IL MISTERO DEL BIGFOOT

1Intervista con “Kewuaunee” Jack Lapseritis M.S., autore di The Psichic Sasquatch and their ET Connection. “Non so chi sei, ma non ti farò del male”!

Di Paola Harris

Paola: Quando hai cominciato la tua ricerca sul fenomeno Bigfoot? Prima di occupartene, ti interessavi al fenomeno UFO?

Jack: Preferisco essere chiamato con il mio nome da nativo americano, Kewuaunee. Ad essere sincero, UFO e fenomeni insoliti mi interessano da sempre, ma stranamente ho cominciato ad interessarmi al “Bigfoot” cinquant’anni fa, ero un dodicenne che scriveva a diverse università e a diverse persone. Ad esempio, scrivevo ad Harrison Hot Springs, British Columbia, all’attenzione del direttore dell’ufficio postale. Però, a dieci anni, stiamo parlando degli anni ’50, m’interessavano gli UFO. Non so perché. Le informazioni disponibili erano poche. Quando per la prima volta sentii parlare per la prima volta del Bigfoot avevo dodici anni.

Paola: So che hai fatto parte dell’esercito per quattro anni e hai viaggiato molto,oltre ad aver frequentato il college e aver conseguito quattro lauree, prevalentemente in antropologia.

Jack: Sì, ho fatto parte della United States Army Security e ho viaggiato molto.

Paola: E dove sei cresciuto?

Jack: Un po’ nel Massachusetts occidentale, un po’ nel Vermont. Avevamo una grande casa in entrambi gli stati. Ho cominciato la mia ricerca sul Bigfoot nel 1956 a Greenfield, Massachusetts. Mio padre era cacciatore e pescatore e sullo STAG Magazine avevano pubblicato un articolo che parlava del Sasquatch. Fu allora che scrissi alla Reutkurs (spelling) University e molte altre località, soprattutto in Canada, indirizzando le lettere al direttore delle poste di ogni città. Sapevo che i direttori delle poste lavoravano per il governo, a quel tempo, e mi avrebbero risposto. Spedivo l’articolo sul Bigfoot e loro mi scrivevano ciò che pensavano del fenomeno. I seguito, durante i miei viaggi in tutto il mondo, in Inghilterra, Africa orientale, Giappone, Australia, coltivai questo interesse. Feci uno studio antropologico tra gli Indiani Takuna di Bogotà, Colombia. Mia madre per cinque anni mi spedì informazioni e riviste mentre ero all’estero.

Paola: All’epoca esisteva solo quella famosa fotografia del Bigfoot con il filmato, giusto?

Jack: Sì. Il filmato di Roger Patterson era stato realizzato il 7 ottobre 1967. All’epoca vivevo in Etiopia.  Il film era stato analizzato più e più volte e gli scienziati dello Smithsonian Museum, dopo solo un’occhiata lo avevano bollato come falso. Ma oggi persino un profano potrebbe distinguere i muscoli ripartiti uniformemente nel corpo, nelle gambe, sulle scapole. Altri scienziati questo lo hanno notato. Poi venne portato in Russia ed analizzato per sei anni da antropologi fisici, che lo esaminarono sequenza per sequenza, proprio come dovrebbero fare gli scienziati. Perché gli esperti negli Stati Uniti non fecero vergognosamente niente? Perché non fecero la stessa cosa?

Paola: Per lo stesso motivo per cui non fanno niente sugli UFO, il paranormale e l’ESP. Non rientrano nella nostra cultura e vengono rifiutati. 

Jack: E’ assurdo. Se ricordi, la scorsa settimana nel programma televisivo “60 Minuti” (Agosto 2006), hanno parlato delle dimissioni di uno scienziato governativo, perché il governo Bush rifiuta di ammettere il “riscaldamento globale”. Volevano che si dicesse che non è vero. C’è un’enorme quantità di prove a sostegno ma George Bush e suo padre hanno investimenti nel combustibile fossile e continuano a negare la verità. Di conseguenza penso che alcuni scienziati vengano minacciati di non divulgare le informazioni sul Bigfoot.

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Paola: Nel mio prossimo libro parlo dei protocolli di contatto futuro con gli extraterrestri. Il Bigfoot appartiene ad una realtà dimensionale di cui abbiamo avvistamenti in tutto il pianeta. Puoi darmi tre suggerimenti su come la gente dovrebbe comportarsi se dovesse incontrare un Sasquatch nei boschi? Vale a dire una sorta di protocollo, cosa si aspettano che facciano gli umani.

Jack: La cosa più importante è non essere assolutamente aggressivi. Se hai un’arma, deponila. Se la tieni nella fondina, estraila e mettila giù. Fa’ in modo che lui lo veda. Lui sa cosa significhi. Se stai pensando di averne bisogno per proteggerti, considera che possono correre ad una velocità di 70 miglia orarie. Possono afferrarti e scaraventare in aria un’automobile con una mano. Sono incredibilmente forti ma non attaccano le persone. Non siate aggressivi, nemmeno col pensiero. Nel 1981 intervistai tre persone di 19, 20 e 22 anni. Dissero, “Non capiamo. Era un Sasquatch di 7 piedi. Ci rifugiammo in una baita. Picchiò alle porte. Ruppe la finestra del retro”. Dissero che stava per ucciderli. Io spiegai che invece non l’avrebbe fatto. Risposero che li aveva attaccati, ma battere alle porte non significa attaccare, e domandai loro quali fossero stati i loro pensieri.  Uno dei giovani rispose, “Se avessi avuto una pistola gli avrei sparato”! Bene, stavano proiettando i loro pensieri e lui può leggerli.

Paola: Ma queste persone non ne erano consapevoli.

Jack: Esatto. Senza volerlo, stavano proiettando tutti i loro pensieri negativi

Paola: Ma il Sasquatch non sa che noi non usiamo la telepatia su questo pianeta?

Jack: Certo, ma questo non va forse a loro vantaggio? Trasmettiamo loro pensieri amichevoli, come “Non so chi tu sia ma che Dio ti benedica. Non ti faremo del male”. Pensatelo, lui lo saprà.

Paola: Vi è un’interazione tra te e questi esseri?

Jack: Sì, ho lasciato loro dei cristalli.

Paola: E poi?

Jack: In cambio mi lasciano rocce o erbe. Sono un erborista. A volte mi lasciano delle piante e mi spiegano telepaticamente a cosa servono. Abito in un rifugio da anni. Se lascio loro del cibo, in cambio trovo qualcos’altro. La mia baita si trova in una zona selvaggia, non c’è nessuno.

Paola: Hai detto di aver visto tre tipi di Bigfoot. Quali sono?

Jack: Ho visto il tipo simile alla scimmia, chiamato Sasqatch e quelli che noi chiamiamo “Gli Antichi”, con molti meno peli sul viso. Ho visto degli ET con loro. Piccoli. Ne ho visto uno in particolare con la forma degli occhi obliqua e con indosso una tuta spaziale. Ho visto quelli provenienti dalle Pleiadi, simili a noi ma più alti. La donna era alta circa 6’ 3’’ e i due uomini 6’ 4’’ e 6’ 6’’ pollici. Si proiettarono letteralmente giù nel bel mezzo del salotto di un amico rimasero lì. Indossavano una tuta.Nel gennaio del 1991 apparve un Katchinas di 6 1/12 piedi, davanti al mio letto a Sedona, in Arizona. Mi trovavo nell’abitazione di una sciamana indiana. Appena spensi le luci, apparvero. Si poteva sentire il fruscio delle loro piume e i campanelli alle caviglie. Mi parlarono della mia vita, per quasi un’ora. Sono sostanzialmente extraterrestri e fanno parte della tradizione Hopi. Grazie a loro compresi fosse l’amore incondizionato e l’importanza di non giudicare. Tutto questo ha cambiato letteralmente la mia vita.

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Paola: Infine, credi sapremo mai la verità sul Sasquatch, si paleseranno mai? Il numero di persone che li incontrano aumenterà di volta in volta?

Jack: Se ne vedono sempre di più a causa della progressiva distruzione delle foreste. La mia sensazione è che se attorno al 2012 vi sarà una purificazione del pianeta, con terremoti ed epidemie e la perdita di molti bilioni di vite umane, allora che si faranno avanti per aiutarci…

Paola: Quindi credi alla profezia del 2012?

Jack: Certo. Il calendario Maya è il più accurato del mondo, di gran lunga più accurato di quello moderno.

Paola: E loro ti hanno parlato di tempi difficili a venire?

Jack: Mi hanno detto di mettere da parte cibo, acqua, abiti caldi in diversi luoghi, in caso qualcuno li trovasse. Hanno detto che saremo al sicuro nei boschi, ma loro vivono sottoterra.

***

Jack Lepserities (Kewuaunee) ha scritto uno dei più interessanti e completi libri sul Sasquatch, “The Psychic Sasquatch”, che riporta molti avvistamento in tutto il mondo. Ha un rapporto unico con il “Bigfoot”, ma in quanto antropologo, è interessato anche all’interazione umana, e nel suo libro si possono leggere ben 139 interviste da lui realizzate. Mi ha raccontato di aver addirittura parlato con il Dr Allen Hynek, affascinato da questo aspetto del fenomeno.  Esistono diverse tipologie di questo essere. Gli Yeti sono bianchi e vivono sull’Himalaya, quelli più simili alle scimmie, bruno-rossastri sono stati avvistati un po’ dappertutto negli Stati Uniti, e quelli che lui chiama “Gli Antichi”, sono umanoidi con pochi peli e sono molto intelligenti. Alcuni esseri sono femmine che crescono i figli. La maggior parte vive sottoterra ma escono anche da porte dimensionali e sono consapevoli dei loro vicini umani. Questi naturali portali dimensionali producono un effetto rilucente nella foresta, descritti da alcuni testimoni.

Grazie al principio della fisica quantistica di “non località”, Kewuaunee ritiene che questi esseri possano apparire ovunque, come fanno gli ET. Kewuaunee ha mostrato alcuni stupefacenti filmati di un giovane Sasquatch che guarda dritto nella videocamera.  Ha anche mostrato molte foto di questi esseri che camminano eretti come noi nei boschi e prendono del cibo dai giardini della gente. Ha raccolto peli e campioni di feci e ha persino diversi calchi in gesso di impronte, e quindi esistono delle prove fisiche da studiare.  Ancor più interessante è la connessione del Bigfoot con le razze extraterrestri. Loro e noi potremmo essere delle specie geneticamente manipolate. A sostegno della loro esistenza, oggi abbiamo foto e filmati. Tutto questo deve essere studiato scientificamente, perché è realtà. Dal momento che gli avvistamenti di UFO e di Bigfoot sono spesso concomitanti, Kewuaunee ci esorta a rivedere il paradigma scientifico di ricerca, includendo le testimonianze di esperti sul Bigfoot.

 A mio parere, questo è un esempio perfetto dell’importanza di stabilire dei protocolli esopolitici pacifici per il futuro contatto. Incoraggiare un rapporto amichevole con questi esseri di animo gentili e altre specie in visita arricchirà le nostre vite.

IL MISTERO DEL BIGFOOTultima modifica: 2014-03-26T14:36:11+01:00da mikeplato
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