QOÈLET O ECCLESIASTE, UNA STRANA MEGILLAH NELLA BIBBIA

vanitas_bruijn

di Alessandro Conti Puorger

PREMESSA SUL DECRIPTARE
In questa rubrica sto portando avanti, trasformando da tesi a fatto compiuto quanto relativo all’idea espressa in “Decriptare le lettere parlanti delle sacre scritture ebraiche” che in tali scritti non solo conta ogni parola, ma ogni lettera; infatti, ciascuna di queste evoca con la sua grafica un precisa immagine.
Tra l’altro in genere le lettere spiegano con i propri significati grafici anche le stesse parole in cui sono inserite e forniscono predicati che li descrivono.
Trattasi d’ideogrammi e ciascuno evoca una ristretta rosa di significato su un concetto e per tale proprietà possono essere usati anche quali tessere con cui predisporre testi criptati di secondo livello che gli scritti biblici in ebraico e in aramaico in genere, com’ho provato, hanno.
Con i significati ed i metodi di cui in “Parlano le lettere” si può pervenire alla decriptazione di quella faccia nascosta predisposta dagli autori di quei testi e pervenire ai testi di secondo livello dai libri del canone biblico ebraico.
Quei tesi sono una totalizzante profezia del Messia e di ciò ho dato ampia dimostrazione negli articoli di questa Rubrica.
Su quanto intendo per decriptare porto da esempio la compatta profezia sul Messia che trovo per decriptazione in Esodo 15,27: “Poi arrivarono ad Elim dove sono dodici sorgenti d’acqua e settanta palme. Qui si accamparono presso l’acqua.



E fu in una casa da primogenito portato . Il principe da Madre uscì , portò il sole completo dell’Essere (Iahwèh) dal seno () . La luce in un corpo entrò ; alla vista ci fu un angelo puro . Fu dai viventi a portarsi il settimo (dei giorni della creazione); fu un uomo . Maria portò di Iahwèh la grazia . Portò il Nome dall’alto nel mondo in un vivente per stare tra i viventi .

Letta di continuo, senza dimostrazione risulta:

E fu in una casa da primogenito portato. Il principe da Madre uscì, portò il sole completo di Iahwèh dal seno. La luce in un corpo entrò; alla vista ci fu un angelo puro. Fu dai viventi a portarsi il settimo (dei giorni della creazione); fu un uomo. Maria portò di Iahwèh la grazia. Portò il Nome dall’alto nel mondo in un vivente per stare tra i viventi.

IL LIBRO DEL QOÈLET O ECCLESIASTE
Il libro del Qoèlet col criterio di decriptazione fornisce tra l’altro l’idea:

  • versa al mondo il Potente segni ;
  • l’assemblea finale = la Chiesa dell’Apocalisse.

Il Qoèlet, “il predicatore, il capo della congregazione”, è il nome che si attribuisce l’autore del libro nel primo versetto: “Parole di Qoèlet, figlio di David, re di Gerusalemme.” (Qoèlet 1,1)
Questa finzione letteraria ha fatto pensare ad uno scritto di Salomone in tarda età, ma è in ebraico tardivo con aramaismi e parole persiane (“pardes” = “giardino” in 2,5; “pirgam” = “sentenza” in 8,11) con forme che si trovano negli scritti rabbinici della Mishnah; quindi se ne deve concludere che fu scritto dopo l’esilio, forse nel III-IV, non oltre il V secolo a.C. ed i ritrovamenti dei frammenti più antichi delle grotte di Qumran, secondo i paleografi, risalgono attorno al 150 a.C..
I traduttori greci della Bibbia tradussero “Qoèlet” con “ekklesiastés”, “membro dell’assemblea”: perciò Ecclesiaste è pure il titolo con cui è individuato.
Questa opera della Bibbia ebraica è molto citata anche dal mondo laico, per la sapienza della vita vissuta “sotto al sole” che traspare e che sembra relativizzare molte filosofie e schemi religiosi o moraleggianti.
È anche testo misterioso perché non v’è accordo tra gli studiosi sulla provenienza e sul messaggio a base dello scritto.
I temi del libro, costituito da 12 Capitoli per complessivi 222 versetti sono:

  • I PARTE: Prologo 1,1-11;Autoreferenza come Re Salomone 1,12-2,26; Sulla morte 3,1-22; Sulla società 4,1-5,8; Sul denaro 5,9-6,12;
  • II PARTE: Prologo 7,1-7; La sapienza 7,8-8,17; La sorte 9,1-12; Saggezza e follia 9,13-11,6; L’età 11,7-12,8; Epilogo 12,9-14.

Il pensiero dell’autore, che sorprende per l’assenza di agganci alla Torah od a scritti sacri e tradizioni d’Israele, esprime sottile critica nei confronti del credo tradizionale, resta lontano sia dalla filosofia greca – epicureismo, stoicismo, cinismo – sia da forme sapienziali egizie o mesopotamiche e pare essere:

A) nichilista e pessimista

  • la morte gli pare preferibile alla vita (2,17; 4,2; 6,3);
  • incerto sulla retribuzione nell’aldilà e sull’immortalità dell’anima (3,18-21).

B) aver fede in Dio

  • ne loda la Sapienza (7,12.19; 9,13-18);
  • crede nella Provvidenza (3,11.14-15; 8,17; 11,5) e sulla sua prescienza (6,10);
  • non ha dubbi sul giudizio (3,17; 11,9; 12,13-14);
  • fa distinzione tra bene e male (3,16; 4,1; 5,7; 7,16; 8,10.14; 9,2).

C) positivo e realista

  • ha piacere della tavola (2,24s; 3,12-13.22; 5,17-19; 8,15; 9,7-10; 11,7.8);
  • amico della vita (11,7), ne apprezza i piaceri (2,24; 3,13; 5,18; 9,7).

D) filosofo

  • condanna l’abuso dei piaceri (7,26-27; 9,13);
  • ne proclama la vanità (2,1-2; 11,8.10);
  • propone azioni morali (2,26; 7,26; 8,5.13).

Pur se le sue certezze sono che Dio dona e riprende la vita (5,17; 8,15; 9,9, 12,7), le ricchezze (5,18; 6,2), le gioie (2,24; 3,13; 5,18-19) disgrazia e benessere (7,14) Qoèlet constata che l’uomo, anche quando è colmo di beni, non è del tutto felice e propone un certo distacco dai beni terrestri.
L’autore, in definitiva, propone l’insufficienza d’antiche concezioni, solleva domande sugli enigmi della vita, della sofferenza, sul male e sul destino umano, cioè sulle domande di fondo: Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo?, ma non ha però una parola definitiva su tali interrogativi e su perché Dio, in cui crede, lascia che le cose vadano come vanno.
I Maestri del Talmud (Shabbath 30 b) tentarono di non inserirlo nel canone in quanto “avrebbe contraddetto anche Mosè nostro Maestro”.
Fu inserito ed è una delle cinque “megillot” con Rut, Cantico dei cantici, Lamentazioni, Ester, ed è letta alla festa delle Capanne, festa in cui nell’era messianica tutte le nazioni saliranno a Gerusalemme a celebrare quella festa, quindi il testo deve in qualche modo riferirsi a tale evento.
La Meghillat Qohelet, pensano i sapienti ebrei, è il libro della fragilità umana e per questo motivo è letto alla festa delle Capanne quando sono superati i giorni dello Yom Kippur, il giorno dell’Espiazione l’uomo potrebbe insuperbirsi per la gioia del benessere della festa del raccolto, l’ebraica chiede al fedele di costruirsi una fragile capanna.
Il richiamo in una situazione del genere ad andare alla radice della problematica esistenziale che il Qoèlet evoca con “Vanità delle vanità” si trova in più elevata attenzione nel Vangelo, quando Gesù: “Disse poi una parabola: La campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto. Egli ragionava tra sé: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti? E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia. Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà? Così è di chi accumula tesori per sé, e non arricchisce davanti a Dio.” (Luca !2,16-21)
L’uomo è chiamato ad uscire dalla propria casa, delle proprie certezze, dalla propria chiusura mentale e culturale per guardare al futuro coperti dalle foglie d’una capanna da cui vedere le stelle del cielo, per leggere il Qohelet guardando verso l’alto.
Si tratta cioè di dare risposta alla chiamata che fece Dio ad Abramo e che di fatto ripete ad a ciascuno che s’interroga con sincerità su Dio e sulla propria vita: “Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò.” (Gen. 12,1)
Il Qoèlet non attesta la rimunerazione dei giusti, eppure si sente salda la fede, senza moralismi, dell’autore che pare attendere la necessità d’una rivelazione più alta e completa sul destino dell’uomo nell’aldilà; andiamoci più a fondo.
Ciò nonostante il libro è una delle 5 megillot (rotoli), che viene letto in sinagoga a Sukkot, la festa che la tradizione considera rivolta anche ai gentili/pagani in quanto all’epoca del Tempio s’offrivano 70 tori, uno per ciascuna delle nazioni, per ingraziarsi i loro angeli custodi. Perché?

Ho così pensato che ci fosse un testo di secondo livello e mi sono perciò accinto con pazienza alla decriptazione a tappeto di questo libro di cui riporto il risultato che è senz’altro perlomeno sorprendente.
Sono ovviamente a disposizione per fornire la dimostrazione di ogni versetto.
Il risultato complessivo è la profezia della decisione dell’incarnazione, della venuta del Messia e della parusia finale.

Nel II secolo d.C. ci fu in ambito ebraico disaccordo se il libro fosse un libro ispirato o contenesse solo brandelli di saggezza terrena, non sempre in accordo con la religione ebraica.
Il libro però fu accettato nel canone biblico.
I mistici ritennero, infatti che “in ogni versetto dell’opera contenesse segreti della sapienza celeste” (Dizionario di Alan Unterman).
La decriptazione dimostra che ciò è vero; trattasi di un protovangelo e di una Apocalisse.

DECRIPTAZIONE QOÈLET CAPITOLO 1
Qoèlet 1,1 – Per aiutare dentro il corpo, per obbedire al Potente, scelse il Figlio in David la Madre (onde) in cammino dentro lanciarsi per recarsi a liberare i viventi.

Qoèlet 1,2 – Per entrare nella casa del serpente uscì da casa del Potente. Fu dalla Madre alla quale disse che entrava. Si versò dal Potente per finire il disfarsi del mondo nella corruzione. Nella Madre entrò la rettitudine da fiamma per il serpente.

Qoèlet 1,3 – Alla madre nel mondo fu ad indicare che nel corpo si portava. Un angelo del Potente, dell’uomo nella casa, la sposa sentì le parole. Le si portò, luminoso era alla vista. Che da madre il Potente l’aveva scelta per chiudersi le indicò, l’entrerà il Nome ad accenderla.

Qoèlet 1,4 – L’essere impuro che nei corpi entrò col serpente per la rettitudine che porterà in aiuto dai corpi dentro desidererà uscire. Per l’Unigenito dai corpi scenderà il serpente che pecca perché risorgerà tutti.

Qoèlet 1,5 – Porterà questi i corpi dalle tombe ad uscire risorti, vivi torneranno. Dall’Unigenito uscirà un fuoco che nei viventi la distruzione del serpente con la putredine portata strapperà via e con ira lo colpirà, porterà dai corpi il nascosto ad uscire che portava a peccare.

Qoèlet 1,6 – Nel mondo si portò il Potente in un vaso. Dio ad abitarlo si portò. In un vivente recò la pienezza e nell’intimo la divinità scese. La Parola vi recò il vessillo e l’intimo riempì. Dentro ad abitare nel mondo si portò dal Potente rettamente generato. Avendo portato l’annuncio dall’alto, a riempire dentro fu la figlia cui fu a portare l’illuminazione in casa, in cui entrò lo Spirito.

Qoèlet 1,7 – La sposa in cui l’angelo entrò del Potente, fu la Madre da cui uscì in cammino; fu una Madre che Dio nel mondo fu tra i viventi a portare. Nel mondo fu a vivere per annullare chi abita nei viventi. Il rifiuto al maledetto da un vivente sorgerà. Un fuoco uscirà per l’angelo. Uscirà il serpente che sarà reciso dalla rettitudine che sarà per salvarli nei viventi ad entrare. Un vivente la schiavitù dei viventi dal serpente nei cuori finirà.

Qoèlet 1,8 – La rettitudine del Potente nel mondo con la Parola nei giorni in cammino in azione fu per la pienezza portare a tutti gli uomini. A nascere dentro un corpo il Potente venne nel settimo (giorno) vedendo l’opprimere del serpente nei corpi. Desiderò col corpo portarsi dal serpente da cui venne a vivere per il rifiuto. Con l’orecchio i viventi ascolterà.

Qoèlet 1,9 – Tra i viventi entrò alla luce del mondo a stare. Uscì Lui che la luce è dell’esistenza. Si portò chi vive nel mondo a rinnovare. Per farlo al mondo si portò da donna. Spazzerà col fuoco la perversità. L’annullerà con la rettitudine, il vigore con l’aiuto riaccenderà, da tutti lo strapperà, con la risurrezione li salverà.

Qoèlet 1,10 – Sarà il demonio dentro i corpi a bruciare che fu l’origine dell’amarezza, si vedrà uscire spento alla fine dall’esistenza. Del Potente una vergine gli fu Madre. Dalla donna dal corpo usci, fu nel mondo a vivere il potente Verbo che nel figlio si portò.

Qoèlet 1,11 – L’Unigenito fu inviato in un maschio in cui portò l’energia del Potente nel corpo. Una donna un angelo fu in vita a portare; slattò il primogenito in una caverna. In cammino era, a salvarsi fu entrandovi. Essendole stato portato il rifiuto fu ad entrarvi per starvi. Lì uscì, guizzò fuori a vivere, questa un puro corpo portò. Angeli videro i viventi con una luce stare fuori, fu a portarli il Potente, per il fratello cantavano.

Qoèlet 1,12 – L’Unigenito da inviato fu a versarsi nel mondo. Dal Potente il segno ad uscire fu. Fu ad indicare che era dal Regno in alto dove sta il Principe di Dio dentro s’era in corpo per portato per liberare i viventi.

Qoèlet 1,13 – Portano gli angeli segni che indicano che è venuto il Potente in una casa in un fanciullo povero. Ha portato il Potente la Torah dentro a chiudere in un vaso che vive nel mondo. In alto per tutti i felici angeli si vide una luce uscire sotto nel mondo dal cielo. Nel mondo si portava l’Unigenito mansueto (anche: umile, povero); una lampada si vede donata da Dio al mondo per stare con i viventi. Del potente il figlio è al mondo in un uomo, che la potenza con umiltà dentro porta.

Qoèlet 1,14 – In vista c’è il segno che c’è dell’Unico la perfezione in seno riposta. Alla luce un angelo si vide simile sotto nel mondo al sole. Porterà ad uscire energia nel mondo che entrerà in tutti. Nel mondo dentro la potenza porterà ai compagni recando a tutti lo Spirito.

Qoèlet 1,15 – I viventi storpi per il serpente dalle origini saranno portati ad essere perfetti, li raddrizzerà, ed ai chiusi tristi porterà energia, la potenza delle origini, sarà riportata a tutti. La potenza rientrerà nei viventi che l’angelo (ribelle) portò a finire.

Qoèlet 1,16 – Per aiutare dentro al corpo finalmente è stato l’Unigenito inviato, spazzerà dai viventi il serpente che dentro sta. Il rifiuto all’essere ribelle con l’Unigenito nel mondo fu ad uscire. Con l’energia entrata nel mondo il cammino libererà di tutti. Sarà la portata perversità distrutta in tutti in cui sarà racchiusa la rettitudine. I viventi, per l’entrata azione potente tutti beati usciranno essendo uscito il serpente dalle persone in cui sta. Per spazzare il serpente s’è nel corpo portato un fuoco potente che lo reciderà. Dentro lo lancerà l’Unigenito nel mondo per rigenerare chi vi abita. Usciranno dalla prigione così i viventi; nello splendore si rivedranno tutti.

Qoèlet 1,17 – Portato l’Unigenito in croce un rivolo da dentro sarà a nascere. Si vedrà che il crocifisso racchiudeva la rettitudine (quando) con l’acqua uscirà per un’asta che in una mano agirà sul crocifisso. L’aprirà con potenza un potente ed il crocifisso porterà la risurrezione a tutti. A recare dalla croce sarà aiuto a chi nel tempo sta vagando. I viventi in questi entreranno, dal mondo li porterà dall’Unico nel corpo. Dalle rovine li porterà tra gli angeli con i corpi che riporterà dalle tombe.

Qoèlet 1,18 – Così saranno dentro al corpo a chiudersi (ove) la rettitudine con l’acqua uscì. Le moltitudini così si vedranno nel foro portarsi ove saranno condotti alla pienezza. Saranno dal Verbo aiutati nel tempo ove sarà portato un foro. Saranno nel Verbo dalla piaga all’Unico portati dentro.

DECRIPTAZIONE QOÈLET CAPITOLO 2
Qoèlet 2,1 – L’Unico per la ribellione fu l’Unigenito ad inviare. Fu dentro dal serpente a casa per stare nel cammino nel mondo dell’angelo (ribelle) che all’origine iniziò a mettere alla prova (onde) uscì da dentro la gioia per la perversità nei corpi. L’amore che nei cuori portavano dentro recò ad uscire l’angelo che entrò nel cammino dei viventi. Per la perversità, dell’Unico uscì da dentro la potenza.

Qoèlet 2,2 – La potenza della risurrezione di nascosto portò per vomitare l’essere ribelle da tutti stando in un vivente nel mondo avendovi portato la potenza. Al serpente porterà la potenza per bruciarlo nelle midolla. Fuori dai viventi del mondo questi uscirà (quando) in azione la risurrezione che entrerà.

Qoèlet 2,3 – Crocifisso il corpo in croce, un fiume da dentro fu a guizzare d’acqua. Alla luce portò la rettitudine che dentro gli sta. Fu l’energia a venire da dentro alla luce. Un corpo fu a portare; nel cuore gli stava. L’inviò nel mondo in cammino. Dentro nascosta la rettitudine nella madre nel mondo recò. Il serpente nei fratelli colpisce dentro; la stoltezza ne porta a finire. In azione per aiutare una donna dal corpo dell’Unigenito si vide uscire. Nell’Unigenito era questa. Fuori dal cuore la portò. Da dentro il cuore l’inviò, fu ad uscire da/dal (nuovo) Adamo, la Donna (la nuova Eva) che un popolo/corpo è agendo alla luce a recare per il Crocifisso. Ai prigionieri indica che aprirà il cielo. Nei viventi in pienezza fa frutti nei giorni; la vita è ad uscire dalla Madre.

Qoèlet 2,4 – Al mondo la maestà indica; è stato a vivere, vide risorto essere il Figlio, che nel Crocifisso era il Potente a stare dentro, che il Crocifisso fu la Madre ad inviare dal cuore nel tempo. È il Potente, è l’agnello che vive, è Vivente.

Qoèlet 2,5 – Si vide risorto essere il Crocifisso in cui fu la potenza a stare. Camminando dagli apostoli si portò il Crocifisso per portare il Paradiso. Fu alla Madre a recare l’energia dal cuore che nel tempo sarà sul bestiale ad agire; giù in tutti a far frutti è.

Qoèlet 2,6 – Si vide che risorto era stato il Crocifisso in forza della potenza che c’era per la rettitudine nel corpo. La rettitudine lo riportò integro essendogli la vita potente a entrare con la risurrezione sperata. Il Crocifisso vivo riuscì. Dalla Madre fu visto con il corpo. Su si riportò vivo dalla tomba. Dal legno rifù vivo.

Qoèlet 2,7 – A riversare gli apostoli fu il Crocefisso che fossero a servire stando con la Madre portando della risurrezione la parola, annunciando il Crocifisso. Portandosi dalla casa (ove) con gli apostoli erano ad abitare furono dai confini ad uscire per stare nel mondo per il serpente affliggere. I viventi dalla putredine per gli apostoli escono. Dentro li riversano in un corpo/popolo che portano ad alzare per l’Unigenito; un fiume dentro ne entra. Nell’esistenza per il serpente sono una piaga del Potente. La risurrezione nel mondo sono a recare; con potenza ne parlano gli apostoli che erano di casa a Gerusalemme.

Qoèlet 2,8 – Con la rettitudine gli apostoli, che riempiti dal Crocifisso sono stati, il serpente affliggono. Nei viventi con la rettitudine lo fanno perire. Si portano questi per il mondo; agli abitanti portano la piena rivelazione del Crocifisso sul Regno ove sarà i viventi a portare (quando) rientrerà tra i viventi per il giudizio. Si riporterà alla fine alla vista luminoso essendo in potenza. Sarà la risurrezione dei corpi nell’esistenza dei viventi a recare. A risorgere i corpi porterà di tutti e in tutti agirà l’energia che a scorrere porterà. Il Crocifisso nei figli che sono nel mondo di Adamo il demonio con la perversità brucerà; l’essere impuro finirà.

Qoèlet 2,9 – A riportarsi glorioso il Crocifisso sarà ed al mondo recherà la pienezza. Parlò il Crocifisso che sarà per i viventi tutti la risurrezione ad esistere. La potenza nelle persone sarà dentro a stare nei corpi. In Gerusalemme dell’Unico il Verbo dalla tomba dai morti fu a risorgere, a rientrargli la potenza fu.

Qoèlet 2,10 – Si portò nel carcere il Principe a bruciare il maledetto. Lo portò avendo sentito i forti lamenti per il serpente l’Unico. L’Unigenito giù per il serpente finire fu tra i viventi nel mondo a vivere. Per il serpente l’Amen nel tempo fu a venire. Nel cuore gli era a vivere tutto il fuoco. Vivo dalla tomba riuscì per la rettitudine che gli stava nel cuore. La risurrezione d’un vivente dalla tomba piaga che il serpente affatica è. Portandosi questa nel mondo l’esistenza (del serpente) ammala. A rovesciarsi sarà da piaga per serpente il sentirsi della parola che (una risurrezione) c’è stata.

Qoèlet 2,11 – Si portò nella persona a stare del Crocifisso colui che è dell’Unico il frutto. Dalla sposa dal seno sorse in Gesù; alla luce si portò per essere d’aiuto. Fu a portare dentro a sentire la parola della risurrezione; ne videro i viventi i potenti segni. Furono i potenti a vedere l’illuminazione che portava. Per finirlo portarono ad uscire inviati. In campo entrarono. Tra tutti (quelli) che uscivano dalla casa per accompagnarlo tra i compagni si portarono a spiare portandosi di nascosto, ed uno fu degli apostoli che nella mente portava quanto annunciava. L’inviato indicava di nascosto i segni che uscivano al sole.

Qoèlet 2,12 – E che il Verbo agli apostoli fu ad indicare che era del Potente, nel corpo per l’Unico entrato essendo desideroso di finire di nascosto con la rettitudine nei viventi la perversità portata dal serpente. La potenza riporterà a tutti e la stoltezza recherà a finire con la rettitudine che sarà nei viventi ad entrare. Entrerà negli uomini con la risurrezione che sarà dentro a portare l’Unigenito ai fratelli, che con il corpo saranno ad entrare nel Regno venendo tra i beati. Spengerà il male, a bruciare porterà la perversità.

Qoèlet 2,13 – Che portatosi nel corpo l’Unigenito forti segni c’erano. Nell’incontrarlo erano nella gioia a stare tutti i vinti dal serpente che li stringe anelante di vita. Energia entrava nella folla che l’accompagnava. Dall’oppressione in cui stavano tutti saziava con l’energia della manna; uscivano dalle tenebre.

Qoèlet 2,14 – Nell’aprire la bocca una fontana è portata che ricrea i simili. Si porta in modo aperto, di rettitudine a riempire è i cuori. Liberati escono portati in cammino. Portata è la conoscenza completa che è in cammino il Vivente. Dell’Unico l’energia è ad accendere. La frescura ai fratelli a sufficienza versa dal corpo. Inizia ad indicare il perfetto vivere.

Qoèlet 2,15 – Ed inizia agli amareggiati ad indicare che è l’Unico che gli invia la forza dentro al cuore, la forza dentro di vivere versa al mondo. Esce dal vaso in pienezza la forza potente da cui scorre la vita dell’Unico con l’energia per essere forti a splendere è portata dal Potente la vita, (tanto che) esce dalla tomba così un morto. Chi è ad incontrarlo è iniziato, colpito dalla forza dei segni che alle menti reca con la parola. A finire è dentro i cuori la forza del peccare. I viventi per questi escono dalla vanità.

Qoèlet 2,16 – Con la rettitudine sono per l’Unico nell’esistenza energici colpi da un agnello, portato da inviato al serpente, amo nel cui seno vive nel mondo la rettitudine. In giro è per il serpente che nei potenti malvagi vive. La vergogna spenge nei corpi nel mondo nei giorni. Da un vivente entrato a casa del terribile entra la rettitudine. Ai potenti che prestano ad usura annunciati guai così sono; che muoia entrando in prigione anelano onde il popolo rientri nella stoltezza.

Qoèlet 2,17 – Ed illuminò gli apostoli l’Unigenito che a scegliere fu venendo a vivere sul mare, che così gli erano compagni. Dall’alto era uscito tra i viventi per agire alla luce del mondo. Per rinnovare l’opera di sotto uscì con la risurrezione per salvare con la rettitudine chi è nel mondo. La rettitudine da fiamma potente porterà. Il male porterà a finire; i corpi riporterà dalle tombe.

Qoèlet 2,18 – E per rinnovare venuto è dall’Unico inviato colui che è l’origine della perfezione. Sentendone le parole è illuminato chi lo incontra; (il suo) essere affaticato finisce. Nelle assemblee indica che nel mondo il sole sorge dell’Unico, inviata è la grazia. La reca dal Potente ad Adamo in dono nel mondo. È uscito per i fratelli nel corpo a stare.

Qoèlet 2,19 – Ed in un vivente è a stare per recare la conoscenza, per aprire l’intelligenza su quella che è l’essenza dell’Unico e la pienezza a tutto portando la forza per liberare i cuori dentro con la rettitudine dal serpente che li molesta. Gesù con la parola indicò che è a recare la risurrezione, dalle tombe cosi i morti saranno da sotto ad uscire al sole, cammineranno vivi questi per il mondo gli entrerà dentro la potenza.

Qoèlet 2,20 – Che si recava per la conversione recare ad indicare fu. Dall’Unico inviato fu dal serpente a stare. L’Unigenito con la risurrezione venne nel cuore per spazzare il serpente da tutti nel mondo. I popoli potenti risorti si vedranno vivi potenti tutti ad essere alla fine, dalla tomba tutti usciranno dalla risurrezione i salvati.

Qoèlet 2,21 – Così sarà! Ci sarà la risurrezione per l’uomo! Risorgeranno i popoli. La potenza si porterà dentro le tombe. Così vivi riusciranno. Portandosi dentro l’aiuto nel tempo si riporteranno ad abitare. La rettitudine ne risorgerà i corpi e l’energia porterà gli uomini liberi. L’originaria vita potente nei cuori si ricondurrà.
Sarà il drago dall’energia ammalato, a rovesciare lo porterà; scapperà dai viventi. Da questi uscirà. A svanire porterà il male. Rigenerati dentro n’usciranno.

Qoèlet 2,22 – Così sarà dai viventi ad uscire la calamità del serpente, che dalle origini nel sangue abita di tutti con l’affaticamento che reca, al portarsi dentro i corpi l’agire della Colomba = Spirito Santo. Nei cuori, la portata risurrezione sulla perversità originaria agirà. Nei viventi il serpente finirà strappato via devastato dal fuoco.

Qoèlet 2,23 – Bruciature al maligno nei viventi saranno portate. Piaghe l’Unigenito porterà dentro dove sta nei viventi recando la rettitudine in azione. In un buco si vedrà l’angelo oppresso portarsi scappando dai viventi per mancamento della potenza. Uscito il serpente, l’Unigenito nel fuoco lo spengerà con la potenza che dentro gli porterà. Dal cammino dei viventi questi uscirà con la vanità che la perversità ha originato.

Qoèlet 2,24 – Ad annullare nei cuori recherà chi abita dentro l’uomo; dal fuoco sarà mangiato, portato ad arrostire completamente. Una calamità nei corpi per l’Unico entrerà, verrà all’angelo superbo portatosi nei cuori, da dentro affaticato bastonato scapperà dai viventi. Con questi usciranno dai corpi i guai che a finire saranno per l’Unigenito che ad inviare fu la rettitudine nei giorni. Per l’aiuto uscirà il maledetto che è nei viventi entrato a starvi all’origine.

Qoèlet 2,25 – Così nei giorni sarà mangiato. Portato ai viventi sarà che saranno a goderne in assemblea. Per i portati a rinascere una manna sarà.

Qoèlet 2,26 – Per la rettitudine che sarà il Potente nell’uomo con la risurrezione nei cuori a portare dentro la potenza nelle persone sarà riportata in dono. La sapienza porterà scienza e la gioia che entrando recheranno il vigore. Portando nei cuori l’Unigenito i doni agiranno da fanciulli del Potente. L’Unigenito a perire porterà il serpente; per la rettitudine fuggirà. Al serpente il Crocifisso sul colle dal cuore portò dentro la potenza. Dalla persona fu ad uscirgli. La divinità uscendo fu nei viventi a scorrere. Per questo dal mondo uscirà da dentro la potenza del male. Portò il Crocifisso lo spirito.

DECRIPTAZIONE QOÈLET CAPITOLO 3
Qoèlet 3,1 – Il serpente tutti colpì i viventi per abitare nel tempo. Nel cammino dal Potente si nascose. Per salvarsi scelse per paura di uscire dal Nome per stare nei viventi.

Qoèlet 3,2 – Per agire ingannando la legge divina si portò nel tempo il serpente. La morte agì su tutti. Del Potente, di cui nei cuori agiva a finire portò l’azione. Ne finì la potenza sradicandone l’energia nei cuori portatavi per agire.

Qoèlet 3,3 – Nel tempo il serpente entrando nei corpi portò l’orgoglio che agì in tutti. Dal serpente per guarire portò l’Unico nel tempo il Verbo. In un corpo si portò giù. Portò nel tempo dal serpente il Figlio per portargli la fine.

Qoèlet 3,4 – Nel tempo in un cuore la rettitudine portò per finirlo. Portandola in azione in tutti la potenza riaccenderà in seno; si rivedranno tutti nella pienezza. Il Verbo porterà l’essere impuro che agisce a finire nei corpi; per rovesciarlo porterà l’aiuto.

Qoèlet 3,5 – Nel tempo del Potente entrerà il fuoco per il serpente. Sarà la rettitudine dal Padre inviata che sarà nei viventi portata ad agire. Tutti i figli riporterà alla pienezza; dal Padre tra gli angeli saranno in seno. Il completo vigore dentro porterà a versare e si vedrà finalmente il serpente nei corpi nascosto rovesciarsi dalle midolla ove dentro si versò.

Qoèlet 3,6 – Nel tempo in un cuore versò la risurrezione che recò in azione per finire il serpente. Il Padre in aiuto al tempo (opportuno) al serpente la distruzione porterà. In un corpo la recò in azione per finire il serpente nel mondo. A liberarli sarà con la rettitudine.

Qoèlet 3,7 – In azione alla fine la potenza nelle tombe della risurrezione porterà; tutti riporterà nel tempo rinati con dentro il male finito. La potenza rovesciata nei corpi porterà il peccare col tempo del serpente a finire per sorte.

Qoèlet 3,8 – Nel tempo il Potente per amore si portò (onde) agisse in tutti la potenza rinnovandoli. Per l’Unigenito si vedranno integri; il vigore nei viventi a rientrare porterà. Dal tempo a liberare porterà i viventi.

Qoèlet 3,9 – Dai vivere uscirà; sarà alla fine vinto, n’uscirà il peccare bruciato. Nel mondo, a casa di una donna, nel cui corpo entrerà, recò l’Unigenito a sentire una parola.

Qoèlet 3,10 – Un corpo l’Unigenito fu a scegliere di stare. Venne alla vista un angelo che era stato inviato alla Donna. L’angelo le indicò che invierà Dio nel mondo, per esserle Madre, il potente Figlio. Sarà ad uscirne l’Uomo. Del Potente agirà l’energia e nell’arca si porterà.

Qoèlet 3,11 – Venne dalla sposa in azione la Luce ad entrare. Fu la Parola ad entrare dentro al tempo ed nel cammino a vivere venne. Una vergine l’energia segnò. Inviò dentro al cuore della Madre la vita. Al maligno da una donna dal corpo il rifiuto fu ad arrivare nel mondo. Un uomo venne dal seno alla luce del mondo da una donna che dal corpo per opera di Dio uscì un essere vivente dal principio alla fine.

Qoèlet 3,12 – Fu l’aiuto nel tempo a stare. La rettitudine, essenza dell’Unico, fu inviata, in un cuore la portò dentro. Così in un vivente la rettitudine fu per la prima volta a vivere. Del Potente la risurrezione ai viventi porterà nelle tombe e la potenza d’agire la risurrezione porterà a tutti. Dal cuore (ove) la potenza gli abita dentro le tombe sarà la forza a riportare…

Qoèlet 3,13 – …e riscorrerà la vita in tutti. Entrerà negli uomini il dono dall’Unico che tutti porterà a risorgere. Luminosi tutti fuori si riporteranno; si vedranno star bene. Dentro tutti agirà la vita con potenza. Si riporteranno dai morti tutti. Il maledetto che stava nei viventi uscito sarà per l’Unigenito.

Qoèlet 3,14 – Sarà stato sbarrato nel tempo dalla forza della rettitudine che sarà in tutti. L’originato fuoco nei corpi lo spazzerà. Per il fuoco che uscirà, uscirà il maledetto che sta nei viventi con la perversità dalle origini. Sarà l’esistenza del serpente malvagio nei viventi dall’Altissimo annullata. Il serpente ad entrare porterà in un buco, sarà il Verbo a portarvelo vivo, la vita all’angelo (ribelle) porterà ad annullare. Col serpente scaccerà il male che ha recato. Uscito il maledetto che sarà dal seno, della risurrezione uscirà il dono nei corpi. La desiderata vita potente nelle persone sarà portata.

Qoèlet 3,15 – Nei viventi entrerà per la risurrezione l’esistenza retta. Dentro i corpi entrerà a stare la desiderata felicità (in quanto) per il serpente uscito sarà stata portata l’oppressione da dentro i corpi ad uscire. Del Signore la divinità ad entrare sarà nei viventi. Sarà dentro rovesciata con la risurrezione. Verranno angeli col corpo per l’aiuto del Verbo.

Qoèlet 3,16 – E si vedranno riportare le generazioni che dall’origine ci furono; tutte saranno da sotto ad uscire al sole. Vive si alzeranno, usciranno salvate dal soffio nei cuori della risurrezione. Nei viventi entrando uscirà l’iniquità e la putredine che reca; a vivere entrerà la giustizia. Per la risurrezione i viventi usciranno rigenerati, luminosi alla vista.

Qoèlet 3,17 – Ricomincerà a vivere nei corpi di tutti la forza delle origini; l’energia sarà dentro i cuori a ristare, (ri)verranno giusti e verrà l’empio per l’esistenza giudicato da Dio. Uscita che sarà la piaga che c’è nel tempo per il serpente, tutti innocenti si rialzeranno e li solleverà da ogni cosa fatta.

Qoèlet 3,18 – L’Unico ribellione che ci fu all’origine dall’angelo (ribelle), onde ci fu l’invecchiare, da dentro avrà spazzato. Rinati dentro i corpi tutti figli saranno ad uscire gli uomini. Dai cuori il verme uscirà con la maledizione. Risarà nei viventi la potenza nei corpi dall’Unigenito riportata. Alla fine bruciato uscirà dai viventi il bestiale che entrò a vivere nel mondo.

Qoèlet 3,19 – Per la rettitudine che sarà nei viventi versata di Rahab (mostro persona del male) l’energia sarà ad uscire dagli uomini in cui si portò a vivere. Accadrà che uscirà dalle bestie e dalla putredine. I corpi usciranno per l’Unigenito dai sepolcri. Uscirà la piaga della morte; in questi ad entrare porterà lo spirito l’Unigenito. Dal sepolcro tutti riporterà. Dalla morte il corpo riuscirà di Adamo alla vita. L’energia entrata il bestiale avrà annullato. Così sarà ad uscire l’invecchiare da tutti.

Qoèlet 3,20 – (Ri)escono tutti al mondo, li porta in cammino Dio. Alla vita li ha (ri)sorti l’Unigenito; ha acceso i vasi di potenza uscita dell’Essere in campo. La vita energica fuori dalla polvere li porta, escono tutti illuminati dentro da Dio di cui agisce il soffio nel corpo.

Qoèlet 3,21 – Ai vivi è dell’Essere portata la conoscenza dallo Spirito del Figlio che è dal mondo di Adamo uscito innalzato. Al mondo aperta è di Dio la vita dall’alto uscita, portata dallo Spirito. Esce la bestia, con l’entrata forza nel corpo, per la legge divina entrata. È di Dio Vivente il Cuore al mondo che la potenza della luce fa scendere.

Qoèlet 3,22 – Recati nei corpi i guai a finire sono stati dalla rettitudine. La forza dall’Unico sarà inviata. Nei cuori ha recato dentro la vita felice che era con la gioia uscita da Adamo. Dentro al seno la risurrezione sarà a recare la rettitudine che sarà la perversità nei fratelli col serpente a rovesciare e la rettitudine nei giorni sarà ad abitare. L’esistenza dell’Unigenito inviata recherà la potenza nei corpi desiderata. Tutti dentro la vita entrata risorgerà, è l’essenza dell’Unico nelle tombe che i corpi sarà a riportare.

DECRIPTAZIONE QOÈLET CAPITOLO 4
Qoèlet 4,1 – E di sabato fu dall’Unico inviato. Fu a portare l’Unigenito alla vista del mondo. L’Unigenito indicò che finirà l’oppressione che sta nei viventi. Da una donna nel corpo inviato ad agire a risorgere sarà i morti dalle tombe. Tutti usciranno risorti salvati portando ad uscire l’angelo (ribelle) entrato nel sangue. Del tempo uscirà l’oppressione che fu nei viventi portata. Per l’annullamento del serpente uscì dal Vivente tra i viventi; per la compassione e tra i viventi fu per bloccare l’oppressione. Sarà a rientrare nei viventi il vigore, che portò ad annullare il serpente che entrò a vivere nei viventi, con la conversione.

Qoèlet 4,2 – Portando la risurrezione dentro le tombe dell’Unico angeli saranno a venire gli uomini. Sarà nei viventi risorti la rettitudine dentro i corpi dai morti a portare la vita degli angeli. I riusciti in vita saranno a vivere felici. Rientrerà nei viventi usciti dalle tombe la forza che c’era nei viventi dall’Eden usciti.

Qoèlet 4,3 – E dal cuore porterà dentro ai viventi la risurrezione. Con l’energia sarà ad entrare nei viventi. Verrà dall’Unigenito col fuoco il male annullato dall’esistenza. L’Unigenito lo brucerà nei corpi annullandolo. Si vedrà dell’Unigenito il segno nel mondo per i viventi che per l’azione della risurrezione uscirà il male. Inizierà con la risurrezione del (proprio) corpo un’energica azione che illuminerà nel mondo tutti. Dalla tomba il Crocifisso uscirà risorto per i viventi illuminare.

Qoèlet 4,4 – Ed dal corpo dell’Unigenito che fu crocifisso in cui c’era dell’Unico l’energia (ri)inizierà la perfezione ad agire nei viventi. La potenza porterà a venire in tutti con la rettitudine che la risurrezione ai corpi porterà. Per l’energia che uscirà dal seno del Risorto entrerà la rettitudine; sarà ad uscire la forza delle origini che rovesciò l’angelo (ribelle).Verrà dagli uomini in cui vive il cattivo con la perversità a scappare consunto. Uscito da dentro il serpente. E nei corpi per il peccare finito i corpi si riporteranno dalla tomba.

Qoèlet 4,5 – Rientrata la rettitudine, riempiti saranno di potenza. Nelle tombe dentro si riverserà. Verrà la forza nei corpi ad essere riportata e per l’Unigenito tutti verranno da dentro con i risorti corpi a riportarsi.

Qoèlet 4,6 – Nei cuori si recò ad abitare l’angelo. Le persone strappò dalla vita piena. Nascosto nelle persone fu in seno a vivere. La potenza recò del male e finì lo Spirito.

Qoèlet 4,7 – Ma nel sabato (della creazione) fu l’Unigenito inviato. Fu a recarsi dall’Unico. In un corpo l’Unigenito entrò nel mondo a casa del serpente completamente di nascosto. Alla fine nel mondo lo brucerà per salvarli.

Qoèlet 4,8 – Sarà la risurrezione ai fratelli d’aiuto a portare per annullare, bruciandolo, l’angelo che affligge i viventi. Figli li porterà dell’Unico. Nell’assemblea l’Unigenito sarà con gli angeli ad accompagnarli e dell’Unico saranno angeli alla fine. Dal Potente tutti i popoli accompagnerà. A scorrere ai viventi una sorgente sarà a recare di potenza. Verrà nel settimo (giorno) ad agire la risurrezione che ai corpi porterà. La potenza nei viventi che ci sarà dell’Unico l’angelo spazzerà. Nei viventi il serpente che portano nelle midolla l’Unigenito finirà. L’angelo superbo che fu nei viventi nei cuori a portarsi da dentro uscirà: scapperà consunto. Uscirà da dentro il serpente portando alla vista i figli cattivi di lui.

Qoèlet 4,9 – Dal cuore ove lo portavano dentro sarà dai viventi uscire bruciato l’angelo. Nell’acqua bollente tra i lamenti l’Unigenito lo chiuderà. Per l’aiuto felici saranno, liberi, salvati dall’Agnello. Il bene dentro i popoli con la potenza rivivrà.

Qoèlet 4,10 – La rettitudine che c’era all’origine nei viventi sarà il soffio della potenza a riportare. Entrerà dell’Unico nelle tombe l’aiuto; vi sarà a rovesciare la forza della vita che verrà in seno ai corpi a riportarsi ed usciranno al primo novilunio, belli per la potenza riportata, annullato dal fuoco l’angelo che c’era. Il serpente uscirà vomitato dai viventi ove si portò.

Qoèlet 4,11 – Scapperà dai viventi per l’Unigenito che strapperà via con la rettitudine la vergogna dell’angelo, che sarà vivo portato in prigione. Nei viventi la potenza rientrerà in pienezza. Nella prigione sbarrato, guai con bruciature lo scalderanno.

Qoèlet 4,12 – Riporterà l’Unigenito la vita a chi era finita rovesciando il soffio e entrando nei fratelli per l’aiuto usciranno rinnovati. Nei giorni risorti si riporteranno. Per l’angelo scappato con l’impurità si riporteranno fuori dalle tombe e nei cuori rientrerà a vivere nel terzo (giorno) la potenza del Padre. I viventi rigenerati saranno dall’energia che il Crocifisso riverserà.

Qoèlet 4,13 – Nei cuori porterà dentro la forza per rinascere ai viventi. Li riempirà di retta energia e dalle tombe così i viventi rivivranno. Della vita la potenza la rettitudine in questi rovescerà. Per l’angelo, la recata rettitudine, pieno sarà il rifiuto. La risurrezione dei corpi al serpente da calamità agirà; per la potenza uscirà da questi che rigenerati si vedranno per il recato aiuto.

Qoèlet 4,14 – La rettitudine che sarà nei viventi dentro stava nel Crocifisso. Gli uscirà da un foro la porterà dal corpo nei giorni l’innalzato. Di Dio dal Regno la rettitudine sarà a scorrere per viventi. Da dentro con l’acqua guizzerà la rettitudine e a tutti porterà l’energia che condurrà a rinascere i corpi con la risurrezione.

Qoèlet 4,15 – Dal corpo dell’Unigenito che fu in croce fu a venire la sposa che dei viventi sarà la madre nel mondo. Vivo uscì in cammino chi era tra i morti; (infatti) dalla tomba il Crocifisso uscì risorto. Per salvare in cammino la madre uscì sarà a far rinascere per la seconda (volta). La donna alle menti fu la risurrezione del Crocifisso dalla tomba ad indicare che c’era stata.

Qoèlet 4,16 – Annullerà alla fine il serpente. Da tutti uscirà per azione del Re. Da rifiuto la risurrezione dei corpi uscirà. Sarà a rientrare la potenza nelle persone in cui sarà a rientrare la vita. Nel cammino alla Madre usciranno fratelli saziati dagli apostoli con la forza della parola. Il peccato che nascosto portano dentro, per la portata rettitudine sarà a scappare consunto. Uscirà da dentro il serpente che porta il male con la Colomba dello Spirito.

Qoèlet 4,17 – (Questo) illumina che l’essere ribelle nei corpi rivelato sarà dalla rettitudine. Affliggerà la risurrezione dei corpi alla fine il serpente. Per la rettitudine di Dio che dentro sta nel Crocifisso uscirà il maledetto che è nei viventi e rovescerà dai corpi portandolo alla distruzione. (Già) l’ascolto che dai morti il Crocifisso uscì per la rettitudine riempie di forza, (tanto) che il serpente sarà consunto. Dentro (dove) si nasconde dalla rettitudine sarà annullato. Nei viventi che sono portati con la mente a sentire la forza della parola della risurrezione si porterà la fine del male.

DECRIPTAZIONE QOÈLET CAPITOLO 5
Qoèlet 5,1 – Dio in un’arca la potenza dall’alto soffiò. Fu in un vaso a portarsi il Potente; dentro così Dio fu a vivervi. Un generato il Potente al mondo portò giù; era dell’Unico la Parola, del Potente il volto promanato è. Uscì l’Unigenito del Potente al mondo per stare tra i viventi. La rettitudine fu ad uscire da Dio nel mondo. Fu la Vita di chi abita il cielo a recare l’Unigenito finalmente uscito dall’alto. Entrò in terra per agire in cammino, da inviato fu nel mondo. Fu a portarsi la Parola a stare così in un seno. Nel cuore fu d’un vivente.

Qoèlet 5,2 – Così fu ad abitare l’Unigenito nel mondo di nascosto dal serpente e visse dentro un corpo. In una famiglia, per agire, da figlio si portò. A rovesciare si portò dal cammino il serpente stolto che abita nelle moltitudini; sbarrato dentro i corpi sta nei viventi.

Qoèlet 5,3 – Così d’una donna il corpo scelse per abitarvi in voto al Potente. Dio nel mondo era a vivere. Dio scelse nel primogenito di nascondersi nel corpo. Il serpente brucerà perché portò la rettitudine che sarà ad annullarlo. Di nascosto il Verbo scese nella casa dal trono in cui stava col Potente. Fu nella Madre. Venne nella donna nel corpo scelto ad abitare per ardere il serpente nei viventi.

Qoèlet 5,4 – Per amore portò dentro d’una donna nel corpo la potenza. Venne a sbarrare il rettile per finire l’essere impuro nei corpi portando il rifiuto che lo finirà bruciandolo con la potenza nei viventi.

Qoèlet 5,5 – Di Dio, alla (donna) scelta da indicazione un angelo venne. Le parlò che gli sarebbe stata sposa, che a nascondersi nell’utero sarebbe stato nella scelta per venire nella carne rettamente e la divinità al termine nel primogenito vivrà nel corpo. Rettamente vi porterà la divinità ed al termine nel primogenito vivrà nel corpo. Di potenza una persona sarà nel mondo piena, la rettitudine così sarà ad accendere nel cammino per scorrere fuori nel mondo ove sarà Dio a vivere. Nel mondo fu a versarsi giù la Parola uscita da Dio, ad entrarle fu a vivere dall’alto l’atteso. In cammino le si recò in grembo. La potenza le venne in seno per accendere nel mondo un’esistenza che d’aiuto sarà con la rettitudine.

Qoèlet 5,6 – La rettitudine sarà dentro un corpo ad abitare, l’ammalare con la morte porterà ad uscire con la corruzione nei viventi insinuatasi nei corpi. Saranno i viventi rigenerati. In una casa del mondo la rettitudine fu a venire; uscì Dio nel mondo nei giorni alla vista.

Qoèlet 5,7 – L’Unico un seno accese per versare nel corpo un simile in cammino per colpire il serpente. Un vivente la punizione gli porterà giù, nella polvere finirà. In un corpo per amore visse per punirlo. Nel mondo la maledizione finirà, l’integrità riuscirà. Dall’alto rientrerà l’innocenza, giù la rettitudine affliggerà il bestiale. Dall’alto nel cammino dentro entrò il custode che porterà ad elevare l’esistenza dei viventi. L’Altissimo entrò in un vivente.

Qoèlet 5,8 – E sarà alla fine nei corpi a portare l’energia. In terra dentro tutti entrando vi risarà l’originaria vita potente. Da tutti il demonio uscirà per l’energia che agirà dentro d’aiuto.

Qoèlet 5,9 – Dall’Unigenito uscirà da dentro la rettitudine che farà perire il serpente dagli uomini ove dentro agisce. La rettitudine che a riempire il Verbo porterà i viventi, che sono amati, al bestiale porterà energico rifiuto. Alla fine da dentro lo porterà l’Unigenito ad uscire, scapperà consunto fuori da tutti.

Qoèlet 5,10 – Dentro i corpi casa riporterà in tutti del mondo al bene. Per rigenerarli dentro lo porterà l’Unigenito ed il maligno con la perversità dai viventi uscirà. La rettitudine la risurrezione ai corpi porterà con l’energia nei cuori dell’Altissimo. Ad uscire per la rettitudine sarà l’origine dell’essere ribelle con i guai. Finiranno le rovine che l’angelo (ribelle) fu a recare.

Qoèlet 5,11 – La morte rovescerà l’uscita della risurrezione. L’invierà alla fine nel mondo per servire l’Unigenito i viventi. Ai viventi l’azione dal cuore porterà; l’originaria vita rientrerà nei corpi. Dentro entrando a stare dell’Unico la rettitudine la potenza riporterà. Uscirà nel settimo (giorno) il serpente. L’azione del fuoco che ci sarà nei corpi annullerà con l’energia portata nei viventi l’angelo che è ad ammalarli. La portata potenza sarà il fuoco a portare all’angelo.

Qoèlet 5,12 – Sarà bruciato il male nel mondo. Partoriti, rigenerati dall’Unigenito saranno tutti. Dalle tombe alla fine usciranno alla luce vivi luminosi alla vista con i risorti corpi. La risurrezione li avrà cambiati nei cuori. L’Altissimo recherà la potenza nei corpi nel tempo riportati.

Qoèlet 5,13 – E l’Unigenito da solo nel mondo avrà agito per liberarli. Dal mondo porterà al Padre con l’azione i figli che dal male avrà portato fuori recando il serpente ad essere spento, rifiutato per l’opprimere che dentro c’è con l’impura vita da cui desiderano i viventi uscire.

Qoèlet 5,14 – La rettitudine dell’Unico a risorgere i corpi sarà. Giù l’Unigenito con la vita da dentro il cuore l’inviò. L’Unigenito la Madre portò in azione. Dal corpo la portò con l’acqua onde portasse la conversione. Per il Potente il cammino indica dell’agnello Unigenito per condurvi i viventi che desiderano in vita uscire dal serpente. Gli uomini del Padre sentono la parola che recherà la risurrezione. A chi è in cammino dentro è aiuto a recare.

Qoèlet 5,15 – E nel cammino la Madre colpirà il male. Dal mondo annuncia che il serpente uscirà, che tutti si vedranno dai morti risorti a casa dell’Unico retti con gli angeli a stare. Il serpente, per la rettitudine che si riporterà, dai viventi uscirà. Sarà in tutti nei corpi portato a finire portato dalla risurrezione spazzato. Rivivrà del Potente la potenza dello Spirito.

Qoèlet 5,16 – Nel cammino piaghe al serpente nei giorni reca dentro. Nelle assemblee del risorto la rettitudine reca a mangiare e retti si vedono per la Madre uscire per quel corpo che da dentro le uscì. (Questo) con bastoni in prigione dai potenti fu condotto per portarne alla fine il parlare.

Qoèlet 5,17 – In campo aperto l’energia a far uscire iniziarono all’alba. Il corpo si vide essere crocifisso. Furono all’Unico lamenti dal cuore portati. Da dentro iniziò del Principe ad essere il parlare fiaccato. Da un vaso col bastone un potente portò alla lingua da bere al crocifisso. Il bastone d’un potente al corpo dell’Unigenito portato segnò il cuore e dentro l’aprì. Da dentro il vaso guizzare si vide acqua; con potenza si portò, alla luce fu vista. La vita guizzò completamente, chiuso, finito. Uscì il sole dalla vita. Avvolto della Parola il corpo fu, dai vivi fu tumulato(chiuso). Per la forza portata all’Unigenito la luce dal corpo emise completamente; l’energia il serpente ne portò fuori. Da Dio ad uscire fu la vita, dal vaso che fu aperto col bastone. L’Unigenito al calvo (al monte detto del cranio = golgota) avevano portato.

Qoèlet 5,18 – Lo scorrere della Vita fu completo per l’uomo (ma) l’Unico al Principe la ridonò riportandogli potenza. Di Dio uscì la forza della vita in azione che il Principe riportò al trono. Rifù vivo, si riportò fuori, si riaccese la potente esistenza nel cuore. Portò potenza l’Unico al vaso perché la vita ripromanò e recò il Potente la risurrezione per ricominciare completamente, primo segno che la tomba il Potente ha rovesciato, recando la potenza per risorgere una vita dalla tomba. Dentro ha agito il Potente portando colpi che hanno aperto la morte. Indicò Dio d’aprire l’esistenza della vita, che aperta fu per l’Unigenito.

Qoèlet 5,19 – Per la rettitudine fu la potenza nell’Unigenito a rientrare nel corpo, dentro al mondo rifù per questa l’Agnello, che rivenne nei giorni, dalla tomba fu all’esistenza riportato. La rettitudine fu ad uscire da Dio nel mondo per stare tra i vivi (onde) i vivi esaudire. Dentro la risurrezione in vita dalla tomba il Crocifisso nel cuore portava.

DECRIPTAZIONE QOÈLET CAPITOLO 6
Qoèlet 6,1 – Fu all’alba il corpo rivisto. Uscì l’Unigenito Principe alla vista. Era il Crocifisso che da sotto uscì risorto alla vita. Luminoso riportò il corpo a casa rientrando. Dal mondo fu per la prima volta innalzato un uomo.

Qoèlet 6,2 – Di un uomo l’Unico ha risorto il corpo; fu al Crocifisso rinviata la potenza. L’ha riportato al mondo Dio che gli ha riaperto la forza della vita. L’azione per risorgere al corpo la portò l’energia. La rettitudine di cui pieno era un vivente ha portato alla gloria ed ha annullato l’angelo che porta alla tomba. Ha riempito un corpo di potenza che l’angelo superbo aveva portato a vivere in carcere. Dal Principe è stato finito. Il desiderio portato al Potente dall’Unigenito è stato, il segreto del cuore dei pascoli di Dio ha aperto con l’esistenza piena. Per tutti i viventi la vita degli angeli ha recato. Retto è stato un uomo che ucciso nel corpo è stato. (Perciò il demonio che aveva il potere sulla morte ha sbagliato) Fu dell’Unico la rettitudine al serpente l’energia a recare per colpirlo nel mondo (onde) n’uscisse da dentro il serpente che porta la malattia del male; fuori l’ha portato l’Unigenito.

Qoèlet 6,3 – L’Unico in vita si è portato. Potente è stato l’aiuto per l’uomo. Ai viventi Unigenito nel modo ha recato la risurrezione. Ha emesso un cambiamento. Dentro ha portato dalla croce l’essenza al mondo il Signore. Dal corpo da dentro il dono al mondo fu a recare. Nei giorni un rinnovamento fu portato e all’angelo superbo ha recato il rifiuto dalla croce nel settimo (giorno) con la vita angelica uscitagli dal cuore. E nel deserto ha portato a scorrere la vita/acqua; l’ha versata da dentro e dal corpo nella spossatezza (esce il no = esce il serpente originario) ad uscire fu il segno che esce per il serpente che portò l’inizio dell’amarezza. Il Crocifisso fu dal cuore a portare ai viventi la vita per l’angelo (ribelle) portare nel mondo ad abortire.

Qoèlet 6,4 – Così ci fu dentro al mondo, dentro i cuori il desiderio da dentro le tombe di risorgere se retti si è. La potenza della rettitudine che ha portato dentro salva. Il Risorto ai viventi portò nell’esistenza la rettitudine che riempirà il mondo.

Qoèlet 6,5 – Nel cammino salva i viventi la risurrezione che rifiuta nei corpi l’origine della perversità. Per il serpente da calamità agisce. L’energia strappa via il serpente che colpito esce; le vite di questi si riaprono.

Qoèlet 6,6 – E da Dio si portò fuori per stare nel mondo il maledetto superbo angelo di cui fu nei viventi il soffio. Per agire nei viventi fu a vivere portandosi nei cuori e dentro la spossatezza nei corpi originò. Nel mondo uscì il rifiuto di Dio che la putredine portò ai viventi. L’Unigenito di nascosto per aiutarli entrò a casa del serpente; entrandovi portò dal Potente la rettitudine.

Qoèlet 6,7 – Nel cammino, agendo sui viventi, il serpente uscirà dall’uomo. Per il potente soffio dal Signore recato in cammino dai viventi uscirà l’angelo superbo. Il serpente verrà dai viventi rifiutato.

Qoèlet 6,8 – La rettitudine sarà nei viventi ad entrare. Sarà a riportare a tutti nei corpi il vigore anelato. Dai viventi l’angelo uscirà. Lo stolto reciso con azione energica sarà. Sarà a portare d’aiuto l’innalzato la potenza della rettitudine. Annunziò che a riuscire dalla tomba sarà; risarà a vivere.

Qoèlet 6,9 – Dal Cuore la porterà da dentro con l’acqua a vedere. Una sorgente (quando) sarà dalla vita reciso di rettitudine invierà al superbo che scapperà consunto. Uscita consumerà il male, porterà dalla croce lo Spirito.

Qoèlet 6,10 – Per i viventi uscirà la risurrezione nell’esistenza. La rettitudine dentro un corpo innocente ad un primo vivente portata recherà energia e per l’aiuto si vedrà il primo risorto col corpo. Lui agli uomini recherà la potenza delle origini. Sarà a riportare la perfezione con la giustizia ai popoli che risorti usciranno alla fine. A versare sarà il soffio nei viventi che la vita degli angeli riporterà.

Qoèlet 6,11 – La rettitudine sarà la forza che il demonio mangerà. Saranno i viventi rigenerati. Il bestiale che nei corpi abita sarà dai viventi ad uscire consumato. I viventi usciranno ad essere tutti con il corpo potente, all’Unigenito simili.

Qoèlet 6,12 – La rettitudine sarà nei viventi la forza che sarà a recare l’aiuto che agirà nei viventi. Entrando nel cuore riporterà dentro la potenza nell’uomo. Da dentro le tombe dove staranno, saranno a rivivere i viventi. Il pieno frutto della vita ci sarà, dalle tombe risaranno nell’esistenza ad uscire dentro potenti e a portarsi saranno alla vista luminosi. I viventi la rettitudine avrà sollevati dal serpente, felici a vivere risaranno. La forza per camminare esistette per mano del Potente che d’un uomo a vivere l’esistenza fu nel mondo. L’Unigenito chiusa in un corpo fu a portare disotto nel mondo la risurrezione per salvarli.

DECRIPTAZIONE QOÈLET CAPITOLO 7
Qoèlet 7,1 – Per amore porterà a casa i risorti vivi a vivervi nell’ottavo (giorno). Nel cuore li porterà dentro, li porterà il giorno che usciranno dalla morte. Ai viventi in quel giorno il rinascere porterà.

Qoèlet 7,2 – Dal cuore li porterà a casa del Potente. Andranno tutti dell’Unico nel cuore. Starà il Crocifisso col padre Potente a regnare. Alla fine con Dio a casa staranno tutti a banchettare. Dal mondo, dentro la beatitudine con Lui che attorno li porterà al Volto. Da sposa l’umanità porterà fuori dalle strette/angoscia; sarà a stare con il Crocifisso che dagli angeli di Dio nel cuore porterà.

Qoèlet 7,3 – Nei cuori recherà dentro la rettitudine ad agire. La pienezza il Messia riporterà. A rovesciare la rettitudine sarà dentro il cattivo soffio dell’angelo (ribelle) che sta nei viventi; sarà la forza nei cuori consumata dentro.

Qoèlet 7,4 – Portò dal cuore la rettitudine da un foro che ci fu per il serpente. Era con l’acqua nell’intimo a stare nel Crocifisso. Alla luce con l’acqua nascosta uscì. Nel cuore racchiusa, anelava che fosse ai viventi. Dall’intimo fu del Crocifisso originata; da dentro gli guizzò.

Qoèlet 7,5 – Nel Cuore portava dentro la potenza della risurrezione. In seno l’energia gli agiva. Il corpo del Crocifisso nella tomba per la rettitudine rivisse. A rivivere fu per primo da risorto. Luminoso vivo si rivide. Risorto fu il corpo dalla rettitudine. In pienezza fu la potenza a stare in un vivente.

Qoèlet 7,6 – Così sarà per la rettitudine la sperata potenza ad entrare a riempirli. Saranno i corpi ad essere dai morti strappati via. Riempiti che saranno i corpi di rettitudine l’energia li risorgerà. Dalle tombe si verseranno fuori. Lo stolto porterà a fuggire consunto, uscirà da dentro il serpente.

Qoèlet 7,7 – Così sarà nel mondo ad agire la risurrezione. A vomitare porterà il serpente. Il vigore anelato si riporterà. Sarà dal Padre l’aiuto a venire nel cuore degli uomini che tra gli angeli entreranno.

Qoèlet 7,8 – Per amore recò dentro l’Unigenito a chiudersi nel corpo. Fu nel Crocifisso la parola che creò. La risurrezione fu al Crocifisso a recare che per amore si portò con paziente spirito tra i viventi. Il superbo il corpo gli recò alla tomba.

Qoèlet 7,9 – La divinità nel Crocifisso abitava. Gli uscì dal cuore lo spirito retto. Nel cammino agisce. Porterà a riempire di rettitudine. Sarà così ad agire la pienezza dentro chi vive. Rovescerà lo stolto che sta nei viventi che l’opprimere reca con la tomba.

Qoèlet 7,10 – Per (a causa) della divinità finirà l’origine della ribellione dall’esistenza; la risurrezione uscita nei giorni (tempo) li rigenererà. L’Unigenito a rinnovare sarà i viventi del mondo; sarà a portarli nel cuore per portarli a casa. Con l’acqua bollente il maledetto con bruciature annullerà. Nelle midolla la rettitudine nei viventi entrerà. Risorti, da Dio con il Crocifisso in alto questi entreranno.

Qoèlet 7,11 – Nel cuore li porterà a casa dal mondo. Nell’assemblea dei retti a vivere entreranno i popoli; un torrente v’entrerà. Portati saranno dal Crocifisso nel corpo. Del Potente alla vista saranno ad uscire dal Risorto che li ha salvati.

Qoèlet 7,12 – Così staranno dentro la protezione entrando nell’assemblea dei retti i viventi usciti dal fango del serpente per l’entrata della rettitudine che l’ha fatto perire per la portata forza dal Crocifisso nel corpo che recherà l’angelo (ribelle) a bloccare nel tempo del mondo. Imprigionato, per la retta vita uscita, finirà di vivere, (mentre loro) a casa dell’Altissimo entreranno.

Qoèlet 7,13Si vedrà al mondo dell’Unigenito il segno. I viventi vedranno una luce uscire nel mondo. Dio ad entrare sarà in un vivente retto nei giorni. Sarà a portare per una sposa la potenza. Un segno a Cana indicherà per la prima volta che per illuminare gli afflitti nello spirito porterà.

Qoèlet 7,14Dentro un giorno per amore si portò in una casa. Entrato era la casa in allegria e dentro si era portato con la madre da compagna. Alla vista degli entrati in cammino per la Madre il primo segno da Questi uscì. Per la potenza vista gli uomini con Questi uscirono. Ad operare apertamente Dio nel mondo era tra i viventi. Con azioni potenti la parola indicò che per liberarli l’Unigenito era spuntato nel mondo da Adamo. D’un fratello nel corpo era, e la vita dell’Unico recava tra i vivi nel mondo.

Qoèlet 7,15 – Venne a casa del serpente in un corpo l’Unigenito. Sarà a finirne la forza dentro i giorni del mondo (onde) la corruzione sia arsa da un giusto. L’Unigenito, da solo, dentro la giustizia portò e sarà a bruciare l’empio che vive dall’origine nei corpi; sarà così dentro del male la fine recata.

Qoèlet 7,16 – Dio scelse nel mondo di stare in un giusto, entrò in un corpo dentro per la perversità del maledetto finire. Scelse da amo in un vivente stare, ma completa nel corpo la potenza nel vivente entrò. Alla fine con la risurrezione riporterà ai viventi la vita.

Qoèlet 7,17 – Dio alla fine i corpi risorgerà. Per l’azione uscirà dai corpi ove abita la perversità del maledetto. Alla fine, uscito, vi risarà la perfezione per i viventi del mondo. Alla fine del morire dentro annullare si vedrà l’oppressione.

Qoèlet 7,18 – Per amore si portò da casa l’Unigenito. Per servire i fratelli dentro per colpire la perversità nel cammino visse. Nella Madre di questi entrò la divinità. Ad indicarlo un angelo di nascosto venne. Fu tra gli oppressi così a stare per essere in vista del maledetto nel mondo nei giorni nella sozzura che dall’origine con oppressione del serpente vivono.

Qoèlet 7,19 – Uscì la sapienza nel mondo con segni di forza, di vigore. La rettitudine in un vivente viveva. A sentirlo illuminava le menti aprendole. In segreto gli impuri scioglieva. Fuori si portava ad abitare delle città.

Qoèlet 7,20Così ci fu un uomo, che dall’Unico fu inviato, giusto dentro la terra, che da donna il corpo fu, che operava il bene, portato per annullare l’esistenza del peccato.

Qoèlet 7,21 – In cammino nel regno del serpente entrò la Parola a stare in un vivente. Dell’Unico il Principe per aiutare dentro un corpo si portò per il maledetto finire. Il drago nei cuori affliggerà bruciandolo. Nei corpi l’annullerà alla fine. Con la risurrezione in seno venne per servire, anelante di rovesciare il serpente dal cammino.

Qoèlet 7,22 – Retto è in cammino con i viventi. Parla al popolo dal mare (Mare di Galilea). Alle moltitudini reca segni. È d’aiuto a chi sente che ha il cuore afflitto. Illumina che il lapidare s’inizi a pesare (che è) di serpente segno. L’Unico nelle assemblee innalza.

Qoèlet 7,23 – Tutti colpiti ne escono. Apostoli in giro si è scelto con cui è ad abitare. Sapienza esce nel parlare. Ad indicare è ai fratelli è la retta vita. La perversità che c’è nei costumi porta a rovesciare. Apre ai viventi la vita degli angeli nell’esistenza.

Qoèlet 7,24 – Alle menti annuncia che verserà ai viventi del mondo la risurrezione. Usciranno per il Signore i popoli, che versati si vedono nella putredine. Vivi, forti, risaranno a rispuntare per l’energia portata.

Qoèlet 7,25 – Tabernacolo è dell’Unico per l’energia che è a portare nel cuore. In un fanciullo nel tempo ha recato il Potente la Torah ed a cercare sapienza reca. Ed una macchina di guerra (come cavallo di Troia) ha recato a casa dal serpente. Con l’aiuto del pregare le brucianti catene del serpente porta ad aprire. Accerchiato così dal serpente, lo porta nel deserto, con potenza il serpente di bastonare indica.

Qoèlet 7,26 – Ed i viventi porta a risollevare l’Unigenito. Chi l’incontra cambia vita. Dalla morte viene un primo risorto (Lazzaro?) ad uscire, per (ri)iniziare libero l’esistenza. Un forte aiuto è ai viventi portato. Per consacrare l’esistenza ai viventi la potenza dentro al mondo l’Unigenito in pienezza ha portato nel corpo nei giorni. Per aiutare fu nel mondo. Per amore portò dentro la potenza in una persona in cui fu ad entrare la divinità. Nel mondo nei giorni la parola dell’amore ai viventi consegnò, ma dai peccatori fu catturato, da casa uscito.

Qoèlet 7,27 – Il corpo dell’Unigenito all’aperto da armati usciti trovato con indicazione è. Inizia l’amarezza ad aprirsi rovesciata in campo dai potenti. In croce l’Unigenito stretto appeso legato. La vita scende dall’Unigenito per una macchinazione.

Qoèlet 7,28 – Ha iniziato ad accendersi il male portato da uno insinuatosi che ha versato illuminazione all’esterno, un apostolo che per superbia s’è portato, dai potenti in forza venuti. Sono sull’Unigenito con le mani. Per i fratelli sangue divino dalla Parola spunta dalla croce ove è portato. L’Unigenito risorge, esce da dentro la prigione del serpente che l’ha fiaccato. Vivo si rialza l’Unigenito dalla croce ove è stato.

Qoèlet 7,29 – Potente da solo lo videro fuori. Che questi ne uscì spuntò indicazione; era stato l’Unigenito risorto! Il corpo videro luminoso uscire. Uscì che Dio nel mondo era stato in un vivente. Venuto in un uomo fu la risurrezione dei corpi a recare. Vivi s’esce da quella vergogna! Una speranza dalla tomba risorgendo il Figlio ha recato da segno alla moltitudine degli esseri viventi.

DECRIPTAZIONE QOÈLET CAPITOLO 8
Qoèlet 8,1 – Vivo riè a casa, uscito dalla tomba anelò di riportarsi dalla Madre (dove) stava. Fu a recare la conoscenza di faccia del (suo) scampare. Dello sfuggire così dai morti per l’uomo indicò che l’inizio c’è stato. Al corpo il soffio d’energia s’è riportato, ed il vigore in una persona è stato riportato, è stato rinnovato dall’Unico.

Qoèlet 8,2 – All’Unigenito inviato è stato il soffio dell’esistenza in vita. La potenza della rettitudine risorse in vita il corpo riportando in azione rinato il Figlio. Il segno della risurrezione dentro portata fa vedere la fine della maledizione che c’era per i viventi.

Qoèlet 8,3 – Dio da arca la potenza della vita in una persona fu a portare in croce. Nel cammino Dio ha indicato che agì la vita per la rettitudine sola dentro il corpo. Dal cattivo di cui così era nella prigione, risorto il corpo fu. Dalla tomba la Parola alzata s’è; si vide luminosa uscire.

Qoèlet 8,4 – Dentro ha ricominciato ad illuminarsi il corpo della Parola di vita potente. Il vaso ne ha riacceso. Il Potente al cuore ha riportato energia e dalla potente esistenza è ricominciata la vita al corpo a guizzare, riportandolo tra i vivi ad uscire. Del segno si vede illuminato il mondo.

Qoèlet 8,5 – La risurrezione ha riportato in vita un corpo. Un vivente ha rialzarsi ha portato. Uscì per il serpente una calamità. Si vide che la Parola dal cattivo fu nel tempo a portasi per salvare. La Parola nel cuore fu per aiutare la potenza dentro a racchiudere della rettitudine in un vivente.

Qoèlet 8,6 – Il maligno, tutto stretto dalla Parola, precipitato sarà. Lo brucerà a (suo) tempo portando ai viventi la risurrezione che soffierà dal Cuore. Perché sia del male la fine entrò l’Unigenito nel sangue in un corpo per abitare nel mondo. In alto fu a riportarsi.

Qoèlet 8,7 – Così sarà annullato l’angelo (ribelle). Portata n’è stata la conoscenza. Dai viventi uscirà per la risurrezione che ci sarà nell’esistenza. Bruciature l’affliggeranno dalla risurrezione dei corpi che ci sarà nell’esistenza dei viventi. Sarà afflitto dalla forte mano che il Potente porterà.

Qoèlet 8,8 – Annullerà nell’uomo con la risurrezione il serpente che c’è. Nei cuori dentro lo Spirito della potente rettitudine al serpente porterà dell’Unico. Venne lo Spirito a portare l’Unigenito. Fu ad inviare di fuoco lingue (a guizzare); dal cuore le portò agli apostoli. In casa il giorno che uscì dalla morte le recò. L’Unigenito fu ad inviarli con la Madre da germogli per indicare che nella casa dei viventi guerra (cioè la lotta – escatologica) aperta ha portato al serpente l’Unigenito che è il salvare dall’iniquità venuto dentro per l’Altissimo a recare.

Qoèlet 8,9 – L’Unigenito, il perfetto, ha colpito il mondo; in vista è il segno, è portato dagli apostoli che il segno recano con energia. Iniziano da un colle dentro ad essere in cammino. Con potenza l’opera dell’Unigenito risorto col corpo per gli apostoli si sente, illuminano il mondo, indicano che dalla tomba finito fuori risorto vivo alla luce si vide il Crocifisso. L’Unigenito principe per liberarli per amore entrò in un uomo. Dentro da uomo al serpente uno scossone ha recato.

Qoèlet 8,10 – Portatisi da casa, con rettitudine per gli apostoli un corpo/popolo fu per il Crocifisso ad esistere. Gli empi sono nell’acqua rovesciati dentro, nel corpo sono dalla Madre portati dentro, desiderosi di portarsi alla vita. Viventi sorgono santi. È al mondo il “cammino” portato. Portato è da colonne vigorose che recandosi dentro le città l’Unigenito dispiegano. Per gli apostoli che operano, simili nel cammino a vivere con questi entrano. Esce da dentro il serpente.

Qoèlet 8,11 – Iniziano con la risurrezione dei corpi guai all’angelo (ribelle). Gli apostoli in azione del Risorto nel mondo parlano ai confini. Nel cammino dalla Madre (immagine della Chiesa) dal seno per il Risorto escono dal male del mondo in una vita (ri)generata. Dell’alto per la rettitudine inviata in pienezza nei cuori figli sono ad uscire gli uomini. Il bestiale del serpente, per azione dal Risorto portata, finisce con il male.

Qoèlet 8,12 – L’Unigenito scioglie i peccatori che sentendo della risurrezione escono dal male. Gli uomini desiderano a centinaia nel corpo stare. Tutti i portati retti sono. Nel cammino la Madre porta la conoscenza per incontrare un’esistenza felice. È l’esistenza dell’amore a recare dalla corruzione dei corpi all’origine dell’esistenza che uscì da Dio; rientra la forza della vita beata. È forte il corpo dell’Unigenito! Porta la parola che in persona si è portato.

Qoèlet 8,13 – E nei cuori reca dentro il no forte all’esistenza del serpente. Le menti illuminate il peccare rifiutano. Inizia nei corpi ad esservi la rettitudine. I (loro) giorni li vivono così all’ombra dell’Unico che li salva annullando l’energia, ed è nei corpi ad appassire il soffio che inviato fu del maledetto che sta nei viventi.

Qoèlet 8,14 – È stata la risurrezione ad entrare dentro da rifiuto acceso nei corpi per l’angelo (ribelle) che opererà da fuoco uscito dall’alto entrato in terra. Dall’Unigenito risorto in un corpo (infatti) è stato acceso. I giusti sono centinaia da cui la fiamma si alza in cammino spazzando il maledetto. Esce dalla Madre la rettitudine, che nei viventi agisce da fuoco. Esce dal mondo l’empio che sta nei viventi ed il diritto sorge dalle rovine. Salvati i viventi in cammino sono dall’azione di Dio uscita. Dalla Madre la rettitudine dal seno accende uscendo il mondo. Si alza un aiuto che è a rovesciare con forza dai viventi l’originaria ribellione. È la risurrezione nel cammino consunzione entrata nella casa del serpente.

Qoèlet 8,15 – Si porta lode al Crocifisso, che è l’Unigenito. Dagli apostoli è a venire accesa nei viventi delle assemblee del mondo. Per l’Unigenito Risorto si vede che l’opprimere nel cuore portato dentro dal serpente all’uomo, completamente con la paura esce. La luce, che seminata è stata dall’Unigenito, riempie tutti recando sul Potente illuminazione. Il segno recato dal Crocifisso porta che il Potente la risurrezione ai viventi porterà nelle tombe. Li porterà ad uscire e dall’Unico saranno accompagnati dagli angeli che li porteranno a casa. Dalle fatiche portate nei giorni, la vita sarà a portarsi beata con gli angeli. Il Crocifisso con gli angeli accompagneranno in Dio ad entrare coloro che saranno dai morti strappati dalla risurrezione che li ha salvati.

Qoèlet 8,16 – A casa tra i beati invierà tutti il Crocifisso a stare. Gli verranno nel cuore i fanciulli che si vedranno alla fine dalle tombe per la rettitudine vivi usciti per la recata potenza. Con i corpi nell’Unigenito si porteranno tutti. Verranno a vedere da figli l’Unico da risorti. Canti si sentiranno dai risorti uscire. Innalzati dalla terra così saranno anche dentro lo (stesso) giorno che recò dentro di notte ad uscire la risurrezione. Degli angeli entreranno a casa alla vista. Saranno da angeli a stare, ma ad annullare l’angelo (ribelle) porterà; lo vedranno.

Qoèlet 8,17 – E nel corpo dell’Unigenito saranno tutti a stare uniti. Il Crocifisso con la sposa in seno risorti usciranno dal mondo. In Dio ad entrare saranno dalla piaga che ci fu per il serpente. L’Unigenito sarà a recare da sposa l’umanità. Potenti, vivi su li porterà dall’Unico per venirgli in seno. I risorti entreranno tra i beati tra gli angeli, alla vista luminosi, usciti dal Crocifisso, dalla tomba tutti usciti risorti salvati dalla vergogna del serpente. L’Unico nel risorto col corpo saranno a vedere vivo in potenza uscire, l’uomo nel cui cuore si versarono che la risurrezione portò. Al serpente, che per primo fu la lite con l’Unico a recare, scappato nei viventi all’origine per vivere l’esistenza; da cui iniziarono le amarezze del mondo, stretto dalla rettitudine nei viventi nata, (assieme) al tempo il rifiuto porterà. Alla perfezione i viventi solleverà l’Unico.

DECRIPTAZIONE QOÈLET CAPITOLO 9
Qoèlet 9,1 – La rettitudine fu a venire in tutti a colpire nel mondo l’angelo (ribelle) che la finì; segnati furono dal maledetto nei cuori ove fu a portarsi il serpente. Dentro. portandosi nei corpi. dell’Unico la perfezione colpita uscì. Dall’Unigenito (invece) alla luce un corpo uscirà di giusti che recano al mondo la sapienza ad essere viva. Si porteranno a servire chi è nel mondo a vivere. Dentro è la mano uscita da Dio che ad aprire è ai viventi nel cammino della vita l’amore. Scapperà dai viventi l’odio, uscirà annullato. Fu a recare l’aiuto in azione per cui dall’uomo la vanità del serpente, per il soffio che ad inviare sarà, uscirà dai viventi.

Qoèlet 9,2 – Al mondo dentro cammina dell’Unigenito risorto il corpo. Dal serpente tutti dalla putredine dei corpi usciti i fratelli tra i poveri giusti si porta. Il Potente al corpo che illumina dall’alto ai cuori reca un prodotto puro e il serpente dai cuori dei viventi va via colpito dentro. L’annuncio al serpente dell’Unigenito risorto nel corpo n’annulla l’energia portandogli colpi dentro (ove) nascosto. La rettitudine nel cuore reca col pianto per i peccati che escono con le loro energie (nel numero di) sette. Afflitto dalla resurrezione dei corpi bruciato dentro si porta ad agire fuori; ristà nel corpo l’Unico.

Qoèlet 9,3 – Colpito esce il male da dentro, la rettitudine da rifiuto con bruciori nel corpo sull’angelo (ribelle) agisce, bruciato n’esce alla fine, i chiusi finalmente si aprono, sorge la vita luminosa. Così è la putredine dai corpi ad uscire. Fratelli nel corpo/popolo in cammino accompagnati, allattati dentro da figli sono ad entrare. Gli uomini per la parola dell’Unigenito dal male si portano fuori e la stoltezza si consuma nell’intimo dai viventi da dentro la vita è ad uscire. La Madre/Chiesa porta fratelli nel corpo ad essere. Dio nel mondo con gli uomini è a vivere.

Qoèlet 9,4 – Così nei giorni beati sono eletti da Dio a sposa. Nelle assemblee è con forza dalla Madre/Chiesa l’esistenza della risurrezione dentro i cuori ad annunciare che ad uccidere è il serpente dal cammino. Nei cuori a vivere si porta l’Unigenito che nei cuori reca dentro la vita degli angeli che escono dall’Unico. Nel corpo/popolo che è nel mondo entra la vita del Crocifisso che…

Qoèlet 9,5 – …della rettitudine, essendo stato nel mondo a vivere, nei giorni n’ha recato conoscenza dell’esistenza ai viventi. (Questa) la risurrezione è dai morti a recare, avendo riportato nel mondo un morto a riessere in vita. Dell’annullamento (della morte) alla Madre fu a recare la conoscenza riessendo in vita. Ai viventi, che desiderano vivere, la perversità annullerà; dal peccare li libererà, salvati agnelli cosi saranno. Rinvierà con la risurrezione il vigore, con puri corpi vivranno.

Qoèlet 9,6 – Scorre dal Vivente l’amare puro, anche l’odio finisce. Chi vive nel cammino all’acqua li versano gli apostoli, inizia la purezza, così (ri)creati vesti di lino uscendo portano, racchiudono la potenza versata dall’Unigenito. Sono gli apostoli con potenza usciti a testimoniare che il serpente perverso il Vivente dentro tutto ha iniziato a bruciare. Il corpo degli apostoli agisce illuminando il mondo, completamente dalla prigione indica l’uscita, una luce i viventi illumina.

Qoèlet 9,7 – Nel cammino l’Unigenito a tutti dentro la gioia apre. Col pane la rettitudine reca. Brucia il Crocefisso entrando dentro il serpente che vi abita. L’amore reca dentro col vino. Così retti sono come purificati, sollevati escono. Uscita la maledizione sono nella Madre/Chiesa a venire in seno; gli illuminati sono così!

Qoèlet 9,8 – Dentro tutti dal tempo saranno ad uscire per essere portati, dal tradimento ove stanno, con la rettitudine nei cuori ad angeli. Saranno i viventi portati nell’ottavo (giorno) in alto con i corpi dall’Unico. Li risorgerà la rettitudine di Dio che sarà nelle tombe a riempire i corpi.

Qoèlet 9,9 – Il corpo dell’Unigenito ad uscire in vita è dal seno della Madre/Chiesa. Dalla sposa dell’Unigenito sorge il corpo per amore. La perfezione nei giorni a vivere è ad uscirLe da dentro da potenza che affligge per la risurrezione dei corpi l’energia del drago nel cammino. Per il Crocifisso strappa via colla risurrezione salvando dal maligno i viventi che sono ad entrare dentro al cammino. La rettitudine che è di Lui per ammalarlo gli rovescia. Per spengerne la vita è ai viventi a recare dentro da pena che l’affligge la risurrezione che nel corpo/popolo viene sentita con la parola dal Crocefisso. Che dalla tomba il Crocifisso uscì risorto, li salva.

Qoèlet 9,10 – Così al serpente per la prima risurrezione d’un corpo dalla croce dai viventi s’alza una calamità. Che a tutti l’azione della risurrezione che porterà il Crocifisso dentro si spegne. Così si vede per il fuoco uscito della rettitudine essere annullato nei viventi in cui agisce da fuoco. Nel mondo ha recato un meccanismo che reca aiuto nell’azione del Crocifisso che si portò da amo. I viventi escono da dentro l’inferno, felici vengono entrando nel cammino in cui illuminati i viventi n’escono.

Qoèlet 9,11 – Di sabato fu portato il corpo dell’Unigenito uscito dalla croce nella tomba alla fine dell’uscita del sole. Così fu il rifiuto dei potenti! Avvilita n’era la Madre uscita, d’amarezza ne portava un abisso. Da Dio forte fu dalla Madre a rientrare dalla battaglia portandosi camminando. In pienezza di vigore così alla Madre fu a parlare che dalla tomba vivo si riportava. In cammino la Madre col rifiuto per il serpente inviò. Di figli sarà dal seno per il Risorto un corpo a portare in cammino che con la Madre da rifiuto al serpente saranno. Per aiutare in azione è la Madre/Chiesa che con la grazia della rettitudine è nel tempo. Porta la parola in cammino. A sentire del diletto nel mondo verranno tutti i viventi.

Qoèlet 9,12 – Così fu in cammino la Madre/Chiesa che per il serpente da calamità agisce nel mondo. Gli uomini vengono a sentire del Crocifisso e come pesci sono salvati dagli apostoli. Dell’Unigenito nelle assemblee a questi è la vita dentro. Ai viventi i precetti aiutano ad uscire dal male del mondo e per la rettitudine che scende frutti nella vita escono. Fratelli questi si portarono del Crocifisso. Dentro con la parola nelle assemblee la rettitudine esce dalla Madre che è a portare, versandola in dono, alla vita figli che sono nel mondo dell’Unico per il sangue guizzato in azione dal Crocifisso che nel corpo/popolo agisce entrando così col bere colla bocca. Porta la potenza l’Altissimo ad uscire dalla Madre; con la parola del Crocifisso origina vita.

Qoèlet 9,13 – Cammina ai vivi lo splendore dell’Unigenito, è il segno che è racchiusa dal vaso la vita del mondo. Completamente dal chiuso indica di aprirsi un fuoco vivo da una siepe che sbarramento porta al serpente, al mondo uscito è l’Unigenito, Dio è.

Qoèlet 9,14 – In azione è al corpo/popolo a versare dal Cuore energia Lui che invia in dono alla Madre/Chiesa, il bestiale che agisce nei cuori portato dentro all’origine dal maledetto è ad uscire. La Madre/Chiesa con la potenza della rettitudine nel cammino sbarramenti reca al serpente e le conversioni dentro gli originano desolazione. Il Figlio uscito dall’alto è al mondo. Alla Madre/Chiesa giù reca a sufficienza delizie e la potente forza del Vivente.

Qoèlet 9,15 – Porta la vita giù del Padre nel mondo agli uomini per vivere in pienezza rettamente. Li guida così la Madre che reca il salvare di Lui. Venne ad agire nell’esistenza un corpo/popolo in cui abita la sapienza del Crocifisso e che portando l’Unigenito nel sangue il serpente iniziò a colpire. Agnelli divengono gli uomini che escono dalle tentazioni per la rettitudine inviata nel mondo da Lui.

Qoèlet 9,16 – E l’Unigenito vive, il corpo segno è dell’Unico, inviato è il Cuore dentro al mondo, chiuso in un vaso vivo esce, ai viventi in cammino dentro porta il corpo al mondo e chiuso, come a morire esce, vive correndo il pericolo di essere disprezzato. E la parola è portata, l’Unigenito invia ai viventi l’energia dell’ascolto che è vita.

Qoèlet 9,17 – D’aiuto, da cibo nelle assemblee la rettitudine ai viventi è dalla Madre nei figli a racchiudere. Il Crocifisso nelle anime agisce in forza della Madre che la vita di Questi sentono. Rovescia il Crocifisso strappando via dai cuori il pazzo che sta nei viventi.

Qoèlet 9,18 – Nei cuori reca dentro ad entrare la sapienza. Esce dai viventi il maligno che si versò nei corpi per abitarvi portandovi il peccato (di nascosto si portò nei cuori all’origine). L’Unigenito lo stringe con mano forte annientandolo. I cuori porta dentro a (ri)aprire; (ri)generati dentro entra. (È da notare come dopo questo discorso sul maligno che esce dal cuore dell’uomo, nel versetto successivo nel testo di superficie, inopinatamente, appare la mosca = “zebub” che richiama alla mente belzebub il dio delle mosche che riportano i Vangeli.)

DECRIPTAZIONE QOÈLET CAPITOLO 10
Qoèlet 10,1 – L’arma dentro (“Il pungiglione” di San Paolo di 1Cor. 15,56, cioè il peccato) portata è morta. La forza dentro in un uomo fu a (ri)abitare. Fu vista riaccendersi d’un vivente la lampada e rovesciare la tomba. Il diletto, nelle midolla retto, vivo riuscì con le piaghe. Da dentro portò un aiuto. Per aiutare da un foro la sposa portò dalla croce, dal seno dal cuore.

Qoèlet 10,2 – Da cuore, che racchiude la rettitudine, con l’acqua guizzò dalla destra e recò dal cuore allo stolto una potenza per bruciare nei viventi il maledetto che portano.

Qoèlet 10,3 – Da dentro per aiutare un carro (esce la “mercabah”, il carro della evangelizzazione) dal Risorto uscì; da un foro per la distruzione in cammino dal cuore recò. Per i prigionieri tristi ed amareggiati dal serpente, per tutti in giro la sposa portò l’Unigenito.

Qoèlet 10,4 – Dell’Unigenito nella Madre lo Spirito entrò, ai viventi lo porta per liberarli. Dal Crocifisso innalzato l’Altissimo anelava versarla. La recò dalla piaga dall’alto della croce. A guidare rettamente sarà i viventi che guarirà dall’opprimere che è a stringerli per il peccato. È una delizia portata dal Potente a stare con i viventi.

Qoèlet 10,5 – E del Risorto dalla compagna un corpo/popolo originato nell’esistenza. Del Crocifisso fu in tutte le assemblee ad indicare nel mondo la risurrezione che salva. Così gli errori involontari per dono (saranno considerati) saliranno sull’Unigenito, (in quanto) nei viventi il serpente nelle persone fu ad entrare bruciando la potenza che c’era nei cuori.

Qoèlet 10,6 – Dall’angelo (ribelle) un drago uscì folle che abitò nei viventi nel corpo; recò la vita a cambiare. Dentro stando nei viventi li portò ad agire. In dono nei corpi un mare di vergogna soffiò. La potenza che c’era a bruciare dentro recò.

Qoèlet 10,7 – Nel corpo l’Unigenito fu per finirlo a stare. Per servire fu un vivente dall’alto a riempire per recare la pienezza nell’esistenza dei viventi portando la risurrezione che dai corpi sarà a reciderlo. La rettitudine fu dalla piaga del Servo ad essere con la Madre dell’innalzato in terra.

Qoèlet 10,8 – Nelle assemblee a far frutto in cammino portò la Madre che scese da casa, ma fu il Verbo a portarsi ad accompagnarla. Dal Verbo un corpo/popolo scende. Nel cammino in giro è ad accendere la rettitudine nei figli nelle assemblee del Risorto.

Qoèlet 10,9 – Per la Madre in giro fu a sentirsi dell’Unigenito Figlio che nei giorni videro sceso ad abitare. Del bestiale a casa si recò per rovesciarne l’azione. Dal legno fu alla Madre la forza piena rettita ad inviare dentro ai viventi.

Qoèlet 10,10 – Per l’Unigenito dalla madre versato in campo esce al mondo ad abitare un corpo/popolo di Questi che l’accompagna. Di Lui il rifiuto nelle persone è la Madre a versare al serpente. Una voce reca di vita. Del Potente nei giorni cammina l’Alleanza. Sazia con gli apostoli il mondo di rettitudine, che la risurrezione che ci sarà dei corpi dalla tomba anela.

Qoèlet 10,11 – Per l’Unigenito la Madre è fuoco della rettitudine che esce al serpente, dentro con potenza porta all’essere corrotto devastazioni che l’opprimono; è segno che sarà vinto il potente Baal, uscirà l’incantatore.

Qoèlet 10,12 – Aiuta dentro il corpo/popolo con la forza della parola. È nelle assemblee con la rettitudine della vita la grazia a recare. L’illuminazione della parola indica di portare dall’oppressione alla pienezza. È potente al mondo l’azione con gli apostoli recata.

Qoèlet 10,13 – (La Madre) Indica nelle assemblee che il serpente finito dal Verbo sarà, il soffio che c’è di perversità del pazzo a portare alla fine. Porta dell’Unigenito il pane bianco segno della parola. Del Signore porta la potenza per il serpente portare a finire con il male del mondo.

Qoèlet 10,14 – Si porta nel mondo in giro. Del maligno che nel corpo dentro entrò parla. È dalla Madre il rifiuto ad essere alla conoscenza del mondo. All’Unigenito simili per la Madre escono. Illuminati sono sull’esistenza. Li porta dell’Unigenito risorto nel Corpo/popolo, ove sono l’esistenza a vivere dell’Unigenito per il pane che reca. I viventi sono dall’affliggere in cui stavano a liberi portati.

Qoèlet 10,15 – Col sentire la parola s’apre per la rettitudine chi pieno è di serpenti. Sono gli uomini afflitti a sentire gli apostoli che recano dell’Unigenito il liberare. Per il serpente una calamità dall’alto in cammino il Crocifisso al maledetto ad agire lanciò.

Qoèlet 10,16 – (Dalla Madre) per l’Unigenito è, per il serpente affliggere, un corpo sceso. La devastazione al serpente con la rettitudine così invia, al nemico reca un fuoco dal corpo/popolo che sarà a spengerlo. Così per rovesciarlo un corpo/popolo fu l’Unigenito dalla sposa a recare.

Qoèlet 10,17 – Dell’Unigenito risorto nel corpo/popolo sta la rettitudine in terra che illumina sul Regno. Così (la Madre) per il Figlio annuncia che i corpi saranno dei viventi portati alla risurrezione, che nei corpi sarà a spengere nel tempo la forza che all’origine in tutti si portò dentro, che in cammino ad abitare chi portò nei corpi la perversità col rifiuto dentro della risurrezione finito sarà.

Qoèlet 10,18 – Da dentro del legno al serpente il Crocifisso nei giorni dalla piaga la Madre versò (onde) un corpo al mondo portasse dentro, che del Risorto parlasse. L’accompagna, tutti sarà ad aiutare nell’esistenza i viventi, saranno liberati dal Verbo che nel mondo dentro risarà alla fine.

Qoèlet 10,19 – La potenza della risurrezione ad annunciare, che verserà in azione il Risorto, è la Madre, con il pane e con il vino. Saranno i risorti i viventi dalle tombe, rivivranno. Sarà ai viventi a recare ad entrare la rettitudine che a far perire sarà, agendo, l’angelo (ribelle) che ad uscire verrà da tutti.

Qoèlet 10,20 – Nel cammino i viventi dentro dalla Madre aiutati si sentono. Anelano nel cammino che Dio rovesci il serpente, che la potenza rechi nelle tombe, li aiuti con i corpi ad essere salvati, spenga con la rettitudine il maledetto alla fine, rovesci il serpente, la potenza agisca, a risorgere sia i corpi con la rettitudine che ci sarà. L’azione recherà il Verbo da cui uscirà un fuoco vivo nei giorni che a recare la potenza sarà, la rettitudine verrà, la sperata potenza porterà dentro dall’alto nel mondo. Così con gli apostoli a parlare è la Madre che riferisce sulla Parola.

DECRIPTAZIONE QOÈLET CAPITOLO 11
Qoèlet 11,1 – La gioia fresca d’una vita retta dall’alto con il Verbo inviata fu al mondo ai viventi. Fu nella Madre così a stare dentro un corpo per abitare nel mondo nei giorni. Fu da Madre pura a scendere; per incontrarli si portò.

Qoèlet 11,2 – Alla fine a prendere possesso rovesciando il serpente il (giorno) settimo si portò nel cammino dei viventi il potente Nome. Portò l’energia al mondo della rettitudine che sarà il rifiuto finale. La conoscenza che a vivere nel mondo l’esistenza alla compagna dall’alto uscì in terra.

Qoèlet 11,3 – L’Unigenito alla Madre fu in pienezza a portarsi. Uscì alla vista in una casa/famiglia ove fu a vivere. In cammino il Nome dall’alto uscì in terra. Fu in corpo com’era atteso per portare dell’Unico la vita. È la Parola che per portarsi dal serpente in azione scese, dentro in giro si portò ai viventi. E l’Unigenito visse in una casa giù per chi è nell’incertezza a vivere. Si levò l’albero da cui sorge la Vita che è Lui.

Qoèlet 11,4Ad accendere di vita un corpo lo spirito potente dell’Unico fu. Per colpire il male si portò in un corpo per l’amore che a sentire è per i viventi. Il rifiuto è a versare per chi (ai viventi) è nemico.

Qoèlet 11,5 – L’affliggerà, con la risurrezione nei corpi l’annullerà. Della rettitudine fu a portare la conoscenza ai viventi. Uscì la via nel mondo dello spirito retto. L’Albero della Vita fu un vivente. Dall’intimo del Cuore invia al mondo la pienezza. Esce la rettitudine che a spengere il serpente verrà, per sbarrarlo si vedrà venirgli dal seno un fuoco fuori. Dal mondo il maledetto che sta nei viventi l’Unigenito con la risurrezione dei corpi spazzerà. Per il fuoco ad uscire verrà da tutti.

Qoèlet 11,6 – Dentro la casa rovescerà dal corpo un colpo al male. Verrà il seme arso del serpente nemico che dentro da maledetto drago vive. Con l’aiuto della rettitudine così sarà l’annullerà con bruciature. Per il portato aiuto si vedranno guai per questi nel mondo; sarà così bruciato dai corpi ad uscire. Per colpirlo al mondo si porterà l’Unigenito per la seconda volta. Uscirà dalla piaga per i fratelli l’aiuto. Per amore si porterà dentro a ristare tra i viventi.

Qoèlet 11,7 – Portandosi i morti riporterà, avendolo rovesciato fuori chi all’origine si portò nei corpi portandosi nei cuori. Riporterà dentro la potenza ad agire. Saranno angeli a riessere i viventi per la potenza che nei corpi ricominceranno a portare. Tutti (ri)verranno, risorgendo in vita, luminosi.

Qoèlet 11,8 – Retti saranno per l’Unico i salvati dall’angelo (ribelle) che sta nei viventi. Rigenerati dentro a rientrare saranno nell’esistenza. Riuscirà Adamo da dentro la vergogna per stare nella gioia. Portati saranno innocenti nei corpi a (ri)venire nei giorni. Nel chiuso delle tombe risorti così dalla rettitudine saranno. Entrata nei corpi, dentro sarà a rientrare la forza portandosi tutto il fuoco dentro dell’amore del Potente.

Qoèlet 11,9 – Risorgono i viventi. Dal ventre le fosse da dentro a partorire li portano. Completamente arso sarà nei cuori chi c’è dentro. La rettitudine nei cuori spengerà chi dentro è a vivervi. Sarà il vuoto nei corpi portato completamente, sarà arso il serpente dalla rettitudine che da sola a fiaccarlo sarà. Nei cuori la rettitudine portata dentro ai viventi nei corpi dall’Unigenito sarà una sorgente che sarà un ardente aiuto. Agirà come a spazzare dal cammino il serpente maledetto. Sarà dentro la forza che affliggerà il maledetto. Sarà a rivivere dentro la vita luminosa del Verbo nei cuori.

Qoèlet 11,10 – E uscirà dal foro nel corpo di (quell’uomo) retto, che si vide forare dai viventi nel cuore. La rettitudine portò al mondo tra gli Ebrei per i cattivi che l’aprirono (quando) visse nella carne. Così la rettitudine fu al mondo a nascere dal portato in croce, ma al mondo risorto dalla tomba il corpo riportò per indicare che s’esce dalla casa del serpente.

DECRIPTAZIONE QOÈLET CAPITOLO 12
Qoèlet 12,1 – Si recò in un innocente corpo l’Unigenito. Scelse il Creatore che la rettitudine dentro fosse in un vivente che fu eletto. Scelta fu così dall’Eterno una donna dal cui corpo il potente Unigenito fosse dentro da primogenito a portare nei giorni. Partorito per agire nel mondo si recò apertamente in cammino. Furono visti, portato alla luce, angeli che furono a centinaia per servire l’Unigenito Signore. Sarà a finire l’esistenza bestiale dalle cui strette libererà.

Qoèlet 12,2 – L’Eterno la prima risurrezione d’un corpo con il potente Unigenito ha indicato che dalla tomba risorse un retto, che uscirà la risurrezione per i viventi (in modo) simile. L’Unigenito si riportò con il corpo e nel mondo se ne lanciò l’annuncio che un retto che portava la rettitudine dentro rifù a vivere, gli portò la risurrezione che dentro si riportò nel mondo in azione. A casa fu dalla Madre da cui di fratelli un corpo/popolo uscì in cammino, illuminati sulla vita.

Qoèlet 12,3 – Dalla casa ove s’era portato a vivere un’illuminazione ci fu per colpirlo. Visto dove si portava, guardie furono ad uscire. Dalla casa è stato indicato che si portava in campo aperto. Per l’indicazione in azione si portarono. In croce, lo portarono. All’Unigenito con energia accesa fu ad uscire la vita per (a causa) dei potenti. Gli portò dentro il cuore un serpente un’asta. Uscì dal cuore la grazia. Se ne portò dal crocefisso una coppa che fu con l’acqua alla vista dal Cuore recati. E l’offuscare (del giorno e della vita) si portò. Sul monte l’Unigenito portarono dalla croce alla fossa. Dentro portarono il Crocifisso…

Qoèlet 12,4 – …e l’avvolsero. Stranieri portarono alla porta i potenti. Al Crocifisso rifù la vita dentro. La risurrezione si portò a rovesciarsi dentro, l’ardente soffio il Potente versò, portò la potenza a rientrare nel Cuore. Dalla tomba con energia uscì. A riportarsi fu risorto potente. A rovesciare portò dei potenti fuori le sentinelle riportandosi col corpo. A recare fu il Risorto l’annuncio alla sposa. A casa con dagli apostoli si riportò il crocifisso. Entrato, luminoso era il corpo.

Qoèlet 12,5 – (Ri)camminò vivo tra i viventi. Innalzato è stato. È stato il corpo dell’Unigenito portato nella tomba ove il Crocifisso chiusero. Finita è stata la vita. Solo, fiaccato con bastoni fu disprezzato, uscì legato, con un bastone fu forato in croce. Dentro d’un potente entrò nella tomba che dell’altura si portava al confine. Alla Parola nel corpo entrò del Padre lo Spirito (la Colomba); così fu a riuscire in cammino. Rientrò l’uomo-Dio a casa. Fu indicazioni alla Vergine a recare. Si riporterà per il ritorno a casa e dentro la risurrezione recherà versandola nel mondo. In pienezza ha recato il riscatto.

Qoèlet 12,6 – Per l’eternità l’Unigenito libererà dal serpente che dall’origine s’è nei corpi racchiuso, rovescerà ove si nasconde dentro la potenza, entrando la rettitudine lo farà perire e da tutti i corpi scenderà li riporterà dall’esilio ad uscire. Dentro portò i segni il Risorto in casa del corpo fiaccato, le mani videro, la potenza uscì per la Madre in casa. Per il peccare dell’angelo (ribelle) col corpo salì sul campo del cranio (Golgota). Per maledirlo uscì dalla fossa.

Qoèlet 12,7 – Portata fu la risurrezione dentro al mondo per azione del Verbo innalzato. Dell’Unico in un corpo scese la rettitudine per cui la risurrezione uscì. Di Iahwèh lo Spirito potente col Crocifisso tornò; la maledizione di Dio ad uscire fu. Visse dell’Unigenito risorto un corpo per gli apostoli del Crocifisso inviati per il mondo.

Qoèlet 12,8 – Entrato nel mondo il serpente uscì la corruzione per i viventi. L’Unigenito dai viventi con il corpo uscito di sperare nel Potente ha indicato; rientreranno tutti dal mondo nella casa del Potente.

Qoèlet 12,9 – E un resto di risorti (illuminati – fotozwmenoi) al mondo fu ad uscire, l’assemblea finale (Chiesa – Ekklesia) che racchiude la rettitudine del Vivente. Testimoni del Potente, col vestito di conoscenza completa l’Unigenito crocefisso aprono al popolo, lo portano ad ascoltare e nei posti chiusi/assemblee delle città versano gli apostoli ai viventi l’illuminazione, onde sono nell’acqua rigenerati dentro al mondo.

Qoèlet 12,10 – Dentro rovescia il Risorto alla Chiesa a potente vita. Scende dall’Unigenito in aiuto il cibo. Nelle assemblee del Verbo i precetti retti del Crocifisso recano con ciò che fu il Risorto nel corpo a dire che è verità.

Qoèlet 12,11 – D’aiuto dentro al corpo/popolo è la sapienza che è nella Madre, che retti nelle generazioni figli reca che tutti si portano ad anelare che da custode si porti il Crocifisso. L’energia nei cuori reca ad agire nell’esistenza la Madre che dentro per l’Altissimo raccoglie e che portano tutti l’energia del Crocifisso. Gli apostoli recano i viventi al Pastore Unico.

Qoèlet 12,12 – Reca un resto a vivere nel mondo la vita uscita dal Figlio. È fuori lo splendore in vista del Risorto. Ne reca il segno in giro, la parola ne innalza. Rigenerati escono dell’Unico i lattanti. Dall’abisso per il cammino escono le moltitudini del mondo. È in cammino nel tempo ad abitare del Risorto il corpo.

Qoèlet 12,13 – In giro reca la parola d’aiuto a mangiare, così la potenza gli invia il Risorto. I viventi vedono dell’Unico il segno al mondo. Di Dio riesce nell’esistenza vivo il timore ed inizia il segno che la pula porterà a finire. Sarà portato un fuoco che in vita riporterà i corpi retti. Sarà questa dal mondo la sposa, l’uomo…

Qoèlet 12,14 -…così sarà per l’Unico perfetto. Nei viventi agendo la risurrezione che entrerà, uscirà il maledetto. Riusciranno a stare i viventi per l’esistenza dentro al Padre che ai viventi un fuoco soffierà dal cuore. Si vedranno camminare con potente energia in alto i viventi. L’Unigenito i viventi nel cuore recherà. Dentro li porterà l’Unigenito al pascolo.

QOÈLET O ECCLESIASTE, UNA STRANA MEGILLAH NELLA BIBBIAultima modifica: 2018-06-26T13:44:49+02:00da mikeplato
Reposta per primo quest’articolo

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.