LO STRANO CASO DI EUGENE VINTRAS

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di Mike Plato

Siamo nel 1839. Eugene Vintras, noto ai suoi iniziaticamente come Elie Sthrathanel (nome offertogli dall’Arcangelo Michael), ha la visione di un vegliardo.  “Mi affrettai”, dice, “a finire dei conti, per andare a sentire una messa, quando vidi un vecchio con la barba bianca entrare”. La visita del vecchio gli lascia un senso di terrore. Le visite si succedono a intervalli ravvicinati e Vintras diventa presto familiare con l’uomo che chiamerà “il buon vecchio” e che non è altro, a quanto pare, che l’arcangelo Michele in persona. La seconda apparizione ha luogo il 15 agosto dello stesso anno, a ND des Victoires; lo stesso giorno il fenomeno si ripete a casa di un amico, vicino a St-Sulpice: “E si è trovato in alto (il vecchio) sopra di noi in un angolo della stanza. Mi sono prostrato in ginocchio, facendo, mi è stato detto, un atto di devozione al mio creatore; Dico che mi è stato detto perché non me lo ricordavo”. In pochi giorni, Vintras raggiunge l’estasi, caratterizzata da visioni celesti e dialoghi mistici. Durante questi stati, molto frequenti, Vintras riceve gli insegnamenti di Dio, sempre attraverso San Michele in aspetto di vecchio. All’inizio, sono dialoghi semplici e familiari, suggerimenti, relativi allo stesso Vintras e a quelli che fanno direttamente parte del suo entourage. Vintras non impiegherà molto a guadagnare ulteriore fiducia e intimità dell’inviato del Cielo, che gradualmente lo informa delle sue intenzioni: Michele progetta di rinnovare e completare il gesto sacrificale del Cristo, rigenerando il mondo una seconda volta, un concetto ioachimita abbastanza comune nella storia del Cristianesimo. Vintras sarebbe chiamato a svolgere un ruolo di primo piano in questa missione perché è lui che viene scelto per annunciare la venuta dei tempi futuri, l’avvento del “divino Paraclito”. Le incisioni rappresentano Vintras che officia in gran vestito, con una croce rovesciata ricamata sul retro: un simbolo della nuova era, non appartenente più alla chiesa sofferente, ma al trionfo del Paraclito. La croce è rovesciata per mostrare che Cristo ha terminato l’auto-immolazione e che il regno di Dio sta entrando in una nuova fase. E’ a una missione così importante che Vintras deve il proprio nome. Fino ad allora, aveva risposto al semplice nome di Eugenio; ora, su comando dello Spirito Santo, si chiamerà “Pierre-Michel-Elia” perchè reincarnazione del profeta Elia. Lo vedremo più tardi, arricchito con nomi nomi come:  “Stratanhael”, “Pontefice della Saggezza”. Successivamente, i suoi discepoli, seguendo l’esempio del loro leader, saranno chiamati ” Indiahael, Azzolethael, Athzerhael” etc. nelle quali gli era stato comunicato di essere la reincarnazione del profeta Elia. Citiamo l’interessante narrazione di un testimone: “Va nella sua stanza, inizia pregando e prende la penna. Ero con lui, impegnato a copiare una rivelazione; A volte mi fermavo, stupito dalla rapidità con cui scriveva; aveva presto coperto quattro pagine. Siamo stati chiamati a cena; gli ho chiesto cosa avesse scritto: “Non capisco”, rispose, “sono stato tentato venti volte di strappare questa lettera”. “Quando ebbe finito, lo pregai di leggermela, cosa che fece con gentilezza. Ho ascoltato questa lettera, sempre più sorpreso di aver visto quest’uomo scrivere con tale velocità e veemenza”. Finalmente arriva il primo passaggio latino: “Dirumpamus, lì si ferma, spiegando quella parola e non capendo cosa abbia scritto”.  “Vedi?, mi disse, non so cosa ho scritto qui”. E ancora: “Annota ciò che hai sentito”, disse il Santo Comunicatore, svenendo come una “ombra” e “Pierre-Michel scrive rapidamente, senza dolore, senza cancellazione, le sublimità rivelate, che spesso non ho sentito; specialmente le citazioni latine prese a prestito dalle Sacre Scritture, delle quali non capiva nulla e delle quali, tuttavia, non alterava una sola parola. “Per iscritto, sembra copiare; la sua mente vede la parola che segue la parola già scritta, in modo che la mano scorra senza fermarsi e senza preoccuparsi se ne uscirà una frase corretta, scriverà queste comunicazioni nel mezzo del rumore delle conversazioni. Noi stessi abbiamo avuto la prova quando, per convincerci dell’intervento divino, abbiamo parlato con lui tutto il tempo in cui ha scritto un’intervista con Gesù Cristo in nostra presenza. E’ per lui assolutamente impossibile usare solo la sua memoria o la sua immaginazione personale. Tuttavia, queste conversazioni sono sempre lunghe cinque o sei pagine, e di una perfezione molto migliore di quella che i Padri ci hanno trasmesso più perfettamente. Ogni comunicazione dice il luogo, il giorno, il tempo in cui è stata creata, le circostanze che la caratterizzano e le persone presenti, se ce ne sono … Questo miracolo della memoria persiste fino a quando la Comunicazione non è cessata. Una volta terminato questo lavoro, non è in grado di riscrivere tutto. Le rivelazioni fatte a Vintras riguardano molti argomenti; la maggior parte di esse sono presenti “Libro d’oro” e nella “Voce del Septain“. In queste opere, in mezzo ad un miscuglio di frasi magniloquenti, ma a volte, bisogna ammettere, di una poesia non comune, troviamo esposta la nuova dottrina: 1°) L’Immacolata Concezione della Vergine (che non era ancora stata riconosciuta dalla Santa Sede); 2° L’angelicità delle nostre anime prima della vita terrena (le nostre anime sono quelle degli angeli caduti, che, essendosi uniti a Shatan nella sua ribellione, furono esiliate sulla terra come castigo; questa convinzione è chiaramente contraria agli insegnamenti della Chiesa, che non ammette la preesistenza delle anime;  3°) Infine, l’Inferno non è eterno; saremo redenti, non solo noi comuni mortali, ma anche le anime dei demoni e quella di Shatan stesso. La donna, che ha già schiacciato il serpente, servirà ancora una volta come mediatore: da qui l’adorazione che è dedicata a SHAHAEL, Regina del Cielo, di cui idemoni erano gelosi al momento della caduta. In quell’anno, Vintras entra nellOpera di Misericordia, un gruppo di cattolicissimi nobili e sacerdoti, per annunciare le sue visioni con l’Arcangelo Michele, lo Spirito Santo, San Giuseppe e Maria Vergine. In seguito, raggruppa attorno ad esso affiliati il cui segno di battaglia era una croce bianca o “Croce di Grazia”, che Vintras aveva ricevuto da Dio stesso e che era destinato a preservare. Fonda anche una specie di convento a Tilly, la Chiesa del Carmelo (o Santuario interiore del Carmelo di Elia), doveradunato il suo gregge, il “Marisiaque du Carmel” o “Cité Futur”, e ove viene celebrata una messa, chiamata Sacrificio provittimale di Maria, di sua invenzione e di dubbia origine cattolica, dove i fedeli riporteranno di aver assistito a fenomeni paranormali, come il sangue che colava dalle ostie consacrate (secondo gli esperti odierni, semplicemente il segnale della presenza di una particolare muffa nel pane). Questo è ciò che un ammiratore di Vintras testimonia: “Ma l’Ostia insanguinata, il cui sangue era diventato più luminoso del giorno prima,  Stratanhael la mise su pezzi di stoffa, nove in numero, e li pose nel tabernacolo. Quel giorno partì per una missione particolare. In sua assenza, il 14 maggio successivo, uno dei testimoni aprì il tabernacolo per vedere se il sangue dell’ospite aveva trafitto il lino, e trovò tutti e nove i pezzi di stoffa impregnati di sangue”. Questa ed altre stranezze di Vintras, come il portare una croce capovolta su una tunica bianca (secondo lui il simbolo della fine della Seconda Era, quella del Figlio, ovvero del Cristo sofferente, ma anche la croce rovesciata di Pietro), fanno aumentare i sospetti (ingiusti) di satanismo, ai quali si aggiunge la profezia che Londra e Parigi sarebbero state distrutte in seguito ad una catastrofe (una terribile esplosione mandata dall’inferno) e l’affermazione che le sue strane cerimonie sarebbero servite a purificare le anime nell’attesa della venuta dello Spirito Santo. Per tutto questo e per altri motivi, il Mulino di Tilly-sur-Seulle divenne un luogo di pellegrinaggio. Tutti volevano incontrare il Santo Profeta. Per l’intanto, due traditori rivelarono all’esterno le pratiche, considerate odiose, del mistico, a causa dell’odio, del disprezzo e dell’invidia nutriti verso Vintras e l’Opera per essere stati espulsi dall’Associazione, in virtù di aver commesso esattamente gli atti non pubblicabili, imputati poi a Vintras. La cosa presenta forti analogie con i fatti dell’Ordine dei Templari, sempre in Francia peraltro. Nel 1851, Pio IX definisce setta schifosa quella di Vintras, condannando ufficialmente l’eretico alla scomunica con l’intera sua setta. E’ noto che religiosi dogmatici, scienziati e psicologi non amino i mistici, in particolare gli Iniziati, i quali devono nascondersi e celare le loro pratiche trasmutative. A quel punto,  la Chiesa di Vintras decide per la clandestinità e continua la sua liturgia eucaristica  tutta propria, quindi fuorilegge, che gli annali tramandano come oscena, in realtà eco di un certo gnostocismo liberale dei primi secoli d.C.. Sommo pontefice secondo l’ordine di Melchisedech, Stratanhael offre ogni giorno il suo “Sacrificio di gloria”, secondo un rito personale, che, dice, gli fu rivelato: «Il giorno di Pasqua di questo anno 1848, il Signore apparve a St. Eustachio a Parigi al suo “profeta”: “Stratanhael, gli disse, preparati a ricevere il sacro segno del sacerdozio che ti è stato promesso”. La sua testa era circondata da un diadema cremisi coronato da una mezzaluna con un’ancora simile a quella sullo stendardo di Maria. Indossava una lunga veste rossa circondata da una corda bianca e coperta da una specie di cotta; da sopra era bordato di un camice bianco; ai suoi piedi, sandali rossi. Aveva sull’anulare della mano destra un anello molto simile a quello che il profeta indossa secondo un ordine precedente». Questo sacrificio rituale d’amore, consistente in una masturbazione collettiva è, secondo i suoi seguaci, uno degli atti più piacevoli di Dio che i figli benedetti della sua opera possono praticare. È consigliato a coloro che si sentono solidali l’uno con l’altro per offrirlo insieme molto spesso. Ogni volta che lo fanno, sono sicuri di creare uno spirito in cielo. L’11 maggio, Stratanhael, secondo l’ordine ricevuto nella stessa visione, offrì un secondo sacrificio. Alla fine di questa cerimonia, purificò la tazza con un panno: “Per dare prova della verità della transustanziazione del vino nel suo sangue, Dio ha permesso a un purificatore di apparire tutto impregnato di sangue”. Stratanhael lo spiegò a tutti, dicendo: “Vedi in che calice hai bevuto. Questo purificatore è conservato in testimonianza di questo prodigio”.  I testimoni erano nove. La comunione fu esaminata da tre medici, MM. Chailly, ex ordinario dottore degli eserciti, poi dottore dei paesi sotto Carlo X; Godier (di Angers), ben noto a Parigi, e Liégeard, ex presidente della Società dei Medici di Caen. Questi signori confermarono che fosse davvero sangue e firmarono il certificato. Oltre al suo sacrificio di gloria, Vintras ne istituì un altro, che doveva essere celebrato dalla donna, la nuova Eva, particolarmente gradito alla Vergine. Già condannato dal potere religioso, Vintras fu anche processato dall’autorità civile. Fu accusato di rapina e fu avviato un processo per truffa contro di lui, che si concluse con una multa di 100 franchi e cinque anni di prigione. Dopo il carcere, ripiegò a Londra ove certamente officiò in gran segreto. Ovunque ebbe discepoli che lo consideravano un Santo Incompreso. Vintras sostenne che i membri della chiesa del Carmelo fossero angeli incarnatisi sulla terra per combattere l’ultima battaglia contro i demoni. Ma anche i demoni si stavano incarnando per combattere quella battaglia, e cercavano sempre nuove reclute. Il cabalista e occultista cristiano Eliphas Levi definirà anarchica e assurda la setta gnostica di Vintras che, in verità, aveva in grande considerazione Elia, Enoch e Melkizedek. Il suo ex fedele Alexander Geoffroy, spinto da ira vendicativa, spiffera l’intera questione del cd “sacrificio d’amore”, che sarebbe consistito in atti sessuali contro natura che lo stesso Geoffroy avrebbe subìto nell’arco di dieci anni di affiliazione alla setta. A causa dello scandalo, Vintras ripiega a Londra ove scrive poi il Vangelo Eterno, descrizione di un viaggio ultraterreno, un viaggio dell’anima tipico della letteratura Enochica, nel cui testo la lettera H viene posta dal Vintras ovunque, a testimonianza della conoscenza del valore cabalistico della lettera in questione. Vintras sostiene di avere ascoltato una voce che lo ha istruito sulla dimora dell’Essere degli esseri, posta al di sopra dei nove cieli. Sotto quella gloria risiede Hahael, la Sapienza creata. Al di sotto di Shahael, i nove cori angelici (secondo lo pseudo-Dionigi), ovvero le nove sephiroth dell’albero della Cabala. Shahael ha diverse identità. Per i gloriosi, cioè le entità angeliche superiori, essa è Maihael, colei che partorisce la Gloria vivente. Per le entità angeliche inferiori essa è Vhirghael, la Vergine che partorisce la Voce di Dio. Per i sottomessi al tempo, essa è Mahrheiam, la donna vergine. In realtà, gloriosi, entità inferiori e sottomessi al tempo sono lo specchio delle tre razze animiche, e si riferiscono a tre stati di evoluzione di coscienza. La madre divina viene percepita in modo diverso da spirituali, psichici e ilici. In contrapposizione alla Sapienza c’è Lucibel, l’angelo arrogante caduto. La Voce svela a Vintras che il Padre Ihoah è il principio generante, Figlio il principio operante, e Amore del Padre e del Figlio il principio vivificante. La Francia del tempo di Vintras, diciannovesimo secolo, era la capitale universale della ragione illuminista. Ma fu nell’ambito di questa stessa razionalità che fiorì lo spiritualismo più puro e Vintras ne fu uno degli esponenti.  Pierre Eugène Michel Vintras era un brav’uomo nel bel mezzo di una collettività che, in un certo senso, non era disposto ad amarlo, tanto meno a capirlo. Visse in un momento in cui la teurgia, lo spiritismo, il mesmerismo, la magia e il misticismo erano confusi e condannati dall’Illuminismo imperante. La mistica, in quanto mistica pura e disinteressata, è un lavoro duro su di sè e, in un certo senso, è molto dolorosa. Il percorso è pieno di spine, trappole e contraddizioni. Tutto questo a causa dell’ignoranza e della vanità umana. Vintras, cristiano, teologo, sensibile e mistico per eccellenza, interpretava le sue esperienze psichiche interiori che per lui erano sacre. Vintras dichiarò pubblicamente certe leggi dello spirito che alla fine lo trascinarono in prigione, con sommo piacere dei suoi detrattori e conseguente umiliazione educativa per il suo cuore. È imperativo che le raccomandazioni iniziatorie siano rispettate: “A voi è permesso conoscere i misteri del Regno della Divinità; ma a quelli che sono fuori [i non iniziati], tutte queste cose sono dette in parabole, così che, vedendo, vedendo e non percependo; e ascoltando, ascoltino e non capiscano, affinché non si convertano, e i loro peccati siano perdonati loro”. (Vangelo di San Marco, IV, 11, 12). Questa ammonizione appare in via preliminare in Matteo, VII, 6: “Non dare le cose sante ai cani, né gettare le tue perle ai porci, perchè non le schiaccino coi loro piedi e non ti sbranino”. Pertanto, il vero significato dei misteri e i rituali  non devono essere portato al di fuori delle scuole iniziatorie. Ma Pierre Michel, pur conoscendo il significato di questi due avvertimenti, non li rispettò, pagandone il prezzo. Imperterrito dall’opposizione che ha affrontato, Vintras ha istituito un Sacrificio Provvisorio di Maria come parte della sua “Opera di Misericordia”, con le donne che pontificano: recitazione di un inno di preghiera, l’atto di glorificazione, l’offerta di pane, l’offerta di vino, l’offerta di luce, una preghiera universale per tutte le menti e la comunione sotto la specie del vino rosso (i sacerdoti maschi officiano con vino bianco), una riproposizione della complementarità sacramentale femminile-maschile rosso-bianca del più alto Vajrayana ! Tuttavia le sue donne ambasciatrici erano contrarie; come suor Marie Salome che fu costretta a tornare in Francia, perché la sua presenza alla corte della Russia offese certi spiriti, che prontamente risposero di distruggere l’effetto prodotto sull’imperatore “da questo chiaroveggente”. Come Vintras, ella fu consolata dal Verbo divino rivolto a entrambi: «Che cosa ti importa? Obbedisci alla mia volontà, ciò è abbastanza. Ti ho incaricato di annunciare la mia opera di misericordia, ma non di riuscire a riceverla».

LO STRANO CASO DI EUGENE VINTRASultima modifica: 2019-02-19T18:21:06+01:00da mikeplato
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