IL MISTERO DELL’ASTRALE (INTERVISTA A JIM DEKORNE)

Un’analisi dello stato di coscienza straordinario, noto al pubblico come OBE (Out of Body Experience), attraverso l’intervista al ricercatore americano Jim Dekorne

Di Mike Plato

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«Se non siamo coscienti qui, lo siamo da un’altra parte, qualunque cosa sia. Ci si sposta solo verso un altro tipo di veglia, lungo lo spettro della coscienza» (Robert Monroe).

«Gli uomini privi di saggezza sono il bestiame degli dèi. Come un uomo non ama perdere un capo di bestiame, così gli dèi non amano che un uomo diventi saggio» (Formula Indù).

«L’anima è il nutrimento degli Arconti, delle Potenze astrali, senza cui non possono vivere, perché essa promana dal Pleroma e dà loro forza. Ma se l’anima si impregna di conoscenza di sé, se prende consapevolezza, essa si può difendere innanzi a ciascuna Potenza e va oltre i guardiani di questo mondo per ritornare al Regno» (Epifanio, Contro le Eresie 40:2).

Jim DeKorne è un ex sessantottino impegnato nella battaglia per i diritti civili e contro la guerra del Vietnam, nonché negli anni ’90 coinvolto attivamente nel rinascimento psichedelico. Ha scritto alcuni testi concernenti gli stati alterati di coscienza e i viaggi fuori dal corpo. Ha studiato in profondità le memorie e le esperienze di Robert Monroe, il pioniere delle OBE e dei viaggi astrali. Ha scritto saggi mai pubblicati in Italia quali Gnostic Book of changes, The cracking tower e soprattutto Psychedelic shamanism.

Jim Dekorne

                                              Jim Dekorne

Mike Plato: Jim, qual è il tuo campo di interesse?

Jim DeKorne: «La possibilità di liberarsi dai ceppi della materia fisica. Noi siamo anima, ma per un motivo sconosciuto l’anima è legata al corpo. Nonostante questo, di quando in quando, possiamo volare via con l’anima sperimentandone il regno di appartenenza. In questo senso le eccezionali esperienze OBE di Robert Monroe e le sue ricerche sono per me un punto di riferimento».

The Journey of Bob Monroe 02

M.P.: Chi era Robert Monroe?

J.D.: «Nel 1958, il quarantaduenne Monroe, all’epoca noto conduttore radiofonico di successo, iniziò spontaneamente a lasciare il suo corpo durante il sonno. Non avendo conoscenze personali sulle esperienze extra corporee (OBE), Monroe inizialmente temeva un tumore al cervello, o un’incipiente malattia mentale. Quando gli esami fisici e psicologici lo rassicurarono sulla sua salute, iniziò un programma coscienzioso di registrazione di tutti i suoi viaggi OBE. La raccolta dei dati ha portato a tre libri: I miei Viaggi fuori del corpo (1971), Viaggi lontani (1985), e Ultimo viaggio (1994). Senza idee preconcette su ciò che stava vivendo, le sue percezioni non sono state peraltro offuscate da dottrine o credenze. Un suo amico psicologo lo consigliò di andare in India per molto tempo presso un maestro qualificato, in un Ashram, per apprendere i segreti della meditazione e, attraverso studio e disciplina, riuscire ad accedere a superiori stati di consapevolezza con la forza di volontà. Monroe si sentiva un uomo occidentale, capì che era impossibile aspettare tanto tempo e abbandonare del tutto la sua vita, per cui usò la sua curiosità e la sua determinazione nel trovare altre spiegazioni scientifiche alle esperienze che viveva. Investì tempo e denaro in attività di ricerca e alla fine riuscì a sviluppare diversi metodi per innescare esperienze OBE, tra le quali tecniche sonore per sviluppare il sincronismo dei due emisferi cerebrali. Robert Monroe non è più tra noi, ma ci ha lasciato quella che è probabilmente la descrizione scientifica più convincente di consapevolezza extra-corporea scritta in un linguaggio moderno. Lo stesso François Brune, teologo e ricercatore nel campo degli studi sulle presunte comunicazioni con l’aldilà, considera questo autore particolarmente affidabile. Potrei paragonare il tentativo di Monroe di coniugare approccio scientifico e approccio metafisico a quello del grande Patanjali col suo Raja Joga, come descritto negli Aforismi Joga».

Astral-Projection-2M.P.: Cosa sono le O.B.E.?

J.D.: «La Maggior parte dei ricercatori di questo fenomeno ritiene che tutti hanno esperienze extracorporee, ma sono dimenticate perché di solito si verificano all’interno dei sogni.  È molto raro, almeno nella cultura occidentale, per la coscienza di veglia osservare questi stati mentre si svolgono. Il “sogno lucido”, ossia l’inserimento della coscienza di veglia nella consapevolezza del sogno,  infatti, è comunemente considerato come un presupposto utile per la capacità di lasciare il corpo “a volontà”. Non sorprende allora che non pochi individui affermino di avere esperienze di questo tipo molto spesso, ma molti meno dicono che l’esperienza sia fatta volendola. Robert Monroe è stato uno di questi ultimi, e siamo fortunati che la sua curiosità scientifica lo ha portato a registrare il fenomeno per i posteri. Quelli che ricordano un’esperienza fuori dal corpo di solito la considerano l’avventura più terrificante o più estatica della loro vita. Pochi la etichettano come un’illusione. Un’OBE è quanto di più numinoso la vita abbia da offrire e, se non altro, è la prova positiva (per il soggetto, in ogni caso) che la coscienza può esistere al di fuori del corpo fisico. Ho sperimentato una OBE in piena consapevolezza nel 1968, oltre a numerosi sogni negli anni successivi. Purtroppo, con l’eccezione della prima volta, non sono stato più in grado di avviarne pienamente un’altra di pari intensità».

M.P.: Ci descrivi sinteticamente la tua personale esperienza?

J.D.: «Per dare un’idea di ciò a cui è simile un OBE cosciente, mi limiterò a descrivere la mia avventura. Nella notte dell’11 novembre 1968, io e mia moglie vivevamo in un appartamento a San Francisco. Quella sera leggevo un libro che avevo acquistato il giorno prima: Astral Projection, di Oliver Fox. Scoprii che questo libro era considerato un classico del suo genere, ma non sapevo nulla di OBE. Fino a quel momento avevo non pochi pregiudizi  sull’argomento in un modo o nell’altro, e se qualcuno me lo avesse chiesto, avrei probabilmente risposto con scetticismo che le OBE (“proiezioni astrali”) erano probabilmente una specie di allucinazione. Il libro era affascinante, aveva una certa qual credibilità, e mi colpì profondamente. Nel libro, Fox descrive un metodo che usava per abbandonare coscientemente il suo corpo: questo comporta essenzialmente il concetto di “risveglio a se stessi”, mentre sei nel bel mezzo di un sogno. Egli chiamava questa fattispecie: il “Sogno di conoscenza”».

M.P.: Qualcosa di analogo al principio del “sogno lucido”?

J.D.: «Fox in sostanza affermava che per raggiungere il Sogno della Conoscenza, dobbiamo suscitare la facoltà critica che sembra essere in gran parte inoperante nei sogni. Prima di andare a dormire dobbiamo imprimere nella mente l’opportunità di non consentire alla facoltà critica di spegnersi, ma deve essere tenuta desta, pronta a balzare su qualsiasi incoerenza nel sogno e riconoscerla come tale. La tecnica mi sembrava abbastanza semplice, così quando mi sono preparato a dormire ho deciso che avrei cercato di risvegliare la mia coscienza all’interno del primo sogno che avessi fatto. Non ho idea di quanto tempo avevo dormito, improvvisamente mi rendevo conto che stavo sognando. C’era un piccolo cane bianco che ha cominciato girare come una trottola: un’immagine abbastanza bizzarra, certamente una immagine onirica. Mi risveglio!  Ero sveglio nel letto, ancora nel mio corpo.  Non funzionò ma non demorsi e riprovai. Mi riassopii, sognai di nuovo, e di nuovo sembrò che mi risvegliassi, ma stavolta era diverso. Ero sveglio nella mia stanza, mia moglie dormiva accanto a me, e accanto a lei nel letto c’ero io! Stavo passivamente galleggiando sopra il mio corpo, e guardando verso l’esterno verso la porta della nostra camera da letto. In piedi c’era una giovane donna, forse diciannove o venti anni, un po’ sovrappeso, ispanica, con un sorriso sognante alla Mona Lisa sul suo viso. C’era qualcosa di sbagliato in lei, una pallida verdognola “aura” le circondava la testa e le spalle, proiettando verso l’esterno a non più di due o tre centimetri. Era consapevole della mia presenza in un certo qual modo, ma sembrava piuttosto preoccupata per qualcosa. Uscì nel corridoio. Mi sentivo fluttuare in quella direzione, una sensazione molto strana. Anche se l’esperienza non era certo identica alla “ordinaria” coscienza di veglia, in termini di capacità di differenziare l’esperienza, ero sveglio come lo sono ora. Ero sbalordito per ciò che mi accadeva, quasi sopraffatto e quindi ho realizzato: “lo sto facendo, mi sto proiettando!” non sentivo assolutamente alcun timore. Infatti, l’esperienza è stata esaltante! Improvvisamente, la donna riapparve e coscientemente e deliberatamente allungai la mano per toccarla per vedere se fosse reale (anche se sapevo dalla mia lettura di poche ore prima che un tale tentativo di contatto “astrale” fa cessare di solito l’esperienza). Avevo compulsivamente bisogno di sapere se avesse sostanza. La mia mano attraversò il suo corpo come se fosse stata aria, una “sensazione” molto inquietante! Non mi dilungo perché l’esperienza è stata lunga e ho visto altre cose e altre “figure”, e sono stato in altri luoghi in quell’esperienza OBE. Mi svegliai all’improvviso. Ero a letto, mia moglie dormiva accanto a me, il mio petto mi batteva così forte che ho realmente temuto che stessi subendo un attacco di cuore. Non riuscivo a riprendere fiato – mi sentivo come se mi fossi appena schiantato contro il mio corpo fisico alla velocità della luce. Mi alzai e inciampai, per qualche motivo ebbi paura, vivendo un disorientamento estremamente ansioso: ero appena stato da qualche altra parte.  Chi ero io e cos’era reale? L’ambiente fisico in cui vivevo sembrava stranamente meno autentico di quello in cui ero appena stato! Ogni notte nelle successive settimane ho cercato di replicare l’esperienza OBE, ma fino ad oggi non sono riuscito a rivivere  la chiarezza e il controllo relativamente consapevole della prima incredibile avventura. Nel corso degli anni sono giunto ad una comprensione piuttosto “mistica” di esso, e ritengo che ci sia una parte più saggia della mia psiche, che non mi consente per valide ragioni  di avventurarmi coscientemente in “astrale” a danno delle mie funzioni di veglia».

astral Castles_by_love1008M.P.: Dopo tale esperienza, la tua visione è cambiata?

J.D.: «È scontato. Ora so che è del tutto possibile esistere come entità coscienti che percepiscono al di fuori del nostro corpo fisico. Le implicazioni di questo fatto non potrebbe essere più rivoluzionarie. Per chiunque abbia avuto un’esperienza simile, la posizione materialista diventa immediatamente ridotta a una verità parziale nella migliore delle ipotesi, un’illusione intollerabile nel peggiore dei casi. La realtà consensuale delle masse e dei loro governi può quindi profilarsi come una sorta di snervante tirannia percettiva imposta agli individui: molti ricercatori degli anni Sessanta sono morti perché non erano in grado di integrare saggiamente questa alterazione improvvisa della loro comprensione. Sono stati colti impreparati da tutto ciò».

9781556438165M.P.: Come fai ad essere certo della bontà della tua esperienza?

J.D.: «La domanda più frequente è infatti questa: come fai a sapere che non stai sognando, che ciò che si verifica non è altro che un vivido sogno o un’allucinazione di qualche tipo? L’affermazione più sicura che si può fare è che quando la condizione c’è, siamo consapevoli di “non sognare” come lo siamo quando siamo svegli. La prova finale di tale affermazione è quello di sperimentare se stessi in questo stato dell’essere. Purtroppo, nella mia personale esperienza OBE, anche se ero abbastanza sveglio da sapere che non stavo “solo sognando,” ero però ancora mezzo addormentato (se questo ha un senso). Ho avuto difficoltà a differenziare le due realtà: una parte di me stava lottando per non risvegliarsi fisicamente, mentre l’altra parte di me stava lottando per risvegliarsi più profondamente nel sogno. Quando ci si imbatte in un tale dilemma ipnagogico, è estremamente difficile distinguere quale lato della dualità sta lavorando dentro.  Ho avuto certamente un buon numero di questi sogni quasi-lucidi, ma non considero ognuno di essi come esperienze extracorporee definitive perché il livello di controllo dell’ego in seno all’esperienza è stato solo marginale».

M.P.: Quindi è uno stato intermedio di coscienza…

J.D.: «Anche se nel sogno sono per metà sveglio, non ho mai avuto la sensazione di essere completamente separato dal mio corpo fisico, di essere pienamente in grado di andare in posti e fare le cose in un altro regno. Una parte della mia consapevolezza è certamente fuori dal suo habitat normale, ma un’altra parte è ancora in qualche modo intrappolata nel fisico. Quanti corpi abbiamo, comunque? Si tratta di una discriminazione difficile da fare, ma quelli con un migliore controllo dell’esperienza hanno individuato una molteplicità di luoghi ella coscienza e corpi corrispondente. Monroe, Fox e altri noti cercatori nel campo OBE, descrivono un “Secondo Corpo” (corpo astrale), e alcuni autori (tra cui Monroe) sostengono che abbiamo almeno tre e forse quattro corpi, i quali sembrano corrispondere ai veicoli emozionale, mentale e spirituale che sono annidati l’uno all’interno dell’altro come scatole cinesi. Si tratta di un’ipotesi plausibile per spiegare lo spettro sottile di consapevolezze OBE, anche se la mia esperienza è stata troppo limitata per chiarire la cosa con tanta precisione».

obe 4M.P.: Questo è un campo minato nel quale però gli Sciamani sanno destreggiarsi

J.D.: «Già, hai ragione. Se ci chiediamo quali prove indipendenti abbiamo che possano confermare tali esperienze anomale, la risposta è che i primi dati di cui disponiamo, i più antichi, si trovano nella letteratura e nella tradizione sciamaniche. Lo sciamanesimo, la religione primordiale del genere umano, è attualmente limitata quasi esclusivamente alle culture tribali in estinzione, a parte le interessanti rivelazioni di Castaneda sugli sciamani nagual. Sebbene sia considerata da alcuni come ingenua, la cosmologia sciamanica fornisce forse una visione più accurata della nostra natura trans-materiale rispetto a quella concepita dalle religioni monoteiste planetarie. La descrizione fatta da Monroe dei regni non fisici è quindi una interpretazione contemporanea di una realtà arcaica e umana fondamentale. Purtroppo, lo sciamanesimo è una tradizione veicolata da bocca ad orecchio, priva di documenti scritti. Ma conosco chi possiede una propria letteratura: il buddismo tibetano, dove è facile trovare parafrasi precise dei viaggi fuori dal corpo nel Bardo Thodol (libro tibetano dei morti), retaggio della tradizione sciamanica tibetana Bon che precedette il buddhismo. Il Bar (tra) Do (due) è uno stato di coscienza intermedia tra la morte e la successiva reincarnazione o persino l’ingresso nel Loka di luce che conosciamo come Nirvana. Ma non è necessario morire per sperimentare l’Intermedio. Gli sciamani tibetani chiamano Pho-wa la capacità di viaggiare in altri luoghi o stati di coscienza. Comunque, gli antropologi che studiano culture tribali descrivono lo sciamano come un’onnipresente figura umana, che si trova a tutte le latitudini del mondo, che si distingue per la sua capacità di operare tranquillamente in uno stato di coscienza Obe. Anzi, è proprio questa capacità che lo definisce come uno sciamano. Gli sciamani possono volontariamente vivere stati alterati di coscienza. In questi stati, gli sciamani sperimentano se stessi lasciando i loro corpi e camminando verso altri regni in modo analogo alle testimonianze di esperienze Obe da parte di gente ufficialmente no sciamanica. A Robert Monroe poi, nonostante non abbia definito se stesso tale, si adatta la definizione di sciamano, non perché abbia avuto semplicemente esperienze extracorporee (le facciamo in molti a quanto pare), ma perché poteva entrare in quello stato volontariamente, agire al suo interno, e tornare con pieno ricordo di questa esperienza. I viaggi fuori dal corpo descrive il suo “apprendistato sciamanico”, ed è di singolare interesse, perché si differenzia in dettaglio concettuale dai suoi libri successivi. Infatti, leggendo i tre volumi in sequenza si rivela una progressione di consapevolezza: da sciamanico a gnostico, fino a qualcos’altro. Viaggi fuori dal corpo tuttavia, è preminentemente un libro sciamanico».

Wisdom-Of-The-ShamanM.P.: Cosa Avrebbe visto Monroe nel fare skywalking?

J.D.: «Monroe ha scoperto e poi descritto le sue visite a tre regni separati, che per la mancanza di una nomenclatura migliore, egli denomina Località I, II e III. Peraltro, se uno legge l’episodio della Scala di Giacobbe, anche il patriarca dice di aver percepito in sogno un Luogo terribile in uno stato alterato di coscienza.  Inoltre le dimensioni nell’induismo sono chiamate Loka. Ecco le descrizioni fatte da Monroe di queste tre diverse partizioni : Località I è composta da persone e luoghi che in realtà esistono nel mondo materiale a noi ben noto, nel momento stesso dell’esperimento. È il mondo rappresentato dai nostri sensi fisici, per citare Shopenauer, della cui esistenza siamo universalmente certi. Le visite Obe in Località I, mentre siamo nel secondo corpo (astrale), non dovrebbero rilevare alcun essere, evento o luogo strano. Se ciò avviene, la percezione è distorta. Non è un luogo familiare, forse, ma neanche strano e sconosciuto. In realtà si tratta di una quarta dimensione del nostro spazio tempo, da cui possiamo osservare gli altri, ma gli altri non noi. È il primo località in cui si entra avendo esperienze Obe. Località II è un ambiente non materiale con leggi del moto e della materia solo lontanamente simili al mondo fisico. Si tratta di un località ardua a concepire, con molti livelli, i cui limiti sono sconosciuti (allo sperimentatore), e ha incomprensibile profondità e dimensione per la limitata mente cosciente. In questa vastità si trovano tutti gli aspetti che attribuiamo al cielo e l’inferno, ma che sono tuttavia parte del Località II. Questo Regno è abitato, se è corretto utilizzare il termine, da soggetti con vari gradi di intelligenza con cui la comunicazione è possibile. Località II è un modo di essere dove ciò che chiamiamo pensiero è la fonte perenne dell’esistenza. Qui ciò che pensi di essere sei, e ciò che pensi di fare fai. Corrisponde all’astrale ed è il regno naturale per il corpo astrale. Località III è provato sia un mondo fisico quasi identico al nostro. L’ambiente naturale è simile. Ci sono alberi, case, città, persone, artefatti, e tutte le pertinenze di una società ragionevolmente civile. Ci sono case, famiglie, imprese e le persone lavorano per vivere. Ci sono strade su cui viaggiano i veicoli. Ci sono ferrovie e treni. Tuttavia, uno studio più attento ha dimostrato che non può né il presente né il passato del nostro mondo fisico-materiale, i quanto saremmo portati a pensarlo. Anche il mistico svedese Emanuel Swedemborg “camminò” da vero sciamano  in questo Località, descrivendolo nei minimi dettagli in Cielo e Inferno. Per la maggior parte delle culture sciamaniche, l’universo si crede essere composto da almeno tre livelli: il regno di mezzo è il nostro mondo fisico come lo conosciamo, il mondo delle normali vicende umane;  il mondo inferiore, l’Underworld, può essere associato con i morti e gli spiriti pericolosi; e il mondo superiore, il regno celeste, è spesso considerato e visto come la dimora del Sole,  il regno della coscienza trascendente. Ciò è in linea con la partizione della psiche: cosciente (Località I), sub-cosciente (Località II), e super-cosciente (Località III), in quanto i regni sono regni della mente. Anche se in questa fase iniziale della sua iniziazione egli percepisce Località II come una sfera (perché include sia il paradiso e l’inferno), io li separo per omogeneità di confronto. Località III è un’altra cosa: un possibile “quarto mondo” che stranamente non viene più menzionato nelle opere successive di Monroe. Ho spesso ragionato su cosa possa davvero essere Località III, ma soprattutto Località II, che mi sembra quello più pericoloso per l’anima fuori dal corpo».

M.P.: Quindi Monroe non contraddice i dati provenienti da tradizioni più antiche

J.D.: «Come ho detto, le descrizioni di Monroe sono coerenti con le conoscenze delle tradizioni sciamaniche planetarie. E anzi, dirò di più, c’è un punto in cui Monroe non contraddice quelle tradizioni: il controllo delle emozioni. La mia sola proiezione astrale, pienamente cosciente conferma di certo questa osservazione, e tutti gli autori dei saggi sulle OBE, in particolare Monroe, affermano esplicitamente che il controllo delle emozioni (in particolare del desiderio sessuale) è assolutamente indispensabile se si vuole avere un certo controllo sulle nostre esperienze “astrali”, e affinché il nostro “corpo astrale” (secondo corpo) possa accumulare energia vibrante per garantirsi il passaggio attraverso le sfere e i campi di attività di Località II. Ed è qui, nell’attraversare le sfere astrali, che Monroe scopre qualcosa di inquietante».

Nella seconda parte di questa intervista, De Korne ci parla di una terribile informazione che Monroe avrebbe ottenuto da un suo amico non fisico, chiamato “BB”. Ciò riguarda il motivo per cui il mondo gira come gira da sempre, strettamente connesso a uno speciale tipo di energia

M.P.: Jim, quale rivelazione di Monroe ti ha colpito maggiormente?

J.d.K.: «Nel suo secondo libro Far Journeys Monroe parlò di un’informazione che aveva ottenuto da un amico non fisico. BB non era mai stato umano, ossia non si era mai incarnato, è venuto da un sistema superiore a quello del sistema vitale Terra. Ha ricevuto queste informazioni da un’entità che guidava gli esseri intorno ad altri luoghi, una sorta di guida turistica non fisica. BB assicurò Monroe che si trattava di un’informazione veritiera e senza distorsioni. Questa informazione ha avuto un grande impatto su Monroe, nonché su di me. L’informazione è la seguente: c’è una speciale “energia” chiamata “Loosh” che è preziosa e bramata da qualcuno da qualche parte. Quelli che raccolgono questa energia hanno creato un luogo in cui produrla e mieterla: la terra. L’evoluzione che ha avuto luogo sulla terra è solo una catena di cambiamenti, che il creatore di questo sistema ha innescato per ottenere più elevata qualità e quantità di loosh. Questa energia è  fornita dagli animali che lottano per la vita e, quando termina il ciclo vitale, il loosh può essere raccolto. Ma la maggior parte può essere ottenuta dagli esseri umani mentre vivono. Quando questi hanno sentimenti come l’amore, la solitudine, il desiderio, l’amore per i genitori, il dolore, ecc, può essere mietuta un’alta qualità distillata di loosh, che è di gran lunga meglio di qualsiasi altro tipo. Monroe non si  era divertito nel ricevere questa rivelazione. Non è proprio bello sapere che siamo stati creati e ottimizzati per la produzione di una cosa chiamata loosh e sentire che questo mondo non è stato creato per gli esseri umani, né per qualsiasi altra forma di vita in sé, ma solo per ciò che può essere ottenuto  dalle forme di vita sfruttandole. Ci piacerebbe molto più pensare che gli esseri umani sono, come Kant ha ipotizzato, non solo un mezzo per uno scopo, ma anche uno scopo in se stessi. Non è davvero così male che siamo solo produttori loosh. No. Monroe ha detto che gli esseri non fisici si incarnano in una forma di vita sulla terra, peraltro non sono stati creati dai mietitori di loosh. Quindi sul piano spirituale noi siamo più che un’anima che sta facendo esperienze di incarnazione in questo giardino concepito per produrre loosh. Sembra che comunque questa esperienza da produttori di loosh sia preziosa per noi».

M.P.: Cosa scrisse esattamente Monroe su questo misterioso “loosh”?

J.d.K.: «Scrisse questo: “qualcuno, in qualche dove, richiede, brama, ha bisogno, apprezza, coltiva, beve, mangia una sostanza chiamata loosh. Si tratta di una sostanza rara, presente ovunque, ma invisibile, e quelli che la coltivano la trovano estremamente preziosa per tutto ciò che a loro serve. Di fronte a tale questione di domanda e offerta, qualcuno ha deciso di produrlo artificialmente, per così dire, piuttosto che ricercarlo nella sua forma “naturale”. Quel Qualcuno decise di costruire un giardino e coltivare Loosh”. Queste le parole di Monroe».

M.P.: Personalmente trovo che le rivelazioni di Monroe siano analoghe alle rivelazioni della saga di Matrix e a certe testimonianze fatte dai primi padri della Chiesa sulle conoscenze gnostiche riguardo agli Arconti, nonché alle rivelazioni del fortiano Erik F. Russell nel romanzo sci-fi “Schiavi degli Invisibili”.

J.d.K.: «Concordo, per  diverse vie si approda alla stessa verità. Pare che Qualcuno abbia creato gli esseri umani, per come li conosciamo, per produrre loosh, specialmente durante certe interazioni tra loro. I mietitori hanno sviluppato una tecnologia eterica con strumenti complementari per la raccolta di Loosh dagli esseri umani. I più comuni li conosciamo come amore, amicizia, famiglia, avidità, odio, dolore, senso di colpa, malattia, orgoglio, ambizione, proprietà, possesso, sacrificio; e su scala più ampia, le nazioni, il provincialismo, le guerre, le carestie, la religione, le macchine, la libertà, l’industria, il commercio, per elencare solo alcuni. La produzione di Loosh, scriveva Monroe, attualmente è più alta che in altre epoche. Progettati per essere produttori di questo loosh noi potremmo essere paragonati a vacche che sono regolarmente munte. Invece di mangiare l’erba come vacche,  ci occupiamo delle varie e tipiche cose che gli esseri umani normalmente fanno. Ossia tutte quelle cose attraverso cui produciamo questa energia emotiva chiamata loosh. Siamo come mucche cui il padrone allevia il dolore mungendone il latte; esse non sanno come egli si è procurato quel liquido bianco, né peraltro egli cosa debba farsene e perché lo desidera. Allo stesso modo gli uomini non sanno di produrre loosh e non sanno che i loro padroni lo mietono e lo portano via».

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M.P.: E il tuo parere personale sul loosh?

J.d.K.: «Monroe, in un’occasione, fu guidato dalla sua Guida al luogo in cui viene portato il loosh. È stata un’esperienza folle per Monroe, la radiazione del loosh era così forte che la Guida astrale doveva giocoforza proteggerlo. Quindi, il loosh è un’energia impressionante. Si tratta di una forma di energia che gli animali e gli esseri umani generano in situazioni che coinvolgono due cose: un intenso desiderio in aggiunta ad un’emozione negativa. Equiparo il loosh con la “forza vitale”, ma quando il  loosh è prodotto nel modo in cui può essere più facilmente mietuto, è legato ad una qualche forma di negatività: la paura (l’esempio di una madre che difende i suoi piccoli), la tristezza o disperazione (nell’esempio di una persona sola), la paura ancora una volta (nell’esempio del combattimento predatore/preda). Quindi, come possiamo spiegare questo? L’energia vitale non è negativa, quindi cosa è veramente il loosh? A mio parere, il loosh è una forte irradiazione di energia vitale causata nell’individuo da un forte desiderio di farne esperienza. È adrenalina che si sente in una situazione di fortissimo stress o pericolo. Ma è più di una sostanza chimica, perché ci viene detto che il  loosh viene generato anche in una situazione come quella di una persona che soffre la solitudine e si strugge, ove non è coinvolta l’adrenalina. In entrambi i casi, vi è un elemento comune: un forte desiderio emotivo. La negatività sembra essere ciò che rende possibile la raccolta, ma non è il loosh. È qualcosa che a volte si lega al  loosh e la sua presenza è necessaria per l’accesso alla sostanza  da parte di mangiatori di energia interdimensionale. La negatività non è l’emozione essenziale, ma un’emozione parallela e, quando è presente, crea un salasso per l’emanazione di energia vitale. Mi spiego più concretamente. Ogni volta che abbiamo un forte desiderio senza sentimenti di paura, tristezza, rimorso, ecc, cosa sperimentiamo? Un impeto di vita, una ricarica e diciamo: “sono pompato” o “sono esaltato.” Ci sentiamo potenti, ricaricati. Ma quando abbiamo un forte desiderio accompagnato dalle emozioni negative, questa è un’altra storia. Allora il nostro forte desiderio sembra agitarsi dentro di noi, causando angoscia. Nel primo caso, la nostra energia vitale viene infusa in noi da qualche parte. Nel secondo caso, è infuso e al tempo stesso drenata. Quindi non si ricarica perché è “coltivata” e “mietuta”. Le emozioni negative provengono da un atteggiamento, una decisione che è stata impartita da una parte profonda di noi, la mente subconscia. La decisione subconscia dietro un’emozione negativa, come la paura o la tristezza, è qualcosa di simile a “questo non funzionerà”, “non potrò mai averlo”, “Io sono sicuro di fallire.” Il Sé inferiore lancia messaggi  influenzando ciò che ci accade all’esterno, la realtà materiale. Se siamo impegnati in combattimento, un atteggiamento autodistruttivo determina la sconfitta. Se stiamo cercando di creare qualcosa di bello, questo atteggiamento ci incanta. Se abbiamo un sogno meraviglioso, una decisione negativa del subconscio ordina che il sogno resti allo stato di desiderio, mai divenendo realtà. Il dialogo interiore negativo e pessimista, che deriva dalla insicurezza a livello subconscio, apre anche la porta a che il loosh venga raccolto. Quando il subconscio ha deciso che non possiamo ottenere ciò che vogliamo,che falliremo, allora viene prodotto loosh, perchè subentra la paura, che è fortemente secretiva. L’Ego mette spesso in  dubbio l’esito di ogni tentativo. Vince sempre l’individuo con la minore esitazione sul raggiungimento di un obiettivo, perché è la persona con il minor numero di ostacoli interni alla manifestazone  dei suoi desideri».

M.P. Puoi essere ancora più chiaro sul punto?

J.d.K.: «Il dialogo interiore a sfondo pessimista fa sì che siamo sconfitti da un avversario con un subconscio più user-friendly. Per questa via, ai apre anche la porta per la pesca a strascico da parte di entità psichiche, come gli dei  o esseri dall’imperfetto corpo di luce di cui parlò Monroe, che raccolgono  l’afflusso di energia che il nostro desiderio forte ha istigato, come fanno le api che dai fiori portano il nettare nell’alveare . Non esiste scarica di loosh quando c’è un forte desiderio accompagnato da un intento e da ottimismo, e quindi non c’è in questo caso predazione energetica. Lo scarico di energia avviene solo quando un atteggiamento mentale di dubbio e pessimismo contamina il processo di desiderare fortemente qualcosa. E quindi arrivano le lacrime, o la tristezza o la paura, e la mentalità pessimistica che urla forte in noi “Non posso fare questo!” genera  un buco nella nostra aura, lasciando che la meravigliosa energia defluisca a beneficio di coloro che sanno come portarsela via e farne uso. Se ragioniamo in questi termini, possiamo dire che  questi raccoglitori di loosh hanno rubato? In realtà, no. Abbiamo dato loro il permesso inconsciamente. Noi spesso diciamo: “non posso gestire questa situazione”, così qualcun altro lo fa per noi. Ecco cosa succede quando metti la tua vita o i tuoi desideri a disposizione di qualcun altro. Per dirla in breve: forte desiderio + intenzione = autorevole influsso di energia vitale  (potenziamento spirituale);  al contrario, forte desiderio + atteggiamento autolesionista  = flusso di energia vitale deviato (drenaggio di energia spirituale da parte di entità ed impoverimento). Quel che emerge da questo quadro è che l’intento è tutto. L’Intento è il contrario del chiedere il permesso. Il possesso di un determinato intento è la chiave per il successo,  in una determinata situazione da cui poter trarre  potenziamento personale; mentre avere un intento debole, un desiderio inquinato dal dubbio, equivale a chiedere il permesso a qualcuno. Ciò determina versamento di energia vitale e offre la chiave per il risultato di una situazione nelle mani di qualcosa che è fuori di noi. Diamo un’occhiata a questo da un’altra angolazione. Cos’è quella forte irruzione di energia che si prova quando si ha un forte desiderio, quel genere di desiderio che non è corrotto dalla mentalità pessimista? Quando riceviamo l’ispirazione, l’idea di qualcosa di meraviglioso che si potrebbe  fare o creare o provare, come ci sentiamo? Siamo inondati di energia e di gioia. Se accade nel mezzo della notte, ci sentiamo esaltati per ore. C’è potere in un sogno, in un desiderio. Perché sognare e desiderare sono come condutture nelle quali scorre una quantità  illimitata di energia. Da dove viene? Che cosa è questa energia  che sembra essere emanata da grandi pensieri ? Qualunque cosa sia, sembra essere la natura della forza vitale stessa. L’energia che si precipita da quel luogo è abbastanza forte da dare la vittoria nella battaglia all’avversario fisicamente più debole. La storia di David e Golia, ad un certo livello, è un paradigma».

M.P.: Questa tua visione coinvolge la meccanica quantistica, ove l’intento e l’osservazione sono alla base dei fenomeni esterni

J.d.K.: «La fisica quantistica ha rivelato che la materia non è solida. E ‘costituita da atomi, che non sono particelle e onde come una volta creduto, ma solo onde. La materia non è altro che vibrazione: onde in un un luogo invisibile. Potremmo chiamarlo invisibile “nulla”, o potremmo chiamarlo “coscienza” o “energia”. Suggerisco che la coscienza e l’energia siano diversi nomi per il vuoto materiale al centro della vita fisica, perché come si può manifestare il “nulla” nella materia e in tutta la multiforme attività di questo mondo? Sicuramente è più ragionevole supporre che l’energia che vediamo intorno a noi proviene da una fonte di energia invisibile e sconosciuta che è dentro di noi. La nostra esperienza suggerisce che siamo legati a una fonte di energia al di fuori della materia fisica, qualcosa su cui si basa la materia, ma contestualmente interno alla materia. Quando desideriamo fortemente qualcosa, o sogniamo  di qualcosa che infonde in noi un desiderio, ciò  ci connette con la parte più profonda di noi stessi, un regno che è un concentrato di energia e di coscienza. A meno di non ostacolare questo processo con il dubbio e il pessimismo, l’Infinito, questa dimora del potere, risponde al nostro desiderio come un serbatoio risponde all’apertura di un rubinetto: si precipita a riempirci. Ecco perché l’energia ci pervade nei momenti ispirati e nei nostri momenti di crisi. Stiamo diventando sempre più potenti, più pieni di vita, in quegli istanti. Stiamo ottenendo potere spirituale. In quei momenti noi portiamo a compimento l’intenzione della forza vitale di creare e manifestarsi, e  diventare una forma incorporata di se stessa: un potere creatore che manifesta se stesso attraverso  la creazione e altre espressioni di vita».

M.P.: Jim, se credi alla predazione energetica, se ci rendiamo consapevoli di tutto ciò, come dovremmo reagire, sempre che una reazione sia possibile? Anche perchè, se è vero che nel visibile è come nell’invisibile, anche i poteri terreni stanno drenando dalla gente come prima non accadeva

J.d.K. «Personalmente, questa conoscenza ha sollevato una questione dentro di me: saremmo stati fatti per essere niente più che produttori di loosh? E’ questa l’unica verità dell’essere umano? Se così fosse,  dovremmo giocare solo il ruolo che ci è stato assegnato da ‘buoni’ umani” che continuano a produrre quantità infinite di loosh per il nostro creatore? Sarebbe un segno di sfiducia o di insubordinazione se si decidesse di riflettere sulla possibilità di andare oltre questo schema di produzione di energia eterica? Non so rispondere a questa domanda, credo però che chi sappia abbia i mezzi per cessare di nutrire i creatori. Come ho già detto, ciò che ho chiamato “intento autorevole” porta al potere spirituale. Il Sé più profondo scatena il dubbio nei mietitori. Il Loosh è il potere della Fonte, la forza della vita. Quando vi si accede attraverso il desiderio, ci infonde energia spirituale, a meno di non perderlo dubitando di noi stessi. Il Loosh è sempre il medesimo, che ci sia infuso o che lo perdiamo. Quello che noi perdiamo è loosh degradato da emozioni basse e negative. Ma resta il fatto che è proprio di questo loosh che i mietitori hanno bisogno e che gli stessi gradiscono. Il Potenziamento e l’Evoluzione spirituale dipendono dal fatto che noi  viviamo la potenza dell’ Infinito come espressioni uniche dell’Infinito, che è quello che i nostri spiriti sono stati a lungo prima che gli dei ci schiavizzassero, molto prima che la creazione di questo universo fisico avesse luogo. Libertà significa riprendere il controllo di noi stessi attraverso l’Intento, riprendendo il controllo delle nostre anime. Significa esercitare la volontà di pensare i pensieri che desideriamo, non i pensieri che i drenatori di Loosh vogliono che noi pensiamo. E la libertà significa molto di più. Significa, attraverso l’intento, agganciare il nostro corpo all’Intelletto trascendente che è in noi, e all’energia dell’Infinito, piuttosto che alla griglia limitata del Dna. Il DNA è stato creato da (o almeno è attualmente controllata da) gli dèi, i nostri raccoglitori. È programmato per il nostro decadimento e morte, e per far modulare la mente in un certo modo. Siamo in grado di superare il programma attraverso noi stessi nella nostra natura come un tutt’uno con la nostra fonte spirituale».

Image 6M.P.: Ma chi sono questi dei o demoni creatori, Chi o che cosa li creò? Quale l’uso che farebbero del loosh che noi produrremmo? Forse è usato per alimentare qualcosa di utile in un’altra stanza della creazione? Come si produce il loosh? C’è un modo per fermare la produzione loosh e quali sono le nostre opzioni, allora?

J.d.K.: «Monroe scrisse che anche altre entità ‘o’ Inspecs (specie intelligenti)” che ha incontrato nelle sue scorribande “astrali” gli hanno confermato la verità del loosh e del suo drenaggio dalle forme di vita materiali, ma hanno anche aggiunto che quel ‘Qualcuno’ che avrebbe creato questa “fattoria” per la produzione di loosh non era l’inizio di tutto, che  lui stesso è stato creato da Qualcun altro. Questo Creatore, analogo al Demiurgo degli gnostici, era solo una parte di una frazione della creazione. Ci sarebbero mondi più vasti che comprendono anche il ‘mondo’ creato da questo Creatore inferiore. Un altro aspetto interessante di questa prospettiva-loosh è che quel ‘Qualcuno’ ha aggiunto un pezzo di se stesso negli esseri che aveva creato. L’intenzione sarebbe stata quella di dar loro la sensazione scomoda che non erano proprio di questo mondo, che sono collegati a qualcosa che va al di là del mondo fisico. Questo desiderio, questa nostalgia, difficili da placare, creerebbero ancora più loosh, perché trattasi pur sempre di un’emozione e di energia ad essa collegata. Ciò è stato fatto per mantenere più o meno costante lo stress in ogni individuo poiché l’essere umano cercherebbe sempre di soddisfare l’attrazione verso questo minuscolo granello di se stesso, come nello stesso modo cerca il ricongiungimento con il Tutto infinito. Non è uno schema geniale? Io piuttosto mi porrei altre domande cui non so dare una risposta: : come combinare la questione loosh con il paradigma ascensione? Come si relaziona la questione del loosh alle’meccanizzate’ e dannose forme-pensiero? Chi sono quelli che stanno raccogliendo il loosh? Sono forse i demoni o persino divinità? E’ questa la legge dell’universo? Chi è sopra cavalca e sfrutta chi è sotto? O questo è lo schema precipuo ed esclusivo di questo universo  e del piano astrale? C’è maggiore compassione nelle dimensioni superiori?».

L'emorraissa vampirizza Gesù

                         L’emorraissa vampirizza Gesù

M.P.: L’umanità, in questo schema, può farcela?

J.d.K.: «Io ci crederei, ma osservo uno scenario non incoraggiante. Quando non ci sono nuove conoscenze per stimolare il cervello, le informazioni programmate cominciano a soffocare il corpo fisico provocando la vecchiaia e la morte. La calcificazione della ghiandola pineale diventa definitiva e si blocca la secrezione di tutti gli ormoni essenziali quali il pinealene e la melatonina, e cessano di essere secreti  gli ormoni della crescita. Tutte le energie della nostra vita sono dedicate ai programmi e ai codici per la sopravvivenza in un’illusione. E queste energie vengono emanate e derubate, più che raccolte. Sono d’accordo con la “spiritualista” giamaicana Sonia Barret quando dice: “Essere assorbiti nelle distrazioni della vita fisica ci mantiene nel gioco tipico di  un sognatore inconsapevole. Il sognatore inconsapevole non è a conoscenza delle sue opzioni. Tutte le decisioni sono prese sulla base dei programmi di sopravvivenza e dei codici imprescindibili del ciclo di vita che sono  “nascita e morte”. Senza fare domande. Attualmente la vita in questa realtà è molto simile a un enorme aeroporto enorme di arrivi e partenze”. Poi, vi è il rapporto di Monroe sulla sua visita nel 3000 d.C. Secondo Monroe, la popolazione è diminuita, l’incarnazione è ora totalmente diversa: gli esseri non fisici possono scivolare consapevolmente in ogni cosa sulla terra e tornare ogni volta che vogliono. I corpi umani sono schermati e abbandonati quando non servono, e possono essere facilmente creati. I mezzi tecnici non sono più necessari, e gli uomini sono produttori e mietitori di loosh e gli piace persino! Seminano anche loosh nei luoghi dove serve. Monroe non ha scritto molto di più sulla produzione loosh nel 3000. Il mio pensiero su questo è  che la gente del futuro sembra produrre loosh consapevolmente, controllando le proprie emozioni (Monroe ha detto che non c’era più alcun tipo di disturbo e controllo) in modo che essi stessi possano godere dell’energia loosh. Mi auguro che davvero Monroe avesse ragione».

IL MISTERO DELL’ASTRALE (INTERVISTA A JIM DEKORNE)ultima modifica: 2015-05-25T23:08:15+02:00da mikeplato
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