IL KAVOD – IL LIVELLO ESOTERICO DELLA GLORIA NEGATO DA BIGLINO

19+Pillar+of+Fire

 

di Mike Plato

Biglino sostiene che la Gloria di Dio non esista nell’accezione impostaci dalla Teologia nel corso dei secoli, proprio come l’Idea di Dio dell’Antico Testamento è falsa, non essendo quell’Elohim un dio. Resa col termine Kavod (K-B-U-D), nella bibbia ebraica, appare in diversi libri e in diversi contesti, e non sempre ha lo stesso senso. Questo è uno dei cavalli di battaglia di Biglino, secondo cui il termine Kavod non dovrebbe tradursi come Gloria (teofania luminosa della Skekinah che si rende manifesta), ma rimanderebbe al concetto di “pesantezza” (ebr. K-B-D, che significa anche Fegato) e quindi, concretamente, al peso dell’ingombrante astronave aliena che avrebbe portato gli alieni sulla terra. In una conferenza del 31.7.2016, Biglino giunge a sostenere che il Kavod è un “meccanismo al Plasma irradiante microonde, emesse in una direzione precisa”. Ciò secondo lui farebbe giustizia al tentativo dei teologi di assecondare e puntellare l’idea di un Dio che non è Dio, attraverso una falsa traduzione e interpretazione del termine “kavod”, il cui significato è sempre e solo legato ad un concetto di “pesantezza e forza”, e a null’altro. Anche lo scomparso Alan Alford, ne Il Mistero della Genesi delle Antiche Civiltà, asseriva inizialmente che il termine Kavod si riferisse al veicolo volante di Yahwéh. In realtà, sostituendo i termini Gloria/Onore con il lemma “pesante”, il senso dei molteplici versetti in cui Kavod appare non viene più restituito, e gli stessi non hanno più senso. Biglino dimentica che K-V-U-D è una cosa, mentre è K-V-D ad indicare “pesantezza”, per cui abbiamo: 1) Kavod: onore, gloria;   “Kol Hakavod” espressione usata per complimentarsi con qualcuno per il buon effetto e riuscita di una azione; 2) “Kvd” (pesante, Fegato) non ha la “vav”, come non hanno la vav “Koved” (peso) e “kaved” (fegato). La radice KVD è la stessa per “onore, pesante, e fegato”, e ciò dipende dalla vocalizzazione e, intuitivamente, si capisce perché i tre concetti siano collegati: un uomo onorato è anche uno che “ha peso” (metaforico) e in medicina il fegato, responsabile della maggior parte delle funzioni metaboliche, dà senso di “peso”, durante la digestione ed è un organo alquanto pesante. In sintesi, Biglino usa Kavod per indicare la pesantezza dell’astronave di YHWH, ma avrebbe dovuto usare Koved. Io credo vi sia piuttosto un legame esoterico tra Kaved (fegato) e Gloria (Kavod), poiché il fegato è il centro delle emozioni e delle pulsioni ferine, qualcosa agli antipodi della Gloria. Nella lingua accadica, Kbt o Kabattu sono proprio le passioni cieche e irrazionali, il regno degli istinti. In effetti, sembra che l’aggiunta della lettera Vav (da Kvd a Kvud) conduca cabalisticamente al passaggio da uno stato di coscienza bestiale ad uno divino (dal soma al pneuma). Kvd (pesante) appare 376 volte nella Bibbia ebraica, ed ha fin troppo spesso una connotazione negativa. Ad esempio, il cuore del Faraone d’Egitto, in Esodo, è Kvd-indurito (appesantito). In altri contesti, Kvd significa duro nel senso di “severo”. Al contrario, Kvud (Kavod) non è mai traducibile come pesante, ancor più il Kavod di Dio, ma come “gloria”, “onore” o “maestosità”, sia nell’ebraico di tre millenni orsono che in quello parlato oggi. Tutto il resto è pura invenzione. Biglino fa leva sul fatto che il Kavod, nelle descrizioni bibliche di Esodo, non debba essere visto frontalmente, che ci si debba nascondere dietro a una pietra, che venga dato un appuntamento al giorno dopo e in un certo luogo per vederlo. Tutti questi particolari escluderebbero, nella sua visione, il fatto che Kavod sia la Gloria di Dio ma un “velivolo di origine sconosciuta”. E’ necessario tuttavia vedere in primo luogo in quali contesti la Gloria venga menzionata nella Bibbia, per poi capire in campo teologico ed esoterico cosa sia considerato “Gloria” e confutare la tesi “svuotante” di Biglino. Nella Bibbia, la Gloria (Kavod) viene menzionata per la prima volta in Genesi 45:13, in un contesto ove è impossibile riferirla ad un mezzo volante pesante. Giuseppe dice: “riferite a mio padre di tutta la gloria che ho in Egitto”. Giuseppe è da poco stato nominato “Vice Faraone”, il secondo uomo più potente d’Egitto, ergo qui “gloria” si riferisce al concetto di “fama e onore universalmente riconosciuti, ottenuti con il compimento di azioni insigni”. Nel caso di Giuseppe, il successo del piano atto a fronteggiare con anticipo i sette anni di carestia. Questa è la gloria di un uomo. Diversa è la gloria di Dio, che appare come un mezzo attraverso cui egli, Dio Nascosto (Isaia 45:15), si manifesta. In Esodo 14, YHWH vuole dimostrare la sua gloria sul Faraone ostinato. Ovviamente non si tratta di un’astronave in questo caso, poiché qui gloria ha il senso di “potenza”. In Esodo 16 e Esodo 24, le cose si complicano, perché qui la Gloria ha certamente tutt’altro senso che quelli già citati, ed è qui che inizia lo svuotamento da parte Biglino: «Ora mentre Aronne parlava a tutta la comunità degli Israeliti, essi si voltarono verso il deserto: ed ecco la Gloria del Signore apparve nella nube … La Gloria del Signore venne a dimorare sul monte Sinai e la nube lo coprì per sei giorni. Al settimo giorno il Signore chiamò Mosè dalla nube … La Gloria del Signore appariva agli occhi degli Israeliti come fuoco divorante sulla cima della montagna». La descrizione della Teofania sinaitica è stata usata dall’ebreo Spielberg nel suo classico Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, per descrivere la discesa dell’Astronave Madre sulla Devil’s Tower. L’enigma sarebbe capire se Spielberg abbia usato la Teofania per descrivere un’Ufofania collettiva seppur limitata, oppure abbia usato l’Ufofania per esaltare uno degli eventi più impressionanti della sua religione, oppure ancora se abbia voluto così interpretare la presunta Teofania del Sinai come farebbe un ordinario appassionato di Paleoastronautica come Biglino. In ogni modo, assistere alla scena della discesa dell’Astronave sulla Devil’s Tower è come tradurre in un linguaggio moderno l’ineffabile teofania del Sinai: anche qui, come nella Teofania: «sul far del mattino, vi furono tuoni, lampi, una nube densa sul monte e un suono fortissimo di tromba: tutto il popolo che era nell’accampamento fu scosso da tremore … Il suono della tromba diventava sempre più intenso: Mosè parlava e Dio gli rispondeva con voce di tuono». Nel film, il Kavod si cala sulla vetta della Tower nascosta in una gigantesca nuvola bianca, e la voce di tuono è sostituita dal suono di trombone del gigantesco Kavod alla Biglino e da un linguaggio comunicativo basato su musica e toni. Il Kavod è, come detto, una modalità di manifestazione di Dio agli uomini. Infatti, in Levitico 9:4, Mosè ordina alla comunità di operare un sacrificio, perché “oggi YHWH si manifesterà a voi…Fatelo e il Kavod di YHWH vi apparirà”. Il Kavod qui appare come fuoco che divora l’olocausto. La Gloria divina, nella teofania donata al collettivo di Israel, appare come una colonna di nube di giorno o come colonna di fuoco divoratore di notte. Il che esotericamente ci dice che Dio si manifesta all’interno di noi attraverso un “fuoco acqueo” o “acqua di fuoco”, essendo la nuvola legata all’elemento acqua; e con un potere elettromagnetico che si sviluppa lungo la colonna dorsale (la kundalini degli induisti). Ma in un senso esoterico macrocosmico esteriore, è evidente che la Gloria di Dio sia una teofania, ovvero una modalità di manifestazione, come lo è il fuoco che non brucia (anche questo un fuoco acqueo). Questa teofania è caratterizzata dalla Luce, non la luce di codesto sistema di realtà. Infatti in Esodo 33:18  è scritto: «Mosè Gli disse: «Mostrami la tua Gloria!». Rispose: «Farò passare davanti a te tutto il mio splendore (ebr. tubi)…Ma tu non potrai vedere il mio volto, perché nessun uomo può vedermi e restare vivo». Peraltro, in Numeri 14,10 la gloria di YHWH non appare sotto forma di fuoco o di nuvola. Mosè poteva entrare nella colonna di nuvola, ma nel fuoco no. Secondo Biglino, Mosè vuole una prova “fisica” delle capacità e della potenza di quell’Elohim, vuole vedere lo strumento della potenza fisica di YHWH, come fossero disgiunti e non una cosa sola. Ma viene avvisato circa il fatto che quello strumento, la dimora mobile di YHWH, può uccidere lui come chiunque si trovi nei paraggi. Questa Gloria agisce sempre in modo micidiale per l’uomo. Laddove Biglino parla di astronave radiante, in quanto il termine Gloria è una categoria teologica di difficile se non impossibile decifrazione, un iniziato comprende che trattasi di una teofania luminosa talmente vibrante da mettere in pericolo chi era nei paraggi: «quando passerà la mia Gloria, io ti porrò nella cavità della rupe e ti coprirò con la mano finché sarò passato» (Esodo 33:22). La luce eterna è insopportabile per l’uomo carnale abituato alla luce di questo sistema di realtà. Invece per Biglino, le caratteristiche di questa manifestazione non possono proprio far pensare ad un qualcosa di divino e trascendente. Trattasi di effetti fisici figli di una causa fisica. Ma il verso di Numeri 14:21: tutta la terra sarà piena della gloria del Signore, sconfessa Biglino, in quanto un’astronave non può riempire il mondo intero. Secondo Biglino, Il KAVOD di “Dio” (la presunta “gloria spirituale” dei filologi monoteisti) può essere visto programmando per tempo l’incontro che deve essere organizzato con modalità precise. I filologi devono quindi prendere atto del fatto che, se era un attributo cosiddetto spirituale, non era permanente; Il KAVOD di “Dio” (la presunta “gloria spirituale” dei filologi monoteisti) non accompagnava costantemente Yahweh; il KAVOD di “Dio” (la presunta “gloria spirituale” dei filologi monoteisti) uccide in modo inevitabile, ma solo chi si trova nell’arco di alcune centinaia di metri. I suoi effetti si avvertono quindi solo in uno spazio limitato e “Dio” non è in grado di controllarli; Gli effetti del KAVOD che “Dio” non è in grado di controllare possono essere invece controllati da normalissime rocce, quelle dietro le quali si nasconde Mosè; Le rocce sono più potenti o efficaci di “Dio”, dato che fanno ciò che “Dio” non è in grado di fare. Avremmo un KAVOD (la presunta “gloria spirituale”dei filologi monoteisti) dotato di fronte, un retro e di parti laterali; Il KAVOD (la presunta “gloria spirituale”dei filologi monoteisti) può essere visto solo dalla parte posteriore: chi ci si trova davanti muore; Il KAVOD (la presunta “gloria spirituale” dei filologi monoteisti) si muove nello spazio provenendo da un direzione e nadando in un’altra; Il KAVOD (la presunta “gloria spirituale” dei filologi monoteisti) passa davanti a una persona e poi prosegue permettendo una visione non pericolosa dal lato posteriore. Queste sono spiegazioni che cercano di risolvere un mistero trascendente attingendo alle attuali conoscenze della scienza profana e servile agli Arconti di questo mondo. Piuttosto occorre dire che se il Kavod è la Gloria di Dio, essa è la sua luce eterna (Biglino non ammette neanche il concetto di eternità nella Bibbia). Nel rotolo qumranico 1QS è scritto degli eletti: «e sarà loro tutta la gloria di Adamo», ovvero di colui che fu emanato ad immagine di Elohim, quindi androgino e glorioso, e che poi fu spogliato di tale gloria, il corpo di luce. Giobbe, sotto questo aspetto è una figura di Adamo, e per questo dice: «Dio mi ha spogliato della mia gloria e mi ha tolto dal capo la corona». Anche il salmo 77: 61 , pur parlando degli Israeliti, in realtà allude all’Adamo glorioso, in quanto il vero Israel (non gli ebrei) è formato dalle particelle dell’Adam smembrato dagli Arconti alle origini, i Pneumatici dello gnosticismo tardo-antico: «Dio consegnò in schiavitù la sua forza, la sua gloria in potere del nemico». Anche Paolo va in questa direzione: «tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio» (Romani 3:23). Ovvero del Corpo di luce dell’eternità, in assenza del quale gli uomini nascono e muoiono senza tregua, a causa del corpo di mortalità. Cristo è l’Adamo che si riscatta, l’Horus vivente che riscatta il padre Osiride, ovvero se stesso. Su questo solco, il Cristo dice: «E ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse» (Giovanni 17:5). In sostanza, Cristo nuovo Adamo chiede al Padre la restituzione del Corpo di Gloria (Merkavah nella Cabala ebraica, Corpo di Diamante nel Buddhismo). In Salmi 8:6 è scritto di Adam: «Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli, di gloria e di onore lo hai coronato». Non è possibile coronare un essere con un’astronave, ma certamente si può coronare un’emanazione con un Corpo di Gloria. Come dimostra il verso di Isaia 60:1: «Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te». Questa Gloria, questo Corpo di Luce, in Isaia 40:4-5 sarà concesso a chi spianerà le valli, ovvero a chi distruggerà il suo ego somatico-psichico. In ogni caso, in Salmi 29:3 Yhwh è proprio il Dio del Kavod, e in Salmi 24:7-8 è il Re del Kavod. La Gloria-Kavod (Merkavah) si rivela ad Ezechiele, in uno dei versi della Bibbia più saccheggiati e svuotati dagli ufologi e dai ricercatori della paleoastronautica. C’è da tener conto che il Kavod scompare insieme all’Arca, non viene più visto, e riappare solo ad Ezechiele, enon più comunque al popolo: «Sopra il firmamento che era sulle loro teste apparve come una pietra di zaffiro in forma di trono e su questa specie di trono, in alto, una figura dalle sembianze umane. Da ciò che sembrava essere dai fianchi in su, mi apparve splendido come l’elettro e da ciò che sembrava dai fianchi in giù, mi apparve come di fuoco. Era circondato da uno splendore il cui aspetto era simile a quello dell’arcobaleno nelle nubi in un giorno di pioggia. Tale mi apparve l’aspetto della gloria del Signore. Quando la vidi, caddi con la faccia a terra e udii la voce di uno che parlava» (Ezechiele 1:26). In altri passi di Ezechiele sembra che In la gloria di YHWH appare da un luogo non ben definito (10:19); che la Gloria di YHWH si alzi e si muova in una direzione precisa. (Ezechiele 10:4); che parta e si fermi (10:18); che si sollevi in aria e poi si fermi (11:23); che arrivi da una direzione precisa (43:2). In Ezechiele 1,28 il Kavod appare risplendente. Il Kavod emanava un certo tipo di suono: la sua voce era come il rumore di grandi acque (Ezechiele 43,2); la sua voce parla (Numeri 12,5 e 20,6). Tutto ciò Biglino non vede come una Teofania, ma come mera descrizione di un oggetto volante, laddove esso è il Merkavah, quel Corpo con cui Cristo tornerà, come è scritto: «quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria» (Matteo 25:31). Nella Kabala ebraica, il Trono di Gloria è il vettore ultraluminale, il corpo indistruttibile dell’eternità. Ora, Biglino non concepisce né luce eterna, né eternità né corpo di gloria. Nelle vicende del Sinai, Mosè si nasconderebbe dal Kavod (per come da lui inteso) dietro le pietre, ma quando scende dal monte avrebbe la faccia bruciata (in realtà radiante). Paolo dice: «e non facciamo come Mosè che poneva un velo sul suo volto, perché i figli di Israele non vedessero la fine di ciò che era solo effimero (2 Corinzi 3,13). Paolo qui dice che quella luce gloriosa sul volto di Mosè non era permanente, Mosè non aveva realizzato un corpo di luce. In Esodo 34,29 si dice che “Quando Mosè scese dal monte Sinai, non sapeva che la pelle del suo viso era diventata radiante, poiché aveva conversato con lui. Ma Aronne e tutti gli Israeliti, vedendo che la pelle del suo viso era radiante, ebbero timore di avvicinarsi a lui. Gli Israeliti, guardando in faccia Mosè, vedevano che la pelle del suo viso era radiante. Poi egli si rimetteva il velo sul viso, fin quando fosse di nuovo entrato a parlare con lui». Biglino giunge a dire, con traduzione e interpretazione assolutamente storpiate, che Mosè avesse il volto (l’unica cosa scoperta) bruciato, poiché l’irradiazione aveva colpito il volto scoperto di Mosè. Lui costruisce non come “e la faccia di Mosè irradiava” ma “Il Kavod irradiava (con le microonde) la faccia di Mosè”, ergo bruciandola. C’è una differenza immane tra volto bruciato e volto radiante. In ebraico è scritto: “Qaran (irradiava) aur (la pelle, ma anche Luce) paniu (del suo volto)”. Qaran significa “irradiare, emettere raggi”. La pelle radiante del volto di Mosè riappare nell’episodio della trasfigurazione del Tabor: «Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce» (Matteo 17: 1). Occorre ricordare che il Cristo è caratterizzato dalla Gloria (Giovanni 1:14), gloria radiante riferibile al Corpo di Luce post resurrezione. Ma come era considerato il Kavod dai mistici? Il Sepher ha Bahir, uno dei primissimi testi di Cabala, lega il Kavod al femminino eterno, noto in ambito ebraico come Matronita, un’altra espressione per Shekinah e per Ruach ha Kodesh (Spirito sabto) o Ruah Elohim (Spirito di Dio). Il cabalista del XII secolo Eleazaro di Worms si dedicò allo studio esoterico del Kavod. Essendo un angelologo, Eleazaro ritenne che la Gloria di Dio coincidesse con la Shekinah (Divina Presenza) e che non fosse Dio ma un angelo dominante, un’emanazione di Dio, una parte conoscibile e osservabile di Lui, laddove Dio Altissimo (El Elyon) è totalmente trascendente, invisibile e inconoscibile. Questa Shekinah è sempre presente, ma non sempre manifesta in quanto Kavod. L’idea del Kavod-Angelo è accettabile, in quanto la stessa Teofania del Roveto vede una alternanza tra YHWH e l’Angelo di YHWH, come se fosse il Malak YHWH a rappresentare YHWH. In sintesi, il Kavod, in quanto Angelo, è la parte di Dio immanente. La Jewish Encyclopedia è più o meno sulla stessa linea, e osserva che questa gloria fosse la “presenza” di Dio, ma non Dio stesso; piuttosto Dio considerato nei termini spazi-temporali come presenza … una rivelazione del santo in mezzo al profano”. E dovrebbe essere compresa in modo figurativo. In generale, i mistici ebrei ritenevano che Dio non potesse essere compreso dalla Ragione, e che la sua Gloria, la sua Luce, si manifestasse ai profeti e ai mistici in modi di volta in volta diversi. Dalle narrazioni bibliche non si comprende con facilità se il Kavod sia Dio stesso, un angelo o qualcos’altro. Ė l’idea di Rick Strassman, ricercatore esperto in psicofarmacologia, specializzato nella ricerca sugli effetti della DMT e sugli stati alterati di coscienza, compresi quelli profetici. Secondo Strassman, che ha studiato l’esperienza del Kavod, a differenza di altri Stati profetici individuali, la visione del kavod è assolutamente collettiva. Rick Strassman ha analizzato il fenomeno del kavod cercando di inserirlo nell’ambito delle esperienze DMT ma con difficoltà visto che l’esperienza Kavod è appunto collettiva, e non presenta le caratteristiche tipiche della profezia, che sono decisamente più verbali. L’esperienza Kavod sarebbe inusuale nell’ambito delle esperienze indotte da DMT. Saadyiah Gaon, preminente rabbino e filosofo mistico del X secolo, nel suo Libro delle credenze e delle opinioni si espresse sul Kavod, partendo dalla convinzione che credere che Dio abbia percepibili caratteristiche fisiche sia blasfemo, e concluse che le visioni non ritraggono Dio, ma piuttosto rappresentino la gloria creata da Dio. Questa gloria è il messaggero creato da Dio, il suo angelo esaltato, creato per dare ai profeti qualcosa di concreto da visualizzare, la prova che essi non sono semplicemente suggestionati o stanno illudendosi. Il Kavod è il modo (in forme molteplici) attraverso cui la Luce divina si manifesta ad un singolo o a tutti. Quello che è il Kavod nella Torah, è la Shekinah nella letteratura rabbinica. Il torat hakavod (ebreo תורת הכבוד) della corrente mistica degli Ashkenazi Hasidim (XII e XII secolo) eccheggia la teoria di Saadia, ma con una differenza fondamentale. Per questi ultimi la gloria non è stata creata da Dio, ma emana da Dio in modo simile al modo in cui la luce emana dal sole. La gloria di Dio, il Kavod, e cioe` ciò che Dio manifesta di se stesso alla creatura, per i chassidim non si identifica mai con il Creatore, ma con il primo prodotto della creazione. Il Dio silenzioso, immanente in tutte le cose come la loro più profonda realta`, parla e si manifesta attraverso l’apparizione della sua gloria. Ciò che emerge per gli Askenaziti è un sistema tripartito composto da Dio, dal Kavod superiore e dal Kavod inferiore. Dio è al di là della comprensione umana ed è impossibile all’uomo relazionarvisi. Il Kavod superiore emana da Dio, ed è ancora molto lontano dall’uomo, ma leggermente accessibile. E infine, il Kavod inferiore è l’elemento cui l’uomo può accedere. È il Kavod inferiore che l’uomo può tentare di capire. Proprio come l’unità delle Sephiroth è un concetto indispensabile per la Cabala, così anche l’interconnessione tra Kavod inferiore e Kavod superiore è cruciale per i Chassidim Ashkenazi. Il Kavod inferiore non è separato dal Kavod superiore, ma ne è la sua emanazione. Il sistema sephirotico dello Zohar qui è un sistema, se mi è concesso, kavodico, tanto più che secondo alcuni askenaziti, esistono dieci Kavod (emanazioni gloriose). Contro Saadyah, Ibn Ezra definisce il Kavod non un angelo creato ma come emanazione di Dio. Ibn Ezra a volte descrive come il Kavod anche come docetico, il che significa che appare solo agli esseri umani come emanazione separata. Il grande cabalista Nachmanide si differenzia dalle posizioni sopra esposte e considera il Kavod come l’essenza di Dio. Esistono tre livelli per l’essenza di Dio: l’infinito ignoto, il nome divino e il Kavod. La visione del Kavod offre agli esseri umani impressioni effettive di dati di senso sulla mente. Nello Zohar, il testo capitale della Cabala speculativa, il Kavod è integrato nella struttura dinamica delle dieci sefiroth, ma è un argomento secondario. Secondo altri cabalisti, il Kavod appare cinque volte nel salmo 24, il che sarebbe un riferimento ai 5 libri di Mosè, la Torah, che è Gloria di Dio. Secondo Moshe Idel, i cabalisti di Gerona identificavano il Kavod con Kether, la sephira in testa. Secondo il cabalista Rabbi Rehumai, il mistero del Kavod è il mistero del Cuore, in quanto i termini Kavod e Lev hanno lo stesso valore ghematrico : 32. La Gloria di Dio è lo stesso che dire il Cuore del Cielo. La Gloria è la controparte divina del cuore spirituale umano, che è poi l’uomo interiore di Paolo di Tarso. Pico della Mirandola, cabalista cristiano, definì al modo dei cabalisti ebrei Kavod come Gloria divina e chiamandola “Dignità”. Il suo trattato Oratio de Dignitate Hominis non voleva alludere alla dignità profana ma alla Gloria precaduta dell’Adamo creato, alla sua essenza di luce in quanto ad immagine e somiglianza dell’Elohim glorioso. Insomma ciò che per i mistici è la visione estatica della gloria divina, gloria che è una componente dell’uomo interiore e divino, per Biglino, svuotatore di testi e negatore della possibiltà di esperienze mistiche, è un velivolo con caratteristiche fisiche.

IL KAVOD – IL LIVELLO ESOTERICO DELLA GLORIA NEGATO DA BIGLINOultima modifica: 2017-07-25T17:46:42+00:00da mikeplato
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