LA SPADA DI DIO

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di Alessandro Conti Puorger

PREAMBOLO SU UN PARTICOLARE SISTEMA DI “SCRUTATIO”
Il motivo di questo mio sito è riuscire a presentare le mie ricerche – meditazioni su argomenti della Bibbia, partendo da quello che è definito A.T. “Antico Testamento”, direttamente dalla sorgente, vale a dire dalla Tenak, cioè dai testi delle Sacre Scritture con i caratteri originali in ebraico, senza dimenticare ovviamente l’esistenza anche degli scritti deuterocanonici inseriti nel canone, fin dall’origine cristiano scritti in greco.
Non essendo un esegeta per nascita e studi, ma un ingegnere civile trasporti che s’è interessato per oltre 40 anni di problemi ferroviari, ponti, gallerie armamento e Alta Velocità ed abituato a stare con i piedi per terra, non ho avuto accesso al mondo specialistico biblico e sono al riguardo da considerare un dilettante, anche se me ne interesso in modo approfondito da almeno 30 anni.
Per farmi sentire non avevo che la via di aprire il sito.
A monte però s’affaccia una domanda: perché?
Qual è il vero motivo?
Sono un esibizionista o un mitomane?
Perché ritengo importanti quelle ricerche-meditazioni?

La mia risposta è: perché ritengo d’aver incontrato un grande amico e ve lo voglio presentare.
Cerco così di far comprendere di che si tratta e a che e a chi porta.
HO TROVATO UN METODO CHE DÀ UNA NUOVA E ANTICA CHIAVE DI LETTURA DI QUEI SACRI TESTI e m’ha aperto una porta, che credevo non esistesse, per accedere in modo personalissimo in ambiti che ritengo poco esplorati con uno strumento efficace che fa scorgere aspetti insoliti ed affascinanti in quelle antiche pagine, un po’ come se si fosse avverato quel detto di Gesù onde “…ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche”. (Matteo 13,52)
Coadiuvato dalla lettura delle parole dei sacri testi canonici scritti in ebraico, procedo con una particolare peculiarità, usando anche le singole lettere di quel alfabeto, espressive come icone, riferibili ciascuna ad una ristretta rosa di significati tra loro omogenei, atti, seguendo lo svilupparsi dei testi, a cogliere profetici episodi della storia del Messia, poi riportati negli scritti neotestamentari.
Lui, il Messia degli ebrei e Gesù di Nazaret per i cristiani, è il substrato, trama e ordito, la spina dorsale che muove le pagine di quei libri che hanno un’anima nascosta in molte parti chiuse e di difficile interpretazione, ma ispirate e predisposte per presentare quella attesa.
Certo è che la lettura esterna consente di cogliere l’aspetto messianico solo in alcuni passi, mentre in effetti non c’è pericope o versetto che non Lo riguardi, sì che anche i brani più ostici come quelle d’elencazioni di nomi e date, di guerre, di atti atroci, letti in una liturgia dal popolo cristiano sono degni d’essere accolti come “Parola di Dio”, perché dietro c’è Lui, il Cristo, la Parola vivente che in qualche modo la tradizione sa che comunque c’è anche là.
Vale la pena dire subito che un approccio del genere, quando cominciano a cadere quelli che sono i velari del testo, è di gran soddisfazione e regala momenti felici nel conseguire risultati. quando posso ritenerli validi.
Quando ciò accade?
Se, rispettando regole predefinite di un metodo e significati delle lettere, da me fissati motivatamente in un testo presso la SIAE dell’8 gennaio 1998 anni e mai mutati, l’evento che si ricava come “decriptazione” è in qualche modo certificato nei Vangeli o negli scritti del Nuovo Testamento o almeno nella tradizione.
(L’8-01-1998, perché il metodo definito su cui lavoravo ormai dall’estate del 1996 avesse un formale atto di nascita ed un autore, inscrissi alla SIAE – Società Italiana Autori Editori – un testo “I Segni Sacri ebraici rivelano la Parola” che produssi in poche copie per uso personale. L’8-02-2000 pure alla SIAE inscrissi un ulteriore testo, più ampio, con esempi di decriptazione “Geroglifici Segni Ebraici – Una rivisitazione delle Scritture“. Entrambi, di fatto, sono ora a brani separati, integralmente nel mio sito, diffusi nei vari articoli.)

In definitiva, a tal fine utilizzo quel mio metodo che si trova in “Parlano le lettere“, ove sono esposti regole e significati delle 22 lettere ebraiche, ottenuti da confronti con alfabeti antichi, cercando il messaggio grafico conservato dell’icona d’origine (Vedi: schede delle lettere nella colonna a destra delle pagine del sito) che rendono attuata l’idea, che ebbi come motore e che ho esposto in “Decriptare le lettere parlanti delle Sacre Scritture ebraiche” e poi in “I primi vagiti delle lettere ebraiche nella Bibbia“.
Ormai tanti sono gli esempi nei vari articoli riportati nelle 7 rubriche di quel sito.
Gli eventi di tale persona, il Cristo, infatti, ripeto, sono il substrato profetico d’ogni Sacra Scrittura, pur se l’esterno pare dire tutta un’altra cosa.
Si tratta di estrarne il succo con un sistema che definisco “scrutare”.
È questo dello “scrutare” il testo ebraico con una tale maniera, che oggi pare innovativa, ma come dicevo credo antica, una preziosa compagna che mi fa vivere varie ore del giorno con piacere, alla frescura della sorgente, rifugio sicuro, sostegno e consigliere in problemi d’ogni genere e gran consolatore.

Il versetto più strano in quelle Scritture, che pur sembra lontano da un racconto sul Messia, si verifica che con quel metodo è veramente riconducibile alla Parola incarnata di Dio.
Per chi s’imbatte per la prima volta in questa mia tematica presento come esempio il versetto Numeri 22,1.

“Poi gli Israeliti partirono e si accamparono nelle steppe di Moab,



oltre il Giordano verso Gerico.”



La notizia pare non avere più di tanto rilevanza con la storia del Messia, ma questo versetto con le lettere ebraiche lette con l’investigare i segni antichi porta a questo pensiero:

“E fu pienamente alla vista a portarsi il Figlio .
Fu in Israele a recarsi .
Fu la grazia portata in una casa d’Ebrei .
E la purezza portò del Padre in seno () dentro al corpo .
Il Potente era nel corpo per aiutare .
Gi angeli lanciarono () l’annuncio ().”

“E fu pienamente alla vista a portarsi il Figlio. Fu in Israele a recarsi. Fu la grazia portata in una casa d’Ebrei. E la purezza portò del Padre in seno dentro al corpo. Il Potente era nel corpo per aiutare. Gli angeli lanciarono l’annuncio.”

Il metodo che propongo, perciò, è un valido induttore di letture di secondo livello che rendono attuato il detto di Gesù: “Voi scrutate le Scritture credendo di avere in esse la vita eterna; ebbene, sono proprio esse che mi rendono testimonianza.” (Giovanni 5,39)
Comprendo bene però che per tale fatto insolito posso essere considerato un visionario, ma volendo presentare quanto trovato coscientemente debbo pur correre questo rischio.
A chi è portato a liquidare l’idea posso solo:

  • scusarmi se gli faccio perdere tempo;
  • rammentare però che “la scienza chiede che le idee eterodosse, le sole da cui ci si può aspettare scoperte interessanti, siano protette, incoraggiate e discusse seriamente” (Senatore Marcello Pera);
  • ricordare poi che: “è deplorevole cocciutaggine insistere a tenere per fesserie certe cose solo perché si odono per la prima volta o si vedono di rado o sembrano superiori al comune comprendonio” (dall’Asino d’Oro d’Apuleio);
  • suggerire d’entrare nella meccanica delle decriptazioni e nella loro complessiva consistenza verificando il rispetto delle regole enunciate.

La “scrutatio” della Bibbia sull’edizione EDB 1974 e ora 2009, con l’uso dei riferimenti e delle note della “Bibbia di Gerusalemme”, tradotta nella lingua di chi vi s’avvicina, è strumento d’aiuto per meditazioni che ho colto nel Cammino Neocatecumenale.
(La Bibbia di Gerusalemme com’è noto è una traduzione vagliata dal confronto coi testi originali in ebraico – aramaico – greco. Se le versioni discordano sono in nota le lezioni alternative ed è ricca di rimandi a margine. L’edizione italiana EDB traduce tutto il materiale, ad eccezione del testo biblico, per il quale adotta la Bibbia C.E.I.)
La “scrutatio” si consegue partendo da una parola o da un versetto o da una nota di quella Bibbia e da tale ramo, tra i tanti percorsi possibili ci si inoltra per quelli che il proprio cuore in quel momento suggerisce, e seguendo i commenti ed i rimandi a margine, si può passare ad altri versetti e disegnare così allegoricamente un albero e, tra i tanti rami, pervenire al tronco solido, Cristo, che parla alla propria vita ed aiuta ad illuminare l’esistenza in quel momento, perché s’avvera che: “Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino.” (Salmo 118,105)
Seguendo quel pensiero, nelle meditazioni personalissime, innamoratomi delle lettere ebraiche, n’è conseguito quanto ho espresso ancora, solo in minima parte, nel mio sito.
Per approfondire questo aspetto è propedeutico leggere quanto ho esposto in “Scrutatio cristiana del Testo Masoretico della Bibbia” e in “Le 22 Sacre Lettere – Appunti di un qabalista cristiano“.

PERCHÉ LA “SPADA”
Dopo queste premesse posso ora entrare nel tema che m’interessa, motore del presente articolo.
Il fondatore del Cammino Neocatecumenale, Kiko Arguello, ha di recente prodotto una sua composizione musicale celebrativa e catechetica, sulla sofferenza degli innocenti ed in particolare sulla sofferenza “innocente” della Madre di Dio che, tra l’altro, ha presentato nell’udienza col Santo Padre del 17 gennaio 2011 per l’invio di famiglie in missione.
L’intento era – parole dell’ideatore – celebrare “con questi schizzi musicali, quanto un angelo sostenne la Vergine, come accadde a Gesù nell’Orto degli Ulivi quando un angelo lo aiutò a bere il calice preparato per i peccatori. Vorremmo contemplare e sostenere la Vergine che accetta quella Spada, che secondo il profeta Ezechiele Dio ha preparato per i peccati del suo popolo, e che ora attraversa l’anima di questa povera donna: Maria, Maria! Madre di Dio! Santa Tracheotomia. Coraggio! Tu sei la Madre di quel Dio che si fa peccato per noi e si offre per la salvezza di tutti. Madre di Dio e Madre nostra.”
Come si comprende è evidente che per arrivare a ciò, a monte della elaborazione musicale, c’è stata una solida ed approfondita “scrutatio” della parola “spada“.
Ciò ha mosso anche me a quella “scrutatio”, ma aiutato dal mio metodo.

Parto dalle origini, infatti, come s’inizia a leggere la Bibbia, nel libro della Genesi si trova per la prima volta la parola “spada”, in ebraico , nome comune di genere femminile che con l’articolo si legge “ha choeroeb”.
Il momento è all’uscita della prima coppia, “l’uomo” “‘adam” , dal giardino dell’Eden, versetto 3,24: “Scacciò l’uomo e pose a oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada guizzante, per custodire la via all’albero della vita.”
Le parole usate in ebraico sono:

Cherubini kerubim
fiamma we’et lahat
della spada ha choeroeb
guizzante, hammitehapoekoet
per custodire lishemor
la via ‘oet doeroek
all’albero della vita e’s hacaiim.

Quelle parole sono tutte riferibili al Messia.
Senza dilungarmi troppo do’; qualche cenno sintetico di ciò che m’ispirano alla luce dei messaggi grafici delle lettere e dei riferimenti biblici.

  • Cherubini, “kerubim”, sono alla porta del Paradiso, due sono sulla cassa dell’Arca dell’Alleanza, due sul velo del Tempio, sono sotto la Mercabah, il carro di Fuoco (Ezechiele 1).
    Pensando a Gesù come all’agnello che in ebraico si può dire anche “kar” (Deuteronomio 32,14; 1Samuele 15,9; 2Re 3,4; Salmo 37,20; Isaia 16,1 e 34,6; Geremia 51,40; Ezechiele 27,21 e 39,18; Amos 6,4) una lettura con i miei criteri, spezzando la parola “kerubim” , alla luce del pensiero cristiano suggerito dal libro dell’Apocalisse, ottengo: “L’Agnello dentro è vivente “.
    Questo è quanto, in effetti, sono ad indicare con la loro presenza quegli esseri.
    Alcune manifestazioni angeliche sulla grotta-casa di Betlemme ove c’è il Santo Bambino, sono al sepolcro vuoto di Gesù, ma il Figlio dell’Uomo è lì attorno paiono confermare quel pensiero.
  • E la fiamma “we’et lahat“, la lama della spada ritorta, traducono i Rabbini.
    Provo a fare una lettura di quelle lettere ispirata dall’episodio di Gesù che morto in croce è trafitto dalla lancia: “un’asta all’Unigenito crocifisso con potenza aprirà il cuore ” e più in generale per lahat “Guizzante entrerà nel cuore “.
    La stessa lama, ma di luce, nella iconografia esce dal cuore di Gesù Risorto, “Guizzante esce dal cuore .”
    Questa lama sarà quella che entrerà anche nel cuore di Maria.


    Si può, infatti, leggere: “L’Agnello dentro sarà alla Madre a portare , da primogenito appeso , nel cuore aperto una spada .”

    L’Agnello dentro sarà alla Madre a portare, da primogenito appeso, nel cuore aperto una spada.

    È questa la radice della profezia di Simeone nel Vangelo di Luca?
  • Il radicale della parola spada “ha choeroeb” è che porta ai verbi “uccidere, essere distrutto, distruggere, ammazzare”, ma anche “essere secco, asciugarsi, essere desolato”.
    Indipendentemente dai segni di vocalizzazione, peraltro aggiunti nei Sacri testi ebraici della Tenak solo nei primi secoli dell’evo moderno, spada ha le stesse lettere del monte Oreb, “Corebah” .
    Questo monte per la prima volta si trova citato in Esodo 3,1 quando Dio si presenta a Mosè nel roveto ardente per far intraprendere la via della salvezza: “Ora Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, e condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l’Oreb.” Pensando al testo in ebraico la parola spada perciò ad un ebreo evoca certamente l’Oreb e gli eventi ad esso relativi: essenzialmente una teofania del Dio vivente e il dono della Torah.
    Se si spezza la parola in + , c’è “una grotta chor = dentro ” ed Elia trova una grotta sull’Oreb e Mosè viene riposto in una cavità sulla rupe quando vede Dio di spalle.
    Gesù poi nascerà in una grotta – casa .
    Mosè e Gesù nelle assemblee, posti chiusi , sono chiamati “rev” cioè “grande” per dire maestro, da cui “nostro maestro”, Rabbunì.
    La parola spada ricordando l’Oreb è ovvio che porta l’idea alla legge ed alla Torah e Gesù è la Torah vivente, il Cristo, Dio che parla dall’Oreb… è Lui la spada, la Parola di Dio, il Verbo del Padre, infatti: “…la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore.” (Ebrei 4,12)
    Al cristiano, perciò, potrebbe ricordare il nuovo Oreb, il nuovo Sinai, la montagna delle Beatitudini, da dove Gesù promulgò “il discorso della Montagna”, Lui, la Parola, pronunciò le altre 9 parole, le sue benedizioni.
    Guardiamo con attenzione alle lettere delle parole ebraiche del versetto della teofania del roveto, anche lì c’è una fiamma di fuoco che ricorda la spada dei cherubini a custodia dell’Eden.

    “L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto…” (Esodo 3,2)



    Qui fiamma è “labbat”, perché sta ad indicare la parte più intima, il cuore “leb” del fuoco ed ecco che anche queste lettere se riferite alle vicende di Gesù e della madre possono suggerire:
    “Un’asta sarà nel corpo del primogenito . Nella madre guizzerà unitamente così . Dal Signore Dio sarà dentro al cuore segnata . Per il sacrificio d’espiazione del Crocifisso si porterà afflitta () piena di lamenti .”

    Un’asta sarà nel corpo del primogenito. Nella madre guizzerà unitamente così. Dal Signore Dio sarà dentro al cuore segnata. Per il sacrificio d’espiazione del Crocifisso si porterà afflitta piena di lamenti.

    Ancora profezia ben collegata a quella di Simeone del Vangelo di Luca?
  • Guizzante “hammitehapoekoet” “ritorta”, traducono i Rabbini. Tale termine si ritrova in Deuteronomio 32,20 “Ha detto: Io nasconderò loro il mio volto: vedrò quale sarà la loro fine. Sono una generazione perfida, sono figli infedeli”, quindi, perfido, perfidia, perversità fallacia.
    Quella parola si trova poi per 9 volte nel libro dei Proverbi (2,12-14; 6,14; 8,13; 10,31-32; 16,28-30; 23,33).
    Forse il nocciolo è quel “faccia liscia ” che porta a da “puk” belletto (2Re 9,30 che usa Gezabele) quindi, c’è l’idea di un cercare di falsare la verità, ossia di dare un’immagine diversa di se stesso.
    Se considero la parola separata in posso provare a leggere pensando a Gesù “entrerà tra i morti , ne riuscirà , ne sgorgherà () il Crocifisso ” e ancora “entrerà tra i morti , ne riuscirà , il Verbo per la rettitudine che lo segnava “.
  • Per custodire “lishemor” viene da “guardare, custodire, sorvegliare”.
    Per far comprendere come sono espressive le lettere ebraiche produco alcuni pensieri indotti da quelle lettere.

    Se la lettera la rivolgiamo a Dio, il Potente:
    “Il Potente Nome in un corpo “, profezia di incarnazione;
    “Il Potente risorgerà in vita i corpi ” profezia di risurrezione;
    “Il Potente brucerà l’essere ribelle ()” profezia di redenzione;

    Se la lettera la rivolgiamo al serpente, nemico dell’uomo:
    “il serpente accese l’essere ribelli ()“, motivo della caduta;
    “il serpente accese amarezza “, motivo di infelicità.

    Mi ricorda inoltre il caro San Giuseppe e l’enciclica “Il Custode del Redentore – Redemptoris Custos” di Giovanni Paolo II – Roma, 15-08-1989.
  • la via “‘oet doeroek” e l’albero della vita “he’s hachaiym” aprono il pensiero a “Io sono la via, la verità e la vita.” (Giovanni 14,6)

Provo ora a leggere quelle parole del versetto Genesi 3,24 da dopo “spada” tutte di seguito:



“entrerà tra i morti , ne riuscirà , il Verbo per la rettitudine che lo segnava , potente risorgerà in vita il corpo , gli verrà () in aiuto nel corpo la rettitudine , si vedrà rialzarsi . Ad uscire dalla tomba sarà ; risarà tra i viventi .

ALLA RICERCA DELLA SPADA
La parola spada nella Bibbia ebraica è messa in particolare evidenza in Esodo 17,13 “Giosuè sconfisse Amalek e il suo popolo passandoli poi a fil di spada” ove Amalek è il nemico che, in modo allegorico è il male che s’oppone all’entrata nella terra promessa e Giosuè è immagine profetica dell’omonimo, il nostro Signore Gesù Cristo, che vince questo nemico e conduce alla piena felicità il popolo di Dio.
Seguendo il criterio di rintracciare i brani ove il numero di ripetizioni della parola “spada” è particolarmente significativo, ci s’imbatte nel capitolo 26 del libro del Levitico ove quella parola si trova per 7 volte nei versetti 6, 7, 8, 25, 33, 36 e 37.
È questo un capitolo strano in cui sono messe in evidenza, “Benedizioni”, in cui si trova per tre volte la parola spada che si rivolgerà contro i nemici, poi la dichiarazione “Io sono il Signore” che promette una presenza, che è la spada in persona, indi vi sono le “Maledizioni” con il termine spada ripetuta 4 volte.
Questa è una spada a doppio taglio, vale a dire a doppio effetto, a doppia faccia, perché serve contro i nemici nelle “benedizioni” e risulta “maledizione” per chi, rompe l’alleanza.
La maledizione, di fatto, come accadde in Genesi 3, è contro colui che induce alla rottura dell’alleanza stessa, il solito, sempre e solo “il maledetto” per eccellenza e chi va come schiavo e prigioniero a far parte di quella risma ne subisce gli effetti: “Allora il Signore Dio disse al serpente: Poiché tu hai fatto questo, sii tu maledetto…” (Genesi 3,14)
L’allegoria della spada a doppio taglio, oltre che nella lettera agli Ebrei, è riferita al Cristo nella visione iniziale dell’Apocalisse 1,13-16: “…uno simile a figlio di uomo, con un abito lungo fino ai piedi e cinto al petto con una fascia d’oro. I capelli della testa erano candidi, simili a lana candida, come neve. Aveva gli occhi fiammeggianti come fuoco, i piedi avevano l’aspetto del bronzo splendente purificato nel crogiuolo. La voce era simile al fragore di grandi acque. Nella destra teneva sette stelle, dalla bocca gli usciva una spada affilata a doppio taglio e il suo volto somigliava al sole quando splende in tutta la sua forza.”
Ora “spada a doppio taglio” nelle Bibbia canonica ebraica si trova solo in Proverbi 5,4 “…pungente come spada a doppio taglio” onde è certificato che in segni ebraici ha le seguenti lettere espressive nei riguardi del giudizio finale “la spada il Verbo sarà a recare alla fine “.

Sinteticamente in quel lungo brano del Levitico 26 si riconoscono queste parti:

  • 6-8 – BENEDIZIONI – “Io stabilirò la pace nel paese; nessuno vi incuterà terrore; vi coricherete e farò sparire dal paese le bestie nocive e la spada non passerà per il vostro paese. Voi inseguirete i vostri nemici ed essi cadranno dinanzi a voi colpiti di spada. Cinque di voi ne inseguiranno cento, cento di voi ne inseguiranno diecimila e i vostri nemici cadranno dinanzi a voi colpiti di spada.”
  • 11-12 – PRESENZA – “Stabilirò la mia dimora in mezzo a voi e non vi respingerò. Camminerò in mezzo a voi, sarò vostro Dio e voi sarete mio popolo.
  • 14-15 – ROTTURA DELL’ALLEANZA – “Ma se non mi ascolterete e se non metterete in pratica tutti questi comandi, se disprezzerete le mie leggi e rigetterete le mie prescrizioni, non mettendo in pratica tutti i miei comandi e infrangendo la mia alleanza…”
  • 24-37 – MALEDIZIONI – “Manderò contro di voi la spada, vindice della mia alleanza… quando io avrò spezzato le riserve del panemangerete perfino la carne dei vostri figli e mangerete la carne delle vostre figlievi disperderò fra le nazioni e vi inseguirò con la spada sguainata… fuggiranno come si fugge di fronte alla spada e cadranno senza che alcuno li insegua. Precipiteranno uno sopra l’altro come di fronte alla spada, senza che alcuno li insegua. Non potrete resistere dinanzi ai vostri nemici.”

Quel capitolo si conclude così:” Questi sono gli statuti, le prescrizioni e le leggi che il Signore stabilì fra sé e gli Israeliti, sul monte Sinai, per mezzo di Mosè.” (Levitico 26,46) e il Sinai è l’Oreb.
Pare concludersi che il Signore dica, se non rispettate l’alleanza dell’Oreb l’Oreb si trasformerà in spada e “…morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che io sono, morirete nei vostri peccati”. (Giovanni 8,24)
In questo brano del Levitico viene messo in evidenza come la rottura dell’alleanza comporti una maledizione in cui ha particolare rilevanza una carenza di cibo e di frumento.

Alleanza in ebraico è “berit” e se si rompe, è da immaginare che rompiamo anche la parola e la separiamo in più modi.
È da tener conto che in ebraico:

  • un modo per dire “mangiare, cibarsi” è col radicale ;
  • un modo per dire “frumento” è “bar” ;
  • cibo è detto “beriha”.

Spezzando, cioè rompendo la parola alleanza “berit” si possono, allora, fare letture che evocano questi effetti immediati:

= “il frumento sarà a finire
“il cibo () finirà

Ciò è, infatti, segnalato in Levitico 26 “poiché la vostra terra non darà prodotti e gli alberi della campagna non daranno frutti… non vi sazierete” (20 e 26) in linea con la profezia “Con il sudore del tuo volto mangerai il pane;” (Genesi 3,19) il che fa comprendere come le parole e le lettere lette e spezzate contribuiscono a creare midrash.
Si può pensare legato a questo pensiero il fatto che Gesù si definisca cibo “beriha” per la nuova alleanza : “Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me. Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi”. (Luca 22,19s; 1Corinzi 11,24s)
Come dire vi do’: “In cibo () il Crocifisso “, il mio corpo dato per voi.
Nuova alleanza in ebraico è “berit hachadoshah” che con le lettere riferite a Lui dicono “dentro col corpo sarò in croce , entrerò nella tomba , dalla porta risorto n’uscirò .”
Nella nuova economia dell’incarnazione di Gesù “berit” , peraltro comporta che uno “dentro il corpo sarà del Crocifisso ” cioè entra nella Chiesa e chi entra in pienezza in comunione con Cristo entra pienamente nella nuova alleanza e avrà il corpo segnato, “dentro il corpo sarà segnato “… le stimmate dei Santi.

Ma torniamo a Levitico 26, la descrizione delle maledizioni “…mangerete perfino la carne dei vostri figli e mangerete la carne delle vostre figlie… vi disperderò fra le nazioni“, è calzante con ciò che in effetti avverrà con la conquista e la distruzione di Gerusalemme da parte di Nabucodonosor.
Se si continua a procede alla ricerca dei brani biblici con ripetizioni della parola spada si trova, infatti, un altro testo nel libro del profeta Ezechiele capitolo 21 che pare proprio voler raccogliere il messaggio di quel capitolo 26 del Levitico in quanto la parola “spada” e veramente presentata in modo ridondante in quanto si trova ripetuta per ben 14 volte nel testo C.E.I., insistenza che, in effetti, risulta di 15 volte nel testo in ebraico e profetizza l’evento della conquista di Gerusalemme.
Sul capitolo Ezechiele 21 mi soffermerò più avanti.

LA SPADA NEL NUOVO TESTAMENTO
La prima volta che si trova la parola spada riferita a Gesù nei Vangeli è:

  • Matteo 10,34-35 – “Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada.”
    Lui, Gesù di Nazaret, è la spada di Dio, l’Oreb in persona, il suo corpo è la sede della manifestazione della Torah vivente.
    Nella sua prima venuta inizia il combattimento, ha portato l’arma, il discorso della montagna, su quel programma ha creato una Chiesa, nata dal suo costato aperto sulla croce, ha ricevuto anche Lei nel suo cuore questa arma per combattere, e inizia il combattimento per distinguere la zizzania dal grano e preparare la conclusione degli ultimi tempi di cui parla l’Apocalisse di Giovanni.
  • Luca 2 con l’episodio di Simeone a cui segue quello di Anna di Fanuele ove il testo è pieno di spunti ed in particolare colpisce:
    • 25 – “…a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui
    • 34-35 – “Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima.”
    • 36 – “C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. …e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.”

Questi due anziani, Simeone e Anna, sono citati solo nel Vangelo di Luca e paiono rappresentare il vecchio Israele che come una sentinella nella notte attende l’alba dell’attuarsi delle profezie sul Messia.
Il nome Simeone è è legato al verbo “ascoltare” , “mi ha molto ascoltato” sottinteso Dio, e se si spezza in + è da leggere in modo positivo, forse del “Nome abitazione” o anche con le lettere separate e allora si ha una profezia per il fatto “Il Nome vede portato da inviati ” cioè il Simeone vede la Sacra Famiglia, cioè il Nome = Gesù, portato da inviati che nel caso specifico sono Giuseppe e Maria.
Come ho osservato in “Vangeli, profezie attuate dal Cristo” è chiara la volontà dell’evangelista di indicare in forma di profezia in modo da destare l’attenzione che il bimbo è Dio.
L’evangelista lascia una traccia per far cercare profezie che confermino quegli episodi dando l’indicazione che quella “profetessa Anna era figlia di Fanuele della tribù di Aser”.

Profetessa “nebi’ah”.
Anna “Channah” “favore, grazia”.
Figlia Di Panuel “bat Pani’el”.
Tribù “mattah”.
Aser “‘Asher” “beatitudine, felicità, diritto cammino”.

È un programma che letto di seguito in forma profetica dice:



“Invierà dentro a stare in un primogenito al mondo la grazia . Uscirà da una figlia (d’Israele). In una persona () ci sarà Dio , gli vivrà nel cuore . Uscirà il dritto cammino “.

Fanuel, quel nome m’ha incuriosito e sono andato al libro della Genesi all’episodio della lotta con l’angelo di Giacobbe allo Yabbok dove si parla di un luogo chiamato Panuel: “Giacobbe allora gli chiese: Dimmi il tuo nome. Gli rispose: Perché mi chiedi il nome? E qui lo benedisse Allora Giacobbe chiamò quel luogo Penuel: Perché – disse – ho visto Dio…” (Genesi 32,30-31)
Non poteva essere altrimenti, una Anna di Fanuel – e P = F come lettera ebraica – “Ha visto Dio!” e non può non benedirli.
Ho provato a decriptare col mio metodo quei due versetti della Genesi rivolgendo il pensiero a Gesù Cristo e ho trovato cenni chiari e calzanti delle due profezia di quei due incontri del Vangelo di Luca.

Incontro di Simeone, Genesi 32,30: “E vi sono illuminati che Dio è visibile (quando) si versano (Giuseppe e Maria) da casa per portare colui che è il primogenito vivo il corpo fuori in cammino. Sono appena dalla porta (del Tempio) entrati gli Inviati (Giuseppe e Maria). Per primo chi il Nome (Simeone) rettamente porta (Luca 2,25, infatti, certifica che Simeone è giusto), disse: Il Potente tra i viventi del mondo (è) con questo (bambino) uscito, il segno della luce di Dio. La potenza della risurrezione ai viventi sarà a recare. Sarà esistere; per il figlio afflitto in croce, un’asta a bruciare la madre.”

Incontro di Anna, Genesi 32,31: “Portano il diletto primogenito ad essere visto per versarlo (per il riscatto del primogenito) alla casa del Nome (casa del Nome: il Tempio). In quel luogo (Anna) di Penuel, che retta è, lo vede. (Questi) è segno dell’esistenza di Dio che nel mondo è vivo, dice agli Inviati (Giuseppe e Maria): è un vivente Dio davanti a me; dalla morte salvatore della mia vita.”

Questi episodi, seguiti da quello di Gesù dodicenne nel tempio coi dottori, ricevono il commento finale di Luca “Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore” (Luca 2,51).
La madre sapeva che il suo cuore sarebbe stato trafitto!
Il Vangelo di Luca con questi racconti dell’infanzia, legati alle antiche Sacre Scritture, intende proporre che Dio Padre e Madre, tramite Simeone che “mosso dallo Spirito, si recò al tempio” (Luca 2,27) e di Anna di Fanuel che “non si allontanava mai dal tempio” (Luca 2,37), entrambi avanzati negli anni, figure del vecchio Israele, riconoscono in Gesù il Messia.
I Giudeo-Cristiani del tempo di Luca, hanno trovato facilmente quella profezia grazie a quel riferimento di Panuel.

Faccio ora un salto nel Nuovo Testamento e seguo il percorso della “spada” con le altre citazioni che vi si trovano.

  • Luca 21,24 – “Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri tra tutti i popoli; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani siano compiuti.”; si realizza quanto profetizzato in Levitico 26 e in Ezechiele 21… è stata rotta l’alleanza.
  • Efesini 6,17 – “…la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio.”
  • Ebrei 4,12 – “Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore.”
  • Apocalisse 1,16-18 – “Nella destra teneva sette stelle, dalla bocca gli usciva una spada affilata a doppio taglio e il suo volto somigliava al sole quando splende in tutta la sua forza. Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la destra, mi disse: Non temere! Io sono il Primo e l’Ultimo e il Vivente. Io ero morto, ma ora vivo per sempre e ho potere sopra la morte e sopra gli inferi.”
  • Apocalisse 2,12 – “All’angelo della Chiesa di Pèrgamo scrivi: Così parla Colui che ha la spada affilata a due tagli…”
  • Apocalisse 19,13-21 – “È avvolto in un mantello intriso di sangue e il suo nome è Verbo di Dio. Gli eserciti del cielo lo seguono su cavalli bianchi, vestiti di lino bianco e puro. Dalla bocca gli esce una spada affilata per colpire con essa le genti. Egli le governerà con scettro di ferro e pigerà nel tino il vino dell’ira furiosa del Dio onnipotente. Un nome porta scritto sul mantello e sul femore: Re dei re e Signore dei signori.
    . . . . . .
    Ma la bestia fu catturata e con essa il falso profeta che alla sua presenza aveva operato quei portenti con i quali aveva sedotto quanti avevan ricevuto il marchio della bestia e ne avevano adorato la statua. Ambedue furono gettati vivi nello stagno di fuoco, ardente di zolfo. Tutti gli altri furono uccisi dalla spada che usciva di bocca al Cavaliere; e tutti gli uccelli si saziarono delle loro carni.”

IL LIBRO DEL PROFETA EZECHIELE E IL CAPITOLO 21
Secondo l’ipotesi più condivisa dagli studiosi il libro detto del profeta Ezechiele è un complesso di scritti in ebraico che sarebbero oracoli di tale profeta, già sacerdote prima dell’esilio, oracoli datati tra il 592-571 a.C. pronunciati nel Regno di Giuda e nell’esilio di Babilonia, ma assemblati in Giudea nel V secolo a.C.. (Vedi: “Il carro di fuoco di Ezechiele: ufo e/o macchina del tempo?“)

Nabucodonosor, dopo la conquista di Gerusalemme del 597 a.C., deportò a Babilonia molti ebrei, tra cui Ezechiele (in ebraico: “Dio conforta”) figlio del sacerdote Buzi.
Erano tutti uomini di qualità che quel monarca riteneva utili per la loro sapienza e furono fatti insediare a Tel Aviv (in accadico “colle del diluvio”) sulle rive del canale Chebar, affluente dell’Eufrate presso l’antica città di Nippur.
In tale luogo Ezechiele, nel 593 a.C., sentì la chiamata del Signore e l’invito ad iniziare l’attività di profeta onde si dedicò a messaggi di conforto per gli esuli, ispirati alla grazia di Dio e fu nel contempo profeta di sventure per i rimasti a Gerusalemme.
Molte di tali notizie s’attingono proprio dallo stesso libro del profeta Ezechiele: “Il cinque del quarto mese dell’anno trentesimo, mentre mi trovavo fra i deportati sulle rive del canale Chebar, i cieli si aprirono ed ebbi visioni divine. Il cinque del mese – era l’anno quinto della deportazione del re Ioiachin – la parola del Signore fu rivolta al sacerdote Ezechiele figlio di Buzi, nel paese dei Caldei, lungo il canale Chebar. Qui fu sopra di lui la mano del Signore.” (Ezechiele 1,1-3)
Questa chiamata ha inizio con la visione della “gloria di Dio” che gli appare sul “carro di fuoco”, la cui descrizione impegna tutto il Capitolo 1 del suddetto libro.
Il senso immediato è che il Signore non s’è dimenticato del suo popolo e viene a riprendere i deportati, dovunque questi si trovino e suscita il profeta Ezechiele che così l’annuncia e rende concreta la speranza del reinsediamento a Gerusalemme, che storicamente si concretizzò con l’editto di Ciro nel 538 a.C..
La parte finale del libro, capitoli dal 40 al 48, potrebbero essere di suoi discepoli.
Nel 587/586 Gerusalemme fu assediata di nuovo, presa, ci fu una nuova grande deportazione.

La Bibbia imputa la causa di quegli esili all’infedeltà dei Giudei nei riguardi della Legge di Dio, infatti, il re di Giuda, Manasse “…fece ciò che è male agli occhi del Signore, secondo gli abomini delle nazioni che il Signore aveva scacciato davanti agli Israeliti. Costruì di nuovo le alture che suo padre Ezechia aveva demolito, eresse altari ai Baal, fece pali sacri, si prostrò davanti a tutto l’esercito del cielo e lo servì. Costruì altari nel tempio del Signore… a tutto l’esercito del cielo nei due cortili del tempio del Signore. Fece passare i suoi figli per il fuoco nella valle di Ben-Innòm, si affidò a vaticini, presagi e magie, istituì negromanti e indovini. …Collocò l’immagine dell’idolo, che aveva fatto scolpire, nel tempio di Dio… spinse Giuda e gli abitanti di Gerusalemme a fare peggio delle nazioni che il Signore aveva estirpato davanti agli Israeliti.” (2Cronache 33,1-9)
Il Regno di Giuda diventò così vassallo di Babilonia.
Cercarono di ribellarsi, ma Gerusalemme fu prima assediata, invasa e saccheggiata ed il re e i cittadini più importanti furono deportati.
Sedecia fu il re vassallo di Giudea (2Re 24,1-16; 2Cronache 36,5-10).
Questi però tentò la rivolta, vi fu un nuovo assedio (2Re 24,17-20; 2Re 24,25; 2Cronache 36,11-14), in aiuto vennero milizie egiziane e l’assedio cessò (Geremia 37,5-10). Nabucodonosor re di Babilonia poi però venne con tutto il suo esercito contro Gerusalemme e fu distrutta nel 587 a.C., dopo che l’assedio che aveva provocato fame, malattie e morte, il Tempio fu abbattuto, i suoi tesori presi come bottino, le mura demolite e gran parte della popolazione fu portata in esilio (2Re 25,7-17; 2Cronache 36,17-20; Geremia 52,12-20).

Il capitolo 21 di Ezechiele, che può avere a buon diritto il titolo di “il capitolo della spada” s’inquadra in questo contesto, perché il profeta Ezechiele, dall’esilio, volge lo sguardo a Gerusalemme e ammonisce che c’è stato un giudizio per i peccati commessi onde Dio non interverrà per evitare la distruzione da parte del re di Babilonia.
È evidente che c’è stata una rottura del patto d’alleanza.
È stata dimenticata la Torah, e pur se non ricordate in modo esplicito, ma solo in modo indiretto con la spada, il comportamento del popolo e dei suoi capi ha fatto si che sono entrati nella stoltezza che comporta come effetto lo scenario della maledizione della seconda parte del capitolo 26 del Levitico.
Questo della spada diventa così un segno che dovrebbe chiamare a conversione, ma nel caso specifico risulterà senza effetto, onde la spada colpirà Gerusalemme.

Ecco che quando andai a verificare quel testo mi colpì che nell’ambito di quel capitolo 21 di Ezechiele si trova, pressoché agli inizi dei 37 versetti che lo compongono, il versetto 5 che recita:

“Io dissi: Ah! Signore Dio, essi vanno dicendo di me: Non è forse costui uno che parla per enigmi?



Ciò visto con l’dea nella mente di quanto esposto in “Scrutatio cristiana del Testo Masoretico della Bibbia” m’è nato il desiderio di approfondire, considerato che quel versetto, visto che parla di enigmi, si poteva considerare l’avviso di un testo di 2° livello particolarmente importante da cercare.
Quella pagina di Ezechiele, stante quel esplicito avviso, potrebbe perciò presentare anche un secondo volto che la scuola di quel profeta, piena di immaginazione, ha inserito con le lettere ebraiche usate come icone.
Parlare per enigmi nel caso specifico è “memasshel meshalim” dal radicale MSHL che indica sia essere simile o il proporre un proverbio o una parabola da cui “mashal” detto arguto, parabola, proverbio ma anche signoreggiare.
Gesù Cristo nei Vangeli è sicuramente un “memasshel meshalim” che appunto parla con parabole, ma anche con autorità.
Ce n’era abbastanza per destare la mia curiosità di investigare.

Riporto il testo C.E.I. di tale capitolo 21 evidenziando varie ripetizioni.
In primo luogo con un “Mi fu rivolta questa parola del Signore” ripetuto 4 volte onde, di fatto. il capitolo si divide in 4 parti: 1-5; 6-12; 13-22 e 23-37.

Ezechiele 21-1Mi fu rivolta questa parola del Signore:

Ezechiele 21-2Figlio dell’uomo, volgi la faccia verso il mezzogiorno, parla alla regione australe, e profetizza contro la selva del mezzogiorno.

Ezechiele 21-3 – Dirai alla selva del mezzogiorno: Ascolta la parola del Signore. Dice il Signore Dio: Ecco, io accenderò in te un fuoco che divorerà in te ogni albero verde e secco: la fiamma ardente non si spegnerà e tutto ciò che si vede sarà bruciato dal mezzogiorno al settentrione.

Ezechiele 21-4 – Ogni vivente vedrà che io, il Signore, l’ho accesa e non si spegnerà.

Ezechiele 21-5 – Io dissi: Ah! Signore Dio, essi vanno dicendo di me: Non è forse costui uno che parla per enigmi?
. . . . . .

Ezechiele 21-6Mi fu rivolta questa parola del Signore:

Ezechiele 21-7Figlio dell’uomo, volgi la faccia verso Gerusalemme e parla contro i suoi santuari, profetizza contro la terra d’Israele.

Ezechiele 21-8 – Tu riferirai alla terra d’Israele: Così dice il Signore Dio: Eccomi contro di te. Sguainerò la spada e ucciderò in te il giusto e il peccatore.

Ezechiele 21-9 – Se ucciderò in te il giusto e il peccatore, significa che la spada sguainata sarà contro ogni mortale, dal mezzogiorno al settentrione.

Ezechiele 21-10 – Così ogni vivente saprà che io, il Signore, ho sguainato la spada ed essa non rientrerà nel fodero.

Ezechiele 21-11 – Tu, figlio dell’uomo, piangi: piangi davanti a loro con i fianchi spezzati e pieno d’amarezza.

Ezechiele 21-12 – Quando ti domanderanno: Perché piangi?, risponderai: Perché è giunta la notizia che il cuore verrà meno, le mani s’indeboliranno, lo spirito sarà costernato, le ginocchia si scioglieranno in acqua. Ecco è giunta e si compie. Oracolo del Signore Dio.
. . . . . .

Ezechiele 21-13Mi fu rivolta questa parola del Signore:

Ezechiele 21-14Figlio dell’uomo, profetizza e di’ loro: Così dice il Signore Dio: Spada, spada aguzza e affilata,

Ezechiele 21-15 – aguzza per scannare, affilata per lampeggiare! Eppure ci rallegreremo; lo scettro di mio figlio disprezza ogni legno.

Ezechiele 21-16 – L’ha fatta affilare perché la si impugni, l’ha aguzzata e affilata per darla in mano al massacratore!

Ezechiele 21-17 – Grida e lamentati, o figlio dell’uomo, perché essa pesa sul mio popolo, su tutti i principi d’Israele: essi cadranno di spada insieme con il mio popolo. Perciò battiti il fianco,

Ezechiele 21-18 – perché è una prova: che cosa accadrebbe se nemmeno ci fosse un bastone sprezzante? Oracolo del Signore Dio.

Ezechiele 21-19 – Tu, o figlio dell’uomo, profetizza e batti le mani: la spada si raddoppi e si triplichi, è la spada dei massacri, la grande spada del massacro che li circonda.

Ezechiele 21-20 – Perché i cuori si struggano e si moltiplichino le vittime, ho messo a ogni porta la punta della spada, fatta per lampeggiare, affilata per il massacro.

Ezechiele 21-21 – Volgiti a destra, volgiti a sinistra, ovunque si diriga la tua lama.

Ezechiele 21-22 – Anch’io batterò le mani e sazierò la mia ira. Io, il Signore, ho parlato.
. . . . . .

Ezechiele 21-23Mi fu rivolta questa parola del Signore:

Ezechiele 21-24Figlio dell’uomo, traccia due strade per il passaggio della spada del re di Babilonia; proverranno tutte e due dallo stesso paese. Tu metti un segnale a capo della strada che conduce nella città.

Ezechiele 21-25 – Traccia la strada per cui la spada giunga contro Rabbà degli Ammoniti e contro Giuda a Gerusalemme, città fortificata.

Ezechiele 21-26 – Infatti il re di Babilonia è fermo al bivio, all’inizio delle due strade, per interrogare le sorti: agita le frecce, interroga i terafìm, osserva il fegato.

Ezechiele 21-27 – Nella sua mano destra è uscito il responso: Gerusalemme, per porre contro di essa gli arieti, per farle udire l’ordine del massacro, echeggiare grida di guerra, disporre gli arieti contro le sue porte, innalzare terrapieni, costruire trincee.

Ezechiele 21-28 – Ma questo non è che un vano presagio agli occhi di quelli che hanno fatto loro solenni giuramenti. Egli però ricorda loro l’iniquità per cui saranno catturati.

Ezechiele 21-29 – Perciò così dice il Signore: Poiché voi avete fatto ricordare le vostre iniquità, rendendo manifeste le vostre trasgressioni e palesi i vostri peccati in tutto il vostro modo di agire, poiché ve ne vantate, voi resterete presi al laccio.

Ezechiele 21-30 – A te, malfattore infame, principe d’Israele, il cui giorno è venuto, al colmo della tua iniquità,

Ezechiele 21-31così dice il Signore Dio: Deponi il turbante e togliti la corona; tutto sarà cambiato: ciò che è basso sarà elevato e ciò che è alto sarà abbassato.

Ezechiele 21-32 – In rovina, in rovina, in rovina ridurrò Gerusalemme e non si rialzerà più, finché non giunga colui al quale appartiene di diritto e al quale io la darò.

Ezechiele 21-33 – Tu, figlio dell’uomo, profetizza e annuncia: Così dice il Signore Dio agli Ammoniti e riguardo ai loro insulti. Di’ dunque: La spada, la spada è sguainata per la strage, è affilata per sterminare, per lampeggiare –

Ezechiele 21-34 – mentre tu hai false visioni e ti si predicono vaticini bugiardi – per essere messa alla gola dei malfattori infami, il cui giorno è venuto, al colmo della loro iniquità.

Ezechiele 21-35 – Rimettila nel fodero. Nel luogo stesso in cui tu fosti creato, nella terra stessa in cui sei nato, io ti giudicherò;

Ezechiele 21-36 – rovescerò su di te il mio sdegno, contro di te soffierò nel fuoco della mia ira e ti abbandonerò in mano di uomini violenti, portatori di distruzione.

Ezechiele 21-37 – Sarai preda del fuoco, la terra sarà intrisa del tuo sangue; non ti si ricorderà più perché io, il Signore, ho parlato.

La ripetizioni più importanti è il “Signore”, 17 volte, e Dio 8 volte, che si trovano in più espressioni che riporto qui sotto con i versetti relativi:

  • Mi fu rivolta questa parola del Signore versetti 1, 6, 13 e 23.
  • Dice il Signore Dio versetti 3, 8, 14, 31, 33.
  • io, il Signore versetti 4, 10.
  • io, il Signore ho parlato versetti 22, 37.
  • parola del Signore versetto 3.
  • Signore Dio versetto 5.
  • Oracolo del Signore Dio versetti 12, 18.

Tutto ciò nella versione italiana, ma nel testo masoretico Dio come “‘El” o “‘Elohim” non c’è mai, in compenso c’è:

  • 17 volte “IHWH” , versetti 1, 3 per 2 volte, 4, 5, 6, 8, 10, 12, 13,18, 22, 29, 23, 31, 33 e 37.
  • 6 volte “‘Adonai” , versetti 3, 5,14, 29, 31 e 33.
  • 5 volte “Io” o “Io sono” , versetti 4, 10, 22 per 2 volte e 37.

A queste ripetizioni s’aggiungono:

  • Figlio dell’uomo versetti 2 per 8 volte, 7, 11, 14, 17, 19, 24, 33.
  • Spada versetti 8, 9, 10, 14 per 2 volte, 16 pur se non tradotta, 17, 19 per 3 volte, 20, 24, 25, 33 per 2 volte.
  • Rovina versetti 21, 21 per 3 volte di seguito.

Vi sono quindi tutte le premesse per un grande oracolo messianico.

Metto poi in evidenza una particolarità che ritengo importante.
Al versetto 15 si trova in nota alla Bibbia di Gerusalemme che il testo masoretico, e così è, riporta delle parole che risultano incomprensibili nel contesto, quelle che ho indicato in verde. “15 – aguzza per scannare, affilata per lampeggiare! Eppure ci rallegreremo; lo scettro di mio figlio disprezza ogni legno.”

Ce n’era più che a sufficienza per cercare di capire di più.
Ho provato a decriptare con quel mio metodo alcuni versetti e ho visto che quanto in verde si placcava in modo corretto nella mia decriptazione e il senso era perfettamente chiaro e congruente.
Riporto qui di seguito la prova con i versetti 14 e 15.

Ezechiele 21,14Figlio dell’uomo, profetizza e di’ loro: Così dice il Signore Dio: Spada, spada aguzza e affilata,




Ezechiele 21,14 – Il Figlio dell’uomo profetizzato si portò nel primogenito . La Madre col corpo segnato così uscì . Le iniziarono amarezze . Il Signore le aveva detto che racchiudeva il corpo dell’Eletto che dentro il mondo si recava . L’Uno ( = ) al mondo portava in cammino la madre ; vivo nel corpo recava l’amore nel mondo .

Ezechiele 21,14 – Il Figlio dell’uomo profetizzato si portò nel primogenito. La Madre col corpo segnato così uscì. Le iniziarono amarezze. Il Signore le aveva detto che racchiudeva il corpo dell’Eletto che dentro il mondo si recava. L’Uno al mondo portava in cammino la madre; vivo nel corpo recava l’amore nel mondo.

Ezechiele 21,15aguzza per scannare, affilata per lampeggiare! Eppure ci rallegreremo; lo scettro di mio figlio disprezza ogni legno.




Ezechiele 21,15 – (Amarezza) perché da animale da macello da uccidere al mondo portava l’Unico ( = ), entratole il Potente in seno () lamenti sarebbero stati . Le entrerà una lama nel corpo , verserà amarezza nel cuore entrandole . Eppure si rallegrerà ; lo scettro del figlio sarà a disprezzare ogni legno .

Ezechiele 21,15 – (Amarezza) perché da animale da macello da uccidere al mondo portava l’Unico, entratole il Potente in seno lamenti sarebbero stati. Le entrerà una lama nel corpo, verserà amarezza nel cuore entrandole. Eppure si rallegrerà; lo scettro del figlio sarà a disprezzare ogni legno.

Mi piace pensare che sia quella parte in verde una chiosa di qualche altro che in passato abbia reso esplicito il testo nascosto.
Si parlava proprio dell’amarezza della madre del trafitto; ancora una volta, quindi, della profezia di Simeone.
Ho così proceduto alla decriptazione dei 37 capitoli di Ezechiele 21.
Qui di seguito presento una sintesi riassuntiva di quanto trovato a cui segue in Appendice il risultato della decriptazione versetto per versetto.

Prima parte 1-5 – Dio intende di portare a stare nel mondo la Parola per ricondurre gli sviati dall’essere ribelle, intende incarnarsi in un fanciullo, in un figlio d’uomo e vincere il demonio, nemico dell’uomo, portando a rientrare la rettitudine.
L’essere ribelle recò la perversità, l’afflizione, la distruzione, il pianto, l’oppressione e la corruzione.
Io Sono, il Signore, agirà con la rettitudine in un corpo prescelto.
Un angelo parlò alla madre Maria: sarà la Madre di Lui.
Da Lei uscì il “sia”.
Dal serpente delle origini i viventi salverà.

Seconda parte 6-12 – L’angelo informò anche l’uomo (Giuseppe), l’illuminò che Dio aveva prescelto in Israele la sua casa.
Essendo retto disse al Signore: Eccomi!
Dio scese nella prescelta in una grotta – casa.
S’era l’uomo dal nemico fuori portato per uscire dall’essere ucciso.
A vivere con la madre il retto giusto si portò con la mente illuminata dal sentito.
Nella donna nel corpo entrò l’Agnello scelto, Le scese del Verbo lo splendore.
Avrà un retto cuore porterà un fuoco nel corpo.
Per la perversità far scendere si comporterà da spada.
Porterà a ripristinare la rettitudine che c’era.
Di Dio fu la rettitudine a venire da una ragazza vergine.
La prescelta sarà sposa dello Spirito Santo.
Ciò si compirà: Oracolo del Signore Dio!

Terza parte 13-22 – La divinità come primogenito fu nel corpo della Madre.
La Madre col corpo segnato così uscì.
Recava l’amore nel mondo, ma avrebbe avuto amarezze, causa di lamenti, per il figlio che sarebbe stato vittima d’un sacrificio per il mondo.
Le entrerà una lama nel corpo eppure si rallegrerà.
Sarà crocifisso, dal cuore uscirà la potenza per finire la superbia e uscirà la rettitudine che sarà a vomitare Lucifero.
Dal primogenito in croce uscirà la vita ed in tutti tornerà l’energia delle origini.
Sarà a risorgere; sarà dentro la grazia che porterà la vita a tutti gli uomini che ricominceranno a vivere col Signore.
Il Verbo porterà le mani segnate nel terzo giorno quando uscirà dalla tomba.
Il trafitto uscirà nella gloria.
Dall’apertura della piaga uscirà la risurrezione, potenza per strappar via dalle tombe le moltitudini; entreranno nel Crocifisso i fratelli, la porta è!
Nell’eternità li porterà il Crocifisso tra gli angeli.
Staranno con “Io Sono”, il Signore, la Parola, che il Crocifisso è.

Quarta parte 23-37 – A riportarsi sarà nel mondo con gli angeli; il Re sarà strada per i viventi.
Nel cuore porterà la moltitudine dei fratelli nel regno.
Dei ricreati risorti sarà la strada per la Città eterna, la nuova Gerusalemme.
Nel cuore li porterà a casa le generazioni ricreate rette.
La divinità dentro tutti li guarirà cambiandoli per amore.
Dai giorni li porterà all’esistenza degli angeli nei cerchi della Gerusalemme nuova ove con l’Agnello che si porterà da luce.
L’essere ribelle è giudicato, bruciato il nemico sarà stato nel mare di fuoco.
Il Verbo, sarà chiaro, è il figlio di Dio che portarono in croce.
Saranno condotti alla fine del settimo giorno della creazione.
L’Agnello dalla croce acqua guizzò dal corpo trafitto; era retto.
Dall’innalzato guizzò sulla Madre in pianto.
La potenza fu così nella Madre a stare per agire.
Tra i lamenti la colpì.
Così nel corpo la rettitudine nella Madre abitò.
Come il Verbo segnata dai segni al Verbo simili.
L’asta venuta a trafiggerlo nella poveretta agirà.
Con gli apostoli sarà ad accendere un popolo per Dio di cui sarà madre.
Gli apostoli del Crocifisso, uscito risorto, parlano.
Negli entrati in cammino il peccare porta ad uscire per la Donna.
Nell’acqua scelgono e lo di rifiutano per sempre.
Li accompagna salvandoli il Verbo. Riverrà il Figlio dell’Uomo nel mondo.
Ricominceranno a vivere i corpi nelle tombe, le aprirà, vivi si riporteranno.
Dentro il petto porterà il Crocifisso i simili.
Al Padre li verserà nei cerchi del Regno, retti, segnati di potenza dal Crocifisso.
I viventi si vedranno portati innocenti su per abitare con Dio che uscirà col corpo con cui si rialzò si rialzò per primo risorto.
Era il Messia, fu crocifisso!
Entrerà la sposa, il Crocifisso la recò retta.
“Io Sono”, il Signore, la Parola, il Crocifisso fu!

UNA SPADA PER SEPARARE
Come abbiamo visto, in Matteo 10,34, Gesù dice “Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada“, ma prosegue e spiega, “Sono venuto infatti a separare…”
Mi sono soffermato su questo verbo e mi sono chiesto, il “separare” nell’Antico Testamento cosa richiama?
Beh, chi compie per antonomasia l’azione del separare è Dio, infatti, basta pensare che nella pagina Genesi 1 della creazione quel verbo si trova 4 volte:

  • Genesi 1,4 – “Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre”;
  • Genesi 1,6-7 – “Dio disse: Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque. Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento”;
  • Genesi 1,16-18 – “Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle. Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre.”

Ricordo ancora per brevità solo altri due brani in cui il separare è sempre atto che compie Dio:

  • “Non seguirete le usanze delle nazioni che io sto per scacciare dinanzi a voi; esse hanno fatto tutte quelle cose, perciò le ho in abominio e vi ho detto: Voi possederete il loro paese; ve lo darò in proprietà; è un paese dove scorre il latte e il miele. Io il Signore vostro Dio vi ho separati dagli altri popoli.” (Levitico 20,23s)
  • “Da quattro lati egli misurò il tempio; aveva intorno un muro lungo cinquecento canne e largo cinquecento, per separare il luogo sacro da quello profano.” (Ezechiele 42,20)

In definitiva il Signore ha separato:

  • luce dalle tenebre e lo ha ripetuto due volte;
  • col firmamento le acque di sopra da quelle di sotto col firmamento;
  • Israele dagli altri popoli;
  • il sacro dal profano.

Il verbo ebraico che viene usato è BDL, come iabeddel in Genesi 1,4 e 1,7, come “beddil” in 1,6 e “habeddil” in 1,17 e le stesse lettere portano anche a piombo e piombino, lo strumento, il filo a piombo, che consente di alzare costruzioni diritte e stabili.
Commentiamo un po’ questo verbo e quelle lettere.
Ora il separare dotto una particolare accezione è anche il “liberare” una cosa da un’altra cosa a cui era legata.
Per liberare l’ebraico, infatti, usa anche il radicale onde “separare” BDL lo posso anche intuire come “da dentro libera ()“.
Libera da chi?
Torniamo alle lettere e a Gesù Cristo è la spada che separa recide dal serpente, infatti si può leggere “dentro sbarra l’esistenza al serpente ” o anche “da solo starà il serpente “.

L’idea di “separare il luogo sacro da quello profano” in Ezechiele 42,20)



“Una fiamma/lama d’aiuto sarà nei cuori , chi opprime () rovescerà , batterà col fuoco il serpente che ammala ().”

Ecco che si apre un altro ramo di “scrutatio”, quello del piombino che ci porta nuovamente alla rottura dell’alleanza:

  • “…dice il Signore Dio di Israele: Eccomi, mando su Gerusalemme e su Giuda una tale sventura da far rintronare gli orecchi di chi l’udrà. Stenderò su Gerusalemme la cordicella di Samaria e il piombino della casa di Acab; asciugherò Gerusalemme come si asciuga un piatto, che si asciuga e si rovescia. Rigetterò il resto della mia eredità; li metterò nelle mani dei loro nemici; diventeranno preda e bottino di tutti i loro nemici, perché hanno fatto ciò che è male ai miei occhi e mi hanno provocato a sdegno da quando i loro padri uscirono dall’Egitto fino ad oggi. Manàsse versò anche sangue innocente in grande quantità fino a riempirne Gerusalemme da un’estremità all’altra, oltre i peccati che aveva fatto commettere a Giuda, facendo ciò che è male agli occhi del Signore.” (2Re 21,12-16)
  • “Ecco ciò che mi fece vedere il Signore Dio: il Signore stava sopra un muro tirato a piombo e con un piombino in mano. Il Signore mi disse: “Che cosa vedi, Amos? Io risposi: Un piombino. Il Signore mi disse: Io pongo un piombino in mezzo al mio popolo, Israele; non gli perdonerò più. Saranno demolite le alture d’Isacco e i santuari d’Israele saranno ridotti in rovine, quando io mi leverò con la spada contro la casa di Geroboàmo”. (Amos 7,7-9)

Ed ecco che il cerchio si chiude e ci riporta alla spada.
La spada è Lui che si è “Chiuso in un corpo ad abitarlo ” e questo corpo è sia il suo corpo fisico, ora glorioso, e la sua Chiesa.

Nel mio articolo “Il protovangelo di Amos” ho, tra l’altro decriptato con lo stesso metodo quei versetti, che riporto, con risultato congruente, come ci si può rendere conto con quello di Ezechiele 21.

Amos 7,7-9 – Per spegnerla (la perversità) dall’Unigenito gli apostoli furono recati, uscirono angeli al mondo, iniziano ad aiutare, il Figlio su dentro alzarono. L’annunciarono agli uomini, dell’Unico l’energia della rettitudine portarono dentro, furono l’impuro per l’Unigenito ad uccidere. E la forza iniziò a vivere nei corpi. Fu la calamità al primo serpente ad esistere per i viventi al mondo. Dall’Unigenito in croce uscì dal corpo, iniziò al mondo i popoli a portare alla pienezza e l’origine dell’amarezza per l’Unigenito con energia ad ardere dalle esistenze iniziò. Per l’amarezza dall’Unico giudicato è stato al mondo l’angelo che inviato è stato a bruciare. Ai viventi l’Unico l’energia retta dentro ha versato alle moltitudini, i popoli sono stati raddrizzati da Dio, il ‘no’ l’Unico a portato in pienezza ad esistere con la Parola, un testimone per amore il Potente ha portato. E il soffio ha portato dentro ai morti e li ha risorti dalle tombe li ha versati, dal santuario che è in Israele, saranno con caverne dentro a portarsi e versati gli uomini saranno in alto a casa ad esistere finalmente dall’Essere, le moltitudini si vedono dei viventi elette a casa. (Secondo le tradizioni rabbiniche i morti attraverso cunicoli sotterannei si porteranno per la risurrezione a Gerusalemme)

Dio in Gesù Cristo compie pienamente la “Berit” , l’Alleanza, perché, di fatto: “Dentro al corpo fui/sono/sarò del Crocifisso .”
Sull’Oreb “choreba”, quindi, ci fu una promessa che si compì quando Dio la rese tangibile e “chiuse in un corpo dentro ” questa “spada” “choeroeb”.
Ciò s’attuò in un fanciullo.
Questo fanciullo era su un nuovo monte “her” Oreb… era in braccio a sua madre che l’aveva partorito dal radicale e partorire richiama un monte.
Di fatto in un luogo aperto si vede un corpo, un gonfiore onde il monte “her” è come la pancia della madre terra, così il partorire è “esce un corpo nel mondo “.
Il processo onde cui si può associare Maria madre del Messia figlio di Dio alla spada che la trafigge può essere il seguente.
Maria è colei che ha partorito il Messia e fu riconosciuta dal profeta Simeone, quindi come tale richiama alla mente la parola monte , quindi la parola monte di Dio, vale a dire l’Oreb, quindi, la spada che ha le stesse lettere, ma altre vocali.
Lei, d’altronde, la Vergine Maria, immagine della Chiesa, “lumen genzium” – luce delle genti, è colei grazie alla quale, tra sofferenze e martiri, avviene la continua teofania per il mondo del Figlio di Dio.
D’altronde lei Maria è l’arca dell’Alleanza che ha portato in seno la Torah vivente, perciò si compie la “Berit” l’Alleanza in quanto “Dentro il corpo fu e sarà segnata ” dalla “spada” di suo figlio.

Riporto infine, senza commenti, come I Appendice l’intera decriptazione di Ezechiele 21 e in II Appendice quella di Levitico 26.

I APPENDICE – DECRIPTAZIONE EZECHIELE 21
Ezechiele 21,1 – A portare Iah sarà la Parola a stare nel mondo per riportare nel mondo Dio che fu negato dall’essere ribelle.

Ezechiele 21,2 – In un figlio d’uomo ad accendere sarà la vita. Il Verbo, inviato, sarà della rettitudine la via ad indicare. Dalla destra uscirà per portare nel mondo in un fanciullo la divinità. L’aiuto in un corpo recherà ai viventi e nel mondo per l’energia entrata di Dio sarà il nemico ad uscire. Il demonio, del mondo l’angelo, scapperà da casa.

Ezechiele 21,3 – E l’Unico di vivere in un corpo scelse per il serpente spazzare dai corpi. Entrata l’energia, scapperà la vergogna dai seni per l’aiuto del cibo portato ad entrare della rettitudine nel mondo. Il primo essere ribelle, dall’Unico giudicato è stato in forza della perversità che nel mondo inviò. Con gli angeli fu nei viventi a scendere, furono tutti dentro afflitti, la distruzione in tutti entrò, il pianto da tutti si sentì scendere, il vigore portò in tutti nell’agire a venir giù, fu dentro la luce negata, con oppressione spense il serpente entrando dentro tutto. Mandò dentro un drago che angustia dentro recò. Da dentro uscì la rettitudine del Potente dalle persone. Furono i viventi a vivere dallo splendore in cui abitavano nel fetore e tra lamenti.

Ezechiele 21,4 – E nel corpo l’Unico porterà la rettitudine, in un cuore l’accenderà, un corpo retto ci sarà. Io Sono, il Signore, dentro agirà in quel corpo prescelto, sarà nel mondo dal serpente a venire per spengerlo.

Ezechiele 21,5 – E per parlare dall’Unico nel mondo uscì dalla nube un angelo: sarà il Signore ad entrare nella madre, uscirà da primogenito di Maria. Al Potente il sia uscì. Dal serpente delle origini i viventi salverà. Del serpente nei viventi brucerà la potenza. Sarà la Madre di Lui.

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Ezechiele 21,6 – A portarsi sarà nel mondo a stare per aiutare dentro il corpo il Signore. Usciremo per quel primogenito dalla notte, disse!

Ezechiele 21,7 – Della casa l’angelo (anche) l’uomo (Giuseppe) illuminò: sarà alla matrice il Verbo inviato a stare. Così Dio sarà un povero. Il Potente a vivere si porterà nel mondo in un fanciullo che di Dio Vivente il Santuario sarà (da dove) ai viventi porterà nel mondo l’energia dell’Unico. La casa Dio di un uomo (Giuseppe) prescelse in Israele.

Ezechiele 21,8 – E disse al prescelto che il Potente in un uomo aveva scelto di stare accendendo nel corpo la divinità. Il retto aprì, disse al Signore: Eccomi! Dio fu così a portarsi al mondo e scese nella prescelta a stare nella grottacasa. S’era l’uomo dal nemico fuori portato per uscire dall’essere ucciso. A vivere con la madre quel retto giusto si portò con la mente illuminata dal sentito.

Ezechiele 21,9 – Fu in azione l’energia. Nella donna nel corpo entrò. L’Agnello scelto fu a vivere nella madre; la rettitudine vi scese a sufficienza. Fu la rettitudine portata nel corpo ad accenderla dall’alto come l’angelo aveva indicato. Giù nel primogenito nascosto in un corpo abitava. Sarà in un uomo ad agire nel corpo nel mondo la divinità. La rettitudine del Potente nella carne vivrà. Lo splendore dentro scese del Verbo che si portò da inviato.

Ezechiele 21,10 – E sarà riconosciuto che porta un retto cuore; dentro un fuoco nel corpo per la rettitudine ci sarà. Io sono il Signore si porta per la perversità far scendere da tutti sarà una spada, sarà dagli uomini il nemico ad uscire, il serpente verrà bruciato e dentro il peccare bloccherà.

Ezechiele 21,11 – E verrà un figlio d’uomo che uscirà per scontrarsi col mondo. A custodire si porterà dall’angelo (ribelle) che vive nel drago che sta nei viventi. Bastonerà il ribelle, nei corpi lo porterà a finire. Tutti all’Unico guiderà. Del Potente una sorgente uscirà di vita.

Ezechiele 21,12 – Porterà a ri-esistere la rettitudine che c’era. Era stato a dirlo che l’avrebbe recata. Di Dio fu la rettitudine da una ragazza/vergine a venire. L’angelo nell’incontrarla l’aveva annunciato. L’Unico da madre il corpo le segnò, Dio ascoltò, così al sia ad entrare si portò. L’energia della vita nella madre sposa la potenza dentro recò. Nel corpo il Verbo si recò. La rettitudine del Potente fu sufficiente per madre portarla. Così nel mondo la prescelta uscirà sposa dello Spirito (Santo) che portò così nel cuore. Nel corpo così le fu un uomo dal Potente titolo che a vivere stava nella Madre. Ecco è giunta e si compie Oracolo del Signore Dio.
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Ezechiele 21,13 – E fu nel mondo a stare la Parola. Fu entrando a portare al mondo la divinità. Ci fu del Potente il primogenito nella Madre nel corpo.

Ezechiele 21,14 – Il Figlio dell’uomo profetizzato si portò nel primogenito. La Madre col corpo segnato così uscì. Le iniziarono amarezze. Il Signore le aveva detto che racchiudeva il corpo dell’Eletto che dentro il mondo si recava. L’Uno al mondo portava in cammino la madre; vivo nel corpo recava l’amore nel mondo.

Ezechiele 21,15 – (Amarezza) perché da animale da macello da uccidere al mondo portava l’Unico, entratole il Potente in seno lamenti sarebbero stati. Le entrerà una lama nel corpo, verserà amarezza nel cuore entrandole. Eppure si rallegrerà; lo scettro del figlio sarà a disprezzare ogni legno.

Ezechiele 21,16 – Sarà in croce inviato il primogenito, dal Crocifisso uscirà la potenza che gli viveva nel corpo, dal cuore uscirà la potenza per finire la superbia. Da dentro la rettitudine del Verbo uscirà, sarà per l’origine della perversità nascosta la porta aperta, una spada si porterà, entrando sarà a dirgli nei cuori di uscire. Il serpente il Crocifisso finirà. L’Unigenito lo porterà finalmente ad uscire. Dentro sarà l’aiuto ad entrare, lo porterà dai corpi a scappare.

Ezechiele 21,17 – Colpito, si vedrà vomitato Lucifero. Da dentro l’angelo dall’uomo per la rettitudine sarà ad uscire. Sarà il primogenito aperto stando in croce. Uscirà da dentro in azione la vita che era uscita. Risarà del Padre in tutti l’energia, dono che all’origine c’era. Sarà a risorgere il corpo di Dio. Nella dimora stava Dio nella tomba, il corpo da dentro riuscì, fu a riportarsi, rivenne in azione la vita, rifu in cammino. L’energia dal foro il Verbo versò; Dio lanciò la rettitudine!

Ezechiele 21,18Con la rettitudine ci risarà dentro la grazia che porterà la vita. Riuscirà l’originaria vita a scorrere. Nei viventi si riaccenderà dentro i cuori. La vita originerà dal foro l’appeso. Ci risarà l’esistenza degli angeli, ricominceremo a vivere col Signore IHWH.

Ezechiele 21,19 – Verrà da un Figlio d’uomo nel mondo l’energia. Da dentro dell’Unico porterà ad uscire la rettitudine. Il retto Verbo di Dio le mani porterà segnate. La rettitudine del Verbo, vigore per le moltitudini, nel terzo dalla croce uscirà dalla tomba col corpo dentro piagato. Sarà a rivivere nel mondo. Gli saranno fratelli le moltitudini. Il trafitto uscirà nella gloria. Usciranno dalle tombe le generazioni. Per l’appeso rivivranno.

Ezechiele 21,20 – La potenza dal seno invierà, del Potente la vita riporterà a scorrere nei cuori entrando nelle moltitudini. Uscirà dall’apertura della piaga la risurrezione che potenza sarà per i viventi. S’alzeranno tutti risorti, si rivedranno con i corpi stare al mondo a rivivere. Inviati tutti dal Crocifisso saranno al Padre. Strappate via dalle tombe le moltitudini, fratelli si vedranno simili essergli, entrargli nel cuore. Nel corpo gli si verseranno in seno. Dal cuore, gli entrati, del Potente nel cuore chiuderà.

Ezechiele 21,21Entreranno nel Crocifisso i fratelli, la porta è! Usciranno dai giorni. angeli saranno. Dal mondo posti saranno ad entrare nel Nome, staranno col Potente, saranno ad incontrarlo in persona essendo retti. I viventi nell’eternità li porterà il Crocifisso.

Ezechiele 21,22 – Porterà in cammino le centinaia tra gli angeli a stare il primogenito/Unigenito. Da retti entreranno tra i retti col Verbo staranno uniti. La potenza della rettitudine il Verbo fu a portare al mondo da energia; strappati via sono stati dalle tombe i morti. Staranno con “Io Sono”, il Signore, la Parola che il Crocifisso è.

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Ezechiele 21,23 – A riportarsi sarà nel mondo colui che è la Parola, il Signore Dio; sarà per il rifiuto all’essere ribelle.

Ezechiele 21,24 – E verrà dentro con gli angeli dalla nube per salvare. Sarà il Re per la seconda volta a stare con i viventi. Strada sarà per i viventi. Nel cuore porterà dei fratelli la moltitudine nel regno ad abitare. Dentro il serpente che vive nella terra dall’origine nascosto batterà. Sarà di scendere a desiderare per il fuoco/risurrezione inviato/a. Sarà ad uscire dai viventi; col bastone sarà battuto. Li ricreerà. I ricreati risorti la strada per la Città (eterna, la nuova Gerusalemme) dentro (di Lui) vedranno.

Ezechiele 21,25 – La via nel Crocifisso per i risorti sarà di vivergli nel cuore, da dove li porterà dopo a casa. Verranno le moltitudini nell’arca. All’angelo (ribelle) spazzato dai viventi porterà il rifiuto. Crocifisse il Signore, dalla porta uscirà. Da dentro Gerusalemme il fango porterà dai corpi ad uscire.

Ezechiele 21,26 – Dalla rettitudine spazzato dai viventi dal sangue il serpente spento, distrutto, maledetto all’origine, dai viventi uscirà. Le generazioni la rettitudine ricreerà. La risurrezione brucerà l’angelo che sarà ad uscire. Le generazioni rette saranno. I viventi il serpente rovesceranno in un buco di putredine. La pienezza nei viventi si riverserà del Potente, si riverserà nei cuori. Divisi (da quello) saranno salvi. La divinità dentro tutti li guarirà cambiandoli per amore in retti soltanto.

Ezechiele 21,27 – Da dentro i giorni degli angeli portati all’esistenza. Entreranno riversati nei cerchi i viventi della (nuova) Gerusalemme, del Potente alla luce portati a vivere. Con l’Agnello saranno a vivere. Dal serpente liberati dal Verbo, uscito da dentro i corpi, sceso l’ammalare, ripartoriti sono, la putredine portata nei cuori, finita. Si sazieranno alla vista entrando del Potente. Da luce si porterà dei viventi l’Agnello. Saranno a vivere in alto. Bruciato il nemico nel mare che il Potente accenderà, il Verbo al trono del Potente da Potente uscirà che del Potente (è) il figlio che portarono in croce che alla porta (della Città) fu rovesciato.

Ezechiele 21,28 – Portati nell’esistenza del Potente, uscitigli dalla piaga, versati dal foro li porterà salvi, li condurrà dal Padre alla sorgente dove è ad uscire la vita. Alla luce dentro alla vista saranno del settimo (giorno della creazione) portatasi la fine. Dal Potente entreranno portati da Lui per vivervi. Puri saranno dal male avendo portato l’energia ad uscire del serpente, avendone finito l’orgoglio.

Ezechiele 21,29 – Il serpente dalla rettitudine ucciso n’uscirà. L’origine dell’essere ribelle dall’Unico giudicato è stato. Il Signore spazzerà l’angelo (ribelle) dal mondo lo colpirà l’Agnello che la rettitudine dal seno recò, energia anelata dentro al mondo. La rivelò portandosi in croce. Il Verbo lampante si vide che era retto. Con l’acqua guizzò all’esterno del corpo, originata da un’asta. Nel Crocifisso nascosta nel cuore iniziò a portarsi dalla croce. Fu così che sulla Madre in pianto guizzò dall’innalzato. La potenza le recò il Crocifisso. Fu così nella Madre a stare per agire. Tra i lamenti la colpì. Così nel corpo la rettitudine nella Madre abitò. Come il Verbo segnata dai segni al Verbo simili. (Portò le stigmate di una lancia nel petto!)

Ezechiele 21,3L’asta venuta a trafiggerlo nella poveretta agirà. Con gli apostoli del Risorto che fu il primogenito sarà ad accendere un corpo/popolo per Dio. La Donna una moltitudine originerà di cui sarà a portarsi da madre e dentro al tempo agendo porterà esseri puri ad alzarsi.

Ezechiele 21,31 – La rettitudine nel mondo origina dalla madre un corpo/popolo, unita per l’aiuto agli apostoli che erano del Signore. Fuori in giro fu un corpo/popolo ad uscire. La madre alzò con gli apostoli la parola della croce; a partorire fu viventi nel mondo. Azioni d’amore dal corpo escono; queste vengono dal Potente originate. Questi, uniti, del Crocifisso, uscito risorto, parlano. Del serpente nel mondo, dagli entrati in cammino, da dentro la perversità scappa. Dentro il mondo esce un’illuminazione per le parole che sono del Potente.

Ezechiele 21,32 – Per l’azione portata nel mondo il peccare si vede portato ad uscire per la Donna. Sono i viventi per gli apostoli ad entrare in cammino. Nell’acqua questi scelgono di rifiutarlo nell’esistenza per sempre per l’ingresso della Donna nel corpo/popolo. Li accompagna salvandoli il Verbo che nei cuori porta energia. Tutti da prescelti sono a portarsi.

Ezechiele 21,33 – E riverrà il Figlio dell’Uomo nel mondo. Con gli angeli all’ingresso si porterà, l’origine delle amarezze opprimenti usciranno. L’Unico i viventi vedranno. Giudicato sarà dal Signore il maledetto, da dentro l’angelo (ribelle) spazzerà; di vivere gli recherà il rifiuto. Il vigore per guarire tutti i viventi recherà. Ricominceranno a vivere i corpi finiti nelle tombe. Le moltitudini dalle tombe nei corpi dentro il soffio a tutti riporterà. Le tombe aprirà, la potenza nei cuori dentro racchiuderà, vivi i corpi si riporteranno. Dai cuori uscirà il serpente entrando la rettitudine. Lucifero dal seno per l’energia da dentro i corpi si rovescerà.

Ezechiele 21,34 – Dentro il petto porterà il Crocifisso i simili. Al Padre li verserà nei cerchi del Regno dei retti, questi dentro di potenza segnati dal Crocifisso. All’Unico condurrà tutti gli afflitti dal serpente che giù si portò. All’Unico dal corpo che fu trafitto lancerà i risorti. Dalle rovine le centinaia risorte con i corpi a casa dell’Unico saranno condotti. I viventi che vivevano dentro al tempo si vedranno portati innocenti su.

Ezechiele 21,35 – Nell’assemblea i risorti abiteranno con Dio, tutti lo vedranno col corpo.
Uscirà (con quello che) dentro vivo si rialzò per primo risorto, un corpo d’energia. Dentro videro un arca in terra nella piaga nel corpo si portarono del Crocifisso furono così giudicati di venire tra i retti.

Ezechiele 21,36 – Li porterà nella luce il Verbo. Così tutti staranno con l’Altissimo. Saranno cosi con Questi i popoli a stare ad abitare uniti al risorto ebreo che crocifisso fu. Dell’Unico il Verbo vi s’era nascosto. Innalzato fu pur retto e inviato in croce, in croce fu spento. Fu a volare con gli angeli risorto. Fu dai viventi ad abitare dentro le città vivendo da carpentiere. Era il Messia, fu crocifisso!

Ezechiele 21,37 – Del Potente la moglie entrerà a stare. Entrerà del Potente Unico la sposa. Con la Parola sarà per l’esistenza a casa. Il Crocifisso la recò retta fuori dalla terrà. Il Potente Unico, il Crocifisso, il ferito/colpito Agnello è. Così è: “Io Sono”, il Signore, la Parola, il Crocifisso fu!

II APPENDICE – LEVITICO 26 – “BENEDIZIONI” E “MALEDIZIONI” – TESTO C.E.I.
Levitico 26,1 – Non vi farete idoli, né vi erigerete immagini scolpite o stele, né permetterete che nella vostra terra vi sia pietra ornata di figure, per prostrarvi davanti ad essa; poiché io sono il Signore, vostro Dio.

Levitico 26,2 – Osserverete i miei sabati e porterete rispetto al mio santuario. Io sono Signore.

Levitico 26,3 – Se seguirete le mie leggi, se osserverete i miei comandi e li metterete in pratica,

Levitico 26,4 – io vi darò le piogge al loro tempo, la terra darà prodotti e gli alberi della campagna daranno frutti.

Levitico 26,5 – La trebbiatura durerà per voi fino alla vendemmia e la vendemmia durerà fino alla semina; mangerete il vostro pane a sazietà e abiterete al sicuro nella vostra terra.

Levitico 26,6 – Io stabilirò la pace nella terra e, quando vi coricherete, nulla vi turberà. Farò sparire dalla terra le bestie nocive e la spada non passerà sui vostri territori.

Levitico 26,7 – Voi inseguirete i vostri nemici ed essi cadranno dinanzi a voi colpiti di spada.

Levitico 26,8 – Cinque di voi ne inseguiranno cento, cento di voi ne inseguiranno diecimila e i vostri nemici cadranno dinanzi a voi colpiti di spada.

Levitico 26,9 – Io mi volgerò a voi, vi renderò fecondi e vi moltiplicherò e confermerò la mia alleanza con voi.

Levitico 26,10 – Voi mangerete del vecchio raccolto, serbato a lungo, e dovrete disfarvi del raccolto vecchio per far posto al nuovo.

Levitico 26,11Stabilirò la mia dimora in mezzo a voi e non vi respingerò.

Levitico 26,12Camminerò in mezzo a voi, sarò vostro Dio e voi sarete mio popolo.

Levitico 26,13 – Io sono il Signore, vostro Dio, che vi ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, perché non foste più loro schiavi; ho spezzato il vostro giogo e vi ho fatto camminare a testa alta.

Levitico 26,14 – Ma se non mi darete ascolto e se non metterete in pratica tutti questi comandi,

Levitico 26,15 – se disprezzerete le mie leggi e rigetterete le mie prescrizioni, non mettendo in pratica tutti i miei comandi e infrangendo la mia alleanza,

Levitico 26,16 – ecco come io vi tratterò: manderò contro di voi il terrore, la consunzione e la febbre, che vi faranno languire gli occhi e vi consumeranno la vita. Seminerete invano le vostre sementi: le mangeranno i vostri nemici.

Levitico 26,17 – Volgerò il mio volto contro di voi e voi sarete sconfitti dai nemici; quelli che vi odiano vi opprimeranno e vi darete alla fuga, senza che alcuno vi insegua.

Levitico 26,18 – Se nemmeno a questo punto mi darete ascolto, io vi castigherò sette volte di più per i vostri peccati.

Levitico 26,19 – Spezzerò la vostra forza superba, renderò il vostro cielo come ferro e la vostra terra come bronzo.

Levitico 26,20 – Le vostre energie si consumeranno invano, poiché la vostra terra non darà prodotti e gli alberi della campagna non daranno frutti.

Levitico 26,21 – Se vi opporrete a me e non mi vorrete ascoltare, io vi colpirò sette volte di più, secondo i vostri peccati.

Levitico 26,22 – Manderò contro di voi le bestie selvatiche, che vi rapiranno i figli, stermineranno il vostro bestiame, vi ridurranno a un piccolo numero e le vostre strade diventeranno deserte.

Levitico 26,23 – Se, nonostante questi castighi, non vorrete correggervi per tornare a me, ma vi opporrete a me,

Levitico 26,24 – anch’io mi opporrò a voi e vi colpirò sette volte di più per i vostri peccati.

Levitico 26,25 – Manderò contro di voi la spada, vindice della mia alleanza; voi vi raccoglierete nelle vostre città, ma io manderò in mezzo a voi la peste e sarete dati in mano al nemico.

Levitico 26,26 – Quando io avrò tolto il sostegno del pane, dieci donne faranno cuocere il vostro pane in uno stesso forno e il pane che esse porteranno sarà razionato: mangerete, ma non vi sazierete.

Levitico 26,27 – Se, nonostante tutto questo, non vorrete darmi ascolto, ma vi opporrete a me,

Levitico 26,28 – anch’io mi opporrò a voi con furore e vi castigherò sette volte di più per i vostri peccati.

Levitico 26,29 – Mangerete perfino la carne dei vostri figli e mangerete la carne delle vostre figlie.

Levitico 26,30 – Devasterò le vostre alture, distruggerò i vostri altari per l’incenso, butterò i vostri cadaveri sui cadaveri dei vostri idoli e vi detesterò.

Levitico 26,31 – Ridurrò le vostre città a deserti, devasterò i vostri santuari e non aspirerò più il profumo dei vostri incensi.

Levitico 26,32 – Devasterò io stesso la terra, e i vostri nemici, che vi prenderanno dimora, ne saranno stupefatti.

Levitico 26,33 – Quanto a voi, vi disperderò fra le nazioni e sguainerò la spada dietro di voi; la vostra terra sarà desolata e le vostre città saranno deserte.

Levitico 26,34 – Allora la terra godrà i suoi sabati per tutto il tempo della desolazione, mentre voi resterete nella terra dei vostri nemici; allora la terra si riposerà e si compenserà dei suoi sabati.

Levitico 26,35 – Finché rimarrà desolata, avrà il riposo che non le fu concesso da voi con i sabati, quando l’abitavate.

Levitico 26,36 – A quelli che tra voi saranno superstiti infonderò nel cuore costernazione nei territori dei loro nemici: il fruscio di una foglia agitata li metterà in fuga; fuggiranno come si fugge di fronte alla spada e cadranno senza che alcuno li insegua.

Levitico 26,37 – Cadranno uno sopra l’altro come di fronte alla spada, senza che alcuno li insegua. Non potrete resistere dinanzi ai vostri nemici.

Levitico 26,38 – Perirete fra le nazioni: la terra dei vostri nemici vi divorerà.

Levitico 26,39 – Quelli che tra voi saranno superstiti si consumeranno a causa delle proprie colpe nei territori dei loro nemici; anche a causa delle colpe dei loro padri periranno con loro.

Levitico 26,40 – Dovranno confessare la loro colpa e la colpa dei loro padri: per essere stati infedeli nei miei riguardi ed essersi opposti a me;

Levitico 26,41 – perciò anch’io mi sono opposto a loro e li ho deportati nella terra dei loro nemici. Allora il loro cuore non circonciso si umilierà e sconteranno la loro colpa.

Levitico 26,42 – E io mi ricorderò della mia alleanza con Giacobbe, dell’alleanza con Isacco e dell’alleanza con Abramo, e mi ricorderò della terra.

Levitico 26,43 – Quando dunque la terra sarà abbandonata da loro e godrà i suoi sabati, mentre rimarrà deserta, senza di loro, essi sconteranno la loro colpa, per avere disprezzato le mie prescrizioni ed essersi stancati delle mie leggi.

Levitico 26,44 – Nonostante tutto questo, quando saranno nella terra dei loro nemici, io non li rigetterò e non mi stancherò di loro fino al punto di annientarli del tutto e di rompere la mia alleanza con loro, poiché io sono il Signore, loro Dio;

Levitico 26,45 – ma mi ricorderò in loro favore dell’alleanza con i loro antenati, che ho fatto uscire dalla terra d’Egitto davanti alle nazioni, per essere loro Dio. Io sono il Signore.

Levitico 26,46 – Questi sono gli statuti, le prescrizioni e le leggi che il Signore stabilì fra sé e gli Israeliti, sul monte Sinai, per mezzo di Mosè.

LEVITICO 26 – “BENEDIZIONI” E “MALEDIZIONI” – DECRIPTAZIONE
Levitico 26,1 – Per la potenza venuta si vedranno i risorti portarsi in cammino vivi. All’inizio della notte i viventi si porteranno dal Verbo, nel foro guizzanti si porteranno a vivere su, dentro entreranno, con potenza verranno al sorgere (del sole) portati in cammino vivi e dal Padre con gli angeli vivranno. Il disegno l’appeso ha completato. (Tutto è compiuto! Giovanni 19,30) Alla fine il frutto all’Unico gradito di retti viventi, per il serpente nel mondo bruciato sotto, in alto sarà ad uscire. Così saranno all’Unico inviati, sarà per il Signore la maledizione uscita essendo retti (ormai) i viventi.

Levitico 26,2 – Verranno a sabato finito, saranno tutti risorti, a vivere col corpo li porterà, ed a vivere nel santuario (del cielo) saranno finalmente, saranno alla vista per l’esistenza dell’Unico, angeli saranno del Signore”. (Il ritorno col Signore sarà nella notte prima dell’alba, tra un sabato ed una domenica.)

Levitico 26,3 – dell’Unico i viventi a casa dalle tombe versati alla fine saranno dal Crocifisso. In cammino li porterà e verranno vivi su. E tutti saranno alla fine della luce i viventi ad inebriarsi, dal mondo recherà a vedere il dono puro venuto dalla Madre.

Levitico 26,4 – E tra gli angeli alla fine tutti saranno a piovere. Saranno così i viventi a casa alla vista perfetti per la portata energia. Il drago nel mondo entrato all’origine, nei corpi sceso, sarà da dentro portato con potenza fuori. Bastonato si vedrà giù uscire il demonio dal mondo. Sarà finito l’angelo che col frutto si portò.

Levitico 26,5 – E nel mondo il Risorto fu a rivelare che della rettitudine la veste sarebbe stata ai risorti a venire, dal fango saranno i corpi a riportarsi, da dentro a scendere sarà dai corpi per la forza della risurrezione la forza del superbo, completamente colpirà il cattivo, riporterà all’Unico tutti puri col vigore che i viventi anelavano. Con potenza nel settimo (giorno) li condurrà, saranno i risorti dentro al Crocifisso vivi nel cuore, nel cuore li chiuderà dentro dell’Unico che gradirà la rettitudine dei viventi. (Entrando nel cuore dell’Unigenito entrano nel cuore dell’Unico.)

Levitico 26,6 – E con gli angeli alla fine tutti saranno alla luce. Accompagnerà i viventi dentro l’Unigenito nel corpo. Su porterà i risorti così a casa puri, annullato/sparito dalla midolla dei corpi la forza dell’essere impuro bruciato dentro completamente sarà stato dalle esistenze. Il male uscirà dai viventi con l’angelo entrato all’origine nei corpi, giù si porterà da spada potente verrà a trapassarlo dentro dell’Unico nei corpi si rialzerà la rettitudine nei viventi. (La risurrezione sarà la spada fiammeggiante per cui “il serpente uscirà dai cuori )

Levitico 26,7 – E al seguito tutti i viventi verranno con l’Unigenito a stare a casa, saranno alla rettitudine i viventi portati, ad abortire porterà il serpente, il Verbo invierà la forza della rettitudine nei viventi col vigore nelle moltitudini.

Levitico 26,8 – E nel corpo sbarrati il Verbo porterà nella piaga i viventi, nella quinta costola entreranno a centinaia e centinaia i viventi così a vivere, a miriadi li porterà al seguirlo e li condurrà dagli angeli in modo meraviglioso e con l’Unico staranno ad abitare, erano ad anelarlo. Potenti nelle persone saranno cosi a vivere col Potente nell’assemblea le moltitudini.

Levitico 26,9 – E le persone saranno tutte a stare da Dio. Sarà così dei viventi portato il frutto. Finalmente essendo venuti retti i viventi porterà. Entrata nelle moltitudini la forza del Crocifisso, saranno a venire retti i viventi, li porterà dal mondo, al sorgere (del sole), tutti saranno dall’Unico, nell’arca del corpo saranno del Crocifisso; saranno a venire così i viventi!

Levitico 26,10 – Porterà l’Unigenito la sposa di tutti i viventi che saranno risorti con gli angeli ad abitare, dal sonno li riporterà, saranno i due (Lei e Lui) a vivere. Le persone saranno nuove per la liberazione portata.

Levitico 26,11 – E degli angelo alla fine completamente alla dimora saranno dentro tutti recati come anelavano, porterà con potenza l’Unigenito Crocifisso in cammino in alto le anime, saranno a venire così a vivere.

Levitico 26,12 – E per uscire alla fine dal mondo in cammino tutti saranno dentro nel Crocifisso a recarsi. Come anelavano li porterà fuori, sarà stata dalle esistenze finita la forza del serpente, della rettitudine la pienezza con la potenza rientrata sarà nei viventi, li riporterà venuti dai morti, dal mondo saranno portati di notte i popoli.

Levitico 26,13 – Da ‘Io sono’ il Signore Dio dal mondo saranno così i viventi beati ad entrare, riportati su all’origine alla fine saranno a venire retti i viventi a vivere dalla terra, dai viventi giù dai corpi nell’acqua bollente entrato sarà alla fine il serpente, entrato vivo si vedrà da solo starvi, l’acqua avrà portato l’Unigenito ad accendere con dentro il verme. I cuori sviati dal serpente retti a rivivere porterà, con i corpi retti verranno così in vita risorti, vivi saranno riportati alla fine.

Levitico 26,14 – Ed all’Unico alla pienezza tutti risorti i viventi si vedranno portati così a stare/esistere, e li accompagnerà il Crocifisso, porterà i simili a venire all’originaria perfezione a vivere, su li porterà alla fine fuori Dio dal mondo.

Levitico 26,15 – E dall’Unico i viventi dentro l’assemblea verserà il Crocifisso. Per stare tutti a rivivere l’originaria pienezza li porterà e dall’Unigenito i viventi verranno liberati dal soffio che nei cuori c’era. Finirà il fastidio dell’angelo superbo, così dei viventi i cuori con potenza il Crocifisso spazzerà col fuoco che recherà ed alla fine riverranno tutti in vita, su si riporteranno. Alla fine sarà potente ad entrare il soffio nei corpi della rettitudine; nei viventi, verrà dentro i corpi la forza del Crocifisso a stare.

Levitico 26,16 – Dall’Unigenito spazzato via l’angelo sarà. L’origine dell’agire brucerà al mondo, questi verrà per la potenza della rettitudine dai viventi recato fuori, punito alla fine sarà dall’Altissimo. Della rettitudine nei viventi dentro entrerà la potenza, ad entrare verrà il fuoco puro del Crocifisso, li riporterà a venire rovesciando le porte delle tombe, completa la vita in tutti riporterà, alla fine in azione risaranno per l’energia dell’esistenza che sarà ai viventi. E nei viventi battuto sarà dentro il drago superbo ed il seme finirà nei viventi. I serpenti dai corpi saranno a riversarsi, colpirà il male la rettitudine che nei viventi porterà l’Unigenito a tutti, fuori recherà il nemico dall’esistenza così dei viventi.

Levitico 26,17 – E per l’angelo la fine totale sarà. Il soffio inviato gli fu in casa. Un retto vivente ha portato a sconfiggerlo. Dal Crocifisso in vita il potente soffio inviato fu al nemico. Fu così con l’acqua lanciata all’essere impuro da casa la retta Madre. Del Risorto con gli apostoli fu della rettitudine ai viventi a portare il vessillo che alla fine dalla vita lo porterà ad annullare. Calpestato lo soffierà via il Crocifisso con la rettitudine dai viventi.

Levitico 26,18 – Portò l’Unigenito la Madre in azione per sbarrare il maledetto. Per il Potente vennero alla luce in vita fanciulli, furono portati a crescere, alla fine furono dal Potente ammaestrati, saranno retti viventi.

Levitico 26,19 – E la rovina completa fu a venire all’angelo per l’Unigenito che portò gli apostoli, in azione questi la rettitudine in vita portarono da inviati del Crocifisso, ai confini furono, vennero ad illuminare i viventi, furono così nei viventi a spegnere questi il serpente e venne in terra l’anelata rettitudine. Per gli apostoli nella prigione la luce uscì.

Levitico 26,20 – Ed al Crocifisso la Madre un potente corpo fu a versare. Il vigore della rettitudine a recidere venne il drago in terra. Di retti viventi venne all’esistenza il prodotto al mondo e dal legno (della Croce che è un albero) uscirono dall’Unigenito dal corpo giù al serpente guai; il Crocefisso gli apostoli da frutto portò.

Levitico 26,21 – E dell’Unigenito la Madre tutti in cammino portò i popoli che sono nelle città e ad affaticare desidera portare il serpente. Ad illuminare i viventi sull’Altissimo si portò, fu in pienezza con la parola del Crocifisso ad aiutare. Fu la rettitudine ai viventi dalla piaga ad uscire del Risorto. Dentro in azione il vigore del cuore dell’Unigenito completo fu così nella Madre.

Levitico 26,22 – Ed al mondo da propaggine del Crocifisso fu da casa così ai viventi a venire. Dalla tomba rifù il Crocefisso ad uscire risorto dalla porta si portò ad illuminare la sposa. L’Unigenito all’oppressione dei viventi la recò, uscì così un corpo ad esistere per il Crocefisso al mondo. Venne per il bestiale finire con la rettitudine nei viventi, ed al mondo un seno ci fu. Dal cuore fuori vengono retti viventi e si portano gli apostoli ad illuminarli, i viventi conducono in cammino, sono come la Madre.

Levitico 26,23 – E dell’Unigenito la Madre in casa la maledizione al serpente viene a recare, dall’apostasia portata dal serpente è a condurre fuori nel cammino tutti i viventi, i popoli col diletto saranno ed…

Levitico 26,24 – …uscirà la potenza della rettitudine del Crocifisso nelle esistenze che inizierà a spazzar via l’angelo (ribelle). Saranno i popoli rettamente a vivere, dentro si riverseranno nel corpo, gli saranno portati al mondo bruciature. Finita sarà l’origine dell’oppressione dalla vita, in cammino i viventi incontrano nell’esistenza il Risorto che dentro agisce dall’alto. Del peccare la fine esiste per la retta Madre.

Levitico 26,25 – Ed al mondo dentro l’Unico, dal Crocefisso che fu innalzato, fu la forza della rettitudine della Madre dal chiuso del corpo del Figlio a versare agli uomini. (Questa) il perdonare ai viventi dentro al corpo (ai Cristiani) è per il Crocifisso a recare. Gli apostoli per l’Unigenito soffiano via del tutto dai viventi l’origine del serpente. Agisce nel corpo la forza della rettitudine che lo strappa con vigore. Del Crocifisso è la parola dentro a tutti portata così della rettitudine della vita e gli apostoli col segno della purezza dentro sono a sbarrare il nemico.

Levitico 26,26 – E dentro il Risorto da cibo nel cammino vive. Ai viventi nel cuore entra col pane e l’Unigenito il soffio reca ai dieci apostoli col dono della parola per racchiudere nei viventi la rettitudine della vita. Dentro per il Crocefisso gli apostoli la portano nel corpo (nella Chiesa) ai fratelli. Per l’essere impuro bruciare sono dentro a portare il pane ai viventi che anelano dentro la liberazione, la voce recano dell’Unigenito, così il serpente per il Crocefisso reciso viene con i sette (peccati) che ha recato.

Levitico 26,27 – E l’Unigenito nei viventi dentro per colpire viene con potenza iniziando a finire i sette che ha recato il serpente, è a portarli fuori. In cammino puri porta i viventi ad essere; dentro ad incontrarli è.

Levitico 26,28 – Ed esce il serpente per la rettitudine del Crocifisso che è in azione nei viventi con la retta Madre. Da dentro dal chiuso dal morto si versò un corpo e fu dal foro del corpo in croce con forza a venire. Così con l’acqua l’ira dell’Unico per l’angelo (ribelle) fu alla luce da dentro alla vista dall’innalzato. Dal chiuso del cuore venne ad essergli così a vivere.

Levitico 26,29 – E per l’Unigenito la sposa pura dentro alla luce nel corpo (Chiesa) figli che sono rettamente a vivere porta, dentro illuminano le moltitudini gli apostoli, il Crocifisso sono con la rettitudine agli uomini da mangiare a recare.

Levitico 26,30 – Ed al mondo l’illuminazione per la Madre della legge divina fu a venire dentro per gli uomini. Fu la rettitudine ai viventi a portare al mondo l’Agnello dalla croce. Fu a venire, nascosta ai viventi, l’energia dell’esistenza della retta vita. Fu inviata dalla croce dal Crocifisso. Venne dal cadavere la forza di una retta vita. Al venir meno ad uno straniero fu rivelata, per l’asta, a guizzare fu la rettitudine con l’acqua portata a scorrere dall’innalzato. L’inviò col soffio in dono l’Unigenito dalla croce così ai viventi. (Marco 15,39 – “Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse: Veramente quell’uomo era Figlio di Dio!”)

Levitico 26,31 – E dagli apostoli il Crocifisso ad indicarsi rivenne in città per la rettitudine in vita. Dalla tomba col corpo da dentro uscì, si riportò fuori risorto dalla morte, fu a rivenire in vita che santo era, così la vita gli riportò il Potente Unico. L’Unigenito col corpo rifù dalla tomba a casa, al Corpo (della Chiesa nascente) fu della grazia la forza a racchiudergli con la sapienza.

Levitico 26,32 – Ed uscirono (gli apostoli) alla luce, gli uomini furono ad incontrare, vennero al mondo per l’Unigenito un corpo giù a recare, illuminando i viventi che in vita si riportò. Innalzato fu dal mondo, dall’Unico rifù a casa, e la retta Madre uscì a dimorare, fu tra i viventi dentro al mondo.

Levitico 26,33 – E vennero così tra i viventi a disperdersi nel mondo, dentro i popoli i viventi furono a portare ad entrare nel corpo, furono a riversare del Crocefisso la forza, di fratelli nel corpo furono rettamente a vivere assemblee molteplici e del mondo furono ai confini. Uscì in terra così la Madre a liberare i viventi dalla perversità, il nemico fu per la rettitudine dalla vita ad essere fuori, fu a portarsi a rigenerare dentro il mondo.

Levitico 26,34 – Iniziò da questa (dalla Madre) per il Crocefisso un corpo ad alzarsi al mondo. Uscì all’Unico gradito, verrà per la risurrezione la rovina completa, sarà ad entrare per il maligno, nei viventi sarà ad entrare lo stupore per Lui. La purezza dentro inizierà dal corpo ad alzarsi, il nemico sarà così dalla Madre dell’Unigenito colpito. Completa l’illuminazione dentro del Crocefisso entrerà nella terra, la porterà ad uscire il Corpo/Chiesa, giù indica che riverrà il Risorto dentro il Crocifisso, alla fine risarà al mondo.

Levitico 26,35 – Così con potenza nei giorni riuscirà alla luce dai viventi al mondo il Crocifisso risorto. Dentro alla fine riverrà, inizierà la risurrezione dei corpi, per il serpente delle origini un fuoco dentro completamente uscirà. Dentro un sabato alla fine sarà. La rettitudine nei viventi dentro brucerà con rovina così il male agire che era entrato.

Levitico 26,36 – Ed entrerà l’energia della risurrezione dell’Unigenito nella carne. Sarà nei viventi dentro che l’anelavano e ad entrare dentro riverrà la forza. L’essere ribelle spegnerà nei cuori dentro dei viventi. Da dentro inizierà dai corpi a scendere da tutti il nemico che era entrato. Nei viventi si porterà a cacciarlo in fuga. Verrà nella putredine portata potenza e del serpente uscirà l’impurità. Col soffio porterà energia, riempiti li porterà in vita, l’invierà nei buchi di tutte le tombe, le moltitudini riporterà e l’angelo a manifestarsi condurrà e l’annullerà cacciandolo.

Levitico 26,37 – Portata la rettitudine per bruciare il serpente, gli uomini dentro l’Unigenito in vita riporterà così vivi in persona. Risaranno dalle tombe le moltitudini, si riporteranno con i corpi, l’aiuto avrà soffiato via l’opprimere portato dal serpente, verranno a riessere fuori in cammino, dai morti risorti usciranno, la potenza per il soffio inviato risarà dell’Unico ad essere dentro, risaranno retti i viventi.

Levitico 26,38 – Per portare del Padre l’aiuto a tutti i viventi l’Unigenito col corpo riscenderà, dentro in cammino. E sarà in vita l’Unigenito dalla sposa, verrà dalla retta Madre in terra, dal nemico risarà così in vita.

Levitico 26,39 – Ed entrata l’energia della risurrezione dell’Unigenito nei corpi, risaranno a vivere. Dentro con la rettitudine della vita la forza ai viventi verserà e da dentro per l’azione portata l’angelo che viveva dentro dalle origini dai corpi scenderà. La fine del nemico sarà così nei viventi portata con ira dentro per l’iniquità completa che alle origini abitò con la desolazione nei viventi. Venne nella vita, fu la putredine a portare.

Levitico 26,40 – E fuori completamente l’essere impuro verrà. Il peccare per l’energia nei viventi portata dall’Unigenito finirà. In azione riporterà l’energia originaria dentro della purezza ad abitare in seno. Il serpente nei viventi l’Unigenito avrà bruciato. Dai corpi il male agire che portavano dentro, che s’era portato alle origini, spazzerà via per il fuoco nei corpi entrato. In cammino riporterà i popoli. Sarà dentro riversata nei corpi l’esistenza.

Levitico 26,41 – L’ira dell’Unico inviata sarà con l’Unigenito al serpente, per la rettitudine si vedrà la vita nei viventi dentro versarsi, i corpi saranno riportati fuori, dentro verrà a riessere dell’Unico la purezza, da dentro inizierà dai corpi a scendere il nemico, saranno al mondo i viventi a ridesiderare l’Unico, di Questi sarà la rettitudine inviata ad agire, dal serpente dentro i viventi usciranno circoncisi e per l’Unigenito che lo colpirà sarà dai corpi giù a portarsi, l’origine finirà dell’iniquità nei viventi.

Levitico 26,42 – E questi agnelli completamente saranno a rivenire, dentro i corpi risaranno tutti ad esistere. Con forza l’oppressione che portavano dentro porterà l’Unigenito a strappar via completamente, dentro i corpi sarà finita. Risarà il riso portato, dell’Unigenito il soffio venuto dentro i corpi sarà a finirla del tutto, risaranno forti ad uscire i viventi, riinizierà in questi la rettitudine nei corpi a portarsi ed usciranno all’Unico graditi, riinizieranno puri i corpi.

Levitico 26,43 – Ed entrerà delle origini nei corpi giù completa la forza dentro della vita, la porterà il Crocefisso. Giù riverrà un sabato (con la risurrezione dentro per tutti) alla fine, sarà a rientrare dentro al mondo, risorto in vita rientrerà. Vivi riusciranno i viventi. Saranno con i corpi su a riportarsi. Verrà in azione a riportare l’energia ai viventi. A spazzare porterà l’angelo portandogliela dentro. Saranno per l’azione dall’angelo dentro liberati dal soffio che nel cuore era. La vita delle origini in pienezza si riporterà e verrà nelle tombe rovesciata dal Crocefisso la forza per camminare. Per l’innalzato uscirà l’angelo superbo dai viventi.

Levitico 26,44 – E dell’Unico il Verbo nel cammino della vita da questi riverrà dentro al mondo. Sarà a riportarsi il Crocefisso a vivere dentro la terra. dal nemico sarà ad uscire, dalla vita il serpente l’Unigenito ricuserà, completamente sarà reciso, l’origine del fastidio finito sarà nei viventi, il serpente dal cammino finirà della vita, della potenza rientrerà il soffio nei corpi. Mangiato sarà del tutto dalla forza dell’originaria purezza, così sarà che per ‘Io sono’ il Signore il maledetto ad uscirà dai viventi.

Levitico 26,45 – E colpito dall’Agnello crocifisso alla fine sarà il serpente, uscirà dai viventi, dentro i corpi sarà fatta abbondare l’originaria luce, inviata sarà nei viventi dall’Unigenito la risurrezione, nei corpi entrata. Riporterà su a venire all’esistenza, riinizieranno tutti i viventi che vissero in terra in vita a rialzarsi con i corpi, sarà dai viventi il serpente tra le rovine con lamenti ad uscire. In cammino si riporteranno, sarà nei viventi la potenza a rientrare sarà portata a tutti. Potente uscirà la parola della maledizione che era nella vita che all’origine per l’angelo (ribelle) ci fu dal Signore.

Levitico 26,46 – La divinità rientrerà, usciranno dalle tombe al sorgere, li porterà fuori liberati, il soffio nel cuore sarà i viventi a riportare al mondo, tutti si riporteranno con i corpi finalmente felici. Inviata al drago sarà la calamità che dentro l’opprimere recò, la porterà dentro per opprimerlo. Dentro inviata sarà la forza del fuoco nei corpi. L’Unigenito i cuori rigenererà, in pienezza sarà il frutto ad essere nel sangue, risorti usciranno.

LA SPADA DI DIOultima modifica: 2018-06-26T13:08:44+02:00da mikeplato
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