ALICE BAILEY, PENSIERO E OPERE

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di Mike Plato

E’il 1915 quando l’inglese Alice Bailey, già nella Teosofica dal 1915, entra in contatto con un Maestro chiamato il Tibetano” identificato con uno dei Maestri di cui aveva parlato Helena Petrovna Blavatsky, ovvero Dywal Khul, che le “detterà” ventiquattro volumi di filosofia esoterica. Quel giorno del primo contatto con il Tibetano (narrato nella sua Autobiografia incompiuta, pubblicata nel 1951), Alice ha da poco accompagnato le bambine a scuola e, mentre siede pensierosa su di una collinetta, ode una nota musicale che vibra fin dentro la parte più intima del suo essere. Poi sente una voce: “Si desidera che certi libri siano scritti per il pubblico. Tu puoi farlo. Vuoi?“.  Senza esitare ella risponde negativamente asserendo: “Non sono una sensitiva e non voglio essere coinvolta in nulla del genere”. Il Maestro D.K., con la calma dei Grandi Esseri, le dice che i saggi non esprimono giudizi frettolosi e che tutto ciò non avrà rapporto alcuno con lo psichismo inferiore, ma che in ogni caso le avrebbe dato tre settimane di tempo per riflettere. Puntualmente, allo scadere del tempo previsto la voce le parla nuovamente, ma ancora una volta lei rifiuta. Il Maestro la prega di riconsiderare la questione dicendo che sarebbe tornato dopo altre due settimane. Questa volta qualcosa si risveglia dentro Alice, ed anche se ancora con qualche dubbio, alla fine dei quattordici giorni accetta. È allora che riceve i primi capitoli di “Iniziazione Umana e Solare”. Con il passare del tempo, la trasmissione tra Alice ed il Maestro diviene sempre più assidua a livello interiore mentale. Agli inizi la tecnica è di chiaroudienza, ma con il passare del tempo le due menti saranno talmente unite che non sarà più necessario. Oramai i pensieri del Tibetano sono immediatamente captati da Alice quando li inserisce nel suo mentale. Tutto questo però accade in perfetta integrità di coscienza senza la minima alterazione. Inoltre, la Bailey ha sempre focalizzato l’attenzione sul fatto che tutti i testi da lei scritti erano da attribuire al Maestro in ogni concetto in essi espresso. Tutti gli argomenti, i simboli ed i diagrammi sono proiettati direttamente dalla mente del Tibetano a quella di Alice che li interpreta immediatamente tramite intuizione. In trent’anni di collaborazione saranno pubblicati ben diciotto libri dettati dal Maestro, più altri sei scritti di suo pugno, Nel 1920, la teosofa Annie Besant rigetta le rivelazioni del Tibetano e rompe con i coniugi Bailey. Da allora, le rivelazioni di Alice Bailey si sono diffuse negli ambienti teosofici e in altri ambienti, esercitando, per esempio, un influsso, decisivo sulla successiva nascita della New Age (per la sua focalizzazione sull’Era dell’Acquario imminente), senza un’organizzazione formale particolarmente forte. Questo spiega perché, dopo la morte di Alice Bailey nel 1949, e ancor più dopo quella di suo marito Foster, che aveva mantenuto una certa unità del movimento, nel 1977, i gruppi che s’ispirano ad Alice Bailey si siano divisi. Nel 1923, la Bailey aveva fondato la Scuola Arcana, legandola alla sua Lucis Trust, ancor oggi in contatto con alcuni gruppi teosofici. Si tratta del più grande dei gruppi di meditazione organizzati dalla Bailey sulla spinta delle rivelazione del misterioso Tibetano Diwal Khul. Centrale, negli insegnamenti del Tibetano trasmessi da Alice Bailey, è l’appello alla meditazione, che si organizza intorno alla “Grande Invocazione”, una preghiera ritenuta patrimonio comune dell’umanità e diffusa anche al di fuori del movimento: “dal punto di Luce entro la Mente di Dio affluisca luce nelle menti degli uomini. Scenda Luce sulla Terra. Dal punto di Amore entro il Cuore di Dio. Affluisca amore nei cuori degli uomini. Possa Cristo tornare sulla Terra. Dal centro ove il Volere di Dio è conosciuto. Il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini, il proposito che i Maestri conoscono e servono. Dal centro che vien detto il genere umano si svolga il Piano di Amore e di Luce. E possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede.Che Luce, Amore e Potere ristabiliscano il Piano sulla Terra”. Le meditazioni mensili sono tenute in corrispondenza dei pleniluni. Tre assumono una particolare rilevanza: quella dell’Ariete (collegata simbolicamente con la Pasqua cristiana), quella del Toro (collegata con la festa buddhista del Vesak) e quella dei Gemelli (legata alla Giornata Mondiale dell’Invocazione, festa che invoca il ritorno di Cristo sulla Terra). I “triangoli” si collegano mentalmente tra loro ogni giorno (anche a distanza, e di preferenza – ma non necessariamente – a ore fisse), per pochi minuti. Le tre persone visualizzano un triangolo equilatero di energia e di luce, attorno al quale circolano le tre forze principali – Luce, Amore e Volontà – e recitano la Grande Invocazione. Una rete di triangoli dovrebbe così avvolgere con le proprie energie l’intero pianeta. Conferenze e riunioni sono dedicate a diversi argomenti in sintonia con i princìpi e valori su cui si fonda il Lucis Trust. Le tre condizioni fondamentali sulle quali si basa la formazione offerta dalla Scuola Arcana sono: la meditazione per accrescere l’anima, lo studio e il servizio all’umanità. Per iniziare la formazione alla scienza esoterica dell’anima e per viverla conformemente alle leggi del discepolato, è necessaria un’intenzione sincera, motivazioni pure e perseveranza di fronte a tutti gli ostacoli e le difficoltà da parte di coloro che volontariamente intraprendono questa auto-formazione. La formazione offerta dalla Scuola attraverso i diversi corsi di studio e di meditazione, di conseguenza, opera una selezione nei confronti di coloro che non sono pronti e di chi non vuole fare lo sforzo e gli aggiustamenti necessari. Seguire i corsi della Scuola Arcana significa intraprendere un duro lavoro. Un discepolo della Scuola Arcana è colui che punta ad ampliare la propria coscienza e seguire le direttive del Sé superiore e non gli imperativi del triplice sé inferiore. Discepolo è l’uomo impegnatosi coscientemente a imporre la volontà dell’anima (che è essenzialmente la Volontà di Dio) alla natura inferiore. Su questo sentiero, egli si sottomette volontariamente alla formazione, a una disciplina applicata sistematicamente, la quale produce uno sviluppo accelerato del potere e della vita dell’anima. La Scuola Arcana festeggia 1) la Pasqua nel segno dell’Ariete; 2) il Wesak buddhista, un mese dopo; 3) la festa del Cristo, un mese dopo ancora. Gli insegnamenti essenziali della Scuola Arcana sono: (1) il Regno di Dio, la Gerarchia Spirituale del nostro pianeta, è già invisibilmente presente e sarà materializzata sulla terra; (2) vi è stata una continuità di Rivelazioni nel corso dei secoli e che da ciclo a ciclo Dio si è rivelato all’umanità; (3) Dio trascendente è ugualmente immanente, e attraverso gli esseri umani, che sono in realtà i figli di Dio, possono essere espressi i tre aspetti divini – conoscenza, l’amore e volontà; (4) c’è solo una Vita divina, che si esprime attraverso la molteplicità di forme in tutti i regni della natura, e i figli degli uomini sono, di conseguenza, uno; (5) in ogni essere umano vi è un punto di luce, una scintilla di quella fiamma, l’anima, il secondo aspetto della divinità, e il discepolato è la via per la sua realizzazione; (6) una perfezione ultima è possibile per l’individuo. Le opere della Bailey, scritte tra il 1919 e il 1949, descrivono un ampio sistema di pensiero esoterico che copre argomenti su come la spiritualità si riferisca al sistema solare, alla meditazione, alla guarigione, alla psicologia spirituale, al destino delle nazioni, al’illusione cosmica. Nel lungo periodo del lavoro, le menti del Tibetano e di A.A.B. divennero intonate tanto intimamente, da formare effettivamente, per quanto riguarda la produzione di buona parte dell’insegnamento, un unico meccanismo congiunto  di proiezione. Anche alla fine, A.A.B. parlava sovente della sua meraviglia per l’ampiezza di vedute che le veniva dal contatto con la mente del Tibetano, dei panorami illimitati di verità spirituali, con cui non sarebbe potuta venire altrimenti in contatto, e ch’erano sovente di una qualità che ella non poteva esprimere. Questi insegnamenti includono i seguenti punti principali: (a) esiste un Piano divino nell’universo; (b) chi esegue il Piano e chi guida l’umanità costituiscono una gerarchia di leader spirituali guidati dal Cristo; (c) la legge di causa ed effetto e la legge della rinascita (il karma e reincarnazione). La “collaborazione” con il Tibetano ha provocato un vasto corpus di insegnamenti, iniziando nel 1922 con un volume chiamato Iniziazione, Umana e Solare. Successivamente, il Trattato del Fuoco Cosmico (1925) porta in sé la prova che resterà la parte più rilevante e di maggior portata dell’insegnamento trentennale, nonostante la profondità e l’utilità dei volumi pubblicati nella serie intitolata Trattato dei Sette Raggi, e di tutti gli altri libri. Esso fornisce una descrizione dettagliata di come il macro e il microcosmo sia stati emanati dal “Principio Immutabile”, interpretato come identico al Parabrahman della Dottrina Segreta di HP Blavatsky. Nel livello macrocosmico sorgono i tre Logoi , descritti come lo “Immanifesto e Indifferenziato”, l’aspetto della “dualità di Spirito-Materia” e l”Ideazione Cosmica” (o Anima Mundi Universale, il Creatore). Dai Logoi si manifestano gli universi, che comprendono “stelle e sistemi solari “. Tre leggi micro e macrocosmiche sono associate ai tre Logoi in qualità di funzioni cosmiche: Sintesi (espressa come volontà), attrazione (espressa come amore), e Economia (espressa come Intelligenza). Sette centri di “Forza Logoica”, anche noti come i sette Logoi planetari e i sette Raggi, provengono da queste Leggi: Raggio I (il Raggio di Volontà o Potenza), II (Amore-Saggezza), III (Aintelletto Attivo-), IV (Armonia, Bellezza e Arte), V (conoscenza concreta o scienza), VI (Devozione o Idealismo astratto) e VII (Magia Cerimoniale). Questi raggi, quindi, sono manifestazioni o emanazioni sia del macro che del microcosmo. In sostanza, seguendo il Piano originale, la Vita Una cercò di espandersi, emanando dal suo centro sette Eoni, sette entità psichiche, che divennero i sette Costruttori, le sette Sorgenti di vita, i sette Rishi vedici. Sul pianeta Terra, solo il primo Raggio non è in manifestazione, perché la sua potenza sarebbe distruttiva per un’umanità ancora poco evoluta; gli altri Raggi invece si alternano e s’incrociano, seguendo cicli diversi. Queste sette Forze costruttrici dell’universo producono i loro effetti ovunque e, quindi, anche sul regno umano che ne è influenzato a livello fisico, animico e spirituale. I sette Raggi incarnano perciò sette tipi di forza che rivelano progressivamente le sette qualità del divino. La Vita-Qualità-Apparenza coesiste nell’universo manifestato e negli individui e produce sette tipi di forme qualificate, dette appunto Raggi, con le loro quarantanove differenziazioni. I sette Raggi costituiscono il complesso della Mente Universale, Entità intelligenti che attuano il Piano divino, manifestando le forme mediante cui l’Idea primordiale avrà compimento. Ognuno di Essi si crea un corpo d’espressione che corrisponde ad uno dei pianeti del nostro sistema solare: i sette pianeti sacri, da cui la Terra (per ora) è esclusa. In linea con gli insegnamenti teosofici, la Bailey ha insegnato che l’uomo è costituito da un’anima di materia mentale astratta, che lavora attraverso una personalità, un termine tecnico per i corpi mentale fisico, emotivo. La Bailey usa termini tradizionali per questi  tre “veicoli” minori o “guaine”: corpo fisico, corpo astrale e mentale. La Bailey pubblicherà nel 1937 Da Betlemme al Calvario le iniziazioni di Gesù, una visione del cammino del Cristo vista con occhi diversi dalla tipica ortodossia. Secondo la B., lo sviluppo della Coscienza Cristica. da attuare tanto nell’individuo quanto nella razza umana, rappresenta la chiave di volta per risolvere il massimo problema mondiale: quello dell’illusione della separatività, causa di egoismo, violenza e disperazione. Il Regno di Dio può davvero manifestarsi sulla Terra, qualora ci si renda conto della divinità dell’uomo, nonché dell’importanza del presente periodo di transizione tra vecchia e nuova èra. La missione che il Cristo ha svolto tra gli uomini conteneva la sintesi della futura rivelazione e costituisce l’incentivo per partecipare coscientemente all’edificazione del Regno. Attualmente, la religione (dal latino religare, collegare col divino) è stata sostituita da una fede cieca; pertanto, la dottrina ha soppiantato l’esperienza vivente. Del resto, i teologi hanno enfatizzato la posizione che il Cristianesimo dovrebbe occupare nella scia della continuità della rivelazione, sottolineandone l’unicità. Inoltre, si è attribuita un’eccessiva importanza alla lettera dei testi ed alla forma dei riti, ottenendo come risultato una cristallizzazione dell’insieme ed una sua inevitabile involuzione. In realtà, nei Vangeli sopravvive ancora, nonostante le censure e le interpolazioni apportate nei secoli, la testimonianza del Cristianesimo inteso sia come compimento del passato che come base per una rivelazione futura. Si veda ad esempio Mt. 5,17:  “Non pensate che io sia venuto ad abolire la legge o i profeti” Oppure Gv.16, 12-13: “Ho ancora molto da dirvi, ma per ora non siete in grado di capirlo. Quando invece sarà arrivato, lo Spirito verace vi guiderà in tutta la verità”. L’insegnamento esoterico costituisce la base di tutte le religioni; quando viene dimenticato, lo spirito e l’esperienza vissuta di ogni rivelazione vengono meno. Per questo motivo, è necessaria una continuità della rivelazione, regolata dalla Legge dell’Apparizione ciclica; si veda a tal proposito la Bhagavad Gita 4,6: “Ogni qualvolta vi è un decadere nella religione e l’aumentare dell’empietà, Io mi manifesto.” Dunque, il Cristianesimo può definirsi come la più grande delle rivelazioni divine recenti; tuttavia, è necessario saperne coglierne il significato profondo, soprattutto in relazione alla vita del Cristo, perché essa contiene un aspetto pratico per chi è spiritualmente evoluto. Pertanto, bisogna cercarne una nuova interpretazione, capace d’infondere nuovo vigore ed interesse alle vacillanti aspirazioni dei fedeli. L’iniziazione consta di una serie graduata di espansioni di coscienza che comportano una crescente consapevolezza della divinità. Trasfigurando la natura inferiore, è possibile l’unione con Dio. Per attuare ciò, è necessario procedere anche alla distruzione delle vecchie istituzioni di carattere politico, religioso e sociale che ostacolano questo processo, tentando di mantenere lo status quo. Il cammino da intraprendere prevede anche il superamento dell’egoismo spirituale che deve lasciare il posto all’amore per il prossimo attraverso la pratica del servizio attivo e della negazione di sé. La Bailey vede nella storia spirituale di Gesù diverse fasi iniziatiche: 1) la prima è simboleggiata dalla Nascita a Betlemme: il primo iniziatore dell’uomo è e sempre sarà la sua anima; la si può chiamare con nomi diversi: il Cristo interiore, il Sé o Atman, l’Ego, il vero Io, l’Angelo della Presenza, ma il senso non cambia; l’anima immortale dell’uomo prepara alla prima iniziazione. il germe del Cristo vivente è sempre stato presente in ogni essere umano, sebbene sepolto da molte scorie; quando si verificano le condizioni favorevoli alla sua manifestazione, inizia la crisi salutare che porterà a sacrificare la parte umana a quella divina. Ciascuno di noi è chiamato alla nuova nascita, simile a quella del bambino Gesù nella grotta di Betlemme: 2) la seconda è il battesimo nel Giordano., la purificazione della propria natura inferiore; 3) la terza è la trasfigurazione in luce sulla vetta del  Tabor. Il Cristo diede prova di saper integrare il sé inferiore nel Sé superiore, divenendo un “uomo nuovo” che splendette dinanzi a tre apostoli, nel momento della Trasfigurazione. Questa iniziazione rappresenta la possibilità suprema a cui può aspirare la nostra umanità attuale, che in seguito passerà ad altre manifestazioni dell’Essere. In questo momento cruciale, il Cristo fuse la sua volontà con quella divina, identificandosi con la Potenza infinita che governa il Tutto; in tal modo, si rinuncia al sé; La Trasfigurazione dimostra come la materia possa essere realmente glorificata; al suo interno, infatti, vive ed opera la divinità che finisce per manifestarsi in tutto il suo splendore; 4) la quarta è la crocifissione. Questa è l’iniziazione più alta a cui gli uomini possono aspirare. Ora, la Crocifissione e la Croce di Cristo simboleggiano l’eterno sacrificio di Dio, che avviene quando lo Spirito discende nella forma, divenendo Dio immanente, oltre che trascendente. Ciò implica il ritorno all’Origine, cioè la spiritualizzazione della materia, la sua assunzione in cielo e la liberazione di Dio dalla crocifissione cosmica. Il Cristo aveva già unificato la Sua personalità con l’anima; ora, doveva riunire questa con lo spirito, le nozze mistiche. Ed è allora che il Vangelo dice che “il velo del tempio si squarciò”, alludendo all’ingresso nel regno dello spirito; materia e spirito erano uno, senza veli, diaframmi, separazione alcuna; 5) la quinta ed ultima iniziazione è la resurrezione e ascensione, le rigenerazione di quel corpo di luce che può permetterci di uscire dalle reincarnazioni ed avere un corpo di coscienza indistruttibile. Nel 1944, la Bailey completa l’opera L’Illusione quale Problema Mondiale. I cosiddetti esoteristi e occultisti hanno fatto grande uso d’espressioni come queste: annebbiamento astrale, maja, illusi, guardiano della soglia. Indicano tutte un medesimo concetto generale o ne sono varianti. Generalizzando, e date le limitazioni  della coscienza umana, possiamo dire che le interpretazioni di questi termini sono state parziali, e in molti casi hanno deformato la verità. 1) L’annebbiamento astrale è stato spesso considerato come uno strano tentativo delle “forze oscure” di ingannare i più seri aspiranti e di bendare loro gli occhi. Molte brave persone sono quasi lusingate quando si trovano ad affrontare un annebbiamento, poiché ritengono di aver dato una così bella prova di disciplina e d’aspirazione da suscitare nelle forze oscure il desiderio di ostacolare il loro grande lavoro avvolgendolo nelle nebbie. Nulla di meno vero: tutto ciò fa parte dell’annebbiamento dei nostri tempi ed è radicato nell’orgoglio e nel compiacimento dell’uomo. 2) Maja è spesso considerata in modo simile al concetto della Scienza Cristiana, secondo cui la materia non esiste. L’intero mondo dei fenomeni viene considerato maja e la sua esistenza un mero errore della mente mortale, una forma di autosuggestione ed autoipnosi. Seguendo tale credenza, si imbocca un iter mentale per cui il tangibile e l’oggettivo altro non sono che immaginazione della mente. Anche ciò è un travestimento della verità. 3) L’illusione è considerata in modo simile, solo accentuando la limitazione della mente umana. Il mondo dei fenomeni non viene negato, ma si ritiene che la mente lo fraintenda e si rifiuti di vederlo nella sua realtà, e che tale interpretazione scorretta costituisca la Grande Illusione.4) Il Guardiano della Soglia viene per lo più considerato descritto come la prova finale del coraggio dell’uomo, come una gigantesca forma-pensiero o potente elemento da dissolvere prima che l’iniziazione sia possibile. Cosa sia questa forma-pensiero pochi lo sanno, ma la definizione implica l’idea di una colossale forma elementare che blocca l’accesso al sacro portale, oppure una forma, costruita talvolta dal Maestro, per collaudare la sincerità del discepolo. Alcuni lo considerano come la somma degli errori compiuti dall’uomo, la sua natura malvagia che gli impedisce l’idoneità a percorrere il Sentiero della Santità. Nessuna di queste definizioni è esatta. Occorre osservare che (in senso generale) queste quattro espressioni sono aspetti di una condizione universale, a sua volta prodotta dall’attività della mente umana, nel tempo e nello spazio. L’attività delle Menti! Questa frase porge una chiave alla verità. Il problema dell’Illusione sta nel fatto che è una attività dell’anima, risultato dell’aspetto mentale di tutte le anime manifestate. È l’anima che è sommersa nell’illusione; è l’anima che non vede con chiarezza fino a quando non impara a riversare la sua luce nella mente e nel cervello. Il problema dell’Annebbiamento astrale insorge quando l’illusione mentale è intensificata dal desiderio. Ciò che nei testi teosofici è detto “kama-manas” (desiderio-mente) ne è la fonte. È illusione a livello astrale. Il problema di maya è in realtà simile al precedente, con l’aggiunta dell’intensa attività che si produce quando annebbiamento e illusione si manifestano ai livelli eterici. Maya è la confusione vitale (è il termine adatto), emotiva e irriflessiva in cui la maggioranza sembra vivere sempre. Il Guardiano della Soglia è illusione-annebbiamento-maya, quali vengono intesi dal cer-vello e riconosciuti come ciò che occorre superare. È la forma sconcertante che il discepolo deve affrontare quando cerca di aprirsi un varco attraverso l’illusione accumulata nei millenni e trovare la sua vera dimora nel luogo della luce. In ogni modo, i libri della Bailey sono una rielaborazione di temi principali teosofici, con alcune accentuazioni distintive, e presentano un sistema globale di scienza esoterica e filosofia occulta, consapevole degli sviluppi sociali e politici contemporanei. Alcuni critici teosofici hanno sostenuto che non ci siano grandi differenze tra le idee della Bailey e quelle della Teosofia della Blavatsky, come è evidente anche l’adesione da parte della Bailey a Leadbeater per alcuni termini e concetti mistici cristiani.

ALICE BAILEY, PENSIERO E OPEREultima modifica: 2019-02-19T13:25:44+01:00da mikeplato
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