IL GIOGO DEGLI DEI. INTERVISTA A SALVADOR FREIXEDO

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Di Mike Plato

Intervista virtuale a Salvador Freixedo, figura polivalente del pensiero esoterico

Salvador Freixeido è considerato uno studioso delle religioni, antropologo, sociologo e parapsicologo spagnolo, ex sacerdote cattolico ed ex membro dell’Ordine dei Gesuiti, cui è appartenuto per circa trent’anni. Nel 1957, mentre si trova a Cuba, scrive il suo primo libro: 40 Casos de injusticia Social (40 Casi di Ingiustizia Sociale). La pubblicazione allarma le alte sfere del potere e Freixedo è invitato dal dittatore Batista ad abbandonare l’isola. Nel 1968 a Porto Rico scrive il libro Mì Iglesia Duerme (La Mia Chiesa Dorme), nel quale imposta la problematica di una Chiesa ingabbiata, denunciando pubblicamente lo scarso spirito evangelico di alcuni dei suoi dirigenti, così come l’irrazionalità di alcuni dei suoi dogmi. Per questo viene espulso dall’Ordine. Nel 1970 in Venezuela pubblica il libro: Amor, Sexo, Naviazco, Matrimonio, Hijos: Cinco Realidades en Evoluciòn (Amore, Sesso, Fidanzamento, Matrimonio, Figli: Cinque Realtà in Evoluzione). Subendo le pressioni episcopali, il partito social-cristiano in quel momento al potere lo incarcera, estradandolo poi dal paese. A partire dal 1970, dalla rottura con la Compagnia, si dedica allo studio della fenomenologia paranormale, considerandola come una finestra verso altre realtà o altre dimensioni dell’esistenza. Il frutto dei suoi viaggi, ricerche e riflessioni è oltre una ventina di libri, alcuni dei quali sul rapporto fra la religione e il fenomeno UFO-Alieni. Il core della sua filosofia è che gli Dei hanno ingannato l’uomo, condannandolo ad uno stato di eterna schiavitù. Quella che segue è un’intervista all’autore di cui non appoggio personalmente diversi punti, pur concordando con altri.

Mike Plato: Che mi dice dell’ufologia in generale? So bene che l’ufologia per lei è solo un pretesto per fare ben altre rivelazioni.

Salvador Freixeido: «Molti mi considerano un ufologo, ma il mio pensiero ha molto e niente a che fare con l’ufologia. Ha molto a che vedere perché in esso si fa riferimento costantemente a questi misteriosi oggetti che solcano i nostri cieli e si parla dei loro occupanti. Da un lato si arriva al cuore del “fenomeno UFO” e dall’altro non ha niente a che vedere con l’ufologia, poiché questa continua a rimanere impantanata ad un livello superficiale, dedicando i propri sforzi a catalogare, a compilare statistiche sulla forma di questi apparecchi, sulla frequenza e i luoghi di atterraggio o la statura degli occupanti. A me interessa comprendere la vera natura e la realtà soggiacente al fenomeno, cosa fanno codesti equipaggi nel nostro mondo e cosa hanno fatto in passato nel corso di migliaia d’anni. Non quello che hanno fatto all’interno delle loro navi ma quello che hanno fatto in mezzo a noi, nelle nostre strade, nelle nostre case, soprattutto nelle nostre menti, perché questi equipaggi da secoli hanno imparato a scendere dalle loro navi, mischiandosi a noi e facendo cose molto strane».

M.P.: In sostanza, che natura ha l’ufologia?

S.F.: «Il fenomeno UFO è un aspetto, un sintomo di questa costante comunicazione degli dei con i mortali ed è il mezzo che usano attualmente per mettersi in contatto con noi. È molto di più che la mera visita di signori abitanti di altri pianeti ed ha molta più relazione con la complessità delle religioni che con il viaggio di astronauti extraterrestri. La presenza nella nostra atmosfera di “oggetti volanti non identificati” è innegabile, testimoniata da migliaia, se non milioni di avvistatori in tutto il pianeta. Malgrado gli sforzi fatti per stabilire la loro provenienza, la loro costituzione fisica, le loro intenzioni, il loro metodo di propulsione e mille altre cose che li riguardano, fino ad oggi non si conosce con esattezza quasi nessuna di queste circostanze in quanto, dai dati che ci hanno fatto intendere e dai nostri studi, emerge tutta una serie di contraddizioni che, a volte, rasenta l’assurdo. Nei tempi remoti, quelle Intelligenze credettero più opportuno manifestarsi con altre modalità; mentre ai nostri, di fronte ad una umanità molto più avanzata culturalmente e tecnologicamente, ritengono più proficuo presentarsi in forme più accettabili e assimilabili dagli uomini di oggi, poiché le loro intenzioni e le loro intromissione nelle nostre vite sono rimaste immutate».

M.P.: Come vede l’Universo? Gli antichi maestri in oriente e occidente ritenevano che il mondo e quindi l’universo esteriore fossero una proiezione della mente, una Maja.

S.F.: «Nel mondo in cui viviamo, prescindendo dalla vastità dell’universo infinito, accade un’enorme quantità di fatti che superano i limiti della scienza e che non sono suscettibili di spiegazione perché sorpassano semplicemente la nostra capacità di comprensione. Inoltre tutto il regno dello spirito, il Cosmo, a detta di grandi astronomi e filosofi, dà l’impressione di essere una gigantesca intelligenza ed ha più del mentale o dello spirituale che del fisico, sfuggendo completamente ai metodi e alle proposizioni della nostra scienza».

M.P.: Lei sostiene che l’uomo non è all’apice, non è il re della creazione.

S.F.: «Sono convinto che l’umanità sia un allevamento degli “dei”, intendendo per “dei” intelligenze razionali, normalmente invisibili, superiori all’uomo in intendimento e che, in fin dei conti, sono gli autentici padroni del mondo e dell’universo tutto. Noi umani non siamo i re del mondo, come sempre abbiamo creduto, né siamo la più eccelsa fra le creature di Dio; né siamo in attesa di abbracciarci eternamente con Lui se le nostre opere saranno state buone durante la permanenza su questo pianeta. Tutti questi sono infantilismi, con i quali questi esseri hanno nutrito il nostro ego, perché noi accettassimo ignari la grande realtà di essere loro schiavi. I veri padroni del mondo sono loro e noi facciamo solo quello che loro conviene e, per ottenere ciò, hanno inventato una formidabile strategia che ho descritto in alcuni miei saggi».

M.P.: Sono Intelligenze omogenee?

S.F.: «Se fra noi troviamo bianchi e neri, alti e bassi, europei e asiatici, buoni e cattivi, ammalati e sani, colti e ignoranti, fra gli dei ci sono molte più differenze di quante ve ne siano fra gli uomini, sia nell’identità fisica del loro stato naturale, sia nel modo di manifestarsi a noi, sia per il loro grado di evoluzione mentale e tecnologica ed anche morale, in quanto sembra che alcuni di loro siano molto più attenti di altri nell’interferire nel nostro mondo o non interferirvi affatto. Possono provenire anche da altri pianeti; presumibilmente quelli che maggiormente interferiscono nella vita e nella storia dell’umanità sono della nostra stessa Terra. Mentre gli uomini, per molte che siano le differenze, appartengono tutti alla stessa razza umana, gli dei non appartengono ad un’unica specie di esseri e, se dobbiamo credere a quanto essi stessi ci fanno capire, provano una forte sfiducia reciproca, antipatie manifeste e battaglie dichiarate. L’unica cosa che hanno in comune è quella di essere coscienze intelligenti, benché molti aspetti della loro intelligenza sfuggano alla nostra comprensione».

M.P.: Lei, nei suoi libri e interviste, ha criticato la religione monoteistica ebraico-cristiana, attaccando il concetto del Dio unico per come visto dalla religione dominante. In tutta questa assemblea di divinità o spiriti, qual è il ruolo del Dio dell’Antico Testamento? Lei è sempre stato molto critico verso YHWH.

S.F.: «La teologia dell’unico vero Dio è falsa; la teologia dei falsi Dei è quella vera. Questa non è una professione di ateismo così come, fin dall’inizio, vogliamo dire che non concediamo la nostra fede al dio del Pentateuco come Unico Dio Universale, poiché lo consideriamo come uno dei tanti dei minori che, lungo il corso della storia del pianeta, hanno utilizzato gli esseri umani. Sì, il dio cristiano di cui si parla nella Bibbia è esistito, ma non è il buon padre al quale siamo stati obbligati a credere e, ancor meno, il Dio universale, creatore di tutto il Cosmo. È semplicemente un usurpatore in più che, come tanti altri simili a lui, pretese di farsi passare per la Grande Energia Intelligente Creatrice di tutto l’Universo (n.d.a., analogia con la tesi professata dal ricercatore Mauro Biglino). Lo spirito che la Bibbia ci presenta come superiore a tutti, ma anche come creatore dell’Universo, non solo non lo è, ma non è né superiore, né diverso dagli altri angeli del Cristianesimo, di Giove o Baal. Egli è come gli dei delle altre religioni che si manifestavano ai loro popoli “eletti” per guidarli e “proteggerli”. A questi esseri sovraumani piace “scegliere” un popolo attraverso il quale centrare i propri interventi sulla razza umana, positivi o negativi, a volte in modo attivo e diretto. Lo diceva anche Origene, l’esoterista del primo cristianesimo. L’Ebraismo e il Cristianesimo non hanno alcuna originalità. I Cristiani, come i fedeli di altre religioni, concentrati nello studio e nel compimento dei loro riti e dogmi, tenuti all’oscuro dai loro leaders religiosi delle credenze e riti di altri popoli, hanno ignorato e continuano a ignorare quei fatti storici che potrebbero seminare grandi dubbi sulla originalità e la validità del proprio credo religioso. In questa lotta che gli angeli scatenarono fra loro e che la teologia ci dice che culminò con la sconfitta di Lucifero, il grande vincitore risultò essere YHWH che, a quanto pare, era il capo supremo di quella fazione di angeli che, in quel momento, stavano manifestandosi sul nostro pianeta. Da allora Lucifero dovette apparire come il Male e YHWH come il Bene, così come nelle vicende umane, la storia è scritta e immortalata dai vincitori e i vinti sono presentati come nemici perversi giustamente sconfitti. Da quel momento YHWH ha cercato di impersonare la grande energia intelligente che ha creato tutto l’universo. Anche in tempi più recenti, e non solo remoti, sedicenti esseri celesti si manifestavano agli spaventati abitanti della Terra, dicendo di essere “dei” o addirittura il dio creatore di tutto l’Universo. I nostri progenitori, al loro livello evolutivo, davanti ad una magnificenza e ad una potenza sovrumana, non dubitavano un istante di essere realmente alla presenza dei signori dell’Universo, ponendosi incondizionatamente al loro servizio».

M.P.: Quindi, la sua teoria potrebbe spiegare il motivo dell’esistenza di popoli eletti.

S.F.: «La consapevolezza di essere stati “adottati da un dio” è comune a quasi tutti i popoli dell’antichità, così come lo è la condizione che questo status comportava per ognuno di essi: la necessità di compiere sacrifici di sangue di un tipo o un altro, in cambio di protezione. Molte genti separate da migliaia di anni e migliaia di chilometri, hanno professato credenze e rituali molto simili tra loro, che se analizzati in modo approfondito rivelano una radice comune. Date le peculiari caratteristiche innaturali e illogiche di molti di questi riti e credenze, siamo portati a credere che non siano sorti spontaneamente tra gli esseri umani come offerta ai loro dei patronali, ma siano stati imposti ai terrestri da qualcuno che nei secoli ha mantenuto gli stessi gusti contorti, contraddittori e spesso crudeli».

M.P.: Lei ha suggerito una similitudine tra YHWH e il dio azteco Huitzilopochtli.

S.F.: «Secondo quanto narrato dalle tradizioni di questo popolo, circa 800 anni or sono il dio Huitzilopochtli apparve agli aztechi, per intimare loro di lasciare la terra di origine e spostarsi verso sud fino a trovare una terra in cui avrebbero veduto una aquila divorare un serpente. In quella terra si sarebbero stanziati, per diventare un grande popolo. La terra originaria del popolo azteco corrispondeva probabilmente agli attuali stati USA della Arizona e dello Utah, dunque il loro viaggio verso Tenochtitlan fu significativamente più lungo rispetto a quello compiuto dalla stirpe di Abramo per richiesta del suo protettore YHWH. Il Cammino dei Figli della Gru (nome con cui l’evento viene tradizionalmente ricordato dalla cultura azteca) fu lungo non meno di 3000 miglia e si sviluppò attraverso un percorso pieno di insidie, da vasti deserti a zone scoscese e fitte di impenetrabile vegetazione. Sia YHWH che il Dio azteco aspiravano a essere considerati protettivi e paterni, ma entrambi erano estremamente esigenti, inflessibili nelle loro frequenti punizioni e molto propensi all’ira. Entrambi accompagnarono personalmente il pellegrinaggio dei loro popoli ed entrambi li aiutarono direttamente a superare le molte difficoltà che incontrarono sul cammino. Il Signore accompagnò gli ebrei sotto le spoglie di una strana colonna di fuoco e fumo che illuminava le loro notti, ombreggiava i loro giorni ed indicava la giusta direzione; inoltre intervenne con portenti quali la separazione delle acque del mar Rosso, ecc. Huitzilopochtli accompagnò gli Aztechi sotto forma di uccello, secondo la tradizione una grande aquila bianca che mostrò loro la giusta direzione. Entrambi i popoli sono stati indotti a praticare un rito raro come la circoncisione. Sia il Signore che Huitzilopochtli richiedevano sacrifici di sangue. Tra gli ebrei questo sangue era di animale, ma tra gli aztechi si trattava spesso di sangue umano. Sia il Signore che Huitzilopochtli inspiegabilmente si sottrassero ai loro popoli proprio quando avevano più bisogno della loro assistenza. Il Signore – che già in precedenza era scomparso per diversi secoli, tornò a farlo con l’arrivo dei romani in Palestina e Huitzilopochtli fece lo stesso con l’arrivo degli spagnoli nelle Americhe. Naturalmente entrambe le popolazioni furono dettagliatamente istruite sul costruire un grande tempio nel territorio dove si fossero stanziate».

M.P.: Lei fa distinzione fra gli esseri razionali uguali o superiori all’uomo: uomini, superuomini, dei, DIO.

S.F.: «I superuomini sono fondamentalmente come tutti gli altri, ma sono preparati a compiere una grande missione e, a questo scopo, sono dotati di qualità eccezionali. Alcuni di loro vengono preparati fin dalla nascita; altri acquisiscono queste qualità ad un dato momento della loro vita quando sono scelti da qualcuno di questi esseri che chiamiamo dei. Zoroastro, Budda, Maometto, Mosé, Confucio, Lao Tse, ecc. appartengono a questa categoria fino a dare l’impressione che in loro ci sia una parte della natura divina, una specie di ibrido fra uomo e Di, e sono stati strumenti per la realizzazione sulla Terra e nelle società umane delle volontà e dei desideri di questi esseri extraumani».

M.P.: Lei quindi sostiene che i Messia e i Profeti siano non emissari del Dio Unico ma di un sub-potere della creazione?

S.F.: «Esattamente, sì. Peraltro, gli dei non appartengono alla razza umana. Alcuni di loro hanno il potere di manifestarsi come terrestri – e lo hanno fatto in infinite occasioni, fino a convivere intimamente con noi quando ciò è stato confacente per i loro enigmatici propositi – ma, compiuta la loro missione o raggiunti i loro scopi, ritornano al loro piano esistenziale in sintonia con le loro caratteristiche psichiche ed elettromagnetiche».

M.P.: Che natura hanno tali Dei? Biologica, eterica?

S.F.: «Per comprendere l’entità fisica degli dei e di molte altre creature non umane, ci si deve riferire alla fisica atomica e subatomica. Il “corpo” degli dei è elettromagnetico ed è composto di onde. Anche il corpo umano, in ultima analisi, è composto da onde condensate in materia solida, mentre quella che compone il corpo degli dei, pur essendo uguale alla nostra nella sostanza, è strutturata in forma molto più sottile, invisibile e impercettibile; non solo, ma essi hanno, diversamente da noi, la capacità di dominare la loro materia, adottando forme più o meno evanescenti, così da rendersi più o meno percepibili ai nostri sensi, a loro discrezione».

 

 

M.P.: Qual è il dove da cui provengono?

S.F.: «Per quanto riguarda la loro ubicazione nell’Universo, poiché il loro piano di esistenza o “vibrazionale” non coincide con il nostro, può benissimo essere che il nostro pianeta sia anche il loro. Molti possono vivere – e di fatto lo fanno – qui tra gli umani, senza che noi li si possa percepire con i nostri sensi ordinari. Non è incredibile se pensiamo che l’aria, pur essendo un corpo fisico per quanto rarefatto, ma della stessa sostanza di una pietra, è completamente invisibile ai nostri occhi e le onde della televisione che inondano le nostre case divengono visibili tramite un apparecchio predisposto ad hoc. Possiamo dire che non stanno da nessuna parte o ovunque, dato che le leggi fisiche a cui obbediscono sono diverse da quelle che conosciamo, considerato che la nostra concezione di spazio e tempo è ancora molto imperfetta e dobbiamo convincerci di non essere gli unici abitanti intelligenti del pianeta. La scienza ufficiale nega ovviamente l’esistenza di questi dei, queste energie, in quanto sfugge al suo controllo, alla sua dimostrabilità e sperimentabilità di laboratorio; tuttavia molti scienziati, particolarmente le ultime generazioni di fisici, in privato, sono molto più aperti e possibilisti all’argomento che resta, invece, terreno privilegiato delle religioni, inclusa la cristiana».

M.P.: Come le religioni concepiscono questi dei?

S.F.: «Nella maggioranza delle religioni questi esseri sono generalmente definiti “spiriti”, sia pure con tanti nomi diversi e tipologie differenti, in quanto sono sempre tenute in considerazione le grandi differenze esistenti fra di essi. I Greci e i Romani sono stati coloro che più si sono avvicinati alla realtà nel chiamarli semplicemente “dei”, sebbene riconoscessero che questi spiriti potevano assumere forme corporee e che ci fossero anche tutta una serie di deità minori, soggette agli dei maggiori. Anche il Cristianesimo accetta l’esistenza di questi spiriti: ne parla costantemente nella Bibbia e in tutti gli insegnamenti del magistero cristiano nel corso dei secoli. Li chiama “angeli” o “demoni” e attribuisce loro grandi poteri. Di fatto, la storia sacra ci presenta alcuni di loro nel ruolo di ribelli contro Dio, così come la denominazione delle varie gerarchie: angeli, arcangeli, troni, dominazioni, potestà, cherubini, serafini… sono la prova che la Chiesa ha un’idea molto chiara e concreta della loro esistenza».

M.P.: Lei auspica una ribellione verso le autorità, peraltro controllate dagli dei, come suggerito nei suoi libri. Di che natura?

S.F.: «La nuova era inizia ora, in un’epoca in cui le autorità politiche continuano ad influenzare le nostre vite da molti punti di vista. Con le loro decisioni sbagliate e l’enorme manipolazione esercitata attraverso i media, ci impediscono di progredire verso quella condizione evoluta alla quale tutti tendono naturalmente. Restiamo ogni giorno storditi dalle loro polemiche ed i loro piccoli giochi dialettici senza fine, con cui ci privano della tranquillità per poter riflettere sul punto di svolta che stiamo vivendo. Alla luce della storia non solo recente, ma di tutti i tempi, dobbiamo concludere che coloro che governano, per il fatto stesso che comandano, sono molto propensi alla corruzione. La ribellione cui accenno non è una ribellione armata e violenta, ma una ribellione di sentimento e di pensiero. A causa della enorme manipolazione a cui la società è sottoposta da media e dal governo, con l’ausilio incosciente ed avido di coloro che controllano i giornali, le radio, le televisioni, la grande massa dei cittadini non riesce a realizzare quanto a fondo sia manipolata mentalmente. Il vero atto di ribellione è interiore. Consiste in una ferma decisione a non farsi più manipolare dalle linee guida con cui ci dicono a cosa credere, come vestire, cosa leggere. Dobbiamo stare in guardia contro i mille inganni con cui coloro che detengono il potere continuano a persuadere o influenzare le nostre menti. Dobbiamo lavorare nell’atto supremo di pensare con la nostra testa e di agire in funzione di quanto abbiamo pensato, anche se le autorità ci dicono di fare il contrario».

Mike Plato: Perché oggi certe presenze si manifestano come alieni o a bordo di presunti Ufo?

Salvador Freixedo: «L’assimilazione delle visioni antiche alle moderne ci consente di approfondire la comprensione del fenomeno in quanto ci dota di una globalità di elementi di comparazione. Oggi non abbiamo alcun dubbio sul fatto che ciò che gli antichi chiamavano “dei” e che inserivano  in un complesso sistema di credenze e riti, sia lo stesso che noi moderni definiamo “fenomeno UFO”. Nei tempi remoti, quelle Intelligenze credettero più opportuno manifestarsi con quelle modalità; mentre ai nostri, di fronte ad una umanità molto più avanzata  culturalmente e tecnologicamente, ritengono più proficuo presentarsi in forme più accettabili e assimilabili dagli uomini di oggi poichè le loro intenzioni e le loro intromissione nelle nostre vite sono rimaste le stesse».

M.P.: Ci può offrire un esempio di interazione tra questi dei alieni e l’umanità?

S.F.: «Una inconfutabile prova della esistenza degli dei è l’accadimento storico della nascita e della successiva espansione della religione dei Mormoni, quasi contemporaneo a noi e documentato da un atto notarile. Joseph Smith era un giovane che nel 1823 viveva vicino alla città di Elmira nello Stato di New York e un giorno, durante una pausa del suo lavoro di contadino, mentre stava pregando, gli apparve una figura luminosa e “celestiale” che disse di essere l’angelo Moroni.  Questo essere si manifestò diverse volte e lo istruì su ciò che, in futuro, avrebbe dovuto fare, soprattutto sulle idee religiose che voleva fossero diffuse fra familiari e vicini. L’angelo Moroni promise a Smith che gli avrebbe dato delle lamine d’oro, scritte in carattere antichi, ma che gli avrebbe insegnato a decifrare, sulle quali era scritta la storia di antichi popoli, arrivati via mare dall’Europa, che già avevano vissuto in Nord America, nonché enunciazione dottrinarie che Smith e i suoi seguaci avrebbero dovuto sostenere. Effettivamente quelle lamine d’oro furono trovate e Smith per due volte, si presentò con dieci testimoni da un notaio per autenticarne sostanza, peso, forma e contenuto, esaminate da ogni genere di esperti. Come gli aveva detto l’angelo Moroni, dopo la traduzione e la certificazione le lamine, collocate nel posto concordato, sparirono definitivamente. Il loro messaggio però costituisce la maggior parte delle “sacre scritture” della Chiesa Mormone che incominciò ad estendere la nuova religione come “Chiesa di Gesù Cristo dei santi dell’ultimo giorno”, essendosi innestata sul preesistente credo cristiano con un intento “rinnovatore” secondo i Mormoni, “eretico” secondo le confessioni cristiane tradizionali».

M.P.: Questo è un caso particolare. Ma in generale?

S.F.: «Alcuni di loro, singolarmente,  hanno la tendenza a scegliere individui umani per proteggerli ed aiutarli in vari modi, oppure ad installarsi nella loro psiche, destrutturandoli fino all’annientamento. In forma collettiva, comandati da un capo, amano scegliere   gruppi umani (tribù, razze, nazioni) per proteggerli o guidarli in diversi modi.  Questa protezione può essere sia benefica che dannosa, a seconda delle circostanze; in ogni caso comporta  un utilizzo degli esseri umani e delle loro energie finalizzato ai loro esclusivi interessi “divini”. Si comportano esattamente come noi facciamo con gli animali: sia che li amiamo, che li aiutiamo o che li distruggiamo, è sempre preminente il nostro potere su di loro, la nostra volontà, i nostri interessi».

 

M.P.: Tuttavia non vedo alieni, in questo contesto, ma uno spirito, un’Intelligenza che istruisce.

S.F.: «Nell’avvenimento del contatto tra l’angelo Moroni e Smith ci sono le prove concrete, dimostrabili da un punto di vista strettamente storico, dell’apparizione di un essere extraumano ad un mortale che viene indottrinato ampiamente su tutta una serie di credenze e di riti che, nel caso in questione, per esempio, hanno avuto una forte espansione, nonostante gli innumerevoli ostacoli posti dai praticanti di altre religioni classiche secolari. Queste apparizioni non sono rare, né tantomeno uniche; a molti altri esseri umani comuni,  non solo fondatori o riformatori di religioni,  possono capitare, solo che questi casi generalmente non vengono presi in considerazione perchè giudicati come allucinazioni o forme di disturbo mentale e può, alcune volte, essere così. Tuttavia non solo nel Cristianesimo, ma anche in ogni altra religione, questi contatti dichiarati,  hanno spesso un certo grado di obiettività, considerato che l’intromissione diretta e visibile degli dei nella vita degli uomini può accadere anche al di fuori del contesto religioso, per esempio sotto forma di “spiriti guida” “maestri”, “extraterrestri”, ecc. Ma per me Dei sono».

M.P.: Quindi l’uomo non è il protagonista assoluto della Creazione.

S.F.: «L’uomo, per come lo conosciamo, certamente no. L’umanità ha sempre creduto e continua a credere che esistano esseri misteriosi, intelligenti, che si manifestano agli uomini in determinate occasioni con innumerevoli sembianze e modi di agire.  Questi esseri, provenienti  da altre dimensioni o piani di esistenza, appartengono ad altre scale cosmiche, diverse da quella umana; la loro evoluzione e ascensione verso  gradi di maggiore  maturità  e intelligenza si svolge su percorsi diversi, seppure in qualche modo paralleli a quelli umani. Questa, probabilmente, è la ragione per cui, a volte, avviene un certo contatto reciproco fra il nostro e il loro mondo,  le nostre e le loro vite. L’Universo è come una scala infinita che parte da esseri elementari, imperfetti,   fino ad arrivare ad esseri perfetti; l’uomo abitante di questo pianeta non è altro che uno degli innumerevoli gradini di questa scala, non certo il più alto e meno che mai al centro. Le migliaia di specie vegetali e animali sono altri gradini della stessa immensa scala, la cui base denominiamo “materia”,  e la cima  “regno dello spirito”, sopra il quale ci dovrebbe essere l’Entità che gli uomini chiamano, infantilmente, Dio. Dio non  può essere definito, spiegato, dissezionato, ma è qualcosa di diverso da tutto ciò che la mente umana possa concepire o immaginare.  Se non fosse così, l’essenza stessa di Dio sarebbe  svuotata della sua Unicità. Possiamo pensare a più scale nell’Universo per la moltitudine degli esseri che vi vivono.  L’uomo è un gradino di una di queste, mentre gli dei sono ad un gradino superiore molto probabilmente di un’altra e, per quanto si evolva o si reincarni su questo o su un altro pianeta, secondo varie credenze,  non  potrà mai passare alla scala di questi dei che, nel corso della storia,  hanno interferito e continuano ad interferire nelle vicende umane. Non ci sono, ovviamente, prove inconfutabili di ciò, tuttavia questa teoria è stata condivisa da molti pensatori sia dell’antichità che contemporanei le cui voci sono state coperte o ridicolizzate per gli interessi dei poteri costituiti».

M.P.: Quindi l’uomo non è in grado di evolvere nei regni sottili?

S.F.: «Ci sono molte scuole di pensiero – alcune anteriori al Cristianesimo -che sostengono che l’anima degli animali, dopo diverse esperienze di evoluzione, si trasformi nell’anima di un essere razionale, così come ad un gradino ancora inferiore, i minerali sono assorbiti dai vegetali che, a loro volta, sono assorbiti dagli animali, formando tutti quanti, unitamente all’uomo, una scala ininterrotta di vita atomica, molecolare, cellulare, corporea, psichica e spirituale.Quale potrebbe essere il gradino successivo dell’essere umano sulla sua scala cosmica dopo la vita su questo pianeta, non è dato saperlo con certezza, si può solo ipotizzare.  I sostenitori della reincarnazione ci assicurano che torneremo ad apparire sulla Terra in epoche e circostanze future; coloro che non accettano queste dottrine, invece, ci dicono che la nostra anima, spogliata del corpo, passerà ad uno stato successivo nel quale godrà o soffrirà  secondo  come si sarà comportata in vita. In ogni caso, è certo che quasi tutta l’umanità crede  che, al momento della morte, la vita protoplasmatica, biologica s’interrompe e che l’essenza del nostro essere, il nostro spirito intelligente, passi ad un altro livello di esistenza o ad un’altra dimensione nella quale continua a vivere con  consapevolezza».

M.P.: Questi Dei sono più evoluti o semplicemente più potenti e quindi prepotenti e arroganti? Un’ottava di vantaggio fa la differenza fra chi domina e chi è dominato?

S.F.: «Gli Dei sono esseri che, sia pure nella loro particolare scala evolutiva, sono ad un gradino superiore, o più elevato,  degli uomini; tuttavia ciò non vuole dire che siano superiori a noi in tutto. Certo lo sono in alcune manifestazioni di intelligenza, di forza o di potere; ma, per quanto riguarda l’etica, quella che definiamo “moralità” è tutta da riconsiderare  criticamente.  I valori fondanti delle specie viventi sono molti e molto diversi fra loro; possono addirittura esistere e funzionare in una determinata scala cosmica ed essere totalmente sconosciuti e incomprensibili ai componenti di altre scale. Per esempio, riteniamo universali molti dei nostri valori morali, ma li applichiamo solo alla specie umana e non ci facciamo scrupolo alcuno ad ignorarli nel nostro rapporto con gli animali, considerandoli creature o esseri che non sono al nostro stesso livello. E’ pur vero che non tutte le religioni sono disattente alla vita non umana come l’Ebraica, la Cristiana e la Islamica; in alcune religioni dell’India il rispetto per tutto ciò che vive è uno dei comandamenti fondamentali.  Se noi ci sentiamo moralmente liberi di non  applicare i nostri principi morali e giuridici agli esseri che consideriamo inferiori, non appartenenti al rango umano, non dobbiamo meravigliarci se altri esseri non umani, che sembrano essere più forti e più evoluti di noi, non applicano nei nostri confronti quei principi o valori che, probabilmente, usano fra loro. Il termine “superiori”, quindi parlando degli dei, va inteso in modo relativo. Superiori in conoscenze, in poteri fisici e psichici, in energia, ecc., ma non in virtù o valori morali vigenti tra gli esseri umani perché, spesso, le loro intromissioni sono molto negative per noi. Indubbiamente anche essi hanno parametri e criteri di bontà e di cattiveria, bellezza e bruttezza, moralità e immoralità, ma non sono uguali ai nostri e, come avviene fra gli esseri umani, vi sono individui che  vi si attengono ed altri che li violano. In sostanza,  questi “dei” sono molto lontani dalla perfezione; sono anch’essi creature dell’Universo in evoluzione».

M.P.: Secondo gli gnostici, gli Arconti che dominano sulla coscienza collettiva dell’umanità sarebbero più potenti dell’uomo, essendo a loro invisibili, tuttavia più ottusi.

S.F.: «Se dobbiamo valutarli con i nostri parametri di giudizio, la loro intelligenza sembra essere più sviluppata della nostra.  Conoscono e usano molto meglio di noi le leggi della Natura, anche quelle che noi non conosciamo e, per questo, le loro azioni spesso ci sembrano miracoli.  Fra le leggi fisiche che utilizzano ve ne sono alcune che consentono loro di rendersi visibili o invisibili ai nostri occhi, percepibili o impercepibili, malgrado gli strumenti che possiamo utilizzare per potenziare i nostri sensi.  Hanno una potente forza psichica con la quale interferiscono facilmente nei processi fisiologici ed elettrici del cervello umano e riescono, in questo modo, a controllare e a manipolare i nostri pensieri e i nostri sentimenti.Non sono prigionieri della materia come noi, o meglio, di una materia come la nostra. In loro, lo psichico e lo spirituale, inteso come estrema rarefazione e non come “moralmente buono” hanno la prevalenza su quel materiale elettromagnetico che alfine costituisce il loro essere».

 

M.P.: Ha accennato a differenze tra gli Dei, al fatto che essi non siano omogenei e non godano affatto di un’intelligenza collettiva.

S.F.: «Fra loro ci sono molte più differenze di quante se ne possano trovare fra gli umani.  Sembra che alcuni svolgano  le loro attività permanentemente sul nostro pianeta e non lo abbandonino mai, ritenendosi i principali abitatori, esattamente come noi; con la differenza però che loro sono a conoscenza della nostra esistenza e la controllano, mentre noi ignoriamo la loro.  Altri sembra che abbiano grande facilità a muoversi negli spazi siderali e probabilmente sviluppano le loro attività su altri pianeti o altri luoghi del Cosmo. Le differenze riguardano le loro origini, i loro poteri, le loro capacità, i loro modo di rapportarsi con gli umani, sicché se ne può dedurre che, esattamente come fra noi, ci siano gruppi affini e gruppi in opposizione. Fra il loro mondo e il nostro o, detto in altro modo, fra la loro dimensione e la nostra, o fra il loro piano di esistenza e il nostro vi sono delle barriere fisiche per cui, molto spesso, il loro agire appare strano e incomprensibile per noi ed una di queste è sicuramente il nostro tempo, al quale si adeguano con grande difficoltà. Non sono immortali, nel senso che noi diamo a questa parola, anche se i Greci e i Romani li ritenevano tali.  Sembra che la  permanenza “in vita” al loro piano cosmico sia molto più lunga della nostra terrestre; tuttavia anche per loro, giunge il momento in cui muoiono o abbandonano lo stato di dei, ciò dovuto, probabilmente, ad una legge generale del Cosmo».

 

M.P.: Ci approfondisca l’archetipo delle apparizioni B.V.M.

S.F.: «Gli dei si manifestano in due modi diversi: pubblicamente a popoli interi o a gruppi più o meno numerosi di esseri umani; privatamente e intimamente a determinate persone, provocando in loro un forte impatto psichico e, di solito e inducendo un cambiamento nelle loro vite dopo l’incontro, il contatto. Si tratta dei fenomeni delle Apparizioni, quando sono visibili e della Illuminazione quando accade nella interiorità dell’essere umano. Le apparizioni non si riscontrano solo nella religione cristiana, ma sono presenti anche nelle altre e nelle tradizioni di tutti i popoli del mondo. In tutte le epoche ci sono state persone degne della massima credibilità che hanno dichiarato che era loro apparsa una entità luminosa recante  un messaggio; quasi tutti i Santi delle varie religioni dell’umanità sono stati visitati da “Dio”; anche se non si può negare che  alcune volte queste visioni possano essere state provocate da uno psichismo disordinato».

M.P.: Cosa pensa dell’illuminazione? È orchestrata dagli Dei? È un inganno? È esperienza diretta dalla Luce?

S.F.: «Il fenomeno psicologico dell’illuminazione, della “santità”, in ogni caso dell’alterato stato di coscienza, in passato era collegato con la conversione religiosa ed era attribuito alla presenza o alla predicazione di qualche grande predicatore o santo. Oggi, in una società secolarizzata e indipendente dall’influenza religiosa, l’illuminazione viene fatta scaturire da pratiche esoteriche, filosofie orientali, panteiste o cosmiche. In alcune sette protestanti prende spesso il nome di “rinascita” o “battesimo dello Spirito Santo”. Le persone più colte che vivono questa esperienza da agnostici, da non credenti, l’attribuiscono ad una comunione con il Cosmico o con la Grande Intelligenza diffusa in tutto l’Universo; ma, in sostanza, tanto i fatti esterni al soggetto, quanto al meccanismo psicosomatico che viene messo in moto, sono esattamente gli stessi, sia dentro che fuori l’ambito religioso. L’illuminazione, in fin dei conti, è un fenomeno trascendente in quanto l’essere umano salta involontariamente, anzi è forzato a saltare la barriera che lo separa da altre dimensioni o livelli di esistenza. Fra i mistici cattolici se ne incontrano alcuni che cercarono di resistere con tutte le loro forze a queste invasioni delle loro menti, benché le ritenessero provenienti da Dio; ma, alla fine “Dio finiva sempre con il vincere le loro resistenze, impadronendosi completamente della loro anima”. E questo è il vero motivo e il fine ultimo di tutto il fenomeno: la possessione dell’anima. Nella teologia cristiana, quando il violatore è il “Maligno” non ci sono problemi a chiamarla chiaramente “possessione diabolica”; ma, quando la stessa violazione viene pratica da “Dio”, allora si chiama “estasi” o “rapimento”. Queste manifestazione degli dei non sono solo un atto altruistico di amore o di aiuto, bensì hanno lo scopo primario di dominare  quegli esseri umani scelti per obbligarli al loro servizio. È una autentica violazione della loro mente per predisporli a certi compiti che, in seguito,  assegneranno loro e inducendoli a credere di agire di propria volontà, completamente liberi per cause nobili, degne o addirittura sante».

M.P.: Secondo lei, c’è qualche caso di moderno contattismo parapsichico gestito dagli Dei?

S.F.: «Senza dubbio, altra modalità di manifestazione individuale degli dei è la “scrittura automatica”. Questo insidioso fenomeno che inganna e schiavizza tante persone, consiste nel ricevere “dall’aldilà” messaggi e comunicazioni di vario genere.  A volte i messaggi sono uditi dagli umani e posti successivamente per iscritto; invece, molto più frequentemente, è la mano che scrive meccanicamente, autonomamente senza che la mente abbia coscienza di ciò che avviene.La persona, gratificata dall’essere stata “scelta” si sottopone volontariamente al ruolo di ricettore e mediatore; in realtà sta subendo l’abuso di una indebita intromissione nei suoi processi mentali e, quand’anche in un futuro volesse liberarsene, gli sarà molto difficile sottrarsi.  E’ vero che di solito, all’inizio dell’esperienza, i messaggi sono positivi, ma con l’andar del tempo, diventano sempre più inattendibili, specialmente quanto profetizzano la fine del mondo o le grandi catastrofi a tempo. Un’altra forma di interferenza da parte dei misteriosi visitatori extraterrestri, anche sotto le sembianze degli esseri celestiali delle apparizioni, è il chiedere di “fare gruppo”, di “creare discepoli”. Infatti tutti i veggenti, contattati o illuminati, hanno una enorme facilità ad attrarre addetti e convertirli al loro modo di pensare. Ed è questa una curiosa e specifica qualità di tutti i toccati dagli dei. Non solo gli dei riescono a superare la barriera che li separa da noi, manipolando la nostra mente per porla al loro servizio, ma vanno ben oltre: da molti millenni sono riusciti a far sì che noi non ci si renda conto delle loro manipolazioni, ma soprattutto che le autorità e i poteri costituiti zittiscano in mille modi, sottili o violenti, le voci di tutti coloro che denunciano questa situazione».

 

M.P.: Quindi i maestri o i mistici potrebbero essere degli ingannatori inconsapevoli?

S.F.: «Le persone definite psichiche dalla parapsicologia, mistiche dalla religione, medium dallo spiritismo, contattati dall’ufologia, o con il termine generico illuminati, emettono tutti, senza eccezione con una potenza superiore al normale, un tipo di onde di frequenza e lunghezza specifiche che hanno il potere di alterare, anche incoscientemente, il meccanismo cerebrale dei discepoli e dei seguaci in genere. Il cervello del “maestro” o del “veggente”, quale potente emittente, in modo totalmente automatico e incosciente, invia nell’aria le sue onde che producono l’effetto di un vero e proprio bombardamento cerebrale, condizionando i seguaci. È un bombardamento di tipo fisico, a livello subatomico, come lo sono i raggi X o gamma e che finisce con il frastornare completamente i processi mentali di coloro che vi si espongono con una certa assiduità, facendo loro perdere la capacità critica per assorbire completamente le dottrine del “maestro”. Il caso di Charles Manson è una testimonianza tragica di questi meccanismi perversi».

M.P.: Gli dei non sono immortali. Ma di cosa si nutrono?

S.F.: «Gli dei sono molto interessati all’attività psichica del cervello umano, un’attività elettrica che consiste nell’emissione di onde e radiazioni sottilissime, in particolare quando è sottoposto a stati di eccitazione. Sono in grado di captare queste vibrazioni elettromagnetiche ed agiscono su di noi per propiziare tutte le circostanze nelle quali il nostro cervello  emette più intensamente queste onde o radiazioni, in quanto si ipotizza che costituiscano per loro un appagamento molto gratificante, forse come per noi lo possono essere l’alcool, il tabacco, le droghe di vario genere. Genericamente possiamo dire che lo stato d’animo che induce il cervello umano a produrre queste particolari onde cerebrali  è l’eccitazione.  Questa eccitazione può provenire dall’angoscia, dalle grandi aspettative, dagli odi violenti, anche dalle allegrie psicotiche, ma soprattutto dal dolore morale e ancor più fisico; anzi, pare che di tutti gli stati d’animo possibili, quello del dolore fisico sia il maggior produttore di energia e il più rapido e facile da conseguire».

IL GIOGO DEGLI DEI. INTERVISTA A SALVADOR FREIXEDOultima modifica: 2018-09-28T12:10:12+02:00da mikeplato
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