IL LIBRO DEL GRAN LOGOS SECONDO IL MISTERO (Moraldi e Mead)

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di LUIGI MORALDI

A pochi anni di distanza, nel 1769, un famoso viaggiatore scozzese, J. Bruce, acquistò nell’Alto Egitto, vicino a Luxor, un nuovo codice copto, detto perciò Codex Brucianus (78 fogli di papiro per complessive 156 pagine), che si trova attualmente nella Bodlean Library (Oxford) con la prima trascrizione fatta da C. G. Woide. La prima traduzione, preceduta da vari studi preliminari, fu fatta dallo studioso francese E. Amélineau nel 18911, un’altra traduzione, questa volta tedesca, con accompagnamento della trascrizione del testo copto e un commento, fu opera del grande studioso C. Schmidt, nel 1892; col progresso degli studi copti, su questi e sullo gnosticismo se ne comprese assai meglio l’importanza: nel 1905 lo Schmidt pubblicò una revisione della precedente, e questa – con revisioni, controlli, complementi – ebbe varie ristampe ed è un po’ l’edizione classica anche per gli studiosi2; ma il lavoro più esteso e lo sforzo maggiore per la comprensione di questo codice fu opera della C. A. Baynes3, nel 1933, il cui libro è sempre il più prezioso strumento di lavoro; ultimamente la V. Macdermot curò una nuova edizione del testo copto e una nuova versione inglese con brevissime note4. Il codice Brucianus consta di due manoscritti distinti l’uno dall’altro e non hanno alcuna stretta relazione tra loro per il materiale scrittorio, per la scrittura e per il contenuto; ad essi poi si aggiungono alcuni frammenti; il codice è così un insieme di documenti posti l’uno dopo l’altro; disposizione che dà luogo a ripetizioni e a mancanza di continuità. Il primo manoscritto comprende 47 fogli papiracei cioè 94 pagine, ma tre fogli sono mancanti; l’ordine della sequenza e la divisione fu dato dallo Schmidt, al quale risale anche il titolo oggi corrente di «Primo e Secondo dei libri di Jeu», titolo che non ricorre mai nel codice Brucianus, si legge invece in Pistis Sophia dalla quale fu preso, dato che questi testi – sia secondo lo Schmidt che secondo altri – derivano da uno stesso ambiente gnostico encratito; solo il primo testo reca, alla fine, il titolo «Libro del grande Logos secondo il Mistero» (ϰατά μυστήριον λόγος); si parla dunque dei due libri di Jeu, sebbene l’espressione non appaia in nessuna pagina del codice, ma in PS (c. 99, 9 e 134, 5). Il Primo libro di Jeu presenta, all’inizio, un dialogo tra Gesù e i suoi discepoli. «Vi ho amato e ho voluto darvi la vita. Il Gesù vivente conosce la verità», sono le parole messe a capo di tutto lo scritto che prosegue, graficamente staccato: «Questo è il libro delle gnosi del Dio invisibile, per mezzo dei misteri nascosti i quali indicano la via alla stirpe eletta… Gesù, il vivente, ha insegnato ai suoi apostoli: – Questa è la dottrina, nella quale c’è tutta la conoscenza… – Beato colui che ha crocifisso il mondo, e non ha permesso che il mondo crocifiggesse lui… Signore, insegnaci la via per crocifiggere il mondo, affinché non crocifigga noi, affinché noi non veniamo distrutti e non perdiamo le nostre vite… Colui che ha crocifisso (il mondo) è colui che ha trovato la mia parola e l’ha portata a compimento conforme alla volontà di colui che mi ha mandato». Ma questo tono piano, dopo una lacuna, cambia, e l’argomento si focalizza sul Padre, su Gesù, e – soprattutto – su Jeu, la sua origine, le sue emissioni, nomi, segni, diagrammi, sigilli, numeri mistici, ecc.; e termina con un lungo inno rivolto da Gesù a Dio, suo Padre; e dopo ogni strofa gli apostoli rispondono: «Amen Amen Amen, tre volte, o Dio inaccessibile».  Dopo l’inizio sull’efficacia dei misteri dopo la morte, il Secondo libro di ]eu presenta Gesù che prosegue le sue rivelazioni sul «tesoro della luce» ; descrive come, dopo la morte dell’uomo, i «ricevitori» del tesoro pilotino la sua anima fuori del corpo, la facciano passare attraverso le regioni invisibili e la conducano fino al «tesoro». «In verità io vi dico e comando di eseguire il mistero dei cinque alberi, il mistero delle sette voci, e il mistero del grande nome… Chi li eseguirà non avrà più bisogno di nessun altro mistero del regno della luce, a eccezione del mistero della remissione dei peccati. Ogni uomo che vuole credere nel regno della luce, è necessario che eseguisca, una volta sola, il mistero della remissione dei peccati». È descritto un singolare rito per il conferimento di ognuno dei tre battesimi (di acqua, di fuoco, di Spirito santo) ed è caratteristico il precetto encratita, prima del battesimo di acqua: uomo e donna devono già avere estinta la maggior parte della cattiveria, né l’uno né l’altra devono più avere rapporti sessuali; finalmente è descritto il viaggio delle anime nell’aldilà, con i sigilli, i numeri e le parole d’ordine necessarie allorché arrivano presso ognuno dei dodici eòni. Nella seconda parte del codice Brucianus, o Testo gnostico senza titolo, abbiamo un’opera nettamente distinta dai «libri di Jeu», è infatti la meditazione di un filosofo gnostico che per molti versi si inserisce nella corrente dei Barbelognostici e Sethiani. Manca l’inizio, la sequenza delle pagine non è sicura e, avvicinandosi alla fine (dal c. 20 in poi), il testo è tormentato da parecchie lacune; se ne può tuttavia
tracciare le grandi linee. All’inizio pare si abbia una descrizione dell’Essere supremo, Dio e Padre dell’universo: «padre del tutto… la prima grandezza… re degli intaccabili… sorto da sé… generato da sé… la prima sorgente»; il suo primo pensiero genera un figlio, un Uomo (Anthropos) fantastico: «la luce dei suoi occhi penetra i luoghi delle pienezze (pleroma)… la parola della sua bocca penetra ciò che è sopra e ciò che è sotto… suo nome è demiurgo, padre, logos, sorgente, intelletto, uomo, eterno, infinito…»; è padre e madre di se stesso e il suo pleroma avvolge i dodici abissi: «come gli uomini bramano di vedere lui, così i mondi esterni guardano a lui, come si guardano le stelle del firmamento nella notte…». Dal primo figlio si passa alla formazione del secondo luogo, o secondo demiurgo: «con l’alito della sua bocca egli ha creato… ciò che non esiste. Per sua volontà, questo venne all’esistenza… egli dona la vita agli eòni in ogni tempo». Un altro luogo sono le tre paternità; un terzo luogo, nel cui mezzo ce una figliolanza detta «Cristo, l’esaminatore. Questi esamina ognuno e lo sigilla con il sigillo del Padre… Per mezzo suo fu fatto tutto…». Circondato dalle dodici paternità emerge Seth del quale segue una lunga descrizione non priva di mistica poesia; da una scintilla di Seth procede l’Uomo vero, la luce raggiunge la materia; il testo ritorna all’immensa paternità della quale rileva le cinque potenze: «Amore… uscito da lei; Speranza: per mezzo suo si è sperato nell’Unigenito Figlio di Dio…; Fede: per mezzo suo si è creduto nei misteri…; Gnosi: per mezzo suo si è conosciuto il primo Padre…; Pace: per mezzo suo è stata concessa la pace…; … Questa è la profondità senza limiti e in essa vi sono 365 paternità, per mezzo delle quali è stato diviso l’anno…». Il testo prosegue con l’intervento di Seth che invia il Logos, e con l’intervento di Sofia; tra inni e riflessioni. Questo interessante testo gnostico si avvia alla fine, purtroppo tormentato da lacune. Da esso, tuttavia, ritengo utile stralciare ancora alcune espressioni (dai ce. 15-22) che lo caratterizzano. «Quando la materia divenne calda la madre lasciò libera la moltitudine di forze che erano in lei (cioè il suo primogenito). Esse crebbero come erba ed egli le divise in generi e specie. Egli diede lorola legge di amarsi a vicenda, di onorare Dio, di lodarlo, di indagare chi è e che cosa è, di ammirare il luogo, stretto e doloroso, d’onde sono uscite, ma di non farvi più ritorno, di seguire invece colui che diede loro la legge». Dall’inno di lode della madre al primo padre, all’autopadre: «Tu solo sei colui che ognuno cerca, ma non ti hanno trovato… Per tutti, tu sei il loro luogo». «Tu sei ciò di cui tutti… hanno bisogno». «Tu sei colui che ha fatto conoscere loro che li hai generati e creati nel tuo corpo incorporeo, poiché tu hai prodotto l’uomo nel tuo intelletto (νους), sorto da solo, nella tua mente (διάνοια) e nel tuo pensiero perfetto…». «Tu solo hai ordinato all’uomo che si manifesti, gli hai ordinato che impari a conoscersi (e a conoscere) per mezzo suo che sei tu che l’hai creato». «Io ti supplico di dare ordine alle mie specie e ai miei rampolli, che nel tuo nome e nella tua potenza ho fatto fremere di gioia… dammi forza affinché io faccia conoscere ai miei rampolli che sei tu il loro Salvatore». Probabilmente sono parole del Cristo risorto le seguenti: «Perseverate nella mia parola, e io vi darò la vita eterna, vi manderò delle forze, vi consoliderò con spiriti forti, e vi darò un potere come volete. Nessuno vi potrà trattenere da ciò che desiderate. Produrrete, in vostro favore, eòni, mondi, cieli così che vengano spiriti intelligenti e abitino in essi. Voi sarete dèi, conoscerete che provenite da Dio, vedrete che Dio è in voi e abiterà nel vostro eòne». Un elevato inno all’uomo pleromatico (c. 22), pone termine a questo scritto.

IL LIBRO DEL GRAN LOGOS SECONDO G.R.S. MEAD
da FRAMMENTI DI UNA FEDE DIMENTICATA

Il libro delle Gnosi del Dio Invisibile

La prima pagina è intestata con le belle parole: “vi ho amati e ho desiderato darvi la Vita”, ed è seguita dall’affermazione: “Questo è il Libro delle Gnosi (pl.) del Dio Invisibile”; è il Libro della Gnosi di Gesù il Vivente, per mezzo del quale tutti i misteri nascosti sono rivelati agli eletti. Gesù è il Salvatore delle Anime, il Logos della Vita, inviato dal Padre, dal mondo della Luce, all’umanità, colui che insegnò ai suoi discepoli l’unica e sola dottrina, dicendo: “Questa è la dottrina in cui dimora tutta la Gnosi“. Questa è evidentemente un’introduzione scritta da un introduttore  o un compilatore; subito dopo inizia un dialogo tra Gesù e i discepoli. Gesù dice: “Beato l’uomo che crocifigge il mondo e non lascia che il mondo lo crocifigga“.

La Sapienza nascosta

Quindi spiega che tale uomo è colui che ha trovato la sua Parola e l’ha adempiuta secondo la volontà del Padre. Gli apostoli pregano il Maestro di dire loro questa Parola, poiché hanno lasciato tutto e Lo hanno seguito; desiderano essere istruiti nella Vita del Padre. Gesù risponde che la vita di Suo Padre consiste nel purificare le loro anime da ogni macchia terrena e farle diventare la Razza della Mente, così che possano essere pieni di comprensione e, mediante il suo insegnamento, perfezionarsi ed essere salvato dagli Arconti di questo mondo e dalle sue infinite insidie, tentazioni, inganni e trappole. Si afrettino dunque a ricevere la Gnosi che Egli deve impartire – la Sua Parola – poiché Egli è libero da ogni macchia del mondo. I discepoli erompono in lodi del Maestro i quale – come Luce che splende alla luce del giorno – ha illuminato i loro cuori fino a farli ricevere la Luce della Vita, mediante la Gnosi che insegna la sapienza nascosta del Signore. Gesù disse: “Beato l’uomo che conosce questo [Verbo] e ha portato giù il Cielo, e portata e innalzata la terra verso il cielo, e [la terra] diventa il mezzo, poiché essa è un Nulla‘”. Il Paradiso è spiegato come la Parola invisibile del Padre. Coloro che sanno questo – (che diventano figli della Vera Mente) – portano giù il Cielo sulla Terra. L’innalzamento della Terra in Cielo è cessare d’essere un’intelligenza terrena, ricevendo la Parola di queste Gnosi, e diventando un Abitatore del Cielo. Così saranno salvati dall’Arconte di questo Mondo, e lui diventerà il mezzo (vale a dire, forse, che saranno al di sopra dell’Arconte e non saranno più soggetti a lui come finora; egli sarà un “nulla” per loro, cioè, non avrà alcun effetto su di loro). Anzi, le potenze malvage li invidieranno perché Essi conoscono che egli non è di questo mondo e che nessun male viene da Lui. Ma quanto a quelli che sono nati nella carne dell’ingiustizia (e non sono figli della giusta razza, quelli della seconda nascita), non hanno parte nel Regno del Padre. In conseguenza di ciò i discepoli sono disperati, perché sono nati “secondo la carne” e l’hanno conosciuto solo “secondo la carne”.

La carne dell’Ignoranza

Ma il Maestro spiega che non si intende la carne dei loro corpi, ma la carne dell’ingiustizia e dell’ignoranza”. I discepoli chiedono di essere istruiti sulla natura dell’ignoranza (ἀγνοσία, l’opposto della gnosi, γνῶσις), e il Maestro dice loro che, per capire questo gran mistero, devono prima rivestirsi della sua verginità e giustizia, e la Sua veste (di gloria), e cercare di capire l’insegnamento della Parola, in base alla quale impareranno a conoscerlo nella pienezza (Pleroma) del Padre. Gli apostoli risposero e dissero: “Signore, Gesù, Tu il Vivente, insegnaci la Pienezza e ci basta“. Qui sfortunatamente il testo si interrompe e le pagine sono perse. Prendendo per primo il Secondo libro di Ieu di Schmidt, veniamo introdotti alla seguente narrazione.

I Misteri del tesoro di Luce

Gesù invita i dodici discepoli e anche le donne discepole a circondarlo, e promette di rivelare loro i grandi misteri del tesoro di luce, che nessuno nel Dio invisibile conosce (vale a dire , persino nessuno dei poteri del Tredicesimo – l’Eone che circonda o è al di là o all’interno dei Dodici Eoni – su cui è sovrano il Dio Invisibile). Se questi misteri sono consumati, né gli Arconti dei Dodici né quelli del Dio Invisibile possono sopportarli o comprenderli, poiché sono i grandi misteri dell’interno degli interni del tesoro di luce. Quando questi vengono consumati, i Ricevitori del tesoro di Luce vengono e prendono l’anima dal corpo e la portano attraverso tutti gli spazi inferiori nel tesoro della Luce. I peccati di quell’anima, siano essi volontari o involontari, sono cancellati e l’anima diventa pura Luce. E l’anima purificata non solo passa attraverso tutti gli spazi inferiori, ma anche all’interno del Regno di Luce, sempre più al suo interno, in tutti i suoi spazi, ordini e poteri, fino allo spazio degli Incontenibili nello spazio più interno del tesoro di Luce.

Misteri rivelabili solo a chi ne è degno

Questi misteri devono essere custoditi con la massima segretezza e non rivelati ad alcuno che ne sia indegno; né a padre né a madre, nè a sorella né a fratello, né ad alcun parente; né per cibo, né per bevanda, né per donne né per oro, né per argento, né per nulla in questo mondo. Soprattutto a nessuno stregone, a coloro che praticano certi riti terribili, il cui Dio è il figlio del Grande Arconte Sabaoth Adamas – il nemico del Regno dei Cieli, il capo dei sei Arconti impenitenti. Viene dato il nome misterioso di questo potere e viene descritta la sua forma mostruosa. Sono degni dei misteri del tesoro di luce (emanazione del Dio inaccessibile) solo coloro che hanno abbandonato il mondo intero e tutto ciò che ne consegue, i suoi dei e i suoi poteri, e hanno centrato tutta la loro fede nella Luce, dandosi ascolto l’un l’altro, e sottomettendosi l’uno all’altro, come fanno i figli della Luce.

I misteri Minori

Ora poichè i discepoli hanno lasciato padre, madre e fratelli e tutti i loro possedimenti, e lo hanno seguito e adempiuto ai Suoi comandamenti, Gesù promette che rivelerà loro i misteri come segue: il mistero dei Nove Guardiani delle tre porte del Tesoro di luce ed il modo di invocarli, affinché i discepoli possano passare attraverso i loro spazi; il mistero del Dio invisibile (il tredicesimo Eone) e dei suoi riceventi, quelli della sinistra), del mezzo; della destra; il mistero del Bambino del Bambino, ec. Dei Tre Amen; dei cinque alberi, delle Sette Voci; la volontà dei quarantanove poteri; il mistero del Gran Nome di tutti i nomi, vale a dire della gran luce che contiene, od oltrepassa il Tesoro di Luce. I misteri maestri del Tesoro di Luce sono quelli dei cinque alberi e delle sette voci e del Gran Nome. Ma prima di tutto Egli darà loro i misteri dei tre battesimi: il battesimo dell’acqua, il battesimo del fuoco e il battesimo dello Spirito Santo. Inoltre darà loro il Mistero di Ritirare la Malizia o Cattiveria (κακία) dei Sovrani, e da allora in poi il Mistero del Crisma Spirituale.

I buoni Comandamenti

Ma devono ricordare che, quando a loro volta danno questi misteri agli altri, devono comandare loro di non giurare il falso, e neppure di giurare affatto; né fornicare né commettere adulterio; né rubare né desiderare gli altri beni degli uomini; né amare l’argento né l’oro, né invocare i nomi dei settantadue Arconti cattivi o dei loro angeli per alcuno scopo; non rubare, né maledire, né calunniare, né oltraggiare, ma lasciare che il loro sì sia sì e il loro no sia no; in una parola, devono adempiere i buoni comandamenti. I discepoli ricordano a Gesù che la Sua prima promessa era che dovessero ricevere i misteri del Tesoro della Luce, il più grande, che sono al di sopra di questi misteri inferiori di cui Egli ha parlato.

I Misteri Maggiori

Visto allora che i discepoli non solo hanno abbandonato tutte le cose del mondo e osservato tutti i comandamenti, ma lo hanno seguito per dodici anni, Gesù assicura loro che Egli darà loro ulteriormente i misteri del tesoro di luce, come: Il mistero dei Nove Guardiani delle tre Porte del tesoro di Luce e il modo di evocarli, affinché possano passare attraverso i loro spazi; il mistero del Bambino del Bambino, ecc .; dei Tre Amen; dei cinque alberi; delle Sette Voci; la volontà (? mistero) dei Quarantanove Poteri; il mistero del Grande Nome di tutti i nomi, cioè della Gran Luce che contiene, e oltrepassa il Tesoro di Luce. I misteri principali del tesoro della luce sono quelli dei Cinque Alberi e delle Sette Voci e del Grande Nome. Vi è tuttavia anche un altro supremo mistero, da cui dipende il conferimento degli altri: il Mistero del Perdono dei Peccati. Questo mistero trasmuta l’anima in pura luce, onde possa esser ricevuta nella Luce delle Luci.

I Poteri che conferiscono

Tali anime hanno già ereditato il Regno di Dio mentre sono ancora sulla terra; hanno la loro parte nel Tesoro della Luce e sono dei immortali; e alla morte, quando lasciano il corpo, tutti gli Eoni si disperdono e fuggono a ovest, a sinistra, finché le loro anime arrivano alle Porte del tesoro di luce. E le porte sono aperte loro, e le guardie danno loro i loro sigilli e il Grande Nome. Così passano in successione attraverso i vari Ordini, dove ricevono i successivi sigilli e parole-padrone – all’interno dei Cinque Alberi e Sette Voci; sì, ancora più lontano dentro, agli Ordini dei Genitori, agli spazi della loro eredità – l’Ordine del Tre-Spirale; fino a quando non raggiungono lo spazio dello Ieou, il Signore sopra l’intero Tesoro – il tesoro medio; quindi sempre all’interno dei Tesori interiori – gli spazi degli interni degli interni, l’interno degli interni, i silenzi, la pace eterna, in quegli spazi eterni. Tutti questi misteri Gesù promette di dare ai suoi discepoli, affinché possano essere definiti “Figli della Pienezza (Pleroma) perfezionati in tutti i misteri”. Quindi il Maestro riunisce i suoi discepoli, uomini e donne, attorno a Lui con le parole: “Venite tutti e ricevi i tre battesimi, prima che io vi dica il mistero degli Arconti!”.

Il rito battesimale dell’Acqua di Vita

Egli li invita ad andare in Galilea per trovare un uomo o una donna in cui la maggior parte del male (o la superfluità della malizia) sia morta, vale a dire, chi abbia cessato dal rapporto sessuale o sessualità (συνουσία), e ricevere dal tale due vasi di vino per poi  portarli nel luogo in cui Gesù si trova, e anche due rami di vite. Essi fanno quanto chiesto, e il Maestro apparecchia un luogo di offerta (θυσία), ponendo un vaso di vino a destra e uno a sinistra, e spargendo alcune bacche e spezie attorno ai vasi. Quindi fa sì che i discepoli indossino vesti di lino bianco, mettendo loro in bocca una certa pianta, pone nelle loro mani il numero delle Sette Voci e anche un’altra pianta, e li dispone in ordine intorno al sacrificio. Gesù allora stende un panno di lino e su di esso pone un calice e del pane o delle focacce,  secondo il numero dei discepoli, circondando tutto ciò con rami di olivo e ponendo anche ghirlande di rami di ulivo sulle teste dei suoi discepoli. Successivamente sigilla le loro fronti con un certo sigillo, del quale sono dati il diagramma, il Nome autentico e l’interpretazione di esso – anche nella cifratura segreta). Il Maestro allora si rivolge con i suoi discepoli ai quattro angoli del mondo, e ai discepoli è comandato di mettere due piedi insieme, in atteggiamento di preghiera. Quindi offre una preghiera che è preceduta da un’invocazione nel linguaggio del mistero, intercalata dal triplo Amen, e che continua come segue:
Ascoltami, Padre Mio, Padre di ogni paternità, Luce illimitata, che sei nel Tesoro della Luce, possano venire i Sostenitori [o Ministri (παραστάται)], che servono le Sette Vergini di Luce che presiedono il Battesimo della Vita! [ I nomi misteriosi dei Sostenitori sono qui dati.]… Possano venire a battezzare i Miei discepoli con l’Acqua della Vita delle Sette Vergini di Luce, e lavare via i loro peccati e purificare le loro iniquità, onde annoverarli tra gli eredi del Regno di Luce! Se ora Mi hai ascoltato e hai avuto pietà dei Miei discepoli, e se sono stati annoverati tra gli eredi del Regno di Luce, e se Tu hai perdonato i loro peccati e hai cancellato le loro iniquità, allora possa essere fatto un miracolo, e Zorokothora (Melkizedek) venga e porti l’Acqua del Battesimo della Vita in uno di questi vasi di vino!“. Il miracolo ha luogo e il vino nel vaso di destra diventa acqua; e Gesù li battezza, dà loro parte del sacrificio e li marchia col sigillo  con il sigillo (dei Sostenitori?), con loro grande gioia. Questo è il Battesimo dell’Acqua;

Il Battesmo di Fuoco

Ci viene poi data una descrizione del Battesimo del Fuoco. In questo rituale si usano i rami di vite; sono cosparsi di vari materiali di incenso. L’eucaristia è preparata come prima, e il resto dei dettagli sono quasi identici; il numero delle Sette Voci è di nuovo usato, ma il sigillo è diverso. La preghiera è più lunga della precedente, ma rivolta allo stesso scopo; i battezzatori superni non sono più i ministri delle sette vergini, ma la Vergine della vita, lei stessa, il Giudice; lei è colei che dà l’acqua del battesimo del fuoco. Viene richiesto un miracolo nel “fuoco di questo incenso fragrante”, miracolo provocato per il tramite di Zorokothora, nome ora interpretato come Melchizedec. Quale sia la natura del miracolo, non è detto. Gesù battezza i discepoli, dà loro il sacrificio eucaristico e sigilla le loro fronti con il sigillo della Vergine della Luce.

Il Battesimo dello Spirito Santo.

Segue quindi il Battesimo dello Spirito Santo. In questo rito si usano sia i vasi di vino che i rami di vite; i dettagli sono simili ai precedenti, ed il numero delle Sette Voci viene nuovamente impiegato. I donatori superni del Battesimo non sono menzionati, ma poiché il suggellamento finale dopo il rito è con il sigillo delle Sette Vergini di Luce, possiamo supporre che essi siano i donatori del Battesimo. Di nuovo avviene un prodigio, ma non viene ulteriormente descritto e spiegato.

Il mistero per togliere la malvagità degli Arconti

Dopo questo abbiamo il mistero per togliere la malvagità degli Arconti. Qui non si fa menzione dell’Eucaristia, ma per altri aspetti il cerimoniale è simile ai precedenti e consiste in un’elaborata offerta di incenso. Il numero è quello del primo Amen e il sigillo è molto complicato. La preghiera chiede a Sabaoth Adamas e a tutti i suoi capi, di venire e portare via la loro (degli Arconti) malvagità o cattiveria dai discepoli. Alla fine di essa, i discepoli sono suggellati con il sigillo del Secondo Amen, e gli Arconti non hanno più alcun potere su di loro; ora sono diventati immortali e possono seguire Gesù in tutti gli spazi ove vorranno andare. Gesù avendo ora dato ai discepoli i misteri dei battesimi, il modo di invocare i poteri, i loro numeri, sigilli e nomi autentici, promette di dare loro le apologie (difese o formule), mediante cui saranno ora in grado di entrare nell’interno degli spazi o regni di questi poteri, e passare attraverso di loro.

I poteri conferiti dai Misteri Minori

Per quanto è stato loro insegnato, i discepoli saranno capaci, quando usciranno dal corpo, a passare attraverso i Regni dei sei Eoni che non si sono pentiti, quelli di Sabaoth Adamas; questi.  con tutti i loro Arconti e abitanti, si disperderanno davanti a loro. Ma raggiungendo i sei grandi Eoni (quelli apparentemente di Iabraōth, che si sono pentiti e hanno creduto nella Luce), saranno detenuti fino a quando non riceveranno il Mistero del Perdono dei Peccati.

Il Mistero del perdono dei peccati

Si dice che il Mistero del Perdono dei peccati si trovi nell’interno dell’interno dei Tesori di Luce; esso è la perfetta salvezza dell’anima. Colui che lo riceve è più eccellente di tutti gli dei e poteri dei dodici Eoni del Dio invisibile (l’Arconte del Tredicesimo Eone). Questo mistero è il grande mistero del Dio inavvicinabile; è la perfezione di tutti i misteri, che rende l’anima perfetta. È questo Mistero che consentirà ai discepoli di passare negli eoni del Dio invisibile – cioè gli spazi che nessun occhio fisico può vedere, oltre gli elementi di acqua, fuoco e aria (o æther) – i di cui misteri battesimali sono già stati dati.

I poteri che conferisce

Ma con l’aiuto del rito del Mistero del Perdono dei peccati tutti gli Eoni si ritireranno ad ovest, a sinistra, come veli davanti agli occhi, fino al dodicesimo, che sarà così purificato dalla Luce del Luce-tesoro che tutte le vie in cui i discepoli saranno ascesi, saranno altresì purificate; e inoltre l’esterno del tesoro della Luce (l’esterno è lo Spazio del Tredicesimo) sarà rivelato, e vedranno il Cielo dal basso. Sarà a questo punto che Gesù darà loro le apologie, i sigilli e i numeri del Mistero con le loro interpretazioni. E quando li hanno ricevuti ed escono dal corpo, diventeranno pura luce e saliranno verso l’alto nel tesoro della Luce.

L’Ordinamento dei Tesori di Luce

E poi i Guardiani delle Porte del Tesoro apriranno loro, e passeranno verso l’alto e sempre verso l’interno attraverso i seguenti spazi, mentte i poteri, che in quelli dimorano,  si rallegreranno e daranno loro i loro misteri, sigilli e nomi di potere: gli Ordini dei Tre Amen, Del Bambino del Bambino, dei Salvatori Gemelli, del Grande Sabaoth, del Grande Iaō il Buono, dei Sette Amen, dei Cinque Alberi, delle Sette Voci; gli Ordini degli Incontenibili, degli Impassabili; gli Ordini di coloro che sono prima e oltre (nel tempo e nello spazio) agli Inconcepibili e agli Impassibili: gli Ordini degli Insostenibili e di quelli che sono prima e oltre loro; gli Ordini degli senza-genitori e di quelli che sono prima e oltre loro; gli Ordini delle Cinque Impressioni, dei Tre Spazi, dei Cinque Sostenitori, dei Tre volte Spirituali, della Triplice Potenza, del Primo Precetto (o Statuto), dell’Eredità, dei Silenzi e della Pace, dei Veli che sono stesi innanzi al Grande Re del tesoro di luce, al Grande Uomo stesso, il Re dell’intero Regno di Luce, il cui nome è Ieou. Questi spazi e ordinamenti sono menzionati anche nel trattato di Pistis Sophia, ma li ho omessi nel riassunto per non confondere il lettore. Il soggetto è estremamente difficile, e nessuno è mai riuscito a ricostruire in dettaglio l’elaborato schema della Gnosi presupposto dal compilatore o compilatori dei nostri trattati, ciò dovuto in gran parte allo stato frammentario del Codice Bruciano da un lato e ai dati insufficienti del codice di Askew dall’altro.

La Gran Luce

I Discepoli devono ascendere ancora verso l’alto e verso l’interno dello Spazio della Grande Luce che circonda o trascende il Tesoro della Luce esterno stesso. Ieou è lì, lui è la Grande Luce; questo è il Second, o interno, Tesoro della Luce interiore. I guardiani apriranno le porte,  e i discepoli passeranno agli ordini dei Truiplici Poteri del secondo Tesoro di Luce; da qui si interneranno verso il dodicesimo ordine della dodicesima grande potenza dell’emanazione del vero Dio. Vi sono dodici Grandi Poteri con dodici Capi in ciascuno dei loro Ordini (di cui sono indicati i nomi autentici).

Invocazione al Vero Dio

Questi Dodici staranno in disparte in questo Spazio e invocheranno il vero Dio con questo “Nome”, dicendo: “Ascoltaci, o Padre, Padre di ogni paternità [Segue una frase nel linguaggio misterico contenente quattro vocali ripetute sette volte – con l’interpretazione: cioè, Padre di ogni paternità, poiché il Tutto è uscito dall’Alfa e ritornerà all’Ōmega quando avverrà la consumazione di tutte le consumazioni. Ora invocheremo i Nomi imperituri affinchè Tu possa inviare il Tuo gran Potere di Luce, e che esso segua questi Dodici Incostenabili [vale a dire, i dodici discepoli], poiché hanno in verità ricevuto il Mistero del Perdono dei peccati, e quindi non devono essere trattenuti dall’avvicinarsi al Tuo Tesoro della Luce“. In seguito a ciò, il vero Dio invierà la sua potenza luminosa; risplenderà da dietro i discepoli e farà sì che tutti i Tesori del Secondo Regno di Luce si ritirino, e i discepoli raggiungeranno lo Spazio del vero Dio.

Invocazione all’Inaccessibile

Allora il vero Dio a sua volta invocherà il [paragrafo continua] il Dio inavvicinabile, vale a dire l’Uno e Unico, ed Egli invierà da sè un potere di luce nello spazio del vero Dio, ed i discepoli saranno perfezionati in tutta la pienezza e costituiti in un ordine in quel tesoro. Essi canteranno inni di lode al Dio inavvicinabile, poiché, mentre sono ancora nel corpo, hanno ricevuto il Mistero del Perdono dei peccati e raggiunto lo Spazio del vero Dio.

Il Mistero dei Dodici Eoni

Quindi i discepoli chiedono di ricevere questo Grande Mistero; il Maestro promette che lo darà, ma aggiunge che, prima di riceverlo, devono essere informati circa il mistero dei Dodici (superni) Eoni, i loro sigilli, nomi e apologie. Questi sono dati: diagrammi di sigilli, nomi, numeri e apologie. Le ultime sono date in questa forma: “Fate luogo [nomi misteriosi], Arconti del primo (secondo, ecc.) Eone, perché invoco [altri nomi misteriosi – essendo questi nomi superiori del tesoro di luce]”. Il sesto (Settimo’) Eone è chiamato il Piccolo Mezzo, poiché appartiene ai sei Eoni che hanno creduto alla luce. Gli Arconti di questi Eoni hanno un po’ di buono in loro. Nel dodicesimo Eone  è il Dio invisibile,  Barbēlō e il Dio ingenerabile. Il Dio Invisibile è solo, in uno spazio nel dodicesimo Eone con veli dispiegati davanti a lui, e in questo Eone vi sono molti altri dei chiamati i grandi Arconti degli Eoni, sebbene siano servitori del Dio Invisibile, di Barbēlō e del Dio Ingenerabile.

Il Tredicesimo Eone

Nel tredicesimo Eone è il Grande Dio invisibile, il Grande Spirito Verginale (Barbēlō ?) e le ventiquattro emanazioni del Dio Invisibile. Vengono dati i nomi misteriosi di questi ventiquattro, e anche l’invocazione dei nomi più alti del tesoro di luce in cui è contenuta una serie di tripli ōmega ripetuti quattro volte, e una serie di ēta tripli ripetuti quattro volte. Si dice che i nomi di queste emanazioni siano i loro nomi “dal principio”. 

Il quattordicesimo Eone

Ancora più in alto (all’interno), nel Quattordicesimo Eone, vi è un secondo Grande Dio Invisibile, e un altro Grande Dio chiamato il “Grande Giusto” (χρηστός), che è un potere dei tre Arconti della Luce che sono dentro tutti gli Eoni, ma senza il Tesoro della Luce. Qui ci sono molte diverse emanazioni. I poteri di questo Eone cercheranno di trattenere i discepoli affinché possano compiere i misteri di Gesù in quegli spazi, e così questi poteri ricevono essi stessi ulteriori poteri dai poteri del tesoro di Luce. I discepoli, tuttavia, ricevono i giusti sigilli, numeri e apologie, cosicchè i poteri si ritirino.

I Tre Grandi Arconti

Ora i tre Grandi Arconti che si trovano all’interno di tutti questi Invisibili (cioè le emanazioni del Tredicesimo e del Quattordicesimo), ma senza il Tesoro della Luce, sono chiamati gli Dei tri-possenti, e sovrastano tutti gli altri. Loro stessi hanno ricevuto i misteri del Tesoro della Luce, poiché quando il Primo Potere venne fuori (dal Regno di Luce) rimasero per primi in esso (il Potere), e quando ne emersero, venne loro predicato il Regno di Luce. “Ho dato loro”, dice il Maestro, “i misteri che ho dato a voi, ma non ho dato loro il Mistero del perdono dei peccati. . . Perciò ora vi dico che io, quando separerò tutti gli Eoni, darò a questi tre Arconti della Luce, che sono nell’ultimo [il più alto, ovvero il più interno di tutti gli Eoni, il Mistero del Perdono dei peccati, perché essi hanno creduto nel Mistero del Regno di Luce. “Nessuno può oltrepassarli finché non ha ricevuto il Mistero del Perdono dei peccati; ma, continua il Maestro, non devono temere per questo motivo, poiché non vi è alcun luogo di punizione in quegli spazi, poiché i loro abitanti hanno ricevito i misteri”. Vengono quindi dati i sigilli, i nomi e le apologie di questi poteri, e qui sfortunatamente il testo si interrompe improvvisamente e giungiamo alla fine del secondo libro di Ieou di Schmidt.

Ieu, Emanatore del Mondo Mediano della Luce

Prendendo ora il primo libro di Schmidt, verremo in seguito a una descrizione del medio di luce mediano e del suo Arconte, il vero Dio, il Demiurgo, sopra i quali sono i tesori del Pleroma del Padre. Gesù è ancora il narratore. Il soggetto è di immensa complessità, con infinite emanazioni, tesori (cioè granai di ricchezze e pienezza), spazi, ordini e gerarchie, con diagrammi e simboli, e innumerevoli nomi “autentici” assolutamente incomprensibili, che si dice che siano “nella lingua di mio Padre”. Il vero nome del Demiurgo è tradotto come il vero Dio o Dio di verità, ed è dato in traslitterazione greca come Ieou, che Schmidt traslittera in tedesco come Jeû.

Il Tetragrammaton

Io suggerirei che Ieou sia una traslitterazione del nome misterioso di quattro lettere del creatore secondo la tradizione semitica e caldea, il tetragramma della Cabala: YHWH. Theodoreto ci dice che i samaritani pronunciavano questo nome Iabe (Iave) e gli ebrei Iaō. Dal sedicesimo secolo, aggiungendo le vocali di Adonai al nome impronunciabile Y H V H, è stato pronunciato Jehovah, ma non è corretto. Generalmente è scritto Yahweh: ma non c’è certezza in merito. Ieou o Iao sono probabilmente tentativi di traslitterazione greca dello stesso nome semitico, che conteneva lettere totalmente non rappresentabili in greco; Yahoo o Yahuwh, forse, è il nome nascosto in Iacco (Yach), ancora ulteriormente corrotto in Bacco dai greci. Iacco era il nome-mistero del potere creativo in quella grande tradizione del mistero; Bacco era il nome nel culto popolare. Ma per continuare con il nostro riassunto. Gesù, il Vivente, ha apparentemente portato i suoi discepoli con Lui attraverso gli spazi interiori del mondo invisibile, e li ha portati sul piano di questo vero Dio, dal quale impartisce le istruzioni mistiche sulla dispensazione creativa dell’universo, nel Regno della luce. Per prima cosa ai discepoli mostra Ieu nella sua natura, come semplice emanazione dagli Ineffabili Tesori del Padre, prima che egli abbia a sua volta effuso da se stesso emanazioni tramite il comando del Padre. Si dice che una strana combinazione di lettere e segni sia il “nome” di questo Dio “secondo i tesori che sono al di fuori di questa regione” – vale a dire, sia i piani sottostanti che i sotto-piani di quel piano. Poi segue un diagramma: un quadrato che circonda un cerchio, all’interno del quale si trova un altro quadrato contenente il Tipo di tesori su cui regnerà Ieou, ed altresì il tipo di Ieu stesso prima che emanasse. Ma da Ieu deve venire una miriade di emanazioni, tramite il comando del Padre, che a loro volta diverranno padri di tesori; ciascuno di questi padri deve anche essere chiamato Ieou. Questo ordine è effettuato da Gesù in quanto Logos; ma il vero Dio è il padre di tutti questi padri o paternità, poiché egli è una diretta emanazione dal Padre, e per mezzo di lui e da lui proseguirà tutta la successiva emanazione. Inoltre, da ciascuno dei subordinati di Ieou, attraverso il comando del Padre, procederanno altre emanazioni per riempire i tesori, e saranno chiamati Ordini (o gerarchie) dei Tesori di Luce. Miriadi di miriadi sorgeranno da loro. Siamo quindi nel Regno di Luce.

Ieu, il tipo del Vero Dio

Ci viene poi dato un diagramma che si dice sia il tipo del vero Dio prima che emanasse, cioè quando le emanazioni successive erano solo in potenza dentro di lui ma non ancora in atto. Il diagramma è simile a un uovo, con un uovo o un nucleo più piccolo al suo interno contenente tre linee o tratti. Le circonferenze superiori, o gusci, tanto dell’uovo che del nucleo, sono mancanti quasi a rappresentare il raggio di luce creativo del Padre che scorre in esse.

I Diagrammi mistici.

È molto probabile, quindi, che in questi diagrammi i quadrati possano rappresentare tesori o il lato-materia, mentre i cerchi possano rappresentare gli dei o il lato energia – ma questi possono interscambiarsi, poichè la sostanza di un piano, o fase, diventa l’energia del piano sottostante. I tre tratti sembrano rappresentare la triade potenziale o trinità latente in tutte le manifestazioni, e questa triade, agendo all’interno del gruppo di quattro quadrati, produce l’ordine infinito ordinamento in dodici o dodecadi. Conviene anche ricordare che, con ogni probabilità, abbiamo solo una riproduzione molto difettosa di questi diagrammi, perché dobbiamo tener conto della traduzione, della copia e della ricopiatura da parte di scribi ignoranti. Si dice che le tre linee siano le tre Voci, che Ieu invierà quando gli verrà ordinato di “lodare il Padre”, cioè di emanare, perché è così che si canta il canto creativo di lode.

Embriologia cosmica.

Successivamente abbiamo uno schema del primo momento di questa emanazione; è curioso notare che i simboli usati somiglino strettamente a uno spermatozoo e all’ovulo. All’interno di un quadrato c’è un piccolo cerchio con il suo diametro prolungato in modo che rappresenti bene la testa e la coda di uno spermatozoo; l’uovo consiste di tre cerchi concentrici, il più interno dei quali ha un diametro ed è della stessa dimensione della testa dello spermatozoo, che ha anche un diametro simile; ci sono quindi due delle linee o tratti o Voci ancora latenti, e solo una è finora manifestata.

Il Sigillo sulla fronte di Ieu

Di seguito, un diagramma la cui metà superiore ripete apparentemente il diagramma precedente, e la metà inferiore consiste di sei cerchi concentrici con un punto al centro. Quest’ultimo è chiamato il sigillo (χαρακτήρ) sulla faccia o sulla fronte di Ieou, ed è chiamato il tipo dei tesori. Questa emanazione dal vero Dio è causata dal fluire in esso di un potere di luce dai tesori ineffabili al di sopra, in risposta a un’invocazione di Gesù in quanto Logos, che invoca il nome di Suo Padre. Il Potere della Luce è chiamato la “Piccola Idea”, presumibilmente per significare che, sebbene abbia il potere di dare energia a tutta la creazione, è piccola a paragone delle “Grandezze” o Idee nella Mente Divina. Quello che segue è oltre il mio potere di riassumere. Abbiamo diagrammi di una serie di ventotto Ieou, prima che il testo si interrompa di nuovo improvvisamente. Qual fosse il numero completo nell’originale è impossibile da dire; Schmidt ne suppone una trentina. I diagrammi sembrano essere stati copiati con molta cura, ma presentano alcune caratteristiche generali. La parte superiore è generalmente composta da sei quadrati, uno all’interno dell’altro. Nel più piccolo c’è la parola Ieou, e lo speciale nome misterioso del Ieou o tesoro, che il diagramma rappresenta. Questi nomi sono generalmente posti sopra una piccola figura oblunga (o due linee), che si dice siano la “radice” degli spazi o delle regioni in cui è posto quel particolare Ieou. Sopra e sotto, tagliando i lati superiore e inferiore dei sei quadrati, ci sono due linee parallele, che si dice denotino i percorsi attraverso i quali si deve viaggiare se ci si addentra nello spazio del Padre del tesoro. Questi sentieri, ove intersecano i lati del quadrato, sono segnati dalla lettera greca alfa, la quale, secondo ciò che è detto, sta a rappresentare le tende o i veli che sono stesi davanti al padre. Sopra ogni schema di quadrati ritroviamo le tre linee o tratti, che ora si dice siano le tre Porte di ciascun tesoro. Ogni tesoro ha dodici ordini, i nomi autentici dei capi di ognuno dei quali sono allegati, insieme ai nomi autentici dei tre Guardiani delle Porte. La metà inferiore di ciascun diagramma consiste del sigillo sulla fronte di Ieou; questi sigilli sono per lo più cerchi con contenuti diversi, ma è estremamente difficile intuire  qualsiasi connessione tra loro.

I Dodici l’Ordine di Gesù.

Tra il secondo e il terzo diagramma di Ieou c’è un’altra figura che differisce completamente dal resto della serie: per quanto riguarda il suo significato, non ne ho idea. È seguito da queste parole di Gesù: “Da questi ordini, ne prenderò dodici e li darò a Me, affinché possano servirmi”. Questo probabilmente si riferisce ai prototipi delle anime dei discepoli che Gesù ha scelto per Se stesso prima della loro incarnazione, come apprendiamo dalla Pistis Sophia. Con il ventottesimo diagramma, il testo si interrompe all’improvviso; e il prossimo argomento che incontriamo, secondo l’ordine delle pagine di Schmidt, è un inno che Gesù canta al Primo Mistero. Dopo aver stampato questo frammento in questo luogo, Schmidt giunse alla conclusione che queste pagine dovevano essere separate e trattate come frammenti di un’altra opera, sulla base del fatto che non potevano formare un’unità organica con tutto il resto.

Inno al Primo Mistero cantato nei Tredici Eoni

Siamo ora nello spazio inferiore o nel piano dei Tredici Eoni, ognuno dei quali ha il suo Ieou padre o creatore, con Arconti e poteri subordinati, chiamati decani e liturgi, a significare servi, ministri o operai. Ci sono tredici inni di lode, uno per ogni Eone, ma manca il testo dei primi quattro. Il tenore generale di ogni petizione è il seguente: “Porgi orecchio a me, mentre canto le tue lodi, o tu primo mistero, che hai brillato nel suo mistero [cioè, il mistero di quel particolare Eone], fu la tua luce che fece ordinare a Ieu questo Eone e insediarvi i suoi Arconti, ministri e operai [segue quindi il “nome imperituro” dell’Eone]. Salva tutti i miei membri (membra), che fin dalla fondazione del mondo sono stati dispersi in tutti gli Arconti, ministri e operai di questo Eone, e radunali tutti insieme e ricevili nella Luce!”. La preghiera finale è conclusa da un triplice Amen. La particolarità della lode riguardo al Tredicesimo Eone sta nel fatto che Il Tredicesimo Eone è trattato apparentemente come un piano o spazio separato. Per ordine del Primo Mistero, lo Ieou di questo spazio ha portato all’esistenza lo spazio delle ventiquattro emanazioni invisibili, con tutti i loro Arconti, dei, signori, arcangeli e angeli, i loro ministri e operai. Inoltre, a questo spazio del Tredicesimo Eone vengono assegnati i “tre dei”. Inoltre, per ordine del Primo Mistero, i sei Arconti sotto Iabraōth, che hanno creduto nel Regno di Luce, si trovano appena al di sotto di questo Tredicesimo Eone in uno spazio di pura aria, mentre i sei Arconti impenitenti sono apparentemente assegnati all’atmosfera inferiore impura. Per quanto riguarda la dispersione delle membra, potremmo ricordare al lettore la citazione di Epifanio dal Vangelo di Filippo: “Mi sono riconosciuto e mi sono riunito da tutti i lati. Non ho seminato figli all’Arconte di questo mondo, ma ho distrutto le sue radici, ho radunato le mie membra sparpagliate ovunque, e so chi sei tu”.

I Sessanta Tesori

Ora siamo introdotti a un nuovo argomento. Gesù porta il Suo Ordine, i dodici discepoli, attraverso i Tesori del mondo della Luce Mediana, dando loro i sigilli, i numeri e i nomi autentici per mezzo dei quali in questi Tesori possano essere introdotti, e gli stessi attraversati. Ce ne sono sessanta di questi Tesori, ma la nostra narrazione inizia solo nel cinquantaseiesimo, poiché tutte le pagine intermedie sono perse. Da quanto ci viene detto, sono propenso a pensare che esistessero anche sessanta diagrammi di Ieou, e non trenta solamente come suppone Schmidt. Fondamentalmente c’erano presumibilmente dodici tesori principali, ma ognuno apparentemente era considerato da cinque diversi punti di vista, e ogni punto di vista era chiamato ordine o ordinamento. C’era quindi un ordinamento dodecuplo e un ordine quintuplo, tutti immanenti nel Dio “che abita nel mezzo dell’universo”, cioè, in Ieou, il Dio del mondo di luce intermedio. Dei cinque, due sono chiamati l’esterno, due l’interno e uno l’ordine medio. Si dice che ogni tesoro sia circondato da sei regioni o spazi, rappresentati dai quadrati dei diagrammi. Usando i sigilli (una serie di diagrammi molto curiosi), numeri e nomi, si dice che i Guardiani, gli Ordini e i Veli si disperdano e che lo spazio più interno del padre del tesoro venga raggiunto, e quindi il segreto del suo nome autentico è rivelato. Inoltre all’interno di ogni tesoro c’è una Porta e di fuori Tre Porte; ognuna delle Porte esterne ha tre Guardiani, ma la porta interna ne ha una sola, presumibilmente il Padre del tesoro stesso.

La Piccola Idea

Alla conclusione di questa esposizione, i discepoli chiedono in qual modo tutti questi spazi e le loro paternità siano venuti in essere. Gesù risponde che è a causa della “Piccola Idea”, che il Padre ha lasciato indietro e non si è ritirato in Se stesso; mentre tutto il resto del Padre si è ritirato in Se stesso. “Fu in questa Piccola Idea che io emersi, avendo il Mio essere nel Padre, eruppi e mi liberai da Lui. Io risplendetti ed essa emanò Me, prima emanazione da essa, la sua perfetta somiglianza e immagine. Quando mi ebbe emanato, io stessi dinanzi ad Essa”. Questa fu la prima voce. Ancora una volta risplendette ed emanò, mandando fuori la Seconda Voce – tutti questi spazi, che uscivano uno dopo l’altro. La Terza Voce fluì ed emanò gli Arconti di tutti questi spazi uno dopo l’altro. Lui, Gesù, la Prima Voce, la prima emanazione, è quegli che ha riunito il Suo Ordine – i Dodici, e li ha portati attraverso tutti gli spazi, affinché possano servirLo. Egli ha dato loro i poteri mediante i quali possono passare attraverso tutti questi spazi all’interno, verso lo spazio più interno del sovrano di tutti loro, il vero Dio.

I Nomi del Gran potere

I discepoli poi ricordano a Gesù che aveva promesso di dare loro il nome unico, in cui ogni spazio poteva essere attraversato senza la faticosa ripetizione di ciascuno dei nomi separati – il Nome che era la chiave per sbloccare ogni porta in ogni tesoro. È questo, chiedono, il Grande Nome del Padre? Il Cristo (è la prima volta che questo titolo vine citato) rispose: “No, ma il Nome del Gran Potere che è in tutti gli spazi“. Poi dà loro questo nome autentico – apparentemente una frase in cifra, intervallata dalla tripla ripetizione delle sette vocali. Deve essere detta nello spazio del vero Dio, nello “spazio degli interni che appartiene allo spazio degli esterni”. Il nome deve essere invocato, rivolgendosi ai quattro angoli del tesoro e poi seguito dalla richiesta che tutti i percorsi verso la paternità siano lasciati liberi al discepolo, “perché ho invocato il Grande Nome del Dio di tutti gli spazi “. Allora tutti i veli saranno ritirati e tutti gli Arconti si disperderanno; si ritrarranno “nella loro propria forma. “Ecco, ora”, continuò il Maestro, “vi ho detto il [nome-maestro], custoditelo e non ripetetelo continuamente, così che tutti gli spazi non possano essere inquietati a causa della gloria in esso”.

Inno al Dio Inaccessibile

Quindi Gesù comanda ai Suoi discepoli di seguirLo, e si inoltra ancora all’interno, nel settimo Tesoro. Questo non può evidentemente essere il settimo tesoro dei sessanta tesori, ma deve essere un altro ordine. Qui comanda loro di circondarlo e rispondono con un triplice Amen per ogni lode, mentre canta un inno di lode al Padre a causa dell’emanazione dei tesori. Il Padre è prima chiamato dal Nome Ineffabile, i cui simboli sono dati; quindi come “Dio, Padre Mio”, e poi come “Inavvicinabile”. La forma di ogni elogio inizia con le parole: “Ti lodo, Dio inaccessibile, perché sei risplendente in te stesso”, e termina con la domanda: “Qual è ora la Tua volontà, se non che tutto questo fosse, o Dio inaccessibile?”. Il soggetto dell’inno è che Dio si è ritirato in se stesso, nella sua verità, a parte una sola piccola idea, lo spazio di cui ha lasciato il luminoso mondo di luce, risplendente nel Padre. È una radiazione del Padre in se stesso, secondo la sua volontà. Questa Luce è Gesù, l’unica emanazione del Padre attraverso la sua volontà. Gesù è la somiglianza perfetta e l’intera immagine di Dio. La seconda emanazione crea gli spazi che circondano il Padre. La terza emanazione è la messa in essere dei poteri e degli Arconti degli spazi di Luce, che sono chiamati Tesori. Inoltre tutti questi poteri sono stimolati da una grande potenza emanata dal Padre, così che essi sono chiamati Veri Dei, cioè Dei nella Verità (presumibilmente distinti dagli Dei del pantheon del volgo). Questo potere è l’energia attiva non solo nei vari padri dei tesori, ma anche nei poteri subordinati. Così vengono emanati anche i Guardiani o gli Osservatori e le sessanta paternità, una per ogni tesoro. Questi sessanta sono chiamati “Gli ordini dei cinque alberi”. È anche questo potere che ha creato i sigilli e il grande nome. Questo stesso Potere è anche chiamato il [Primo?] Mistero e l’immagine della Luce che circonda il Padre.

I Grandi Logoi secondo il Mistero.

Questi Spazi di Luce sono chiamati gli Spazi dei “Grandi Logoi secondo il Mistero”, in cui è la gloria del Padre. Questo ci porta a supporre che il “Grande Logos” del titolo del trattato sia lo stesso del Primo Mistero, il Grande Potere, e quindi identico a Gesù. I Grandi Logoi sono anche chiamati Ieou. L’inno poi continua: “Ti lodo, o Dio inaccessibile, perché sei risplendente in te stesso, hai emanato il tuo unico e solo mistero, tu che sei un Dio inavvicinabile anche per questi Logoi: sei inaccessibile tra loro, in questo Gran Logos secondo il Mistero di Ieou, il padre di tutti gli Ieou, che sei Tu stesso; e tuttavia qual è la Tua sola ed unica volontà, se non che noi, in essi, ci avviciniamo a Te, o Dio che nessuno può avvicinare, al quale nondimeno ci siamo approssimati in questo Gran Logos, econdo il Mistero di Ieou?“. Sono propenso a pensare che “Logos” sia qui usato in due significati. Generalmente significa Ragione o Parola; qui sembra significare anche Sermone, Discorso o Insegnamento.

L’Idea Universale

L’inno termina con lodi in cui si dice che il Padre si è ritirato o ha aspirato se stesso interamente nella Sua Universale Somiglianza e Idea, con la sola eccezione della Piccola Idea, lasciandola come mezzo per manifestare le Sue illimitate Ricchezze, la Gloria universale e i potenti Misteri. La Grande Idea Universale e la Piccola Idea sono così viste corrispondere nel mondo spirituale ideale alle idee del macrocosmo e del microcosmo. E così finisce questo straordinario inno, con un triplo Amen finale. I due frammenti rimanenti sono collocati da Schmidt in un’appendice. Il primo frammento è parte di un inno di lode, ogni elogio di cui inizia con le parole: “Ascoltami, mentre canto le tue lodi, Tu Mistero prima di tutti gli Incontenibili e gli Impassibili, che hai brillato nel Tuo Mistero, affinché il Mistero che è dall’inizio fosse  completato”. Il contenuto dell’inno è il seguente (dopo ogni termine tecnico sono aggiunti i nomi imperituri): Il Mistero, risplendendo fuori divenne Acqua dell’Oceano. La Terra nel mezzo dell’Oceano, fu purificata. Tutta l’immensa materia dell’oceano divenne purificata, cioè il mare con tutte le specie che vivono in esso.Col suo risplendere suggellò il mare e tutti queli che sono in esso, poichè il potere, che è in loro, era nel caos, contro l’ordine (kosmos) esistente.

La Via del Mezzo

L’inno qui si interrompe bruscamente, e abbiamo una descrizione del passaggio dell’anima attraverso le regioni dei poteri demoniaci e dei nomi imperituri del “mistero del loro timore”, per cui l’anima può sfuggire alle loro grinfie. Questi sono gli spazi degli ordini dei vari grandi ministri del Grande Potente Arconte nella Via del Mezzo; e i nomi di questi ministri, recuperabili da questo frammento, sono gli stessi dei Sovrani della Via del Mezzo indicati negli Estratti dai Libri del Salvatore. Questo Grande Potente Sovrano è ulteriormente descritto come “colui che è pieno di ira”. È il successore dell’Arconte delle Tenebre Esteriori, di quello spazio che cambia tutte le forme. È disteso sulla Via del Mezzo, così da poter portare via le anime come un ladro.

Le pagine su cui si trovano questi frammenti differiscono dal resto del MS  in quanto sono inquadrate da una bordura formata da un’unica linea.

IL LIBRO DEL GRAN LOGOS SECONDO IL MISTERO (Moraldi e Mead)ultima modifica: 2018-11-25T14:14:27+01:00da mikeplato
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