IL SIMBOLISMO DEL CANE

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di Mike Plato

L’antica abitudine di ornare gli atri domestici di figure o statue o mosaici canini non è sorta per i motivi addotti dalle antiche cronache. Evidentemente, come tutte le cose, il cane è un simbolo, una figura di qualcos’altro. Il simbolo è semplicemente il contenitore formale di un’idea sostanziale. Il simbolo è un’ astrazione e, in quanto tale, è una metaforà di unarealtà superiore, invisibile e, ancor più, intima. Grave è quando il simbolo-guscio, ovvero il simboleggiante, prende il sopravvento sul simboleggiato svuotando il simbolo del suo significato intrinseco. Si pensi all’operazione della Chiesa Romana di aver svuotato il testo evangelico dei suoi misteri iniziatico-esoterici per offrire ai fedeli solo una carcassa, e si comprenderà cosa voglio dire. Quest’operazione di svuotamento avviene tutti i giorni in ogni dove, in quanto l’umanità materialista, esclusivamente attenta all’esteriorità dei fenomeni, ha perso quasi completamente l’abitudine a leggere i simboli, opvvero la lingua dello spirito, lingua unificante al di là di tutte le lingue e i linguaggi babilonesi planetari. La massa profana vede ma non comprende perchè, ad esempio, v’è quasi sempre una pigna all’apice di un pilastro o di una coppia di pilastri da cancello. Vede la pigna ed è una pigna. Come vede dei leoni in pietra a guardia di una proprietà privata. Essi sono leoni, non altro. Ergo, quando il profano legge che Cristo entra nel tempio e caccia i mercanti, vede solo un uomo impazzito o fuori controllo che entra in un ambiente fisico a litigare con altri individui. E così il dogma del “mistero della fede” rimane tale. Ci si chiede, quindi, quale sia la realtà che spingeva gli antichi a disegnare o a scolpire cani nelle case. Il Cane, in molte case, assume una funziona di guardia della casa e protezione dei suoi abitanti. Egli tiene lontani ospiti non invitati ed indesiderati. Gli antichi alludevano spesso all’archetipo della difesa e della custodia legato al cane. Greci e Latini divinizzarono il cane perchè vedevano in lui un analogo dei Lari, custodi e protettori delle famiglie. Il loro servizio era identico, e l’idea spirituale li accomunava. Nonostante il feticismo panteistico tipico di quelle epoche tendeva a divinizzare ogni cosa, v’era qualcosa di sacrale nel simbolismo del cane, e gli antichi lo sentivano. Spesso e volentieri erano convinti che i cani fossero più efficaci dei Lari a tener lontani i ladrei. L’ebraismo, che aveva fin dalle origini abiurato il simbolismo animale tipico dell’Egitto, non utilizzava il cane per simboleggiare la protezione del focolare domestico e per tener lontane presenze mefitiche, sia umane che eteriche. E’ scritto in Esodo che Dio incaricò gli israeliti in Egitto di marcare lo stipite della porta di casa con sangue d’agnello per evitare che l’angelo sterminatore entrasse e compisse la sua opera. E ancor oggi non solo trra gli ebrei ma anche in ambiente magico si usa marcare lo stipite della porta con sangue d’agnello, sangue proprio o un triangolo rosso (in sostituzione del sangue rosso) onde tener lontani uomini e spiriti indesiderati. Certo, l’ebraismo come l’islam, sono refrattari agli idoli, ma qui parliamo di un simbolo e cerchiamo di spiegare le motivazioni che hanno spinto gli antichi a porre un disegno o una scultura canini fuori da un giardino o nell’atrio di una casa (Ausonio, commentatore di Petronio, lo conferma parlando di cani scolpiti o dipinti nel muro), come anche a porlo ai piedi delle tombe dei morti, caso non infrequente sulle tombe dei cavalieri medievali. Ancor oggi possiamo vedere a Pompei in alcune case delle nicchiette in cui venivano collocate le statuette degli dèi protettori della famiglia, e vicino ai numi era un cane. Il Nieupoort, esperto in storia romana, in Rituum qui olim apud romanos obtinuerunt succinta explicatio scrive: «era antica usanza tenere i cani presso le statue del Lari…nel larario, in molti casi, si collocavano immaginette di cera dei Lari vestiti di pelle di cane». Ovidio, non certamente privo di intuizione simbolica, scrive nei Fasti: «E quale fu la ragione che stavasi al Lare il can vicino? A guardia entrambi stan della magione. Le vie son simili di questo a quello. Fido è il Lare e fido al padrone il cane. Molesto al ladro è il Lare, e anche il cane. Vigile è il Lare, e il cane ancor sta vigile». Il concetto di vigilanza (tipica anche di Cerbero, cane a tre teste) e di fedeltà sono gli archetipi sottesi alla figura canina, come mostrato opportunamente da Ovidio. Cristo stesso, seppur non in modo palese, appare come un cane pastore pronto a difendere le sue pecore (Giovanni 10:2), a tal punto che il termine ebraico usato da lui per invocare il Padre nell’intimo, ossia Abbà, è la radice del termine “abbaiare”. Per tornare al cane delle case, occorre dire che col tempo l’usanza di tenere cani da guardia vivi scemò a causa della diminuzione delle effrazioni, per cui si può supporre che il cane disegnato o scolpito sostituì quello vero; ma di certo questo non sminuisce il valore esoterico del simbolo che si lega all’archetipo del cane. Questo animale è un simbolo dell’iniziato che cerca di far propri gli attributi tipici del cane: la difesa, la fedeltà e la sottomissione al padrone. Infatti l’iniziato, il Caino (cane), difende la tradione spirituale e il deposito sapienziale conferitogli; è fedele al Padre che è nell’intimo; gli è sottomesso. Sono attributi talmente importanti da far si che in Egitto l’iniziato-sacerdote era simboleggiato da Anubi, il dio dalla testa di cane. Anubi era l’Upuaut, colui che viene prima, il precursore dell’Io superiore. Anubi doveva fedeltà ad Osiride, l’uomo o Dio interiore, spesso ritratto curato dal Cane anubiano nello stesso modo in cui il buon samaritano si occupa di curare il Cristo ferito e lasciato mezzo morto sulla via dai ladroni (Arconti). La testa di cane anubiana, simbolo dell’iniziato come cane o cavalcatura di Dio, diventa la testa del Dio messicano Xolotl, ma anche di San Cristoforo, ovvero “che porta Cristo” essendone la cavalcatura. Cristoforo cinocefalo è palesemente un prestito del simbolismo pagano (egiziano) al mondo cristiano. Ed è probabilmente da questo antichissimo simbolo che promana l’espressione volgare “dio cane”. Il cane gode di un simbolismo lunare perchè legato all’anima. Nella coppia astrale Orione (Osiride-padre-spirito)-Sirio (Iside) madre-anima, non a caso Sirio è denominata “Stella del Cane”…perchè sembra seguire il paredro Orione, non a caso il cacciatore. Inoltre il cane era psicopompo, quindi figura di Hermes –Mercurio. Di qui l’usanza citata di porne una statua ai piedi della tomba dei cavalieri, come avveniva nell’antico Messico ove i cani venivano collocati nelle tombe. Quindi il cane è ctonio, legato al mondo sotterraneo, simbolo di ciò che è nascosto, perchè il cane-iniziato si occupa di cercare il nascosto, ovvero cercare nell’intimo. E questa cerca iniziatica (di sè stessi), questo seguire le traccie, è un altro archetipo canino. Il cane appare sulla scena del sacrificio mitraico con la stessa valenza. Come per tutti i simboli, v’è anche un lato oscuro nel simbolismo canino: poichè il cane è animale da branco, al contrario del solitario gatto, è simbolo dell’uomo profano che ama mescolarsi nella massa indistinta. Cave Canem sarebbe quindi un’espressione iniziatica con cui un’elite, che sia sacra o meno, invita i suoi membri a stare attenti alla “gente grossa”, come veniva definita da Dante (Inferno 34.31). Nell’islam, il cane rappresenta ciò che c’è di più vile: mangia i cadaveri, mendica, raccoglie le briciole e gli scarti. Nei sogni, cani feroci sono a guardia dei tesori dell’inconscio, simbolo di vizi e debolezze che impediscono all’uomo di accedere ai propri talenti animici. Ma da sempre, le teste di cane, i cinocefali, sono il simbolo universale dei figli di Dio che come Argo nell’Odissea attendono con impazienza che Ulisse-Messia ritorni ad Itaca. Ed essendo l’iniziato uomo che cerca l’immagine e somiglianza divina primordiale, conscio del fatto che l’uomo è speculare a Dio, non deve meravigliare che l’inglese Dog (Cane ) rovesciato è God (Dio)

IL SIMBOLISMO DEL CANEultima modifica: 2018-11-30T18:04:34+01:00da mikeplato
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