SPECCHI SACRI: L’ARTE VISIONARIA DI ALEX GREY

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Alex Grey è uno dei più conosciuti artisti visionari del mondo. A metà degli anni Settanta ha avuto una serie di esperienze mistiche enteogenicamente indotte che hanno profondamente trasformato la sua visione del mondo da un’esistenzialismo agnostico a un trascendentalismo radicale. Da allora ha dipinto alcuni esempi di arte sacra tra i più particolari e ispirati degli ultimi decenni. La sua arte ha impreziosito la copertina di Lateralus, disco della rock band alternativa Tool, e del libro di Rick Strassman, DMT: The Spirit Molecule. Il libro d’arte di grande formato di Grey, Sacred Mirrors: The Visionary Art of Alex Grey, ha venduto più di 100.000 copie, un numero sbaorditivo per un libro d’arte. Negli ultimi anni si è concentrato sulla creazione della Chapel of Sacred Mirrors (“Cappella degli Specchi Sacri”), una mostra a lungo termine di 50 dei suoi lavori di arte trasformativa che è stata inaugurata a New York nel 2004, città dove Alex vive con la moglie, la pittrice Allyson Grey, e la loro figlia, l’attrice Zena Grey. Non sono personalmente d’accordo sull’uso delle cd. “acque forti”, ossia di sostanze che alterano il nostro usuale stato di coscienza. Credo che noi abbiamo i poteri e i talenti per ottenere queste visioni, evitando di fare il passo più lungo della gamba. Ho conosciuto alcune persone che hanno fatto multiple esperienze di “ayauaska”, ma la loro consapevolezza e la loro evoluzione spirituale non è cresciuta che di un grammo. Dico sempre che se siamo pronti, se il nosto corpo astrale è pronto, il nostro Spirito ci concede esperienze significative, come è accaduto a me,suo indegnissimo servo, cui ha concesso di vedere cose che nemmeno gli ayauaskeri possono vedere. Il principio chiave è la pazienza, OGNI COSA A SUO TEMPO (libro di Qoelet). GRAAL=GRADAL=GRADUALE. Tuttavia non giudico Grey e ne pubblico l’intervista.

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Alex Grey


Grazie per aver trovato il tempo per una veloce chiacchierata con noi, Alex. Molti hanno scoperto i tuoi lavori tramite le immagini apparse sulla copertina del disco dei Tool, Lateralus, e la grafica della copertina del libro di Rick Strassman, DMT: The Spirit Molecule, ma potrebbero non conoscere molto altro di te. Potresti darci una breve panoramica sul tuo interesse per l’arte, le tue influenze, i tuoi artisti preferiti e i tuoi progetti in corso?
«Sono un artista mistico, ossia, ho sperimentato delle esperienze mistiche che hanno ispirato la mia arte a riflettere questa dimensione sacra. Sono molto influenzato da Michelangelo, William Blake e Ken Wilber. Ho studiato buddhismo per molti anni oltre al substrato mistico del pantheon della saggezza umana e divina. Non ho mai terminato gli studi di scuola d’arte e non ho alcun titolo di studio, anche se ho insegnato in alcune delle migliori scuole d’arte, il che mi dà un piacere perverso. Tengo dei workshop visionari con mia moglie, nonché compagna da 30 anni, Allyson (www.allysongrey.com), che è anche la madre della nostra unica figlia, Zena, che fa l’attrice (www.zenagrey.com). Abbiamo appena celebrato il primo anniversario della Chapel of Sacred Mirrors. La Chapel è un’installazione d’arte sperimentale che Allyson ed io e molti altri artisti abbiamo creato per ospitare l’arte e lo spirito degli Specchi Sacri. In questo momento sto lavorando a un ritratto del dottor Albert Hoffman, lo scopritore dell’LSD, per commemorarne il centenario della nascita. Egli è ancora vivo e sta bene e il suo compleanno verrà celebrato a Basilea con una conferenza sullo studio dell’LSD. Io e mia moglie saremo lì a gennaio».

A proposito di allucinogeni, alla Mind States Conference di quest’anno hai tenuto un discorso sulla droga e l’arte, in cui hai parlato dei differenti temi ed emozioni espressi da vari artisti e la loro relazione con le droghe che usavano (compreso il caffè, l’alcohol, le anfetamine e gli allucinogeni). Se dovessi giudicare il tuo lavoro dall’esterno in questo contesto, cosa pensi che vedresti – sia in termini di droghe usate e di emozioni che emergono nella tua arte?
«La mia impressione sarebbe: “Questo artista tramite gli acidi assunti ha penetrato il velo dell’illusione del mondo materiale ed ha trovato una sorta di oro spirituale”».

Quando hai parlato dell’alcohol alla Mind States Conference, hai detto che ha l’effetto di “allentare” i freni inibitori dell’artista. Credi che questo “allentamento” – non solo attraverso l’alcohol, ma anche con altre sostanze – stia diventando sempre più frequente come reazione alla società moderna, dove il razionalismo e la logica sono le caratteristiche “premiate”, mentre la creatività e la libertà mentale non lo sono?
«Credo tu ti stia riferendo alla reazione alle pressioni della vita moderna e l’uso di sostanze per sfuggire a queste pressioni. L’alcolismo esiste da quando esiste l’alcohol, che dissolve i confini, ma deprime la coscienza e uccide le cellule cerebrali. Le società, dalle culture indigene ai cittadini urbani postmoderni, hanno sempre cercato di raggiungere stati alterati di coscienza con mezzi come la meditazione, il girare su sé stessi, la danza estatica e ogni sorta di deprivazione, di cibo, di sonno, l’isolamento…».

Parlando dei diversi modi di raggiungere uno stato alterato di coscienza, tu sei considerato – a torto o a ragione – in qualche modo come l’alfiere dell’uso degli allucinogeni. Tu hai anche una relazione familiare molto forte con tua moglie Allyson e tua figlia Zena. Come riesci a integrare l’uso di allucinogeni con l’educazione di una figlia e il mantenimento di un rapporto sano con la famiglia, considerando in primo luogo che stai conducendo uno stile di vita “da apostata” rispetto alla norma sociale e poi il tuo personale senso di responsabilità in qualità di marito e padre?
«Ho avuto la mia prima esperienza con l’LSD a casa di Allyson. Era la nostra prima sera insieme. Allyson era già un’esperta consumata. Credo che tu intenda per “apostata” che potrei aver rinunciato all’approccio convenzionale con i valori familiari, ma alcuni hanno descritto la mia opera come una specie di Norman Rockwell sotto acido. Il mio immaginario ritrae madre e figlio mentre si nutrono, si baciano, pregano, copulano – attività basilari per tutti gli esseri umani e per molti animali. La mia arte è convenzionale nel fatto che celebra cose semplici come l’amore e tenta di descrivere le dimensioni della compassione e dell’infinita coscienza emersa dal flusso evoluzionistico. Quindi ci sono elementi convenzionali e post-convenzionali nella mia pittura. Io e Allyson abbiamo sempre detto a Zena la verità come noi la vediamo. Non abbiamo mai avuto segreti riguardo all’uso di sostanze, ma abbiamo sempre solamente risposto alle domande che ci poneva, senza dirle di più di quello di cui aveva bisogno o che voleva sapere. Inoltre abbiamo sempre cercato di evitare di usare sostanze davanti a lei, perché non vogliamo mettere a rischio la sua sicurezza o metterla in imbarazzo con eventuali comportamenti inusuali. Inoltre, quando Allyson e io desideriamo condividere il sacramento abbiamo sempre preferito essere liberi dal maggior numero di responsabilità possibili, quindi in quel momento affidiamo Zena alle cure di altre persone. Zena adesso ha 17 anni e lascio che il suo giudizio parli per lei».

Con la nuova generazione di artisti – come Luke Brown – sta iniziando a emergere l’influenza della tua arte e delle tue idee, anche grazie a Internet che sta mostrando la grande quantità di talento che c’è là fuori. Quali consigli daresti ai giovani artisti in termini di bilanciare lo sforzo artistico e il bisogno di sopravvivere nel mondo (ossia pagare le bollette), quando l’arte raramente paga, a meno che non si voglia perseguirla all’interno di una logica aziendale (ad esempio, con la grafica pubblicitaria)?
«Sicuramente consiglierei ai giovani artisti di mettere la loro arte al primo posto. Mentre cercate un modo per pagare le bollette, rimanete il più vicino possibile alla vostra passione. Io mi sono dedicato all’illustrazione medica per 12 anni, e anche se odiavo farlo, mi è servito e ho imparato molte cose. In precedenza avevo dipinto case stregate nei luna park e cartelloni pubblicitari, e ho anche lavorato in una biblioteca dove passavo molto tempo a leggere libri sugli stati alterati e il paranormale. Ho lavorato con un team di ricerca che studiava gli effetti dei guaritori sui semi di mais e sulla planaria. Ho sempre passato molto tempo a dipingere le mie cose e in quel periodo dipingevo abbastanza. Allora non mi cercava nessuno per intervistarmi (scherzo). Non mi sento in grado di dire a nessuno come fare i soldi. Sicuramente non ho mai fatto nessuna delle cose che la gente mi ha detto per fare soldi con la mia arte. Quando frequentavo la scuola d’arte, un professore mi ha detto: “Alex, continua a fare quello che stai facendo, ragazzo mio, e un giorno dipingerai le copertine della Guida TV”. E’ allora che ho iniziato seriamente a pensare di lasciare la scuola d’arte, perché quello non era ciò che volevo diventare. Il proprietario di una galleria una volta mi ha detto di seguire la corrente piuttosto che dipingere come stavo dipingendo. Me lo ha detto con tutte le buone intenzioni».

Una svolta nella tua vita è avvenuta quando tu e tua moglie Allyson avete avuto un’esperienza transpersonale sotto l’influenza dell’LSD, in cui entrambi avete visto il “lattice mentale” che connette tutte le persone. Questa esperienza ti ha convinto che ci fosse una realtà ontologica sottostante all’esperienza psichedelica?
«Naturalmente. Io sono un mistico psico-chimico che vede un’unità sottostante nel senza tempo oggi condiviso e alla base di tutte le religioni e i fenomeni visionari del mondo. Possiamo prendere ad esempio il viaggio di Maometto nel Settimo Cielo. Quella era un’esperienza visionaria. Oppure possiamo prendere ad esempio l’Annunciazione o la Trasfigurazione, e forse persino la Resurrezione. C’è anche il pantheon tibetano dei Buddha del Mondo più Alto. La Torah è piena di mistici ebraici come Ezechiele che vedeva ruote di fuoco o Mosè che aveva contemplato il cespuglio che brucia. Ti viene in mente una religione che non sia visionaria? Tutte le religioni a cui riesco a pensare provengono dall’esperienza mistica, il contatto diretto con il divino di qualche leader carismatico. Credo davvero che alcune persone siano più inclini alle esperienze visionarie di altre. E’ nostra intenzione, condivisa da molti, rivisitare l’esperienza religiosa primaria e “l’aldilà dentro di noi”. Lo stato visionario è sicuramente alla base della Chapel of the Sacred Mirrors, a prescindere da come questo stato venga raggiunto».

Hai avuto quest’esperienza che ti ha cambiato la vita facendo uso di LSD, che è certamente un allucinogeno che si presta in senso temporale alla contemplazione e all’integrazione dell’esperienza. Vedi un valore simile nell’esperienza del DMT fumato, o è meglio assumerlo attraverso il viaggio sciamanico dell’ayahuasca?
«Tutte e tre le esperienze sono valide. Il DMT fumato è una sorta di bungee jumping psichico. Rimbalzi in un’altra dimensione, a volte andando molto a fondo molto velocemente. Tuttavia, una prolungata immersione nell’influenza del DMT attraverso l’ayahuasca può catalizzare alcune delle più intensamente belle esperienze visionarie, e ha metà della durata di una tipica esperienza sotto acido. L’acido è meraviglioso perché  è facilissimo da consumare e perché Allyson lo adora e con l’LSD abbiamo avuto alcuni dei più profondi soggiorni sacramentali della nostra vita. Detto questo, l’integrazione dell’esperienza è divenuta una delle sfide fisse nella mia arte – trovare diversi metodi per evocare la radiosità dei reami visionari attraverso la pittura, un mezzo con una grande storia nella cultura umana. Da circa 18.000-40.000 anni gli umani dipingono immagini. E’ una delle caratteristiche che differenziano gli esseri umani dagli altri animali. L’integrazione dell’esperienza enteogenica, secondo quanto ho provato io stesso, avviene dopo che l’effetto della droga è svanito e il lavoro va a manifestare nuove intuizioni nella propria vita creativa».

Ho sentito di diversi paragoni tra il viaggio del DMT e il lavoro di un altro artista visionario, M.C. Escher – dalle “figure impossibili”, per le quali è famoso, ai suoi motivi a tasselli e persino immagini di “elfi”. Rick Strassman nel suo libro parla di produzione endogena di DMT – potrebbe parlarsi di flash da DMT endogeno nel caso di Escher?
«Escher non ha mai detto di essere un mistico, ma ha sicuramente parlato di alcune strane e misteriose visioni che ha avuto, com’è evidente dalla sua arte. Credo che sia possibile che Escher avesse flash da DMT endogeno, perché c’è sempre una componente psicochimica a ogni esperienza mentale, è così che funziona il cervello. Il DMT è sempre presente nel nostro cervello, come sappiamo tutti. Le sostanze neurochimiche formano un mosaico con le nostre onde cerebrali nell’esperienza mistica e danzano all’incomprensibile coscienza che dà energia all’Universo».

Tu sostieni che l’arte abbia il potenziale di cambiare l’umanità e il nostro futuro. In che modo credi che l’arte visionaria sia in grado di realizzare ciò?
«Noi spesso dimentichiamo che ciò che conosciamo del mondo dipende interamente dalla nostra visione di esso, che è possibile sviluppare e trasformare in ispirante vivacità, oppure stagnare e atrofizzarsi nel pozzo nero del cinismo. I mezzi di informazione e altri strumenti di cultura sponsorizzati dalle aziende hanno un programma che inconsciamente perpetriamo quando ci adeguiamo alla loro visione del mondo. Le grasse menzogne che mandano avanti la pubblicità aziendale, come “la felicità e la soddisfazione nella vita dipendono dai prodotti che consumiamo”, ci legano a una visione del mondo basata sulla paura, materialista e centrata sull’avidità. I mezzi di comunicazione aziendale che consumiamo ogni giorno non ci offrono nessuna vera liberazione spirituale. Non c’è da stupirsi che gli antidepressivi siano la droga più comune nella nostra cultura. Dove possiamo rivolgerci per visioni di libertà e riflessi delle nostre più alte possibilità come specie? Non certo alla CNN. Io credo che oggi l’arte visionaria può offrire la “voce seppur flebile” della coscienza, che può aiutare la gente a svegliarsi dalla trance indotta dai mass media. Ci vuole un individuo impegnato, che vuole pensare per sé stesso e desidera allargare la propria visione del mondo, passando il tempo a contemplare l’arte visionaria e ad abbracciare l’immaginazione divina in essa riflessa, fonte di soluzioni creative per i nostri attuali e crescenti problemi. L’arte visionaria può essere uno specchio sacro che ci introduce al nostro potenziale non ancora sfruttato e in questo modo può catalizzare e convalidare il percorso della gente verso un futuro sostenibile e sano».

The Chapel of Sacred Mirrors

 

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The Chapel of Sacred Mirrors è nata da una visione condivisa e simultanea che Alex e Allyson Grey hanno avuto durante la loro prima esperienza con l’MDMA. Al momento ospitata “temporaneamente” (per un certo numero di anni) a New York, l’attuale incarnazione della CoSM è intesa come una “brochure vivente” per l’eventuale struttura permanente della Cappella – che Alex vede come una struttura spiraloide o piramidale ritorta. E’ la sede di molti dei pezzi più artistici di Alex Grey, compresi i Sacred Mirrors, una serie di 21 immagini incorniciate, che consistono in 19 dipinti e due specchi incisi, che presentano un’immagine speculare a grandezza naturale di fronte agli spettatori, permettendo loro di identificarsi con l’arte e integrare la sua energia in loro stessi. L’anatomia di ogni immagine è ritratta con precisione, mentre gli elementi visionari permettono allo spettatore di vedere sé stesso come riflesso del divino; Gli Specchi Sacri sottolineano l’unità dell’esperienza umana al di là di tutte le divisioni raziali, di classi e di genere sessuale. Ecco come Alex Grey descrive la Chapel: «The Chapel of Sacred Mirrors (CoSM) è stata creata per fornire uno spazio al rinnovamento spirituale attraverso la contemplazione dell’arte trasformativa. Ci sono ritratti devozionali del viaggio umano dalla nascita alla morte, con l’amore e il rapporto, la creatività, l’illuminazione e l’attivismo sociale come paradigmi dello sviluppo della narrativa iconica. La Chapel toglie via i nostri strati accumulati di separazione, mostrando che siamo tutti fatti dello stesso sangue, interiora e polvere cosmica. Per le persone ricettive, l’arte mistica può aiutarli a catalizzare il loro cammino creativo e spirituale. La CoSM ha già iniziato ad essere un centro culturale e spirituale. La nostra comunità in evoluzione usa lo spazio per eventi come workshop sull’arte visionaria, una statua alla geometria sacra della Chapel of Sacred Mirrors e architettura sacra, riunioni mensili con la luna piena e film, musica e serate di poesia – tutto inteso all’ispirazione. Siamo molto eccitati per l’apertura e per ricevere visitatori». La Chapel of Sacred Mirrors è il grande sogno di Alex Grey, ed è supportata unicamente da donazioni caritatevoli della comunità. Si può sostenere il suo sforzo facendo una donazione alla CoSM, o effettuando acquisti dal sito di e-commerce della CoSM (www.cosm.org).

SPECCHI SACRI: L’ARTE VISIONARIA DI ALEX GREYultima modifica: 2010-02-10T10:55:00+01:00da mikeplato
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One Response

  1. key-82
    at |

    Ciao!
    Scusami potresti dirmi la fonte dell’intervista citata nel tuo articolo su Grey? L’ho cercata in rete ma non la trovo. Grazie mille e complimenti!

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