TREE OF LIFE DECODIFICATO (IN PARTE)

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VISTO! E ORA QUALCOSA POSSO DIRLA. IN PRIMO LUOGO, META’ DELLA SALA SI E’ SVUOTATA A CIRCA META’ DELLA DURATA DELLA PELLICOLA. CHI E’ RIMASTO, DORMIVA. ALCUNI RIDEVANO, E FRANCAMENTE PROPRIO DA RIDERE NON C’ERA. RISATE ALQUANTO IRRITANTI, DATO LO SPESSORE DI QUESTO FILM VISIONARIO CHE E’ PIU’ UN’OPERA PITTORICO-SIMBOLICA CHE UN FILM. TRAMA E SCENEGGIATURA SONO RIDOTTE ALL’ESSENZIALE, E SU QUESTO NON VOGLIO SPENDERE UNA PAROLA. CIO’ CHE EMERGE NELLA LETTERA E’ L’ANGOSCIA EVIDENTE PROVATA DAL REGISTA RISPETTO AGLI IMMANI FLUSSI DEL COSMO, DELLA NATURA E DELLA STORIA. ANGOSCIA CHE CRESCE NEL MOMENTO IN CUI IL REGISTA MOSTRA SMARRIMENTO RIGUARDO AL POSTO E AL RUOLO DELLE SINGOLE PICCOLISSIME VICENDE UMANE RISPETTO ALL’IMMENSITA’ DELL’AMBIENTE UNIVERSALE IN CUI EGLI DIMORA. IL REGISTA NON SA DARSI RISPOSTA. CONTINUAMENTE INTERROGA DIO, ATTRAVERSO I PROTAGONISTI, CHIEDENDOGLI IL PERCHE’ DEGLI EVENTI, DELLA NASCITA, DELLA MORTE, DEL DOLORE E DELLA GIOIA. MA DIO E’ MUTO, QUASI INDIFFERENTE ALLE VICENDE UMANE, CHE APPAIONO NON LEGATE AD UN DISCORSO PROVVIDENZIALE, MA SOTTOMESSE AL CASO E NEANCHE AD UN DESTINO INFERIORE. LA MORTE DI UNO DEI TRE FRATELLI VIENE VISSUTA IN MODO DRAMMATICO DAL FRATELLO MAGGIORE, CHE SI PORTERA’ QUESTO STRAZIO FINO AL MOMENTO IN CUI, DA UOMO DI SUCCESSO E DI BUSINNES QUAL’E’, SENTIRA’ PREPOTENTE L’URGENZA DI COMPRENDERE IL SENSO DELLA VITA. E IN SINTESI COMPIRA’ UN CAMMINO, PERCORRENDO DESERTI, LAGHI SALATI, FINO A CAMMINARE SULLE ACQUE E RIABBRACCIARE I PROPRI CARI, ORMAI MORTI: PADRE, MADRE, FIGLIO. SIMBOLO DI UNA TRINITA’ LATENTE NELL’UOMO, TRINITA’ CHE EMERGE NELLA SCELTA DEL PROTAGONISTA FANCIULLO, IL QUALE SI TROVA INNANZI A DUE VIE: QUELLA DEL PADRE, IL RIGORE, LA FORZA, LA SEVERITA’; E QUELLA DELLA MADRE, LA COMPASSIONE, LA DOLCEZZA. LACERATO DAL DUBBIO, IL RAGAZZO, IN BILICO TRA QUELLE CHE IL FILM FIN DALL’INIZIO CHIAMA “VIA DELLA NATURA” SIMBOLEGGIATA DALLA RUDEZZA DEL PADRE CHE TUTTO VUOL SOTTOMETTERE A SE’, E LA VIA DELLA GRAZIA SIMBOLEGGIATA DA QUELLA MADRE CHE NON FA ALTRO CHE DARE AMORE E PROTEGGERE, CAPIRA’, QUASI ORMAI FATALMENTE DESTINATO AD IMITARE IL PADRE E A RISPONDERGLI CON GLI STESSI MEZZI, AFFERMANDO LA PROPRIA LIBERTA’ DI COSCIENZA (“ORA IO FACCIO CIò CHE VOGLIO” DICE IL FIGLIO AL PADRE”), DECIDE DI GIUNGERE AD UN COMPROMESSO TRA LE DUE SFERE, COMPROMESSO DEFINITIVAMENTE COMPIUTO ALLA FINE DELLA PELLICOLA, QUANDO EGLI SI RICONGIUNGERA’ DEFINITIVAMENTE ALLA TRINITA’ DI SE’ STESSO: PADRE, MADRE E FIGLIO. MA C’E’ DI PIU’, E QUEL DI PIU’ NON DIPENDE CERTO DALLE INTENZIONI CONSCIE DI TERRENCE MALICK QUANTO DELLA SOLITA ISPIRAZIONE DALL’ALTO. QUESTO FILM E’ UNA BIBBIA IN SINTESI. V’è UNA GENESI DELL’UNIVERSO E V’E’ LA SUA APOCALISSE FINALE. IN MEZZO LA STORIA DELL’UOMO, IL CUI RUOLO QUI APPARIREBBE MARGINALE SE NON FOSSE PER LA POSSIBILITA’ DELLA SCOPERTA DEL SENSO DEL TUTTO OFFERTA ALL’UOMO STESSO. IL PADRE AFFIDA IL GIARDINO AL SUO PRIMOGENITO, GLI INSEGNA A CURARLO E CUSTODIRLO, MA SEMBRA CHE IL RAGAZZO, PUR SVOLGENDO IL LAVORO, NON NE COMPRENDA L’IMPORTANZA, E IL GIARDINO NE SOFFRE. OGNI VOLTA CHE IL PADRE TORNERA’ DA UN LUNGO VIAGGIO, IL FIGLIO MOSTRERA’ QUANTO POCO ABBIA CURATO QUEL GIARDINO. QUI V’è CERTAMENTE UN RIFERIMENTO ADAMICO, GIACCHE’ IL PADRE RAPPRESENTA DIO CHE OFFRE LA CUSTODIA DEL GIARDINO AL FIGLIO. COME ADAMO INIZIA UN VIAGGIO NEL TEMPO ALLA RICERCA DELLA VERITA’, ALTRETTANTO IL BAMBINO CERCA IN SE’ STESSO E NEGLI ALTRI IL SENSO DELLA VITA. IL PADRE RAPPRESENTA L’ASPETTO SEVERO DEL DIO DELL’ANTICO TESTAMENTO, LA MADRE L’ASPETTO MISERICORDIOSO DELLO STESSO DIO. IL FRATELLINO MORTO E’ L’AGNELLO SACRIFICALE CHE SCUOTERA’ IL PROTAGONISTA A TAL PUNTO DA INIZIARE UN CAMMINO DI REDENZIONE, CHE CULMINA COL SUO ATTRAVERSAMENTO DI UNA PORTA. EGLI ABBANDONA LE LUSINGHE DI UN MONDO ALLA DERIVA, OVE LE PERSONE, A DETTA DEL PROTAGONISTA, SONO SEMPRE PIU’ CINICHE E ARROCCATE SU SE STESSE. LA MORTE DI UNO RAPPRESENTA LA SALVEZZA DELL’ALTRO. HO LETTO LE CRITICHE SU INTERNET QUI E LI’, E CIO’ CHE MI E’ BALZATO ALL’OCCHIO E’ LA RABBIA DI ALCUNI PER AVER INTRAVISTO UN DIO SENZA UN CRISTO. IN QUESTO FILM, DIO SEMBRA TROPPO LONTANO DALL’UMANITA’, E NON C’è UN MEDIATORE. EPPURE L’ATTEGGIAMENTO DEL PROTAGONISTA E’ QUELLO DI UN UOMO CHE HA COMPRESO CHE LA VERITA’ VA CERCATA E CHE DIO STESSO VA CERCATO, IN QUANTO OGNUNO E’ MEDIATORE TRA SE STESSO E DIO IN LUI. LA MADRE E LO STESSO PADRE GLI INSEGNARONO CHE OCCORRE SEMPRE MERAVIGLIARSI, SOPRATTUTTO DELLE PICCOLE COSE. E CREDO CHE IN FONDO, ANCHE SE ESPRESSO IN MODO SEMPLICISTICO, QUESTO SIA IL MESSAGGIO PIU DIROMPENTE DEL FILM. NON E’ DIO AD ESSERE MORTO, MA LE NOSTRE ANIME SONO MORTE ALLA RIVELAZIONE CONTINUA E PERPETUA. IL RESTO, SE ESISTE, LO DOVRETE INTUIRE VEDENDO QUESTO CAPOLAVORO

TREE OF LIFE DECODIFICATO (IN PARTE)ultima modifica: 2011-05-27T17:02:00+02:00da mikeplato
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8 Responses

  1. tabor
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    Grazie, Mike, per questa recensione superlativa.

  2. tabor
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    ora, quando andrò a vederlo, terrò gli occhi ben aperti

  3. tabor
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    Notata una cosa. Hai fatto bene a scrivere con questi caratteri chilometrici. Che entri bene nella mente e nell’occhio. Sono concetti di spessore anni luce, direi; come può fare una mente umana ad abbracciare tutto ciò?
    E come si fa a rimanere inerti ad un film del genere, con tutta sta carica? E’ chiaro che “parlerà” solo a quelli che riusciranno a sentire. Come al solito.

  4. Nando
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    Oltre al titolo abbastanza esplicito, mi vien da dire che ricorda tanto il percorso spirituale della Kabalah…

  5. Nando
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    Oltre al titolo abbastanza esplicito, mi vien da dire che ricorda tanto il percorso spirituale della Kabalah…

  6. Trisixnine
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    non l’ho visto e forse non lo riusciro’ a vedere a breve, ma il fatto che mezza sala si sia svuotata mi da il senso delle societa’ odierna… priva di valori.
    Un film se e’ angosciante/inquietante, confusionario o brillante si critica, ci si ragiona sopra e si commenta per ore…
    ma certo e’ che la gente e’ sempre piu’ narcotizzata e non vuole piu’ riflettere…
    ed ecco che il piu’ GENEROSO di tutti gli manda delle “sveglie” sotto forma di terremoti, tornadi, tsunami ed ora anche virus…
    Vi sta’ dicendo, SVEGLIATEVI, abbandonate il servilismo effimero per il servizio della verita’ o vi faccio cadere dal letto!
    Fatelo e vi difendero’ dagli Arconti o a loro lascero’ il vostro ultimo tormento!

  7. Andrea
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    UN’APOCALISSE ZOMBIE
    DI MIKE ADAMS
    Natural News

    Anche se sembra incredibile, questo non è un pezzo satirico o uno scherzo. Il CDC (Centers for Disease Control) americano, da sempre impegnato nella fiction dell’influenza suina e in altre cosiddette “pandemie”, avvisa ora il pubblico che gli americani si dovranno preparare a un’apocalisse zombie.

    In una voce del blog del 16 maggio del sito CDC.gov, Ali S. Khan chiede: “Da dove vengono gli zombie e perché amano così tanto cibarsi di cervelli?” L’articolo prosegue dicendo che “gli zombie potrebbero avere il controllo di interi paesi, si aggirano per le strade delle città mangiando ogni essere vivente che trovano sul loro cammino”. La proliferazione di questa idea ha spinto molte persone a chiedersi: “Come mi preparo per un’apocalisse zombie?”

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=8387

  8. Trisixnine
    at |

    Be’ Andrea, se questo e’ vero vuol dire che il film The Road (“http://www.imdb.com/title/tt0898367/”) e’ profetico. 😉

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