LO SCRIBA

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Esodo 34,27 Il Signore disse a Mosè: «Scrivi queste parole, perché sulla base di queste parole io ho stabilito un’alleanza con te e con Israele».

Isaia 30,8 Su, vieni, scrivi questo su una tavoletta davanti a loro, incidilo sopra un documento, perché resti per il futuro in testimonianza perenne.

Abacuc 2,2 Il Signore rispose e mi disse: «Scrivi la visione e incidila bene sulle tavolette perché la si legga speditamente.

Apocalisse 1,19 Scrivi dunque le cose che hai visto, quelle che sono e quelle che accadranno dopo.

Lo scriba rappresenta una figura di grande importanza in tutte le grandi civiltà, sia nel per quanto riguarda le sue funzioni profane che inziatico- religiose. In special modo nell’Egitto dei Faraoni dove lo scriba ricopre una vera e propria funzione magica, attraversa l’uso della scrittura ieratica. Nella Tradizione massonica egizia lo Hierotolista rappresenta lo scriba della loggia, ovvero colui che ha il compito di trascrivere il “secretum” dei lavori compiuti, sigillarlo e renderlo sacro.

 

La figura dello Scriba rivestì grande importanza presso tutte le antiche civiltà, benché fosse conosciuto con nomi differenti a seconda della Tradizione di riferimento. Praticando il Rito Egizio possiamo a dunque, a buon diritto, chiamarlo Scriba. I documenti che ci pervengono dall’epoca Faraonica dipingono lo Scriba come un intellettuale duramente preparato durante quattro anni di studio del geroglifico corsivo, monumentale, delle scienze matematiche e soggetti a punizioni corporali in caso di errori. La divinità protettrice dello scrivano era Thot, custode della saggezza, della scrittura, della Magia e messaggero degli Dei. Questo porta a considerare il vero mandato dello Scriba, il quale veniva dotato della capacità di praticare l’arte occulta della Magia attraverso il potere evocativo del geroglifico e della scrittura in genere. Ogni tradizione esoterica riconosce nel segno grafico la possibilità di azione sui piani sottili tramite il tracciamento di figure geometriche, caratteri e parole di potere, i quali vanno attivati tramite apposite operazioni rituali. Gli scribi apponevano tutto ciò su papiri o lo scolpivano su pietra e nel primo caso la distinzione operativa scaturiva anche dal colore utilizzato per la scrittura. Nella dotazione dello scriba infatti figuravano due tipi di inchiostro secco, uno nero ed uno rosso, l’inizio e la fine della Grande Opera, mentre il bianco veniva rappresentato da geroglifici muti, cioè non scritti ma sottointesi. L’efficacia magica del geroglifico, detto appunto Scrittura Ieratica, veniva estrinsecata anche nella realizzazione di talismani e amuleti che venivano portati sulla persona o nell’abitazione. Nel caso dei Faraoni questi manufatti venivano posti anche nelle camere funerarie. I celebri casi delle maledizioni dei Faraoni erano infatti molte volte operati tramite la scolpitura, in sede funeraria, di sequenze geroglifiche esprimenti per esempio parole o frasi di potere. Nella profanità invece gli scribi erano spesso posti in posizioni amministrative e contabili, sia in ambito governativo sia in ambito religioso, fatto per il quale molte volte entravano in conflitto con i sacerdoti, con i quali erano accomunati dalla competenza ieratica. Possedevano anche il potere derivato dalla cultura e dalla sapienza propria dell’arte esercitata, che segnava l’enorme divario tra la grande massa popolare analfabeta e i pochi in a cui veniva permessa un’istruzione. Nella tradizione ebraica antica infatti lo scriba custodiva la Legge di Dio contenuta nelle Sacre Scritture e nel periodo successivo all’esilio la leggeva, interpretava e tramandava, tanto da garantire loro la dignità di Eredi dei Profeti. Il Giappone Feudale vide invece lo splendore dell’arte calligrafica con la pratica dello Shodo, la Via della scrittura, la quale veniva praticata come una vera e propria meditazione grafica in movimento. Durante il tracciamento degli ideogrammi con appositi pennelli, che raggiungevano l’altezza di un uomo, il calligrafo si assentava abbondando se stesso all’intuito così come impartito dalla sapienza Zen e tenendo il pennello perfettamente perpendicolare al terreno, in modo da essere in equilibrio con l’asse terrestre e di conseguenza con l’Anima Mundi. Nella tradizione Massonica lo scriba è rappresentato dal Segretario, il quale prende il nome di Hierotolista nelle Logge praticanti il Rito Egizio. L’insegna che porta è, non a caso, una Piuma di Maat, che ci ricorda per analogia che il verbo apposto su carta può librarsi sino ai piani sottili, se inciso con l’intenzione adatta. La leggerezza della piuma è anche indicativa di come i Lavori vengano trascritti e custoditi proprio su detti piani. L’appellativo deriva da quello dello Hiero Stolistes, il sacerdote egizio che custodiva i paramenti sacri, e la similitudine appare evidente se si pensa che oltre a prendere note per la redazione del verbale durante i lavori, lo Hierotolista custodisce i documentiprodotti e si occupa della vita esteriore della propria Loggia di appartenenza, come ad esempio i rapporti con i Fratelli appartenenti ad altre realtà Massoniche o della corrispondenza con gli alti organi amministrativi dell’Obbedienza. L’importanza di prendere nota e redigere un verbale è cruciale, da un punto di vista magico-operativo, per la vitalizzazione nel mondo esterno di ciò che l’Eggregore produce; così come gli scribi egizi sacralizzavano la scrittura per agire sui piani sottili, così lo Hierotolista prende note in un contesto rituale e sacralizzato per poi redigere un documento che contribuirà alla concretizzazione di ciò che viene realizzato durante i lavori. La responsabilità di questo dignitario è anche quella di trascrivere i lavori in maniera il più possibilmente corretta, in modo da non falsare ciò che è stato fatto in Loggia e non indirizzarlo in maniera errata. Il suo ufficio rappresenta quindi la memoria del M.·.V.·. e dei Fratelli tutti, nonché il progredire dei Sacri Lavori, i quali, trascritti e sigillati in luogo etereo, permarranno in eterno e contribuiranno alla costruzione della Piramide Eterna.

LO SCRIBAultima modifica: 2018-05-17T20:10:22+02:00da mikeplato
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