EVA…PRINCIPIO FEMMINILE UNIVERSALE

di Alfredo di Prinzio

 

Quante cose si sono dette su Eva in bene e in male. Addirittura molte persone insultano la sua memoria senza nessun motivo, dicendo:” Porca Eva o Puttana Eva” in forma gratuita e volgare.

Altri, più grezzi ed ignoranti dei primi, l’accusano di essere la causa determinante della Caduta di Adamo e del Peccato Originale, e di tutto il male che colpì il genere umano dall’inizio dei tempi fino ad oggi.

Nulla di più errato e degradante! Perciò tenterò di ri-valutare questa figura di donna, quale archetipo dell’uomo in generale, e del genere femminile in particolare, sennò di tutta la natura terrena, celeste ed universale.

Infatti, questa Potenza Femminile che si manifesta nel genere umano, per maggior comprensione, la dividerò in tre aspetti di base: Lilith, Eva e Maria, che in realtà sono un’unica cosa.

Prima rappresentazione conosciuta di Lilith – rilievo sumerico 1540 A.C.

La prima, Lilith, rappresenta il lato oscuro e tenebroso della Dea, ed è il più generalizzato in quanto si ciba dei vizi e delle aberrazioni erotiche sessuali.Il secondo aspetto viene definito Eva, essendo la generatrice delle forme fisiche.

Il terzo, invece, viene definito come Maria, ed è colei immacolata, che s’ingravida con il Quinto Elemento, per generare la Luce Spirituale nella grotta del cuore, o Cristo, che sta a significare la stessa cosa.In diverse tradizioni Eva era riconosciuta sotto altri nomi:

in India la chiamavano Mariana, in Egitto Iside, in Grecia Atena, a Roma Minerva e nella tradizione cristiana Maria, mentre in quella ebraica si conosce come Miryam. Ed è sempre Lei, che in epoche diverse prende un nuovo nome, essendo la Madre del Cielo, della Terra e di tutto l’Universo.Il potere della Dea è eterno ed infinito, essendo la Grande Madre della Vita e di tutto quanto esiste.

Perciò il nome Eva è unito a la sua polarità opposta chiamata Hod e da questa unione viene fuori il sacro nome di Dio: JEHOVAH o JEVEH! Metà maschio e metà femmina.

Lilith e Eva nel Paradiso

Ecco che abbiamo i due Principi in Uno, ed il maschile unito al femminile, il Fuoco e l’Acqua, l’Androgino Sacro, che non è altro che il Dio Creatore che si perpetua attraverso le sue opere eternamente.

Adesso è comprensibile che il nostro Dio è un Lui ed una Lei, un Padre Madre.La stessa lettera dieci dell’Alfabeto Ebraico, lo Hod, noi lo rappresentiamo come un Uno accompagnato da uno Zero, il maschile ed il femminile: 10, oppure con un punto al centro di un cerchio, ossia il Principio Creatore Maschile dentro la Matrice Femminile Universale.Ritorniamo a Lei, a Eva, Maria, Iside, poiché il simbolo esterno che manifesta questa energia femminile è la Luna.

Un altro è il Mare, ossia, l’acqua, e da questo il nome: Mar, Mara, Meras, Maria; la Luna ha potere su tutte le acque del pianeta e ne è il Principio stesso, come lo è di conseguenza per tutti i liquidi contenuti nel corpo, la linfa vitale e il sangue, con tutta la memoria genetica della sua mappatura cromosomica.

Così accade per il corpo di mezzo che, come “contenuto”, riempie ogni atomo dei corpi “contenitori”.

Abbiamo così un corpo fisico fatto di materia solida, un corpo animico, fatto di liquidi, e un corpo spirituale fatto dalla sublimazione di tutti e due.

Questo concetto d’individuazione deve essere chiaro, per permettere un lavoro accurato su questi tre aspetti dell’essere umano.

Continuando con la speculazione simbolica: Iside è coronata con una falce di Luna, mentre Maria la calpesta sotto i piedi, riferendosi alle fasi lunari. Perciò nelle litanie viene chiamata Regina del Cielo, Stella maris, dove conferma che la Luna, l’Acqua di mare e le dodici stelle che la coronano sono aspetti differenti di Eva, ossia: di Eva, come principio universale femminino, e Mater, come materia plasmabile e plastica.

Iside coronata con la Luna

In altre iconografie è accompagnata dal serpente, e non è, come affermano i preti, Satana in persona, il male che è calpestato da Lei, ma rappresenta la forza fallica come “Principio vitale”, tanto denigrato dalla Chiesa che, insieme ad Eva, furono condannati come causa di tutto il male.

Invece Adamo, Eva, il Serpente, l’albero ed il Paradiso, sono in ogni uomo e in ogni donna, ed è proprio nella genesi che si trova “nascosto” il più grande mistero della Creazione e, soprattutto, dell’Uomo.

Nell’uomo Adamo, la sua metà è rappresentata da Eva, la donna, l’equilibrante, che completa l’unità Dio.

L’uomo solo, o la donna sola, sono Dei a metà, incompleti. Questa è la sola ragione per cui i complementari si attirano e si completano, formando un cerchio perfetto dal quale scaturisce l’intera creazione: Adamo, Fuoco Sacro che feconda Eva, la Matrice universale delle forme.

Molti popoli hanno dei culti e riti particolari alla Dea che vengono da un passato remoto; riti alla fertilità, alla pro-creazione, alla Terra, alla Grande Madre, alla Pacha Mama, alla Madre di Dio, ecc., i cui nomi erano: Isthar, Innana, Iside, Eva, Maria, Myriam e tanti altri riferiti sempre allo stesso principio sacro.

Racconta una leggenda che quando Iside morì, sulla sua tomba fu eretta una bellissima statua che fu coperta con un drappo nero dalla testa ai piedi e sul basamento era scritta una frase più o meno così:“Io sono nera, o figlie di Hiram-Sulim! Sulimita, io sono nera, ma io sono bella, e tutta velata della mia nudità. Io sono tutto quello che fui, quello che sarà e nessuno fra i mortali osò alzare il velo”.

Ed è proprio sotto questo velame, fatto di miti, leggende e parabole dove si devono cercare i Misteri Iniziatici, dietro cui soltanto alcuni campioni dell’umanità riuscirono a dare un’”occhiatina”, elevandosi ad altezze tali fino a raggiungere gli dei dell’Olimpo.

La Madonna, come Iside, con la falce di Luna

Tutti gli uomini potrebbero raggiungere lo stesso traguardo di questi Grandi Maestri, basta seguire le loro orme. Perché basterebbe fare come alcuni Alchimisti che unendoli maschio con la femmina, il Fuoco con l’Acqua, Adamo con Eva, che gli occhi si apriranno scoprendo la realtà delle cose.

E come se la Mater-materia si autoringravidasse trasformandosi da Eva in Maria, “partorendo” il Cristo, che non è altro che l’energia elevata alla massima potenza.Credo che ormai è chiarissimo che Eva non è stata mai una donna di carne ed ossa, come non lo è stato Adamo. Come del fatto che di loro si dicono, il primo uomo e la prima donna. Ripeto che si parla dei due Principi Universali per far comprendere il “meccanismo umano” per trascendere la realtà e diventare un “Vivente”.

Tutti i culti alla Dea, visti sotto svariati nomi e pratiche, indicano più o meno la stessa cosa. Nei Tarocchi, nella lama n°2, vediamo la dea Iside seduta ieraticamente su un trono fra due colonne. Nelle sue mani, appoggiate sul grembo, tiene il libro della Legge unitamente alle chiavi della Conoscenza. Questo significa che è Lei la reale Iniziatrice degli uomini ai Misteri, che permetteranno il passaggio dall’uomo a Uomo Dio.

La Papessa, seconda lama dei tarocchi

Perciò nella Bibbia gli dei creatori riconoscono che l’uomo è diventato come uno di loro, ossia un dio.

Questa elevazione dalla condizione umana a quella divina è opera di Lei, l’Anima Mundi, la “madrina” che accompagna il “candido candidato” al cospetto di Dio-Luce, dopo aver superato le diverse prove, passando attraverso la barriera di fiamme dei Cherub, ossia dei guardiani, lo riporta, come Figliol Prodigo, alla Casa del Padre, o Terra Promessa, oppure, Terra dei Viventi.

Questa è la somma bellezza dei racconti, delle leggende, dei miti, che come un sacro Rebus, le persone super intelligenti, umili e semplici, possono interpretare incontrando le soluzioni, e, in conseguenza il metodo operativo, se il tutto viene riportato a se stesso.

Diviene così un figlio di Ermete, un Eroe, figlio di hera, la Madre Terra, e tutto ritorna.E’ meglio ricordare che le verità furono occultate, nascoste sotto uno spesso velame di parole e più parole, così in profondità che diventa un impresa eroica intuire qualcosa.

Ricorda il corpo di Osiride fatto a pezzi e sparsi per il mondo.

Così il ricercatore dovrà imitare Iside, riunirli uno per uno, ri-comporre il corpo pezzo per pezzo per averlo completo.

Bene, Osiride è esattamente come il “Corpus Hermeticum” sparso nelle diverse tradizioni, che l’iniziato ha il compito di riunire quello che è sparso.Anni fa in una vacanza in Grecia, comprai in un mercatino una statuetta che raffigurava una bellissima donna nuda, alla base vi era inciso un nome: “Eva”, ma girandola c’era la sorpresa, perché era un bel fallo eretto con la scritta: “Adamo”!

Forse si tratta di una traccia. Forse….Chissà…? Per concludere vi trascrivo le litanie alla grande Signora dei sacerdoti indù e del culto degli antichi egizi; noterete la grande similitudine con quella cristiane, anche per comprendere che le radici sono le stesse.

Litanie della tradizione Indù:

Santa Marianna, madre di perpetua felicità.

Madre di Dio,Uomo incarnato.
Madre di Krishna.
Madre eterna vergine.
Madre purissima.
Vergine castissima.
Madre sempre pura.
Vergine Trigama.
Specchio della Coscienza Suprema.
Madre sapientissima.
Vergine del loto bianco.
Matrice aurea.
Luce celestiale.
Regina dei Cieli e della Terra.
Anima Madre di tutti gli esseri.
Vergine concepita senza macchia di peccato.

Litanie della Tradizione dell’antico Egitto.

Santa Iside.
Madre Universale.
Madre degli dei.
Madre di Horus.
Anima Madre dell’universo.
Sacra Vergine Terra.
Madre d’ogni vivente.
Illustrissima Iside misericordiosa e giusta.
Specchio di Giustizia e Verità.
Misteriosa Madre degli uomini.
Loto sacro.
Sistro aureo.
Astante.
Regina dei Cieli e della Terra.
Vergine Madre
.

Credo sia del tutto inutile trascrivere le litanie alla Vergine Maria, perché, come potete notare la similitudine è sbalorditiva. Così gli antichi Padri conoscevano la Sublime Potenza di Eva e di tutte le sue diverse emanazioni; Chiave dei Misteriosi Cieli Supremi.

Nota: litanie tratte dal libro: “Del sesso a la Divinidad” di Jorge Adoun – Ed. Kier Buenos Aires – Argentina

Articolo già pubblicato sulla rivista “Hera”

EVA…PRINCIPIO FEMMINILE UNIVERSALEultima modifica: 2012-11-06T00:14:00+01:00da mikeplato
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