NON SOTTOVALUTARE LA COLLERA DIVINA

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Attenzione. Prima di affermare qualsiasi cosa, chiedersi? Da dove viene questo insegnamento? Dall’esterno? Dall’interno?E se dall’interno, dalla parte arcontica di me o dalla parte santa, o da entrambe mescolate insieme?

La quaestio della rabbia iniziatica è estremamente profonda e cela misteri per ora insondabili. I cabalisti affermavano che un uomo dotato di spirito collerico avesse un “duro yetzer”, ossia un’inclinazione difficile da domare. Essi però sostenevano che solo i collerici possono conquistare il cielo. Gesù lo esprime con la miseriosa espressione “solo i violenti possono afferrare il cielo”. Gesù, sotto tale aspetto, aveva un durissimo yetzer, manifestato in più occasioni:

contro i farisei a cui lancia sette guai

contro coloro che volevano lapidare la peccatrice

contro i mercanti e i cambiavalute del tempio

contro Pietro, con cui si infuria chiamandolo Satana

contro la madre, ripudiandola una volta e inveendo contro di lei alle Nozze di Cana (donna, che è tra me e te?)

contro l’emorraissa, infuriandosi perchè lei gli aveva toccato il lembo del mantello e aveva sottratto energia vitale

Faccio presente che anche Mosè era un collerico, basta leggere l’Esodo. Ma pare che solo costoro possano assurgere a MEDIATORI VIVENTI, sol se riescono a canalizzare l’ira contro se stessi….Se hai uno yetzer potente e trasmuti questa energia collerica, diventi qualcosa di diverso

Faccio anche presente che ne LE DIMORE FILOSOFALI, Fulcanelli, parlando della prima materia dell’alchimia, la chiama URINA DI GIOVANI COLLERICI

Faccio presente infine che anche il Battista mostra il duro yetzer con quel suo insistente RAZZA DI VIPERE!

L’Ira di dio esiste, e bisogna temerla. Talvolta agisce in noi e attraverso di noi.

Faccio presente che in un sogno mi è stata fatta una rivelazione potente, che stento ancora a capire. Mi si disse:

TU HAI UN ESSERE SUPERIORE DENTRO DI TE, UNO SPIRITELLO. LO SENTO DALLA TUA COLECISTI…ovvero dalla mia bile…mistero profondissimo.

L’Ira di Dio impregna di sè Antico e Nuovo Testamento. Si inizia il testo biblico con l’ira di Dio  e si finisce con l’Ira di Dio.

Ricordo a tutti che Dio è GIUSTIZIA e questa GIUSTIZIA è essere compassionevoli quando è giusto e essere adirati quando è giusto. Non c’è solo l’amore. All’inizio era solo Amore e gli Eoni si ribellarono al Padre. Il Padre iniziò a manifestare GIUSTAMENTE anche l’Ira…

Non si può essere solo uomini d’amore, non qui. Per aver usato io troppo amore, troppo buonismo e troppa compassione, molti mi hanno asfaltato. La bilancia non può pendere sempre da un lato. Occorre EQUILIBRIO, ARMONIA, ovvero GIUSTIZIA. E giustizia è saper fare la cosa giusta al momento giusto e sapere cosa si fa.

La parola Amore è travisata. Dio Padre, per amore, potrebbe uccidervi per 5000 esistenze, solo per correggervi. Anzi, state attenti e pronti alla CORREZIONE, perchè il Padre corregge solo chi ama, e gli infligge batoste tali da farvi piegare le ginocchia.

Quando si parla del Padre, occorrerebbe cospargersi il capo di cenere e genuflettersi…Non minimizzate mai la sua Ira…

Ricordo a voi le parole terribili del Cristo in Apocalisse:

“e poichè sei nè caldo nè freddo, io ti vomito dalla mia bocca”

Alla faccia dell’Amor di Dio…se non è rigore questo!

NON SOTTOVALUTARE LA COLLERA DIVINAultima modifica: 2009-02-17T17:17:00+01:00da mikeplato
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5 Responses

  1. Katia
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    Mike,
    Vediamo un pò se questo può spiegare un minimo, cito:
    “…ovvero dalla mia bile…mistero profondissimo “.

    Così si esprime al riguardo la Regola sanitaria salernitana (LXXXIX, De quatuor humoribus corporis):
    Nel corpo umano quattro sono gli umori,
    Sangue, collera, flemma ed atrabile;
    All’atrabil la terra corrisponde,
    L’acqua alla flemma, e l’aer puro al sangue,
    E LA FORZA DEL FUOCO alla BIL FLAVA.

  2. Katia
    at |

    Dimenticavo…
    Della “bile”, in epoca probabilmente successiva ad Ippocrate, si distinsero in Occidente due tipi: la bile gialla, e la bile nera (bilis atra, o bilis nigra, in greco melancholía, in ital. “atrabile” ).

  3. Katia
    at |

    @ Teresa

    Scusa, ma non è così…leggi i post…non c’entrano le malattie, ne Ippocrate, per quanto, citato marginalmente.
    Scrivevo a Mike sul rapporto bile e collera-ira, su ciò che definisce ” mistero profondissimo”:
    “TU HAI UN ESSERE SUPERIORE DENTRO DI TE, UNO SPIRITELLO. LO SENTO DALLA TUA COLECISTI”.
    ossia BILE = COLLERA/IRA = FORZA DEL FUOCO.
    Conosci i frammenti del Fuoco Cosmico di Eraclito ?
    “Il fuoco sopraggiungendo giudicherà e condannerà tute le cose”.
    Così è più chiaro?

  4. teresa
    at |

    Scusa Katia, ma è stato Ippocrate a ideare per primo la teoria c.d umorale e la bile gialla distinguerla dalla bile nera….almeno se non vado errando come si suole dire ….e suo padre (almeno da quanto si dice) aveva ricevuto l’iniziazione direttamente dal dio della medicina,….boh non so se sia vero.
    Eraclito per le mie reminescenze era detto l’oscuro e dalla sua epoca prese il nome i logos il discorso, la lettera parlata la parola…altro non mi ricordo se mi illumini nè sarei felice grazie ciao Teresa

  5. Katia
    at |

    @ Teresa

    Solo Melkisedeq può illuminare, non, certo, la sottoscritta, che essendo un nulla, sta ben attenta a non dare, come Verità assoluta, le parole che scrive…avrai notato che chiedo, sempre, ulteriori spiegazioni e correzioni su cose, per me, chiarificanti, ma ciò non vuol dire, lo siano, in ugual misura, per te o per altri. Ogniuno di noi ha un diverso percorso e un diverso modo di “sentire”, converrai che il livello di Mike non è il mio o il tuo.
    Se poi, vuoi conoscere in che modo mi è dato di intuire qualcosa, non so spiegartelo, ma esula completamente da qualsiasi approccio scientista, è dimenticare tutto ciò che uno crede di sapere e lasciarsi andare nella Mente di Dio, perchè noi siamo nella Mente di Dio, la mente umana non può concepire qualcosa di così incredibile, che ha un modo meraviglioso di dare senso a milioni e milioni di concetti, che si incastrano perfettamente l’uno all’altro, un immensità in cui perdersi, perchè quando si inizia, per quanto sia lungo l’excursus, non si trova mai la fine.

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