LA BATTAGLIA MAGICA D’INGHILTERRA di DION FORTUNE

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Dall’introduzione di Gareth Knight tratta dal libro “The magic battle of Britain”

Nel 1939, l’occultista inglese Dion Fortune, iniziò una serie di lettere regolari ai membri del suo ordine magico, la Fraternità della Luce Interiore, che non erano in grado di tenere riunioni a causa delle restrizioni di viaggio in tempo di guerra. Con gli aerei nemici che minacciavano dall’alto, organizzò una serie di visualizzazioni per formulare “idee-seme nella mente di gruppo della razza”, visioni archetipiche per invocare la protezione angelica e difendere il morale britannico sotto il fuoco. “La guerra deve essere combattuta e vinta sul piano fisico”, scrisse, “prima che la manifestazione fisica possa essere data agli ideali archetipici. Ciò che è stato seminato crescerà e porterà seme”. Con lo sviluppo della guerra, ciò si consolidò con ulteriori lavori per il rinnovo dell’accordo nazionale e internazionale. Per la prima volta, le porte della Fraternità furono aperte a chiunque volesse unirvisi e imparare i metodi precedentemente segreti della maestra esoterista. Con irremovibile ottimismo, ha guidato la sua fraternità nei giorni bui del London Blitz, continuando le sue lettere settimanali anche quando le bombe attraversavano il suo stesso tetto. Dion Fortune organizzò uno straordinario atto di magia per impedire ai nazisti di toccare il suolo britannico. Ottenne l’aiuto di diversi maghi di spicco dell’epoca, tra cui Aleister Crowley, Dennis Wheatley, e il regista, scrittore e agente di intelligence britannico James Ian Fleming. Invocò gli antichi spiriti promessi alla protezione della Gran Bretagna, inclusi Re Artù, Merlino, San Michele e San Giorgio. E secondo alcuni rapporti, la notte in cui avrebbe dovuto essere lanciata l’Operazione Sea Lion, una cabala di maghi si riunì nella New Forest e forse eseguì un rituale per fermare l’invasione Nazista insieme con Aleister Crowley e Gerald Gardner, tra gli altri. Si dice che i maghi di quella cabala avessero poi pagato un prezzo altissimo; la maggior parte di loro soffrì di problemi di salute cronici da quel momento in poi. Crowley morì entro due anni dalla fine della guerra. Ma il rito funzionò. L’animo risoluto britannico sotto il fuoco fu indistruttibile. I britannici  non persero mai  la fiducia di poter vincere la guerra, non importa quanto probabilità sembrassero contro di loro. La paura nazista verso la Marina britannica li sopraffece alla vigilia dell’invasione a tal punto da cambiare idea e rimanere a casa. Il vasto “esperimento mentale” di Dion Fortune ne fu la causa? E se è così, fu la convinzione britannica nella propaganda di guerra che, ovviamente, venne diffusa da agenti dell’intelligence che erano anche occultisti, o fu qualcosa di più?

Meditiamo su Presenze angeliche, vestite di rosso e armate, che pattugliano in lungo e in largo la nostra terra. Visualizza una mappa della Gran Bretagna e immagina queste grandi Presenze che si muovono come una vasta forma ombrosa lungo le coste, avanti e indietro, da nord a sud e da est a ovest, tenendo d’occhio e pattugliando, in modo che nulla di alieno possa muoversi inosservato.

– da The Magical Battle of Britain di Dion Fortune

L’atto magico di Dion Fortune lavorò su diverse teorie magiche sane:

  1. Credeva che i ritualisti addestrati potessero combinare i loro sforzi per influenzare la Volontà collettiva del popolo britannico, non quella di un singolo individuo.
  2. Ha utilizzato spiriti ed egregore culturalmente e facilmente riconoscibili, il cui significato sarebbe stato compreso intuitivamente da migliaia di persone.
  3. Attingeva a spiriti ed egregore già associati allo scopo per cui erano stati chiamati.
  4. Ha creato semplici atti di magia che potrebbero essere facilmente imitati e aiutati da una vasta gamma di individui in diverse posizioni geografiche.
  5. Stava facendo un lavoro in una causa che appassionava migliaia di persone.

Mi sembra che qualsiasi atto di magia inteso a influenzare le azioni di un così ampio gruppo di persone farebbe bene a tenere a mente questi principi. Cercare di convincere un grande gruppo di persone a fare qualcosa di complicato è una sfida. Cercare di convincerli a fare qualcosa di semplice cui si sentono legati fortemente è molto più facile.

Dion Fortune credeva che ci fossero “forze oscure” alleate in opposizione alla Gran Bretagna. C’erano persistenti voci di legami tra i Nazisti e l’occulto anche nel mezzo della Seconda Guerra Mondiale e, secondo il libro di Fortune, c’erano così tanti legami tra occultisti e intelligence britannica da far sì che la disinformazione sulle profezie astrologiche che predicevano il destino per il Terzo Reich avrebbe potuto essere distribuita dall’Intelligence agli stessi occultisti di Hitler. C’è stata molta speculazion, ma scarse prove di ciò. Ciò che è chiaro è che la Fortune e i suoi compatrioti sentivano che c’erano stregoni che lavoravano contro di loro, che era uno dei motivi per cui invocavano presenze angeliche. Anche se non credi nelle forze soprannaturali, è chiaro che il progetto della Fortune fu affrontare con la formidabile opposizione della macchina di propaganda nazista. Ed è chiaro che questa macchina, almeno in Gran Bretagna, fu sconfitta. C’è una nuova battaglia magica da combattere. Sfortunatamente, questa è una guerra civile, e il nemico non è così chiaramente definito come lo era per gli inglesi nella seconda guerra mondiale. Né possiamo visualizzare un’ostia angelica che si diffonde sulla campagna e spazza via gli invasori, perché non sono invasori; loro sono già qui.  Come con i nazisti, ci sono voci persistenti sulle loro abilità magiche. E questa volta, hanno conquistato il dominio del mondo in un modo che farebbe rabbrividire  il più pessimista degli scrittori di fantascienza distopici. Possiedono il nostro petrolio, le nostre informazioni, i nostri soldi e persino i semi con cui coltivano il nostro cibo. Quindi, come possiamo  sconfiggerli?

La nostra strategia

  1. Come ritualisti addestrati, combiniamo i nostri sforzi per influenzare la Volontà del Popolo, non un singolo individuo.
  2. Utilizziamo spiriti ed egregri culturalmente facilmente riconoscibili il cui significato sarebbe intuitivamente compreso da migliaia di persone.
  3. Attingiamo a spiriti ed egregori già associati allo scopo per cui li chiamiamo.
  4. Creiamo semplici atti di magia che possono essere facilmente imitati e potenziati da una vasta gamma di individui in diverse posizioni geografiche.
  5. Convinciamo le persone ad interessarsi alla nostra causa; così, quando altri si uniscono a noi in questo Lavoro, sarà più facile per molte persone (forse migliaia) appassionarsi alla causa e sentirsi farne parte.

Molte divinità ed entità si sono mescolate nella nostra comunità. Forse sentono il nostro bisogno di liberazione, o forse siamo semplicemente più in sintonia con ciò che rappresentano nell’ora del bisogno. La Morrigan ha ascoltato le nostre grida per affermare la nostra sovranità; Odino, Loki ed Ermes hanno risposto alla nostra chiamata per rimuovere le barriere e sbrogliare le burocrazie; Thor è venuto per difendere la gente; i Lwa sono venuti per rilasciare gli schiavi; Tyr ha ascoltato le nostre grida di giustizia; Athena ha ascoltato il nostro clamore per il buon governo e la democrazia; Aradia è venuta per liberare gli oppressi. E se necessario, gli dei del caos sono pronti a seminare i semi del cambiamento. Ci sono altri egregori su cui potremmo fare appello. Forse dovremmo invitare gli dei del raccolto a riprenderci i raccolti. Forse dovremmo chiedere alle divinità degli studiosi di sciogliere le catene di informazioni. Forse dovremmo chiedere agli dei del commercio di rimettere l’economia nelle mani del Popolo. Forse possiamo cercare l’aiuto di Robin Hood, che ruba ai ricchi e dà ai poveri. Forse potremo chiedere a Paul Bunyan o John Henry di combattere per la classe lavoratrice. Forse potremmo chiedere a Lady Liberty di resistere a coloro che ci sottraggono la nostra libertà.

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Dion Fortune è stata una donna sotto molti aspetti notevole, il genere di «pioniera» della quale può essere detto che non soltanto visse in anticipo sulla propria epoca, ma che molto fece, anche, per modellare le epoche a lei successive. Nata a Llandudno, nel Galles Settentrionale, nel 1890, a poco più di vent’anni, sebbene non in possesso di una grande istruzione formale, era già divenuta una figura-guida nel campo della psicoterapia. Questo accadeva in una Londra ante-Prima Guerra Mondiale, quando i mezzi pubblici trainati dai cavalli ancora percorrevano le strade, e le scoperte di Sigmund Freud in materia di psicoanalisi cominciavano a diffondersi con grande successo. Con le teorie freudiane sul subconscio, l’importanza dei sogni e il ruolo nella vita quotidiana della libido sessuale repressa, era nato un approccio del tutto nuovo alla mente umana. Ma per quanto rivoluzionarie queste teorie psicologiche fossero, Dion Fortune intuì che non giungevano a spiegare alcuni dei poteri nascosti e dei segreti della mente. Lei, personalmente, era incappata quasi per caso nei poteri della telepatia, di cui scoprì la dimostrabilità in se stessa. Questo accadde per coincidenza e in modo del lutto inaspettato. Era solita frequentare il circolo locale di una Società Teosofica, per il semplice fatto che sorgeva accanto alla sua clinica e offriva un buon servizio di ristorazione. Era perciò un luogo conveniente per cenare. Un giorno, quasi per divertimento rimase ad assistere a una delle conferenze dimostrative, e con propria sorpresa si scoprì a captare le immagini che il conferenziere proiettava in un semplice esperimento di telepatia. L’evidenza di questa esperienza in prima persona non poteva essere ignorata, né spiegata per mezzo di alcuna delle correnti teorie della psicologia. Così, Dion Fortune decise di dedicarsi all’indagine su inconsuete condizioni mentali che neppure la nuova psicoanalisi era in grado di spiegare. In questo compito fu aiutata da un collaboratore che lavorava in una delle cliniche. Costui era il dottor Theodore Moriarty, il quale possedeva una lunga esperienza acquisita in India, dove maggiore è la conoscenza e minore lo scetticismo riguardo i poteri occulti della mente. Nel frattempo, i lacci della convenzione andavano stringendosi. L’Ordine Britannico dei Medici stabilì che soltanto i medici in possesso di regolare laurea potessero essere riconosciuti come analisti. Questo escluse Dion Fortune dalla pratica; ma sopravvenne la guerra, e lei, come altre migliaia di donne dell’epoca, collaborò allo sforzo bellico nazionale tramite il lavoro agricolo, per far sì che il Paese potesse essere autosufficiente in periodo d’assedio. Durante una fase successiva della guerra, collaborò alle ricerche sull’uso della soia come alimento alternativo alla carne. Continuò a lavorare con Moriarty, e ciò che apprese e sperimentò nel corso della loro collaborazione fu illustrato in forma romanzata ne The Secrets of Dr. Taverner (I segreti del dottor Taverner). Il dottor Taverner è liberamente basato sulla figura di Moriarty e presenta un approccio ai disturbi psichici o psicologici che va ben oltre la teoria e la pratica della psicologia e la scienza medica dell’epoca. Questo include l’uso dell’ipnosi, la lettura dell’aura, il riferimento a incarnazioni passate – metodi sicuramente «di frontiera» dal punto di vista medico – nel trattamento di diverse ossessioni, tendenze suicide o personalità apparentemente schizoidi. Dion Fortune dichiarò che, sebbene certi racconti possano sembrare incredibili, o enfatizzati a fini drammatici, in realtà era stato necessario smorzare i toni di alcuni dei fatti realmente accaduti per renderli adatti alla pubblicazione. A ogni modo, progredendo nella conoscenza del lato più profondo della psiche, abbandonò i casi clinici e la patologia per rivolgersi al più positivo reame della realizzazione personale, automiglioramento e illuminazione spirituale. A questo scopo, come l’analista C.G. Jung, studiò le tradizioni spirituali di differenti zone del mondo, inclusi i miti e le leggende dell’antichità, e scienze neglette e fuorimoda come la magia e l’alchimia. Studiò inoltre sotto la guida di diversi Maestri dell’epoca, cercando ovunque ciò che potesse darle conoscenza dei poteri della mente umana. Tra questi Maestri vi erano alcuni membri di una famosa società occultistica, l’Ordine Ermetico della Golden Dawn, che attrasse nei suoi ranghi molte delle personalità più in vista del tempo, soprattutto appartenenti al mondo artistico. Fra di esse, il poeta W.li. Yeats, i romanzieri Brodie Innes e Charles Williams, la scrittrice di racconti per ragazzi Edith Nesbitt, e uno dei direttori della Tate Gallery, sir Gerald Kelly. La Fortune studiò direttamente sotto Moina MacGregor Mathers, la moglie del principale fondatore dell’Ordine e figlia del filosofo Henri Bergson. Ma mentre progrediva ulteriormente nella sua ricerca, scoprì che determinati poteri andavano risvegliandosi nella sua stessa mente. Sembrò ritrovare ciò che appariva essere il ricordo di vile passate, con il suo contenuto d’antica saggezza. Nel processo, apprese a gestire personalmente le tecniche della trance medianica poiché non credeva nell’affidarsi ai poteri psichici altrui. Questo la portò a decidere la costituzione di un suo gruppo e centro d’insegnamento. Inizialmente denominato Comunità della Luce Interiore, più tardi fu ampliato in Fratellanza e quindi Società, e da allora si è rivelato fonte di ispirazione e guida per ogni genuino ricercatore. Un impressionante stuolo di scrittori dell’occulto e maestri è passato da allora fino a oggi sotto i suoi portali. La prima base della Comunità sorse a Glastonbury, un luogo dal quale Dion Fortune fu sempre fortemente attratta. Per uno di quegli strani sincronismi che si verificano quando qualcuno è in procinto di trovare il proprio autentico scopo della vita o destino, si vide offrire un lotto di terreno ai piedi della Glastonbury Tor, proprio sulla sacra collina, e una baracca da campo di cui l’esercito non aveva bisogno, da erigere su di essa. Presto si stabilì sulla Tor, il luogo più sacro d’Inghilterra, e un piccolo gruppo di villini venne costruito sull’area recintata per alloggiarvi discepoli e spiriti affini. Tre diversi argomenti d’interesse l’attrassero a Glastonbury e costituirono sempre il nucleo dei suoi insegnamenti e del lavoro di tutta la sua vita. Uno era la Leggenda Arturiana dei cavalieri della Tavola Rotonda, che include la Cerca del Santo Graal. Secondo, l’atmosfera mistica del luogo, sito della prima chiesa cristiana d’Inghilterra. E, terzo, il significato  elementale della terra stessa, in quanto Glastonbury è sede d’antichi poteri che risalgono a tempi assai precedenti quelli della Storia scritta, così come indicano i resti di un percorso a spirale che porta alla torre. Glastonbury è strettamente associata a Re Artù. Alcuni la identificano con Camelot, il grande palazzo del re. Altri, in modo più mistico, vi scorgono l’Isola di Avalon, dalla quale «il re che fu e sarà» tornerà un giorno per salvare il suo paese e la sua gente. In epoca medievale, la tomba di re Artù e della regina Ginevra, contenente una ciocca di capelli biondi, fu trovata di fronte all’altare dell’abbazia, in una zona ancora contrassegnata sul terreno erboso. All’intera serie degli annali arturiani si è ispirata Marion Zimmer Bradley nel suo epico romanzo The Mists of Avalon, basandosi su tradizioni illustrate anche da Dion Fortune e concernenti Merlino, la Fata Morgana, la Dama del Lago e altri personaggi delle antiche leggende. E così John Copwer Popys nel suo monumentale romanzo, A Glastonbury Romance. Riguardo il lato mistico del luogo, Dion Fortune amò l’abbazia, un tempo la più bella d’Inghilterra, ma adesso nient’altro che una rovina, dissacrata da Enrico VIII che ne martirizzò l’abate. Essa conserva tuttavia una grande magnificenza, che ancora oggi si irradia dalle mura rimaste in piedi. Non è soltanto un luogo di profonda pace e armonia; il velo che cela il mondo psichico, così come quello spirituale, è qui assai sottile. Fu qui che un contemporaneo di Dion Fortune, un esperto archeologo, il dottor Bligh Bond, rinvenne parli della struttura fino ad allora sconosciute, sepolte sottoterra. Queste scoperte ebbero luogo sotto la guida di un amico medium che lavorava tramite la scrittura automatica; apparentemente, i messaggi provenivano dai monaci medievali che avevano vissuto e pregato nel luogo. Ciò che essi rivelarono si dimostrò vero, e quando furono iniziati gli scavi venne alla luce una nuova cappella. Le autorità ecclesiastiche, tuttavia, non seppero accettare questi metodi di investigazione archeologica medianica e, malgrado il successo ottenuto, il dottor Bligh Bond dovette interrompere il suo lavoro. Dion Fortune sposò la tradizione mistica cristiana con quella arturiana nel suo quartier generale di Londra, fondato alcuni anni dopo, quando i membri della Società crebbero di numero. Istituì cerimonie pubbliche in cui il Santo Graal svolgeva un ruolo primario. Esso veniva visualizzato come una coppa di ispirazione aleggiante al di sopra delle teste dei celebranti, unendo così una potente forma di lavoro mentale, una concertata meditazione su immagini sacre ed evocative, a convenzionali forme di culto. Il terzo aspetto del lavoro di Dion Fortune ebbe a che vedere con i poteri elementali della natura, i quali possono venire incanalati attraverso antichi centri sacri e le «linee erbose» che corrono attraverso di essi. Glastonbury è associata a tali tradizioni da epoca remota. Secondo alcuni, è il centro di un gigantesco terrapieno preistorico, e i corsi d’acqua circostanti, i confini dei campi, le strade e altri indicatori topografici, se rintracciati, rivelerebbero un grande zodiaco primordiale. Il mago del sedicesimo secolo John Dee, confidente della regina Elisabetta I, compì ricerche a Glastonbury proprio attorno a questo soggetto. Dion Fortune fu una delle prime persone a considerare seriamente l’idea delle linee d’erba e dei centri di potere. Non sorprende perciò che si fosse installata nel cuore di uno di essi, infatti, molto di ciò che può essere definito «il triplice sentiero della Tradizione» nel lavoro di Dion Fortune si fonda proprio su Glastonbury. I libri che scrisse al riguardo sono serviti di guida a molti, lungo questo triplice sentiero. Uno dei primi si intitolava Sane Occultism e questo costituì la nota fondamentale al suo intero approccio e punto di vista. Il suo razionale metodo di allenamento sistematico, finalizzato a sviluppare una consapevolezza superiore, impiegava tradizioni occidentali piuttosto che orientali. Queste sono rappresentate da The Esoteric Orders and their Work (Gli Ordini esoterici e la loro Opera) e The Training and Work of an Initiate (Istruzione e Lavoro di un Iniziato). E per i seri studiosi del simbolismo scrisse il primo libro comprensibile su tale argomento, The Mystical Qabalah, nel quale spiegava in termini semplici l’Albero della Vita, che rappresenta la base su cui poggia molta della tradizione occidentale, o ciò che Dion Fortune chiamava «lo yoga dell’Occidente». Fu anche romanziera di un certo talento, e usò la forma narrativa per insegnare la pratica dei suoi principi teorici. Sebbene, comprensibilmente, questi libri non siano entrati nella lista dei più venduti, essendo destinati non alla massa ma a un pubblico scelto, hanno continuato a essere ristampati, edizione dopo edizione, per circa mezzo secolo. Gli ultimi tre sono considerati le sue opere migliori: The Winged Bull (Il Toro Alato), The Sea Priestess (La Sacerdotessa del Mare), e Moon Magic (Magia Lunare). E ancor oggi, molti dei suoi lavori continuano a venire alla luce. Particolare interesse rivestono le sue lettere settimanali ai discepoli, scritte tra il 1939 e il 1942, durante i primi anni della Seconda Guerra Mondiale. Esse rivelano gran parte di ciò che fino allora era rimasto segreto, riguardo alcune tecniche di lavoro mentale da lei sviluppate nel corso degli anni. Nel periodo di crisi che vide il confronto con gli orrori della Germania di Hitler, quando per un certo periodo l’Inghilterra si trovò da sola ad affrontare le Potenze dell’Asse, Dion Fortune collaborò al mantenimento della forza e della resistenza della mente collettiva della nazione, tramite l’evocazione di rilevanti simbolismi. Questo lavoro non è mai interamente soggettivo. I nostri pensieri e sentimenti possono agire potentemente sia per il bene che per il male, così come le nostre azioni fisiche, qualora vengano impiegate le tecniche appropriate. Tale è la ragione per cui alcune delle applicazioni pratiche dell’occultismo sono sempre state accuratamente custodite e rivelate soltanto a discepoli iniziati e affidabili. Dion Fortune si considerava una donna del futuro, e negli stessi termini guardava alla sua Fratellanza. Ciò è rivelato in una delle sue lettere mensili del 1943, in un articolo intitolato «Il lavoro che ci attende». Questa visione era palesemente condivisa dai lettori delle sue lettere poiché la copia che ho davanti a me è stata sottolineata dal ricevente in quelle parti qui esposte in neretto.

«La nostra posizione, come Fratellanza, è unica. Noi siamo del mondo, ma non in esso. Non possiamo essere altro che parte della nostra razza ed epoca, dal momento che dimoriamo nel tempo e nello spazio; tuttavia, mentalmente, coloro che accettano il punto di vista della Fratellanza, e sono stati istruiti nella sua disciplina finché tale punto di vista è diventato guida delle loro vite, non sono parte dell’epoca in cui vivono, ma di un’epoca ancora a venire».

Orbene, circa cinquant’’anni sono trascorsi da quando questo fu scritto ed è forse possibile esaminare più ampiamente tali dichiarazioni e aspirazioni. Un buon metodo è studiare queste lettere settimanali (più tardi mensili). Esse rappresentano virtualmente lo schedario di un’occultista operosa in un’epoca di crisi nazionale e mondiale, in cui il baluardo della fiducia era crollato sotto le pressioni del momento. Una cosa che emerge chiaramente da queste lettere è la fede nel suo compito e destino e nella causa che ella serviva con la sua caratteristica assennatezza e senso pratico. I principi esoterici da lei appresi, e che a sua volta insegnava ad altri, la mantennero salda in quell’epoca di dure prove.

«La vita può essere difficile», scriveva, «ma non è sconvolgente. Nel mentre, dobbiamo resistere». E fu questa ferma visione, unita a una guida pratica, a ispirare coloro che si riunirono attorno a lei.

I problemi concreti dovevano avere la priorità: far fronte alla dispersione dei membri della Fratellanza, prendere precauzioni contro le incursioni aeree e rimediare alle conseguenze dei bombardamenti. «La guerra dev’essere combattuta e vinta sul piano fisico», era solita dire, «prima di poter dare forma agli ideali archetipici che col trascorrere delle settimane ci appaiono sempre più chiari». Ma sono questi ideali archetipici a costituire il campo di lavoro dell’occultista, e la formulazione e la propagazione di essi in quei primi giorni di guerra rappresentarono la maggior parte dei compiti pratici di Dion Fortune. Così ricorda: «Coloro che cominciarono a ricevere queste Lettere quando erano settimanali, scritte quasi senza eccezione mentre gli aerei nemici volavano sopra di noi, e inviate allo scopo di mantenere unita la Fratellanza durante i giorni oscuri del Blitz, rammenteranno che esse tratteggiavano quegli ideali che oggi vanno rapidamente assumendo la forma di idee nella mente di ogni uomo». Questi ideali, nella loro forma archetipica e modalità di realizzazione, possono ora essere esaminati con comodo negli estratti delle sue lettere. Erano tempi, quelli, tumultuosi e bizzarri. Eccezionali circostanze richiedevano eccezionali rimedi. «Coloro che ci furono accanto in quei giorni», ricorda Dion Fortune, «rammenteranno come aprimmo le nostre porte dando il benvenuto a chiunque volesse unirsi a noi nella meditazione, e gli insegnammo i metodi esoterici del lavoro mentale mai rivelati fuori dello spazio protetto dal Velo dei Misteri, e che questo lavoro fu fatto allo scopo di dar forma a quelle idee che stanno ora apparendo. Quale parte operammo noi in questa manifestazione non possiamo sapere; ma sappiamo che sebbene allora la Fratellanza fosse una voce che gridava nel deserto, il grido è adesso divenuto corale.» Queste sono le idee che stabilirono lo schema per le trasformazioni post-belliche e la ricostruzione, dalla fondazione di uno stato sociale alla ricostituzione della Lega delle Nazioni. Al tempo in cui Dion Fortune scriveva, l’Inghilterra ribolliva di tali idee, mentre le sorti della guerra si erano rovesciate, consentendo la visione di un futuro che andava oltre la prospettiva della mera sopravvivenza. A un particolare stadio di realizzazione tulle queste idee debbono essere tradotte da ideali archetipici in politica pratica, ed è qui che termina il lavoro dell’occultista. «Gli archetipi che abbiamo elaborato per portarli a manifestazione sotto forma di idee germinali nella mente di gruppo della razza, hanno messo radici e iniziano a spuntare dal suolo», afferma Dion Fortune. «Il nostro compito è dunque finito, poiché non fa parte del nostro lavoro, e in effetti ci è espressamente proibito, scendere nell’arena della politica. Ciò che è stato seminato crescerà e genererà altra semenza. Non ci appartiene più, adesso. Gli ideali sono stati trasformati in idee, e le idee verranno forgiate in strategie, e le strategie progrediranno a discapito dell’inerzia e dell’interesse privalo che sempre si oppongono alla crescita della vita, su qualunque piano». La realizzazione pratica, in qualche misura, ha sempre come risultato l’approssimazione o il compromesso. Questo è più o meno ciò che accadde dopo il grande incendio di Londra, nel 1666, quando la visione di sir Christopher Wren (che Dion Fortune cita spesso) venne frustrata dalla costruzione della nuova città. E dopo la seconda guerra mondiale, anche quanto di quella visione aveva attecchito, fu di nuovo oscurato da forze analoghe: opportunismo e interesse economico, che innalzarono torri di vetro e cemento all’arroganza delle grandi imprese. Sostenuta dall’ottimismo della fede in Dio e dalla forza portante dell’evoluzione spirituale, Dion Fortune era preparata a considerare la lunga attesa che poteva precedere la manifestazione della splendida visione, che «verrà con il trascorrere del tempo, forse presto, forse tardi, ma con assoluta certezza, poiché “Egli creerà e distruggerà finché verrà il Suo regno”». Questa attitudine alla fede testimonia della sua lunga esperienza personale di lavoro con coloro che chiamava Maestri. Questi contatti, sviluppati già nel 1922, se non prima, rivelano un livello di realizzazione e saggezza più profondo di quello ottenuto tramite ciò che in seguito fu chiamalo channelling. Alcuni esempi sono rintracciabili nelle lettere che seguono, e il loro tono è caratterizzato dalla risposta a una comprensibilmente ansiosa domanda riguardante il momento in cui la guerra sarebbe finita. La risposta fu: «Non posso dirvi quando finirà, ma posso dirvi come finirà. Quando le condizioni che l’hanno generata si saranno esaurite, allora avrà fine». Lungi dall’evadere la domanda diretta riguardo una precisa data, questa risposta deriva da una zona esterna alla nostra normale percezione degli eventi e del tempo. Gli eventi nel mondo esterno sono visti fermamente come l’espressione della coscienza e lo stato d’animo dell’uomo contemporaneo. In altre sfere, le circostanze riflettono la consapevolezza. E questo si applica a singoli individui così come a gruppi. Una elementare ma spesso difficile realizzazione per il comune studente dell’occulto. Dion Fortune procede dicendo, apparentemente con parole proprie, sebbene il tono porti il marchio della citazione diretta dalla sua fonte di saggezza interiore: «Le cause che hanno scatenato la guerra giacciono in zone più profonde di quelle in cui alberga la brama di potere di un singolo uomo, o perfino di una nazione; esse risiedono nell’anima della massa dell’umanità – nell’altitudine verso la vita e i modelli di condotta degli innumerevoli individui che formano la popolazione dei paesi democratici come di quelli a regime totalitario, poiché non esiste una massa separata dall’unità che compone. La lezione dev’essere appresa; la lezione sull’arte della vita e il processo dell’evoluzione, e gli individui debbono cambiare fino a che la massa risulterà mutata». Questo getta una interessante luce sui mutamenti radicali che hanno avuto e ancora hanno luogo nel mondo moderno, e sembrano aver preso piede nel momento in cui la percezione umana iniziò a rispondere all’accessibilità dei moderni mezzi di comunicazione. Da quando, cioè, le guerre e i loro risultati vengono mostrati a ogni ora sul televisore di casa, in ogni parte del mondo, invece che filtrati attraverso la fredda parola stampata dei dispacci giornalistici, giorni o settimane dopo che i falli sono avvenuti. Il che dimostra inoltre l’importanza del meno appariscente lavoro esoterico di coloro i quali tengono le loro antenne mentali sintonizzate sul mondo interiore degli ideali e delle idee. Il loro risultato a lungo termine dipende dall’atteggiamento dell’opinione pubblica, della quale persino il più dispotico dei governanti è disposto a tener conto. E che ne sarà del futuro del suo gruppo, si chiede Dion Fortune, e lo descrive come «un nucleo di persone accuratamente selezionate e altamente istruite, dedite al servizio della razza umana e allo studio della saggezza, il che le mette in grado di meglio servire Dio e l’Uomo». Così riassume i traguardi raggiunti: «Attraverso anni d’intenso lavoro, con quanto bastava a giustificarlo agli occhi dell’umanità, un canale di comunicazione tra il piano fisico e quello interiore è stato aperto, permettendo a coloro che lo usano di andare e venire in un modo scarsamente compreso da chi non abbia fatto esperienza dei più alti gradi della Tradizione Misterica». «Che uso fare dello strumento?» si domanda, ma non offre risposta specifica o immediata. Perché il Sentiero dei Misteri, sia esso percorso individualmente o in gruppo, rappresenta sempre la scelta e il passo successivi. Come nell’ascesa verso una vetta, per quanto in alto risiedano l’intenzione e la visione, il solo modo di raggiungerle è muovere con sicurezza una mano o un piede alla volta. Comunque, nei cinquant’anni da allora trascorsi, a parte ciò che possiamo aver conquistato seminando ideali spirituali nella coscienza umana, la sua Fratellanza, o Società come venne più tardi conosciuta nel mondo, ha svolto un’importante funzione nella formazione dei maestri di una nuova generazione. Molti dei nomi familiari presenti nelle biblioteche esoteriche hanno seguito una qualche forma di apprendistato nella Società della Luce Interiore, o comunque ne sono stati influenzati, in prima persona o tramite terzi. Per tacere dell’importante opera svolta da coloro che non si preoccuparono mai di dare alle stampe i propri lavori. Molto è stato ottenuto attraverso il processo di «semina». La «luce interiore» si è diffusa dalla fonte (essa stessa un raggio della «Golden Dawn») trasformandosi nella torcia dell’apprendimento, la candela della visione, santuario della lampada nel tabernacolo personale, seguendo molte diverse vie. E sono finiti i tempi in cui l’allontanamento dal gruppo familiare era visto soltanto in termini di fallimento, tradimento o scisma. È piuttosto come il diffondersi dei semi del «dente di leone», che fluttuano lontano seguendo i quattro venti, per posarsi e generare nuove piante. Si desideri pure etichettare tutto questo con il popolare termine di «Era dell’Acquario», l’approccio moderno è assai più aperto. Non si tratta soltanto di una conseguenza della rivoluzione degli anni Sessanta, ma dell’ampliamento e approfondimento di ciò che è stato chiamato «Esteriorizzazione della Gerarchia». Non che i giorni del classico gruppo chiuso siano cosa del passato. Ma certamente la scelta, per colui che cerca, è assai più aperta e vasta di quanto fosse in passalo. Oggi, con la pubblicazione, per quanto parziale, di queste lettere, il compito di coloro i quali dirigono la pletora di gruppi non tradizionali e meno strutturati, su basi più o meno informali, o in laboratori appositamente creati, a volte con un sorprendente grado di potere, potranno leggere come una rappresentante della vecchia scuola, chiamata a confrontarsi con circostanze anormali, riuscì a dirigere un vasto gruppo di meditazione, strutturato in modo informale, capace di divenire una formidabile forza nell’ambito dell’anima collettiva nazionale. Inoltre, queste relazioni settimanali, redatte durante le prime fasi della guerra, ci offrono un capitolo dell’autobiografia di un’occultista praticante. E in una certa misura questo potrebbe smentire la tesi sostenuta da alcuni, secondo la quale nel periodo in questione Dion Fortune si sarebbe del tutto allontanata dagli scopi e dai contatti di un’intera vita. Queste lettere ce la mostrano nel ruolo di una leader coraggiosa, capace e dotata di buon senso, operante su un vasto fronte di canali d’evocazione mistici, mitologici ed ermetici, in un’epoca particolarmente piena di difficoltà. Il lavoro settimanale di meditazione allargata risultò alla fine discontinuo, «non perché insoddisfacente, ma perché sviluppatosi a tal punto da divenire lento. Non soltanto il numero dei partecipanti crebbe oltre ogni aspettativa, ma il lavoro stesso sviluppò un tale grado di potere che non fu più possibile mantenere la porta costantemente aperta a tutti». Questo (del successo), è problema familiare a parecchi moderni maestri e istruttori. La natura stessa dei Misteri, aldilà del puro interesse filosofico, impone una certa struttura a gradi, poiché alcuni sono in grado di contattare e sostenere dinamiche interiori assai più potenti di quanto possano fare altri. Questo è soprattutto un fatto di addestramento ed esperienza. Così come Dion Fortune succintamente riassume: «Gli estranei che si unirono a noi all’inizio progredirono con il lavoro, ma una volta che il lavoro si fu sviluppato fino allo stadio che in effetti raggiunse, non fu più possibile ammettere persone dall’esterno». La soluzione di Dion Fortune a questo problema fu chiudere le porte a tutti fuorché a coloro che erano pronti a sottostare a un formale addestramento preliminare. Oggigiorno, molto di quell’addestramento preliminare è divenuto di pubblico dominio. E questo è largamente dovuto agli sforzi e all’impegno di coloro i quali, prima o dopo, varcarono il portale dei Misteri sotto la guida di Dion Fortune. Nelle lettere che seguono, uno spiraglio rivelatore viene aperto nel Velo che protegge quel portale, mettendoci in grado di seguire da vicino parte del lavoro che venne svolto aldilà di esso, in quei giorni in cui visse la precedente generazione di adepti e iniziali alla Tradizione Esoterica Occidentale. Si vedrà che gli ideali e le pratiche rimangono gli stessi. Le Lettere Settimanali di Dion Fortune costituiscono una parte significativa del lavoro della sua vita, e sono storicamente importanti poiché danno dimostrazione di un metodo di lavoro magico che utilizza archetipi legati alla nazione e alla razza. Non fosse stato per la guerra, essi sarebbero rimasti riservati al circolo interno di iniziati «anziani» che facevano parte del suo gruppo occulto, ma con i membri dispersi e gli incontri resi difficili a causa delle incursioni aeree e delle restrizioni imposte alla libertà di circolazione, la diffusione di lettere settimanali in una cerchia più ampia di associati fu considerata un mezzo per mantenere attivo il lavoro del gruppo. Fino ad allora gli scritti di Dion Fortune, incluse importanti opere quali The Mystical Qabalah, erano apparsi sulla rivista della Società della Luce Interiore, edita dal 1927. Essa cessò le pubblicazioni nell’agosto del 1940 ma le Lettere Settimanali continuarono. Il razionamento della carta non permetteva la sopravvivenza dell’una e delle altre e le Lettere furono ovviamente considerate di maggiore importanza. Esse proseguirono fino alla fine del 1942 quando, superata l’emergenza nazionale, furono sostituite da una Lettera Mensile. L’importanza pratica delle Lettere Settimanali è illustrata al meglio nel documento preliminare inviato all’inizio dell’ottobre 1939, giusto un mese avanti lo scoppio della guerra. Era intitolato «Istruzioni per la meditazione» e forniva dettagli su come trattare le successive lettere. Vale la pena riprodurlo interamente poiché contiene eccellenti istruzioni riguardo le tecniche di meditazione.

Istruzioni per la Meditazione

I membri della Fratellanza della Luce Interiore sono stati accuratamente istruiti sulla teoria e la pratica della meditazione. Ogni domenica mattina, dalle 12.15 alle 12.30, alcuni membri terranno un cerchio di meditazione nel Santuario al numero 3 di Queensborough Terrace. Nello stesso tempo, altri membri, sparsi in tutto il paese, siederanno anch’essi in meditazione. Sarà così costituito un nucleo di menti allenate. Coloro che intendono unirsi a noi in questo lavoro sono invitati a partecipare. Dovranno procedere come segue: Le lettere settimanali saranno inviate ogni mercoledì al fine di assicurarne il puntuale ricevimento per la domenica seguente. In quel giorno, ma non prima, studiate il contenuto della lettera per prepararvi alla meditazione collettiva delle 12.15. Non è consigliabile studiare le carte prima della data prevista, per evitare di distogliere la concentrazione dal lavoro della settimana precedente. Il successo è raggiungibile soltanto attraverso la concentrazione mirata a un singolo argomento alla volta. Il lavoro di meditazione comprende alcune fasi ben definite, ciascuna delle quali deve essere accuratamente completata prima di passare alla successiva. Queste fasi sono i gradini di una scala lungo la quale la mente ascende a un più elevato livello di consapevolezza; ivi svolge un determinato lavoro e quindi fa ritorno alla normalità. Per motivi pratici, esse sono numerate in sequenza.

Fase 1

Dopo aver studiato la lettera, sedetevi se possibile in una stanza tranquilla e blandamente illuminata, lontana da ogni fonte di disturbo; volgetevi nella direzione di Londra; state seduti in modo che i vostri piedi risultino uniti, con le mani giunte, formando così con la vostra persona un circuito chiuso. Le vostre mani dovranno riposare sulla lettera settimanale che terrete in grembo, poiché queste lettere saranno state consacrate prima dell’invio, in modo da formare una catena. Respirate più lentamente che potete, senza sforzo, facendo una piccola pausa all’inizio e alla fine di ogni respiro, così: inspirazione, pausa; espirazione, pausa. L’atteggiamento deve essere composto e privo di tensione, sia che siate seduti o distesi. Se seduti, procurate di avere un appoggio per la schiena. La postura dev’essere simmetrica così che entrambi i lati del corpo risultino uguali. Questa posizione dovrebbe essere assunta alcuni minuti prima dell’ora prevista per la meditazione, in modo che abbiate il tempo di sistemarvi in un atteggiamento di rilassamento equilibrato e stabilizzare la respirazione. Una volta che la meditazione ha avuto inizio, non pensate più alla respirazione.

Fase 2

Iniziate la meditazione pensando al soggetto scelto per il lavoro settimanale. Cercate di comprendere le sue implicazioni spirituali ma evitate di considerare quelle pratiche, altrimenti questo vi distrarrà e farà sì che la mente cominci a divagare. Rendetevi conto che vi sono implicati dei princìpi etici. Se avete qualche nozione del metodo cabalistico, focalizzate la vostra meditazione sull’Albero.

Fase 3

Avendo interamente colmato la mente con le idee stabilite per il lavoro di meditazione, visualizzate nella vostra fantasia un’immagine simbolica, figura o scena agente come tale. Mantenendola costante nella vostra mente, rallentate i processi del pensiero fino a che inizierete a «sentire» piuttosto che ragionare. Cercate cioè, come suol dirsi, di «ascoltare» con la mente. Non cercate di mantenere questo stato di immobilità mentale per più di qualche istante, anche se sentite che state ottenendo dei risultati, poiché si tratta di un metodo operativo molto potente e non è bene de-dicarvisi troppo a lungo in una sola seduta. Per quanto affascinante possiate trovarlo, disciplinatevi a passare fermamente allo stadio seguente, poiché è in esso che ha luogo il vero lavoro.

Fase 4

Mentalmente, dedicate il vostro essere nel Nome del Bene Universale al servizio dell’Unica Vita senza distinzione tra amico e nemico; lasciate che il bene che siete in procinto d’invocare discenda su tutti quanti, affidandovi alla Legge Cosmica affinché esso si adatti ai loro bisogni o risanamento.

Fase 5

Pensate a voi stessi come parte dell’Anima di Gruppo della vostra razza; la vostra vita è una parte della sua vita, e la sua vita è base della vostra. Poi, invocando il Nome di Dio, aprite la vostra mente affinché divenga un canale per il lavoro dei Maestri della Saggezza.

Fase 6

Meditate ancora sul soggetto stabilito per il lavoro della settimana. vanti alla scena che avete fabbricato nella vostra immaginazione, come se essa si trovasse su un palcoscenico. Lasciate che le tende s’avvicinino da un lato e dall’altro, fino a unirsi nel mezzo, oscurando la scena. Alzatevi e premete il piede con forza sul pavimento per affermare il vostro ritorno allo stato normale di coscienza. Dovrete assicurarvi di «chiudere» sempre dopo la meditazione, altrimenti potreste incominciare a divenire super-sensitivi. Se questo dovesse accadere, tralasciate il lavoro di meditazione per una settimana. Se la situazione persiste, fatecelo sapere. La meditazione svolta secondo questo metodo è assai potente e dev’essere eseguita con cautela. Non è semplice da gestire. Ogni giorno, all’ora che più vi conviene, ma sempre alla stessa ora e se possibile nello stesso posto, ripetete questa meditazione. Attenetevi strettamente al metodo ed esclusivamente al soggetto stabilito per la settimana. È soltanto per mezzo del lavoro di gruppo precisamente mirato che si ottengono dei risultati. Una diffusa rilassatezza non conduce da nessuna parte. Non cercate mai di trattare specifici problemi o dirigere il corso degli avvenimenti sul piano fisico. Procedete attraverso la forza spirituale e lasciate che essa agisca per conto proprio. Saremo felici di avere vostre notizie una volta al mese, se vi aggrada comunicare con noi. Per favore, contrassegnate la busta con la dicitura «Relazione sulla Meditazione».

Fase 7

Avviandovi alla conclusione, dite ad alta voce: «È finito». Immaginate un paio di tende di velluto nero che vengano tirate davanti alla scena che avete fabbricato nella vostra immaginazione, come se essa si trovasse su un palcoscenico. Lasciate che le tende s’avvicinino da un lato e dall’altro, fino a unirsi nel mezzo, oscurando la scena. Alzatevi e premete il piede con forza sul pavimento per affermare il vostro ritorno allo stato normale di coscienza. Dovrete assicuravi sempre di chiudere dopo la meditazione, altrimenti potreste incominciare a divenire super-sensitivi.

La Sfida Occulta

8 ottobre 1939. In questo giorno, Adolph Hitler annette ufficialmente il territorio della Polonia al Reich Tedesco.

La prima lettera vera e propria è datata 8 ottobre e contiene un’importante definizione dei concetti di Mente di Gruppo e Anima di Gruppo.

Lettera n° 1, per l’8 ottobre 1939

La Fratellanza della Luce Interiore ha tra le sue regole il rifiuto a ogni partecipazione alla politica, nazionale o internazionale, e queste lettere, inviate ai nostri membri e amici che il richiamo della guerra ha disperso, non costituiscono una deroga a quella regola, poiché vi sono certi princìpi basilari che trascendono ogni partigianeria; questi non sono prerogativa di alcun partito o nazione, ma vengono condivisi da ogni cosa vivente, poiché essi sono le leggi della vita in evoluzione. Alla luce di questi princìpi spirituali possiamo condurre le nostre vite con fermezza e certitudine attraverso ogni crisi, e conoscere un senso di pace interiore e sicurezza che nessuna circostanza, neppure la morte stessa, è in grado di scuotere. Inoltre, possiamo apprendere a come meglio utilizzare questi nostri doni per il bene comune, poiché sebbene non scarseggino buona volontà e spirito di sacrificio, l’efficienza non è altrettanto comune. Quale che sia il nostro compito: servizio attivo, difesa civile, o lavoro quotidiano, rammentiamo che esso è parte dell’Unica Vita. In un tempo di tensione universale, quale è il presente, ci scopriamo sensibili a particolari di cui saremmo normalmente inconsapevoli, o di cui, pur possedendo una conoscenza teorica, non abbiamo personale esperienza. Fra di questi vi è l’Anima di Gruppo della razza. Chi non ha mai provato un senso di appartenenza a questa più vasta entità, una incapacità a isolarsi totalmente da essa, per quanto ci si provi? Comprendiamo con inesorabile chiarezza che siamo parte di una più vasta totalità e che nessuno può vivere da e per se stesso soltanto. Tramite l’esperienza concreta apprendiamo il significato delle parole: «Siamo tutti membri l’uno dell’altro». Ma oltre all’Anima di Gruppo esiste anche la Mente di Gruppo, e noi dobbiamo distinguere tra le due in teoria, sebbene in pratica esse siano inseparabili. L’Anima di Gruppo è per una razza ciò che la mente subconscia è per il singolo individuo; essa contiene la somma delle esperienze del passato. Agisce come contrappeso nei confronti delle correnti generate dal mutare delle circostanze, così che il proposito della mente collettiva, invece di essere trascinato qua e là da tali correnti, rimane saldo e prevedibile. Ma l’Anima di Gruppo di una nazione rappresenta ben più di un centro di stabilità; è una fonte di inesauribile energia dinamica e noi, come individui, attingiamo da essa. Cosa che, in ogni caso, facciamo inconsciamente; ma possiamo anche farlo consciamente e deliberatamente per specifici scopi. La Mente di Gruppo, d’altro canto, è comparativamente superficiale, e oscilla e cambia direzione secondo le correnti e i venti delle circostanze. Può essere paragonata alla coscienza superficiale dell’individuo. Ma sebbene sia in se stessa superficiale, poggia sulle solide fondamenta dell’Anima di Gruppo. Essendo comunque instabile e facilmente influenzabile, può essere diretta da propaganda, chiacchiere, sentimenti e interessi personali di ogni individuo o gruppo, e può distaccarsi dalla sua solida base in zone considerevolmente estese, emergendo così come fanno le bolle d’aria sulla superficie di un liquido in ebollizione. Sta a noi, che comprendiamo la natura delle realtà invisibili e ci siamo allenati a impiegarle, esternare tutta la nostra forza al fine di mantenere integra e unita in un Tutto la vita della razza, saldata a una base spirituale, similmente a una casa costruita sulla roccia, che da essa non può essere rimossa.

15 ottobre 1939. In Finlandia viene introdotto il servizio militare obbligatorio.

La seconda lettera fornisce l’esempio di uno dei modi in cui la meditazione occulta può agire sulla Mente di Gruppo.

Lettera n° 2, per il 15 ottobre 1939

Abbiamo dunque dato inizio al lavoro che ci eravamo prefissati: l’apertura di un canale attraverso il-quale influenze spirituali possano mettersi in contatto con la Mente di Gruppo della razza. Noi crediamo sia in atto un piano cosmico, del quale le presenti condizioni rappresentano una fase, e che stiamo consciamente cooperando alla realizzazione di questo piano. A conferma di questa convinzione vorrei attrarre la vostra attenzione su due avvenimenti; dei quali l’uno o l’altro potrebbe, ovviamente, essere dovuto a coincidenza, ma è improbabile che ciò sia di entrambi. Circa otto settimane fa decidemmo di formare un gruppo di membri e amici allo scopo di costituire il nucleo di un cerchio di meditazione, e la data stabilita per il primo incontro fu una domenica, l’I ottobre. Questa data fu scelta per ragioni psichiche, essendo quella in cui le forze con cui ci siamo proposti di lavorare avrebbero iniziato a fluire. È interessante notare che lo stesso giorno fu in seguito eletto dalle autorità religiose di questo paese come «giornata nazionale di preghiera e intercessione». Non potremmo quindi concludere, da ciò, che esiste una corrente di forza spirituale la quale agisce secondo una modalità definita, che vi è qualcosa di intenzionale e prevedibile nel suo agire, e che noi siamo in contatto con essa? In secondo luogo, nell’incontro tenuto alle undici di mattina di domenica 1 ottobre, nel nostro Santuario al numero 3 di Queensborough Terrace, l’indirizzo e le istruzioni per la meditazione erano basati sulla comunicazione che annunciava l’avvio della prima serie di lettere, già ciclostilate e pronte per essere spedite alla data stabilita. I membri e gli amici colà riuniti meditarono allo scopo di mettersi in contatto con la Mente di Gruppo della razza affinché questi insegnamenti potessero raggiungerla attraverso gli invisibili canali psichici che da tempo immemorabile gli iniziati hanno sfruttato al fine di dirigere la Mente di Gruppo della nazione che essi servono. I presenti a quella riunione possono testimoniare di essersi sentiti dire che le idee usate per la meditazione di gruppo avrebbero presto permeato la Mente di Gruppo della razza e in breve sarebbero state espresse da influenti strati sociali, il che avrebbe fatto sì che venissero recepite, e questo era il modo in cui gli Adepti, la cui Mente di Gruppo costituisce il più alto Sé della razza, avevano sempre operato. Alle otto del lunedì sera, circa trentasei ore più tardi, gli argomenti stabiliti per la meditazione furono ripetuti quasi parola per parola dall’arcivescovo di York che parlò per radio alla nazione. Si tratta ancora di coincidenza o di una ulteriore conferma dell’esistenza di influenze spirituali all’opera sui Piani Interiori? Ho voluto attrarre l’attenzione su queste cose, non perché desiderassi vantarmene, cosa che più di tutte aborrisco, ma in quanto conferma dell’insegnamento occulto concernente l’invisibile dominio del mondo.

LA BATTAGLIA MAGICA D’INGHILTERRA di DION FORTUNEultima modifica: 2018-05-14T18:46:41+02:00da mikeplato
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