BATTESIMO AL GIORDANO RICONOSCIMENTO DI PATERNITÀ

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di Alessandro Conti Puorger
 
L’OGGI DI DIO
La parola di Dio è eterna, perciò oggi, proprio oggi, come recita il Salmo 118 siamo chiamati a rallegrarci! Si canta, infatti, in quel Salmo 118, che nell’ebraismo antico e moderno è usato nelle liturgie della festa delle Capanne, detta di Succot:

Questo è il giorno fatto dal Signore: rallegriamoci ed esultiamo in esso. Dona, Signore, la tua salvezza, dona, Signore, la vittoria! Benedetto colui che viene nel nome del Signore.” (Salmo 118,24-26)

In effetti se ci soffermiamo a meditare siamo proprio nel “giorno” finale della creazione, il settimo e ultimo giorno.
(Vedi: “La durata della Creazione“)

Poi secondo passerà la scena di questo mondo e “noi saremo trasformati”.
Queste sole le attese che hanno in comune ebrei e cristiani.
Chi sarà l’autore che compirà questa conclusione?
Colui che ha iniziato l’opera con l’incipit della creazione.
Lui, IHWH stesso, incarnato nel Messia.

Insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica:

681 – Nel giorno del giudizio, alla fine del mondo, Cristo verrà nella gloria per dare compimento al trionfo definitivo del bene sul male che, come il grano e la zizzania, saranno cresciuti insieme nel corso della storia.

Si legge nella lettera agli Ebrei:

“Guardate perciò, fratelli, che non si trovi in nessuno di voi un cuore perverso e senza fede che si allontani dal Dio vivente. Esortatevi piuttosto a vicenda ogni giorno, finché dura questo oggi, perché nessuno di voi si indurisca sedotto dal peccato. Siamo diventati infatti partecipi di Cristo, a condizione di mantenere salda sino alla fine la fiducia che abbiamo avuta da principio. Quando pertanto si dice: Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori come nel giorno della ribellione…” (Ebrei 3,12-15)

Queste citazioni, una dell’Antico Testamento e una del Nuovo Testamento, ci parlano sia di qualcuno che era promesso che venisse, che è arrivato al momento opportuno di questo “oggi” e si è presentato con l’evento della “risurrezione”, sia di un oggi che dura fino alla sua rivenuta per il compimento totale.
(Vedi: “L’anima del creato e la pietra angolare“)

Dopo la dichiarazione da parte di Dio in Genesi 3,15 che la “stirpe” della “donna” schiaccerà la testa al serpente, in Genesi 49,10-12 si trova questa profezia:

“Non sarà tolto lo scettro da Giuda né il bastone del comando tra i suoi piedi, finché verrà colui al quale esso appartiene e a cui è dovuta l’obbedienza dei popoli. Egli lega alla vite il suo asinello e a scelta vite il figlio della sua asina, lava nel vino la veste e nel sangue dell’uva il manto; lucidi ha gli occhi per il vino e bianchi i denti per il latte.”

Questi “colui al quale” è il Messia che verrà da Giuda!
Le lettere esatte che sono usate per scrivere “finché verrà colui al quale esso appartiene e a cui è dovuta l’obbedienza dei popoli” sono:

Finché
venga
“Shiloh”
per lui
l’obbedienza dei popoli

Deve venire Shiloh !
Chi è Shiloh?
È simile a Silo dove ci fu il Tempio:

Fu il primo Tempio dopo la conquista sotto il comando di Giosuè della Terra Promessa: “Allora tutta la comunità degli Israeliti si radunò in Silo, e qui eresse la tenda del convegno.” (Giosuè 18,1)

Quel modo di scriverlo forse aiuta anche a comprendere il senso di quel nome “un dono di/per Lui ” come d’altronde sarà il Messia “un dono del Potente per il mondo “.
Quindi alcuni traducono “finché egli non sia venuto a Silo, avendo l’ubbidienza dei popoli”, ed egli è il Messia, il “Figlio di David” della tribù di Giuda, tante volte ricordato con tale titolo nei Vangeli.
Questo personaggio è certamente un re in quanto ha il suo scettro, a cui è dovuta l’obbedienza dei popoli.
Quel “colui al quale” “shilòh” è divenuto per i Rabbini un nome per definire il Messia.
“Shilòh” si può anche leggere che “un fuoco ci sarà del Potente nel mondo” che “a bruciare sarà il serpente nel mondo .”
Il personaggio del Messia e la sua attesa nata nell’ebraismo si fece sempre più concreta attraverso la liturgia antica, soprattutto tramite i Salmi in quanto questi erano recitati in varie occasioni dal popolo – uomini, donne, giovani e vecchi – anche come preghiere individuali giornaliere, rispetto agli altri testi delle Sacre Scritture che avevano una lettura più sporadica.
Rabbi Moshe ben Maimon detto Rambam o anche semplicemente Maimonide (1138-1204) che fissò i punti fondamentali della fede ebraica, al riguardo scrisse il dodicesimo dei “Tredici articoli di fede”: “Ogni Ebreo deve credere che il Messia arriverà a restaurare il regno di re Davide nella sua condizione originaria di autorità, a ricostruire il Santo Tempio di Gerusalemme, a radunare i dispersi di Israele; nei suoi giorni tutte le regole della Torah saranno riportate all’importanza e all’osservanza che avevano in passato.” (Maimonide, Hilkcòt Melachìm 11,1).
Lo stesso Maimonide ancora in Hilchot Melachim, scrive:
“Chiunque non creda in lui e non attenda la sua venuta, non soltanto rinnega gli insegnamenti degli altri profeti, ma rinnega Moshè nostro maestro e tutta la Torah.”

Questa fede però è passata viva nel cristianesimo che afferma che l’epoca messianica è iniziata con la venuta nel mondo di Gesù di Nazaret che, appunto, l’ha aperta con la sua risurrezione.
La risurrezione per il Cristianesimo, infatti, è già avvenuta per un primo uomo, il Messia, che però è anche di natura divina.
L’ebraismo, invece, lo attende, ma non conviene sulla natura divina di questo personaggio pur se il Messia per l’ebraismo è tra le sette preesistenze alla Creazione “All’inizio della creazione del mondo il Re Messia era già nato, perché egli entrò nella mente del Signore prima ancora che il mondo fosse creato.” (Pesiktà Rabà, 15).
Le altre sei sono la Torah, la Teshuvah, il Purgatorio (Ghehinnom), il Giardino dell’Eden (o il Gan Eden), il Trono di gloria ed il Tempio di Gerusalemme. (Tana d’vei Eliahu Rabbah 31; Bereishit Rabbah 1,4)

Il Messia nell’ebraismo sottende tre aspettative, la pace, la bontà e la redenzione.
Questa ultima implica un passaggio radicale da questo mondo al mondo a venire, sottolineato dalla risurrezione.
Nei Salmi, infatti, tra l’altro, c’è anche la visione della sua morte e della risurrezione:

  • Salmo 16,10 – ne profetizza: “…non abbandonerai la mia vita nel sepolcro, né lascerai che il tuo santo veda la corruzione.”
  • Salmo 22,39 – “…E io vivrò per lui…”

Il Midrash Pesik’ta Rabati, infatti, dice: “Tre giorni prima della venuta del Messia il profeta Elia farà tre annunci dalla vetta della montagna che saranno uditi da tutto il mondo. Il primo giorno proclamerà: La pace è venuta nel mondo! Il secondo giorno proclamerà: La bontà è venuta nel mondo! Il terzo giorno proclamerà: La redenzione è venuta nel mondo!”
In senso allegorico già è avvenuto sia in occasione della “Trasfigurazione” in cui Elia si presenterà anche lui sul monte, sia con il Battista.
La Redenzione e la venuta del Messia segneranno la fine dei tempi e sono eventi basati sulle promesse dei Profeti biblici secondo cui tutti i mali avranno fine e tutti gli uomini serviranno il Dio Unico.
Al riguardo la profezia del profeta Isaia propone che:

“Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore sarà saldo sulla cima dei monti e s’innalzerà sopra i colli, e ad esso affluiranno tutte le genti. Verranno molti popoli e diranno: Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe, perché ci insegni le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri. Poiché da Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola del Signore. Egli sarà giudice fra le genti e arbitro fra molti popoli. Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà più la spada contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra.” (Isaia 2,3-4)

L’ebraismo in base a quanto dicono i profeti attende dal Messia che:

  • il Sinedrio sia ristabilito (Isaia 1,26);
  • i Re cerchino il Messia per essere guidati (Isaia 2,4);
  • tutti crederanno nell’Unico Dio (Isaia 2,17; 11,9-10;);
  • discenderà da Re Davide (Isaia 11,1), attraverso Salomone (1Cronache 22,8-10);
  • sarà un giudeo “timorato di Dio” (Isaia 11,2);
  • la malvagità e la tirannia non potranno resistere (Isaia 11,4);
  • tutti gli Israeliti torneranno in Israele (Isaia 11,12);
  • la morte sarà vinta per sempre (Isaia 25,8);
  • non più fame, malattia e morte (Isaia 25,8);
  • i morti risorgeranno (Isaia 26,19);
  • sarà un messaggero di pace (Isaia 53,7);
  • il Tempio di Gerusalemme sarà ricostruito (Ezechiele 40).

Vari sono i componimenti del libro dei Salmi che propongono le gesta e le qualità del Messia, essenzialmente re e sacerdote.
Sono definiti, infatti, Salmi Messianici e sono conclamati sotto tale definizione i seguenti: 2, 16, 20, 22, 45, 72, 89, 101, 110, 132, 144.
Il termine “meshiach” o , in genere tradotto con “unto o consacrato”, ma poche volte come Messia, si trova numerose volte. precisamente nei Salmi 2,2; 18,50-51; 20,6-7; 28,8; 45,7-8; 84,9-10; 89,20-21; 89,38-39-51-52; 105,15; 132,10; 132,17.

Sulla questione essenziale del Messia uomo o uomo – Dio nei Salmi vi sono dichiarazioni che fanno propendere sulla tesi accolta dal cristianesimo.
Per ben due volte nei riguardi del Messia tra questi si trova, infatti, la dichiarazione asserita provenire da parte dell’Onnipotente “ti ho generato” come evidenzio in grassetto:

  • Salmo 2,7b – “Egli mi ha detto: Tu sei mio figlio, io OGGI ti ho generato .”
  • Salmo 110,3 – “A te il principato nel giorno della tua potenza tra santi splendori; dal seno dell’aurora, come rugiada, io ti ho generato “.

In questo secondo Salmo 110 al versetto 4 c’è anche la dichiarazione:
“Il Signore ha giurato e non si pente: Tu sei sacerdote per sempre al modo di Melchisedek” e questi era il Re Giusto dell’antica Salem, vale a dire Gerusalemme, che benedì il patriarca Abramo.
È indubbio che in ebraico il participio del radicale di quel verbo è sinonimo di “Padre”.
Ecco che l’espressione “Figlio di Dio“, uno dei modi per indicare il Messia nel Nuovo Testamento vi si trova ben 44 volte, di cui 27 nei Vangeli,18 nei sinottici e 9 un quello di Giovanni.

Dopo quanto detto come esordio di questo articolo nasce ora spontanea la domanda: cosa è quel OGGI di cui parla il Salmo 2?
D’altronde il Salmo 110,3 propone una generazione del Messia prima della “Luce”, vale a dire prima della creazione “dal seno dell’aurora ” in linea col pensiero cristiano di una generazione prima dei tempi… coeterno al Padre.
L’aurora, infatti, viene prima della luce “‘or” del giorno e la luce fu il primo atto di creazione nel 1° dei sette giorni di Genesi 1.
Tra l’altro quel “dall’aurora – mishechar” è scritto con la preposizione m = dinanzi per evocare proprio la parola Messia proprio come se Dio avesse un mente la venuta poi del Messia nel mondo, anzi l’incarnazione “il Messia nel corpo “.
Che senso ha l’OGGI di Dio, non è l’Eternità l’OGGI di Dio?
Giovanni Paolo II, infatti, nell’udienza di mercoledì 16-10-1985 al riguardo ebbe a sottolineare: “L’avverbio oggi parla dell’eternità. È l’oggi della vita intima di Dio, l’oggi dell’eternità, l’oggi della santissima e ineffabile Trinità: ‘Padre, Figlio e Spirito Santo’, che è amore eterno ed eternamente ‘consostanziale al Padre e al Figlio’.”
Il Messia, oltre che Re e Sacerdote, però, è anche Profeta e come tale racconta ciò che accadrà: “Egli mi ha detto: Tu sei mio figlio, io OGGI ti ho generato” (Salmo 2,7b)
Questa dichiarazione, quindi, è da riferire ad un evento terreno della storia del Messia, occasione speciale in cui Dio stesso dal cielo si sarebbe espresso in tal modo.
Cioè e da capire il giorno che Dio avrebbe detto nella vita terrena del Messia qualcosa del genere con l’intento di avvertire: Questi è colui che attendete!

A questo punto per fare un discorso congruente debbo aprire una parentesi.
Per l’esame dei testi biblici è essenziale riferirsi anche ai testi scritti in ebraico e non alle sole traduzioni sia pure derivate da quella antica detta dei “Settanta”, sia perché le parole ebraiche dicono di più, sia perché grazie a loro si possono fare ricerche sull’uso di quel vocabolo nei Sacri Testi che invece può aver avuto traduzioni diverse.
È poi da tenere presente che ai tempi della traduzione dei “Settanta” non erano stati inseriti ancora i segni delle vocali alle singole lettere ebraiche che sono tutte e 22 solo consonanti, quindi, le singole parole potevano avere più traduzioni e le più esatte accezioni, se erano note, erano ricordate solo dalla memoria orale della tradizione.
È ancora da tenere presente che già di per sé le singole lettere oltre che essere dei numerali sono anche delle icone e fanno nascere delle idee e delle interpretazioni che non vengono evocate dalle traduzioni.
Al riguardo richiamo alcuni miei articoli:

Per le icone e i significati delle lettere sono da vedere anche le schede delle lettere stesse che s’ottengono “cliccando” sui loro simboli nella colonna a destra nelle pagine del Sito.

Tornando a quel Oggi, “ha-iom”, in ebraico ha le seguenti lettere .
Facendo una lettura tipo rebus delle singole lettere ricorrendo ai significati base delle loro icone, ottengo questo pensiero.
Il Messia del Salmo 2 avrebbe sentito quella voce, quando: “ad uscire fu portandosi dall’acqua “.
Gli evangelisti hanno riferito che una voce del genere sentì Gesù stesso al battesimo al Giordano!

Perché di questo mio dire non resti l’idea di un vaneggiare propongo i seguenti fatti che sostengono indirettamente questo mio ragionamento.
Esiste il Codex Bezae Cantabrigensis del IV secolo su pergamena che contiene in maniera frammentaria i Vangeli, gli Atti degli Apostoli e la Terza lettera di Giovanni, in forma bilingue latino e greco onciale (maiuscolo).
l testo sarebbe copia di un testo greco più antico citato da Giustino di Nablus e da Ireneo di Lione.
(Secondo lo studioso Frédéric Scrivener Ireneo, verso il 170 giunto a Lione da Smirne, aveva con se il testo d’origine del Codex Bezae.)

In questo codice ed in altri manoscritti latini le parole dette dalla “voce dal cielo” al momento dell’uscita dalle acque del battesimo di Gesù al Giordano nei Vangeli secondo Luca e secondo Marco: “Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto“, in effetti, sono sostituite da “Tu sei mio Figlio, oggi ti ho generato”, cioè quei testi sottolineano così l’attuarsi della citazione del Salmo 2,7b.
La forma “Oggi ti ho generato” per quel evento è spesso usata ed attestata da Padri della Chiesa del II – III secolo da Spagna, Palestina, Nord Africa e Gallia mentre molti dei manoscritti del Nuovo Testamento conservati sono posteriore a quelle citazioni.
Forse l’unificazione in tutti i Vangeli canonici con “Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto” sarebbe avvenuta col fine di non dare forza all’eresia degli Adozionisti per la quale Gesù era stato adottato da Dio Padre solo dopo il battesimo nel Giordano.

AL BATTESIMO DI GESÙ
Il Battesimo di Gesù è una vera e propria teofania, vale a dire è una manifestazione di Dio alla stregua di quelle teofanie riportate nell’Antico Testamento che furono la premessa:

  • della liberazione dalla schiavitù vale a dire della fuoriuscita con fatti prodigiosi degli ebrei e di chi li accompagnava dall’Egitto;
  • della consegna della Torah che consenti loro di divenire popolo ed entrare in possesso di una terra “ove scorre latte e miele”.

Sono quelle le teofanie per Mosè al roveto ardente e poi al Sinai per il popolo di Israele di cui riporto i brani estratti dal libro dell’Esodo e dal Deuteronomio.
Da tali passi si può notare come in tutti l’aspetto fisico più eclatante è la manifestazione della divinità in concomitanza a fenomeni in cui è presente il fuoco.

Roveto: “Ora Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, e condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l’Oreb. L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava. Mosè pensò: Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia? Il Signore vide che si era avvicinato per vedere e Dio lo chiamò dal roveto e disse: Mosè, Mosè! Rispose: Eccomi! Riprese: Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa! E disse: Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe…” (Esodo 3,1-6)

Sinai: “Appunto, al terzo giorno, sul far del mattino, vi furono tuoni, lampi, una nube densa sul monte e un suono fortissimo di tromba: tutto il popolo che era nell’accampamento fu scosso da tremore. Allora Mosè fece uscire il popolo dall’accampamento incontro a Dio. Essi stettero in piedi alle falde del monte. Il monte Sinai era tutto fumante, perché su di esso era sceso il Signore nel fuoco e il suo fumo saliva come il fumo di una fornace: tutto il monte tremava molto. Il suono della tromba diventava sempre più intenso: Mosè parlava e Dio gli rispondeva con voce di tuono.” (Esodo 19,16-18)

Il capitolo 4 del Deuteronomio poi è un tripudio di fuoco.
Riporto tutte le volte che il fuoco è nominato:

  • Deuteronomio 4,12-15 – “Voi vi avvicinaste e vi fermaste ai piedi del monte; il monte ardeva, con il fuoco che si innalzava fino alla sommità del cielo, fra tenebre, nuvole e oscurità. Il Signore vi parlò dal fuoco; voi udivate il suono delle parole ma non vedevate alcuna figura: vi era soltanto una voce. Egli vi annunciò la sua alleanza, che vi comandò di osservare, cioè le dieci parole, e le scrisse su due tavole di pietra. State bene in guardia per la vostra vita: poiché non vedeste alcuna figura, quando il Signore vi parlò sull’Oreb dal fuoco…”
  • Deuteronomio 4,24 – “…perché il Signore, tuo Dio, è fuoco divoratore, un Dio geloso.”
  • Deuteronomio 4,32-36 – “Interroga pure i tempi antichi, che furono prima di te: dal giorno in cui Dio creò l’uomo sulla terra e da un’estremità all’altra dei cieli, vi fu mai cosa grande come questa e si udì mai cosa simile a questa? Che cioè un popolo abbia udito la voce di Dio parlare dal fuoco, come l’hai udita tu, e che rimanesse vivo? Dal cielo ti ha fatto udire la sua voce per educarti; sulla terra ti ha mostrato il suo grande fuoco e tu hai udito le sue parole che venivano dal fuoco.”

L’evento del battesimo di Gesù è l’annuncio del tempo della grazia e della riapertura dei cieli per l’umanità con l’indicazione del nuovo Giosuè, questa volta però uomo-Dio, il Messia, che farà entrare tutti i popoli nella vera Terra Promessa, il Regno dei Cieli.
In questo caso l’attenzione non si rivolge a un fuoco da cui esce una voce, ma su un uomo, Gesù di Nazaret, su cui si sente una voce dal cielo.
Per quanto detto sulle precedenti teofanie relative alla prima rivelazione ci si aspetterebbe di trovare anche qui l’elemento fuoco e vedremo che c’è.

Tornando al tema che ci interessa è al riguardo in primo luogo da tenere presente che il nome di Gesù in ebraico è o “Ioshua’”.
Tali lettere, guardate come icone con i significati grafici propri, sono evocatrici di qualcosa di acceso, di luminoso, in definitiva un fuoco, infatti, dicono “è un fuoco che si vede ” o “è dal fuoco a portarsi a sentire “.
Lui stesso peraltro dice di sé “Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso! C’è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto!” (Luca 12,49-50)
Questo battesimo per Lui sarà l’essere sommerso nella morte e risorgerne!
Se poi si prende la forma più completa del nome, Giosuè “Iehoshua’”, il discorso che se ne può dedurre è ancora più completo:

Il Signore/IHWH () nel fuoco si vede .”


Quando sarà poi al momento della sua passione, Gesù verrà incoronato di spine prese da un roveto, sarà allora evidente che il riferimento tra Gesù stesso ed il roveto ardente è completo e, che quel “ma quel roveto non si consumava” è esemplificativo di un evento fondamentale originato proprio da Gesù stesso, la resurrezione che attua per l’uomo in modo concreto che l’amore di Dio non può spengersi; infatti, “…forte come la morte è l’amore, tenace come gli inferi è la passione: le sue vampe sono vampe di fuoco una fiamma del Signore! Le grandi acque non possono spegnere l’amore né i fiumi travolgerlo.” (Cantico dei Cantici 8,6-7)

Già al momento della sua nascita a Betlemme, non appena che Gesù, il Messia, si presenta al mondo, appare un fuoco nel cielo.
Sì, alla nascita di Gesù, infatti, già ai Magi ed ai pastori, apparve una stella e una gran luce e una voce dal cielo che annuciava un evento straordinario come racconta il Vangelo di Matteo e poi di Luca: “Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l’angelo disse loro: Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. (Luca 2,9-11)

Al momento del battesimo di Gesù poi entrambi i Vangeli di Matteo e di Luca sottolineano lo stesso particolare.
Dicono, infatti, di un ventilabro per pulire l’aia, cioè che Gesù spazzerà col fuoco quanto non utile del grano.
Ora un radicale ebraico del verbo spazzare è , e quelle lettere si possono anche trovare nel nome di Gesù, ma con l’inserimento della lettera del fuoco (la lettera h = che indica spazio aperto si può infatti immaginare sempre alla fine di una parola perché uno spazio aperto deve esserci con l’adiacente).
Questo fatto può proprio evocare questi pensieri:

  • Matteo 3,11-12 – “Io vi battezzo con acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più potente di me e io non son degno neanche di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito santo e fuoco. Egli ha in mano il ventilabro, pulirà la sua aia e raccoglierà il suo grano nel granaio, ma brucerà la pula con un fuoco inestinguibile“.
  • Luca 3,16-17 – “Giovanni rispose a tutti dicendo: Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Egli ha in mano il ventilabro per ripulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel granaio; ma la pula, la brucerà con fuoco inestinguibile“.

Vediamo ora con attenzione come gli evangelisti sinottici – Matteo, Marco e Luca – presentano la voce che si sente nella Teofania.

  • Matteo 3,13-17 – “In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me? Ma Gesù gli disse: Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia. Allora Giovanni acconsentì. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse: Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto.”
  • Marco 1,7-11 – “(Giovanni Battista) predicava: Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo. In quei giorni Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, uscendo dall’acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba. E si sentì una voce dal cielo: Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto“.
  • Luca 3,21-22 – “Quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo: Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto.”

I sinottici in definitiva sono concordi sui fatti:

  • dello Spirito Santo che scende come colomba;
  • su quella voce uscita dal cielo.

Questa voce su Gesù attesta:

  • è “mio Figlio”;
  • è “il prediletto”;
  • in lui “mi sono compiaciuto”, in greco eudochsa.

Giovanni, da testimone, presenta i fatti, in altra forma.

Giovanni 1,25-34 – “…interrogarono (Giovanni Battista) e gli dissero: Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta? Giovanni rispose loro: Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, uno che viene dopo di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo. Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando. Il giorno dopo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! Ecco colui del quale io dissi: Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con acqua perché egli fosse fatto conoscere a Israele. Giovanni rese testimonianza dicendo: Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui. Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua mi aveva detto: L’uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo. E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio“. Il contenuto però è congruente.
Conferma che Gesù è il Figlio di Dio come pure il fatto dello Spirito che scendeva dal cielo come colomba.
In luogo “del prediletto” e di “in lui mi sono compiaciuto” però esplicita:

“Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!”

Viene da pensare che questa ultima notazione importantissima sia niente altro che una chiarificazione della frase detta dai sinottici.

IN LUI MI SONO COMPIACIUTO
Ecco che, allora, sono andato a fare qualche ricerca nel testo dell’Antico Testamento, con l’intendo d’individuare le prime volte in cui nelle Sacre Scritture canoniche ebraiche s’è parlato di “compiacimento” e di “prediletto o diletto”.

Ho la convinzione che ciascun testo o libro inserito nella Bibbia canonica ebraica dà per scontato ogni significato ed ogni sfumatura delle parole ebraiche usate nei testi sacri scritti prima nell’ordine del tempo, proprio come se fosse un solo unico autore che scrivesse, in quanto in fondo è dato per scontato che il vero autore di quel complesso di scritti è Dio stesso che, in definitiva, ha spirato quegli scritti.
Poi, alcune parole ebraiche hanno, più significati e sfumature.
Accade così che, pur considerando buone le traduzioni, è sempre da andare a ricercare le esatte parole ebraiche usate per controllare quando furono usate la prima volta, magari con accezione diversa.
Al riguardo, preciso ad esempio che il verbo “compiacersi” può ad esempio nascondersi anche con altre traduzioni dando sfumature diverse al verbo e può corrispondere ad un “essere favorevole”.
Ho controllato che ciò si verifica in un versetto nella Torah, quindi molto antico, il Numeri 14,8, quindi assai importante ove è usato il radicale che, come vedremo in altri casi, è tradotto compiacersi.
“Se il Signore ci è favorevole , ci introdurrà in quel paese e ce lo darà: è un paese dove scorre latte e miele.” (Numeri 14,8)
Questo versetto in “Caleb figlio di Iefunne, lo scout amico di Giosuè” l’ho decriptato assieme a tanti altri e ne riporto il testo:

“(Come) alle origini i viventi puri su i figli porterà il Signore ed entreranno a casa a stare dall’Unico, verranno (dopo) il rifiuto al serpente uscito in terra. Fuori dal mondo questi verranno portati dagli angeli, il Crocifisso li guiderà, ad abitare nel paese della beatitudine di Lui (dove) scorre latte e miele.”

Ne consegue che dilatando questo pensiero, il compiacersi del Signore comporta l’apertura della Terra Promessa e vedremo che nel caso specifico che la Terra Promessa che anticipa il Battesimo di Gesù è il Regno dei Cieli.

La prima volta che si trova il compiacere nella traduzione in italiano è quando ne parla David in:

  • 1Cronache 28,4 – “Il Signore Dio d’Israele scelse me fra tutta la famiglia di mio padre perché divenissi per sempre re su Israele; difatti egli si è scelto Giuda come capo e fra la discendenza di Giuda ha scelto il casato di mio padre e, fra i figli di mio padre, si è compiaciuto di me per costituirmi re su Israele.”
    Ove “si è compiaciuto” è .
  • 1Cronache 29,17 – “So, mio Dio, che tu provi i cuori e ti compiaci della rettitudine.”
    Ove “ti compiaci” è .

Da ciò possiamo concludere che il compiacimento da parte di Dio si è concretizzato con l’elezione a re per la rettitudine evidentemente manifesta in David, quindi su chi ci sarà il compiacimento di Dio vi sarà una elezione a re perché in lui la rettitudine è al massimo grado.
Ho così applicato la regola “Qal va-?omer” – Minore e maggiore – argomento a fortiori usato nella esegesi ebraica, onde è ragionevole concludere che se una cosa è vera in un dato caso, sarà sicuramente vera nel caso in cui il rispettivo fattore è più forte… e che c’è di più forte del Messia?

Quel compiaciuto, quindi, ci riporta a David ed alla promessa – profezia fattagli da Dio per mezzo del profeta Natan “Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu giacerai con i tuoi padri, io assicurerò dopo di te la discendenza uscita dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile per sempre il trono del suo regno. Io gli sarò padre ed egli mi sarà figlio.” (2Samuele 7,12-14)

La regina di Saba a Salomone per ben due volte i libri storici riferiscono che disse:

  • 1Re 10,9 – “Sia benedetto il Signore tuo Dio, che si è compiaciuto di te sì da collocarti sul trono di Israele. Nel suo amore eterno per Israele il Signore ti ha stabilito re perché tu eserciti il diritto e la giustizia”.
  • 2Cronache 9,8 – “Sia benedetto il Signore tuo Dio, che si è compiaciuto di te e ti ha costituito, sul suo trono, re per il Signore Dio tuo. Poiché il tuo Dio ama Israele e intende renderlo stabile per sempre, ti ha costituito suo re perché tu eserciti il diritto e la giustizia”.

Per “si è compiaciuto” in entrambi i casi è stato usato , quello che è stato tradotto con favorevole in Numeri 14,8.
Quei due versetti confermano che il compiacimento di Dio in modo evidente fu nel dare a Salomone il trono del regno d’Israele, ma ricordano anche che quel trono Dio stesso intende renderlo stabile per sempre, e ciò non riguardava Salomone.
In definitiva si può concludere che il compiacimento di Dio si concretizza con il dono del suo Regno eterno, fatto che riguarda soltanto un discendente futuro di David, il Messia che ci introdurrà nel Regno dei Cieli.

È evidente poi il riferimento al Salmo 1 ove è detto:

Salmo 1,1-2 – “Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi, non indugia nella via dei peccatori e non siede in compagnia degli stolti; ma si compiace della legge del Signore, la sua legge medita giorno e notte.”

Sono poi degni di nota i seguenti riferimenti che si trovano nel libro dei Proverbi:

  • Proverbi 11,20 – “I cuori depravati sono in abominio al Signore che si compiace di chi ha una condotta integra.”
  • Proverbi 16,7 – “Quando il Signore si compiace della condotta di un uomo, riconcilia con lui anche i suoi nemici.”

Da ciò, per un’altra regola esegetica biblica, quella detta “G’zera shava”: “Formulazione simile”, nota anche come “heqesh” “analogia”, per cui una parola o frase si verifica in due passi separati, si può stabilire un’analogia per l’applicazione della legge in entrambi o più i casi, con quel “si compiace”, è da attendersi un uomo giusto dalla condotta integra a cui Dio sottoporrà tutti i suoi nemici.
E chi è questi se non il Messia?

Il radicale di compiacersi, dilettarsi in uno, ma anche essere espiato un peccato è da cui “rason” compiacimento, gradimento, grazia.
Le relative lettere ci dicono di una testa che si alza o si rialza.
Altro radicale è il quale riguarda il compiacimento in una cosa o in una persona, esserle favorevole, amarla, porvi affezione, dilettarsene da cui “chapoes” per diletto, compiacimento, desiderio.
Spezzando :

  • la prima parte da luogo a = dal significati di puro innocente e coprire e “chuppah” copertura, camera nuziale, talamo;
  • la seconda è col significato di spalancare, aprire ad esempio la bocca, le labbra e di liberare, salvare (e guarda caso proprio Davide) si trova tre volte nel Salmo 144,7-11: “Stendi dall’alto la tua mano, scampami e salvami dalle grandi acque, dalla mano degli stranieri. La loro bocca dice menzogne e alzando la destra giurano il falso. Mio Dio, ti canterò un canto nuovo, suonerò per te sull’arpa a dieci corde; a te, che dai vittoria al tuo consacrato, che liberi Davide tuo servo. Salvami dalla spada iniqua, liberami dalla mano degli stranieri; la loro bocca dice menzogne e la loro destra giura il falso.”

Di questo Salmo di complessivi 15 versetti produrrò poi la decriptazione.

Ho poi applicato le regole di decriptazione di cui al mio metodo e i significati base dei segni liturgici ebraici di “Parlano le lettere” al seguente versetto del libro dei Proverbi che recita:

Quando il Signore si compiace della condotta di un uomo, riconcilia con lui anche i suoi nemici.” (Proverbi 16,7)

Il testo ebraico di questo versetto, senza segni delle vocali od altri, è:



“Dentro un corpo giù si reca alla fine il Signore per via ; è un uomo che cammina tra i viventi . Ha desiderato () di stare in una famiglia/casa . È a recare la forza della risurrezione . La potente vita è venuto () a portare .”

E senza i segni ebraici si ottiene:
“Dentro un corpo giù si reca alla fine il Signore per via; è un uomo che cammina tra i viventi. Ha desiderato di stare in una famiglia/casa. È a recare la forza della risurrezione. La potente i vita è venuto a portare.”
Di questo uomo dal comportamento perfetto proprio come quello di Dio di cui dice Proverbi 16,7, Dio stesso si compiace fino, addirittura, a sottomettergli il grande nemico dell’uomo, il demonio, che sarà vinto e deporrà ai suoi piedi l’arma della morte.
A questo punto tutto calza con quanto dice San Paolo nella 1Corinzi; Cristo il Figlio è colui al quale il Padre ha sottomesso ogni nemico… anche la morte!

“Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti; e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo. Ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo; poi sarà a fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e potenza. Bisogna infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L’ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte, perché ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi. Però quando dice che ogni cosa è stata sottoposta, è chiaro che si deve eccettuare Colui che gli ha sottomesso ogni cosa. E quando tutto gli sarà stato sottomesso, anche lui, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in tutti.” (1Corinzi 15,20-28)

Il profeta Isaia quattro volte ci propone il compiacersi di Dio e per ben due volte soggetto di questo compiacimento è proprio il Servo di IHWH:

  • Isaia 11,1-4 – “Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore. Si compiacerà del timore del Signore. Non giudicherà secondo le apparenze e non prenderà decisioni per sentito dire; ma giudicherà con giustizia i miseri e prenderà decisioni eque per gli oppressi del paese.”
  • Isaia 42,1 – “Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio . Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni.” (Richiamato in Matteo 12,18ss)

Le altre due volte che Isaia cita il compiacimento riguardano la Torah, quindi ancora il Messia che è il suo compimento e la sua Sposa, si trovano rispettivamente in Isaia 42,21 e in Isaia 62,1-5:

  • Isaia 42,21 – “Il Signore si compiacque , per amore della sua giustizia, di dare una legge grande e gloriosa.”
  • Isaia 62,1-5 – “Per amore di Sion non tacerò, per amore di Gerusalemme non mi darò pace, finché non sorga come stella la sua giustizia e la sua salvezza non risplenda come lampada. Allora i popoli vedranno la tua giustizia, tutti i re la tua gloria; ti si chiamerà con un nome nuovo che la bocca del Signore indicherà. Sarai una magnifica corona nella mano del Signore, un diadema regale nella palma del tuo Dio. Nessuno ti chiamerà più Abbandonata, né la tua terra sarà più detta Devastata, ma tu sarai chiamata Mio compiacimento e la tua terra, Sposata, perché il Signore si compiacerà di te e la tua terra avrà uno sposo. Sì, come un giovane sposa una vergine, così ti sposerà il tuo architetto; come gioisce lo sposo per la così il tuo Dio gioirà per te.”

Anche del Capitolo 62 di Isaia, 12 versetti in tutto, fornirò poi la decriptazione.

Il profeta Geremia, infine, propone che il compiacimento di Dio si esplicita per chi agisce con diritto e con giustizia: “Ma chi vuol gloriarsi si vanti di questo, di avere senno e di conoscere me, perché io sono il Signore che agisce con misericordia, con diritto e con giustizia sulla terra; di queste cose mi compiaccio . Parola del Signore.” (Geremia 9,23) richiamato da San Paolo in 1Corinzi 1,31.
Diritto e giustizia sono le fondamento del Regno di Dio e quindi del Messia:

  • Salmo 89,15 – “Giustizia e diritto sono la base del tuo trono, grazia e fedeltà precedono il tuo volto.”
  • Salmo 97,2 – “Nubi e tenebre lo avvolgono, giustizia e diritto sono la base del suo trono.”

Ancora un’altra accezione però, come abbiamo, visto ha il radicale ebraico di compiacersi ed è quello del gradimento di un’offerta per il perdono di una colpa e per lo sconto dei peccati.
A tale riguardo sono importanti:

  • Levitico 1,4 – “Poserà la mano sulla testa della vittima, che sarà accettata in suo favore per fare il rito espiatorio per lui.”
  • Isaia 40,1-2 – “Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che è finita la sua schiavitù, è stata scontata la sua iniquità, perché ha ricevuto dalla mano del Signore doppio castigo per tutti i suoi peccati.”

In entrambi i casi è usato .

Questo compiacersi da parte di Dio nei riguardi di Gesù ha così ben tante motivazioni, tutte riferibili alla figura del Messia, di cui Dio stesso è ad attestare la venuta.
Gesù è il Messia che rispetta le tradizioni ebraiche i cui “midrash” dicevano che sarebbe stato annunciato da Elia che Gesù propone essere il Battista: “In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista; tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei celi soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono. La Legge e tutti i Profeti infatti hanno profetato fino a Giovanni. E se lo volete accettare, egli è quell’Elia che deve venire.” (Matteo 1,11-14),

IL “PREDILETTO”
Come ho proceduto per compiacersi seguo nel testo ebraico dell’Antico Testamento il termine “diletto, prediletto”.
Deuteronomio 33,12 – “Per Beniamino disse: Prediletto del Signore, Beniamino, abita tranquillo presso di Lui; Egli lo protegge sempre e tra le sue braccia dimora”.
Con i concetti connessi alle icone delle lettere leggo per “è la mano che è d’aiuto “.
Considerato che Beniamino significa “ben iamin”, figlio della destra, è insito il pensiero che il figlio prediletto per il padre, in quanto gli è utile come la mano destra, che per la maggioranza degli uomini è preferita per operare rispetto alla sinistra, poi gli starà alla destra.
In Proverbi 3,11s – “Figlio mio, non disprezzare l’istruzione del Signore e non aver a noia la sua esortazione, perché il Signore corregge chi ama, come un padre il figlio prediletto” quel prediletto è cioè favorito.

Diletto in ebraico è “david” , parola che ha le stesse lettere del nome proprio del re David dalla cui discendenza verrà il Messia.
Tale termine è ripetuto ben 31 volte nel Cantico dei Cantici nel testo in italiano:

  • Cantico dei Cantici 1,13Il mio diletto è per me un sacchetto di mirra, riposa sul mio petto.
  • Cantico dei Cantici 1,14 – Il mio diletto è per me un grappolo di cipro nelle vigne di Engàddi.
  • Cantico dei Cantici 1,16 – Come sei bello, mio diletto, quanto grazioso! Anche il nostro letto è verdeggiante.
  • Cantico dei Cantici 2,3 – Come un melo tra gli alberi del bosco, il mio diletto fra i giovani.
  • Cantico dei Cantici 2,8 – Una voce! Il mio diletto! Eccolo, viene saltando per i monti, balzando per le colline.
  • Cantico dei Cantici 2,9 – Somiglia il mio diletto a un capriolo o ad un cerbiatto. Eccolo, egli sta dietro il nostro muro.
  • Cantico dei Cantici 2,10 – Ora parla il mio diletto e mi dice: Alzati, amica mia, mia bella, e vieni!
  • Cantico dei Cantici 2,16 – Il mio diletto è per me e io per lui. Egli pascola il gregge fra i gigli.
  • Cantico dei Cantici 2,17 – Prima che spiri la brezza del giorno e si allunghino le ombre, ritorna, o mio diletto, somigliante alla gazzella o al cerbiatto, sopra i monti degli aromi.
  • Cantico dei Cantici 4,16 – Lèvati, aquilone, e tu, austro, vieni, soffia nel mio giardino si effondano i suoi aromi. Venga il mio diletto nel suo giardino e ne mangi i frutti squisiti.
  • Cantico dei Cantici 5,2 – Io dormo, ma il mio cuore veglia. Un rumore! È il mio diletto che bussa: Aprimi, sorella mia, mia amica, mia colomba, perfetta mia; perché il mio capo è bagnato di rugiada, i miei riccioli di gocce notturne.
  • Cantico dei Cantici 5,4 – Il mio diletto ha messo la mano nello spiraglio e un fremito mi ha sconvolta.
  • Cantico dei Cantici 5,5 – Mi sono alzata per aprire al mio diletto e le mie mani stillavano mirra, fluiva mirra dalle mie dita sulla maniglia del chiavistello.
  • Cantico dei Cantici 5,6 – Ho aperto allora al mio diletto, ma il mio diletto già se n’era andato, era scomparso. Io venni meno, per la sua scomparsa.
  • Cantico dei Cantici 5,8 – Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme, se trovate il mio diletto, che cosa gli racconterete? Che sono malata d’amore!
  • Cantico dei Cantici 5,9 – Che ha il tuo diletto di diverso da un altro, o tu, la più bella fra le donne? Che ha il tuo diletto di diverso da un altro, perché così ci scongiuri?
  • Cantico dei Cantici 5,10 – Il mio diletto è bianco e vermiglio, riconoscibile fra mille e mille.
  • Cantico dei Cantici 5,16 – Dolcezza è il suo palato; egli è tutto delizie! Questo è il mio diletto, questo è il mio amico, o figlie di Gerusalemme.
  • Cantico dei Cantici 6,1 – Dov’è andato il tuo diletto, o bella fra le donne? Dove si è recato il tuo diletto, perché noi lo possiamo cercare con te?
  • Cantico dei Cantici 6,2 – Il mio diletto era sceso nel suo giardino fra le aiuole del balsamo a pascolare il gregge nei giardini e a cogliere gigli.
  • Cantico dei Cantici 6,3 – Io sono per il mio diletto e il mio diletto è per me; egli pascola il gregge tra i gigli.
  • Cantico dei Cantici 7,10 – Il tuo palato è come vino squisito, che scorre dritto verso il mio diletto e fluisce sulle labbra e sui denti!
  • Cantico dei Cantici 7,11 – Io sono per il mio diletto e la sua brama è verso di me.
  • Cantico dei Cantici 7,12 – Vieni, mio diletto, andiamo nei campi, passiamo la notte nei villaggi.
  • Cantico dei Cantici 7,14 – Le mandragore mandano profumo; alle nostre porte c’è ogni specie di frutti squisiti, freschi e secchi; mio diletto, li ho serbati per te.
  • Cantico dei Cantici 8,5 – Chi è colei che sale dal deserto, appoggiata al suo diletto? Sotto il melo ti ho svegliata; là, dove ti concepì tua madre, là, dove la tua genitrice ti partorì.
  • Cantico dei Cantici 8,14 – Fuggi, mio diletto, simile a gazzella o ad un cerbiatto, sopra i monti degli aromi!

Di fatto nel testo ebraico quel termine però è ripetuto per 33 volte, perché nel versetto 5,9 appare non due volte, bensì quattro volte.

Poi, nel libro del profeta Daniele ai versetti 9,23; 10,11 e 10,19 Daniele stesso è definito come uomo prediletto quando viene proposta la visione finale delle settanta settimane ed altre ad essa connesse.
In tali versetti è definito “chamedot” cioè con proprietà desiderabili.

In definitiva il diletto o prediletto è parola legata strettamente a Davide e quindi al Messia figlio di Davide.
Nei Vangeli Gesù infatti è chiamato esplicitamente “figlio di David” svariate volte e precisamente:

  • in Matteo 1,1; 9,27; 12,23; 15,22; 20,30; 20,31; 21,9; 21,15;
  • in Marco 10,47; 10,48; 12,35;
  • in Luca 3,31; 18,38; 21,39.

CONFERMA ALLA TRASFIGURAZIONE
La Trasfigurazione è un episodio della vita di Gesù descritto nei Vangeli sinottici Matteo 17,1-8; Marco 9,2-8 e Luca 9,28-36.
Tutti e tre convengono che anche in tale occasione si sentì una voce dal cielo che dichiarò che Gesù era il Figlio.
Ciò avvenne in presenza di Mosè e di Elia e di alcuni apostoli.
Lievi variazioni riguardano ciò che quella voce disse:

  • Matteo 17,5 – “Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva: Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo.”
  • Marco 9,7 – “Questi è il Figlio mio prediletto; ascoltatelo!
  • Luca 9,35 – “Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo.

Tutti e tre convengono che quella voce dette lo stesso imperativo:

Ascoltatelo!


Questo “Ascoltatelo!” non può non evocare in un ebreo la preghiera-comando dello Shemà che inizia così:
Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze.” (Deuteronomio 6,4-5)
Quella voce in definitiva attesta che seguire Gesù è seguire il Messia ed è seguire il Dio Unico.
Questo “Ascoltatelo” è anche da riallacciare alla profezia in Deuteronomio 18:

Il Signore tuo Dio susciterà per te, in mezzo a te, fra i tuoi fratelli, un profeta pari a me; a lui darete ascolto. Avrai così quanto hai chiesto al Signore tuo Dio, sull’Oreb, il giorno dell’assemblea, dicendo: Che io non oda più la voce del Signore mio Dio e non veda più questo grande fuoco, perché non muoia. Il Signore mi rispose: Quello che hanno detto, va bene; io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò.” (Deuteronomio 18,15-18)

Conferma di queste frasi e dell’episodio della Trasfigurazione si ha in 2Pietro 1,17s: “Egli ricevette infatti onore e gloria da Dio Padre quando dalla maestosa gloria gli fu rivolta questa voce: Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Questa voce noi l’abbiamo udita scendere dal cielo mentre eravamo con lui sul santo monte.”
Quel termine “eletto” ci porta sia a Isaia 42,1 – sul Servo di IHWH – ed al Salmo 89 che è appunto uno dei salmi messianici e precisamente al versetto 4, di cui dopo alcune considerazioni nel prossimo paragrafo fornisco la decriptazione dell’intero Salmo.

SALMO 89 – DECRIPTAZIONE
Il Salmo 89, costituito da 53 versetti è da classificare tra i messianici, infatti, per tre volte si trova la parola Messia nel versetto 21 e nel 39 e 52, tradotta come “consacrato”.
Chiama Davide, “mio eletto” “bechiri” (4) con cui ha fatto un’alleanza dal radicale di “eleggere, scegliere” da cui aggettivo e sostantivo .
Le lettere ebraiche sono di grande aiuto e subito con i loro significati ci dicono di lui “nella sua famiglia/casa vivrò () in un corpo “.
Anche Giacobbe antenato di Davide fu un suo eletto, come dal Salmo 105,6 e più in genera è eletto tutto il popolo di Abramo secondo il versetto 43 dello stesso Salmo 105 e 106,5.
Mosè è definito “suo eletto” in Salmo 106,23, quindi la definizione con Isaia 42,1 passa al Servo di IHWH.
Ricorda le promesse fatte a Davide, “Stabilirò per sempre la tua discendenza, di generazione in generazione edificherò il tuo trono” (5), “Stabilirò per sempre la sua discendenza, il suo trono come i giorni del cielo” (30) vale a dire la promessa del Messia dalla sua casa, ma nel contempo presenta a Dio la supplica vista la condizione di umiliazione in cui versa la nazione. Giustizia e Le caratteristiche del trono del Messia saranno le stesse del trono di Dio: “diritto sono la base del tuo trono” (15).
È Lui che “…con il tuo favore innalzi la nostra fronte.” (18)
Qui in quel “tuo favore” riconosciamo quel radicale del compiacersi di Dio.
Dio si compiace nel Messia, infatti, “in un corpo scese nel mondo “, vale a dire si incarnò.

Il Messia riconosce Dio come Padre e nel battesimo di Gesù il Padre riconosce il Figlio.
I versetto Salmo 89,27, infatti, è esplicito e merita dimostrarne la decriptazione:

Egli mi invocherà: Tu sei mio padre, mio Dio e roccia della mia salvezza.



Salmo 89,27 – Con Lui , il diletto , ad incontrare () saremo il Padre . Saremo a venire da Dio . Saremo portati su . Ci condurrà Gesù che crocifisso fu .
I primi cristiani e i Padri della Chiesa avranno gioito nel trovare proprio in questo versetto anche il nome di Gesù.

È interessante sottolineare il versetto 48: “Ricorda quanto è breve la mia vita: nvano forse hai creato ogni uomo?” perché è una notazione che fa comprendere come ci fosse anche l’attesa della risurrezione, altrimenti che senso avrebbe aver creato l’uomo?

Riporto la traduzione C.E.I dell’intero Salmo:

Salmo 89,1 – Maskil. Di Etan, l’Ezraita.

Salmo 89,2Canterò in eterno l’amore del Signore, di generazione in generazione farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,

Salmo 89,3 – perché ho detto: È un amore edificato per sempre; nel cielo rendi stabile la tua fedeltà.

Salmo 89,4 – Ho stretto un’alleanza con il mio eletto, ho giurato a Davide, mio servo.

Salmo 89,5Stabilirò per sempre la tua discendenza, di generazione in generazione edificherò il tuo trono.

Salmo 89,6 – I cieli cantano le tue meraviglie, Signore, la tua fedeltà nell’assemblea dei santi.

Salmo 89,7 – Chi sulle nubi è uguale al Signore, chi è simile al Signore tra i figli degli dèi?

Salmo 89,8 – Dio è tremendo nel consiglio dei santi, grande e terribile tra quanti lo circondano.

Salmo 89,9 – Chi è come te, Signore, Dio degli eserciti? Potente Signore, la tua fedeltà ti circonda.

Salmo 89,10 – Tu domini l’orgoglio del mare, tu plachi le sue onde tempestose.

Salmo 89,11 – Tu hai ferito e calpestato Raab, con braccio potente hai disperso i tuoi nemici.

Salmo 89,12 – Tuoi sono i cieli, tua è la terra, tu hai fondato il mondo e quanto contiene;

Salmo 89,13 – il settentrione e il mezzogiorno tu li hai creati, il Tabor e l’Ermon cantano il tuo nome.

Salmo 89,14 – Tu hai un braccio potente, forte è la tua mano, alta la tua destra.

Salmo 89,15Giustizia e diritto sono la base del tuo trono, amore e fedeltà precedono il tuo volto.

Salmo 89,16 – Beato il popolo che ti sa acclamare: camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;

Salmo 89,17 – esulta tutto il giorno nel tuo nome, si esalta nella tua giustizia.

Salmo 89,18 – Perché tu sei lo splendore della sua forza e con il tuo favore innalzi la nostra fronte.

Salmo 89,19 – Perché del Signore è il nostro scudo, il nostro re, del Santo d’Israele.

Salmo 89,20 – Un tempo parlasti in visione ai tuoi fedeli, dicendo: Ho portato aiuto a un prode, ho esaltato un eletto tra il mio popolo.

Salmo 89,21 – Ho trovato Davide, mio servo, con il mio santo olio l’ho consacrato;

Salmo 89,22 – la mia mano è il suo sostegno, il mio braccio è la sua forza.

Salmo 89,23 – Su di lui non trionferà il nemico né l’opprimerà l’uomo perverso.

Salmo 89,24 – Annienterò davanti a lui i suoi nemici e colpirò quelli che lo odiano.

Salmo 89,25 – La mia fedeltà e il mio amore saranno con lui e nel mio nome s’innalzerà la sua fronte.

Salmo 89,26 – Farò estendere sul mare la sua mano e sui fiumi la sua destra.

Salmo 89,27 – Egli mi invocherà: Tu sei mio padre, mio Dio e roccia della mia salvezza.

Salmo 89,28 – Io farò di lui il mio primogenito, il più alto fra i re della terra.

Salmo 89,29 – Gli conserverò sempre il mio amore, la mia alleanza gli sarà fedele.

Salmo 89,30Stabilirò per sempre la sua discendenza, il suo trono come i giorni del cielo.

Salmo 89,31 – Se i suoi figli abbandoneranno la mia legge e non seguiranno i miei decreti,

Salmo 89,32 – se violeranno i miei statuti e non osserveranno i miei comandi,

Salmo 89,33 – punirò con la verga la loro ribellione e con flagelli la loro colpa.

Salmo 89,34 – Ma non annullerò il mio amore e alla mia fedeltà non verrò mai meno.

Salmo 89,35 – Non profanerò la mia alleanza, non muterò la mia promessa.

Salmo 89,36 – Sulla mia santità ho giurato una volta per sempre: certo non mentirò a Davide.

Salmo 89,37In eterno durerà la sua discendenza, il suo trono davanti a me quanto il sole,

Salmo 89,38 – sempre saldo come la luna, testimone fedele nel cielo”.

Salmo 89,39 – Ma tu lo hai respinto e disonorato, ti sei adirato contro il tuo consacrato;

Salmo 89,40 – hai infranto l’alleanza con il tuo servo, hai profanato nel fango la sua corona.

Salmo 89,41 – Hai aperto brecce in tutte le sue mura e ridotto in rovine le sue fortezze;

Salmo 89,42 – tutti i passanti lo hanno depredato, è divenuto lo scherno dei suoi vicini.

Salmo 89,43 – Hai esaltato la destra dei suoi rivali, hai fatto esultare tutti i suoi nemici.

Salmo 89,44 – Hai smussato il filo della sua spada e non l’hai sostenuto nella battaglia.

Salmo 89,45 – Hai posto fine al suo splendore, hai rovesciato a terra il suo trono.

Salmo 89,46 – Hai abbreviato i giorni della sua giovinezza e lo hai coperto di vergogna.

Salmo 89,47 – Fino a quando, Signore, ti terrai nascosto: per sempre? Arderà come fuoco la tua collera?

Salmo 89,48Ricorda quanto è breve la mia vita: invano forse hai creato ogni uomo?

Salmo 89,49 – Chi è l’uomo che vive e non vede la morte? Chi potrà sfuggire alla mano degli inferi?

Salmo 89,50 – Dov’è, Signore, il tuo amore di un tempo, che per la tua fedeltà hai giurato a Davide?

Salmo 89,51 – Ricorda, Signore, l’oltraggio fatto ai tuoi servi: porto nel cuore le ingiurie di molti popoli,

Salmo 89,52 – con le quali, Signore, i tuoi nemici insultano, insultano i passi del tuo consacrato.

Salmo 89,53 – Benedetto il Signore in eterno. Amen, amen.

Tutta di seguito riporto la decriptazione.

Salmo 89,1 – Salvati dalla rettitudine saremo dal serpente. Rifiutato sarà il drago. Uscirà per l’Unico lo straniero dalla vita.

Salmo 89,2 – Di nascosto, in segreto fu il Signore in un fanciullo a vivere. Da una donna fu dal corpo ad uscire. Nacque, in un corpo si portò. Dalle generazioni il tizzone spazzerà che alle origini nei viventi si portò. L’angelo (ribelle) finirà spento col soffio che c’è.

Salmo 89,3 – Per la rettitudine che sarà ad originare l’essere ribelle finito sarà per sempre. L’amore risarà nei figli ad entrare. A risorgere in vita saranno i morti per la rettitudine che invierà. L’Unico ai viventi porterà l’energia per finire con la rettitudine il bestiale.

Salmo 89,4 – Da agnello in croce sarà, cibo per tutti. Da dentro la vita che nel corpo irrigherà. Per l’energia della risurrezione dentro al tempo sarà a rinascere. Porterà la conoscenza che dentro d’aiuto sarà.

Salmo 89,5 – A far sentire la conoscenza portò il Potente alla madre. Primogenito di un retto sarà. Un angelo questi nella mente sentì che in modo retto nella famiglia si portava, fu ad indicargli che sarebbe nato. Nel corpo si portava per via, avrebbe riempito il primogenito; dal trono il Potente usciva.

Salmo 89,6 – Portatosi s’è per recare all’essere impuro il fuoco. Un vivente sarà tra i viventi il Verbo col rifiuto. La rettitudine sarà alla perversità da ira. L’Unico in un vivente recò l’energia che l’oppressione dentro rovescerà. Uscirà il serpente, santi saranno i viventi.

Salmo 89,7 – La rettitudine sarà nei viventi a ristare dentro. Un fuoco al nascosto a rovesciare sarà, spazzerà la fiacchezza. Per il serpente sarà una calamità, sarà sbarrato, reciso dal Signore in casa. Dentro l’energia che è di Dio risarà nei viventi.

Salmo 89,8 – Il maledetto angelo nemico scenderà. Dentro la pienezza si riporterà. Per l’aiuto in santi li cambierà. Dentro a rientrare si porterà l’energia e nei corpi ricomincerà dall’alto la rettitudine del Potente. Convertiti che saranno, a casa saranno riportati.

Salmo 89,9 – Saranno fuori portati dal mondo. Nella divinità ad entrare saranno. Su a casa dell’Unico li condurrà integri; erano ad anelarlo. Per la riportata rettitudine nell’assemblea circondati saranno dagli angeli. Staranno con Lui a vivere. Li porterà dagli angeli dall’oppressione. Ritornati saranno a casa. Li riporterà tutti essendo retti.

Salmo 89,10 – Verranno i viventi portati dal Risorto nel cuore. Dentro a scorrere nell’Unico li porterà il Crocifisso. Ad uscire saranno vivi da dentro la distruzione. A rivelarsi sarà che li ha condotti dall’Unico. Dal Crocifisso usciranno tutti. Col Risorto dentro l’assemblea vivranno.

Salmo 89,11 – Riverranno dalla polvere per la venuta del vigore del Potente. La potenza nei corpi entrerà dentro. Dentro sullo straniero si porterà ad agire. Agirà su questi. La rettitudine del Verbo lo colpirà nei corpi, finirà il nemico. Sarà così!

Salmo 89,12 – In cammino dai cieli dell’Unico il Verbo per il serpente affliggere in un corpo scese. Un’arca il Potente portò a riempire. Nel mondo venne. Fu in segreto alla fine in un vivente.

Salmo 89,13 – Scese il Verbo portandosi dall’angelo (ribelle) nei giorni. L’energia venne a ricreare, finita negli uomini. Dentro riporterà lo Spirito nei corpi dei viventi e l’energia dentro brucerà la piaga che c’è nei corpi per l’energia che l’angelo recò.

Salmo 89,14 – La potenza della rettitudine lo colpirà nei corpi e per l’azione si vedrà dai viventi fuggire. Da dentro si porterà dai corpi fuori. Finita la forza sarà, nella polvere finirà. Si rialzeranno, risaranno a vivere, riessendoci l’energia della rettitudine.

Salmo 89,15 – Giustizia e diritto la piaga porterà ad uccidere. Pieni ricominceranno di vigore. Per la pienezza l’essere impuro, dall’origine nei viventi, finirà. Sarà rovesciato dal sangue e le persone saranno rette.

Salmo 89,16 – Beati ne usciranno i popoli, sarà la conoscenza a stare in tutti, nei corpi si riporterà in azione l’Essere e rientrerà dentro la luce. Le persone saranno così a ristare nel mondo in cammino per la riportata energia.

Salmo 89,17 – La vergogna dai viventi, per le bruciature, scappata che sarà, li accompagnerà dagli angeli. I tutti del mondo un giorno porterà a casa. Su aiuterà a riversarli. Con tutti i retti saranno in alto a stare.

Salmo 89,18 – Per la rettitudine saranno nello splendore a rivedersi questi. Per i viventi, riportati all’Unico dal Crocifisso dal mondo, si riporterà dentro il favore e tra gli angeli della corona saranno a vivere. Riversati con i corpi tra gli angeli abiteranno.

Salmo 89,19 – Il maligno con la perversità dai viventi scapperà per l’energia all’angelo portata. Si riporterà del Potente la santità con la forza che risorgerà i corpi. A Dio nel Regno tra gli angeli li condurrà.

Salmo 89,20 – All’Unico questi la Parola, da arca, nel petto condurrà tra gli angeli del Potente. Dell’assemblea dei gironi saranno alla porta dove sono i retti. Li condurrà il Crocifisso, il primo che vivo col corpo risorto si riportò. Sarà stato il Crocifisso a spazzare, a colpire, il cattivo serpente che scapperà in un pozzo. Ad uscire i corpi saranno dalla morte. Chi sarà dentro le tombe si riporterà col corpo; vivo lo rivedranno i viventi.

Salmo 89,21 – I viventi su verranno a stare con l’aiuto che porterà. Lo riconosceranno! Il solo che fu da dentro risorto tra i viventi. Dagli angeli santi saranno dal Messia che crocifissero ad essere portati.

Salmo 89,22 – Dal primo dei risorti col corpo saranno stati aiutati. Sarà stato il Crocifisso che della rettitudine recò l’energia in azione nei viventi. La recò dell’Unico il Verbo da una ferita/colpo dal corpo. In azione fu dal Crocifisso originata. Ai viventi scese, energia recò.

Salmo 89,23 – La potenza in un uomo ci fu per la prima volta. Per il nemico da dentro la recò. Recò da dentro l’energia all’azione di un’asta. Del Potente uscì il rifiuto. Per spazzare l’angelo (ribelle) l’energia portò.

Salmo 89,24 – Recò la rettitudine il Crocifisso ed a tutti fu nei viventi. Nelle persone fu a portarsi. Giù nei corpi fu a portarsi ed ai viventi della risurrezione l’origine fu a recare. Dell’Unico in cammino riportarono il soffio.

Salmo 89,25 – Ed iniziò nei viventi a portarsi dell’angelo la fine. Fu a portarsi la grazia. Fu per agire ai viventi recata e dentro illuminò i viventi. Fu del Crocifisso nei corpi a portarsi la vita. A riversare nei corpi l’energia recò.

Salmo 89,26 – Si porterà a risorgere i morti. Risarà dentro nei giorni. Aiuto recherà e figli partorirà. Li riporterà tutti nei giorni con l’energia che recherà.

Salmo 89,27Con Lui, il diletto, ad incontrare saremo il Padre. Saremo a venire da Dio. Saremo portati su. Ci condurrà Gesù che crocifisso fu.

Salmo 89,28 – L’Unico col Verbo s’incontrerà. Saranno a casa così portati alla vista. Il Crocifisso gli angeli del mondo porterà in alto. Saranno portati tra gli angeli del Potente. Al Regno un fiume salirà.

Salmo 89,29 – Il Potente vedremo e col Potente vivremo. Il peccatore che si portò nel corpo, che accompagna alla tomba, in un buco sbarrato sarà stato e dalla rettitudine dai corpi sarà finito con l’opprimere che dall’origine i viventi l’angelo (ribelle) segnò (quando) da serpente si portò.

Salmo 89,30 – E i risorti dai morti staranno dal Potente per sempre. Questi da pastore li condurrà ed al trono li porterà retti dai giorni nel cielo.

Salmo 89,31 – L’Unico i viventi saranno a vedere. Da Questi a casa porterà il Figlio che sarà stato a riportare la Torah completa. Saranno condotti a casa i salvati dal Verbo. Nel cuore staranno del Potente. L’Unico sarà stato il serpente ad ardere con l’energia.

Salmo 89,32 – L’Unico nelle midolla avrà riversato in tutti la forza ove c’era l’ammalarsi che il serpente aveva recato e nei viventi a scendere avrà recato alla fine l’esistere della potenza. Guai la risurrezione all’essere ribelle avrà portato.

Salmo 89,33 – Gli avrà recato la punizione in tutti. Saranno ad abitare dall’esilio nel cuore del Verbo. I risorti popoli porterà a casa. Lo splendore a vedere saranno i viventi che si vedranno condurre tra gli angeli a vivere.

Salmo 89,34 – Il rifiuto dell’Unico col Verbo ci sarà per il verme che in azione nei viventi si portò. Recherà il rifiuto al primo mentitore che dentro all’origine nei viventi recò l’energia segnandone l’esistenza.

Salmo 89,35 – Per il rifiuto in un primogenito si chiuse. Gli guizzò nel cuore, nel corpo gli fu. L’indicazione fu a recare alla madre che si portava giù. In una donna il Verbo a confinarsi fu. Il rifiuto da una donna all’angelo (ribelle) uscì.

Salmo 89,36 – L’Unico per strappar via l’angelo (ribelle) con il fuoco in casa nel tempo gli fu. Dentro le si versò, di aiutarlo l’illuminò. Al sia da primogenito della madre nacque e volò con la rettitudine in questa dentro.

Salmo 89,37 – Questi dal cattivo portò la potenza in un fanciullo che dalla Madre fu al mondo. IHWH dal trono portò la rettitudine infuocata. Nei viventi brucerà l’angelo. Nel cammino d’aiuto sarà!

Salmo 89,38 – Così ci fu in un corpo a vivere la rettitudine, ne portava l’energia un fanciullo che alla Madre portò l’Eterno in una famiglia. Il fuoco nascosto rovescerà all’angelo. Amen, lo calpesterà!

Salmo 89,39 – E venne questi per l’energia racchiudere in tutti onde l’integrità delle origini con la pienezza avesse a rientrare in tutti. Degli ebrei scelse il popolo il Messia. Così…

Salmo 89,40 – …l’energia in un corpo venne nel mondo. Per l’alleanza servirà. Con la rettitudine la malattia del serpente finirà. Il Potente nel primogenito nel corpo scese. L’energia a questi nel corpo recò.

Salmo 89,41 – Il Verbo nel corpo scese. La perfezione in cammino si sbarrò in un corpo. A scegliere fu di portare la risurrezione dei morti in un vivente. Da dentro giù dai corpi un giorno lo strapperà via.

Salmo 89,42 – Il fuoco che lo riempie nel mondo porterà a tutti. A servire sarà. Una via al mondo ci sarà per uscire dalla prigione. Dal corpo del Verbo uscirà il potente fuoco della rettitudine che l’energia sarà a recare.

Salmo 89,43 – Usciranno i corpi che sono nella morte. Saranno tra i viventi a ristare per l’energia che giù dal corpo sarà a recare. Usciranno risorti, vivi dalle tombe. Rientrerà la perfezione delle origini. A riportarsi sarà dentro la forza che portavano.

Salmo 89,44 – Dell’Unico il Verbo dalla croce risorse. Fu a casa su a riportarsi col corpo. Dalla tomba col corpo a casa si riportò, ma potente. Per primo uscì riversato dai morti e dentro un vivente il vigore della vita rientrò.

Salmo 89,45 – Rientrò il Risorto a casa integro. Il cuore aperto nel corpo portava e, con la rettitudine dal foro che quel primogenito portava, il rifiuto dal corpo gli scendeva. Dai viventi lo straniero alla fine uscirà.

Salmo 89,46 – Nel mondo rovescerà il nemico da tutti ove sta a vivere. Saranno in alto portati viventi che saranno a portarsi nell’apertura che vedranno nel cuore esservi del Crocifisso che dall’alto sarà a riportarsi. Dentro vi si porteranno i risorti del mondo; nel foro guizzando entreranno.

Salmo 89,47 – Per sempre i viventi entreranno nel Signore che il Crocifisso nascondeva. Il potente angelo (ribelle) che giù avrà strappato via lo brucerà. Retti i viventi condurrà quel primo risorto che racchiuse negli uomini la rettitudine.

Salmo 89,48 – Innocenti con i corpi in “Io sono” i viventi entreranno. Si chiuderanno. Rinati, in alto, i viventi usciranno. I risorti porterà dal Padre che li vedrà perfetti. Figli gli saranno gli uomini.

Salmo 89,49 – Chi a scorrere dentro col corpo sarà stato, entrato nel Signore non sarà a rivedere la morte. Saranno a vivere nel potente cuore da angeli del Verbo posti. Saranno con nuovi corpi. La piena potenza rientrerà.

Salmo 89,50 – Nell’Unico saranno entrati per amore essendo stati dalla rettitudine ri – partoriti. Nell’Unico rinnovati staranno i viventi. Dall’Unico giudicati saranno stati. Per l’angelo bruciato dentro al tempo, neonati li porterà (considererà); ma (fu) l’insinuatosi all’origine nei viventi che portò l’energia per finire la rettitudine.

Salmo 89,51 – Questi da retti che vedrà, giudicati saranno. Stretti nel corpo del Verbo Crocifisso si vedranno solo essere retti. La distruzione finale ci sarà stata in tutti i corpi di chi dentro stava in seno a vivere. Un mare dentro di vita avrà riversato l’Essere.

Salmo 89,52 – Tra i beati nell’assemblea con i corpi il Verbo li condurrà. Desideravano stargli in casa, staranno così col Signore. L’Unico avrà bruciato nei corpi l’insulto che portavano. In azione versò da dentro per il Crocifisso Messia la rettitudine.

Salmo 89,53 – Benedetto il Signore in eterno. Amen, Amen.

SALMO 144 – DECRIPTAZIONE
Il Salmo 144, di 15 versetti, è nel contempo un inno regale per la guerra e la vittoria e nella parte finale, versetti 12-15, propone i tempi della ricchezza che porterà il Messia.

Qui di seguito riporto il testo dell’ultima traduzione della C.E.I..

Salmo 144,1 – Di Davide. Benedetto il Signore, mia roccia, che addestra le mie mani alla guerra, le mie dita alla battaglia.

Salmo 144,2 – Mia grazia e mia fortezza, mio rifugio e mia liberazione, mio scudo in cui confido, colui che mi assoggetta i popoli.

Salmo 144,3 – Signore, che cos’è un uomo perché te ne curi? Un figlio d’uomo perché te ne dia pensiero?

Salmo 144,4 – L’uomo è come un soffio, i suoi giorni come ombra che passa.

Salmo 144,5 – Signore, piega il tuo cielo e scendi, tocca i monti ed essi fumeranno.

Salmo 144,6 – Le tue folgori disperdano i nemici, lancia frecce, sconvolgili.

Salmo 144,7 – Stendi dall’alto la tua mano, scampami e salvami dalle grandi acque, dalla mano degli stranieri.

Salmo 144,8 – La loro bocca dice menzogne e alzando la destra giurano il falso.

Salmo 144,9 – Mio Dio, ti canterò un canto nuovo, suonerò per te sull’arpa a dieci corde;

Salmo 144,10 – a te, che dai vittoria al tuo consacrato, che liberi Davide tuo servo. Salvami dalla spada iniqua,

Salmo 144,11 – liberami dalla mano degli stranieri; la loro bocca dice menzogne e la loro destra giura il falso.

Salmo 144,12 – I nostri figli siano come piante cresciute nella loro giovinezza; le nostre figlie come colonne d’angolo nella costruzione del tempio.

Salmo 144,13 – I nostri granai siano pieni, trabocchino di frutti d’ogni specie; siano a migliaia i nostri greggi, a miriadi nelle nostre campagne;

Salmo 144,14 – siano carichi i nostri buoi. Nessuna breccia, nessuna incursione, nessun gemito nelle nostre piazze.

Salmo 144,15 – Beato il popolo che possiede questi beni: beato il popolo il cui Dio è il Signore.

Presento la dimostrazione della decriptazione per i primi due versetti.

Salmo 144,1Di Davide. Benedetto il Signore, mia roccia, che addestra le mie mani alla guerra, le mie dita alla battaglia.




Salmo 144,1 – In un nato () si portò la Parola per recare la rettitudine . Il Signore giù si portò in un corpo a stare . Entrò in un vivente perché () d’aiuto fosse . In aiuto fu il Potente a versarsi nel corpo , abitò in un primogenito . Vi scese dentro per il peccare () finire . Ci sarà col serpente una battaglia () nel mondo .

Salmo 144,2Mia grazia e mia fortezza, mio rifugio e mia liberazione, mio scudo in cui confido, colui che mi assoggetta i popoli.




Salmo 144,2 – Entrò in segreto un giorno . Che giù si portava in aiuto l’indicazione ci fu alla Madre . L’illuminò che nel cammino dentro sarebbe stato a portarsi . Le vivrà il Verbo del Potente nell’utero . Fu al Potente un sia dalla Madre ! A scorrere l’energia fu e dentro si portò a chiudersi riempiendola . Sarà dalla prescelta che sarà partorito (), alle mammelle si vedrà della Madre . Fu di sotto a stare .

Riporto qui di seguito tutta di seguito la decriptazione ottenuta.

Salmo 144,1 – In un nato si portò la Parola per recare la rettitudine. Il Signore giù si portò in un corpo a stare, entrò in un vivente perché d’aiuto fosse. In aiuto fu il Potente a versarsi nel corpo, abitò in un primogenito. Vi scese dentro per il peccare finire. Ci sarà col serpente una battaglia nel mondo.

Salmo 144,2 – Entrò in segreto un giorno. Che giù si portava in aiuto l’indicazione ci fu alla Madre. L’illuminò che nel cammino dentro sarebbe stato a portarsi. Le vivrà il Verbo del Potente nell’utero. Fu al Potente un sia dalla Madre! A scorrere l’energia fu e dentro si portò a chiudersi riempiendola. Sarà dalla prescelta che sarà partorito, alle mammelle si vedrà della Madre. Fu di sotto a stare.

Salmo 144,3 – Il Signore a vivere entrò tra gli uomini portando la completa conoscenza. Al mondo si portò in un figlio primogenito in cui l’energia recò della risurrezione per la fine della prigionia; dallo stare in esilio nel mondo li riporterà.

Salmo 144,4 – In un uomo la potenza che svanì dal sangue rientrerà nei giorni. Riporterà dentro a scendere la potenza. Agendo riporterà la purità.

Salmo 144,5 – Dal Signore uscirà dal cuore la risurrezione per i viventi con la forza della rettitudine. La porterà dalla croce dal corpo in aiuto scorrere. Si vedrà da dentro uscire un’irrigazione d’acqua e spazzerà col fuoco/con la risurrezione l’angelo (ribelle) che si portò.

Salmo 144,6 – Dentro i corpi porterà a riversare un fulmine che porterà a finirne il soffio. Saranno a rialzarsi salvati dal serpente che vi si nascondeva. Il nascosto giù sarà stato dalla rettitudine portata finito; ne usciranno vivi i viventi.

Salmo 144,7 – A risorgere potenti dalle tombe saranno per l’aiuto che ci sarà stato dalla rettitudine i viventi. Dall’essere ribelle avrà portato i viventi a scampare. Tra i lamenti sarà uscito; scenderà in forza della potenza l’angelo (ribelle) che sta nei viventi. I viventi saranno trasformati. Dentro nell’acqua bollente starà sbarrato ad abitare l’angelo essendo uno straniero.

Salmo 144,8 – Dell’Unico dal fuoco guariti saranno ad uscire i viventi, alla Parola simili (come) all’origine (quando) si portarono i giorni. L’angelo che nei viventi era la vita ad opprimere bruciato avranno riversato dai corpi.

Salmo 144,9 – Dal maledetto saranno stati salvati. Saranno con i corpi nuovi delle origini. Con la risurrezione sarà nei corpi entrata la potenza che avrà spento l’angelo che li corrompeva. Si vedranno i risorti portati con i corpi dall’Unico. Tra canti usciranno in cammino.

Salmo 144,10 – Dal mondo tra gli angeli li porterà tutti. Degli angeli tutti i risorti porterà alla vista, entreranno dal Potente nel Regno ove saranno per vivere ad entrare. Il Verbo li porterà su dal mondo. Verranno per amore dal Servo condotti. Dei viventi si chiuderanno le moltitudini nel pastore.

Salmo 144,11 – Dal Verbo su tra gli angeli saranno portati. Dal mondo saliranno per stare dal Potente. L’invierà dai giorni l’aiuto del Figlio, l’oppresso agnello (di cui) per primo risorse il corpo. Nel Verbo saranno ad entrare i viventi. S’insinueranno nel corpo del Risorto ed all’Unico li condurrà. Dai giorni tra gli angeli vivranno alla destra del Risorto che li verserà dal corpo.

Salmo 144,12 – Beati a casa i figli porterà retti, inviandoli dal cuore dalle rovine ove vivevano per vivere nella gloria. Saranno a vivere nella giovinezza essendo entrata la vita che il Figlio portò dalla croce (quando) fu l’energia a recare della rettitudine dalla ferita che gli portarono stando in croce. Nelle midolla l’amore dentro ha recato in tutti. Tutti a casa invierà. Saranno col Crocifisso ad entrare per essergli sposa.

Salmo 144,13 – I viventi nella ferita portati saranno nei pascoli alla pienezza per starvi a vivere. Vivranno col Verbo essendo risorti. Vivranno questi tra gli angeli di Dio. Questi tra gli angeli di salire desideravano, tra gli angeli da angeli li ha condotti per vivere nella divinità. Nella bellezza condotti, finita l’amarezza in casa gli abiteranno. Li porterà tutti a casa, nell’assemblea li porterà di lassù e alla fine l’opprimere porterà.

Salmo 144,14 – L’Unico il serpente che portò il soffio che opprime, il tentatore maligno, nei viventi annullerà. Per il Verbo dai corpi scenderà e ad annullare lo porterà. Sarà lo sterco a finire e i guai che l’angelo (ribelle) giù porta. Per il nascosto uscito, puri in seno tutti saranno dall’energia (negativa) che si porta.

Salmo 144,15 – Felici saranno ad uscire i popoli risorti. La rettitudine avrà spento il serpente che si portò alle origini che con la risurrezione dai corpi sarà uscito. Si vedranno salvati dal Signore che nella divinità ad entrare sarà a portarli.

ISAIA 62 – DECRIPTAZIONE
Il capitolo 62 del profeta Isaia è formato da 12 versetti e riguarda la gloria della “futura” Gerusalemme il cui popolo è da considerarsi sposa del Signore.
Questo tema sarà poi ripreso dall’ultimo libro inserito nell’Antico Testamento, l’Apocalisse:

  • Isaia 3,12 – “Il vincitore lo porrò come una colonna nel tempio del mio Dio e non ne uscirà mai più. Inciderò su di lui il nome del mio Dio e il nome della città del mio Dio, della nuova Gerusalemme che discende dal cielo, dal mio Dio, insieme al mio nome nuovo.”
  • Isaia 21,1-2 – “E vidi un cielo nuovo e una terra nuova: il cielo e la terra di prima infatti erano scomparsi e il mare non c’era più. E vidi anche la città santa, la Gerusalemme nuova, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.”
  • Isaia 21,10 – “L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio.”

Questo di seguito è il testo della traduzione C.E.I..

Isaia 62,1 – Per amore di Sion non tacerò, per amore di Gerusalemme non mi concederò riposo, finché non sorga come aurora la sua giustizia e la sua salvezza non risplenda come lampada.

Isaia 62,2 – Allora le genti vedranno la tua giustizia, tutti i re la tua gloria; sarai chiamata con un nome nuovo, che la bocca del Signore indicherà.

Isaia 62,3 – Sarai una magnifica corona nella mano del Signore, un diadema regale nella palma del tuo Dio.

Isaia 62,4 – Nessuno ti chiamerà più Abbandonata, né la tua terra sarà più detta Devastata, ma sarai chiamata Mia Gioia (Mio compiacimento) e la tua terra Sposata, perché il Signore troverà in te la sua delizia (si compiacerà) e la tua terra avrà uno sposo.

Isaia 62,5 – Sì, come un giovane sposa una vergine, così ti sposeranno i tuoi figli; come gioisce lo sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per te.

Isaia 62,6 – Sulle tue mura, Gerusalemme, ho posto sentinelle; per tutto il giorno e tutta la notte non taceranno mai. Voi, che risvegliate il ricordo del Signore, non concedetevi riposo

Isaia 62,7 – né a lui date riposo, finché non abbia ristabilito Gerusalemme e ne abbia fatto oggetto di lode sulla terra.

Isaia 62,8 – Il Signore ha giurato con la sua destra e con il suo braccio potente: Mai più darò il tuo grano in cibo ai tuoi nemici, mai più gli stranieri berranno il vino per il quale tu hai faticato.

Isaia 62,9 – No! Coloro che avranno raccolto il grano, lo mangeranno e canteranno inni al Signore, coloro che avranno vendemmiato berranno il vino nei cortili del mio santuario.

Isaia 62,10 – Passate, passate per le porte, sgombrate la via al popolo, spianate, spianate la strada, liberatela dalle pietre, innalzate un vessillo per i popoli.

Isaia 62,11 – Ecco ciò che il Signore fa sentire all’estremità della terra: Dite alla figlia di Sion: Ecco, arriva il tuo salvatore; ecco, egli ha con sé il premio e la sua ricompensa lo precede.

Isaia 62,12 – Li chiameranno Popolo santo, Redenti del Signore. E tu sarai chiamata Ricercata, Città non abbandonata.

Qui di seguito è la decriptazione.

Isaia 62,1 – Il Potente in vita ad essere umiliato scende dal violento serpente delle origini, L’Unigenito in silenzio dal perverso serpente vivrà da misero povero. La potenza in pienezza ad una Donna ha versato, ha portato il cuore in azione per aiutare è sceso dell’Unico la rettitudine. Dallo splendore scende alla polvere del mondo, portatasi è con Gesù. Per finire il serpente la calamità è a casa dal nemico.

Isaia 62,2 – E in vista si porta dei popoli un vivente giusto. Per l’impuro la vergogna in cammino è in un vivente. Il peso della rettitudine gli porta a rovesciare col corpo. Di Dio la rettitudine gli sorge in vita. Una novità dell’Unico per il serpente alato esiste. Il Signore si è versato, da figlio si porterà.

Isaia 62,3 – E al mondo esiste il forte segno, in azione il Cuore in un corpo finalmente. Completamente la Parola dell’Unico in un corpo, tutto da casa si è in aiuto il Signore portato da amo. Si reca la Parola in un vivente, al serpente porta la rettitudine. Gli uscirà il pianto, il soffio della maledizione gli sarà così.

Isaia 62,4 – Il serpente iniziò ad essere alle origini in vita col corpo in cammino. Del peccare la conoscenza questi portò dentro al mondo e del serpente la terra prigione fu. L’Unigenito a vivere col corpo da testimonio sorge in vita tra i viventi. Al mondo un retto è in cammino. Si è versato alla vista un puro. Giù si è dentro al mondo portato dal serpente in terra per spegnere il peccare del serpente. Nel mondo così si è chiusa la Parola. Giù il Signore da casa cosi ha portato in terra la rettitudine. Finirà dentro l’agire del serpente.

Isaia 62,5 – Retta è l’esistenza della casa dall’alto scelta. Alla vergine è stato dentro dall’alto portato in modo retto il Figlio. Così si porta ai viventi la gioia. Lo sposo dall’alto per la sposa è sorto, Gesù; per il serpente la forza retta della maledizione esiste così.

Isaia 62,6 – Dall’alto si racchiuse portandosi in un uomo che sarà retto. Si è in un corpo portato. Sorge il Potente dalla Madre al mondo. La Parola si versa. La legge divina è alla luce. Da Maria, dalla sposa è stato portato in vita. E così dal serpente esce di notte l’innocente; è un povero. L’Unigenito si è silenzio portato, uscito in vita questi rettamente è col corpo all’esistenza. Dalla Madre venuto è al mondo portatosi fuori Dio nel sangue; è in cammino dai viventi.

Isaia 62,7 – E Dio finalmente completamente ad abitare nel sangue si è dal serpente portato. L’Eterno si è eretto, l’energia ha portato in azione per trebbiare. È in vita venuto con la forza nel corpo per portare ad ardere il serpente dagli uomini. Gli esce una fiamma in terra.

Isaia 62,8 – Angeli con una luce dentro si vede il Signore in una casa stare con la Madre. Sono angeli a portarsi e alla casa pellegrini portano a vederlo in cammino. Questi l’ha portato l’Unico dalla Madre. L’Unigenito finalmente inviato, venuto per aiutare in cammino ad uccidere il peccare nel sangue a mangiare il serpente nemico, è per arderlo, dall’Unico in vita è stato il fuoco da segno portato alla casa. Il Figlio, l’Agnello finalmente è stato col corpo portato. Sorge così il Beato, è in cammino nel tempo da casa portatosi.

Isaia 62,9 – Così è in vita nel primogenito in pienezza la Parola che si è portata. È l’Unigenito dalla sposa, esce per condurla, ed al mondo dal potente serpente si reca. Inizia il segno che il Signore si porta ai viventi. Si versò nel fango, fu a portare ad esistere una luce nel deserto. Su una casa, in un villaggio, ha portato il segno: il Santo c’è!

Isaia 62,10 – Dall’aldilà si porta in azione il Figlio. Si porta in una casa alla luce alla vista col corpo. È dai viventi la Parola che l’energia reca per aiutare. Indebolitosi, al mondo in azione per via si porta in pienezza. Dal serpente, si reca in campo. Alla prova del serpente esce. In un foro rovescerà il serpente e i viventi al Padre invierà. Partorito è stato, in un vivente portato, inviato in pienezza da olocausto, si vede in vita stare con la Madre.

Isaia 62,11 – Al mondo il lamento funebre con la calamità escono. (Per il serpente) sorgono in vita. È in azione Dio, si versa giù al mondo, esce in terra. L’Unigenito in vita col corpo l’ha portato al serpente la figlia di Sion. Al mondo, ecco, esce Gesù. In una retta casa l’Unigenito esce. Angeli uscirono con una luce per l’Agnello recato dall’Unico, alla fine portato, recato ad operare. La fine reca al serpente; di persona è il bastone/la Parola.

Isaia 62,12 – Ed a versare col corpo l’Unico ha portato un boccone delicato ai popoli. Esce il Santo. La redenzione il Signore porta in cammino. Il diletto dalla nuvola alla povertà si vede stare col corpo; il serpente ad incontrare in azione per colpirlo in casa gli esce.

In questa decriptazione si trova una volta il nome di Maria e più volte quello di Gesù, il Cristo.

PENSIERI SULLA FINE DELL’OGGI
Questa parola, “Cristo”, nel Nuovo Testamento nella traduzione in italiano trionfa per oltre 500 volte, mentre l’equivalente termine ebraico di Messia lo è solo per 8 volte.
Sappiamo che di Lui l’Apocalisse dice:

  • Apocalisse 1,17s – “Io sono il Primo e l’Ultimo e il Vivente.”
  • Apocalisse 2,8 – “Così parla il Primo e l’Ultimo, che era morto ed è tornato alla vita.”
  • Apocalisse 22,13 – “Io sono l’Alfa e l’Omega, il Primo e l’Ultimo, il principio e la fine.”

Primo e ultimo e “l’Alfa e l’Omega” in ebraico sono le lettere che sono il radicale del verbo venire.
Provo a far precedere e seguire il nome di Gesù da tali lettere per dire appunto che Gesù è l’inizio e la Fine.


Dall’Unico sarà risorto nel tempo .
Un uomo nel tempo .
L’uomo che vedo in croce .

Quando sarà il termine finale del regno del Messia?
Nessuno lo sa e lo può sapere.
Lo Zohar però dice: “La redenzione di Israele verrà attraverso la forza mistica della lettera “Vav” (che ha il valore numerico di sei)… Felici saranno quelli che vengono lasciati in vita alla fine del sesto millennio per entrare nel grande Shabbat, che è il settimo millennio; perché quello è un giorno riservato per il Santissimo nel quale eseguire l’unione di nuove anime con vecchie anime nel mondo.” (Zohar, Vayera 119a)
Il calendario ebraico tratto dagli eventi biblici inizia con la creazione di Adamo, 3760 prima dell’era cristiana, onde l’anno 2013 d.C. corrisponde all’anno 5773 del calendario ebraico.
(Vedi: “La durata della Creazione“)
In definitiva, è certo che stiamo vivendo gli ultimi tempi, quelli del Messia, iniziati con la prima venuta del Cristo.

Dice il profeta Abacuc:

“Mi metterò di sentinella, in piedi sulla fortezza, a spiare, per vedere che cosa mi dirà, che cosa risponderà ai miei lamenti.
Il Signore rispose e mi disse: Scrivi la visione e incidila bene sulle tavolette perché la si legga speditamente.
È una visione che attesta un termine, parla di una scadenza e non mentisce; se indugia, attendila, perché certo verrà e non tarderà.
Ecco, soccombe colui che non ha l’animo retto, mentre il giusto vivrà per la sua fede.” (Abacuc 2,1-4)

Dal mio articolo “Oracolo di Abacuc – Una sentinella avvista il Messia” riporto la decriptazione di quei quattro versetti.

Ababuc 2,1 – In alto i viventi risorti vivono col corpo alla fine, sono dall’Unico a dimorare con Lui, dal Crocefisso sono su dentro entrati, saliti a vivere nel taglio portato all’Unigenito, su col Verbo usciti del Potente alla vista portati puri dal mondo sono stati dalla Parola retti, risono in vita usciti dell’Unico alla luce, sono in alto a finire ha portato il terrore dall’esistenza.

Ababuc 2,2 – Condotti sono a vedere gli angeli, angeli sono, dal Signore portati sono stati dall’Unico, vivi col corpo retti nell’arca chiusi questi ha portato ad abitare da figli, innalzati con potenza a chiudersi li ha portati dalla croce per il potente amore, sono stati nel corpo portati, su li ha cavati/sgorgati, dal Padre li ha portati.

Ababuc 2,3 – Così sono per sempre alla visione del Potente i viventi portati, dall’Eterno condotti sono stati dal Verbo dal monte calvo con potenza versati, su li ha portati, il ‘no’ c’è stato al mentitore, per l’Unigenito i viventi sono puri, usciti vivi dal mondo, con racchiusa la rettitudine escono. Al serpente ha portato bruciature, dentro il nemico ha maledetto per i guai che ha originato chiudendosi nei corpi.

Ababuc 2,4 – Al mondo per l’angelo che uscì insuperbito entrò la potenza in un uomo, in un corpo entrò l’energia del Verbo per convertire e si recò giù per aiutare nel tino, la fede finalmente recò nell’esistenza, in vita uscì.

Tutte le decriptazioni, parlano di Lui, il Messia, Figlio di Dio, con parole diverse, ma tutte convergenti con la stessa storia.

 
BATTESIMO AL GIORDANO RICONOSCIMENTO DI PATERNITÀultima modifica: 2018-05-14T20:58:51+02:00da mikeplato
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