VALENTINE TOMBERG, LO STEINERIANO

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di Mike Plato

E’ il 1985 quando viene pubblicato postumo Meditazione sui Tarocchi: un viaggio nell’ermetismo cristiano, il cui autore è l’ermetista antroposofo cristiano estone Valentin Tomberg. Le fonti citate nel lavoro sono molteplici; la più comune è la Bibbia, seguita da una serie di citazioni da santi, teologi, mistici, filosofi, occultisti, e altri scrittori (Origene, Teilhard de Chardin, Platone, Bergson, Jung, San Giovanni della Croce, Kirkegaard, Nietzsche). L’opera è stata elogiata da Antoine Faivre, il celebre storico francese di esoterismo: “non c’è forse migliore introduzione alla teosofia cristiana, all’occultismo, a qualsiasi riflessione sull’esoterismo di quest’opera magistrale, non quella di uno storico ma di un teosofo ispirato – evento piuttosto raro – attento a rispettare la storia”. È uno dei lavori sui Tarocchi più profondi e universali. Ogni capitolo è centrato attorno a una carta degli Arcani Maggiori dei Tarocchi di Marsiglia, ma sembra solo un pretesto formale per introdurre riflessioni in realtà non legate al simbolismo della carta. Il simbolismo delle carte è considerato come un trampolino di lancio per discutere e descrivere i vari aspetti della cristiana vita spirituale e di crescita. Ogni carta è spiegata nel suo significato simbolico, e messa in relazione con il percorso spirituale che chiunque può compiere all’interno della tradizione cattolica. Di carta in carta, vengono affrontati il significato simbolico della raffigurazione, fin nei più piccoli particolari, e l’insegnamento che se ne può ricavare, con accenti, per ciascuna carta, su quell’aspetto che le è proprio. Il Bagatto, l’arcano della genialità dell’intelletto e del cuore, dell’atto puro dell’intelligenza, la Papessa quello della riflessione, dello specchio necessario perché lo spirito si insedi nella coscienza, la gnosi, l’imperatrice, simbolo della magia sacra e sintesi dei due simboli precedenti (mistica e gnosi) e così via. Leggendo si ha l’impressione che altri tasselli si aggiungano e si sistemino perfettamente, per chi ricerca la verità, nel puzzle sconfinato della conoscenza. In questo caso si può scoprire come i tarocchi costituiscono una serie diesercizi spirituali o ermetici, lontanissimi dal loro uso divinatorio, occulto o occultistico. Non è affatto un nuovo metodo per la lettura dei Tarocchi, è, piuttosto, un sintesi delle meditazioni per tutta la vita del cristiano ermetista. Per Tomberg ci sono due teologie complementari: la prima o classica è quella delle Chiese (clericale e teologica), la seconda è ermetica (teosofica). Il celebre teologo svizzero Hans Urs von Balthasar ha detto di quest’opera: «Tomberg è un pensatore e un mistico cristiano, la cui purezza obbliga all’ammirazione, mentre ci mostra i simboli dell’ermetismo cristiano nei suoi differenti aspetti – mistica, Gnosi e Magia – … che egli cerca di ricondurre alla più profonda, perché universale, saggezza del mistero cattolico. Le meditazioni contenute in questo libro vanno nella stessa direzione dei grandi contributi forniti da Pico della Mirandola. Gli affluenti mistici, magici e occulti che alimentano il fiume di queste riflessioni sono ben più vari, ma ciò non impedisce alle sue acque di giungere, mescolandosi, ad una contemplazione cristiana multiforme, ma unitaria nelle sue fondamenta.Se l’autore ha potuto, in modo così alto e minuzioso, penetrare in ogni sfumatura delle scienze occulte, è perché, per lui, queste non sono che delle realtà penultime, veramente accessibili solo quando sia possibile ricongiungerle al mistero assoluto dell’Amore Divino manifestato in Cristo». Un percorso di meditazione nel quale molto è riferito in ambito cristiano al vangelo di Giovanni, e molto spazio è dato alla tradizione ermetica occidentale e orientale. Nell’analisi della prima carta, per esempio, il Bagatto, l’autore afferma «che gli Arcani non sono né allegorie, né segreti…. sono dei simboli autentici. Nascondono e insieme rivelano il loro senso a seconda della profondità del raccoglimento di colui che medita». Ciò che essi rivelano non sono dei segreti, cose nascoste dalla volontà umana, ma degli arcani: «Un arcano è ciò che bisogna sapere per essere fecondi in un determinato campo della vita spirituale… è un ‘fermento’…. la cui presenza stimola la vita spirituale ed animica dell’uomo. I simboli sono portatori di questi ‘fermenti’… e li comunicano – se lo sperimentatore ne è capace, cioè se si sente povero di spirito e non soffre della più grave malattia spirituale: la presunzioneOvviamente tale definizione di “arcano” può suscitare qualche brivido nell’illuministica ed “Egiziaca” visione degli ermetisti di questo secolo. Ma andiamo avanti e forse scopriremo qualcosa di assai interessante, anche se non necessariamente condivisibile. Come l’arcano è superiore al segreto, così il mistero è superiore all’arcano. Il mistero… è un evento spirituale paragonabile alla morte fisica o alla nascita. E’ il cambiamento dell’intera motivazione spirituale e psichica o il cambiamento totale del piano della coscienza. I sette sacramenti della Chiesa sono i colori prismatici della luce bianca di un unico mistero o sacramento, quello della seconda nascita, che il Maestro insegnò a Nicodemo, durante il loro incontro iniziatico notturno. Ciò che l’ermetismo cristiano chiama la grande iniziazione”. Già da queste righe ce n’è abbastanza per interessarsi a queste meditazioni che hanno come punto di partenza le carte dei tarocchi. In un altro passo molto sentito, l’autore afferma che “la tradizione ermetica vivente conserva l’anima comune di tutta la vera cultura. … gli ermetisti ascoltano – e talvolta intendono – il battito del cuore spirituale dell’umanità. Essi non possono vivere altrimenti che come guardiani della vita e dell’anima comune della religione, della scienza e dell’arte… non hanno alcun primato in questo campo ma essi vivono per il mistero del cuore comune che batte nel profondo di tutte le religioni, di tutte le filosofie, di tutte le arti e di tutte le scienze passate, presenti e future… essi non pretendono né pretenderanno mai di avere un ruolo di guida, … ma vigilano costantemente per non perdere alcuna occasione per servire la religione, la scienza, l’arte, la vita sociale e politica dell’umanità, affinché sia infuso il soffio della vita della loro anima comune… In questo senso l’ermetismo è esso stesso un Arcano, cioè che viene prima del Mistero della seconda nascita o della grande iniziazione». Troviamo in Meditazioni sui Tarocchi il nucleo centrale universale dell’amore, la chiave conoscitiva generale ermetica del “Come in alto, così in basso”, l’ideale per così dire di ‘incarnazione dello spirito’(mistica, gnosi, magia, ermetismo), le tre disposizioni animiche fondamentali (obbedienza, castità e povertà) fondate sull’umiltà come via d’ascesa verso il mondo spirituale. Ma oltre a ciò viene proposto un compito, ossia lo sforzo continuo di ‘conciliazione dell’intellettualità con la spiritualità’. E in questo senso Tomberg, con le sue meditazioni sui simboli dei Tarocchi, dà un notevole contributo, cercando di riportare all’unità i dualismi apparenti e le antinomie conoscitive che si presentano a tutta prima all’intelletto nella comprensione dell’universo. Nel cercare di risolvere ‘ad un livello superiore’ tali antinomie, egli applica in ambito gnoseologico il principio trinitario della realtà presente in ‘alto’, nella Divinità. Con ciò egli infonde sostanza e profondità alla ricerca propria dell’idealismo ottocentesco riassunta nell’espressione “tesi – antitesi –sintesi”, in modo originale e complementare rispetto a ciò che aveva già compiuto R. Steiner con la sua antroposofia. Questi aveva già parlato del metodo ermetico, applicandolo in tutta la sua ricerca spirituale, e del principio trinitario alla base dell’universo (si veda ad esempio la sua concezione dell’anima e dell’essere umano triarticolato, della ‘triarticolazione sociale’, della triarticolazione delle nove Gerarchie Spirituali, della gnoseologia basata su percezione, rappresentazione e concetto, ecc.). Nell’opera in questione e in quelle precedenti, Tomberg applica tali strumenti conoscitivi in modo sistematico ancor più evidente rispetto allo stesso Steiner, il quale però li ha impiegati in ambiti conoscitivi molto più vasti. Secondo Tomberg, i simboli dei Tarocchi non sono riproduzioni di antiche figurazioni egizie aggiornate a tempi più recenti, bensì, nel loro insieme, una reincarnazione-resurrezione della saggezza egizia di Ermete Trismegisto. Tali simboli si presentano come singole monadi che suggeriscono precise concatenazioni di idee. Ma il fatto sorprendente, che rafforza l’impressione del loro carattere esoterico, è l’organicità dell’insieme di tali immagini, ognuna delle quali tratta un argomento specifico ma si ricollega anche logicamente alle precedenti, continuandone per così dire il discorso. In base alla concezione di Tomberg, si dovrebbe comunque dire che gli autori di tali simboli non abbiano voluto tradurre in immagini un ben definito sistema filosofico, ma esprimere figurativamente con un’opera di magia (artistica o artigianale secondo il giudizio che se ne vuol dare) delle esperienze mistico-gnostiche plurisignificanti secondo l’approccio meditativo applicato alle stesse. Nell’ambito dei personaggi che si sono occupati di studi tradizionali, Tomberg occupa uno spazio tutto suo. Da parte sua, Tomberg è rimasto affezionato per tutta la vita alla figura di Rudolf Steiner ed alla sua Antroposofia, che lui tuttavia ha apprezzato soprattutto per gli aspetti applicativi, medicina, educazione e quant’altro, ma riconosce nella chiesa cattolica la pietra angolare su cui il Cristo ha edificato allora ed edifica ora, in ogni momento, la sua Chiesa. Aveva aderito alla Società Teosofica nel 1917. Nel 1925 si era unito all’Antroposofica di Steiner. A cominciare dal 1930 pubblicò numerosi saggi su riviste antroposofiche. All’età di trentuno visse una rivelazione spirituale che lo avrebbe messo in contatto con il mondo angelico.Tra il 1933 ed il 1938 apparve, stampato privatamente, la sua opera di prima grandezza: dodici studi sull’Antico Testamento e dodici sul Nuovo Testamento. Tomberg in realtà produsse altri dodici studi sull’Apocalisse (e quindi sul futuro dell’umanità) come conferenze, anche se solo tre di queste furono pubblicate prima che interrompesse il lavoro. Negli stessi anni apparvero tre lavori di meditazione sulla Pietra di Fondazione di Rudolf Steiner e, come conferenze, lavori sullo sviluppo interiore dell’umanità e sull’epifania eterica del Cristo. All’età di trentuno dichiarò di aver vissuto una rivelazione spirituale che, secondo lui, lo mise in contatto con il mondo angelico. Questo lo spinse a scrutare i Vangeli e a interessarsi soprattutto al lato cosmico divino del Cristo, più che al suo lato umano. In modi sempre nuovi si sforzò per prima cosa di porre Cristo al centro dell’antroposofia; di risvegliare o approfondire l’amore verso di Lui e di far apprezzare come la vita, la morte e la risurrezione di Cristo siano il punto di svolta della storia cosmica; tutto per risvegliare un senso di responsabilità morale verso la Santa Trinità. Molti che lo ascoltarono riferiscono di essergli infinitamente debitori. Egli si separò nel 1937 dalla Società Antroposofica, ma non da Rudolf Steiner, che non ha mai abiurato, per aderire pienamente ad un esoterismo cristiano, influenzato dall’esegesi di Friedrich Rittelmeyer, capo carismatico del movimento della Comunità dei Cristiani, anch’essa comunque influenzata dallo Steiner. Egli, comunque, estese fino all’ultimo il suo pieno apprezzamento alla prassi degli antroposofi, specialmente nei campi dell’educazione, della pediatria, della medicina e dell’agricoltura. La carriera di Tomberg come autore può essere divisa in due periodi principali: quello prima e quello dopo la sua conversione al cattolicesimo. Durante la prima, i suoi scritti erano radicati soprattutto nel contesto di Antroposofia di Steiner. Durante secondo, la sua produzione scritta era più personale e originale. L’antroposofo Sergiei Prokofieff ha sostenuto che Tomberg avesse completamente rinnegato Steiner e la Scienza dello Spirito. Su questo non vi sono prove, nonostante Tomberg includesse il neoplatonismo nella sua ricerca, a differenza di Steiner. Ma nel suo Meditazione sui Tarocchi, Tomberg cita Steiner molte volte a supporto di diverse tesi. Peraltro, in una lettera a Bernhard Martin del 1956, Tomberg esprime la sua concezione di Antroposofia: 1) essa è scientifica nella misura in cui si riferisce ad esperienze sovrasensibili non ambigue; 2) si differenzia dalla religione perché è capace di trasformare verità salvifiche in oggetti di conoscenza; 3) la conoscenza è privilegiata rispetto alla fede; 4) la fede è riposta nel maestro spirituale, che diventa una sorta di anti-Papa; 5) l’Antroposofia pone enfasi sull’Intelletto, che è lunare e riflessivo, al contrario della fede, che è solare e conduce all’arroganza dogmatica; 6) l’intellettualizzazione del sovrasensibile diventa un ostacolo all’esperienza spirituale diretta e può condurre a dogmi esoterici, rispetto ai quali l’antroposofia non è immune. Secondo Tomberg, la Chiesa Cattolica è unica società veramente universale in quanto fondata dal Cristo stesso, e in cui ogni esoterista cristiano dovrebbe riconoscersi. Nella Chiesa Cattolica, che si è mantenuta salda per due millenni, non essendo né dittatoriale né democratica bensì ‘gerarchica’, a somiglianza dell’ordinamento cosmicospirituale, egli ha visto l’unico baluardo spirituale veramente universale contro l’avanzare del disfacimento sociale. La continuità temporale senza eguali di questa Società non è l’unico indizio del suo essere madre universale, voluta dal Cristo, della spiritualità exoterica. L’originalità della visione complessiva di Tomberg è tale da prestarsi a fraintendimenti e giudizi sommari. Per questo non avrebbe senso parlare di integralismo e conservatorismo della sua concezione religiosa, ma neppure di ‘tradizionalismo’ nel senso corrente del termine. Per lui infatti la Tradizione è una corrente vivente sostanziata di Esseri spirituali che si snoda nel tempo, per cui le forme che essa assume nella storia possono certamente mutare senza pregiudicare la sostanza della tradizione stessa. A riprova di ciò si consideri il fatto che nella sfera devozionale in parallelo al Padre Nostro egli ha introdotto la preghiera della “Madre Nostra”, ove tale denominazione non è tanto una metafora della Madre Chiesa e della Madonna, ma soprattutto un aspetto della Trinità femminile (“Santa Trinità Luminosa”), il che rappresenta certo un’eresia assoluta per i cattolici tradizionalisti. In ambito teologico, egli sostiene la realtà delle ripetute vite terrene, un’altra eresia per il pensiero teologico tradizionale. Al riguardo è notevole la sua originalità di pensiero quando afferma che la dottrina della reincarnazione non è materia di fede, non è né indispensabile né un ostacolo per la salvezza dell’anima, e che i teologi dovrebbero limitarsi all’interpretazione delle Scritture. Con ciò si sottintende chiaramente che la rivelazione divina è una corrente continua, che non si limita ai testi sacri dati in determinati momenti storici; altri mistici e veggenti possono avere nel tempo rivelazioni che vanno a chiarire, sostanziare ed ampliare il contenuto delle Scritture che costituiscono il fondamento exoterico per l’evoluzione dell’umanità (il loro contenuto si presta però ad una comprensione sia exoterica che esoterica). D’altra parte, in coerenza col pensiero di Tomberg, le Scritture stesse sono opere di ermetismo a suggello di esperienze mistico-gnostiche dei loro autori. Il caso dell’Apocalisse di Giovanni è evidentissimo in tal senso. Basterebbero queste considerazioni a spiegare il fatto che un libro come “Meditazioni sui Tarocchi” venga generalmente snobbato sia in ambito religioso sia in ambiti sedicenti esoterici: in entrambi impera l’intellettualismo ideologico, l’erudizione più o meno sofisticata scambiata per profondità di pensiero.

VALENTINE TOMBERG, LO STEINERIANOultima modifica: 2019-02-23T18:03:51+01:00da mikeplato
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