CREAZIONE DI DIO o CREAZIONE DI DEI?

08_3ce8a

di Ikhthys (dal forum Termometro Politico)

Noi riteniamo che Dio non sia artefice diretto della creazione del mondo, alla quale, del resto, avrebbe partecipato una pluralità di enti… Nell'”incipit” della “Genesi”, infatti, si legge “bereshit bara elohim” = “in origine c’erano gli dèi”… E più volte, nel testo, il plurale ritorna… Ciò dimostrerebbe, dunque, l’esistenza di molteplici entità, proprio come sosteniamo noi gnostici, in quanto, pur esistendo un solo Dio vero e proprio, c’è anche una moltitudine di “arconti”, ciascuno dei quali è preposto a una diversa dimensione…
Poco dopo, un altro passo interessante… Leggiamo, lo cito in italiano, “Dio disse: ‘Sia la luce'”… Questo dimostra che sta agendo un arconte, un demiurgo, poiché Dio è già luce, e non avrebbe avuto bisogno di una formula per ottenerla!

In virtù di queste preliminari considerazioni riteniamo che il “male” fosse presente in origine in quanto insito già nella struttura del mondo. Il mondo è copia vuota (Kénoma) della Verità dell’universo divino (Pléroma). Questa imitazione grossolana plasmata dal demiurgo, cioè il mondo, è fatto di materia e la materia è imperfetta, sicché, per quel che la riguarda, vige uno spietato, e “ingiusto”, principio di casualità, che fa sì che ciascuno di noi nasca con determinati condizionamenti, positivi o negativi, sia di ordine biologico o biopatologico (ad esempio, una più spiccata avvenenza, o una malattia, o una maggiore predisposizione all’aggressività… ), sia di ordine sociale (anch’essi indipendenti dal nostro volere… Se io stesso fossi nato in un contesto differente, ad esempio in una famiglia induista o musulmana, non sarei ciò che sono oggi…).

Nei nostri corpi materiali creati dal demiurgo è imprigionata una particella di luce (Pnéuma) che è della stessa sostanza dell’universo divino e di Dio stesso. Gnosi significa presa di coscienza di questa luce che è nel nostro cuore e la volontà di ritornare al vero Dio da cui deriva il nostro spirito e di sfuggire alle pastoie della materia.

Per quanto riguarda il “libero arbitrio” dell’uomo, esso, in realtà, è fortemente limitato dalla materia, e questo crea seri conflitti con gli asseriti principi della fratellanza degli uomini e della paternità di Dio… Esempi concreti: un bimbo di due anni muore di leucemia… Dov’è Dio? Perché non interviene? Una bambina è stuprata e uccisa da un maniaco… Perché Dio non fa nulla per impedirlo? Quale padre permetterebbe a un suo figlio di tenere un comportamento simile senza intervenire? Anche questa è conseguenza del peccato originale secondo cattolici ed ortodossi? Perché deve soffrire chi, pur non scegliendo il male, deve subirlo passivamente?

La materia, come la stessa natura, è una dimensione asimmetrica, lontanta da qualunque forma di giustizia, è la competizione, la legge della giungla, la lotta per la sopravvivenza, un ordine perverso, l’heimarmene (destino) ineluttabile… “non amate il mondo nè le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amor del Padre non è in lui. Poiché tutto quello che è nel mondo: la concupiscenza della carne e la superbia della vita non è dal Padre, ma è dal mondo” (I Gio. 2, 15-16).

Se l’Antico Testamento fosse interamente la Verità e fosse ispirato dal vero Dio, che bisogno ci sarebbe stato della venuta di Cristo? Infatti una Verità data sin dall’inizio, non dovrebbe contraddire sé stessa o richiedere ulteriori “precisazioni”! Infatti il dio del Vecchio Testamento appare diverso dal Dio del Nuovo Testamento. Egli, non è il vero dio, egli è l’arconte Jaldabaoth il dio degli ebrei, uno degli arconti che governano i cieli inferiori sovrapposti l’uno all’altro.

A proposito dello pneuma degli gnostici, esso è l’entità originaria ricoperta dalla psyche e dal corpo (diviso in corpo semimateriale e materiale).
Lo pneuma è il principio acosmico trascendente nell’uomo, in genere nascosto e non svelato nelle sue preoccupazioni terrene, o che si rivela negativamente in un sentimento di estraneità, di non completa appartenenza, e che diviene positivo quaggiù soltanto per mezzo della Gnosi tramite Cristo, la quale nella contemplazione della luce divina di cui è parte gli fornisce un contenuto acosmico di ciò che le è proprio e lo restituisce così nella sua primitiva condizione, ora oscurata.
Il termine psyche è riservato al rivestimento cosmico manifesto. L’anima viene creata col corpo e soffre degli influssi della materia (ma non lo spirito); l’anima aspira ad essere liberata ma è trattenuta dal corpo che la tiene a sé per mezzo del corpo semimateriale. Il compito dello spirito è quello di strappare l’anima ai vincoli materiali, impedendogli così di reincarnarsi ancora rischiando di subire ulteriori cadute e deterioramenti, e di recarla con sé, attraverso i vari cieli o dimensioni, alla Luce fondendosi con essa, come una goccia nel mare.

L’uomo ha due principi spirituali: una è dalla Prima Mente e partecipa anche del potere del Demiurgo, l’altra è stata immessa dalla rivoluzione dei cieli ed in questa penetra l’anima che vede Dio.
Stando così le cose, l’anima che è discesa dentro di noi dalle sfere segue il corso delle rivoluzioni delle sfere; ma quella presente in noi come mente della Mente (Nous / Logos) è superiore alla mozione che opera il divenire, ed è da essa che proviene la liberazione dall’heimarméne e l’ascesa al Pléroma.

In particolare il tema dell’anima planetaria è affrontato dalla letteratura mandea e dalla Pistis Sophia.

CREAZIONE DI DIO o CREAZIONE DI DEI?ultima modifica: 2017-01-23T00:59:53+01:00da mikeplato
Reposta per primo quest’articolo

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.