IL NAZISMO MAGICO: LA STORIA DELLA RICERCA

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di Mike Plato

La recente pubblicazione di “I Mostri di Hitler” ad opera di Eric Kurlander ripropone ancora una volta il quesito se il regime nazista avesse avuto o meno una natura esoterica e di quale esoterismo si trattasse. Con il libro “Il Mattino dei Maghi” la questione è entrata presto nell’immaginario collettivo e ha fatto da apripista a ricerche sempre più approfondite sul tema, che esamineremo per meglio capire questo strano mondo in cui viviamo e siamo. Questa prima parte si occuperà del retroterra dell’esoterismo nazista

Hitler fu il mago cerimoniale più potente dei nostri tempi (Winston Churchill)

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Una premessa: il tedesco Guido Von List e l’Ordine Armanico.

Al di là dello scetticismo ancora imperante in certa storiografia riguardo alla natura esoterica del Terzo Reich, che vi fosse un humus ideale per un potere oscuro a matrice esoterica nella Germania pre-seconda guerra mondiale, lo mostra nel 1911 quel Guido von List che crea l’Ordine Armanico sulla base di una filosofia esoterico-ariana, terreno ideale su cui il Nazismo esoterico fiorirà. List crea una cerchia di dieci persone, conducendole in tutta la Germania alla ricerca delle impronte di Wotan, dei luoghi in cui la manifestazione della vera sapienza ariana nascosta sia fruibile dal gruppo attraverso la meditazione e la fusione con l’elemento naturale. Nell’ottica di List e dei suoi sostenitori, l’intera Terra era stata governata da una casta di re-sacerdoti, detentori del sapere ariosofico, che egli chiama Armanenschaft, che rivestivano il loro ruolo in quanto appartenenti a una razza naturalmente superiore: la razza Aria o Ariana. Egli vuole quindi ristabilire l’antico Ordine di iniziati basando la sua organizzazione in funzione della sua conoscenza della massoneria. Egli sostiene che l’antica confraternita consistesse di tre gradi, ciascuno con i propri segni segreti, toccamenti, e parole di passo. Egli crede che l’Armanenschaft avesse il controllo della società degli antichi popoli tedeschi, in qualità di insegnanti, sacerdoti e giudici, e che avesse sviluppato un linguaggio segreto per trasmettere i suoi insegnamenti, conosciuto come kala. Si convince che persino i Templari, la Rosacroce e la Massoneria fossero anelli della catena iniziatica Armanica. List giunge a ipotizzare che nel VIII secolo, gli Armanisti avessero impartito i loro insegnamenti segreti agli ebrei rabbini di Colonia, nella speranza di preservarli dalla persecuzione cristiana; e che questi insegnamenti divennero poi la Cabala, un’innovazione esoterica antico-tedesca e non ebraica, legittimando così il suo utilizzo nei suoi insegnamenti. I suoi studi sull’esoterismo e sui significati della cultura runica influenzeranno notevolmente l’aspetto trascendentale dell’ideologia nazionalsocialista. Nonostante le origini cattoliche della famiglia, List abbandona progressivamente la dottrina cristiana, rivelando sin da giovane una forte attrazione per le religioni tradizionali germaniche. La conversione al paganesimo comincia nel 1862, quando, visitando le catacombe sottostanti la cattedrale di Santo Stefano, si inginocchiò davanti al rudere di un altare della cripta e promise di costruirvi, divenuto adulto, un tempio dedicato a Wotan. Traendo ispirazione dagli insegnamenti teosofici di Helena Petrovna Blavatsky e coniugando occultismo gnostico, esoterismo, teosofia e nozioni apprese dagli scritti della società segreta dei Rosacroce, riesce a delineare una visione storico-religiosa molto differente da quella imposta dalla società moderna. Nella sua religione, fusione della mitologia germanica norrena con la cosmogonia della Teosofia, l’Odinismo è la parte essoterica e l’Armanesimo quella esoterica. La sua attività si estende su più fronti: la letteratura germanica viene studiata nella sua essenza metafisica, legge e medita l’Edda, l’Havamal e la Voluspa in cui ritrova tracce della antica sapienza ariana. Si interessa soprattutto al wotanismo occulto nella storia germanica e, per studiarlo, si dedicherà alla ricerca esoterica della chiave interpretativa dell’alfabeto runico. Gran parte della comprensione dell’antico passato da parte di Von List è basata non sulla ricerca empirica in fonti storiche, archeologiche, e folcloristiche, ma piuttosto sulle idee che egli sostiene di aver ricevuto a seguito di illuminazione chiaroveggente. List crede che gli insegnamenti di base dell’Odinismo siano celati nell’alfabeto runico, e sia possibile decifrarli collegando queste lettere a particolari magie runiche che appaiono nella lingua norrena dell’Havamal. Egli ha affermato di aver decifrato questi significati segreti, traducendoli come affermazioni quali “Conosci te stesso, e conoscerai tutto”, “Non temere la morte, non può uccidere”, “Il matrimonio è la radice della razza ariana”, e “L’uomo è uno con Dio!”. List sottolinea l’importanza di una mistica unione tra l’uomo e l’universo; concepisce la divinità come immanente nella natura; crede in una stretta identificazione tra il gruppo razziale – il Volk-. e il mondo naturale, ed è convinto che gli esseri umani abbiano un’anima immortale, e che si reincarnino in base alle leggi del karma, per poi alla fine unirsi con la divinità. Von List crede che il degrado della società occidentale moderna sia voluto da una cospirazione orchestrata da un’organizzazione segreta conosciuta come la Grande Party Internazionale, un’idea influenzata dalle teorie di cospirazione antisemite. In una prospettiva millenarista, profetizza la sconfitta imminente di questo nemico e la creazione di un futuro migliore per la razza Ario-tedesco. Secondo lo storico dell’esoterismo Joscelyn Godwin “Guido von List, [un] viennese mitomane, più di chiunque altro, ha posto le basi per la miscela romantica di idee che collega misteriosamente questi proto-nazisti con la attuale New-Age: l’interesse alla vita naturale, il vegetarianismo, l’anti-industrialismo, l’apprezzamento per i monumenti preistorici e per la saggezza di chi li ha costruiti, l’interesse per l’astrologia, per le energie della terra e per i cicli naturali, una visione religiosa vagamente simile a quella della Teosofia”. Godwin afferma che Von List sarebbe stato uno dei “tre padrini della Thule nazista” al fianco di Liebenfels e di Rudolf von Sebottendorff. Von List può essere considerato il fondatore dell’Ariosofia o Gnosticismo Iperboreo, termine coniato da Adolf Lanz (Jörg Lanz von Liebenfels) nel 1915, che identifica un movimento filosofico-religioso, scaturito dalla consistenza della sintesi ideologica delle figure pilastro dei suoi maestri spirituali: oltre a von List, anche Lanz, Savitri Devi e Miguel Serrano. Peraltro Lanz ed altri avevano già costituito nel 1900 l’Ordo Templi Novi (OTN), ordine gnostico neo-templare cavalleresco cristiano atto a celebrare il culto della purezza ariana, cui si affilieranno gli ariosofi. Esclusivamente attraverso le vie mistiche, magiche e religiose degli ariani, lo scopo ariosofico è il raggiungimento della ‘Land’ (Terra) degli iperborei. L’Ariosofia è comunque intesa come “Aryo-Sophia”, ovvero come “Nobile-Conoscenza” oppure “Conoscenza dei Nobili”. È una via spirituale, esoterica, magica e mistica, che coniuga le tradizioni ariane dei popoli indoeuropei, ovvero le tradizioni di quei popoli che in antichità con la spada, hanno posto le basi mistiche, morali e sapienziali delle grandi civilità del passato, quali ad esempio: la civiltà Vedica, la civilità Greco-Romana, la civiltà Germanica, ecc.. List non riuscì a realizzare i suoi scopi politici e a creare una casta superiore dell’Armanenschaft, ma il suo progetto rimasto incompiuto venne portato a termine durante il III Reich.

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L’erede di Von List: Adolf Lanz

Nel 1905, Adolf Lanz aveva pubblicato la dichiarazione fondamentale della dottrina gnostico-ariana, Theozoologie oder die von den Kunde Sodoma-Äfflingen und dem Götterelektron, che ancora una volta combinava le fonti giudaico-cristiane tradizionali con la nuova scienza della vita: quindi Theo-zoologia. Lanz, ex monaco cistercense, può essere ritenuto come l’ideale ispiratore della concezione mistico-religiosa di matrice neopagana del III Reich, ripresa da Adolf Hitler con particolare evidenza nei suoi scritti sull’argomento. Nell’opera è narrato che il primo pigmeo, chiamato Adamo, generò una razza di uomini-bestia (gli Anthropozoa), che dettero origine alle varie specie di scimmie del mondo. Ben distinti in origine erano gli uomini-precedenti e superiori, i Theozoa. Seguendo Euhemerus e Saxo Grammaticus, Lanz riteneva che queste forme superiori di vita fossero divine. Impressionato dalle scoperte scientifiche in elettronica e radiologia, Lanz vedeva l’elettricità come una forma di rivelazione e ispirazione divina, e attribuiva ai Theozoa organi sensoriali straordinari per la ricezione e trasmissione di segnali elettrici. Questi organi concedevano poteri di telepatia e onniscienza ai Theozoa. Lanz e gli Ariosofi sono sostenitori di una cospirazione globale che li vede opposti alle forze malefiche oscure del Kali Yuga comandate da Yahweh, dagli ariosofi inteso come il Demiurgo, Il Dio degli ebrei, un essere preistorico elettro-magnetico fondamentalmente malvagio e creatore della materia e del conseguente materialismo. Questo essere si manifestava regolarmente come nuvola, fuoco e fulmini. La natura elettrica dell’Arca dell’Alleanza era evidente, mentre Dio aveva la tipica proprietà dei raggi elettrici: uccide e rivivifica, guarisce e rende malati. Per contro le divinità pagane di Israele erano dedite ai malvagi culti della bestialità e dell’incrocio razziale. Passando al Nuovo Testamento, anche Cristo è considerato da Lanz come un essere elettrico, venuto a riscattare l’uomo caduto dal bestiale meticciato attraverso una rinascita della religione razziale gnostica. Secondo Lanz, Cristo era un degli ultimi uomini-Dio, ma non Dio. I miracoli di Cristo, i suoi poteri magici e la trasfigurazione, confermano la sua natura elettrica. Lanz ha interpretato la Crocifissione come il tentato stupro da parte dei pigmei, spinti da aderenti al culto bestiale finalizzato agli incroci di razza. Anche i Templari erano stati trucidati e soppressi per lo stesso motivo. Al posto delle specie originariamente distinte come Theozoa e scimmie, si sono volute sviluppare diverse razze miste, di cui gli ariani erano i meno corrotti. I meravigliosi organi elettrici dei Theozoa si erano atrofizzati nelle presumibilmente superflue ghiandole pituitaria e pineale dell’uomo moderno a causa dell’incrocio di razze. La storia delle religioni ha messo in scena una costante lotta tra i culti bestiali ed endogami. La religione razziale di Lanz tradisce caratteristiche gnostiche. Gli dèi una volta camminavano fisicamente sulla terra. Oggi vivono e dormono nell’uomo in quanto scintilla divina elettrica intrappolata nel corpo e nella psiche delle razze degradate degli uomini, ma giorno verrà in cui si manifesteranno. Lanz ha descritto un fosco ritratto di modernità caratterizzata da confusione razziale, declino delle élite tradizionali, emancipazione e promozione degli inferiori, e denarocrazia.: “Perché cercate un inferno nel prossimo mondo! L’inferno in cui viviamo e che brucia dentro di noi [lo stigma del sangue corrotto] non è terribile abbastanza?” (Theozoology). La cospirazione cerca di minare e rovinare la razza ariana non contaminata, emancipando gli inferiori non tedeschi nel nome di un egualitarismo spurio. La vera religione di Lanz consisteva nei culti endogamici di purezza razziale, al fine di mantenere questi poteri divini e contrastare le tentazioni di atti lascivi con gli antropoidi bestiali, i pigmei e le loro razze ibride. Critica verso le religioni abramitiche, l’Ariosofia sintetizza la tradizione esoterica indiana e quella odinica, entrambe le quali vengono considerate di provenienza ariano-iperborea. L’Ariosofia è una Gnosi Luciferiana che, attraverso la teoria junghiana dell’inconscio collettivo ariano e l’induismo monistico-panteista, riconoscerà in Adolf Hitler l’Avatara oppostosi al nemico/satana materialistico del Kali Yuga.

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Prima venne Savitri Devi

E’ errato pensare che non vi fossero teorici della natura esoterica del Nazismo se non nel periodo post-bellico. Nel 1932, la scrittrice greco-francese Maximiani Julia Portas, agente dell’intelligence nazista in India durante la seconda guerra mondiale, in un viaggio in India si dà il nome di Savitri Devi. Prima di ciò, usando le sue competenze linguistiche, aveva percorso il Medio-Oriente alla ricerca di una sopravvivenza reale della sacralità pagana delle origini. Durante un pellegrinaggio in “Terra Santa” rimette in discussione il Cristianesimo, “superstizione dell’uomo” antropocentrica e mortificante “religione di schiavi” a rimorchio d’Israele. Viene attratta da un panteismo “biocentrato” che ricerca a partire dalla feconda eredità di Ipazia, dell’imperatore Giuliano e di Widukind che avevano resistito al nuovo ordine religioso instaurato in Europa due millenni or sono dai settari seguaci di Cristo. Critica delle religioni abramitiche, Devi è una sostenitrice dell’induismo e del nazismo, di cui sintetizza le filosofie, e proclama che Adolf Hitler sia stato mandato dalla Provvidenza, similarmente ad un avatar del Dio indù Vishnu. Crede che Hitler fosse il sacrificio per l’umanità che avrebbe portato alla fine del Kali Yuga, indotto da coloro che lei credeva possiedano il potere del male, gli ebrei. I suoi scritti hanno influenzato le correnti del neo-nazismo e del nazismo esoterico. La Devi sarà una delle personalità più influenti in Europa relativamente all’ecologia ed ai diritti degli animali del tardo ventesimo secolo, ed una guida dell’underground nazista durante gli anni sessanta. Dopo la caduta del Terzo Reich, lo spirito nazista, infatti, sopravviverà nella missione ariana di Savitri Devi. Tra le idee della Devi, c’è la classificazione in “uomini di sopra del tempo”, “uomini nel tempo” e “uomini contro il tempo”, come riportato nella sua opera The Lightning and the Sun, pubblicato clandestinamente a Calcutta nel 1958, ove definisce una gerarchia nell’attitudine dell’Uomo a confrontarsi col Kali-Yuga, fine di ciclo caratterizzata dall’inversione dei valori tradizionali. C’è innanzitutto l’Uomo dei tempi ultimi che, avido d’oro e d’onori, si agita egoisticamente per i propri interessi. Poi c’è quello che, al di sopra dei tempi, rifiuta ogni coinvolgimento nel mondo e si orienta verso la spiritualità. Questo è generalmente il Bramino incompreso e beffeggiato. Solo per ultimo viene l’Uomo che si oppone ai tempi, il mistico militante che applica con violenza la volontà divina di restaurazione dell’età dell’Oro. Secondo Savitri Devi, Hitler era quest’Uomo, e la sua morte non mette minimamente in causa il combattimento contro i tempi. Secondo la Devi, questa tripatizione riflette la Trimurti induista Brahma-Vishnu-Shiva. Brahma è esistenza in und fuer sich, in e per se stessa; non manifesta, è quindi fuori e al disopra del tempo; essendo, oltre la concezione mentale del tempo, e quindi non conoscibile. È significativo che Brahma non abbia templi in India, o altrove. Non si può rendere culto a ciò che può concepire la coscienza senza limiti di tempo. Si può, al massimo, attraverso l’atteggiamento corretto (ed anche attraverso le corrette pratiche ascetiche) unire se stessi in lui; trascendere la coscienza individuale; vivere al disopra del tempo, nel presente assoluto che non ammette nessun ”prima” e nessun “dopo”, e che non è altro che l’ eternità. Vishnu, il sostegno del mondo, è la tendenza di ogni essere a rimanere lo stesso e creare (e procreare) a sua propria somiglianza; la forza di vita universale come opposta al cambiamento e quindi alla disgregazione e alla morte; il potere che lega questo universo limitato nel tempo alla sua essenza senza tempo – ogni essere manifestato all’ idea di quell’ essere, nel senso che un tempo Platone dava alla parola idea. Tutti gli uomini contro il tempo (tutti i centri di azione contro il tempo, nel senso cosmico della parola) sono incarnazioni di Vishnu. Loro sono tutti, più o meno, redentori del mondo: forze della vita, dirette contro la corrente discendente del cambio irresistibile che è il trascorrere del tempo; forze di vita che tendono a riportare il mondo alla perfezione originaria, senza tempo. Shiva, il distruttore, è la tendenza di ogni essere a cambiare, a morire al suo presente e a tutti i suoi aspetti passati. Egli è Mahakala, il tempo stesso; il tempo che trascina l’universo al suo inevitabile destino e, oltre quello, ad una non meno irresistibile rigenerazione; alla primavera di una Età Dorata e ancora, lentamente e fermamente, a degenerazione e a morte, in una successione senza fine. In altre parole, Vishnu e Shiva, il sostenitore ed il distruttore del mondo, il tempo e la forza contro il tempo, Mahakala, sono uno e lo stesso. Ed entrambi sono Brahma, esistenza senza tempo, l’essenza di tutto ciò che è. Sono Brahma manifestato nel tempo (ed automaticamente anche contro il tempo) eppure senza tempo. L’arte indù ha simboleggiato questa verità metafisica nella figura di Hari-Hara (Vishnu e Shiva in un corpo) e nella famosa Trimurti: le tre facce di Brahma-Vishnu-Shiva. Nell’ universo manifestato, come noi lo sperimentiamo sulla nostra scala, nessun essere vivente incarna quella triplice e completa idea d’esistenza, la permanente, legge universale di continuo cambiamento, e l’aspirazione instancabile verso e lo sforzo incessante per tornare alla perfezione originaria e l’ineffabile pace interiore del senza tempo, inseparabile da esso — meglio che l’eterno e sempre ricorrente uomo contro il tempo; colui-che-ritorna, era dopo era “per distruggere i malvagi e stabilire sulla terra il regno della rettitudine“. L’uomo nel tempo ha difficilmente le qualità di Vishnu o qualità solari. L’uomo al di sopra del tempo ha difficilmente le qualità fulminanti di Shiva, il distruttore. L’uomo contro il tempo — chi vive nell’ eternità mentre agisce nel tempo, secondo la dottrina aria della violenza distaccata — possiede la fedeltà di Vishnu al modello originale della creazione, la furia santa di Shiva della distruzione (in prospettiva dell’ulteriore creazione), e la serenità di Brahma che è la serenità di tutti e tre: la pace senza tempo oltre il ruggito di tutte le guerre nel tempo. Ancora nessun eroe contro il tempo ha mai espresso quel triplice aspetto della divinità immanente con adeguatezza assoluta, e nessuno la volontà, salvo l’ultimo, di cui Adolph Hitler sarebbe il precursore. Rifiutando le idee del Giudeo-Cristianesimo, la Devi crede in una forma di monismo panteistico: un cosmo solo di natura composta da divina energia-materia

6 contro la tradizione ebraico-cristiana

 

La Thule Ghesellshaft e Von Sebottendorf

Dietro un messia o un anti-messia c’è sempre (o quasi) dietro una confraternita che ne prepara l’avvento e alleva il campione. In tal caso, la confraternita dietro ad Hitler e al suo entourage di gerarchi magici è la Thule Ghesellshaft. Non è il caso qui di ripetere concetti già espressi in molti saggi, e peraltro molti ricercatori negano l’importanza “esoterica della Thule”, ammettendone solo la filosofia razziale di fondo. Mi limito a dire che vi sono due possenti tracce di un’attività “arcontica”, ovvero delle Potenze astrali: il nome della società e la data ufficiale di costituzione, a prescindere dallo Swastika della Thule che sarà mutuato dal partito nazista. Veniamo alla prima. La Thule, solo ad litteram si lega alla famosa Thule Iperborea, ma esotericamente si lega al famigerato concetto cabalistico del THLI, in ebraico “Dragone”, nel Sepher Yetzirà connesso allo Zodiaco. Per THLI si intende “Arconti”, “Potenze”, “Dominazioni”, “Superpotenze Astrali”, “Pianeti”, “Metalli”. Lo stesso Hitler sembra essere anagramma di “RE-THLI” (Re Dragone). Per i Cabalisti, THLI era il “mostro del mare…serpente guizzante” citato da Isaia 27:1, ovvero il Leviathan, che le forze della luce alla fine dovranno distruggere. Si tenga conto che la THULE era legata al Nord, e il Nord nella cabala era legato alle Potenze immonde; e in un sistema di orientamento a est, il Nord era a sinistra, che nella Bibbia è maledetta rispetto alla destra benedetta (vedere Salmo 110). Per quanto concerne la data, 1919, anche codesta rimanda alle potenze astrali, perchè pone l’enfasi sul 19, che è 12+7, la sintesi del sistema astral-planetario, in breve le 12 costellazioni e i 7 pianeti del sistema antico. L’importanza della Thule-Thli Gesellshaft è provata da una deposizione rilasciata da Alfred Rosemberg ai famosi processi di Norimberga del 1946: “Il gruppo Thule? Ma tutto è cominciato da lì. L’insegnamento segreto che ne abbiamo potuto ricavare ci è maggiormente servito a guadagnare il potere delle divisioni della S.A. e delle S.S.. Gli uomini che avevano fondato quest’associazione erano veri maghi”. Uno di costoro era Rudolf von Sebottendorff, figura importante nelle attività della Thule. Sebottendorff era massone e praticava la meditazione sufi, l’astrologia, la numerologia e l’alchimia. Verso il 1912 Sebottendorff si convinse di aver scoperto ciò che lui chiamava “la chiave per la realizzazione spirituale”, descritta da uno storico posteriore come “un insieme di esercizi di meditazione che poco somigliavano al sufismo o alla massoneria”. A dire il vero, nel gennaio del 1933, Sebottendorff pubblicò Bevor Hitler kam: Urkundlich aus der Frühzeit der Nationalsozialistischen Bewegung (Prima che Hitler venisse: documenti dei primi giorni del Movimento Nazional-Socialista), che trattava della Società Thule e del Partito Nazista. Naturalmente il libro a Hitler non piacque, e fu messo al bando. Sebottendorff fu arrestato ma riuscì a scappare (presumibilmente grazie a qualche amico dei tempi di Monaco) e nel 1934 tornò in Turchia. Se Hitler acquisì elementi esoterici da Von Sebottendorff non lo fece se non indirettamente o forse voleva sbarazzarsi di un antico maestro divenuto testimone scomodo. Hitler fu iniziato alla Società Thule nel 1919 da Dietrich Eckart, che in quel periodo ne era il leader. Hitler dedicò successivamente il Mein Kampf a Eckart. Non ci sono testimonianze in merito al fatto che, dopo l’iniziazione, Hitler abbia preso parte a riunioni della Thule. Nel 1920 Hitler diventerà la guida del Partito Nazionalsocialista.

Durante la guerra, è solo l’occultista Lewis Spence a denunciare strane forme di occultismo nel Terzo Reich. Terminato il secondo conflitto mondiale e digerito quanto emerso del Regime, in particolare la Shoah, inizia un filone di ricerca che fa leva su una concezione magica della politica hitleriana

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 Lewis Spence e l’Hitler anti-cristiano

Nessuno durante il conflitto mondiale aveva associato Nazismo ed esoterismo, tranne l’occultista Lewis Spence che nel suo Occult Causes of the Present War (1940) preannunciava il declino dei valori dell’umanità e il ritorno alle ere barbariche del paganesimo se il diavolo Hitler e i suoi demoniaci seguaci non fossero stati fermati. Era convinto che Hitler e i suoi possedessero una conoscenza per nulla marginale del Satanismo, e che i principali esponenti del Reich celebrassero, in templi segreti, riti di magia oscura. Spence insisteva sul fatto che il buon Paganesimo si avvicinasse al Cristianesimo nella sua capacità e volontà di resistenza al degrado della spiritualità. Prendendo atto del tentato revival dei vecchi culti germanici da parte del nazionalsocialismo, Spence distingueva tra le richieste sanguigne dell’ “antica fede della Germania, popolarmente conosciuta come la religione di Odino e Thor”, da un lato, e le “profondità del Druidismo “, dall’altra, che si allea con il cristianesimo. “In molti casi, scrive Spence, le comunità druidiche in Gran Bretagna e Irlanda consideravano il cristianesimo come erede naturale degli ideali e delle aspirazioni druidiche più avanzate e sviluppate, e lo accolsero con gioia e ringraziamento, a tal punto che molti druidi divennero sacerdoti cristiani”. “I prussiani, al contrario, insieme ai loro compagni tedeschi, sono stati gli ultimi tra i paesi europei ad accettare la fede cristiana”. E, per come Spence vedeva le cose, difficilmente l’hanno accettata. La fede cristiana è sorta in continuità con altre dottrine precedenti, ma moralmente e filosoficamente sviluppate, che non hanno trovato alcuna contraddizione nel nuovo credo quando è apparso, ma l’hanno riconosciuta e rapidamente assimilata. Gli idolatri delle Foreste dell’Europa settentrionali, se mai hanno brevemente partecipato all’antica illuminazione morale, devono essersene presto allontanati o, al contrario, l’hanno respinta con sdegno. Per Spence, il Nazismo consisteva essenzialmente nella sua animosità anticristiana. Come la dottrina manichea, da cui discende nella genealogia di Spence, tuttavia, il nazismo adottava tratti del cristianesimo per mascherarne la natura. Il nazismo consiste nella somma “degli sforzi per imporre … antichi orrori sulla fede cristiana e innestarli sul vangelo di Cristo“. Una volta compiuto questo compito il nazismo avrebbe cercato al di là di essa “la totale estirpazione del cristianesimo”. Nell’analisi di Spence, il cristianesimo è sinonimo di civiltà e civiltà è sinonimo di tradizione. La Tradizione Civilizzata affonda le sue radici in un passato più antico del Cristianesimo che, nei numerosi libri di Spence e nei suoi studi su “I misteri celtici”, individua in Atlantide. Il Druidismo è un culto di origine atlantidea, e lo stesso dicasi per il cristianesimo. Temi druidici informano la leggenda di Artù, inclusa la tradizione del Graal. Artù, non a caso, è il grande difensore del sesto secolo della Britannia Cristiana contro gli invasori sassoni. Spence considera il regime di Hitler e la sua bellicosità in termini mitici come una “esuberanza di frenesia diabolica” guidata dal “l’uomo-dio, Adolf Hitler”.

 

Il debutto degli studi post-bellici

Siamo nel 1957, e Jean F. Neurhor, direttore dell’Istituto francese di Monaco, uno dei migliori “germanisti” del suo tempo, scrive Der Mythos vom Dritten Reich, inaugurando un nuovo tipo di studi sulle origini, natura e finalità del Nazismo, quello che Giorgio Galli definirà Nazismo magico e che si occuperà del misticismo nazista a matrice esoterica. Si voleva comprendere il perchè dei piani folli di Hitler, della Shoa, dello sfrenato simbolismo esoterico. I fulminanti successi dei nazisti, sia elettoralmente che successivamente militarmente, insieme al loro male manifesto, stimolarono i sospetti della loro ispirazione demoniaca già dalla metà degli anni ’30 tra gli scrittori esoterici in Francia. La distruttività del nazismo e la macabra irrazionalità dell’Olocausto imploravano un’interpretazione religiosa che implicava una guerra dualistica in cielo, un’ispirazione satanica e l’ipotesi di forze oscure in gioco. Inizialmente propagandata dagli anni ’60 in poi nella letteratura popolare, questa demonizzazione del nazismo ha creato e perpetuato un’immagine occulta di Hitler, del nazionalsocialismo e dell’intero Terzo Reich. Per Neurhor, Misticismo nazista è termine generale per indicare le correnti semireligiose presenti nel nazismo, vere o presunte, che spesso si confondono con l’occultismo, l’esoterismo, la criptostoria e il paranormale. Neurhor ritiene che il Nazismo prendesse origine dalla cristallizzazione di “miti parziali”, spesso contraddittori, che edificarono il “mito del Terzo Reich” così permettendo al nazionalsocialismo di modificarsi in religione e apparire alla comunità tedesca come una realtà mistica. L’evoluzione è stata certamente accelerata dall’hitlerismo, ma essa aveva precorso di molto l’apparizione del nazionalsocialismo. “Non si deve credere – sottolinea Neurhor – che Hitler o i nazionalsocialisti avessero inventato di punto in bianco il mito del ‘Terzo Impero’ per gettarlo alla massa. Esso preesisteva da molto allo stato latente nel popolo tedesco e soprattutto negli ambienti colti della nazione, passati attraverso le università, centri tradizionali del patriottismo e del nazionalismo da più di qualche secolo. Qualcuno dei temi del neo-nazionalismo si può far risalire fino alle guerre napoleoniche, ai filosofi e poeti del romanticismo e alla Restaurazione, altri si sono sviluppati nel corso del XIX secolo ove, sotto il regno di Gugliemo II, formano già delle parti costituenti il pangermanismo precedente la guerra. Altri, infine, riflettono la reazione della coscienza nazionale tedesca precedente la guerra, in vista di una situazione politica del tutto nuova e di problemi sociali sconosciuti fino ad allora”.

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Il Mattino “nazista” dei Maghi

Arriviamo al 1960. In Francia viene pubblicato un libro «Il mattino dei maghi» (titolo originale: «Le matin des magiciens») il cui successo internazionale risulterà imprevisto e imprevedibile agli stessi autori Louis Pauwels e J.M Berger. Il genere inaugurato dal saggio verrà denominato “realismo fantastico”. Secondo gli autori, il fantastico non si nasconde nei sobborghi della realtà, ma è trovato dall’intelligenza nel centro stesso della realtà, per poco che si sforzi di cercare, è un fantastico che non invita all’evasione, all’astratto, ma al sostrato reale seppur immanifesto che soggiace alla realtà. Il successo strepitoso del libro aveva a che fare soprattutto con la vasta sezione in esso dedicata al nazismo esoterico: un campo allora sconosciuto al grande pubblico e che sarebbe poi stato esplorato da storici e politologi di professione. Louis Pauwels era stato catturato dai tedeschi come membro della Résistance e imprigionato a Mathausen, mentre Jacques Bergier era un ebreo nato a Odessa, nipote di un rabbino e torturato dai nazisti. I due sembrano avvisare che il sistema nazista sia così difficile da capire oggi perché la sua visione del mondo era estranea al pensiero occidentale. Invece di fondarsi su principi di razionalità e logica, il paradigma nazista è quello in cui la magia ha avuto un ruolo centrale, ancor di più un pensiero magico, sinonimo di “esoterico”. All’epoca, il pubblico non era avvezzo a pensare al Nazismo in quei termini occultistici: Hitler come medium per poteri oscuri e sotterranei, Himmler come sommo sacerdote, il nazismo come una società aliena focalizzata sulla guerra globale e l’omicidio di massa come parte di un rituale magico per creare l’ubermensch (superuomo ariano). Una cosa simile, a prescindere dalla sua veridicità o meno, è entrata presto nell’immaginario collettivo e ha fatto da apripista a ricerche sempre più approfondite sul tema. A prima vista può sembrare disgustoso che nel ventesimo secolo un paese fosse governato da una società mistico-politica, che preparasse spedizioni per conquistare il Santo Graal; i cui capi pensassero di superare il ghiaccio delle steppe russe, facendo sacrifici umani; che accettassero una teoria secondo cui la terra è vuota, e un’altra che dice che tutta la storia dell’umanità è spiegata dalla lotta tra fuoco e ghiaccio; che credessero di potersi allearsi con i Superiori Sconosciuti, uomini forse al di là del tempo e dello spazio, con poteri simili a quelli degli dei; e che l’uomo stesso sarebbe sull’orlo di una formidabile mutazione. Tuttavia, secondo Pauwels e Bergier, tutto questo era il sistema di credenza di Hitler e del gruppo nazista originale di cui faceva parte, e che ha guidato decisamente la storia contemporanea. Il nazismo è il momento – forse unico nella storia – in cui il pensiero magico afferra le leve del progresso materiale per mettersi al loro servizio.IIl nazismo avrebbe la sua genesi nelle segrete società iniziatorie che rivelarono all’Occidente l’aspetto luciferiano del pensiero orientale. Tra loro, i RosaCruces; la Golden Dawn, diretta dal poeta Yeats, e fondata da Samuel Mathers, che sosteneva di essere in contatto con i “Superiori sconosciuti”, che erano i suoi capi; la società del Vrill, la Germania prenazista, la continuazione della Golden Dawn;e infine il gruppo Thule Gesellshaft (1919) in cui erano presenti Hitler, Hess e Karl Haushoffer. “Nulla nell’universo può resistere all’ardente convergenza di un numero sufficientemente ampio di intelligenze raggruppate e organizzate”, ha affermato Teilhard de Chardin, e la storia del gruppo Thule, narrata da Pauwels e Bergier, sembra confermarla. Il gruppo prese il nome da un’isola mitica che doveva essere situata a nord del pianeta (Islanda) e sarebbe stato il centro magico di una civiltà scomparsa. Ma tutti i segreti di questa civiltà non sono stati persi. Esseri intermedi tra uomini ed esseri dall’altra vita avrebbero per gli iniziati una riserva di forza che potrebbe dare alla Germania la signoria del mondo, per annunciare la sovraumanità e l’uomo in mutazione. Dietrich Eckart, membro del gruppo e uno dei sette fondatori del Partito Nazionalsocialista, al quale Hitler, il suo discepolo, dedicò il Mein Kampf, dichiarò alla sua morte: “Seguite Hitler, ballerà, ma io gli scriverò la musica. abbiamo offerto i mezzi per comunicare con Loro”. Hermann Rauschning, nel suo libro Hitler mi ha detto, rivela che il Führer confessò: “Il nuovo uomo vive in mezzo a noi, è qui, sto per rivelare un segreto: ho visto l’uomo nuovo, è intrepido e crudele”. Hitler, secondo Pauwels e Bergier, sarebbe stato una specie di medium nelle mani del gruppo Thule, diretto, secondo Rudolf Hess durante la sua prigionia, da Karl Haushoffer, creatore della geopolitica, allo stesso tempo avviato nei centri buddhisti segreti dell’est. Naturalmente, al potere mostra un volto diverso da quello del “socialismo magico”; appare solo come un movimento politico e sociale. Tuttavia, sarebbe necessario ricordare che, secondo Hitler: “Chi comprende il nazionalsocialismo solo come movimento politico, non capirà molto”. E poi ha anche detto che l’idea del nazionalsocialismo era secondaria e l’aveva usata solo per ragioni di opportunità. “Verrà il giorno in cui non c’è nemmeno la Germania”, disse una volta, “quello che sarà nel mondo sarà una fratellanza di maestri e signori, da un lato, e di soggetti e schiavi, dall’altro”. Il fine di Hitler, come espresso dalla dott.ssa Aquiles Delmas, non era la conquista del mondo, ma la preparazione dell’emergere di un’umanità di eroi superumani. In questo senso, l’idea che nell’uomo ci siano possibilità nascoste e non ancora sviluppate è essenziale nel Nazismo dietro il velo. Quest’idea porta al disprezzo dell’umanità ordinaria. L’uomo comune non sarebbe altro che una larva, e il dio cristiano, dio dell’uguaglianza, un “pastore larvale”. Da questa considerazione, c’è solo un passo per disprezzare la cultura ordinaria. Per i nazisti c’era una scienza “nordica e nazional-socialista” che si opponeva alla tradizione ebraico-liberale. Forse in questo contesto, non sorprende che durante l’era nazista due teorie eccentriche si opponessero alla scienza ortodossa: la terra cava da una parte, e il Wel o ghiaccio eterno dall’altra. Ad Einstein si oppose Hans Horbirger. La teoria della relatività, la psicologia, erano macchine da guerra lanciate contro lo spirito eroico di Parsifal. Hans Horbirger enunciò una cosmogonia che era in contrasto con l’astronomia e la matematica ufficiale, ma forniva una spiegazione coerente dell’origine dell’universo in accordo con lo spirito delle leggi nordiche. Per il resto, Horbirger, che si sentiva un profeta in possesso della “rivelazione”, non si occupava principalmente di concezioni scientifiche coerenti. “La matematica è una bugia senza valore”; “Credi in me e non nelle equazioni”, erano alcune delle sue frasi per i suoi discepoli. Era un dilettante ma, secondo i suoi seguaci, proprio come Hitler aveva sconfitto i professionisti della politica, così Horbirger avrebbe annientato i professionisti della scienza. La sua teoria trovò innumerevoli adepti in Germania e contò anche sull’aderenza di saggi come Lenard, uno degli scopritori dei raggi X. L’universo, secondo Horbirger, nasce dalla lotta tra fuoco e ghiaccio, come nelle antiche canzoni dell’Edda. Nel cielo c’era una massa ignea ad alte temperature che si scontrò con un pianeta gigante costituito da un accumulo di ghiaccio cosmico. Dopo un po’, il vapore acqueo lo fece esplodere in molti frammenti. Uno di questi è divenuto il nostro pianeta. Secondo il Wel, nel cielo ci sono masse di ghiaccio attratte dalla terra. La terra ha avuto quattro lune, e tre di loro sono cadute, generando catastrofi e segnando la fine di un periodo geologico.

Bronder e la falsa lista Thule

Una volta che Pauwels e Bergier ebbero fornito un dato impianto di miti relativi all’ispirazione occulta del nazismo, altri autori furono tentati di emularli in questo campo che prometteva un certo successo commerciale. Solo una parte del libro di Pauwels e Bergier parlava dell’occultismo nazista in un’opera che altrimenti si occupava di favolose viste della preistoria, della scienza antica e delle civiltà perdute. Questa miscela ha dimostrato di essere una formula di mercato di successo, a prescindere dalle sue verità e menzogne. In Germania, Dietrich Bronder, proveniente da una famiglia delle SS, in Bevor Hitler kam, ripeteva la storia del collegamento Haushofer-Gurdjieff, inclusa l’iniziazione del primo ai misteri tibetani e la colonia di monaci di Berlino. In realtà, la spedizione delle SS 1939 di Ernst Schäfer si dice sia andata in Tibet con il preciso scopo di stabilire un collegamento radio di vitale importanza tra il Terzo Reich e i lama. Bronder fu il primo a scrivere in questo modo su Sebottendorff, che, nonostante i suoi interessi occulti, non era stato menzionato affatto da Pauwels e Bergier. Concluse il suo racconto sul retroterra occulto nazista con una lista di falsi appartenenti alla Società Thule che includeva erroneamente Hitler, Mussolini, Goering e Himmler.

Robert Charroux e gli alieni venusiani

Nato nel 1909, Robert Charroux è stato Ministro degli affari culturali nel governo francese di Vichy; dal 1960 in poi si dedicò all’archeologia, alla preistoria e alla reinterpretazione di antiche civiltà, suggerendo una familiarità con le idee di Giulio Evola. I libri popolari di Charroux esplorano i misteri delle antiche civiltà di Egitto, Hyperborea, Atlantis, Mu e gli indiani d’America. In Le livre des secrets trahis (1964) specula sul fatto che gli Iperborei fossero extraterrestri di Venere che divennero i precettori dell’umanità primitiva. L’eminenza degli Iperborei e degli Ebrei, il mito del Sole Nero, la Società Thule e Agartha compaiono tutti nella sua opera. Originariamente pubblicato in Francia e tradotto in molte lingue, Charroux vantava oltre due milioni di lettori negli anni ’70. Condividendo con Erich von Däniken una reputazione internazionale per la letteratura degli dei e degli antichi astronauti, Charroux estese i “Misteri nazisti” in una più ampia mitologia degli Ariani e dei loro antenati semi-divini.

13 RENE ALLEAU, seduto 

Le Origini occulte del Terzo Reich secondo Mosse e Alleau

Il successivo step è il 1964, allorchè lo storico tedesco George L. Mosse scrive The Crisis of the German Ideology. Anche Mosse è dell’idea che il Nazismo non sia stato un movimento laico sorto all’improvviso, ma che affondasse le radici in una tradizione culturale e religiosa non da poco, tale da prepararne l’avvento nelle coscienze dei tedeschi. È l’esito inevitabile di un travaglio intellettuale, filosofico, storico, che parte dal romanticismo, dalla riscoperta delle radici religiose e mitico-mistiche germaniche, dal sentimento della natura, per giungere all’antisemitismo, al pangermanesimo. Tra gli obiettivi più ambiziosi del nazismo e soprattutto del Reichsführer SS Himmler, vi era la sostituzione della religione cristiana, che proveniva dal Medio Oriente, con gli antichi culti germanici. Altra tappa fondamentale negli studi sull’occultismo nazista è nel 1969 con Le Origini Occulte del Nazismo dell’esoterista guenoniano René Alleau, che scopre il lato misterico del nazionalsocialismo prendendo le mosse dal significato (pratico e simbolico) delle rune per approdare all’emblema del movimento di Hitler: la svastica (anzi, lo swastika, citando la parola nella sua origine sanscrita). Senza sprofondare nei più banali cliché sul nazismo, Alleau sonda il senso del mito apocalittico dell’Edda, l’essenza della gnosi degli Ismaeliti Ahishin e il collegamento tra questa antichissima corrente dell’Islam, le società segrete e le Schutzstaffel. Lo studioso attribuisce al movimento hitleriano un significato “satanico” affermando che prima la Società di Thule (e il Germanorden) e poi il nazionalsocialismo avrebbero rappresentato una sorta di contro-iniziazione -tipico concetto guenoniano- avente come fulcro il superamento dell’umano nel sotto-umano in vista dell’apertura a forze sconosciute e oscure attraverso il Sangue. Combattendo l’umanesimo delle classi dirigenti (nazionali e internazionali) e il cristianesimo (inteso in senso ideale), il nazionalsocialismo avrebbe reificato l’uomo favorendo l’epifania di forze sub-umane e regressive. Alla decadenza della classe sacerdotale, incapace di evocare energie sovra-umane, avrebbe fatto seguito un’interpretazione saturnina della divinità della quale sarebbe effige il rovesciamento dello swastica che nel buddhismo in origine sarebbe stato sinistrogiro per divenire, nella Società di Thule e nel nazionalsocialismo, destrogiro. Alleau traccia un filo diretto tra i Templari, i Rosacroce, il Germanorden, la Vehme e la Società di Thule. Quest’ultima annovera tra le sue fila, oltre che una serie di influenti personalità del tempo, i maggiori esponenti del nazismo, tra cui lo stesso Hitler e che adotta, prima che il partito hitleriano nasca, già dal 1919, la croce gammata che nel nazismo sarà “uncinata”. Il nazionalsocialismo sarebbe stato antimassonico per contrastare l’ideale dell’uguaglianza, della fratellanza e della libertà, cardini del sovvertimento gerarchico della Rivoluzione Francese, della quale sarebbe stato erede il potere oligarchico mondiale, reo di stritolare le aspirazioni del popolo tedesco e di proporre l’idea giudaica dell’uomo senza patria e senza radici. Il razzismo sarebbe pertanto un modo concreto di rafforzare, per mezzo di un odio inculcato da evi remoti, la lotta ideologica al liberalismo occidentale e al potere plutocratico sovranazionale (capitalista e comunista). In una costellazione allestita da secoli, Hitler sarebbe una sorta di medium naturale capace di catalizzare le energie inconsce dei tedeschi intorno al mito della razza ariana. Un medium cercato, addestrato e voluto dalla Thule-Gesellschaft per innescare una mistica metamorfosi attraverso il sangue sacrificale dei martiri immolati alla nuova, ma atavica, terribile parusia di Wotan.

Evola e le societè segrete di Hitler

Ne Il Conciliatore dell’ottobre 1971, il filosofo perennialista di destra Julius Evola scrive un articolo dal titolo “Hitler e le Società Segrete”. Julius Evola (1898-1974) si è sospettato fosse persino un agente dell’SD, il servizio di spionaggio delle SS. Il reparto SD non era impegnato in funzioni repressive, ma aveva incarichi di indagine culturale. Insieme ad altri intellettuali, Evola compì per conto dello SD studi dettagliati sul comunismo, sull’ebraismo, sulla dottrina della supremazia papale, sulla massoneria, sull’astrologia, sulle sette religiose e in genere sulle ”forze di opposizione” all’ideologia propugnata da Adolf Hitler. L’esperto Gianfranco De Turris esclude, in base alle sue ricerche, che Evola abbia passato vere e proprie informazioni politiche o addirittura di tipo militare alle SS durante la seconda guerra mondiale. Piuttosto il pittore, poeta, filosofo, esoterista, che grande fascino esercitò poi sul neofascismo, avrebbe prestato la sua collaborazione sul piano dei comuni interessi ideologici e culturali con alcuni ambienti del regime nazista. È singolare che, in Francia, diversi autori si siano dati alla ricerca delle relazioni del nazionalsocialismo tedesco con società segrete e organizzazioni iniziatiche, che di esso sarebbero state le ispiratrici, tanto da supporre dei “retroscena occulti” del movimento hitleriano. È nel già citato libro di Pauwels e Bergier Il mattino dei maghi che, per primo, si è affacciata tale tesi, che è quella dello studio di Evola. Il discorso sarebbe diverso nel caso di una ricerca delle influenze d’ordine non semplicemente umano a cui possano aver obbedito, senza rendersene conto, certi movimenti. Ma negli autori francesi e in Evola non si tratta di questo, non si pensa ad influenze di tale genere, ma di quelle concrete esercitate da organizzazioni reali ed umane, seppure, in vario grado, “segrete”, in particola la Thule Gesellshaft. Tuttavia, assai più che non un lato esoterico, nella Thule attraeva l’aspetto di una società relativamente segreta, che per emblema aveva già la croce uncinata, e che era caratterizzata da un deciso antisemitismo e da un razzismo germanizzante. Si suppone che il nome prescelto da quella organizzazione, Thule, attesti un serio e cosciente riferimento ad un simbolismo nordico polare e l’ambizione di un collegamento con le origini iperborea delle genti indogermaniche, dato che Thule è valso come il centro sacro, situato nell’estremo settentrione, della Tradizione primordiale. Tuttavia, una ricerca seria sui collegamenti iniziatici di Hitler con società segrete non conduce troppo lontano. Quanto a Hitler medium e alla sua forza magnetica, sono necessarie alcune precisazioni. Che il Führer dovesse questa forza a pratiche iniziatiche, ci sembra una fantasia; altrimenti si dovrebbe supporre qualcosa di simile anche dell’uguale forza psichica suggestiva posseduta da altri capi, da Mussolini, ad esempio, da Napoleone o da un Alessandro. Piuttosto si deve ritenere che una volta destato a vita un movimento collettivo si crea una specie di vortice psichico il quale si raccoglie in chi ne è il centro tanto da conferirgli una particolare aureola, percepibile soprattutto da chi sia suggestionabile. Quanto alla qualità di medium (ritenuta opposta a quella di una qualificazione iniziatica), essa può venire riconosciuta, con certe riserve, ad Hitler, in quanto egli sotto più di un riguardo ci si presenta come un invasato (è il tratto che lo distingue, ad esempio, da Mussolini). Proprio quando egli aizzava le folle, dava l’impressione che una forza non umana lo usasse come un medium, anche se di un genere tutto particolare ed eccezionalmente dotato. Chi ha udito parlare Hitler a folle deliranti non può non aver avuto questa impressione. Evola non offre credito alla teoria dei “Superiori Sconosciuti”, i quali avrebbero suscitato il movimento nazista e si sarebbero serviti di Hitler come di un loro medium. Anche perchè non è agevole stabilire la natura di tale forza superpersonale. Pauwels e Bergier avanzarono anche un’altra tesi, cioè che il medium Hitler ad un dato momento si sarebbe emancipato dai “Superiori Sconosciuti”, quasi come un Golem, e che da allora il movimento avrebbe preso una direzione fatale. Ma allora bisognerebbe dire che codesti Superiori occulti avevano invero facoltà di preveggenza e poteri ben limitati, per non saper bloccare colui che essi avevano usato come un loro medium.

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Ravenscroft e le Potenze del Male

Nel 1972, l’inglese Trevor Ravenscroft scriveva La Lancia del Destino. Ravenscroft affermò di aver incontrato Walter Johannes Stein (1891-1957), un ebreo viennese emigrato dalla Germania in Gran Bretagna nel 1933, cui attribuì erroneamente una straordinaria storia circa l’ispirazione demoniaca di Hitler ispirazione. La Lancia di Longino era l’arma con cui un soldato romano misericordiosamente uccise Cristo e gli impedì di avere le gambe fracassate: uno dei modi in cui il crocifisso finiva la sua terribile esperienza di croce. Uccidendo il Salvatore in questo modo, la profezia si era avverata in quanto non un osso del suo corpo era rotto, ed era stato creato un talismano di enorme potenza. Essendo il mezzo con cui l’esistenza mortale di Cristo si chiuse, la lancia è stato benedetta e maledetta come una sorta di condensatore di energia spirituale che ha dato, a chiunque ne avesse la custodia, il potere di guidare gli eventi del mondo, per l’intero pianeta, in direzione di una maggiore consapevolezza, Cristica o Anticristica. Secondo Ravenscroft, Hitler, posseduto da una Potenza infinitamente maligna, decise di scatenare il secondo conflitto mondiale per catturare l’oggetto della sua ossessione mistica: la lancia del destino. La lancia potrebbe essere un portale per la luce o il buio. Coloro che possedeva divennero un mezzo per la sua espressione di uno dei due poli. Secondo la leggenda legata alla Lancia di Longino, il ricorrente a questo talismano del potere può scegliere tra il servizio di due spiriti opposti nella realizzazione dei suoi scopi: uno spirito buono e uno spirito maligno. La Lancia esprime una forza che è un portale per l’energia cosmica, creativa o distruttiva, forma la mente di chi la possiede, apre una porta vera e propria nel cervello del conoscitore, e spinge il suo detentore ad adottare, in modo irreversibile, uno o un altro paradigma filosofico. Secondo Ravescroft, Hitler fu scoperto dalle élite occulte, precisamente dalla Thule Ghesellshaft. Fu istruito alla Via della Mano Sinistra da un maestro mago nero con un sadico e osceno rito magico in cui il futuro Fuhrer venne tormentato e posseduto da Intelligenze malvagie e non umane, che lo condussero verso una condizione simile a quella di uno sciamano eremita dei boschi. Gli fu insegnato come eseguire rituali di magia nera per raggiungere i suoi fini. Al Processo di Norimberga, a conclusione di una guerra mondiale che costò 25 milioni di vite e in cui si esposero gli orrori dei campi di concentramento, ci fu solo una risatina imbarazzata quando gli imputati, ex membri della Thule dettero prova che conoscevano Agarthi e Shamballah. Quelli che sapevano tacquero. I capi delle Logge Occulte e delle società segrete, legate alla politica delle potenze dell’emisfero occidentale, non avevano nulla da guadagnare a far sì che emergesse la natura satanica del partito nazista. Una seria indagine pubblica in tali riti occulti e nelle conoscenze iniziatiche avrebbe svelato cose troppo scomode per la massa del genere umano. Il fatto è che anche i leader degli Alleati erano coinvolti in pratiche occulte e in alleanze con Spiriti del Male. Hitler era invaso da una Potenza, e quando era invaso, esprimeva un verbo capace di coinvolgere le masse. Quando la Potenza lo lasciava, Hitler tornava ad essere un uomo comune con diverse paure. Il saggio è stato confutato nel 1995 da Ken Anderson, parapsicologo cristiano, con il suo “Hitler and the Occult”. Anderson rifiuta molte idee sull’importanza dell’occulto nel regime nazista, ed è il primo a occuparsi dell’occulto in quanto aspetto del revisionismo dell’Olocausto. Anderson dimostra che Winston Churchill avesse più legami con l’Occulto attraverso i Massoni di quanto non li avesse Hitler. La Sacra Lancia, che si dice abbia trafitto il costato di Gesù Cristo, indagata da Ravenscroft, fu al centro della vita di Hitler e fu il punto focale delle ambizioni di Hitler di conquistare il mondo. Oltre a sottolineare i difetti di questa teoria, Anderson mette in discussione la veridicità della storia biblica della lancia. La questione della lancia divenne il motivo di certa letteratura romanzata. James Herbert, il più venduto scrittore horror britannico, fu tentato dal redditizio mercato dei “Misteri nazisti”. Il suo raccapricciante thriller The Spear (1978) era basato sulla trama di un’attuale Thule Society per un colpo di stato militare di destra nella Gran Bretagna tormentata dagli scioperi della fine degli anni ’70, quando il Fronte Nazionale stava facendo proseliti elettorali. La lancia era il fulcro talismanico dei riti satanici per far risorgere il cadavere di Heinrich Himmler in una riproduzione di Wewelsburg nel North Devon. Un rituale che coinvolgeva la lancia nel vero Wewelsburg in Westfalia segnò anche il culmine di Die schwarze Sonne von Tashi Lhunpo (1991) di Russell McCloud. Howard A. Buechner, un eminente medico americano, ha scritto due libri che descrivono il trasferimento della Santa Lancia e delle ceneri di Hitler in un santuario segreto nazista in Antartide alla fine della guerra e il loro recupero nel 1979. In questa ricerca di mistificazione sensazionale, Heinrich Himmler e la SS alla fine superano la Società Thule come ordine nero di iniziazione satanica.

La Svastica di Satana

Nel 1976, l’occultista britannico Francis King scrive Satana e la Svastica. La vertiginosa ascesa al potere di Hitler e del Partito Nazista ha molte ragioni: storiche, sociali, economiche e persino psicologiche. Diversi studiosi hanno insistito sul fatto che il nazismo, più che un’ideologia, fu una vera e propria religione nera. Del resto, alcuni dei membri più importanti del Partito, come Rosenberg e Himmler, e lo stesso Hitler, hanno appoggiato una rete di gruppi e ordini esoterici che mischiavano mitologia nordica, occultismo, astrologia e ricerca pseudoscientifica. Le domande a cui King tenta di rispondere sono molte e poco convenzionali. La più intrigante riguarda le effettive conseguenze storiche che l’accettazione di queste teorie potrebbe aver determinato, come nel caso delle previsioni meteorologiche “hörbigeriane” che avrebbero portato il Fuhrer a commettere un disastroso errore strategico nell’invasione dell’Unione Sovietica. Per scoprire che cosa è realmente accaduto bisogna ripercorrere i passaggi più oscuri della storia tedesca del periodo, intrecciati con le vicende della Società Thule, le teorie esoteriche e razziste di Madame Blavatsky, le ricerche dell’Ahnenerbe e molti altri inquietanti aspetti del XX secolo. Secondo King, Hitler aveva doti medianiche dimostrate dal fatto che col tempo le sue orazioni innanzi alle masse erano trascinanti, come se si abbeverasse della stessa forza emotivo-egregorica delle masse. Speer, non a caso, disse in un’occasione che “Hitler attingeva più impeto e coraggio da quegli incontri di massa di quanto ne profondesse lui stesso”. Espressione eleganemente velata per indicare che Hitler era diventato bravissimo nell’abbeverarsi delle correnti emotive della massa: un vampiro psichico. Secondo King, questo del magnetismo personale era un talento innato, che Hitler sviluppò col tempo e con l’esperienza.

8 Miguel Serrano 9 Serrano in una riunione neonazista

Miguel Serrano, il neo-nazista

Il cileno Serrano, filosofo ed esoterista nonchè “nazista mistico”, è un personaggio estremamente controverso. I suoi libri sono ispirati in gran parte dalla dottrina dell’ Hitlerismo e del Nazismo esoterico, sulla scia di autori come Savitri Devi e i mistici ariosofi. La filosofia di Serrano è influenzata da certo neo-gnosticismo antimodernista, ma anche dal Tantrismo e dal Wotanismo. In questo contesto, gli Ariani sono Iperborei, discendenti degli uomini-dio, i Dyvas. Serrano postula una cospirazione globale che li vede opposti alle forze oscure del Kali Yuga, comandate dal dio degli Ebrei, da lui inteso (in questo rivelando un forte influsso di talune dottrine gnostiche) come il Demiurgo, un essere fondamentalmente malvagio, creatore della materia. Serrano sintetizza la tradizione esoterica indiana e quella nordica, entrambi considerate di provenienza ariano-iperborea. In particolare, egli rielabora, estremizzandola, la teoria junghiana dell’inconscio collettivo ariano e, come l’induista Savitri Devi, riconosce in Adolf Hitler, l’avatar che si è opposto al nemico satanico-materialistico del Kali-Yuga. Assieme a Herman Hesse e Carl G. Jung costituì il Cerchio Ermetico (come risulta anche dalle sue opere). Il suo primo testo sul tema di nostra pertinenza è Adolf Hitler: El último avatara (1982). Serrano è ossessionato dal tema esoterico del “sangue”. È la memoria del sangue, una memoria che circola nel sangue, che opera sulla terra per mezzo del sangue. Non c’è nulla di più misterioso del sangue. Paracelso lo considerava una condensazione della luce. Il sangue ariano, iperboreo, lo è, ma non della luce del Sole d’Oro, di un sole galattico, bensì della luce del Sole Nero, quella del Raggio Verde. Non è l’”archivio della luce di Akasha”, bensì di un altro universo. L’archivio akashico appartiene al Nemico YHWH. Penetrando la Memoria del Sangue Iperboreo, si risveglia la Voce e si recupera l’energia Vril, potendosi rompere il Cerchio dell’Eterno Ritorno. E per questo che gli ariani dell’India Kshatriya brahamanica e dell’Hitlerismo Esoterico cercarono di conservare la purezza del sangue, per “ricordare” meglio e vincere nella Grande Guerra. Altrettanto fanno i giudei, all’estremo opposto con il loro “antisangue”. Secondo Serrano, il termine “ariano” è esoterico, riferendosi ad un’iniziazione che permette all’uomo di nascere di nuovo, per la seconda volta. II nome “razza ariana” fu scelto e adottato da Hitler, e dall’induismo nell’antichità. Le SS stavano conformando veicoli razziali propizi affinché l’archetipo iperboreo dell’Inconscio Collettivo Ariano potesse esprimersi. Facendo rinascere questi veicoli, l’archetipo avrebbe potuto incarnarsi quiggiù. Erano i Sonnenmenschen, gli Uomini-Sole, i superuomini, gli uomini-dio, l’uomo-totale, l’uomo-mago. La nuova aristocrazia della razza ariana e non quella aristocrazia tradizionale degenerata che, secondo Serrano, Evola fa sua e difende. II sospetto di Serrano è che all’Hitlerismo Esoterico mancò il tempo per realizzare il Patto di Magia Bianca, di rinnovare quel patto antico con il Dio Archetipico Iperboreo, l’autentico Signore degli Eserciti, e non qiello falso ebraico. II Signore delle Tenebre, il Principe delle Ombre, il Nemico della Luce, il Rappresentante del Caos, ha trovato il modo di disintegrare il Cosmo Iperboreo, trascinando i divini alla mescolanza con le figlie della terra, con l’animale-uomo. Ecco il giudeo. Ed ecco la Grande Guerra dei Mondi, che non avrà fine. Guerra di Siddha Iperborei e di Demoni. L’incarnazione del Signore delle Tenebre non si compie attraverso una razza, bensì un’antirazza e una controiniziazione, per usare un’espressione di Rene Guenon. Questa antirazza, tuttavia, pratica una politica, scientifica e saggia, assolutamente rigorosa, in modo che al cospetto di essa le disposizioni razziali hitleriane diventano un gioco da bambini. In ogni caso furono di applicazione recente, mentre i giudei le vanno praticando da millenni, come un codice religioso razzista dettato dal loro Archetipo e confermato in un Patto di Magia Nera, che comprende sacrifici sanguinosi, come miglior modo di arrivare a rendere effettivo questo Patto. La comunicazione si mantiene spedita nell’anti-sangue grazie ad alcune misteriose disposizioni “eugenetiche” e “razziste”. È così l’antireligione di un antisangue. Un’oscura teo-etnologia. Serrano vede Hitler come il più potente avatara inviato qui per combattere il Demiurgo giudaico, un’incarnazione del dio Vishnu la cui missione era combattere una lotta eroica contro le nere forze dissolvitrici del Kali-Yuga. Serrano sostenne che Hitler aveva rinunciato al suo corpo fisico ma si era alchemicamente costruito un corpo di luce con il quale si era trasferito nell’Antartide, dove aspetta il momento di ritornare per riprendere la lotta contro le forze delle tenebre.

11 Nicholas Goodrick Clarke

Il lavoro di Nicholas Goodrick Clarke

Nel 1985 è la volta di Nicholas Goodrick Clarke, storico britannico e docente di esoterismo occidentale, col suo Le radici occulte del Nazismo, considerato il miglior lavoro accademico sul tema. Clarke ripercorre le radici dell’esoterismo tedesco in Germania e in Austria tra il 1880 e il 1945, e focalizza l’attenzione sugli ariosofi (in particolare su Guido von List e Jörg Lanz von Liebenfels) le cui dottrine, mescolando occultismo, nazionalismo volkisch e razzismo “ariano”, propugnavano che il potere venisse esercitato da élite e ordini gnostici, che la società fosse stratificata in base alla purezza razziale e al grado di iniziazione occulta, che gli inferiori non tedeschi venissero spietatamente soggiogati e infine distrutti e che venisse fondato un impero universale pangermanico. Sebbene gli ariosofi siano stati attivi solo marginalmente sulla scena politica, le loro idee e i loro simboli si sono infiltrati nei gruppi nazionalrazzisti collegati al nascente partito nazista e hanno esercitato una forte influenza sulle SS di Himmler. Auschwitz, Sobibor e Treblinka sono la tragica conferma di quanto le radici dell’apocalisse nazista affondassero nelle visioni millenaristiche dell’ariosofia. Nel 2002 Goodrich Clarke scrive anche Il Sole Nero, Culti Ariani, Nazismo Esoterico, e politiche identitarie. Goodrick Clarke nota che più di mezzo secolo dopo la sconfitta del nazismo e del fascismo, l’estrema destra sta di nuovo sfidando l’ordine liberale delle democrazie occidentali. I movimenti radicali alimentano l’ansia per la globalizzazione economica, l’azione affermativa e l’immigrazione del terzo mondo, problemi di punti critici a molti gruppi tradizionali nelle società multiculturali. Una curiosa miscela di paganesimo aristocratico, demonologia antisemita, filosofie orientali e occulto sta influenzando il sentimento antigovernativo populista e contribuisce a sfruttare la paura diffusa che le élite invisibili stiano modellando gli eventi mondiali. Clarke esamina la nuova ideologia neofascista, mostrando come i gruppi di odio, le milizie e le sette della cospirazione cerchino di ottenere influenza. Black Sun documenta le nuove sette nazifasciste e fasciste che sono sorte dagli anni ’70 fino agli anni ’90 ed esamina la mentalità e la motivazione di questi estremisti di estrema destra. Il risultato è un ritratto dettagliato e radicato degli aspetti mitici e devozionali dei culti hitleriani tra mistici ariani, skinhead razzisti e satanisti nazisti, fan della musica heavy metal e letteratura occulta. Goodrick-Clarke offre una prospettiva unica sul neo-nazismo di estrema destra considerandolo una nuova forma di eresia religiosa occidentale. Dipinge un’immagine spaventosa di una religione con le sue reliquie, i suoi rituali, le sue profezie e un seguito settario internazionale che potrebbe, nelle condizioni appropriate, acquisire potere politico e tentare di realizzare le sue pericolose fantasie millenarie.

Non tutto il filone del Nazismo Magico si attiene a fatti reali e comprovati, e questa sarebbe l’accusa mossa da ambienti accademici a questa corrente di ricerca. Si sa, tuttavia, che a forza di scavare al di là della storiografia ufficiale, qualcosa di inaspettato salta sempre fuori

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La critica di Renato del Ponte al filone Eso-Nazismo

Lo storico e docente italiano Renato del Ponte, nell’Introduzione a Prima che Hitler Venisse (ed. Arktos-Settimo Sigillo), di Rudolf Von Sebottendorf, è stato molto critico verso le da lui definite stravaganze esoteriche attribuite al regime nazista. Il peccato originale sarebbe proprio quel Il Mattino dei Maghi di Pauwel e Bergier, colpevole di aver generato lo spettro, o sarebbe meglio definirlo superegregora mostruosa del Nazi-occultismo che si aggira misterioso nelle pagine della sub-cultura storiografica europea. Questa egregora si nutrirebbe dell’inconscio desiderio collettivo del fantastico a tutti i costi. Del Ponte non crede al cospirazionismo, nè a quello Nazista nè a quello che originerebbe da tempi immemori e che percorrerebbe la storia come un fiume carsico che ogni tanto partorisce orrori. Pauwels e Bergier quindi sarebbero i pionieri colpevoli di essersi inventati un cospirazionismo esoterico hitleriano che è figlio di un cospirazionismo occultistico ben più antico. Per del Ponte questo è sensazionalismo e non storia. Egli inserisce tra questi saggi sensazionalistici Ave Lucifer di Antebi, La Lancia del Destino di Trevor Ravenscroft, Nazismo e societa segrete di J.C. Frère, Satana e la Svastica di di F. King, colmi come sarebbero di elementi e asserzioni arbitrarie, prive di qualsiasi riscontro documentario, quindi da ascrivere alla pura letteratura fantastica. Maggiormente degni di rispetto sarebbero Hitler e le Società Segrete di R. Alleau nonchè Thule, il Sole ritrovato degli Iperborei di J. Mabire che, pur tuttavia, contengono ancora troppi elementi fantasiosi. Del Ponte accetta solo l’opera già esaminata di N.Goodrick-Clarke Le Radici Occulte del Nazismo, considerato indagine seria e documentatissima, condotta sulle fonti, sul retroterra socio-culturale, politico ed occultistico alle radici dell’hitlerismo e del Terzo Reich. Non di elogio la critica rivolta a Giorgio Galli (vedi sotto) che, pur dichiarando intenti storiografici, si infila nei labirinti esoterici tanto cari a certa letteratura saggistica di sensazionalismo cospirativo. L’equivoco riposerebbe sull’enfasi che il filone cospirativo pone sulla Società Thule, la cui importanza nello sviluppo dell’Eso-Nazismo è completamente fraintesa. Secondo del Ponte, la Thule, emanazione del Germanorden, non aveva affatto rivolti esoterici ed occultistici, ma certamente fini politici, portavoce delle istanze volkish del pangermanesimo e antisemitismo tedeschi sino al movimento hitleriano, ma nulla più di ciò.

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L’anticospirazionismo di Daniel Pipes

Esiste un filone saggistico che rifiuta a priori la teoria cospirativa e di riflesso qualsiasi teoria esoterica che possa spiegare i perchè della storia umana. Di questa ortodossia miscredente ne è un araldo lo storico e politologo statunitense Daniel Pipes, che sistema la sua visione nel saggio del 1997 Conspiracy: How the Paranoid Style Flourishes and Where It Comes From (edito da noi con il titolo Il Lato Oscuro della Storia). Secondo Pipes, una cospirazione o complotto è un’associazione tra due o più persone allo scopo di commettere con sforzo congiunto qualche atto illegale o criminale. Nel caso di Hitler, la natura del complotto sarebbe esoterica e avrebbe motivazioni occulte. I complotti si dividono in due categorie: ristretti e mondiali. I complotti ristretti hanno ambizione limitata ma sono pericolosi per le loro conseguenze. Una teoria del complotto è la paura di un complotto inesistente. Il complotto è un atto, la teoria del complotto una percezione. Mentre il primo è un termine antico, il secondo risale solo a qualche decennio fa. Di solito le teorie contengono tre elementi base: un gruppo potente, malvagio e clandestino che aspira all’egemonia globale; utili idioti e agenti che stendono l’influenza del gruppo nel mondo sì che questo è sul punto di riuscire nel suo intento; un gruppo valoroso ma in difficoltà che ha urgentemente bisogno di aiuto per tenere lontana la catastrofe. Secondo Pipes, la cospirazione globale e le cospirazioni sono costruzioni mentali illusorie e paranoiche. La sensazione di essere circondati da nemici malvagi emerge in molti modi, dal più meschino al più cosmico, e non si concentra sempre e solo sul governo. Come dice il sociologo Edward A. Shils: “la fantasia della cospirazione richiede la realtà della contro-cospirazione”. Il corpus di idee politiche che Pipes chiama «cospirazionismo» si formò oltre due secoli fa, quando alcuni avversari della Rivoluzione francese attribuirono ai propri nemici un’intenzione diabolica di dominio del mondo e una sovrumana capacità di pianificazione. Queste paure, che prendono in particolare di mira le società segrete e gli ebrei, si possono peraltro rintracciare anche in epoche molto lontane. La storia che Pipes racconta risale infatti fino alle Crociate (alla nascita dell’Ordine dei Templari) e mette in scena intellettuali (Spengler, Chomsky), demagoghi (Marr, Farrakhan), dittatori (Hitler, Lenin, Stalin), leader insospettabili (Disraeli, Churchill), misteri insoluti (l’assassinio di Kennedy, di Martin Luther King, di Malcolm X), società pseudosegrete (massoneria, Illuminati di Baviera, Ku Klux Klan), grandi famiglie (Rothschild, Rockefeller, Ford). L’«ossessione del grande complotto» è un pericoloso impasto di malessere psicologico e di malafede culturale, ha radici religiose, economiche e ideologiche molto profonde e ha indubbiamente cambiato il corso della storia. Esaminando la prodigiosa produzione di materiale complottista degli ultimi trent’anni, Pipes nota che ciò che una volta era specifico della politica ha avuto un effetto domino nel regno della cultura. Il pensiero complottista è stato utilizzato come modello narrativo da chiunque, dai romanzieri ai creatori di film. Coerentemente con questo approccio, basato sulla ricerca della massima suspance, alcuni teorici del complotto americano si lanciano in iperboli anarchiche. Per loro, tutto il mondo è una messa in scena. Portato alle sue estreme conseguenze, il cospirazionismo spinge a dubitare di tutto, a sospettare della vita stessa. L’intera civiltà sarebbe un complotto contro la realtà e la verità. Gli occultisti sono attratti da ciò che è nota come la discarica culturale di tutto ciò che eretico, scandaloso, fuori moda; e pericoloso, come lo spiritualismo, la filosofia, la medicina alternativa, l’alchimia e l’astrologia. In tal modo i teorici del complotto, i quali temono che i servizi segreti prendano ordini dagli Illuminati di Baviera, fanno parte della vecchia scuola; quelli che invece si preoccupano della presa del potere da parte di un asse congiunto tra Rettiliani e Illuminati sono la punta di diamante del nuovo sincretismo. Pipes non ha alcuna idea del fatto che la cospirazione è alle origini del mondo, e concerne una guerra invisible tra forze luminose e tenebrose (Salmo 2). Se esiste una congiura nell’alto, di riflesso la storia del pianeta è un’immensa cospirazione.

4 jean-robin 5 Hitler e l'Eletto del Dragone

Il Drago di Jean Robin

Uno di quei saggi che Del Ponte stigmatizzerebbe è Hitler Eletto del Dragone (1987) del saggista a matrice guenoniana Jean Robin. Lo scrittore Claudio Mutti afferma che il saggio “ha segnato il punto più basso di una carriera iniziata sotto il segno di opere di valore” (come René Guénon, testimone della Tradizione e UFO la Grande Parodia), perchè cercherebbe di accreditare la fantasiosa tesi secondo cui Hitler sarebbe stato niente meno che un precursore dell’AntiCristo, basandosi su fonti totalmente infondate e manipolando la realtà, tessendo una fantasmagoria di presunte connessioni, contatti, relazioni, e testimonianze. Chi scrive non è cosi certo che si debba minimizzare la tesi di Robin, che si muove su un binario esegetico guenoniano, quindi non uno sprovveduto circa la questione che gli eventi storici siano da interpretare guardando all’unica grande guerra luce-tenebra che muove i fili della storia. Hitler sintetizzerebbe certi mitologemi tipici dell’escatologia demoniaca. Potremmo dire, usando la terminologia indù, che fosse un avatar parziale dell’archetipo anti-Cristico, un messia inverso. Egli stesso sapeva di non essere “l’ultimo” combattente contro le forze della disintegrazione, come disse ad Hans Grimm cinque anni prima del conseguimento del potere assoluto in Germania: “So che non sono Colui che deve venire“. Il Führer – il burattino del diavolo – ne era il suo precursore? Il nazismo era “alleato oggettivo” di un messianismo islamico fuorviato. Il Diavolo non ha mai fatto altro che imitare, per cui questa spiritualità contraffatta che fu il nazismo utilizzò, pervertendole, per scopi oscuri le immense “risorse mitiche” veicolate dalla Tradizione luminosa del Graal, il terreno in cui è radicata la più alta spiritualità dell’Occidente cristiano. Robin rivela tra l’altro: 1) il vero ruolo del “barone” Rudolf von Sebottendorf, il fondatore islamizzante della Thule; 2) la realtà storico-mitica celata dietro l’Ordine del Drago Verde, cui era affiliato Karl Haushofer, il padre della geopolitica nazista. Secondo Charles Le Brun, la storia occulta del nazismo è legata a società segrete e in particolare all’Ordine del Dragone, fondato nel 1418 da Sigismondo di Lussemburgo, ordine che custodiva i misteri del dio egizio Seth dalla testa di asino, guardiano dei segreti più formidabili delle scienze maledette. A questi segreti Sigismondo fu iniziato da maestri sconosciuti che René Guénon designa come agenti della Controtradizione. Per far luce sulle tendenze di questa società, è sufficiente sottolineare che il principe di Valacchia, Vlad IV, era uno dei membri eminenti. Ma questo personaggio, meglio conosciuto con il nome di Vlad Tepes – l’Impalatore – passò ai posteri sotto quello di Dracula che non significa altro che “Figlio del Drago”. L’Ordine del Dragone trasmise i suoi misteri attraverso una collezione dal titolo La Magia Sacra di Abramelin, ancor oggi visibile in copia nella biblioteca dell’Arsenale a Parigi. L’insegnamento che contiene promette la vittoria sulla vita e sulla morte a coloro che portano il segno della Bestia, quella dell’Apocalisse. L’oscura società segreta della Golden Dawn, fondata quattro secoli dopo a Londra, ne fece la sua Bibbia. Ma la maggior parte degli autori che hanno studiato e diffuso le idee sul Pan-Germanismo, sull’Ariosofia e sui Miti del Sangue e della Razza sono stati in contatto con la Golden Dawn che, peraltro, aveva diverse filiali in Germania.

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Lo studio di Giorgio Galli

E veniamo al 1989 e al politologo Giorgio Galli, autore di Hitler e il Nazismo Magico. Galli premette che una delle difficoltà nel lavoro in questo campo sta nel fatto che la storiografia ufficiale, quella accademica, si occupa poco di queste cose. Il lavoro nel settore della cultura esoterica è lasciato talvolta a studiosi minoritari o addirittura a personaggi molto stravaganti, che comunque elaborano spesso ricerche marginali. Il fatto che la storiografia ufficiale non si impegni in questa direzione rende più difficile il reperimento di documenti accertati. Nucleo centrale del saggio è l’individuazione di motivazioni occulte alle scelte decisive del vertice nazista, scelte altrimenti inspiegabili secondo le comuni categorie del logico e dell’umanamente tollerabile. Alla base di tali motivazioni c’è lo scontro tra le forze primordiali avverse del bene e del male, delle quali forze Hitler e il vertice sarebbero degli iniziati. Il loro operato, sin dagli esordi (e in effetti è documentata l’organicità del nascente NSDAP a importanti organizzazioni dell’occultismo) si configurerebbe come sforzo di calare nel politico quelli che sono obiettivi propri dell’occultismo, secondo un piano predeterminato e che troverebbe una sua unitarietà nello sviluppo del nazismo, dalle origini alla disfatta finale. Secondo tale interpretazione, l’antisemitismo sarebbe il principale di tali obiettivi. In particolare, Galli individua nell’attacco tedesco all’URSS del 1941 il tentativo di impadronirsi della Heartland, il cuore mistico dell’Eurasia secondo le teorie di Karl Haushofer. Galli individua un “ponte esoterico” fra Inghilterra e Germania, fra teorie e società esoteriche e occultistiche presenti nelle due nazioni tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, nelle quali ripresero vigore le tradizioni esoteriche. Un “ponte esoterico” tra i due Stati, quello rosacrociano, risale infatti già al XVII secolo, nel quadro di una cultura occultistica non estranea alla Guerra dei trent’anni che devastò la Germania. Negli ultimi decenni del XIX secolo i rapporti tra gruppi esoterici inglesi e tedeschi riacquistano forza, e si stabiliscono legami stretti tra persone influenti – sulla base di una concezione “magica” della realtà –, che si trasmettono per un paio di generazioni successive. Vi sono anche elementi inquietanti in tale ricostituzione. Uno di questi è costituito dalla cosiddetta “magia sessuale”, vale a dire il conseguimento di poteri “speciali” derivanti da pratiche sessuali: nel 1888, l’anno successivo alla fondazione dell’Hermetic Order of the Golden Dawn, Londra fu sconvolta da una serie di crimini sessuali, quelli di Jack lo squartatore. Il mistero su di lui dura tutt’ora. Alcuni personaggi e alcuni rapporti segnano significativamente questa riemersione della cultura esoterica in Europa, come l’incontro a Londra fra l’occultista francese Eliphas Levi, pseudonimo biblico di Alphonse-Louis Constant, un ex seminarista poi diventato rivoluzionario a Parigi nel 1848, ed Edward Bulwer-Lytton, che avrà un ruolo cruciale nell’evolversi della società rosacrociana nella ermetica Golden Dawn. Dopo varie peripezie tra attività politiche e occultistiche, Levi scriverà un libro, La razza ventura: in esso si parla della forma di energia, il “Vril”, che darà il nome a una società la quale, assieme all’attività del fondatore dell’Istituto di geopolitica di Berlino, Karl Haushofer, fornirà un contributo fondamentale all’elaborazione dell’ideologia nazista per ciò che concerne l’idea di razza ariana e di “spazio vitale”, il Lebensraum. Il retroterra culturale e le teorie comuni a questi gruppi sono la concezione secondo cui la storia che conosciamo è solo una parte della storia dell’umanità. Solo alcune élites di iniziati conoscono “tutta” la storia. La storia antichissima di civiltà pure e incorrotte. Questo sapere e queste conoscenze, cui è possibile attingere con pratiche e riti occultistici, trasmettono un particolare potere agli iniziati i quali devono svolgere anche un ruolo politico per gestire il futuro di una umanità decaduta cui occorre restituire le doti e le caratteristiche andate perdute nel tempo. I componenti di queste società si ritengono, insomma, depositari di un’antica sapienza primordiale che si manifesta spesso in riti particolari. Un fatto interessante è che alcuni adepti di gruppi esoterici si trovano a ricoprire ruoli anche nei servizi segreti dei propri Paesi. Un personaggio chiave in tal senso è il tedesco Theodor Reuss, della società occultistica Ordo Templi Orientis (O.T.O.), maestro dell’inglese Aleister Crowley, il quale, anch’egli maestro d’occultismo e al contempo agente dei servizi segreti inglesi, alla fine dell’Ottocento aderisce alla celebre Golden Dawn – una derivazione, come s’è detto, della Società rosacrociana – e poi fonda una sezione inglese dell’Ordo Templi Orientis. La Golden Dawn è a sua volta collegata con associazioni tedesche connesse alla dottrina segreta della russa madame Elena Blavatskij – fondatrice a New York, nel 1875, della Società teosofica – e all’antroposofia di Rudolph Steiner. L’ipotesi di Galli è che questo “ponte” che univa cultura esoterica, ordini ermetici e servizi segreti inglesi e tedeschi tra il XIX e il XX secolo, abbia continuato ad esistere anche nel periodo immediatamente successivo, così che la formazione intellettuale di Hitler e di una parte del gruppo dirigente nazista avvenne in questo tipo di cultura occultistica. Tale gruppo, giunto al vertice del Terzo Reich, discute nel suo ambito su come mettere in atto una strategia derivata da quella cultura, ossia la riscossa della “sapienza Aria”. La decisione hitleriana di entrare in guerra nel convincimento che l’Inghilterra non sarebbe intervenuta si può comprendere nell’ottica di quella cultura esoterica, da cui anche ambienti al vertice della vita politica inglese erano informati. Tutta la storia del nazismo, secondo Galli, andrebbe letta tenendo presente anche questo fattore. Per quanto concerne le caratteristiche fondamentali del gruppo esoterico cui fa riferimento Hitler, Galli accenna a civiltà e a patrimoni sapienziali antichissimi – Atlantide è il riferimento più importante –, insomma alla componente culturale basata sulla fantastoria, sulla fantageografia, sulla fantacosmogonia e sulle leggi occulte che le guiderebbero. Hitler ritiene che le ragioni fondanti della sua azione politica si ritrovino in quel lontano passato, in una saggezza magica da recuperare e nella quale sta lo strumento per forgiare il luminoso futuro. Il gruppo di intellettuali della Thule che negli anni Venti decide la trasformazione della setta occultistica in partito politico di massa, crede convintamente in queste cose. Ci sono quindi due dinamiche: la profonda persuasione degli iniziati che operano in questi gruppi e, contemporaneamente, una certa influenza che essi, per motivazioni ampiamente approfondite dagli studiosi, esercitano in taluni momenti storici sui movimenti politici. Hitler, Himmler, Hess, Rosenberg, Frank: essi si ritengono gli eredi di un’antica sapienza che gli consentirà di essere costruttori di una nuova civiltà. Anche uno storico stimatissimo e “tradizionale” ha individuato e valorizzato alcuni di questi filoni esoterici: è George Mosse che nelle Origini culturali del Terzo Reich indica esplicitamente nell’esoterista Guido von List e nella sua simbologia runica uno dei punti di riferimento di Hitler. Dalle rune studiate da von List proviene la sigla delle Ss, le milizie che Himmler utilizzerà per realizzare i suoi progetti elaborati nell’ambito della cultura occultistica. C’è da dire che Hitler viene spesso descritto come un uomo ignorante, un uomo senza qualità. Come riesce a imporsi nel gruppo esoterico di cui fa parte? Quella di disegnarlo come un ignorante è una tendenza diffusa che caratterizza anche il lavoro di Joachim Fest, biografo del Führer, che ha fatto da consulente a questo ultimo film su Hitler uscito in Germania, Der Untergang (La caduta). Fest ha composto un’eccellente biografia di Hitler, però tende a rappresentarlo come un leader da birreria e come un uomo di scarse letture, relative solo a opuscoli di propaganda antisemita. Questo non è esatto: Hitler aveva letto Nietzsche e Schopenauer. Egli primeggia nel gruppo di Rosenberg, Hess, Himmler, Frank perché possiede due caratteristiche che possono anche prescindere dalla cultura esoterica. È un oratore efficacissimo e un abile organizzatore. Forse ha imparato dal mago Hanussen la prima caratteristica, quella forma quasi ipnotica di comunicare con gli ascoltatori. Sappiamo con sicurezza che Hitler da Hanussen prendeva lezioni di dizione. Ma da quel mago imparò qualcosa di più. Hanussen era un personaggio dotato di capacità ipnotiche e il libro di Mel Gordon ricostruisce abbastanza bene questa vicenda. In Mein Kampf, Hitler propone, oltre che un’ideologia esoterica, anche precisi programmi organizzativi. Che danno l’idea di essere stati elaborati da un buon politico. Himmler, il burocrate dello sterminio, ha caratteristiche organizzative simili, ma non è affatto un buon comunicatore. Così come non lo è Hess. Rosenberg è soltanto uno scrittore molto efficace. Di questo gruppo legato alla cultura esoterica nessuno aveva, insomma, le due doti specifiche di cui Hitler era in possesso. Nella cultura esoterica esiste una differenza fondamentale tra “iniziazione” e “controiniziazione”. L’iniziazione – quella, per capirci, massonica – sarebbe positiva. La controiniziazione avrebbe invece qualcosa di diabolico: Churchill aveva imparato che Hitler era un “controiniziato”. Churchill, quindi, essendo al corrente del retroterra “esoterico-diabolico” della controiniziazione di Hitler, temeva che dietro i fini negoziabili – mano libera in Europa e all’Est alla Germania e garanzia della continuità dell’Impero inglese –, che erano per lui probabilmente accettabili, ci fossero fini non negoziabili: l’impero del male. Hitler non voleva solo un impero di tipo geopolitico. Voleva un impero sulle coscienze, fondato su una serie di valori che anche il conservatore anticomunista Churchill vedeva come negativi e non contrattabili. Sta di fatto però che la profezia hitleriana sulla fine dell’impero britannico si è in sostanza avverata. Hitler profetizzò che Churchill avrebbe distrutto l’impero inglese e avrebbe consegnato lo scettro imperiale agli Stati Uniti.

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Renè Freund e l’eredità post-bellica dell’esoterismo nazista

Nel 1995, il giornalista austriaco Renè Freund si occupa del tema “Nazismo Occultista”, dando alle stampe Magia Nera? Occultismo, New Age e Nazionalsocialismo, un lavoro di ricerca diverso dal classico binario su cui gli studi sul Nazismo magico si sono incanalati da tempo. Come suggerisce il titolo, Freund tenta di approssimare due fenomeni storici apparentemente slegati, il nazismo tedesco degli anni Trenta e Quaranta, e le radici e gli sviluppi dell’occulto nel XX secolo. In contrasto con la visione dei nostri giorni, i termini “esoterico” e “occultismo” sono usati e intesi qui come sinonimi. L’occultismo è interpretato come una cultura che contrasta con la morale borghese intesa storicamente e ideologicamente, che deve cedere il passo ad un culto neopagano o antico germanico di natura ariofila. Questo processo è caratterizzato da un rifiuto normativo della religione cristiana (considerato il nemico del senso germanico della vita) e della sua gerarchia ecclesiastica da un lato, e della religione ebraica, considerata la responsabile della visione del mondo moderna e scientifica, quindi d’intralcio al mito tedesco della razza. Veniva rifiutato anche l’Illuminismo, perchè, come è noto, nemico della magia e dell’irrazionale di cui fu impregnato il Terzo Reich. Le molteplici correnti di questo “occultismo ariano” condividono un nucleo di diverse ipotesi o assiomi comuni: in primo luogo, postulano la superiorità razziale di una tribù arcaica antropologicamente difficilmente individuabile. I tedeschi o in alternativa tutte le razze tedesche proverrebbero dalle razze di un minaccioso altopiano tibetano che discende dagli antenati. Gli ariani sono intesi come portatori di cultura e insegnanti dei popoli; sono i veri, seppur fino ad ora nascosti, padroni del mondo. Il dominio degli Ariani porta ad un’inevitabile battaglia finale in cui le razze sataniche inferiori e soprattutto “l’altra razza”, quella ebraica, vengono eliminate, e il mondo può ora orientarsi verso l’eterna giovinezza e felicità. L’idea di una tale “Armageddon” contiene in queste tradizioni occulte sia le caratteristiche della gnosi paleocristiana sia il “Ragnarok” della mitologia germanica. La spiegazione del perché proprio questo popolo pacifico ebraico sia considerato il male del mondo per eccellenza resta incerta negli scritti occultistici. Si può anche dire che le varie correnti del neo-occultismo in questo assioma teologico cadono a pezzi per la maggior parte, se il risultato è anche lo stesso fine: suscitare un antisemitismo genocida. Socialmente, il neopaganesimo germanico aspira a uno stato strettamente gerarchicamente organizzato, guidato da una figura dirigente assolutista intesa come un salvatore messianico. Per dirla semplicemente, l’occultismo di questo gruppo conosce un obiettivo importante: la religione cristiana, come la religione ebraica, sono intesi come un soffocamento di istinti naturalmente aggressivi, e devono essere superate e sostituite da un nuovo culto corrispondente all’essere ariano. Chiunque riesca a cogliere solo un minimo di questo miscuglio fallito e fatale della fraintesa filosofia del superuomo di Nietzsche, delle opere di Wagner e dei sentimenti mistici e antisemiti, dovrebbe ricordare che non è stato tanto tempo fa che questo melange è stato portato alla luce del sole. Freund rivela l’origine e la storia di queste idee nell’area germanofona, mostra la loro diffusione attraverso tutte le classi sociali nella Germania pre-nazista, e punta a sorprendenti paralleli personali e ideologici con le figure formative del nazionalsocialismo, che fiorì negli anni dopo la prima guerra mondiale. Si scopre che Hitler non solo abbia avuto contatti con influenti occultisti di quegli anni, ma che lui stesso fosse stato un membro di quelle stanze segrete frequentate dalla maggior parte della leadership nazista. La novità del contributo di Freund agli studi sul nazismo magico è l’influenza dell’esoterismo nazista sull’esoterismo post-bellico, in particolare sulla New Age. La sua tesi principale è che le SS avrebbero potuto realizzare le idee ariosofiche dell’occultismo germanico in molti settori e, quasi certamente, esse si sono incarnate nel nostro presente, poichè tale sistema di pensiero non solo è presente nelle diverse correnti esoteriche dei nostri giorni ma sta anche aumentando di popolarità. L’esoterismo di oggi è per larghi tratti debitore di quello nazista: certo qual politeismo a matrice induista, l’impegno ambientale della stregoneria attuale, la visione antimaterialista e anticapitalistica dell’esoterismo contemporaneo sono permeati di ideologia razzista e rappresentano, secondo Freund, un’ideologia post-nazista. Freund menziona, onde avvalorare la tesi, le celebrazioni del solstizio annuale alle pietre dell’Esttern Westfalia, dove neo-nazisti e New Hippies non si stringono la mano pacificamente, e tuttavia ancora condividono l’adorazione delle radiazioni telluriche di questo speciale luogo di culto, e tutto ciò che gravitava intorno alla questione dei poteri tellurici. Merito di Freund è stato aprire una prospettiva religiosa e antropologica finora poco considerata sui fondamenti spirituali della politica di esseri umani sprezzanti e pone la domanda necessaria sui loro effetti collaterali. La sua conclusione è ovvia: non ha molto senso comprendere un sistema ideologico solo su base politica e storica, se i suoi aspetti intellettuali e religiosi sono ignorati o fraintesi. “La storia non si ripete, ma forse torna sotto altre forme”, conclude Freund.

Alan Baker e il Male sovrumano

Nel 2000 Alan Baker scrive The Invisible Eagle. Baker afferma che non è per nulla vero che la teoria dell’occultismo Nazi sia becero cospirazionismo o sensazionalismo; o che la tragedia e gli orrori Nazi, che marchiano a fuoco il XX secolo, debbano essere banalizzati da un’idea del genere. Non è neanche vero che l’Occultismo debba essere respinto in quanto completamente “irrazionale”. Evidentemente, al di là di errori concettuali e di principio, il Reich di Hitler non lo riteneva affatto tale. Non c’è dubbio che il Terzo Reich ispiri un profondo e costante fascino e susciti ancora molte domande senza risposta circa l’origine delle terribili crudeltà perpetrate nel suo nome. Sin dalla morte di Hitler nel Fuhrerbunker nel 1945, storici, psicologi e teologi hanno tentato di capire e spiegare l’aberrazione spaventosa del nazismo: come potè un singolo individuo pur contorto come Adolf Hitler influenzare e corrompere un’intera nazione di seguaci inducendoli a trovare una valida ragione per sterminare milioni di esseri umani, semplicemente a causa della loro razza? Uno degli aspetti attorno ai quali si muove la discussione su Hitler è la questione del dove si collochi nello spettro della natura umana. Come osserva il giornalista Ron Rosenbaum, l’esistenza stessa di questo spettro suggerisce una domanda estremamente scomoda: Hitler è uno dei tanti sterminatori di massa della storia, autore di megamorti simile a quelli che lo hanno preceduto o seguito, spiegabili all’interno dello stesso quadro? Oppure dobbiamo considerarlo come un qualcosa di completamente altro e mai visto prima, un male assoluto e definitivo? Il teologo Emil Fackenheim crede che talmente grandi fossero i crimini di Hitler da dover giocoforza ritenerlo un “male radicale”, una “irruzione del demoniaco nella storia”. Il male di Hitler è visto da pensatori come Fackenheim trascendere i limiti del comportamento umano ordinario (per quanto spaventoso), andare oltre il campo della scienza comportamentale e entrare nel regno della teologia: in altre parole, la natura ultima di Hitler può essere completamente compresa solo da Dio. Lo sterminio industrializzato di massa perpetrato dai nazisti risuonò irresistibilmente nella seconda metà del XX secolo, ed è certamente il principale fattore che contribuisce a quello che lo storico britannico Norman Davies chiama “un fascino demoniaco tedesco”. Nel riassumere la storiografia delle potenze occidentali, Davies afferma: “La Germania è condannata ad essere considerata la fonte primaria sia di quel maligno imperialismo che ha prodotto la prima guerra mondiale, sia del marchio virulento del fascismo che ha provocato la Seconda”. La tesi di Davies soffriva del cd “schema alleato della storia” secondo cui l’Occidente vincente si presentava (e si presenta ancora) come l’apice della civiltà, della moralità e dell’altruismo. Data la capacità umana di creare miti, sarebbe facile pensare che, dati gli orrori, i Nazisti avrebbero avuto certamente un contatto con un’intelligenza malvagia e transumana che scelse di esercitare la sua influenza sull’umanità attraverso i canali viventi di Hitler e di altri membri di alto rango del Reich. I padri intellettuali del nazionalsocialismo, gli aggressivi occultisti nazionalisti antisemiti e volkisch (di cui abbiamo già trattato) come Guido von List, Jorg Lanz von Liebenfels e Rudolf von Sebottendorff, coltivarono un innegabile e profondo interesse per l’occultismo, la teosofia, l’idea di Atlantide come una civiltà ariana perduta, e i poteri magici insiti nel sangue stesso dei tedeschi puramente razzisti. Il fatto che gli immediati subordinati di Hitler stessi si dilettassero nelle scienze occulte come l’astrologia è fuori dubbio. L’occultismo ha avuto un ruolo significativo nella formazione e nei rituali delle SS; ed è anche una verità storica che i nazisti abbracciarono teorie cosmologiche come il concetto del Mondo di Ghiaccio di Horbiger (che fornì loro l’opportunità di denunciare le idee dell’ebreo Albert Einstein). Se coniughiamo la convinzione di Fackenheim che Hitler rappresenti “un’irruzione del demoniaco nella storia”, con l’oggetto dell’occultismo nazista, diventa chiaro che le varie affermazioni sulla realtà del vero potere occulto nazista erano inevitabili. Se Hitler era unicamente malvagio, perché lo era? Cosa c’era nella sua mente, nella sua anima per condurlo oltre il continuum del comportamento umano, collocandolo al livello del male assoluto, comprensibile solo al creatore dell’universo? Se il suo male si estende oltre l’umano, è possibile che la sua origine sia al di là dell’umano? In considerazione della natura estrema dei crimini nazisti, l’idea che un male esterno all’umanità (il male cosmico) esista e che i nazisti di primo piano abbiano effettivamente tentato di entrare in contatto con entità iperumane nella loro folle ricerca del dominio sul mondo e della creazione di una super-razza ariana, può essere visto da molti come spiacevole e umiliante per il ricordo di quelli che hanno sofferto e sono morti sotto la tirannia di Hitler. Come fosse una spiegazione dei fatti che non rende merito alle vittime del Reich. Baker ha ricevuto critiche circa la teoria del “male assoluto” in azione, perchè non avrebbe compreso che o Hitler era semplicemente folle, oppure era convinto (attraverso la pesante influenza del darwinismo) che i maggiori problemi del mondo non fossero altro che una semplice malattia globale che richiedeva un rimedio:lo sterminio di gran parte della popolazione con selezione dei migliori della razza. In sostanza, avrebbe funto da catalizzatore della naturale selezione naturale ed evoluzione umana. Il problema del male di Hitler è semplicemente aver portato la sua nazione alla conclusione logica della filosofia di Darwin, che è qualcosa che la maggior parte dei laici non è disposta ad ammettere, anche se molti di loro desiderano ancora segretamente percorrere le sue stesse strade. L’eugenetica è il partito nazista in abito formale. L’eutanasia è l’Olocausto, semplicemente servito in camice bianco.

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Wegener e gli eredi degli Atlantidei

Nel 2001 ci pensa lo storico tedesco Franz Wegener ad occuparsi dell’occultismo nazista con Il Terzo Reich e il Sogno di Atlantide. Nel suo libro Der alte Traum vom neuen Reich – Völkische Utopien und Nationalsozialismus (L’antico sogno del nuovo impero – Utopie popolari e nazionalsocialismo), apparso nel 1988, Jost Hermand aveva già dato un breve sguardo nell’ambito della letteratura dilettantesca riguardante il tema della «fascistizzazione del mito di Atlantide». Un vago riferimento si trovava anche nell’opera di Salewski, il quale rimanda al fatto che, «se la predisposizione di molti influenti nazisti per speculazioni di tipo fantastico e pseudoscientifico (come la teoria del mondo ghiacciato, quella del mondo vuoto o il mito di Atlantide)» gode oggi di poca considerazione, è semplicemente dovuto al fatto che la «spaventosa incarnazione del “Terzo Reich” non si sia alla fine realizzata». Wegener prende in considerazione le analisi di illustri studiosi del mito di Atlantide: fra le altre, quella di Julius Evola, secondo cui l’«uomo dominatore», appartenente alla razza nordica, avrebbe affrontato le «assai meno valorose razze del Sud»; e quella di Georges Sorel, che vedeva nel mito una successione di immagini in grado di suscitare stati d’animo ed emozioni di portata sociale. Rifacendosi agli studi sul mito di Roland Barthes, dietro all’immagine dell’isola paradisiaca, Wegener giunge però a scorgere una sostanziale pulsione di morte. Una pulsione da cui non sono esenti le teorie nazionalsocialiste: alla ricerca delle origini della razza arioeuropea, Hitler e Himmler formularono la tesi secondo cui la pura razza degli abitanti di Atlantide –ravvisata nel Nord del mondo – tramontò essendosi mescolata con specie inferiori. I pochi Arii sopravvissuti, migrati sul continente, sarebbero i progenitori della stirpe germanica destinata a dominare la terra. Seguaci di una visione apocalittica del mondo, i nazionalsocialisti trovarono nell’immagine-modello di Atlantide l’ideale di perfezione e superiorità. L’inclinazione nazista all’occulto secondo Corinna Treitel Nel 2004, Corinna Treitel, assistente professore di storia al Wellesley College, scrive A Science for the Soul. Il libro si estende dal 1850 al 1945, ma la sua vera concentrazione è tra il 1890 e il 1920, quando i movimenti occulti si stabilirono istituzionalmente in Germania. Il doloroso ingresso della Germania nell’età moderna ha suscitato molte emozioni contrastanti. L’eccitazione e l’ansia per il “disincanto del mondo” predominarono, mentre i tedeschi si rendevano conto che il trionfo della scienza e della ragione aveva reso la nazione materialmente potente mentre la impoveriva spiritualmente. Desiderosi di incantare di nuovo il loro mondo, molti tedeschi alla fine del diciannovesimo e all’inizio del ventesimo secolo, reagirono rivolgendosi a una varietà di credenze e pratiche paranormali, tra cui la Teosofia, l’astrologia, la ricerca psichica, la grafologia, la radiestesia e la guarigione spirituale. Non si trattava di un fenomeno marginale, il movimento occulto tedesco aveva una dimensione realmente nazionale, comprendente centinaia di club, aziende, istituti ed editori che fornivano e consumavano beni e servizi occulti. La Treitel esplora l’appeal e il significato dell’occultismo tedesco in tutte le sue varietà tra gli anni 1870 e 1940, individuando il suo dinamismo nella lotta della nazione alla modernizzazione e nell’insoddisfazione del pubblico nei confronti del materialismo scientifico. L’occultismo, osserva Treitel, fungeva da ponte tra le credenze religiose tradizionali e i valori di una società sempre più scientifica, laica e liberale. In sostanza. La Treitel suggerisce che l’occulto fosse uno dei modi più importanti in cui individui e organizzazioni della Germania moderna davano un senso alla propria vita, e simultaneamente davano un senso alle categorie che sono venute ad occupare il centro della moderna storiografia tedesca, categorie come scienza, religione, stato, liberalismo e soggettività. Basandosi su una ricchezza di materiali d’archivio, la Treitel descrive gli individui e i gruppi che hanno partecipato al movimento occulto, ricostruisce la loro storia organizzativa ed esamina i fattori economici e sociali responsabili del loro successo. Sulla base di ciò, la Treitel si pone la questione di come i tedeschi utilizzassero l’occulto in tre direzioni pratiche:1)  la Teosofia, dove gli studi occulti venivano usati per raggiungere l’illuminazione spirituale; 2) le arti, dove stati di coscienza occulti alimentavano il processo creativo di pittori, scrittori e ballerini d’avanguardia; 3) e le scienze applicate, in cui professionisti in psicologia, forze dell’ordine, ingegneria e medicina hanno utilizzato tecniche occulte per risolvere problemi caratteristici della modernità. In conclusione, la Treitel si concentra sulle campagne anti-spiritualiste montate dalla stampa nazionale, dalle chiese protestanti e cattoliche, dai governi locali e nazionali e dal regime nazista che, dopo anni di oscillazione tra affinità e antipatia per l’occultismo, infine spezza questo legame nel 1945. A Science for the Soul esamina l’occultismo tedesco nella sua più ampia impostazione culturale come un aspetto chiave del modernismo tedesco, offrendo nuove intuizioni su come i tedeschi abbiano affrontato la sfida di perseguire una vita significativa nell’età moderna. Il lavoro della Treitel sembrerebbe contestare la precedente storiografia guidata da George Mosse e da altri che enfatizzava l’influenza del movimento occulto sull’ideologia nazista. Questa letteratura riteneva l’occulto come una dimensione dell’ideologia volkisch (popolare) che alimentava l’irrazionalismo, che a sua volta alimentava un misticismo basato sulla razza in cui i leader nazisti avevano nascosto se stessi e le loro politiche razziali. Una letteratura più recente ha iniziato a contestare l’alleanza tra occultismo e nazismo, descrivendo l’occulto non come una forma di misticismo reazionario, ma piuttosto come un insieme di pratiche volte ad attuare un compromesso col modernismo. La Treitel opera un’attenta distinzione tra l’interesse individuale dei leader nazisti agli esperimenti e ai metodi occulti, da una parte, e all’ostilità della polizia nazista e dei politici verso i movimenti occulti che si diceva mostrassero tendenze ideologiche in contrasto con gli scopi nazisti. La Treitel focalizza non tanto sulle credenze degli individui nei movimenti occultisti, quanto piuttosto sulle loro pratiche: l’occulto “in azione”, come lei lo chiama. Non concentrandosi esclusivamente sui veri credenti, quelli che fanno dell’occulto il punto centrale e forse unico del proprio sistema di credenze, è in grado di guardare l’occulto all’interno di più di un ampio “mercato” di credenze. Cioè, guarda la vasta gamma di coloro che si dilettano nell’occulto – quelli che, per esempio, hanno sperimentato con i loro sensi o con la rabdomanzia – ma che non necessariamente rendono tali pratiche occulte il centro dei loro sistemi di credenza. Figure apparentemente diverse tra loro come Sigmund Freud e Hitler potevano entrambi prendere parte occasionalmente a pratiche occulte, senza impegnarsi pienamente nell’occultismo visto come credo. Il passaggio a pratiche occulte, piuttosto che a credenze, consente alla Treitel di descrivere come un interesse relativamente diffuso nell’occulto abbia motivato altri campi di indagine per consolidare le proprie credenze e pratiche contro i movimenti occultisti. Questo sviluppo è forse più chiaro nei primi due capitoli poiché la Treitel esplora la relazione dei movimenti occulti con la “scienza” emergente della psicologia. Qui sostiene in modo convincente che il campo emergente della psicologia sia stato profondamente influenzato dagli esperimenti sui fenomeni occulti, ma che abbia anche cercato di separare se stesso e le proprie modalità di sperimentazione dalla contaminazione dell’occulto e dalle connotazioni del misticismo o della pseudoscienza. Fu proprio a causa della vicinanza e della sovrapposizione delle aree di indagine, tuttavia, che tale chiarimento era necessario per la professionalizzazione della psicologia come disciplina scientifica. Tali punti di chiarimento, tuttavia, non erano limitati alla psicologia o alle altre scienze che si occupano dell’esperienza e della conoscenza umane. La Treitel sostiene anche che le religioni consolidate – in particolare il cattolicesimo – sentivano il bisogno di resistere ai movimenti occulti non tanto perché l’occulto tentava i suoi seguaci, quanto piuttosto perché aveva bisogno di chiarire come i suoi appelli a certi tipi di misticismo differissero da quelli degli occultisti. In questo modo, la Treitel suggerisce in tutto il libro che la presenza dei movimenti occultisti abbia contribuito a favorire la chiarificazione di termini come “religione”, “scienza”, “psicologia” e persino “individuo”. È qui, nella definizione dei limiti dell’occulto in relazione ad altre sfere della conoscenza, che la seconda decisione strategica del libro della Treitel diventa importante, vale a dire, la sua decisione di non definire “l’occulto”. Il suo libro tratta l’occulto come un concetto fluido, come un concetto che è in corso, e il cui carattere emerge solo in relazione ad altri campi di indagine e pratica. Ciò che emerge come “la frangia lunatica”, come spesso la chiama, è determinata più da chi guarda che dal contenuto della frangia stessa. Così, per esempio, Sigmund Freud avrebbe resistito all’occulto per distinguere, almeno in parte, la propria pratica della psicoanalisi dalla forma di psicologia a carattere occulto elaborata dal suo discepolo ribelle, Carl Jung. Allo stesso modo, in un momento diverso e con uno scopo molto diverso, Heinrich Himmler avrebbe condannato gli aspetti “hocus pocus” dell’ “occulto”, sostenendo al tempo stesso “la ricerca legittima su questioni astrologiche”. Se i movimenti occultisti hanno costretto altri fenomeni culturali a chiarire la propria identità, è stato anche il contrario: una vasta gamma di campi di indagine mutevoli e contesti politici e culturali hanno operato attivamente all’inizio del XX secolo per formare ciò che costituiva (e costituisce?) “l’occulto”.

1 Eric Kurlander

E ultimo venne Eric Kurlander, esperto di storia tedesca e nazista tra le due guerre che non indaga sulla matrice esoterica del nazismo ma sulle sue connotazioni paranormali in un libro di recentissima uscita attualmente presente negli scaffali delle librerie. Lo intervistiamo per Fenix

L’ultimo della lunga serie degli esploratori nel delicato tema delle connessione del Nazismo con l’occultismo è Eric Kurlander col suo I Mostri di Hitler del 2017. L’autore, professore di storia alla Stetson University, ha già dedicato due libri alla storia della Germania tra le due guerre. Consapevole di muoversi su un terreno sdrucciolevole, dove è facile prendere lucciole per lanterne (magiche) o confondere realtà e propaganda, Kurlander sviluppa le sue tesi motivandole e fornendo al lettore appassionato di storia validi motivi e nuove informazioni sulla Germania hitleriana, il cui apparato di potere era disposto ad utilizzare qualsiasi strumento e a sfruttare ogni scuola di pensiero, pur di ampliare e consolidare il proprio consenso, argomento finora trascurato dalla ricchissima bibliografia sull’occultismo nazionalsocialista, esaurientemente analizzata e criticata da Kurlander. Quella di Kurlander è un’attenzione al sovrannaturale o paranormale invece che all’occulto o alla magia. Nella dimensione «occulta», infatti, non possono rientrare molti argomenti analizzati nel saggio, come le cosiddette «scienze di confine»: radiestesia, antroposofia, agricoltura biodinamica, ariosofia e la teoria del ghiaccio cosmico, molto apprezzati dal regime, che finanziò la ricerca di tecnologie miracolose e lo studio del folclore, e organizzò missioni esplorative in tutto il mondo. Curiosissimo, ad esempio, il capitolo dedicato agli esperimenti di radiestesia del Pendulum-Institut della Marina militare tedesca, il cui obiettivo era «individuare la posizione dei convogli nemici in mare attraverso pendoli e altri dispositivi soprannaturali», affinché gli U-Boot potessero silurarli. L’Istituto impiegò un vasto gruppo di studiosi dell’occulto che usavano tecniche diverse, con i rabdomanti che venivano costretti per tutto il giorno a stare sulle carte nautiche con le braccia stese e il pendolino in mano. Altrettanto singolare è la ricostruzione dell’«Operazione Marte», ovvero il lavoro di intelligence che, nell’estate del 1943, permise ai tedeschi di localizzare la prigione di Mussolini a Campo Imperatore, dove fu liberato dalla spettacolare missione di Otto Skorzeny. Ebbene, verso la fine di luglio, circa quaranta astrologhi e occultisti, alcuni tratti addirittura dai campi di concentramento, vennero ospitati a Wannsee, nel quartiere generale della polizia criminale, dove, alla fine, sembra che riuscirono a localizzare un punto sui monti dell’Abruzzo. Le conclusioni di Kurlander offrono, quindi, un apprezzabile contributo alla riflessione sul ruolo dell’immaginario collettivo, ovvero di una realtà importante che, però, né le statistiche sociali né le previsioni economiche prendono in seria considerazione. «Non tutti i tedeschi che condividevano elementi dell’immaginario sovrannaturale proposto dal Partito nazionalsocialista erano imperialisti o razzisti, ma questo è esattamente il motivo per cui lo sfruttamento nazionalsocialista dell’immaginario sovrannaturale fu tanto efficace nell’attrarre e conservare il sostegno di una parte così ampia e trasversale della popolazione tedesca». E, vinta la Germania, come ammoniva Jung, altre nazioni sarebbero diventate vittime della possessione se «avessero dimenticato il pericolo di cadere anch’esse, altrettanto improvvisamente, preda delle potenze demoniache. Ogni uomo che smarrisce la sua ombra, ogni nazione che si sente moralmente superiore, è la loro preda, e questa tendenza generale a lasciarsi suggestionare svolge un ruolo enorme nell’America di oggi». Parole scritte più di settant’anni fa, che oggi risuonano sinistramente attuali.

M.P. Come le è venuta l’idea di trattare un argomento così controverso, a lungo trascurato o marginalmente trattato dalla storia ufficiale del nazismo?

E.K. Sono interessato al sovrannaturale fin da quando ero bambino: fumetti come Batman, Capitan America, Dr. Strange e “Tomb of Dracula”. Alla mitologia greca, norvegese e giapponese. Alla letteratura e ai film horror, da H.P. Lovecraft a Stephen King a Anne Rice. Alla fantascienza e al fantasy: il Signore degli Anelli, Dungeons and Dragons, Star Wars e Indiana Jones. E mi sono interessato al Terzo Reich dalla mia prima lezione di storia all’università. Ma penso che l’idea di combinare questi due interessi è sbocciata quando sono arrivato all’università di Harvard nel 1995 e ho scoperto che uno dei miei compagni di dottorato, Corinna Treitel, stava scrivendo una tesi (ora un libro eccezionale, A Science for the Soul, Johns Hopkins, 2004) sull’occultismo tedesco. Ricordo di aver pensato che qualcuno avrebbe dovuto scrivere un libro incentrato sull’occultismo e altri temi soprannaturali nel Terzo Reich. Da allora (metà degli anni Novanta), c’è stata una rinascita del fascino del nazismo magico e dell’occulto, per non parlare del paganesimo, della mitologia, della fantascienza, e così via. In effetti, come ricercatore laureato, mi sono reso conto che in realtà esisteva una lunga storia dello studio del legame tra nazismo e pensiero sovrannaturale, in forma erudita (di autori e pensatori come Siegfried Kracauer, Theodor Adorno, Lotte Eisner, Fritz Stern, George Mosse) e popolare (come quella, tra gli altri, di Ravenscroft, Pauwels e Bergier). Ma nessuno di questi libri, incluso il più importante lavoro accademico sull’argomento (Nicholas Goodrick-Clarke’s Occult Roots of Nazism, 1985), offriva una storia completa del sovrannaturale nel Terzo Reich. Così, quando mi sono avvicinato al completamento del mio secondo libro nel 2008 (Living With Hitler: Liberal Democrats in the Third Reich, Yale University Press, 2009), ho deciso sarebbe stato interessante affrontare questo argomento da una prospettiva accademica.

M.P. Chi ha partecipato al pensiero sovrannaturale in Germania negli anni ’20, ’30 e ’40? Tutti? E pensa che i nazisti credessero davvero a tutto ciò, o la trovarono politicamente conveniente?

E.K. Le elite liberali urbane istruite e gli intellettuali ebrei erano i meno inclini ad abbracciare tutto ciò come autentico, o lo vedevano come qualcosa di diverso da una patologia della modernità che era particolarmente forte in Austria e Germania, e che doveva essere affrontata. Potevano vedere persone che altrimenti rispettavano, trovandone alcune interessanti e preoccupate di quella risposta, ma erano quasi universalmente contrarie ad essa. Poi hai le classi medio-basse tedesche e austriache. La pratica religiosa tradizionale stava diminuendo nel corso del XIX secolo. La prima guerra mondiale stava davvero galvanizzando in tal senso perché rimetteva tutto in discussione. Vi erano molte persone abbastanza istruite da volere un’alternativa alla religione tradizionale, poter argomentare scientificamente o con autorità su religione, scienza, e la politica, e iniziavano a trovare queste dottrine alternative sulla parapsicologia e sulla lettura dei tarocchi come una sorta di supplemento al disincanto del mondo dovuto all’industrializzazione. E questo era vero per milioni di tedeschi e austriaci (era anche vero in Gran Bretagna e in Francia!). Perché tanti nazisti, in particolare, ci credevano o lo trovavano interessante o lo ritenevano potenzialmente utile per manipolare la popolazione? La risposta è che crebbero durante la fioritura del pensiero sovrannaturale in Germania e in Austria. Quindi anche i nazisti, che erano scettici, lo riconobbero come un tema profondo. Negli anni ’20, sia Hitler che Goebbels riconoscevano che i pensatori “völkisch” erano quelli che più probabilmente avrebbe aderito al Partito nazista. Molte di queste persone volevano andare in giro “vestite di pelli d’orso”, come Hitler ha scritto in Mein Kampf, parlando di rune mistiche.Ora Hitler e Goebbels dissero: “Non è questo il nostro movimento”. Quindi alcune persone dicevano: “Vedi, Hitler non era coinvolto in questo!”. Il pensiero sovrannaturale non era così intrinseco ai movimenti degli altri paesi.In Francia non si vedeva l’equivalente politicizzazione e razzializzazione del pensiero occulto.Abbiamo la teosofia in Gran Bretagna e in America, ma era un movimento relativamente innocuo, in cui le persone si riunivano in un salotto e cercavano di connettersi con gli spiriti e scrivere romanzi su Atlantide.Ma il concetto delle razze radice, di cui parlava la Blavatsky, la grande madre della teosofia, non venne mai presentato come base reale per credere nella “razza superiore” o nella guerra razziale tra i partiti liberali o conservatori che governano in Gran Bretagna e in America.Chiaramente non ha influenzato la visione di Roosevelt o Churchill della politica sociale o della politica estera.Ma è un fatto che in Germania molte delle persone che hanno aderito al partito nazista o che l’hanno sostenuto utilizzavano linguaggio e idee presi direttamente in prestito da queste dottrine scientifiche occulte e di frontiera.

M.P. Tu fai una distinzione netta tra la pseudoscienza, che cerca (fallendo) di operare all’interno della scienza ufficiale, e ciò che chiami “scienza di confine”, che funziona ai margini, da un’epistemologia basata sulla fede. Qual era il rapporto tra le persone che stavano ancora cercando di lavorare all’interno di una corrente internazionale di attività scientifica in Germania negli anni 1920 e 1930, e le persone che stavano facendo questi esperimenti scientifici di confine che erano sempre più supportati dal regime. La Teoria del ghiaccio cosmico, per esempio -l’idea che tutto nel nostro universo fosse stato creato con la collisione di due stelle che seminò gelide lune e pianeti celesti ovunque- era allineata con le idee della mitologia nordica, quindi ottenne molto sostegno dai nazisti nonostante le sue origini fossero state offerte in un sogno.

La Scienza di frontiera fu facilmente liquidata come dilettantesca dagli scienziati tradizionali negli anni ’10 e ’20. Non c’erano posti universitari o istituti di ricerca ufficialmente sponsorizzati dal governo imperiale tedesco, austriaco o di Weimar per promuovere la teoria del ghiaccio cosmico o Welteislehre di Hanns Hörbiger. Ma era selvaggiamente popolare tra i pensatori völkisch ed esotericamente inclini, come gli ingegneri, che non capivano la fisica moderna, ma capivano abbastanza il gergo tecnico per dare gloria alle idee e sostenere che fossero valide come alternativa alla “fisica ebraica”. Negli anni ’30, Hitler e Himmler diedero un titolo onorifico di dottorato a Philip Fauth, co-progenitore vivente della “Cosmogonia glaciale”, come la chiamavano. Lo misero a lavorare insieme a Hans Robert Scultetus, addestrato come meteorologo, responsabile di una World Ice Division nel ’35 o ’36 all’interno dell’Ahnenerbe, il gigantesco Institute for Ancestral Research di Himmler. L’unico scopo della divisione era coordinare e propagare la Teoria del ghiaccio cosmico come dottrina nazista ufficiale. Un anno o giù di lì cominciarono a ricevere lettere ostili dall’Accademia delle Scienze prussiana, da fisici professionisti e geologi, chiedendo “Ehi, cosa state facendo qui? È già abbastanza grave che i bambini non possano più studiare matematica e che stiamo cercando di ricostruire le nostre forze armate e migliorare la nostra tecnologia. Ora avete queste pubblicazioni ufficiali che sostengono che la Teoria del Ghiaccio Cosmico sia altrettanto buona o migliore della moderna geologia e fisica. E’ davvero un problema“. Gli scienziati naturali, pur famosi, furono semplicemente ignorati. Himmler, tuttavia, non li perseguitò, anzi offrì loro ospitalità. Ma se tu fossi stato una persona all’interno dell’ambito SS, come questo ragazzo di nome Georg Hinzpeter, eri nei guai. Tutto ciò che disse Hinzpeter fu: “Sai, se usiamo ciò che abbiamo scoperto negli ultimi 30 anni in termini di fisica e geologia, alcuni calcoli e affermazioni che Hans Hörbiger, co-progenitore della teoria del ghiaccio cosmico, fece 40 anni fa, non reggono per nulla, e forse dovremmo ripensare a queste premesse”. E fu allora che Himmler e Scultetus e quest’altro ragazzo, Edmund Kiss, che scrissero romanzi fantasy su Atlantide (non vi era nemmeno uno scienziato!), furono tutti d’accordo: “Sai cosa? Abbiamo un protocollo [il protocollo Pyrmont] ora. Chiunque appoggi la Teoria del Ghiaccio cosmico deve sottoscrivere i suoi principi di base, quasi fosse una Bibbia. E se non lo fai, non ti sarà permesso di pubblicare, almeno non con l’imprimatur di nulla osta dal governo, e non otterrai alcun finanziamento”. Nel 1939, la Teoria del Ghiaccio Cosmico divenne rigida ortodossia, un dogma. Come in molte altre aree, il Terzo Reich non era un regime totalitario in tutti i sensi.Non avrebbero iniziato a rinchiudere scienziati geniali “ariani”, che pagavano regolarmente le tasse, sol perché trovavano questa teoria ridicola.Ma il Reich non aveva intenzione di cambiare la sua teoria o ridistribuire i finanziamenti in modo più razionale.

M.P. A Quali altre teorie, oltre alla World Ice Theory, il Reich ha aderito?

Alla Teoria delle razze, di certo. L’intero apparato della teoria della razza era fondato su idee tratte dalla religione indo-ariana, dalla mitologia nordica e dalle dottrine occulte o scientifiche di confine, come lo era sulla biologia moderna o sull’eugenetica. L’eugenetica praticata nella maggior parte dell’Occidente era limitata dal fatto che quelle persone volevano essere accettate dalla biologia tradizionale. Ma l’eugenetica era una pseudoscienza, non una scienza di confine. È emersa dalla genetica e dalla biologia ufficiali, fece affermazioni sproporzionate rispetto alla capacità scientifica o alla realtà di quel momento storico. E quando ciò si dimostrò distruttivo, sia scientificamente che ideologicamente (dopo la seconda guerra mondiale), si fermò di nuovo. Nel caso nazista, fu il contrario. Facevano un cenno del capo al movimento eugenetico e affermavano: “Oh, questo geniale eugenista svedese o britannico è stato molto stimolante”, mentre discutevano sulla razza, con gli ebrei considerati mostruosi e gli slavi “sub-umani”, mentre le civiltà indiane, giapponesi e forse anche persiane e arabe erano considerate almeno parzialmente indo-ariane. E tutta questa roba, impregnata di ariosofia, teosofia, antroposofia, importanti dottrine occulte prominenti in Austria e Germania, ha avuto così poco a che fare con la scienza empirica attuale, o addirittura con la pseudoscienza praticata altrove durante la prima metà del XX secolo, da aprire la strada a tutte queste politiche fantastiche.

M.P. In che misura il sentimento anti-mainstream-scientifico all’interno del partito nazista era anche antisemita?

Non direi che fosse “anti-scientifico”. I nazisti pensavano semplicemente che ci fossero nuove scienze, nuovi modi di fare le cose che gli scienziati tradizionali non avevano accettato, in parte perché corrotti dai materialisti di sinistra ebraici che non accettavano o comprendevano le parti mistiche della vita.Gli ebrei sarebbero stati queste persone malvagie ed egoiste che non riuscivano a comprendere la connessione tra anima e corpo, nonchè tutte le tipiche idee occulte che völkisch, pensatori esoterici, e molti nazisti, hanno invece abbracciato.

M.P. Lei sostiene che, verso la fine della guerra, il pensiero miracoloso e irrazionale si fosse rivelato un danno strategico e militare allo sforzo bellico nazista. Quale il ruolo di questo tipo di pensiero nella sconfitta e dopo la sconfitta?

La mia impressione è che l’immaginario sovrannaturale, nonchè il licenziamento nazista della scienza ufficiale a favore della scienza di confine, abbia avuto un impatto sulla capacità di massimizzare le risorse militari, finanziariamente e logisticamente. Dò esempi, come il programma missilistico, i raggi della morte e altre cose che la SS stava cercando di sviluppare, ma anche la stessa avversione di Hitler alla tecnologia nucleare. Non l’ho quantificato, e l’effetto potrebbe essere stato solo marginale, e c’è ancora un sacco di ricerca da fare qui. Forse il pensiero sovrannaturale ha solo minato l’abilità nazista di massimizzare qualunque cosa di cui avevano bisogno in un dato momento -più bombardieri, più combattenti- del 10 o 20 per cento, e avrebbero comunque perso. Ma chiaramente su ciò ci fu un impatto. C’è stato un periodo in Austria e Germania ove, per varie ragioni, la popolarità intrinseca di certe idee occulte e dottrine scientifiche di confine, di religioni alternative, mitologia nordica e folklore tedesco, in concomitanza con crisi come la prima guerra mondiale e la Grande depressione economica, rese l’immaginario sovrannaturale molto più diffuso, pubblico, e a carattere pericolosamente politico, che in altri paesi in quel momento. Dopo la guerra, con la Germania sconfitta, questo tipo di pensiero sovrannaturale si ritirò dal regno della politica, diventando una forma di intrattenimento per lo più privata. Non c’erano più istituti di ricerca, sostenuti da Himmler o Hitler, che sponsorizzavano la parapsicologia, la rabdomanzia o la teoria del ghiaccio cosmico. Con il crollo del ministero di propaganda di Goebbels, nessun importante leader politico tedesco poteva più promuovere l’astrologia come mezzo di propaganda o minacciare i collaboratori. E questo per me è importante. Le persone sono ancora interessate al sovrannaturale oggi! Giocano coi videogames e leggono Harry Potter, ma la maggior parte riconosce la differenza tra il pensiero sovrannaturale e la scienza empirica;tra fantasia e politica.Penso che i tedeschi, dal 1945 siano diventati più allergici a questo tipo di modo di pensare basati sulla fede, organicistico, razzista, völkisch, proprio a causa di quell’esperienza degli anni 1890 e degli anni 1940.Non sparisce, ma diventa un affare privato coltivato da privati.

M.P. Se uno legge a caso alcuni passaggi del suo libro senza sapere che si riferiscono al Terzo Reich, potrebbe pensare che lei stia parlando dell’oggi: astrologia, parapsicologia, New Age, movimenti anti-vaccino. Viviamo qualcosa di simile a quel periodo? Nella conclusione lei menziona il ruolo del web nel diffondere false credenze: c’è il rischio di una nuova diffusione di una “ideologia sovrannaturale” o cd. irrazionale attraverso i social media? Lei mi sembra orientato al confinare l’esoterismo nel regno della fantasy.

Ogni società ha il suo “immaginario sovrannaturale” che contiene una serie di credenze esoteriche, scienze di confine e tradizioni mitologico-religiose che non si adattano né al dominio della scienza (sociale) naturale empirica né alla struttura della religione tradizionale. Se il fascino per il sovrannaturale, la ricerca di appagamento spirituale, le credenze mitologiche, sono incanalati in fiction e fumetti, che siano Lovecraft e Flash Gordon negli anni Trenta o Harry Potter e Star Wars oggi, se questa preoccupazione per il sovrannaturale, rafforzata dai social media, è diretta al Comicon locale o al gioco di Warcraft, sono perfettamente innocui e forse anche sani. Dopotutto, tutti hanno bisogno di qualcosa in cui credere. Tutte le società hanno bisogno di una mitologia popolare. E per molte persone del XXI secolo, un periodo molto simile a quello che va dal 1890 agli anni Quaranta, né la religione tradizionale né la scienza moderna sono sufficienti. Il pericolo arriva quando individui delle moderne società industriali –società con l’influenza finanziaria e il potere politico-militare in grado di destabilizzare l’economia globale o annientare interi paesi in un batter d’occhio– ricominciano a ricorrere al pensiero sovrannaturale, a teorie di cospirazione esoterica su medicina o ambiente, razza e spazio, politica e diplomazia. Come intellettuale ebreo-tedesco fuggito dal Terzo Reich, Theodor Adorno lo ha riconosciuto quando ha affermato che “l’occultismo è la metafisica degli stupidi”. Con le loro risposte brusche e drastiche a tutte le domande, gli astrologi e gli spiritisti non risolvono tanto i problemi quanto, date le grossolane premesse, li rimuovono da ogni possibilità di soluzione. Non è questo che spiega il successo della destra alternativa? Non sono molte le persone in Europa e negli Stati Uniti che si riversano in movimenti razzisti mossi dalla mitologia e dalla fede che forniscono “risposte brusche e drastiche ad ogni domanda”. Certamente Internet e i social media facilitano la proliferazione di questo tipo di pensiero ancor più facilmente dei mass media della Repubblica di Weimar e del Terzo Reich. E per me questo non è un bene, visto il precedente storico.

Un mio parere sull’occultismo Nazi

Una sterminio pianificato come la Shoah non si può spiegare in termini umani, nè in termini di puntuale e rigorosa applicazione di teorie di purezza di razza che conducono a purghe etniche: questo è solo un paravento per nascondere tutt’altro. Anni fa, in una bustina di Minerva, rubrica da lui curata sul mensile Espresso, Umberto Eco si chiese perchè i Nazisti elaborarono una macchina di sterminio così lenta e costosa, laddove avrebbero potuto attuare una serie di fucilazioni di massa e scavare gigantesche fosse comuni. La gestione dei lager richiedeva personale, anche costoso, e richiedeva l’uso dei forni inceneritori, che avevano un costo per il Reich. Qualcuno potrebbe rispondere che era troppo allettante acquisire manodopera a costo zero, ma questo è un altro paravento. La mia idea è che il vertice Nazi, come sostiene Ravenscroft, sapesse come evocare le Potenze dominanti e stabilire un accordo: il dominio Nazi quantomeno sull’Europa in cambio di sacrifici umani. Perchè gli ebrei e non altri? Sul piano profano, gli ebrei detenevano ricchezza, e ciò è noto. Sul piano esoterico, perchè erano stati il popolo di YHWH, ma non più difesi da YHWH. Ed è molto probabile che le Potenze astrali fossero convinte che un nuovo Messia potesse reincarnarsi nel dna giudaico. Quindi agirono sistematicamente, volendo spazzare tutti gli ebrei dal globo, dimenticando che una ricca comunità ebraica era negli Usa, ben protetta. Ma la teoria dei sacrifici umani resta la più verosimile sul piano occulto.

IL NAZISMO MAGICO: LA STORIA DELLA RICERCAultima modifica: 2018-11-28T17:35:05+01:00da mikeplato
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