26. emanuele
    at |

    Non è da tanto che ho iniziato la pratica dell’oro potabile, e devo dire che vivo la cosa con rispetto, come fosse un fatto del mio “già conosciuto”; ho l’impressione, però, che manchi qualcosa e mi rifaccio al post di lavinia ossia: verò è che iniziamo un atto sacro,ma mi domando : è fatto nel modo giusto? Ricordo che Mike nell’ultima conferenza di gallarate ha parlato di un rituale sacro, dove entrano i salmi. Sarebbe possibile, saperne di più? Insomma capire in quale modo posso( possiamo) essere piu presenti alla stessa sacralità dell’operazione alchemica? Chiara o chiunque possa o voglia, potrebbe dare delucidazioni?
    Grazie

  27. antonlogos
    at |

    Cara Lavinia,
    purtroppo non ho tutte le risposte, altrimenti sarei un CRISTO. Si tratta di un’Arte Sacra potentissima della quale ignoriamo tutti gli aspetti più sottili, ed è naturale chiedersi se stiamo procedendo nel modo corretto o no. L’unica cosa che possiamo fare, al momento, è UBBIDIRE e SOTTOMETTERSI alle SUE REGOLE, quindi BERE l’Oro Potabile del mattino senza porci altri problemi. Credo che con questo grande atto di umiltà LUI a poco a poco ci darà tutto quello di cui abbiamo bisogno.
    Riguardo i Salmi, Mike ci disse che sono uno strumento indispensabile per effettuare il rito alchemico nel modo corretto. Infatti, se recitati con il giusto tono vibratorio, equivarrebbero ad una sorta di MANTRA, di formula magica, per imprimere la Potenza della Parola, del Verbo, della Vibrazione, all’Oro Potabile che ci apprestiamo a bere.
    Ma, Lavinia, non so dirti come fare o che tecnica usare. Ci sono delle dinamiche che ignoriamo completamente. Possiamo solo iniziare.
    Magari se Mike…
    Ciao
    Antonio

  28. Katia
    at |

    Forse non ricordate questa frase di Mike:
    ” …VI HO GIA DETTO TROPPO PER AVERLO DETTO SU UNA PUBBLICA PIAZZA COME è QUESTO BLOG “.
    Chi è edotto, ha esperienza di ” a chi “, ” come ” e ” dove ” chiarificare il modus operandi.
    Se poi, tutto questo, può essere fatto via internet…ben venga!

  29. mauriziox
    at |

    da quando pratico l’amaroli sta aumentando sempre di piu in me in modo esponenziale la sfera intuitiva, nonostante lo pratichi da piu di nove anni, solo ora dopo un lunghissimo iter sto ottenendo dei risultati, bisogna avere molta pazienza.

  30. auroraxspirit
    at |

    ciao!
    queste cose a me interessano tantissimo!!
    tornerò di sicuro a leggerti
    piacere di conoscerti e complimenti per il tuo lavoro!

  31. Xmen
    at |

    Leggendo i commenti noto che da una parte si parla di regole dettate da COLUI CHE HA PARLATO, E CHE CI HA DONATO DI UNA TALE CONOSCENZA. Dall’altra nessun riferimento a riguardo. Ditemi un solo testo sacro o alchemico dove si parla di questa pratica e che non possa essere letto diversamente. A chi dovremmo credere e perché? Se dopo nove anni di pratica si vedono i primi segni, può essere che non siano dovuti all’oro potabile (cosìddetto), non è vero?

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