NELLA GLORIA, SANSONE – PICCOLO SOLE – ANNUNCIA IL MESSIA

Samson vs the Philistines|By simon bisley, samson knocks over the pillars|MIsc|samson,fire

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di Alessandro Conti Puorger

INTRODUZIONE SUL LIBRO DEI GIUDICI
Il perché del titolo “L’angelo di Sansone – piccolo sole – annuncia il Messia” si comprenderà dopo la lettura del complesso.
In effetti avrei potrei iniziare così: in una nube, un angelo possente con la fronte cinta di un arcobaleno, la faccia come il sole e le gambe come colonne di fuoco, mi ha dato un piccolo libro aperto da gustare.
Nella Tenak o Bibbia canonica ebraica il libro dei Giudici, “Shofetim”, costituito da 21 capitoli, è il secondo dei libri inseriti tra quella parte definita dei “profeti anteriori”, “nabi’aim r’ashonim”, collocato dopo il libro di Giosuè relativo alla prima conquista dei territori della terra promessa.
Questo libro dei Giudici assieme ai primi 7 capitoli del primo libro di Samuele è l’unica fonte della storia del popolo ebraico in Canaan in un periodo prima della monarchia – tra il 1180 e il 1020 a.C. – in cui il potere giuridico amministrativo era gestito per tribù o per circoscrizioni non meglio definite a danno però di una rapida e unitaria risposta militare.
Il libro dei Giudici ricorda 12 personaggi, i più importanti tra i cosiddetti “giudici” che in quel periodo avevano, in successione, esercitato notevole influenza in Israele.
Il testo si sviluppa nelle seguenti parti:

  • 1 – 2,5, una premessa sulla situazione delle tribù insediate in Canaan e sulla lenta non organizzata ulteriore conquista di territori nella terra promessa;
  • 2,6 – 3,6, introduzione sull’interpretazione teologica del periodo storico;
  • 3,7 – 16, le vicende di quei 12 giudici maggiori, Omnia, Eud, Samgar, Debora, Gedeone, Tola, Iair, Iefte, Ibsan, Elon, Abdon e Sansone, a cui è da aggiungere anche Samuele la cui storia si sviluppa in libri a parte;
  • 17 e 18, la vicenda di Mica e del santuario della tribù di Dan;
  • 19 e 20, i racconti del delitto di Gabaa e della guerra con Beniamino;
  • 21, il libro prepara la necessità di una monarchia e conclude con tale considerazione: “In quel tempo non c’era un re in Israele; ognuno faceva quel che gli pareva meglio.” (Giudici 21,25)

Col mio recente articolo “La salvezza di Dio e le donne d’Israele – Debora e Giaele” nella rubrica “Decriptazione Bibbia” ho provato che nell’ambito dei libri ebraici delle Sacre Scritture inserite nella Bibbia anche il libro dei Giudici presenta testi suscettibili di decriptazione.
Nella mia ricerca di testi di 2° livello tra le pagine de canone ebraico della Bibbia o Tenak mi sono così riportato a scrutare nelle pagine di quel libro.
In particolare mi ha colpito la storia di Sansone, l’ultimo di quei 12 giudici, che si sviluppa in 4 capitoli dal 13 al 16.
Già una sommaria rilettura della traduzione C.E.I. del testo in italiano, che poi per comodità del lettore riporterò, mi ha dato l’impressione d’essere, più che un testo storico, un racconto con aspetti fantastici, per molti versi poco credibili, sui cui dettagli poi mi soffermerò.
Spontanea m’è nata la domanda: perché questa storia che riguarda la vita integrale di un eroe locale – così lunga, diversa nello sviluppo dalle altre, con palesi aspetti esagerati – possa essere stata considerata ispirata da generazioni e generazioni di sapienti tanto da inserirla tra le pagine del canone dei testi sacri ebraici?
Sansone, possente, ma ingenuo, gode di indovinelli in poesia, è un nazireo, cioè votato a Dio, gli piacciono le donne, ma ne è regolarmente ingannato direi anche in modo sciocco, fa stragi di Filistei, ma non porta la salvezza, solo molti morti.
È vero, viene evidenziata la debolezza dell’uomo nei riguardi delle donne e ed è esaltato il Dio d’Israele che combatte in favore d’Israele, ma in definitiva non può essere solo questo il succo che lo giustifichi.
Tutti le pagine bibliche, peraltro, sono anche da considerare oltre che storiche anche profetiche, e questo racconto, salvo che idoli ed idolatri non avranno un futuro, non presenta altre caratteristiche di nota.
Nelle Bibbie commentate, come ad esempio quella di Gerusalemme, rare sono le note e i richiami a altri testi biblici e del pari sono praticamente assenti riferimenti ai testi del N.T..
Si è così in me consolidata l’idea che il testo che si legge, all’interno, grazie alle lettere ebraiche usate sfruttando la proprietà d’essere anche ideogrammi, nasconda un messaggio ben più pregnante e tutto ciò in linea con i pensieri di “Decriptare le lettere parlanti delle sacre scritture ebraiche” e de “I primi vagiti delle lettere ebraiche nella Bibbia“.
Per trovare l’eventuale testo nascosto userò metodo e regole di cui all’articolo “Parlano le lettere“.

Prima di iniziare ad entrare un poco nella storia di Sansone è necessario ricordare l’illuminante considerazione a sintesi teologica della meditazione sul senso di quel periodo post Giosuè e pre – monarchico a conclusione della seconda prefazione dal libro dei Giudici: “Queste sono le nazioni che il Signore risparmiò allo scopo di mettere alla prova Israele per mezzo loro, cioè quanti non avevano visto le guerre di Canaan. Ciò avvenne soltanto per l’istruzione delle nuove generazioni degli Israeliti, perché imparassero la guerra, quelli, per lo meno, che prima non l’avevano mai vista: i cinque capi dei Filistei, tutti i Cananei, quei di Sidòne e gli Evei, che abitavano le montagne del Libano, dal monte Baal-Ermon fino all’ingresso di Amat. Queste nazioni servirono a mettere Israele alla prova per vedere se Israele avrebbe obbedito ai comandi, che il Signore aveva dati ai loro padri per mezzo di Mosè.” (Giudici 3,1-4)

SANSONE IL “PICCOLO SOLE”
Le vicende del giudice Sansone sono narrate nei 4 capitoli del libro dei Giudici 13, 14, 15 e 16, rispettivamente di 25, 20, 20 e 31 versetti per complessivi 96:

  • nascita di Sansone il capitolo 13;
  • matrimonio il 14;
  • contro i filistei il 15;
  • tradimento di Dalila e morte di Sansone il 16.

Il racconto inizia in questo modo: “Gli Israeliti tornarono a fare quello che è male agli occhi del Signore e il Signore li consegnò nelle mani dei Filistei per quarant’anni. C’era allora un uomo di Sorea, della tribù dei Daniti, chiamato Manòach; sua moglie era sterile e non aveva avuto figli.” (Genesi 13,1-2)

I Daniti era la tribù d’Israele che prese il nome da Dan, il quinto figlio di Giacobbe. Lo ebbe da Bila, serva di Rachele madre di Giuseppe e Beniamino. Guardia scelta di Ramses II a Qadesh erano gli Shardana, Sher-Dan, Principi di Dan, tra questi si pensa fossero associati i Daniti amanti dell’arte della guerra. Attorno al 1225 a.C. epoca dell’Esodo, un gruppo di Sardana dalla Sardegna e gli Ekves, cioè Achei, attaccarono le città della costa, il Faraone Merenptah li fermò e su una stele si trova il nome Israele, tornarono poi nel 1190 e tra loro c’erano anche i Peleset o Filistei, furono sconfitti dal Faraone Ramses III che registrò il fatto sulle mura del tempio di Medinet Habu. Il Serpente alato era il simbolo dei SHER-DAN. Mosè fece issare su un’antenna un “serpente di bronzo” forse l’insegna dell’accampamento dei DAN. Le tribù di Israele conservarono il Serpente di Bronzo nel santuario di Dan, facendone oggetto di Culto, finché il re di Juda Ezechia lo fece distruggere.

Fatto veramente strano è che Sansone “era stato giudice d’Israele per venti anni” (Giudici 16,31b), ma nulla il testo dice dei suoi atti di governo.
Molto probabilmente essendo della tribù di Dan, Sansone sarà stato un giudice – capitano locale Molto probabilmente essendo della tribù di Dan, Sansone sarà stato un giudice – e a quei tempi il popolo raccogliticcio e i vari aggregati ancora non rispettava integralmente la Torah o lo faceva con vari distinguo.
Il nome di questo personaggio Sansone in ebraico traslitterato è “Shimshon”, un diminutivo di “sole” “shoemoesh” , quindi piccolo sole.
Le stesse lettere sono del radicale di un verbo che significa servire.
“Soemoesh” è così anche il nome della candela di servizio, il servente, per accendere la lampada quotidiana negli 8 giorni della festa di Kannukah.
Ciò apre uno scorcio sull’attesa dell’ultimo giorno, l’8°, la domenica eterna.
Questo nome Sansone nei testi biblici ebraici è ricordato 42 volte, soltanto nel racconto del libro dei Giudici.
Una sola volta è ricordato nel Nuovo Testamento e precisamente nella lettera agli Ebrei: “E che dirò ancora? Mi mancherebbe il tempo, se volessi narrare di Gedeone, di Barak, di Sansone, di Iefte, di Davide, di Samuele e dei profeti…” (Ebrei 11,32)
Come riferirò più avanti, però, è mia opinione che vi è anche un evidente richiamo a Sansone nell’ultimo dei libri del canone cristiano.

Seguendo i racconti della Torah, Israele uscì per intervento divino dall’Egitto:

  • “Gli Israeliti partirono da Ramses alla volta di Succot, in numero di seicentomila uomini capaci di camminare, senza contare i bambini. Inoltre una grande massa di gente promiscua partì con loro e insieme greggi e armenti in gran numero…” (Esodo 12,37)
  • “Mio padre era un Arameo errante; scese in Egitto, vi stette come un forestiero con poca gente e vi diventò una nazione grande, forte e numerosa. Gli Egiziani ci maltrattarono, ci umiliarono e ci imposero una dura schiavitù. Allora gridammo al Signore, al Dio dei nostri padri, e il Signore ascoltò la nostra voce, vide la nostra umiliazione, la nostra miseria e la nostra oppressione; il Signore ci fece uscire dall’Egitto con mano potente e con braccio teso, spargendo terrore e operando segni e prodigi. Ci condusse in questo luogo e ci diede questa terra, dove scorrono latte e miele.” (Deuteronomio 26,5-9)

Secondo il libro di Giosuè Israele riuscì ad insediarsi nella terra promessa, ma con i racconti del librodei Giudici, si trova ancora a combattere popoli nemici, tra cui i Filistei.
Questi facevano parte dei popoli del mare e provenivano da “Kaftor”, identificata con l’isola di Creta, insediatisi sulle pianure costiere della terra di Canaan.
Il libro della Genesi li considera provenienti da Cam, figlio di Noè: “I figli di Cam: Etiopia, Egitto, Put e Canaan… Egitto generò quelli di… Caftor, da dove uscirono i Filistei” (Genesi 10,6-14)
La stessa Genesi li considera là gia insediati ai tempi di Abramo, come si evince dai racconti al Capitolo 21 e 26.
Il libro dell’Esodo poi ci informa: “Quando il faraone lasciò partire il popolo, Dio non lo condusse per la strada del paese dei Filistei, benché fosse più corta, perché Dio pensava: Altrimenti il popolo, vedendo imminente la guerra, potrebbe pentirsi e tornare in Egitto.” (Esodo 13,17)
I Filistei come appaiono dai racconti sono bugiardi, falsi, lussuriosi e idolatri. Sansone, nazireo cioè consacrato al Signore, cerca di combatterli e di sterminarli, ma vince solo alcune battaglie e muore da eroe.
Il nazireato era una forma di consacrazione che trova il suo fondamento nel 6° capitolo del libro dei Numeri che pare istituirlo, ma forse ne rinnova la forma.
Probabilmente deriva da un’idea egizia.
Ritengo che i nazirei fossero i componenti di un corpo di principi, consacrati, per salvare la vita del faraone, forse un corpo di guardia speciale votato alla morte in caso di pericolo del re.
In effetti, il termine “nazir” , si trova già per Giuseppe nel libro della Genesi.
Quando Giacobbe benedice i figli a Giuseppe dice: “Le benedizioni di tuo padre sono superiori alle benedizioni dei monti antichi, alle attrattive dei colli eterni. Vengano sul capo di Giuseppe e sulla testa del principe tra i suoi fratelli!” (Genesi 49,26)
Giuseppe è principe in quanto dall’età di 30 anni vice Faraone, è stato come un Faraone: “Tu stesso sarai il miomaggiordomo (il più grande della casa del Faraone) e ai tuoi ordini si schiererà tutto il mio popolo: solo per il trono io sarò più grande di te”. (Genesi 41,40)
Rimando all’articolo “Chi ha scritto l’Esodo conosceva i geroglifici“, ove, nel parlare di Mosè e della sua adozione – riconoscimento come figlio di Faraone, entrano in gioco alcuni geroglifici relativi alla biletterale iniziale NZ=NS che indica “appartenente al giunco” cioè alla famiglia del Faraone.
Giuseppe fu associato alla famiglia del Faraone e in particolare fu considerato un principe di sangue, visse alla corte per circa 80 anni, e fu onorato dopo la morte con imbalsamazione egizia che veniva attribuita agli appartenentri alla famiglia reale “Poi Giuseppe morì all’età di centodieci anni; lo imbalsamarono e fu posto in un sarcofago in Egitto.” (Genesi 50,26)
Del pari, Giacobbe era stato imbalsamato ed accompagnato da Giuseppe alla grotta di Macpela a Mamre con un corteo di carri del Faraone (Genesi 50,1-14).

Presento nei prossimi paragrafi il racconto della vita di Sansone, capitolo per capitolo, secondo la traduzione C.E.I. con alcuni commenti con cui tra l’altro sottolineo alcune tracce che mi hanno indotto a pensare che possa esserci un racconto nascosto ovviamente relativo al Messia.

NASCITA DI SANSONE – GIUDICI 13
Giudici 13,1 – Gli Israeliti tornarono a fare quello che è male agli occhi del Signore e il Signore li consegnò nelle mani dei Filistei per quaranta anni.

Giudici 13,2 – C’era allora un uomo di Sorea, della tribù dei Daniti, chiamato Manòach; sua moglie era sterile e non aveva avuto figli.

Giudici 13,3 – L’angelo del Signore apparve a questa donna e le disse: Ecco, tu sei sterile e non hai avuto figli, ma concepirai e partorirai un figlio.

Giudici 13,4 – Ora guardati dal bere vino o bevanda inebriante e non mangiare nulla d’impuro.

Giudici 13,5 – Poiché, ecco, tu concepirai e partorirai un figlio sulla cui testa non passerà rasoio, perché il fanciullo sarà un nazireo di Dio fin dal seno materno; egli comincerà a salvare Israele dalle mani dei Filistei.

Giudici 13,6 – La donna andò a dire al marito: Un uomo di Dio è venuto da me; aveva l’aspetto di un angelo di Dio, un aspetto maestoso. Io non gli ho domandato da dove veniva ed egli non mi ha rivelato il suo nome,

Giudici 13,7 – ma mi ha detto: Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio; ora non bere vino né bevanda inebriante e non mangiare nulla d’impuro, perché il fanciullo sarà un nazireo di Dio dal seno materno fino al giorno della sua morte.

Giudici 13,8 – Allora Manòach pregò il Signore e disse: Perdona, mio Signore, l’uomo di Dio mandato da te venga di nuovo da noi e c’insegni quello che dobbiamo fare per il nascituro.

Giudici 13,9 – Dio ascoltò la preghiera di Manòach e l’angelo di Dio tornò ancora dalla donna, mentre stava nel campo; ma Manòach, suo marito, non era con lei.

Giudici 13,10 – La donna corse in fretta a informare il marito e gli disse: Ecco, mi è apparso quel l’uomo che venne da me l’altro giorno.

Giudici 13,11 – Manòach si alzò, seguì la moglie e, giunto da quel l’uomo, gli disse: Sei tu l’uomo che ha parlato a questa donna? Quegli rispose: Sono io.

Giudici 13,12 – Manòach gli disse: Quando la tua parola si sarà avverata, quale sarà la norma da seguire per il bambino e che cosa dovrà fare?

Giudici 13,13 – L’angelo del Signore rispose a Manòach: Si astenga la donna da quanto le ho detto:

Giudici 13,14 – non mangi nessun prodotto della vigna, né beva vino o bevanda inebriante e non mangi nulla d’impuro; osservi quanto le ho comandato.

Giudici 13,15 – Manòach disse all’angelo del Signore: Permettici di trattenerti e di prepararti un capretto!

Giudici 13,16 – L’angelo del Signore rispose a Manòach: Anche se tu mi trattenessi, non mangerei il tuo cibo; ma se vuoi fare un olocausto, offrilo al Signore. Manòach non sapeva che quello era l’angelo del Signore.

Giudici 13,17 – Manòach disse all’angelo del Signore: Come ti chiami, perché ti rendiamo onore quando si sarà avverata la tua parola?

Giudici 13,18 – L’angelo del Signore gli rispose: Perché mi chiedi il mio nome? Esso è misterioso.

Giudici 13,19 – Manòach prese il capretto e l’offerta e sulla pietra li offrì in olocausto al Signore che opera cose misteriose. Manòach e la moglie stavano guardando:

Giudici 13,20 – mentre la fiamma saliva dall’altare al cielo, l’angelo del Signore salì con la fiamma dell’altare. Manòach e la moglie, che stavano guardando, si gettarono allora con la faccia a terra

Giudici 13,21 – e l’angelo del Signore non apparve più né a Manòach né alla moglie. Allora Manòach comprese che quello era l’angelo del Signore.

Giudici 13,22 – Manòach disse alla moglie: Moriremo certamente, perché abbiamo visto Dio.

Giudici 13,23 – Ma sua moglie gli disse: Se il Signore avesse voluto farci morire, non avrebbe accettato dalle nostre mani l’olocausto e l’offerta, non ci avrebbe mostrato tutte queste cose né ci avrebbe fatto udire proprio ora cose come queste.

Giudici 13,24 – E la donna partorì un figlio che chiamò Sansone. Il bambino crebbe e il Signore lo benedisse.

Giudici 13,25 – Lo spirito del Signore cominciò ad agire su di lui quando era nell’Accampamento di Dan, fra Sorea ed Estaòl.

Tutto il capitolo riguarda la nascita prodigiosa di Sansone da una madre sterile.

Alla stregua di Isacco (Genesi 18), Samuele (1Samuele 1) e Giovanni Battista (Luca 1), Sansone, per diretto intervento divino, nasce come figlio tanto desiderato da una donna sterile.
Del resto anche Gesù, detto il nazareno, nascerà da madre “sterile” di fatto per mancanza di rapporti.
Un evento del genere con l’intervento di angeli e profezie di profeti è segno di vocazione particolare, di un consacrato destinato ad essere un pilastro importante della storia della salvezza.
Nel caso di Sansone un angelo, apparirà sia alla madre che al padre.
Questo doppio annuncio dai Vangeli è registrato che avvenne anche per la nascita di Gesù, infatti, un angelo fece l’annuncio sia a Maria, sua madre (Luca 1,26-38) e in sogno parlò con Giuseppe promesso sposo di Maria (Matteo 1,20-25).
Nel caso della nascita di Sansone, come poi accadra per il Giovanni Battista, l’angelo chiese che il nascituro fosse cresciuto e si conservasse da nazireo di Dio.

Il comando di Numeri 6 sul nazireato, presenta regole precise:

  • poteva essere un voto temporaneo o per tutta la vita;
  • occorreva astenersi dal vino e dall’uva e da bevande inebrianti;
  • occorreva non avvicinarsi a cadaveri.

In effetti, l’angelo però, parla dei primi due precetti, ma del terzo nulla dice.
Se si confronta, infatti, la storia di Sansone, considerato quanti Filistei ha ucciso, come ebbe ad avvicinare il cadavere di un leone e come toccò ossa di un asino morto, per la sua consacrazione avrebbe avuto bisogno di radersi in continuità i capelli (Numeri 6,6-10).
Il libro dei Numeri precisa che di fatto il nazireo “porta sul capo il segno della sua consacrazione a Dio“. (Numeri 6,8)
In effetti, una lettura delle lettere ebraiche di “nazir” col metodo dei segni fornisce la seguente idea: “l’energia su questi è in testa “; il che manifesta il particolare pregio della lettura dei singoli segni delle parole ebraiche, capace di dare chiarimenti ai testi biblici.
Alla richiesta di Manoah, il padre di Sansone, di conoscere il nome “L’angelo del Signore gli rispose: Perché mi chiedi il mio nome? Esso è misterioso.” (Giudici 1,18)
Questo versetto mi ha colpito e lo riporto com’è scritto in ebraico.




Ho provato a decriptarlo con i miei criteri ed ho ottenuto:

Giudici 13,18 – Per riportare a stare la primitiva vita nei corpi il Potente si portò tra i viventi . La potenza originata dalla rettitudine fu al mondo a recare . Nel mondo del serpente a vivere entrò . Per questi uscirà alla fine la distruzione ( = ). Il Potente il serpente brucerà nei viventi con la forza che porterà Lui ; una meraviglia sarà .

Giudici 13,18Per riportare a stare la primitiva vita nei corpi il Potente si portò tra i viventi. La potenza originata dalla rettitudine fu al mondo a recare. Nel mondo del serpente a vivere entrò. Per questi uscirà alla fine la distruzione. Il Potente il serpente brucerà nei viventi con la forza che porterà Lui; una meraviglia sarà.

Quel “Esso è misterioso” mi dice:
Lui il Verbo del Potente Unico è .
Lui è il soggetto del racconto interno.

IL MATRIMONIO DI SANSONE – GIUDICI 14
Giudici 14,1 – Sansone scese a Timna, e a Timna vide una donna tra le figlie dei Filistei.

Giudici 14,2 – Tornato a casa, disse al padre e alla madre: Ho visto a Timna una donna, una figlia dei Filistei; prendetemela in moglie.

Giudici 14,3 – Suo padre e sua madre gli dissero: Non c’è una donna tra le figlie dei tuoi fratelli e in tutto il nostro popolo, perché tu vada a prenderti una moglie tra i Filistei non circoncisi? Ma Sansone rispose al padre: Prendimi quella, perché mi piace.

Giudici 14,4 – Suo padre e sua madre non sapevano che questo veniva dal Signore, il quale cercava un motivo di scontro con i Filistei. In quel tempo i Filistei dominavano Israele.

Giudici 14,5 – Sansone scese con il padre e con la madre a Timna; quando furono giunti alle vigne di Timna, ecco un leoncello venirgli incontro ruggendo.

Giudici 14,6 – Lo spirito del Signore irruppe su di lui, ed egli, senza niente in mano, squarciò il leone come si squarcia un capretto. Ma di ciò che aveva fatto non disse nulla al padre e alla madre.

Giudici 14,7 – Scese dunque, parlò alla donna e questa gli piacque.

Giudici 14,8 – Dopo qualche tempo tornò per prenderla e uscì dalla strada per vedere la carcassa del leone: ecco, nel corpo del leone c’era uno sciame d’api e del miele.

Giudici 14,9 – Egli ne prese nel cavo delle mani e si mise a mangiarlo camminando. Quand’ebbe raggiunto il padre e la madre, ne diede loro ed essi ne mangiarono; ma non disse loro che aveva preso il miele dal corpo del leone.

Giudici 14,10 – Suo padre scese dunque da quella donna e Sansone fece là un banchetto, perché così usavano fare i giovani.

Giudici 14,11 – Quando lo ebbero visto, presero trenta compagni perché stessero con lui.

Giudici 14,12 – Sansone disse loro: Voglio proporvi un enigma. Se voi me lo spiegate entro i sette giorni del banchetto e se l’indovinate, vi darò trenta tuniche e trenta mute di vesti;

Giudici 14,13 – ma se non sarete capaci di spiegarmelo (enigma), darete trenta tuniche e trenta mute di vesti a me.

Giudici 14,14 – Quelli gli risposero: Proponi l’enigma e noi lo ascolteremo. Egli disse loro: Da colui che mangia è uscito quel che si mangia e dal forte è uscito il dolce.
Per tre giorni quelli non riuscirono a spiegare l’enigma.

Giudici 14,15 – Al quarto giorno dissero alla moglie di Sansone: Induci tuo marito a spiegarti l’enigma; se no, daremo fuoco a te e alla casa di tuo padre. Ci avete invitati qui per spogliarci?

Giudici 14,16 – La moglie di Sansone si mise a piangergli intorno e a dirgli: Tu hai per me solo odio e non mi ami; hai proposto un enigma ai figli del mio popolo e non me l’hai spiegato! Le disse: Ecco, non l’ho spiegato neanche a mio padre e a mia madre e dovrei spiegarlo a te?

Giudici 14,17 – Ella continuò a piangergli intorno durante i sette giorni del banchetto. Il settimo giorno Sansone glielo spiegò, perché lo tormentava, e lei spiegò l’enigma ai figli del suo popolo.

Giudici 14,18 – Gli uomini della città, il settimo giorno, prima che tramontasse il sole, dissero a Sansone: Che c’è di più dolce del miele? Che c’è di più forte del leone? Rispose loro: Se non aveste arato con la mia giovenca, non avreste sciolto il mio enigma.

Giudici 14,19 – Allora lo spirito del Signore irruppe su di lui ed egli scese ad Àscalon; vi uccise trenta uomini, prese le loro spoglie e diede le mute di vesti a quelli che avevano spiegato l’enigma. Poi, acceso d’ira, risalì alla casa di suo padre,

Giudici 14,20 – e la moglie di Sansone fu data al compagno che gli aveva fatto da amico di nozze.

La narrazione si sviluppa in due tempi.
Sansone vuole sposare una Filistea.
Il testo giustifica ciò come spunto per l’inizio di una lite con i Filistei.
C’è quindi l’episodio del leone che viene ucciso da Sansone, preparatorio al successivo ritrovamento dell’alveare e del miele nella sua carcassa che fu ispirazione di un enigma che Sansone propose agli invitati alle nozze.
Forse il pensiero nascosto è che il leone siano i filistei e una volta eliminati si troverà il miele frutto della terra promessa.
Il racconto ha come chiave di volta un enigma.
Ho evidenziato in grassetto quella parola.
Enigma è “chidah”, ma anche “spiegare” viene dallo stesso radicale per cui il termine si ripete veramente con insistenza ed induce a pensare che, appunto, anche da parte del lettore, sia da risolvere un enigma, cioè cercare un testo nascosto.
Le lettere di quella parola, infatti, comportano un invito: “un nascosto c’è , la porta aprine !”

Mi sono così chiesto cosa possa significare la comunità d’api nella carcassa del leone?
In primo luogo pensando all’idea del Messia le lettere di leone ci dicono: “l’Unico in un corpo sarà nel mondo .”
I fedeli cristiani poi nella notte di Pasqua cantano l’antico inno dell’exultet.
La celebrazione della veglia della notte di Pasqua, infatti, liturgicamente è introdotta dal rito del Lucernario, già praticato in ambito giudaico ed ereditato dalla Chiesa delle origini a partire dal IV secolo, in cui è inserito tale inno di laus o benedictio cerei, cioè di lode e benedizione del cero pasquale.
Nell’Italia meridionale, tra il X e il XIV secolo, questa formula liturgica era scritta su rotoli di pergamena, con i segni rudimentali della melodia, e con figure dipinte al contrario rispetto a testo per consentire al diacono di srotolarlo dall’ambone e lasciarlo svolgere verso il popolo permettendo così ai fedeli, come con odierne diapositive, di vedere per immagini il contenuto dell’Exultet (il più lungo è un rotolo di 5,25 metri).
In molti Exultet medioevali c’è tutta una allegoria tra ape, Chiesa, Parola, miele, cera, e cero pasquale e l’ape è una rappresentazione allegorica della Chiesa.
Unendo queste idee la decriptazione del versetto Giudici 14,8 fornisce il seguente risultato.

Giudici 14,8Dopo qualche tempo tornò per prenderla e uscì dalla strada per vedere la carcassa del leone: ecco, nel corpo del leone c’era uno sciame d’api e del miele.




Giudici 14,8 – Portata che sarà la risurrezione dentro ai viventi che nei giorni vivono , per il Potente li prenderà tutti , ad entrare li porterà ove fu forato il corpo . Potente alla vista si porterà il Crocifisso , verranno () i viventi in modo straordinario () nel Crocifisso ad entrare , nell’Unigenito il cui corpo sarà aperto e vi entreranno gli angeli del mondo , una comunità di api nel figlio si porterà . Era il Crocifisso nel mondo dell’Unico il corpo , del Signore () che li aiutò a casa risorgendoli .

Giudici 14,8Portata che sarà la risurrezione i viventi che nei giorni vivono, per il Potente li prenderà tutti, ad entrare li porterà ove fu forato il corpo. Potente alla vista si porterà il Crocifisso, verranno i viventi in modo straordinario nel Crocifisso ad entrare nell’Unigenito il cui corpo sarà aperto e vi entreranno gli angeli del mondo, una comunità di api nel figlio si porterà. Era il Crocifisso nel mondo dell’Unico il corpo, del Signore che li aiutò a casa risorgendoli.

Questo risultato conferma la possibilità nel testo di un messaggio di secondo livello.

La moglie di Sansone tanto insiste che si fa rivelare l’enigma, ma è infedele e lo svela ai Filistei.
Per pagare il pegno della scommessa Sansone uccide trenta uomini e ne depreda le spoglie.
Che dire? Un barbaro assoluto!
Pagato il dovuto se ne va indignato.
Il capitolo termina con la notazione “la moglie di Sansone fu data al compagno che gli aveva fatto da amico di nozze.”

SANSONE CONTRO I FILISTEI – GIUDICI 15
Giudici 15,1 – Dopo qualche tempo, nei giorni della mietitura del grano, Sansone andò a visitare sua moglie, le portò un capretto e disse: Voglio entrare da mia moglie nella camera. Ma il padre di lei non gli permise di entrare

Giudici 15,2 – e gli disse: Credevo proprio che tu l’avessi presa in odio e perciò l’ho data al tuo compagno; la sua sorella minore non è più bella di lei? Prendila dunque al suo posto.

Giudici 15,3 – Ma Sansone rispose loro: Questa volta non sarò colpevole verso i Filistei, se farò loro del male.

Giudici 15,4 – Sansone se ne andò e catturò trecento volpi; prese delle fiaccole, legò coda a coda e mise una fiaccola fra le due code.

Giudici 15,5 – Poi accese le fiaccole, lasciò andare le volpi per i campi di grano dei Filistei e bruciò i covoni ammassati, il grano ancora in piedi e perfino le vigne e gli oliveti.

Giudici 15,6 – I Filistei chiesero: Chi ha fatto questo? La risposta fu: Sansone, il genero dell’uomo di Timna, perché costui gli ha ripreso la moglie e l’ha data al compagno di lui. I Filistei salirono e bruciarono tra le fiamme lei e suo padre.

Giudici 15,7 – Sansone disse loro: Poiché agite in questo modo, io non la smetterò finché non mi sia vendicato di voi.

Giudici 15,8 – Li sbatté uno contro l’altro, facendone una grande strage. Poi scese e si ritirò nella caverna della rupe di Etam.

Giudici 15,9 – Allora i Filistei vennero, si accamparono in Giuda e fecero una scorreria fino a Lechì.

Giudici 15,10 – Gli uomini di Giuda dissero loro: Perché siete venuti contro di noi? Quelli risposero: Siamo venuti per legare Sansone, per fare a lui quello che ha fatto a noi.

Giudici 15,11 – Tremila uomini di Giuda scesero alla caverna della rupe di Etam e dissero a Sansone: Non sai che i Filistei dominano su di noi? Che cosa ci hai fatto? Egli rispose loro: Quello che hanno fatto a me, io l’ho fatto a loro.

Giudici 15,12 – Gli dissero: Siamo scesi per legarti e metterti nelle mani dei Filistei. Sansone replicò loro: Giuratemi che non mi colpirete.

Giudici 15,13 – Quelli risposero: No; ti legheremo soltanto e ti metteremo nelle loro mani, ma certo non ti uccideremo. Lo legarono con due funi nuove e lo trassero su dalla rupe.

Giudici 15,14 – Mentre giungeva a Lechì e i Filistei gli venivano incontro con grida di gioia, lo spirito del Signore irruppe su di lui: le funi che aveva alle braccia divennero come stoppini bruciacchiati dal fuoco e i legacci gli caddero disfatti dalle mani.

Giudici 15,15 – Trovò allora una mascella d’asino ancora fresca, stese la mano, l’afferrò e uccise con essa mille uomini.

Giudici 15,16 – Sansone disse: Con una mascella d’asino, li ho ben macellati! Con una mascella d’asino, ho colpito mille uomini!

Giudici 15,17 – Quand’ebbe finito di parlare, gettò via la mascella; per questo, quel luogo fu chiamato Ramat-Lechì.

Giudici 15,18 – Poi ebbe gran sete e invocò il Signore dicendo: Tu hai concesso questa grande vittoria per mezzo del tuo servo; ora dovrò morire di sete e cadere nelle mani dei non circoncisi?

Giudici 15,19 – Allora Dio spaccò la roccia concava che è a Lechì e ne scaturì acqua. Sansone bevve, il suo spirito si rianimò ed egli riprese vita. Perciò quella fonte fu chiamata En-Kore: essa esiste a Lechì ancora oggi.

Giudici 15,20 – Sansone fu giudice d’Israele, al tempo dei Filistei, per venti anni.

Sansone torna dalla moglie, ma questa è ormai sposa di un altro.
Si vendica.
Prende trecento volpi, dico trecento!
Ma ci saranno state in zona?
Ce ne vuole di pazienza e di tempo… e poi legarle due a due per le code con una fiaccola accesa e far devastare i raccolti.
Volpe è “shual” e può portare a pensare che “un fuoco portano in alto ” e ciò conferma che la lettura delle icone delle singole lettere può contribuire a dare l’idea da sviluppare poi in un racconto midrashico.
Nel plurale “shualim” si trovano le lettere di “Altissimo”, da cui “il fuoco portano dell’Altissimo ai viventi ” e che cosa potrebbe essere questo fuoco se non la risurrezione?
L’episodio mi porta a ricordare “Prendeteci le volpi, le volpi piccoline che guastano le vigne, perché le nostre vigne sono in fiore.” (Cantico dei Cantici 2,15)
La tradizione considera il Cantico celebri l’amore di Dio per Israele, la sposa.
Se poi è “shualim” è fatta precedere con una parola che termina con la lettera si può formare la parola salvezza .

Il testo annota che Sansone disse “Questa volta non sarò colpevole verso i Filistei, se farò loro del male” ammettendo in pratica di non essere stato giusto nel precedente episodio quando uccise e depredò trenta Filistei.
In tutto questo racconto pare proprio che Sansone e i suoi genitori non si curino degli insegnamenti della Torah, perché gli prendono per moglie una donna straniera il che è vietato dalla Torah: “Non fare alleanza con gli abitanti di quel paese. Non prendere per mogli dei tuoi figli le loro figlie, altrimenti, quando esse si prostituiranno ai loro dèi, indurrebbero anche i tuoi figli a prostituirsi ai loro dèi.” (Esodo 34,15-16) Poi lui prende donne straniere, uccide e depreda e si contamina con cadaveri pur in assenza di una guerra dichiarata.”

C’è poi l’episodio strano che ritengo criptico della mascella d’asino.
C’è tutto un gioco di parole con lettere simili, asino, mascella e macellare come ho evidenziato in grassetto nel testo.
Mi rendo poi conto che il tutto serve a fa apparire due volte la parola utero, come risulta in rosso dal seguente versetto decriptato.

Giudici 15,16Sansone disse: Con una mascella d’asino, li ho ben macellati! Con una mascella d’asino, ho colpito mille uomini!




Giudici 15,16 – A portarsi fu l’Unico a vivere da povero vivente . Per un fuoco portare all’empio visse nascosto nella madre portato nell’utero e dall’utero nel corpo al termine fu di un vivente . A casa del serpente visse . Un veleno () gli portava nel corpo . Ad uscire la rettitudine sarà dalla croce , essenza della divinità soffierà agli uomini .

Giudici 15,16A portarsi fu l’Unico a vivere da povero vivente. Per un fuoco portare all’empio visse nascosto nella madre portato nell’utero e dall’utero nel corpo al termine fu di un vivente. A casa del serpente visse. Un veleno gli portava nel corpo. Ad uscire la rettitudine sarà dalla croce, essenza della divinità che soffierà agli uomini.

Altro episodio notevole è che Sansone ebbe sete e Dio lo ascoltò e fece uscire l’acqua da una roccia.
Ciò fa ricordare Gesù che ha sete sulla croce e che dal suo costato sgorgò acqua.
Lui è la roccia.

SANSONE E DALILA – GIUDICI 16
Giudici 16,1 – Sansone andò a Gaza, vide una prostituta e andò da lei.

Giudici 16,2 – Fu riferito a quelli di Gaza: È venuto Sansone. Essi lo circondarono, stettero in agguato tutta la notte presso la porta della città e tutta quella notte rimasero quieti, dicendo: Attendiamo lo spuntar del giorno e allora lo uccideremo.

Giudici 16,3 – Sansone riposò fino a mezzanotte; a mezzanotte si alzò, afferrò i battenti della porta della città e i due stipiti, li divelse insieme con la sbarra, se li mise sulle spalle e li portò in cima al monte che è di fronte a Ebron.

Giudici 16,4 – In seguito si innamorò di una donna della valle di Sorek, che si chiamava Dalila.

Giudici 16,5 – Allora i prìncipi dei Filistei andarono da lei e le dissero: Seducilo e vedi da dove proviene la sua forza così grande e come potremmo prevalere su di lui per legarlo e domarlo; ti daremo ciascuno millecento sicli d’argento.

Giudici 16,6Dalila dunque disse a Sansone: Spiegami da dove proviene la tua forza così grande e in che modo ti si potrebbe legare per domarti.

Giudici 16,7 – Sansone le rispose: Se mi si legasse con sette corde d’arco fresche, non ancora secche, io diventerei debole e sarei come un uomo qualunque.

Giudici 16,8 – Allora i capi dei Filistei le portarono sette corde d’arco fresche, non ancora secche, con le quali lo legò.

Giudici 16,9 – L’agguato era teso in una camera interna. Ella gli gridò: Sansone, i Filistei ti sono addosso! Ma egli spezzò le corde come si spezza un filo di stoppa quando sente il fuoco. Così il segreto della sua forza non fu conosciuto.

Giudici 16,10 – Poi Dalila disse a Sansone: Ecco, ti sei burlato di me e mi hai detto menzogne; ora spiegami come ti si potrebbe legare.

Giudici 16,11 – Le rispose: Se mi si legasse con funi nuove non ancora adoperate, io diventerei debole e sarei come un uomo qualunque.

Giudici 16,12Dalila prese dunque funi nuove, lo legò e gli gridò: Sansone, i Filistei ti sono addosso! L’agguato era teso nella camera interna. Egli ruppe come un filo le funi che aveva alle braccia.

Giudici 16,13 – Poi Dalila disse a Sansone: Ancora ti sei burlato di me e mi hai detto menzogne; spiegami come ti si potrebbe legare. Le rispose: Se tu tessessi le sette trecce della mia testa nell’ordito e le fissassi con il pettine del telaio, io diventerei debole e sarei come un uomo qualunque.

Giudici 16,14 – Ella dunque lo fece addormentare, tessé le sette trecce della sua testa nell’ordito e le fissò con il pettine, poi gli gridò: Sansone, i Filistei ti sono addosso! Ma egli si svegliò dal sonno e strappò il pettine del telaio e l’ordito.

Giudici 16,15 – Allora ella gli disse: Come puoi dirmi: Ti amo, mentre il tuo cuore non è con me? Già tre volte ti sei burlato di me e non mi hai spiegato da dove proviene la tua forza così grande.

Giudici 16,16 – Ora, poiché lei lo importunava ogni giorno con le sue parole e lo tormentava, egli ne fu annoiato da morire

Giudici 16,17 – e le aprì tutto il cuore e le disse: Non è mai passato rasoio sulla mia testa, perché sono un nazireo di Dio dal seno di mia madre; se fossi rasato, la mia forza si ritirerebbe da me, diventerei debole e sarei come un uomo qualunque.

Giudici 16,18 – Allora Dalila vide che egli le aveva aperto tutto il suo cuore, mandò a chiamare i prìncipi dei Filistei e fece dir loro: Venite, questa volta, perché egli mi ha aperto tutto il suo cuore. Allora i prìncipi dei Filistei vennero da lei e portarono con sé il denaro.

Giudici 16,19 – Ella lo addormentò sulle sue ginocchia, chiamò un uomo e gli fece radere le sette trecce del capo; cominciò così a indebolirlo e la sua forza si ritirò da lui.

Giudici 16,20 – Allora lei gli gridò: Sansone, i Filistei ti sono addosso! Egli, svegliatosi dal sonno, pensò: Ne uscirò come ogni altra volta e mi svincolerò. Ma non sapeva che il Signore si era ritirato da lui.

Giudici 16,21 – I Filistei lo presero e gli cavarono gli occhi; lo fecero scendere a Gaza e lo legarono con una doppia catena di bronzo. Egli dovette girare la macina nella prigione.

Giudici 16,22 – Intanto la capigliatura che gli avevano rasata cominciava a ricrescergli.

Giudici 16,23 – Ora i principi dei Filistei si radunarono per offrire un gran sacrificio a Dagon, loro dio, e per far festa. Dicevano: Il nostro dio ci ha messo nelle mani Sansone nostro nemico.

Giudici 16,24 – Quando la gente lo vide, cominciarono a lodare il loro dio e a dire: Il nostro dio ci ha messo nelle mani il nostro nemico, che devastava la nostra terra e moltiplicava i nostri caduti.

Giudici 16,25 – Nella gioia del loro cuore dissero: Chiamate Sansone perché ci faccia divertire! Fecero quindi uscire Sansone dalla prigione ed egli si mise a far giochi alla loro presenza. Poi lo fecero stare fra le colonne.

Giudici 16,26 – Sansone disse al servo che lo teneva per la mano: Lasciami toccare le colonne sulle quali posa il tempio, perché possa appoggiarmi ad esse.

Giudici 16,27 – Ora il tempio era pieno di uomini e di donne; vi erano tutti i prìncipi dei Filistei e sul terrazzo circa tremila persone fra uomini e donne, che stavano a guardare, mentre Sansone faceva i giochi.

Giudici 16,28 – Allora Sansone invocò il Signore dicendo: Signore Dio, ricordati di me! Dammi forza ancora per questa volta soltanto, o Dio, e in un colpo solo mi vendicherò dei Filistei per i miei due occhi!

Giudici 16,29 – Sansone palpò le due colonne di mezzo, sulle quali posava il tempio; si appoggiò ad esse, all’una con la destra e all’altra con la sinistra.

Giudici 16,30 – Sansone disse: Che io muoia insieme con i Filistei! Si curvò con tutta la forza e il tempio rovinò addosso ai prìncipi e a tutta la gente che vi era dentro. Furono più i morti che egli causò con la sua morte di quanti aveva uccisi in vita.

Giudici 16,31 – Poi i suoi fratelli e tutta la casa di suo padre scesero e lo portarono via; risalirono e lo seppellirono fra Sorea ed Estaòl, nel sepolcro di Manòach suo padre. Egli era stato giudice d’Israele per venti anni.

Nel libro dell’Apocalisse si legge “La città non ha bisogno della luce del sole, né della luce della luna perché la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l’Agnello.” (Apocalisse 21,23)
Mi viene alla mente che Sansone si può leggere “da sole porta energia ” e “da sole si porta tra gli angeli “.
A questo punto con tale idea provo il primo versetto di questo capitolo 16 e trovo quanto segue.

Giudici 16,1Sansone andò a Gaza, vide una prostituta e andò da lei.



Giudici 16,1 – A portarsi sarà il Potente come sole e tra gli angeli lo vedranno . Questi , il Crocifisso che dal mondo li avrà condotti , sarà alla vista . Il Risorto i viventi da moglie questi avrà portato . Tra gli angeli dal mondo la porterà a stare alla casa d’origine . In Dio saranno ad entrare .

Giudici 16,1A portarsi sarà il Potente come sole e tra gli angeli lo vedranno. Questi, il Crocifisso, che dal mondo li avrà condotti, sarà alla vista. Il Risorto, i viventi, da moglie questi avrà portato. Tra gli angeli dal mondo la porterà a stare alla casa d’origine. In Dio saranno ad entrare.

L’episodio ha veramente dell’incredibile.
La prima mogli è infedele.
Adesso Sansone va da una prostituta.
Successivamente si unisce con un’altra filistea, Dalilà .
Nel nome di questa c’è la parola notte .
Il contrasto è evidente, lui “piccolo sole” e lei parente della notte.
Almeno si poteva scegliere una col nome Luna!
Per tre volte la donna tenta inutilmente di venire a conoscere il segreto della sua forza e Sansone elude con risposte false.
Ogni volta viene legato e si libera.
Scioccamente rivela infine il suo segreto che sta nei capelli e ancora una volta è tradito da una donna.
Il testo si sofferma con insistenza sul termine legare che implica le lettere che ci parlano di “Uno che ha forato il corpo “.
A questo punto ce n’era a sufficienza per aver destato la mia curiosità ed ho deciso di affrontare la decriptazione a tappeto dell’intera storia che riporto qui di seguito.
Ne conseguono circa 15 pagine di testo da leggere con attenzione per captare la continuità del discoso.
D’altronde testo esterno ed interno si condizionano necessariamente a vicenda perché debbono necessariamente integrarsi in un sottile gioco.

IL RACCONTO DEL MESSIA
Mentre lavoravo nelle mie ricerche sui Sacri Testi, mi si è presentato negli occhi della mente in una nube, un angelo possente con la fronte cinta di un arcobaleno, la faccia come il sole e le gambe come colonne di fuoco.
Mi ha detto non temere sono l’angelo di Sansone.
Mi dato questo piccolo libro aperto da gustare e mi ha detto scrivilo senza metterlo sotto sigillo.
Obbediente l’ho fatto e lo riporto di seguito.

GIUDICI 13 – DECRIPTAZIONE
Giudici 13,1 – A portarsi sarà in pienezza colui che è la Parola. Si porterà in un figlio a stare in Israele. Il serpente ha visto che ha posto nel mondo il male, che vi abita con rovine. Per i lamenti il Signore si porterà. Sarà il drago che nei viventi sta con la perversità dentro ad essere sbarrato. La Parola il serpente brucerà alla fine. Ci risarà per i viventi la luce. Per le preghiere li salverà dall’angelo del mondo. (L’angelo del mondo è l’angelo ribelle rifugiatosi nel mondo.)

Giudici 13,2 – A portarsi sarà nel mondo per essere un uomo. In un fratello nel sangue scenderà nel corpo alla vista nel mondo dei viventi per salvarli. La Parola strapperà via chi giudicato è stato (cioè l’angelo ribelle); lo porterà a bruciare nei viventi e la vita angelica riporterà. L’annuncio ad una donna che ha scelto porterà a sentire. Si verserà nel corpo. Nel mondo porterà il Potente; col primogenito lo partorirà nel mondo.

Giudici 13,3 – A portarsi fu alla vista un angelo del Signore Dio nel mondo alla donna e fu a dirle: Dio sarà nel mondo, ecco da te verrà. Un rampollo al mondo porterai del Potente. All’Unico il sia per il nato la prescelta portò. A partorire sarà al termine e sarà nel nato delle prescelta Figlio.

Giudici 13,4 – Si portò nel tempo del mondo. Nel mondo ad accendere la vita in un corpo fu con l’energia, in un primogenito portò la divinità. Scelse di accendere con tutta la forza dell’essere una esistenza. L’energia portò per accendere di rettitudine un corpo, vi portò la divinità per finire chi all’origine da maligno in tutti nel cuore a vivere iniziò.

Giudici 13,5 – Così fu nel mondo, per l’angelo (ribelle) spegnere, in un corpo ad entrare. Portò ad esistere al serpente la legge divina col Figlio che porterà a cambiare il mondo. Il rifiuto, per spazzare il serpente, uscì dall’alto nel mondo. Dal corpo di una donna si portò la rettitudine. Fu l’energia per colpirlo a lanciare al maledetto nei giorni. Entra di Iah nel mondo l’energia. Agirà sul verme dell’angelo entrato dentro i cuori ad abitare e porterà guai per ammalarlo. La potenza entrata si porterà a bruciarlo, spazzato verrà. Sarà bruciato nei corpi il maledetto, i viventi saranno aiutati. La Parola lo brucerà alla fine nel mare (mare di fuoco).

Giudici 13,6 – Si portò nell’arca l’Unico nella donna portandosi nel primogenito per vivergli nel corpo. Al serpente da un uomo uscirà il rifiuto per essere ribelle per cui all’origine fu la luce ad uscire onde maledetti furono i viventi. L’entrata del maledetto fu a portarli ad essere ribelli, originò la perversità, la rettitudine che viveva nei corpi all’origine uscì, la pienezza si spense, la divinità uscì da stare nei viventi con l’energia che portavano nei corpi dell’Unico, nei viventi iniziò l’essere impuro del serpente col desiderare. La potenza ad una donna con la divinità completa del Signore nel primogenito fu. A vivere in questi entrò Lui e venne col fuoco per reciderlo. L’Unico entrò in cammino, sarà a liberare le esistenze.

Giudici 13,7 – A portare fu in quel primogenito a vivere nel corpo la potenza che era uscita. L’energia retta rientrò in un corpo del mondo e fu nel neonato completa. Nel figlio si portò nel tempo Dio. Al termine alla luce della prescelta fu. L’Essere fu angeli a portare luminosi per l’agnello che si portava. Di Dio indicavano che il primogenito della sposa era. La rettitudine del Potente nel cuore viveva in quel primogenito nel mondo. Così furono gli angeli per questi ad essere alla vista. Dio nel mondo nei giorni nell’esistenza entrato in un fanciullo viveva. All’angelo (ribelle) entrato dentro i cuori, con l’energia dell’Eterno, un giorno la morte porterà.

Giudici 13,8 – Portò a stare nel tempo in un corpo la vita angelica, ma di nascosto del maledetto. Il Signore a portare sarà con quel primogenito la vita alle moltitudini. Sarà per quel primogenito l’essere impuro dell’angelo che c’è negli uomini del mondo con la maledizione ad uscire. Risaranno i viventi felici, ne riaccenderà il vigore in tutti. È in casa a portarsi a scontrarlo con quel primogenito per il peccare sbarrare originato dal serpente che vi sta ad abitare. Ed è a recare nei corpi l’energia che lo porterà dai viventi ad uscire. L’angelo si vedrà arso nel mondo dal Potente. Un fanciullo nel mondo sarà a portare al serpente lo sbarramento.

Giudici 13,9 – A portare era stato ascolto aprendosi Dio nel mondo a chi gli sarà Madre. A casa dove a versarsi si portò il Potente alla madre l’angelo aveva portato l’annuncio. Era della casa il primogenito piena di rettitudine aperta a Dio. Entrò a starLe in seno, e l’aiuto a Dio uscì dalla donna, che si portasse nel mondo era a desiderare. Sarebbe stata in esilio da confinata. La vergogna per l’aiuto nel mondo avrebbe portato la madre. L’angelo (allora) si portò di nascosto dal marito ad entrare che per annullare agiva onde la madre uscisse.

Giudici 13,10 – Ma in modo puro aveva concepito la donna, e l’indicazione nella mente giù gli portò, e gli indicò che dalla maestà dell’Unico era stata accesa che nel mondo si portava. L’aveva prescelta disse Dio per essere portato nel mondo. L’angelo uscì. Una visione di Dio era stata! Rientrò il marito nella felicità. In casa il padre sarebbe stato e con la Madre di Dio starà.

Giudici 13,11 – E obbediente con la Moglie si portò a stare nel cammino della vita a coabitare in luogo nascosto dopo stette. Con la donna ai confini si portò e furono una famiglia unita. Dio nel mondo al marito a portarsi fu a dirgli che avrebbe accompagnato il primogenito che dalla prescelta uscirà. Per il mondo il (suo) primogenito sarà. L’illuminò: nel corpo la Parola, indicò di Dio, al mondo la Donna portava. Sarà nel primogenito a vivere nel corpo “Io sono”.

Giudici 13,12 – Portati furono per il detto a vivere nel riposo il tempo del mondo. Stando in casa uniti alla Parola una esistenza retta vivevano nel mondo. Era entrato Iah tra viventi che aveva illuminato. Il Verbo nell’utero entrato fanciullo si portò. (Quei) viventi videro la luce del mondo portarsi.

Giudici 13,13 – Portata era stata nel primogenito a vivere nel corpo la pienezza della rettitudine del Signore. La divinità viveva abitando nascosta dei viventi nella prigione. (Solo) agli illuminati nella mente aveva detto della scelta che c’era stata di Dio nel mondo: alla donna prescelta, col custode.

Giudici 13,14 – La piaga del serpente nella donna nei corpi era scesa all’origine nei viventi. Nella vigna ad entrare era stato colui che è l’angelo che il no scelse che col mangiare a portare fu l’opprimere e bruciò la rettitudine nei corpi. Il maledetto scelse di bruciarla in tutti e nelle spose negli uteri a vivere all’origine entrò la maledizione per tutti. Iniziò per tutti una prigione che il rettile recò. Fu confinato, di Iah terminò la custodia.

Giudici 13,15 – Portati siamo stati all’origine con l’inganno dall’angelo e chiusi a Dio si vive nel rifiuto della rettitudine del Signore. Dell’angelo (ribelle) dall’albero nel corpo entrò l’energia con l’inizio del desiderare che oppressione reca. Per l’angelo che agisce l’illuminazione esce del Potente col soffio d’energia. È così la fortuna spazzata da quelli che stanno vivendo.

Giudici 13,16 – A riportare sarà quel primogenito a vivere nei corpi la pienezza della rettitudine del Signore. Di Dio la vita angelica riporterà nella prigione. In un primo uomo agirà. Giù nei corpi l’angelo sarà rifiutato. Ricomincerà la rettitudine nei cuori, che il serpente racchiuso nei viventi arderà. Il primo dei morti si vedrà risorgere nel mondo, l’innalzerà il Potente. Dal Signore sulla croce innalzato l’energia uscirà della rettitudine; sarà il serpente guai a conoscere. Viventi per l’energia che ha recato nella prigione rettamente saranno a vivere. Per il serpente quel primo retto sarà una calamità che nel mondo gli ha recato l’Unico.

Giudici 13,17 – Portata risarà l’originaria vita nei corpi ai viventi. Nel riposo di Dio nella pienezza così col Signore a vivere saranno. Arsa la piaga con bruciature staranno ad abitare sulla nube puri essendo stata la rettitudine a riportarli glorificati ad abitare tra i retti.

Giudici 13,18 – Per riportare a stare la primitiva vita nei corpi il Potente si portò tra i viventi. La potenza originata dalla rettitudine fu al mondo a recare. Nel mondo del serpente a vivere entrò. Per questi uscirà alla fine la distruzione. Il Potente il serpente brucerà nei viventi con la forza che porterà Lui; una meraviglia sarà.

Giudici 13,19 – E fu a versare il veleno all’angelo (ribelle) portandosi di nascosto nel primogenito. Ne finirà la fortuna, sarà a rientrare la forza a stare nei viventi e verranno i viventi guidati. La perversità spazzata del serpente. In alto dal mondo su li porterà con i corpi. Dal Potente il Signore riporterà i viventi in modo meraviglioso. La potenza riagirà con la risurrezione che porterà alla fine, ma ai viventi dell’energia porterà l’annuncio con un primo che risorgerà. Un crocifisso riporterà alla vista che sarà vivo.

Giudici 13,20 – Portatosi che fu nel mondo, furono dentro ad innalzarlo portandolo in croce in campo aperto. I potenti l’aprirono; da dentro al seno la potenza uscì con acqua dall’ucciso che rientrò in cielo. Nel mondo a portare fu una vergine, la potenza originò della rettitudine il Signore da dentro. La potenza nel mondo per il bestiale uccidere recò ai viventi. Gli apostoli portò ad annunciare che un primo risorto dalla croce si riportò, rivisto fu vivo e fu a parlare loro. Innalzato con la persona fu fuori vivo dalla terra ad uscire.

Giudici 13,21 – Ma il maledetto fu circondato dalla parola che il peccare nel sangue rifiutava. La rettitudine del Signore che per il Potente aveva concepito il primogenito nel mondo con la divinità portavano ai viventi gli apostoli e annunciavano che Dio da moglie li porterà. Il primogenito di Questi era stato alla conoscenza tra i viventi ad abitare, da amo era stato vivente per il serpente. Un primo retto c’era stato. Dalla perversità fuori li porterà quel primo.

Giudici 13,22 – Portatisi si sono a parlare ai viventi gli apostoli e nelle assemblee di Dio il primo risorto che alla croce portato, alla morte inviato, dalla morte, retto essendo, per Dio ne riuscì. La vita nel corpo di quel primo fu l’energia a riportarsi.

Giudici 13,23 – Si riporterà il Crocifisso dicono. In potenza si riporterà quel primo risorto alla fine e la potenza porterà nelle tombe. Soffierà, si rialzeranno per il Signore potenti, usciranno, vivi risaranno tutti per l’energia che porterà. La potenza Dio verserà nelle tombe, vivi risaranno per l’aiuto. L’energia recata agirà sul serpente che fuori si porterà dai viventi. L’angelo dal nascosto uscirà per il portato rifiuto, uscirà dai corpi dall’Unico rifiutato. La perfezione di Dio nel mondo si riporterà, così il tempo rifiuterà, riusciranno risorti i viventi ad essere alla vista, angeli per la portata rettitudine in questi dal primo all’ultimo.

Giudici 13,24 – Porterà il Crocifisso al Potente per mano dal mondo la moglie. Il Figlio la porterà alla fine. La verserà dal corpo il primogenito. Verranno risorti i viventi portati dal Risorto vivi simili nei pascoli per stare nella gloria. Dal mondo angeli si vedranno con i corpi e saranno nella benedizione riportati dal Signore.

Giudici 13,25 – Porterà a finire l’ammalare dai corpi e a vivere li porterà dal mondo al Potente. Il Verbo i popoli condurrà a casa vivi nella grazia rientrati. Giudicato dentro sarà stato l’angelo che scese da cattivo nel mondo, e a casa starà tra gli angeli la moglie scelta da Dio.

GIUDICI 14 – DECRIPTAZIONE
Giudici 14,1 – Si portò a stare in un corpo per aiutare con la risurrezione i viventi e col fuoco portato dell’angelo (ribelle) finire il vivere. Dell’angelo finirà la perversità che fu nei corpi ad originare. Con un primo risorto uscito dentro la purezza invierà a tutti nel mondo ai viventi. Il Figlio portato in croce in modo magnifico risorto dalla croce fu in vita.

Giudici 14,2 – Portato fu in alto e fu glorificato dal Padre. Sarà a riportarsi, ma in potenza quel primo che in vita si riportò. E fu a dirlo il primo che risorto uscì a chi lo vide che era stato crocifisso. Fu in casa il Crocifisso dalla madre con gli apostoli che tutto s’aprì. Della madre figli saranno tutti. In modo meraviglioso risorgerà tutti. Saranno i viventi portati dal tempo ad uscire. Versassero l’annuncio: uno si riportò dalla croce! S’esce dalla notte! Un primo risorto uscì!

Giudici 14,3 – A portare fu per quel primo la madre. Nel corpo la potenza le recò, quel primo. Da casa fu a portarla e da origine di vita la condusse nel mondo. Ad iniziare fu con gli apostoli una casa di figli che portano il Crocifisso. Fratelli sono retti e dentro tutti i popoli stanno. Per il primo risorto esce la rettitudine che è a venire nel mondo e nel cammino la potenza riversa nelle assemblee il Crocifisso alla sposa. I viventi per la parola potente della risurrezione dalla croce sono alle acque (ove) esce l’impurità che è stata ai viventi recata, Sono gli iniziati a vivere nel corpo del Risorto. La salvezza recano gli apostoli per Dio. Al Padre sono a portarsi desiderosi tutti di entrare. Rovesciano l’ammalare con la forza della rettitudine che è ad uscire. C’è per quel primo che fu risorto un corpo nel mondo in cui abita la sorgente dell’Essere.

Giudici 14,4 – Si riporterà il primogenito. A casa sarà a portarli, ma prima reciderà la calamità del peccare con la rettitudine nei giorni. La perversità che nel mondo sta dalle origini con la rettitudine sarà a finire. Si scontrerà con Lui che ai viventi dentro verserà la risurrezione. La vita col soffio potente il Risorto dalla croce sarà ai viventi recare. Da dentro al tempo usciranno. Fuori sarà per l’ira il serpente bruciato confinato nell’acqua bollente, salvi saranno i viventi . Dentro sarà stata accesa nei corpi la divinità.

Giudici 14,5 – Portato che sarà nei corpi l’aiuto della risurrezione i viventi simili ad angeli si porteranno. Dal Padre sarà a condurli. Li riporterà il primogenito. Dalla morte vivi l’invierà. Nel Crocifisso ad entrare si porteranno. Saranno dentro al primogenito che li porterà dall’Eterno. Con l’Agnello a vivere staranno innocenti, dell’angelo finita la perversità. L’invierà dal mondo retti il Verbo, li lancerà nella luce ove saranno portati tutti. Il Risorto primogenito si rivelerà ai convocati che in croce lo portarono.

Giudici 14,6 – Li porterà il Crocifisso su dal Potente nell’assemblea. Dall’Altissimo li porterà a saziarsi di vita. Dal mondo li porterà ad uscire. E saranno dal predatore (il demonio) fuori portati da un retto predatore (il Crocifisso). Si vedranno entrare nella fortuna a stare le condotte centinaia portate vive fuori dai guai dell’angelo che ad abitarli era con l’essere impuro a cui ha portato un “no” . Dal mondo scappati sono. I liberati al Padre saranno portati e dal Potente Unico vivi li condurrà. Verranno felici a vederlo i risorti del mondo.

Giudici 14,7 – Portato sarà stato nei corpi l’aiuto, a recarlo sarà stata la Parola del Potente che per primo risorse nel mondo. Portò da Crocifisso la forza per risorgere i corpi. Da dentro una sorgente ci fu, della risurrezione per salvare portò l’energia.

Giudici 14,8 – Portata che sarà la risurrezione i viventi che nei giorni vivono, per il Potente li prenderà tutti, ad entrare li porterà ove fu forato il corpo. Potente alla vista si porterà il Crocifisso, verranno i viventi in modo straordinario nel Crocifisso ad entrare nell’Unigenito il cui corpo sarà aperto e vi entreranno gli angeli del mondo, una comunità di api nel figlio si porterà. Era il Crocifisso nel mondo dell’Unico il corpo, del Signore che li aiutò a casa risorgendoli.

Giudici 14,9 – E scesi in Lui in cammino il Verbo sarà portarli, portati saranno al Potente i retti del mondo, li accompagnerà così, ma a mangiare (prima) avrà portato colui che è il serpente che li ha afflitti. Dal Potente Padre sarà a portarli avendo riportato la divinità che all’origine i viventi portavano, ma fu a finire per l’angelo (ribelle) che da serpente entrò a vivervi. M sarà a mangiare portato. Per il portato rifiuto uscirà dal cammino sarà in mano loro con bruciature (cioè arrostito). Vivi (anche) i popoli stranieri tutti entreranno nell’Unigenito nel corpo essendo stati riconcepiti per l’aiuto nel mondo uscito, (cioè) aiutati dentro dalla risurrezione.

Giudici 14,10 – Portati saranno nel corpo volando a casa dove sta Lui, dal Potente entrerà con la moglie e sarà visto luminoso chi li ha serviti, salvandoli, portandoli tra gli angeli. Un banchetto così ci sarà per il nuovo stato. Saranno visti col Risorto i portati dal mondo dentro lini bianchi, un mare.

Giudici 14,11 – Portati saranno dal mondo per stare con l’Agnello desiderato. Integri all’Unico li condurrà il Crocifisso e i portati sarà a riversarli nell’assemblea. Li avrà riportati nel terzo giorno (dalla loro creazione-creati nel 6° nell’8° giorno saranno in cielo) per stare i viventi a vivere da compagna con colui che è che a vivere li ha portati. Fu (Questi) nel mondo a stare, si portò in quel primo, alla fine li riporterà.

Giudici 14,12 – Riportata sarà l’originaria vita nei corpi potente, rientrerà nei viventi il Nome che luminosi li porterà per l’energia che da fratello ha recato in aiuto per entrare tra gli angeli di Dio ove anelavano di vivere. Per l’aiuto rientreranno nell’originaria vita, rientrerà la fortuna, finito dal cammino l’esistenza dell’impuro per quel Uno che ha portato la fine nel mondo al serpente, risaranno dallo stare in esilio nel tempo dai giorni ad uscire salvi finita la perversità portati a vivere su con l’Unico per la purezza riportata. L’angelo il Crocifisso avrà finito di esistere dal cammino dei viventi nel terzo giorno (giorno) d’esistenza in vita. In un buco punito sarà strappato via il serpente nel fuoco. Risarà nei viventi la potenza della rettitudine nelle midolla. Dal Potente in faccia tutti ad abitare in sorte sarà ai viventi.

Giudici 14,13 – Riportatosi quel primo dai morti, porterà la sposa. La condurrà dal Potente. Nel mondo in cammino fu a liberare la colomba che prescelse. Pura verrà a vivere dal Potente l’esistenza nel terzo (giorno). Sarà stato per il tentare giudicato chi sarà stato strappato dal potente fuoco. Era per i viventi una malattia che il Verbo avrà portato alla fine per la frode che fu ai viventi a recare. Fu all’origine (quando) da essere ribelle si portò. Il serpente li portava alla tomba, ma l’aiuto entrò in vita, la legge divina che l’arderà. Per l’energia bruciato dal seno l’angelo uscirà.

Giudici 14,14 – Portato sarà l’origine dell’amarezza, il serpente, fuori dai viventi. I viventi nel mondo lo mangeranno. Sarà giù che l’Unigenito ai viventi da mangiare lo porterà. Nei viventi la forza risarà a scendere. All’origine dei morti ha recato a rovesciare portandogli il rifiuto. Saranno tutti a riportarsi, la potenza rientrerà a scorrere, saranno per l’aiuto nel mondo a rivivere. L’aiuto uscirà nel terzo dei segni dei giorni dei viventi.

Giudici 14,15 – Riportati saranno dal mondo a stare casa. Un giorno uscirà il Risorto dentro risarà visibile. Sarà a riportarsi. Sarà quel primo che visse nel corpo a riportarsi in potenza. Quel primo risorto dalla croce, luminoso, ai viventi la risurrezione porterà. Tra gli angeli il Verbo alla fine sarà a rivenire dagli uomini, così porterà alla fuga chi è da impedimento, il serpente rifiuterà, tutti riusciranno vivi per l’aiuto entrato nelle persone. L’angelo brucerà nei corpi, il soffio dell’origine porterà a finire. Retti li porterà dal primo all’ultimo. A casa saranno alla fine dal Padre. Era ad anelare la sposa al Potente di lanciare. Rinnovati li condurrà. Li verserà alla vista tutti vivi dal Potente nei pascoli. Entreranno dal Potente con l’Unigenito.

Giudici 14,16 – Porterà a finire il pianto il primo risorto dalla croce, risorgendo i viventi che simili ad angeli porterà all’Altissimo. Ed avrà portato a finire l’origine del veleno rovesciando l’odio che un drago era stato a portare col rifiuto. Per l’amore dal Crocifisso l’energia fu a rientrare nella tomba, fu dalla porta ad uscire. Dalla tomba dalla porta il Crocifisso uscì. Del Potente il Figlio era, rivisto vivo fu. Si portò di notte quel primogenito fuori. Camminando dalla porta il Crocifisso rientrò. A portarsi fu dapprima dalla madre. Con un corpo potente entrò per l’entrata energia. Entrò con potenza quel primogenito in casa. Fu a recare la potenza prima alla madre. Fu (così) che la potenza iniziò ad entrare in cammino, in aiuto del Crocifisso fu a portarsi. Il serpente affligge nel cammino ove è d’aiuto.

Giudici 14,17 – Porta del Crocifisso dentro la rettitudine di chi in alto s’era portato. Del settimo (giorno della creazione) alla fine rientrerà nei giorni dei viventi quel primo risorto, col corpo rientrerà. Sarà nel mondo in potenza a rientrare. I viventi del mondo salverà tutti. Dal mondo a portarli sarà fuori. Sarà dentro un giorno a rientrare. Luminoso dentro sarà alla vista, sarà a portarsi con forte possanza. Così sarà nel mondo a riscendere. Sarà a rovesciare da tutti la perversità, porterà la fine della sorte del mondo. Dalle tombe saranno dalle porte ad uscire; del Potente figli saranno i popoli del mondo.

Giudici 14,18 – Condotti saranno dal primogenito vivi nel corpo dal Potente; li porterà ad incontrarlo. Col Risorto saranno ad entrare nella Città (del cielo) ove abita. Nel giorno usciranno settimo, dentro il cuore i corpi dei viventi staranno, abiteranno in quel primo entrando nella caverna foratagli nel mondo dai viventi. Dal mondo gli uomini condurrà ve li verserà vivi; alla porta di casa li deporrà. Usciranno a vedere questi da vivi la nube dove sta. Portati saranno dal primogenito vivi con i corpi nel Potente ad entrare. Per vivervi accompagnerà dal Potente i fratelli con i corpi risorti puri. A casa lo vedranno rivelarsi che il Crocifisso era del Potente l’Unigenito che a vivere giù venne . Per i viventi nella vita aiutare crocifisso fu.

Giudici 14,19 – Portato il Crocifisso giù dai potenti nella tomba a rialzarsi fu. Si riportò lo spirito del Signore che a riportarsi fu nel corpo. In aiuto in quel primo la risurrezione si riversò. Potente si portò l’energia e rifù cosi a vivere. Riuscì in vita il terzo (giorno). Fu a rivivere un uomo che portato era stato abbattuto nella tomba. Rivenne nella tomba la potenza. Fu a rialzarsi, si riportò nel crocifisso la vita. Furono ad indicarlo angeli fuori della tomba che del Potente era il Verbo portato in croce dai potenti, avevano spiegato l’enigma. A portarsi rifù dalla tomba alla vista, a parlare si riportò, e fu innalzato. A casa sta il Crocifisso dal Padre, sarà nel mondo a riportarsi.

Giudici 14,20 – E il Crocifisso nel mondo fu il primo a risorgere. A tutti la risurrezione per salvarli porterà, finirà nei viventi il male. Lui beati da compagna al Potente li porterà.

GIUDICI 15 – DECRIPTAZIONE
Giudici 15,1 – A riportarsi sarà nel mondo nei giorni dei viventi. Risarà dai viventi a casa. Nei giorni della fine risarà col corpo nella prigione. Per amore sarà dei viventi a riportarsi. Sarà la Parola al vertice sul sole, si porterà con gli angeli, riverrà quel primo risorto dalla croce per portare dentro la fortuna. Spazzerà, colpirà, chi fu nei viventi a portarsi, chi fu il primo ad essere ribelle al Padre. All’origine entrò prima nel serpente che la donna a segnare fu, entrò (poi) a chiudersi nelle generazioni del mondo. Ma col serpente si scontrerà, del tutto lo rifiuterà, da dentro sarà ad uscire dai cuori ove si portò all’origine.

Giudici 15,2 – A portarsi sarà quel primo dei viventi alla vista. Dentro risarà nel mondo, l’aveva detto che l’origine dell’amarezza avrebbe finito d’esistere, così sarà la risurrezione ad inviare alla moglie bella scelta da Lui. Il drago d’angeli (ribelli) entrato col serpente nei viventi col male spengerà col rifiuto. Fratelli porterà i tutti del mondo. Nel mondo verserà dal cuore l’energia che entrerà nei cuori e il bestiale nei viventi per l’angelo entrato finirà. Uscirà dall’esistenza l’angelo maledetto. Così il Crocifisso per strapparlo via risarà nel mondo.

Giudici 15,3 – Riporterà allo stato delle origini la vita nei corpi, la potenza rientrerà nei viventi con la risurrezione che nei viventi a bruciare porterà l’angelo, innocenti risaranno i tutti che stanno nel mondo. La Parola ai popoli dei viventi soffierà la potenza della risurrezione. In tutti risarà nei viventi la rettitudine che lo spazzerà. La luce rientrerà delle origini con l’angelo spazzato via rivivranno. Dai viventi il cattivo uscirà.

Giudici 15,4 – Portata che sarà al serpente la rettitudine, brucerà nei viventi che risorgeranno, si riporterà l’energia e risaranno in cammino per l’aiuto nel terzo (giorno). Ai viventi quel primo porterà la salvezza, la potenza risarà nei viventi portata sarà rovesciato chi li ammalava. Il riscatto ha recato. Sarà dalle persone il prostituirsi dentro per il maledetto colpito dall’energia. Dentro si riporterà la forza del Nome. Del Potente il Verbo sarà stato d’aiuto. Dell’Unico dentro ci risarà l’energia, rinnovati saranno, uscirà colpito l’angelo che dentro portavano. Il Crocifisso dentro tutti avrà recato la rettitudine.

Giudici 15,5 – Portati furono dentro dal nemico alle origini a stare in esilio dal Potente. Il Verbo fu per aiutarli nell’esistenza tra i viventi a portarsi. Sarà con la risurrezione il vigore dentro a rovesciare. Dalla morte per il soffio della risurrezioni potenti tutti saranno a rivivere ma sarà bruciato l’empio. Per Gesù dalla polvere i viventi usciranno li porterà nella eternità retti (in quanto) il verme in questi sarà finito.

Giudici 15,6 – E sarà quel primo che la vita ai corpi riporterà. Soffierà al serpente il fuoco, finirà nell’acqua bollente, si vedrà bruciare nel mondo. Questi riverrà per portare l’esistenza che all’origine vivevano, sazi del Nome simili ad angeli nell’assemblea di tutti gli angeli. Entreranno da innocenti tra gli angeli a stare per la rettitudine che ci risarà. Dal Potente nell’assemblea a versarli verrà. Il primo risorto, il Crocifisso, porterà e consegnerà entrando al Potente i viventi che da compagni porterà. Portati saranno a vedere il Potente, li condurrà in modo meraviglioso a bere l’essenza della vita e saranno tra i serafini condotti. Desiderava alla fine Lui con tutti dal Padre stare, entrerà a casa con la moglie.

Giudici 15,7 – A portarsi sarà l’Unico ai viventi col corpo. Il Potente uscirà per i viventi da sole portandosi tra gli angeli. Il primogenito che i viventi crocifissero vedranno risorto. Il portato ucciso per le ferite, quel primogenito che crocifissero da retto era l’Amen. Versato tra i morti, fu pianto dalla madre, era l’Unigenito. Lo vedranno, l’Unico, il Potente.

Giudici 15,8 – A condurre sarà gli afflitti, li porterà il Crocifisso che l’ha salvati e li verserà dall’Altissimo con i corpi retti. Dalla piaga gli usciranno alla gloria. La perversità che c’era nei corpi per l’essere impuro è stata bruciata nell’intimo. In pienezza si vedranno belli. I gironi del Potente vedranno. A sentire saranno l’amore i viventi.

Giudici 15,9 – Per recare giovamento recatosi in Palestina fu ai viventi a recare forza. La grazia portò dentro il Signore. Per aiutare il mondo a recare fu l’energia dal cuore. La risurrezione portò che dentro il vigore recherà.

Giudici 15,10 – Per portarla fu da primogenito a vivere in un corpo. Si portò in un uomo di Giuda il Potente. Una madre nel mondo l’Altissimo si scelse tra i viventi. Dall’alto fu un angelo a portarsi e fu a parlarle che si portava il Potente, a riempirle l’avrebbe portato il corpo col primogenito. La prescelta illuminò che per salvare si portava. L’angelo sentì per il Potente il “sia” che l’angelo riportò. Il Potente agì, ad accendere portò la prescelta, la potenza portò della rettitudine nella donna nel corpo. Lo fece per noi.

Giudici 15,11 – E a scendere si portò. Nell’illuminata la potenza accese. La segnò con la divinità. La Parola sarà a vivere in un uomo. La madre il Signore aiutò. Entrò la divinità che la riempì. Ad agire fu il Verbo che la riempì con potente azione. A sentire fu nell’utero la madre che lo portava (come) era stato detto. Di potenza accesa la madre, alla luce lo porterà. Per l’angelo (ribelle) uscirà il rifiuto, sarà a sbarrarlo nel tempo. La rettitudine ci fu tra i viventi nella placenta di una madre. Il figlio la porterà in Palestina ove sarà a vivere, ma nei viventi entrerà. Questa da quel primo in tutti agirà quando a risorgere sarà dalla croce. Per noi la porterà, sarà originata con l’acqua dal corpo che guizzerà fuori dalla piaga. Una donna compagna il Risorto porterà al serpente. Sarà con i retti apostoli ad agire. Del Risorto che fu in croce sarà del Potente nel mondo la vita.

Giudici 15,12 – Portata fu dall’Unico la madre che un corpo/popolo porterà. L’accompagna il Potente che origina pienezza al corpo con la rettitudine che scende. Gli apostoli recò il Potente a confini, nell’oppressione dentro fossero d’aiuto con la parola potente della risurrezione. Il Crocifissero sono ai viventi a recare, che era l’Unico. A vivere nel corpo il Potente entrò per salvare i viventi con la risurrezione, ne porterà l’energia entro il settimo (giorno della creazione) e la potenza sarà nelle persone tutte. La parola nel cammino a sentire portano i profeti del Crocifisso vivente.

Giudici 15,13 – E sono a dire che si riporterà per accompagnarli. Il Potente, dicono, a rifiutare con la rettitudine sarà l’origine della ribellione. L’angelo primo ribelle arderà con gli angeli che il drago hanno portato. Spento sarà nel sangue chi li porta ad entrare tra i morti. Col serpente si scontrerà. I viventi, che sono nell’oppressione portati a forza legati nella perversità, dentro rinnovati saranno. Per i viventi agirà dentro il Crocifisso. Sarà i viventi imprigionati ad aiutare con la risurrezione che sarà la vita a recare. Li tirerà su, la vita angelica rientrerà in pienezza, il Potente vedranno.

Giudici 15,14 – Dal mondo ci porterà al Padre Unico nell’eternità. Il Potente la vita porterà, dalla bocca del Potente a bere saranno la vita. Con grida di gioia li porterà; del Potente alla convocazione tutti condurrà. Li condurrà il Crocifisso all’ombra dell’assemblea dell’Altissimo. Recò lo Spirito il Signore, portò dalla croce ad uscire il vino. Nel mondo ad entrare in azione da casa del Crocifisso fu la Madre, la Donna, nel cui corpo dall’alto il seme portava. Il Crocifisso è a recare, con retta parola a dare da bere è ai viventi. Per la donna le moltitudini si vedono nel corpo portarsi, dentro al primogenito simili sono. L’acqua, che dal foro recò il primogenito forato da un’asta nel corpo, sarà a portare in seno la potenza; ce ne sarà a sufficienza a portarsi.

Giudici 15,15 – A recare fu ai viventi giù il maledetto nella vita il veleno, ma nei corpi l’amore ad irrigare ai viventi riporterà, il delitto nei viventi dall’essere impuro che porta ad essere rovesciati nella tomba con la perversità sarà spenta. Il divino soffio dell’Unico sarà a riaccendersi.

Giudici 15,16A portarsi fu l’Unico a vivere da povero vivente. Per un fuoco portare all’empio visse nascosto nella madre portato nell’utero e dall’utero nel corpo al termine fu di un vivente. A casa del serpente visse. Un veleno gli portava nel corpo. Ad uscire la rettitudine sarà dalla croce, essenza della divinità che soffierà agli uomini.

Giudici 15,17 – A recare fu nel mondo a riesistere la rettitudine che tutta a finire aveva portato il serpente insinuandosi nei corpi. E fu luce nel cammino, n’uscì vigore nei giorni in cui aiuto portava. La preziosa divina vita versò e con l’acqua uscì da Lui, dal corpo morto guizzò la vita.

Giudici 15,18 – A portarsi sarà chi ha sete. Una gran quantità portò, fu a versare dal corpo quel primogenito la divinità. Il Signore che la porterà fu a dirlo, che verrà l’energia dal Crocifisso. In croce dentro fu per aiutare il Servo, afflitto, crocifisso n’uscì una vittoria/salvezza, n’uscì glorioso. Uscì da aperta ferita, venne a recare nel tempo del mondo l’originaria vita portata a finire nel fango. La vita, all’origine portata ad abortire, nel Crocifisso era dentro, fu dalla porta aperta dal nemico a guizzare, un mare!

Giudici 15,19 – Portata fu da dentro, versò alla vista la divinità nel mondo. Fu con l’acqua a venire dalla piaga del Crocifisso alla luce una donna che nel corpo gli abitava. Guizzò dal chiuso dove stava e fu a scendere. Quel primogenito portò ai viventi la madre con gli apostoli. I viventi sono alle acque a recare. Sarà (in quelle) il risorto dalla croce a portarsi e in tutti si accenderà dentro lo Spirito che portandosi porterà a esistere la vita dall’alto. Retti innocenti (come) al principio i viventi usciranno dalla fonte. Nel mondo a versare portò alla vista una donna alle moltitudini. Vi abita del Potente la vita eterna. Nel mondo chi è a portarsi alla madre, entrando in questa vi entra.

Giudici 15,20 – A recare è del Risorto la parola nei cuori: di uno crocifisso fu a risorgere il corpo, la divinità l’abitava. Nei giorni parla della potenza della risurrezione che dal Crocifisso sarà nei viventi ad agire. Illumina le menti, è i viventi a rinnovare.

GIUDICI 16 – DECRIPTAZIONE
Giudici 16,1 – A portarsi sarà il Potente come sole e tra gli angeli lo vedranno. Questi, il Crocifisso, che dal mondo li avrà condotti, sarà alla vista. Il Risorto, i viventi, da moglie questi avrà portato. Tra gli angeli dal mondo la porterà a stare alla casa d’origine. In Dio saranno ad entrare.

Giudici 16,2 – Il Potente agì in questo crocifisso. Vi stava in pienezza, viveva nel corpo. In casa il peccatore a bruciare ha recato, l’angelo uscì che d’energia di perversità era stato a riempirli dentro portandosi. Recherà un fiume dentro che porterà la potenza e uscirà il serpente che c’è. In una fiamma di fuoco il nemico entrerà, la rovina nel corpo gli porterà. Portato fu in croce il carpentiere, ma per la rettitudine la potenza riuscì di notte, gli rientrò la potenza, ricominciò a vivere il corpo. L’Eterno alla luce uscì del mattino, si riportò nel mondo l’ucciso, dagli apostoli a rientrare si portò.

Giudici 16,3 – A portarsi fu il Risorto così a casa ad illuminare la madre. Il Risorto si portò dagli apostoli. Lo videro a porta chiusa salire, entrò in potenza. Era il Potente del mondo, ma obbediente dalla madre in casa nascosta su fu ad entrare di notte. Entrato portò forza ai fratelli. Questi separati tutti si portarono alla crocifissione. Il Risorto rividero col corpo entrare. Videro che stava col corpo, portava dentro il Risorto i segni, era stato aperto da vive ferite queste portategli in croce ed era forato, si vedeva il seno da cui l’acqua uscì. A casa il corpo che era stato nella tomba riportò. Fu il Risorto dal seno della potenza della rettitudine a segnarli; il soffio fu a recare. A recare fu ai nascosti la divinità. Nel corpo della donna entrò. Uscì alla vista un fuoco sui compagni, la potenza nelle persone fu a chiudersi, dentro il corpo si portò degli apostoli.

Giudici 16,4 – A recarsi furono nel mondo. Furono di fratelli un corpo forte a fondare. A portare è per amore la donna figli nelle assemblee al Potente. Illuminati porta nel corpo con la speranza della risurrezione. Nelle acque entrano, liberati sono dal serpente nell’uscirne.

Giudici 16,5 – Portato a spazzare il serpente, si riporta la divinità che era uscita per il ribelle angelo che c’era. Con la parola potente della risurrezione dalla croce è la madre a portarsi. È l’origine dell’amarezza portata dal serpente ad uscire. Il Verbo crocifisso sono a desiderare e si porta dal corpo/chiesa/popolo il nemico a vivere fuori. La rettitudine nelle assemblee reca nel cammino. Aiuto reca accompagnando. Dentro i viventi rientra energia, che portandosi, a rendere perfetti reca e dall’essere prigionieri dell’angelo li porta fuori. Da bastone per il serpente agiscono gli apostoli portando il crocifisso e recano a chi l’incontra la grazia. Portano in dono nel cammino agli uomini di Dio la parola e le centinaia di rettitudine riempiono per il Verbo.

Giudici 16,6 – Portando il Crocifisso del ribelle serpente è la potenza ad uscire. Al maledetto la risurrezione di un vivente da fuoco gli si porta e gli apostoli lo raccontano al mondo. L’angelo maledetto è da dentro i viventi ad uscire. Per il vigore della rettitudine scappa l’essere impuro del serpente e da dentro i viventi escono finalmente dall’essere legati, il serpente domano con la rettitudine.

Giudici 16,7 – Si portano con forza a dire che Dio sono nel mondo a servire. Si portano gli apostoli uniti alla madre. Sono per l’Unico a riempire il corpo/Chiesa di frutti nel settimo (giorno). Nel mondo è del Crocifisso irrigata la fresca parola di vita. A centinaia gli illuminati il corpo/Chiesa potenziano. Di fratelli una moltitudine portano e malattia finiscono per la forza recata nel mondo che è la forza del Crocifisso. Retti fratelli aiutano nel mondo l’umanità.

Giudici 16,8 – Portano forza per rialzarsi e del Potente esce la pienezza. Canti belli al Potente risorto dalla croce che è a salvarli dentro si sentono nel mondo. In un resto c’è di viventi il vigore, risono a vivere felici. Rifiuto nelle assemblee le moltitudini portano e finisce il legame con la perversità bestiale.

Giudici 16,9 – Porta nel mondo all’Unico un corpo. Casa è del Risorto. Dentro il Potente entra ad abitare nelle assemblee. In aiuto al corpo porta del Crocifisso i detti. Di Dio è portata la parola che con potenza illumina. Il Crocifisso è il Vivente, di Dio è la rettitudine ad accendere, i viventi ad illuminare porta. Figli indica che verserà all’Unico. Dal Crocifisso ad uscire fu dalla croce l’irrigazione dalla piaga. La Donna dal corpo fu ad inviare il Crocifisso per riversare la parola. Dal Crocifisso fu a guizzare nel mondo l’energia. Agendo, un corpo/Chiesa per il Crocifisso dentro concepisce, è con l’annunciare il primo risorto reca il rifiuto all’angelo (ribelle) e la conoscenza della rettitudine nelle assemblee porta.

Giudici 16,10 – La portò dalla croce al primo essere ribelle. Dalla notte si uscirà del maledetto. A servire la portò con gli apostoli nel mondo, con energia uscirono. Uscita dal colle della croce dentro è a recare del Crocifisso le parole. Il maledetto è dalla rettitudine colpito da dentro essendo del seno del Crocifisso uscita. Spiega al mondo con gli apostoli che Dio fu dentro un vivente; vi entrò per finire il primo ribelle.

Giudici 16,11 – A portarsi è a dire che Dio fu nel mondo in un primogenito. Della madre l’Unico a riempire portò il corpo. Fu dal primogenito riempita. Dal corpo portò il frutto. Agì dentro la prescelta, le fu nelle midolla. D’aiutarlo illuminata fu. Visse per la donna nel corpo il Potente. Dell’Unico un angelo vide luminoso, entrò in casa. Entrò dalla madre un angelo al mondo portato di nascosto. Al Potente fu dalla prescelta il “sia” portato. Ad entrare fu l’Esistenza nella prescelta. Fu così l’Unico nella prigione per aiutare nel mondo l’umanità.

Giudici 16,12 – Si portò nella prescelta versandosi nella prigione per liberare. È il serpente nel mondo ad agire dentro tutti, essendo nelle midolla impedisce/ sbarra la resurrezione che ci sarebbe alla morte. Legati nella perversità bestiale li ha portati confinandoli dagli inizi tra gli esseri ribelli. La maledizione fu a recare la Parola al serpente. Illuminò la prescelta che gli sarà madre. L’Altissimo di rettitudine l’accese per i viventi accendere portandosi. L’energia avrebbe portato nel mondo dell’Unico alle moltitudini. Sarà ad illuminare chi abita dentro in prigionia, l’aiuto un corpo porterà ove sarà l’energia in tutti. La riversò alla madre in seno. Del Potente il seme a tutti è a recare dentro con l’annuncio nei cuori.

Giudici 16,13 – Portò per tutti quel primogenito la madre per calpestare il serpente. (In Lei) è la potenza entrata di Dio. A servire si portò con gli apostoli l’Eterno nel mondo. Inviata nel mondo uscì dal colle della crocifissione. Da dentro fu a portarla il Crocifisso per aiutare. Dentro un corpo di Dio ci fu la rettitudine. Questa dentro era nella madre che ad uscire in cammino fu. Aiuta nel mondo il Potente. Fu da dentro con l’acqua uscita dalla croce dal primogenito (quello fu il primogenito e tutti i cristiani sono gli altri figli della madre) dal foro nel corpo portatogli fu da quel primo dai viventi vista guizzare. Fu ad uscire dal primogenito morto. Quel primogenito col corpo in cammino rifù a venire risorto a casa in vista della madre nascosta. Il potente soffio le portò, segnò il corpo della donna. È ad agire la madre nel mondo, i viventi riempie della rettitudine del Crocifisso.

Giudici 16,14 – Portò il Crocifisso la prescelta. Versata in azione da casa fu dal Crocifisso. Per aiutarlo si portò ai confini a parlare di Dio. È la rettitudine con la parola del Potente ad accendere. Indica che risarà tra i viventi l’Altissimo. La rettitudine accesa nei viventi la risurrezione porterà per l’energia che porterà. Sarà la forza riversata che rialzerà i viventi, da rinnovati tutti porterà e risarà la pienezza ad agire. Verrà a portare a tutti l’aiuto. Rientrerà quel primogenito in cammino. Li porterà a venir fuori dalla prova retti alla fine.

Giudici 16,15 – Si reca la prescelta a dire che Dio sarà a riportarsi. Origine fu di rettitudine quel crocifisso. Diceva che per amore in croce fu. La rettitudine portava nel cuore. Afflitto che fu l’energia da quel primo in croce fu da una ferita ad uscire. Il terzo (giorno) la faccia rivide, vivo fu dalla madre. Rientrò il Crocifisso potente, alla prescelta in casa fu a portare la potenza. Per il primogenito entrò in cammino, (con Lei) la legge divina del Potente fu dentro ai viventi ad entrare. Il Vigore della rettitudine nel cammino in aiuto le porta il Potente.

Giudici 16,16 – Portata fu nel mondo a resistere la rettitudine che era uscita. Giù obbediente al Potente porta dentro la parola. Di Iah la sposa nel mondo è. I viventi sono alle acque portati del Crocifisso, ve li versa. S’alza un corpo che porta il segno della divinità scesa. La perversità dell’angelo superbo che fu nel serpente muore.

Giudici 16,17 – A riportarsi sarà nella gloria nel mondo il primogenito Crocifisso, che il perfezionare dentro porterà. A riportarsi sarà quel primo dai viventi. Col corpo in potenza entrerà per cambiarli, rientrerà la potenza delle origini. Dell’innalzato agisce la potenza nel corpo della donna ove sta la rettitudine. È l’energia di questa a stare nel corpo/Chiesa. La divinità nel mondo sono i viventi ad incontrare. È l’energia da dentro il cuore inviata del primogenito. Ai viventi è il primogenito la madre a rivelare nelle assemblee. In croce gli fu portato un foro nel corpo dai viventi. Con l’acqua ad inviare fu la rettitudine che vita reca. Dalla tomba (infatti) ove stava il Crocifisso fu a riportarsi nel mondo. La forza che sta nel Crocifisso è la rettitudine. Per la sposa entra negli uomini.

Giudici 16,18 – Portando per il Crocifisso un corpo inizia il liberare che ci sarà dal serpente nel mondo con la rettitudine. C’è nel mondo nel cammino la forza per liberarlo. Dell’Unico la perfezione nei cuori reca e completamente illumina, il vigore porta del Crocifisso. Convocano per il Potente gli stranieri gli apostoli che sono nella parola dal Potente illuminati. Tutti sono con la parola ad iniziare che dai viventi col corpo l’Altissimo si riporterà nel mondo. Con la Parola nei popoli la rettitudine è ad entrare, chi in cammino è a liberare, venendo della rettitudine la potenza nei cuori a recare, li porta a rialzarsi. Portato Dio è nel mondo agli stranieri. Gli apostoli che stavano in Palestina sono nell’acqua a portarli, è con l’azione la potenza a portarsi ad entrare della rettitudine. La pienezza del soffio dentro ristà nel sangue.

Giudici 16,19 – Si riporterà il Crocefisso, risarà il Risorto con gli angeli nel mondo, riporterà dall’alto la benedizione. Il Signore alla fine si verserà alla vista in potenza. L’uomo portato in croce che ricamminò potente dalla tomba prima della fine del settimo (giorno) dai viventi dell’ammalare il soffio porterà la fine nei corpi. Quel primo la risurrezione porterà e tutti al trafitto guarderanno che l’energia recherà. Il Crocifisso da dove l’asta portata fu a bucarne il corpo la rettitudine a chiudere porterà nei viventi che rialzarsi saranno al portarsi.

Giudici 16,20 – Porterà a tutti l’originaria vita. Guariti dal serpente con la risurrezione tutti saranno i viventi. L’Altissimo così accenderà i viventi simili ad angeli e sarà a rovesciare giù, salvandoli, dall’angelo che in tutti si portò. Porterà quel primo che l’amarezza originò, a scendere. Il Padre il Verbo in azione in un vivente lo portò ad incontrare il nemico per bastonare per la perversità. Per il maledetto da calamità agirà la rettitudine. Fu la forza ad uscire per un’asta entratagli da uno straniero che con l’acqua l’innalzato fu a recare.

Giudici 16,21 – A portarla sarà quel primo dal petto e nel mondo si porterà il soffio potente che risorse il Crocifisso che sarà la vita a portare. Saranno innocenti i corpi e verranno alla sorgente da cui è stata portata e saranno a portarsi nel corpo. Sarà ad aiutarli a portarli dall’Unico e tutti li condurrà. Vedendo questi il Crocifisso, vi entreranno e saranno nel primogenito nel foro del corpo a portarsi. Entrati, li porterà a casa. Li guiderà il Risorto Crocifisso in cui si saranno i viventi portati. Saranno gli entrati a stargli nel cuore da cui portò la grazia.

Giudici 16,22 – Portata che sarà nelle tombe la potenza per bruciare il nemico si vedranno i risorti portarsi potenti. Giù nelle midolla la rettitudine dell’Unico avrà acceso i corpi in cui scorrerà il vigore.

Giudici 16,23 – Porteranno gli stranieri gli angeli a stare in Palestina. Dalla destra dell’Unigenito dal foro da cui il soffiò portò guizzeranno. Nella ferita dentro si chiuderanno. Nella gloria rinati a scorrere si porterà l’energia per il maledetto dall’esistenza reciso. Nella gioia dal mondo si porteranno a stare in quel primo a vivere nel corpo: Li porterà in dono a Dio, del mondo sarà il frutto. Sarà stato giudicato da portare a venire bruciato. Vivo nel fuoco porterà l’angelo nemico, vi abiterà.

Giudici 16,24 – I portati che gli staranno nel corpo il primogenito porterà all’Unico. La fine si porterà del mondo. I popoli portati saranno alla lode. I condotti verranno nella divinità ad entrare. Saranno ad uscire dalla piaga che c’è nel primogenito, vivi con i corpi i portati in dono a Dio. Ad uscire sarà il frutto che sarà stato giudicato di portarlo dal primo all’ultimo. Dell’Unico li porterà ad essere figli e li condurrà all’Unico integri avendo chiuso la lite in terra che l’angelo portò. Con la riportata originaria vita con i corpi riconcepiti vi abiteranno gli entrati che verranno nell’assemblea del potente, del Potente saranno nei pascoli.

Giudici 16,25 – Porterà chi stava nel mondo, a essere retto. Saranno dal cuore i portarti dentro al cuore vivi condotti nell’Unico. Di vita si sazieranno, Dai convocati si porterà il Potente luminoso, ai viventi simile, con gli angeli si porterà, sarà luce nell’assemblea a riversare. Del Potente nei pascoli li condurrà il Diletto che dal pazzo con la risurrezione li avrà salvati e tra gli angeli i viventi abiteranno. Saranno tutti entrati dell’Unico nei gironi. Lanciati sono stati i viventi portati per stare a scherzare col Potente in persona. Saranno dal mondo i viventi portati a stare alla presenza. Di portarsi desideravano tutti e dentro saranno tra gli angeli i popoli. Ne porterà per mano un mare.

Giudici 16,26 – Riportata che sarà la primitiva vita nei corpi, risorti i viventi, luminosi si porteranno per l’energia divina. Usciranno giovani per l’uscita dai viventi del nascosto. Colpito con forza, avranno riversato da dentro chi era impuro. Uscito l’angelo che s’era nascosto entreranno dall’Unico. E tutti saranno i portati dal mondo a stare in una vita rinnovata. Saranno a venire i risorti a stare nella vita beata. Entreranno dentro ove sono tutti gli angeli per la rettitudine portata. Tra gli angeli dell’Altissimo saranno ad entrare i viventi. Porterà la moglie alla vista degli angeli; innalzati saranno dal mondo i viventi.

Giudici 16,27 – Porterà gli entrati dentro a stare tutti nella pienezza. Ad incontrare il Risorto saranno i viventi. Portati dal mondo, tra gli angeli posti, portati dal Risorto, i viventi entreranno da sposa. Nei gironi canti saranno a portare nel vedere il Potente che entrerà camminando. Camminerà col volto il Potente, il Risorto dalla croce sarà. Vivo per la rettitudine il terzo (giorno) il Crocifisso, di Dio il Verbo era. Vivi gli uomini porterà da moglie. Quelli del mondo a vederlo saranno da vivi. A casa i risorti nell’assemblea ha portato a versare. A servirli si porteranno gli angeli.

Giudici 16,28 – Porterà il Diletto la moglie, salva l’ha recata dall’angelo maledetto che fu la perversità a recare. Fu l’origine dell’essere ribelli. L’unico punito è stato dal Signore. A questi la rettitudine dal corpo il figlio dell’Unico ha recato dal petto a rovesciare l’angelo fu. Belli per la riiniziata rettitudine usciranno alla vista. Nel Verbo i viventi entreranno nella ferita aperta, entreranno in Dio quelli del mondo, sarà i viventi a portare all’Unico innocenti. I viventi entreranno tra gli angeli in alto da fratelli del Crocifisso per vivere col Risorto tutti. Saranno alla sorgente dov’è la vita. Con la bocca del Potente a bere saranno la vita.

Giudici 16,29 – Portati che saranno dal Potente il Verbo il Crocifisso da sole si porterà tra gli angeli. Verranno col Risorto gli apostoli che furono ai popoli a portarsi. Ad aiutare furono nel mondo il Crocifisso di cui portarono la rettitudine. Beati entreranno dentro ove sta il Crocifisso. Con la rettitudine hanno recato l’energia dell’Altissimo nel mondo. I viventi portati saranno nei gironi a vivere tra i retti con l’Altissimo. Sarà ad entrare la Madre dell’Uno che dentro alla destra si porterà, e i fratelli che l’aiutarono dentro alla sinistra si porteranno.

Giudici 16,30 – A portarsi fu l’Unico a vivere nel corpo, per servire si portò. Inviato in croce tra i morti dall’angelo superbo fu rivisto in vita meraviglioso risorto. Dalla croce fu in vita a riportarsi. Fu dal cuore da dentro la rettitudine racchiusa a recare. Fu (poi) il soffio della potenza a rientrare da dentro fu il Crocifisso a rialzarsi. Dal forato corpo l’energia fu ai viventi a recare, dall’innalzato la sposa uscì in azione con l’acqua. La moglie le moltitudini portò quando a portarsi fu per il mondo. Fu a portare a entrare uomini in forza, a centinaia. Del Risorto nel corpo. Ad entrare nell’acqua sono tutti. Da dentro la morte porta le moltitudini a riessere in vita, nella vita beata. Ad entrare nelle acque è il Crocifisso, la vita è a recare.

Giudici 16,31 – A portare è un corpo con l’aiuto che reca. Fratelli sono a portarsi a cui porta la rettitudine nei cuori. È del Crocifisso il Padre. Il Signore a portare la risurrezione desiderata, verrà a recarla, e sarà dall’alto a riportarsi. A portarla sarà nei sepolcri. Al riportarsi dell’Unico si porterà la fine. Recherà dentro ad esistere l’energia che scenderà nei corpi in azione che fuori li riporterà. Dentro risarà l’energia delle origini a riaccendere di tutti i corpi dentro i sepolcri. La vita angelica riporterà a chiudere. Dal Padre sarà a portarli; li condurrà Lui. I risorti nel Verbo nel cuore verranno. Saranno nel Risorto i corpi. Dio vedranno i risorti in alto che nella luce degli angeli entreranno.

L’ANGELO SANSONE
La decriptazione fornisce un testo concreto ed esauriente.
L’attenta lettura consente di apprezzare la logicità del testo.
Trattasi di un vasto e compatto complesso di profezie messianiche.
La risposta compiuta a queste si trova nella storia di Gesù di Nazaret, il Nazareno, cioè il consacrato a Dio, che si legge nel Nuovo Testamento.
Lui è il sole, ma il sole vero.
Sottolinea il Vangelo di Giovanni “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.” (Giovanni 1,9)
“Non vi sarà più notte e non avranno più bisogno di luce di lampada, né di luce di sole.” (Apocalisse 22,5)
Nel capitolo 10 del libro dell’Apocalisse si legge: “Vidi poi un altro angelo, possente, discendere dal cielo, avvolto in una nube, la fronte cinta di un arcobaleno; aveva la faccia come il sole e le gambe come colonne di fuoco. Nella mano teneva un piccolo libro aperto. Avendo posto il piede destro sul mare e il sinistro sulla terra, gridò a gran voce come leone che ruggisce. E quando ebbe gridato, i sette tuoni fecero udire la loro voce. Dopo ché i sette tuoni ebbero fatto udire la loro voce, io ero pronto a scrivere quando udii una voce dal cielo che mi disse: Metti sotto sigillo quello che hanno detto i sette tuoni e non scriverlo…Poi la voce che avevo udito dal cielo mi parlò di nuovo: Va’, prendi il libro aperto dalla mano dell’angelo che sta ritto sul mare e sulla terra. Allora mi avvicinai all’angelo e lo pregai di darmi il piccolo libro. Ed egli mi disse: Prendilo e divoralo; ti riempirà di amarezza le viscere, ma in bocca ti sarà dolce come il miele.” (Apocalisse 10,1-4, 8-10)
Anche se alcuni vedono in parallelo le visioni di Ezechiele, che peraltro, convengo, hanno evidentemente contribuito, e non poco, alle varie visioni dell’Apocalisse, nello specifico vi sono, però, i tanti elementi, che ho evidenziato, che mi portano a riconoscere in questo angelo lo spirito di Sansone, o meglio una visione del suo corpo glorioso:

  • 1 è un angelo possente;
  • 2 avvolto in una nube vuol far comprendere che vela una persona;
  • 2 ha la fronte cinta di un arcobaleno a ricordo dei suoi capelli;
  • 3 ha la faccia come il sole chiaro riferimento al nome di Sansone;
  • 4 ha gambe come colonne per indicare la sua forza.

Vi sono tanti elementi, che ho evidenziato, che mi portano a riconoscere in questo angelo lo spirito di Sansone, o meglio una visione del suo corpo glorioso:

  • 1 è un angelo possente;
  • 2 avvolto in una nube vuol far comprendere che vela una persona;
  • 2 ha la fronte cinta di un arcobaleno a ricordo dei suoi capelli;
  • 3 ha la faccia come il sole chiaro riferimento al nome di Sansone;
  • 4 ha gambe come colonne per indicare la sua forza.

Vi sono poi riferimenti al racconto, un piccolo libro aperto, ossia il testo di quei 4 capitoli dei Giudici, che possiamo considerare il libro di Sansone, con gli accenni al leone che ruggisce e divoraloin bocca ti sarà dolce come il miele.
Mi restava però da comprendere cosa fossero i sette tuoni e la loro voce ripetuto più volte in quel brano del libro dell’Apocalisse e come potessero avere attinenza col libro di Sansone e con la sua storia.
In effetti, in quei quattro capitoli del libro dei Giudici che riferiscono la storia di Sansone la parola “sette” è ripetuta proprio sette volte, precisamente:

  • 2 volte in Giudici 14,12 e 17, quando parla dei sette giorni per risolvere l’enigma;
  • 2 volte in Giudici 16,7 e 8, quando dice che dovrebbe venir legato con sette corde fresche di arco;
  • 3 volte in Giudici 16,13-14 e 19, quando parla delle sue sette trecce di capelli.

Pensiamo per un attimo che all’angelo volesse proprio rappresentare Sansone idi cui dice aveva la faccia da sole e stava in una nube.
Il racconto dell’Apocalisse precisa qualcosa sui capelli, li sottolinea, e precisa che erano come l’arcobaleno e le trecce di Sansone erano sette come i colori che lo formano.
Quelle trecce pendenti dal capo in forma di frecce attorcigliate in questa visione allegorica del corpo glorioso di Sansone divengono fulmini lanciati di cui si vede lo splendore ed allora si devono pur sentire anche sette tuoni o voci.
Vediamo più nel dettaglio; la parola usata nel testo dei Giudici per queste trecce è “machelapot” ed in essa scorgiamo “potente ” “parola bocca … voce”.
Questo angelo del capitolo 10 dell’Apocalisse annuncia l’imminenza del castigo finale, infatti machalah è malattia infermità, quindi si può pensare di “mallattie/infermità () parla che si porteranno alla fine “.
Dulcis in fundo si parla di un libro sigillato, quindi… leggo… criptato, ma che l’autore dell’Apocalisse ha sicuramente scrutato ed interpretato.
Questo pensiero nuovo ed inatteso, la cui idea mi si è presentata alla fine del lavoro, mi ha entusiasmato perché da un valore ancora più importante a quanto ottenuto

NELLA GLORIA, SANSONE – PICCOLO SOLE – ANNUNCIA IL MESSIAultima modifica: 2018-06-26T17:31:41+02:00da mikeplato
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