IL DISCEPOLATO

alice_bailey.jpg

Alice Bailey è stata una grande donna della Tradizione Spirituale. Quello che oggi posto, sfrondato di  alcuni eccessi mitologemi teosofici, è un documento indispensabile per comprendere la “maccanica iniziatica” del discepolato.

 

di Alice Bailey



La coscienza dell’atomo
Il Discepolato nella Nuova Era (vol. I)
L’Educazione nella Nuova Era
Iniziazione umana e solare

PARTE PRIMA

L’ATOMO: MICROCOSMO E MACROCOSMO
da La coscienza dell’atomo  

EVOLUZIONE DELL’ATOMO

L’atomo è ora considerato dalla scienza non più un’unità indivisibile di sostanza ma un centro di energia o di forza elettrica. Attraverso lo studio dell’atomo, del suo funzionamento e delle sue forme di aggregazione, potremo meglio comprendere la struttura dell’universo e le modalità con cui le forme evolvono, secondo l’antico assioma: “Come sopra, così sotto, come dentro così fuori”. Si comprenderà che l’evoluzione opera secondo un proposito ordinato nella realtà in cui viviamo, e in cui siamo chiamati a dare il nostro contributo di esseri pensanti situati  tra il quarto regno, quello umano , e il quinto regno, quello spirituale, cui sempre  più evidentemente aspira l’umanità  avanzata. Una delle ragioni per cui le cose ci sembrano così difficili da capire sta nel fatto che ci troviamo in un periodo di transizione e che il Piano è ancora imperfetto; siamo troppo vicini al congegno essendo noi stessi parte integrante del tutto. Ne vediamo dei frammenti, ma non ci è dato di abbracciare l’insieme nella sua grandiosità. Possiamo avere una visione o un elevato momento di rivelazione, ma quando riprendiamo il contatto con la realtà che ci circonda, ci chiediamo se è possibile materializzare l’ideale, perché sembra ben difficile conciliare il rapporto intelligente tra la forma e ciò che la utilizza .
…..
Le ulteriori domande che porremo saranno: Cosa c’è dietro questi fattori? Dietro alla forma oggettiva e alla sua intelligenza animatrice c’è un’evoluzione che corrisponde alla facoltà dell’ “Io”, all’ “Ego” dell’uomo? C’è nella natura e in tutto quello che vediamo intorno a noi l’elaborazione del proposito di un Essere autocoscienze individualizzato? Se un tale essere, una tale esistenza fondamentale esiste, dovremmo riuscire a vedere, sia pure parzialmente, le sue intelligenti attività e osservare i suoi piani in attuazione. L’Universo intero ci rimanda l’evidenza della Legge di evoluzione, che conduce ogni forma ad uno stato sempre più avanzato; il termine indica uno sviluppo dall’interno all’esterno, partendo da un centro interiore che custodisce e tiene in memoria  lo schema della forma iniziale e delle potenzialità future. Si può definire l’evoluzione come lo sviluppo progressivo della capacità di rispondere ; e il processo evolutivo  come  una capacità sempre più adeguata di registrare e risuonare alle vibrazioni, prima del proprio piano, poi di quelli più elevati. Una Vita centrale  unificata comprende e sintetizza tutte le unità in evoluzione, sia della materia (atomi chimici e fisici) sia della  coscienza (esseri umani). L’intera Manifestazione non è che l’insieme dei diversi stati di coscienza – dovuti a diversi stati evolutivi –  dalla materia più grossolana all’uomo più avanzato; attraverso le forme esteriori la Vita entro di essa, o Intelligenza (da inter legere, scegliere discernere), si adegua al Proposito, che tende sempre più evidentemente alla perfezione. Tale interpretazione del processo evolutivo non è  da considerarsi  come il risultato di una Divinità esteriore che riversa la Sua energia e la Sua saggezza sul mondo in attesa; è piuttosto come qualcosa di latente entro il mondo stesso, nascosto nel cuore dell’atomo chimico, nel cuore dell’uomo stesso, nel pianeta e nel sistema solare. E’ quel qualcosa che tutto trascina verso la meta ed è la forza che crea gradualmente l’ordine dal caos; trae la perfezione ultima dalla temporanea imperfezione, il bene dal male apparente; dalle tenebre e dai disastri trae ciò che un giorno riconosceremo come bello, giusto e vero. Tutto ciò, insomma, di cui abbiamo avuto la visione e che abbiamo concepito nei momenti di più alta elevazione.  L’evoluzione può anche essere definita “sviluppo ciclico”; la natura, infatti, ripete i suoi cicli finchè la sostanza non abbia portato a termine determinati processi, adeguandosi in modo sempre più idoneo alla vibrazione più elevata. Ciò avviene mediante lo sviluppo del discernimento che nell’atomo si manifesterà come adattamento, nel sistema solare  come attrazione- repulsione, nell’uomo come libero arbitrio. Gli stadi che caratterizzano il processo evolutivo sono tre e corrispondono alle età dell’uomo: infanzia, adolescenza e maturità; questi stessi passaggi  possono ritrovarsi nello sviluppo delle civiltà:

1)    stadio dell’energia atomica;
2)    stadio della coscienza di gruppo;
3)    stadio della sintesi.

Lo stadio dell’energia atomica è primitivo e separativo:

Lo stadio dell’energia atomica è in gran parte ciò che riguarda il lato materiale della vita e, nella vita dell’uomo o di un popolo, corrisponde al periodo dell’infanzia. E’ l’epoca del realismo, dell’attività intensa, dello sviluppo per mezzo soprattutto dell’azione oppure dell’egocentrismo e dell’egotismo….Implica il riconoscimento dell’atomo come assolutamente autonomo e, analogamente all’unità umana, come vita separata e senza alcuna relazione con tutte le altre unità.  Nei primi stadi dell’ evoluzione l’uomo si crede  un individuo separato, vivendo egoisticamente prima per sé, poi per il gruppo familiare più intimo e sperimentando così la propria energia atomica interna; questa stessa fase viene attraversata nell’infanzia dell’umanità e nell’infanzia di ogni essere umano. Lo stadio della coscienza di gruppo riguarda la costruzione di forme coerenti maggiori composte di forme minori. L’uomo sposta l’attenzione dalla propria piccola vita al  centro maggiore; da atomo diventa elettrone di una Vita più grande che lo tiene nella suo sfera di irradiazione e di cui comincia a intravedere il Piano ed il Proposito, così da poter collaborare nei limiti che il suo sviluppo evolutivo consente. In questo stadio – che  può essere paragonato a quello della radioattività – cominciano a manifestarsi le qualità dell’amore e del sacrificio. Nel caso dell’essere umano corrisponde al risveglio del senso della responsabilità e al riconoscimento del suo posto nel gruppo. Questo richiede la capacità di riconoscere una vita più grande di lui stesso, sia essa chiamata Dio o semplicemente ritenuta come la vita del gruppo al quale un uomo appartiene come unità, quella della grande Identità della quale ognuno di noi è parte.   Lo stadio dell’esistenza unificata e sintetica corrisponde allo stato dell’essere umano adulto, che ha un piano ben definito; esso  è ancora  lontano dall’attuale umanità. L’uomo sente di essere parte di un’Entità sintetica che comprende tutte le unità di vita e alla quale egli e il suo gruppo devono rispondere responsabilmente. Non ci saranno soltanto le unità di coscienza separate e gli atomi differenziati nella forma; non ci sarà soltanto il gruppo formato da molteplici identità, ma avremo l’aggregato di tutte le forme, di tutti i gruppi, di tutti gli stati di coscienza fusi, unificati e sintetizzati in un tutto perfetto. Questo tutto potete chiamarlo sistema solare, natura o Dio, non ha importanza.  Gli stessi stadi attraversano il sistema solare, i gruppi umani e l’atomo. Ad ogni livello, alla separazione seguirà l’unione e la formazione di gruppi; dalla sintesi delle unità emergerà infine un’unità cosciente e organizzata, formata da tutte le entità, animate da un solo proposito. L’unità radicale dell’energia ultima di ogni parte costituita dai composti della Natura, dalla stella all’atomo minerale, dal più elevato Dhyan Choan, al più piccolo infusorio, nell’intera accezione della parola e quale si applica ai mondi spirituale, intellettuale o fisico, è la sola Legge fondamentale della Scienza occulta.

2. L’ATOMO, L’UOMO E L’UNIVERSO

Rudolf Steiner, fondatore dell’Antroposofia,  si occupa del tema dell’atomo microcosmico e macrocosmico, ridefinendo e arricchendo il soggetto  con il concetto  dello “specchio concavo”e del “grande sacrificio” da cui ogni universo ha origine. Per lo Steiner l’ atomo è un universo dotato di un nucleo e di un centro nel nucleo che tiene insieme il tutto. Le orbite degli elettroni non sono delle orbite effettive ma tutto l’atomo è una sfera con un centro interno;  attorno ad esso, sulla superficie della sfera,  si muovono gli elettroni. Ogni atomo rappresenta pertanto un  miniuniverso con il proprio piccolo Dio-creatore.Quando la volontà di una entità si eleva a tal punto da compiere quello che viene detto il “grande sacrificio”- è in grado cioè di perdere se stesso in una creazione – allora crea un universo. Questo universo, grande o piccolo,  è un’immagine riflessa di chi lo ha voluto; esso  emana il suo proposito e deriva il suo compito dall’essenza stessa del creatore. Una divinità, creando un universo, ne è il centro. Se in questo spazio vi immaginate un punto e, invece che da sei pareti, di essere circondati da una sfera cava che si rispecchia all’interno, vi vedrete riflessi da tutte le parti come punto centrale. Avrete l’immagine di una divinità come centro volitivo che si riflette da tutte le parti e questo specchio è l’immagine della divinità stessa ed è , nel contempo, anche l’universo. Che cos’è infatti un universo? Non è nient’altro che uno specchio dell’essenza della divinità.…. Tutto l’universo è animato dalla volontà universale che si esprime in una infinita varietà di forme…Questa ripetizione, questo rinnovamento della divinità, questa diversificazione viene chiamato “regno” (minerale, vegetale, animale, umano) per distinguerlo dalla volontà creatrice …La volontà è quindi il punto centrale, il regno è la specchio della volontà. In questo meraviglioso processo ognuno ha la propria parte da svolgere; il nostro compito di Pensatori sarà quello di distinguere il Reale dall’irreale mediante il discernimento; di acquietare l’emotività e stabilizzarci sul piano mentale; di indagare su noi stessi e vigilando sui nostri pensieri, che formano col tempo la nostra realtà; di ricercare nel Mondo delle Cause, dopo aver osservato quello degli Effetti.  Potremo così pianificare la nostra evoluzione superando lo stadio infantile dell’egoismo; ricercheremo quindi il gruppo al quale apparteniamo e nel quale siamo chiamati a “svolgere la nostra parte”. Così come l’atomo è composto da un insieme di elettroni, i corpi degli uomini  sono composti da minuscole particelle, ognuna delle quali è un’entità vitale;  il comportamento dell’uomo è la risultante delle varie unità di vita che compongono il suo corpo e la sua mente. Osservando le diverse qualità dell’atomo: energia, intelligenza, capacità di scegliere, di attrazione e repulsione, sensazione, movimento e desiderio, si ha qualcosa di molto simile alla psicologia dell’essere umano, soltanto entro un raggio più limitato e in grado più circoscritto.  L’uomo, come l’atomo, è un centro di forze intorno al quale si aggregano le cellule del suoi corpi: fisico, emotivo, mentale; egli, come l’atomo, usa il discernimento per potenziarsi e raggiungere i suoi fini evolutivi. I pianeti possono considerarsi atomi intelligenti che trattengono materia entro la propria sfera d’influenza, perseguendo un definito proposito evolutivo; ed anche il sistema solare segue lo stesso schema: il Sole è il nucleo intorno al quale i pianeti ruotano, riconoscendolo come centro di energia. La differenza tra l’atomo fisico e chimico, l’uomo e i pianeti, è ovviamente nel grado di coscienza, e quindi nelle diverse possibilità di rispondere al richiamo della Vita entrostante. Lo stesso concetto di sostanza (sub stantia, che sta sotto) rimanda ad una Vita intelligente che ha una sua specifica sfera d’influenza e agisce all’interno degli elementi, indirizzandoli a livelli sempre più alti di manifestazione. Ove il cristiano dice “Dio” lo scienziato con eguale reverenza direbbe “Energia” ma ambedue intendono la stessa cosa…. Così viene dimostrato un  meraviglioso e sintetico Tutto. San Paolo forse ebbe in mente qualcosa di simile quando parlò dell’Uomo Celeste. Dicendo “il Corpo di Cristo”, egli intendeva certamente tutte quelle unità della famiglia umana che sono tenute entro la Sua sfera d’influenza e che costituiscono il Suo Corpo, come gli aggregati delle cellule fisiche formano il corpo fisico dell’uomo…C’è un interessante scritto sanscrito che risale a migliaia di anni fa, che dice: “Ogni forma sulla terra e ogni atomo nello spazio lotta con i suoi sforzi verso l’autoformazione seguendo come modello l’Uomo Celeste. L’involuzione e l’evoluzione dell’atomo hanno un solo e unico fine: l’uomo.  Poiché pertanto ogni atomo di materia diventerà “uomo”, attraverso graduali passaggi di coscienza, si può supporre che anche l’uomo possa evolvere verso stadi di coscienza sempre più avanzati, raggiungendo lo sviluppo di grandi entità quali, ad esempio, quelle dei sistemi planetari; a loro volta, le entità planetarie potrebbero ampliare la loro coscienza fino a comprendere il Tutto. Si apre a nuove comprensioni, così, l’assioma ermetico Uomo, conosci te stesso e conoscerai l’Universo e gli dei ; analizzandoci come centri di energia che mantengono gli atomi del corpo nella propria sfera di influenza, potremmo fare di noi stessi dei laboratori di informazione sulle leggi del  Cosmo. Tale lavoro può essere svolto tenendo conto che per l’uomo, come per ogni atomo, l’evoluzione è causata dalla vita interna alla sostanza e dalle relazioni con gli altri atomi. L’uomo che considera ogni cosa come riferita a se stesso vive ancora nello stadio dell’individualismo; la via più ampia che attende ogni essere umano è quella del rapporto con gli altri atomi e con il proprio gruppo, ovvero con il gruppo di anime con il quale evolve. In questo periodo storico l’uomo sta comprendendo il senso della Cooperazione, che è una qualità dell’anima; essa va sostituendosi a quello di competizione, che ha dominato nelle  prime vicende del cammino dell’umanità. Si comprende sempre più che il gruppo rallenta se alcuni membri non si adeguano alle  vibrazioni sempre più rapide; ognuno lavorerà per lo sviluppo delle potenzialità di tutti i fratelli, al fine della comune evoluzione. Atomi-uomo più evoluti, oltre a essere centri di Vita, irradiano, e diventano radioattivi e magnetici, influenzando altre forme,  così come avviene alle sostanze radioattive. Amore ed energia emanano da coloro che hanno scelto la via del sacri-ficio (sacrum facio, rendo sacro), rifiutando moventi egoistici e  offrendo se stessi  per l’evoluzione del gruppo. L’evoluzione è una continua marcia accelerata di tutte le particelle dell’universo che le conduce simultaneamente, per un sentiero seminato di distruzione, ma ininterrottamente e senza posa, dall’atomo materiale a quella coscienza universale in cui sono realizzate l’onniscienza e l’onnipotenza: in una parola, alla completa realizzazione dell’Assoluto: Dio. Questo procede da quelle minute diversificazioni che noi chiamiamo molecole e atomi fino ai loro aggregati e forme; continua con la costruzione di forme sempre più grandi fino a che abbiamo un intero sistema solare. Il macrocosmo ripete se stesso nell’uomo, il microcosmo, e il microcosmo è a sua volta riflesso in tutti gli atomi minori. Ogni atomo-uomo è un pensiero entro una forma; San Paolo, nel secondo capitolo dell’Epistola agli Efesini, afferma che Dio esprime la sua idea attraverso ogni vita, microcosmica o macrocosmica: “Noi siamo opera sua”. I tre regni della natura sono forme attraverso le quali si manifestano e si evolvono le coscienze, sorrette da un’Idea e tendenti  ad un Proposito; i corpi fisici sono manifestazioni di quell’Idea e di quel Proposito. In tutti questi regni: minerale, vegetale, animale ed umano…abbiamo tre fattori: primo, che l’atomo originale è in se stesso una vita. Secondo, che tutte le forme sono costituite da molteplici vite e in tal modo abbiamo un tutto coerente, attraverso il quale un’entità soggettiva attua un proposito. Terzo, che la vita centrale entro la forma rappresenta l’impulso che la dirige, la sorgente dell’energia, l’origine della sua attività ed è ciò che tiene insieme la forma come un’unità. Questo pensiero può essere considerato in relazione all’uomo, per esempio. Ai fini del nostro discorso, l’uomo può essere definito quale energia centrale, vita o intelligenza, che opera tramite una manifestazione materiale o forma, questa forma essendo composta di miriadi di vite minori.  Il sistema solare è l’insieme di tutte le forme, distribuite nei tre regni di natura; esso è il Corpo di un grande Essere che lo usa come strumento di espressione della sua Idea e del suo Proposito.

3. IL PROCESSO EVOLUTIVO

Il metodo del processo evolutivo avviene in tre fasi, che riguardano ogni tipo di vita :

– involuzione, cioè l’immersione nella materia, nel corpo fisico mezzo di manifestazione; la vita viene limitata in forme fisiche diverse. Vita e forma si rapportano sempre più intimamente fino a che l’entità impara ad utilizzare le vite minori; nel caso dell’uomo, egli gradualmente domina e perfeziona il corpo fisico, il corpo emotivo, il corpo mentale;

– evoluzione, la progressiva liberazione attraverso un cammino di perfezionamento;

– amore-attrazione, la forza coesiva che produce unificazione e attraverso cui l’entità  impara a collegare gli atomi, dando origine alla loro vibrazione all’unisono, e quindi producendo forme.

Nel suo percorso, l’entità riveste varie forme, utilizzandole fino a che non riconosce l’esigenza di rivestirne un’altra che sia più  idonea al suo iter evolutivo; si perviene infine, attraverso  progressive espansioni di coscienza, definite spesso iniziazioni, alla liberazione dalla forma.Il percorso può essere sintetizzato nei termini: limitazione, adattamento, utilizzazione, cristallizzazione, disintegrazione. Riguardo all’uomo, egli viene  limitato dal suo corpo fisico, dalle sue emozioni incontrollate, dagli annebbiamenti mentali; successivamente impara a attuare i suoi piani usando le sue potenzialità accresciute con il dominio dei corpi; infine, quando la sua forma è cristallizzata e non più adatta a esprimere il proposito, essa si disintegra. Lo stesso processo avviene alle forme di governo, alle teorie scientifiche e alle religioni; esse si disintegrano ineluttabilmente per far sì le grandi verità  si diffondano attraverso  nuove forme di pensiero, più adatte al particolare momento evolutivo  che l’umanità attraversa. Così assistiamo oggi alla cristallizzazione della religione cristiana, dovuta al separativismo creato dalle limitanti teologie dogmatiche e dagli inadeguati schemi dottrinari della Chiesa; il grande il messaggio di Cristo richiede nuovi veicoli di espressione, più adatti all’uomo contemporaneo, che sempre più si situa sul piano mentale e rifiuta  restrittivi fideismi e autoritarismi. C’è pertanto una meta, per l’uomo come per l’atomo chimico e il sistema solare. L’atomo chimico mostra capacità di selezione e discriminazione e selezione; esso attraverserà i regni di natura fino a trovare più completo sviluppo nel regno umano. Le creature del regno vegetale dimostrano, oltre a queste caratteristiche, una rudimentale sensibilità all’ambiente. Il regno animale mostra di possedere anche l’istinto, stato primordiale della mente, che si svilupperà nell’essere umano. L’uomo del quarto regno , rispetto ai tre regni inferiori, rappresenta il macrocosmo, è la divinità del suo sistema: possiede amore, intelletto e volontà ed è in grado, nel corso del cammino, di “prendere in mano” le redini del suo destino. Tiene sotto la sua sfera di influenza le vite minori di cui è composto e le amministra secondo  la legge di attrazione e repulsione Probabilmente la sua meta è quella di un ampliamento di consapevolezza tale da avvicinarsi al Grande Essere che usa l’intera manifestazione come suo Corpo,  nel quale “ci muoviamo e siamo”, e che è la forza di amore-attrazione del sistema solare. Tra questo grande Essere e l’atomo chimico forse c’è solo una differenza qualitativa , poiché tra essi non esistono bruschi passaggi ma si registra una progressiva evoluzione che avviene tramite le esperienze. Possiamo così formarci l’idea che esistono una meta ed un proposito per ogni creatura del cosmo e che il cosmo stesso ha un proposito che comprende quello delle vite minori che ospita; abbiamo così un metodo per comprendere le leggi sottostanti la manifestazione. Nasce, da questa ampliata visione, un forte movente per lavorare al dominio e al   perfezionamento e della nostra natura fisica e, contemporaneamente , per cooperare amorevolmente con i nostri fratelli alla costruzione di forme migliori (civiltà, organizzazioni, religioni) che sostituiscano quelle cristallizzate, non più idonee all’ uomo che si avvia a conquistare il quinto regno, quello celeste. Qual è dunque il proposito retrostante a questo incessante processo di costruzione di forme, di questo combinarsi delle forme minori? Qual è la ragione di tutto questo e a cosa tende? Sicuramente è lo sviluppo della qualità, l’espansione della coscienza, l’evolvere della facoltà di comprensione, la produzione dei poteri della psiche e dell’anima, l’evoluzione dell’intelligenza. Sicuramente è la dimostrazione graduale dell’idea di base,o proposito, che quelle grande Entità che chiamiamo Logos o Dio sta attuando attraverso il sistema solare. E’ la dimostrazione della sua qualità psichica, poiché Dio è Amore Intelligente; è il compimento del suo definito proposito, poiché Dio è Volontà amorevole e intelligente. Per tutti i gradi e i tipi di atomi c’è pure un proposito. C’è una meta per l’atomo chimico, c’è un punto d’arrivo per l’atomo umano, l’uomo. L’atomo planetario dimostrerà pure un giorno il suo proposito basilare e la grande Idea che sta dietro al sistema solare sarà a sua volta rivelata.  L’uomo –  afferma Browning – coordina e aggrega gli attributi della Vita disseminati nel mondo visibile; in lui si riflettono in modo ancora imperfetto i tre  aspetti del Logos: intelligenza, amore e volontà. Una delle probabili etimologie del termine “uomo” riconduce  alla radice sanscrita “Man”, colui che pensa; in un antico libro l’uomo viene definito come “la Vita e le vite”, in riferimento all’aggregazione di vite minori di cui egli è il centro e di cui è il logico svolgimento. Egli è’ l’insieme delle qualità divine, ancora imperfette e segue lo stesso processo che è stato dell’atomo: troverà cioè la sua collocazione in forme  sempre più grandi e complesse, e perseguirà un proposito sempre più ampio e alto. Esperimentare con la materia, dimorare entro la forma, infondere energia nella sostanza, lasciare il Giardino dell’Eden (il luogo dove non c’è necessità di sviluppo) e il vagabondare del Figliuol prodigo, lontano dalla Casa Paterna, sono i vari stati descritti nei Vangeli durante i quali l’uomo scopre che egli non è la forma, bensì colui che la utilizza. Egli è intelligenza, ed è perciò fatto ad immagine della terza persona della Trinità; è l’Amore, e attraverso di lui l’aspetto Amore della divinità si manifesterà un giorno perfettamente ed egli potrà dire col Cristo, suo fratello maggiore, in risposta alla richiesta: “Signore, mostraci il Padre” , “Chi ha veduto me ha veduto il Padre. Alla morte dell’uomo la forma, che è servita allo scopo dell’evoluzione, si disperde nel mondo fisico, e lo spirito, che è stato il nucleo che ha dato energia alle vite minori, si libera, per riprendere, in una forma più adeguata, il processo autocoscienza – coscienza di gruppo – coscienza di Dio. Qual è perciò la meta per l’atomo umano, che è già autocosciente, che è già individualizzato e che può guidare se stesso per mezzo della propria volontà? Quale via si apre davanti all’uomo? Semplicemente l’espansione della propria coscienza, fino a includere la coscienza della Grande Vita, o Essere, del cui corpo è egli stesso una cellula.

4. COSCIENZA E INIZIAZIONE

La coscienza (da con scio, conoscere) è, genericamente,  la capacità di rispondere agli stimoli e ai contatti e di riconoscere le vibrazioni. Essa non riguarda solo l’essere umano ma anche, sia pure in forma embrionale, il regno minerale, quello vegetale e quello animale. L’uomo, oltre a possedere la qualità della discriminazione e della selezione del regno minerale, quella della sensazione del regno vegetale, quella dell’istinto del regno animale, possiede l’autocoscienza, la consapevolezza di essere un individuo separato che fa esperienza attraverso i suoi corpi. Egli  imita con sempre maggior abilità le qualità divine e la sua meta è quella di divenire un dio egli stesso. L’essere umano è per lo più ancora allo stato atomico della manifestazione, egli si identifica con il non-sé, con l’impermanente e l’irreale; dopo aver attraversato il mondo dell’esperienza e del dolore, egli ricerca infine il Regno di Dio, la Casa del Padre. Solo pochi  individui più avanzati si muovono oggi  verso lo stadio della coscienza di gruppo, sentono in modo intuitivo la vibrazione del grande Corpo di cui tutti siamo atomi. Una parte ristretta dell’umanità lavora  responsabilmente al raggiungimento di una più ampia coscienza attraverso:

– la mente:  i metodi del discernimento, del distacco, dello sviluppo mentale;

– il cuore: le qualità della compassione, del sacrificio, dell’amore universale.

Questi uomini imparano a distinguere tra la Vita e la forma, tra il Reale e l’irreale attraverso un itinerario  di sviluppo liberamente scelto: sono coloro che, a Oriente e a Occidente,  percorrono, sui più alti giri della spirale evolutiva, il Sentiero dell’iniziazione volontaria, per pervenire prima allo stato della coerenza di gruppo e poi della  Sintesi macrocosmica. E come si compierà questo cambiamento? Il periodo atomico si sviluppa per mezzo dei cinque sensi e per mezzo dell’utilizzazione della facoltà del discernimento. Lo stadio in cui l ‘uomo si risveglia alla consapevolezza di gruppo e partecipa coscientemente alle attività del gruppo, viene raggiunto in due modi: per mezzo della meditazione e per mezzo di una serie di iniziazioni. Quando uso la parola “meditazione” non alludo a ciò che forse s’intende comunemente con tale parola: uno stato mentale negativo e recettivo, o uno stato di trance. Molte idee erronee  si hanno su quel che realmente sia la meditazione. La vera meditazione richiede la più intensa applicazione della mente, il massimo dominio del pensiero ed un atteggiamento che non è né negativo né positivo, ma un giusto equilibrio tra i due.
…La vera meditazione (i cui stati preliminari sono: concentrazione, applicazione su qualsiasi linea di pensiero) differisce secondo i vari tipi di persone.
…Ognuno deve trovare il proprio metodo per avvicinarsi a ciò che dimora dentro di lui, ognuno deve studiare da sé la questione della meditazione
….La vera meditazione, su cui mi è ora impossibile trattenermi, condurrà ad un definitivo cambiamento di polarizzazione, aprirà all’uomo una serie di esperienze nuove che non si sarebbero mai ritenute possibili, gli rivelerà contatti di cui non si rende ancora conto e lo metterà in grado di trovare il suo posto entro il gruppo. Egli non sarà più confinato entro i limiti della vita personale, ma comincerà a fondere questa vita con il grande tutto. Non si occuperà più esclusivamente dei suoi egoistici interessi, ma volgerà la sua attenzione ai problemi del gruppo. Non dedicherà il suo tempo solo alla cultura della sua identità, ma cercherà di comprendere quella più grande Identità di cui è parte. Questo è realmente quanto tutti gli uomini più  evoluti cominciano più o meno a fare.   Quando un uomo si è così sviluppato ed è entrato in contatto effettivo col gruppo al quale appartiene, compirà delle iniziazioni, ovvero delle espansioni  di coscienza, guidato da entità più evolute che hanno già percorso il cammino e vivono già nella dimensione della Sintesi, in cui sono parti consapevoli del grande Essere che si esprime nella Manifestazione. Ogni nuovo sviluppo dell’entità che evolve, ogni nuovo riconoscimento, può essere definito un’iniziazione, che è pertanto un processo universale. Così, ogni passaggio di stato, dal regno minerale a quello vegetale, a quello animale, ed infine a quello umano, può essere considerato un’iniziazione, cioè un ampliamento di coscienza, poiché nello sviluppo evolutivo non vi è alcuna frattura tra un regno e l’altro, ma solo conseguente graduale rivelazione dovuta al più ampio repertorio di esperienze attraversato. L’iniziazione (etimologicamente “entrare”) è scelta autonomamente e ciascuna di esse prepara ad una espansione maggiore; sta a noi ricercare le occasioni di evoluzione e cogliere le opportunità che la vita, anche attraverso il dolore, ci presenta: “La chiave per ogni grado di evoluzione è l’aspirante stesso”. Compito dell’uomo spirituale è pertanto quello di sviluppare e perfezionare costantemente i suoi corpi, rendendoli puri e perfetti; solo il lavoro gioioso e strenuo su noi stessi potrà condurci alla meta . Le entità più evolute non possono intervenire se noi non abbiamo svolto la nostra parte per poter accedere alla rivelazione del  regno spirituale; recita un antico detto esoterico: “Quando l’allievo è pronto, il Maestro arriva”. E Paolo afferma: “Io riconosco che le sofferenze del tempo presente non sono degne di essere paragonate alla gloria che a noi sarà rivelata…poiché noi siamo salvati dalla speranza…ed io sono persuaso che né la morte né la vita, né angeli né principati, né cose presenti né cose future, né l’altezza né la profondità, né alcuna creatura potrà separarci dall’amore di Dio”.

5. IL  FUTURO EVOLUTIVO

Seguendo l’evoluzione dei vari tipi di atomo: atomo fisico, atomo umano, atomo planetario, atomo macrocosmico, si evidenzia che nel corso dell’evoluzione essi diventano sempre più abili a rispondere ai richiami e ai contatti  su ogni piano; così un uomo polarizzato  sul piano emotivo non potrà ancora rispondere coscientemente a vibrazioni che richiedono un uso sviluppato della mente e molti, se li incontrassero, non riconoscerebbero Esseri molto evoluti che vivono ad alti livelli di vibrazione. Nello stadio atomico un nucleo centrale di vita tiene nella sua sfera di influenza gli atomi fisici, emotivi e mentali, attraendo atomi necessari al suo sviluppo e all’attuazione del suo proposito; a livelli infinitamente superiori, lo Spirito planetario fa le Sue esperienze con la vita, espande la Sua coscienza, stabilisce contatti per attuare il Suo proposito. Uno scopo successivo dell’evoluzione è quello di saper agire continuatamene e coscientemente sia sul piano fisico che su quello emotivo e mentale; per lo più l’attuale umanità è attiva sul piano fisico e, in misura minore,  sul piano emotivo; pochi possono funzionare in modo vigile sul piano mentale. Altra meta dell’uomo sarà quello di strutturare volontariamente l’energia attraverso l’uso dell’Amore-Intelligente al fine di raggiungere il più alto Proposito che la nostra mente sarà in grado di raffigurarsi. Superato lo stadio atomico, lo spirito cerca situazioni in cui esprimere l’amore per un gruppo sempre più vasto; a questo stadio ritroviamo i grandi filantropi e idealisti dell’umanità, che evidenziano nelle loro vite la qualità della Volontà rivolta ad un servizio  amorevole e intelligente. L’uomo diventerà quindi sempre più saggio e radioattivo, pensando sempre più in termini di unità; anche le grandi religioni convergeranno in una universale re-ligio (riunione, riunificazione), superando i separativismi dottrinari e teologici in vista dell’unico glorioso Fine che attende il genere umano affratellato. L’umanità tutta percorrerà lo stretto  “Sentiero”di cui parlano tutte le religioni, “diventando il Sentiero stesso”.  Cosa accadrà nel momento in cui la coscienza di gruppo diventerà, su larga scala, l’obiettivo cosciente dell’uomo? Avverrà allora che l’uomo porrà piede sul “Sentiero”. L’uomo sarà definitivamente padrone di se stesso e si sforzerà di vivere la vita dello spirito, rifiutandosi ormai di vivere una vita atomica, egocentrica. Cercherà il suo posto entro la più grande unità, trovandolo per mezzo di sforzi definiti ed autoiniziati e unificandosi con quel  gruppo. Questo è il vero significato dell’insegnamento sul “sentiero” dato dalla chiesa protestante, cattolica e buddista. Tutte insegnano a percorrere questo sentiero, definendolo in vari modi, come la Via, il nobile Sentiero ottuplice, il Sentiero dell’Illuminazione, il Sentiero della Santità. Ma il Sentiero è uno solo, quello che risplenderà sempre di più e condurrà al giorno perfetto.  Con il tempo si svilupperà anche la capacità dell’Intuizione, che permetterà un collegamento più diretto con il mondo spirituale; i corpi dell’uomo saranno allineati all’anima che governerà il cervello fisico, così che esso potrà agire nella realtà diretto dall’  ispirazione dell’anima: La verità è in noi stessi. Quando potremo venire in contatto con il nostro dio interiore, tutta al verità ci sarà rivelata. Saremo allora dei conoscitori. Questa è però una qualità positiva, non negativa, e significa mettersi in allineamento diretto e cosciente col proprio Ego o Sé superiore, senza lasciare aperta la propria personalità a qualsiasi entità o fantasma di passaggio. Lo sviluppo evolutivo porterà ai poteri dell’anima, che permetteranno il contatto con il gruppo, così come il dominio del corpo fisico rende possibili i contatti con gli altri uomini. Ciascuno avrà il controllo cosciente dei tre piani, non sarà più dominato dai propri desideri e dai propri pensieri ma governerà la triplice natura inferiore e potrà così collaborare alla più grande Vita cui apparteniamo.  Ben raramente noi veniamo in contatto con il nostro Sé Superiore, e solo nei momenti di maggiore sforzo, o nelle grandi crisi della nostra vita, solo come risultato di lunga disciplina, di strenua meditazione, ciò può verificarsi.  Verrà un giorno in cui domineremo interamente la nostra vita, non dal punto personale egoistico, ma dal punto di vista del Dio in noi dimorante, che è la diretta rivelazione dello Spirito sui più alti piani. Pochi uomini vivono in  questo stadio, ma quando le moltitudini l’avranno raggiunto, l’umanità entrerà in quel periodo detto dai cristiani il “Millennio”; si realizzerà quel tempo di cui l’iniziato Paolo parla in questi termini: Non vi saranno più divisioni nelle membra di un medesimo corpo, ma ogni membro avrà per altri membri la medesima sollecitudine ha per se stesso. Se un membro soffre, tutti i membri soffrono con lui; se un membro è onorato, tutti ne gioiscono…poiché è lo stesso Dio che opera in tutti. Ci sono diversità di doni, ma uno solo è lo Spirito, ci sono differenti ministri di servizio, ma un solo Signore.

E H. P. Blavatsky conferma:
Noi tutti siamo come membra di un unico corpo e perciò chi cerca di danneggiare o distruggere gli altri, è come se la mano destra cercasse di tagliare quella sinistra per gelosia. Chi uccide il prossimo suo, uccide se stesso, chi deruba se stesso, froda se stesso; chi ferisce il prossimo, mutila se stesso, perché gli altri esistono in noi, come noi esistiamo negli altri.

PARTE  SECONDA

LA COSCIENZA DI GRUPPO.

da  Iniziazione umana e solare
e    Il Discepolato nella Nuova Era (vol. I)

LA  FORMAZIONE DEL GRUPPO

Molti uomini rispondono oggi all’appello della Gerarchia: individui che, senza nulla sapere di evoluzione spirituale, si dedicano con abnegazione al servizio all’umanità. Sono spesso molto attivi e utili; psichici sensibili sul piano astrale, e perciò soggetti all’illusione, ma che, comunque, propongono l’idea del Piano, sia pur distorta; discepoli ai primi stadi, spesso troppo preoccupati della loro evoluzione personale e del loro rapporto con il Maestro; discepoli del mondo e iniziati di alto grado, conoscitori del Piano,  che operano all’unisono e con efficacia, a causa dell’unità e della forza del gruppo. E’ necessario, pertanto, creare l’unità del gruppo sui piani mentali e spirituale; le prime qualità da conquistare saranno l’atteggiamento amorevole, l’assenza di critica, il senso di cooperazione; l’unità si baserà sulla mira all’essenziale compito da svolgere, che dovrà essere seriamente perseguito da tutti, e non su dettagli trascurabili, su cui la mente analitica talvolta si sofferma, creando discordanze e ritardi nell’azione. I gruppi degli Ashram in futuro agiranno all’unisono, e l’unità all’interno di ogni gruppo, alla quale oggi si lavora, è la premessa necessaria affinché ciò si verifichi. Ma ricordate che la nota fondamentale per la Loggia non è il conseguimento o il grado, ma gli stabili rapporti, l’unità di pensiero, nonostante la diversità dei metodi, delle azioni e dei compiti, l’amicizia nel senso più puro. La Fratellanza è una comunità di anime sospinte dal desiderio di servire, dall’amore spontaneo, illuminate di pura Luce, devotamente fuse e amalgamate in gruppi di Menti che servono, pervase da una sola Vita. I suoi Membri sono organizzati per eseguire il Piano che coscientemente percepiscono e a cui deliberatamente collaborano.  Caratteristica indispensabile è la sincerità nei rapporti, che aiuta a correggere i difetti nella personalità e a far emergere la chiara luce dell’anima; ogni appunto a un discepolo, rivolto con benevolenza e impersonalità, evidenzia l’errore, aiuta a correggerlo, purchè l’interessato non si risenta in modo egocentrico dell’indicazione. E’ l’amore, pertanto, a dover diventare il requisito principale dei membri del gruppo: Vigilate con cura i vostri pensieri reciproci, sopprimete immediatamente ogni sospetto, ogni critica e cercate di sostenervi a vicenda, senza deflettere, nella luce dell’amore. Non avete idea della potenza di tale comportamento, che libera dai reciproci legami ed eleva straordinariamente il gruppo.
……..
Avete l’occasione di dimostrarvi l’un l’altro il valore scientifico e il potere dell’amore, considerato come forza della natura. Datevi la pena di comprovarlo. Sprigionerete così l’uno per l’altro ciò che occorre per attuare i cambiamenti potenti e vitali nell’esistenza e nel proposito dei singoli membri. L’amore non è sentimento né emozione, né desiderio o movente egoistico di retta condotta quotidiana. L’amore è la forza che guida i mondi e li conduce all’integrazione, all’unità, e all’inclusività, costringendo la divinità stessa all’azione. E’ difficile da coltivare, tanto è l’egoismo proprio della natura umana; è difficile da applicare alle condizioni di vita, e per esprimerlo vi occorrerà dare il massimo delle vostre capacità e ripudiare le attività egoistiche personali. I discepoli nel gruppo di un Maestro devono amarsi reciprocamente con intelligenza e forza costante, originando così luce e potere, che un giorno faranno realmente prezioso quel gruppo nel mondo. Ciascun discepolo praticherà la lealtà, che costruisce la forza e l’unità del gruppo e si adatterà allo sviluppo comune del gruppo; il proprio progresso personale sarà considerato importante solo rispetto alla crescita complessiva della luce del gruppo. Sentimenti ed aspirazioni personali, in questa prospettiva, perdono la rilevanza che hanno comunemente nel mondo e ne acquistano, il ritmo, la nota particolare, il colore e il suono; si ricercano e si effettuano modalità operative che accrescono la consapevolezza e l’unità del gruppo, elevandone  la vibrazione.   E’ necessaria, nel gruppo di lavoro spirituale, anche la capacità discriminante: Occorre anche un’acuta discriminazione. Sono tempi in cui le linee di demarcazione tra le Forze del Materialismo e quelle della Luce vanno chiaramente definite. Mentre si profila netto, sulla Terra, il contrasto tra la via dell’amore e della buona volontà, e la via della crudeltà e dell’odio, i discepoli devono avere un atteggiamento privo di pregiudizi. Questo gruppo ha l’arduo compito di opporsi con fermezza sul piano fisico contro ciò che è distruttivo e odioso (nel vero senso della parola), facendo il possibile per porre fine agli agenti disgregatori e ridurli all’impotenza e, allo stesso tempo, mantenere un interiore atteggiamento di completa innocuità e comprensione amorevole. Poiché, fratelli miei, esistono principi e ideali nel mondo odierno per cui vale la pena di lottare, ma mentre la lotta infuria è necessario creare e mantenere coscientemente quel campo di energia vitale e amorevole che farà da ponte tra le fazioni opposte, e consentirà un futuro contatto. Alcuni di voi non pensano con sufficiente chiarezza ai problemi implicati poiché, indebitamente assorbiti dai segni esteriori della lotta, smarriscono la visione dell’insieme. La duplice vita di opposizione attiva a ciò che tenta di trattenere e distruggere l’umanità e i suoi ideali e – in pari tempo – di saldo atteggiamento amorevole, non è facile per qualcuno di voi. E’ tale oggi l’integrazione umana che non è possibile agli individui né ai gruppi isolarsi dalle attività e dalle condizioni umane. Né un atteggiamento negativo è consono alla soluzione della crisi. Chi rifiuta di condividere il karma e la sofferenza del mondo rallenta inevitabilmente il proprio progresso perché si pone fuori della grande ondata di forza spirituale che rigenera il mondo degli uomini.
…….
Il Sé superiore e la personalità si incontrano faccia a faccia per quella decisione che l’anima (il Sé) attende. Ciò avviene anche a quell’aspirante mondiale che è l’Umanità. Riflettete bene su quest’idea. I membri del Nuovo Gruppo dei Servitori del mondo non possono estraniarsi dalla grave situazione odierna. Non possono e non devono rifugiarsi nella via senza uscita dell’addestramento personale e degli interessi individuali. Se questo è il vostro atteggiamento, poco posso fare per voi, perché ciò mi segala l’incapacità di distinguere i valori, il desiderio di ritrarvi mentalmente da quanto è infelice e spiacevole, di lasciare la responsabilità ad altri, e la mancanza di identificazione con l’umanità. L’appello per la salvezza del mondo risuona e i discepoli si riuniscono in tutto il mondo, non in senso fisico, ma soggettivo. Ogni Maestro lancia l’appello e molti discepoli in prova, anche se all’estrema periferia della sua influenza, rispondono solleciti, ma i loro moventi sono per lo più misti, e la loro risposta deriva sovente dal desiderio di progresso personale. In questo particolare momento complicano notevolmente l’appello al servizio, ma le loro distorsioni sono il compimento della profezia del Nuovo Testamento per cui (al tempo della fine) la verità del ritorno del Cristo o “Secondo Avvento”, e l’espansione di coscienza cristica saranno molto deformate. I discepoli saranno contemplativi e praticheranno  la meditazione quotidiana attraverso stadi via via più elevati: concentrazione, allineamento dei corpi (fisico, emotivo, mentale), meditazione, contemplazione. Si terrà un diario spirituale, ove si annoteranno:

–    esperienze inferiori, che saranno registrate, ma delle quali non si terrà conto;

–    esperienze e contatti spirituali (ad esempio con il Maestro o con qualche discepolo) facendo attenzione ad evitare la confusione derivante dal contatto con i piani astrali, che può avvenire quando il discepolo non è stabilmente focalizzato sul piano mentale;

–    ispirazioni e stimoli dettati dall’Intuizione spirituale, utili per il progresso di ciascuno  o del gruppo;

–    improvvise illuminazioni di nuove conoscenze provenienti dall’anima; fenomeni di natura occulta (ad esempio la “luce nella testa”, fenomeni telepatici).

Per lunghi periodi potrebbe avvenire che non si rilevi nulla di significativo da annotare ma l’esercizio è comunque utile per migliorare le capacità di recezione, imparando a distinguere con chiarezza le percezioni provenienti dal Maestro o dall’anima, spesso così sottili da essere velate o coperte da quelle, più grossolane, derivanti da sensazioni astrali o da forme-pensiero egoiche. I discepoli mireranno a mantenere lo stato contemplativo anche nel mezzo delle attività quotidiane, tenendo così costante il contatto con le forze spirituali (“siate nel mondo ma non siate del mondo”). Tale meditazione stimolerà e rafforzerà l’attività di gruppo, che si esplicherà nel gruppo stesso e si estenderà poi all’umanità. Il rapporto tra i membri del gruppo sarà telepatico e di aiuto reciproco, non riguarderà la personalità né le relazioni personali; le reazioni astrali-fisiche saranno accantonate come non degne di interesse ma  si mirerà a:

–    padroneggiare le emozioni e rendere la mente “salda nella luce”, instaurando il dominio dell’anima sul corpo fisico, su quello emotivo e mentale;

–    stimolare le qualità dell’anima (amore, purezza di motivazioni, impersonalità, energia, unità, sacrificio);

–     sviluppare l’Intuizione, necessaria per comprendere i passi successivi     da compiere;

–    rafforzare l’integrazione e la vita unitaria del gruppo, basato sul riconoscimento dell’anima;

–    potenziare l’energia dei gruppi della Nuova Era con i quali si svolge un lavoro comune per l’umanità;

–    motivare, intensificare e rendere sempre più efficace l’attività di gruppo al servizio del mondo.

Non crediate che il particolare compito assegnatovi sia il fattore di maggiore interesse. Non sono lo sviluppo dell’intuizione, o il potere di guarire, o l’efficienza telepatica che più importano. Quel che conta per la gerarchia nell’attività degli Ashram è lo stabilirsi soggettivo di collaborazione e rapporti di gruppi talmente potenti che ne nasca l’embrione dell’unità del mondo.

IL LAVORO DI GRUPPO

L’umanità è oggi formata da individui focalizzati sul piano fisico e sul passato; individui focalizzati sul piano emotivo e sul presente; individui focalizzati sul piano mentale e sul futuro; su questi ultimi hanno presa le grandi idee che conducono al progresso. Tra questi i Maestri oggi scelgono numerosi discepoli per il servizio al mondo, che è ad una svolta cruciale: l’umanità, sempre più inquieta e “in ricerca”, non accetta più le forme del confessionalismo dogmatico e separativo e si sintonizza al livello sempre più elevato di vibrazioni del pianeta; questo periodo di transizione la porterà a sempre più elevate  espansioni di coscienza ed alla sempre più vasta recezione delle energie e della visione del mondo della Nuova Era. Il candidato, in un primo momento, cura l’allineamento dei tre corpi e riceve volontariamente e chiaramente l’impressione dell’anima; in un secondo tempo si lascia guidare da essa;  infine, riconosce di essere l’anima.

Egli sa di  aver raggiunto queste caratteristiche:
–    pronta rilevazione e generosa risposta alle necessità dell’umanità;
–    accostamento mentale, libero da pregiudizi,  e non emotivo,  a tali necessità;
–    flessibilità mentale e capacità di usare approcci e metodi aggiornati ai tempi per presentare antiche verità, così  da sostenere molti sulla via iniziatica;
–    sicurezza priva di autoritarismo, che:
a)    accetta alcune visioni del passato ma è assertore della nuova spiritualità che   mira al riconoscimento della Re-ligio (riunificazione) di tutti gli uomini , figli di un solo Padre;
b) ha  presente il fine primario, sul quale il gruppo lavora in unità d’intenti, e che va perseguito nella sua purezza originaria;  non dà rilevanza a piccole controversie che nascono da trascurabili divergenze sui modi e le metodiche;
–    consapevolezza nell’uso  delle tecniche di invocazione ed evocazione;
–    elevata “graduatoria dei valori”, per cui considera prioritario il suo servizio al Piano e “indifferente” ogni altro aspetto della sua vita: sentimenti e simpatie personali, perseguimenti del sé egoistico, lussi e comodità; perfino la preoccupazione per la sua salute;
–    capacità di cooperare con gli altri servitori e con i discepoli più avanzati in umiltà e spirito di fratellanza;
–    capacità di discriminazione, ovvero la capacità di scegliere e portare in atto le azioni più adeguate ed efficaci per svolgere quella parte del Piano di cui il suo gruppo si sta occupando;
–    dominio nell’uso della parola, di cui si è compreso il valore energetico;
–    capacità di conservare le energie tramite il silenzio;
–    abnegazione, ovvero dimenticanza di sé e completa dedizione al servizio; questa condizione, una volta stabilizzata, provoca una forma di “irradiamento” , che attrae e stimola altri fratelli ricercatori ed evoca rispondenza in aspiranti e discepoli;
–    progressiva diminuzione dell’interesse per se stessi, per il contatto con il Maestro  e per il proprio progresso spirituale, sostituita dalla tensione verso l’anima e l’esecuzione del Piano;
–    risonanza con alcune parti del Piano e sensibilità alla vibrazione del Maestro, che impressiona le menti di coloro che sono ricettivi a quegli aspetti che Egli vuole portare in manifestazione e che, avendo superato la fase dell’egoismo, intendono cooperare con Lui in modo altruistico ed impersonale.

Nel gruppo di qualsiasi  Maestro non si insegna ai discepoli a fare i propri assestamenti della personalità e a conseguire il contatto con l’anima. Non ci si impone la disciplina del carattere, né è il luogo dove si stabiliscono giuste relazioni tra  discepoli giovani e anziani. Le regole per il dominio dell’anima sono antiche e ben note. Devono essere praticate a lungo prima di venir accettati. La lotta contro la natura inferiore e la costruzione delle qualità occorrenti, essenziali a chi serve il mondo, sono il tema della vita, e perciò le parti migliori dell’umanità subiscono costantemente questa disciplina. La capacità di collaborare con altri in un lavoro guidato è frutto del processo evolutivo ed è inevitabile. Vi sia ben chiaro che la purificazione e i giusti atteggiamenti di pensiero, che sono il più grande lavoro per l’aspirante, non lo sono per il discepolo.  Egli li considera secondari: riguardano il sé personale e sono compito dell’anima individuale, che li dirige, e non del Maestro. Il discepolo lavorerà affinché il gruppo cui appartiene:

–    diventi sempre più potente, cioè sempre più in grado di ricevere gli impulsi superiori e di comprenderne correttamente il fine e la portata evolutiva;
–    sappia  trovare i giusti metodi di attuazione della parte del Piano intravista;
–    incrementi la sua capacità di amore intelligente ed inclusivo, così da purificare costantemente la visione;
–    accresca la possibilità di adeguarsi alla Volontà divina rafforzando i propri piccoli propositi individuali e uniformandoli sempre più al grande Proposito sempre più “dall’interno” (“sia fatta non la mia ma la Tua Volontà”);
–    senta fortemente il senso della gerarchia esistente nell’universo, riconosca il proprio posto all’interno di essa e sia pronto a prendersi le proprie responsabilità verso i più piccoli e verso i Grandi Esseri;
–    cooperi  saggiamente, poiché sa che l’opera del Maestro rallenta o progredisce a seconda dell’opera più o meno accorta dei discepoli e del loro avanzamento.

Il discepolo pertanto vigilerà sui suoi pensieri, affinché essi siano sempre allineati con il l’ideale ed il lavoro, in tal modo favorendo purezze e potenza del gruppo. Si adopererà per toglier forza al male ed alla separatività, irradiando le qualità della Volontà-di-bene,  e dell’inclusività; gli sarà chiaro il suo ruolo di  “innovatore”, di pionere nello stabilire la Legge dei retti rapporti sulla Terra. In questo periodo storico, in cui perde vigore il sesto raggio, quello della devozione e dell’idealismo e prende forza il settimo, quello della magia e del cerimoniale, il discepolo scelto dal Maestro non sarà più un mistico o un idealista. Sarà un individuo del tipo mentale, che ha superato la fase analitica e crede nella libertà di coscienza, che richiede  conferme scientifiche alle verità esoteriche e che rifiuta ogni forma di costrizione o di “fede” acritica e dogmatica. Al discepolo non si richiede pertanto un’obbedienza al Maestro di tipo emotivo, passiva e basata sul rapporto personale, ma l’ascolto obbediente della voce dell’anima; egli deve scegliere liberamente di mettersi al servizio del Piano, con totale abnegazione. Gli è richiesta, in sostanza, l’obbedienza al Piano, praticata in piena consapevolezza. La visione del Piano apparirà sempre più ampia e chiara con l’accrescersi dell’impegno e dell’amore del discepolo, e  l’obbedienza sempre più naturale e necessaria, poiché la luce del Sé superiore sarà  più potente e si presenterà con sempre maggior evidenza il bisogno dell’umanità. E’ pertanto soprattutto nella fase iniziale che si pone il problema dell’obbedienza, quando il contatto tra personalità ed anima non è completo e il discepolo, non ancora uscito del tutto dall’Aula dell’Ignoranza e pertanto ancora imbrigliato dai desideri egoistici e da pregiudizi individuali, teme di perdere la propria “personalità”, che identifica ancora con se stesso, nell’obbedienza al Maestro. In realtà il Maestro non dà ordini, ma suggerimenti che sono accolti quando il discepolo, divenuto più intuitivo ed inclusivo,  avrà operato i  necessari  ampliamenti di consapevolezza. La “visione” del Discepolo Accettato si amplia fino a percepire l’umanità una e a percepirsi, attraverso l’uso sempre più elevato dell’Intuizione, come anima al servizio del Piano; il Discepolo del Mondo sa e  fa:
–    sa per via intuitiva qual è il Piano;
–    agisce con il suo gruppo per attuarlo, subordinando ad esso ogni aspetto del sé inferiore.
Mentre all’inizio della Via il discepolo ricerca la chiarezza della visione, quando il  processo è più avanzato, divenuto Discepolo del Mondo, non rincorre più la visione, ma è totalmente impegnato nel campo di lavoro, nell’abnegazione e nella dimenticanza di sé.
Il Discepolo del Mondo non è ancora del tutto purificato, non avendo ancora conseguito  la quinta iniziazione, ma non è concentrato sulle sue manchevolezze e sul suo processo di perfezionamento: egli si dedica, con inclusività e amorevole intelligenza, a sollevare e illuminare spiritualmente l’umanità; opera in qualsiasi campo di servizio, ispirato dal suo Maestro, a sua volta “impressionato” da Esseri a Lui gerarchicamente superiori:
I discepoli vengono scelti dai Maestri perchè, nonostante le limitazioni personali, rispondono nella loro misura individuale alla visione immediata e concorde della Gerarchia  unita e ai metodi che Essa si propone per materializzarla. Tale visione gerarchica (per quanto possiate comprenderla) è la risposta dei Maestri all’impressione superiore cui sono soggetti e che assecondano secondo il raggio, e non secondo il livello evolutivo. Il Maestro riconosce quelli che riconoscono il Piano e che (con perfetta o qualificata dedizione) si prestano per eseguirlo. Li stimola come gruppo perché hanno identità di   visione e di dedizione; ciò li fa più efficienti nelle attività di servizio che essi stessi hanno scelta.
Riflettete bene su questa serie di riconoscimenti:
1.    Riconoscimento della visione.
2.     Riconoscimento del Piano: visione e Piano non sono la stessa cosa.
3.    Riconoscimento accordato dal Maestro a un gruppo di aspiranti consacrati, allorché li    accetta come discepoli.
4.    Mutuo riconoscimento, fra voi, come anime e servitori.

Quando tutti questi riconoscimenti saranno giustamente compresi sarete riconosciuti dalla Gerarchia come un gruppo di discepoli utilizzabile come canale attraverso il quale riversare energia spirituale, luce e amore sul mondo bisognoso e tormentato. Il gruppo sarà allora capace di servire, non per un potere conferito dal Maestro, ma per un potere autogenerato. Il potere esercitato dai discepoli viene in risposta a una vita giustamente vissuta e a una piena capacità di amare. Vi è una grande legge, che può essere espressa così: “a chi tutto dà, tutto vien dato”, e vale sia per il discepolo individuale che per il gruppo. Moltissimi aspiranti al discepolato oggi non la conoscono o non la comprendono; non danno liberamente e pienamente né all’opera della Gerarchia né a chi ha bisogno. In tal modo limitano la loro efficienza e chiudono la porta al soccorso, non soltanto per se stessi,  ma anche per il gruppo. E’ una responsabilità. La chiave del soccorso sono l’innocuità e la dedizione di tutte le risorse individuali ai Grandi Esseri, senza riserve e in modo spontaneo. Allorchè voi – quali discepoli – vivrete innocuamente – in pensiero, parola e azione – senza nulla trattenere in senso materiale, emotivo o dal punto di vista del tempo, se darete sforzo fisico e ogni vostra risorsa con felicità, avrete tutto ciò che vi occorre per il lavoro; e ciò vale per tutti i gruppi di servitori. Questa è la legge. La perfezione non è ancora possibile, è superfluo dirlo, ma è possibile un impegno maggiore da parte vostra per dare e servire.  Oggi i Maestri istruiscono discepoli che abbiano un senso ampio ed inclusivo dell’umanità, che ne riconoscano le necessità e vogliano soccorrerla; i discepoli del mondo curano i piani più immediati, che vengono attuati dai discepoli accettati. Sia gli uni che gli altri  non sono vaghi idealisti ma individui concreti, che, pur  pensando in termini universali, possono anche occuparsi di realtà locali, più o meno ampie. (“Pensa globalmente, agisci localmente”). E’ necessario, per far progredire rapidamente il lavoro, non soffermarsi sul proprio piccolo sé né sulle personalità dei componenti del gruppo né sulle dinamiche relazionali e i rapporti all’interno del gruppo; l’attenzione focalizzata al Proposito di gruppo, il lavoro da compiere e l’amore per l’umanità, che sostiene il Compito, siano i principali costanti riferimenti. Nella pratica, bisogna che il discepolo allontani ogni critica; miri all’alto obiettivo essenziale e non tenga in gran conto  particolari secondari; lasci lavorare i compagni ciascuno secondo i propri personali metodi di lavoro, anche se non li considera ottimali; non sia focalizzato sui “frutti del lavoro”, ma sia concentrato sul percorso e sulla purezza delle motivazioni; elimini ogni ansia o aspettativa, poiché richiamano al sé personale e  tolgono energie. I discepoli dovrebbero lavorare sempre al livello dell’anima, dove possono ritrovare l’unità del gruppo nel servizio; potranno così operare per la nascita dei  tempi nuovi per i quali lavora la Gerarchia:

Verrà dunque certamente il tempo in cui, come individui e membri del  gruppo  di un Maestro, subordinerete la vita della personalità al bisogno dell’umanità e all’intenzione del Maestro. Sarete, e non lotterete tanto duramente per essere; darete, senza più combattere la tendenza a non dare; dimenticherete i vostri corpi fisici e no presterete loro soverchia attenzione (e avrete salute migliore); penserete non  più immersi nel mondo dei sentimenti: porrete saggiamente al primo posto e come normale procedura il lavoro del Maestro. Qual è questo lavoro? Provvedere un gruppo di servitori operante, intelligente e consacrato mediante cui eseguire i piani gerarchici e manifestare sul piano fisico un punto focale di energia spirituale, che la Gerarchia userà per aiutare l’umanità, specie in questa crisi. I Suoi piani, che incarnano la volontà di Shamballa, possono essere e sono attuati; il processo può essere cosciente o una inconscia risposta collettiva umana all’impressione. Tra i discepoli del mondo, la risposta e la susseguente attività sono consapevoli e portano all’azione intelligente. Il Maestro deve evocare nei discepoli una tale profondità di amore consacrato ed una tale comprensione dell’opportunità attuale, che gli aspetti personali della loro vita svaniscano nella loro coscienza, e loro massima cura sia il modo di servire. Quali sono le cose non essenziali cui non prestare attenzione? Qual è il compito da assolvere? Chi posso aiutare? A quali aspetti del lavoro del Maestro dare il massimo aiuto? Sono domande che devono trovare risposta equilibrata, intelligente e non viziata da fanatismo.  Nei primi passi sul Sentiero accade spesso che i discepoli siano più interessati al loro rapporto con il Maestro e al loro avanzamento personale che al servizio e alla cooperazione con l’opera del Maestro; tale atteggiamento individualistico ritarda il progresso, poiché sono la dedizione al lavoro e la completa abnegazione che fanno procedere nella via iniziatica.Per passare dal gruppo di un Maestro, che è di natura più esteriore e allargata,  all’Ashram, che è il nucleo interiore di lavoro, è necessario che il discepolo stabilisca con i suoi compagni di lavoro e di evoluzione un rapporto basato sull’anima e  deponga ogni aspetto del Sé inferiore: sentimenti e bisogni individuali, motivazioni personali e aspirazioni terrene, tutto deve essere subordinato al servizio. L’Ashram è un gruppo composto di anime incarnate e non incarnate: aspiranti e iniziati di ogni grado. I discepoli dell’Ashram dovranno dimostrare di aver raggiunto un tale grado di saggezza, amore e capacità di elevata intuizione da poter essere impressionati dal Maestro e da poter ricevere la Sua energia; tutti eleveranno quanto più possibile la loro vibrazione per favorire il lavoro all’unisono del gruppo. Il Maestro tende a costituire un gruppo in cui tutti i membri siano invasi da Fuoco d’Amore poiché sa che quando i membri vivono come anime servendo con abnegazione, l’energia dell’Ashram, si producono avanzamenti dinamici e materializzazione della visione. I discepoli più avanzati sono concentrati nel lavoro e, se anche rilevano che qualche membro non è completamente attivo, possono soffrirne nella personalità, ma la loro efficienza non ne è inficiata. L’energia superiore è da essi riversata sulla Terra, per illuminare l’umanità, per contrastare le forze della disgregazione, ed essi devono pertanto imparare a manipolarla con sapienza e discriminazione. In questo periodo storico, in particolare,  l’umanità è fortemente stimolata, e aumentano la percezione intuitiva e le occasioni di servizio per molti. L’Ashram ispirato da Maestro  è chiaramente direzionato e intensamente  focalizzato nel particolare lavoro da svolgere, così da essere quanto più possibile efficace ed efficiente nel mondo degli uomini.  Il Maestro influenza con la sua visione e la sua aspirazione i candidati che rispondono alla sua nota ed alla sua vibrazione; insegna; guida il lavoro ma non imporrà le sue idee né il suo modo di intendere e attuare il Piano gerarchico. I discepoli  ricevono intuitivamente i messaggi in misura maggiore o minore, a seconda di quanto le loro menti sono telepaticamente collegate con la Sua e di quanto i pensieri sono allineati  con i Suoi.  Ogni Ashram costituisce pertanto un punto di luce e di evoluzione all’interno dell’umanità, alla cui purezza, consacrazione e potere contribuiscono tutti i membri.
L’efficacia nel lavoro dipende:
–    dall’illuminazione della mente;
–    dalla  comprensione del Piano da parte dei discepoli;
–     dalla impersonalità nel lavoro;
–     dalla capacità di non considerare “i frutti dell’azione”;
–     dalla purezza del movente;
–    dall’obbedienza all’anima.

Nell’Ashram il discepolo studia le forze; egli ha già imparato  a dominare le energie fisiche e quelle del desiderio;  il suo pensiero, prima diretto ad esprimere le aspirazioni personali, si è fatto astratto ed idealistico, interessato ai progetti destinati all’ umanità; ora egli sa di essere la “Vita” e le energie dell’anima dominano ogni altro piano. L’Ashram è un insieme di forze intense: l’energia dell’ anima del discepolo, che si esprime attraverso l’amore e il servizio, ma che è ancora inquinata da aspetti della personalità,  entra in contatto con la forza spirituale  del Maestro, che deriva dal contatto con la Monade; il rapporto nasce dall’identità del Proposito e si struttura nell’obbedienza al Piano. Inoltre, il discepolo è soggetto agli effetti della forza degli altri membri del gruppo e di quelle provenienti da altri Ashram. L’energia dell’Ashram, pertanto,  non corrisponde alla somma delle energie dei membri: verso l’esterno l’effetto complessivo è rafforzato e moltiplicato nei suoi effetti, e  all’interno del gruppo essa provoca un effetto reciproco di potenziamento. Nell’Ashram si sperimentano i rapporti gerarchici (tra Shamballa e la Gerarchia; tra la Gerarchia e i Maestri; tra i Maestri e i discepoli; tra i discepoli e l’umanità) e si attua la Legge dei Retti rapporti, che sono l’aspetto  essenziale dei valori della Nuova Era che sta per realizzarsi sulla Terra. Pur essendo “sintonizzati” sulla stessa vibrazione ed obbedendo alla stessa visione, i discepoli dell’Ashram, ispirati per via intuitiva dal Maestro, operano liberamente nell’attuazione della parte di Piano che hanno intravisto; lavorano in campi diversi e con metodi liberamente scelti. Nel riflettere su ciò, rendetevi dunque conto che l’Ashram non è un gruppo operante sotto la tutela del Maestro. E’ importante da ricordare. Come ho detto, è un punto magnetico di tensione, una fusione di energie, dirette verso un centro comune, e implicanti due fattori magnetici:

1.    Impulso concorde alla formazione di un gruppo a livello mentale. E’ la corrispondenza superiore dell’istinto di gregge del mondo animale e dell’uomo, ma è di natura spirituale e ha diverso movente. L’istinto inferiore di gregge deriva soprattutto da quello di conservazione; questo invece dal riconoscere la natura immortale dell’anima, e dall’istinto di servire anche con sacrificio di sé. La legge della “morte per la vita” governa. Allorché l’attrazione magnetica del gruppo è abbastanza forte, muore la vita della personalità. Ma finchè il gruppo in tutte le sue parti non esprima questo crescente impulso al sacrificio, non è un Ashram.

2.    Attrazione magnetica esercitata dal centro positivo nel cuore del gruppo: quella, cioè, del Maestro. Come      sapete, almeno teoricamente, al centro dell’Ashram sta il Maestro, o un iniziato o discepolo del mondo. Suo compito è amalgamare e fondere le energie offerte dal gruppo (per impulso a servire), e indicare il campo d’azione. Questa attività istintiva è chiamata obbedienza occulta, ed è volontaria e concorde. Quando il gruppo –  così operante guidato dal Maestro – sia mosso da un unico impulso spirituale, e sia saldamente organizzato in un’unità (come gli elettroni intorno al nucleo), allora, e non prima, la sua potenza diviene effettiva.

L’evoluzione della coscienza  di  gruppo comporta una sempre maggiore rispondenza alla vibrazione del Maestro e  la costante sensazione di vivere alla  presenza dell’anima; in tal modo il discepolo farà in modo che la consapevolezza e la responsabilità di far parte di un gruppo unito sui livelli interiori divengano prioritarie nella sua vita e tengano in subordine ogni altra questione: le avversità della vita, la salute fisica, le reazioni  personali. Egli lavora per il mondo e impara a distinguere gli effetti visibili, ai  quali reagisce l’umanità comune, dalle cause interiori che li hanno determinati, sulle quali agiscono gli iniziati.Il gruppo opera nel Mondo delle Cause per attuare mutamenti nell’ordine fisico; ciò richiede qualità di Amore intelligente; capacità di lavorare ad elevati  livelli mentali e intuitivi; assenza di criticismo, che ostacola e debilita, e di intromissioni  emotive e  personalistiche; abilità nello inviare le giuste forme-pensiero, ispirate dall’energia e dalla visione dell’anima del  gruppo. L’Ashram lavora all’unisono per favorire l’emersione della luce nel mondo e nei componenti stessi; ciascun membro si svela agli altri senza nulla nascondere delle proprie incompiutezze né dei propri punti di forza: tutto viene considerato e utilizzato per un servizio sempre più esteso ed efficace. Il discepolo impara, nel corso del suo apprendistato, ad allontanarsi da atteggiamenti  dogmatici, pur da lui considerati giusti ed elevati; da abitudini e comportamenti fissi e stereotipati a cui è legato e che considera imprescindibili dalla sua “personalità”; arriva all’iniziazione privo dei consueti valori e sostegni mentali, pronto ad accettare più alti  principi e visioni. Apprende anche a risalire dagli effetti al mondo delle Cause e ad attribuire nuovi significati anche ad avvenimenti relativi  al suo ambiente quotidiano di vita. Fino alla terza iniziazione, il discepolo sviluppa le qualità dell’amore-saggezza e risponde all’influenza della  Gerarchia, che opera per il futuro; in seguito, sviluppa l’aspetto Volontà, e reagisce all’energia di Shamballa, che vive nell’Eterno Presente e opera per l’eternità. I membri di un Ashram diventano sempre più sensibili alla vibrazione del Maestro; per raggiungere uno stato di più profonda e stabile recettività, è necessario potenziare le qualità dell’ascolto e del silenzio, spesso raggiunte solo apparentemente,  dato l’incessante flusso di pensieri e desideri che fa ressa nella mente degli uomini. Il Maestro valuta, ai fini del suo insegnamento, soprattutto le caratteristiche di base dei membri dell’Ashram: la loro “nota” individuale, gli atteggiamenti ed i comportamenti abituali ed interiorizzati; questi Egli tende a rendere elevati e fermi. Tuttavia, il discepolo non sarà impressionato direttamente dalla Gerarchia finchè non avrà sviluppato un  sufficiente amore per l’umanità, così da aver scelto fermamente di  seguire  la via del servizio e avrà evidenziato buone  qualità di volontà, di disciplina e, soprattutto, di capacità di amore di gruppo. Non sono rari gli uomini non egoisti. Sono pochissimi invece i gruppi non egoisti. La devozione pura e distaccata non è rara in un essere umano, ma rarissima in un gruppo. La sottomissione degli interessi personali al bene della famiglia o del prossimo è facile da trovare, perché la bellezza del cuore umano si è manifestata compassare del tempo. Scoprire tale atteggiamento in un gruppo, mantenuto con ritmo inalterato ed espresso in modo spontaneo e naturale: ecco la gloria della Nuova Era. Il vincolo del puro amore e dei rapporti eroici realizzati ed espressi in forma e lavoro di gruppo è davvero cosa nuova, ed è l’ideale che vi presento. Se sarete all’altezza della visione concepita nella mia mente, stabilirete sul piano fisico punti focali di forza qualificata tramite cui la Gerarchia potrà agire con sicurezza maggiore. Sarà composta in Terra (con questo e analoghi gruppi) una rete di energie spirituali che contribuiranno a rigenerare il mondo.

IL COMPITO IMMEDIATO

L’Umanità, “l’aspirante mondiale”, è ad una svolta del suo percorso, in cui un’affluenza maggiore di luce permetterà a molti di raggiungere l’iniziazione e di partecipare alla preparazione della Nuova Era. I nuovi tempi  porteranno nuove consapevolezze e più elevati sviluppi, in concordanza con il progresso sempre più rapido dei membri della famiglia umana che accedono al piano mentale e si risvegliano al loro compito di “traghettatori” di anime dal vecchio al nuovo mondo. A tale avanzamento si oppone la gerarchia delle forze regressive del male, legate alla materia e al potere in essa conseguito, e che non hanno intenzione di lasciar andare. Si deve però tenere a mente che anche quelle forze sono una gerarchia di entità costituenti le forme materiali, e quindi vere e giuste al loro posto. Si tratta, in realtà, di una questione di obiettivo in un dato tempo. La meta attuale per la famiglia umana, nel suo insieme, è rappresentato da tre doveri, e qualunque cosa l’avversi è male.

–    Manifestare la natura dell’anima, che è amore e volontà-di-bene, mediante la personalità  integrata.

–    Trasferire l’energia ora volta a vitalizzare il corpo fisico e alla creazione fisica, ad    alimentare la facoltà creativa mentale, in tal modo tutto il genere umano sarà trasmutato in un agente creativo dinamico e autocoscienze.

–    Iniziare un periodo di sviluppo spirituale in ogni regno di natura. Al termine di esso la porta del regno animale sarà riaperta, occasione propizia per anime in embrione che attendono. Inoltre molti uomini giungeranno all’iniziazione, il che bilancia le forze alle due estremità della linea di progresso umano. Questo mediante la rinnovata attività ciclica della Gran Loggia Bianca, e mediante le energie che sono proprie della Nuova Era.

I discepoli, mantenendo coesione, unità nei rapporti e impersonalità che nascono dal riconoscimento dell’anima, irradieranno nell’umanità la luce della nuova consapevolezza; i gruppi opereranno affinché il materialismo dilagante in alcuni Paesi più economicamente avanzati sia riconosciuto per quello che è, ovvero  una forma di ambizione illusoria che costituisce una sorta di “distrazione” dal vero compito dell’uomo: l’avanzamento dell’anima individuale e della nazione. Come gli esseri di Atlantide anteposero i desideri egoistici, provenienti dal piano astrale, al progresso spirituale, così gli uomini ed i Paesi del nostro tempo servono le loro ambizioni – individualistiche, nazionalistiche e  separative, derivate dal piano mentale inferiore – invece che obbedire alla voce dell’anima. Come ogni essere umano lotta per vite intere in vista di conseguimenti personali, così fanno i popoli. Tuttavia nel cuore di ogni nazione giace latente l’anima mistica ed alla fine – dopo lotta e desolazione terribili – tutto andrà bene. Le tendenze al materialismo e agli scopi della personalità devono, secondo il piano più vasto e la volontà-di-bene, essere compensate da un contro-movimento di vita spirituale, obiettivo di tutti i discepoli attivi. Procurino quindi essi di accrescere l’amore per tutti gli esseri, attingendo all’amore di gruppo, che sovrasta gli avvenimenti del mondo. Fratelli, quando capirà il mondo che l’ amore del Logos – in quanto agisce sul mondo umano – si focalizza tramite il gruppo soggettivo interiore? Quell’amore sta ora per ancorarsi fisicamente mediante i gruppi nuovi (come questo) che si stanno formando ovunque. Questi sono ( o dovrebbero essere) centri di amore divino. Magnetici, costruttivi e puri. Cercate quindi di conformarvi alle necessità secondo le forze fisiche., ben sapendo che siete sottoposti a sforzo e pressione maggiori che mai. Il gruppo di discepoli lavora per raggiungere alcuni conseguimenti spirituali; il più immediato è l’abilità di operare telepaticamente con le sostanze mentali: i discepoli saranno sensibili alle ispirazioni dei Maestri, ai pensieri dei condiscepoli e alle correnti mentali più elevate dell’umanità, e direzioneranno  energie e forze  secondo gli scopi del lavoro in atto. Il risultato di questa conquista non sarà il riconoscimento concesso a qualche gruppo particolare, ma la scoperta di un potere universale, un piano mentale di discepoli di ogni grado. Ciò affermerà, col tempo e senza controversia, l’unità di tutti gli esseri. L’unità rivelata dal potere del pensiero è la gloriosa consumazione dell’opera della Fratellanza e voi, come tutti i discepoli, vi rispondete nei vostri momenti migliori. In modo minore e secondo la misura della vostra consacrazione, potrà essere la vostra gloria e la meta, se conserverete le idee di unità, di servizio, e soprattutto di amore. A loro volta, poiché “come sopra così sotto”,  i Maestri percepiscono correnti spirituali più  elevate e se ne fanno tramite presso l’umanità, al fine di  attuare il Piano pensato dai Grandi Esseri di Shamballa, che governano il sistema solare, superiori a Loro quanto Essi lo sono rispetto ai discepoli. E, sempre in relazione al citato assioma ermetico:

a)  la telepatia sempre migliorata dei Maestri trova il suo corrispettivo nella sempre più perfezionata tecnica di recezione e trasmissione degli apparecchi di telefonia fissa e mobile, radiofonici e televisivi;

b) la struttura del gruppo esoterico, unito a livello dell’anima e mirante alla volontà-di-bene, si rispecchia, per analogia, nella sempre maggior diffusione di forme di lavoro di gruppo exoteriche: associazioni, società,  gruppi di studio e di ricerca, team, squadre, villaggi “ecologici” e solidali, cooperative di ogni tipo;

c) la rete sottile che avvolge il pianeta, che diventa sempre più luminosa ed energetica per l’afflusso spirituale dell’umanità sempre più unita, solidale e “globalizzata”  trova corrispondenza nella diffusione mondiale della “rete” internet; rimandano l’idea di “rete” anche i termini inglesi  usati nell’informatica: “net”, rete e “web”, ragnatela;

d) la migliore capacità dell’umanità di “vedere” ciò che è sottile o occulto trova analogie nella diffusione di strumenti tecnici che “vedono oltre”: radar, apparecchiature per radiografie, per la TAC, per la risonanza magnetica.

INIZIAZIONI MINORI E MAGGIORI

Il candidato che ha deciso di “prendere con la forza il regno dei Cieli” sa che la via che ha scelto non è quella usuale dell’evoluzione più lenta dell’umanità comune ed è pronto a pagare il prezzo di dolore e di sangue che tale scelta comporta; egli sacrifica all’alta meta tutti i suoi attaccamenti profani, secondo quanto afferma il Cristo: “Voi siete nel mondo ma non siete del mondo”. Il sacrificio è sempre totale, volontario e gioioso, poiché nessuna conquista  mondana o che riguardi la natura inferiore ha  più importanza  se confrontata con la conquista di sé, che permette di lavorare al servizio del Piano. Cambiano la sua graduatoria dei valori, il senso della vita e del  tempo, la valutazione del successo e del denaro, il modo di intendere i rapporti. Le iniziazioni minori implicano per lo più un maggiore coordinamento del piano fisico, astrale e mentale inferiore. Le iniziazioni maggiori sono conseguite sul piano mentale e spirituale e determinano il riconoscimento di essere parte della Grande Vita in cui tutti gli esseri minori dimorano; esse producono nel candidato uno stato di coscienza coordinato e unificato, che comprende tutte le facoltà dell’uomo.  Negli ultimi periodi del ciclo di incarnazione nei quali l’uomo oscilla tra le paia di opposti e, discriminando, diviene consapevole della realtà e dell’irrealtà, nella mente si rende sempre più conto di essere una Esistenza immortale, un Dio eterno, una parte dell’Infinito. Anche il legame tra l’uomo fisico e il Reggitore interno diventa sempre più chiaro, fino alla grande rivelazione. Giunge allora un momento in cui si trova faccia a faccia con il suo vero Sé e sa di essere quel Sé in realtà e non solo teoricamente; è cosciente del Dio interiore, ma non con l’udito o ascoltando la voce interiore che dirige e governa, chiamata “voce della coscienza”. Ora il riconoscimento avviene con la vista e la visione diretta. Ora non risponde soltanto a ciò che ode, ma anche a ciò che vede. E’ noto che nel bambino i primi sensi che si sviluppano sono l’udito, il tatto e la vista; poi diventa consapevole del suono e volge la testa; sente un oggetto e lo tocca; infine vede coscientemente, e per mezzo di questi tre sensi la personalità si coordina. Gusto e olfatto si sviluppano più tardi, ma si può vivere anche senza, e nel caso in cui difettino l’uomo non e è praticamente ostacolato nei suoi rapporti sul piano fisico. Sul sentiero dello sviluppo interiore e soggettivo, la sequenza è la stessa.

Udito: risposta alla voce della coscienza che guida, dirige e domina. Comprende il periodo dell’evoluzione strettamente normale.

Tatto: risposta al dominio o alla vibrazione e riconoscimento di ciò che esiste oltre l’unità umana separata sul piano fisico. Comprende il periodo del graduale sviluppo spirituale, il sentiero della prova e del discepolato fino alla porta dell’iniziazione. A intervalli l’uomo prende contatto con ciò che gli è superiore; diviene consapevole del “tocco” del Maestro, della vibrazione dell’Ego e del gruppo egoico, e per mezzo del senso occulto del tatto si abitua a ciò che è interiore e sottile.

Vista: la visione interiore è prodotta dal processo iniziatico, che è tuttavia solo il riconoscimento di una facoltà sempre presente seppure ignorata. Come il bambino dagli occhi perfettamente normali e dalla vista chiara fin dalla nascita ad un tratto riconosce ciò che vede, così è nello sviluppo spirituale. Lo strumento della visione interiore è sempre esistito e ciò che può essere veduto è sempre presente, ma la maggioranza non lo riconosce ancora.

Alla prima iniziazione – la nascita del Cristo – il candidato abbandona l’Aula dell’Apprendimento ed entra nell’Aula della Saggezza; alla presenza del Cristo, l’Istruttore del Mondo, che è  l’officiante della prima e della seconda iniziazione,  realizza la propria divinità essenziale e la piccola parte che è chiamato a svolgere nel piano.  Egli domina la natura fisica e su di lui non hanno più potere “i richiami della carne”; è orientato all’anima e segue costantemente la sua voce; nessun allettamento relativo al cibo e al sesso ha più potere. Sa che ogni deviazione dal Sentiero ha gravi conseguenze su tutti i componenti del suo gruppo, che riceverà il danno di un rallentamento sul cammino; il suo errore ha effetti più estesi di quello dell’uomo comune che ha minori responsabilità, poiché proviene da chi ha più forza e più influenza. Se cade, riconosce con sincerità l’errore e si affretta a ripararlo con atti che mirano a ripristinare l’ordine della Legge e a stabilizzare, interiorizzandoli nel profondo,  stili di comportamenti più elevati. Sa che dovrà comunque espiare secondo la Legge; il gruppo farà rilevare amorevolmente l’errore, aspetterà che il candidato lo riconosca e lo compensi con idonei comportamenti ispirati all’ideale; infine accoglierà il fratello con gioia rinnovata. La prima iniziazione è possibile a molti, ma la necessaria concentrazione in una sola direzione, la fede costante nella realtà che attende, affiancata dalla volontà di sacrificare tutto piuttosto che retrocedere, scoraggia molti.   L’iniziato sa di essere, nei suoi aspetti di volontà, amore e intelligenza,  un riflesso dei medesimi attributi divini della Monade. Intende servire l’umanità; in vista di questo fine, il centro del cuore diventa irradiante, ed egli è immerso nel fuoco purificatore che intensifica la vibrazione degli atomi del suo corpo e brucia la sua natura inferiore che rallenta e indebolisce il suo servizio. Le energie dei suoi corpi sono stimolate e ciò determina maggiore resistenza al lavoro; miglior coordinamento mentale; coerenza nelle azioni; minore dispersione di forze e più immediata responsività al Sé superiore. Questo procedimento, attuato anche alle iniziazioni successive, ha effetti diversi, e sempre più vasti ed evidenti, a seconda del grado di iniziazione conseguito. L’iniziato domina il corpo fisico, si sforza di dominare il corpo emotivo – pur continuando a sviluppare il corpo mentale – e opera nel mondo astrale; stabilisce un contatto con i deva astrali e le forze elementali. Impara a usare la forza della natura inferiore, trasformata e sublimata, nel lavoro per l’umanità; il processo si intensifica alla seconda iniziazione. Gli viene rivelato il Piano nelle sue linee generali ed egli comprende a quale parte del grande disegno  può cooperare con le sue doti fisiche, emotive e mentali; sa di essere un piccolo nucleo attivo nella Grande Vita in evoluzione. Ad ogni iniziazione la vibrazione dei centri ed il loro potere vengono accresciuti e ciò procura anche una maggiore sensibilità e ricettività dei veicoli (fisico, emotivo e mentale) attraverso cui l’uomo si esprime e si sperimenta nel mondo, evolvendosi con esperienze di grado via via più elevate. Ciascuna iniziazione prevede che l’iniziato pronunci un sacro giuramento, formulato diversamente per ogni iniziazione, che attesti la sua ferma volontà di perseguire il proposito con tutte le sue forze e di mantenere il  segreto su quanto è accaduto nella cerimonia di iniziazione, sulle forze e le fonti di energia con cui è venuto in contatto e sulla parte del Piano di cui è venuto a conoscenza. Egli si impegna, in modo particolare, a non svelare la natura occulta dell’energia e le leggi che ne permettono l’uso; impiegherà  la nuova forza che gli è stata riversata nell’iniziazione per attuare il Piano divino in modo sempre più ampio, amorevole, intelligente e potente.  Alla seconda iniziazione, che può verificarsi a distanza di molte vite dalla prima, si vivifica il centro della gola. Egli si identifica non più soltanto con l’aspetto intelligenza dell’Ego, ma anche con l’aspetto amore-saggezza, riflesso del medesimo aspetto della Grande Vita di cui fa parte; egli opera coscientemente per far sì che, attraverso le sue azioni sul piano fisico, possa manifestarsi l’Amore intelligente. L’iniziato, che ha dominato il corpo fisico alla prima iniziazione, dovrà ora acquistare il dominio di quello astrale; rinnega i desideri personali e lavora per il Bene del Tutto sotto la guida del Maestro. Egli sente sempre più fortemente il dolore dell’umanità e sacrifica ogni cosa affinché il suo servizio sia sempre più ampio ed efficace; questa tensione al servizio e l’abnegazione che ne consegue fanno sì che  spesso in una stessa vita avvengano la seconda e la terza iniziazione. Tuttavia, per quanto riguarda le prime tre iniziazioni, è necessario che le conquiste dei livelli inferiori siano certe e stabili  per poter accedere alla successiva espansione. L’iniziato vede la parte che il suo lavoro e quello del suo gruppo hanno nel disegno totale; conosce meglio i compagni di gruppo e gli si rivelano i  gruppi con i quali il suo è in rapporto; vede più chiaramente lo scopo del servizio. Egli ha più potere di aiutare e di irradiare; il suo gruppo è più “saldo nella Luce” e “unito dall’interno” ; i Propositi ispirati dall’anima e perseguiti nell’unità d’intento, vengono attuati con Saggezza e Amore intelligente. La fede nutrita per millenni viene giustificata, e speranza e fede si fondono nella realtà accertata. La fede si trasforma in visione ed egli vede e conosce le cose che prima erano invisibili. Non può più dubitare poiché, grazie ai propri sforzi, è diventato un conoscitore. L’unità con i suoi fratelli è ora un fatto provato ed egli è cosciente dell’indissolubile legame che lo unisce a tutti gli uomini. La fratellanza non è più una teoria, ma una realtà scientifica dimostrata, non più discutibile di quanto lo sia la separazione degli uomini sul piano fisico. L’immortalità dell’anima e la realtà dei mondi invisibili sono dimostrate e accertate. Mentre prima dell’iniziazione questa fede era basata su fugaci e transitorie visioni e su salde convinzioni interiori (risultato del ragionamento logico e del graduale sviluppo dell’intuizione) ora è fondata sul riconoscimento indiscutibile della propria natura immortale. L’iniziato comprende il significato e la sorgente dell’energia e può cominciare a usare il potere dirigendolo con precisione scientifica. Ora egli sa dove l’attinge ed ha avuto la rapida visione delle riserve di energia disponibili. Prima ne conosceva l’esistenza e ne faceva un uso cieco e talvolta errato; ora la vede guidato da una “mente aperta” e può cooperare intelligentemente con le forze della natura.

Alla terza iniziazione – la Trasfigurazione –  si manifesta all’iniziato una parte ancora più ampia del Piano del Logos planetario ; i desideri personali sono scomparsi ed egli ascolta solo la voce dell’Ego. Impara ad usare l’energia del Sé superiore per l’evoluzione del pianeta. L’iniziato, oltre ad  identificarsi con  gli aspetti intelligenza e  amore-saggezza dell’Ego, viene in contatto anche con l’aspetto volontà; con l’attivazione della sua piccola volontà egli potrà collaborare all’attuazione del Proposito che nasce dalla Volontà del Grande Essere “nel quale viviamo e siamo”. Egli apprende il dominio del corpo mentale e impara a costruire creativamente con il pensiero. Si vivifica il centro della testa e si potenzia ulteriormente l’Intuizione; ora il corpo fisico e quello emotivo sono puri e stabili; con il dominio del corpo mentale egli acquista maggiori capacità di servizio. Creerà forme pensiero sintetiche, chiare e forti, in linea con l’evoluzione prevista dal  Piano poiché non saranno indebolite dalla dispersione e dall’instabilità causate dalla sostanza del  corpo emotivo non ancora raffinato. Egli  è ora in contatto non solo con il suo gruppo ma anche con altri gruppi, collegati energeticamente, che lavorano per lo stesso fine; tiene presente nel lavoro il raggiungimento del bene maggiore per un maggior numero di individui possibile, e antepone il Bene di un insieme di gruppi al bene di un sol gruppo.  Il suo potere cresce  ed egli  coopera in ambiti diversi, in  piani sempre più ampi e con un proposito sempre più alto.  L’iniziato lavora ad un grado avanzato e le sue vibrazioni sono elevate; alla cerimonia della terza iniziazione l’officiante è il Signore del Mondo, il grande Jerofante; solo ora ciò è possibile poiché i corpi sono stati purificati e possono stare alla sua Presenza. Quando l’iniziato torna al suo servizio, si rende conto che la vibrazione più elevata gli consente possibilità di un lavoro più esteso e più intenso poiché la sua energia è aumentata; inoltre, la sua risposta alla Fonte superiore è più immediata, poiché si è perfezionata e potenziata la capacità di lasciasi “impressionare” da essa. Egli impara a leggere le “memorie dell’akasha”, comprende il proprio posto nel gruppo e può collaborare ai piani del Logos, che gli si rivelano sempre più chiaramente ed estesamente. Usa le energie e diventa un centro potente  di distribuzione delle forze; essendo coscientemente sul piano mentale, la sua capacità di diffondere Bontà e Verità è molto più ampia.  Vede tutto il passato come dietro di sé, coglie la più vasta visione che lo attende e realizza come inesistente ciò che è legato al tempo. Ascolta il canto di gioia: l’opera è compiuta. Il mio orecchio è sordo al richiamo della Terra, ode solo la tenue voce delle anime chiuse nelle forme, poiché sono come me; sono unito a loro. La voce divina risuona chiara, e nei suoi suoni e soprasuoni le piccole voci delle forme svaniscono e si perdono. Dimoro nell’unità. So che tutte le anime sono una sola. La Vita universale mi travolge, e mentre spazio sulla via che sale – la via divina – vedo spegnersi le energie minori, Sono l’Uno, sono Dio. Sono la forma che contiene ogni forma. Sono l’anima in cui si fonde ogni anima. Sono la Vita, e contengo tutte le vite minori. La quarta iniziazione richiede che  l’iniziato abbia assimilato molte conoscenze riguardo ai piani cosmici ed abbia sviluppato ad un alto livello le sue capacità di sintesi. Egli sa ora utilizzare la forza del proprio gruppo egoico per l’evoluzione del pianeta. L’iniziato entra in contatto con la Monade e può agire pienamente come amore-saggezza, intelligenza attiva e volontà dinamica. Si è liberato del karma personale, e lavora per il dissolvimento di quello planetario; gli si svela il Proposito del Logos relativo alle evoluzioni delle vita minori dei  regni terrestri; egli vede chiaramente i collegamenti tra i regni di natura ed  realizza l’unità dello schema.  Nella vita in cui consegue la quinta iniziazione – la Crocifissione – l’iniziato affronta dolore e solitudine; egli ha sacrificato ogni cosa: famiglia, rapporti di amicizia, fama, e in ultimo perfino la propria stessa vita. Egli può ora utilizzare con maestria l’energia del pianeta. Gli si rivela ancora più chiaramente e ampiamente il proposito del  Logos Planetario; vede gli altri due schemi planetari con i quali il nostro pianeta è collegato e coopera con i Piani dei tre Logoi planetari. Egli è in rapporto ravvicinato con i deva, conosce il  potere del colore e del suono e ha appreso ogni insegna mento dell’Aula della Saggezza; opera in numerosi piani e insegna a numerosi allievi. Gli viene rivelato il segreto del Fuoco o spirito ed egli vede che tutto è fuoco. A questo punto l’Adepto  può decidere di proseguire la sua evoluzione in altri schemi planetari o rimanere sulla terra per continuare il suo servizio all’umanità. Egli può, in questo caso, accedere ad altre due iniziazioni. La sesta e la settima iniziazione fanno dell’iniziato un Budda liberato, gli permettono di cogliere in modo inequivocabile l’Unità della vita, di stabilire un contatto consapevole con il Logos planetario e di cooperare ai suoi piani. Alla sesta iniziazione gli viene svelato il piano unitario del sistema solare nei  dettagli e vede chiaramente il Proposito del Logos. Egli è in grado di utilizzare in modo scientifico l’energia planetaria. Alla settima iniziazione comprende che il Logos coopera ai piani di un Essere ancora più elevato e che tutti i piani ed i propositi sono sinteticamente coordinati in un’unità essenziale. Egli mirerà, in ogni opera della sua vita, all’Unità, alla Sintesi, all’Armonia, alla stabilirsi del Verità e della Bellezza sul pianeta. L’Assoluto gli si manifesta come coscienza perfetta. Nel corso della cerimonia d’iniziazione gli sono concesse alcune rivelazioni:

a)    vede chiaramente che le esperienze delle sue incarnazioni precedenti e i suoi   rapporti con il gruppo hanno avuto il fine di portarlo al punto di poter cooperare coscientemente, e a livelli sempre più avanzati, all’attuazione del Piano del Logos; la sua evoluzione gli si palesa come parte dell’evoluzione dell’unica Grande Vita;

b)    gli viene rivelato sempre più chiaramente il lavoro da svolgere al presente e la parte di Piano da attuare nel futuro più vicino; egli serve perciò l’umanità con chiarezza sul Fine e sul Proposito;

c)    in una breve visione gli viene manifestata la gloria della realizzazione finale di sé e del suo gruppo, perfezionati e santificati; lo splendore del Logos planetario e  l’attuazione dell’ineffabile  Proposito del Logos solare.

All’Adepto liberato si aprono varie possibilità di evoluzione successiva, rappresentate da diversi Sentieri; Egli intraprenderà  esattamente la sua Via scegliendola  secondo la sua vibrazione, la sua nota e il suo colore particolare, in conformità alla Legge di Attrazione, attiva in tutto l’universo. Il Sentiero meglio conosciuto è quello intrapreso da Coloro che scelgono il Servizio alla Terra,  consacrandosi a lavorare con i membri della Gerarchia per l’evoluzione del nostro pianeta. Con l’evoluzione progressiva dell’umanità, i rapporti con i Fratelli Maggiori si intensificheranno e diventeranno sempre più noti il lavoro da essi compiuto e le metodologie usate; molti, preparati da adeguati Istruttori, coopereranno con servitori del Piano non più in modo occulto, ma con evidenza exoterica. Con i Grandi Signori cooperano Maestri che promuovono l’instaurazione della sesta sottorazza; essi dirigono l’energia sui  governanti e capi di stato che hanno sviluppato l’intuizione così da poter ricevere stimoli e ispirazioni:

– il Maestro Jupiter, reggente per l’India, che ha il compito di fare dell’ India un paese stabile, nel quale i diversi gruppi, ora eterogenei e conflittuali, si ordinino in armoniosa unità. Dimora nell’India meridionale. Ha pochi discepoli, tutti alti iniziati;
– il Maestro Rakoczi, ungherese, reggente per l’Europa e l’America; è stato noto come il conte S. Germain, Ruggero e poi Francesco Bacone. Appartiene al settimo raggio, dell’ordine e del cerimoniale e si occupa dei rituali delle chiese e di quello massonico Segue la situazione dell’Europa e si occupa dello sviluppo mentale dell’America e dell’Australia;  insieme al Maestro Hilarion  istruisce discepoli del terzo raggio;
– il Maestro Morya, che fu principe indiano, opera all’unisono con il Maestro Koot Humi; entrambi abitano nelle montagne dell’Himalaya. Il Maestro Morya  appartiene al primo raggio, della Volontà e si occupa, insieme a molti discepoli,  di attuare i piani del Manu; egli ispira a tal fine  i governanti della terra più intuitivi, aperti agli ideali di cooperazione e di unità, e le associazioni esoteriche più avanzate; opera insieme ai deva  direzionando le energie che possono promuovere l’evoluzione e tenendo in vita stabilmente le forme pensiero di progresso dell’umanità;
– il Maestro Koot Humi appartiene al secondo raggio, di Amore-saggezza. Vive anch’egli sull’Himalaya ed ha grande cultura. Si occupa di organizzazioni umanitarie, di alcune filosofie e, soprattutto, di infondere nei cuori degli uomini gli ideali di unità e di fratellanza. Insieme con il Maestro Morya , Gesù e Koot Humi, si adopera per l’unificazione delle religioni cristiane e di quelle orientali, affinché possa nascere la religione universale della Nuova Era;
– il Maestro Gesù vive in Terra Santa e appartiene al sesto raggio, della Devozione. Influenza le chiese cristiane dirigendo in esse le sue energie che ne stimolano  la purezza e l’adesione ai veri ideali evangelici ed evitando le degenerazioni e le manipolazioni del messaggio cristiano. Il Cristo si è servito del suo purissimo corpo per la sua manifestazione terrena e con lui il Maestro Gesù coopera ancora attualmente. Ha grande forza, volontà e senso della disciplina;
– il Maestro Djwal Khul, chiamato spesso D.K. o Il Tibetano, appartiene al secondo raggio, di Amore-saggezza.  Mantiene il corpo con il quale conseguì la quinta iniziazione nel 1875  e vive sull’Himalaya, accanto al Maestro K.H. Ha comunicato a H.P. Blavatsky il contenuto della Dottrina Segreta e si occupa di diversi discepoli di alcuni Maestri che hanno molto lavoro da svolgere. E’ molto erudito e esperto di tutto ciò che riguarda i raggi; ispira chi si occupa di guarigione con spirito di servizio, organizzazioni umanitarie come la Croce Rossa ed è chiamato il “messaggero dei Maestri” perché  si presta, quando ce n’è bisogno, a qualsiasi tipo di lavoro;
– il Maestro Hilarion appartiene al terzo raggio, della scienza; è stato Paolo di Tarso e vive in Egitto. Ha comunicato a Mabel Collins il piccolo  trattato “La luce sul sentiero”.
Si occupa dello sviluppo dell’intuizione e dei poteri psichici, che permettono l’ingresso nell’invisibile; segue gli psichici di grado elevato e ha dato impulso all’opera degli spiritualisti;
– il Maestro Serapis, chiamato l’Egiziano, appartiene al quarto raggio e ispira i movimenti artistici di ogni tipo; opera nel campo della musica e della pittura,

Oltre queste entità evolutissime che presiedono i tre dipartimenti, vi sono due Logge all’interno della Gerarchia; nella prima si trovano gli iniziati che hanno conseguito la quinta iniziazione; nella seconda gli iniziati che hanno conseguito la terza, quarta e quinta iniziazione. Ai gradi inferiori vi sono gli iniziati di prima e seconda iniziazione e infine gli aspiranti che stanno completando il lavoro di allineamento dei tre corpi e di purificazione del sé inferiore. Un altro gruppo di Maestri si occupa dell’evoluzione degli altri regni di natura e dei deva; anche se il processo di sviluppo di diversi gruppi di entità terrestri è unanime, sintetico e svolto in perenne cooperazione,  il lavoro con gli uomini è, tuttavia, di particolare rilevanza poiché  implica il potenziamento delle tre qualità divine: Volontà, Amore, Intelligenza. Gli alti iniziati che curano lo sviluppo dell’umanità influenzano i pensatori e le organizzazioni e trasferiscono la loro energia a quegli individui e gruppi già risvegliati che operano in armonia con il piano. Essi sono sessantatrè, dei quali quattordici operano esotericamente e quarantanove exotericamente; svelano la propria identità e il proprio Compito e condividono il karma di gruppo;  quattordici lavorano esotericamente e sono ignoti agli uomini. Molti uomini oggi sono dediti al lavoro per l’umanità in piena dedizione ed abnegazione poiché sanno dell’esistenza dei Maestri e del Piano sintetico di lavoro mirato all’evoluzione dell’umanità; alcuni, più avanzati, ne conoscono anche parti dettagliate. Numerosi discepoli dei Maestri cooperano alla diffusione dei nuovi ideali di adesione di ciascun individuo alla voce del Sé superiore e di unità tra gli uomini, particelle di un unico Corpo; essi  sostengono l’espansione di coscienza  dell’umanità all’interno di chiese e organizzazioni, talvolta contribuendo alla loro disintegrazione quando queste appaiono cristallizzate nel dogmatismo o invischiate in meccanismi di potere o non adeguate ai tempi. La particolare vibrazione di queste attività e di questi gruppi  è riconoscibile ad aspiranti e discepoli che hanno già sviluppato doti di intuizione superiore. In relazione all’opera svolta dai Maestri tramite i loro discepoli, sarà bene stabilire che tutte le scuole di pensiero promosse dall’energia della Loggia sono in ogni caso fondate da uno o più discepoli e che essi, e non il Maestro, sono responsabili dei risultati e del karma che ne consegue. Il metodo impiegato è circa il seguente: il Maestro rivela al discepolo l’obiettivo previsto per un breve ciclo immediato e gli suggerisce gli sviluppi che sarebbero auspicabili. Spetta al discepolo trovare il metodo migliore per ottenere i risultati previsti, e formulare i piani atti ad assicurare una certa misura di successo. Fatto questo egli avvia il proprio progetto, fonda la sua società od organizzazione e diffonde l’opportuno insegnamento. Egli è responsabile della scelta dei collaboratori, della distribuzione del lavoro a seconda delle capacità e della più opportuna presentazione dell’insegnamento. Il Maestre si limita a sorvegliare con interesse e simpatia il tentativo fintanto che esso è mantenuto all’altezza dell’ideale iniziale e si sviluppa sulla base del puro altruismo. Nel caso in cui il discepolo dimostrasse scarso discernimento nella scelta dei collaboratori, o risultasse incapace di rappresentare la verità, la colpa non dovrà essere attribuita al Maestro. Se il discepolo lavora bene e tutto procede come desiderato, il Maestro continuerà a riversa la sua benedizione su quel tentativo. Se il discepolo fallisce e se i suoi successori, deviando dall’impulso originario, disseminano errori, pur sempre con amore e simpatia, il Maestro ritirerà quelle benedizioni, trattenendo la propria energia , e cessando così di stimolare ciò che è meglio lasciar morire. Le forme possono sorgere e scomparire e l’interesse del Maestro e la Sua benedizione si riversano in questo o quel canale; il lavoro può procedere con un mezzo o con un altro, mentre la forza della vita sempre permane, infrangendo la forma inadeguata o utilizzandola quando sia idonea per la necessità immediata.

PARTE TERZA

LA  NUOVA EDUCAZIONE

da    L’Educazione nella Nuova Era

CIVILTÀ E CULTURA

La civiltà riguarda le reazioni dei popoli e delle masse alle finalità ed alle mete proposte e perseguite  dal periodo storico, mentre la cultura riguarda l’uomo e lo spirito; fine di ogni educazione è quello di generare e rendere permanente una forma di cultura. Nel futuro la vera cultura si incarnerà nella civiltà, divenendone la struttura portante; suo compito sarà quello di porre in relazione il mondo delle forme con quello delle Cause, ricercandone ed elaborandone i nessi ed i significati meno evidenti. Ai tempi di Atlantide predominava un atteggiamento emotivo e sensitivo, sia nei rapporti tra gli individui  che nel rapporto con la divinità, che era di tipo mistico: grande devozione, emozione di fronte al mistero, reverenza per coloro che venivano considerati ispirati mediatori tra l’uomo e Dio; non essendo ancora in funzione la comprensione mentale, il senso critico, la discriminazione – qualità   tipiche dell’odierna razza ariana – il popolo obbediva ciecamente a sacerdoti ispirati. Prevalevano l’animismo, lo psichismo, la sensitività. L’attuale umanità ha elaborato una visione del mondo basata sulla concretezza e sulla verificabilità,  enfatizzando le qualità della mente analitica: criticismo, discriminazione, comparazione e confronto, ed indirizzando la propria intelligenza e operosità nel migliorare le condizioni di vita sul pianeta. La coscienza atlantidea viene ancora rispecchiata nella fase infantile, che ricapitola, insieme a quella prenatale, gli stadi precedenti del genere umano; e così pure, nell’uomo che inizia a percorrere il Sentiero, prima del pieno sviluppo della comprensione mentale, si risveglia l’atteggiamento mistico e sensitivo. Le masse umane supereranno, nella prossima Nuova Era, sia la sensitiva civiltà atlantidea che quella pragmatica e materialistica odierna. L’educazione promuoverà la trasformazione della mente degli allievi da emotiva e mistica in mentale e intuitiva, così che la mente potrà, allineata con l’anima, percepire parti sempre più ampie del Piano e collaborare alla sua esecuzione formando e perfezionando sempre più i suoi strumenti. Oggi affiora e sta per compiersi un diverso atteggiamento civile. In ogni epoca un atteggiamento si elabora e si esprime negli idealismi di razza e nazionali. Le sue fondamentali tendenze hanno prodotto, con il passare dei secoli, il mondo moderno, e si è trattato di un rigido materialismo. Oggi si considera civile una nazione se è desta ai valori mentali e nello stesso tempo ricerca i beni materiali; e se la mente (inferiore) – nei suoi aspetti mnemonico, discriminante e separativo, nella sua funzione di analisi, nella sua capacità di formulare idee concrete basate su una percezione, sul desiderio e su scopi materiali – viene esercitata in modo da creare una civiltà materiale, ed ha appunto creato la civiltà com’è oggi. Dato che la civiltà attuale insiste sempre più sull’atteggiamento mentale verso la vita, anziché sul sentimento e la percezione, vista la sua tendenza a considerare la vita materiale del cittadino come fattore dominante nel pensiero nazionale, posto che lo sviluppo della mente viene consacrato al vivere materiale, e la scienza è definitivamente limitata ad enunciare solo ciò che è verificabile ed attinente alle energie d’effetto materiale, può forse stupire che la maggiore preoccupazione volga al campo dell’economia? Ci occupiamo di condizioni materiali, di estendere i possessi, di migliorare la posizione mondana, elaboriamo progetti di vita semplicemente fisica, e preferiamo il tangibile all’intangibile, il concreto allo spirituale, i valori fisici a quelli soggettivi.  Eppure questi un giorno dovranno affiorare  .La civiltà precede e accompagna  la cultura, nel senso che gli individui devono imparare a dominare il piano fisico organizzando e direzionando le proprie energie per  elaborare progetti e portare a compimento attività;  padroneggiato questo piano, con maggiore interesse e facilità si avvicineranno  al mondo della cultura, ove potranno dispiegare le loro più alte qualità mentali. Questo compito di elevazione della coscienza è appartenuto per secoli alla Chiesa ed alle religioni tradizionali, mentre nei nuovi tempi  sempre più spetteranno all’Educazione, affidata a pensatori responsabili ed illuminati.  Le Nazioni dovranno ricercare degli obiettivi comuni e mirare alla formazione di coscienze aperte, capaci di discriminazione, dotate di strumenti mentali strutturati ed efficienti, edotte nelle leggi che regolano l’Universo; saranno potenziati  Intelletto, Amore e Volontà,  riconosciuti come gli attributi del vero Uomo. Così, ad esempio, nello studio della Storia si evidenzieranno – più che le vicende belliche e le conquiste militari dei singoli popoli – le universali tappe dell’evoluzione che possono essere comprese e condivise da tutti e che possano far sentire popoli diversi incamminati sullo stesso sentiero evolutivo. Si celebreranno, pertanto, le visioni dei grandi uomini; la progressione del sapere e delle conoscenze; lo sforzo delle masse per una vita sempre più civile e basata sui retti rapporti umani; le grandi utopie sociali, politiche, filosofiche e religiose che hanno trainato la storia; gli aspetti artistici e letterari che hanno contribuito all’ampliamento della coscienza dei popoli. L’Educazione sarà sempre più universale ed eticamente costruttiva, poiché si porrà come fini primari la dimostrazione dell’oscura inutilità dell’odio e della violenza; la bellezza dell’affratellamento dei popoli; la dignità intrinseca di ogni individuo; il senso di appartenenza al genere umano sentito come responsabilità di favorirne l’unità; la necessità di creare  pensieri e progetti dotati di energia e creatività tali da migliorare la Terra e da far risplendere  sempre più la divina natura dell’uomo. Vi sarà quindi chiaro che la meta globale del lavoro presente e futuro è di accompagnare l’umanità al punto in cui – occultamente parlando – “entri nella luce”. L’impulso a progredire, oggi così facilmente percettibile, è volto a educare l’umanità alla conoscenza, a trasmutare questa in saggezza mediante la comprensione e quindi ottenere la “piena illuminazione”. L’illuminazione è lo scopo principale dell’Educazione. E’ proprio in quest’area di pensiero e riconoscimento che si trova la distinzione tra l’opera del Buddha e quella del Cristo. Il Buddha pervenne all’ “Illuminazione”  e fu il primo uomo che giunse a tanto. Molti altri figli di Dio conseguirono prima di Lui l’illuminazione, ma in grado minore. Il Cristo, grazie alla conquista del Buddha e al Suo proprio livello evolutivo, potè inaugurare una nuova era e istituire una nuova meta, per cui un diverso principio divino potè manifestarsi ed essere generalmente riconosciuto. Inaugurò l’ “era dell’amore” e manifestò agli uomini un nuovo aspetto divino, l’amore. Il Buddha fu il culmine dell’ “era della conoscenza”, il Cristo iniziò l’ “era dell’amore”. Così l’opera del Buddha rese possibile la nuova educazione. Ciò vi mostra come l’evoluzione sia lenta. La nuova religione è stata possibile grazie all’opera e alla vita di Cristo. Esotericamente parlando, i petali della conoscenza del loto egoico umano si sono aperti, e il Buddha ne accelerò lo sviluppo. Ora stanno aprendosi anche quelli dell’amore, e la rapidità del processo è il risultato dell’azione del Cristo. L’educazione ai retti rapporti inizia per l’umanità dalla capacità di sintonizzare le energie per un lavoro costruttivo attraverso l’uso della  qualità della Buona Volontà; si potenziano in tal modo le abilità della Cooperazione, caratteristica di ogni civiltà progrediente. Altre qualità essenziali appaiono ad uno stadio successivo: l’amore-intelligente, la capacità di collegare gli effetti al Mondo delle Cause, l’amore di gruppo, l’Intuizione che svela i mondi superiori e permette all’uomo di leggere parti sempre più ampie del Piano, così che  egli è sempre più motivato a mettere la sua vita al servizio della Sua esecuzione. In futuro l’illuminazione sarà vista soprattutto dal punto di vista dell’intelletto, e l’intera questione sarà affrontata mentalmente, e non tanto (come oggi avviene)  dal punto di vista religioso. Illuminazione, misticismo e religione sono andati di pari passo. Uno dei contributi maggiori offerto da questa epoca allo sviluppo generale è stato il riconoscere sempre più chiaramente che la spiritualità non deve essere limitata e confusa con l’accettazione e la pratica dei precetti delle Sacre Scritture; non la si può limitare alle implicazioni che ne dà una casta clericale ortodossa né le vecchie teologie possono governare. Dio può essere conosciuto per le Sue opere, e queste si apprendono meglio dalle rivelazioni della scienza che dagli inni, dalle preghiere e dai sermoni delle chiese del mondo. Quale sarà dunque, in avvenire, il compito di queste? E quale sarà l’obiettivo della futura nuova religione? Sarà soprattutto lo sviluppo dei petali dell’amore, in tal modo inaugurando un’epoca di vera cooperazione, comprensione amorevole e amore di gruppo. Ciò sarà fatto educando le masse e l’individuo alle regole del Giusto Approccio. Caratteristica principale della nuova educazione è essenzialmente la giusta interpretazione della vita passata e presente in rapporto al futuro dell’uomo; fondamentale nella nuova religione deve e dovrà essere il giusto modo di rivolgersi a Dio, trascendente in natura e immanente nell’uomo, mentre distintivi delle nuove scienze politiche e di governo saranno i giusti rapporti umani, e l’educazione preparerà il fanciullo a entrambe le funzioni.

IL SISTEMA EDUCATIVO E LA  SOCIETÀ

Il sistema educativo futuro mirerà a fare di ogni individuo una personalità integrata, competente a prestare la sua opera  nel mondo concreto e, al tempo stesso, cosciente della sua natura divina e teso a recepire i segnali del mondo superiore; egli sarà, cioè, capace di vivere con consapevolezza in due realtà, quella terrena e quella spirituale. L’educazione di Stato del passato preparava individui disciplinati,  in grado di occupare un posto riconosciuto nel contesto sociale; si metteva in rilievo soprattutto la personale realizzazione di ciascuno, spesso ottenuta attraverso stili di vita arrivistici e competitivi; venivano tollerati, e a volte anche sollecitati, desideri, brame ed  ambizioni  che spesso non tenevano in nessun conto il benessere del contesto umano e sociale. Tale educazione ha prodotto individui egoisti, concentrati sull’ottenimento di beni e utili materiali; in tale contesto, non poteva fiorire il naturale idealismo dei ragazzi. In un secondo tempo, nel secolo scorso, si affermava che il compito dell’educazione statale è quello di fare del fanciullo un cittadino cooperativo e  responsabile, che sa che la sua vita e i suoi interessi vanno subordinati al bene comune. Egli è una parte dell’insieme più grande che è la Nazione nella quale svolge il suo ruolo. In tempi ancora posteriori, gli individui sono stati educati alle grandi ideologie – Socialismo, Democrazia, ecc. – per le quali egli deve battersi. Si sono pertanto proposti agli allievi, in periodi storici diversi, tre stati successivi: quello dell’individuo, quello del cittadini, e, infine, quello dell’idealista. Oggi il senso di appartenere ad un tutto più grande viene recepito da un numero sempre più grande di abitanti del pianeta; questo atteggiamento di sempre maggiore consapevolezza del proprio posto, di volontaria cooperazione con l’insieme, di rispondenza alle utopie e agli idealismi diffusi nel mondo, è sicuramente evolutivo, e   può essere considerato un’espansione di coscienza. L’Educazione della nuova Era insisterà su tali conquiste della coscienza, promuovendo il senso dei giusti rapporti tra individui e popoli, e l’unità dell’umanità; le  anime più avanzate danno sempre più evidenti segnali di risveglio. L’anima dell’umanità sta svegliandosi in questi tempi, ed eccone i sintomi:

1)           Si diffondono ovunque società, organizzazioni e movimenti di massa che si propongono di migliorare l’umanità.

2)          Cresce l’interesse delle masse per il benessere comune. Finora solo gli strati superiori della società se ne sono occupati, sia per egoismo, sia per motivi di difesa o per innato paternalismo. Le classi professionali e dirigenti hanno indagato sul benessere comune e l’hanno studiato dal punto di vista dell’interesse scientifico e mentale, di solito su basi materiali, ed il ceto medio inferiore è stato naturalmente coinvolto nello stesso interesse, dal punto di vista degli introiti economici e commerciali. Oggi questo interesse si è diffuso anche tra le classi ultime dell’ordine sociale, e tutti i ceti sono attualmente interessati al bene generale, nazionale, di razza o internazionale. E’ un segno ottimo e pieno di speranza.

3)          L’assistenza filantropica e umanitaria è oggi culminante, e affianca le crudeltà, gli odi e le anormalità che la separatività, le ideologie nazionali esasperate, l’aggressività e l’ambizione hanno generato in tutti i popoli.

4)          L’educazione diventa rapidamente collettiva e i bimbi di ogni nazione, dalla prima all’ultima, vengono allevati intellettualmente come mai finora. Naturalmente si tende a prepararli ad affrontare condizioni materiali e nazionali, perché siano utili allo Stato anziché un peso morto. Ma il risultato generale è senza dubbio buono e non contrasta col piano divino.

5)          Le autorità riconoscono sempre meglio che l’uomo della strada acquista importanza nelle vicende mondiali. La stampa e la radio lo assediano, ed oggi egli è abbastanza intelligente e interessato da formarsi opinioni sue e trarne conclusioni.

I CONTENUTI DELLA NUOVA EDUCAZIONE

La Nuova Educazione, in sostanza, condurrà gli individui meno avanzati alla cultura, e coloro che sono più avanzati all’illuminazione. Essa sarà maieutica, nel senso che farà emergere ciò che è ancora inespresso e potenziale, secondo quanto suggerisce l’etimologia del termine “educazione”: e duco, conduco fuori. I suoi contenuti saranno quelli oggi divulgati nelle scuole esoteriche; si evidenzierà chiaramente che il fine ultimo dell’educazione è l’emergere delle qualità dell’anima, del senso del sacri-ficio (da sacrum facio) – che è il persistente sostituire il superiore all’inferiore –  e l’allineamento dei tre corpi dell’uomo: fisico, emotivo e mentale. Si insegnerà agli studenti a sapersi rapportare al proprio ambiente, traendo da  esso strumenti e  qualità necessari al progresso; si sosterrà lo sviluppo di capacità di conoscenza e dominio delle proprie energie, così da poter  strutturare se stessi e  trasformare il contesto con immaginazione, creatività e capacità di visione. E’ questo anche il procedimento indicato da Assagioli, creatore della Psicosintesi, all’uomo che intende “sintetizzare” la propria personalità per sottometterla all’anima: Conosci te stesso, padroneggia te stesso,  cambia te stesso. Il  percorso sarà iniziato da un atto di volontà dell’uomo che scopre la sua natura di essere in evoluzione e decide, con chiara determinazione, di prendere in mano le redini della sua vita, e quindi della sua evoluzione. Per intraprendere questo  itinerario consapevole, è necessario che il ricercatore decida di  “volere il volere”; scelga, cioè, di usare la propria volontà al servizio dell’evoluzione. D’ora in poi, l’uomo, divenuto il Pensatore, non sarà condotto dalle forze  dell’evoluzione ma sarà demiurgo di se stesso, homo faber della sua storia personale e infine cooperatore intelligente del Piano. L’Educazione studierà la realtà delle energie, varie e complesse, sottoposte alla Legge di Causa ed Effetto, e sconosciute all’uomo profano; gli allievi saranno educati a riconoscere le energie, a distinguerne i vari tipi, e a collegare costantemente il visibile con l’ invisibile che lo determina. Chi si prepara all’esoterismo deve quindi:

1)          Divenire consapevole della natura delle forze che costituiscono il corredo della sua personalità, e che egli stesso ha magneticamente espresso nei tre mondi. Sono una combinazione di forze attive; egli deve imparare a distinguere fra energia strettamente fisica, che risponde in modo automatico ad altre energie interiori, e quelle che provengono dai livelli di coscienza emotivi e mentali, focalizzate nel corpo eterico, il quale, a sua volta, stimola e spinge il fisico all’azione.

2)          Divenire sensibile alle impellenti energie dell’anima, emananti dai livelli mentali superiori; esse cercano di controllare le forze del triplice uomo, una volta che sia raggiunto un definito punto d’evoluzione.

3)          Riconoscere le energie che condizionano il suo ambiente, vedendole non come eventi e circostanze, ma come energia in azione; così impara a trovare la via che lo conduce dietro le scene degli avvenimenti esterni, nel reame delle energie, cercando contatti e qualifiche per certe attività. Acquisisce in tal modo la facoltà di penetrare nel mondo del significato. Eventi, circostanze e fenomeni fisici di ogni genere non sono che simboli  di ciò che avviene nei mondi interiori, ed è in questi che l’esoterista deve entrare, per quanto lo   consente la sua percezione; scoprirà una successione di mondi che esigeranno da lui capacità di indagine scientifica.

4)       Per la maggioranza degli aspiranti, la Gerarchia stessa rimane un regno esoterico che chiede di essere scoperto e consente la penetrazione.

Lo studente imparerà a leggere le vicende politiche e sociali attraverso la nuova conoscenza delle loro cause occulte, rigorosamente determinanti il mondo visibile; a differenza dell’antico esoterista, chiuso nel castello della sua ricerca segreta, si interesserà alla realtà delle vicende umane; ricercherà nuovi strumenti per sottrarre l’umanità al suo antico dolore e favorire l’età della Fratellanza e della Luce. Così si comprenderà che la guerra è determinata da forze invisibili che determinano effetti devastanti sul piano fisico; il nuovo esoterista studierà quelle energie al fine di far prevalere le forze del Bene. Allo studente sarà insegnato ad operare nella consapevolezza  che tutto ciò che esiste nella realtà di cui è parte può essere controllato dallo spirito, poiché ogni forma e sostanza dell’esistente  è energia a diversi stati di vibrazione, che, quindi, si manifesta con diverse forme e qualità. Per poter agire efficacemente, dovrà sviluppare la qualità del sacrificio e la capacità di risposta alle vibrazioni, cominciando da quelle vicine al suo piano fino a quelle che hanno a che fare con la  Vita più grande del pianeta. Ricercando il senso profondo dei fatti e degli eventi, egli impara ad indagare nel mondo del significato, addestrandosi ad operare in esso con sempre maggiore maestria; in questa immersione nella più ampia Vita, la sua piccola vita perde importanza, ed egli dimentica il suo piccolo sé per il più grande Sé che ha intravisto. Per poter operare in tal modo, egli deve essere polarizzato mentalmente e saper usare le sue forze in modo creativo per redimere le forze meno evolute ;  diventando canale tra il superiore e l’inferiore, lavora  per favorire l’immissione delle energie più elevate sulla Terra e fissarle nella coscienza degli uomini. Egli lavora con la luce, poiché  trasforma la materia redimendola e  facendone emergere la luce non ancora manifesta. Anche la scienza moderna ha riconosciuto che la materia è luce. L’educazione proporrà pertanto la necessità di lavorare con persistenza per accrescere sensibilità e rispondenza  al mondo superiore del significato risalendo costantemente, con acuta osservazione interiore,  alle  cause di eventi pubblici e di comportamenti individuali. Si svilupperanno in tal modo le qualità dell’anima redentrice e portatrice di luce. Sotto questo aspetto l’esoterismo è la scienza della redenzione, e tutti i Salvatori del mondo ne sono gli eterni simboli e gli esponenti. Fu per redimere la sostanza e le sue forme che il Logos Planetario venne in manifestazione, e tutta la Gerarchia con il suo grande Capo, il Cristo (l’attuale simbolo mondiale) si può considerare come una Gerarchia di redentori, provetti nella scienza di redimere.

EDUCAZIONE E  “SPIRITUALITÀ”

Il termine “spirituale”non si riferisce, come avveniva spesso nel passato, a questioni di ordine religioso, ma può essere usato propriamente per indicare tutto ciò che promuove lo sviluppo dell’umanità, facendo emergere potenzialità e creatività inespresse, qualità e attributi superiori, e coscienza della natura divina di ogni individuo o gruppo umano. In sintesi, la Nuova Educazione avrà i seguenti compiti:

–    coordinare e sintetizzare le energie dell’uomo provocando successive espansioni di coscienza;

–    promuovere l’allineamento tra sé inferiore e Sé superiore;

–    evidenziare il fatto che la mente è il centro di collegamento tra cervello e anima;

–    studiare e applicare le Leggi del Pensiero e della telepatia;

–    insegnare a cogliere le Idee, attraverso lo sviluppo dell’Intuizione,  e a creare forme pensiero evolutive da trasferire nelle menti degli uomini più avanzati  (Legge dell’impressione);

–    potenziare le capacità di analisi, tipiche della mente inferiore concreta, e di sintesi, che appartengono alla mente superiore;  per quanto riguarda le attività concrete,  si sarà in grado così di  pensare globalmente e agire localmente, passando agilmente dal particolare all’universale secondo le necessità, e applicando al particolare le Leggi universali;

–    sviluppare le qualità mentali e logiche che formano la coscienza civile e sociale del buon cittadino;

–    insegnare i procedimenti per creare l’ Antahkarana, il ponte tra personalità e anima, che avverrà attraverso l’addestramento della mente a rispondere agli influssi  delle Idee superiori.

La vera Educazione – maieutica, sintetica e sublimatrice di aspetti e qualità –  guida e accelera  il percorso dell’uomo, fornendogli gli strumenti utili per percorrere il cammino con maggiore velocità, gioia e ampiezza di visione. Essa lavora per la costruzione dell’Antahkarana,  il ponte tra i tre piani dell’esistenza umana – fisico, emotivo e mentale – e il mondo delle idee spirituali, raggiungibile con lo sviluppo dell’Intuizione. I nuovi educatori “costruttori di ponti” dedicano molta attenzione allo studio della mente e alle Leggi del Pensiero, poiché sanno che la realtà si origina  nel mondo del pensiero e si concretizza poi nel mondo fisico; sanno che – come afferma l’antico assioma ermetico – “come un uomo pensa nel suo cuore, così egli è” e che,  quindi, il comportamento di individui e gruppi deriva dalla qualità e dalla forza dei loro  pensieri. Riconoscono l’evidenza che gruppi avanzati, che vivono sul piano mentale, possono impressionare le menti degli uomini, con le loro idee più evolute, allineate con il Piano, favorendo sviluppo civile e progresso spirituale. La vera educazione è per conseguenza la scienza di collegare le parti integranti dell’uomo e di collegarlo, a sua volta, con l’ambiente e con quel “tutto” più grande nel quale deve compiere la sua parte. Ogni aspetto, considerato come inferiore, può sempre essere semplicemente l’espressione di quello immediatamente superiore. In questa frase sta una verità fondamentale che non solo racchiude l’obiettivo, ma indica anche il problema che si trova di fronte a tutti coloro che si interessano di educazione. E’ il problema di giudicare con esattezza quale sia il centro o il punto focale di un uomo, e notare dove sia principalmente il centro della sua coscienza. Lo si dovrà allora istruire in modo da rendere possibile lo spostamento di quel punto focale in un veicolo superiore. Questa idea può essere espressa in modo abbastanza vero dicendo che il veicolo che sembra rivestire importanza predominante dovrà divenire secondario, divenendo il semplice strumento di quello che lo sovrasta. Se il corpo astrale (emotivo) è il centro della vita personale, la meta del procedimento educativo da imporre al soggetto sarà di fare della natura mentale il fattore predominante, sì che quello astrale sia condizionato dalle condizioni ambientali e ad esse sensibile, ma sotto il controllo della mente. Se invece questa è il centro dell’attenzione della personalità, allora si dovrà portare a piena espressione l’attività dell’anima; così l’opera procede da un punto all’altro fino alla meta. Si può osservare che tutta questa esegesi della mente e della necessaria opera di collegamento non è altro che la dimostrazione pratica di quell’aforisma occulto che dice: “Prima che un uomo possa percorrere il Sentiero, deve diventare egli stesso il Sentiero”. L’Antahkarana, simbolicamente, è il sentiero. Questo è uno dei paradossi della scienza esoterica. Passo passo, di stadio in stadio, costruiamo quel Sentiero come il ragno tesse il suo filo. E’  quella “via del ritorno” che svolgiamo da noi stessi; è anche quella Via che troviamo e percorriamo.  L’educazione avrà una triplice funzione: strutturare il cervello affinché sia in grado di dare adeguate risposte alle sollecitazioni provenienti dal piano fisico; allenare la mente a discriminare tra i dati provenienti dal cervello rispondendo in modo creativo e intelligente agli stimoli emotivi e mentali; infine, sottoporre al governo dello spirito la natura inferiore.Nei primi dieci anni di vita al bambino si insegnerà ad osservare attentamente la  realtà, a discriminare tra le informazioni che arrivano ai suoi sensi, a coordinare movimenti e comportamenti; si curerà anche l’approccio al disegno e alla musica. Tra i dieci e i venti anni si insegnerà la discriminazione tra etico e non etico, tra ciò che è alto ed evolutivo e ciò che rallenta il cammino della coscienza. Si proporrà una scala di valori e si ricercherà sempre, nei fatti ed idee con cui si viene a contatto nello studio, i rapporti che li legano tra loro  ed i riferimenti alle Cause invisibili che li determinano . Sarà materie di studio la psicologia, nel suo più integro significato etimologico di “studio dell’anima” (psichè logos)  e la meditazione – nel senso di riflessione profonda, che escluda ogni rispondenza agli stimoli esterni – su qualsiasi soggetto (filosofico, storico, ecc.). Si allenerà in tal modo  la mente a focalizzarsi sul mondo dei significati, così che possa prepararsi all’irrompere dell’Intuizione. La tendenza della nuova educazione sarà quella di rendere il soggetto consapevole possessore del proprio apparato; metterlo in grado di guardare la vita con occhi aperti, spalancandogli le porte del mondo dei fenomeni e delle relazioni oggettive; dovrà averlo condotto a conoscere un passaggio che immette nel mondo della Realtà, che potrà attraversare a suo piacere, per assumere e svolgere i suoi rapporti con altre anime. Si studieranno le tendenze innate dell’ allievo ed i suoi interessi, così da permettergli, nell’età dell’adolescenza, di  emettere chiaramente la sua nota e di seguire il suo percorso vocazionale in piena consapevolezza. Si esamineranno i suoi vari aspetti, caratteristiche e qualità attraverso valutazioni astrologiche, psicologiche, mediche, spirituali per determinare le tendenze e le aspirazioni dell’anima, la sua età e il suo gradino nella scala evolutiva,  così che ciascun individuo possa essere aiutato a trovare e sostenere con chiarezza e responsabilità il suo posto nel gruppo. Seguire il progresso del bambino, soprattutto dal punto di vista mentale e dello sviluppo delle idee,  è utile e istruttivo, poiché egli rispecchia il progresso fisico, emotivo e mentale dell’umanità. Gli educatori seguiranno, con   intelligenza, autorevolezza e amorevolezza, le tappe dello sviluppo delle facoltà del pensiero degli allievi; essi  rafforzeranno le doti di discriminazione e  di logica fino a che cervello, mente e anima siano allineati e possano  fiorire le più alte capacità dell’Intuizione, che apriranno il varco per il mondo delle idee superiori. L’insegnante (da in signare, imprimere segni) lavorerà per la nascita dello spirito di gruppo, segno evidente del contatto con l’anima,  e manterrà ardente  l’aspirazione degli allievi tenendo saldamente fissata  davanti a loro  la visione della sintesi del gruppo e del coordinamento con l’anima, fine di ogni percorso educativo. Si evidenzieranno le qualità e gli aspetti manchevoli e irrisolti  di ciascun componente del gruppo e si lavorerà tutti per superare, redimere e sublimare le manchevolezze; ciò avverrà nella fiduciosa sincerità, derivante dall’amore scambievole, e dall’affratellamento, derivante dalla condivisione dell’alta meta comune. Il gruppo sarà pertanto contenitore e sostenitore dei Propositi evolutivi di ciascuno e del Proposito comune del gruppo stesso. E’ necessario che il processo educativo sia organizzato partendo da aspetti e qualità che già sono riscontrabili; come è noto,  Natura non facit saltus. Si seguiranno pertanto le risposte dell’allievo in quest’ordine progressivo:

–    alle sollecitazioni sensoriali dell’ambiente;

–    all’ acquisizione personale e al possesso, per cui l’individuo si impadronisce di ciò che serve alla sua sopravvivenza o al suo piacere;

–    al senso del gruppo, per cui modula il suo agire all’interno dei rapporti in cui è inserito;

–    al desiderio di conoscenza, per cui si impossessa di dati e fatti e sviluppa le abilità di applicazione delle conoscenze alla realtà circostante;

–    all’ aspirazione alla ricerca sul piano fisico, emotivo-introspettivo e mentale-intellettuale, per la quale legge, ascolta e studia;

–    alle leggi economiche e della sopravvivenza, per cui opera in un settore concreto della vita lavorativa;

–    alla più alta intellettualità, per cui impara a creare forme-pensiero evolute sempre più ampie per il progresso dell’Umanità;

–    all’ allineamento con il Sè superiore, per cui i suoi pensieri e le sue azioni sono coordinate dall’Anima, che rende possibile l’agire consapevolmente all’interno della più grande Vita.

LO SVILUPPO DELLE QUALITÀ DELL’ANIMA

La necessità dell’educazione odierna è quella di coordinare i contenuti ed i procedimenti dello sviluppo mentale  umano al mondo interiore del significato, collegando alto e basso, dentro e fuori, così che la mente inferiore comprenda che il suo compito è quello di divenire capace di pensare realmente e di servire quella superiore intuitiva. La mente registrerà le informazioni sensoriali ed emotive, ma sotto il controllo e la guida dell’Anima, di cui si considererà lo strumento sulla terra, atto a svolgerne i piani con gioiosa creatività. Tutti i sistemi educativi elementari  insegnano a leggere, a scrivere, a far di conto; il loro significato interiore, che rimanda simbolicamente alle tappe evolutive dell’Umanità, si è perso, ma sarà riformulato dalla Nuova Educazione. La lettura ha a che fare con il rivestire le idee di forma, ed è correlata alla prima fase del processo creativo, quando la Divinità, governata e sospinta da un’Idea (che incorpora proposito e piano di Dio) la convertì nella sostanza desiderata e la rivestì della necessaria apparenza esteriore. Lo scrivere simboleggia il metodo con il quale il processo prosegue, ma naturalmente è molto più personale nelle sue implicazioni. La lettura concerne essenzialmente la realizzazione di un’idea di qualche genere, rivestita di una forma, mentre lo scrivere si riferisce alla relazione cosciente dell’individuo tra se stesso e le idee e l’uso che fa delle parole nello scrivere dà la misura di quanto egli abbia afferrato di quelle idee universali. L’aritmetica (e il potere di sommare, sottrarre e moltiplicare) è anch’essa in rapporto al procedimento creativo e concerne la generazione sul piano fisico di quelle forme che produrranno adeguatamente l’idea e la porteranno in manifestazione…. In altre parole, l’uomo legge il suo destino nel cielo, e lo scrive con la sua vita sulla terra; riduce, coscientemente o no, l’idea della sua anima ad una forma debita e propria, sì che ogni vita aggiunge, sottrae e moltiplica finché la somma dell’esperimentare di ogni anima sia completa.   L’anima manifesta le sue specifiche qualità  attraverso la giusta educazione; può così evocare gli aspetti superiori e  irradiarli magicamente nell’ambiente, raffinandolo e trasformandolo. Gli educatori cureranno in primo luogo lo sviluppo di alcune caratteristiche dell’anima:

–    Volontà-di-bene, che è la consapevolezza di appartenere al Tutto e permette la definizione di propositi alti e ampi;

–    Amore-saggezza, che è la scelta di inserire la propria piccola vita ed il proprio operare nella Vita maggiore; l’uomo diventa responsabile dell’evoluzione del gruppo e ne condivide interiormente attività ed obiettivi; l’interesse per sé si trasforma in interesse di gruppo;

–    Intelligenza attiva, che regola l’apparizione nel mondo concreto delle idee intuite  tramite il contatto col mondo superiore; vengono così manifestate le idee di Bellezza, di Verità, di Servizio attraverso opere letterarie, scientifiche, artistiche, sociali, filantropiche. L’Educazione stimolerà una lettura sempre più definita e precisa delle Idee intraviste, per poter riportare la visione sulla terra in modo adeguato e fedele;

–    Armonia, che può essere  raggiunta attraverso il conflitto. Riguarda la condizione di “divina inquietudine” di molte anime che soffrono e lottano nel mondo della dualità e dell’imperfezione poiché avvertono – prima oscuramente, poi in modo sempre più chiaro – l’aspirazione alla perfezione e all’Unità. E’ questo stimolo ardente alla Bellezza intravista che sospinge il ricercatore  al ritorno alla Casa del Padre;

–    Ordine, cioè una regola stabile che dia ritmo e armonia allo sviluppo individuale e di gruppo, ma senza imposizioni e forzature, anzi  potenziando maieuticamente – nel rispetto della nota fondamentale di ciascuno –  talenti, intelligenza, creatività.

L’educatore è pertanto un esoterista che conosce le energie dei suoi allievi e lavora per colmarne le manchevolezze e potenziarne gli aspetti divini. Egli sa che ogni allievo manifesta le qualità, variamente espresse, dei sette raggi della creazione e che rappresenta pertanto, microcosmicamente, aspetti del macrocosmo; considererà così il suo lavoro come un servizio carico di sacra responsabilità reso all’Evoluzione. Sarà  necessario comprendere quali delle sette energie è presente in modo più evidente ed ampio nell’allievo per poter pianificare le tappe successive della sua educazione. Egli si occuperà dello sviluppo mentale dell’allievo non più, come avveniva nel passato, imponendo di ritenere una gran mole di informazioni, ma ponendo continuamente domande alla sua mente allo scopo di potenziare le capacità indagatrici e maieutiche. L’allievo sarà infatti stimolato a ricercare le risposte all’interno di sé e non più ad aderire alle conoscenze e alla visione del mondo proposte dal passato. Si imparerà a controllare la mente attraverso la pratica dell’attenzione focalizzata così da poterla concentrare su qualsiasi oggetto scelto. Il percorso verso la sintesi ultima, che riguarda la costruzione dell’Antahkarana individuale e di gruppo, comincia pertanto con lo spostamento delle energie dal piano emotivo a quello mentale, e con il dominio di quest’ultimo; esso  procede attraverso sintesi parziali che possono essere così sintetizzate: Abbiamo per obiettivo la necessità più immediata e universale di coprire il varco aperto fra i vari aspetti del sé inferiore, sì che ne emerga una personalità integrata; in seguito quello tra l’anima e la triade spirituale, affinché ne scaturisca libertà di coscienza e perfetta identificazione con la Vita Una, con la perdita del senso di separazione e il fondersi della parte nel Tutto, senza perdere l’identità, ma senza più riconoscere un sé individuale.   Molti oggi lavorano per coordinare i tre aspetti inferiori della personalità con il Sé superiore attraverso tecniche di invocazione e di preghiera, di concentrazione e di meditazione, di disciplina e di servizio all’umanità. Mentre in passato molti erano i mistici, che seguivano la via della devozione e si esprimevano principalmente attraverso l’amore e la fede, l’umanità più mentale dei nostri tempi richiede di comprendere in modo intelligente e di far coincidere la Visione con le conoscenze della scienza; i nuovi ricercatori sono per lo più occultisti coscienti e  razionali, che non si esprimono solo sul piano emotivo personale, ma che intendono comunicare le loro acquisizioni e le loro esperienze in modo chiaro e ordinato.

IDEOLOGIE ED EVOLUZIONE

Le idee, sempre più avanzate e ispirate,  hanno dato all’umanità la giusta tensione verso l’evoluzione; man mano che l’uomo si avvicina al contatto con il mondo dell’anima, le idee diventano aderenti al Piano e,  infine, espressione di Esso. Tutte le espansioni di coscienza dell’umanità sono avvenute tramite il dibattito tra diversi schieramenti ideologici, dopo lotte, tentativi ed errori. E’ così che lentamente si costruisce il contatto con le sfere superiori e si rafforza l’Antahkarana individuale e di gruppo. Oggi gli educatori più evoluti diventano sempre più percettivi ai nuclei di  idee sull’educazione elaborati dalla Gerarchia per lo sviluppo delle capacità di pensare realmente; l’acquisizione di tale abilità riguarda in modo principale ed evidente le menti che stanno innalzandosi ai superiori stati di coscienza della Nuova Era. Le Guide dell’umanità non danno importanza all’aspetto forma, che tanto colpisce l’immaginazione dei più emotivi; ad Esse sta a cuore l’ aspetto vita, che segna la destinazione e il proposito di ogni creatura. Così, se osserviamo le cose rivolgendo l’attenzione alla traiettoria evolutiva, è utile e necessario che una forma umana si distrugga con la morte quando l’involucro fisico non è più adeguato ad attuare i propositi dell’anima. In una prospettiva maggiore, nazioni, razze, popoli, ideologie, religioni si estinguono quando la loro forma cristallizzata appare inadeguata al progresso spirituale e ad una sempre più avanzata percezione mistica. Uso questa espressione in un senso molto più ampio del solito, e vorrei che consideraste questa qualità inclusiva di quanto segue:

1)    La visione mistica dell’anima, di Dio e dell’universo.

2)    Il potere di entrare in contatto con il mondo del significato, il mondo soggettivo della realtà che emerge e di valutarlo.

3)    Il potere di amare e di andare verso ciò che è diverso da sé.

4)    La facoltà di afferrare e intuire le idee.

5)    L’abilità di sentire l’ignoto, il desiderabile e il desiderato. La decisione e la persistenza conseguenti che permettono all’uomo di cercare e chiedere quella realtà ignota. E’ la tendenza mistica che ha prodotto i grandi mistici e i numerosi esploratori, ricercatori e inventori.

6)    Il potere di sentire e registrare il buono, il bello e il vero. Ciò ha prodotto lo scrittore, il poeta, l’artista e l’architetto.

7)    L’impulso a scoprire e penetrare i segreti di Dio e della natura. Ha originato l’uomo di scienza e il religioso. Studiando queste definizioni, noterete quanto sia inclusiva l’espressione “percezione mistica”. Si tratta né più né meno del potere, innato nell’uomo, di esternarsi per affermare ciò che è maggiore e migliore di lui e che l’ha condotto, attraverso civiltà e culture sempre più progredite, al punto in cui si trova oggi, alla frontiera di un nuovo regno della natura. 

Sono le idee che conducono avanti l’umanità; attraverso il costante confronto e la nascita di sempre nuove concezioni dei rapporti tra individui e popoli,  della politica, della società, dell’educazione, dell’arte, della religione, della bellezza, l’umanità ampia le sue percezioni e le sue abilità di pensare  e  di sperimentare, strutturando  visioni del mondo sempre più rispondenti al Piano evolutivo. I Pensatori del nostro tempo sono costantemente vigili alle intuizioni superiori; il loro compito è quello di attuare ciò che hanno afferrato, di riprodurre le idee nella materia, senza tradire la visione. Le  caratteristiche essenziali di questi Nuovi Comunicatori sono l’apertura di coscienza, la dedizione al bene comune, la capacità di intuire il Piano, la mancanza di egoismo e separatività. Appare sempre più evidente che l’evoluzione dell’umanità accelera sempre più; essa è ora giunta ad un punto tale che dovrà mutare profondamente i  comportamenti e il modo di relazionarsi, sia in senso orizzontale, tra individui e nazioni, sia in senso verticale, con la Gerarchia e il mondo dello spirito. Tali cambiamenti, per essere duraturi e significativi, dovranno essere sempre fortemente voluti e realizzati dagli individui e non ordinati dall’esterno. Molti uomini hanno allineato i tre corpi (fisico, emotivo e mentale)  e agiscono come unità integrate; il successivo passaggio sarà il contatto costante con l’anima e la concretizzazione sulla terra dei suoi impulsi. Quando la mente, le emozioni ed il cervello sono allineati, infatti, si possono sviluppare i loro più alti corrispettivi: saggezza, amore e proposito. L’intelligenza si è molto accresciuta e dovrà essere rispondente a valori elevati  se non si vuol correre il rischio che le conoscenze più avanzate siano usate dalle forze del male per fini di sopraffazione e di potere. La Gerarchia vigila affinché ciò non accada e affinché prevalgano le forze della Luce. Nell’età dei Pesci, che l’umanità si sta lasciando alle spalle, hanno prevalso alcune idee, che appaiono ormai cristallizzate o, comunque, non più idonee all’attuale sviluppo:

–    l’idea di autorità, con il conseguente paternalismo educativo, sociale e religioso; sostituita oggi sempre più dalla ricerca dell’autorevolezza e dal senso del  gruppo;

–    il valore collegato al sacrificio subito, vittimistico e rinunciatario, e alla sofferenza, che sono stati enfatizzati nel passato come mezzi primari per l’evoluzione. Oggi l’accento si pone sulla necessaria qualità del distacco dalla forma e sul sacri-ficio (sacrum facio, rendo sacro) voluto per il bene del gruppo, poiché il sacrificio che ha valore è quello scelto  liberamente e gioiosamente;

–    l’importanza della soddisfazione del desiderio, per cui si è assistito alla nascita di falsi bisogni, sollecitati anche dalla pubblicità, allo sperpero di denaro e alla diffusione di  beni superflui. Questa situazione è durata a lungo poiché la Gerarchia  intendeva dimostrare che il possesso  di beni non porta vera gioia, ma anzi induce a sazietà. Oggi, infatti, si stanno diffondendo stili di vita improntati alla sobrietà e alla condivisione.

Nella nascente età dell’Acquario emerge una nuova razza, caratterizzata non tanto da un diverso aspetto fisico, ma da una nuova e più ampia consapevolezza, per la quale si avvertirà sempre più il senso di fratellanza e si svilupperanno le doti intuitive e mistiche. L’educazione del futuro lavorerà appunto per sviluppare le doti intuitive e per trasformare – con un proposito di gruppo saggio e amorevole – le idee superiori affioranti  in progetti e attività concrete.  La mente servirà da ponte tra cervello e anima e la vita sul pianeta sarà illuminata da valori spirituali. Le varie ideologie di gruppi e popoli appariranno chiaramente come diversi aspetti parziali di un’unica verità, e nazioni e religioni diverse potranno fraternamente incontrarsi. Qual è la sintesi che se ne otterrà? Consentitemi di elencare, senza svilupparli, alcuni elementi:

1)          Le differenziate aspirazioni spirituali dell’uomo, oggi espresse da molte religioni, si fonderanno in una nuova religione mondiale. Questa avrà la forma di un approccio cosciente e concorde al mondo dei valori spirituali, evocando l’azione reciproca dei Cittadini di quel mondo, la Gerarchia planetaria e gruppi affiliati;

2)         Il fondersi di un gran numero di uomini in vari raggruppamenti idealistici Questi si formeranno in ogni campo del pensiero umano e a loro volta saranno assorbiti in sintesi sempre maggiori. Richiamo la vostra attenzione sul fatto che se si elencassero tutte le attuali istituzioni educative di ogni paese, apparirebbero certe loro tendenze analoghe: la loro grande diversificazione, la fondazione su qualche idea di progresso umano e la loro unità di intento. Le loro molte suddivisioni e le branche sussidiarie comprendono una grande rete che avvolge il mondo e dimostra due cose:
a)    La capacità sempre maggiore dell’uomo comune di pensare intermini di ideali fondati su certe idee e presentati da uomini di grande intuito.
b)    La graduale elevazione, grazie a queste idee, della coscienza aspirazionale dell’uomo, il suo riconoscimento dell’idealismo del prossimo e l’addestramento allo spirito di inclusività che ne consegue.

Questa crescente tendenza all’idealismo e all’inclusività è, in ultima analisi, un orientarsi all’amore-saggezza. Se gli uomini oggi usano male questi ideali, abbassano la visione, distorcono la vera immagine della meta desiderata, e prostituiscono la primitiva concezione del bello alla soddisfazione del desiderio egoistico, ciò non deve impedire di vedere che lo spirito dell’idealismo è in aumento e non è più, come in passato, limitato a pochi gruppi d’avanguardia o ad uno o due grandi intuitivi.  L’educazione sarà rivolta anche ad una concezione più evoluta di famiglia, che rispecchia simbolicamente nel microcosmo terreno il concetto di Gerarchia. La Gerarchia è infatti collegata con la Legge di Necessità, e si ritrova dal più piccolo atomo fisico al più grande sistema solare; l’uomo è collegato gerarchicamente al regno animale con i suoi tre corpi (fisico, emotivo, mentale), ma è anche in corrispondenza gerarchica  con il mondo spirituale, che rappresenta il suo futuro evolutivo. La famiglia è il primo dei gruppi umani; l’uomo, a differenza di quanto fa l’animale, che abbandona la prole appena essa è fisicamente autonoma,   adempie i suoi doveri verso di essa ed ha  così sviluppato un più evoluto senso di responsabilità La famiglia è stata per lunghi periodi storici individualista e separativa, basata sui diritti ereditari, sul riconoscimento sociale, sul nome e sulla tradizione. La Nuova Educazione preparerà famiglie aperte ed illuminate, il cui fine principale sarà l’evoluzione di gruppo. Si costruiranno legami spirituali tra genitori e figli dal periodo prenatale a quello successivo all’abbandono del corpo fisico, nel  rispetto costante dell’autonomia e l’indipendenza mentale dei giovani, che faranno risuonare  liberamente la loro nota fondamentale e sceglieranno consapevolmente il loro itinerario evolutivo. La nascita terrena, attesa da genitori vigili e amorevoli,  sarà considerata l’inizio di un cammino di apprendimento e di evoluzione, cui seguirà la nascita nella luce. Caratteri significativi della famiglia dell’Età dell’Acquario saranno l’aspetto gerarchico, il senso della responsabilità, il valore dei gruppi, il perdono e il sacrificio; fattori tutti strettamente collegati alla Scienza dell’Antahkarana, alle discipline della Meditazione e del  Servizio. In questo particolare rapporto di gruppo, lungo i millenni (sia in senso simbolico che in effetti) si sono preservati e sviluppati i fattori seguenti che sottostanno alla struttura  stessa dell’esistenza, e sono prospettati al genere umano come ideali definitivi:

1.         Il riconoscimento dello stato gerarchico, che in ultima analisi è il rapporto tra il minore e il maggiore, il debole e il forte, l’inesperto e il provetto. Ciò favorisce il senso di protezione, manifestazione di una forma dell’aspetto amore nell’universo.

2.          Il riconoscimento della responsabilità, ereditato, applicato o assunto. E’ il rapporto tra il vecchio e il giovane, il saggio e l’ignorante. Ciò consente di offrire opportunità allo sviluppo della conoscenza.

3.          Il riconoscimento della capacità di perdonare, che è, o dovrebbe essere, l’espressione del rapporto tra unità e unità entro un complesso maggiore, o fra gruppo e gruppo in un insieme ancora più vasto. Il perdono è essenzialmente il mutuo dare in senso psichico, ed è una delle manifestazioni rudimentali del sacrificio di sé, che, a sua volta, esprime un aspetto della volontà divina. Essendo perciò connesso alla vita monadica o della volontà, è finora del tutto incompreso e male interpretato. E’ in realtà  il senso della sintesi o dell’identificazione o del motto “uno per tutti e tutti per uno”. E’ oggi in fase di grande sviluppo, ma è ancora tanto embrionale che le parole non servono per illustrarlo. Il perdono non è una forma di misericordia o condono magnanimo, né un gesto di superiorità che ripulisce la lavagna. E’ il respiro della vita stessa – il dare di tutti a tutti e per tutti.

4.        Il riconoscimento dell’influsso reciproco dei gruppi, entro i più ampi rapporti mondiali, con equità, armonia e ritmo. E’ il senso dei giusti rapporti, sviluppato con coscienza e armonia.

Nel prossimo periodo, e per effetto della nuova educazione, questi quattro riconoscimenti fondamentali saranno inculcati e insegnati a ogni fanciullo nelle scuole. Essi in tal modo impareranno a governare e sviluppare la nuova forma di unità familiare che inevitabilmente verrà in esistenza. La Nuova Educazione evidenzierà l’importanza della qualità delle caratteristiche mentali e spirituali dei figli; verrà consigliato ai genitori di vigilare responsabilmente su un eventuale incremento delle nascite, per poter vigilmente seguire i propri figli e anche perché la terra non può sostenere un numero di individui eccessivo rispetto alle risorse disponibili. Ogni nascita sarà considerata dai genitori, spiritualmente orientati, un’opportunità di procurare alle anime i corpi necessari per poter  percorrere sul Pianeta una tappa del  cammino verso la Nascita celeste. Compito necessario dell’educatore dell’Età dell’Acquario sarà pertanto quello di evitare banalizzazioni riguardo a tale argomento, proponendo  riflessioni sulla Legge della Rinascita così da determinare un mutamento nei pensieri, e quindi nei comportamenti. Il matrimonio non sarà determinato da motivazioni egocentriche e superficiali ma si evidenzierà la sacra responsabilità che gli sposi assumono nei riguardi del loro amore di  coppia e del rapporto con i  loro figli; sarà loro chiaro che i nuovi nati sono anime loro affidate di cui, con amore e intelligenza,  cureranno soprattutto  quello mentale e spirituale.

7. LA META DELL’EDUCAZIONE ACQUARIANA

Nel futuro, l’Educazione si avvarrà sempre più dell’ausilio della Psicologia, intesa nel significato etimologico di “scienza dell’anima” (psichè logos), organizzando logicamente e sintetizzando con discriminazione gli elementi di verità contenuti nelle varie scuole di psicologia; questa disciplina si fonderà esplicitamente sullo studio dei sette raggi, che hanno dato vita alla Creazione e che sono presenti in varia misura e disposizione nella costituzione dell’uomo e dei gruppi umani. Attraverso tale studio si identificheranno con chiarezza le predisposizioni innate; gli scopi dell’anima nell’incarnazione;  le potenzialità evolutive di individui e gruppi; ad esse vanno date consapevolmente  attenzione e possibilità di espressione, per accrescerne l’energia, (“L’energia fluisce dove va l’attenzione”, afferma un assioma orientale).  Si studierà la costituzione dell’uomo dal punto di vista esoterico: i vari corpi; la fisiologia occulta; i tre veicoli d’espressione dell’anima (corpo fisico, emotivo, mentale); il rapporto tra i corpi; la relazione tra anima e personalità;  la costruzione dell’Antahkarana (il ponte tra l’uomo e il mondo spirituale), che si costruisce attraverso il dominio dei tre corpi e la disciplina della meditazione. Sarà nota la Legge della Rinascita, e pertanto molte attitudini e atteggiamenti che hanno origine in vite precedenti e nella storia  passata dell’umanità saranno compresi, indirizzati e sublimati, avendo di mira il progresso dell’anima. Gli educatori sapranno distinguere il livello evolutivo dei loro allievi e individueranno coloro che hanno predisposizioni fisiche (Lemuri), emotive (Atlantidei), mentali (Ariani) e i giovani della Nuova Era (Acquariani), orientati all’unità, consapevoli del loro destino spirituale e del loro compito nel gruppo al quale appartengono. I giovani saranno pertanto riconosciuti, e amorevolmente accompagnati con  stimoli adeguati al cammino da compiere, diverso per ciascuno. Ciò darà loro la possibilità di avanzare con sicurezza e rapidità, evitando le confusioni e le disarmonie, evidenti negli attuali processi educativi, non ancora illuminati dalla luce delle nuove conoscenze. Tra i contenuti  iniziali di ogni processo educativo, di ogni livello, saranno evidenziati:

–    il rispetto e la dignità che si devono ad ogni individuo, qualsiasi sia il suo grado nella scala evolutiva e il senso di fratellanza;
–    la necessità che ognuno, particella di un unico Corpo, faccia in Esso  la sua parte, nella consapevolezza che “Tutto è Uno”, e che, “dare è ricevere”;
–    il potenziamento della qualità della cooperazione, che sostituirà atteggiamenti competitivi basati sulla difesa, sulla  paura dell’altro, sul senso di carenza e insufficienza personale, sulla separatività. Tali  atteggiamenti, che  nascono dalla ignoranza della Legge, sono  destinati a scomparire con la maggiore progressiva comprensione.

Importante è l’atteggiamento da tenere con gli allievi più piccoli, talvolta vezzeggiati o  viziati, talaltra trattati con superficialità o abbandonati, poche volte compresi e sostenuti con un giusto atteggiamento fermo e amorevole. Prima, e soprattutto bisogna tentare di creare un’atmosfera in cui possano fiorire ed emergere certe qualità.

1.         Un’atmosfera di amore, che espella il timore e in cui il bimbo s’accorga di non aver ragione di timidezza, ritrosia o cautela, e nel quale venga trattato con gentilezza e debba comportarsi in egual modo a sua volta. E’ ben raro che ciò accada nelle scuole e nelle case. Tale atmosfera di amore non è una forma di amore sentimentale o emotiva, ma nasce dalla comprensione delle potenzialità del bimbo in quanto individuo,da un giusto senso di responsabilità, dall’assenza di pregiudizi, di antagonismi razziali e soprattutto dalla tenerezza compassionevole. Quest’ultima perché si conoscono le difficoltà della vita, perché si è sensibili alla rispondenza del bimbo che di norma è affettuosa, e perché si sa che l’amore trae sempre ciò che vi è di meglio dagli uomini e dai fanciulli.

2.        Un’atmosfera di pazienza, in cui il bimbo possa divenire, in modo normale e naturale, un cercatore della luce della conoscenza; in cui sia certo di trovare pronta e accurata risposta a tutte le domande, e dove non si noti mai l’aria frettolosa e sbrigativa. L’indole di moltissimi bambini viene deformata dall’impazienza e dalla fretta di chi è loro associato per forza di cose. Non c’è tempo per istruirli e rispondere alle loro domande minute e molto necessarie, e quindi l’elemento tempo si trasforma in una minaccia per il giusto sviluppo, e finisce per sfociare in una vita di evasioni e di false prospettive. La loro scala di valori viene distorta dall’osservare coloro con cui vivono e molte cose cadono sotto la loro attenzione proprio per l’impazienza che si dimostra nei loro riguardi. L’impazienza dai quali così pateticamente dipendono getta in loro i semi dell’irritazione, che guasta innumerevoli vite.

3.          Un’atmosfera di attività ordinata, in cui il bimbo impari i primi elementi del vivere responsabile. I bambini che s’incarnano oggi e che potranno trar profitto dalla nuova educazione sono necessariamente sul limite della coscienza egoica. Uno dei primi sintomi di questo contatto con l’anima è il senso della responsabilità che si sviluppa rapidamente. Ricordiamolo bene, poiché i piccoli doveri assunti e compiuti e la partecipazione responsabile (sempre connessi a qualche forma di rapporto di gruppo) sono fattori potenti nel determinare il carattere e la futura vocazione.

4.          Un’atmosfera di comprensione, in cui il bimbo sappia sempre con certezza che le ragioni e i motivi dei suoi atti saranno riconosciuti e che i grandi che vivono con lui capiranno la natura dei suoi impulsi, anche se non approveranno sempre le sue attività o ciò che ha fatto. Molte delle azioni del fanciullo non sono in sé intenzionalmente cattive o malvagie o maliziose. Di solito sono motivate da uno spirito d’indagine frustrato, dal desiderio di vendicare qualche ingiustizia (poiché gli adulti non hanno compreso il movente), dall’incapacità di usare bene il tempo (poiché la volontà direttiva a quell’età è sovente del tutto quiescente e non si desterà che quando la mente comincerà a funzionare) e dal desiderio impellente di attrarre l’attenzione, impulso necessario nello sviluppo dell’autocoscienza, che richiede comprensione e dev’essere ben guidato.

E’ la vecchia generazione che alimenta nel bambino un senso precoce e del tutto inutile di colpa, di peccato e di errore. Tanto s’insiste su cose da nulla che in effetti non sono un male, ma infastidiscono i genitori o il maestro, che il vero sbaglio (cioè una mancanza nei giusti rapporti di gruppo) passa inosservato e non viene riconosciuto per ciò che è. I molti piccoli peccati, imposti al bimbo dalla ripetizione costante delle parole “No” e “cattivo” soprattutto perché i genitori non lo comprendono e non lo tengono occupato, non hanno vera importanza. Se si tratteranno questi aspetti della sua vita in modo equo, le vere malvagità, le infrazioni ai diritti altrui, le intrusioni del desiderio personale sulle esigenze e condizioni del gruppo, e il danno o il male infitto ad altri per vantaggio proprio, non mancheranno di mostrarsi nella loro giusta prospettiva e a tempo debito. La voce della coscienza (il sussurro dell’anima) non sarà allora sepolta, e il bimbo non crescerà antisociale. Lo diviene soltanto se non è stato compreso e quindi non può capire a sua volta o quando le circostanze gli chiedono troppo. Sarà curata  con particolare attenzione l’educazione dei ragazzi al di sotto dei sedici anni, conservando con discriminazione gli aspetti positivi dell’educazione del  passato; ma essi saranno arricchiti da tecniche e contenuti idonei a formare i nuovi cittadini mondiali, che sapranno inserirsi nel contesto sociale con seria competenza e amorevole disponibilità. Si insisterà, nel corso del processo educativo, su:

–    il dominio del corpo emotivo, favorendolo con l’attenzione allo sviluppo del corpo mentale;

–    la necessità di ampliare la visione, intravedendo nuove potenzialità e sviluppi in ogni fatto, evento, situazione;

–    l’esigenza  di sintetizzare la parte migliore delle conoscenze del passato a cui sovrapporre la ricerca dell’uomo più evoluto;

–    la creazione di retti rapporti di gruppo;

–    la sempre più avanzata capacità di assumere responsabilità.

Si insegnerà che la mente ha una duplice funzione:

–    analizzare, sintetizzare ed elaborare dati, informazioni e  conoscenze (mente inferiore, analitica e concreta);

–    carpire le idee superiori con l’Intuizione per trasformarle in opere  e attività concrete che rispecchino quanto più possibile la luce intravista (mente superiore, sintetica e astratta).

L’educazione è rivolta, ad un primo livello, alla comprensione e all’assimilazione delle  conoscenze; diventa, poi, capacità di risalire al mondo delle Cause, imparando a rapportare effetti visibili a cause invisibili; di comprendere segni e significati; di collegare con intelligenza presente e passato; infine, ad un livello ancora superiore, implica l’evidenza della sintesi, la capacità di pensare in termini di gruppo e di evoluzione di gruppo. I nuovi cittadini mondiali sapranno pensare al progresso   del proprio Paese come collegato a quello degli altri popoli; essi comprenderanno gli avvenimenti nazionali e mondiali in senso spirituale, e potranno così consapevolmente collaborare con il Piano. Ai giovani del futuro sarà evidente il fatto che il Pensiero crea la realtà  e che, pertanto, l’ambiente in cui vivono individui e gruppi è la manifestazione della qualità e dell’energia dei loro pensieri, secondo il noto assioma:

Semina un pensiero, raccoglierai un’azione;
semina un’azione, raccoglierai un’abitudine;
semina un’abitudine, raccoglierai un carattere;
semina un carattere, raccoglierai un destino.

Gli educatori della Nuova Era accoglieranno amorevolmente l’allievo tenendo conto dell’eredità genetica, familiare, culturale; del suo ambiente nazionale, sociale e culturale; delle sue capacità mentali ed emotive, e lo avvieranno a diventare un consapevole cittadino mondiale. Il processo sarà improntato alle sviluppo delle capacità già esistenti e, partendo da queste, si introdurranno nuove conoscenze  e più avanzati procedimenti   non ancora sperimentati. Si insisterà, facendo riferimenti ed esemplificazioni continui a realtà conosciute dall’allievo,  sui concetti di sviluppo delle potenzialità inespresse – o espresse in modo ancora primitivo – e di evoluzione: individuale, dei gruppi, dei popoli, dei mondi. I dati e le conoscenze non saranno trasmessi in modo freddo e neutro, ma si ricercherà, nei percorsi delle varie discipline, ciò che l’uomo ha via via scoperto, compreso, riconosciuto, innovato; la storia, le scienze, l’arte, il diritto saranno osservati come segnali dell’evoluzione dell’uomo che sempre più amplia la mente e il cuore a nuove e sempre più avanzate  comprensioni riguardo alle idee che hanno promosso l’avanzamento dei popoli; il rapporto  con la natura; il valore della Bellezza; il senso dei giusti rapporti umani e della giustizia, che sono preliminari a quello più ampio dell’amore. Ogni avvenimento, scoperta, processo sociale e culturale sarà studiato per il contributo di bene e di progresso civile e morale che ha apportato all’umanità e per la sua eventuale funzione di avanguardia di una visione del mondo sempre più adeguata al Piano. Qualsiasi situazione tenda a limitare lo sviluppo dell’allievo sarà attentamente valutata, ma l’educatore tenderà comunque a prospettare il cammino come gioiosamente possibile e le difficoltà come opportunità per formare il carattere e per vivere esperienze, sempre costruttive, di conoscenza della realtà e di potenziamento dei propri strumenti mentali. Nelle prime classi si seguirà soprattutto l’espressione dell’istinto e delle reazioni fisiche dell’allievo; nella scuola media si svilupperanno le qualità della mente; nell’istruzione universitaria si curerà lo sviluppo dell’Intuizione. I ragazzi saranno stimolati ad esprimere propositi chiari ed elevati, e a mantenerli con fermezza, puntando con abnegazione alla visione intravista per sé e per il proprio gruppo; per far    ciò, è necessario che siano curati la conoscenza di sé e il coordinamento dei tre corpi,  che sono gli strumenti  con i quali ci muoviamo  nella realtà fisica. Si insegnerà soprattutto a riconoscere la voce del Sé superiore che guida ogni processo evolutivo a svolgere il proprio compito nel mondo con amore e senso di respons-abilità (da respondere abilitas, abilità a rispondere al compito). Si mirerà, in ogni percorso, alle mete della Bellezza e Verità, nel grado più alto possibile alla personale comprensione di ciascuno. Si potrà, in tal modo concretizzare l’Ideale, seguendo questo processo:

1)    contattare le Idee superiori ;

2)    saperne  cogliere la bellezza ed il valore;

3)    cercare  la modalità più idonea di applicazione nella realtà della visione intravista;

4)    evitare con discriminazione di distorcere l’idea originaria in modo egoistico o personalistico;

5)    perseguirne con persistenza la traduzione nella forma fisica riconosciuta come la più idonea.

Oltre agli aspetti intellettuali, l’educazione curerà la comprensione che il contatto persistentemente ricercato con l’anima promuove, in tutti i campi del sapere,  l’espressione della Creatività, indirizzata a fondare un futuro di Bene, Verità, Bellezza e Armonia. Saranno presentate le grandi figure-guida dell’umanità, eminenti in ogni campo di attività, ricordandone l’opera e, soprattutto, i moventi; questa rassegna evocherà negli allievi l’aspirazione e l’emulazione; essi sentiranno ancora più fortemente dentro di sé la volontà di “fare la propria parte” nel Tutto cui apparteniamo. Gli educatori illuminati del futuro saranno portatori di comprensione, mediatori di consapevolezze e “programmatori di evoluzione”; in qualsiasi disciplina essi siano competenti, il loro compito primario, e fortemente sentito, sarà quello di formare coscienze sempre più idonee a far avanzare gli individui verso la meta dell’Umanità una. Essi lavoreranno per promuovere  la Volontà-di-bene affinché si rafforzino nei cuori e nelle menti degli  allievi:

–    il senso della cooperazione, naturale per una società fondata sulla conoscenza della realtà dell’anima;

–    la consapevolezza dell’ unità del genere umano, poiché siamo tutti parti di un unico Corpo;

–    la connessione alla più Grande Unità in cui la stessa umanità è inserita, poiché noi apparteniamo alla  vita dei tre regni di natura, del pianeta, dei sistemi solari e delle galassie;

–    il contatto con il Mondo spirituale, che porta comprensione fraterna e la capacità di sintetizzare e applicare le più elevate Idee percepite per il bene dei fratelli.

In sintesi, l’educazione si occuperà di costruire il ponte dell’Antahkarana prima tra la personalità e l’anima, poi tra gli uomini, e infine l’uomo e l’anima; questo ultimo allineamento determinerà la possibilità di contattare le Idee superiori e  la scoperta illuminante di essere parte microcosmica di un Macrocosmo ordinato, benevolo e intelligente. In tale più ampia prospettiva, avverranno alcuni riconoscimenti:

–    vita e morte saranno viste come un unico percorso che l’anima ritmicamente percorre per perseguire le sue finalità evolutive;

–    il senso di unità sostituirà il senso di separazione che fa sentire ogni individuo isolato e in balia del caso;

–     ci si identificherà con il proposito di gruppo e si perseguirà l’attuazione della parte di Piano intravisto;

–    nasceranno, nella coscienza di ciascuno, la consapevolezza del sacro significato  della propria piccola vita e una più alta  responsabilità per la vita del Tutto;

–    attraverso la meditazione, la piccola mente individuale si collegherà con la Mente Universale;

–    si riconoscerà la Legge del Sevizio, che sarà percorsa sacrificando l’inferiore al superiore (sacri-ficio) e ricercando volontariamente il contatto con l’anima; tale Via del Servizio è riscontrabile nel microcosmo come nel macrocosmo, poichè ogni unità e ogni regno, nel nostro pianeta e nell’universo,  è al servizio di quelli superiori;

–    sarà chiaro a ciascuno qual è il proprio compito e qual è la propria nota, emettendo la quale potrà parteciperà alla Grande Sinfonia dell’Universo.

Educare è  pertanto, nel suo aspetto più profondo,  l’arte di creare fusioni:

a)    La fusione o l’integrazione dei vari aspetti della natura umana: fisica, emotiva, mentale. Quando sarà compiuta si manifesteranno le forze elementali integrate cui diamo il nome di Personalità, con la comparsa di un essere umano di alto livello, potente e autodiretto.
b)    La fusione tra personalità e anima. Questa deve prodursi in modo cosciente e deliberato, accettando queste parti di un grande tutto divino di vedere la personalità soggetta a mutazioni e trasmutazioni per effetto del contatto con l’anima. Ciò condurrà alla manifestazione dell’anima entrostante, la coscienza cristica, l’Angelo Solare.
c)    La fusione ultima tra l’umanità e la Gerarchia, con l’apparizione del Regno di Dio in terra. Sarà la consumazione di tutte le altre, e causa di certe grandi fusioni planetarie, razziali e nazionali, incidentali e necessarie per il progresso, di cui sono effetti inevitabili. Tutte queste fusioni non si compiono nell’ordinata successione sopraelencata. Nel processo si registrano molte sovrapposizioni e molti squilibri, ma se anche vi sono variazioni e difficoltà, la fine è inevitabile e inalterabile. Il Regno di Dio, consumazione di tutto ciò, comparirà su questo pianeta.

PARTE TERZA

L’INIZIAZIONE NELLA NUOVA ERA

da  Iniziazione umana e solare
e    Il Discepolato nella Nuova Era (vol. I)

INIZIAZIONE ED EVOLUZIONE

Con il termine iniziazione (da in ire, andare dentro) si intende ogni ampliamento di coscienza che permette esperienze di un grado più elevato. L’evoluzione segue, nella maggioranza dei casi, la via più lenta dello sviluppo ordinario della coscienza, che avviene attraverso  successivi sviluppi in cui l’uomo segue la via dell’etica e accresce sempre più le sue responsabilità nei confronti dell’umanità. Alcune anime scelgono di conquistare con la forza il Regno dei Cieli con un procedimento che non è nella norma: esse,  con uno sforzo superiore rivolto a contattare il Mondo superiore e con totale dedizione all’umanità, bruciano le tappe del loro perfezionamento, conseguendo più rapidi ed ampi risvegli successivi e rendendosi in tal modo idonee ad un più ampio servizio. L’uomo è passato, con l’individualizzazione, dal regno animale, in cui gli individui sono accomunati dall’anima di gruppo, a quello attuale, umano, in cui è diventato arbitro delle sue azioni e responsabile del suo progresso. L’individualizzazione fu quindi una delle più importanti iniziazioni. Si può definire l’iniziazione anche come il processo di apprendimento del sé e del  suo rapporto con il non-sé; questo risveglio, a qualunque livello esso avvenga, anche se può apparire come un’illuminazione istantanea, è preceduto sempre in realtà da un periodo di graduale sviluppo e riconoscimento. Questi risvegli avvengono in ogni entità ad ogni espansione di coscienza dovuta all’accrescersi dell’esperienza e della conoscenza; essi possono essere definiti “iniziazioni” quando l’entità ricerca volontariamente la conoscenza; la sperimenta in una vita di servizio; la utilizza per l’evoluzione sua e dei suoi fratelli. L’uomo ancora lontano dall’iniziazione è in grado di trasformare:
–  l’ignoranza in conoscenza;
– l’esperienza di vita in capacità di comprensione e di lavoro.

Il ricercatore sulla via del Ritorno sa trasformare:
–    la conoscenza in saggezza;
–     l’esperienza in qualità.

Il candidato all’iniziazione ricerca  lungamente da solo, fino a che riesce ad allineare i suoi tre corpi all’Ego, e ad obbedire solo alla Sua voce; ad un certo punto riceve un aiuto più consistente dai Maestri, che ne riconoscono lo sforzo e ne accelerano il cammino assistendolo con istruzioni e impulsi amorevoli ed intelligenti. In passato il Maestro si limitava a dare, in modo spesso imperativo e dogmatico,  alcuni stimoli ed informazione all’aspirante discepolo; costui meditava su questi a lungo, senza mettere in discussione né la loro affidabilità né l’autorità del maestro. Oggi i Maestri hanno a che fare con menti più avanzate e, di conseguenza, l’insegnamento deve trovare un riscontro di verità ed essere accettato criticamente dal discepolo, che ne verifica la validità; egli ha molta più libertà ed autonomia, di pensiero e d’azione. La mente brilla nella luce quando non dipende da un’altra mente, ma è autodiretta e direzionata al bene. Così afferma anche il Buddha: “Vi ho insegnato a non credere semplicemente perché avete udito, ma perché lo credete nella vostra coscienza, ed agite allora in conformità di ciò che credete e copiosamente”. Il sentiero richiede la sottomissione volontaria ad una disciplina. Lo stretto sentiero di tutti i discepoli richiede obbedienza alle regole antiche e questa deve essere volontaria, a ragion veduta, ma mai rigida. Il discepolo progredisce adattando con intelligenza la vita a quei requisiti per quanto ragionevolmente possibile, non adattando questi alla sua vita. La  flessibilità entro certi limiti è sempre necessaria, ma non deve originare dall’inerzia personale o da cavilli mentali. Inoltre, nell’attuale civiltà, spesso caotica e disturbante, l’istruzione e l’avanzamento avvengono nella tensione e nella fatica, non più, come avveniva spesso in passato, soprattutto nel mondo orientale, nella quiete e nel raccoglimento. L’urgenza dell’umanità è maggiore, e così pure la necessità di individui che si dedicano con abnegazione alla realizzazione del Piano divino sulla Terra; i Maestri, pertanto, diffondono informazioni più estese, affinché il discepolo sia in grado di avanzare in modo più veloce; tra queste, è particolarmente “rassicurante” per gli individui più avanzati la conferma della partecipazione della Gerarchia alla vita della Terra, come guida e stimolo all’evoluzione. Dapprima per la necessità di sottoporre al pubblico in genere il fatto dell’esistenza della Gerarchia, i cui membri sorvegliano il progresso umano ed elaborano definiti sistemi di insegnamento che conducono dal regno umano al Regno di Dio; questa avanzata evolutiva può essere compiuta in modo consapevole, scientifico e con la concorde volontà e la cooperazione dell’allievo. E’ tempo ormai di sostituire la fede con la conoscenza, una conoscenza acquisita attraverso l’accettazione di un’ipotesi, perché convinti che è sostenuta da testimoni degni di fede e da un’esperienza comprovata. La mente razionale del discepolo esamina, in base a ciò, successi e fallimenti sperimentati e impara le giuste lezioni; scopre che il progresso sul Sentiero porta al cosciente, intimo contatto con Altri, che l’hanno già percorso, e che la strada che porta alla Gerarchia è fatta di disciplina, di luce sempre crescente, di servizio al prossimo e di sempre migliore rispondenza a contatti ed esseri del tutto ignoti all’uomo comune. Per poter ricevere questi aiuti, sotto forma di maggiori intuizioni e stimolazioni all’attività, l’aspirante-discepolo dovrà:

–    preparare e purificare il suo corpo;

–     organizzare ordinatamente  gli elementi che lo compongono  in modo tale da poter reggere le vibrazioni più alte degli Istruttori;

–    sviluppare la mente affinchè essa sia in grado di diventare limpido canale di trasmissione degli insegnamenti ricevuti;

–    imparare a cooperare in un’attività di gruppo coordinata, mirante all’attuazione del Piano divino  e attraverso il quale l’energia superiore possa essere trasmessa alla Terra;

–    lavorare al servizio dell’umanità con pazienza, nell’oblio di sé  e senza attaccamento ai frutti del lavoro.

L’uomo vive  lungo tempo nell’Aula dell’Ignoranza, immemore della sua dignità e del suo destino di figlio di Dio, ed  entra quindi  nell’Aula dell’Apprendimento, dove comincia a intravedere il senso del suo procedere, ad accumulare la conoscenza e l’esperienza  necessarie per l’accesso all’Aula della Saggezza. La saggezza è il frutto dell’Aula della Saggezza. E’ in rapporto con lo sviluppo della vita entro la forma, col progresso che lo spirito compie mediante i veicoli o corpi sempre mutevoli e con le espansioni di coscienza che si succedono di vita in vita. Si riferisce all’aspetto vita dell’evoluzione. Poiché la saggezza riguarda l’essenza delle cose e non le cose stesse, è l’apprendimento intuitivo della verità, indipendentemente dalla facoltà di ragionamento; è l’innata percezione che può distinguere tra vero e falso, tra reale e irreale. Ed è più di questo, poiché anche la crescente capacità del Pensatore di penetrare sempre più nella mente del Logos, di comprendere la vera essenza del grande scenario dell’universo, di vederne lo scopo e armonizzarsi sempre maggiormente con quanto è superiore. Per il nostro scopo attuale (studiare alcuni aspetti del sentiero e della santità nei suoi diversi stadi) possiamo dire che la saggezza è la realizzazione del “Regno di Dio in noi” e la conoscenza del “Regno di Dio fuori di noi”, nel sistema solare. Possiamo anche dire che è la graduale fusione del sentiero del mistico con quello dell’occultista: l’erigere il tempio della saggezza sulle basi della conoscenza. La saggezza è la scienza dello spirito, come la conoscenza lo è della materia. La conoscenza è separativa ed oggettiva, mentre la saggezza è sintetica e soggettiva. La conoscenza divide, la saggezza unifica. Il processo può essere così sintetizzato:

–    nell’Aula dell’Ignoranza, che corrisponde ai primi stadi dell’evoluzione,  l’uomo è attratto dalla vita della forma e concentrato sulla soddisfazione dei suoi bisogni materiali;

–    nell’Aula dell’Apprendimento inizia il lavoro di allineamento tra i tre corpi (fisico, emotivo e mentale) e poi tra i tre corpi e l’anima;

–    nell’Aula della Saggezza l’anima ha il sopravvento ed egli opera cosciente della sua natura divina.

L’insegnamento della Gerarchia può essere dato a chi ha superato lo stadio della polarizzazione emotiva, del devozionalismo, del sentimentalismo, del separativismo ideologico e dottrinario, del fideismo cieco, del gregarismo, dell’egocentrismo; l’umanità va sempre più situandosi sul piano mentale e, in minima parte, su quello spirituale. Oggi i tempi sono maturi per il passaggio dal quarto regno, quello umano, al quinto, quello spirituale. E’ necessario pertanto diffondere ciò che dell’argomento dell’iniziazione può essere compreso, al fine di indicare all’uomo che aspira all’alto compimento del passaggio dal quarto regno al quinto la necessità di impegnare tutto se stesso nell’opera di assoggettamento della personalità all’anima. Molti uomini sono oggi pronti e appaiono ai Maestri occultamente “risplendenti”; il pianeta e l’intero sistema solare sono in realtà luce non ancora manifesta e l’individuo che si prepara all’iniziazione accresce  la sua luce, irradiando sempre più, innalzando la sua temperatura e potenziando la sua energia ed il suo potere d’influenza. Egli deve dar prova di sé al mondo esterno con la propria vita di servizio e con il lavoro compiuto, suscitando così in coloro con i quali è in rapporto un riconoscimento che si paleserà in una spontanea emulazione e in uno sforzo di calcare il medesimo sentiero, sempre animati dal movente del servizio e della fraternità, e non per accrescimento personale e acquisizioni egoistiche. Ricordiamo inoltre che se ciò vale per il lavoro, è ancor più vero in rapporto all’iniziato stesso. L’iniziazione è una questione strettamente personale con applicazione universale. Essa poggia sul conseguimento interiore. L’iniziato saprà da sé quando l’evento si produce senza che alcuno gliene parli. L’espansione di coscienza che ha nome iniziazione deve includere il cervello fisico, altrimenti non ha valore. Come le espansioni di coscienza minori che si producono in noi normalmente ogni giorno, e che chiamiamo “imparare” qualcosa, si riferiscono al riconoscimento da parte del cervello di un fatto o di una circostanza, così è pure per le più vaste espansioni che ne sono la conseguenza. Allo stesso tempo è del tutto possibile operare sul piano fisico ed essere attivamente impegnati nel servizio mondiale senza avere nessun ricordo del processo di iniziazione subito ed avere nondimeno conseguito la prima e la seconda iniziazione in una vita precedente. E’ semplicemente una mancanza di “collegamento” tra una vita e l’altra, oppure può essere il risultato di una precisa decisione dell’Ego.
……
Né la curiosità né la comune “bontà” hanno mai condotto l’uomo alla porta dell’iniziazione. La curiosità, suscitando una forte vibrazione della natura inferiore, serve solo ad allontanare dalla meta; la comune bontà, quando non sia appoggiata da una vita di totale sacrificio per gli altri, dal silenzio, dall’umiltà e da un disinteresse veramente particolare, può servire a costruire buoni veicoli, che saranno utili in un’altra incarnazione, ma non ad abbattere le barriere, esteriori ed interiori, ed a vincere le forze ed energie contrastanti che si frappongono fra un uomo “buono” e la cerimonia dell’iniziazione.  Per poter iniziare il sentiero del Discepolato, verso il quale tendono ormai molti individui del nostro tempo, devono essere chiaramente avvertite:

–    il senso di fratellanza tra i popoli, nonostante le diversità culturali e religiose, e l’unità del genere umano, il cui fine è il ritorno alla Casa del Padre;

–     l’aspirazione fortemente sentita, comune a  tutte le “anime pronte”, d’Oriente e d’Occidente, a percorrere il Sentiero che conduce all’Unico Dio;

–    la determinazione, ferma e perseverante, ad attraversare lo stretto passaggio del dominio dei propri aspetti inferiori, disciplinandoli e ordinandoli in funzione del Compito e della Luce intravista;

–    la volontà di servire l’umanità con i propri strumenti fisici, emotivi e mentali, così raffinati e perfezionati:

Essi (i Discepoli) dovranno massimamente riassumere e rendere effettiva l’opera di due grandi Figli di Dio, il Buddha e il Cristo. Come sapete, Uno di Essi apportò illuminazione al mondo e incarnò il principio della saggezza, l’Altro apportò amore e ne incarnò il grande principio cosmico.  Come dare efficacia alla Loro azione? Il processo seguirà tre direttrici:

1.             Sforzo individuale, compiuto dai singoli discepoli con la tecnica del distacco, impersonalità e discriminazione insegnata dal Buddha.

2.                 Iniziazione di gruppo, resa possibile dallo sforzo auto-iniziato dei singoli discepoli, seguendo i precetti di Cristo, e che conduce a subordinare completamente la personalità e l’individuo all’interesse e al bene comune.

3.                 Azione di gruppo, perseguita in comune, per amare tutti gli esseri e imparare a comprendere il vero significato dell’amore e del lavoro di gruppo, propri di Aquarius.

Ho ritenuto che il collegamento delle vostre menti in rapporto all’opera del Buddha e del Cristo possa servire utilmente il proposito e dare a tutti voi una breve visione e un’indicazione dei Loro due sistemi di svelamento – uno che prepara a essere discepoli accettati, l’altro all’iniziazione – che dovrebbero essere successivi e interconnessi. Noi, che – contrariamente a quanto è finora possibile a voi – operiamo con visione più completa e più vasti orizzonti, ne vediamo facilmente la sintesi. Alla prima iniziazione, con la quale l’uomo inizia il suo cammino spirituale, seguono le iniziazioni successive, ovvero sviluppi sempre più ampi attraverso i quali i Discepoli diventano coscienti di porzioni sempre più estese di Realtà fino a diventare parti della Coscienza divina. Oggi anche l’uomo avanzato vede solo una piccola parte del tutto; non domina ancora completamente nessun piano ma ha coscienza piena del piano fisico, incerta comprensione  di quello emotivo e appena un’abbozzata  visione di quello mentale. Ogni generazione ha il compito di cogliere l’essenza della saggezza della generazione precedente, rigettando anche ciò che è ormai desueto e inidoneo allo sviluppo, e di ricercare nuove forme di espressione della verità, più adatte alla manifestazione del Piano così come si va manifestando in quello specifico  tempo storico. Mutano le strutture, ma rimane inalterato il nucleo interiore di sapienza che ha chiara visione del cammino. E’ una successione di espansioni, uno sviluppo della consapevolezza, caratteristica predominante del Pensatore dimorante nell’uomo. E’ un progressivo spostamento della polarizzazione della coscienza dalla personalità, o sé inferiore, o corpo, a quella del sé superiore, ego o anima, e poi alla Monade o Spirito, fino a diventare, col tempo, coscienza divina. Nello sviluppo dell’essere umano la facoltà di conoscere si estende dapprima oltre i limiti che la confinano entro i regni inferiori della natura (minerale, vegetale e animale), ai tre mondi in cui la personalità evolve, al pianeta nel quale svolge il suo ruolo, al sistema in cui quel pianeta ruota, fino ad oltrepassare anche quei limiti e divenire universale. L’uomo si sofferma sulla mutevolezza delle forme e osserva il nascere, crescere e morire degli esseri manifestati, ne osserva l’effimera  vita e ne coglie talvolta, in modo incerto, l’interiore legge evolutiva che tutto sospinge ad un fine di fusione e unità; tuttavia non ha ancora la chiara comprensione del principio entrostante che agisce nei processi evolutivi degli individui, dei  popoli, dei pianeti, dei sistemi solari. Sappiamo che tutto muove verso l’Armonia e ci  interroghiamo sul nostro ruolo nel Tutto e sulla parte che intendiamo svolgere per partecipare responsabilmente alla Grande Vita cui apparteniamo;  ma per noi sono ancora confuse e complesse quelle Leggi della manifestazione che agli Esseri più evoluti  si dispiegano apertamente ed sistematicamente. La verità – afferma Browing – assume forme per gradi successivi e sempre più elevati.  Possiamo avanzare nella conoscenza del processo dell’iniziazione, che riguarda l’uomo, il Logos, i sistemi solari, attraverso l’analisi delle corrispondenze tra  microcosmo e  macrocosmo e l’osservazione della Legge di analogia; accumuleremo così sempre nuovi dati e, attraverso la loro comparazione, acquisterà luce il quadro totale dei processi dell’iniziazione  nella manifestazione. Ci si dovrà attenere, all’inizio dello studio, ad ampie visioni sintetiche d’insieme e a estese analogie, evitando di   indugiare nell’analisi dei particolari; essi  non sono, all’inizio chiaramente  comparabili e potrebbero confondere per la loro varietà e per le diversità osservabili tra le manifestazioni del macrocosmo e quelle del microcosmo. Né si considererà il tempo, poiché il processo avviene per successive sovrapposizioni di processi e situazioni e per sempre più ampie fusioni. Approfondendo la Legge di Analogia avremo tuttavia un quadro sempre più dettagliato dell’evoluzione dell’uomo e dei mondi, attraverso iniziazioni di grado sempre più elevato. L’iniziazione è quindi una tappa del normale processo evolutivo; con questo termine si indica la situazione in cui il candidato vive chiaramente il passaggio ad una maggiore coscienza dell’unità dell’universo e del suo posto all’interno del Tutto. Tale consapevolezza, intuita nel primo momento di folgorazione, viene poi rivissuta, elaborata e ampliata  con atteggiamenti di vita coerenti con la  nuova condizione, e con uno stato della mente teso a conservare ed irradiare la Luce intravista. I Maestri vigilano su tale processo, suggerendo attraverso vie intuitive i passi idonei al raggiungimento della più ampia coscienza cui il candidato aspira, ma nulla possono se il candidato non evoca l’aiuto superiore  con la sua totale e costante dedizione alla visione intravista. Legge suprema per ogni allievo è il sacri-ficio (sacrum facio, compio un atto sacro) di sé, la crocifissione dell’ego che rifiuta la sua natura inferiore arrendendosi progressivamente al Sé superiore, all’Angelo solare. Il Sentiero del Discepolato è difficile, e più arduo ancora è quello dell’iniziazione. Un iniziato è un combattente che porta i segni della battaglia, il vincitore di molte dure battaglie. Egli non parla dei propri conseguimenti perché è troppo occupato con l’intenso lavoro che svolge; non parla di sé o di ciò che ha compiuto, se non per deprecarne la pochezza. Tuttavia, per il mondo, è sempre un uomo di grande influenza, che sa usare il potere spirituale, che incarna degli ideali, che lavora per l’umanità, e senza dubbio giunge a risultati che saranno riconosciuti dalle generazioni successive. Nonostante ciò che ha conseguito, raramente è compreso dai contemporanei. Spesso è oggetto di molte chiacchiere e tutto ciò che fa è male interpretato; egli depone ciò che possiede: tempo, denaro, posizione, reputazione e tutto ciò cui il mondo si inchina, sull’altare del servizio altruistico e spesso, quale ultimo dono, offre la propria vita, solo per trovare che coloro che ha servito gli scagliano contro quei doni, sprezzano la sua rinuncia e lo bollano con parole offensive. Ma l’iniziato non se ne cura, perché ha il privilegio di posseder qualche visione del futuro e perciò si rende conto che la forza che ha generato a tempo debito dovrà attuare il piano divino; sa inoltre che il suo nome e il suo sforzo vengono segnati nei memoriali della Loggia e che “l’Osservatore silenzioso” delle vicende umane ne ha preso nota. 

Con ogni ampliamento di coscienza, l’allievo:

–    supera il senso di isolamento e include parti sempre più estese della manifestazione;

–    vede, di grado in grado, ogni aspetto della Creazione come parte di sé;

–    vede sempre più se stesso in ogni aspetto della Creazione;

–     legge, attraverso i segni dei tempi in cui vive, il Piano divino per quel particolare momento storico;

–     comprende qual è la sua parte e la svolge gioiosamente.

In tappe successive:

–    impara a vedere e udire in ogni piano della manifestazione;

–    assimila passato, presente e futuro in un eterno presente;

–    comprende il senso del bene e del male;
–    intuisce e coordina le leggi che regolano  l’evoluzione dei tre regni visibili (minerale, vegetale e umano) e di quelli invisibili;

–    infine include, in una ampia visione cosmica, il Logos ed i sistemi solari.

L’allievo apprende da ogni situazione e comprende intuitivamente qual è il passo da compiere per la successiva immediata espansione; egli raffina i suoi corpi purificando pensieri, parole e azioni; vive una vita di aspirazione e di servizio, teso alla voce dell’anima; irradia la luce che riceve; sacrifica il piccolo sé al Sé maggiore. Quando egli si è così reso pronto,  la Guida, con un’azione precisa, produce una più alta frequenza vibratoria degli atomi di uno dei suoi corpi; ciò determina il passaggio  indicato con il termine di iniziazione.  Tale operazione non è determinata dal Maestro, ma evocata dall’agire santificato e, coerente alla visione, dell’allievo; l’iniziazione non fa che riconoscere l’avvenuto ampliamento di coscienza dell’allievo. La cerimonia dell’iniziazione indica un conseguimento, ma non lo conferisce, come è stato spesso erroneamente ritenuto. Essa semplicemente indica che gli Istruttori che vigilano sull’umanità hanno riconosciuto un certo livello d’evoluzione raggiunto dal discepolo, e produce due eventi:

–                 Una espansione di coscienza che ammette la personalità alla saggezza     raggiunta dall’Ego e, nelle iniziazioni superiori, alla coscienza della Monade.

–                  Un breve periodo d’illuminazione durante il quale l’iniziato vede il tratto di Sentiero che deve percorrere e nel quale partecipa coscientemente al     piano evolutivo.

Dopo l’iniziazione si tratta principalmente di rendere operante quell’espansione di coscienza in modo che la personalità possa utilizzarla, e di superare il tratto di sentiero che rimane da percorrere.  Le iniziazioni sulla terra precedono le più ampie espansioni di coscienza di Sirio. Ad ogni iniziazione sul nostro pianeta l’entità acquista sempre più controllo sui raggi della creazione e impara a usarne l’energia; l’ultimo raggio su cui impara a dominare è quello dell’amore che è il raggio di sintesi  del sistema solare (l’Amor che move il Sole e l’altre stelle, Dante Alighieri, Paradiso).


L’ASPIRANTE E IL SENTIERO DELLA PROVA

L’evoluzione procede per successive fusioni, o unificazioni: l’entità, uscita dal regno animale, si  individualizza e , attraverso un lungo lavoro alchemico di trasformazione e sublimazione delle energie dei tre corpi, si allinea all’Ego; infine, con successivi graduali espansioni di coscienza,  si unisce alla Monade. Ogni passaggio è determinato dalla volontà di sacrificare l’inferiore al superiore, di bruciare con il Fuoco ciò che impedisce l’Unione; con l’allineamento della personalità all’anima, i tre corpi (fisico, emotivo e mentale) si unificano, operando all’unisono sotto il comando del Sé superiore; analoga situazione si verifica nei livelli più alti, nei quali si verificano unificazioni maggiori:

L’intero processo ha quindi lo scopo di rendere l’uomo coscientemente uno:

Primo: con se stesso e con gli altri uomini incarnati insieme a lui.

Secondo: con il Sé superiore e perciò con tutti i sé.

Terzo: con lo Spirito o “Padre celeste” e perciò con tutte le Monadi.

Quarto: con il Logos: il Tre nell’Uno e L’Uno nei Tre.

L’aspirante alla Luce inizia il sentiero della Prova lavorando al trasferimento delle energie dai centri inferiori a quelli superiori; vigila attentamente sui propri pensieri, parole e azioni, divenendo sempre più demiurgo di sé, al fine di poter diventare tempio vivente, idoneo a far nascere e poi a custodire il Cristo interiore. Egli sa che tutto ciò che è presente nella sua vita ha origine dal pensiero, e ne valuta continuamente la qualità e la forza creatrice, che tenta di indirizzare a costruzioni rivolte a manifestare il Bello e il Vero sul pianeta.

Tiene presente il noto assioma:

Semina un pensiero e raccoglierai un’azione;
semina un’azione e raccoglierai un’abitudine;
semina un’abitudine e raccoglierai un carattere;
semina un carattere e raccoglierai un destino.

Egli prende contatto con le proprie manchevolezze: la propria ipocrisia, la propria viltà, il proprio egoismo, il proprio orgoglio  gli si parano davanti ed egli ne coglie tutta la forza distruttiva e l’effetto involutivo; sa che fino a che non avrà creato l’ “uomo nuovo” non potrà vedere la gloria del Signore. Diventa vibrante al grido di dolore dell’umanità e desidera ardentemente servire; sa che il suo servizio sarà tanto più esteso ed efficace quanto più egli raffinerà e dominerà i suoi corpi, così da diventare canale di forze superiori e strumento di redenzione. L’allievo apprende gli insegnamenti di saggezza sotto la guida di un discepolo e avanza gradualmente nella conoscenza nell’Aula dell’Apprendimento; quando ha dimostrato di  superare le prove, può accedere all’Aula della Saggezza. Il Sentiero della prova precede il Sentiero dell’iniziazione e segna il periodo della vita di un uomo in cui egli si schiera nettamente dal lato delle forze evolutive e si dedica alla formazione del proprio carattere. Egli “si prende in mano”, coltiva le qualità che gli mancano e pone ogni cura nel cercare di dominare la personalità. Costruisce il corpo causale con intento deliberato, colmando ogni lacuna che possa esistere, e cercando di renderlo un ricettacolo idoneo al principio cristico. Nella storia dell’uomo è interessante l’analogia esistente tra il periodo prenatale e quello dello sviluppo spirituale, e possiamo così indicarla:

1)                      Il momento della concezione corrisponde all’individualizzazione;

2)                       I nove mesi di gestazione corrispondono alla ruota della vita;

3)                       La prima iniziazione corrisponde all’ora della nascita.

Il Sentiero della Prova corrisponde all’ultimo periodo della gestazione, alla formazione del Cristo bambino nel cuore. Alla prima iniziazione comincia il pellegrinaggio sul Sentiero. Prima iniziazione significa semplicemente “inizio”. Retto vivere, retto pensare e retta condotta sono stati in qualche misura costruiti in una forma che noi chiamiamo carattere, e che ora deve essere vivificata ed “abitata interiormente”. Al principiante si insegna a disciplinare il carattere e a comprendere il macrocosmo attraverso l’osservazione di se stesso, il microcosmo, secondo il detto esoterico Come in alto così in basso, come dentro così fuori; egli ricerca pertanto, conoscendo il proprio piccolo universo e applicando procedimenti di analogia, il significato delle leggi che regolano l’evoluzione dell’uomo e del cosmo. L’allievo studia poi i  tre regni della natura e impara ad applicare le conoscenze acquisite in tutti i regni; si impadronisce degli strumenti necessari per procurarsi ogni tipo di conoscenza. Infine, quando egli ha sviluppato elevate capacità intuitive, viene istruito ad elaborare sintesi sempre più perfette relative all’unità interna dei sistemi. I discepoli più avanzati devono dimostrare di:

–    aver compreso il senso della fratellanza universale, dell’unità unità umana e della cittadinanza mondiale;

–    aver dominato la propria emotività ed essere polarizzati nel piano mentale, dal quale è possibile agire con discernimento;

–    aver interiorizzato  il significato della legge dei giusti rapporti tra individui e gruppi umani;

–    saper vivere in comunità, ispirate a tali principi, che saranno avanguardie delle prime  colonie della Nuova Era (sesta razza).

I Maestri dosano con saggezza l’uso della propria energia e pertanto non istruiscono aspiranti che non abbiano le doti prescritte e non siano ancora in grado di applicare conoscenze e insegnamenti che vengono loro elargiti; gli Istruttori  identificano gli allievi “pronti” dalla maggiore  luce che essi emanano a causa della radiosità dei loro corpi, ottenuta con un lungo lavoro di purificazione interiore. Gli allievi vengono affidati ad istruttori diversi a seconda del loro livello evolutivo: discepoli più anziani ricevono istruzioni direttamente dai Maestri, mentre allievi di grado inferiore sono seguiti da discepoli, responsabili del loro avanzamento, che riferiscono degli eventuali progressi al Maestro. Ognuna delle iniziazioni maggiori non è che la sintesi di quelle minori, e solo chi cerca di espandere sempre più la propria coscienza nelle esperienze della vita quotidiana, può sperare di raggiungere quegli stadi finali che sono il culmine dei molti precedenti. Si rinunci all’idea che basta essere “molto buoni e altruisti” per trovarsi improvvisamente un giorno al cospetto del Grande Signore. In tal modo si antepone l’effetto alla causa. Bontà e altruismo nascono dalla comprensione e dal servizio, e la santità del carattere è il frutto delle espansioni di coscienza che l’uomo attua entro se stesso con strenuo sforzo. Perciò, è qui ed ora che l’uomo può prepararsi per l’iniziazione, non attardandosi sull’aspetto cerimoniale, come molti fanno nelle loro affrettate anticipazioni, ma lavorando sistematicamente e tenacemente al costante sviluppo del corpo mentale, seguendo l’arduo processo per dominare il corpo astrale affinché sia messo in grado di rispondere a tre vibrazioni:

a.                 quella dell’Ego

b.                 quella del Maestro

c.                  quella dei fratelli, ovunque si trovino.

Egli diviene sensibile alla voce del Sé superiore esaurendo così del karma sotto la guida intelligente dell’Ego. Per suo tramite diviene cosciente della vibrazione emanante dal Maestro; impara a sentirla sempre meglio e a rispondervi in modo sempre più completo; infine diventa più sensibile alle gioie, ai dolori, alle preoccupazioni di coloro che avvicina quotidianamente; li fa propri, ma le sue capacità non ne vengono menomate.

IL SUONO E LA PAROLA

Molto importante è per il candidato l’uso della parola ed il silenzio, poiché egli conosce la sacralità della parola e del suono; non a caso nella scuola di Pitagora gli aspiranti ai misteri erano obbligati per sette anni al silenzio. Il suono creativo è la base di ogni manifestazione; la Parola di potere del Logos crea i mondi, e l’intero Creato è effetto:

–    della  meditazione del Logos, che è la fase in cui Egli visualizzò nei dettagli l’intero Piano della manifestazione ed espresse il suo Proposito;

–    della Parola di potere creatrice con cui Egli attuò la sua ideazione.

Le iniziazioni umane riproducono nel microcosmo ciò che avviene nel macrocosmo per quanto riguarda le iniziazioni cosmiche; come al Logos fu trasmessa la Parola di potere AUM, che diede origine al sistema solare, così all’iniziato umano si trasmette, ad ogni iniziazione, una parola di potere. Si deve notare che il suono AUM – che ha sequenza triplice come tutte le parole di potere – è solo un riflesso impreciso e approssimativo del sacro suono che originò la manifestazione. Le parole di potere sono sempre pronunciate da entità autocoscienti dopo una meditazione in cui si è costruito con precisione il piano e delineato con chiarezza il proposito. Esse mantengono stabile la manifestazione, che permane finchè perdura la vibrazione del suono; ciò avviene ad ogni livello; così, quando il Logos non emette il sacro AUM,  la manifestazione cessa. Ogni parola produce effetti sulla costruzione delle forme; le piccole vite così  create assumono aspetti che perdurano finchè perdura il suono che le ha generate e finchè chi le ha prodotte direziona la sua energia e la sua volontà verso di esse. Questo processo riguarda:

–    le grandi creazioni del Logos planetario e del Logos solare;

–     le trasformazioni indotte dagli iniziati di ogni grado;

–     le forme create dalle parole dell’uomo comune.

Gli uomini generalmente producono forme inconsapevolmente; esse produrranno effetti benefici o malefici a seconda dello stato mentale e del  proposito che le hanno generate e della volontà che le mantiene in manifestazione. La parola vela il proposito, il suono lo svela, dando origine alla manifestazione in ogni piano. Il candidato sa che, se vorrà ottenere i risultati voluti,  dovrà imparare a emettere suoni e parole di potere coscientemente e scientificamente, consapevole delle conseguenze di ogni produzione di suoni di potere; egli direzionerà così le energie e creerà forme che favoriscano l’evoluzione. Le parole di potere hanno origine dalla Parola pronunciata dal Logos solare all’inizio della manifestazione; esse nascono dai tre suoni sacri originari e si depotenziano scendendo di grado in grado diventando sempre più lunghe, fino a giungere ai discorsi dell’uomo comune. Il candidato, che conosce il valore delle parole, le usa con discriminazione, precisione e parsimonia, diventando  sempre più  sintetico; sa che gli adepti usano le parole solo per fini creativi e per direzionare le energie.

Perciò, l’aspirante che si prepara all’iniziazione deve in primo luogo:

d)   Dominare ogni attività della triplice natura inferiore. Ciò implica l’applicazione di energia intelligente ad ogni atomo dei tre involucri: fisico, astrale e mentale. E’ letteralmente il risplendere dell’aspetto Brama, o terzo aspetto, del Dio interiore.

e)  Vigilare le proprie parole ogni istante di ogni giorno. Questa è un’affermazione semplice, ma molto difficile in pratica. Chi vi riesce, si avvicina rapidamente alla liberazione. Non si allude qui alla reticenza, alla scontrosità, né al silenzio che spesso contrassegnano nature poco evolute e che in realtà sono soltanto indici di incapacità di esprimersi, ma si riferisce all’uso controllato delle parole per attuare certi fini, e al trattenere le energia quando questa non è necessaria. Ciò è ben diverso ed implica la comprensione dei cicli e dei momenti opportuni; presuppone la conoscenza del potere del suono e degli effetti prodotti dalla parola; implica la conoscenza delle forze costruttive della natura e il loro uso corretto, e si basa sulla capacità di dirigere la sostanza mentale e metterla in moto per ottenere risultati nella sostanza fisica, in accordo con il proposito chiaramente definito del Dio interiore. E’ il risplendere del secondo aspetto del Sé, l’aspetto Vishnu o costruttore di forme, principale caratteristica dell’Ego sul proprio piano. Sarà utile riflettere su ciò.

f)         Meditare e apprendere il proposito dell’Ego. Con tale meditazione il primo aspetto si afferma sempre maggiormente e la volontà cosciente del Dio interiore può essere percepita sul piano fisico.

Queste tre attività dell’aspirante devono procedere parallelamente. Si osserverà che la seconda è il prodotto della prima e si manifesterà come energia sul piano fisico. Solo quando si sarà compiuto un vero progresso lungo queste tre direttive, viene confidata la prima delle grandi parole. 


LA CONSACRAZIONE

Il discepolo si dedica totalmente all’opera di trasmutazione del sé inferiore  vigilando sul raffinamento e potenziamento delle sue capacità fisiche, emotive e mentali, così da poter meglio servire. Egli conduce  vita pura e disciplinata,  adempiendo  con diligenza ai suoi doveri; cura lo sviluppo dell’intuizione, cercando di percepire la voce e la vibrazione del Maestro; non si cura del piccolo sé e delle sue vicende, tutto teso all’ideale; pratica il distacco, che sente come uno stato di pienezza – in cui non c’è posto per insoddisfazioni e preoccupazioni – e l’abnegazione, che vive come gioioso servizio  al Tutto cui appartiene. Sa che in ogni momento della sua giornata e in ogni situazione può apprendere qualche utile lezione e procedere verso la Meta; vive pertanto ogni momento con vigilanza e disponibilità. Vede nel dolore, inevitabile in ogni vita, una possibilità di purificazione. Il dolore è la lotta per elevarsi attraverso la materia, che porta ai piedi del Logos; è perseguire la linea di maggior resistenza per giungere in vetta; è frantumare la forma e percepire il fuoco interno; è il freddo dell’isolamento, che porta al calore del Sole centrale; è l’arsura della fornace per conoscere poi la freschezza dell’acqua di vita; è il viaggiare in paesi lontani, per poi tornare alla Casa del Padre; è l’illusione di essere abbandonato dal Padre, che sospinge il figlio prodigo al centro del Suo cuore; è la croce della perdita totale, che restituisce le ricchezze dell’eterna abbondanza; è la frusta che sprona il costruttore a ultimare il Tempio perfetto. Gli usi del dolore sono molti, e portano l’anima umana dalle tenebre alla luce, dalla schiavitù alla liberazione, dall’angoscia alla pace. Quella pace, quella luce e quella liberazione, nell’armonia del cosmo, attendono tutti gli uomini. Infine, il dolore, esaurito il suo compito di strumento di evoluzione, sparisce; esso rivela, dietro  il suo aspetto impermanente di maya, la sua vera natura liberatoria, permettendo il riconoscimento che “tutto è per il bene”. Tale è la via di chi cerca la luce. Prima la forma, con le sue brame. Poi il dolore. Quindi le acque che blandiscono, e un fuoco. Il fuoco cresce, e il calore agisce e opera nella piccola sfera. Cala l’umidità; s’addensa la nebbia,  e al dolore s’aggiunge un triste smarrimento, poiché chi usa il fuoco della mente si perde, all’inizio, in una luce ingannevole. Il calore si fa intenso; si perde la capacità di soffrire. Indi spende limpido il sole, sfolgora la chiara luce del vero. Ecco la via che porta al centro. Usa il dolore. Invoca il fuoco, o pellegrino in terre straniere. Le acque lavano il fango e i residui della crescita; il fuoco incenerisce le forme che ti trattengono, e insieme ti liberano. L’acqua viva, come un fiume, ti trascina nel Cuore del Padre. Il fuoco distrugge il velo che Gli cela il Volto. L’aspirante-discepolo sorveglia attentamente l’uso della parola, trattenendola quando è superflua o dannosa e usandola con discernimento nella vita quotidiana, al fine di irradiare amore e saggezza. Sa che il motto degli occultisti Conoscere, volere, osare, tacere corrisponde a precise qualità da acquisire, se vuol seriamente procedere sul cammino, e non crogiolarsi in un’apparente evoluzione basata su superficiali curiosità e “atteggiamenti spirituali” di maniera. Egli deve distinguersi pertanto per la qualità della sua conoscenza, per la dinamicità e la saldezza della volontà, per il coraggio nell’andare oltre se stesso, per il silenzio consapevolmente scelto.  Impara a tacere, e, quando è utile, a conservare le energie, operando comunque costruttivamente con azioni di consolazione, di cura  e di sostegno. Egli conosce la forza della parola, ne valuta e ne adopera l’energia trasformatrice e creatrice; ha appreso che con l’emissione della Divina Parola sono nati i mondi e gli universi; sente con chiarezza che in futuro la parola manifesterà la sua forza creativa in ogni piano, realizzando unità e armonia nell’universo; sa che anche l’amore di coppia non sarà più espresso attraverso l’attività sessuale ma che – con il trasferimento della polarizzazione dell’umanità dal centro inferiore generativo a quello superiore creativo della gola – sarà la parola a manifestare l’unione dell’uomo e della donna, tesi ad una forma di dedizione reciproca generosa ed evolutiva, e al servizio amorevole e intelligente all’umanità. Discepolo è colui che, soprattutto, si è consacrato a :

a.  Servire l’umanità.

b.    Cooperare con il piano dei Grandi Esseri, come egli lo vede e come meglio può.

c.    Sviluppare i poteri dell’Ego, espandere la propria coscienza fino a essere in grado di operare nei tre piani dei tre mondi e nel corpo causale, ed a seguire la guida del sé superiore anziché i dettami della sua triplice manifestazione inferiore.

Discepolo è chi comincia a comprendere il lavoro di gruppo ed a trasferire il proprio centro di attività da se stesso ( come perno attorno al quale tutto ruota) al centro del gruppo.
Discepolo è chi realizza simultaneamente la relativa insignificanza di ogni unità di coscienza ed anche la sua importanza.
Egli possiede il giusto senso delle proporzioni e vede le cose quali sono; vede gli altri uomini quali essi sono, vede se stesso quale egli è e cerca di divenire ciò che è.
….
…la forma non esercita alcuna attrazione su di lui. Lavora con la forza e per suo mezzo; si riconosce come un centro di forza entro un centro di forza più vasto, ed è responsabile della direzione dell’energia che per suo tramite può riversarsi in canali dai quali il gruppo potrà trarre beneficio.
……..
Discepolo è chi trasferisce la propria coscienza dal personale all’impersonale, e che durante lo stadio di transizione sopporta necessariamente molte difficoltà e sofferenze.

Tali difficoltà dipendono da diverse cause:

a)    Il sé inferiore del discepolo che si ribella  alla trasmutazione.

b)    Il gruppo immediato al quale appartiene, amici o famiglia, che si ribella alla crescente impersonalità. Essi non amano essere considerati uniti a lui dal lato della vita, eppur separati nei desideri e negli interessi. Pure la legge non transige e la vera unità può essere conosciuta soltanto in quella essenziale dell’anima. La scoperta di ciò che è la forma reca molta sofferenza al discepolo, ma col tempo la via conduce alla perfetta unione.

Discepolo è colui che è conscio della propria responsabilità verso tutti coloro che rientrano nella sua sfera d’influenza, la responsabilità di cooperare con il Piano evolutivo per la parte che li concerne e con ciò espandere la loro coscienza ed insegnare la differenza esistente tra irreale e  reale, tra vita e forma. Il modo migliore di farlo è dimostrare con la propria esistenza quali siano la sua meta, il suo proposito e il suo centro di coscienza. Nel Sentiero intrapreso il discepolo incontra ostacoli dolorosi, ma nulla può farlo retrocedere; egli si dedica allo sviluppo degli individui e dei gruppi sapendo di poter  servire poiché per molto tempo ha lavorato al raffinamento dei suoi corpi. Avendo dominato la sua natura inferiore ed il suo egoismo, può disporre delle sue energie per intero e si sente perciò  totalmente al servizio dell’evoluzione. Egli procede da solo, poichè, essendosi distaccato da ciò che riguarda i corpi inferiori, appare ai suoi fratelli diverso e separato; ma sa che in futuro instaurerà nuovi e più amorevoli rapporti con tutti coloro che sono in rapporto con lui quando anch’essi avranno imboccato la Via del Ritorno. Impara a sublimare costantemente il suo amore, che diventa sempre più impersonale ed ampio, gratuito e generoso, magnetico e irradiante, saggio e intelligente; non si aspetta gratitudine né reciprocità poiché sente con chiarezza che “dare è avere”.

Sa che l’amore:

–    trova il suo riconoscimento nella sua stessa gioiosa manifestazione;

–    conduce a una naturale espansione;

–    porta  ad una più elevata vibrazione, ad un ampliamento di visione.

Il Discepolo vive nella serenità, poiché avverte che la strada è tracciata, che la sua vita ha trovato il più alto senso; dimentica se stesso nel servizio e non si lascia abbattere da critiche, che potrebbero ferire il suo amor proprio; coltiva le qualità della pazienza e della persistenza; della dignità e dell’umiltà; non ha fretta ma è invece lungimirante, poiché sa che “ogni cosa ha un tempo”. Tutto ciò che fa parte della vita del Discepolo consacrato a svolgere la sua parte nel mondo è parte integrante del suo processo di avanzamento e prepara situazioni e sviluppi futuri; egli  legge e interpreta i  segni di episodi e avvenimenti  per coglierne la lezione e le possibili occasioni di servizio. E’ perciò sereno in ogni circostanza e costantemente opera trasferimenti dall’inferiore al superiore in un persistente sacri-ficio (sacrum facio, rendo sacro): oppone interiormente alla reazione convulsa la tranquillità ed il distacco; all’insoddisfazione la contentezza; alla fretta il giusto ritmo; all’ingratitudine la generosità; all’eccesso l’equilibrio; alla soddisfazione derivante dai conseguimenti esterni la beatitudine interiore; all’egoismo il senso del gruppo; all’indifferenza la Volontà-di-bene; alla sfiducia la fede nella visione; all’ignoranza la conoscenza; alle illusioni del mondo la contemplazione del Vero; alla percezione limitante dello spazio e del tempo la considerazione dell’eternità; al senso di solitudine la coscienza di essere parte in evoluzione  di un Tutto anch’esso evolvente. Egli non considera nessuna rinuncia eccessiva e valuta ogni cosa in relazione alla meta che persegue; le vicende della sua vita sono occasioni di comprensione e di lavoro su di sé; da tutto egli trae opportunità per avanzare operando trasmutazioni dall’inferiore al superiore, dalla ribellione alla pace, dall’egoismo alla santità: egli “diventa il Sentiero stesso”. La sua energia è anche distruttiva: egli dissipa o annienta le forme cristallizzate  o anacronistiche, non più idonee all’evoluzione; l’impatto della sua presenza e della sua opera potenzia sia il  bene che il male intorno a lui, poiché egli è diventato un potente canale di forze superiori che, attraverso il suo lavoro, operano per l’avanzamento dell’umanità. Sarà evidente che il serio studio di questi soggetti permetterà allo  studente di trovare molte cose che lo riguardano personalmente, sebbene la cerimonia dell’iniziazione possa essere ancora molto lontana. Con la studio del processo e del proposito potrà rendersi conto che il metodo dell’iniziazione riguarda:

– la realizzazione della forza,

– l’applicazione della forza,

– l’utilizzazione della forza.

L’iniziato di ogni grado, dall’umile iniziato di primo grado, che per la prima volta ha contatto con un  certo tipo di forza specifica, fino al Buddha liberato del settimo grado, tratta con qualche tipo di energia.

Gli stadi di sviluppo dell’aspirante possono essere così descritti:

1.     Discriminando deve divenire consapevole dell’energia o forza del sé inferiore.

2.     A quel ritmo di energia deve imporne uno superiore fino a che il ritmo inferiore non sia sostituito da quello superiore ed il vecchio metodo di esprimere l’energia scompaia completamente.

3.    Allora, grazie a realizzazioni sempre più vaste, gli è concesso di entrare in contatto con certe forme di energie di gruppo e, sotto una guida, farne uso fino al momento in cui sarà in grado di usare scientificamente la forza planetaria. La durata di questo stadio finale dipende solo dal progresso nel servire l’umanità e dallo sviluppo di quei poteri dell’anima che sono conseguenza naturale dello sviluppo spirituale.

La sua forza ed il suo amore vengono infine riconosciuti, ed egli fa chiaramente sentire la sua nota attraverso il suo particolare servizio all’umanità; molti si rivolgono a lui per insegnamento e aiuto, attratti dalla  la sua irradiante e benevola saggezza. Egli nulla desidera per sé ed è naturalmente attento a fare un uso spirituale del denaro; lo considera uno strumento per svolgere il  suo lavoro per l’umanità e per procurare ciò che occorre per portare a compimento il piano, secondo il suo livello di comprensione. Il livello di avanzamento sul Sentiero si valuta anche dalla considerazione e dall’uso che l’allievo fa del denaro, poiché solo chi non lo accumula o non lo consuma per sé può testimoniare e donare all’umanità l’Abbondanza dell’universo. Tale atteggiamento ed esperienza sono possibili per tutti coloro che persistono nel nobile sforzo, considerano tutte le cose di poco valore pur di giungere alla meta, e procedono fermamente nel loro cammino nonostante le circostanze, con gli occhi fissi sulla visione, l’orecchio attento alla voce del dio interiore che risuona nel silenzio del cuore, i piedi ben saldi sul sentiero che conduce alla porta dell’iniziazione, le mani protese per dare aiuto al mondo, subordinando l’intera vita al servizio. Allora tutto ciò che avviene è per il meglio; malattie e opportunità, successi e fallimenti, sarcasmi e macchinazioni dei nemici, mancanza di comprensione da parte di coloro che ama, tutto ciò avviene per essere utilizzato ed esiste per essere trasmutato. La continuità di visione, di aspirazione e di contatto interiore è considerata più importante di tutto il resto, è il fine perseguito nonostante le circostanze e non a causa di esse.

I REQUISITI PER L’INIZIAZIONE

In questa epoca sta per entrare in manifestazione il settimo raggio, che governa la magia cerimoniale; esso si occupa di costruire forme intelligenti che manifestino il pensiero del Logos e di coordinare e portare unità nei regni di natura. Si basa sulla  forza del rituale, intendendo con questo termine non tanto le cerimonie sacre religiose ma ogni forma di organizzazione umana avanzata, come il commercio e  il turismo intesi come possibilità di scambio e di conoscenza, il mondo degli affari e delle  finanze, che rimandano alla Legge di Economia vigente nel cosmo, i governi e le leggi, che seguono rituali e ritmi che rimandano a quelli della Legge e dell’Ordine dispiegati nell’universo. In precedenza conseguivano l’iniziazione soprattutto orientali appartenenti al sesto raggio, quello della devozione, attraverso i rituali e la meditazione; oggi si presenta l’occasione per i popoli occidentali, influenzati dal settimo raggio ora in manifestazione; essi  possiedono mente attiva ben organizzata e buone capacità di coordinamento. La loro via di evoluzione, spesso seguita inconsciamente, è quella della concentrazione su contenuti concreti, economici o organizzativi; la riflessione continuata e concentrata su contenuti pratici  prepara la disposizione della mente  e le capacità necessarie per  la vera meditazione, una volta che si sarà intravista la Via e purificato il movente. Avvalendosi di questa occasione e conformandosi alle regole del sentiero, a molti occidentali verrà offerta la possibilità di fare ulteriori progressi. All’uomo che sia pronto questa occasione si presenterà dove si trova, nelle consuete circostanze della sua vita quotidiana. La compierà svolgendo il suo dovere, superando le prove e le difficoltà, ed aderendo alla voce del Dio interiore, ciò che distingue il vero aspirante all’iniziazione: la meta successiva da raggiungere e il prossimo lavoro da compiere vengono indicati dal Maestro (sia esso il Dio interiore o un Maestro, se l’uomo ne è consapevole) che ne spiega il motivo. Osservando, egli ne vede i momenti di crisi in cui le prove cui è sottoposto da un lato focalizzano e disperdono qualche male (se si può usare questo termine) non ancora eliminato, e dall’altro dimostrano al discepolo tanto la sua debolezza quanto la sua forza. Nelle grandi iniziazioni viene seguito il medesimo procedimento e la capacità di superare prove e stadi più impegnativi dipenderà da quella dimostrata nel superare le prove minori di ogni giorno. “Chi è fedele nelle piccole cose lo è anche nelle grandi”; è un’affermazione occulta cha dovrebbe caratterizzare l’attività quotidiana del vero aspirante. Le “grandi cose” vengono superate perché considerate semplicemente un’intensificazione  di quelle consuete, e nessun iniziato ha mai superato la grande prova dell’iniziazione senza prima essersi abituato a superare quelle minori della vita di ogni giorno; le prove diventano allora un fatto normale, e quando si presentano vengono considerate come fatti correnti della vita. Tale atteggiamento mentale, una volta raggiunto, non permette più sorprese o sconfitte.   Una volta scelta la “via breve” dell’iniziazione volontaria, che non segue la via di sviluppo ordinario, il candidato sceglie anche di sottomettersi ad una disciplina rigorosa. Si riportano le 14  istruzioni, risalenti ad antiche testi della Saggezza antica, rivolte a  coloro che aspirano all’iniziazione:

1. Il discepolo cerchi nel profondo del cuore. Se il fuoco vi divampa riscaldando il fratello e non lui stesso, è giunta l’ora di presentarsi alla Porta.  Quando il discepolo sente di avere a cuore la salvezza dei suoi fratelli più della propria; dimostra, con la sua vita e le sue opere, che il suo più grande desiderio è servire l’umanità; sacrifica ogni cosa appartenente al sé inferiore all’Anima, allora il fuoco del suo amore riscalderà il mondo ed egli è pronto ad iniziare il cammino. Questo è necessario prima che il Maestro proponga la sua candidatura. Se non si cura delle sofferenze e del dolore del sé inferiore, se gli è indifferente la felicità, se il solo scopo della sua vita è servire e salvare il mondo, e se le necessità dei suoi fratelli sono più importanti delle proprie, allora il fuoco dell’amore irradia il suo essere e il mondo può riscaldarsi ai suoi piedi. Tale amore deve essere messo in pratica e dimostrato, e non restare una teoria, un semplice ideale e un piacevole sentimento. Deve essersi sviluppato attraverso le prove e le esperienze della vita, in modo che il principale impulso vitale tenda al sacrificio di sé e ad immolare la natura inferiore.

2.  Fatta la richiesta in triplice forma, il discepolo la ritiri e la dimentichi. Il discepolo fa la sua richiesta mosso dal desiderio profondo di essere più utile e di poter servire in modo più ampio e illuminato; egli ha sotto gli occhi non il suo avanzamento ma le necessità dell’umanità, nei confronti della quale si sente responsabile; non gli interessa giungere all’iniziazione per orgoglio spirituale o per la curiosità di conoscere  l’occulto. Chi intende varcare la Porta sa che sono valutati la purezza del movente e l’ardore dell’aspirazione altruistica. Chi si cura dell’iniziazione, non riceverà “l’abbraccio occulto” e chi per egoismo o curiosità è ansioso di partecipare ai misteri, non varcherà la Porta, ma resterà fuori a bussare. Coloro che desiderano ardentemente servire, che si piegano alla consapevolezza delle necessità del mondo risvegliando così il senso di responsabilità personale, coloro che hanno adempiuto la legge, busseranno e verrà loro aperto, e la loro richiesta sarà accolta. Sono coloro che lanciano un appello per ottenere maggior potere di aiutare, ed esso giunge all’orecchio di Coloro che attendono in silenzio. 

3. Triplice dev’essere l’appello e molto tempo è necessario per farlo risuonare. Il discepolo lanci l’appello attraverso il deserto, al di sopra di tutti i mari e attraverso i fuochi che lo separano dalla porta velata e nascosta. Al discepolo viene richiesto di dominare la vita fisica, sottomettendola a quella dell’Anima; di placare le emozioni, così che il corpo emotivo diventi un limpido specchio su cui possano riflettersi ed essere chiaramente percepite le vibrazioni superiori; di trasferire l’energia della mente dal piano analitico a quello astratto, ove possano manifestarsi le intuizioni superiori. Solo quando i tre aspetti inferiori saranno purificati e le vibrazioni innalzate, il candidato potrà varcare la Porta. Quando la vita inferiore del piano fisico è feconda, la vita delle emozioni stabile, la vita mentale trasmutata, nulla può impedire che la sbarra di quella porta venga alzata per lasciar passare il discepolo. Solo una vibrazione sincronizzata con quella esistente oltre la Porta ne produce l’apertura, e quando la vita del discepolo sia intonata con quella della Gerarchia, ad una ad una le porte si apriranno e nulla potrà tenerle chiuse.

4.    Il discepolo attenda all’evoluzione del fuoco; alimenti le vite minori mantenendo in moto la ruota. Il candidato si sente responsabile del ben-essere  delle vite dei tre regni di natura, delle quali favorirà l’evoluzione. Egli sa che il microcosmo rispecchia il macrocosmo e che pertanto, servendo le vite minori, coopera, per quanto gli è consentito dal suo livello evolutivo, al Piano divino. Queste parole ingiungono al discepolo di tener presente la propria responsabilità verso le molteplici vite minori che, nel loro complesso, compongono il triplice corpo di manifestazione. In tal modo l’evoluzione è possibile ed ogni vita nei diversi regni della natura, coscientemente o incoscientemente, adempie la propria funzione di vivificare ciò che sta ad essa come il pianeta al sole.

5. Il candidato faccia sì che l’angelo solare offuschi la luce degli angeli lunari, rimanendo l’unico luminare del cielo microcosmico. E’ necessario che il candidato all’iniziazione comprenda la natura dell’ego e studi le funzioni degli elementi che compongono i suoi tre corpi; sottomettendo, con continuo sforzo,  l’inferiore al superiore, egli ordina il suo microcosmo in considerazione della responsabilità verso la più grande Vita di cui sa di far parte. Raffinando in tal modo la sua natura, egli farà risplendere la sua luce, rendendosi degno di accedere ai misteri. Per mezzo dei tre corpi inferiori (i candidati) devono affermare la loro divinità innata sul piano fisico e dimostrare sempre maggiormente il loro valore essenziale. In secondo luogo devono studiare la costituzione dell’uomo, comprendere il funzionamento della natura inferiore, rendersi conto che tutte le cose viventi sono interdipendenti e correlate, assoggettando così le vite minori che compongono i tre corpi.

6. I fuochi purificatori ardono smorzati e deboli quando il terzo è sacrificato al quarto. Il discepolo si astenga perciò dal togliere la vita e nutra ciò che è inferiore col prodotto del secondo. La regola si riferisce al fatto che il processo di raffinamento è ostacolato “quando il terzo è sacrificato al quarto”, ovvero quando il quarto regno (l’uomo) si ciba del terzo regno (animale). Una dieta che includa la  carne ostacola il progresso; al candidato all’iniziazione si indica pertanto  di attenersi ad una  nutrizione basata su vegetali e frutta che permetterà la strutturazione di un corpo che possa restare saldo quando l’energia dell’iniziazione pervaderà i suoi centri. Altri cibi, come il pesce e  gli alcolici potranno risultare di ostacolo al candidato; il processo di astensione dalla carne e di mutamento della dieta, tuttavia,  potrà avvenire anche per gradi, iniziando da quando l’uomo è ancora solo un aspirante, poiché ogni eccesso o fanatismo,  in questo campo come in altri,  certamente non favorirà il progresso. A tale riguardo occorre sottolineare due cose. In primo luogo i candidati devono far uso del buon senso, che molto spesso difetta; gli studenti ricordino che i fanatici, gli squilibrati non sono desiderati dalla Gerarchia. Equilibrio, giusto senso delle proporzioni, debito conto delle condizioni circostanti e sano buon senso, sono segni caratteristici del vero occultista; inoltre un genuino senso di humour eviterà molti pericoli. In secondo luogo, occorre tener conto del tempo ed effettuare i cambiamenti di dieta e di abitudini con la dovuta lentezza. Tutto nella natura procede lentamente e i candidati devono imparare la verità occulta delle parole “affrettati lentamente”. Il processo di eliminazione progressiva è generalmente la via della saggezza; in condizioni ideali che raramente esistono, tale periodo di eliminazione comprende lo stadio dell’aspirante, e quando l’uomo diventa un candidato all’iniziazione, la necessaria purificazione preparatoria del regime alimentare è compiuta.

7. Il discepolo badi ad enunciare i suoni che echeggiano dove vive il Maestro. Non faccia risuonare le note minori che suscitano vibrazioni nel mondo di maya. E’ necessario che il candidato conosca il valore occulto della parola e del silenzio prima che possa varcare la Porta; egli sa che nei piani più elevati ogni parola o suono sorretti da una volontà potentemente strutturata e da pensiero e motivazione purissimi  producono energia che ha effetti immediati nella materia. Fino a quando l’uomo non comprende il significato della parola e non utilizza il silenzio delle alte sfere per produrre gli effetti voluti su un piano o sull’altro, non può avere accesso ai regni dove ogni suono ed ogni parola pronunciata causano risultati potenti nella sostanza, perché vivificati da due elementi predominanti: potente volontà scientificamente applicata e retto movente purificato nei fuochi. Un Adepto crea con sostanza mentale e origina impulsi sul piano mentale, producendo risultati nella manifestazione astrale e fisica. Essi sono potenti ed effettivi e perciò è necessario che chi li produce sia puro nei pensieri, esatto nella parola ed abile nell’azione. Quando i candidati avranno compreso queste idee, importanti cambiamenti nella loro vita quotidiana ne saranno la conseguenza immediata.  Il discepolo  vigila perciò attentamente su:

–   l’elevatezza del pensiero, che sarà  magnanimo e inclusivo quanto  possibile per il suo livello di evoluzione;

–   la purezza del movente; ciò stimolerà il candidato a sorvegliare le tendenze cui più spesso è asservita la sua natura inferiore e gli impulsi che originano i suoi atti, anche quelli più nascosti e “inconfessabili”;

–    l’accuratezza nell’uso della  parola, che prevede:
a) la sua chiarezza e precisione;
b) l’osservazione dei suoi effetti sui  fratelli e sulla materia fisica;
c) la graduale eliminazione delle parole vane o superflue;
d) il silenzio, che sarà coltivato in ogni caso, e attentamente mantenuto  soprattutto riguardo al lavoro occulto e alle conoscenze riservate agli iniziati. Si parlerà sempre, tuttavia, in quei casi in cui il tacere sarebbe nocivo a qualche individuo o al gruppo;
e) lo studio della Parola sacra, che porterà ad un’utilizzazione del suono e della parola con effetti voluti sulla Vita, a fini evolutivi;

–   l’accuratezza dell’azione, che, sorretta da saldo proposito e illuminato movente, sarà opportuna, efficace ed efficiente.

8. Quando il discepolo si avvicina alla Porta, i sette maggiori devono risvegliarsi e suscitare la risposta dei sette minori sul doppio circolo. Il candidato svilupperà i sette centri della testa: questi produrranno lo sviluppo dei centri eterici  che, a sua volta, provocherà l’aumento della vibrazione dei sette centri fisici (testa, cuore, gola, plesso solare, base della colonna, milza, organi sessuali). Questo risultato non si ottiene mediante pratiche yoga o di respirazione che tendono ad affrettare lo sviluppo dei centri concentrando lo sforzo su di essi, ma attraverso una costante pratica di autodominio e purificazione dei moventi, dei pensieri e delle azioni. L’aspirante all’iniziazione servirà, mediterà e studierà la scienza delle energie, aprendosi in tal modo alle vibrazioni superiori e favorendo il fluire del fuoco dello spirito nei suoi corpi. Avverrà così che egli sarà in grado di elevare le energie dai centri inferiori a quelli superiori posti sopra il diaframma; ad esempio, riuscirà a trasferire le energie del centro sessuale, atto alla generazione sul piano fisico,  alla gola, centro di creatività mentale. Ciò non è ottenuto con pratiche di Hatha Yoga o concentrando l’attenzione sugli organi fisici, ma sviluppando il dominio esercitato dal Dio interiore, il quale opera usando il centro della testa da cui controlla tutti gli altri. Il candidato dedichi quindi tutte le proprie energie allo sviluppo della vita spirituale, che è il risultato del retto pensare, della meditazione e del servizio. Con lo studio profondo di tutto ciò che è possibile in relazione all’energia ed ai suoi punti focali, egli coordinerà la propria esistenza affinché la vita dello spirito possa fluire. Attualmente tale studio può essere intrapreso senza pericolo solo in gruppo e con la guida di un istruttore. Gli allievi si impegneranno a non compiere esperimenti su se stessi e a non scherzare con i fuochi del corpo, limitandosi a comprenderli teoricamente e a vivere una vita di servizio. In tal modo i centri si svilupperanno in modo normale, mentre il candidato si dedicherà ad amare perfettamente il proprio fratello in verità e in pratica, a servire generosamente, a pensare con intelligenza ed a vigilare attentamente su se stesso .

9. Il discepolo si fonda nel circolo degli altri sé. Un solo colore li unisca e la loro unità si manifesti. Solo quando il gruppo è percepito e conosciuto, l’energia può essere emanata con saggezza. Il discepolo riconoscerà il gruppo al quale appartiene; ad esso lo uniscono  antichi legami  karmici, il comune proposito, l’affinità di vibrazione. Con essi percorrerà la Via, svolgendo il suo servizio, disciplinandosi, amando e purificandosi. Può accadere che i componenti del gruppo siano uniti sul piano dell’anima, ma che le personalità non siano ben integrate; in tal caso, il gruppo intero lavorerà per coordinare armoniosamente le diverse individualità, al fine di sviluppare capacità operative efficaci, in coerente allineamento con il Proposito. Superficialmente questa può sembrare una delle regole più semplici, ma in pratica non lo è. E’ facile cadere in errore e il problema di lavorare armoniosamente in allineamento di gruppo non è così semplice come può sembrare. Possono esistere vibrazione e relazione tra gli Ego, ma le personalità esteriori non armonizzare. In tal caso spetta al candidato rafforzare la presa dell’Ego sulla propria personalità, affinché il rapporto esoterico di gruppo possa attuarsi sul piano fisico. Egli lo farà disciplinando la propria personalità e non correggendo i suoi fratelli.

10. L’Armata della Voce, i deva nelle loro file serrate, opera senza sosta. Il discepolo ne consideri i metodi; impari le regole con le quali essa opera entri i veli di maya.
Il candidato all’iniziazione studierà il significato occulto del suono e della parola; osserverà il lavoro dei deva costruttori e comprenderà i procedimenti che essi usano per riprodurre nella materia le idee superori; comparerà le leggi ed i metodi di creazione del microcosmo con quelli del macrocosmo.

Questo implica perciò da parte dei candidati lo studio metodico dei fattori seguenti:
1.        Lo scopo del suono.
2.        Il significato esoterico delle parole, della grammatica e della sintassi.
3.       Le leggi della vibrazione e dell’elettricità, e molti altri studi sussidiari riguardanti la manifestazione della divinità e della coscienza tramite la sostanza devica e l’attività dei deva che la dirigono. Verranno indagate le leggi del macrocosmo e riconosciute le corrispondenze esistenti tra le attività del microcosmo e la manifestazione attiva del macrocosmo.

11. Il discepolo trasferisca il fuoco dal triangolo inferiore a quello superiore e conservi ciò che viene creato col fuoco nel punto di mezzo. L’aspirante all’iniziazione trasferirà le energie da triangolo inferiore, costituito dai centri del plesso solare, della base della colonna vertebrale e degli organi sessuali, al triangolo superiore, formato dai centri della testa, della gola e del cuore. Egli imparerà a dominare gli impulsi sessuali e a spostare le energie dal centro sessuale, che permette la generazione sul piano fisico, a quello della gola, idoneo alla creazione sul piano mentale. Le creazioni si origineranno da un fermo proposito, formulato da una potente Volontà, e saranno sostenute dall’Amore intelligente. La regola non è da intendersi nel senso che il candidato debba necessariamente mantenersi celibe, poiché egli riconosce che anche le manifestazioni fisiche possono essere sacralizzate. L’aspirante all’iniziazione controlla gli istinti e domina il suo corpo, subordinandolo alle Leggi superiori, operando  nel servizio senza permettere il prevalere della natura inferiore ma  con l’intento di usare i suoi centri per il fine dell’evoluzione dell’umanità.

Un iniziato coltiva una particolare disposizione mentale per cui riconosce che tutte le forme di manifestazione sono divine, e che il piano fisico è un’espressione divina come qualsiasi altra dei piani superiori. Egli si rende conto che la manifestazione più bassa della divinità deve essere sotto il dominio cosciente della divinità che vi dimora e che qualsiasi azione deve essere regolata dal proposito di assolvere ogni dovere, controllare ogni atto, e utilizzare il corpo fisico in modo che il gruppo ne tragga beneficio, che il suo progresso spirituale sia favorito e la legge sia perfettamente rispettata. Che a un certo stadio possa essere consigliabile perfezionare il proprio dominio in un determinato settore con la temporanea astensione, non va negato, ma questo è solo un mezzo per conseguire un fine, dopo di che seguiranno altri stadi in cui, conquistato il dominio, l’uomo dimostrerà in modo perfetto gli attributi divini per mezzo del corpo fisico, usando in modo saggio e normale ognuno dei centri, e favorendo così i fini dell’umanità. In molti casi iniziati e Maestri si uniscono in matrimonio e adempiono normalmente i loro doveri di mariti, mogli e capi di famiglia, ma tutto è regolato da un proposito e dall’intenzione e nulla è lasciato in balia della passione o del desiderio. L’uomo perfetto che vive sul piano fisico domina completamente tutti i propri centri, e la loro energia viene usata in modo del tutto legittimo; la volontà spirituale del Dio interiore è il fattore principale e vi sarà perciò unità di intento su tutti i piani e per mezzo di tutti i centri per il massimo bene del maggior numero.…..Il vero iniziato potrà essere riconosciuto dalla santa e santificata normalità e dalla costante conformità a ciò che è meglio per il gruppo, secondo le leggi sociali del suo paese; dal dominio e dall’astensione da eccessi di qualsiasi tipo, e infine dall’esempio di vita spirituale, di rettitudine morale e di disciplina che offre a quanti lo avvicinano.

12. Il discepolo impari a usare le mani nel servizio; cerchi il segno del messaggero nel proprio piede ed impari a vedere con l’occhio che guarda tra i due. Il candidato imparerà a usare i chakra delle palme delle mani sui tre piani, fisico, emotivo e mentale: curerà il corpo fisico; purificherà il corpo emotivo; dirigerà le forze mentali. In senso occulto “l’uso delle mani” è l’utilizzazione dei chakra (o centri) delle palme delle mani per:
a.          curare le malattie fisiche,
b.          benedire e così curare le malattie prodotte dalle emozioni,
c.     elevarle in preghiera, ossia utilizzare i centri delle mani nella meditazione per manipolare sostanza e correnti mentali. Queste tre attività meritano attenta considerazione e gli studenti occidentali potranno imparare molto studiando la vita del Cristo e riflettendo sui Suoi metodi di usare le mani.

Il “segno del messaggero” nel piede si riferisce all’attività dei Messaggeri degli dei mentre “l’occhio che guarda tra i due” si riferisce ad un certo tipo di sviluppo occulto. Il “segno del messaggero” nel piede è un riferimento al ben noto simbolo delle ali ai calcagni di Mercurio.
…. ….
“L’occhio che guarda tra i due” sembra indicare il terzo occhio utilizzato dai chiaroveggenti,   ma il significato è molto più profondo e si cela nei seguenti fatti:
a)    Tutti gli esseri autocoscienti, da un Logos all’uomo, stanno sviluppando la visione interiore.
b)    L’Ego o Sé superiore è letteralmente per la Monade ciò che il terzo occhio è per l’uomo, e per questo si dice che guarda tra la Monade e il Sé spirituale da un lato e il sé personale dall’altro.

13. Quattro cose deve comprendere ed imparare il discepolo prima che gli si possa mostrare il mistero più intimo: la legge di ciò che irradia, i cinque significati della magnetizzazione, la trasmutazione, o il segreto perduto dell’alchimia, la prima lettera della parola impartita, o l’occulto nome egoico. L’argomento è molto ampio, e di natura occulta e troppo avanzata per l’evoluzione attuale dell’umanità; si è scelto, pertanto, di non commentare questa istruzione.

14. Ascolta, tocca, guarda, applica, conosci. Tali parole si riferiscono a ciò che il cristiano potrebbe giustamente chiamare la consacrazione dei tre sensi principali e il loro uso nell’evoluzione della vita spirituale interiore; all’applicazione di ciò che è stato imparato e accertato, seguita dal frutto della conoscenza acquisita.

IL DISCEPOLO, SERVITORE DEL PIANO

Con il termine “discepolo” si intende chiunque, a qualsiasi livello, serve l’umanità collaborando con la Gerarchia, che intende stabilire il Piano divino sulla Terra; dall’umile “discepolo in prova”, che tiene il suo legame con i Maestri tramite discepoli più avanzati, fino ai grandi Adepti. Sei sono gli stadi del discepolato:

Primo stadio: è quello in cui il Maestro stabilisce un contatto col discepolo mediante un altro discepolo sul piano fisico. E’ detta la fase del “Piccolo Discepolato”.

Secondo stadio: il chela viene diretto da un discepolo superiore dal livello egoico. E’ la fase detta del “Chela nella Luce”.

Terzo stadio: il Maestro prende contatto col chela, secondo i casi, mediante.
–  Una vivida esperienza di sogno.
– Un insegnamento simbolico.
–  L’uso di una forma-pensiero del Maestro.
–  Un contatto durante la meditazione.
– Un ricordo molto preciso di un colloquio nell’Ashram.

E’ lo stadio detto del “Discepolo accettato”

Quarto stadio: al chela che abbia dato prova di saggezza e di aver compreso il problema del Maestro viene insegnato come attrarre la Sua attenzione (in casi urgenti o gravi) per attingere alla Sua Forza e conoscenza e ricevere consiglio. E’ questo un evento istantaneo che praticamente non toglie tempo al Maestro. Questo stadio ha il nome peculiare di “Discepolo sul filo”, o Sutratma.

Quinto stadio: al chela è consentito di conoscere il metodo per inviare una vibrazione di richiesta di un colloquio col Maestro. Ciò è permesso soltanto a quei discepoli fidati, che certo lo useranno solo per le necessità del lavoro; mai vi farebbero ricorso per un motivo personale. In questo stadio il chela è chiamato “colui che è nell’aura”.

Sesto stadio: il chela può farsi ascoltare dal Maestro in qualsiasi momento: il contatto è costante. E’ lo stadio in cui il chela viene preparato per una prossima iniziazione o, se questa è già superata, gli viene assegnato un lavoro speciale in collaborazione col Maestro. Il chela in questo stadio è chiamato “colui che è nel cuore del Maestro”.

Il Piccolo Discepolato
Lo stadio del Piccolo Discepolato, che riguarda il piano fisico, è già stato superato da molti uomini; si tratta di individui di ampia visione, spiritualmente orientati, tendenti  al costante miglioramento di sé a cui  stanno  a cuore le sorti dell’umanità e che aspirano a servire; sono in contatto con l’anima, sia pur in modo non continuativo, e si sono caricati volontariamente di una parte del karma di gruppo. Il Maestro riconosce questi  servitori dall’intensificazione della  “luce nella testa”; essi sono intenti a costruire l’Anthahrana, il ponte di luce tra anima e personalità: prima di seguire il sentiero, si deve diventare il sentiero stesso. In un primo periodo l’aspirante subisce un rivoluzionamento della sua vita, spesso prima quieta, ma inerte; nuove idee entrano di forza nella sua mente, talvolta all’improvviso talaltra più lentamente; ricerca maestri, frequenta scuole spirituali, ricerca una verità che soddisfi le sue più profonde esigenze spirituali, cerca di servire; viene seguito, in questa fase, da un discepolo più avanzato. Il Maestro non ha contatti diretti con lui poiché il dominio della personalità è intermittente ed il servizio ancora inquinato da tendenze egoistiche e da desideri personali, talvolta inconsapevolmente rivestiti  da atteggiamenti  mistici e spirituali. Solo al terzo stadio, quello del discepolo accettato, in cui il processo di purificazione e di allineamento con l’anima è più avanzato, il Maestro si occupa direttamente di lui; via via che il candidato impara a servire, gli viene svelata una parte sempre più ampia del Piano gerarchico.

Il Discepolo nella Luce
Lo stadio del Discepolo nella Luce riguarda il periodo in cui il candidato supera l’attaccamento alla materia e si sforza di vincere l’emotività, lotta che lo impegna in genere per molte vite; i Maestri, infatti, non lavorano nel piano astrale, soggetto a illusioni e annebbiamenti, ma su quello mentale. Essi stimolano in questi aspiranti l’Amore-saggezza e la Volontà-di-bene per il maggior numero. L’Amore riguarda  la capacità di diffondere l’idea dell’altruismo e della fratellanza universale che sconfiggerà separativismi nazionali, politici e religiosi; comporta anche la possibilità di agire duramente, quando ciò è necessario, in funzione di prospettive  future. Gli aspiranti spesso “si sforzano di amare”, evitando critiche ai fratelli e agendo per l’unità, ma spesso i loro tentativi nascono dalla mente e da autodisciplina, anziché dal Fuoco dell’Amore del Tutto.
Il Discepolo nella Luce, guidato da un discepolo più avanzato,  usa il fuoco per:
–    annullare separativismi nei rapporti tra gli individui e tra nazioni e confessioni religiose;
–    condurre l’umanità all’unità;
–    superare  gli annebbiamenti e le illusioni del piano emotivo;
–    riconoscere l’illusione della dualità del mondo degli uomini;
–    situarsi stabilmente sul piano mentale;
–    cooperare  affinché l’umanità attui il  passaggio dal piano emotivo al piano mentale, dove tutto è più chiaro.
Il discepolo più anziano, cui egli è affidato secondo il rapporto gerarchico, riferisce al Maestro dei progressi del suo assistito. Mentre in precedenza i rapporti tra discepolo e aspirante si originava e procedeva attraverso l’anima, oggi i rapporti sono anche diretti e personali; il candidato impara così, con l’aiuto della guida, a bilanciare il karma, a stabilire comunicazioni telepatiche e a formare un campo magnetico. Per quanto riguarda il bilanciamento del karma, il discepolo compie azioni di luce, che equilibrano coscientemente il passato di ignoranza e si carica di una parte del  karma  dell’umanità; è aiutato in questo processo dalla sua guida, che lo impressiona col suo pensiero. Alla luce dell’anima, ogni manchevolezza emerge, e il discepolo è invitato ad operare i necessari aggiustamenti; il karma, coscientemente riconosciuto, può essere precipitato nella realtà tangibile per essere affrontato e superato, accelerando volontariamente il progresso. Ciò può avvenire con l’aiuto del potente pensiero concentrato della guida. Ogni sforzo, compiuto con il desiderio sincero di migliorarsi,  viene notato e riferito dalla guida al Maestro; si crea così tra discepolo, guida e Maestro un rapporto gerarchico e telepatico triangolare, all’interno del quale i discepolo progredisce. Per ciò che è relativo alle comunicazioni telepatiche, bisogna sviluppare la sensibilità all’ispirazione del Maestro e al pensiero dei membri dell’Ashram; affinché questo accada, è necessario che il gruppo viva in un clima di accoglienza e di fiducia, privo di quel criticismo che nasce dalla personalità. Ciascun membro si osserverà con attenzione e opererà i necessari mutamenti di comportamenti e di atteggiamenti mentali, al fine di progredire individualmente e in gruppo e di  favorire rapporti telepatici. Riguardo alla formazione del campo magnetico, il Discepolo nella Luce, mentre insegna agli aspiranti, stabilisce rapporti con discepoli più anziani e con i membri della Gerarchia; se è in difficoltà, ne chiede l’aiuto e ne ascolta i suggerimenti. Ciò crea rapporti gerarchici sempre migliori tra Umanità e Gerarchia, insieme in un’unica zona  di comunicazione e di influenza.

Il Discepolo accettato
Il Discepolo accettato sperimenta un incontro diretto con il Maestro, spesso durante la meditazione, o un colloquio nell’Ashram del Maestro. Può accadere anche che il discepolo veda un’ immagine del Maestro, che è spesso una sua forma-pensiero, o che riceva insegnamenti nello stato di sonno, sul piano astrale. Il progresso è determinato dal tipo di domande che i discepoli si pongono; il Maestro curerà perciò di imprimere nel discepolo domande le  cui risposte, talvolta trovate dal discepolo stesso, facciano avanzare il gruppo, promuovendo la visione. Si porrà certamente il quesito su come può un gruppo diventare sempre più responsivo alla vibrazione del Maestro e dell’Ashram stesso, inteso come unità. Per evitare separativismi e agire all’unisono è necessario soprattutto un’ottima qualità di concentrazione nel lavoro, che sia direzionata al compito da svolgere, tesa a ricevere l’energia dell’anima, e che rifiuti ogni tematica personale o non pertinente. Spesso l’abnegazione dei discepoli non è totale e  il servizio è manchevole proprio per questo imperfetto stato di concentrazione. Il discepolo si pone anche la questione della differenza tra volontà-di-amare ed amore. Quando sperimenta la volontà-di-amare, il discepolo è concentrato su di sé, parte dal proprio egocentrismo: il prossimo lo irrita, o si sente incompreso, si sforza di amare ma è spesso critico o impaziente; si controlla nei rapporti con i fratelli, ma sente lo sforzo dell’essere amorevole. Molti discepoli non amano ancora realmente. L’amore che ha origine dal Sé superiore è vedere spontaneamente in ogni uomo, al di là delle proprie ed altrui limitazioni, un’anima in evoluzione bisognosa di accoglienza e com-passione (“patire con”). La caratteristica dello stadio di discepolo accettato è la stabilità del suo rapporto con il Maestro. Egli si sforza di coltivare l’ impersonalità:

–    nei rapporti con i condiscepoli, nei quali riconosce soprattutto l’anima;

–    nei rapporti con il Maestro, che non si occupa del sé personale del discepolo;

–    nei confronti delle vicende del sé personale: ogni necessità fisica, emotiva, mentale che lo riguardi viene affrontata con distacco dal discepolo, teso a concentrare e indirizzare le energie dell’anima al suo servizio al mondo.

Il Maestro offre opportunità di lavoro sempre maggiori ai discepoli, se questi dimostrano di progredire, ma non li gratifica per il servizio prestato né per il loro avanzamento spirituale. Piuttosto, indica le necessarie modifiche da operare nella personalità, per poter meglio servire, nota la loro vibrazione e li stimola a scegliere totalmente la via dell’anima. Coloro che intendono allontanarsi dall’Ashram perché si  risentono delle osservazioni o per altri diversi motivi, non possono, in realtà, distaccarsi esotericamente, poiché il legame occulto è destinato a permanere. Il discepolo deve imparare a comprendere qual è il suo posto nell’ordine gerarchico, riconoscendo i discepoli più avanzati, dai quali ricevere stimoli e suggerimenti,  e i fratelli ai quali poter offrire aiuto e consiglio. L’Ashram è composto di discepoli di tutti i gradi: dal principiante che muove i primi passi sull’arduo sentiero dell’insegnamento, fino al discepolo che è Maestro di Saggezza. La progressione gerarchica è cosa che merita attenta considerazione. Ricordate la Legge per cui “si cresce per mezzo dei riconoscimenti”. Un riconoscimento, quando è come un aspetto o parte di un più grande tutto, è il seme di una maggiore espansione di coscienza. Quando l’espansione di coscienza è stabilizzata, si ha l’iniziazione. Ecco un’affermazione di grande importanza. E’ essenziale per i discepoli coltivare il riconoscimento spirituale, che ne arricchisce notevolmente la vita. Il contato con discepoli, iniziati e Maestri, ha sempre degli effetti evocativi. Il potere che da essi normalmente e spontaneamente emana ha un duplice effetto. Tira fuori il meglio ed evoca il peggio nel presentare le situazioni che il discepolo deve affrontare. Ogni discepolo è in qualche misura un punto focale di potere. Più egli è  progredito, maggiore è la forza o energia che irradia; ciò provoca necessariamente delle situazioni che il discepolo meno avanzato deve saper controllare.
…..
Alla fine, quando la vibrazione del discepolo è costante e responsiva a quella del Sé superiore, le due si sintonizzano. E’ questa sintonizzazione che caratterizza tutti gli iniziati e rivela all’iniziato di ordine superiore quando un iniziato o un discepolo di grado minore può essere ammesso ai gradi superiori. La sintonia è la chiave dell’iniziazione.

Il Discepolo sul filo
Il Discepolo sul filo è autorizzato a richiamare l’attenzione del Maestro quando ne riscontra la necessità; egli può, come afferma un antico manoscritto, “emettere il richiamo vibratorio che può penetrare nell’orecchio di chi tiene il filo”. In questa fase egli  sviluppa, pertanto, doti di telepatia e di sensibilità psichica ma è molto attento ad evitare esperienze psichiche inferiori, che non sono segno di progresso spirituale, come spesso erroneamente si è indotti a ritenere; sa che può permettere l’evidenziarsi dei poteri psichici inferiori solo quando sa dominarli attraverso l’uso sicuro di quelli superiori. I discepoli sanno che l’umanità sta avviandosi ad una fase in cui saranno molto diffuse la visioni astrali, e si abbraccerà in un’unica visione il mondo visibile e quello invisibile;  essi saranno abili a distinguere i vari livelli di visione ed anche in tal modo saranno utili ai fratelli.

Il Discepolo sul filo:

–   ha sostato per molto nello stato di discepolo accettato;

–  ha  imparato il distacco emotivo dalle vicende personali, che considera irrilevanti in relazione al suo lavoro di servitore del Piano;

–   lavora in modo impersonale, tenendo presenti non le sue aspirazioni né le sue reazioni né le sue relazioni con i membri del gruppo ma il  progresso dell’intero  gruppo, che considera un organismo vivente;

–    è impersonale anche nei suoi rapporti con il Maestro, non si preoccupa del suo progresso spirituale né del suo valore nè della considerazione in cui lo tiene il Maestro; evita l’atteggiamento che il Maestro Morya definisce la “presunzione della mente piena di se stessa”;
–    il suo pensiero è fisso nell’opera da svolgere, opera nei tre mondi mantenendo la focalizzazione nel punto più elevato del suo essere;

–    agisce da un punto di tensione spirituale e non dalla personalità poiché sa che se rimane focalizzato nella personalità non riesce ad accordarsi all’energia dell’Ashram;

–    sacrifica pertanto l’inferiore al superiore, la personalità al bene del gruppo,  sperimentando  la totale abnegazione del sé minore al servizio dell’umanità, tenendo  lontane le proprie problematiche personali dal suo lavoro nel gruppo;

–    richiamerà l’attenzione del Maestro solo nell’interesse del servizio e non per le proprie necessità; il Maestro risponderà sempre ai richiami del discepolo, poiché sa l’appello è giustificato e che il discepolo usa il suo privilegio con discriminazione. Si attua così un processo di invocazione ed evocazione.

Questo rapporto responsivo ed interazione si conseguono soltanto dopo un lungo ciclo di rapporti  esteriori del  discepolo accettato, prima alla periferia e infine entro l’Ashram. Non si ottengono cercando di meritare questa posizione di potere e di influenza nel servizio. Sono semplicemente il risultato silenzioso, quasi inconscio, dell’abnegazione e dell’oblio di sé che distinguono il discepolo accettato; della sua decentralizzazione e del suo assorbimento nel compimento del Piano divino al massimo della sua capacità. E’ la ricompensa, se così posso esprimermi, al lavoratore che conosce il proposito per cui si è incarnato e cerca di compierlo con dedizione. Lo sospingono le esigenze dell’umanità e la crescente consapevolezza del prossimo passo da compiere. Il maggior compito del Maestro quando il discepolo entra per la prima volta nell’Ashram è di guidarlo a pensare lungo la linea della decentralizzazione. Ciò implica il trasferimento della coscienza del discepolo dal sé personale al lavoro da compiere e, incidentalmente, la risposta alle domande:

1.     Conosci il compito reale della tua vita?

2.     Hai provato ad eseguirlo nei processi della tua vita presente?

3.     Hai per principali obiettivi la costruzione del carattere e lo sviluppo della purezza? Se è così, non ti pare che il tuo posto sia sul Sentiero della Prova senza illuderti di essere su quello del Discepolato?

4.    Sei preoccupato della necessità del mondo, o sei assorbito soprattutto dalla tua posizione di discepolo, dai tuoi problemi spirituali e dall’illusione di enormi difficoltà nella tua vita personale?

Se credete che la vostra vita sia una vita di grande interesse ed eccezionalmente difficile siete solo alle prime fasi del discepolato accettato e non avete ancora ripudiato i vecchi atteggiamenti di pensiero. Queste domande devono ricevere risposta prima che l’allievi ottenga “piena libertà nell’Ashram”. L’Ashram, dovete ricordarlo, è esternato solo in quanto provvede un punto di tensione spirituale. Da esso i discepoli escono per lavorare nel mondo. Il gruppo esterno, o Ashram esoterico, è esteriorizzato per riflesso dalla radianza dell’Ashram interiore e dallo stabilirsi di un campo magnetico di potere spirituale. Questo si attua nella misura in cui i membri della periferia si collegano con l’Ashram interiore e sono responsivi alla nota e alla vibrazione del gruppo interiore, riunito intorno al Maestro. Un Ashram non è un gruppo di uomini in cerca di realizzazione spirituale. E’ un centro di attività di gruppo, mosso da energie che (quando l’impulso è pieno e giustamente diretto) consentono al gruppo di eseguire il piano del Maestro nel servizio dell’umanità. Insisto sempre sulle necessità dell’umanità perché la necessità è il principale e urgente principio dell’invocazione, esso può e vuole evocare risposta dalla Gerarchia, e in tal modo si collegano i due Centri, quello dell’Umanità e quello della Gerarchia. Questa è la corrispondenza di gruppo dell’invocazione dell’anima da parte della personalità, e alla susseguente evocazione a livello della vita quotidiana, ciò che conduce ad una fusione. L’Ashram è perciò un centro di invocazione, e quando il discepolo individuale perviene allo stadio di Chela sul filo questo è per lui la ricompensa del servizio impersonale portato avanti qualunque fosse il prezzo per il sé personale. Allora l’Ashram può essere un centro unico di potere mondiale.

Il Discepolo nell’aura

Con il termine “aura” si intende “qualità” e “sfera d’influenza”; con l’evoluzione l’uomo riesce a percepire le aure d’influenza, e poi a rispondervi, raggiungendo una sempre maggiore capacità di espansione e consapevolezza. Il veggente che registra  la luce e il colore di un’aura, in realtà li percepisce attraverso il proprio corpo astrale, poiché si riconosce ciò che ha la stessa vibrazione del proprio campo di attività; si percepiscono, perciò, aure affini al proprio livello di coscienza. Analogamente accade il riconoscimento e il contatto per le attività mentali. Il discepolo pertanto risponde, a qualunque stadio del discepolato egli si trovi, alla nota di un particolare Ashram, che risuona della sua stessa particolare vibrazione. La specifica qualità dell’Ashram gradualmente potenzia gli aspetti evolutivi del discepolo e lo avvicina lentamente dalla periferia al centro dell’Ashram, al cuore del Maestro. Egli ora sa che, secondo l’assioma esoterico Come in alto così in basso, i tre aspetti del suo essere (fisico-eterico, astrale e mentale) sono i riflessi dei tre aspetti della Triade spirituale (Volontà, Amore-saggezza, Intelligenza attiva) e si adopera per completare il processo di allineamento della personalità all’anima purificando la sua natura e elevando la sua frequenza, così da poter vibrare in modo sempre più adeguato all’attività magnetica del Maestro, sintonizzandosi con la sua sfera d’influenza. Vi faccio notare che in questo modo il discepolo comincia a contribuire efficacemente alla vita dell’Ashram. Ogni discepolo che penetra nell’aura del Maestro per similarità di qualità e di vibrazione arricchisce e intensifica il gruppo in cui è in tal modo affiliato. Col tempo, l’Ashram diviene sempre più potente, magnetico e radiante. In quell’aura il discepolo-iniziato porta avanti il suo lavoro, stabile al centro radiante della vita del gruppo, e da quel punto opera verso l’esterno per il servizio. Egli è sempre vigilante per proteggere quel centro da ogni qualità della sua aura che non sia in armonia con quella del Maestro, ed esclude dalla coscienza (per quanto possibile) ogni pensiero o desiderio che potrebbero disturbare l’aura del gruppo. E’ questa la sua responsabilità quando è ammesso a questo stadio del discepolato, e tale privilegio non gli è accordato se non sa vigilare su se stesso e sulla sfera d’influenza di cui fa parte. Il discepolo nell’aura può invocare l’attenzione del Maestro, che risponde sempre al suo richiamo, poiché sa che egli è saggio e discriminante. Egli “conosce la sua mente” poiché è in contatto telepatico con Lui e, poiché ha sviluppato l’intuizione, “vede e sa”, agisce senza dubitare degli ordini del Maestro. Attraverso la mente del Maestro, gli viene svelata una parte sempre più ampia del Piano. Egli può vivere nell’aura del Maestro quando “è saldo”, avendo raggiunto una serenità tale da rimanere impavido di fronte a qualsiasi avvenimento possa turbare la sua vita individuale e collettiva; non si tratta della pace  intermittente e precaria  del mondo, ma di una calma imperturbabile che riguarda la profondità del suo essere. Egli è ora un membro ben integrato nell’unità dell’Ashram; è responsivo alle necessità dell’umanità, che antepone al suo benessere temporaneo e al bene delle singole unità umane. Egli contempla il tutto, che subordina alla parte poiché possiede il senso delle proporzioni; sa discriminare le circostanze e le situazioni e organizzare le attività secondo i bisogni del mondo, all’unisono con il proposito dell’Ashram. Il Maestro si fida di lui poiché sa che il Discepolo nell’aura ha raggiunto un grado di sviluppo tale da non creare problemi di inefficienza nel gruppo, dato che ha imparato a riconoscere prontamente e a rispondere  alla vibrazione  del Maestro; ha ottenuto questo stato  mantenendo elevato il livello della sua vibrazione e tensione spirituale e vivendo nella serenità profonda della coscienza. Il Discepolo nell’aura risponde anche alla vibrazione dell’Ashram; i suoi compagni di gruppo equilibrano le sue reazioni agli effetti provocati dai nuovi e più elevati contatti e al suo mutato livello di coscienza. Rafforza l’Antahkarana e la sua personalità è invasa dall’anima. Non considera il suo progresso personale, ma è concentrato sul suo lavoro; la sua anima  irradia nel mondo, ed egli diventa nucleo di un gruppo di allievi impegnati nell’aiuto al mondo e nella propria crescita spirituale. La radiazione dell’aura del Maestro attrae magneticamente il discepolo; essa  proviene:

–    dall’aspetto Mente della Triade spirituale, ed è tanto più potente quanto più è elevato il contatto con la Mente di Dio; a questa radiazione risponde la mente dell’aspirante al termine del Sentiero della Prova;

–    dall’aspetto Amore della Triade spirituale, che ha tanta maggior evidenza quanto più il Maestro è in contatto con il Cuore di Dio e che permette l’Intuizione superiore;

–    dall’aspetto Volontà della Triade spirituale, che ha tanto più potere quanto più il Maestro è in contatto con Shamballa ed è in grado di registrare il Proposito divino e di elaborare il Piano di attuazione della  Volontà divina.

Nel momento in cui l’iniziato mantiene la sua vibrazione costantemente al livello di quella del Maestro, può diventare egli stesso un Maestro, permettendo così che Questi possa dedicarsi ad un lavoro più elevato. Il Discepolo nell’aura è stato per lungo tempo solo un canale di forze, fino a che la personalità non è stata vinta dall’anima attraverso il servizio quotidiano al mondo e, al tempo stesso, attraverso la tensione verso l’Ashram. Egli è in contatto telepatico con il Maestro, ne conosce gradualmente la mente e coopera all’attuazione dei Suoi Piani, che vede sempre più chiaramente; usa la forza dell’Ashram per operare sul piano fisico.  Lavora in gruppi esoterici o in organizzazioni esterne; la sua influenza, manifestata attraverso la parola e l’azione, è segno della sua efficacia nel mondo. Opera continuamente per trasferire le energie dai centri inferiori a quelli superiori (testa, gola, cuore); tutti i centri, al termine del Sentiero del Discepolato, saranno governati dall’anima attraverso il centro della testa dopo l’ultimo conflitto tra il Guardiano della Soglia (la natura inferiore ancora ribelle da  dominare) e l’Angelo della Presenza (l’Anima).

Il Discepolo entro il Cuore del Maestro
Il Discepolo entro il Cuore del Maestro svolge un lavoro particolare ed è in contatto costante con il Maestro. Non si tratta di un rapporto di tipo affettivo: il termine “Cuore” sta ad indicare la Vita; il discepolo opera con consapevolezza e maestria nel mondo delle Cause, vera essenza dell’universo, come distributore di energia. Egli è in contatto non solo con il suo Maestro, centro del suo gruppo, ma anche con il Cristo, centro della Gerarchia; vede come ogni entità o gruppo è gerarchicamente collegato a quello più avanzato, che costituisce la meta futura, e a quello minore, da soccorrere ed elevare. Altrove ho detto dei discepoli del mondo, che sono “vicini al cuore del Maestro”. Non è la stessa cosa che essere “nel cuore del Maestro”. La prima frase si riferisce al Maestro dello stesso raggio del discepolo; l’altra al Cristo, Sintesi entro la Gerarchia di tutti i raggi. Il mondo offre oggi a tutti i discepoli l’opportunità di diventare discepoli del mondo, vicini al cuore del Maestro, e di attraversare rapidamente i primi stadi del discepolato. Ai discepoli del mondo è offerta l’opportunità di iniziare l’approccio al Cuore della Gerarchia, al Cristo. E’ la prima di queste possibilità che vi riguarda, poiché – nell’avvicinarvi al vostro gruppo – potete incominciare a ottenere quell’addestramento che svilupperà in voi utilità per il mondo. Siete troppo vecchi per giungere a tanto? Sta a voi deciderlo. L’anima non ha età, e può usare il suo strumento quando esso si renda idoneo e valido. Siete troppo attaccati a voi stessi per raggiungere il distacco necessario per il servizio al mondo? Sta a voi scoprirlo e dimostrarlo a voi stessi. A questo gruppo sono state offerte molte opportunità e molto insegnamento. Il suo frutto in devozione e servizio dovrebbe essere eccezionale, e dovrebbe essere frutto del gruppo. Io vi chiedo: è così? Siete voi troppo depressi (sinonimo di egoismo) e troppo sensibili per servire l’umanità in modo più ampio e generoso? Ciò può essere superato se voi lo volete abbastanza. Siete coscienti di una costante consapevolezza di gruppo? O è invece la costante consapevolezza di voi stessi che si frappone regolarmente tra voi e i vostri condiscepoli? Sta a voi scoprirlo. Avete una profonda umiltà – fondata sulla comprensione del Piano e della gloria della meta – o si tratta piuttosto di un senso di auto-deprezzamento, cosa che scambiate per umiltà spirituale? Avete bisogno di reinterpretare l’umiltà, e tutti i termini che usate, alla luce della visione esoterica e spirituale. Sapete farlo?

INIZIAZIONI MINORI E MAGGIORI

Il candidato che ha deciso di “prendere con la forza il regno dei Cieli” sa che la via che ha scelto non è quella usuale dell’evoluzione più lenta dell’umanità comune ed è pronto a pagare il prezzo di dolore e di sangue che tale scelta comporta; egli sacrifica all’alta meta tutti i suoi attaccamenti profani, secondo quanto afferma il Cristo: “Voi siete nel mondo ma non siete del mondo”. Il sacrificio è sempre totale, volontario e gioioso, poiché nessuna conquista  mondana o che riguardi la natura inferiore ha  più importanza  se confrontata con la conquista di sé, che permette di lavorare al servizio del Piano. Cambiano la sua graduatoria dei valori, il senso della vita e del  tempo, la valutazione del successo e del denaro, il modo di intendere i rapporti. Le iniziazioni minori implicano per lo più un maggiore coordinamento del piano fisico, astrale e mentale inferiore. Le iniziazioni maggiori sono conseguite sul piano mentale e spirituale e determinano il riconoscimento di essere parte della Grande Vita in cui tutti gli esseri minori dimorano; esse producono nel candidato uno stato di coscienza coordinato e unificato, che comprende tutte le facoltà dell’uomo.  Negli ultimi periodi del ciclo di incarnazione nei quali l’uomo oscilla tra le paia di opposti e, discriminando, diviene consapevole della realtà e dell’irrealtà, nella mente si rende sempre più conto di essere una Esistenza immortale, un Dio eterno, una parte dell’Infinito. Anche il legame tra l’uomo fisico e il Reggitore interno diventa sempre più chiaro, fino alla grande rivelazione. Giunge allora un momento in cui si trova faccia a faccia con il suo vero Sé e sa di essere quel Sé in realtà e non solo teoricamente; è cosciente del Dio interiore, ma non con l’udito o ascoltando la voce interiore che dirige e governa, chiamata “voce della coscienza”. Ora il riconoscimento avviene con la vista e la visione diretta. Ora non risponde soltanto a ciò che ode, ma anche a ciò che vede. E’ noto che nel bambino i primi sensi che si sviluppano sono l’udito, il tatto e la vista; poi diventa consapevole del suono e volge la testa; sente un oggetto e lo tocca; infine vede coscientemente, e per mezzo di questi tre sensi la personalità si coordina. Gusto e olfatto si sviluppano più tardi, ma si può vivere anche senza, e nel caso in cui difettino l’uomo non e è praticamente ostacolato nei suoi rapporti sul piano fisico. Sul sentiero dello sviluppo interiore e soggettivo, la sequenza è la stessa.

Udito: risposta alla voce della coscienza che guida, dirige e domina. Comprende il periodo dell’evoluzione strettamente normale.

Tatto: risposta al dominio o alla vibrazione e riconoscimento di ciò che esiste oltre l’unità umana separata sul piano fisico. Comprende il periodo del graduale sviluppo spirituale, il sentiero della prova e del discepolato fino alla porta dell’iniziazione. A intervalli l’uomo prende contatto con ciò che gli è superiore; diviene consapevole del “tocco” del Maestro, della vibrazione dell’Ego e del gruppo egoico, e per mezzo del senso occulto del tatto si abitua a ciò che è interiore e sottile.

Vista: la visione interiore è prodotta dal processo iniziatico, che è tuttavia solo il riconoscimento di una facoltà sempre presente seppure ignorata. Come il bambino dagli occhi perfettamente normali e dalla vista chiara fin dalla nascita ad un tratto riconosce ciò che vede, così è nello sviluppo spirituale.
Lo strumento della visione interiore è sempre esistito e ciò che può essere veduto è sempre presente, ma la maggioranza non lo riconosce ancora.

Alla prima iniziazione – la nascita del Cristo – il candidato abbandona l’Aula dell’Apprendimento ed entra nell’Aula della Saggezza; alla presenza del Cristo, l’Istruttore del Mondo, che è  l’officiante della prima e della seconda iniziazione,  realizza la propria divinità essenziale e la piccola parte che è chiamato a svolgere nel piano.  Egli domina la natura fisica e su di lui non hanno più potere “i richiami della carne”; è orientato all’anima e segue costantemente la sua voce; nessun allettamento relativo al cibo e al sesso ha più potere. Sa che ogni deviazione dal Sentiero ha gravi conseguenze su tutti i componenti del suo gruppo, che riceverà il danno di un rallentamento sul cammino; il suo errore ha effetti più estesi di quello dell’uomo comune che ha minori responsabilità, poiché proviene da chi ha più forza e più influenza. Se cade, riconosce con sincerità l’errore e si affretta a ripararlo con atti che mirano a ripristinare l’ordine della Legge e a stabilizzare, interiorizzandoli nel profondo,  stili di comportamenti più elevati. Sa che dovrà comunque espiare secondo la Legge; il gruppo farà rilevare amorevolmente l’errore, aspetterà che il candidato lo riconosca e lo compensi con idonei comportamenti ispirati all’ideale; infine accoglierà il fratello con gioia rinnovata. La prima iniziazione è possibile a molti, ma la necessaria concentrazione in una sola direzione, la fede costante nella realtà che attende, affiancata dalla volontà di sacrificare tutto piuttosto che retrocedere, scoraggia molti.  L’iniziato sa di essere, nei suoi aspetti di volontà, amore e intelligenza,  un riflesso dei medesimi attributi divini della Monade. Intende servire l’umanità; in vista di questo fine, il centro del cuore diventa irradiante, ed egli è immerso nel fuoco purificatore che intensifica la vibrazione degli atomi del suo corpo e brucia la sua natura inferiore che rallenta e indebolisce il suo servizio. Le energie dei suoi corpi sono stimolate e ciò determina maggiore resistenza al lavoro; miglior coordinamento mentale; coerenza nelle azioni; minore dispersione di forze e più immediata responsività al Sé superiore. Questo procedimento, attuato anche alle iniziazioni successive, ha effetti diversi, e sempre più vasti ed evidenti, a seconda del grado di iniziazione conseguito. L’iniziato domina il corpo fisico, si sforza di dominare il corpo emotivo – pur continuando a sviluppare il corpo mentale – e opera nel mondo astrale; stabilisce un contatto con i deva astrali e le forze elementali. Impara a usare la forza della natura inferiore, trasformata e sublimata, nel lavoro per l’umanità; il processo si intensifica alla seconda iniziazione. Gli viene rivelato il Piano nelle sue linee generali ed egli comprende a quale parte del grande disegno  può cooperare con le sue doti fisiche, emotive e mentali; sa di essere un piccolo nucleo attivo nella Grande Vita in evoluzione. Ad ogni iniziazione la vibrazione dei centri ed il loro potere vengono accresciuti e ciò procura anche una maggiore sensibilità e ricettività dei veicoli (fisico, emotivo e mentale) attraverso cui l’uomo si esprime e si sperimenta nel mondo, evolvendosi con esperienze di grado via via più elevate. Ciascuna iniziazione prevede che l’iniziato pronunci un sacro giuramento, formulato diversamente per ogni iniziazione, che attesti la sua ferma volontà di perseguire il proposito con tutte le sue forze e di mantenere il  segreto su quanto è accaduto nella cerimonia di iniziazione, sulle forze e le fonti di energia con cui è venuto in contatto e sulla parte del Piano di cui è venuto a conoscenza. Egli si impegna, in modo particolare, a non svelare la natura occulta dell’energia e le leggi che ne permettono l’uso; impiegherà  la nuova forza che gli è stata riversata nell’iniziazione per attuare il Piano divino in modo sempre più ampio, amorevole, intelligente e potente.  Alla seconda iniziazione, che può verificarsi a distanza di molte vite dalla prima, si vivifica il centro della gola. Egli si identifica non più soltanto con l’aspetto intelligenza dell’Ego, ma anche con l’aspetto amore-saggezza, riflesso del medesimo aspetto della Grande Vita di cui fa parte; egli opera coscientemente per far sì che, attraverso le sue azioni sul piano fisico, possa manifestarsi l’Amore intelligente. L’iniziato, che ha dominato il corpo fisico alla prima iniziazione, dovrà ora acquistare il dominio di quello astrale; rinnega i desideri personali e lavora per il Bene del Tutto sotto la guida del Maestro. Egli sente sempre più fortemente il dolore dell’umanità e sacrifica ogni cosa affinché il suo servizio sia sempre più ampio ed efficace; questa tensione al servizio e l’abnegazione che ne consegue fanno sì che  spesso in una stessa vita avvengano la seconda e la terza iniziazione. Tuttavia, per quanto riguarda le prime tre iniziazioni, è necessario che le conquiste dei livelli inferiori siano certe e stabili  per poter accedere alla successiva espansione. L’iniziato vede la parte che il suo lavoro e quello del suo gruppo hanno nel disegno totale; conosce meglio i compagni di gruppo e gli si rivelano i  gruppi con i quali il suo è in rapporto; vede più chiaramente lo scopo del servizio. Egli ha più potere di aiutare e di irradiare; il suo gruppo è più “saldo nella Luce” e “unito dall’interno” ; i Propositi ispirati dall’anima e perseguiti nell’unità d’intento, vengono attuati con Saggezza e Amore intelligente. La fede nutrita per millenni viene giustificata, e speranza e fede si fondono nella realtà accertata. La fede si trasforma in visione ed egli vede e conosce le cose che prima erano invisibili. Non può più dubitare poiché, grazie ai propri sforzi, è diventato un conoscitore. L’unità con i suoi fratelli è ora un fatto provato ed egli è cosciente dell’indissolubile legame che lo unisce a tutti gli uomini. La fratellanza non è più una teoria, ma una realtà scientifica dimostrata, non più discutibile di quanto lo sia la separazione degli uomini sul piano fisico. L’immortalità dell’anima e la realtà dei mondi invisibili sono dimostrate e accertate. Mentre prima dell’iniziazione questa fede era basata su fugaci e transitorie visioni e su salde convinzioni interiori (risultato del ragionamento logico e del graduale sviluppo dell’intuizione) ora è fondata sul riconoscimento indiscutibile della propria natura immortale. L’iniziato comprende il significato e la sorgente dell’energia e può cominciare a usare il potere dirigendolo con precisione scientifica. Ora egli sa dove l’attinge ed ha avuto la rapida visione delle riserve di energia disponibili. Prima ne conosceva l’esistenza e ne faceva un uso cieco e talvolta errato; ora la vede guidato da una “mente aperta” e può cooperare intelligentemente con le forze della natura. Alla terza iniziazione – la Trasfigurazione –  si manifesta all’iniziato una parte ancora più ampia del Piano del Logos planetario ; i desideri personali sono scomparsi ed egli ascolta solo la voce dell’Ego. Impara ad usare l’energia del Sé superiore per l’evoluzione del pianeta. L’iniziato, oltre ad  identificarsi con  gli aspetti intelligenza e  amore-saggezza dell’Ego, viene in contatto anche con l’aspetto volontà; con l’attivazione della sua piccola volontà egli potrà collaborare all’attuazione del Proposito che nasce dalla Volontà del Grande Essere “nel quale viviamo e siamo”. Egli apprende il dominio del corpo mentale e impara a costruire creativamente con il pensiero. Si vivifica il centro della testa e si potenzia ulteriormente l’Intuizione; ora il corpo fisico e quello emotivo sono puri e stabili; con il dominio del corpo mentale egli acquista maggiori capacità di servizio. Creerà forme pensiero sintetiche, chiare e forti, in linea con l’evoluzione prevista dal  Piano poiché non saranno indebolite dalla dispersione e dall’instabilità causate dalla sostanza del  corpo emotivo non ancora raffinato. Egli  è ora in contatto non solo con il suo gruppo ma anche con altri gruppi, collegati energeticamente, che lavorano per lo stesso fine; tiene presente nel lavoro il raggiungimento del bene maggiore per un maggior numero di individui possibile, e antepone il Bene di un insieme di gruppi al bene di un sol gruppo.  Il suo potere cresce  ed egli  coopera in ambiti diversi, in  piani sempre più ampi e con un proposito sempre più alto.  L’iniziato lavora ad un grado avanzato e le sue vibrazioni sono elevate; alla cerimonia della terza iniziazione l’officiante è il Signore del Mondo, il grande Jerofante; solo ora ciò è possibile poiché i corpi sono stati purificati e possono stare alla sua Presenza. Quando l’iniziato torna al suo servizio, si rende conto che la vibrazione più elevata gli consente possibilità di un lavoro più esteso e più intenso poiché la sua energia è aumentata; inoltre, la sua risposta alla Fonte superiore è più immediata, poiché si è perfezionata e potenziata la capacità di lasciasi “impressionare” da essa. Egli impara a leggere le “memorie dell’akasha”, comprende il proprio posto nel gruppo e può collaborare ai piani del Logos, che gli si rivelano sempre più chiaramente ed estesamente. Usa le energie e diventa un centro potente  di distribuzione delle forze; essendo coscientemente sul piano mentale, la sua capacità di diffondere Bontà e Verità è molto più ampia.  Vede tutto il passato come dietro di sé, coglie la più vasta visione che lo attende e realizza come inesistente ciò che è legato al tempo. Ascolta il canto di gioia: l’opera è compiuta. Il mio orecchio è sordo al richiamo della Terra, ode solo la tenue voce delle anime chiuse nelle forme, poiché sono come me; sono unito a loro. La voce divina risuona chiara, e nei suoi suoni e soprasuoni le piccole voci delle forme svaniscono e si perdono. Dimoro nell’unità. So che tutte le anime sono una sola. La Vita universale mi travolge, e mentre spazio sulla via che sale – la via divina – vedo spegnersi le energie minori, Sono l’Uno, sono Dio. Sono la forma che contiene ogni forma. Sono l’anima in cui si fonde ogni anima. Sono la Vita, e contengo tutte le vite minori. La quarta iniziazione richiede che  l’iniziato abbia assimilato molte conoscenze riguardo ai piani cosmici ed abbia sviluppato ad un alto livello le sue capacità di sintesi. Egli sa ora utilizzare la forza del proprio gruppo egoico per l’evoluzione del pianeta. L’iniziato entra in contatto con la Monade e può agire pienamente come amore-saggezza, intelligenza attiva e volontà dinamica. Si è liberato del karma personale, e lavora per il dissolvimento di quello planetario; gli si svela il Proposito del Logos relativo alle evoluzioni delle vita minori dei  regni terrestri; egli vede chiaramente i collegamenti tra i regni di natura ed  realizza l’unità dello schema.  Nella vita in cui consegue la quinta iniziazione – la Crocifissione – l’iniziato affronta dolore e solitudine; egli ha sacrificato ogni cosa: famiglia, rapporti di amicizia, fama, e in ultimo perfino la propria stessa vita. Egli può ora utilizzare con maestria l’energia del pianeta. Gli si rivela ancora più chiaramente e ampiamente il proposito del  Logos Planetario; vede gli altri due schemi planetari con i quali il nostro pianeta è collegato e coopera con i Piani dei tre Logoi planetari. Egli è in rapporto ravvicinato con i deva, conosce il  potere del colore e del suono e ha appreso ogni insegna mento dell’Aula della Saggezza; opera in numerosi piani e insegna a numerosi allievi. Gli viene rivelato il segreto del Fuoco o spirito ed egli vede che tutto è fuoco. A questo punto l’Adepto  può decidere di proseguire la sua evoluzione in altri schemi planetari o rimanere sulla terra per continuare il suo servizio all’umanità. Egli può, in questo caso, accedere ad altre due iniziazioni. La sesta e la settima iniziazione fanno dell’iniziato un Budda liberato, gli permettono di cogliere in modo inequivocabile l’Unità della vita, di stabilire un contatto consapevole con il Logos planetario e di cooperare ai suoi piani. Alla sesta iniziazione gli viene svelato il piano unitario del sistema solare nei  dettagli e vede chiaramente il Proposito del Logos. Egli è in grado di utilizzare in modo scientifico l’energia planetaria. Alla settima iniziazione comprende che il Logos coopera ai piani di un Essere ancora più elevato e che tutti i piani ed i propositi sono sinteticamente coordinati in un’unità essenziale. Egli mirerà, in ogni opera della sua vita, all’Unità, alla Sintesi, all’Armonia, alla stabilirsi del Verità e della Bellezza sul pianeta. L’Assoluto gli si manifesta come coscienza perfetta. Nel corso della cerimonia d’iniziazione gli sono concesse alcune rivelazioni:

g)    vede chiaramente che le esperienze delle sue incarnazioni precedenti e i suoi   rapporti con il gruppo hanno avuto il fine di portarlo al punto di poter cooperare coscientemente, e a livelli sempre più avanzati, all’attuazione del Piano del Logos; la sua evoluzione gli si palesa come parte dell’evoluzione dell’unica Grande Vita;

h)    gli viene rivelato sempre più chiaramente il lavoro da svolgere al presente e la parte di Piano da attuare nel futuro più vicino; egli serve perciò l’umanità con chiarezza sul Fine e sul Proposito;

i)    in una breve visione gli viene manifestata la gloria della realizzazione finale di sé e del suo gruppo, perfezionati e santificati; lo splendore del Logos planetario e  l’attuazione dell’ineffabile  Proposito del Logos solare.

All’Adepto liberato si aprono varie possibilità di evoluzione successiva, rappresentate da diversi Sentieri; Egli intraprenderà  esattamente la sua Via scegliendola  secondo la sua vibrazione, la sua nota e il suo colore particolare, in conformità alla Legge di Attrazione, attiva in tutto l’universo. Il Sentiero meglio conosciuto è quello intrapreso da Coloro che scelgono il Servizio alla Terra,  consacrandosi a lavorare con i membri della Gerarchia per l’evoluzione del nostro pianeta. Con l’evoluzione progressiva dell’umanità, i rapporti con i Fratelli Maggiori si intensificheranno e diventeranno sempre più noti il lavoro da essi compiuto e le metodologie usate; molti, preparati da adeguati Istruttori, coopereranno con servitori del Piano non più in modo occulto, ma con evidenza exoterica.

IL DISCEPOLATOultima modifica: 2010-12-05T16:46:00+01:00da mikeplato
Reposta per primo quest’articolo

One Response

  1. cicciopanza
    at |

    riguardo agli elettroni qui araffazzonati a formare il nucleo dell’atomo …..
    “L’esperimento della doppia fenditura è una variante dell’esperimento di Young che permette di dimostrare la dualità onda-particella di luce e materia.
    Richard Feynman era solito ripetere che questo esperimento rappresenta la chiave per la comprensione della meccanica quantistica ed ha costituito il fondamento della formulazione degli integrali sui cammini da lui scoperta”( gli integrali sui cammini della scoperta …mica minchiate qualsiasi !…tutte dimostrabili e dimostrate con strumenti scentifici che nel frattempo oltre a misurare registrano…)
    ad oggi non si sà ancora se esso è onda o materia .
    quel che è importante è almeno una lieve conoscenza ( gli integrali sui cammini della conoscenza…)

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.