STAR WARS PRIMA TRILOGIA

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di Flavia Santi

1-STAR WARS

Han Solo, e il fido amico Chewbacca, raffigurano quelle forze ed energie interne, che si devono utilizzare per poter raggiungere un determinato obiettivo. I nostri istinti ed impulsi naturali, non vanno eliminati ed osteggiati, ma solo moderati e utilizzati in unione al nostro versante spirituale. Anzi è proprio il caso di dire, che è grazie all’equilibrato controllo di questi impulsi istintivi, che…

Leia sfugge dall’Impero, con i piani della “Morte Nera”: Il film evidenzia l’eterna lotta tra il bene e il male, tra quelle due essenze che si combattono da millenni, senza esclusione di colpi. Esattamente come la battaglia interiore che tutti noi, pur se con riluttanza, siamo costretti ad affrontare. Leia raffigura l’anima, il versante femminile, sensibile, che cerca la verità e la giustizia; e che non si arrende nemmeno a forze all’apparenza più potenti e strutturate. Leia che possiede i piani della “Morte Nera”, ci fa comprendere come in realtà, ognuno di noi ha nel proprio intimo, i sistemi e i requisiti per sconfiggere e debellare il proprio lato oscuro, il quale senza sosta cerca di impossessarsi dell’intera individualità. I piani sono riposti nel piccolo droide R2-D2; il droide effigia la funzione mnemonica, la parte logica, le risorse intellettive di noi tutti. Mentre la piccolezza del droide, simboleggia come Leia non dia un’importanza esagerata, alla sua parte razionale; ma si fida delle sue risorse e aspetta il tempo giusto per utilizzarle. Sa bene che al tempo opportuno, le informazioni che ha immagazzinato nell’inconscio, prima o poi porteranno profitto.  Come non rapportare l’immagine dello spazio infinito, alla nostra mente? Non è forse anche il nostro essere interiore, un immenso universo dove sussistono stelle, pianeti deserti, e buchi neri? Le stelle rappresentano i nostri momenti luminosi, di pace e amore. Come quando si aiuta il prossimo, a scorgere le verità in mezzo alle caligini del razionalismo. I pianeti desolati e saturi di sabbia e crateri, raffigurano i momenti in cui ci sentiamo abbandonati, non reagiamo di fronte agli assalti della vita, in maniera dinamica. Ecco che i crateri, altro non sono che le cicatrici di passate collisioni… in sostanza ci ricordano che a volte i traumi, sofferenze delusioni del passato… non ci devono rendere delle persone aride e sterili. Ma al contrario, abbiamo la necessità di reagire con forza, speranza e tenacia… agli eventi della vita, soprattutto riguardo a quelli angosciosi. Infine i buchi neri ci rammentano come a volte, quando ci lasciamo prendere dall’individualismo e dall’alterigia, inevitabilmente assorbiamo e poi annientiamo, l’amore del prossimo… esattamente come un “buco nero” divora la luce al suo interno.

darth_vader_by_ephebopus365-d7apejwLeia rimane prigioniera di Darth Vader: Sovente avviene proprio come ci viene mostrato nella pellicola. In sostanza la nostra anima, la nostra essenza interiore che cerca la verità e la giustizia, può essere “reclusa” da quei preconcetti, falsi valori che come sappiamo, spesse volte sono colmi di razionalismo; ed altresì non permettono di far volare la nostra anima, ma la tengono attraccata a false credenze e convinzioni. E il film ci suggerisce che queste false certezze, possono anche essere assimilate nel proprio ambiente domestico. Di fatto, non scordiamo che Darth Vader, è il padre della principessa Leia. È singolare prender nota, di come la principessa ancora non sappia che Vader è suo padre… proprio come molte persone, hanno rimosso il fatto che le credenze ed impressioni sul mondo che li circonda, sono state inculcate nell’infanzia. E crescendo naturalmente, non ci si ricorderà di questi eventi vissuti ancestralmente, poiché sono stati rimossi. Riassumendo… la “Morte Nera” in questo contesto, raffigura le numerose sovrastrutture mentali, ideologiche, dottrinali e quant’altro… che imprigionano la nostra vera essenza interiore: la nostra anima (Leia).

obiLeia chiede aiuto ad Obi-Wan Kenobi: Come può l’anima, non far ricorso a Colui che l’ha creata? Chi…? Dio. Non possiamo dimenticare che, anche se in maniera totalmente inconscia, la nostra anima sollecita Dio di aiutarla ad uscire dalla sua situazione di peccato. Il Signore naturalmente risponde all’appello, ma desidera che sia il nostro “Io” cosciente, a decidere se accettare o no la chiamata. Il lungometraggio ci fa appuntare, come all’inizio Luke non desideri seguire Kenobi, adducendo come scusa… che deve compiere dei lavori per lo zio. Ecco svelato cosa ci trattiene dal migliorare noi stessi, e dal raggiungere le altezze dello spirito: le incombenze terrene… cioè gli appagamenti umani, i vizi, i godimenti del mondo. Oppure sono gli impegni a cui diamo un’importanza esagerata, come il lavoro, lo studio, lo sport ecc. È vero che tutte queste realtà sono importanti, e che aiutano nella crescita individuale; ma non sono la totalità e globalità dei nostri bisogni. Invero non sarà la nostra infinita conoscenza, né il conto in banca, né tantomeno i nostri corpi palestrati, che porteranno salvezza alla nostra anima; ma saranno le opere di misericordia e l’amore, a decretare se entreremo o no… nel regno di Dio.

468px-Star-Wars-Episode-IV-Luke-Leia-screencap-the-skywalker-family-12747316-1600-674Uccisi gli zii di Luke: Non è produttivo, sopprimere e depennare il proprio passato negativo. Ma necessita elaborare e portare nel positivo, tutto ciò che ci ha potuto sospingere nel male. Ammettere che nel proprio passato, e nel proprio ambiente familiare e sociale, ci sono potuti essere delle false certezze, delle menomazioni morali, discordie, ansie, violenze ecc. Non significa che bisogna annichilire, odiare, tutto ciò che si è vissuto. Ma bisogna accogliere anche le esperienze avverse, cercando di farle fruttificare e volgere nel bene. Un esempio per comprendere meglio questo concetto, è il concime; il quale pur essendo formato da scarti biologici, è estremamente utile per far crescere le nostre coltivazioni. Sostanzialmente il messaggio del film, ci rammenta di non abbattersi, e di non cedere al lato oscuro della collera e dell’odio… specialmente se le persone che avevano l’incarico di amarci, per svariate ragioni, non hanno adempiuto al loro compito.

luke-skywalkerKenobi parla della “forza” a Luke. La “forza” è un campo che circonda, penetra, mantiene unita, tutta la galassia: Non può che essere Dio Padre, a descriverci la terza persona della Santissima Trinità: lo Spirito Santo. E non è forse così? Lo Spirito di Dio, non compenetra tutto l’universo? Non è Dio, che tiene unita la galassia e ciò che contiene? Oltre al fatto che Kenobi, esprime con lucidità uno degli attributi del carattere del Signore: l’Onnipresenza. Dopodiché, Kenobi comunica a Luke del lato oscuro. E poi asserisce che la paura e il controllo, tengono insieme e in ordine, i “Sistemi” locali: Siamo esseri liberi, disponiamo della facoltà di decidere da quale parte stare. Ogni attimo della nostra esistenza terrena, possiamo stabilire se compiere opere corrette od inique. Il lato oscuro della forza, è l’ombra della vera forza… che equivale al rifiuto di seguire la verità che deriva dallo Spirito Santo. Così facendo, automaticamente si entra di diritto nel lato oscuro, che equivale alla forza prettamente umana.

Ed è innegabile, che se si ricusa la vera forza che proviene da Dio, ecco che si precipita miseramente nel lato oscuro… composto dalla paura, falso ordine, desiderio di potenza, sregolatezza dei sensi, impazienza, e così via. Proviamo a visualizzare, alcune di queste essenze ed inquietudini. Paura: senza la fede non si ha forse paura della morte, di rimanere soli, di sentirsi dei buoni a nulla, delle malattie, della disperazione, di sentirsi diversi dagli altri perché si compiono scelte diverse… e così via? Pertanto… queste e moltissime altre paure, sono il risultato del distacco dalle sante leggi di Dio. Chi crede ed ha fede, in realtà non ha paura della morte, poiché sa bene che è solo un passaggio, da questo mondo ad uno migliore: il cielo. Non si ha paura di rimanere soli, poiché si sa che abbiamo un angelo custode che ci aiuta e segue sempre; ed altresì si è consapevoli che Dio essendo onnipresente, segue con amore ogni nostro passo. Il falso ordine? Non si teme nemmeno quello, perché il falso ordine delle leggi prettamente umane, non lo si segue ciecamente come marionette, ma si va dietro al giusto insegnamento dei dieci comandamenti, che non mentono mai sulle verità. Invero la confusione interiore, su ciò che è giusto o meno compiere, avviene quando la veridicità è conculcata dalle eresie e falsi dogmi. La potenza umana non la si teme, poiché chi ha fede comprende con discernimento che siamo tutti provenienti dalla terra… e terra torneremo. Inoltre si sa che siamo tutti fratelli e sorelle, e coloro che hanno avuto dei doni straordinari… li hanno per servire il prossimo, e non per gloriarsi dei doni che giungono da Dio. Sregolatezza dei sensi… se si seguono le virtù della temperanza, purezza e tutte le altre, non si teme certo di divenire schiavi del peccato. Certo… a volte si potrà anche cadere, è vero… ma la fede insegna che Dio è misericordioso e non si teme il suo giudizio severo, se con amore ed umiltà… gli si chiede perdono. Tutti questi molteplici esempi, ci fanno comprendere come la paura enunciata da Kenobi, assale e possiede solo coloro che si discostano ed allontanano da Dio.

La “forza” esercita una certa influenza, sulle menti deboli: Il peccato e il discostarsi dalle virtù e verità, rendono le persone deboli e facili prede del vizio; in aggiunta si rischia di precipitare sempre più in basso, sino a divenire servi del nostro eterno avversario: Satana. Come non ricordare Darth Vader, quando afferma di credere nella forza? Ecco che ammette, che è servo della forza, proprio perché è debole. Ma come? Darth Vader… debole? Certo. Poiché è schiavo della forza malvagia e corruttrice, del male. Ma cosa crediamo? Che essere virtuosi e temperanti, sia un segno di debolezza e viltà? E viceversa, essere servi delle passioni e dei vizi, sia un atto di forza? Certo; questo è quello che il mondo menzognero, lascivo ed accentratore, vuole far credere a tutti. Ma proviamo a riflettere e soppesare con saggezza, i concetti che formuliamo… È forse essere deboli, rifiutare una proposta sessuale? È essere deboli, non agguantare quello che attrae maggiormente? È essere deboli, non mentire? È essere deboli, non vendicarsi? È essere deboli, credere in quello che non si percepisce con gli occhi carnali? È essere deboli, andare contro tutto un mondo ostile? È essere deboli, sperare in ciò che non si scorge che per iscritto? È essere deboli, amare coloro che ci odiano? È essere deboli, essere pazienti con coloro che farebbero perdere la pazienza ad una roccia? È essere deboli, seguire la giustizia quando si sa bene che sulla Terra, nessuno ci punirebbe? È essere deboli, sconfiggere mediante la preghiera, il superbo demone che ha debellato e distrutto menti e anime vertiginosamente intelligenti? La volete conoscere la verità? Sì o No? Rifiutare di compiere tutto quello che avete appena letto… è la dimostrazione lampante che la vera debolezza, è assecondare le cose appena descritte. Mentre coloro che chiedono aiuto alla vera forza, elargita dallo Spirito Santo, non soccomberanno come pere cotte, di fronte a tutte quelle allettanti e seducenti proposte.

han-2Han Solo, e il fido amico Chewbacca, raffigurano quelle forze ed energie interne, che si devono utilizzare per poter raggiungere un determinato obiettivo. I nostri istinti ed impulsi naturali, non vanno eliminati ed osteggiati, ma solo moderati e utilizzati in unione al nostro versante spirituale. Anzi è proprio il caso di dire, che è grazie all’equilibrato controllo di questi impulsi istintivi, che si raggiunge la vittoria. I nostri istinti sono come un cavallo selvaggio, che va ammaestrato e ingentilito. Dopo aver compiuto questo lavoro, il cavallo sarà colui che ci permetterà di raggiungere i nostri obiettivi, con dinamicità e risolutezza. Infatti nel film, possiamo osservare come esclusivamente Han Solo e Chewbacca, sono in grado di pilotare il Millenium Falco. In parole povere, non bisogna demonizzare i nostri lati sensitivi ed istintuali, ma necessita farli confluire al versante spirituale, mediante le virtù. Naturalmente ci vuole tempo e costanza, ma non bisogna perdersi d’animo. Nella pellicola questo interessante aspetto, viene visualizzato quando Leia inizialmente, non sopporta Han Solo e Chewbacca. Poi come tutti sappiamo, sono riusciti ad accettarsi ed a unire sinergicamente le loro forze, per contrastare il male.

AMSWLTD120lgKenobi dice a Luke… Uno Jedi può sentire la forza scorrere, in parte controlla le azioni, ed ubbidisce ai propri comandi: Se apriamo il nostro cuore alle ispirazioni dello Spirito Santo, ecco che i suoi doni e la sua “forza” scorrono come un fiume in piena, dalla sorgente “Dio” fino al nostro cuore; ed infine verso il prossimo. Chi ha in sé la forza dello Spirito Santo, è come se riuscisse a percepire se stesso e il prossimo, in maniera veritiera ed equilibrata. Inoltre si verrà consigliati a compiere opere giuste, ed altresì lo Spirito Santo ci avvertirà dei pericoli che ci possono sopraggiungere.

StarWarsIV_144PyxurzMentre Luke si allena con il remoto, Kenobi gli dice di tentare di nuovo; e di non osservare con l’Io cosciente, ma con l’istinto. Poi aggiunge… gli occhi a volte ingannano, non fidarti di loro: Se cerchiamo di osservare la realtà che ci circonda con gli occhi della ragione, non riusciremo a comprendere con veridicità, tutti gli aspetti della nostra esistenza. Mentre se si è immersi nello Spirito Santo, egli ci donerà le sue luci e la sua visuale, permettendoci di comprendere ciò che con la ragione, non è possibile compenetrare. Ricordiamo Salomone, il quale proprio scegliendo uno dei doni dello Spirito Santo: la Sapienza, riusciva a risolvere enigmi, problemi irrisolvibili ecc. Tutto questo proprio perché lo Spirito Santo, concede ed elargisce le sue luci e la sua verità, a chi con amore ed umiltà le chiede. Kenobi proferisce… espandi le sensazioni; Luke alla fine riesce a contrastare gli attacchi del remoto. Dopo di che, Luke dichiara che poteva percepire e vedere il remoto senza occhi: Dal libro di Maria Valtorta “I Quaderni dal 45 al 50” pag.396: “La Grazia di Dio… comunica loro non soltanto una radiosa bellezza, ma la capacità di vedere e conoscere Iddio…”. Ecco che ripieni di Spirito Santo, possiamo risolvere le problematiche che nella vita cercano di atterrarci. Luke ha aperto il suo cuore alla forza dello Spirito Santo, ed è riuscito a vincere. Nel medesimo tempo, come dimostra il film, prima di affrontare la vera battaglia, bisogna allenarsi nello spirito. Invero, non si possono affrontare i nostri numerosi nemici, senza una crescita interiore e spirituale.

Il radio faro, attira verso la “Morte Nera” il “Millenium Falcon”: Non ci dobbiamo meravigliare che la nostra intera personalità, viene attratta e sedotta verso il male e i vizi. Infatti dopo il peccato originale, la nostra anima (Leia) è rimasta invischiata e sedotta dal lato oscuro… composto da piaceri carnali, desideri di concupiscenza e quant’altro. E per liberare la nostra essenza interiore, necessita unire tutte le risorse che possediamo, senza scordare l’aiuto di Dio (Kenobi). Un altro aspetto da tener presente, è che quando abbiamo compiuto numerosi peccati e disobbedienze, nel nostro intimo… altro non si è verificato che un rafforzamento interiore verso il lato oscuro. Nel film questa sovrastruttura psico-spirituale, è visualizzata nella possente “Morte Nera”. In sostanza, ogni qualvolta compiamo un peccato e ci addentriamo nei vizi, ecco che indeboliamo le nostre forze mentali, psichiche e spirituali. E sospingiamo la nostra persona, verso il male più profondo. Ecco chiarito il perché, è laborioso distaccarsi dai vizi e dissolutezze: il peccato ci debilita.

2e4wytiLa “Morte Nera”, ci rammenta altresì, che quando neghiamo e disconosciamo di essere meschini, deboli, peccatori e quant’altro, non facciamo altro che edificare nella nostra psiche inconscia, un costrutto psichico. Tale intelaiatura mentale (Morte Nera), sussisterà e si alimenterà mediante l’energia psichica che è a disposizione del nostro intelletto; e con l’aiuto del “Falso Sé” (Vader) cercherà, non appena avrà raggiunto un’adeguata dimensione e forza intrinseca, di impossessarsi dell’apparato psichico cosciente. E per completare, tenterà di distruggere l’anima. E allora, come mai nessuno se ne rende conto? Semplice, poiché tutta questa elaborazione, rimane a livello inconscio. E non è tutto… poiché dopo aver distrutto e annichilito se stessi, questo costrutto mentale guidato dal “Falso Sé”, cercherà di conseguire una certa egemonia anche sul prossimo, e su tutte quelle teorie o credenze che si contrappongono agli ideali introiettati. Nel lungometraggio questo aspetto, viene evidenziato nel momento in cui la terribile “Morte Nera”, distrugge il pianeta Alderan.

Luke e amici, liberano la principessa Leia: La cosa importante da annotare, è che solo con tutte le capacità e attitudini congiunte, si può sperare di svincolare la propria anima (Leia) dai vizi e peccati, in cui è rimasta prigioniera. In poche parole, bisogna unire le nostre facoltà psichiche, spirituali, intellettive ed istintive, corroborate dalla forza dello Spirito Santo. Ecco che allora non esistono nemici che possono sgominarci; a questo riguardo è opportuno non tralasciare la famosa frase, enunciata da San Michele Arcangelo “Chi è come Dio?”.

Nello scarico dei rifiuti, Luke viene preso da un mostro marino: Certamente, bisogna comprendere come la nostra anima e le nostre facoltà interiori, siano immerse nella miseria più profonda. Lo scarico dei rifiuti effigia proprio tutti i nostri peccati, mancanze, vizi ecc. che devono essere recapitati alla coscienza, dopodiché va chiesto perdono a Dio degli errori e disobbedienze compiute. Ed allora sì che saremo liberati dalle macchie deturpative, che i peccati hanno inflitto alla nostra anima. Mentre se non domandiamo a Dio perdono delle colpe commesse, rischiamo di essere presi dalla piovra terribile della disperazione, e del nostro eterno nemico: Satana. Il quale come una piovra assassina, si nasconde dietro al paravento dell’immondizia dei piaceri carnali… per poi sedurci e annichilirci. Esattamente quello come è avvenuto a Luke, che ad un tratto… un famelico tentacolo lo ha portato nel fondo dell’oscurità.

Kenobi disattiva il radio faro: È inutile che ci affatichiamo da soli, nel cercare di “disattivare” le nostre inclinazioni rivolte al peccato… perché? Poiché è tutto inutile. Solo Dio (Kenobi) , è in grado di sottrarci da questa attrazione maligna. Non scordiamo che la nostra anima, non ha più la forza e la vigoria dei nostri progenitori. A cagione del peccato di origine, la nostra parte spirituale langue nella debolezza, e nella inclinazione verso il male (lato oscuro della forza). Ecco illustrato il perché nel film, solo Kenobi è in grado di disattivare il radio faro.

Se mi abbatti, afferma Kenobi a Dark Vader, io diventerò più potente di quanto tu possa immaginare. Alla fine Vader, si sorprende di vedere Kenobi senza corpo: Ecco un’immagine ricorrente nei nostri articoli… l’eterna lotta tra il bene e il male; o meglio, tra Dio e Satana; i quali si contendono il bene più prezioso che possediamo… l’anima. Ed è naturale che il male non possa sconfiggere Kenobi, come si può infatti distruggere il creatore del tutto?

Andando avanti nell’interpretazione, possiamo comprendere che è proprio mediante il sacrificio di Gesù sulla croce del Golgota, che acquistiamo la forza dello Spirito Santo. Esattamente come ci viene esposto in S. Giovanni cap.16 vers.7: “Tuttavia io vi dico in verità: È utile per voi che me ne vada, perché se io non vado, lo Spirito Santo Paraclito non verrà a voi; ma se io me ne andrò, ve lo manderò”. Ecco che la frase di Kenobi, che asserisce che diverrà più forte nel momento che se ne andrà, simboleggia proprio la forza che Gesù ha donato ai discepoli, mediante lo Spirito Santo. Difatti, prima che i discepoli avessero i doni dello Spirito Santo, erano colmi di paura (ricordate la negazione di S. Pietro, nel dichiarare di essere un discepolo?); al contrario dopo che lo Spirito Santo gli ha infuso i suoi doni (tra cui la fortezza), non hanno più avuto paura di niente e nessuno. Ed è così che hanno affrontato con coraggio e dignità, le persecuzioni e il martirio.

La voce di Kenobi, dice a Luke di dirigersi rapidamente in salvo, sul Millenium Falco: Ecco come agisce lo Spirito Santo in noi, mediante le sue sante ispirazioni e consigli. A conti fatti, è proprio nel momento del pericolo e della lotta, nell’istante in cui stiamo stramazzando nelle fauci del peccato, dell’eresia, delle imboscate dei nostri avversari… ecco che nel cuore riecheggia con amore e verità, la voce di Colui che ci ha creato e che ci ha redento con la sua morte in croce: Dio.

Nel piccolo droide R2-D2, si trova lo schema tecnico, della “Morte Nera”: È proprio all’interno della nostra memoria inconscia, che si ritrovano tutte le vicende negative, egoismi, cupidigie, esperienze emotivamente ansiose riconducibili al passato ecc. che ci hanno sospinti a produrre o creare, la possente sovrastruttura di false ideologie, malignità, convinzioni, invidie ecc. Ed è proprio nel nostro inconscio che bisogna rintracciare queste anomalie emozionali e spirituali, per poi cercare un sistema per toglierli… o meglio, evolverli in energia positiva e creativa.
Altresì possiamo spingerci a considerare come i piani della “Morte Nera”, siano come cartine topografiche, che ci portano ad intendere come si sono strutturati nel passato, i meccanismi di difesa che a volte ci tengono ancorati a schemi comportamentali inopportuni e contrastanti. Ad esempio, una donna che sin da piccola ha vissuto soprusi emotivi, da adulta nella vita di coppia, cercherà di ricreare quell’ambiente interiorizzato e memorizzato nell’infanzia. Tutto questo per cercare di governare una situazione, che in passato non si è riusciti a controllare. Espressamente come viene descritto da Robin Norwood, nel suo libro “Donne che Amano Troppo” a pag.99, dove si legge: “Infatti, più l’infanzia è stata infelice, più è forte la spinta a rivivere le stesse sofferenze da adulti, nel tentativo di riuscire a dominarle”. Per cui in realtà, a volte accade che una persona non cerca nel proprio partner qualcuno da amare… ma qualcheduno che ricrei quell’ambiente emotivo, che è stato per così tanti anni, l’unico modello e punto di riferimento. Alla persona tutto questo gli sembrerà amore, mentre in realtà non lo è. Nel lungometraggio, questo aspetto lo possiamo ravvisare nel momento in cui la “Morte Nera” annienta il sistema di Alderan. In sostanza, le esperienze vissute nell’età evolutiva e nella pubertà, che non scordiamolo sono esperienze che servono per costruire la propria identità, possono deformare la realtà e i rapporti relazionali, che la persona possiederà da adulta.

Luke disinnesca il computer di bordo: Non si può tenere il piede in due scarpe, o si seguono le ispirazioni dello Spirito Santo, oppure si tallonano le leggi deleterie e fallaci della scienza umana. È fuori di dubbio, che quando Luke disinnesca il computer di bordo, tutti si allarmano e non comprendono il suo gesto. Esattamente come coloro che seguono i dieci comandamenti e le virtù, non vengono visti di buon occhio, da coloro che si lasciano guidare dalle leggi del mondo, dell’edonismo e relativismo.

L’amico Han Solo, lo viene ad aiutare con il Millenium Falco, contro l’attacco di Vader: Han Solo ha compreso che il denaro non è tutto nella vita, ci sono cose più importanti… come l’amicizia, l’amore, la solidarietà. Inoltre come non intravedere in tutto questo, il versante interiore di ognuno di noi, che ancora fa fatica a disancorarsi dai piaceri terreni, e dalle numerose distrazioni del mondo?

Kenobi ricorda a Luke di usare la forza, e di fidarsi dell’istinto. Alla fine Luke riesce a innescare una reazione a catena, che distrugge la “Morte Nera”: Ecco che Luke utilizza i consigli dello Spirito Santo, e altresì riesce ad avvalersi di tutte le risorse interne, per smantellare e distruggere la radice del male. Ed è naturale che riesca proprio là… dove tutti gli altri hanno fallito. Questo è avvenuto perché non si è affidato solo ed esclusivamente sulle sue capacità, ma ha dato ascolto ai consigli di Dio (Obi-Wan Kenobi).

2- L’IMPERO COLPISCE ANCORA

the_empire_strikes_back__revisited_poster_by_mikeluv80-d5t1xgfFinalmente Luke inizia a comprendere che il peggiore tra i nemici che abbiamo, si trova proprio dentro di noi (grotta). Infatti sono le nostre cattive inclinazioni, i nostri desideri smodati, le nostre cupidigie che ci possono far sprofondare nel lato oscuro del peccato. E mentre in passato Luke è sempre fuggito da se stesso, adesso con l’aiuto di Yoda (Dio), affronta il versante di se stesso che tende ed agogna…

Sul pianeta Hoth, Han Solo va ad aiutare Luke. Han Solo ripone Luke all’interno del Tam Tam, per proteggerlo dal freddo: A conti fatti, se non fronteggiamo le nostre ombre e angosce (mostro), esse ci tramortiranno ed infine ci ingloberanno; propriamente come viene visualizzato nel lungometraggio, quando Han Solo posiziona Luke all’interno del Tam Tam. Infatti Luke, nonostante possieda la spada laser per affrontare il mostro, è fuggito via. Questo ci porta a considerare come sia necessario, per poter crescere spiritualmente e interiormente, affrontare le ombre che si annidano nel proprio cuore (grotta dove vive il mostro).

Bacta_TankLuke per ristabilirsi perfettamente, viene messo all’interno di un liquido rigeneratore: Salmo 50 vers.4: “Lavami abbondantemente dalla mia iniquità, e dal mio peccato mondami”. Dopo che siamo stati servi del peccato e del male (mostro del pianeta Dagobah), ecco che per mezzo della confessione, veniamo ripuliti da tutte quelle scorie e rimasugli che il peccato ha cagionato alla nostra anima. In poche parole, Luke che è stato inglobato nel peccato e nelle concupiscenze, adesso ha fatto l’esperienza di cosa significhi il sacramento della Confessione: essere mondati dai peccati e rinascere ad una nuova vita spirituale.

A volte si desidera ritrovare quella pace che si è sperimentata nel ventre materno; soprattutto quando ci si trova nei pericoli e nelle avversità (freddo del pianeta Dagobah). Quando si affrontano le freddezze del prossimo, i pericoli, i mostri del passato… ecco che conviene tornare a quella pace e serenità intime che si hanno vissuto nei nove mesi, all’interno del corpo della propria madre. Non scordiamo che la nostra memoria inconscia ha sempre presente quei momenti, in cui la persona viveva in completa armonia nel liquido amniotico. Questo processo psichico molto frequente, viene chiamato “regressione”. In sostanza, di fronte ad ostacoli che non si sanno affrontare o che procurano ansia, la mente escogita un meccanismo di difesa che riporta l’individuo a compiere atti e comportamenti, usati normalmente in una fase dello sviluppo precedente a quella corrente. Ecco che nelle case dove nasce un secondo fratellino, il primogenito inizia a fare la pipì a letto; in un’età in cui si è già superata questa delicata fase. Oppure in alcune situazioni ansiogene, quando si incomincia a mangiucchiare qualcosa o a fumare; ecco che emerge a livello inconscio una regressione interna, che porta la persona a rivivere internamente situazioni di agio e serenità vissute nella fase orale. In definitiva mediante questi atti catartici, si cerca di portare un equilibrio interno che momentaneamente è stato alterato. Riassumendo, a volte regredire è come recuperare le proprie forze dopo aver affrontato un periodo logorante; insomma questi eventi sono del tutto normali, ma possono divenire preoccupanti, nel momento in cui vengono riproposti in maniera ossessiva.

maxresdefaultHan Solo per sfuggire da Darth Vader, si rifugia dentro il ventre del mostro: S. Matteo cap.12 vers.40: “Perché, come Giona stette tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo starà tre giorni e tre notti nel cuore della terra”. Esattamente come nella favola di Pinocchio, dove il burattino proprio nel ventre dell’enorme mostro marino ha ritrovato Geppetto (Dio Padre), così Han Solo è riuscito nel ventre del mostro spaziale a riparare il Millenium Falco (equilibrio interiore). Purtroppo sovente, nei momenti di spensieratezza o gioia, ci dimentichiamo del Signore; ma lo ritroviamo quando ci troviamo nel dolore, nella sofferenza, nella solitudine… ecco che allora come per incanto, ci ricordiamo di Colui che ci ama e che ci ha creato. In breve, il lungometraggio ci richiama alla mente che a volte il dolore, altro non è che un mezzo per accostarci al Signore.

È proprio nel momento i cui entriamo dentro di noi, quando poniamo attenzione alle nostre emozioni, sentimenti, problematiche interiori, che riusciamo a lenire le sofferenze e patimenti vissuti nel passato. In questo contesto, possiamo osservare come unicamente entrando nella notte oscura della nostra anima, possiamo recuperare le forze e le energie necessarie, per poter proseguire nel cammino psichico e spirituale. Proprio nel ventre buio del dolore, si possono rintracciare le facoltà che abbiamo; ed altresì possiamo chiedere soccorso a Colui che altro non aspetta che un nostro cenno, per poterci offrire aiuto… ma chi? Dio. Un’ultima annotazione… questo cercare in tutti i modi di evitare il dolore, altro non è che un meccanismo di difesa che si chiama traslazione; il quale permette all’Io della persona, di non provare sofferenza mediante il deviamento dell’attenzione su cose od eventi che in realtà, non sono poi così importanti.

yoda-dagobahLuke riferisce a Yoda, che cerca un grande guerriero. Yoda risponde, che la guerra non fa nessuno grande: Yoda raffigura tra le altre cose, Dio; il quale ammaestra Luke (cristiano o futura anima consacrata), sulle verità che troppo di frequente nella nostra epoca contemporanea, vengono travisate o distorte. La piccolezza del corpo di Yoda ci ricorda che Dio è umile; ed altresì il suo bastone, ci rammenta che egli è il depositario della Sapienza (ricordate il bastone di Gandalf?).

La guerra non fa nessuno grande… e le esperienze dei nostri avi, dovrebbero ricordarcelo. Dove sono i grandi guerrieri del passato? Certo, erano provvisti di armi possenti, lance, spade e quant’altro; ma le loro gesta sono cancellate dal pulviscolo del tempo… mentre le loro azioni bellicose, al presente le si percepiscono per quello che sono realmente: delle ingiustizie perpetuate su popoli innocenti. La guerra porta con sé morte e distruzione, e rimpingua solo coloro che oscurati dal denaro e dal potere, non sanno discernere cosa sia veramente la pace e la serenità. In realtà questi numerosi autocrati, hanno essi stessi una guerra interiore che non riescono a pacificare. E per questo mentre cercano di possedere, governare e dominare le popolazioni; non si accorgono che nel loro essere interiore… si trova un terribile male, che cerca di dominare, possedere, governare tutta l’essenza della persona: il peccato.

Crimson-guardL’imperatore parlando con Vader asserisce che c’è una interferenza nella forza, e che adesso hanno un nuovo nemico… Luke. Egli può distruggerli, la forza è vigorosa in lui… egli non dovrà mai diventare uno Jedi: È evidente che Satana (imperatore), non ha desiderio che qualcheduno diventi un’anima sacerdotale (Jedi). Questo perché come dice espressamente la pellicola, nelle anime sacerdotali vi è una vigorosa forza proveniente dallo Spirito Santo. E non è forse l’anima sacerdotale (Jedi), che è in grado di distruggere il peccato (lato oscuro della forza)? Sappiamo bene tutti, che mediante la confessione, la persona prende un lavacro salutare della propria anima, e vince il peccato (lato oscuro della forza). Inoltre l’anima sacerdotale è colei che compie il sacramento dell’Eucaristia, vera fonte di forza per coloro che se ne cibano con amore ed umiltà. In sostanza, Satana (imperatore) e chi lo segue, desiderano impedire che alcune giovani anime, prendano la strada del sacerdozio. E come completano questo obiettivo? In molti modi e forme diverse, una tra tutte… quella di scoraggiare le persone a portare a termine un cammino lungo e irto di difficoltà; altresì cercando di far desiderare i beni terreni, come fossero patrimoni indispensabili e necessari.

Vader risponde all’imperatore, che Luke potrebbe diventare un potente alleato. Insomma, se non si aggrega a loro… morirà: Qui possiamo notare come il male, prima di combattere coloro che perseguono la via del bene, cerchino con tutti i mezzi di portarli nel lato oscuro della forza: nel peccato, nella disobbedienza, malizia, e in tutti i vizi. Dopodiché, se la persona non si inchina alle regole imposte dalle molteplici concupiscenze… sopraggiungeranno istigazioni, angherie, diffamazioni, tribolazioni e così via. Per questo è necessario armarsi dell’armatura che proviene dallo Spirito Santo (la forza sia con te), l’unica arma che è in grado di contrastare efficacemente le innumerevoli tentazioni del drago antico.

big_thumb_27a8e83d2483bd7d30bb1609b134183cYoda ribadisce che Luke non ha pazienza, e che c’è molta rabbia in lui. Dopodiché aggiunge che la rabbia e la violenza, veloci ti raggiungono quando combatti, possono dominare il destino e consumare Luke, esattamente come è avvenuto a Vader: Proverbi cap.19 vers.11: “Dalla pazienza si conosce l’istruzione dell’uomo, ed è sua gloria passare sopra le offese”. La pazienza o temperanza è una grande virtù cardine, riguardo ad ogni impresa che si ambisce compiere nell’onestà. Ma che cosa porta la persona, ad essere intemperante? La risposta ce la presenta Yoda su un vassoio d’argento: la rabbia. Invero, non è stata forse la collera la chiave di volta che ha fatto divenire Anakin, il perfido Darth Vader? La virtù della pazienza, porta la persona a ponderare le situazioni complicate in maniera equilibrata, ed altresì conduce ad un’altra virtù che è la prudenza. Naturalmente è bene ribadire che la pazienza è una virtù, a cui possono giungere anche coloro che hanno un temperamento insofferente e rabbioso; ma come? Il primo passo da compiere è quello di avere cognizione della propria impazienza, perché solo mediante la consapevolezza dei propri limiti ed errori, si riesce a debellarli; la stessa cosa che avviene con un nemico che si deve sconfiggere, come lo si fa a combattere se si nega che egli esista? Questo passaggio sembra semplice e scontato, ma così non è. Proprio perché l’Io della persona, a volte nasconde a se stesso di essere impaziente per non creare disarmonia, con l’immagine che la persona ha di se stesso. Infatti l’ammettere di essere intolleranti, crea un disagio verso la propria autostima. Alcuni si chiederanno, ma è semplice comprendere quando si è impazienti, basta osservare come uno si comporta in determinate situazioni. È vero… sembra semplice; ma sovente la persona impaziente, razionalizza e giustifica la propria intolleranza e il proprio atteggiamento insofferente, mediante una sorta di meccanismo di difesa che porta l’individuo a giustificare i suoi limiti. Le risposte che una persona dice a se stessa e agli altri, per giustificare le proprie inquietudini sono molteplici. Comunque la pazienza, oltre al resto, porta con sé numerosi vantaggi e benefici. Ad esempio un migliore sviluppo del pensiero cognitivo, aumenta l’empatia con il prossimo e si diviene più tolleranti. Infine la virtù della pazienza, porta con sé una meravigliosa sensazione di pace interiore, che fa considerare gli eventi con più equilibrio e con un certo distacco. Senza contare che ad ogni virtù conseguita, un giorno sarà dato un premio da Dio che durerà eternamente. A corollario di quanto appena espresso, poniamo attenzione a quello che ci riferisce Ecclesiastico cap.2 vers.4-5: “Tutto quello che ti capita accettalo, e nel dolore soffri da forte, nell’umiliazione abbi pazienza. Perché nel fuoco si saggia l’oro e l’argento, e gli uomini accetti nel crogiuolo dell’umiliazione”.

Yoda sempre parlando con Luke, proferisce… “Avventura ed emozioni, un Jedi queste cose non ambisce; tu sei avventato”: Avventura ed emozioni, sono un’allegoria delle inclinazioni verso il peccato e le concupiscenze della carne. Molto spesso viene impartito alle persone, che la lussuria è un bene. Ma a cosa porta questo comportamento? A soddisfare il versante materiale della persona, ed a considerare il prossimo solo come fosse una scatoletta di sardine, da assaporare e poi gettare via. Le persone non smarriscono solo la purezza del corpo, ma anche quella del cuore. Si incomincia a non discernere che la lussuria è un vizio, e la si considera un sistema per socializzare (un tempo non si usava la parola?). Proviamo a riflettere, ci farebbe piacere pensare che siamo venuti al mondo quasi per caso, pensando che i nostri genitori ci hanno generato per un semplice atto conseguente ad un amplesso di lussuria? Oppure ci sarebbe gradito pensare di essere venuti al mondo, perché i nostri genitori hanno compiuto un atto di amore? Già amore, una parola che si usa con estrema facilità, ma sovente per sottintendere un qualcosa che non esiste.

big_thumb_93ceda5d50b6c17c43fe37d235895ae9Finirà ciò che comincia?: Sembra una domanda banale, ma come ben sappiamo la perseveranza è una essenza fondamentale, nel momento in cui si intraprende una determinata scelta. Yoda naturalmente si riferisce alla brutta esperienza vissuta con Anakin, il quale dopo essere stato un bravo Jedi… è divenuto servo del lato oscuro della forza. Lo stesso evento può accadere in tutti noi, non basta avere desiderio di migliorarsi e perfezionarsi, ma bisogna essere costanti e saper rialzarsi dopo ogni caduta. Anche nella realtà religiosa possiamo notare come alcune figure sacerdotali, non sanno rimanere fedeli al compito che si erano preposti di seguire; ma questo aspetto riguarda tutti gli ambiti. Invero, tutti abbiamo conosciuto professori ed insegnanti che non sapevano svolgere la loro mansione in maniera corretta; e così in tutti gli altri settori lavorativi e non. Quando si inizia a seguire una scelta spirituale, lavorativa ecc. sussiste entusiasmo, la vitalità è al massimo, le aspettative sono tante… ma è il tempo il vero maestro. Sembra tutto incantevole e allettante… all’inizio; ma poi, quando avvengono le inevitabili delusioni, le incomprensioni, i duri combattimenti, le sofferenze… cosa avviene? È proprio in questi momenti che la persona corre il rischio di cedere al lato oscuro, e di non finire ciò che con tanto fervore, ha cominciato.

Il lato oscuro non è più forte; ma è più rapido, facile e seducente: Si sa che il peccato (lato oscuro della forza), è più seducente e porta la persona a desiderare essenze malvagie… appetibili ai sensi. Ma comunque sia, il peccato non è più forte del bene, proprio perché abbiamo in noi tutte le facoltà ed aiuti soprannaturali, per corazzarci da queste tendenze inique.

Luke chiede a Yoda “Come si distingue il cattivo dal buono?”. Yoda gli risponde che lo imparerà quando sarà calmo e in pace: La pace e la serenità, sono le due essenze che riempiono un cuore quando è privo di rabbia, orgoglio ed egoismo. Ecco cosa porta con sé il vivere con armonia, sia con se stessi che con il prossimo. Mentre al contrario se si perseguono le vie deleterie dell’edonismo e della superbia, si resterà privi di quella pace e serenità interiore. Questo perché la perdita della pace, è un turbamento della propria coscienza, la quale incomincia a suggerire al nostro “Io” protervo, che sta agendo con immoralità ed estrema velleità. Da questi eventi, possiamo comprendere come le persone che non hanno pace interiore, per colmare o far tacere la propria coscienza… incomincino a stordirsi mediante piaceri carnali, abbuffate di cibo, animosità contro il prossimo ecc.

Yoda asserisce che un Jedi usa la forza con saggezza e difesa, e mai per attaccare: Questo ci porta a considerare un fatto interessante, se si seguono i comandamenti e le virtù che Dio ci ha fatto conoscere, ed altresì che ha scritto nel nostro cuore, ecco che la forza dello Spirito Santo ci viene elargita con abbondanza. E quella serenità e pacatezza che contraddistingue coloro che sono in pace con se stessi e con Dio, è la prova più veritiera e tangibile di questo processo spirituale. Espressamente come ci viene proferito in Proverbi cap.10 vers.29: “Le vie del Signore sono la forza dell’innocente, e lo sgomento dei malfattori”.

Yoda conduce Luke in una grotta; poi rivoltosi a Luke asserisce… “In questo posto è forte il lato oscuro della forza; dentro scoprirai solo ciò che con te porterai”: Ricordiamo come all’inizio Luke è fuggito via dall’osservare se stesso, quando è scappato dalla grotta del mostro, nel pianeta Dagobah? Luke in quel momento, non ha avuto il coraggio di affrontare l’orrendo mostro, nonostante aveva le armi necessarie per sconfiggerlo (la spada laser). Ma ora con l’aiuto di Yoda (Dio) ecco che prende forza e coraggio, ed affronta la sua ombra. Questo passo del film, ha una stretta similitudine con quanto scritto nel libro di Sant’Agostino “Le Confessioni” pag.185: “Ammonito da quegli scritti a tornare in me stesso, entrai nell’intimo del mio cuore sotto la tua guida; e lo potei, perché divenisti il mio soccorritore…”. Come abbiamo visto, l’analogia tra gli scritti di Sant’Agostino e il lungometraggio, sono sorprendenti. In breve, come Yoda ha guidato nella grotta Luke, così Dio ha guidato il santo filosofo, nella grotta del suo cuore. Ecco il luogo che si deve raggiungere, per imparare a debellare i propri timori, incertezze, peccati, concupiscenze e quant’altro. È inutile fuggire via dalle proprie responsabilità, e dal proprio versante oscuro e tenebroso; prima o poi bisogna affrontare il profilo di noi stessi, che ci opprime e ci rende schiavi del male. Se ci si rifiuta di guerreggiare questo terribile versante tetro ed ombroso, il male oscuro divorerà la nostra anima… rigorosamente come ha fatto con Anakin.

Anche nel versante prettamente analitico, possiamo riscontrare come tutti abbisogniamo di entrare nella “caverna” del nostro cuore, per cercare di lenire le sofferenze e deprivazioni vissute nel passato. In poche parole, se non affrontiamo le problematiche che ci hanno spinto a costruire sistemi difensivi penosi… ecco che saremo portati a credere che tutti i nostri problemi dipendono dal comportamento del prossimo, e non dai “bisogni ossessivi” riposti nel proprio intimo. Questo è uno dei motivi del perché a volte, persone con problemi di ansia, rabbia, psicopatologie di diversa natura, rapporti affettivi devastanti ecc. giustificano le loro problematiche asserendo che la colpa è sempre di qualcun’altro. Al contrario, quando si incomincia ad avvertire che il problema si trova all’interno di noi stessi, ecco che gli eventi iniziano a migliorare e a risolversi. Yoda asserisce che le armi non serviranno: È naturale che le armi prettamente fisiche, nulla possono contro la lotta spirituale dell’anima.

EP5_ILM_112Luke nella grotta scorge Darth Vader, e mediante la spada laser gli taglia la testa; sotto l’elmo si intravede il volto di Luke: Finalmente Luke inizia a comprendere che il peggiore tra i nemici che abbiamo, si trova proprio dentro di noi (grotta). Infatti sono le nostre cattive inclinazioni, i nostri desideri smodati, le nostre cupidigie che ci possono far sprofondare nel lato oscuro del peccato. E mentre in passato Luke è sempre fuggito da se stesso, adesso con l’aiuto di Yoda (Dio), affronta il versante di se stesso che tende ed agogna le cose materiali. In relazione a quanto detto, come si fa a combattere il nostro eterno nemico Satana, se prima non siamo riusciti a combattere l’antagonista che si annida nel nostro essere interiore? Non a caso, di frequente percepiamo nemici da tutte le parti, tranne che dentro di noi. La Sapienza divina ci suggerisce di incominciare a lavorare su se stessi, prima di affrontare battaglie più impegnative e gravose. Se non si compie questo lavoro interiore, si rischia di precipitare nell’immoralità. Ecco il motivo di alcune cadute riguardo ad anime sacerdotali e cristiani; semplicemente non si ha saputo affrontare la propria “parte oscura” individualista ed altera.

Luke deve tirare fuori la sua navicella dal fango; inoltre asserisce che spostare delle pietre è una cosa… ma questo è tutto diverso. Yoda risponde “No, non diverso, diverso solo nella tua mente. Devi disimparare ciò che hai imparato”: Proprio così, a volte bisogna lasciarsi alle spalle tutte quelle teorie raziocinanti ed illusorie, che ci impediscono di vedere e raggiungere le altezze dello spirito. Ma cosa ci porta a non fidarci delle parole descritte con amore e verità, nella sacra Bibbia? Il razionalismo. Proprio quello che asseriva il filosofo Cartesio, decretando la mente razionale come l’unico modo per raggiungere la verità, escludendo a priori qualunque realtà spirituale. Malauguratamente nella nostra epoca si è ampliato questo pensiero erroneo, e la risposta a questo principio, è la perdita della Fede. A questo punto, è facile immaginare che per riacquistare una sana e prospera Fede, bisogna sradicare tutte quelle teorie fittizie, che per così tanti anni hanno messo radici nella nostra mente.

Luke dichiara “Ci proverò”. Yoda ribatte “Provare no, fare; non c’è provare”: Lettera agli Ebrei cap.11 vers.6: “Senza fede non è possibile piacere a Dio, poiché chi si accosta a Dio, deve credere che Egli esiste, e che Egli è rimuneratore di quelli che lo cercano”. Questo aspetto evidenzia un fatto rilevante, quando si prega il Signore dobbiamo pensare che Egli accolga con benevolenza quello che gli chiediamo. Ma se nel nostro intimo non abbiamo la certezza che Dio possa fare un determinato miracolo, ecco che il dubbio dimostra la nostra poca fede nell’onnipotenza divina, e di conseguenza non verrà ascoltata la richiesta effettuata.

Luke dice che la navicella è troppo grossa. Yoda ribatte “La grandezza non conta, guarda me, giudichi forse me dalla grandezza? Non dovresti farlo perché mio alleato è la forza, ed un potente alleato essa è”: Salmo 58 vers.10: “Tu sei mia fortezza, io veglierò verso te, perché tu sei, o Dio, il mio protettore”. Le persone che sono alleate di Dio, sono forti nello spirito, poiché il Signore infonde nei loro cuori uno dei sette doni dello Spirito Santo: la fortezza. Ecco spiegato il motivo del perché persone fragili, poco intelligenti, ignoranti, difettose… ma che hanno una grande fede ed amore verso Dio, riescano a proferire, parlare, divulgare, rimanere saldi e forti nelle traversie della vita, nelle persecuzioni, nelle calunnie e così via. E se meditiamo, è quello che accade attualmente al nostro pontefice Giovanni Paolo secondo, il quale nonostante la sua debilitazione fisica, traspare dalla sua persona e da quello che ribadisce, una forza misteriosa e possente: la forza del Signore.

Yoda dice che la forza crea la vita, la sua energia ci circonda e ci lega, e illuminati noi siamo… non questa materia grezza; bisogna sentire la forza intorno a noi, ovunque: Le asserzioni di Yoda, sono perfettamente conformi a quelle del famoso filosofo Sant’Agostino; esattamente come scrive nel suo libro “Le Confessioni” pag.175: “Ecco Dio, ed ecco le creature di Dio. Dio è buono, potentissimamente e larghissimamente superiore ad esse. Ma in quanto buono creò cose buone e così le avvolge e riempie”. Per cui la fede in realtà, dona a chi la possiede una capacità di vedere oltre l’apparenza delle cose. Ed altresì con la fede, si può comprendere come la materia grezza che è il nostro corpo carnale, altro non è che un involucro che contiene al suo interno, la nostra parte più preziosa: l’anima.

Dopo che la navicella è stata recuperata; Luke proferisce… “Non posso crederci”. Yoda risponde “Ecco perché hai fallito”: S. Marco cap.11 vers.22-24: “Gesù rispose loro: Abbiate fede in Dio. In verità vi dico che se qualcuno dirà a questa montagna: Togliti di là e gettati in mare, e non avrà alcun dubbio nel suo cuore, ma crederà che quel che dice s’abbia a compiere, gli accadrà. Perciò vi dico: tutte le cose che domanderete nella preghiera, abbiate fede di ottenerle e le otterrete”. Luke raffigura in questo contesto, la persona che ancora non possiede una salda fede nell’onnipotenza di Dio; e per questo non ottiene ciò che nella preghiera, domanda al Signore. Invero, non dobbiamo scordare che Dio conosce i pensieri del nostro cuore, ed Egli sa perfettamente se le nostre suppliche, sono colme di fede o meno. Si giunge pertanto a comprendere, come mai a volte alcune preghiere non vengono esaudite: poiché anche noi come Luke, nel nostro cuore abbiamo enunciato le fatidiche parole “…non posso crederci”.

Obi Wan Kenobi avverte Luke dicendo… “È la tua avidità che l’imperatore vuole, è per questo che i tuoi amici vengono fatti soffrire. Se tu decidi di affrontare Vader da solo, io non posso interferire”: Quando prendiamo delle decisioni, il Signore non può interferire di fronte al nostro libero arbitrio; certo ci può suggerire quale strada sia la più corretta, ma Dio rispetta il dono che ci ha elargito: la libertà. Non dimentichiamo che la libertà è un dono tra i più grandi che ci possano essere, ed è un atto di immenso amore. Siamo liberi di amare o di odiare, di accogliere o di rifiutare l’amore e le leggi di Dio. Se non ci fosse la libertà di operare come desideriamo, che senso avrebbe il premio o la punizione?

Princess-Leia-Han-Solo-in-Star-Wars-Episode-V-The-Empire-Strikes-Back-movie-couples-25268600-1280-720Darth Vader, mette Han Solo in ibernazione: Il nostro corpo carnale i piaceri mondani, sono solo un’esca che utilizza Satana per attirarci verso di lui. Il male desidera ibernare, arginare, congelare le nostre risorse ed energie interne (Han Solo). Proviamo a riflettere, cosa porta una persona a disperare? Il credere che non si riuscirà mai ad affrontare un determinato compito, che non si supererà una difficoltà, la perdita della speranza, che le cose o eventi non cambieranno mai ecc. Insomma questi pensieri negativi, altro non fanno che immobilizzare le facoltà della persona, creando all’interno dell’individuo una scissione, una menomazione che porta l’individuo a cadere nella depressione, o nella malinconia più cupa. Questi sentimenti, se si cancrenizzano, possono innescare un processo di autodistruzione, o peggio… una discesa nel versante oscuro; esattamente quello che desidera Darth Vader nei riguardi di Luke (Io dell’individuo).

Ma andiamo avanti, purtroppo alcuni individui non permettono ai loro discendenti, di ampliare la loro creatività. Tutto questo mediante un’educazione troppo castrante e severa, che trova come alleato le urla, o punizioni troppo coercitive. Comprensibilmente molti pedagoghi, sono dell’opinione che bisogna insegnare ai fanciulli il contenimento dei propri impulsi istintuali, ma tutto questo va compiuto con moderazione, serenità, prudenza. L’apparato istintuale del fanciullo va guidato, non represso e reciso del tutto.

the-empire-strikes-backDarth Vader durante il combattimento, taglia la mano destra di Luke; inoltre gli comunica che è suo padre: Proverbi cap.4 vers.27: “Non piegare né a destra né a sinistra, ritira il piede dal male. Perché il Signore conosce le vie che sono a destra, quelle di sinistra sono perverse…”. Il passo biblico appena esposto, ci suggerisce come il male in realtà agogni recidere, rimuovere, annichilire la mano destra, cioè la retta strada che una persona ha cominciato a percorrere. Tutto questo naturalmente avviene nella terribile battaglia spirituale, che tutti affrontiamo quotidianamente (Luke che guerreggia contro Vader). Infatti come può il male e il peccato, entrare in un cuore che è colmo dell’amore di Dio? Chi ha dalla sua parte il creatore della fortezza non può vacillare, espressamente come ci viene enunciato nel Salmo 88 vers.14: “Il tuo braccio è potente: forte è la tua mano e si leva alta la tua destra”.

empire-strikes-back-main-reviewLa sorpresa di Luke nell’apprendere che Vader è in realtà suo padre, ci porta a riflettere su un argomento di estrema importanza: la consapevolezza che una parte di noi… è malvagia. In sostanza, a volte la percezione che una parte di noi è legata al male, crea dei disagi e delle perplessità. Infatti si pensa sempre che il male è fuori di noi, che il male siano gli altri… si ha timore di asserire il contrario. La fuga dalla nostra ombra, come abbiamo spesso accennato, anche se all’inizio sembra una scelta legittima e coerente, con il tempo diventa una spada di Damocle che penzola sulle nostre teste, in attesa di colpire. È necessario ribadire, che non si può sconfiggere un nemico se non lo si visualizza con obiettività. Se noi pensiamo che il male è fuori di noi, cominceremo a combattere e prendercela sempre con il prossimo, con il vicino di casa, con il parente antipatico, con la persona che lavora con noi, e così via.

jA0H0Un altro elemento singolare, è osservare l’analogia tra la mano tagliata di Luke, e il braccio che egli stesso ha mozzato al mostro di Dagobah. Questo evento ci porta a considerare come in realtà Luke, fuggendo il “gelido mostro” del peccato, altro non ha fatto che ferire se stesso (mano tagliata). Riassumendo, sovente il peggiore nemico di noi stessi, si trova nascosto dove meno ce l’aspettiamo… e lo possiamo adocchiare ogni volta che ci contempliamo allo specchio.

3- IL RITORNO DELLO JEDY

star-wars-episode-6-return-of-the-jedi-poster-4Luke è riuscito, mediante le numerose prove ed esperienze, a rafforzare la propria capacità di sopportazione; con il vantaggioso effetto di superare con fermezza, la rabbia proveniente dalle future prove. Il messaggio che ci perviene da questi eventi, è che se fronteggiamo le difficoltà della vita senza paura della sofferenza e delle eventuali sconfitte, diverremo più resistenti e coraggiosi, e non ci demoralizzeremo nel momento in cui la disperazione spavaldamente, ci vorrà fronteggiare. Si diverrà come immuni da…

Luke, Leia e i due drodi, si adoperano per liberare Han Solo: Ecco che quando le forze dell’Io si alleano con quelle spirituali, si possono utilizzare congiuntamente finanche le proprie facoltà intellettive (droidi), per scarcerare il versante istintuale (Han Solo) imbrigliato nel peccato e nelle concupiscenze. E la buona riuscita della loro missione, ci fa avvertire con discernimento come tutti noi dobbiamo divenire, per poter fronteggiare con dinamicità gli eventi della vita.

Han Solo imprigionato, effigia altresì la nostra personalità ghermita dal peccato (Jabba), che anela con tutte le sue forze, di svincolarsi da questo orrendo carceriere. Ed è naturale che ciò avvenga, con l’aiuto del proprio Io (Luke) e della propria anima (Leia). Questo interessante aspetto ci viene enunciato anche dal professor Pietro Lombardo : “Il peccato è un passaggio per andare verso la libertà. Se noi sperimentiamo il peccato e riconosciamo il peccato, ci rendiamo conto che il peccato altro non è che una forma di prigionia che ci impedisce di essere liberi di amare, di essere leggeri, di essere puliti, di essere trasparenti, di essere caldi, di essere noi stessi”.

Leia libera Han Solo; il quale per un po’ di tempo, non ci vede: Quando per diverso tempo si è rimasti nei meandri del vizio, è chiaro che per uno spazio di tempo non si riesce a visualizzare con discrepanza, la realtà circostante. Mentre proprio quando Han Solo incomincia a combattere contro il male, ecco che riacquista la vista… quale vista? Quella spirituale.  Un’altra interpretazione a questo evento del film, la possiamo ritrovare in Maria Valtorta “Libro di Azaria” cap.16 dove si legge: “La proporzione del vedere, comprendere, riflettere, è data dal grado di amore raggiunto dall’anima”.

open-uri20150608-27674-11jpb23_def89b6dJabba the Hutt, tiene schiava Leia: E chi se non Satana (Jabba), brama con tutto se stesso appropriarsi della nostra anima (Leia)? Ma Jabba simboleggia anche il vizio della lussuria, evidenziata nel momento in cui egli brama la principessa, allungando la sua viscida lingua. Possiamo comprendere come il vizio della lussuria, se non viene mitigato e placato, con il tempo può essere in grado di schiavizzare la propria anima; ed infine distruggerla. Ma questo avviene unicamente, se non si combatte questa dissolutezza per tempo.

Luke viene fatto entrare nella cella di un terribile mostro; alla fine Luke riesce ad ucciderlo: Luke che fronteggia il mostro nelle segrete di Jabba, ci ricorda un aspetto affrontato sovente nei nostri precedenti articoli: bisogna entrare nel nostro intimo, nel nostro inconscio e affrontare senza paura la “orribile creatura” che si annida nel proprio cuore. Le passioni, i vizi, gli egoismi, le superbie e quant’altro, vanno affrontate senza titubanza. Solo compenetrando questa verità, si può uscirne vincitori; altrimenti il mostro che tutti possediamo, altro non farà che dilaniarci dell’interno. E tutti possiamo constatare nella vita di tutti i giorni, come le persone che per viltà e orgoglio non affrontano il mostro interiore, alla fine proiettano sugli altri i propri limiti, difetti, passioni, peccati. Il tutto mediante una serie interminabile di critiche, calunnie, incomprensioni e così via. La motivazione di tutto questo, è semplice: trovare un capro espiatorio, dove far convogliare i propri sensi di colpa. Ovviamente la finalità di questo evento, è quello di continuare a peccare senza problemi… visto e considerato che il “colpevole” (guarda caso, trattasi quasi sempre del prossimo…) è stato punito…

Leia sul galeone a vela, uccide Jabba: Come appena osservato, l’anima coadiuvata dall’Io e dalle forze mentali coese, riesce ad affrontare con tenacia il vizio della lussuria e le altre concupiscenze, riuscendo così a debellarle.

L’imperatore parlando con Darth Vader, asserisce “…solo se restiamo insieme, possiamo portare Luke nel lato oscuro della forza”: Satana (imperatore) sa bene che solo se tiene incatenato a se, il versante del nostro essere che anela a possedere, bramare, agognare… riuscirà o perlomeno avrà una chance, nel condurre la nostra intera personalità, nelle fauci della concupiscenza e della perdizione eterna (lato oscuro della forza). Che il lato oscuro della forza simboleggi il peccato, ci viene espresso altresì da S. Caterina nel libro “Il Dialogo” pag. 328: “Notte Oscura: Peccato mortale”.

Joda dichiara a Luke “…una sola cosa ti manca, per essere un vero Jedi, confrontarti con Vader”: L’unico modo per vincere la battaglia per la salvezza della propria anima, è quella di affrontare il proprio versante oscuro (Vader), che agogna all’illecito e brama i piaceri della carne e del senso.

Luke, apprende che Leia è sua sorella: Quando ci si instrada nel cammino spirituale, si comprende che si possiede un’anima (Leia); la quale come una buona “sorella” ci sostiene e conforta nel sapere che la nostra vita terrena, non è solo e unicamente un avvicendamento interminabile di eventi e fatti; ma è un percorso che ci instrada verso una realtà più grande e soddisfacente: quella del cielo.

Obi Wan Kenobi, proferisce che molte delle verità che affermiamo, dipendono dal nostro punto di vista: È una realtà inconfutabile, che frequentemente quello che proferiamo ed asseriamo con decisione e fermezza, altro non è che un nostro punto di vista. Questo avviene allorquando non seguiamo le vie della verità, ma desideriamo seguire le nostre bramosie e le nostre passioni, ecco che allora si dischiudono le cataratte dell’eresia e della soddisfazione verso i piaceri egoistici; i quali non scordiamolo, sospingono la persona ad abbracciare le eresie e le menzogne, solo per avere una legittimazione nel compiere quello che si ambisce.

692275-lukeobiwandagobahKenobi sostiene che ormai Vader, è più una macchina che un uomo: Le persone che procedono lungo le direttive del male e del peccato, le persone esasperatamente razionali… altro non sono che individui “zombi” che si lasciano trascinare dal re della menzogna, e come marionette lo seguono senza rendersi conto, che tallonano la strada della perdizione eterna. Macchine, come i cuori ormai privati dell’anima.

Leia e Han Solo, si fanno aiutare dai piccoli Ewoks, che abitano sulla luna boscosa di Endor: Come abbiamo visto nel racconto di Tolkien, coloro che sono piccoli (umili), sono in grado di superare le molteplici impedimenti di ordine psicologico e spirituale. In breve, a volte accade che il Signore utilizza persone umili, deboli, insignificanti per portare a termine grandi opere. Tra i molteplici esempi che possiamo esporre, ne faremo uno su tutti: il re Davide. Egli infatti fu scelto da Dio nonostante appariva, dei suoi sette fratelli, quello più piccolo ed insignificante agli occhi degli uomini. Tutto questo ci viene riferito in 1° Re cap.16 vers.7-13: “Ma il Signore disse a Samuele: Non badare al suo volto o all’altezza della sua statura poiché io ho lasciato da parte costui. Perché io giudico non secondo lo sguardo dell’uomo, perché mentre l’uomo guarda all’apparenza, il Signore guarda al cuore. Isai allora chiamò Abimadab e lo condusse innanzi a Samuele, il quale disse: Neppure costui è l’eletto del Signore. Isai fece passare così dinanzi a Samuele sette dei suoi figli, ma Samuele gli disse: Il Signore non s’è scelto alcuno di questi. Samuele domandò poi ad Isai: Sono questi tutti i tuoi figliuoli? Rispose Isai: Rimane ancora il più piccolo che sta a pascere le pecore; e Samuele gli disse: Mandalo a prendere. Lo mandò dunque a cercare e lo fece venire. Disse allora il Signore: Levati, ungilo, poiché è esso. Prese dunque Samuele il corno d’olio e unse Davide in mezzo ai suoi fratelli, e da quel giorno in poi lo Spirito del Signore scese su Davide”. Espressamente come ci viene enunciato, ecco il vero motivo della vittoria dei piccoli Ewoks: quando si è umili, lo Spirito Santo deposita i suoi innumerevoli doni ed aiuti, permettendo alla persona umile di vincere e sconfiggere, forze contingenti all’apparenza più possenti e poderose.

Il droide C-3PO, viene idolatrato dagli Ewoks: È proprio così, a volte le persone buone possono peccare di ingenuità ed idolatria. Ma il loro modo di comportarsi è dovuto più all’ignoranza, che ad un reale desiderio che fuoriesce dal cuore. La cosa importante è essere semplici e sinceri in quello che si compie, allora prima o poi… sopraggiungerà la verità a liberare tutte queste persone, dalle eresie e idolatrie a cui sono soggette.

Dopo che Luke ha fatto lievitare il droide, gli Ewoks li liberano: E non è forse la Fede, la virtù che fa “volare” l’anima alle altezze della spiritualità? Questo ci porta a considerare le popolazioni di alcuni luoghi del mondo, dove unicamente quando hanno ricevuto la vera fede, hanno iniziato a liberare se stessi dai loro falsi dei, e dalle molteplici menzogne in cui credevano.

Luke si confida con Leia, affermando che in Vader c’è ancora del bene, e che può tornare nel lato buono: Luke in questo contesto effigia i veri cristiani, i quali osservando che alcune persone perseguono con alterigia e disprezzo il male e il peccato, non si arrendono all’apparenza, ma vanno oltre… sanno con discernimento che fintanto che siamo nel luogo della prova, possiamo mutare il nostro modo di comportarci e di agire. E proprio partendo da questo pensiero, mediante preghiere e suppliche al Signore, cercano di aiutare il prossimo (Vader) nel ritrovare il tragitto della rettitudine.

Luke effigia altresì, l’individuo che inconsciamente conversa con la propria anima; un “Io” che discorre con il proprio versante più profondo… ma di cosa parlano? La discussione, verte sulla propria condizione spirituale interiore. Tra le altre cose, l’anima e l’IO, avvertono il versante imputridito di se medesimi, che si trova ancorato all’immoralità, e insieme decidono di fare qualcosa. In sostanza prendono la decisione di far germogliare e incrementare, quel versante interiore che al momento è ancorato all’imperatore del male: Satana.

Darth Vader asserisce che il nome Anakin, per lui non ha più alcun significato: Proverbi cap.18 vers.10: “Una torre fortissima è il nome del Signore: vi accorre il giusto e sarà sollevato”. Dimenticare il proprio nome in questo ambito, simboleggia il voler cancellare dal proprio patrimonio spirituale, il nome di Dio. Ecco esposto il motivo del perché Vader ha seguito con noncuranza il lato oscuro, ha agognato cancellare ed annichilire il suo vero nome, la sua vera identità; la quale è strettamente correlata a quella del Signore. Questo proprio perché non scordiamolo, tutti abbiamo un sottile “filo” che ci lega indissolubilmente all’amore di Dio. A questo riguardo, leggiamo insieme cosa ci dice il professor Pietro Lombardo: “È realmente difficile interiorizzare questo concetto: la diversità è la ricchezza dell’umanità! Dio ci chiama per nome, non per gruppi. Dio ci ha creati con unicità di potenzialità e di talenti”.

E se si desidera “cancellare” il proprio nome, anteponendolo con uno più grande e tenebroso, risulta evidente che non riusciremo ad accodarci a coloro che entreranno nei cieli celesti. In definitiva coloro che desiderano mutare nome, mediante una volontà perversa… non saranno riconosciuti dal Signore nel giudizio particolare. Evento spiegato con discernimento in S. Giovanni cap.10 vers.3-4: “A lui apre il portiere e le pecore ne ascoltano la voce, ed egli le chiama per nome e le porta fuori. E quando ha fatto uscire tutte le pecore, cammina loro innanzi e le pecore lo seguono, perché ne conoscono la voce…”.

Sotto il profilo analitico, possiamo asserire che a volte ci sono persone che decifrano la verità e la realtà, mediante pensieri allucinatori per la paura di affrontare le numerose problematiche che si possiedono. Mentre altre volte si ha paura di ammettere che si hanno dei limiti, difetti, mancanze e peccati; a questo punto entra in scena un meccanismo difensivo del proprio Io protervo, il quale deforma le capacità di percepire la realtà. Espressamente come viene descritto dallo psicologo Pietro Lombardo nel sito educhiamo.com: “La mistificazione ci impedisce di chiamare per nome la realtà di emozioni e di sentimenti, di pensieri e di aspirazioni. La mistificazione è uno stato allucinatorio, a volte terribilmente lucido, un cui nascono le affabulazioni, in cui la verità si confonde con la bugia; a questo punto i contorni di ciò che è reale divengono sempre più sfumati, vaghi ed indefiniti”.

Luke risponde che quello è il nome del suo vero Io; e che lo ha solo dimenticato: Esattamente, quando talloniamo con voluttà e bramosia i desideri del potere e del peccato, ecco che creiamo una scissione interna tra quello che siamo veramente, e la personalità spirituale non consona a noi. Rammentiamo che siamo stati creati per amore, per gioire con Colui che ci ha dato la vita; e nel momento in cui trascuriamo questo importante aspetto, diventiamo persone che perdono la bussola che ci conduce verso la giusta direzione. In poche parole, cessiamo di ricordare la nostra vera essenza, che è di ricongiungerci con l’eterno abbraccio del Creatore.

latestVader continua, dicendo che l’imperatore è il suo padrone. Luke risponde “…allora mio padre è morto davvero”: Se assecondiamo la vanagloria e l’orgoglio, ecco che diveniamo schiavi di un perfido padrone, Satana. Ed è allora che moriamo… ma cosa perisce in realtà? La nostra anima. Pensiero evidenziato con capacità critica, nel libro di Maria Valtorta “Libro di Azaria” cap.38 si legge: “Gli uomini, molte volte, sono fantocci manovrati da Satana, e non lo sanno, e non lo credono. Da soli non potrebbero fare tanto male. Ma, superficiali svagati e superbi come sono, non si tengono sulle difese, sprezzano le difese che Dio offre loro, e nudi, deboli, assonnati, suggestionati, finiscono con l’essere afferrati dall’Avversario (imperatore) che li agita, a dolore dei figli di Dio”.

Luke annuncia all’imperatore “…questa vostra fiducia è la vostra debolezza”: Espressamente come ci viene suggerito da Luke, coloro che seguono le vie del male, hanno una falsa sicurezza ed una falsa forza. Ma certamente loro pensano di no. Questo evento ci suggerisce che la loro falsa sicurezza, si basa su un costrutto di menzogne e falsità, non avendo il discernimento e la luce necessarie per comprendere il loro stato spirituale; proprio perché sono sprovvisti della luce che proviene dallo Spirito Santo. Ed ancora questi individui carenti di verità, sono offuscati dal re delle tenebre: Satana, a cui fa gioco far credere ai suoi accoliti che non devono temere di nulla. In definitiva il serpente antico, si muove proprio come un animale cacciatore prima di impossessarsi definitivamente della sua preda; prima la illude di essere al sicuro da ogni pericolo, e poi l’agguanta per divorarla. E quello che asserisce Luke trova riscontro nel finale del film, dove come sappiamo tutti, proprio la “sicurezza” dell’imperatore nelle sue capacità, è stata la chiave di volta che lo ha fatto finire nel baratro della morte (metafora dell’eterna dannazione).

Ma andiamo avanti; e consideriamo le interessanti asserzioni dello psicologo Pietro Lombardo: “In ognuno di noi rimane aperta, la via della ferita e della guarigione. Sta a noi saperla attraversare con la piena fiducia di poter ricevere vividi colori e freschi profumi, al posto degli abiti scuri della disperazione, che la paura di vivere ci ha fatto indossare nostro malgrado”. In questo contesto, l’imperatore effigia la disperazione che brama prendere possesso dell’intera individualità del nostro essere. E qual è il nemico peggiore della disperazione, se non la fiducia? Fiducia in che cosa? In Dio, e nelle nostre facoltà e potenzialità intrinseche; propriamente come ci riferisce lo psicologo Pietro Lombardo: “La solidità dell’essere: vuol dire che prendiamo coscienza delle nostre ricchezze. Smettiamo di autocommiserarci, smettiamo di sentirci perseguitati, smettiamo di rimanere nella depressione, smettiamo di credere di essere vittime di un destino avverso per la nostra esistenza; e finalmente impariamo a darci fiducia come Dio per primo la dà ad ognuno di noi, fino a far sì che la nostra ricchezza diventi un punto essenziale per l’azione di ogni giorno”.

L’imperatore risponde sarcasticamente “…e la fede nei tuoi amici… è la tua debolezza”: Ecco cosa affermano con impeto e sfrontatezza, coloro che tallonano con immodestia le vie fallaci del peccato: “…voi che seguite il bene e la fede, avete troppa fiducia in Dio e nei suoi santi… quello che credete, la fede che osservate, non è attendibile”. Non inquietiamoci delle loro nefande asserzioni; arriverà l’ora della giustizia divina, a confutare le loro turpe argomentazioni.

Il perfido imperatore, personifica anche gli individui che utilizzano il sarcasmo e la critica, per sminuire il loro prossimo. Tutto questo perché provano sentimenti di invidia, astio e rancore nei riguardi di coloro che seguono con umiltà ed obbedienza, la via del bene. Per afferrare meglio il concetto appena espresso, diamo uno sguardo a quanto ha scritto lo psicologo Pietro Lombardo: “Ci sono persone che hanno scelto come modello principale la critica. Continuano a criticare, deprezzare, diminuire. Insultano od emettono giudizi severi, drastici a livello di sadismo mentale. Sono rigidi e non lasciano spazio alla libertà altrui. Con questi individui non c’è via di scampo. L’unica difesa è “abbatterle” (psicologicamente parlando ovviamente)! Queste persone non conoscono il dialogo. Per loro vale essere vincitori nella comunicazione, e un modo per arrivare a questo scopo è quello di diminuire l’altro. Più gli altri sono scarsi, più io sono bravo. È un modello di critico ad oltranza. Dietro questo atteggiamento c’è in realtà un forte senso di impotenza psicologica, ed un senso forte di aggressività latente (rabbia) che trova in qualche modo sfogo attraverso la continua critica”.

L’imperatore desidera che Luke ceda alla collera: Proverbi cap.29 vers.22: “L’uomo collerico attizza le contese, e chi è facile al risentimento è più proclive al peccato”. Ecco spiegato perché Satana e chi lo tallona, desiderano farci crollare nell’ira, nella rabbia e risentimento, proprio perché in quei momenti si possono compiere opere inique ed irrazionali. In sostanza mediante l’ira, si cade nel peccato e nell’ingiustizia. L’unico antidoto per questo serpeggiante veleno spirituale, risiede nel perdono; infatti mediante il perdono si placano le contese e le interminabili lotte fratricide.

Pietro Lombardo: “Chi non si è abituato a tollerare delle frustrazioni sarà preda di rabbia, di un senso di delusione, a volte di rassegnazione”. Ecco perché Obi Wan Kenobi e Yoda, hanno acconsentito a Luke di addestrarsi. In sostanza Luke è riuscito, mediante le numerose prove ed esperienze, a rafforzare la propria capacità di sopportazione; con il vantaggioso effetto di superare con fermezza, la rabbia proveniente dalle future prove. Il messaggio che ci perviene da questi eventi, è che se fronteggiamo le difficoltà della vita senza paura della sofferenza e delle eventuali sconfitte, diverremo più resistenti e coraggiosi, e non ci demoralizzeremo nel momento in cui la disperazione spavaldamente, ci vorrà fronteggiare. Si diverrà come immuni da angosce e paure; propriamente come asserisce lo psicologo Pietro Lombardo: “La guarigione è trasformare angosce e paure in pace e sicurezze, incubi e disperazione in sogni e speranze, ansia e rabbia in tranquillità e perdono”.

Quando Darth Vader scopre che Luke ha una sorella, Luke si arrabbia e gli taglia la mano destra; che si scopre essere formata da circuiti metallici: Nel libro di S. Caterina “Il Dialogo” a pag. 326 si legge: “Mano sinistra: amor proprio. Mano destra: amor del prossimo”. E come abbiamo appena osservato, la mano destra di Vader è di metallo, esattamente come la sua fredda e metallica… carità. Invero nel corso dei tre lungometraggi, abbiamo tutti notato come Darth Vader ha trattato il prossimo, uccidendolo e disprezzandolo; e non è tutto questo, un chiaro esempio di insensibilità e freddezza, verso la carità?

Luke scoprendo che la mano del padre è di metallo, si osserva la sua… e alla fine si arrende, e getta via la spada laser: Ecco che Luke raffigura la persona che comprende che se persegue la via dell’odio e del rancore, incomincia a mancare alla carità, (la mano destra metallica, di Vader). Ed è per questo motivo che Luke getta via la spada laser, intuisce in poche parole, che non può utilizzare i doni ricevuti compiendo atti vendicativi ed irosi… senza per questo perdere la sua stessa umanità.

L’imperatore vuole liquidare Luke. Darth Vader uccide l’imperatore: Vader effigia l’individuo che finalmente comprende, che per riappropriarsi del suo “Vero Sé” (Luke) e della sua anima (Leia), deve distruggere tutto ciò che lo ha portato a scegliere la strada dell’odio e dell’egoismo. Non a caso prima di morire, Vader proferisce a Luke di dire a Leia, che era vero che possedeva ancora del bene nel suo cuore. In sostanza Vader ha ammesso i suoi peccati e mancanze, ma che in definitiva mediante il sincero pentimento… ha scelto di volgere il suo essere al bene, alla luce, alla vita, alla verità… all’amore.

c7081bcd37d3a62b0a4a9174cd8d714e68d873a0Darth Vader si fa togliere la maschera… per una volta vuole vedere il figlio, con i suoi veri occhi: La persona che si pente dei peccati commessi, finalmente apre gli occhi verso il suo versante spirituale, ed in questo modo incomincia ad osservare la realtà con occhi non più ottenebrati dall’odio… ma dall’amore.

Pietro Lombardo: “I veri sé sono persone appassionatissime, che sprizzano energia e hanno gli occhi che brillano come stelle”. Vader che rimuove la maschera ed osserva il figlio con i suoi occhi, simboleggia proprio il “Falso Sé” (Vader) che finalmente rimuove la maschera menzognera che lo ha ricoperto, ed osserva ed accoglie il suo “Vero Sé” (Luke). Ma quale tragitto bisogna percorrere, per ritrovare la propria vera identità? Semplice, si deve ripercorrere a ritroso gli eventi che nel passato ci hanno bloccato ad una certa disposizione psicologica di dipendenza e menzogna. E gli eventi che ci hanno colpito sia negativi che positivi, bisogna incominciare ad elaborarli con criterio ed amore; così facendo non si avrà paura di affrontare le dinamiche che nell’infanzia ci hanno fatto soffrire, come ad esempio le deprivazioni affettive. In questo modo si potrà cominciare a crescere; disancorandosi da tutti quei tristi ed angosciosi eventi, a cui inconsapevolmente siamo ancora saldati. Da quanto appena enunciato, volgiamo la nostra attenzione a quello che ci proferisce lo psicologo Pietro Lombardo, nel sito educhiamo.com: “Solo quando noi torniamo nei luoghi che hanno visto nascere le nostre emozioni, i nostri bisogni e li si vede con occhi diversi, nuovi, potremmo imparare a sganciarsi da quell’infanzia, e incominciare a decidere che in quell’infanzia esistono cose buone e cose meno buone, ma che tutto serve per la nostra evoluzione personale!”.

Luke dice “…ti porto con me, devo salvarti”; Vader risponde “…lo hai già fatto: Lo ha già salvato, ed in realtà è proprio così… gli ha salvato l’anima. Crollano le statue dei “Sistemi”, che erano sotto il controllo dell’imperatore: Geremia cap.10 vers.14: “Ogni uomo, dalla sua stessa scienza, stolto è dichiarato: ogni artefice in una statua ha la sua propria confusione: perché ciò che ha fuso è una menzogna, spirito in essi non v’è”. Il tracollo delle statue, simboleggia il cedimento dell’idolatria e dell’Io egoistico; il quale senza ritegno, aveva innalzato se stesso al di sopra di Dio.

STAR WARS PRIMA TRILOGIAultima modifica: 2015-08-17T14:50:28+02:00da mikeplato
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